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venerdì 15 novembre 2013

Grazie

Il vostro affetto, la responsabilità che sento verso di voi, una bella pennica di due ore, e, non trascuriamolo, il fatto di essere portatore di alcune ovvie verità scientifiche, mi hanno dato la forza di salire con dignità il Golgota del castacriccacoruzzzionebruttosemopeggiodeglialtrioglialtrisomejodenoierprobbblemanunèleuro.

Against this background, Santoro ha dato una lezione di grande televisione a chi ne aveva un gran bisogno.

Come vi ho sempre detto, quando chiudi una porta, soprattutto se la sbatti bene, si apre un portone.

Andiamo avanti.




(questo weekend festeggio il compleanno del blog con il mago Saruman, l'oligarca russo, il mio spin doctor preferito, e naturalmente rockapasso, Uga e er Palla... Poi si ricomincia...)


(ah, a proposito, non dimenticate che...)


(ultim'ora! Un affettuoso ringraziamento anche a Valerio per questa sua simpatica email:

Dopo queste due ore di arroganza straripante posso trarre almeno una conclusione matematica logica:
Se a "comunicare" le strategie economiche ci sono arroganti fastidiosi come lei...non abbiamo speranze.

Si dia gentilmente una ...chiodata in testa!

Caro Valerio: io posso essere anche più arrogante. Ma essere più mediocri di te è veramente difficile!)



155 commenti:

  1. però a quegli studenti andati all'estero vorrei rivolgere una domanda: ma occorre andare così lontano per perdere il senso delle proporzioni?

    Siamo corrotti, sì lo siamo, lo siamo sempre stati, all'incirca dai tempi degli imperatori romani. Che belli gli inglesi che si dimettono per la zappetta dell'orto in nota spese! però si tengono per anni un leader dal nome Tony Blair che scatenò una guerra in Iraq sulla base di prove false, e che egli sapeva essere false, sull'esistenza delle armi chimiche: quella guerra provocò centinaia di migliaia di morti civili inutili. Sicuramente tutte le bombe sganciate saranno state regolarmente rendicontate e acquistate nel puntuale rispetto della legge inglese sugli appalti pubblici.

    Dal nord europa la lezione che mi sento di trarre è che, se non vuoi sporcare le statistiche con i reati di corruzione, basta renderne legali alcuni e dargli il nome di lobbismo, che fa più trendy.

    Il problema che vedo legato alla corruzione in Italia è che con questo sistema i corrotti hanno finito per fare gli interessi dei creditori esteri, violando le leggi per consentire un più agevole recupero crediti.

    Buon studio e buona pemanenza all'estero: il modo migliore per interiorizzare il fatto che tutto il mondo è paese.

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    1. All'epoca ho vissuto le stesse sensazioni. Da un paese immobile con figli nipoti, cagnolini che prendono il tuo posto e tu che sei relegato a fare lavoro da tecnico, arrivi in un paese che non e' il massimo, ma che cmq ti offre molto piu' di quello che ricevevi nel tuo paese natio.
      E' difficile poi astrarre il perche' di tutto e dividere cio' che e' giustizia e cio' che e' macroeconomia. A mio avviso, e' necessario andare all'estero, ma poi tornare per portare il meglio. Mi scontro ogni giorno con un modo di agire deleterio ed assurdo, figlio del "si e' fatto sempre cosi'". Oggi l'Italia e' la patria del senza senso, dell'assurdo e del grottesco, che siano fenomeni indotti, poco importa. Dopo il collasso del sistema che non si ricostruisca alla stessa maniera.

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    2. c'è da aggiungere anche una cosa, secondo me. Se non ho capito male il sistema che prevede una maggiore indipendenza della magistratura rispetto al potere politico ce l'abbiamo noi. Nel mondo. Mi sembra quindi ovvio che i politici qui vengano, almeno in qualche caso, messi sotto controllo più facilmente. Un'altra conseguenza è che, dato il presupposto di una maggiore indipendenza dei nostri magistrati, non avrebbe molto senso fare confronti sul numero di reati della politica emersi: gli altri nemmeno li cercano e se non cerchi non trovi.
      Questo ci starebbe?

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    3. E lo scenziato, che doveva testimoniare contro l'esistenza delle armi di distruzione di massa, trovato morto, ce lo vogliamo dimenticare?

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    4. Due alternative riguardo ai grigi giovanotti: un'istruzione superiore, sommata ad una - probabilmente breve - esperienza internazionale, non bastano a farti capire che la realta' e' leggermente piu' complessa di quel che si dice al tiggi' o al bar. Oppure piu' semplicemente alla televisione i pensanti, i riflettenti, i dubbiosi, i curiosi non entrano. Almeno avessero citato Wittemberg vs. Concilio di Trento...

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  2. Grazie a lei prof. e un profondo grazie alla sua famiglia a cui anche noi dobbiamo qualcosa...

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  3. ho appeno visto che la poesia era già stata pubblicata in un precedente post da lei rilasciato. Credevo non fosse stato caricato. Scusi il disturbo ma è la prima volta che commentavo, non ero pratico. Buona giornata ancora

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  4. Grazie a lei. Certi argomenti, certi grafici portati in prima serata hanno un grande valore. L'ho seguito fino alla fine, strano. A me Santoro non sta simpatico, non mi piace, ma ieri ha fatto - per quanto possibile - buona tv.
    Meno Travaglio, specie con quel brutto finale in cui - sintetizzo - ha detto che comunque fuori dall'€ l'Italia resterebbe sempre la solita merda. Quello mi ha dato veramente fastidio.
    Su Fassina non so. Secondo me lei Prof un po' si è divertito a girare il coltello nella piaga e a rimarcare che Fassina le cose le sa eccome, qualche volta le dice, ma a volte deve dire il contrario. Chissà se a fine trasmissione era tormentato... :-)
    Buon meritato riposo.

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  5. Per ora solo dei veloci complimenti per l'intelligenza, la misura e la serietà della tua partecipazione di ieri a servizio pubblico. davvero una grande dimostrazione di responsabilità e di capacità piena di speranza. ma ne riparleremo, perché anche la nostra soddisfazione è stata grande.

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  6. Per l'intelligenza che le ha dato ringrazo Dio,
    per averla coltivata e messa al servizio di noi tutti ringrazio lei.
    Grazie prof!

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  7. Ah, gli espatriati... anche loro contadinelli con la testa china sui loro cavoli (come del resto il sottoscritto fino a due anni fa) che non si sono chiesti come mai in Inghilterra ancora c'e' un sistema universitario con fondi adeguati (anche se di certi dipartimenti è stata fatta carne di porco due anni fa attraverso tutto il paese...) e a cui non hanno raccontato nulla, riguardo l'accesso allo studio, di quel che è stato demolito qua con 20 anni di tagli. Quanto sarebbe loro costata l'istruzione univesitaria se l'avessero compiuta nel Regno Unito? Sarebbero riusciti a ripagare il prestito studentesco?
    Comunque Santoro ha dato prova di grandissimo mestiere, dando una gran lezione all'ingabbiato di turno, tutto chiacchere e distintivo.

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  8. Non ho visto la puntata, purtroppo anche se non guardo mai tali programmi di parte faziosi e sempre imbrigliati. Mi auguro che non sia stato interrotto 2000 volte quando ha spiegato il problema "euro". Mia moglie su facebook sulla pagina del programma ha letto molti commenti piccati su Fassina, va be è come sparare sulla croce rossa. ma il suo pezzo di questa mattina mi sembra ottimista, putroppo per mia esperienza quello è un programma dove la maggior parte degli spettattori sono piddini e perciò ne va con se il risultato. Ma come dice sempre lei dobbiamo solo aspettare speriamo per noi tutti che i tempi siano i più brevi possibili ne va della nostra vita. Sempre avanti Professore.

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  9. Caro Professore
    ancora una volta ha dimostrato di possedere una calma ed un autocontrollo fuori dal comune! La sua chiosa finale sul pd poi e` stata un momento sublime… avevo le lacrime agli occhi! Grazie

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  10. Carissimo prof,
    grande televisione fino ad un certo punto, perché è vero che ti hanno dato spazio e rilievo, e tu come sempre sei stato chiaro e convincente, ma ti hanno anche sommerso nel pantano della

    castacriccacoruzzzionebruttosemopeggiodeglialtrioglialtrisomejodenoierprobbblemanunèleuro

    non permettendoti a volte di replicare con chiarezza. Per non parlare di Travaglio che non ha saputo distinguere tra le tesi di un docente universitario, esperto in materia e autore di un tale libro, "Il tramonto dell'euro", e un giovinetto di 20 anni,
    intelligente e dotato, non dico, ma assolutamente privo di competenze in ambito economico.

    E dato che questa è sostanzialmente una crisi economica, mi sembra sia giusto rivolgersi ad un esperto, così come quando abbiamo il mal di denti ci rivolgiamo al dentista.

    Sono contenta che tu sia rimasto soddisfatto della trasmissione, IO NO ...

    E spero anche che tu abbia ragione quando dici che abbiamo vinto ...

    BUON WEEKEND !!!

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  11. Mi sono veramente ricreduta su Servizio Pubblico. Questa volta, davvero una trasmissione degna del suo nome. Me ne sono resa conto anche dopo, quando ho cambiato canale e sono ripiombata nel mondo delle futilità. Dò davvero atto a Santoro che sembrava interessato a capire e far capire. Che differenza, rispetto certi pollai... E non era neanche l'una di notte, incredibile! Complimenti per la chiarezza, prof.

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  12. Credo che il prof. Bagnai abbia detto delle ovvie verità che conoscono tutti, specialmente in Europa. Però le dette bene, anzi benissimo, e questo spaventa i potenti che hanno paura che la gente capisca.

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  13. Purtroppo, anche nella mia minuscola esperienza quotidiana di microdivulgatore del Verbo, il problema è sempre lo stesso: le spiegazioni sono "tecnicismi" noiosi, e comunque sapere qual è il problema non da soddisfazione che non danno soddisfazione.
    Si, il problema è l'euro e la soluzione è quella, ma non è questo che la gente vuole: quel che vuole è sapere a chi dare la colpa.
    L'ha spiegato bene ieri il ragazzo con la barbetta incolta: la parola chiave, per lui, è "responsabilità". Cioè: con chi me la posso prendere? Chi posso accusare e insultare? Contro chi posso urlare con la bava alla bocca?
    Perchè i tecnicismi, l'individuazione del problema e delle sue soluzioni, sono troppo faticosi, e non hanno voglia di pensarci.
    Per questo non sono così ottimista che le cose miglioreranno

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  14. Chiari, efficaci, puntuali i suoi interventi; ma il peggior sordo… ecc. ecc.
    Voglio sottolineare (a beneficio dell’onorevole Fassina, che suppongo assiduo lettore di questo blog) solo una frase: "Il PD in Italia ha inibito qualsiasi dibattito che mettesse in discussione questa idea di Europa monolitica, granitica, che ci avrebbe salvato” (2:33). Questo è. Il dibattito il PD deve per prima cosa saperlo fare al suo interno, perché i partiti dovrebbero essere questo: uno spazio in cui la razionalità dialogica ha la possibilità di dispiegarsi, e di diventare poi azione politica. Se il PD non fa questo non può chiedere consenso (e infatti, se guardiamo i risultati…).
    Sono ormai convinto che qui e adesso ci voglia un partito che abbia come orizzonte immediato non l’andare al governo, ma lo svolgere il ruolo di una opposizione che sappia costruire una egemonia di segno diverso da quella attualmente imperante; lo spazio politico c’è, occorre avere una strategia per occuparlo.

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  15. bravo! chiaro e calmo, e bravo anche Santoro, nonostante abbia dovuto concedere fin troppo al moralismo pettegolo che tutti vogliono contrabbandare per politica

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  16. grazie professore, ci rende orgogliosi.....tra tanta nullità e ignoranza, è una delle pochissime luci che ci guida nel buio.......

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  17. Complimenti Professore; ieri sera è stato impeccabile.

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  18. in oltre 3 ore di chiacchiericcio non e' riuscito a dire che dovevamo uscire dall'euro...

    in compenso abbiamo appreso che Fassina e' uno statista...

    ma mi faccia il piacere...

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    1. Beato te! Devi essere un ortotterino. Non hai capito che siete morti?

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    2. ogni volta che fassina veniva citato dar cavajere nero, sudava come i messicani vittime dei film western!

      infine, ricordiamoci che senza l'euro saremmo merda, un pò come mattei, olivetti, marconi, meucci, volta, rambaldi...

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    3. La coreggo, è un memmetaro, il grillino avrebbe detto: "troppoteneroconlacastavuolelapoltronapurelei"

      Visto sul sito e non potevo credere alle mie orecchie e occhi: si discuteva come a Telenova!

      Travaglio è accecato dalle ca..te in cui crede. Il fantasma di Padoa Schioppa era dietro di lui:"Non fidarti..arti...arti..arti..Sono i soliti.. oliti..oliti. Sono stalisti...isti isti..isti..Che cacchio scriverai d'ora in poi ..oi ...oi...oi"

      "Meglio stare sull'Iceberg". Ci siamo già, sull'Iceberg, e il biglietto è uno dei piu cari della storia d'Italia. Ache gli Iceberg hanno la terza classe, caro Marchino.

      grazie per il post di "Sonja": di un sincronismo perfetto per un mio fatto privato. Che bella coincidenza!

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  19. Per lei, professore, ho rivisto una puntata di Santoro dopo vari anni.

    Mi è sembrato che - forse anche per l'impostazione data dal conduttore alla puntata - la principale contrapposizione emersa sia tra coloro che pensano che "macroeconomics rules" (lei e Fassina, salvo poi dare letture macroeconomiche in buona parte diverse) e quelli che invece ritengono che la crisi sia causata dalla Kasta/Partitodellaspesapubblica (Travaglio e gli emigrés) - con Grillo a impazzare liberamente tra questi due poli con la sua macroeconomia da strapazzo e con Santoro a tentare una sintesi, mai peraltro del tutto appagante.

    Si aspettava la suddetta contrapposizione oppure si attendeva piuttosto un scontro frontale con Fassina sulle responsabilità di chi ci ha portato all'euro e sul tema del più-Europa?

    Secondo lei dovrebbe essere prioritario convincere quelli del partito antiKasta che esistono vincoli macroeconomici più importanti delle cene di Berlusconi oppure portare le Fassine ad aderire a una corretta lettura macroeconomica e alle conseguenti posizioni politiche?

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    1. Chi ha dalla sua parte 60 anni di ricerche scientifiche può anche risparmiarsi la fatica di "convincere" chi non sa o non vuole sapere. Perdonatemi, ma certe persone di poco peso (casta ecc.) lasciamo pure che siano spazzate via dal vento della SStoria.

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  20. Complimenti Professore, la sua più efficace prestazione in tv, al pari di quelle di Telenova, modo di parlare, tempi, tutto è stato praticamente perfetto. Ha combattuto nel modo migliore quelli della castadebitopubblicobruttoecattivocorruzione, magistrale la sua replica agli studenti all'estero ed anche nel modo in cui si è posto nel dibattito con Fassina (sottolineando i punti in comune, ma anche le conclusionio diverse a cui giungete senza alcuna polemica). Quando parlo di efficacia, lo faccio nel senso più autentico del termine, penso che ieri il suo messaggio abbia raggiunto il maggior numero di persone possibile in modo chiarissimo. Santoro mi ha sorpreso, pensavo che l'avrebbe interrotta continuamente sul più bello, ma dovevo immaginare che, se non avesse ottenuto certe garanzie, non avrebbe partecipato alla trasmissione. Persino Paragone adesso lascia parlare un pò di più i suoi ospiti anti-euro, vedi puntata di Mercoledì sera con Bellofiore e l'ottimo Diego Fusaro. Un enorme grazie a nome mio e soprattutto di mia figlia di cinque anni. Alberto, non scherzo, la tua opera di divulgazione così efficace, è l'unica luce che vedo in fondo al tunnel per il futuro mia figlia, ed al momento è l'unica buona testimonianza che mi sento di poter rivendicare quando sarà più grande.

