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domenica 6 ottobre 2013

Un'altra risposta

(l'altra risposta, per chi non se la ricordasse, era qui)



Caro X,

ti ringrazio della cortese offerta, che mi onora e alla quale vorrei in tutti i modi venire incontro. Voglio ricambiare questo onore con la massima franchezza. Al di là dei limiti oggettivi di tempo (in questo semestre tengo due corsi e sto organizzando due conferenze internazionali, una piccola a ottobre e una grande a maggio prossimo), devo dirti che le mie esperienze di dibattiti in ambito universitario sono state per lo più deludenti. Questo ovviamente non implica che anche la prossima lo sarebbe, ma vorrei chiarire il mio punto di vista.

Qualche esempio: Michele Salvati che a Radio Radicale non sa nemmeno quale fosse la parità di entrata nell'euro e poi fa l'elogio della produttività polacca dimenticando un piccolo dettaglio (svalutazione del 20% in seguito a shock Lehmann), o trovare come alla Sapienza quelli che "io il libro non l'ho letto ma", o ancora trovare come alla Politecnica delle Marche quelli che "l'euro ha abbassato i tassi" (dimenticando che Alesina, e per altri versi Marzano, e Greenspan, nel 1997 avevano chiarito che col calo dei tassi l'integrazione monetaria europea non c'entrava molto, e dimenticando anche il dettaglio del passaggio da due milioni a duemila euro al metro quadro), ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.

Non so come dirlo: io non vado più nemmeno in televisione per non avere a che fare con argomenti simili! Ma lì almeno posso giustificarli. In un contesto accademico, sono a disagio se si prescinde dai dati e dalla letteratura. I dibattiti però spesso hanno tempi che, pur nella qualità e nella buona volontà di partecipanti e organizzatori, non consentono di andare oltre la facile battuta (potrei caderci anch'io, non lo metto in dubbio).

Quindi, prima di darti una risposta, vorrei capire esattamente quali sono i termini del dibattito, chi parteciperebbe, con quali tempi a disposizione e con quali mezzi per argomentare.

Non prendere questa risposta per quello che non è, cioè come segno di sfiducia: non mi permetterei mai. Prendila per quello che è: come segno di fiducia nei tuoi riguardi, che mi permette di essere franco, e di grande stanchezza e disperazione, autentica, profonda disperazione per il futuro del nostro paese, nel quale recitare le pagine di un testo di macro del primo anno presto sarà, temo, reato d'opinione.

A fronte di questo epilogo sempre meno improbabile, perdonami se tendo a risparmiare le forze.

Ti ringrazio e rimango in attesa di ulteriori dettagli.

Cordialmente.

Alberto

36 commenti:

  1. Salvati l'ho sentito anch'io. Uno che ha sbagliato tutto, ma proprio tutto, che da una lunga vita non sa ricavare una sola parola di saggezza o almeno di buonsenso, di autentico rammarico, e mentre inanella una sciatteria a uno sfondone continua con il suo intercalare: "no? No?" Eh, no, Michele, no. Che pena farebbe, se fosse un pensionato ai giardinetti...invece, scrive sul Corrierone, e ci accompagna in questa corsa dei lemming verso lo sprofondo, il pozzo di Vermicino... "No?" Sì, Michele, sì.
    Queste persone, questo ceto intellettuale e politico, sono senza redenzione possibile se non ultraterrena (Cristo ha le spalle larghe).

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    1. Che il nome Michele abbia un'influenza perniciosa sugli individui?

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    2. Mah, dovrebbe essere il contrario: significa, in ebraico, "Quis ut Deus?" E all'arcangelo Michele fu affidato da Dio il comando delle schiere angeliche che precipitarono negli inferi Lucifero, il cui peccato d'orgoglio e di disprezzo per l'uomo ricorda da vicino l'atteggiamento attuale dei nostri cari leaders.

