sabato 16 settembre 2017

La retorica dell'eccellenza

Il dibattito cui non avete potuto assistere a Maratea, per il quale ringrazio ancora la MADEurope Summer School e in particolare Riccardo Realfonzo, ha toccato in relativamente poco tempo (nonostante fosse quasi il doppio di quello inizialmente previsto: ma il pubblico non si è annoiato) una serie di temi cruciali. Io ho poca memoria, ma due osservazioni di Roberto Pizzuti mi sono rimaste particolarmente vivide in testa, se non altro perché le aveva già fatte in occasione della presentazione del mio primo libro a Roma.

La prima non merita una discussione molto ampia (anche se ovviamente sono disposto a confrontarmi con Roberto su questo laddove lui lo desideri): è l'idea che siccome "fuori" ci sono i mercatoni cattivi (per definizione), abbiamo bisogno di uno Statone buono che ci protegga, che li contenga, e questo Statone sarebbe l'Europa (in attesa di essere, si presume, il Mondo). In questo blog abbiamo dato spazio alle riflessioni di scienziati politici e ai dati di fatto. Il dato di fatto è che concentrare a Bruxelles poteri politici facilita i compiti delle lobby, e che nulla ci garantisce che lo "Statone" che creiamo operi nel nostro interesse, piuttosto che nell'interesse delle diverse decine di burocrati tedeschi che lo infestano. Il resto è wishful thinking. Poi ci sono le riflessioni degli scienziati politici sulle inefficienze del modello di integrazione che "abbiamo scelto" (traduzione: ci è stato imposto dalle potenze vincitrici dopo la Seconda Guerra Mondiale), ma queste le conoscete: vi rinvio al libro di Majone, che fa strame di certi argomenti.

La seconda osservazione invece merita un rapido commento, perché evidenzia come in effetti chi difende l'euro, che è una cosa storta, sia costretto a infilarsi in una serie di contraddizioni inestricabili (dalle quali non può uscire che con la retorica del "noi tireremo dritto", dell'"indietro non si torna", insomma: del "me ne frego" - dal che si intuisce che la legge Fiano potrà backfire...).

Ormai nessuno può negare che i paesi europei siano stati costretti dal legame monetario ad adottare la filosofia politica del più importante di loro, che data la sua massa li trascina con sè nell'abisso. Quale abisso? Quello che ti si apre davanti quando decidi di far concorrenza alla Cina sui prezzi, e a questo nobile scopo tagli i salari. L'idea diffusa in Italia è che la Germania debba il suo successo a una massiccia politica di investimenti: questo dicono gli euristi, sottolineando come agendo così, con oculatezza, la Germania abbia conquistato una superiorità tecnologica che le consente di raggiungere inarrivabili livelli di produttività ecc.

Poi, sempre nella stessa frase, i simpatici euristi ti dicono che se siamo in crisi è perché la Germania non fa sufficienti politiche espansive, con le quali sostenere la crescita dell'intera area. E tu chiedi: "Cioè?" E loro rispondono: "Cioè non fa sufficienti investimenti!"

Spettacolo!

Insomma: capita che, se non proprio nella stessa frase, quanto meno nello stesso articolo eurista, la Germania faccia e simultaneamente non faccia abbastanza investimenti!

Resta il dubbio di capire cosa faccia la Germania nei fatti, anziché nelle frasi, ma quel dubbio ce lo siamo tolto a suo tempo, e discende da una ovvia relazione contabile: S-I=X-M, anch'essa spiegata a suo tempo. Il dato è che la Germania soffre di carenza di investimenti e che la sua competitività non si articola quindi esclusivamente su una particolare superiorità etnico-tecnologica, ma beneficia largamente delle politiche di deflazione salariale, come ammettono ormai perfino i tedeschi, il che rende alquanto scandaloso che gli italiani si rifiutino di prenderne atto.

