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venerdì 2 settembre 2016

Il piddino e l'euro: la parola al neurologo

(...in questo blog abbiamo definito il nostro interlocutore standard "piddino", dando al termine una valenza antropologica mutuata dalla filosofia classica e non necessariamente connessa a una appartenenza partitica. Il piddino è il personaggio antisocratico che sa di sapere, il discepolo di Etarcos, insomma. L'insopportabile saccenza di questi mentecatti, il loro fascismo intrinseco, che poi è il fascismo dell'opinione, nel quale si materializza la più insidiosa e lurida delle ingiustizie, quella che consiste nel trattare fattispecie diverse [un sapiente e un imbecille] in modo uguale, ci ha certo infastidito, ma non abbiamo potuto trattenerci dal provare un moto di umana pietà verso queste pecore condotte al macello dai loro pastori tedeschi. Quelli di voi che appartenevano a questa massa di ignavi ci hanno più volte descritto quali meccanismi psicologici offuscassero la loro percezione. La protervia del piddino, lo si intuisce, quando non è l'ottusità dello stolto, che se ne batte completamente delle sofferenze altrui, è la rimozione del debole, che difende se stesso dalla più dolorosa delle esperienze: la conoscenza, cioè l'assassinio del proprio io ignorante, a beneficio di un io certo migliore, ma forse meno attrezzato ad affrontare l'esistenza, proprio perché il salto quantico verso un'orbita di maggiore consapevolezza lo mette di fronte a una realtà più complessa, nella quale i punti di riferimento abituali - i media, l'appartenenza - sono saltati, e anzi diventano un ulteriore, colossale problema.

Tutto questo ampolloso preambolo potrebbe essere sintetizzato in una frase semplice, soggetto-verbo-predicato: i piddini sò dei poracci. Massimo, che già ci ha aiutato a capire una cosa molto importante, ci fornisce alcune possibili chiavi di lettura scientifiche di tanta poraccitudine. Enjoy...)



Caro Alberto,

ti ricorderai che quasi un anno fa ti ho parlato del fenomeno della Change Blindness. Questo fenomeno, studiato nell’ambito della percezione e dell’attenzione, mostra che l’essere umano non rileva cambiamenti anche molto grandi nella scena se questi sono introdotti gradualmente, in modo da non attirare l’attenzione. All’epoca avevo speculato sul fatto che un medesimo meccanismo di cecità cognitiva potrebbe probabilmente applicarsi anche a importanti cambiamenti di natura culturale, sociale, etica e legislativa, se introdotti lentamente.

Continuo, anche se saltuariamente, a leggere il tuo blog, e mi sono reso conto che i tuoi lettori, come te, si stupiscono del fatto che molta gente, politici, dirigenti, ma soprattutto gente comune che partecipa alla vita politica, non capisca i danni provocati dall’euro, continuando invece pervicacemente a sostenere soluzioni alla crisi che contemplino il rimanere nell’attuale moneta.

Da ricercatore che si occupa di processi cognitivi mi sono chiesto perché le cose stiano così, o almeno quali potrebbero essere le cause di tanta apparente ritrosia a considerare scenari diversi dall’euro, come tu proponi invece da tempo. Ora, se escludiamo ragioni guidate da meri interessi personali, che possono esistere, ma probabilmente riguarderanno un numero relativamente esiguo d’individui, non credo che la soluzione sia pensare che la resistenza a cambiare prospettiva dipenda dal fatto che queste persone (i piddini, giusto?) non capiscono o non vogliono capire. Come tu ben sai questa non è una spiegazione, ma casomai il problema. Il punto è proprio cercare di capire perché molti non vedano altre soluzioni se non quelle proposte dall’autorità politica e/o tecnica.

Riflettendoci un po’ mi sono venute in mente tre ragioni che vorrei proporre alla tua attenzione e che potrebbero forse essere utili per guardare al problema da una prospettiva diversa. Mi scuserai se le ragioni che ti offro fanno riferimento solo a processi mentali o cognitivi, e non a temi di natura economico-politica, argomenti giustamente spesso centrali all’appassionata discussione che avviene sul tuo blog. Tuttavia, se consideriamo che anche l’economia e la politica sono due prodotti della mente umana, allora è anche ai meccanismi psicologici che bisogna guardare per capire, almeno in parte, certe scelte o non scelte fatte dalle persone.

