MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

martedì 14 agosto 2012

Estote parati...

...e non aggiungo altro, o meglio, qualcosa sì: quelli che "faremo la spesa con la carriola". Ci siamo capiti, no?

Buon Ferragosto, io torno a scrivere il libro, e salutatemi ConteZero...


P.s.: a scanso di equivoci, vi ricordo che ammettendo un pass through del 20%, una svalutazione del 30% aggiungerebbe all'inflazione qualcosa come 0.2x0.3=0.06=6 punti percentuali. Se la baseline (come diciamo noi tecnici) è 3%, si arriva al 9%. Ma questa è una valutazione estremamente pessimistica. Comunque, prendendola per buona, si ottiene 1.2x1.09=1.3. Lo so, questi numeri non vi dicono niente... Ma presto capirete! Non illudetevi però che i troll capiscano. Del resto, non sarebbe professionale da parte loro: sono pagati per non capire.



And the winner is.... Simone Previti!

(Il primo commento su FQ è il suo... torno a lavorare a un post per voi, un altro po' di napalm sulla sinistra di destra...).

86 commenti:

  1. dice che siamo vicini alla rottura? bè speriamo...
    Buon ferragosto anche a lei, attendiamo con ansia il suo libro.

    Saluti
    Gianluca

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, alla rottura no. Solo a un'altra incursione in terra luogocomunista.

      Elimina
    2. io speravo di essere prossimi alla rottura... peccato. buon ferragosto anche a lei

      Elimina
  2. Buon ferragosto e buone ferie prof.
    io dico la mia sulla sua moltiplicazione, vado puramente a naso, ma visto che ha nominato il luogocomunismo nel suo commento....
    1.2 x 1.09 = 1.308 ( faccio il pignolo come la calcolatrice ), questo calcolo rappresenta l' aumento del rapporto debito / pil che si avrebbe temporaneamente a seguito del ritorno alla lira e della conseguente svalutazione ? Non so se per lo stesso motivo, ma dopo l' uscita dallo SME del 1992, nel 93 e 94 il rapporto debito / pil è aumentato per poi cominciare a diminuire dal 95.
    Spero di non aver detto minchiate, ma un evento simile, se dovesse verificarsi, sarebbe il nuovo cavallo di battaglia piddino per demonizzare il ritorno alla "liretta".
    P.S. Non mi banni la prego !

    RispondiElimina
  3. Scusi la foga prof, ma lei ci ha abituati bene. E dopo qualche giorno di astinenza da goofy, la mancanza si fa sentire. :-)

    RispondiElimina
  4. Impressionante. Solo "da noi" se ne parla in modo 'carbonaro'...

    http://blogs.ft.com/economistsforum/2012/08/is-the-euro-the-21st-century-gold-standard/

    "Negotiated devaluation and withdrawal from the euro is the best route back to economic health for some peripheral countries. That may have the ring of heresy to central bankers or eurocrats in Frankfurt and Brussels. But it has the ring of truth".
    ....................................................
    "Negotiated withdrawal from the eurozone by some countries on the rim of the EU may not be easy, but it is the better alternative for heavily indebted economies otherwise facing prolonged price and income deflation".
    ....................................................
    "In October, Angela Merkel, German chancellor, said: “If the euro collapses, then Europe collapses.” This hyperbole may have worked as scare politics, but it was bad economics."
    ....................................................
    "Germany and other core countries in the eurozone have a vested interest in preserving the single currency and keeping the deficit members committed to it. The euro exchange rate for the strong economies might rise to a level (in relation to the US dollar and dollar-linked currencies such as the renminbi) where their exports are uncompetitive and excess capacity built up in the long boom becomes redundant. High savings in the rich countries of the eurozone have financed excess consumption in the periphery in the same way that the “savings glut” facilitated easy money and unsustainable debt in the US, the UK and other developed countries".
    ....................................................

    "Banks and governments in both debtor and creditor countries are desperately resisting withdrawal by peripheral countries from the eurozone, with the consequent devaluation and default. None of these efforts addresses the fundamental economic and income imbalances. Experience with the gold standard before the first world war makes clear that exchange rate adjustment is key to improving trade flows between core and peripheral economies".
    ....................................................

    RispondiElimina
  5. è il concetto di pass trough che mi frega... se riesco a capire quello, allora... Ma probabilmente faccio prima ad aspettare il prossimo post del prof... nel frattempo buon ferragosto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Squiddy, suvvia, cosa c'è da capire? Il pass through misura quale percentuale di svalutazione si trasferisce sull'inflazione. Normalmente (ne abbiamo parlato) questo coefficiente è inferiore a no. Le stime più complete le trovi nella Tab. 3 di questo studio. Come vedi, il coefficiente è superiore a uno solo in America Latina, indicando chiaramente una dinamica esplosiva per cui una svalutazione genera una maggiore inflazione, che quindi richiede ulteriori svalutazioni, in una spirale che porta all'iperinflazione.

      In Europa il coefficiente arriva a 0.36 dopo un anno (ma gli effetti iniziali sono molto più bassi). Quindi una svalutazione del 30% (0.3) dopo un anno si trasferisce sull'inflazione in misura pari a 0.3x0.36=0.108=10.8%. Nella peggiore delle ipotesi quindi su arriverebbe a 10 punti di inflazione in più, ovviamente ceteris paribus, cioè supponendo che non venga presa nessuna misura per contrastare il fenomeno.

      Viceversa le misure per contrastare il fenomeno esistono e vengono prese, e questo spiega perché nelle due esperienze italiane l'effetto registrato è stato molto inferiore a questo massimo teorico. Chiaro?

      A questo punto se ci sono problemi penso siano solo con le moltiplicazioni con la virgola. Eppure con i tuoi dieci tentacoli (salvo errore) non ti dovrebbe essere difficile maneggiare una calcolatrice, no? Pensaci un attimo su.

      Elimina
    2. Grande Prof... conosce anche il numero dei miei tentacoli... Comunque, si! era quasi banale, ma sa la pigrizia, il caldo... 10 ascelle...

      Ho letto più sotto quanto ha scritto a proposito delle svalutazioni "competitive" (credo lo avevo già letto in qualche altro post), mi piace molto e spero di riuscire a rivendermela alla prima occasione con qualcuno di quelli che "e certo tu pensi che dovremmo tornare all'italietta furbetta delle svalutazioni competitive..."

      Elimina
  6. ahah...eh profe a ferragosto c'è poca concorrenza!

    RispondiElimina
  7. Buon Ferragosto Prof. E' bello saperla in vacanza, così intanto mi metto in pari (Posts, pdf Oltre l'austerità) per il prossimo libro :)

    OT: le è già stata segnalata questa? Minuto 2'20":

    http://www.youtube.com/watch?v=DAEFktcou0E&feature=player_embedded#!

    Mi pare che la citazione dimostra che dal punto di vista notorietà goofy ha ormai ampiamente superato il break even point!

    RispondiElimina
  8. Marco Marci è veramente da ricovero! Me ne sono accorto appena ha scritto daltr'onde in un suo ridicolo intervento nel quale voleva insegnarmi l'econometria, porello. Continuava a non capire le risposte alle domande che faceva... Che risate con questi qua! E ditelo, che vi state divertendo...

    RispondiElimina
  9. Prof.buon Ferragosto :-)

    PS: Quando il libro è finito non ti dimenticare di firmarne uno con una dedica al piddino del blog, che in tempi non sospetti ti punzecchiava in merito. So che sei in un posto con poca banda e cara,quindi non avrai letto Scacciavillani su FQ che sta scaricando la colpa della crisi ai fisici.