Ma non è questo che voglio farvi notare. Lenin diceva che i fatti hanno la testa dura, e Bagnai sommessamente aggiunge che gli euristi hanno la testa ancora più dura. Non c'è versi di contestare su base fattuale un argomento eurista: del resto, l'eurismo è una ideologia (in molti casi esplicitamente una ideologia di odio verso i paesi o gli individui "deboli") e sarebbe difficile aspettarsi una risposta razionale da chi argomenta sulla base di preconcetti. Voglio fare un'operazione logica diversa: seguire l'eurista nel suo ragionamento. E qui mi saldo all'intervento di Roberto, che, durante il dibattito, ha detto che noi (non ricordo se come Italia o come Europa) stiamo sbagliando con la politica di bassi salari, perché invece dovremmo investire in istruzione e ricerca, per competere sui prodotti ad alto valore aggiunto, dove partiamo da una posizione di vantaggio.

Ora, questa osservazione credo l'abbiate sentita spesso, e suona plausibile: "Basta con l'Italietta che produce solo ciabatte e tegamini! Abbiamo bisogno di un'economia 4.0 (NdCN: la 3.0 ve la ricordate voi? Io no!), tutta banda larga e innovazione, che ci mantenga sulla frontiera della tecnologia, dove eravamo stati messi da Leonardo da Vinci in un periodo in cui in Italia circolavano... no, aspè, questo non è importante...".

Ci siamo capiti, no?

Ecco, l'argomento è noto, ma ragioniamoci un po' su.

Che mondo hanno in mente gli euristi, quelli che ci dicono che in fondo il danno (visibile e ammesso dagli stessi industriali) che la valuta forte arreca alla nostra competitività è una mano santa per il nostro paese, perché "alzandoci l'asticella" (espressione che come "stampare moneta" è un marker significativo) ci condanna all'eccellenza? Al di là del discutibile darwinismo sociale implicito in questo modello (che poi è il darwinismo di tutti i modelli con agenti eterogenei: è un bene che gli inefficienti "muoiano", perché questo alza la produttività media del sistema), la domanda è: ma nel lungo periodo, poi, cosa succede?

Forse, per capire cosa intendo, può essere utile formulare la domanda in modo diverso: nella vostra vita di tutti i giorni, avete bisogno più spesso di una saponetta o di uno spettrometro di massa? Per raggiungere la vostra abitazione al quinto piano vi giovate di un ascensore o di un razzo vettore per satelliti geostazionari?

Sono due domande paradossali, ma non tanto quanto la retorica dell'eccellenza.

Supponiamo di diventare tutti "eccellenti": tutti laureati (altrimenti l'OCSE ci rampogna), tutti impiegati in grandi aziende (altrimenti il Fmi ci rimbrotta), e tutti in settori ad elevata tecnologia (altrimenti la Banca Mondiale chi la sente?), e supponiamo anche di essere tutti molto produttivi (altrimenti la Commissione inarca il sopracciglio), e di aver purgato, in senso staliniano, l'Italia da tutti gli individui "sotto la media" che magari vendono frutta al mercato o costruiscono armadi o posano piastrelle, in modo tale da produrre al minor prezzo possibile i beni ipertecnologici che il resto del mondo tanto appetisce, riportando così in equilibrio la nostra bilancia dei pagamenti e "competendo in eccellenza come la Germania". Questa Italia di superuomini, che a me sembra un sinistro incubo distopico, ma che i nostri illuminati governanti del "cosa fatta capo ha" e i loro intellettuali ci additano come luminoso traguardo, avrebbe risolto tutti i problemi... tranne uno: quello di importare dal resto del mondo tutti i prodotti a basso valore aggiunto, come pane, patate, salame, saponette, acqua minerale, mutande, scarpe, mobili, verdura, ecc.

E l'eurista dirà: "Poco male! Tanto esportando un ciclosincrotrone a Vanuatu possiamo comprarci tutta la produzione di patate della Germania...".

Ecco, ma appunto forse sfugge un dettaglio, anzi due: il primo è che il ciclosincrotrone non si mangia (anche se fritto viene buono tutto...), la patata sì; il secondo, incidentalmente, è che la Germania, e in generale i paesi core dell'Europa, chissà perché, la loro agricoltura e i loro settori "maturi" (banche territoriali incluse) li difendono, anziché denigrarli e accusarli di essere la palla al piede del paese.

