lunedì 22 ottobre 2018

Elogio della perspicuità







(...chi non vedesse il nesso è rinviato a questo succinto elogio della perspicuità. Chi è qui dall'inizio suppongo si stia divertendo. Vi ricordate i tempi del "tu non andrai mai in televisione!"? Ecco, le cose non sono andate esattamente così. Questa settimana, purtroppo, causa notturne, ho dovuto rinunciare a due trasmissioni che una volta sarebbero sembrate, a voi, traguardi irraggiungibili, mentre se vi avessi detto cosa ne pensavo io, avreste citato la volpe e l'uva. Le cose stanno andando come devono andare. Bisogna restare saldi, non cedere alle provocazioni, e accettare per quello che è, senza eccessi di entusiasmo, né sottovalutazioni autolesionistiche, il dato, che è semplice: noi siamo dalla parte giusta della Storia, che in questo momento, come già in altri, sta rifiutando il cosmopolitismo. Accadde dopo la rivoluzione francese, sta accadendo nuovamente. Punto. Dopo di che ci può essere "er daungrèid", ci può anche essere "er governo tecnico" (con Cottarelli? Tecnico? Parliamone...), si possono perdere battaglie, lo spirito costruttivo di questo governo può essere strumentalizzato, i media potranno continuare a proporre falsificazioni della realtà dimenticandosi di rettificare perché "era domenica e non c'era nessuno" - giuro che oggi un giornalista di una primaria fonte mi ha detto così! - insomma: ancora per un po' potranno cantarsela e suonarsela come vogliono. Ma loro sono sul Titanic, e noi siamo già su una scialuppa.

Questa.

E ora scusatemi: ho un amico a cena...)

39 commenti:

  1. Una categoria che ha mantenuto valore, per sua scarsezza.

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  2. A cena, per cena, o come cena?
    Non sarà un Hannibal-Albert ?

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  3. Nessun dubbio, la slavina è partita, si vede. Ma qualche volta la Storia accelera. Speriamo sia una di quelle.
    Comunque, grazie di esserci.

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  4. Governo tecnico? Nu' pazziam propriooo

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  5. La scialuppa non è a motore ma abbiamo forti braccia per remare e raggiungere la salvezza. Poi, una barca nuova e più capiente la compreremo... col motore. ;)

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    1. Non nei porti italiani però!
      :-)

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    2. La lingua tagliente e la penna veloce ok, le braccia forti?! Avete necessariamente bisogno di un motore ;-)

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  6. Meraviglia. (Certo però che con queste new entry le vecchie seguaci chi se le filerà più.)

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    1. Pare sia una vecchia seguace anche lei :)

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  7. Chiusa da manuale.Il dottor Alberto Lecter che vede scendere dall'aereo la sua cena...liberista ben frollato.

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    1. Presuppone che io abbia tempo di frequentare gente irrilevante.

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  8. Chi ha cuccato la Cuccarini ? Finalmente lo sappiamo: Bagnai e Foa.

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  9. OT disperato:

    il nostro lavoro (quindi le nostre vite) in mano al cazzeggio degli idioti (sorge un dubbio: dove troveremo, in mezzo a tutta questa neo-burocrazia degna della Germania Est ai tempi della Stasi, il tempo per lavorare e produrre? Ma qualcuno crede che la minestra da mettere nel piatto alla sera arrivi da queste stronzate?). Ci sono lavori che gli Italiani non vogliono più fare perché hanno trovato il modo per evitarli: passando il tempo a scrivere cazzate sui giornali.

    http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/dichiarazioni-e-adempimenti/2018-10-15/la-fattura-elettronica-puo-diventare-chance-favore-giocare-caso-controlli-103221.php?uuid=AEAu8GNG&cmpid=nlqfhttp://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/dichiarazioni-e-adempimenti/2018-10-15/la-fattura-elettronica-puo-diventare-chance-favore-giocare-caso-controlli-103221.php?uuid=AEAu8GNG&cmpid=nlqf