    RispondiElimina
  10. ahah....beh non essendo al mare ma a casa..è un ottimo intrattenimento! ha fatto bene a pubblicarlo a ferragosto :)

    RispondiElimina
  11. “Nell’Unione Europea i peccatori vengono puniti severamente e ora è la volta della Germania. Ma non è possibile! Economia pianificata”. La Germania quest’anno raggiungerà un avanzo record della bilancia commerciale. L’Unione Europea punirà la Repubblica Federale Tedesca nel 2013 con una pesante sanzione.http://www.tzetze.it/2012/08/avanzo-commerciale-record-germania-punita-da-bruxelles-lindipendenza.html

    RispondiElimina
  12. Alberto, credo che i "poracci" (che sebbene appositamente sollecitati sul punto, nemmeno si accorgono che sostengono le teorie di pd-pdl e confindustria) avrebbero, in qualunque sede, bisogno di capire i "veri" meccanismi di formazione dell'inflazione, dimenticando l'obsoleta equazione "più moneta\base monetaria=deprezzamento=inflazione elasticamente in crescita".

    I meccanismi del costo del lavoro e la limitata influenza del costo delle materie prime, in caso di paese con potenzialità produttiva riespandibile e buon avviamento dei marchi (condizione di Marshall-Lerner), paiono sfuggire del tutto (v. il subdolo intervento di pallacorda, che ti dà ragione solo per fare terrorismo sull'andamento dei costi futuri).
    Tra l'altro, a proposito di "ceteris paribus", faccio rilevare che in caso di riespansione della domanda estera, data l'ormai avvenuta strutturazione della spesa pubblica su livelli che consentono un notevole saldo primario(pure crescente via entrate in caso di ritorno alla lira), abbiamo già un ordinamento orientato a raffreddare l'inflazione, checchè ne dicano tralaticiamente i "dottor livore". Cosa che non avevamo ancora nel 1992.
    Ad es; il blocco del turn over e dei contratti pubblici permarrebbe (la legislazione relativa è praticamente a regime), come pure la stupida stretta sugli investimenti pubblici (se poi giavazzi, come pare dai giornali odierni, avrà mano libera...).

    La domanda interna quindi sarebbe automaticamente raffreddata, quand'anche si ricorresse ad adeguamenti meramente inflattivi (programmati) sulle retribuzioni: minori importazioni sarebbero automatiche e mancherebbe solo una politica tariffaria adeguata con prezzi controllati. Misure sulle importazioni sarebbero possibili ma certo limiti alla circolazione dei capitali aiuterebbero (in realtà sono in gran parte già fuggiti, ma la remuneratività Thirlwall riconquistata farebbe pensare addirittura al "rientro").
    Quanto agli interessi (riconquistata fissazione del tasso prime, e sui titoli del debito), senza gli spread determinati dai cds-swap -che sparirebbero se avessimo una vera banca centrale-, e con la fine del credit-crunch (riflesso della paralisi-euro dell'interbancario), non potrebbero che diminuire, in termini "reali", che poi sono quelli che contano.

    RispondiElimina
  13. Scusate ma sta storia delle "materie prime" sta arrivando a livelli demenziali:
    1. i "poracci" omettono sistematicamente di rammentare che la svalutazione dell'euro del 26% post 1999 (cui si aggiunse la crisi dei prezzi petroliferi del 2003) non portò i traumi sistemici che paventano;

    2. ancora più importante, dimenticano che i deprezzamenti delle monete sono "relativi" a ciascuna valuta considerata: rispetto al US.$ la svalutazione prevista (da commentatori G&S come Gavyn Davies, ex chief di scacciaburini) è nell'ordine del 10% per una nuova lira...

    3...e comunque tutta da vedere, perchè in parte già scontata in questi ultimi mesi: semmai ci sarebbe una forte "rivalutazione" del new-marco sul dollaro (per i differenziali di inflazione relativi), con potenziale effetto "sostituzione" proprio dei prodotti italiani...chiedere ai crucchi se non se ne preoccupano;
    4. dimenticano infine, quanto alla questione degli investimenti, che la "arretratezza" tecnologica italiana è del tutto indimostrata. Non c'è la presunta prevalenza di produzioni a basso valore aggiunto, con "sostituzione" obbligata col produzione dei paesi dell'est (che semmai approfittano del vincolo valutario italiano e che soffrirebbero della nostra recuperta competitività CLUP ex nuova lira, cari incompetenti soloni!). Anzi finalmente le produzioni italiane sarebbero competitive proprio rispetto a quelle tedesche A PARITA' DI TECNOLOGIE es; pannelli solari con riappropriazione del mercato degli incentivi pubblici alla nostra industria+ elettrodomestici (quel che è rimasto) e meccanica di precisione...

    5. Al contrario, il modello di specializzazione italiano si è affinato sotto la spinta del vincolo valutario (ho immesso il link dell'analisi Istat in precedenza) e ora il limite sta proprio nel credit crunch. Rimosso il quale, con l'immissione di nuova liquidità NON INFLATTIVA (dato che rimmetterebbe in circolazione riserve di ricchezza reali, riappropriate dalla nostra banca centrale) non potrebbe che far abbassare i tassi di interesse rispetto alla situazione odierna e far ripartire investimenti e occupazione.

    6. Il "ritardo" italiano sul lato dell'offerta è dovuto non tanto a gap tecnologico presunto -i tedeschi non hanno fatto rilevanti investimenti aggiuntivi in R&S ma essenzialmente puntato sulla svalutazione reale e il sostegno pubblico alla sottocupazione-, ma al crollo degli investimenti infrastrutturali "di sistema", cioè alla congestione e alle esternalità dovute proprio alle politiche di tagli della spesa pubblica degli ultimi 20 anni. Fu..en bastards, quanto gli piace "sparare alle spalle" all'Italia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quarantotto, se mi permetti...per caso hai postato questi tuoi commenti sul FQ? No, perché faresti subito piazza pulita delle tonnellate di minchiate che i piddini continuano a sparare a vanvera. Sarebbe un ottimo complemento al post del prof.

      Elimina
    2. Scusate: 48 è blacklistato su FQ, quindi non può intervenire. Però per favore, siatemi di supporto, ma non mi siate anZiosi, lasciate pure ragliare i dementi.

      Intanto, se leggete quello che ho scritto, il punto (1) nel mio post c'è (dove?) quindi non lo capisce chi non lo vuole capire: ma di chi non vuole capire ce ne fotte poco, non voterà certo per noi!

      Ovviamente la solita solfa dell'autodenigrazione italica (punto 4-5-6) è rilevante, ma io ho 4000 caratteri a disposizione e sto affrontando un punto alla volta. Ben venga chi vuole intervenire sul punto, io lo farò a suo tempo.

      Starei un po' attento, invece (visto che mi date lezioncine gradite di dialettica) a dire che il vincolo esterno ci ha fatto bene. Caro 48, qui mi cadi sui fondamentali, perché se dici una cosa simile (che non è vera, perché il vincolo esterno ci ha fatto male) ovviamente ti diranno: allora vedi che l'euro ci serve perché siamo degli Untermenschen?

      Insomma, prendetela come un divertimento, non fatene una malattia, ridete in faccia a questi poveri scemi traditori del proprio paese, ma soprattutto restate LUCIDI! Lucidi come siete sempre stati finora: siete tutto il mio orgoglio.