Sarà perché preferiscono mantenere dei minimi margini di autosufficienza (anche alimentare)?

Insomma: mi avete capito. Devo ancora cominciare a parlarvi di statistica, e prometto che lo farò. Intanto, voglio invitarvi a diffidare di due medie, che nella prassi politica si presentano a coppie, come i carabinieri e un'altra cosa che non mi ricordo: la media di Trilussa, che è quella secondo cui io mi mangio un pollo e tu digiuni, e la media di Pizzuti, quella che si raggiunge quando tutta una collettività nazionale è sopra la media! Ora, il dato è che una popolazione non può essere tutta sopra la propria media, e questo non solo perché logicamente è impossibile, ma anche perché, come ho cercato di farvi capire, economicamente è inopportuno. La retorica dell'eccellenza è semplicemente la veste presentabile della prassi mercantilista: devo essere più bravo di te perché così camperò vendendo i miei prodotti a te (che comprerai, a vita...). Ma il mondo non può funzionare così, e, fra l'altro, è la stessa teoria delle aree valutarie ottimali a sconsigliare una simile rincorsa dell'ottimo (o, se preferite, un simile eccidio degli inefficienti). Lo chiarì Kenen nel 1969 che una eccessiva specializzazione espone i membri di una unione monetaria a "shock idiosincratici": se l'Italia produce solo pizza, o solo ciclosincrotroni, uno shock che colpisca uno di questi due mercati la mette in ginocchio. Il problema non è il valore aggiunto del bene prodotto. Il problema è che un paese di dimensioni non banali (alcune decine di milioni di abitanti) già in condizioni normali dovrebbe attrezzarsi per avere una base produttiva diversificata, per non dipendere interamente dall'estero. Se poi entra in una unione monetaria, questa esigenza di parziale o totale autonomia, da mera considerazione di opportunità politica, diventa condizione necessaria per la sopravvivenza del sistema.

Nel meraviglioso mondo distopico degli euristi e degli eurocrati il nostro paese sarebbe più fragile economicamente: le cose ad alto valore aggiunto sono anche quelle che costano di più, cioè le prime alle quali si rinuncia in caso di crisi (con l'ovvia eccezione delle armi, che però sollevano un problema etico). Chiaro quindi il punto, no? "Fare sistema", e slogan simili, non significa diventare tutti Pico della Mirandola. Significa immaginare una società nella quale ci sia un posto anche per l'idraulico e il fruttivendolo.

Ma questo chi è accecato dall'ideologia non lo ammetterà mai, e a chi non è accecato forse è superfluo dirlo...

51 commenti:

  1. già vedo le orde di piddini sinistrati che si lanciano nell'accusa "Bagnai vuole meno laureati!!!!!!!!!!!!!!!!!",
    non avendo capito un acca:
    - del discorso fatto qui sopra
    - del ruolo dell'Università e degli studi universitari

    tre, due, uno...

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  2. Abbiamo anche il Pensiero piddino filo-teutonico reloaded (riporto testualmente):
    - "Scusi, ma a me risulta che la Germania sia uno dei Paesi che ha fatto meno investimenti in rapporto al PIL negli ultimi 20 anni..."
    - "Eh, ma è perché loro hanno investito prima!"
    - "Vabbé, si è fatto tardi...arrivederla!"

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    1. Non è assolutamente possibile stabilire un dibattito razionale con chi vive nella dimensione sciamanica del pensiero magico. Quante volte qui abbiamo citato articoli di giornali tedeschi che denunciano il pessimo stato delle infrastrutture in quel paese? E poi, quelli che cianciano di una Berlino bellissima, ci sono andati a piedi? Ma avete visto Tegel cos'è? Ecco, basterebbe questo...

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  3. Roberto Pizzuti. Chi era costui?