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  21. Santoro è subdolo. Perchè mai si dovrebbe dare tanta importanza a un gruppetto di ignorantelli, soltanto perchè vivono a Londra? Ci può stare che raccontino la loro storia personale, ma è assurdo che si mettano a dare lezioni di economia e politica.
    Li hanno presentati come "quelli che vedono l'Europa dal di fuori", e questo basterebbe a considerarli degli esperti di economia? La vedranno anche dal di fuori l'Europa, ma hanno tirato fuori i soliti luoghi comuni della stampa mainstream!
    Hanno parlato più loro di un viceministro e del prof.Bagnai!
    Per fortuna quando uno di loro che si atteggiava particolarmente ad espertone (infatti l'hanno fatto intervenire per primo) ha tirato fuori il luogo comune della produttività Bagnai l'ha prontamente sbriciolato spiegandogli che la produttività in Italia ha iniziato a scendere nel 1997 quando è stata rivalutata la lira...
    Ovviamente non sono ragazzi scelti a caso. Sono quelli che recluta quel viscidone di Travaglio alla London School of Economics.
    E poi Travaglio! Prima fa la sua solita sparata sulle pensioni d'oro, poi ammette che non capisce niente di economia. Visto che se lo è detto da solo, perchè non resta a casa la prossima volta?


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  22. Grazie davvero prof! Vedere Fassina ammettere tutto quello che qui si dice da mesi, salvo poi fare una comica retromarcia e precisare che serve "più Europa", non ha prezzo. Le obiezioni che le hanno fatto erano così banali che avrei potuto rispondere anch'io: ora le opzioni sono due, o ho appreso bene i suoi insegnamenti o le obiezioni erano davvero inconsistenti...ma a pensarci bene, le due opzioni non si escludono a vicenda...

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  23. In effetti ieri Santoro e' stato eccezionale.
    Una bellissima puntata.
    Ti confesso che avevo dei dubbi, e pensavo che alla fine si sarebbe parlato del PD che trucca i congressi e del PDL che si spacca.

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  24. approvo anche la decisione di non attaccare frontalmente Fassina, riconoscergli i meriti che ha, di fargli comunque un po' male ma non troppo. Spero che dopo questo emerga dentro al PD quella componente più critica verso l'euro, in modo che il dibattito si faccia strada anche in quel partito.

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  25. Grazie Prof. per per aver lottato un'altra volta contro i luogocomunismi imperanti con pacatezza e razionalità. Sono stato piacevolmente sorpreso dalla conduzione del Dr. Santoro, lucida, equilibrata e priva di pregiudizi; allo stesso modo mi ha sorpreso, in senso negativo, come " i ragazzi della LSE" si siano spaventati davanti a dei grafici chiari definendoli tecnicismi economici. Grazie ancora Prof..

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    1. ...ma alla LSE si può stare in tanti modi. Credo ad esempio che abbiano anche una mensa studentesca, nella cui cucina sicuramente lavorano degli italiani.

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    2. I ragazzini della serata hanno dimostrato chi sono i cervelli in fuga (dalla testa che li contiene) o semplicemente chi sono gli ambiziosi alla Draghi che sgomitano per le poltrone.

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    3. Sinceramente non mi sono sembrati dei draghi. Venire da LSE e non sapere cosa sia la produttività... Credo che cinque voli per Londra costassero più di altrettanti biglietti dell'Atac da Tor Bella Monaca. Triste vedere dei giovani far discorsi qualunquistici da pensionati, per di più per difendere un sistema nel quale non avranno mai pensione.

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  26. Complimenti professore, grande performance, mi spiace solo che non abbia potuto spiegare la sua tesi ,ben svolta nel suo libro, del rapporto stretto che c'è tra le innovazioni normative dovute alle istituzioni europee e l'aumento della corruzione in italia.
    Ma forse era troppo far digerire anche questo ad una platea di poveri piddini...

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  27. La cosa più sconfortante di questo disprezzo per i "tecnicismi" è che viene da persone che sicuramente hanno accolto il governo dei "tecnici" con entusiasmo, nella convinzione che ci avrebbe mondato dei nostri peccati. Ma provare a discuterli criticamente questi tecnicismi? A che ti serve la LSE, se non sei in grado di farlo, per di più sottintendendo che tanto la gggente non li capisce? Per capire come ha funzionato la disinformazione economica in Italia è sufficiente pensare che per anni erano gli stessi conduttore del talk show che al primo accenno di cifre e grafici sbottavano con un: "non perdiamoci in tecnicismi, il pubblico a casa non capisce"

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  28. Grazie a lei professore. Quello di ieri è stato, secondo me, un giorno molto importante per il nostro paese. I nostri ragazzi (all'estero e non) hanno un disperato bisogno di un genitore di cui essere orgogliosi, non di sentirsi dire che sono figli di mignotta.

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  29. Non sopravvalutate la categoria degli studenti, non sono niente, non è l'essere studente iscritto alla cazzo di università di inculoalmondo che ti rende studente. Sono iscritti, vasellame in cui puoi infilarci tutto, e lì sta.

    Aggiungo: i proEuro, quelli che le riforme e bla bla bla non hanno capito ancora che se il dibattito è sui drammi dell'Euro, a loro gli va anche bene, perché bene o male anche i polli ormai sanno che qualche asimmetria si è creata ed è difficile negarlo. Tralascio l'assurdità logica di sfottere chi crede che "uscire dall'Euro risolve i problemi strutturali dell'Italia" ma considera lungimirante e acuto chi pensava che una moneta potesse risolvere i problemi dell'Italia. La stessa cosa vista dall'altro lato, ma loro non lo capiscono e giù a ridere!

    Il bello arriverà quando si riuscirà a discutere seriamente di queste "riforme", che sono propaganda slegata dalla storia e dalla realtà. A quel punto seriamente ci si renderà conto del livello infimo di studenti e (certi) docenti.

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    1. E dove sarebbe l' assurdita' logica? E' una proposizione assolutamente sensata invece (sulla cui verita' o meno e' ben piu' difficile discutere), che esista chi non solo non ne accorga ma sproloqui invece con boria di "assurdita' logiche" e' a sua volta assurdo.
      Io voglio solo capire come facciate ad essere sicuri di avere ragione, quando non si riesce a leggere una pagina una del blog senza trovarvi inaccuratezze ed aporie: non ho alcun vezzo di contrastare od appggiare le vostre idee (per paradosso estremo, condividiamo il parere sulla scelta migliore), ma tra 50 anni quando avro' un nipotino sulle ginocchia voglio almeno potergli raccontare, "vedi io quei signori li' li ho seguiti e cercati di capire sin dall' inizio...".

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    2. "...ma senza riuscirci, nipotino mio, perchè nonno anche da giovane era un po'..zzzzzzzzz"
      L'assurdità logica è che chi dice che uscire dall'euro non risolverà i problemi strutturali sono gli stessi che dicevano che entrare nell'euro li avrebbe risolti.
      L'assurdità logica è pensare che i problemi strutturali si risolvano stando in un sistema che ci impedisce di spendere i soldi necessari
      E' più chiaro, adesso?
      saluti al nipotino, e quando ti chiederà i soldini per il gelato, non lesinare sulle lire (e quando non vorrà la pappa, raccontagli di quando c'era l'euro e i bambini non avevano da mangiare)

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    3. No marco, mi dispiace, non è sensata. Però puoi comunque dirmi perché lo sarebbe, io non ho problemi a discutere serenamente.

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    4. Speriamo che il nipotino possa nascere in un mondo migliore di questo, e soprattutto con l'umiltà che manca a molti giovani. Quello che vi hanno messo tra le natiche, cari ragazzi, è il vostro futuro, non una chiavetta USB con la conoscenza; quella, insieme a tante altre qualità, necessita di sudore e tempo.

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    5. Istwine, innanzitutto per sensato intendo, "che puo' essere vero o falso", o similmente "non necessariamente tautologico o contradditorio".
      Per provare la mia asserzione quindi, che il criticare chi dica che uscendo dall' Euro non risolveremmo problemi strutturali non sia contradditorio con il pensare che entrare nell' Euro risolva problemi strutturali, basta mostare un esempio vero (la proposizione evidentemente non puo' essere una tautologia, e gli esempii falsi abbondano!).
      L' individuo A crede, per esempio, che i problemi strutturali siano, l' essere governati solo dalla classe politica italiana. L' individuo A e' forse sciocco, ma non insensato: entrare nell' Euro vuol dire ridurre l' influenza dei politici italiani, uscirne l' aumenta. Ecco quindi che, non essendosi accordati sulle definizioni, ci si fa ingannare da un' affermazione come la Sua, apparentemente a prova di bomba ma fallace. Capita a tutti su base quotidiana per carita', anche a genii assoluti: c'e' sempre poi chi, come l' amico Francesco Fois, ne fa un vanto. Saluti

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    6. Non sono affatto esperto di logica, però qualcosa ricordo di una breve introduzione. Come al solito: aggiunte e correzioni ben accette (da competenti).

      Esaminiamo innanzitutto la questione del sensato: da quando in qua la logica si occupa del senso, ovvero del significato (non ci interessano qui eventuali distinzioni fra i due termini)? Mi risulta che la disciplina si è occupata, sin dai tempi antichi, della forma dei ragionamenti, classificati in veri o falsi, non del significato (qui andrebbero fatte delle precisazioni tecniche, ma le ometto per semplicità).

      Non mi risulta affatto invece che sensato si possa intendere come «"che puo' essere vero o falso"» (tautologia o contraddizione). Per esempio la voce sensato del vocabolario on-line della Treccani riporta questo significato al punto 1. (l'altro non ci interessa): «Che ha, che dimostra buon senso; assennato, ragionevole». Non dice nulla della forma, rimanda al senso.

      Veniamo a ciò che ha scritto istwine: «assurdità logica». Marco, con la sua osservazione, pare voler far notare a istwine che si può affermare che il ragionamento della controparte è logicamente assurdo, in senso formale, solo se è strutturato in forma di contraddizione. In questo caso non lo è. Peccato che nella sua arringa si è appellato confusamente a un miscuglio di senso (semantica) e forma (sintassi).

      Inoltre a me pare che istwine si riferisca al significato comune, informale, di logica. Cioè mi sembra preoccupato dal senso dell'argomentazione, non della sua forma. Ovvero, da quello che si conosce della realtà economica italiana, trova che abbia smarrito il senso chi «considera lungimirante e acuto chi pensava che una moneta potesse risolvere i problemi dell'Italia».

      La fotografia di un pescetto rosso al primo lettore che indovina chi è il seguace di Etarcos in questo caso.

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    7. Vi ringrazio di aver dedicato tanta cura a un semianalfabeta che si atteggia ad espertone. Certo, con la visibilità aumenterà il seguito. Ma noi sopravvaluteremo questo blog, tenendo l'asticella alta. Non ce lo chiede l'Europa!

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    8. @ marco15 novembre 2013 20:16

      “Per provare la mia asserzione [...] basta mostare un esempio vero”

      Attualmente, su circa 190 nazioni, solo 18 hanno l'€, e sono quelle che non riescono ad uscire dalla crisi, salvo la Germania che entrò nell'EZ solo dopo aver compreso che ne sarebbe stata la prima se non l'unica beneficiaria, e infatti fino ad ora riesce a stare a galla perché ha raccolto a valle i frutti degli squilibri che l'EZ ha creato a monte a scapito di tutti gli altri paesi Ue.
      Può andare come esempio?

      “L' individuo A e' forse sciocco, ma non insensato: entrare nell' Euro vuol dire ridurre l' influenza dei politici italiani, uscirne l' aumenta”.

      Più che insensato probabilmente è distratto. La Commissione europea è composta da 25 commissari, “scelti in base alle loro competenze”.
      Nel periodo 2004-2009 il rappresentante italiano era Franco Frattini, in qualità di commissario responsabile per il portafoglio di Giustizia, libertà e sicurezza.
      Attualmente il rappresentante italiano è Antonio Tajani, ex monarchico fondatore di Forza Italia e fedelissimo di Berlusconi, nelle vesti di vicepresidente della Commissione europea; già responsabile dei Trasporti, è ora responsabile di Industria ed imprenditoria.
      La Commissione europea ha circa 24.000 dipendenti. Un costoso esercito di burocrati (casta-cricca-lobbies-corruzione) che dal limbo di Bruxelles pretendono di legiferare a scapito di 500 milioni di persone, senza minimamente curarsi delle differenze di tradizioni, stili di vita, cultura, atavismi, consuetudini, ecc., che intercorrono tra loro. E sì che a Bruxelles dovrebbero saperle queste cose, visto che a 180 anni dall'indipendenza valloni e fiamminghi ancora non si parlano né si sopportano.

      Entrare nell'€ ha significato perdere progressivamente l'autonomia in materia di politica economica a suon di Fiscal compact, Two pack, ecc., ma la “classe politica italiana” non solo è rimasta dov'era, ma grazie allo slogan “lo chiede l'Europa” ha addirittura abbandonato lo schema della finta contrapposizione tra liberali e progressisti, per approdare allo schema delle “larghe intese” - ovviamente nel segno del “più Europa” -, ossia un artificio retorico equivalente a “governo tecnico”, o “governo di scopo” che dir si voglia, che poi sarebbe l'escamotage che i politici usano per evitare di mettere la faccia su ciò che corrisponde alla summa dei loro precedenti fallimenti, e chiedere alla nazione – vale a dire ai salariati e ai pensionati - l’ennesimo sacrificio in nome dell’“unità nazionale”, della necessità di salvaguardare il “sistema Italia”, della “tenuta dell'euro”, ecc.

      Nel frattempo Letta, convinto europeista a prescindere, e primo capo di governo inox 18/10, si è appena accorto che “un'Europa di solo rigore impedisce la ripresa”.

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    9. marco,

      Capisco il tuo discorso e per quanto Correttore abbia evidenziato qualche forzatura, ci sta, ma ci sta a grandi linee. Io ho usato il presente "considerano", cioè considerano ancora nel 2013 alla luce dei fatti. Qua sta il problema, perché la prova che imporre un vincolo non abbia funzionato è sotto gli occhi di tutti, e allora a che pro considerarli lungimiranti e acuti ancora nel 2013? Se poi la dicitura "assurdità logica" non è corretta bene, ammetto di averlo utilizzato nel senso comune e allora accetto la critica. Rimangono comunque degli incompetenti e questo è il punto.

      Sarei comunque curioso di conoscere inaccuratezze e aporie.

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    10. A proposito del leitmotiv castacriccacorruzione, studentesco e non, prima cito e poi commento:
      'I direttori generali delle fasce di stipendio più alte percepiscono, si dice, una retribuzione che è quasi doppia di quella di analoghi funzionari in Germania, Il 10 per cento dei loro introiti è esentasse, così come gli eventuali rimborsi forfettari di viaggio, i contributi per la casa, i figli e la loro istruzione. Chi non lavora nel proprio paese riceve il 16 per cento di maggiorazione per l'estero. Anche i trattamenti pensionistici sono degni di nota. Un normale funzionario lascia il servizio a 63 anni al massimo, però può accedere al prepensionamento già a 55. Da una persona interna alla Commissione si è appreso che a questi privilegiati le cose vanno bene al punto che è già capitato di "doverli costringere con la forza a lasciare Bruxelles" '.
      (H.M. Enzensberger, Il mostro buono di Bruxelles, Einaudi, To, 2013, p.17, Suhrkamp Verlag Berlin, 2011, traduzione di Palma Severi ).

      Domanda, agli studenti e non, a mo' di commento: mi spiegate perché nel castacriccacorruzione non ci infilate costoro, magari snocciolando dati delle varie prebende, per suffragare o contestare il generico si dice riportato dall'autore?
      Risposta: perché gli ospiti di Bruxelles sono di tutti i colori e sapori, anche non italiani, e parlar male delle istituzioni europee, e annesso personale anche di paesi non ammaialati, non fa bello. E' solo un mio sospetto, ma sospettosa sono.