      Elimina
    3. Certo, nel tuo post è al punto 4.
      Riguardo il vincolo esterno, sono d'accordo con Alberto. Il modello italiano si sarebbe probabilmente rafforzato meglio senza il vincolo valutario ed, in generale, senza l'obbligo ad effettuare politiche recessive e deflazionistiche dovuto ai vari trattati europei. Avremmo avuto quantomeno più risorse da destinare agli investimenti ed alle politiche di innovazione tecnologica. Così come il puntare sulla ripresa della domanda interna, non necessariamente andrebbe a peggiorare la produttività: non credo che crescita della quota salari e crescita della produttività si debbano escludere a vicenda.

      Elimina
    4. Ovviamente il punto 1 voleva sottolineare, a fini "dialettici", che i "poracci" leggono il post di Alberto e non vogliono prenderne atto, mettendo in discussione i loro preconcetti...tutto l'intervento era ad adjuvandum militorum, per spirito di battaglia, nel più assoluto divertissment :-)

      MA POI...Ovviamente non intendevo affermare che il vincolo esterno ci ha fatto bene. Ma proprio no, ma mai nella vita.
      Ma poi proprio io? Mi sono probabilmente espresso male e troppo ellitticamente per ragioni di spazio e di foga.
      Riportavo solo quello che risulta dagli studi menzionati sull'export italiano: cioè un altro aspetto.
      Che attiene alla presunta esistenza del gap tecnologico, "comparato" col livello tedesco, che presupporebbe tra l'altro che "loro" avessero fatto questi grandi investimenti tecnologici (per quanto nei processi, specie sui controlli di qualità, abbiano sfruttato la deflazione salariale che consente impiego più intensivo di certe professionalità).

      Cioè, pur perdendo quote di mercato, specialmente in sede UEM, CERTO proprio per ragioni attribuibili al vincolo valutario, le nostre imprese hanno comunque affinato l'offerta e sviluppato prodotti a più alto valore aggiunto "per unità"...
      Quindi, cercato di sopravvivere su mercati extra-UEm, in special modo, in uno dei pochi modi possibili; insomma faccio riferimento a una disperata ricerca di ovviare al fatto di dover competere con le "mani legate", che non sarebbe riuscita se fosse vero che la nostra produzione è ai livelli tecnologici di est europa e "emergenti" e questo è il punto...(cosa che prescinde da mai asserite "spinte" dell'euro, essendo un fattore pre-insito nel sistema italiano e semmai mortificato nelle sue piene potenzialità dai tagli di spesa pubblica e caduta di domanda estera e nazionale).
      ALTRETTANTO OVVIAMENTE, IN CONTROFATTUALE, NON SAPPIAMO CHE GRADO DI INNOVAZIONE SAREBBE STATA POSSIBILE POTENDO DISPORRE DI AUTOFINANZIAMENTO DA PROFITTI E DI LINEE CREDITIZIE PIU' FAVOREVOLI, FUORI DALL'EURO. PERO' POSSIAMO RAGIONEVOLMENTE SUPPORRE CHE SENZA L'EURO AVREMMO AVUTO MAGGIORI QUOTE DEL COMMERCIO MONDIALE (non riesco a ritrovare uno studio sui mercati nordamerciani che lo attestava) E ANCHE MENO DELOCALIZZAZIONI (marchionne l'ha fatto capire molto bene, con varie dichiarazioni "indirette", mettendo il governo italiano di fronte al fatto compiuto che in Italia può solo funzionare una brutale deflazione salariale).

      Infine, ribadisco che non è certo mia intenzione "inventare" argomenti che Alberto non abbia già esposto: solo un modesto memorandum per una rapida rassegna di controargomenti...
      Lungi da me creare confusione (non sempre ci riesco, mannaggia)

      Elimina
    5. 48 caro, ma tu puoi e devi aggiungere, e aggiungi tanto. Torno a ripetere un concetto generale: la ricchezza di questo blog siete voi, e non ve lo dico io: me lo dicono i tanti colleghi che leggono, e che si stupiscono del livello e dell'interesse dei vostri commenti. Certo, con certe pietre di paragone ci vuole poco, direte voi! Ma non è così. Qui il problema non è che gli altri sono sotto la media: lo sono, la natura è matrigna, ma questo non ci riguarda. Qui il problema è che stiamo costruendo qualcosa grazie al contributo di persone sopra la media.

      Detto questo, io non volevo assolutamente "castrarti". Capisco anche la tua frustrazione nel non poter intervenire, e ti prometto di appurare questa cosa (lo stesso vale per gli altri).

      Non vorrei però che viveste come una sconfitta il fatto che l'ultimo asino che arriva vi prende magari in contropiede ragliando più forte di voi o spostando i termini del discorso su un piano che non c'entra nulla e dove il luogocomunismo sembra vincente.

      Vi assicuro (e contatti e iscritti lo dimostrano) che state facendo un ottimo lavoro e un'ottima figura. La gente sana, moralmente e intellettualmente, intuisce da tempo di essere presa in giro, e ha bisogno della nostra testimonianza: mia, e vostra, soprattutto vostra. Dandogliela assolviamo un dovere civile e morale e io vi ringrazio per l'impegno che state dedicando.

      Ovviamente, però, questo deve restare un divertimento. Quelli pagati (due spicci, suppongo) sono loro, i troll. La nosta forza rimarrà sempre quella di credere in quello che facciamo (loro è impossibile che ci credano) e di farlo divertendoci...

      Grazie ancora e scusa se sono stato acido.

      Elimina
    6. Ciao 48, ma in tutto ciò come se spiega il gap di produttività tra Italia e Germania?

      Elimina
    7. Un altro che si è iscritto domani. Ma... le istruzioni per l'uso? E la legge di Verdoorn?

      Elimina
    8. Solo una nota per quarantotto: il mio commento (dove facevo notare come l'esempio "cittadino" di Napoli fosse la miglior pubblicità antieuro, perchè prevedeva trasferimenti statali e mobilità interna in Italia dei lavoratori - cosa non possibile in Europa) sul blog di Scacciavillani oggi è sparito 3 volte di seguito su 3 pubblicate (ovviamente senza che il commento contenesse insulti o altro).

      Mi sa che sono finito nel registro dei cattivi anch'io! :°D

      Grazie per i tuoi commenti (anche se ancora devo leggerli :P) che come sempre saranno utilissimi.

      E grazie ancora al Prof Bagnai per lo spazio.

      Elimina
    9. Penso che nel commento di 48 sia importante sottolineare il punto 2, aspetto di cui non ho trovato traccia da nessuna parte.
      La svalutazione inevitabile post-uscita dall'Euro per l'Italia sarebbe nell'ordine del 30%; ma rispetto alla Germania.
      Poiché l'Euro rappresenta in qualche modo una media dei valori dei singoli stati, anche il rapporto con il dollaro lo è. E se oggi c'è un certo rapporto di cambio con il dollaro, la nostra svalutazione andrà a cavallo di tale rapporto. Per fare un esempio (con numeri inventati), rispetto al dollaro la nuova lira svaluta del 15% e il nuovo marco rivaluta del 15%. Tra lira e marco la differenza sarà del 30% suddetto ma con il dollaro solo della metà.
      E noi il petrolio (e quasi tutto il resto) lo paghiamo in dollari.
      Dico bene oppure ho preso un abbaglio?