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    1. Un ordinario di politica economica alla Sapienza di Roma, allievo di Caffè e grande esperto di welfare state, sul quale peraltro ha detto cose assolutamente condivisibili durante il dibattito, ad esempio evidenziando come non sia vero che la gestione pensionistica sia in passivo (il che smentisce la fola del migrantenecessarioapagarcilepensioni). Finché si resta sul piano scientifico, con lui, come con tanti altri, non ci sono problemi. Ma è ormai del tutto evidente (e qui lo abbiamo visto col contributo di sociologi, etnologi, storici, psicanalisti, neuroscienziati, ecc.) che l'Europa è una religione. Quando si passa su quel piano, la comunicazione razionale si interrompe, ed è un vero peccato.

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    2. Grazie per questo post perchè volevo proprio sapere cosa aveva detto Pizzuti durante il dibattito. Peccato anche lui sia "di fede eurista".
      @Arico: Felice Roberto Pizzuti è come ben dice Alberto lo studioso quasi per eccellenza del welfare state italiano, ed a lui si deve ogni anno il Rapporto sullo stato sociale. Leggendo i suoi studi è facile smentire, come dice Alberto, la favola del "sistema previdenziale sanguisuga" e del "facciamo come la Cermania" oppure (come già scritto mille volte qui) sulla Produttività e contrattazione aziendale, visto che dopo le riforme del 1992 e 1995, fin dal 1998 il saldo tra le entrate contributive e le prestazioni previdenziali nette è sempre stato attivo; l’ultimo dato, del 2011, è di ben 24 miliardi di euro. oppure Per produrre un chiodo oggi occorre un impiego di lavoro “infinitamente” inferiore rispetto a 2500 anni fa, ma il tempo necessario ad un docente per spiegare il teorema di Pitagora ad uno studente non è cambiato molto.

      Saluti.

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  4. Molto interessante anche questo post, basta guardare le pubblicità, ci vogliono tutti alti, biondi con gli occhi azzurri, belli in forma ovviamente magri, istruiti, in giacca e cravatta.Non ci ricordiamo più che chi ha costruito questo paese dopo la guerra in molti erano persone con la quinta elementare. La nostra eccellenza! L'umiltà è un fattore umano come l'economia,come ieri anche lei ricordava.

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    1. È un po' più sottile di così. Non ci vogliono tutti perfetti, altrimenti costituiremmo un problema, ci vogliono tutti in ansia da prestazione, afflitti per non essere all'altezza, disposti a tutto (comprare, indebitarci, aderire al modello di pensiero, lavorare gratis, ecc.) per essere promossi. Eterni rimandati agli esami di autostima.

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    2. No, non ci vogliono istruiti. Si fidi. Abbiamo un rettore che passa a dirci di promuoverli tutti, sennò non siamo efficienti e il miur ci toglie i soldi.

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    3. Vogliono che noi si pensi che ciò che abbiamo, in fondo, non ce lo meritiamo.

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  5. Grazie! Da un piccolo imprenditore della musica, nonché figlio di uno strumento minore, ma questa è un'altra storia.

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  6. Magistrale! Mi perdoni se le chiedo qualcosa che esula da questo post...che ne pensa dei minibond proposti da Borghi?

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  7. A proposito di "industria 4.0", ebbi modo di notare qualche mese fa. https://twitter.com/JohnMcN03/status/859117925508239361

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  8. Come già evidenziato in diversi punti del suo blog e dei suoi testi, un'area valutaria come quella Europea immersa in una costruzione economica fondata sulla competa specializzazione riccardiana porta ad un inevitabile controsenso rispetto al modello di Samuelson.
    La divergenza di produttività spingerà e quindi di efficienza, si scaricherà sui prezzi dei fattori implicando necessariamente una specializzazione "sub-ottimale" (se per "ottimo" intendiamo una economia basata solo su industrie altamente tecnologiche) per i paesi relativamente meno competitivi come quelli mediterranei e Francia compresa.
    Sostanzialmente: "cornuti e mazziati".