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    3. Hai ragione, Roberto, ma temo che ti sia innalzato 'a vol sublime', anzi testimoniano la derubricazione della storia sacra a cronaca prosaica

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    4. Restando in tema religioso, certi testi gnostici affermano che Lucifero, Portatore di Luce, volesse appunto dispensare la Conoscenza, in opposizione al Dio supremo, nel genere umano. Ora, fatte le debite proporzioni, una certa unità di intenti mi sembra di intravvederla, prof. Certo, toccandoci gli zebedei, è vero...

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    5. Salvati l'ho cancellato dalle persone con un minimo di comprensione dei fatti del mondo quando, in un suo articolo apparso su Corriereconomia, faceva l'elogio del modello Wal-Mart perché lo scopo del mercato è "buttare fuori" (usò proprio questa espressione) i concorrenti inefficienti.
      Ora, è noto che WalMart impone ai suoi fornitori un taglio consistente dei costi ogni anno. Nel libro "Effetto Wal-Mart" si parla proprio di un imprenditore americano che "disse no a Wal-Mart" e lo fece proprio sulla scorta di ciò che era capitato agli altri.
      All'inizio euforia, perché ottenevano degli ordini fantascientifici con un solo cliente. Poi, al primo anno che dovevano esaudire la richiesta, acconsentivano di buon grado. Un bel guadagno di efficienza non fa mai male. Poi, nel giro di qualche anno, di taglio in taglio, l'azienda, che aveva ormai rinunciato all'innovazione e alla ricerca perché non poteva sopportarne i costi, diventava obsoleta e falliva.
      Un po' come sta succedendo oggi al Corriere della Sera...
      Insomma, Salvati è l'uomo giusto, con le idee giuste, al posto giusto.

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  2. LA VERITA' DEMOCRATICA, L'OLIGARCHIA €UROPEA E I REATI DI OPINIONE

    E' drammatica la prospettiva che ci aspetta...

    Adesso veramente solo il mercato ci potrà salvare dalla dittatura.

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  3. Ho sentito in radio Salvati pure io! NON sapevo se ridere o se piangere.

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    1. Ricordiamo che Michele Salvati è tra i fondatori -o padri nobili del Partito """"""DEMOCRATICO"""""""- un giorno si e l' altro pure, da due anni, ci "spiega" che le elezioni sono "pericolose" , per non dire una vera seccatura (...concetto estremamente democratico; direi)

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    2. Ricordiamo anche che Salvati fu tra i fondatori di "Quaderni Piacentini", diretto da quella brava, intelligente e onorata persona che è Piergiorgio Bellocchio. All'epoca, Michelino voleva fare la rivoluzione. L'ha fatta.

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    3. Mi puoi dire come hai fatto ad ascoltare il dibattito, non riesco a trovarlo su radio radicale. Grazie

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    4. Lo trovi qui ma lo commenteremo in un post apposito.

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  4. Capisco che la caduta dell'euro e' per la macroeconomia come il terremoto per la geofisica ma a me sembra che questo sconquasso non avverra' tanto presto. Piuttosto appare come uno stillicidio, una tosatura delle pecore e l'Italia e' ancora tanto ricca. Quello che e' avvenuto con il governo del parente raccomandato coi pizzini mostra tutta la forza bruta degli oligarchi alla Padoa e Monti.

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  5. Dovrebbe essere illegale ascoltarlo.

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    1. Andando avanti così le cose, tra un po' sarà illegale questo blog.

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  6. Da una recenta intervista uscita in tedesco il 24 maggio 2013 sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, e poi pubblicata in inglese dalla casa editrice Verso il 4 giugno 2013, al filosofo Giorgio Agamben:

    - Questo significa che lei vede nell’Unione Europea un’entità illegale?
    - Non illegale ma illegittima. La legalità è una questione di regole con cui si esercita il potere; la legittimità è il principio che sta alla base di queste regole. I trattati legali non sono mere formalità poiché riflettono una realtà sociale. Per cui è chiaro che un’istituzione senza una costituzione non può seguire politiche sincere, e che ogni stato europeo continua ad agire secondo interessi egoistici – e oggi ciò significa chiaramente interessi economici. Il minimo comun denominatore di questa comunità si manifesta in maniera chiara quando l’Europa agisce come un vassallo degli Stati Uniti e prende parte a guerre che non sono fondate su alcun interesse comune, né sulla volontà dei popoli. Alcuni stati fondatori dell’Unione Europea –come l’Italia, con le sue molte basi americane– assomigliano più a dei protettorati che a degli stati sovrani. Nelle questioni politiche e militari c’è un Alleanza Atlantica, ma certamente non un’Europa.