La prima ragione per cui molte persone forse seguono in maniera acritica il pensiero dominante pro euro chiama in causa la naturale propensione dell’essere umano ad obbedire all’autorità. Si potrebbe obiettare che questa è un’ovvietà, perché (quasi) tutti quanti noi rispettiamo le regole dettate dalle leggi promulgate dall’autorità politica, fa parte del patto sociale. La questione però è un po’ più sottile di così. Qui non si tratta di seguire le regole o le leggi, ma di abbracciare e fare proprie convinzioni e soluzioni veicolate dalla politica su larga scala. Dire che la soluzione è rimanere nell’euro, piuttosto che uscirne, è un progetto politico, un’indicazione per un sostengo politico, che il governo, l’autorità, veicola alla popolazione.

Come si comporta la maggior parte delle persone difronte all’autorità ce lo ha rivelato, in modo spettacolare e preoccupante, un famoso esperimento di Stanley Milgram condotto nel1961. Nell’esperimento due persone vengono convocate per un esperimento cui decidono di partecipare volontariamente. Nel laboratorio a una delle due viene dato il ruolo di insegnante, e all’altra di allievo, visto che lo scopo dell’esperimento è, racconta il ricercatore in camice bianco (l’autorità), vedere come le persone imparino dalle punizioni. La persona designata come insegnante deve quindi leggere delle liste di parole, che l’allievo, in un'altra stanza, deve ripetere. A ogni errore l’insegnante deve punirlo con una scossa elettrica, che aumenterà progressivamente. Ovviamente l’allievo è un confederato dello sperimentatore, e non riceve alcuna scossa. L’insegnante però non lo sa, e crede di dare delle scosse vere, e dall’altra parte a un certo punto iniziano i lamenti e poi le urla di dolore dell’allievo. Difronte ai dubbi dell’insegnante in merito al fatto che fosse lecito proseguire, il dottore in camice bianco lo rassicura e gli dice di continuare, che è tutto sotto controllo, che non si può tornar indietro, che c’è un preciso impegno preso una volta accettato di far parte dell’esperimento (ti ricorda qualcosa?). Molte persone ubbidirono, più o meno passivamente, e continuarono ad infliggere dolore ad un loro simile (così credevano) solo perché l’autorità glielo chiedeva, e tanto bastava per continuare nella loro azione illegale e poco etica, anche se la loro vittima li supplicava di smettere dicendo di sentirsi male. Questo esperimento dimostrò chiaramente che su molte persone l’autorità ha una presa incredibile, e sono pronte a seguire l'autorità in modo acritico e irresponsabile.

Se l’essere umano è capace di questo, e bada bene non in guerra, ma in condizioni di normale vita quotidiana, forse non c’è da stupirsi che molto spesso sia disposto a seguire la scelta e la narrazione dell’autorità politica di turno, in merito all’euro o a qualsiasi altro argomento, anche quando questo significa imporre condizioni di vita difficili ad altri cittadini. Ovviamente Milgram trovò che alcune persone si rifiutarono di seguire le indicazioni dell’autorità, e infatti c’è sempre chi sfida, a torto o a ragione, l’autorità costituita, il pensiero dominante.

Potrebbero esserci motivi di natura evoluzionistica che spiegano la naturale tendenza dell’essere umano a rispettare e seguire l’autorità. Infatti, non è difficile capire che per animali che vivono in gruppo, come la specie homo sapiens (ma lo stesso vale per molti altri animali), è fondamentale che siano selezionati nel pool genico quei geni che favoriscono il rispetto del capo branco, cioè dell’autorità, altrimenti ci sarebbe una situazione anarchica foriera di scontri continui tra gli individui. Spero sia chiaro che con questo non sto dando a te, e ai lettori del tuo blog, la patente di anarchici e rivoluzionari, con problemi genetici! Non voglio nemmeno giustificare nulla, sto solo fornendo una diversa chiave di lettura.