      Elimina
    10. Salve Prof., la legge di Vedoorn - da quello che capisco - dovrebbe spiegare la differenza nella crescita di produttività negli anni dell'euro, però la produttività assoluta già prima dell'euro mi pare presenti alcune differenze tra nord e sud europa (ho trovato qualche dato qui) e mi chiedevo se ci fosse una spiegazione per queste differenze: forse un ritardo nell'industrializzazione del sud rispetto al nord?

      Elimina
  14. Fantastico Prof! Solito copia e incolla sulla mia pagina facebook per fare un po' di proselitismo :-) . Ma per il libro dobbiamo aspettare davvero fino a fine anno? Non si riesce ad averlo un po' prima? Scherzo ovviamente, auguro a lei, all sua famiglia e a tutti i Goofynomics fans un sereno Ferragosto.

    RispondiElimina
  15. rileggendo i commenti sul FQ mi rendo conto di non aver capito una cosa (e pure grossa)..adesso però non ricordo se ne aveva parlato in modo esplicito sul blog oppure no, in pratica la svalutazione all'uscita avverrebbe in che modo? Cioè mi pare di capire che sarebbe un processo "naturale" nel senso di recupero della competitività persa con l'euro..ma in pratica come? Non riesco a figurarmelo. (accetto ovviamente le dovute tirate d'orecchie)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi rendo conto che è difficile da capire perché siete circondati da spaghetti-liberisti. Cazzo, esiste il mercato, capite, il mercato valutario, avete presente? Siamo in deficit di partite correnti? Che vuol dire? Che c'è più offerta di valuta nazionale (domanda di valuta estera) per pagare beni esteri di quanto ci sia domanda di valuta nazionale per pagare beni nazionali. E che succede quando l'offerta supera la domanda? Dai, pensateci un po' su, sì, capisco, è difficile, ma dai, un piccolo sforzo... il prezzo... sale? No, scende! Bravo: ecco, vedi hai capito tutto. Non era difficile. (O Gesù mio, ma chi me l'ha fatto fare di mettermi in questa impresa impossibile: neanche in Corea del Nord...).

      Elimina
    2. ok facciamo così, mi piacerebbe scrivere che ho capito tutto ma non sarebbe vero :P..quindi o vado in Corea (del Nord), oppure mi rileggo per bene i vecchi post cercando di sbrogliare il tutto, evitando di rompere troppo le palle...saluti!

      Elimina
    3. ok forse mi sono ritrovato.. se siamo in deficit di partite correnti vuol dire che compriamo beni esteri più di quanto gli altri non comprino i nostri. Questo però vuol dire che domandiamo molta valuta estera (per comprare quei beni) e che al contrario la nostra valuta nazionale è in eccesso di offerta (la vendiamo per avere valuta estera). Quindi rispetto a ciò che ha scritto lei "c'è più offerta di valuta nazionale (domanda di valuta estera) per pagare beni esteri (cioè tutte quelle lire sono in eccesso di offerta perchè le abbiamo vendute comprando valuta estera per acquistare i beni esteri) di quanto ci sia domanda di valuta nazionale (da parte dei paesi esteri che comprano le nostri merci) per pagare beni nazionali (sono gli stati esteri che comprano i beni nazionali)

      Elimina
    4. Prof. succede a battibeccare di continuo con marco marci. Nel 92 è arrivato a dirmi che la lira svalutò perché bankitalia comprava marchi e vendeva lire. Chiaramente ore di trolleggio vario possono creare stanchezza e Simone, che è uno dei più attivi, può averne subito gli effetti. Io non sono a casa ora e dal cell mi è difficile postare ma da stasera prometto di dare man forte ai miei compagni in prima linea.

      Elimina
    5. Simone, abbi pietà: cos'è che non capisci:

      1) la legge della domanda e dell'offerta?
      2) il fatto che un'esportazione di beni è una domanda di valuta nazionale?
      3) il fatto che un'importazione di beni è un'offerta di valuta nazionale?

      La Coea del Nord è un paese molto più libero del paese ideale degli spaghetti-liberisti, ma il biglietto costa: se possiamo risolverla qua...

      Elimina
    6. Vedi che invece avevi capito! Il problema è che gli scemi, quelli che dicono svalutazionecompetitiva, vi fanno pensare che la svalutazione sia un comportamento "commissivo": qualcuno manipola qualcosa, e non si capisce bene come. Invece la svalutazione di qualcuno, che è sempre la rivalutazione di un altro, è un comportamento "omissivo": si lasciano agire le forze di mercato. Ma questo è esattamente quello che i liberisti non vogliono, perché il cambio flessibile ostacola la speculazione destabilizzante.

      Elimina
    7. @Marco Bessi: si sono un pò fuso ma questa cosa un pò era rimasta nella nebbia, almeno ora credo di averla quasi chiarita! :)
      @Black Knight: Ce l'ho quasi in pugno la faccenda! Quindi.. noi ora non abbiamo questa possibilità perchè siamo ingabbiati nella moneta unica, pertanto se la Germania propone prezzi competitivi (con i trucchi che conosciamo) le nostre esportazioni vanno a farsi friggere mentre allo stesso tempo importiamo di più dai tedeschi. Questo non avverrebbe se fossimo fuori dall'euro, perchè all'inizio compreremmo sempre i prodotti tedeschi, che però in questo modo diventerebbero via via sempre meno convenienti in quanto comprando moneta tedesca per acquistare prodotti tedeschi svaluteremmo la nostra di moneta.. e di conseguenza i nostri prodotti tornerebbero competitivi..ci sono??

      Elimina
    8. Certo. Però puoi raggiungere un grado di consapevolezza superiore, che è questo: se tu chiedi beni tedeschi, e quindi valuta tedesca, puoi anche semplicemente pensare che è il prezzo dei beni e della valuta tedesca che aumenta per via della tua domanda, no? Perché dobbiamo ragionare sempre e solo in termini di nostra svalutazione? Vero è che siamo in un sistema che impedisce ai tedeschi la fisiologica rivalutazione del loro marco. Ma uscendone non sarebbe più così, e quindi loro sarebbero finalmente costretti a fare quella cosa che è così gloriosa ma nessuno vuol fare: rivalutare!

      Benvenuto fra noi.

      Elimina
    9. Come appunto, potrei dire che spesso la confusione la creiamo noi (non Bagnai), dicendo che "dovremmo svalutare" dando una sfumatura che presuppone un'azione decisa a tavolino. Magari sostituendo "dovremmo svalutare" con "dovremmo permettere alla moneta di svalutarsi" o altre espressioni simili potremmo educare i pagani piddini che credono ancora alla predica del guru/sciamano di turno.

      Elimina
    10. Caro Ivan, la tua osservazione è corretta, ma pensare che uno spaghetti-liberista capisca come funziona il mercato è come pensare di spiegare l'algebra a un criceto: lui sta nella sua gabbietta e corre come un pazzo, per restare sempre allo stesso punto. Per animi così semplici, forse, un concetto che può essere utile è questo: visto che svalutare è brutto, rivalutare è bello, e quindi i tedeschi dovrebbero essere soddisfatti di abbandonare un sistema che glielo impedisce. Molti di voi hanno usato questo argomento, non sono in grado di capire con quanto successo. Pensa che sto proprio scrivendo il capitolo sulla svalutazzzionecompetitiva... Che palle ragazzi, come si fa a farle capire 'ste cose alla gente?