      P.S. Non cito a proposito di norme ricordate dall'autore su preservativi e cetrioli, non gli uni vicini agli altri - maliziosi, che pensate? - nel libro, ma solo in quanto non pertinenti al discorso. Sono proprio carine, come anche quelle sulla percentuale di "colorazione bianca oppure bianca tendente al verde" (pp. 21-22) di "agli e porri di categoria I" (p.21), "a meno che non si tratti di porri o agli precoci" per i quali è prevista una percentuale diversa. Screanzati lettori, non ridete così, altrimenti vi sentite male.
      Il virgolettato doppio (" ") è già virgolettato dall'autore, evidente citazione dalla normativa.

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    11. bella discussione. segnalerei due cose, la prima sugli studenti: sbaglio o i bravi ragazzi della LSE vengono tutti dal nord della nazione mentre i cuochi "albanesi" avevano chiaro accento meridionale? questo forse dovrebbe dirci qualcosa su come sta, ancora, il Paese al suo interno, e ariconfermare (ove ce ne fosse bisogno) ciò che il prof ha detto a inizio trasmissione: quer movimento de capitale umano, non ha riequilibrato, ma ampliato le diseguaglianze. questi spostamenti de persone, so' buoni quando uno sta in periodo positivo, perché la gente sceglie di andare, sceglie una diversa esperienza, non quando vi è costretta.
      Seconda cosa, per il nostro @Marco: (e pure questa il prof l'ha indicata chiaramente) i vizi son vizi e cerchiamo di toglierceli (come me quello del fumo), e questa è buona cosa, ma se uno pensa... che so... agli anni '70: ma perché non c'era la corruzione, l'evasione fiscale, il privilegio del politico, il megamanager con sette incarichi, il falso invalido, il cieco miracolato, ecc. ecc. ecc.? sì, c'erano. ma allora se i vizi sono sempre gli stessi (e anche sul fatto che siano proprio i nostri forse dovremmo farci prima o poi i conti, perché se sono i nostri magari vuole anche dire che siamo fatti così, mica possiamo sempre e solo dire che facciamo schifo...) se sono sempre gli stessi, prima e dopo euro, prima e dopo vincolo esterno, eppure prima il Paese correva e oggi è al palo, non viene in mente che nel mezzo c'è qualcosa che ha mandato in panne il motore?
      a me, francamente, non mi pare complicato da capire...

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  30. "Bisogna vedere se ci torno al fatto!"e vedere la faccia di travaglio è stato uno dei momenti più esilaranti!

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  31. Ho visto la trasmissione e l'ho trovata tra le più interessanti degli ultimi anni, doveroso un sentito ringraziamento al prof. Bagnai: penso che la strategia di comunicazione che ha scelto applicare sia stata estremamente efficace e che abbia dato i suoi frutti.

    Pare sempre più evidente che i tempi stiano maturando, molti segnali stanno giungendo da diverse direzioni (mi riferisco ad esempio ai recenti giudizi da parte dell'FMI e alla ritrovata attenzione della Commissione Europea agli squilibri interni delle partite correnti, ci sono voluti solo 6 anni in fondo).

    Divertente vedere il Partito Democratico che tenta di riposizionarsi per prendere l'onda al mascone, ma solo parzialmente e cadendo quindi in nuove contraddizioni, come quelle evidenziate dal prof. in trasmissione ("la crisi è alimentata dai liberi movimenti dei capitali, l'euro consente i liberi movimenti dei capitali, ma l'euro non è causa della crisi"). Notevole poi il tempismo di Santoro, l'impostazione che ha dato alla trasmissione mi fa pensare che abbia fiutato l'aria e capito che gli assetti stanno cambiando.

    Assistiamo alla krisis di questa crisi.

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  32. Complimenti Prof. ieri sera secondo me la sua chiarezza ha fatto fare un sonno agitato a molti habituel della trasmissione. Divertente l'arrampicamento sugli specchi del vice Ministro, ma incredibili l'accusa di nascondere con tecnicismi i soliti luoghi comuni sulle storture italiane.

    Inoltre Prof. Le voglio dire grazie, ma lo dico veramente di cuore, per quello che sta facendo per noi e per i nostri figli.

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  33. Grillo è morto, Travaglio pure, ma neanche Santoro può sentirsi tanto bene.

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  34. Prof, nel momento in cui fassina ha sparato quella boiata sull'aumento del debito pubblico in caso di uscita dall'unione monetaria e successiva svalutazione ho pensato che non si sia meritato il complimento che gli ha fatto ad inizio trasmissione, altrimenti il fassina è da ascrivere alla categoria di coloro che "mentono sapendo di mentire".

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    1. In quello stesso momento anche le mie convinzioni su Fassina hanno vacillato. Io ho sempre creduto che ci "facesse", ma forse forse ieri ho avuto la sensazione che ci "fosse"....

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  35. Il paradosso poi è che si spaventano dei tecnicismi e restano succubi della tecnocrazia...
    Se poi uno studente universitario si spaventa di fronte ad un grafichino...
    Comunque professore, spero che Santoro la abbia ringraziata per aver alzato il livello. Da oggi sarà più difficile tornare nella melma. Mi domando come il pubblico non bagnaizzato abbia percepito questo "evento", quali siano state le reazioni del pubblico tradizionale. Chissà se Santoro avrà ricevuto un buon feedback. Perchè ieri è stata una pagina importante per la televisione e magari se chi gestisce i media si accorgesse che il pubblico apprezza il ragionamento e la qualità... un adeguamento verso l'alto una volta tanto non sarebbe male e potrebbe pure essere contagioso.

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  36. Professore, va bene la sorpresa di vederla "sgabbiato", tra l'altro ad un orario decente e non da vampiri, va bene vederla a fianco al Fassina "che queste cose le sa bene" (come mi ricordo ebbe a dirgli in altro faccia a faccia), ma sentire dire da mia figlia di 10 (dico dieci anni) nell'istante della sua presentazione da parte di Santoro... " ah, il "SIGNORE" che ha scritto IL TRAMONTO DELL'EURO, il libro che leggevi sul treno mentre andavamo a Parigi lo scorso Capodanno" mi ha fatto sobbalzare dal divano....

    ps: mia figlia non l'ha letto (ancora); è un pò prestino...
    pps: io non la trovo arrogante; e chi lo dice non conosce Boldrin probabilmente.

    Mi stia bene e grazie ancora per la sua opera di divulgazione.

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  37. per caso è scritto da qualche parte che non ho letto, che in questo blog non sono ammesse critiche?

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    1. Guarda le istruzioni per l'uso e occhio 'ar cavajiere nero...

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  38. Non ho la televisione da anni, ieri sera un amico mi chiama dicendomi guarda c'e' Bagnai da santoro guardalo, oggi visto su youtubbe boia de STREPITOSO, fassina? mammamia da rigozzo a digiuno GRAZIE ALBERTO BAGNAI tosdcano come me.

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  39. Prof, come sempre grazie a lei! Purtroppo le conclusioni tirate da Santoro erano tutte indirizzate verso debitocastacorruzionebrutto! Questo certo rimarra' appiccicato nella mente delle persone che ancora seguono tali idee. Anche i suo sarcasmo nella discussione, secondo me, non e' stato sempre vincente perche' non consente sempre di comprendere il vero significato di quanto detto!

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  40. Pregiatissimo Professore,

    ho seguito ieri la trasmissione Servizio pubblico con la massima attenzione e non ho visto nessuno in grado di contraddire i suoi ragionamenti.

    L'affermazione che anche fuori dall'euro avremmo comunque la mafia e la corruzione non significa niente.

    Poichè nessuno ha portato una sola prova a favore dell'euro, mentre invece Lei ha fornito prove inconfutabili dei danni che ci ha fatto l'euro, intanto risolviamo il problema della trappola dell'euro. Anche perchè fare questo non è un impedimento alla lotta alla corruzione o alla mafia. Dico questo perchè ieri sembrava che i favorevoli all'euro sostenessero che se usciamo dall'euro non possiamo più combattere mafia e porcherie simili.

    Saluti Davide

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  41. Tralasciando l'ovvio rilievo che la qualità della trasmissione di Santoro è notevolmente superiore perché superiore è lo spirito di informazione che la anima, rispetto a quei programmi che sono eccessivamente interessati agli ascolti, e tralasciando che, data questa situazione notevolmente più favorevole per chi ha un discorso più complesso da fare e non può esprimersi solo con slogan, si può ben sopportare la presenza dei gggiovani che mostrano di avere il cervello ben ben preparato alle solite tiritere del genio guastatori, io ho notato una piccola novità.
    Forse mi sbaglio, ma per la prima volta, sulla bocca del professor Bagnai, la Germania non è apparsa come quella terra costellata di città evocative, come qualche commentatore qui aveva suggerito, dove la nostalgia di passeggiate nei viali alberati, al tramonto del sole, fra gli odori tipici, si ricollega al ricordo di vecchie bevute di birra nei locali storici, la nostra vecchia cara Germania dei ricordi di viaggi giovanili, ma quella terra che da oltre mille anni è popolata da genti particolarmente ostili a tutti gli altri abitanti di questa presunta supernazione di fratelli.
    Per la mia ottusa visione delle cose, questo è un lieto evento.
    Mappoi: fratelli de che?

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  42. ...Egregio Prof., da tempo la seguo qui e su Twitter, e grazie a Lei e al Prof. Borghi ho capito qualcosa.

    Mi auguro che altri cattedratici, con il cv più o meno lungo, trovino il coraggio di seguire il vs esempio e mettere la testa fuori dalla sabbia (vent'anni fa, quando studiavo economia politica all'università erano tutti keinesiani!), oppure di smetterla di menar il can per l'aia e dire chiaramente le cose come stanno (mi viene in mente un Suo valente collega, che tra l'altro seguo e apprezzo, di nome Gustavo).

    La povertà e la disperazione aumentano in modo esponenziale, e io nella mia attività di legale di provincia (quella già povera di suo) lo riscontro quotidianamente.

    La realtà istituzionale è pressoché tutta marcia.
    Grillo l'abbiamo visto e sentito, e non ci è piaciuto. Ora vuole pure tassare i consumi, che anche io che ho la terza elementare in economia, so che è recessivo.

    Ma qualcuno deve e dovrà dare delle risposte, sennò sarà la destra -quella brutta per intenderci- a darle, anche nel senso violento del termine, raccogliendo e manipolando la disperazione, anche e soprattutto, delle persone perbene.


    Grazie, di tutto.

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  43. Ultimamente sto vedendo la trasmissione di Santoro un po' per inerzia. Raramente ci sono puntate veramente interessanti. Quella di ieri lo era. Oggi ho comprato "il tramonto dell'euro" per il kindle e mi sono iscritto a questo blog. Le voci che escono dal coro dell' "euro o morte" mi sembrano importanti (e ben documentate). Canfora e per altri versi Rampini e Gallino. Siamo ancora in tempo a svegliarci ?

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  44. Ma quanto mi ha fatto incaxxare il ggiovane universitario con le sue affermazioni sulla produttività.

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  45. Bagnai, pur essendo un economista (brutta razza, come quella dei giuristi di cui faccio parte) devo dire che alla 7 è stato piuttosto chiaro e anche convincente sui punti base. L'unico punto debole: riferirsi sempre all'euro e poco ad aspetti sociologici ecc, ma del resto ognuno fa il suo mestiere.
    Se vincono alle elezioni europee i partiti anti-euro ( per semplificare) forse popolari e socialisti rivedranno le loro posizioni sull'Europa e l'euro nel senso che lei auspica o non cambia niente?

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  46. La tesi di Santoro era chiara e faziosa come suo solito. Chissà perché contrapporre i discorsi sulla corruzione con quelli sull'euro, come se fossero due tesi contrapposte, due diverse letture sulla crisi. I giovani "europeisti" erano poi da voltastomaco, meno male che se li sono presi fuori. Non ho mai sentito luoghi comuni più sciocchi e semplicisti... Fassina invece m'ha sorpreso è chiaro che si sta costruendo un'opposizione interna al governo... mi pare molto interessante il tutto... Spero che a partire da ieri il tema dell'euro possa essere preso in considerazione maggiormente in quella trasmissione... Resta un ottimo palcoscenico e Santoro nonostante la sua enorme faziosità il suo lavoro lo sa fare. Ah quasi dimenticavo TRAVAGLIO il suo cognome dice tutto... il suo oramai è cabarettismo.

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  47. Grazie a Lei prof. Una domanda come fanno certi elementi ad avere la sua mail personale?

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  48. Ma che mi dite dell'orizzonte temporale indicato da Fassina per incidere sulla politica economica europea?
    Il semestre di presidenza italiana. Nelle parole del PD sembra chissà che, sembra che solo con la presidenza avremo la possibilità e il potere di far cambiare rotta al Titanic.
    Ma alzi la mano chi sa qual è il paese che attualmente ha la presidenza (senza andare su wikipedia). No? E il semestre scorso? Neppure?
    vi ricordate almeno quando l'ha avuta la Germania, la presidenza?
    Vabbè, questa ve la dico io. Nel 2007.
    E allora come ha fatto frau Merkel a imporre la sua volontà, e a farci ingoiare il fiscal compact nel 2012, senza avere la presidenza di turno dell'Unione?
    Non sarà che il semestre di presidenza non conta una cippa, e che se vuoi incidere sulla politica economica europea non hai nessun bisogno di aspettare tanto, ma devi solo tirare fuori le palle, di qualunque materiale siano?

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    1. Qualche palla di acciaio per far durare questo governo zombi devono pur trovarla.... E il piddino se la beve.... :-)

      P.S. Ogni tanto mi manca il post dove il prof. faceva la differenza tra 1) piddino, 2) PD-ino, 3) ortottero, 4) anatroccoli (ormai quasi estinti) , ecc. Non trovo il link (e non ho voglia di cercarlo, lo ammetto!)

      Ci vorrebbe, per i nuovi arrivati, un altro post che oltre a richiamare questi ormai "antichi" termini (per i visitatori abituali del blog) spiegasse almeno sommariamente chi sono i comunisti dell'Illinois (cfr. Blues Brothers) e altre new entry. Altrimenti i newbie del blog poi non capiscono... (e nella mia opera di divulgazione raccolgo feedback di persone disperate per non capire questi nuovi riferimenti!).

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  49. quasi inutile dirle per l'ennesima volta "grazie!".
    per coloro che non hanno compreso l'iniziale elogio a Fassina si consiglia lettura di "La pragmatica della comunicazione umana" (Watzlawick; Beavin; Jackson - Astrolabio - Ubaldini editore... quelli gialli).
    l'esame medico di stamane dice che ho solo una forte gastrite. Grazie a Nostro Signore... ma penso, "provocata chissà da chi e da cosa".
    Ciò che voglio dirle, prof, è che se noi le diamo forza, lei ci dà cognizioni, è uno scambio fruttuoso per tutti noi, una strada a doppio senso, un po' come "salita" o "discesa", dipende da dove si guardano. Con quel po' di cognizioni che abbiamo bene o male (ognuno fa quel che può) credo proprio che siamo tutti impegnati in questa battaglia, ciascuno nella sua piccola/grande divulgazione, che non esito a definire "neo-evangelizzazione".
    Di una cosa può essere certo: non delegheremo, non le affideremo tutto "il peso"; credo che siamo tutti qui pronti a prendersi ciascuno il proprio pezzo di responsabilità. Se qualcosa ci abbiamo capito, nessuno di noi spera nell'uomo della provvidenza, nel nuovo leader o altre cavolate del genere che hanno connaturato questi ultimi anni disgraziati di vita italica.
    Siamo tutti qui a discutere e imparare da lei, e forse pronti anche a criticarla se dovesse occorrere. Ma per ora non abbiamo nulla da ridire, almeno io, se non che segnalare la chiusura della storica fabbrica di pianoforti francese Pleyel. Ovviamente la colpa, secondo il Tg3, dove ho sentito la notizia poco fa, è dei cinesi e dei coreani e della loro concorrenza sleale. Certo non gli viene in mente che magari c'entrano i giapponesi di Yamaha o Kawai, o che, più probabile, l'euro sta a strozzà pure er povero Chopin...