    http://www.lavoroculturale.org/la-crisi-perpetua-come-strumento-di-potere-conversazione-con-giorgio-agamben/

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  7. Carissimo Professore devo ringraziarla di cuore per la missione che ha scelto di perseguire e spero di vincere, spero ci riesca per tutti noi e per i nostri figli. Non meritano le sofferenze che stanno patendo ampi strati di popolazione. Abbiamo la peggiore specie di classe politica dell'intero universo conosciuto. Definirli Traditori della Patria è davvero poco, ma effettivamente descrive bene il loro essere inutili ed idioti. Forza Professore

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  8. “profonda disperazione per il futuro del nostro paese”.

    È comprensibile dal momento che è fuor di dubbio che la situazione peggiorerà.
    Basta ascoltare le spensierate dichiarazioni di Letta, che non ha remore nel pavoneggiarsi nelle vesti di premier. Colpisce in primo luogo la sua convinzione di avere un ruolo di primo piano nella scena politica internazionale mentre si spinge sicuro di sé su terreni dove altri si muovono con molta più cautela. Sulla questione siriana, così come su quella libica, ad esempio, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti per la loro inconsistenza unita ad una rara mancanza di qualsivoglia cognizione di causa. In parole povere: non sa di cosa parla, ma lo dice egualmente.
    Mercoledì scorso, dopo che Berlusconi si è presentato in Parlamento per sostenere il suo governo, Letta si è congratulato con sé stesso perché finalmente potrà fingere di governare senza più l'opposizione simulata del Pdl, obbedendo diligentemente agli ordini di Francoforte.
    Siamo quindi ad una nuova fase della stessa tragedia che viviamo da ormai due anni; basti sottolineare alcune frasi pronunciate da Letta in Parlamento: “Alle imprese sono arrivati € 12 mld, con un'accelerazione di settimana in settimana […] abbiamo inoltre varato […] iniziative per migliorare la qualità della spesa pubblica e dare sostegno alla domanda interna: 5500 posti di lavoro nuovi creati per i giovani […] Questi 5 mesi di governo hanno già determinato un primo significativo sollievo fiscale per gli italiani. […] Ricordo che grazie al nostro governo gli italiani hanno pagato in questi 5 mesi meno tasse rispetto al previsto per oltre € 3 mld”.

    Il tutto mentre al contempo i vari responsabili dei dicasteri economici si adoperavano per caricare gli italiani di tasse vecchie e nuove. Tasse che, si badi bene, incidono pesantemente sui redditi di ampie fasce di popolazione già alla frutta da decenni, senza che abbiano la seppur minima incidenza sulla "messa in sicurezza dei conti pubblici" - qualsiasi cosa voglia dire. Per ora Letta se lo può permettere, stante la completa assenza di una reale opposizione, ma dal momento che la situazione sta peggiorando anche nel resto dell'EZ, è più che probabile che gli attuali tetragoni difensori di un sistema fallito saranno ben presto costretti ad una precipitosa marcia indietro.

    La Siemens, ad esempio, ha annunciato «il taglio di 15mila posti di lavoro per risparmiare 6 miliardi di euro e colmare [...] il gap accumulato dallo stesso colosso dell'elettronica con i rivali General Electric e ABB. Dopo aver rimpiazzato Peter Loescher alla guida della conglomerata teutonica, Kaeser ha annunciato il taglio di 15mila dipendenti o il 4 per cento della sua forza lavoro globale.
    Nello specifico, oltre il 30 per cento dei licenziamenti riguarderà i lavoratori di Siemens sul mercato tedesco, circa 2mila nella divisione prodotti industriali e quasi 3mila nelle sezioni energia e infrastrutture».