Il secondo motivo chiama in causa il fenomeno del conformismo sociale, illustrato in un altro famoso esperimento condotto dal maestro di Milgram, Solomon Asch.

Asch presentò a gruppi di 8 soggetti tre linee, tra le quali una era visibilmente più corta delle altre. Chiedeva quindi alle persone di decidere quale fossa la più corta. Sette di queste persone erano dei confederati, e tutti d’accordo indicavano come più corta una linea che in realtà non lo era. Cosa fecero i veri soggetti sperimentali, ignari di essere tali? Spesso conformavano il loro giudizio a quello della maggioranza del gruppo, indicando come più corta la linea che invece era più lunga. Attenzione, perché questi soggetti non stavano mentendo! Non avevano alcuna ragione per farlo, semplicemente la pressione sociale della maggioranza era così forte da influenzarli pesantemente. A pochi piace essere in disaccordo con la maggioranza. Se la linea scelta fosse veramente percepita come più corta è molto difficile stabilirlo sperimentalmente, ma non è importante per il nostro argomento. Analogamente, non è importante sapere se quelli che sostengono l’euro lo vedono veramente come l’unica soluzione. Il fatto è che esiste un meccanismo cognitivo sensibile al conformismo che porta le persone a sostenere le tesi della maggioranza.

Il terzo motivo fa riferimento all’effetto bystander o “effetto spettatore”. Purtroppo questo meccanismo cognitivo non fu messo in luce tramite un esperimento, ma fu rivelato da un vero caso di omicidio avvenuto a NY nel 1964. Brevemente, una ragazza di nome Kitty Genovese fu aggredita e accoltellata a morte in strada, senza che nessuno dalle case circostanti intervenisse o chiamasse tempestivamente la polizia nonostante il trambusto e le urla. Perché? Perché, per semplificare, ognuno pensava che lo avrebbe fatto qualcun altro.

Non è così difficile quindi immaginare che esistano nella società molte persone che pur sapendo di assistere a un “omicidio” politico e sociale quale forse è l’euro, non agiscono, non si mobilitano, perché pensano che il problema lo risolverà qualcun altro. Stanno alla finestra, come quelle persone che lasciarono morire Kitty Genovese, non perché approvassero, non perché fossero cattive o stupide, ma perché a volte così funziona la nostra mente. Si chiama anche diluizione della responsabilità.

Non so quanto queste considerazioni siano centrate per i tuoi argomenti e possano essere utili al tuo lavoro e alla discussione nel tuo blog. Però forse capire i meccanismi cognitivi aiuta a comprendere perché le cose vanno, con nostra sorpresa e amarezza, in un certo modo. Ed è proprio perché così funziona la mente umana, con i suoi limiti, che le élite culturali e politiche hanno un’enorme responsabilità.

Se posso chiudere con una battuta, ho ragione di pensare che quando sarai ministro dell’economia, e il governo supporterà le tue politiche economiche, molta gente ti seguirà, non perché hai ragione, ma perché sarai l’autorità. Ti seguiranno, anche se dovessi proporre il ritorno all’euro!

Sentiti libero, se lo riterrai opportuno e utile, di condividere questa email con i lettori del tuo blog.

Un caro saluto,

Massimo


---
Massimo Turatto PhD
Professor
Center for Mind/Brain Sciences (CIMeC)
University of Trento
Corso Bettini, 31
38068 - Rovereto, Ital

(...tutto molto interessante, ma vorrei precisare che il ministro dell'economia sarà Claudio. Io voglio fare il ministro degli interni per portare a termine la riforma dell'università...)

149 commenti:

  1. "Quelli di voi che appartenevano a questa massa di ignavi ci hanno più volte descritto quali meccanismi psicologici offuscassero la loro percezione".

    Prof., se dico IO è per corroborare la tesi da una condizione di... cavia.

    Due cause su tre, per quanto mi riguarda. Le prime (le peggiori).

    Aggiungo un atteggiamento, che è l'enorme rischio dei salvati: lo zelo del convertito. Ma solo nel caso in cui il suo livello di competenza sia insufficiente.

    Se il caso di dà, fa doppio danno: uno esterno, di nocumento alla causa, e l'altro interno, sul sé, per riproduzione dei due vizi de quibus.