    Inoltre, immaginiamo, come ha detto lei Prof., un'Europa con economie strutturate nella maniera che "Essi" vorrebbero (sebbene impossibile, date le premesse da me fatte poc'anzi), ed immaginando che si sia raggiunto per tutti i Paesi l'avanguardia desiderata. Cosa accadrebbe se il giorno dopo ci si rende conto di non riuscire più a competere per il differenziale di produttività fra due Paesi? Si interverrebbe comunque sull'unico strumento rimasto: i prezzi, ovviamente abbassandolo per spiazzare il concorrente.
    Ergo, si torna al punto di partenza: sempre alla riduzione dei salari si va a finire. Un altro tipo di "Gioco dell'Oca" (@AlbertoBagnai cit.).


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  9. Caro Professore non hanno occhi per vedere e intelligenza per capire . Basta vedere come ha fatto la Natura . Se esiste la
    biodiversità c'è un motivo ed è quello di impedire l'estinzione
    TOTALE della vita sulla Terra quando cambiano le condizioni endogene ed esogene del Pianeta . La biodiversità garantisce
    la conservazione della vita in generale sulla Terra .
    Lo stesso si può affermare per l'economia di un Paese .
    Le persone e i ragionamenti che queste fanno ( e che LEI ci fa
    conoscere) sono affette da pulsioni di morte , magari inconsce .
    Bagnai pisicanalistaaaaaaaa . Buona serata.

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  10. Be', l'idraulico è ad alto valore aggiunto, e anche a valore aggiunto sottratto (nel senso di imposta).

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    1. non sono un idraulico ma... per quanto riguarda il "valore aggiunto sottratto (nel senso di imposta)" sarei più preoccupato di quello di unikredit, guggle, eppol ecc.

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    2. Quando una start up allagata incontra un uomo con una chiave inglese, il suo valore aggiunto passa di mano.

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  11. Leggendo Chang (le 23 cose) mi sono imbattuto in questa affermazione: "Più istruzione non rende un Paese più ricco". Al che mi sorprendo (ma come!? e leconomia 4.0?) e proseguendo trovo: "Visto che la Svizzera, fino alla metà degli anni novanta è stata capace di mantenere una produttività nazionale tra le più alte al mondo con un tasso d’iscrizione all’università del 10-15 per cento, se ne deduce che tassi più alti non sono realmente necessari." Arrivo direttamente alla conclusione: "Ciò che distingue veramente i paesi ricchi da quelli più poveri non è il livello d’istruzione dei singoli cittadini, ma come i cittadini si organizzano in entità collettive ad alta produttività". Ecco.

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  12. Sotto la naja conobbi un ragazzo che, da civile, prima di ricevere la cartolina precetto, aveva iniziato da alcuni mesi a lavorare in ospedale.

    In una pausa avemmo modo di parlare dei progetti per quando avremmo finito il servizio militare e rimasi di sasso quando mi spiego' che intendeva tornare a fare il lavoro per cui si sentiva piu' portato.

    In pratica si era specializzato nell'assistenza infermieristica agli 'allettati', cioe' le persone che la malattia costringe a letto per lunghi periodi.

    Il lavoro prevedeva, oltre alle iniezioni e le flebo, di cambiare le padelle, aiutare i piu' deboli col pappagallo e frizionare i corpi degli 'allettati' per evitare le piaghe da decubito.

    Nel magnifico mondo distopico delle eccellenze 'guai agli allettati'.

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    1. Riprova ne sia che avere ottime infrastrutture, buone scuole, università ed ospedali pubblici e lasciare scegliere liberamente ai cittadini che cosa fare nella vita porta come risultato ad avere le eccellenze (o comunque varietà di scelta) - che tanto agognano gli euristi - in molti più campi.

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  13. Leggendo il post mi è venuto subito in mente un articolo letto di recente proprio sullo stato dei treni in Germania (titolo eloquente).

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  14. In effetti i finlandesi si sono accorti sulla loro pelle che mangiare telefonini e risme di carta non è proprio il massimo...