      Elimina
    11. prof una cosa devo dirgliela, se non altro per evitare che si sconsoli :).. io avevo capito il discorso dell'acquisto del denaro come di una merce e la legge della domanda e dell'offerta, mi mancava il nesso con l'uscita dall'euro. Cioè non capivo come, una volta usciti dall'euro, si sarebbe avviato in modo "naturale" quel processo per cui si sarebbe rivalutata la moneta estera e svalutata la nostra. Il meccanismo "già avviato" mi tornava, ma non il modo in cui questo sarebbe dovuto iniziare. So che sembra scontato ma per me non lo era affatto.

      e buon ferragosto!

      Elimina
    12. Anche io ho commentato , ed ho ricordato come il franco svizzero , dal settembre 2011 , si sia agganciato all'euro svalutando nei confronti di dollaro(i) e sterlina , per quegli stessi motivi "italici sleali , corrotti e clientelari" cui ogni piddino dr livore ama rinfacciare al prossimo . però se devo essere sincero , non essendo un tecnico pensavo che per svalutare il franco la bc svizzera comprasse dollari e sterline offrendo franchi : in questo modo l'offerta di franchi sul mercato cresce ed il prezzo scende . da quello che ho letto qui però mi sembra di capire di aver detto una solenne "lieve imprecisione" . quindi gradirei delucidazioni sulla politica monetaria della bc svizzera nell'ultimo anno

      Elimina
  16. Buon giorno a tutti, a proposito di Uebermenschen, non sarà sfuggito questo articolo di N24 che oltre a confermare tante tesi espresse più di una volta riecheggia persino spunti critici internazionali:

    http://www.n24.de/news/newsitem_8136844.html

    saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che stupisce è che non si riesca a far capire oggi quanto era assolutamente ovvio negli anni '50, ovvero che chi è in surplus è in squilibrio quanto chi è in deficit. Ma questo i troll non lo capiranno mai.

      Elimina
  17. Vabbe ma se quarantotto e' blacklistato lui li pubblica qui e gli si puo' fare da prestanome. E per confondere le acque il prestanome potrebbe cambiare di volta in volta cosicche' anche il prestanome non viene messe nel libro nero.
    Perche' suppongo che o 48 e' stato messo nella lista nera in quanto vecchia e dolora conoscenza del fatto, o perche' hanno capito:"cazzo questo dice cose troppo ragionevoli, e sonopure diverse da quelle che dice Bagnai, quindi non lo possiamo nemmeno accusare di essere un suo tirapiedi"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai avuto una bellissima idea.... se volete mi offro per riportare le risposte di 48.... dovete solo dirmi cosa devo riportare

      Elimina
    2. Suppongo che tu abbia indovinato la ragioni della "censura": cioè entrambe quelle indicate, come sa chi frequenta FQ da un bel pò di tempo...e non riguarda solo me, ma anche altri storici commentatori anti-luogocomunisti. Su tutti un omaggio a "Simplex", un grandissimo con cui mi sono veramente divertito contro gli emil e i roberto-a....
      Simplex, se ci sei batti un colpo da queste parti: è qui la comunità di "fratelli della costa", dei veri combattenti per la libertà (Alberto ti ritrovi più o meno a capo della "Filibusta" del pensiero...tout court)
      Pensa che un giorno, verso Natale, un tipo di quelli più svegli, sul blog FQ, mi dice (credo fosse un "Andrea", che magari è tra quelli che interviene pure qui): "Conosci un bravo economista Alberto Bagnai che scrive su goofynomics?"
      E ho iniziato a leggere senza intervenire (mi pareva che non ci fosse bisogno: erano tutte cose che condividevo e vedevo gente di un livello che sollevava il cuore, dopo il blog FQ).
      Poi un giorno, un altro tipo, sempre su FQ, mi dice: "Lei è Bagnai, vero? Lo sapevo, meno male che interviene qui..." Gli risposi ovviamente di no e però pensai che era giunto il momento di confrontarsi con questa comunità...perchè mi avrebbe consentito di imparare e acquisire altre cose che nessuno fuori di qui potrà darci.

      Così ho incontrato questo sito e conosciuto tante persone in gamba. Che ci sono anche su FQ, anzi molte si sono "trasferite" qui :-). Ma qui si "costruisce" qualcosa di unico, un pezzo alla volta...

      Quanto ai miei interventi "qui" da trasporre su FQ, in queste occasioni, li metto apposta perchè, se a qualcuno piacciono (bontà sua), li possa tranquillamente utilizzare, estrapolare, e anche attribuirseli. L'importante è divertirsi (siccome sono un rissaiolo per me è tutto divertimento acquisito).
      VIVA LA VIDA

      Elimina
    3. Quell'Andrea sono io.... almeno credo: sul Fatto sono registrato come "Andre89". Io il blog l'avevo scoperto sulla bacheca facebook di Vladimiro Giacché. E' sempre un piacere ritrovarti su Goofy 48 (poi magari un giorno ci dici che lavoro fai sono curioso), attualmente sto studiando matematica quindi ho un po' perso l'economia però seguo il blog dall'inizio!

      Elimina
  18. Riguardo al pass-through, la percentuale di trasferimento sull’inflazione può dipendere dalla bilancia commerciale? Cioè in Grecia e in Spagna immagino l’effetto sarebbe maggiore considerato che dipendono di più dall’estero rispetto all’Italia (le bilance commerciali sono peggiori nei primi due paesi rispetto al nostro). Noi scontiamo poi un grande deficit nella bilancia energetica. Esiste uno studio riguardo ad una eventuale correlazione.
    p.s.: commento poco ma leggo tutto. Per il libro, speriamo che non sia in Euro, aspetterò la svalutazione, mi costerà meno. Ma quando è prevista la vendita?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... ECCO, se ti costa meno vuol dire che sei tedesco! ed e' proprio quello che succedera' (legioni di Tedeschi che con pochi spiccioli (espressi nella loro valuta rivalutata) verranno in Italia a comprare tutto il meglio che si possa trovare...)

      Elimina
    2. Ecco qua, è arrivato l'espertone (non sappiamo se in salsa branka in salsa FQ)!

      Scusa, frangeo, perché, ora cosa sta succedendo? Stanno già comprando tutto. Dai un'occhiata alle istruzioni per l'uso, e vedrai perché in effetti sganciarsi può arginare il fenomeno.

      Elimina
  19. cher prof.... mi frulla in testa.....la goofy.....tectures, da qualche giorno...costituire avanguardie goofy....altrove..si svaluterebbe la ..."nomics??....impossibile...!!! .credo che sia nell'ordine delle cose, riconoscere che nella filosofia goofy...., c'è il meglio che si possa fare e pensare...oggi...che ne pensa...
    paratus sum!

    RispondiElimina
  20. Caro Bagnai
    Nonostante io segua il suo blog da gennaio (con alcuni interventi nei mesi scorsi) avevo rinunciato a iscrivermi diffidando dei multimedia a cui bisogna aderire. Oggi mi sono iscritto qui e al FQ a lottare contro i mulini a vento, superando pigrizia e diffidenza: ma che fatica discutere con certi elementi!

    Grazie per il tempo che ruba ai suoi familiari passandolo a fare vera informazione

    valter(65)

    RispondiElimina
  21. Dottor Bagnai, oggi sul FQ abbiamo un nuovo astro del pensiero a perdere: “sdraio”. È abbastanza divertente, anche se non mi sembra all'altezza dei peracottari più collaudati del FQ.
    Qui di seguito una sua perla (con tanto di “pò”):

    “da un professore, anche se associato e a Pescara, ci si aspetterebbe un pò più di lungimiranza. le conseguenze della fine dell'euro andrebbero ben al di la dell'inflazione della liretta”.