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  50. Perché dobbiamo avere paura dei tecnicismi? Perché non dobbiamo potere ascoltare e cercare di capire in prima serata un dibattito complesso e articolato su un problema che è complesso e articolato e che non può essere ridotto né semplificato da argomenti banali?
    I programmi di attualità che vediamo in giro sono così pieni di banalità ed esemplificazioni che fanno venire la nausea e presuppongono dall’altra parte del cavo un pubblico demente.
    Sia i giornalisti che gli ospiti fanno uno sforzo per abbassare il livello delle discussioni come se parlassero a dei bambini di dieci anni (taluni non fanno alcuno sforzo)
    Fa eccezione solo Santoro, e qui ha dimostrato la sua professionalità e la distanza dai suoi colleghi, ed ha dimostrato che è in grado di fare una buona trasmissione, anche senza parlare sempre e solo di Berlusconi.
    La reazione di un mio amico, al quale avevo consigliato di seguire il programma e che non conosceva ancora Bagnai, è stata quasi di “sgomento” per i discorsi difficili e troppo tecnici.
    Ma io gli ho detto: quando tu hai una persona cara che soffre di una malattia che rischia di portartela via e un medico ci sta spiegando quali sono secondo lui le cause e i rimedi, per caso hai voglia di allontanarti dai suoi “tecnicismi” perché parla difficile, o fai uno sforzo per comprendere cosa ti vuole dire?

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  51. Grazie Alberto. strategia e tattica perfettta ... ieri dal mio punto di vista è stata molto bene, abbiamo iniziato ad utilizzare i "tubi bangalore".

    Non darei alcun peso alle chiacchiere dei bambocci (quelli di ieri si che erano bambocci) per tre ordini di argomentazioni:

    1.sono studenti universitari, pertanto non hanno lontanamente idea di quale sia l'odore acre della fabbrica o del lavoro largamente inteso, e purtroppo non hanno ancora acquisito il diritto di parlarene, così come di parlare dell'attuale situazione economica perché la mattanza è subita interamente dai carico lavoratori,

    2.invertire, o peggio, non avere la minima cognizione della nozione di causa ed effetto, nonché aver ucciso il pensiero critico non fa molto onore agli studenti universitari ... in verità agli esseri senzienti in generale,

    3.ritengo che nessuna università straniera, ancora oggi dopo il disastro delle riforme perpetrate a danno delle strutture universitarie italiane e dei loro studenti, sia in grado di preparare laureati migliori dei nostri (ovviamente sono un ingegnere vecchio ordinamento, ma molto vecchio ;-) ).

    Questo non vuole dire che gli appunti generali fatti dai ragazzi sulla nostra nazione non avessero senso, ma semplicemente che non sono legati da causalità in relazione al disastro che ci hanno imposto di vivere.

    Per capirlo ci vuole curiosità ed impegno, merce rara come l'onestà intellettuale.

    Un abbraccio.

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  52. Mi sono stupito di tanta cordialità reciproca tra Fassina e Bagnai, complimenti reciprochi, cenni di consenso col capo...avevo letto il post precedente alla trasmissione e quindi me lo aspettavo, però vederlo mi ha fatto impressione uguale.
    Sono lontani i tempi del 'menti, sapendo di mentire'. Comunque finalmente il dibattito si è avviato, è crollato il tabù euro.......ho visto un'altra trasmissione dove l'onorevole E. Gardini parlava di bilancia dei pagamenti con buona padronanza. Un dubbio soltanto sulla trasmissione di ieri, a un certo punto mi pare di avere sentito Fassina dire una fesseria, del tipo che se passassimo all'euro 1 e euro 2 il debito salirebbe al 200% e non potremmo pagarlo, mi pare pure che abbia detto 'il Prof. Bagnai potrà confermarlo'. Mi pare di avere notato solamente un cenno di disappunto e nulla più...però non posso giurare che è andata cosi, ieri ero un pò distratto da altri pensieri, sono stato licenziato e anche questo me lo ha chiesto l'Europa!!!!

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    1. Se ben ricordo il prof faceva segno di no con la testa ma dopo Fassina ha parlato il giornalista e subito dopo....pubblicità !

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  53. Grazie, Alberto.

    Ti ringrazio in particolare di aver contrastato le tesi qualunquiste dei giovani della LSE, rappresentanti tipici, nella mia esperienza, dell'espatriato della classe intellettuale. Trovo intollerabile che si dia in televisione una patente di autorevolezza all'inispienza quando proviene da Italiani all'estero.

    Per parte mia, io faccio ricerca in una grande università del Nord Europa, molto ben piazzata nelle classifiche internazionali. A paragone con la mia esperienza precedente in una Piccola Università di Italia, posso dire che
    2-non serve un'Università Grande per fare una Grande Ricerca,
    3-un Grande Risultato nei ranking internazionali non garantisce una Grande Didattica.
    Mi domando quindi se l'aver vinto il posto qui non dipenda in fondo dalla qualità dell'istruzione ricevuta e della ricerca fatta in precedenza nella mia Piccola Università italiana e mi rispondo ovviamente che è così.

    Cordiali saluti a tutto il blog e grazie ancora per avermi aiutato ad unire i puntini.

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    1. Concordo; anche io faccio ricerca all'estero (a Londra) e noto che la qualità della preparazione degli studenti e dei ricercatori italiani è nettamente superiore a quella degli studenti stranieri, inglesi nella fattispecie di cui posso dare testimonianza per esperienza diretta.Chi voglia avere prova empirica di ciò, basta che dia un'occhiata agli albi dei ricercatori delle migliori università britanniche e noterà l'altissima percentuale di cognomi italiani.

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    2. Piacere collega!

      Dopo un anno di esperienza nell'accademia olandese, comincio ad avere idee ben precise sui punti di forza di questo sistema (l'organizzazione e le enormi possibilità date da un sistema-paese che ancora in qualche modo tiene botta) e i punti di debolezza (la burocrazia asfissiante e la mancanza di flessibilità e immaginazione a tutti i livelli).

      Da studente (di ingegneria, me ne scuso con il padrone di casa) in Italia, potevo aspettarmi che all'esame di idrodinamica consistesse nella domanda "Mi parli delle onde frangenti", il che richiedeva, su due piedi, di imbastire un discorso che ricollegasse i contenuti di un semestre di corso e pagine e pagine di conti e dimostrazioni in un quadro coerente.
      Lo studente medio che ho conosciuto qui concepisce la preparazione all'esame come un prontuario, una sequenza di operazioni che, seguite alla lettera, portano ad una sufficienza. Non è colpa sua, ma così è stato abituato.

      Per quello che mi ha dato, io sono semplicemente grato all'Italia; per questo, quando e se mi si aprirà uno spiraglio, tornerò.

      Guglielmo

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  54. Caro Professor. Bagnai,

    la ringrazio di aver fatto brillare la luce della verità in mezzo alle tenebre dell'ignoranza e della disinformazione sistematica da cui è avvolta l'informazione italiana. Certo, Santoro avrebbe dovuto darLe il tempo di argomentare ancora meglio le sue posizioni, ma, come si dice, da qualcosa bisogna pur iniziare ed è già un gran risultato essere visti dai milioni di telespettatori che seguono abitualmente 'Servizio Pubblico'. Per me che, come tanti altri 'cervelli in fuga' (che brutta definizione per definire semplicemente persone che si ritengono meritevoli di una vita dignitosa che l'Italia, purtroppo, non garantisce più) hanno scelto la via di un esilio 'mazziniano' nella grigia Londra, ascoltare le sue lezioni infonde un enorme speranza che l'Italia un giorno uscirà dal vicolo cieco in cui si trova. Bellissimo poi il modo in cui ha ridimensionato quei giovani della LSE, bravi ed intelligenti ma purtroppo succubi della campagna di disinformazione in atto. In effetti si dovrebbe iniziare a fare luce in modo serio e scientifico anche sulla situazione economica dell'Inghilterra, che ora è tutt'altro che il 'paese di bengodi' che molti dei nostri giovani credono che sia.
    Con stima ed affetto,

    Nicola Spanu

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  55. E alla fine una puntata sull'euro venne fatta...

    Ottima e abbondante. Ieri sera ha condensato in venti minuti quasi tutto quello che c'era da dire, aggiungiamoci pure l'editoriale di Santoro e i grafici, che erano inequivocabili così come la risposta all'obiezione del piddino in fuga; all'inizio sembrava ci fosse una tensione così densa, soprattutto tra il pubblico, che si tagliava con il coltello (sarà stato il frame eurista sollecitato a dismisura). D'altra parte a Servizio Pubblico certe verità tutte insieme e in così poco tempo non si erano mai sentite.

    Comunque a rinsaldare il frame terroristico sull'uscita dall'euro ci ha pensato il viceministro all'economia in quota Pd Fassina: prima ammette le responsabilità dell'euro nel creare crisi e l'insostenibilità sociale che queste alla lunga comportano, poi dissemina la trasmissione di rinforzi emotivi del tipo "dobbiamo far esprimere le potenzialità dell'euro che le destre hanno limitato", "con l'euro B il nostro debito arriva al 200% del Pil e non lo possiamo più pagare", "i nostri risparmi, i nostri redditi, varrebbero tuu (poi cade la linea)". Insomma, nessun contrordine compagni! Almeno fino al 2015, guarda caso l'anno di entrata in vigore effettiva del Fiscal compact.

    PS_"Un occasione di confronto pacato e costruttivo come la natura dei problemi che stiamo vivendo richiede, che non sono problemi che richiedono spettacolo ma approfondimento". Mi sa che a qualche frontman della Bassa, uno a caso, saranno fischiate le orecchie...

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  56. Questa mattina mi sono svegliato più sereno del solito, perchè ieri sera, vedendola illustrare un grafico con la scritta "Debito Privato", in prima serata, in uno dei talk show più seguiti d'Italia, ho avuto la certezza che la fine è davvero vicina.
    Infinite Grazie per tutto quello che ha fatto e che farà, e per aver riacceso la speranza in tante persone come me, che non avevano gli strumenti per capire.

    Roberto

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  57. Beh, confronto al ciarpame di paragone, ieri sera è stata una serata molto interessante e stimolante.
    Sorvolando appositamente gli inevitabili complimenti vorrei far notare un aspetto del dibattito: esiste un problema endogeno (l'insieme delle mentalità italiche; vedi camorre, connivenze varie, favoritismi famigliari, partitici, di ruolo, generazionali etc etc), ed uno esogeno (real politic, capitalismo liberalizzato, sistema monetario, oligarchie imperialistiche etc etc), quello esogeno è maggiore di quello endogeno, quindi ha un altro livello: semplicemente non possono essere messi in contrapposizione e giustamente il prof cercava di rimarcare questo dato, ma in una platea abituata alla opposizione degli estremi è quasi impossibile. Quei giovanotti non dicevano balle, solo il problema è minore.

    Per far si che possa emergere l'entità del problema si dovrebbe impostare un dibattito che abbia come priorità l'individuazione del problema maggiore.

    Comunque quello di ieri è stato un bel passo avanti nel mainstream, c'è stata l'impressione che il prof fosse lì non come uno squinternato docente di una università di provincia, ma come voce autorevole dell'aspetto economico della crisi. Ha dovuto subire la contrapposizione, ma in italia, tra orazi e curiazi, guelfi e ghibellini, don camillo e peppone, chiesa e stato, Berlusconi e tutti gli altri (è davvero paradossale che il bipolarismo non abbia attecchito) non se ne esce.

    Bisogna insistere nell'indirizzare il ragionamento nello sforzo di individuare il problema maggiore, poi le equazioni "lira=soluzione di tutti i problemi" cadranno nell'oblio da dove sono venuti.

    Ho avuto l'impressione che fassina evitasse lo scontro con il cavajere nero facendo delle ammissioni, ma è incredibile sentire le motivazioni per cui il governo debba restare in essere: continuare a erogare la cassa integrazione e altre banalità simili, considerando che stiamo parlando della, oramai, nona economia mondiale (decima?).

    Comunque ottimo prof

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  58. noi non abbiamo materie prime tranne il marmo, quello col quale si fanno le lapidi.....

    la fossa per i Maître à penser è bella che pronta

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  59. Grazie Alberto, a un certo punto penso di essermi commosso sentendoti parlare, finalmente delle parole sensate in mezzo a un mare d'insensatezza, grazie, Santoro avrebbe dovuto concederti più spazio, ne avrebbe guadagnato l'audiece, per la prima volta, di fronte alla potenza delle tue argomentazioni, le teorie di Travaglio mi sono apparse, molto sinteticamente, ridicole. Grazie
    P.s.: I giovani della LSE sono l'ulteriore pietra tombale per il Futuro e la Speranza di riscatto del nostro paese, anche se ormai dovrei di "LORO", non hanno capito in Pazzo, anche se secondo me non erano in buona fede ma proprio per nnniente!!! Ridicoli anche loro.

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  60. D’accordo prof. Bagnai, abbiamo vinto. La sua parola è arrivata, nel modo migliore, al grande pubblico di Santoro in prima serata. Ciò che appena l’anno scorso sarebbe stato impensabile sentire in TV, è stato detto chiaramente e pacatamente. Santoro stesso è stato l’artefice di un dibattito inusuale per toni ed argomenti, onestamente volto a fare chiarezza e non confusione, come sovente accade. Anche se un po’ di confusione tra analisi economiche e denunce moralistiche c’è stata, dando a tratti la sensazione di una contrapposizione tra chi indicava nelle scelte economiche e politiche la responsabilità della crisi in cui l’Italia (e non solo) è sprofondata, e chi invece ritiene che senza rimuovere i nostri mali atavici quali mafie, sprechi, corruzione, nepotismo e clientelismo, non c’è speranza che il paese possa riprendersi dalla crisi, indipendentemente dalle politiche economiche adottate.

    Quest’ultimo ragionamento porta a considerare la permanenza della crisi come conseguenza più di fattori endogeni che esogeni. Significa che in parte ci meritiamo le sofferenze che la crisi impone, perché non siamo stati in grado di darci una classe dirigente onesta, in fin dei conti perché non pratichiamo a livello collettivo moralità ed onestà, a differenza di altri popoli. Questa nostra colpa di fondo giustifica dunque il castigo che un’autorità, necessariamente esterna, ci infligge per costringerci ad emendarci e riformare finalmente la nostra dispendiosa macchina pubblica.

    Ma le cose non stanno esattamente così. La realtà è che con la crisi la lotta per la sopravvivenza si fa più dura e la selezione premia spesso i più spregiudicati. L’imprenditore che evade il fisco resta aperto, mentre quello che paga le tasse chiude. Il cassintegrato che fa lavori in nero se la sfanga meglio del precario disoccupato. Il politico furbo riesce a conservare la poltrona sistemando un po’ di amici. Nel bisogno è sempre accaduto che la vittima si faccia kapò, perché privazioni e sofferenza non rendono migliori,.mentre la necessità può rendere cinici e disposti a tutto.

    Va combattuta questa visione auto colpevolista, per le distorsioni che essa apporta nella corretta definizione degli obiettivi da perseguire ragionevolmente in un futuro prossimo, al fine di interrompere il nostro declino economico. Se ci dovessimo concentrare sulla moralizzazione della nostra società senza intervenire sulle cause che generano la perdita di posti di lavoro e dunque di reddito, potremmo ritrovarci a vivere in un paese molto più povero e disuguale di quello in cui abbiamo vissuto fino al 2008, anche se avessimo raggiunto il risultato ideale di moralizzare tutta la vita pubblica.

    Se viceversa riuscissimo a far ripartire la nostra economia, potremmo sperare di recuperare in un tempo adeguato la ricchezza perduta e, con politiche opportune, tentare di ridurre le disuguaglianze sociali che la crisi ha approfondito. Ciò non significa che non si debba perseguire anche l’obbiettivo di moralizzare i comportamenti dei pubblici amministratori e dei cittadini tutti, ma soltanto che la priorità immediata dei nostri sforzi deve essere rivolta ad interrompere l’avvitamento in caduta dell’economia italiana.

    Un’ultima considerazione. Può sopravvivere una società con un elevato livello di illegalità e corruzione? Si, a condizione che la ricchezza prodotta e distribuita sia comunque sufficiente a soddisfare le aspettative della maggioranza della popolazione, in caso contrario non sarà certo la moralità pubblica e privata a soddisfare i bisogni della gente.