    "Fattura elettronica, un assist per i dati in caso di controlli
    Le nuove norme porteranno alla trasformazione del rapporto Fisco-impresa-professionisti.
    La fatturazione elettronica, che partirà dal 1° gennaio 2019, va concepita come il primo importante passo verso una profonda trasformazione del rapporto Fisco-impresa-professionisti e delle modalità che sottendono i controlli e le verifiche fiscali.
    Le nuove regole prevedono che l’agenzia delle Entrate acquisisca massivamente tutti i dati di fatturazione, dati che si andranno ad aggiungere a quelli già in suo possesso. Stiamo per assistere all’inizio di un percorso che porterà a un controllo pervasivo e continuo delle imprese con una quantità impressionante di informazioni che, per la modalità con cui saranno trasmesse, potranno essere agevolmente asservite a un’analisi specializzata e approfondita. L’acquisizione massiva e in tempo reale delle informazioni permetterà forme di controllo «nuove» in termini di procedure (in remoto e con modalità digitali), e in termini sostanziali (per esempio basate su selezioni mirate, fondate su pre-controlli analitici e funzionali dei dati e su un rafforzamento della compliance).
    Il rischio che gli operatori possono correre, in questi mesi di studio e adeguamento alle nuove regole, è farsi distrarre dagli aspetti più operativi, organizzativi e informatici, considerandoli esaustivi della questione. Per contro, è essenziale mantenere un focus sui controlli e sulla modifica e aggiornamento delle norme relative agli stessi, che auspicabilmente seguiranno.
    Non si può concepire la fatturazione elettronica come un semplice adempimento ma va letto come una rivoluzione del rapporto tra Fisco, consulenti e contribuenti, un nuovo paradigma tecnologico con importanti conseguenze in termini di trasparenza.
    In questo nuovo contesto, le norme sui controlli oggi vigenti appaiono obsolete: la possibilità di accedere in via prioritaria (ancora prima che tali dati siano disponibili al soggetto cui si riferiscono) a tutti i dati di fatturazione dei contribuenti porta infatti a un ulteriore squilibrio tra posizione del contribuente e quella dell’Amministrazione finanziaria.
    .../...

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  10. .../...

    Un nuovo equilibrio che non necessariamente sarà negativo. Perché i contribuenti possano però apprezzare la novità e non viverla come una minaccia, serve ripensare le modalità con le quali si eseguono gli accessi e le verifiche fiscali. Il cambio di paradigma dovrebbe portare a una profonda riflessione sui presupposti su cui si fondano le contestazioni, sulle forme di dialogo Fisco-contribuente e sulle modalità di regolarizzazione di eventuali errori nella compliance.
    La fatturazione elettronica potrà costituire quindi la chiave evolutiva del rapporto Fisco-contribuente, in considerazione della maggiore trasparenza abilitata dalla tecnologia. La digitalizzazione nativa dei dati fiscalmente rilevanti (e la loro trasmissione in tempo reale) porterà naturalmente il sistema verso la creazione di nuovi «ambienti di dialogo» digitali tra contribuente e amministrazione.
    Rispetto agli accessi in remoto e con modalità informatiche è già stato fatto molto: sono stati promossi modelli di digitalizzazione innovativi che prevedono, per ogni contribuente, un cloud dove vengono archiviati – anche in dialogo con gli specifici gestionali utilizzati da imprese e studi professionali – tutti i dati e i documenti fiscalmente rilevanti al fine di standardizzarne il processo di archiviazione, dematerializzazione e conservazione ma soprattutto di condivisione tracciata e sicura, in remoto e completamente via web, con l’agenzia delle Entrate.
    L’Agenzia è stata molto ricettiva nell’accogliere strumenti innovativi a supporto di controlli fiscali, rimborsi Iva e ogni altro procedimento amministrativo in cui sia prevista la produzione di documenti, dati e informazioni a seguito di richieste formulate dall’autorità fiscale o in base a iniziative o istanze del contribuente.
    In particolare vengono già oggi sperimentate forme di condivisione delle informazioni attraverso il cloud (per iniziativa del contribuente o del professionista incaricato), a condizione che sia garantito il rispetto di un determinato e specifico Protocollo operativo, di sicurezza e privacy. Il Protocollo deve prevedere la cifratura dei dati e permettere il totale presidio del processo sia da parte del contribuente che da parte dell’amministrazione, attraverso la tracciatura di tutti gli eventi e di tutte le operazioni eseguite.
    In questo modo le imprese e i professionisti possono caricare documenti, formulare richieste, effettuare comunicazioni ed eseguire contraddittori, visualizzare tutti i dati, ottenere gli Audit della procedura: in remoto, con importanti risparmi in termini di allocazione di tempo e risorse e con il pieno presidio del rischio. Un approccio che può essere molto utile anche per affrontare potenziali richieste di chiarimento che potranno scaturire da un primo incrocio massivo dei dati di fatturazione elettronica, senza incorrere in accessi di tipo «ordinario»."