    E in Irlanda, che tecnicamente è uscita dalla recessione grazie ad un incremento del Pil dello 0,4% nel periodo da aprile a giugno rispetto ai primi tre mesi del 2013, «la disoccupazione rimane bloccata al 13,4%, [e] provoca una grande migrazione verso l'esterno [...] alla ricerca di un lavoro migliore
    [...]
    Il deficit di bilancio è astronomico, in gran parte dovuto al fallimento di sei banche e alla ricapitalizzazione delle 3 principali - Bank of Ireland, Allied Irish Bank e Anglo Irish Bank. Per combattere l'enorme deficit di bilancio, i funzionari di governo hanno aumentato le tasse e hanno introdotto misure di austerità molto impopolari tra i residenti».

    Insomma, continuare a ripetere che “l'€ ci difende” e che “ci vuole più Europa” potrebbe avere conseguenze indesiderate per un politico che tenga alla sua carriera.

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    1. Non fino a quando l'aria fritta risulterà essere un buon corroborante per le tremolanti anime di questo paese.

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    2. Letta non è sorprendente nella sua ignoranza e sicumera, e' Normale.

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  9. a me 'sta cosa che esista ancora qualcuno con più di vent'anni d'età e per di più sedicente economista, che non sappia con quale tasso di cambio siamo entrati nell'euro mi meraviglia molto e non posso che provare pena se poi sbandiera in pubblico tale ignoranza: ma comprarsi una banalissima calcolatrice con la conversione euro-lira no eh? Nel supermercato dove vado io, alla cassa continuano a comparire i due totali, in euro e in lire, visualizzati con lo stesso carattere! Fare un semplice rapporto costa così tanta fatica al piddiota?

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  10. OT - E' stata pubblicata la nuova proposta di J. Sapir per uscire dalla crisi dell'Eurozona: ritorno ordinato alle monete nazionali e nascita di una 'moneta comune' (una sorta di riedizione del defunto SME).
    http://www.sinistrainrete.info/europa/3054-jacques-sapir-lo-scioglimento-delleuro-unidea-che-si-imporra-nei-fatti.html