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    1. quello che hai scritto si puo' sintetizzare in una sola parola: buonsenso.
      ormai merce rara e poco presente nei ggiovani studenti sull'impalcatura.
      ricordiamoci che e' piu' facile aizzare gli elettori contro il sistema partitocratico e corrotto che e' sotto gli occhi di tutti, piuttosto che fare l'immenso lavoro di divulgazione scientifica del Prof. Bagnai.
      e porta anche piu' voti.
      per questo motivo l'idea di partito anti euro capeggiato dai "nostri" Borghi e Bagnai non porterebbe a grandi risultati.

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  61. Visto ieri il video di "Servizio pubblico". Complimenti al nostro padron di casa per l'equilibrio, la calma, la generosità, indispensabili a guadagnarsi il rispetto e l'attenzione del pubblico: comportarsi onorevolmente a volte può rivelarsi un ottimo investimento politico.
    Noterella per i ragazzi espatriati e confusi, che evidentemente al liceo stavano attenti alle lezioni di matematica ma non a quelle di storia. Nella grande crisi italiana di fine Cinquecento, quando le speranze di unificazione politica dell'Italia morirono con Giovanni dalle Bande Nere (in una scaramuccia con Georg Frundsberg, to', un tedesco!) e l'asse principale dei commerci mondiali abbandonò il Mediterraneo per l'Atlantico, le classi dirigenti italiane reagirono in due modi. Sul piano economico, spostando gli investimenti dal commercio e dalla manifattura ai patrimoni e alle rendite, agrarie e feudali; sul piano politico, adottando il gattopardismo, cioè subordinandosi in permanenza alle potenze straniere occupanti. Da allora in poi, e fino all'Ottocento, mai fu tanto solido e inamovibile il loro dominio sul popolo, mai tanto dura la spremitura dei sudditi, mai tanto pervasivo il servilismo, mai tanto disperante il progressivo cedimento delle posizioni di primato nella cultura e nella tecnica fino ad allora detenute dall'Italia; e naturalmente, mai tanto abituale e irredimibile la pratica della corruzione, del nepotismo, della promozione antimeritocratica degli yesmen. Per il semplice motivo che una classe dirigente asservita non ha alcun interesse a promuovere i migliori: ha interesse a tenersi stretto l'osso, a passarlo a figli e famigli, e a non disturbare il manovratore straniero che le garantisce le rendite. Ecco, partendo di qui l'analogia con il presente si dovrebbe capire anche da Londra.

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  62. E' vero la deriva moralista serve solo a spostare l'attenzione dalle cause.
    Ha ragione Bruno quando dice che "Nel bisogno è sempre accaduto che la vittima si faccia kapò", accade ai più deboli, a quelli che hanno paura per sé, la cui coscienza non è aperta al bene comune. E' accaduto tutte le volte che una comunità ha dovuto subire attacchi tesi a creare divisioni per indebolirla.
    Gli esempi sono tanti…. guardate la Libia: si elimina un capo di stato dipinto come dittatore ma che era l'unica dirigenza politica in grado di mettere insieme una popolazione molto frammentata sul piano etnico e religioso ( circa 100 tribù di cui 10 potenti e decisive per le sorti del paese). Servizi stranieri inviano, mesi prima della rivolta, agenti per spingere la tribù dei Magariha ad intervenire su quelle dell’altopiano del Gebel Nefusa per fomentare la rivolta e per preparare militarmente i ribelli. Si attaccano le carceri per svuotarle da fratelli mussulmani, jahadisti, terroristi, fanatici di al Qaida tutta gente messa in galera da Gheddafi e che va ad ingrossare le fila dei ribelli. Queste stesse milizie di tendenza islamista vengono poi integrate nella struttura statale sotto le insegne delle Forze di Scudo Libiche (parallele all’esercito) e del Comitato Supremo di Sicurezza (SSC) ma non rispondono in alcun modo alle autorità civili.
    Altri gruppi salafiti, o comunque vicini all’islam politico, vengono inclusi nel Consiglio Supremo per la Sicurezza del Ministero degli interni o nella Forza Scudo Libica (Lybian Shield Force) che dipende dal Ministero della difesa.
    La Guardia Nazionale assorbe più di 30 brigate, provenienti dalla parte occidentale e sud-occidentale del Paese.
    La violenza e il caos generati da queste scelte acuiscono le divisioni all'interno del paese indebolendone gravemente autonomia e sovranità…. e corruzione e malaffare diventano sovrane.
    Da noi è avvenuta la stessa cosa, quella che viene dipinta come un epopea eroica per la liberazione e l'unità, Il nostro Risorgimento, è servita a sottrarre al nostro meridione indipendenza e sovranità alimentando divisioni, povertà, corruzione e malaffare. Mafia e camorra si sono strutturate quando la delinquenza comune ha accettato di servire il nuovo potere e non c'è da meravigliarsi, se i legami sotterranei con le élite politiche non sono mai stati spezzati.
    E' grazie alla costituzione antifascista, la carta delle regole comuni, voluta da una popolazione che insieme aveva sofferto la guerra, che insieme aveva reagito all'oppressione nazi-fascista, che insieme ha ricostruito il paese facendolo diventare l'ottava potenza industriale, che ci siamo sentiti un unico popolo.
    Questo nonostante la presenza di interessi esterni al nostro paese che hanno sempre alimentato le divisioni, gli squilibri e protetto attraverso la massoneria le sacche di delinquenza organizzata. L'insegnamento che ci dà la storia è chiaro: il malaffare. la corruzione, la delinquenza, nascono e poi prosperano là dove le comunità non decidono più del proprio presente e del proprio futuro, quando le vengono sottratte sovranità e autonomia!

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  63. Giovedì sera s Servizio pubblico, (nonostante Santoro e c.) lei e stato impeccabile. E' riuscito a spiegare con le parole più semplici possibili, i danni prodotti da UE e euro. Comprensibili anche a me che sono una semplice guardia, perciò le avranno comprese in tanti. Gli argomenti validi, ma senza alcuna pertinenza, dei "fighetti" emigranti inglesi, sono stati palesemente introdotti "amestiete", ma lei di è difeso egregemente.
    Un grazie sincero

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  64. INFORMARE/DIVULGARE. Finalmente in prima serata! C'è veramente da emozionarsi. Alla faccia del "gesto eclatante".

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  65. Non ho ancora capito se mi fa piu paura restare in questo euro o farne due.....due bce due commissioni due parlamenti?

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  66. Grazie, caro Professore, della Sua magnifica partecipazione al programma di Santoro dell'altra sera.

    Una vera lezione di scienza economica, capacità comunicativa e impegno morale.

    La cosa che è emersa molto chiaramente dal dibattito è che la classe politica italiana,
    a partire dal divorzio del 1981, ha completamente fallito sia nel tentativo di moralizzare
    se stessa con l'espediente del "vincolo esterno", sia nel tentativo di trasformare e di guidare
    lo sviluppo del paese importando dal Nord Europa criteri di rigorismo luterano che hanno
    amputato progressivamente la capacità di autogoverno del nostro popolo.
    Il fallimento è testimoniato dalla semplice constatazione che tutto il mondo politico,
    "largamente intendendosi" da trent'anni in qua, ha deliberatamente adottato i comportamenti
    e messaggi descritti dalla maxi-stringa
    "castacoruzzioneciavemoundebbitoenormebastacoisprechivericordatel'inflazzioneadducifre?",
    quindi delinquendo pubblicamente a tutti i livelli (centrale e locale),
    e con l'adozione dei tassi di cambio vincolati, poi fissi, e poi con la moneta unica, si è messa
    poi al riparo da qualunque responsabilità morale di quanto essa stessa aveva provocato,
    spolpando le risorse del Paese fino all'osso e consegnando la nostra economia reale alla finanza globalizzata
    e alla nazione economicamente più forte del continente, con l'alibi del "ècambiatoilmondocelochiedeleuropacèaCiiiiiiiiiiiiiiiiina",
    con ciò cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità (alto tradimento, secondo me)
    di avere ingannato e malgovernato per decenni un intero Paese, il quale ha provato a passare
    dalla prima alla seconda repubblica, ha creduto al ricambio dato dal bipolarismo
    politico, ma alla fine, per diritto di sopravvivenza e carenza di filigrana autoctona, si è indebitato
    oltre il collo e, quando l'ha capito, si è in gran parte messo a cantare in coro le stesse maxi-stringhe dei politici
    che l'avevano ridotto nelle attuali condizioni.

    In sintesi, siamo diventati un popolo di luogo-comunisti.

    Però, alcuni luogo-comunisti hanno il passaporto e parlano l'Old English.

    Così che i giovani sigfridini del balcone di Santoro, che, seguendo l'uccellino di foresta in foresta,
    hanno attraversato il Regno dei Burgundi e sono approdati in Anglia, possono roteare le loro spadine
    contro una madrepatria che, secondo loro, li ha traditi, ma grazie a Dio hanno incrociato sulla loro
    strada un Wotan a cui la lancia non si è spezzata e che ha ben fatto capire che è stata la scelta di un
    modello economico scellerato che ha privato la nostra classe politica di ogni leva di governo, anche per correggere i suoi stessi errori.

    A questo punto, Fassina aveva gli occhi lucidi e io ho pianto per un quarto d'ora davanti a un televisore.

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  67. Condivido in pieno, Santoro si è dimostrato conduttore equilibrato di un ottima puntata di informazione pubblica. Sinceramente non me l'aspettavo ma ben venga se ci saranno altre occasioni come queste di portare verità scientifiche in prima serata

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  68. ancora una volta, e sempre, grazie prof!

    per il cuore che ci mette, per la passione che la anima, per l'intelligenza e arguzia con cui riesce a discettare di temi spessi e a confronto con persone "spesso molto meno spesse": i london boys hanno fatto pena e ho goduto non poco all'asfaltatura che si sono cercati col lanternino come i minatori , il WC ministro all'economia che vincerebbe giochi senza frontiere nella specialità di arrampicata sugli specchi e tartagliamento imbarazzato, un travaglio che ha manifestato una fastidiosa propensione a svilire gli italiani più di quanto non si meritino, etc etc...

    grazie anche per aver reso possibile l'agglomerarsi di un gruppo di persone fantastiche intorno a goofy: l'altra sera non abbiamo fatto tifo da stadio così come lei giustamente aveva pregato di non fare, ma di certo il mood che ci accomunava ha vivacizzato ulteriormente la visione del programma

    in ultimo, grazie per avermi fatto apprezzare michael chance e music for a while ;)

    come quando si affronta una lunga traversata in barca a vela con previsioni pessime, dà un certo conforto sapere che l'equipaggio è affiatato e il comandante sa cosa fare anche quando i tempi si fanno duri per cui, in qualche modo, si riporterà a casa le plumage, così è rasserenante sapere che in italia, in vista dei tempi che si preparano, ci sia almeno un italiano altamente ferrato in materia economica a cui - si spera - verrà data prima o poi licenza di uccidere (metaforicamente parlando) per riportare questo paese su una carreggiata che abbia un senso.

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  69. Prof. ma c'è qualche possibilità che qualche altro paese sia costretto ad uscire dall'euro prima di noi?

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    1. Nein, der Euro unumkehrbar ist.

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    2. Per documentazione ...
      La componente bavarese dei cristiano-democratici, CSU, che sta trattando per la Große Koalition (CDU-CSU-SPD ... anche l'efficienza, l'efficacia, la produttività ha qualche "baco" di stabilità non solo politica .. vedi costituzionalità del ESM - meccanismo di stabilità europea oggetto di sentenza della Corte Costituzionale tedesca attesa entro il prossimo dicembre - e di ferrea opposizione all'unione bancaria) condiziona la propria adesione all'uscita dall'euro-marco dei PIIGS .
      Le jeux sont faits,rien ne va plus.
      Aggiungi poi la recente bocciatura della commissione UE al il "piano di stabilità" del Belpaese proposto dall' "uomo del saccheggio" non concedendo la deroga UE per investimenti .. unisci i puntini della pista cifrata e trovi la risposta :-)

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  70. Dedicato agli studenti della LSE:
    Chuckie: Sta per nascere un problema?
    Clark [volendo sfotterlo perché aveva mentito dicendo di aver frequentato un corso di Storia all'università per attaccare bottone con Skylar]: No no no, non
    c'è nessun problema. Speravo solo che tu potessi darmi qualche ragguaglio sulla evoluzione dell'economia di mercato nelle colonie del Sud. La mia convinzione
    è che, prima della Guerra di Indipendenza, il modello economico, soprattutto nelle colonie del Sud, sarebbe più appropriato definirlo come agrario pre-capitale...
    Will [interrompendolo]: Certo che hai questa convinzione, sei uno studente di primo anno. Hai appena finito di leggere qualche storico Marxista, Pete Garrison magari.
    Ne sarai convinto fino al mese prossimo quando arriverai a James Lemon, e poi parlerai di quanto l'economia della Virginia e della Pennsylvania fosse imprenditoriale
    e capitalistica nel 1740. Ti durerà fino all'anno prossimo, ti ritroverai qui a rigurgitare Gordon Wood parlando, sai, dell'utopia Pre-rivoluzionaria e degli effetti
    formativi sul capitale della mobilitazione militare.
    Clark: A dire la verità non lo farò, perché Wood drasticamente sottovaluta l'impatto...
    Will: Wood drasticamente sottovaluta l'impatto delle distinzioni sociali basate sulla ricchezza, soprattutto quella ereditata. L'hai preso da Vickers: "Lavoro nella
    contea di Essex" pagina 98. Sì, l'ho letto anch'io. Volevi attribuirti tutta la cosa, o hai un pensiero tutto tuo sulla faccenda? O il tuo trucco è questo: entri in un bar,
    hai letto qualche oscuro passaggio, e poi fingi, lo fai passare come una tua idea per colpire le ragazze e imbarazzare il mio amico? [Clark abbassa lo sguardo sconfortato]
    La cosa triste per uno come te è che tra 50 anni comincerai a pensare per conto tuo, capirai che ci sono due certezze nella vita. Una, non fare queste cose.
    E due, hai sborsato 150000 dollari per un'istruzione che potevi avere per un dollaro e 50 in sovrattasse alla biblioteca pubblica.
    Clark: Sì, però io avrò una laurea. E tu servirai ai miei figli patatine in un fast-food lungo la strada per andare a sciare.
    Will [ridendo]: Sì, può darsi. Ma almeno io non sarò banale.

    (Da Will Hunting, genio ribelle)

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  71. In una classica frenesia da zapping poso il mio sguardo su Fassina che parla da Santoro. Dietro Fassina in secondo piano mi sembra di vedere una figura conosciuta .... Mi domando: ma e' lui o non e' lui ...... Ma cerrrrrrrrrrto che e' lui!
    Grande prof., pacato come non mai, deciso, chiaro, persino un po' faccia di bronzo con i suoi messaggi In real time su twitter .... Ora che hai varcato la Soglia delle soglie potrò iniziare a dialogare seriamente con la Piddina per eccellenza (lo scoglio più duro da superare, la mia mamma), che finalmente mi darà ascolto .......
    Più seriamente riprendo un commento precedente, anch'io dopo averla vista sul mainstream mi sono un po' rasserenato ..... Li stiamo accerchiando, siamo dappertutto, in tv sulle radio (segnalo un ottimo Rinaldi su radio ies a e Roma) non ci fermano più .....

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  72. Mi scuso ma ho bisogno di sfogarmi solo un po': ho parlato con mio fratello. Ha ragione Alberto: ci meritiamo l'euro. Grazie e buona domenica

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    1. Ti ha per caso detto che è meglio essere governati dai tedeschi piuttosto che da questi schifosi politici italiani?... Perdonalo perchè non sa quello che dice...che altro potremmo fare con un fratello?