    Ben poco di cui enjoy! Per fortuna qui c'è gente attrezzata...

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  2. Vorrei far osservare il caso greco, credo laboratorio importante per capire quale potrà essere il futuro di un paese ridotto allo stremo (potrebbe in futuro essere il caso nostro). Perchè dopo le elezioni successive alle prime, quelle di settembre 2015, ha vinto di nuovo l' idea di restare nell' euro e la Grecia si trovava in una situazione che definire grave sarebbe eufemistico? Credo che si tratti di un caso che non rientra nei tre descritti, cioè non mi sembra rientri nel caso di obbedienza all' autorità, nel caso del conformismo sociale, e nel caso dell' effetto spettatore; il caso lo inserirei nella "rassegnazione dello schiavo", che sebbene ridotto a condizioni economiche di sussistenza, preferisce accettare la sua situazione subumana, che gli garantisce comunque la vita. Questa sarà la fase greca anche per noi, successiva però alla attuale, quella della paura indotta dall' autorità, da noi il PDinismo e la sua posizione, ancora maggioritaria di gran lunga nel paese, per l' euro, sono ben esposti da Barbapapà, il leader massimo tra i loro guru, qui in questo video (dal tempo 08':15" ed in particolare da 10':15" "con la moneta nazionale, la speculazione mondiale ci gioca a palla" )

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    1. La rassegnazione dello schiavo: il più grande problema di Mosè mentre portava gli Ebrei fuori dall'Egitto... come le colombe e gli sparvieri, siamo sempre le stesse bestie.

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    2. Tasto destro sul link di Landru
      (Barbapapà era un simpatico personaggio, disapprovo il suo accostamento al GUF Scalfari).....

      Apri link in un altra scheda.....

      Et voilà: faccetta rossa con la bocca di traverso e

      "Questo video potrebbe essere inappropriato per alcuni utenti."

      Mi sono rotolato convulsamente sul pavimento per 5 minuti!

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    3. Questi però si sono ravveduti. Chissà come è potuto accadere.
      Probabilmente esiste una quinta sindrome, tipica dell' eurozona, che immagino, ma credo sia cosa più complessa di ciò che immagino.

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    4. Ho usato il soprannome dato al vecchio ed ancora intatto mito PDEURINO (vuoi capire chi lo sia, non c' è nessuna prova migliore che il giornale di Lgo fighetti sotto il braccio) in redazione, senza aggiungere "mannaro", postuma aggiunta di Panza; terribile errore!

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    5. Scusate non vorrei andare fuori argomento facendo una precisazione sulla "rassegnazione dello schiavo" dei greci. Noi, noi italiani voglio dire, siamo qua nel nostro bello stivale e pensiamo generalmente - per quelli che magari si sono mai fermati a pensarci su - che la geopolitica sia materia da cattedra universitaria o uno stravagante hobby. Difficilmente si associa la geopolitica a qualcosa che ti fotte la vita, anche perché questa narrazione (che la geopolitica sia assimilabile alla numismatica) in Italia viene continuamente riproposta dai media, cioè: l'Italia sta ccoi bboni, ammazza che bravi so' li americani ammazza che zozzoni so' i Russi (circa). Per un greco, non è così. Ogni greco ha la precisa sensazione che la geopolitica sia lì ad aspettarlo, prima o poi. Qualcosa che la Boldrini chiamerebbe razzismo o nazionalismo, ma si sa ognuno ha diritto ad un'opinione e non importa se questa abbia superato la verifica dei fatti. Per un greco i fatti sono la dominazione turca e lo stare giù nel culo dei Balcani. Poi voi parlate pure coi Varufoni, con gli intellettuali con le anglo-cattedre, coi syrizioti: no questi non vivono questa percezione, sono i liquidi apostoli della globalizzazione. Il greco invece percepisce di avere avuto noie fastidi e scazzi (per dirla con eufemismi) con tutti i propri confinanti. E anche il mito fondante della Hellas (contrapposta alla Romiosine un po' stracciona e cazzara) vuole questo popolo radicalmente diverso dai propri vicini, e per cultura ed aspirazione votato all'Europa e non agli scazzi dei Balcani o peggio alla prossimità dei musulmani. Quindi si può dire che l'esperimento Troika è stato fatto intelligentemente in Grecia, i Greci sopporteranno ancora parecchio, di tasse, di euro, di palle, perché temono (sanno) che l'alternativa sarebbe uscire dall'Europa e finire dalla mattina alla sera in mezzo ai Balcani, con qualche loose cannon alla Erdogan magari pronto (o autorizzato...???) a prendersi un po' di Dodecanneso. Fantasie? Non so. Per i greci, no.