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  11. Caro Alberto, e cari tutti,
    personalmente inizio a sentirmi veramente molto preoccupato, per i seguenti motivi:
    - Che la semplice contabilità nazionale renda inevitabile nel medio periodo un’uscita dalla moneta unica è per me fatto tutt’altro che scontato; perlomeno fino a quando alla nostra guida troveremo gente che scrive libri dal titolo ‘Morire per Maastricht’. La gente sta male, le aziende chiudono, gli imprenditori si suicidano, ma come nazione abbiamo ancora tantissimo da perdere e l’impressione è che ce lo vogliano togliere tutto.
    Credo che data la situazione la mossa più logica che la Merkel possa fare è di lasciar andare leggermente i cordoni della borsa, darci quel minimo di respiro che ci permetta di comprare ancora prodotti tedeschi (e avvitarci sempre più nella spirale del debito), per poi in un secondo momento stringere ancora la borsa, e così via. Ad ogni ciclo staremo sempre peggio, e avremo sempre meno aziende di proprietà italiana in grado di far ripartire il mercato interno se uscissimo dall’Euro; rendendoci di fatto sempre più simili alla Grecia. A supportare il tutto è sufficiente un governo italiano poco più che assente, che temporeggi, che distragga, che canalizzi in modo sterile la protesta, lasciando che il tempo faccia il suo inesorabile corso; che aumenti inoltre le tasse a richiamo quando richiesto dalla Cancelliera.
    - Un Governo insomma come quello Letta, che verrà puntellato in ogni modo nonostante il risultato elettorale che voleva essere di forte discontinuità; si diceva che le maggioranze erano traballanti, che i grillini avrebbero portato scompiglio, ecc. Risultato? Grillo è totalmente avulso da qualsiasi atto pratico di ripresa di sovranità, i grillini sono scomparsi dalla scena politica nonostante l’enorme fetta di voti rappresentata, Napolitano sta nominando senatori a vita a raffica per far governare PD+SEL+Scelta Civica anche con un pugno di voti meno del necessario fino al 2018, persino Berlusconi ha fatto un passo indietro e non ho dubbi che avrà i suoi buoni motivi personali per farlo. Voglio dire che qualsiasi risultato elettorale esca, qualsiasi intendo, qua non cambia niente; siamo prigionieri del Più Europa e non è votando che ne usciremo.
    - Sperare negli altri paesi: beh, io sto vedendo che in Francia la Le Pen va alla grande e in Austria le percentuali delle destre antieuro sono importanti. Significa che ci sarà un cambiamento in Francia che ci tirerà la volata? Mah, lo spero tantissimo, ma sinceramente ne dubito. Anche posto che la Le Pen governerà (e la Francia è piena di piddini), che farà gli interessi della Francia e incidentalmente i nostri (cosa ovviamente non scontata), ecc.. parliamo del 2017. Ragazzi qui il tempo è contro di noi, in quattro anni di cose ne cambiano, e io sto notando che stanno anche cambiando molto velocemente.
    - La nostra attività di divulgazione: per me ormai è un secondo lavoro, tante persone hanno capito, ma molte, moltissime di più continuano ad adagiarsi sui media e sulle visioni distorte che ne derivano. Per una persona che ha capito il meccanismo della crisi, quante ce ne sono che lo ignorano o lo mitizzano? 1 su 10? 1 su 100? Ottimisti. Io vedo tanta gente inca**ata come lo sono io che se la prende col dipendente pubblico fannullone, col politico colluso, con la nostra rilassatezza negli anni 80; ben pochi invece individuano nella moneta unica il principale punto di debolezza. Dell’enorme massa di voti che ha preso Grillo, secondo voi quanti sono contro l’Euro e quanti sono contro la Kasssssta? Io sono molto pessimista al riguardo, sarà che il mio campione statistico è biased e limitato. Sapete cosa significa? Che ci possono tirare il collo almeno quanto la Grecia, dove invece Alba Dorata se non altro porta critiche all’Eurozona, senza avere il rischio di trovarsi la gente sotto casa. Anzi, magari la gente andrà a trovare il vicino dipendente pubblico di turno, o il cassaintegrato che fa il secondo lavoro in nero, e se la prenderà con lui.

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  12. - Vogliamo parlare dei media? Parliamone. Dove possono prendere le informazioni le persone se stanno arrivando veline di regime dappertutto, volte a glorificare il più Europa (vedi Radio 24) o, quando va bene, a fare di tutta erba un fascio? Dove, se chi è antiEuro viene etichettato come ‘appartenente ad una setta’? Basteranno metodi indiretti per relegarvi alle ‘teorie di Bagnai’ e al ‘pensiero di Borghi condiviso da una minoranza di economisti’, o vi arriveranno prima o poi anche messaggi più diretti? Io fossi in voi mi farei queste domande. Poi vogliamo parlare dell’evidente, palese malafede dei rumorosi americani? Palese perché certi U turn non si spiegano, perché non hanno portato un solo dato contrario alla Eurocrisi cercando nel contempo ogni strada per denigrarci. Vogliamo fare i nomi? Non li faccio, ma sono tanti. Quindi, a meno di un annebbiamento collettivo, qui ci sono altre forze che agiscono.
    - Io non so, poi datemi del complottista, ma non riesco veramente a non pensare che questa mossa dell’Euro non sia ingegnerizzata a dovere, e non solo per colpire i lavoratori. Mi chiedo: perché spingere tanto anche sul discorso migranti, con toni ed enfasi simile al Più Europa??? Rivedo nei toni usati la stessa matrice ideologica, non è un semplice argomento per distrarre, qui c’è di più. Qui si usano e si incoraggiano tutti gli strumenti in qualche modo sovranazionali, i flussi migratori, di capitali, persino il meteo (!) come scusa per creare organismi di controllo sovranazionale. Ma probabilmente c’è di più di questo. E vi ricordo sempre che di sovranazionale ci sono anche le epidemie, come disse Attali, e anche quelle possono incoraggiare.
    Ecco, ci sarebbe anche altro, ma questo, per cominciare. E ditemi voi oggi cosa deve fare chi ha una famiglia in Italia.
    Federico