    Si mostra scettico, sdraio, sulla consistenza della sua preparazione, professore. Sa, per lui un professore di Pescara non è in grado di elaborare analisi e studi all'altezza della situazione. E quindi controbatte da par suo alle sue tesi con argomentazioni tipo:

    “e gli investimenti esteri? quale straniero - e già sono pochi - verrebbe a mettere i soldi in un paese in cui si manda al governo un berlusconi o si rischia di dare un 30 a un grillo senza alcun limite posto dalle istuzioni europee? io non li investirei mai”.

    In sostanza, in un paese con la “liretta” sdraio non è disposto ad investire, quindi ci teniamo l'euro.



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma dobbiamo tenerci pure sdraio?

      Elimina
    2. Oddio, quello che sostiene che con la lira si tornerebbe ai tempi in cui non esisteva il commercio con l'estero? Era così assurda come tesi che ho dovuto chiedergli conferma, non si possono fare certe affermazioni se non sei un troll! Ma a quanto pare è proprio convinto, se si torna alla lira possiamo vendere i nostri prodotti solo a 50 milioni di italiani...

      Elimina
    3. No, non ha retto 24 ore. Dopo sono arrivati quelli di servizio: emil, e l'ormai mitologico wilfattoquotidiano, oltre a tre o quattro battitori liberi. La loro è una tecnica abusata, e consiste nel pescare dati a casaccio e formulare alcune obiezioni a vanvera che costringono l'interlocutore a ricominciare daccapo.
      Ma, in fondo, chi se ne frega. Nonostante la gravità della situazione, due risate si fanno volentieri. Tanto le cose andranno come devono andare.
      E poi, come diceva Hemingway? The sun also rises.

      Elimina
  22. Prof, mi sa che farà un altro record con il post di oggi! 600 commenti, e pensare che l'esercito piddino non ha ancora schierato i suoi troll di punta!

    Oggi ho vinto l'horror vacui (mi riferisco al vuoto nel cranio del piddino medio) e ho partecipato all'assalto! Per riprendermi stasera Händel al Castello Sforzesco!

    RispondiElimina
  23. Ammiro profondamente Simone Previti per come si è battuto nel controbattere l'enorme numero di commenti che ha suscitato il suo articolo Prof: ancora una volta si sono riversati una caterva di commenti, cosa resa ancora più eccezionale dal fatto che oggi è ferragosto. Ammiro Lei Prof e tutti coloro che intervengono in questo blog per l'impegno ed il tempo che dedicate a sostenere la verità che emerge dai quei dati che tutti si ostnano a non voler considerare. Io mi sono dedicato a Scacciavillani, che oggi pubblica un intervento osceno ed intellettualmente profondamente disonesto.
    Vedere qui, http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/politiche-pubbliche-keynes-si-e-fermato-a-scampia/324174/
    per credere. Io ho commentato come Straker62, il commento è addirittura apparso in tempo reale, si vede che i moderatori sono in ferie.....
    Certa gente ormai non ha nemmeno più il senso del ridicolo, ha una faccia tosta che rasenta l'incredibile. Pensano ancora che tutti cadranno comunque nel luogocomunismo del debitopubblicosporcoecattivo. Si consiglia un medicinale anti acidità di stomaco dopo la lettura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si è fantastico quel post. Tra l'altro, come scrivo anche su FQ, tesi molto simili (dove si voleva colpire Keynes) sono state scritte da Bisin su Linkiesta. Interessante il tempismo e il coordinamento..

      Cercate "Keynes contro i liberisti, che discussione provinciale!" per vedere.

      Elimina
    2. Peraltro Bisin sembrerebbe voler relegare la discussione liberisti-keynesiani come a un'invenzione degli accademici italiani e basta. Una roba provinciale, perchè lui in america non ha mai sentito in 20 anni di onorata carriera qualcuno tacciare qualcun'altro di liberismo ecc. Detta così sembrerebbe una cosa tipo "volemosebene semplicemente si discute di dati evidenze modelli", quasi come se tutto avesse più o meno pari dignità. Peccato che poi passa alle stoccate finale in cui sostanzialemtne i keynesiani sono degli sconfitti dalla storia e sono trent'anni che non contano nulla (se non in Italia) e per tornare in auge devono davvero impegnarsi molto, perchè il modello di Chicago è una bomba e si è imposto a ragione.
      Solo io l'ho travato un po' contraddittorio quell'articolo? O meglio, un misto di buonismo captatio benevolentiae per poi far emergere che comunque i fighi bravi belli intelligenti al passo con la storia sono loro amerikani?

      Elimina
    3. Un'ottima analisi dell'articolo di Bisin:

      http://icebergfinanza.finanza.com/2012/08/16/la-leggendaria-scuola-di-chicago/

      Quello che i nostri amici amerikani stanno tentando di fare (tanto che l'altro che finisce in "in" l'ha anche detto chiaramente su nFA) è di non farsi etichettare come teorici del laissez-faire. Bisin, come scacciasestesso (bellissima questa prof, l'ho sempre pensato anch'io che quel cognome fosse perfettamente auto referenziale) stanno lavorando ai fianchi un'opinione pubblica che non ha più alternative.

      Elimina
  24. eh a ferragosto non avere un tubo da fare aiuta ;) a proposito dei commenti moderati del FQ, pare che adesso abbiano cambiato tattica, se non ci sono link o parole volgari vengono pubblicati sempre ..almeno questo mi è parso di capire usandolo

    RispondiElimina
  25. Devo rettificare, sono stato censurato dopo 5 minuti aver scritto il post suddetto: evidentemente il moderatore era solo in pausa cena: pur essendo registrato sul Fatto, rimane solo un laconico Guest: commento rimosso. Putroppo non avevo salvato da altra parte il testo del mio intervento, sarà per un altra volta.

    RispondiElimina
  26. Alcuni commentatori e lettori del Fatto Quotidiano sono ottimi. C'è un tale che si firma "wilfattoquotidiano" (ma non è il nickname più patetico mai pensato? chi andrebbe a firmarsi "wilrestodelcarlino" o "wilsecoloXIX" nei rispettivi siti? nessuno, a conferma che i lettori del Fatto sono proprio una categoria a parte) che ha delle tesi decisamente grossolane sulla spesa primaria di uno Stato. Cito da Nicholas Kaldor (1984):

    "At present all countries have fairly large deficits in the general government budget, but these are largely the consequence of the low level of activity. On a “full employment” basis they would show a highly restrictive picture – they would show surpluses and not deficits. Contrary to appearances, the requirement of stability is for expansionary budgets with lower taxes and higher expenditure, and not further fiscal restriction (as is advocated, for example, by M. de Larosiere of the International Monetary Fund)."

    Concetto difficilissimo per alcuni.

    Ma il miglior commento l'ho letto su un blog di piddini (nel senso di elettori del PD) che davano del complottista a Bagnai (e quindi a qualunque economista ormai a parte quelli di regime e quel gruppo beat anni 60, I Rumorosi d'Oltreoceano) perché faceva notare che non c'è stata convergenza dei tassi d'inflazione. Questo mostro di acume scrive:

    "La mancata convergenza dell'inflazione è qualcosa di alieno e precipitato dall'alto in Germania... Non sia mai che le varie riforme, del lavoro e del welfare state fossero state fatte per altri scopi... l'unica ragione era distruggere i meridionali... Gomblotto!!!"

    Una cosa del genere gli stessi dirigenti della Confindustria tedesca si vergognerebbero a scriverla. Sto qua è talmente scemo che se gli capitasse di essere superato nella fila alle Poste accuserebbe di complottismo chi si lamenta.