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  15. Sembrerà strano, ma non avevo mai pensato all'Eurismo come ideologia e questo effettivamente aiuta a capire perché i piddini non capiscano e come mai siano proprio loro i più strenui difensori dell'Euro. Hanno sostenuto cocciutamente fino all'ultimo un'ideologia destinata alla sconfitta (Comunismo) e poi l'hanno rimpiazzata con l'Eurismo, altrettanto destinata a perdere. E le ideologie si reggono proprio su pregiudizi, in questo l'autorazzismo verso i propri connazionali. Tutto torna!

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    1. Chi non ha un Dio se lo crea. È nella natura umana cercare un senso alla morte.

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  16. Vorrei far notare come l'ambito di eccellenza tedesco abbia ora inglobato anche la produzione di panna per dolci, come ho avuto modo di constatare al supermercato. Abbia io forse mangiato sterco italiano prima di questa scoperta?
    L'Unione Sovietica è stata dissolta per la libertà dei popoli, la Yugoslavia per portare loro la pace; i popoli europei per la libertà e la pace (che già ce l'avevano) sono stati uniti.

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  17. Come si diceva: l'interesse nazionale è qualcosa di strategico: un po' come la legna in cascina.
    Eravamo autosuffcienti all'80% per quanto riguarda la produzione cerealicola, ora, grazie a Leuropa, siamo al 40%. Lo eravamo al 100% per lo zucchero da barbabietola, poi Leuropa decise che doveva essere prodotto in Ranocchia, e hanno dato 400 milioni al gruppo Maccaferri perchè chiudesse gli stabilimenti acquisiti da Eridania ( a essere complottisti, le disavventure del gruppo Ferruzzi...).
    Ah, ma adesso abbiamo Eataly: un'eccellenza.. eh già... forse in futuro ci nutriremo solo di "apericena". E poi bisogna puntare sull'industria "Sticazzi.0".
    Ma di che cazzo stanno a parla'?

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    1. Si ma queste cose non le ha portate l'euro ma il mercato comune. Io ero ragazzino, alle medie anni 70 ci facevano studiare il MEC (a geografia) e mi sembrava strano già allora che dovessimo ridurre le produzioni di questo o quel prodotto. Che senso ha produrre di meno? (può avere senso solo in casi in cui minor produzione significhi maggior qualità, come nel vino)

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    2. E chi ha detto che le ha portate l'euro? L'euro le aha solo "perfezionate". Infatti, a me, l'Eu stava già sul cazzo quando ancora si chiamava MEC.

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  18. Avrei alcune domande: quale sarebbe, secondo la scienza economica, il giusto livello di valore aggiunto per addetto ?
    Il modello fiscale di uno Stato e il livello delle tariffe quanto influisce sulla possibilità di sopravvivenza dei settori produttivi tradizionali ? Tassare i beni patrimoniali aziendali ha un senso secondo la scienza economica ?
    Una tassa come l'IRAP, che include nella base imponibile il costo del lavoro, non penalizza quei settori a maggiore intensità del lavoro?
    Livello della pressione fiscale e tasso di cambio reale hanno una correlazione statistica ?

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  19. Un giorno ho assistito ad una discussione tra un euroentusiasta e un euroincazzato. Il primo diceva "andiamo male perché non facciamo innovazione!". Il secondo gli ha risposto subito: "Ma che razza di innovazione vuoi fare che non ci sono più soldi??!". L'innovazione infatti costa, lo stato non la può fare per il fiscal compact e le aziende sono stremate. Rimango basito di come molta gente continui a negare in pubblico una realtà che sono convinto in privato conoscono benissimo, solo alla fine per interesse personale.

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  20. E'proprio incontestabile che,come afferma il prof.Bagnai, "l'eurismo è un'ideologia"e che gli euristi hanno una "testa ancora più dura"dei fatti di cui parla Lenin in una sua famosa citazione.
    Spesso arrivano addirittura a negarli(i fatti) con atteggiamenti fideistici ed irrazionali. Certo non aiuta il continuo e falso bombardamento propagandistico pro-euro e pro-EU,cui la gente è quotidianamente sottoposta da quasi tutti i giornali,canali e programmi televisivi.
    Quindi non è poi così facile capire la verità persino per persone ben istruite,anche perchè moltissimi economisti e giornalisti hanno da tempo preferito mettersi zelantemente al servizio della cultura e del potere dominanti.