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  13. Salve a tutti,è la prima volta che commento ma seguo il blog da un anno circa. Ammetto che i primi tempi non ci capivo granché,motivo per il quale mi sono astenuto dal commentare fino ad adesso. Sono un ragazzo di 19 anni,uscito da poco da un liceo scientifico e se non era per il blog e i suoi utenti non ci avrei mai capito niente di economia,né probabilmente me me sarei interessato. Altro motivo per cui commento è il dimostrare che qualche giovane interessato a quello che sta succedendo in Europa e in Italia c'è e quando si presenta l'occasione rompo pure le palle ad amici,famigliari e conoscenti sulla questione euro.

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    1. Povero ragazzo.. invece che dedicarti alle piddine carine come i tuoi coetanei :-)

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    2. Non sei solo, te lo posso assicurare ;)

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  14. A Modena si era installato Francesco IV, figlio dell’arciduca Ferdinando, a sua volta fratello dell’Imperatore. (,,) Era un giovanotto tutt’altro che sprovveduto, a cominciare dai mezzi (..) Subito dopo la catastrofe di Napoleone, a Francesco avevano guardato molti patrioti lombardi nella speranza che, essendo egli un principe della sua dinastia, l’Austria gli affidasse il regno italico, e che poi Italianizzandosi sempre di più, egli realizzasse sotto il suo scettro l’unità nazionale. Ma sarebbero occorse due cose: che Metternich fosse d’accordo, e invece non lo era, appunto perché prevedeva con chiarezza quello sviluppo di situazione; e che Francesco andasse incontro alle generali aspirazioni di libertà, e invece fece proprio il suo contrario. Il suo programma di governo si compendiava nelle parole che più tardi pronunciò al Congresso di Lubiana

    “Il pareggiamento di tutti in faccia alle leggi, la soverchia spartizione delle ricchezze, la libertà di stampa, la via delle carriere aperta a chiunque, l’eccessiva considerazione accordata agli scienziati e agli uomini di lettere, la diffusione delle scuole, il libero passo accordato a tutti d’imparare a leggere e a scrivere: ecco i cattivi semi da cui germogliano le rivoluzioni”

    Indro Montanelli - L’Italia Giacobina e Carbonara 1789-1831

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    1. «a Francesco avevano guardato molti patrioti lombardi nella speranza che,essendo egli un principe della sua dinastia, l’Austria gli affidasse il regno italico, e che poi Italianizzandosi sempre di più, egli realizzasse sotto il suo scettro l’unità nazionale.»

      Pazzesco, comincio a capire dove sono nati i "patrioti" d'oggi, i letta ed i napolitano, (si può dire napolitano?), che chiedono al padrone di liberarci.

      Quindi si considerano patrioti e non traditori, ecco come é la storia...beata la mia ignoranza.

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    2. (..) ma qui bisogna intenderci fuori di ogni facile retorica e mitologia. L’Italia era abituata a far da “premio del vincitore” come diceva Voltaire. Fin dai tempi di Carlo VIII, cioè da quasi tre secoli, ogni invasore ci aveva sempre trovato una “quinta colonna” pronta a secondarlo un po’ per accaparrarsi una compartecipazione agli utili della vittoria, un po’ nella speranza che il padrone nuovo fosse migliore o più generoso – o più raggirabile – di quello vecchio. Fin da allora i veri “partiti” Italiani erano stati quello Francese, quello Spagnolo e quello Austriaco. Nessuno di essi aveva una base ideologica, né poteva averla perché queste tre potenze incarnavano lo stesso tipo di regime, basato sull’assolutismo e sui privilegi di casta(..)