    Scrivere "Il rischio che gli operatori possono correre, in questi mesi di studio e adeguamento alle nuove regole, è farsi distrarre dagli aspetti più operativi, organizzativi e informatici, considerandoli esaustivi della questione" è da criminali inconsapevoli.

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    1. Odiano i piccoli imprenditori, gli artigiani.

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    2. Se lo scopo della fattura elettronica è combattere l'evasione IVA, quali saranno i controlli che potranno essere attuati grazie alla acquisizione di tutti i dati di tutte le fatture emesse in Italia ?

      Quanta mole di calcolo è necessaria ?
      Quanti server ?
      Quanto personale?
      I controlli saranno automatizzati tramite un algoritmo ?
      Verranno gestiti centralmente o ogni Agenzia Territoriale disporrà dei dati e si dedicherà giorno e notte all'analisi dei dati con screening di massa, profilando ogni azienda del proprio territorio ?
      Quale dato/dati saranno analizzati e con che frequenza ?
      Quali risultati ci si aspettano ?
      Dicono 2 miliardi di Euro di maggior gettito IVA.
      A fronte di quanti costi di gestione ?
      Tracciare milioni di fatture è un lavoro immane.
      Auguri a tutti e speriamo che abbiamo ragione coloro che hanno pensato che la trasmissione via xml sia la soluzione ai problemi dell'Italia.

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    3. Dopo le elezioni mi ero fatto qualche illussione, ma temo che purtroppo questa sia una battaglia persa. Come le mille altre boiate che l'hanno preceduta a partire dai primi anni '90, anche la fattura elettronica (obbligatoria) sembra essere dotata di un'inarrestabile forza d'inerzia, che prescinde dalle forze politiche che vanno al governo. L'ennesimo spreco di (moltissimo in questo caso) tempo (e soldi) imposto per legge. Mala tempora currunt!

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  11. Negli ultimi anni, ma diciamo pure lustri, l'italia è stata sempre fanalino di coda, o comunque agli ultimi posti, per la crescita rispetto agli altri paesi Ueuropei.
    Alla fine credo che la sfida che il governo deve affrontare e vincere sia quella di arrivare ad un livello di crescita almeno in linea con la media europea.

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    1. Te credo... se facciamo un altro po' di "cessioni di sovranità a un livello comunitario" ci scordiamo pure il fanalino di coda.

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  12. Seguo assiduamente il blog di un senatore leghista, condividendo lo stesso interesse con Lorella Cuccarini.
    Se me l'avessero profetizzato 20 anni fa, probabilmente avrei detto: "Cos'è un blog?"