    A questo punto però ho capito l'onestà intellettuale di chi si prende la briga di rispondere a sta gente quotidianamente sul Fatto, c'è seriamente da ringraziarvi per la pazienza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Great! Pure fun!

      Scusate il latinismo e gli esclamativi (!buon proseguimento a tutti!)

      Elimina
    2. un paio di giorni fa provavo a spiegargli che i tedeschi guadagnano meno di italiani e spagnoli, concetto espresso anche da Krugman. Wilfattoquotidiano è scoppiato a ridere dicendo: "eh sì, perché se lo dice Krugman è sicuramente vero!". Poveri noi.

      Elimina
    3. Beh, commentatori come Wilfattoquotidiano ci fanno solo un piacere, riescono a far una figura barbina senza nemmeno bisogno di tirarli per la giacchetta.

      Piuttosto noto con piacere che sia Lega che 5stelle sembrano puntare quantomeno a chiedere un referendum sulla permanenza nell'Euro. E' pochino, ma chissà non sdogani un dibattito serio. Non che gli Euroscettici non esistano, siamo tantissimi ormai, ma restare confinati nel web non permette di raggiungere proprio tutti.

      In fondo nel medioevo c'erano i preti che indicavano l'adultera e la strega, e il peones manco ci pensava e diceva "cattivi!".
      Ora i nuovi presti sono i pulpiti televisivi che indicano il debito, e seppur il web scardini i piani (e non sorprende che la Cancellieri dica che sarebbe necessario un maggior controllo sui blog), molti sono fuori da esso o non hanno gli strumenti e l'abitudine di farne uso per informarsi.

      Elimina
    4. Forse Marco Marci abbandona il campo. Un po' mi spiace. ;)

      Elimina
    5. Beh, per un Marci che se ne va, arriva un "wilfattoquotidiano". ;-). Prof, la "prima linea" dei Goofynomics fans sul blog del FQ è degna della RAF inglese durante la battle of England! A me certi commenti mi fan prudere le dita della mano sulla tastiera, ma mi fido ciecamente dei nostri "happy few" , ben più preparati del sottoscritto, ai quali va davvero tutta la mia stima!

      Elimina
    6. Adesso c'è anche Graziano D, e questo, diciamocelo, è davvero un inguaribile stupido.

      Ho una tentazione folle di mandarcelo, spero di avere la forza di non farlo onde evitare di essere tra i primi caduti lungo la trincea. D:

      Elimina
  27. Alberto, io ci ho provato, ma dopo ben 4 commenti "in fase di approvazione", proprio quando serviva replicare alle solite scempiaggini dell'ineffabile Emil... mi arrendo.
    Questi di FQ sono della stessa pasta dei protagonisti del tuo post sugli anniversari...che sconforto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è una pasta marrone. Forse è Nutella.

      Elimina
  28. Egregio professore,
    Le chiedo scusa se questo intervento è fuori luogo, premetto che sono nesciente in materia economica, tuttavia seguo da qualche tempo con attenzione questo blog.
    Condivido la sua preoccupazione per una continua escalation antidemocratica in atto in Europa e che viene volontariamente ignorata dai più; condivido anche la Sua analisi, non per competenza ma fidandomi della Sua onestà intellettuale, della Sua acclarata competenza e della chiarezza logica nel suo argomentare supportata da prove inconfutabili.
    Ho qualche perplessità sulla possibile soluzione da Lei prospettata: uscita dall'euro.
    Mi chiedo e Le chiedo: quali sarebbero le reazioni e le possibili contromisure delle nazioni che oggi lucrano sullo stato attuale? Non credo che il cane a cui è sottratto l'osso possa restare silenziosamente a guardare.
    Le sarei grato se volesse soffermarsi a ipotizzare le possibili contromisure che i paesi interessati potrebbero mettere in atto di fronte all'uscita dell'Italia dall'euro ed i possibili eventuali scenari che ne conseguirebbero.
    La ringrazio per il Suo lavoro di informazione e per la Sua eventuale risposta (qualora l'argomento fosse già stato trattato mi scuso per il disturbo).
    Distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo farò senz'altro, grazie per il suggerimento. Intanto, le dico due presupposti un po' deboli del suo ragionamento: quello che agli altri paesi convenga la guerra, e quello che a noi convenga combatterla quando saremo ancor più indeboliti. Se se la cava con l'inglese, le suggerisco il saggio di Bootle, che su questo punto dice le cose più razionali che abbia visto in giro.

      E se proprio vuole sapere come la penso, caro padre, noi siamo in guerra, ma è una guerra non dichiarata. Preferisco quelle dichiarate, così la gente è costretta a scegliere un campo, e i Giuda si possono gestire in modo più efficiente (ovviamente siamo per la non violenza, non c'è bisogno di dirlo: e del resto Giuda, come ricorda, fece tutto da sé).

      Elimina
    2. Provo a rispondere io (così sottopongo pure quello che ho capito al vaglio degli altri frequentatori).

      La politica si è imbottigliata nella strettoia delle sue menzogne (vedi deficit di democrazia) e ora assistiamo, più che ad un' Italia che seriamente apre il dibattito su una eventuale gestione dell'uscita dall'EZ, alla Germania che continua a segare il ramo su cui è seduta. Per cui tra gli scenari possibili, quello che diventa più plausibile è un perdurare delle attuali politiche competitive all'interno dell'EZ che porteranno alla frantumazione della moneta unica.

      Da parte tedesca (e del centro europa) non c'è nessuna voglia di socializzare le perdite con i fannulloni indebitati del Sud.

      Da parte italiana, non esiste una forza politica che stia seriamente pensando di mettere in discussione l'Euro (la sinistra non può, la destra, o meglio Berlusconi, ha provato a fare una sorta di sondaggio qualche mese fà, ma non mi pare sia andato bene (il popolo è stato fin troppo ben indottrinato sulle qualità salvifiche dell'Euro e B. è un pelo in crisi di credibilità, anche se il suo elettorato non è morto), M5S non mi sembra nè maturo nè credibile nè avere le basi democratiche per evolversi su questo fronte, quanto meno in modo accettabile, delusione).

      Se uscita sarà, allo stato attuale, sarà un'uscita scomposta. Poi mi fermo perchè non so spingermi oltre

      Elimina
  29. Commento pubblicato e rimosso dopo alcuni "likes" di troppo: è come cercare di svuotare un mare col cucchiaio, così...
    Mi pare che i commenti brevi e con linguaggio arrembante, al contrario del mio, siano più tollerati (credo perché si confondono col chiasso creato dai piddifensori), quindi vi consiglio di usare tale stile.
    Comunque siete encomiabili: prof, qui ci vuole una sfilza di medaglie al valore.

    RispondiElimina
  30. Salve a tutti,
    ho un piccolo dubbio sul modo in cui, tecnicamente, si realizza una svalutazione del tot% quando una Banca Centrale finisce le munizioni per difendere il cambio

    In pratica immagino che, sui Mercati, lo scambio avvenga come incrocio tra domanda e offerta, quindi
    - fino a quando la Banca Centrale tiene, nessuna offerta al di sotto del cambio prefissato viene accettata
    - quando la Banca Centrale molla, gli speculatori se ne accorgono e cominciano ad offrire al tot% sotto il cambio precedente e queste offerte, che prima non incontravano domanda, ora la incontrano ... è corretto ?