      Indro Montanelli - L’Italia Giacobina e Carbonara 1789-1831 Ed Kindle - pos. 333

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    3. Eh no!
      Difesa d'ufficio di Ciro Menotti, insieme al quale un mio antenato fu giustiziato da Francesco IV. Menotti e gli altri stavano cercando, a tastoni, soli come cani, di trovare il modo di unificare l'Italia e di renderla indipendente. Ricorda che i moti (falliti) di Menotti sono del 1821. Proposte analoghe furono fatte, da altri, anche al padre di Francesco delle Due Sicilie, che rifiutò. Si trattava di trovare un regnante, di nascita italiana, in grado di fornire un appoggio statuale al processo di unificazione, che all'epoca tutti pensavano sarebbe stato in più tappe: prima il nord, poi il resto. Visti i rapporti di forze in campo, diventava inevitabile cercare, se possibile, il consenso dell'Austria. Poi sappiamo com'è andata: ma senza l'appoggio insperato della Francia, neanche Cavour e il regno di Sardegna sarebbero bastati. Che Menotti fosse un patriota, basta a dirtelo il fatto che Garibaldi chiamò il suo primogenito, appunto, Menotti.

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  15. Ma dai:

    http://www.repubblica.it/economia/2013/10/08/news/il_giallo_dei_verbali_segreti_fmi_banche_salve_a_spese_della_grecia-68155209/

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  16. «In un paese dove hanno fatto di tutto per far passare l'ennesimo aumento IVA imposto da mamma Europa e mammina Angelina, qualche oca giuliva scopre che nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva è calato del 5,2% quasi 4 miliardi in meno, ma ovviamente è tutta colpa dei consumi e del calo delle importazioni che risentono del ciclo economico sfavorevole, [...] nessuno che abbia il coraggio di parlare di una depressione economica autoindotta, da manovre fiscali al limite del criminale, di migliaia e migliaia di licenziamenti come vuole mamma Europa, per ridurre lo squilibrio competitivo aumentando la produttività.
    Deflazione salariale si chiama e non ciclo economico sfavorevole, deflazione salariale e tu non ci puoi fare nulla se non votare più Europa, ancora di più, sempre di più, zippando con il tuo telecomando in mezzo ad un oceano di menzogne.
    [...]
    Il PD [...] rispolvera la demenza di basso regime cercando di far passare per ricconi tutti gli italiani che pagano oltre 750 euro di rendita catastale per tornare a ridurre l'IVA,
    [...]
    Ma vi rendete conto che questi sono qui che si scannano per qualche miliardo di lire, sotto la gentile visione di mamma Europa e non sanno nemmeno cosa dovranno fare quando il fiscal compact diventerà operativo con decine di miliardi da scovare in mezzo alle macerie del Paese».

    Sì, ce ne rendiamo conto, ma pare che non ci si possa fare nulla; ieri Monti ci ha condotto sull'orlo del baratro, e oggi Letta ci spinge direttamente dentro.
    Oggi su internet mi sono imbattuto nell'intervento di Diego Fusaro che ieri sera a Piazza pulita ha suscitato un certo clamore. Fusaro spiegava che siamo assoggettati al diktat europeo, nell'ambito di un "progetto criminale" basato sul "cretinismo economico", auspicando che i giovani "abbiano la forza di reagire a questa demenza generalizzata, e bisogna partire a riflettere sulla situazione europea. Io lo dico, questo, perché è stato detto con troppo facile retorica che l'Europa ce lo chiede e bisogna assecondare l'€. Queste sono sciocchezze..."
    E qui Formigli lo ha interrotto con una sorprendente affermazione:

    "Non è che domani andiamo dalla Merkel e diciamo scusa, ciao, ti sei sbagliata e facciamo come ci pare. Non è che si fa così".

    Formigli, quindi, trova normale che l'Ue sia dominata dalla Germania. Ecco, lui può anche pensarla così, ma sono sempre di più quelli che non se lo possono permettere. Come ha sottolineato qui sopra Federico Germano (07 ottobre 2013 17:49), "siamo prigionieri del Più Europa e non è votando che ne usciremo".