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  13. Scusate ma io sono quello non intelligente, non ho capito niente tranne l'agitarsi della pulzella, al suono della notte che ...vola, in antitesi con la dolcezza dell'altra composizione.

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    1. Forse non hai aperto il link.

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    2. Da un altro “diversamente intelligente “:

      —l'agitarsi della pulzella, al suono della notte che ...vola, in antitesi con la dolcezza dell'altra composizione—

      Appunto...

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  14. Grande Prof! La seguo dal 2013. Ha avuto ragione su tutto !

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  15. La manovra sarebbe stata bocciata in ogni caso anche se per assurdo l'avesse scritta Moscovici in persona perché il problema è politico: questo Governo è fumo negli occhi per gli euroburocrati.
    A mio parere il Governo è stato troppo galantuomo, troppo serio....un "modesto" 2,4 di deficit per essere rispettosi contemporaneamente del mandato elettorale e delle istituzioni europee. Capisco che è una posizione di buon senso, indice della serietà delle persone che fanno parte dell'esecutivo..........ma con certe persone comportarsi da galantuomi, da persone serie non serve. La commissione europea è purtroppo un potere mafioso, i media non sono imparziali e nonostante la sua virtuosità il Governo non sfugge al linciaggio quotidiano.
    Adesso il mio timore è che c'è il rischio di scontentare tutti. Posto che i 'poteri forti' sono scontenti qualunque cosa faccia questo Governo......ho il dubbio che alla fine questa manovra sia insufficiente anche per soddisfare le istanze dell'elettorato (le somme stanziate per il reddito di cittadinanza saranno sufficienti per i 5 milioni al di sotto della soglia di povertà? La flat tax solo per le partite iva per iniziare, etc...). Vista la scontata ostilità cui saremmo andati incontro a questo punto perché non spendere di più? Soprattutto in investimenti. Capisco che il programma è quello di una legislatura ma a questo punto, visto il martirio quotidiano a cui è sottoposto il Governo, io avrei speso di più, molto di più (in autostrade, strade, ponti, ferrovie, etc...), cosi tanto da fare schiattare la quasi totalità dei giornalisti e degli opinionisti che infestano i palinsesti delle televisioni italiane, le opposizioni e le autorità europee.

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  16. Spiegatemi questa cosa.... noi paghiamo il "Pizzo" alla UE (come contributori netti) per farci bocciare quello che vogliamo fare? Almeno le agenzie di rating si fanno pagare ma poi ti piazzano le "stelline".

    MoscoWC dice che le regole non sono "pazze"!..ahahah ma ci legge? No, non sono pazze ma sulla base di ogni testo di Macroeconomia si potrebbero definire CRIMINALI. Faranno la stessa fine dei piddino-forzisti-Montisti che le hanno firmate.....

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  17. Che nell'era di Bagnai e Borghi e mettiamoci dentro pure Barra Caracciolo, si possa cambiar registro ce lo possiamo scordare. Limitiamoci a parlare della Cuccarini che è meglio. Buona cena.

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  18. L'Unione Europea è un organismo nato negli anni Novanta, una creazione "post-westfaliana". Oggi invece il mondo è "neo-westfaliano": gli stati nazionali non sono superati, anzi, non sono mai stati superati. Allora credevano di aver trovato la forma politica del XXI secolo. Oggi invece la Disunione Europea è la prova vivente del fallimento delle visioni diciamo "fukuyamiane". Gli USA non hanno mai creduto al superamento degli stati nazionali, anzi, e nemmeno Germania e Francia, Russia e Cina. Gli unici che ci hanno creduto e che hanno legato se stessi e i loro interessi materiali mani e piedi a quest'idea sono stati gli esponenti della nostra classe digerente.

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  19. Ci hanno provato più volte col cosmopolitismo...quella più famosa era di Babele. Sappiamo come è andata a finire. Come andrà a finire.