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    2. E' vero si meriterebbero l'euro. Il problema è che non ce lo meritiamo Noi, quindi keep calm and fight the piddins

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  73. HO APPENA VISTO LA PUNTATA IN STREAMING
    GRANDE BAGNAI TE VOLEMO BENE

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    1. Ciao, mi potresti passare il link della puntata per favore? io non riesco a trovarla, grazie

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    2. http://www.serviziopubblico.it/puntate/2013/11/14/news/goodbye_italia.html?cat_id=10

      Grande prestazione, compassato e implacabile come un tiratore della scuola jugoslava anni '70-'80...
      Fortunatamente questa volta l'arbitraggio è stato apprezzabile (e questo dimostra che quando Santoro fa cattiva televisione è perchè gli interessa farla. Quando è finito impallinato da S.B., invece, ha semplicemente peccato di presunzione).

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  74. Scusate ma anch'io mi devo sfogare... ho litigato con uno di quelli che "bisogna vendere il patrimonio pubblico (ENI, Finmeccanica etc) per coprire il debito"... Gli ho detto ma lo sai quanto e' l'EPS di ENI per dirne una? No, neanche io, guardiamo: anno in corso 1,35, previsione 2014 1.68... prezzo azione 18.06 quindi ogni anno rende un 7.4%? (a spanne). E la vogliamo vendere per un debito che emesso oggi costa 4 e qualcosa? In effetti e' stato zitto ma dico, e' cosi difficile fare quel passetto in piu per valutare se una proposta ha senso o meno??

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  75. Ripropongo succintamente i quesiti precedentemente posti, nella speranza di ottenere questa volta una risposta e non una censura:
    1. Ipotesi: Si abbandona l'Euro e si torna alla Lira. Si svaluta la Lira per favorire l'esportazione delle merci italiane.
    Svalutando la Lira però, è possibile che le materie prime, visto che l'Italia ha un'economia di trasformazione, costino di più rendendo vana la svalutazione?
    2. Se si esce dalla moneta unica europea e si torna ad una moneta nazionale come la Lira per permetterne la svalutazione, allora, per lo stesso principio, il mezzogiorno italiano potrebbe uscire dalla Lira per adottare una moneta regionale (Lira del Mezzogiorno) per avere ulteriore indipendenza dalla moneta nazionale.
    A questo punto però, la Sicilia potrebbe adottare per lo stesso principio una Lira Siciliana, la provincia di Palermo una Lira Palermitana e così via sino ad arrivare alla suddivisione in Polis come nell'antica Grecia.
    In linea teorica è giusto questo ragionamento?

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    1. No, come altri le spiegheranno. Io prendo atto del suo irritante rifiuto di seguire le regole di questo blog e torno ad occuparmi di chi ha l'umiltà di documentarsi.

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    2. Nr1: le materie prime sono una componente % del prezzo di un bene, spesso non determinante, quindi mai % svalutazione = % inflazione
      Nr2: negli stati nazionali, accanto alla pllitica monetaria c'è quella fiscale e i connessi trasferimenti pubblici (x il sud ad es x una vita la cassa x il mezzogiorno) che consentono di andare avanti decenni senza bisogno di + monete.
      In sintesi e di volata.
      Se frughi nel blog cmq

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    3. Simone, è irritante e poco rispettoso dell'impegno profuso dai lettori e soprattutto dal prof dover ripartire ogni volta daccapo con le risposte alle domande più elementari. I tuoi dubbi sono legittimi ma denunciano l'ignoranza del consiglio messo in cima al blog: leggiti le istruzioni per l'uso!

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    4. Ci diceva il nonno: leggere non è studiare e capire non è sapere.

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    5. Lo dico in modo un po' terra terra e mi scuso:
      1. Il discorso e' un tantino piu' complesso. La svalutazione (o rivalutazione) di una valuta la decide il mercato e non esistiamo solo noi. Puo' capitare che si rivaluti senza fare nulla, semplicemente perche' un altro svaluta, e bisogna anche vedere nei confronti di chi si svaluta (o rivaluta).

      Esempio, facciamo finta che siamo l'anno prossimo e l'euro non esiste piu': la nuova lira si svalutera' del 30% circa nei confronti del marco, ma rivalutera' nei confronti della nuova dracma o della nuova valuta spagnola, portoghese ecc... Le materie prime le paghiamo in dollari e non e' detto che la svalutazione nei confronti del dollaro sara' del 30%. Verosimilmente sara' inferiore.

      Ma anche fosse del 30%, il punto e' che la componente "materie prime" incide sul prezzo finale in misura contenuta.
      Puoi fare questa semplice prova. Visto che siamo in un mondo globalizzato, visto che subiamo la concorrenza delle aziende straniere, e visto che il petrolio ce lo hanno in pochi:
      - converti in una valuta estera (dollari per esempio) quanto ti costa produrre una qualsiasi cosa;
      - converti in dollari quanto ti costerebbe produrre la stessa cosa avendo una valuta piu' debole;
      - converti in dollari quanto ti costerebbe produrre la stessa cosa avendo una valuta piu' forte.

      Noterai con sommo sbigottimento che conviene avere una valuta piu' debole.

      Inoltre il riallineamento del tasso di cambio serve si ad aumentare le esportazioni, ma anche a frenare le importazioni. Cosa che non va sottovalutata, perche' per le imprese che esportano il mercato interno e' importantissimo, e allo stesso tempo, riducendo le importazioni i consumi non si tramutano in indebitamento estero.

      2. L'Italia non e' una AVO. Lo sappiamo tutti, pero' si e' sempre retta in piedi grazie ai trasferimenti interni. E' vero che i trasferimenti non hanno risolto i problemi del sud italia, ed in effetti quella della lira NORD-lira SUD potrebbe essere una soluzione.
      Possiamo fare tanti ragionamenti, ma l'unica cosa certa e' che adesso dobbiamo riprenderci la nostra sovranita' e la nostra democrazia.
      Questa e' la priorita'.

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    6. Tanto più che leggere il prof Bagnai quando scrive di economia è divertente oltre che istruttivo. Meglio ancora se leggi il libro da cima a fondo, sono soldi e tempo spesi benissimo. Parola di vecchio studente di economia (alla Bocconi !).

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    7. Il libro "Il tramonto dell'euro" è stato scritto dal prof. Bagnai proprio per dare risposte a queste Frequently Asked Questions ad un pubblico più vasto.

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    8. Caro Simone
      Autostrada A1
      Uscita Reggio Emilia
      Circonvallazione
      SP 63
      Sempre dritto per 39 km e sei arrivato
      È lì il paese che stai cercando

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    9. RTF(ascinating)A! Qui per cominciare, qui per avere la risposta alla tua prima domanda e qui alla seconda. È giusto dirti però che l'accidia rimane tra i sette peccati capitali. Non capisco perché prendano un blog come un forum di supporto.

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    10. Ora mi è capitato per le mani "Modelli di crescita limitata dalla bilancia dei pagamenti: storia e panoramica" (Thirlwall, 2011). Una goduria..

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    11. Ringrazio "il grossetano Marco F." e "Cristiano Streppa" per le gentili risposte.
      Ringrazio inoltre "Alessio Paonessa" per i link citati. Avevo letto quei link, ma come da altre letture quello che ho potuto fondamentalmente chiarire a me stesso è che: se esistono n-economisti che esprimono una data teoria, allora esistono altri n-economisti, diversi dai primi, che esprimono la teoria esattamente contraria che ha come scopo la spiegazione del medesimo fenomeno. Mario Monti ad esempio, è un economista anch'egli.

      Dalle risposte di Marco F. e Cristiano Streppa mi sorgono però altri dubbi.
      Parto con l'ipotesi di accettare completamente quanto entrambi affermano.

      Se è vero che svalutando una moneta possiamo avere dei benefici economici, allora per assurdo, se svaluto completamente una moneta posso avere infiniti benefeci.
      Ovviamente questo non è vero, per cui avrò un punto limite a cui dover tendere nel processo di svalutazione.

      Logicamente anche il procedimento di suddivisione delle economie in realtà sempre più limitate deve avere un limite fisico oltre il quale non andare.
      Altrimenti si arriverà al risultato che le migliori economie possibili sono quelle dei villaggi tribali o delle poleis greche dell'antichità.

      Dunque, se combino assieme questi due elementi, perché non posso far tendere la svalutazione dell'Euro ad un livello ottimale che possa rappresentare un vantaggio per tutta la zona Euro?
      Esempio: Gli Stati Uniti hanno il dollaro che governa la vita di un numero di persone paragonabile a quello europeo.

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    12. Facciamo a capirci.
      La svalutazione la fanno i mercati. E due.
      Cosa significa questo? Significa che piu' la gente compra prodotti italiani e porta soldi in Italia, piu' la lira si rivaluta. Meno la gente porta soldi in Italia e compra prodotti italiani, piu' la lira si svaluta. Fino a trovare un punto di equilibrio. Che si assesta di giorno in giorno, a seconda delle sopradette tansazioni (e dell'andamento delle altre valute).
      Siccome siamo in un mondo globalizzato, gli scambi dovrebbero essere in equilibrio, perche' senno' abbiamo bisogno di qualche altro pianeta a cui vendere i nostri prodotti. La flessibilita' del cambio, secondo molti e' lo strumento migliore per raggiungere tale obiettivo.
      Non e' che uno Stato si sveglia la mattina e dice oggi la lira vale 0.
      Tu pensi che la banca centrale Giapponese, tedesca o americana lascerebbero svalutare la lira di cosi' tanto? Non dimentichiamoci che l'Italia ha un potenziale industriale. Dopo cosa fanno quando una vw polo costa 15000 e una punto 2000? Germania e Giappone si de-industrializzano all'istante.

      Tenere il cambio al di sotto del valore della propria economia (cosa che sta facendo la Germania da quando c'e' l'euro) e' fare un danno agli altri paesi che adottano la stessa moneta, sia chiaro.

      Svalutare l'euro secondo me non ha nessun senso:
      1- perche' la bilancia dei pagamenti dell'eurozona e' tutto sommato in equilibrio;
      2- il problema e' lo squilibrio INTERNO all'eurozona. Hai dato una occhiata al surplus tedesco? quasi 1800 miliardi in 10 anni. 1800 che corrisponde piu' o meno al deficit di tutti gli altri paesi messi insieme.

      La cosa e' evidente. L'euro e' troppo forte per noi e troppo debole per loro. Siccome la Germania e' il nostro principale concorrente, svalutare l'euro non ha senso. Vale a dire dare alla Germania una valuta ancora piu' sottovalutata.

      Per quanto riguarda la divisione dell'Italia in aree omogenee, non ha neanche senso parlarne. Abbiamo l'euro. Non possiamo fare niente.
      Prima dobbiamo liberarci dell'euro, poi vediamo come risolvere il problema del sud.
      Se non hai ancora comprato la macchina e' inutile scervellarsi per capire quale autoradio ci andrebbe bene.

      Capitolo economisti. Si puo' parlare di tutto. Ma se un economista dice che 2+2=0.1542154 allora MENTE.
      Piano piano la verita' sta venendo fuori e tu che fino a ieri pensavi che l'Italia avesse perso 5 punti di PIL in due anni per colpa della autoblu, ne sei la prova.

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    13. gent. Simone, la sua ultima osservazione non è tanto peregrina. ad esempio quando parla delle economie dei villaggi tribali. Non so se sa che Emergency ci ha regalato un bello studio nel quale si è rilevato che certe malattie sono numericamente esplose con la crisi in grecia, o in spagna, e restano invece sconosciute nei villaggi africani.
      Dunque, star meglio, star peggio? cosa vorrà dire, e in rapporto a cosa? sarà meglio stare in una dittatura dai conti perfetti (come è accaduto nella storia), ma dove non puoi esprimere il tuo pensiero, o in una sgangherata democrazia dove si può discutere liberamente? è questione di scelte, di priorità, di prospettive e desideri...
      non mi addentro nelle questioni monetarie sulle quali, se osserva bene mi pare possa darsi risposte da solo. Ma le lascio una riflessione: è vero, anche Monti è un economista, che esprime le "sue" teorie, ma
      "In mèdia stat virtus" o "In mi:dja stat virtus"?
      perché, sa, il latino è il latino, l'italiano è l'italiano, e l'inglese è l'inglese.

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  76. Ho seguito con estremo interesse la trasmissione di giovedi, a mio modesto parere la migliore di santoro degli ultimi anni, soprattutto poiche' si e' cercato di alzare il livello scientifico del dibattito, portando la discussione su dati oggettivi e non demagogici e populisti ( caste corruzione mafia che, per carita' ci sono ma ci sono sempre state, ergo...).
    Ma soprattutto prof. Bagnai, la ringrazio per aver risposto in quel modo ai ragazzi "Londinesi", mi ha fatto davvero piacere.
    Premetto di essere anche io un espatriato, un possibile cervallo in fuga, ma grazie a dio non ho ancora guadagnato l'arroganza di chi, solo perche' sta fuori, pensa di avere infusa la verita' e il monopolio del buonsenso e della saccenza.
    Lei e' una persona con la lingua al vetriolo, la qualita' giusta per regolare quattro ragazzi arroganti e mediamente ignoranti. Non basta avere una laurea e un lavoro all'estero per essere superiore, ma bisogna anche prodigarsi nello studio della storia per tentare di comprendere il contesto generale.

    Le ripeto grazie, non ne potevo piu' di questa imperante esterofilia che si sta diffondendo in italia, e grazie anche per come ha risposto a travaglio, un altro solone che ha fatto piu' male che bene all'opinione pubblica italiana.

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  77. e poi ci troveremo come le star a cantare ... e FORZA ITALIA dai che siamo tantissimi!

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  78. Una piccola precisazione (con gentile concessione del prof.)…

    Credo sia opportuno focalizzare l’attenzione sull’ARROGANZA STRARIPANTE richiamata dall’amico Valerio. Già, perché il Nostro poi si ripete pure, reiterando l’uso dell’aggettivo assieme all’epiteto di FASTIDIOSO. Ora facciamo attenzione, perché è proprio qui il nocciolo della questione (spero che il buon Valerio mi segua). In oltre due ore di trasmissione (Servizio Pubblico) il professor Alberto Bagnai si è limitato ad esporre i fatti (o se preferite i dati) con una cortesia quasi parossistica nei confronti dei propri interlocutori, tant’è che un discreto numero dei suoi accalorati fan ha persino osato rumoreggiare su Twitter (volevano il sangue! Non l’hanno avuto.). Ma lo ha fatto con notevole competenza e lealtà, ARGOMENTANDO contro chi argomenti sinceramente non ne aveva (capito bene, Valerio?).

    Chi sta provando a divulgare quelle che NON SONO teorie di Bagnai, si sarà sicuramente imbattuto nel suo Valerio di turno. Mi è capitato più volte, e mi capiterà ancora. Capiterà o sarà capitato anche a voi. È un leitmotiv al quale si è condannati quando si cerca di esporre i fatti sulla base di evidenze empiriche ignote ai più, non per una vera e propria colpa, ma per semplice ignoranza “indottrinata” (anche se una certa colpa io ce la vedrei pure). Bene, ricevere un’esposizione empirica e argomentata dei fatti che ribalta ogni propria fragile (perché NON empiricamente argomentata) certezza provoca FASTIDIO. La reazione del povero Valerio ce lo dimostra chiaramente. Tuttavia Valerio commette un bias cognitivo parlando di ARROGANZA (anzi sarebbe meglio dire uno STRARIPANTE bias cognitivo). Sappiamo bene che arrogante è chi si pone nei confronti del prossimo con presunzione e manifesto disdegno. Privando l’aggettivo della sua componente sprezzante e irrispettosa (MAI, dico MAI, Alberto Bagnai ha mostrato mancanza di rispetto nei confronti degli ospiti in studio), rimane il carattere schietto ed autorevole delle sue dissertazioni e il FASTIDIO provocato nel fruitore (?) Valerio.

    Tutto normalissimo, ma diamo senso alle parole. Già perché se è normale essere INFASTIDITI da chi ribalta ogni nostra microscopica certezza (è un plausibile problema di autostima), è pur vero che è poco corretto scaricare la propria rabbia (emozione legittima, che va tuttavia rielaborata), la propria frustrazione, su chi sta facendo onestamente il proprio lavoro e per il bene del suo Paese.

    Un saluto affettuoso.

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    1. Molto ben detto e assolutamente condivisibile.