    In effetti non ne usciremo votando: c'è il rischio che se ne esca come ai tempi della Germania di Brüning.
    Da un paio d'anni i talk show tv mostrano un sempre maggior numero di imprenditori e lavoratori furenti perché la crisi li sta strangolando. Parallelamente gli ipocriti reportage sui "migranti" che vengono in Europa - passando per l'Italia - alla ricerca di "una vita migliore" sono divenuti il leitmotiv dei tg. "Vogliamo un lavoro", dicono i migranti intervistati dai mezzibusti da sbarco. Già, mica solo loro, però.

    L'altro giorno Letta ha detto serafico che si è chiuso un ventennio, sottintendendo che ora tutto scorrerà liscio su binari già tracciati, e dimostrando una volta di più di non essere molto perspicace, e di essere lì dove si trova proprio per questo motivo.

    Potremmo sorridere di fronte allo scarso acume di Letta se vivessimo all'estero, ma viviamo in Italia, e siamo consapevoli che a causa dei politici del suo stampo corriamo il serio rischio che si apra un ventennio di gran lunga peggiore di quello appena trascorso.


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  17. Ach, oggi il direttore del Volkischer Beobachter salmonato si deve essere distratto, il giornale pullula di articoli fortemente sovversivi, chissà chennepenza il direttore dell'Organizzazione Tod's....

    Forse si è lasciato prendere dal demone della controintuitivà, fino a poco tempo fà cavallo di battaglia di ogni chiave di lettura dei dati macroeconomici... che quanto affermato sostenga, in fondo in fondo (ma proprio in fondo), la linea dell'Organizzazione?

    In ordine sparso:

    1) Quello non è un paese per vecchi.... e non solo, come noi ben sappiamo da molto tempo. Ma domani qualcuno ci spiegherà che rispetto alle altre deportazioni in Polonia di poco più di 70 anni fà questo è un indice del progresso civile di quel paese....

    2) Anche George Soros è un "keynesiano di merda", che fa affermazioni degne di un professore di università di provincia ed è privo di fede aSSoluta nella vittoria finale : " .. cedendo l'autorità ad una banca centrale indipendente, i membri dell'eurozona si sono messi nella posizione dei paesi in via di sviluppo che hanno sempre fatto prestiti in valuta straniera. Né le autorità né i mercati sono stati in grado di individuare quest'aspetto prima della crisi, il che dimostra la fallibilità di entrambe. Quando è stato introdotto l'euro, le autorità hanno in realtà dichiarato che le obbligazioni dei governi degli stati membri erano prive di rischio. Le banche commerciali erano in grado di sostenerle senza dover accantonare alcuna riserva di valuta, mentre la Bce le ha accettate con gli stessi termini nella sua discount window. Ciò ha creato un incentivo perverso per le banche commerciali che hanno iniziato ad acquistare il debito dei governi più deboli per guadagnare ciò che alla fine si è rivelato essere qualche punto percentuale in più, mentre i differenziali dei tassi di interesse convergevano verso lo zero. Ma la convergenza dei tassi di interesse ha finito per provocare una divergenza economica. I paesi più poveri hanno vissuto un contesto di boom economico nel settore degli investimenti, nel mercato immobiliare e nel consumo, mentre la Germania, aggravata dal peso fiscale della riunificazione, ha dovuto adottare una politica di austerità ed implementare delle riforme strutturali. Questo contesto è stato la causa principale della crisi dell'euro, ma al tempo non è stato riconosciuto tale, e ancora oggi non è ancora del tutto compreso. .. l'Ue non è un paese, è un'associazione incompleta di stati sovrani che non riusciranno a sopravvivere a dieci anni o più di stagnazione. Un contesto simile non farebbe l'interesse della Germania e lascerebbe d'altro canto gli europei in una situazione ben peggiore di quando si sono imbarcati nel progetto europeo."
    (per Piller & Gumpel: purtroppo per voi ve lo siete lasciati scappare nel 1944....)

    3) Ma allora anche l'università PUBBLICA italiana serve a qualcosa, o quei
    fisici del CERN vengono dalla Bocconi (per non parlare della tecnologia italiana presente nell'LHC)?

    Urge intervento della cenZura! Su, domani mettiamoci un AQC "vendiamo tutto" e un bel Torquemada Masciandaro contro il debitopubblico....

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