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  20. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/25/moscovici-nel-2012-attaccava-i-tecnocrati-ue-il-cronista-glielo-ricorda-come-di-maio-e-lui-era-campagna-elettorale/4720169/


    Ma quale credibilità hanno? Chi si credono di essere? Sono semplicemente ridicoli.

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  21. DEXIT 223.225 visualizzazioni
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    SeeGespräche
    Pubblicato il 28 set 2018
    Vertiefung, Reform oder Austritt? Optionen deutscher Europa-Politik im Krisen-Herbst 2018! GÄNSEHAUTFEELING! Die Bundeskanzlerin, Angela Merkel, bejaht die „Vollendung“ der Bankenunion durch Letztsicherung des Bankenabwicklungsfonds mit Geldern des ESM, zögert aber noch, den Deutschen eine Europäisierung der Spar-Einlagensicherung vorzuschlagen. Derweil verlangen Merkels Partner Emanuel Macron, die EU-Kommission und IWF-Chefin Lagarde eine Vertiefung der Währungsunion durch verschiedene Transferinstrumente, insbesondere einen Europäischen Währungsfonds. Die Diskussion über eine Rückführung der Euro-Rettungsmechanismen – ehemals nur als Übergangslösung gedacht – findet genauso wenig statt wie die Debatte über eine radikale Reform der EU zur Verstärkung ihrer Akzeptanz. Bleibt dann nur noch ein Austritt Deutschlands (DEXIT) als ultima ratio ? Prof. Dr. Markus C. Kerber hat bei seinem Vortrag die gegenwärtige Gefahrenlage beschrieben, Reformvorschläge dargelegt und ihre Chancen qualifiziert sowie die Option eines deutschen EU-Austritts erörtert. Die Zuschauer kamen auch wieder zu Wort! Ab: 1:12:50 Durch den Ausfall eines Mikrofons sind die Zuschauerfragen nicht perfekt zu verstehen. Wir bitten um Entschuldigung! Markus C. Kerber (Jahrgang 1956) ist Jurist und Professor für öffentliche Finanzwirtschaft und Wirtschaftspolitik an der Technischen Universität Berlin. Anlässlich der Eurokrise schlug Kerber 2012 vor, den Euro zwar beizubehalten, jedoch zusätzlich einen Nord-Euro als Parallelwährung einzuführen. Dieser solle von Ländern mit Leistungsbilanzüberschuss – konkret Deutschland, den Niederlanden, Finnland, Österreich und Luxemburg – getragen werden. Der Nord-Euro könne Wettbewerbsunterschiede zwischen Nord und Süd ausgleichen helfen. An Vorschlägen Parallelwährungen in Griechenland ("GEURO" bzw. "Neu-Drachme") und anderen angeschlagenen Euro-Staaten einzuführen, äußerte er dagegen Zweifel, da diese gegenüber dem Euro schwächer wären. Dies habe zu keiner Zeit langfristig funktioniert. Kerber hat Verfassungsbeschwerde gegen die derzeit laufenden Wertpapierkäufe der Europäischen Zentralbank (EZB) erhoben. Am 15. August 2017 hat der Zweite Senat mitgeteilt, dass er diese Käufe durch den Europäischen Gerichtshof prüfen lässt. Die von Kerber gegründete Studienvereinigung Europolis e.V. beschäftigt sich kritisch mit Fragen der Europäischen Integration. Jüngste Veröffentlichungen: „Positionen und Argumente-im Kampf mit Brüssel, Luxemburg, Berlin“, Marburg 2017, „Wehrt Euch, Bürger: Wie die EZB unser Geld zerstört“ 2. Aufl. München 2017 Prof. Kerber war Absolvent der französischen Eliteschule École National d'Administration (ENA) „Promotion Diderot". Er war von 2006-2010 Gastprofessor für Verteidigungsökonomie am I.E.P., Paris. Seit 2015/16 ist er Gastprofessor an der Warsaw School School of Economics und der Universisté Paris II Panthéon-Assas. Herzlichen Dank für die Einladung an die Stiftung für Freiheit & Vernunft im Rahmen der Münchner Wirtschaftsgespräche.
    abbiamo anche noi, in Italia, analoga STIFTUNG für?...