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  21. Non è effettivamente neppure il caso di discuterne.
    Oltretutto siamo maestri in moltissimi e variegati campi: perché rinunciarvi?
    Perché l'UE penserà a fornirci del necessario che abbiamo nel frattempo rinunciato a fare?
    Certo aiuterebbe una "condizione necessaria ma non sufficiente" (©) e smettere di votare per idioti e traditori.
    E di ascoltare poveri pirla che ancora blaterano di microevasione, di corruzzzzione e di vitalizi ecc.

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  22. Alcune eccellenze dell'Italia.
    1) terza nazione a lanciare un satellite in orbita dalla piattaforma S. Marco
    2) leader nella progettazione delle centrali nucleari (vedi scandalo Ippolito che ha affossato la ricerca nel settore)
    3) quasi leader con Natta e la Montedison nella chimica con l'invenzione del "Moplen" ed il Nobel a Natta (poi il caso Gardini ed il blocco della sua proposta sul bio-combustibile)
    4) primo computer portatile e poi morto Olivetti è arrivato De Benedetti
    5) L'ENI attore fondamentale nella ricerca petrolifera con Mattei e nella emancipazione degli stati ex-coloniali ( poi assassinato Mattei venne Cefis)
    6) L'IRI la più grande Multinazionale degli anni precedenti al suo smantellamento nel '93 con Draghi principale attore della svendita

    Probabilmente ne mancano molte altre
    L'eccellenza allora non era un obiettivo propagandistico c'era già. Ma probabilmente era un problema soprattutto per gli altri competitors euro-americani.

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  23. Purtroppo questa storia della "superiorità tedesca" (che suona molto lugubre) te la infilano dappertutto, come un lavaggio del cervello, tanto che poi la gente ci crede (penso non solo i "piddini") e lo prende come un dato di fatto.
    Un esempio? Un articolo a firma di Peter Gomez comparso una decina di giorni fa su Il Fatto Quotidiano, che ho riportato qui: https://drive.google.com/file/d/0B4vT2znu0qRIWUt6VmM1dFYyQUE/view?usp=sharing
    La nostra "colpa", quindi, sarebbe quella di non essere così bravi, efficenti e previdenti come i nostri amici tedeschi, mentre la "colpa" semmai sarebbe stata quella di aver creduto a chi ci ha venduto l'euro come la panacea di tutti i mali (ma allora non c'era Goofynomics), ed invece la "vera colpa" è quella di NON ammettere che è stato tutto un errore e di negare che se ne possa uscire.

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    1. Sono d'accordo Paolo, ma le nostre colpe sono state altre: quelle di non aver nazionalizzato la Fiat per esempio, e per parlare solo di auto.
      Ora abbiamo Lapo e Maglioncino che stanno distruggendo quel che è rimasto della più grossa industria meccanica del paese costruendo la 500L che dovrebbe competere con le A4 o Vw Passat fatte da Giugiaro cacciato via da Maglioncino stesso.
      Oppure la Giulia ( quante ne vedi in giro ? ) che dovrebbe, modello unico, competere con Bmw e Mercedes, che hanno forse 100 modelli in produzione.

      Siamo seri per favore, nel '72 abbiamo salvato la Vw dal fallimento, ma da allora i teutoni sono veramente diventati se non più bravi di noi certo molto più furbi.
      Loro si sono tenuti lo Stato in tutte le attività alla faccia del trattato di Maastricht che hanno firmato e che snobbano apertamente. Diciamo che si sono comportati, e si comportano, come l'unico stato socialista reale rimasto, ma lasciando al "privato" il compito di fare impresa. Non penso che in Vw siano preoccupati delle multe per le emissioni, tanto paga lo Stato, maggior azionista dell'impresa vero ?
      Loro hanno pensato a costruire auto e noi, coi Romiti, a comprare quei giornali che oggi ci propinano le panzane del falso di Rignano, oppure del grillino che va a Cernobbio a dire cazzate.
      Questo ai tedeschi, di essere molto pià furbi di noi, lo dobbiamo riconoscere.