      Sarebbe poi utile considerare che, prima di provare una qualunque forma di fastidio, si deve anche essere in grado di esibire una teoria logicamente consistente che "inanelli" coerentemente almeno 48 (quarantotto) grafici su serie storiche di dati (certificati) di durata trentennale, come è stato fatto nel Libro.
      Il fatto è che siamo circondati da pomposi aristotelici e da maldestri scolaretti legati all'IPSE DIXIT, ERGO CREDO, ERGO SUM.
      Per dirla diversamente, le presenze fisiche e il valore scientifico e mentale nei vari dibattiti (talk show, blog, media in genere) sono talmente eterogenei che parecchi millantatori e orecchianti rischiano una rapida e irreversibile impresentabilità ed estinzione, a meno di dolorosa ammenda e lungo cammino di redenzione, a fronte di chi propugna un approccio galileiano (cioè dimostrabile, misurabile, comunicabile, e radicato nella Storia e Geografia del pianeta Terra) in economia.
      L'effetto da Santoro è stato dirompente con soli tre grafici. Immaginate che cosa succederebbe con un ciclo di puntate che unisse "tutti i puntini" con gli altri quarantacinque...
      Devastazione totale dell'EuroTower di Babele e dei suoi accoliti!

      Ma torniamo alla scienza, al lavoro e a progettare un futuro, anche per chi ha creduto in false divinità e ha confuso le lingue e i cervelli.

      Come diceva il Generale Loewenhielm nel "Pranzo di Babette": "Misericordia e verità si devono baciare".

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  79. A me la trasmissione è sembrata tutta una gigantesca excusatio non petita.

    Nessuno ha messo in discussione "le tesi di Bagnai": i pochi imprudenti hanno subito intuito che non si sarebbe trattato di smontare le idee personali di un bizzarro accademico di provincia, e hanno preferito evitare di esporsi al rischio di ulteriori figuracce.

    Lo scopo della puntata, dunque, non era quello di dare nessuna idea su. Il vero scopo era piuttosto evidentemente un altro: recuperare un dibattito, giustificando nel contempo il motivo per cui fino a quel momento era stato snobbato.

    Il curioso esito è stato che quasi non si è parlato delle criticità dell'euro. Sono bastate, anzi, un paio di slide perché si desse per scontato il fatto e si finisse a parlare d'altro: ossia, che bisogna distinguere tra crisi economica e crisi sociale, che la corruzione, il familismo amorale e il nepotismo nascono prima dell'euro, e che, una volta fuori, rimarrebbero comunque problemi da risolvere. Ma il punto rimane che l'euro è il problema, non la soluzione: e anche in prima serata questo non si può più negare.

    Per il resto chi ha sempre parlato di castacriccacoruzione... ha ovviamente difeso la necessità di parlare di castacriccacoruzione! Ma c'era da aspettarselo e va benissimo così: rimane il fatto che, anche se non lo sanno, sono già saltati sul carro del vincitore.

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  80. In Giappone si sono accorti che il debito non ti fa neanche il solletico se la banca centrale è dalla tua parte e sorpresa sorpresa che Keynes dopo tutto funziona ancora. Altri 3 anni di atroci e inutili sofferenze e si sveglierà anche la crande Cermania (forse).

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  81. @Simone Tombesi
    ma che vuole ragionamenti di metafisica?
    a parte il fatto che molti villaggi tribali se la passano meglio di noi.
    anche qua, negli ultimi anni si è capito che bisogna rispettare le differenze culturali tra i vari popoli anche quando sono semplici villaggi,.

    hanno condotto degli esperimenti (sociali) a tal senso e la risposta è sempre questa.

    detto questo, come ho scritto, tra Palermo e Catania nn ci sono né differenze inflazionistiche né problemi a spostarsi (seppure si odiano!)...che senso avrebbe avere monete differenti?

    PS: il limite alla svalutazione?
    lo chieda ai Coreani che svalutando del 50% hanno sbancato il tavolo!
    detto questo, lei può svalutare ma deve avere un apparato industriale per sfruttare la situazione

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  82. Mi accodo buon ultimo dopo aver rivisto online la puntata di Servizio pubblico.
    Francamente non capisco come facciano alcune persone, che sembra abbiano studiato, a dire che si sta facendo confusione fra piano economico - "ha ragione Bagnai con i suoi tecnicismi" - e quello sociale - "ha ragione Travaglio con le sue arringhe" - e poi sostenere con sicumera che sia solo il secondo a determinare il casino in cui ci siamo infilati.
    Cosa è più facile: cambiare il carattere di un popolo o tentare di applicare sacrosanti principi logici (in macroeconomia e non solo)?
    Chiedetelo a Mussolini.

    Un saluto
    Pietro
    (silente ma presente)

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  83. Gentile Prof. Bagnai e Gentili utenti di goofynomics,
    premetto la mia ignoranza in materia (però una testa ce l'ho anch'io) ma sono rimasto molto colpito dai suoi interventi a Servizio Pubblico e da quel poco che ho letto (gli articoli di introduzione) sul suo blog. Detto questo ci sono due questioni che da persona della strada mi si ripropongono. La prima: per quale motivo il nostro paese per essere competitivo e crescere debba continuamente e sistematicamente svalutare la sua moneta (come dai dati forniti nel suo post del 01-05-2013), tant’è che quando ha smesso causa euro sono iniziati i problemi? Cioè mi spiego meglio, in fondo Italia, Germania, Francia e gli stati nazionali in generale non sono altro che linee tracciate su una cartina geografica, all'interno del quale sono in vigore determinate regole piuttosto che altre, ma a parte differenze di carattere ambientale si tratta sempre di organizzare una certa comunità di persone, sia che ci troviamo a Berlino, a Monaco, a Roma o a Catanzaro. Quindi perchè mai al netto del tasso di cambio noi non dovremmo riuscire a competere alla pari con la Germania e gli altri? Ovviamente il discorso si potrebbe fare anche parlando di nord e sud Italia, non solo a livello di eurozona tra paesi del nucleo e paesi periferici. Dico questo perchè poi il punto si collega con la seconda questione, ovvero non crede che con una adeguata politica fiscale (in parole semplici come diceva Berlusconi 10 anni fa “meno tasse per tutti”) e con una adeguata organizzazione dello stato italiano, quindi maggior efficienza del settore pubblico, meno spesa improduttiva (che non vuol dire meno spesa pubblica, ma miglior spesa pubblica), adeguata lotta alla corruzione, alla criminalità e alle mafie, ecc...ecc.. non sarebbe possibile mettere in moto meccanismi virtuosi di crescita che ci permettano di fare noi la parte della Germania nel sistema euro?
    La ringrazio e la saluto

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    1. L'Italia non ha mai svalutato "continuamente e sistematicamente", semplicemente il cambio fluttuava, come si puo' vedere chiaramente qui (fig.2)

      Per il resto, il motivo per cui non si puo' competere "alla pari" usando la stessa moneta e' semplice: aree diverse hanno dei fondamentali diversi (una miriade). Qualche esempio:

      - Dimensioni dell'economia (PIL)
      - Livello di industrializzazione
      - Presenza di risorse naturali
      - Organizzazione dello Stato
      - Sistema scolastico
      - Sistema tributario

      Per usare una metafora rozza, se metti sullo stesso ring un peso piuma e un peso massimo, l'esito dell'incontro e' abbastanza scontato.

      Per approfondimenti, ti consiglio caldamente di leggere Il Tramonto dell'Euro, ti assicuro che e' molto piu' facile rispetto a cercare di raccapezzarsi in centinaia di post. Fatto quello, riuscirai a tornare qui piu' agevolmente e magari ti risparmierai i rimbrotti di altri lettori poco pazienti (per usare un eufemismo :P ).

      Come diciamo noi nerd, RTFM.

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    2. In realta' la lira italiana ha subito tre svalutazioni rilevanti. Due sono state la conseguenza degli shock petroliferi e una la famosa svalutazione del 92, in seguito all'uscita dallo SME.

      Riguardo al primo quesito, io penso che il problema sia dovuto in parte alla dimensione delle industrie. La Germania ha grandi industrie, l'Italia ha piccole e medie imprese. Se dai a tutte e due le stesse regole e' ovvio che non c'e' partita. Ovviamente se metti sullo stesso ring Tyson e uno di 60 kg, vince Tyson. Difatti negli incontri di pugilato questo e' vietato.
      Attenzione pero', il modello di PMI, non e' detto che sia peggiore di quello tedesco, e' semplicemente diverso. Perche' avere poche grandi industrie significa avere pochi ricchi e tanti operai, avere tante piccole imprese significa avere una classe media piuttosto benestante e la ricchezza meglio ripartita. Il modello italiano di PMI organizzate in distretti e' stato elogiato in tutto il mondo.

      C'e' un modo molto semplice di far convivere paesi come la Germania e paesi come l'Italia. Banalmente, la flessibilita' del cambio. Vendi troppo? Rivaluti. Vendi troppo poco? Svaluti. E siamo tutti contenti.
      Non c'e' nulla di male a svalutare, e nulla di particolarmente buono a rivalutare. Guarda il valore della valuta giapponese e la loro disoccupazione per esempio.

      Nel caso specifico dell'euro, la Germania ha attuato politiche di deflazione salariale volte a contenere l'inflazione. Avendo una inflazione minore sono andati aumentando gli scarti di prezzo rispetto a noi, fino ad arrivare al 30% attuale.

      Una volta questo scarto veniva assorbito gradualmente dalla moneta, adesso dagli operai, in quanto aumentando la disoccupazione, sono costretti a lavorare per uno stipendio minore, o lavorare di piu' per lo stesso stipendio (sempre deflazione e').

      La spesa pubblica in teoria andrebbe aumentata nei momenti di crisi. Altro che tagli. Cala la domanda estera? Lo Stato deve farsi carico di questa domanda. Gli sprechi dei quali sentiamo parlare in TV tutti i giorni, sono sempre reddito privato. Vale a dire soldi che verranno spesi. Sono PIL lo stesso. Le autoblu, sono stipendi di autisti che il giorno dopo sarebbero disoccupati.

      Il problema e' che non possiamo neanche aumentare la spesa pubblica, perche l'Europa ce lo vieta e perche' facendolo peggioreremmo la bilancia dei pagamenti.

      In qualsiasi modo rigiriamo la frittata, la conclusione e' sempre una e sempre la stessa: l'Italia ha bisogno di recuperare la flessibilita' del cambio.

      Se paradossalmente eliminiamo la mafia, la corruzione, gli sprechi e sburocratizziamo, noi il giorno dopo siamo in crisi lo stesso.

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    3. Le faccio anche notare che la svalutazione segue spesso l'andamento dell'inflazione (e non viceversa come molti sono portati a pensare, frequentemente serve solo a controbilanciare gli effetti dei differenziali d'inflazione tra stati).
      L'inflazione segue a sua volta delle dinamiche politiche (principalmente il conflitto distributivo tra lavoro e capitale), che se crede nella democrazia e nella libera scelta, si renderà ben conto che variano da popolo a popolo, da democrazia a democrazia, da periodo storico a periodo storico.

      Cercare poi di propinare alla Germania lo stesso giochetto che lei ha fatto a noi, non è furbo, sotto nessun punto di vista.

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    4. @ Francesco (19 novembre 2013 09:02)

      Mi scusi, ma temo che lei sia giunto un po' in ritardo.
      In giugno il vicepresidente della Bce Constâncio disse che la crisi dell'EZ è stata causata dalle «banche che hanno fatto da intermediari per l’immenso flusso di capitali verso i paesi periferici, che ha creato sbilanciamenti divenuti insostenibili a seguito del “sudden stop” causato dalla crisi internazionale e dalla brusca revisione delle valutazioni del rischio che questa ha causato.
      [...]
      Anzitutto, non c’è una forte correlazione tra il rispetto del Patto di Stabilità e Crescita di un membro dell’eurozona prima della crisi e il relativo spread richiesto dai mercati finanziari oggi. Per esempio, Germania e Francia non hanno rispettato tale Patto nel 2003-2004; mentre Spagna e Irlanda lo hanno rispettato più o meno pienamente fino al 2007.
      In secondo luogo, non c’è stato un aumento uniforme nell’indebitamento pubblico durante i primi anni della valuta comune nei paesi ora sotto pressione dei mercati finanziari.
      Infatti, in certi paesi il debito pubblico è decresciuto, e in qualcuno è diminuito sostanzialmente. Per esempio, tra il 1999 e il 2007, il debito pubblico spagnolo è passato dal 62,4% del PIL al 36,3%. In Irlanda, nello stesso periodo, è diminuito dal 47% al 25% del PIL. Per quanto a livelli relativamente alti, il debito pubblico è diminuito anche in Italia (dal 113% al 103,3% del PIL) ed è aumentato solo di poco in Grecia».

      Queste cose il professor Bagnai le disse due anni fa quando aprì il blog. Allora facevano tutti finta di non capire. Erano tutti impegnati a demonizzare il “debito pubblico”, la “spesa pubblica improduttiva”, e tutte le altre frasi fatte atte a distrarre tutti coloro disposti a lasciarsi convincere che vivere di salario per fare un lavoro che spesso non si vorrebbe fare, e mantenere una famiglia, significhi “avere vissuto al di sopra delle proprie possibilità”.
      Oggi le sue considerazioni sono un dato di fatto.

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  84. ieri sera, a piazza pulita, la pitonessa ha borbottato qualcosa sulle problematiche dell'euro. A MANDRA' SO N' TANTINELLO PREOCCUPATO...ha recuperato qualche slogan targato 2002 e tirato in ballo la stampatrice stile Barnard. Professore, però se devono seguirla che lo facciano per bene!

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  85. @Francesco
    ma lei dove vive?
    se vivesse in questo paese scoprirebbe che nel catanese-messinese molti paesi sono vicinissimi in linea d'aria ma per arrivarci servono 2 orette..
    la Sicilia e la Sardegna sono separate dal resto del mondo.
    il resto d'italia è o mare o collina.
    l'unico spazio "produttivo" è la pianura padana.

    domanda: in questo contesto quante economie di scala si sono sviluppate?
    e infatti l'italia è il paese dei comuni!
    che è la ns ricchezza.

    altro discorso poi riguarda i sindacati.. chi li ammazza per prima (in Germania) si avvantaggia (il grosso dell'inflazione ha origine nel "lavoro").

    quindi, pretendere una inflazione uguale per tutti è un'idea fasciocomunista (fascista perché la imponi, comunista perché la applichi a tutti.. così non facciamo contenti tutti),

    il fatto di razionalizzare la PA e tagliare le tasse.
    1) se fai tagli come investi nella PA?
    2) se aderisci ad un'ente come la UE che impone le sue direttive che vengono piazzate sopra le ns ovvio che la macchina dello Stato si inceppa

    Spesa pubblica, tagli e diminuzione tasse.
    è il ragionamento del contabile vuoto!
    se taglio la spesa pubblica per sanità e riduco le tasse favorisco le assicurazioni private.
    morale? che chi lavora e guadagna bene se le potrà permettere, gli altri moriranno!
    e non solo, la spesa TOTALE per la sanità aumenterà con casi vergognosi (tipo mio padre a cui la dottoressa ha dato farmaci per fare ingrossare la prostata in modo da operarlo successivamente..).

    CONCLUSO SULLA SUA CHIOSA.
    vuole dire che noi dovremmo fare i "nazisti" come la Germania imponendo morte e distruzione in milioni di famiglie e individui?
    i miei più altisonanti complimenti

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    1. Stranamente invece vivo in questo paese, ma non crede che da troppo peso alle differenze di carattere ambientale? Cioè mi passi l'esempio (esagero), ma il territorio era così anche 2.000 anni fa quando Roma era il centro del mondo e la germania era un insieme di tribù nomadi. Sul resto io non ho detto di tagliare la spesa pubblica, ma di renderla produttiva. Faccio l'empio di attualità dei 7.000 impiegati amministrativi assunti dalla società di trasporto pubblica di roma su 12.000 dipendenti - cioè più impiegati che autisti!!! - se quei soldi fossero stati spesi per assumere autisti e acqusitare più autobus avremmo un miglior trasporto pubblico, quindi una miglior mobilità, quindi potenzialmente più crescita. Quindi senza tagliare la spesa pubblica, ma tagliando quella improduttiva e spostando le risorse su quella produttiva si potrebbe stimolare la crescita e ottenere così maggiori entrate per sostenere una riduzione fiscale, che a sua volta aiutrebbe ulteriormente la crescita del pil.
      Infine per concludere sull'ultima sua affermazione secondo me i tedeschi non fanno i nazisti, ma fanno i loro interessi....perchè noi non dovremmo farci i nostri?