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  22. OT
    Non je la faccio più.
    Agenzie di rating di qua e agenzie di rating là...
    Declassamento di su e declassamento di giù...
    Bocciature a destra e bocciature a sinistra...
    Parliamoci chiaro ma a questi chi lo conosce. E soprattutto... Ma a loro chi li valuta?
    Di certo la vicenda "Lehman Brothers" parla da sola.
    Capisco anche che sbagliare è umano ma confondere le idee via tg alla gente è diabolico.
    Lo so... Sono cose dette e stradette sul blog e so che bisogna mantenere la calma.
    Quindi con molta calma penso che comprerò dei btp. Tra le altre cose io sapevo (e io non so tante cose) che i titoli di stato sono una forma di risparmio e non so perché li vogliono far passare per un investimento.
    O forse sì... Sono un investimento...
    ma solo per qualche testa di abbacchio che ci guadagna se le cose vanno male.
    Vuoi vedere che è colpa del pilota automatico?
    Ma il pilota automatico li comprerebbe titoli italiani? Secondo me sì ma direbbe a tutti di non farlo perché sono quasi spazzatura.
    Meglio che mi fermo qua con i vaneggiamenti.
    Scusate lo sfogo e buona giornata a tutti.

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  23. Essere forti schivi e colmi di reale
    Le controversie dei giorni,ridotte
    a climi conviviali.
    Dal viola dei cardi scorgere le rose
    e queste soltanto ci suppliranno
    Il miele

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  24. Strano come dopo una Salita, si Debba remare ancor più intensamente Ora: in Discesa.

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  25. https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-10-28/la-febbre-debito-e-massimi-storici-094303.shtml?uuid=AEevQCXG

    Non credo ai miei occhi. Lei lo ha scritto già svariate volte in questo spazio ma finalmente si scrive un po' di verità anche altrove... ma ora tocca alla Rai...."FATE PRESTO"!

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  26. Vi è un pericolo però per quella parte della storia che sta rifiutando il cosmopolitismo, bisognerà ammettere che il sovranismo europeo ha un futuro solo sotto l'ombrello euroasiatico. Se resta agganciato alla strategia Bannon-Trump potrà sopravvivere solo fino a che gli USA lo riterranno utile strumento per scardinare l'alleanza sino-russa e ridisegnare il ruolo internazionale dell'Europa.

    In Europa il cosiddetto populismo ha come base il “sovranismo costituzionale” e nasce dalla necessità di difendere gli stati nazionali dagli attacchi di tipo neocoloniale portati alle nazioni dal capitalismo finanziario che manovra la globalizzazione dei mercati. Questo cosiddetto populismo si mette sulla stessa linea di resistenza che ha visto la costituzione dell’asse che ha dato vita ai BRICS e all’alleanza dello SCO, là dove, invece, il populismo di Trump è suscitato da una parte dell’élite americana che ha necessità di riformulare il ruolo geostrategico degli USA a fronte della discesa in campo della Russia e delle alleanze seguite dalla sua azione diplomatica che hanno frenato irrimediabilmente i processi che dovevano portare ad un unico governo mondiale a guida statunitense.

    I fautori del globalismo hanno puntato sull’arma della speculazione finanziaria per produrre la crisi che doveva portare ad un unico governo, ma questa, da tempo programmata, ora toccherebbe solo l’occidente là dove il fronte avverso sta approntando gli strumenti, una banca che fornisca autonomia finanziaria e gli scambi in valute alternative al dollaro, per restarne fuori. Con i BRICS, si è venuto a creare uno spazio economico indipendente e sovrano capace non solo di difendersi dagli shock finanziari ma capace di un’alternativa multipolare alla mondializzazione. Motivo per cui hanno compreso che per contrastare l’alleanza russo-cinese-iraniana, che coinvolge sempre più paesi, è necessario potenziare l’arma militare.
    Per uscire dall’impasse per i globalisti l’unica sarebbe una guerra aperta che però in questo momento sanno di non poter sostenere.