    Grazie

    Nikola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senti, come funzioni tecnicamente il mercato valutario non lo so, non è il mio lavoro. In termini di principi macroeconomici, quando la Banca centrale molla, significa che non può più acquistare la valuta nazionale offerta sul mercato, e quindi l'eccesso di offerta tira giù il prezzo. Ma su come meccanicamente ciò avvenga, su quali terminali, con quali software, in quali stanze, non posso esserti utile. Sicuramente qualche lettore più preparato di me c'è e può soddisfare il tuo dubbio.

      Elimina
    2. OK ma vorrei precisare che non sono un feticista del tecnicismo ma solo perchè temo di non avere inteso appieno il significato dell'affermazione seguente (parafrasando)
      "Quando la Banca Centrale molla si ottiene una svalutazione del tot% e il giorno dopo gli speculatori sono in grado di ricomprarsi più lire"

      In presenza di un attacco speculativo di questo tipo, si può pensare che accada che
      - uno speculatore lancia un segnale al Mercato ovvero "ho sfondato la barriera della Banca Centrale"
      - il Mercato "amplifica il segnale" seguendo la linea ribassista della speculazione
      - essendo la svalutazione un comportamento omissivo (come dice il Prof) ad un certo punto il Mercato stesso deciderà quale sarà il nuovo cambio, trovando un nuovo equilibrio

      In questo processo, gioca un ruolo fondamentale il resto del Mercato che segue la linea ribassista dello speculatore dato che se, paradossalmente, agisse solo lo speculatore stesso:
      - tanto più abbassa il cambio vendendo lire contro marchi
      - altrettanto ritornerà su il cambio quando ripasserà dai marchi alle lire

      Dico bene ?

      Grazie

      Elimina
  31. Posto qui anche se OT (con il contenuto ma non con il titolo).
    Interessa questa notizia? A beneficio di informazione, nessuna testata di rilievo mi pare ne abbia parlato.
    Serbia adopts central bank law despite EU, IMF criticism

    RispondiElimina
  32. Mi spiace non poter dare una mano agli altri goofynomisti sul FQ, ma sono negli ultimi giorni di super-lavoro prima delle vacanze. Sono certo che se la stanno cavando alla grande!

    Volevo anche segnalare questo articolo molto interessante da Wall Street Journal-Market Watch: When will the Euro collapse? It is already dead?

    Sostanzialmente argomenta che l'euro, come moneta usata negli scambi fra paesi diversi, è già morta. Dice, ad esempio, che alcuni trader nel campo del petrolio non servono più clienti greci, perché temono di essere pagati, di qui a qualche mese, in una valuta diversa.

    Gabri D (aka Gaddus)

    RispondiElimina
  33. Salve. In due giorni di pubblicazione, il post su FQ ha totalizzato più di 1500 commenti. Da una frettolosa disamina che mi sono fatto, tutta personale e pertanto opinabile, mi sembra di aver notato che a parte due/tre commentatori pervicaci, il livello dei commenti si sia elevasto un pò rispetto alle volte precedenti. ConteZero76 non si è vistodue o tre "de coccio" ci sono sempre ma mi sembrano sempre più scarichi.
    Piuttosto, ieri sera mi era sembrato di vedere un post qua dentro di 48, mi pare, dove si giustificava lo spread con un calcolo in cui si includeva il differenziale dato da una eventuale svalutazione con il ritorno della lira. Lo avevo letto di premura ripromettendomi di rileggerlo con calma. Poi è sparito o il post è stato modificato. Oppure me lo sono semplicemente sognato. Qualcuno mi può aiutare?

    RispondiElimina
  34. Solo 2 giorni e sono già in quarantena!
    Ora mi fanno passare tutti i commenti dalla moderazione. Come faccio a chiedere a Emil come può scrivere questa cosa?
    "IL PIL italiano è 2200 miliardi di dollari. Le esportazioni 460.
    Se, come scritto nell'articolo, svalutiamo del 20% (o del 30%) di quanto aumentano le esportazioni?
    Chiaramente non del 20 (o del 30): certi prodotti verrebbero sempre comprati all'estero, certi prodtti verrebbero sempre importati (certi cibi, petrolio, materie prime, molte auto, gli iPhone...).
    Quindi l'effetto sulla bilancia commerciale di quanto sarà?
    aumenterà di 40 miliardi? 30? 50?
    Se prendiamo 40 (ma se avete modi per calcolare con precisione questa cifra sono aperto) e dividiamo su 4 anni (mica avremo tutto subito no?) si raggiunge la mitica crescita delo 0,45% del PIL all'anno per 4 anni.
    A cui bisogna togliere gli effetti sulla bolletta energetica (circa 65 miliardi che se peggiora del 25% sono 16 miliardi, la crescita del primo anno circa) e le altre importazioni.
    Inoltre bisogna calcolare anche gli effetti sullo spread. Attualmente NON scontiamo un rischio inflazione alto (i tedeschi ci stanno attenti su queste cose no?), ma se torniamo alla lira....
    L'aumento dello spread, oltre che mandare al fallimento il paese, fa aumentare gli interessi sui prestiti a imprese e famiglie.
    Calcoliamo l'effetto sul PIL di questo?"

    Esilarante!

    Valter

    RispondiElimina
  35. Salve,
    volevo riportare il seguente dato

    Eurozona: attivo bilancia commerciale sale a giugno

    L'attivo della bilancia commerciale dell'Eurozona e' salito a 14,9 miliardi di euro a giugno dai 200 milioni dell'analogo mese del 2011.

    http://www.agi.it/ultime/notizie/201208171130-eco-rom0041-eurozona_attivo_bilancia_commerciale_sale_a_giugno

    Questo surplus commerciale può derivare, in buona parte, dall'indebolimento dell'EUR rispetto alle altre valute occorso in quest'ultimo anno solare ?

    Inoltre mi piacerebbe vedere scorporato il dato per i Paesi dell'EZ:
    sospetto che buona parte di questo Surplus derivi dal fatto che la Germania ha modificato la propria strategia di export
    - riducendo di molto flussi diretti verso interno EZ (avendo imposto Austerity...)
    - aumentando flussi diretti verso EZ (e qua mi piacerebbe sapere quanto e cosa riesce ad esportare verso BRICS e verso altri)

    Cosa ne pensate ?

    Nikola

    RispondiElimina
  36. Salve di nuovo,
    vi sottopongo un altro dato che potrebbe essere interessante commentare

    http://www.bancaditalia.it/statistiche/SDDS/stat_rapp_est/bilancia_pag/bilpag_06_12/en_bilancia_pagamenti_0612.pdf

    Se guardiamo al mese di giugno,
    si nota un nettissimo miglioramento, rispetto all'anno scorso, della Bilancia Commerciale, dovuto più che altro alla riduzione delle Importazioni, come effetto dell'Austerity immagino.

    Del resto è noto che la Germania abbia reindirizzato buona parte del flusso delle sue merci fuori da EZ.

    La Bilancia dei Redditi (la voce Income, se non sbaglio) invece è molto peggiorata ma il miglioramente della Bilancia Commerciale ha più che compensato.

    Flussi negativi di questa Bilancia indicano quindi,
    se non sbaglio, che stiamo continuando a ripagare Debiti Esteri e ci stiamo riuscendo proprio grazie all'inversione sulla Bilancia Commerciale.

    Da questo se ne deduce che, per continuare a ripagare l'enorme quantità di debito estero che ci affligge, dovremmo cronicizzare Austerity, nell'ipotesi di rimanere nell'Euro?

    Grazie

    Nikola

    RispondiElimina