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    2. Spero che ti renderai conto che "credo che" non e' mai l'inizio di un ragionamento scientifico. Se dici che le variabili ambientali sono poco rilevanti dovresti anche dimostrarlo (smentendo decenni di ricerca che dimostra il contrario).

      Faccio anche notare che l'antica Roma era (dichiaratamente) un impero dove la sovranita' era alla fin fine univoca (seppur con limitati spazi di autonomia locale) mentre l'Eurozona e' un'entita' derivante da una serie di accordi che dovrebbero (in teoria) regolare i rapporti economici tra diversi Stati sovrani in condizioni di parita' e soprattutto tramite la cooperazione.

      Il fatto stesso che l'argomento all'ordine del giorno sia la competitivita', e quindi la competizione (che e' l'esatto contrario della cooperazione) dovrebbe far capire che i trattati che abbiamo sottoscritto non sono mai stati rispettati e che tutt'ora non esiste (da parte soprattutto dei Paesi del Nord) la volonta' politica di rispettarli, dal momento che non c'e' la volonta' di cooperare.

      Quanto alla spesa pubblica, mi pare che il prof. abbia chiaramente spiegato anche a Servizio Pubblico che non e' quella la causa della crisi economica, quindi mi pare ovvio che qualsiasi sua ristrutturazione, riorganizzazione ecc. ecc. non puo' esserne neppure la soluzione.

      La causa e' il debito privato estero, che a sua volta e' determinato da uno squilibrio della bilancia dei pagamenti, che si risolve solo ripristinando la flessibilita' del cambio.

      Tecnicamente si potrebbe fare anche in altri modi, ma le alternative presuppongono sempre volonta' di cooperazione da parte di tutti, ma abbiamo visto che questa non esiste, quindi e' inutile perdere tempo con idee irrealizzabili.

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    3. Caro Francesco, quando uno premette la propria ignoranza, con nobile umiltà dovrebbe dedicarsi alla lettura e allo studio. Nelle istruzioni ci sono link interni ed esterni, video, libri, ne hai per una anno. Tanto nessuno di noi ha l'autorità per farti cambiare idea, ed evidentemente il padrone di casa ha già scritto più volte tutto ciò che non ti è chiaro.
      Una cosa è comunque ovvia: un sistema dove, per sopravvivere, ognuno deve fare i propri interessi a discapito dell'altro, è tutto fuorché un'Unione, o no?

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    4. Gentile Daniele, io non ho la presunzione di voler dimostrare niente, ho solo il dubbio (tutto da dimostrare) che il fattore ambientale sia l'unico o cmq il principale motivo per il quale il sistema Italia non può funzionare come il sistema Gernania. Tutto qua...

      Gentile Fabio, Lei ha perfettametne ragione, cerco solo di dialogare, magari esprimendo i miei dubbi e il mio parere man mano che leggo i vari link e che le informazioni si intrecciano con quelle già in mio possesso. Cmq sull'Unione credo sia evidente leggendo i trattati che sin dalla sua creazione l'aspetto solidaristico sia stato completamente assente, quindi inutile parlarne...è un pò come quando nello sport ad inzio campionato le squadre si mettono daccordo sulle regole e poi dal calcio d'inizio tutti a cercare di vincere...direi che questa è una buona sintesi dell'euro non credi?

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    5. Anche se la domanda non è rivolta a me mi permetto di risponderti che quella delle regole uguali per tutti e poi ognuno compete per vincere è un'ottima sintesi, mi chiedo però se una sintesi del genere non ti faccia orrore, perché la vita delle persone non è un gioco e chi perde non è che finisce in serie B e l'anno dopo prova tornare in serie A, nella vita reale chi perde crepa o rischia di vivere in una sorta di inferno (per poi crepare, che è anche peggio). Io credo e mi piacerebbe capire come la pensi tu, che una società civile debba occuparsi anche degli ultimi e pure di dei medi (o se preferisci dei mediocri) che sono la maggioranza e come può farlo se non ha in mano le leve economiche principali? La competizione è importante per far emergere l'eccellenza, ma serve anche altro per tenere insieme la società. Ogni popolo ha difetti e virtù, forse è per questo che ci sono i confini nazionali, di certo i confini servono affinchè ognuno abbia la politica (anche economica) più confacente. Alla prova dei fatti è stato fatto un errore al momento della condivisione delle regole per la moneta unica, credo sarebbe il caso 1) di ammetterlo, 2) almeno aprire una discussione sul come porvi rimedio.
      Credo invece che intestardirsi nel dire che se i Tedeschi con l'euro stanno benissimo è nostro "obbligo" starci bene pure noi al costo di morte, miseria e sofferenza per il nostro popolo, non sia una gran soluzione.
      Dire che SE gli Italiani fossero come i Tedeschi, non avremmo alcun problema è un buon esercizio teorico, ma lato pratico mi pare più pragmatico ricordare che gli Italiani NON sono come i Tedeschi.
      La tua idea quale sarebbe? Farceli diventare con un ventennio di stenti e miseria?

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  86. Da -La voce della Russia-
    USA: i rischi di una economia drogata
    "Invece di essere sottoposte ad un processo di riorganizzazione e di ridimensionamento, le banche americane “too big to fail”, quelle troppo grandi per essere lasciate fallire, hanno bypassato tutte le limitazioni e i controlli, che separavano il sistema bancario da quello commerciale, per invadere e impossessarsi di ampi settori dell'economia reale.
    Una recente indagine fatta da parlamentari americani, concentrata in particolare sulle nuove attività commerciali svolte dalla JP Morgan Chase, dalla Goldman Sachs e dalla Morgan Stanley, ha portato ad una richiesta di intervento da parte della Federal Reserve.
    E’ sempre più evidente che le banche in questione si stanno trasformando in grandi corporation e multinazionali. Gli effetti dirompenti per l'economia industriale potrebbero essere imprevedibili e incalcolabili.
    La JP Morgan Chase, per esempio, gestisce in California la distribuzione dell'energia che è prodotta da impianti da essa posseduti. In atto c'è un'indagine per provare se abbia anche manipolato i prezzi delle bollette. La Goldman Sachs starebbe facendo incetta di grandissime quantità di alluminio accumulate in attesa che il mercato lieviti. La GS starebbe anche espandendo le sue attività alla gestione dei porti, degli aeroporti e delle autostrade a pedaggio, nonché alla commercializzazione di materie prime strategiche, compreso l'uranio, e di altre risorse energetiche.
    La Morgan Stanley starebbe diventando sempre più una multinazionale del petrolio. Anch'essa è impegnata nella produzione e nel commercio di materie prime, metalli e materiali preziosi. Possiede centri di produzione e di distribuzione di energia elettrica e di gas anche in Europa. E' coinvolta anche nei settori dei trasporti e della logistica.
    Di fatto, dopo la crisi finanziaria le 5 maggiori banche americane hanno ingigantito i loro bilanci e i loro business. Nel 2007 possedevano asset pari al 43% del Pil americano. Già alla fine del 2011 gli asset erano pari al 56% del Pil, raggiungendo un ammontare di ben 8,5 trilioni di dollari. (…..)
    Con la loro liquidità le “big” stanno devastando il sistema delle banche locali e regionali indipendenti che finiscono nella loro rete. Di fatto così si fa crescere spropositatamente la concentrazione bancaria con i relativi ed aumentati rischi sistemici. Esse, inoltre, con questi soldi stanno chiudendo l'enorme contenzioso insorto per i comportamenti illegittimi avuti prima e durante la crisi. Pagano per rifarsi un'improbabile nuova verginità".

    Ecco chi usufruirà del "Transatlantic Trade and Investment Partnership" e del piano di privatizzazioni che Letta e Saccomanni stanno mettendo a punto.

    L'intero articolo lo trovate quì: http://italian.ruvr.ru/2013_11_15/USA-i-rischi-di-una-economia-drogata/

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  87. @Francesco
    E sì.. ai tempi dei Romani c'erano grandi industrie e la concorrenza si faceva con i prezzi.. bei tempi!
    Roma era un impero militare come prima cosa.

    ma a parte queste cose..
    lei dice giustamente di acquistare 3 autobus nuovi invece che assumere 5k tizi..
    perfetto!
    peccato che si ritrova 5k disoccupati e quindi l'autobus non lo prenderà nessuno!
    ma questo è il classico ragionamento (uno dei tanti) di chi non comprende che creare un sistema che FAVORISCA LA DISOCCUPAZIONE è il modo migliore per far aumentare criminalità, clientelismo e "spese improduttive" (che poi.. voglio dire.. se non magni muori e quindi la produttività starebbe nel costruire più tombe?).

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  88. gent. @Francesco, ovvio che siamo qui per dialogare. e dunque cercherò di dirle, sinteticamente, dove a mio vedere il suo ragionamento fa acqua.
    Credo che la frase più idiota pronunciata nel nostro Paese sia stata: "Fatta l'Italia, BISOGNA FARE GLI ITALIANI". Ma come, gli Italiani non c'erano? E se non c'erano, sulla base di cose avete determinato l'esistenza di una Nazione? Questo mi deve far pensare proprio a quello che lei dice: "in fondo Italia, Germania, Francia e gli stati nazionali in generale non sono altro che linee tracciate su una cartina geografica", dunque avete tracciato una linee di confine e avete obbligato una serie di persone a diventare ciò che non erano. Oppure c'erano gli Italiani, ed erano fatti già in un modo preciso, per cui non si vede la necessità di "farli". Questo, credo, aprirebbe un lungo ragionamento su quelli che da troppo tempo definiamo come i nostri vizi, che forse se sono il frutto di ciò che da sempre siamo non sono propriamente difetti, ma lasciamo stare per ora, sottolineo solo che da 150 anni si cerca di fare diventare questo popolo sempre un'altra cosa da quello che è, storia di cui, francamente, sono un po' stufo (per dirla eufemisticamente). Oggi il mito è la Germania. E va bene...
    Dunque è la Geografia a determinare un Popolo, o il Popolo a determinare la sua Geografia? Per alcuni aspetti è chiaro che le due cose si intrecciano (provateci, a Pachino, ad andare a raccogliere i pomodori alle due del pomeriggio nel mese di luglio, se non vi vengono violenti cali di pressione fatemi una telefonata, anche se la vecchia cartolina è sempre gradita), ma mi pare più plausibile che sia la seconda ipotesi ad essere quella real-mente fondamentale.
    L'organizzazione di un Popolo, quindi, si decide a tavolino, così come si decidono le linee di confine, o questa non nasce da un comune sentire e condividere una Cultura (nel senso più ampio)? E' questo comune sentire che determina tutto, a cominciare dalla lingua comune: "omicidio preterintenzionale" o "omicidio colposo" hanno lo stesso senso in Italia, Germania, o Francia? Credo proprio di no. Perché a questo punto potremmo anche dire che pure l'Unione Europea è una linea di confine tracciata a tavolino, e allora tanto vale superarla e inglobare pure i Russi, e poi magari anche i cinesi. Ma se evidentemente non può essere così (anche per la questione "orario raccolta pomodori a Pachino/orario raccolta cavoli in Sassonia"), come si può pensare che ciò che va bene per il mitico tedesco possa andare bene per noi, per noi che già ci sentiamo spesso infastiditi dalle differenti abitudini tra Nord e Sud Italia?
    Solo capendo che siamo tutti diversi la diversità non sarà più un peso ma un fatto normale della nostra vita fino al punto di dire "la diversità non esiste", e non cercando tutti di omologarci in un unico pensiero: diverse culture, diversi modi di vivere, diversi modi di fare economia, diverse regole economiche, diversi tassi di cambio...
    è tutta 'na catena. che non impedisce a me, suo vicino di casa, di cucinare i rigatoni, mentre lei cucina la polenta. io la polenta non la so fare, ma me piace, e pure parecchio, soprattutto taragna, per cui, se mi invita a cena di tanto in tanto, ci vengo ben volentieri. :-)

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  89. E questo di giulietto lo avevate letto?

    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=91181#.Uou0V46hE5l.facebook

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  90. Pare sia in arrivo la tassa del due per mille sul saldo di cc - PER SEMPRE!
    http://www.lafucina.it/2013/11/19/conti-correnti-il-bollo-aumenta-del-33/

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  91. Lunedì sera a Piazza pulita ho visto un 10 minuti di Cicchitto e la Santanchè che si sminuivano a vicenda rinfacciandosi difetti e tradimenti. Il Pdl somiglia oggi ad un autoscontro per scimuniti, e parecchi dei suoi esponenti si mostrano in tv per fare bungee jumping con il cervello, in particolare i fedelissimi del cavaliere: Mara Carfagna, Mariastella Gelmini Renata Polverini, Annamaria Bernini, Renato Brunetta, Lara Comi, Michaela Biancofiore ("Sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano", dichiarò qualche mese fa), ecc.
    Poi, ci sono gli “alfaniani”, che fanno venire in mente una sottospecie di rettiliani, e i marpioni di lungo corso, come Cicchitto, Gasparri, Schifani, ecc., che fiutano il vento in attesa di riposizionarsi, e altri che non vale la pena citare.
    Dal canto suo il Pd è ancora alla deriva, ed è probabile che ci resterà ancora a lungo, dal momento che tenta di far rotta verso gli “stati uniti d'europa”, senza comprendere che qualcosa sta mutando, e che in certi insospettabili ambienti ci si comincia a porre domande fino a ieri inimmaginabili.
    «Perché insistiamo in questo masochistico autodafè sui limiti della nostra competitività, senza rilevare che l'Euro è tenuto artificialmente basso, per agevolare Berlino e penalizzare i paesi periferici dell'Eurozona come l'Italia?», si chiede, buon ultimo, Alessio Postiglione sull'Huffington post.
    Ecco, già il fatto che certe domande inizino a circolare in certi ambienti dovrebbe indicare che il vento sta cambiando.

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  92. Off topic, ma forse no. Le faccio dono di tre pensieri (di cui un'aforisma) trovati in rete, che spero le piaceranno:

    “Trickle-down theory - the less than elegant metaphor that if one feeds the horse enough oats, some will pass through to the road for the sparrows.”

    John Kenneth Galbraith


    "There are those who believe that if you just legislate to make the well-to-do prosperous, that their prosperity will leak through on those below."

    William Jennings Bryant


    "Gentlemen! I too have been a close observer of the doings of the Bank of the United States. I have had men watching you for a long time, and am convinced that you have used the funds of the bank to speculate in the breadstuffs of the country.

    When you won, you divided the profits amongst you, and when you lost, you charged it to the Bank. You tell me that if I take the deposits from the Bank and annul its charter I shall ruin ten thousand families. That may be true, gentlemen, but that is your sin.

    Should I let you go on, you will ruin fifty thousand families, and that would be my sin! You are a den of vipers and thieves. I have determined to rout you out, and by the Eternal, (bringing his fist down on the table) I will rout you out!

    Andrew Jackson

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  93. Bello l'intervento a Zapping di ieri sera. E anche Vaciago alla fine ha fatto outing: era una via sbagliata per far fare la cosa giusta, più Europa. Condito, purtroppo, dai soliti luogocomunismi (insopportabili quelli automobilisti sui parenti che guidano tutti auto tedesche. Gli auguro di sperimentare l'affidabilità delle turbine e della catena di distribuzione del 2.0 turbonafta Bmw, o del doppia frizione dsg 7 raporti Vw...) e da qualche lieve imprecisione (sul surplus tedesco in massima parte esterno all'eurozona).
    E oggi sul Corrierone anche i riportatori della Milena si sono accorti degli squilibri determinati dalla moneta unica... Mi lasciano perplesso, però, le soluzioni prospettate.
    Siamo proprio al si salvi chi può...

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