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  24. OT (?)
    Della serie: Non tutti i capitalismi sono uguali e Tina e' una sociopatica che racconta balle.

    https://www.youtube.com/watch?v=A9UmdY0E8hU

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  25. Mostrare solo le eccellenze vincenti è facile. Un po', questa gente, è come se chiedesse che in Italia ci fossero più vincitori della lotteria. Quelli che hanno perso - ovviamente - non sono stati "competitivi" a sufficienza :)

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    1. Già ci sono riusciti con il pensiero biblico della cicala e della formica,attribuendo la colpa del fallimento al comportamento cicala

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  26. Ma questo chi è accecato dall'ideologia non lo ammetterà mai, e a chi non è accecato forse è superfluo dirlo...

    Ecco, ipse dixit, e quindi tutte le pippe mentali nei commenti ad un recente post sullo spiegare, sul fatto di fare proseliti in senso lato, di allargare la base eccetera, tutto giusto e tutto bello ma limitato appunto dall'accecante ideologia.
    Come venirne fuori? Cioè come non dico costruire ma almeno immaginare un futuro diverso accanto agli 'accecati'? Accecandoli con un'altra luce? È l'unica alternativa che mi sembra plausibile fatta eccezione per l'instaurazione di un regime, ipotesi antidemocratica e liberticida che a buoni conti fatti insomma non si discosterebbe poi molto dallo status quo.

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  27. A me comunque sembra che tutti impiegati non sia per niente sufficiente. Hanno titolo di parlare e di essere menzionati solo gli amministratori delegati, i "ceo! A volte sembrano essere gli unici a poter guidare la società dal momento che già guidano un'impresa spesso altrui.

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  28. Questo post mi sembra un monumento alla prima legge della termodidattica.



    Purtroppo non è il primo, e non sarà l'ultimo.

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  29. Chi difende l'euro non vuole difenderci dalla Cina, ma più semplicemente importare ed imporre in Europa il modello cinese e tedesco di sfruttamento del lavoro: persone qualificate da far lavorare a basso costo.

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  30. Ho un brutto pensiero,il concetto di eccellenza,di esser migliori in tutti i campi,quasi superuomini,non era dei bruttissimi anni 30' com'è possibile che certe fogne ritornino ancora. Ragazzi le istituzioni non hanno capito nulla. Ognuno nel suo piccolo è importante non serve eccellere,serve sapere in maniera diversificata. Ho paura del futuro,ma peggio,ho paura che questi slogan che ieri come oggi facciano proseliti

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  31. oggi FQ online

    Per non parlare dei tristèrrimi commenti. Vabbuò, torno in immersione.


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  32. E se contattassimo un' ONG che se li traghetti tutti in Germagna? Io sono per le soluzioni spicce, non c'ho il titolo accademico

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  33. Ma insomma, puntiamo tutto sul turismo!!! Quante volte si sente? Ogni sindaco di ogni borgo di ogni regione lo usa in campagna elettorale. Dobbiamo riconvertire l'economia di roccacannuccia al turismo, che noi abbiamo bellezze che tutti ci invidiano, come la famosa pietra del giuramento di ippotalamo, che poi si trova pure nel boschetto incantato della mia fantasia, che da lì vedi un panorama che vale la fatica. Verrebbero tutti da noi, posto che non tutti facciano come noi, che altrimenti ognuno starebbe nel borgo suo a vedere la famosa pietra del giuramento.

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  34. Poi uno legge questo articolo in prima pagina sul FQ online e gli rotolano i sentimenti...
    E pensare che li ho anche aiutati a fondarlo col mio modestissimo contributo (che ha preso da tempo la via per A/Simmetrie)...

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