    La Russia è diventata militarmente forte, soprattutto con i nuovi sistemi missilistici e sostiene la modernizzazione degli eserciti alleati. Quindi sanno, i globalisti 2.0, che bisogna reinvestire nell’industria e puntare di nuovo sull’economia reale se vogliono un esercito all’altezza del confronto in quanto la deindustrializzazione ha colpito soprattutto i paesi occidentali che hanno promosso la globalizzazione là dove l'unificazione dei mercati ha visto indebolire le nazioni con un più alto costo del lavoro. Soprattutto sanno che devono rinunciare alla “destrutturazione” della "società nazionale", che era essenziale per il progetto mondialista, e di nuovo puntare a ridare una identità alle persone perché accettino di accollarsi la responsabilità di sostenere una guerra.
    I mercenari non bastano e soprattutto non sono pronti a morire per un “ideale”, come invece l’uomo comune, al quale si fa credere che ci sia un’unica patria per tutti e interessi comuni da difendere, è questo l'obbiettivo del "populismo" di Trump.

    Consolidare questo riposizionamento però richiede tempo, da qui l’esigenza di fare melina imbastendo dialoghi e firmando accordi commerciali per buttare fumo negli occhi. In merito il cambio di rotta si è avuto quando la City di Londra ha scelto di diventare un hub per la finanza cinese. Con Trump si punta ora alla ricostruzione dell'identità nazionale e del tessuto industriale americano portando a una svolta di 180 gradi che vede l’economia reale tornare al centro delle dinamiche geopolitiche, come negli anni in cui il confronto era tra blocchi industriali. Intanto però gli americani devono recuperare il gap tecnologico rispetto a Cina e Russia che hanno mantenuto il loro sistema industriale.

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  27. La dicotomia, il “conflitto”, all’interno della Global Class nasce dal fatto che la grande macchina del capitalismo finanziario che è stata messa a punto e che ha acquisito grande forza e potere tanto da conquistare una sua autonomia e conseguire interessi propri rispetto al progetto mondialista e alle modalità utili a darne corso, non può essere smantellata d'amblè. Inoltre anche i neocon e la lobby sionista non vogliono arrendersi ai nuovi equilibri e sembrano decisi a giocare il tutto per tutto trascinando la Russia, la Cina e l’Iran in una guerra aperta. Qualcuno addirittura ipotizza come opzione possibile l’uso limitato di armi nucleari. Intanto continuano ad ammassare uomini e mezzi ai confini della Fed. Russa, trovando in questo sponda nell'élite europea globalista che sembra accettare senza molte remore che si possa arrivare ad una nuova guerra mondiale giocata ancora una volta sul territorio europeo, a difesa del quale, invece, si ergono i partiti "populisti" d'Europa che chiedono che si adottino con la Russia rapporti di buon vicinato, ma che trovano oggi il sostegno di Trump il quale ha interesse a contrastare il ruolo predominante dell'Europa in quelle politiche mercantiliste che ora non possono che danneggiare il nuovo corso. Da qui la necessità per questi partiti di prendere le distanze dal duo Trump-Bannon e indirizzare l'attenzione verso un’alleanza con il nuovo fronte in quanto è la sola che possa garantire la pace e la protezione degli interessi dei popoli europei.

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  28. Ah! Quanto mi manca questo blog. Ho nostalgia del 2013 e 2014, quando sembravamo pazzi, ma grazie ai suoi post quotidiani, o quasi, avevamo già le idee chiare. Anni avvincenti ed epici che racconterò ai miei figli quando avranno l'età della ragione.

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