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    6. Capisco,
      i fratelli greci scelgono il meglio tra le varie opzioni, anche a costo di ritrovarsi di nuovo con i colonnelli. Con la geopolitica si potrà spiegare anche il caso italiano.

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  3. Lui la chiama autorità. Io vigliaccheria. Il popolo italiano non ha spina dorsale. È un popolo di cagasotto rifuggi-responsabilita.
    Per primi i dirigenti politici che non vedevano l'ora di smettere di governare e scaricare il governo dell'europa ai tedeschi. I peggiori bamboccioni sono stati proprio i politici che hanno il complesso di inferiorità verso la Germania e godono sadomasochisticamente nell essere "condotti" come bimbi dalla mistress Merkel. Persino piepoli,il sondaggista, ha scoperto l'acqua calda: i britannici sono usciti perché hanno le pa**e di potenza coloniale mentre gli italiani no. CLAP CLAP!
    Ma non serve tutta st'analisi. I luoghi comuni sono sufficienti a spiegare tutto. I tedeschi ottusi. Gli inglesi che non perdono mai. Gli italiani gli sfigati col complesso di inferiorità . I francesi che si sentono troppo importanti per quello che valgono (ricordiamoci giusto che la Francia fu sfracellata durante la 2ww). I greci? Ahahahabab

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    1. sono perfettamente d'accordo , non ci prendiamo le nostre responsabilità mettiamo la nostra vita sempre prima di qualsiasi valore o principio nobilissimo , siamo dei bambinetti viziati che quando vengono scoperti a rubare la marmellata indicano sempre l'amichetto

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    2. ...e questa è appunto la smoking gun: chi s'assomiglia si piglia. Suppongo che siate entrambi lettori della Fallaci, ruspajoli, ecc. Ci sono tanti blog...

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    3. C'è del vero in questa digressione, e tuttavia il mero lamentarsi, anche attraverso l'impiego della prima persona plurale, non serve a nulla; semmai suggerisce, alla lunga, il rischio di diluirsi entro le irresponsabilità collettive.
      L'italiano è strano; se purtroppo molto spesso tende a coincidere col quadro appena delineato, è anche vero che possieda un differente profilo parallelo nel proprio corredo storico-genetico (difficile per esempio a trascurarsi la grandezza rinascimentale): non è che l'italiano non abbia spina dorsale, piuttosto tende ad essere pigro e indolente nel tirarla fuori, salvo le dovute eccezioni.
      Quando personalmente rischio d'eccedere nella scarsa considerazione dell'italica schiatta, invece di partire con qualcosa di più culturalmente articolato preferisco rammentare la scena e il dialogo, presenti nel film "The Untouchables", che intercorrono al poligono di tiro tra l'agente Malone (Sean Connery) e la promettente recluta Stone (Andy Garcia):

      Malone (rivolto a Stone): “Qual è il tuo vero nome? Qual’era prima che lo cambiassi?”
      Stone: “Giuseppe Petri.”
      Malone: “Ecco lo sapevo. Non ci mancava che questo, un italiano nella squadra.”
      Stone: “Che cosa ha detto?”
      Malone: “Che sei un fottuto bugiardo e che appartieni a una razza di ladri!”
      Stone (estrae rapido la pistola e la punta alla gola di Malone): “Sono sempre meglio di lei, porco irlandese puzzolente!”
      Malone: “Questo mi piace!”

      Nel finale, dopo che Malone è morto, la medaglietta personale a cui era tanto affezionato andrà all'agente "Stone", che la prende nella mano con le lacrime agli occhi.

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    4. aaa! e tommaso, di sicuro voi conoscete voi stessi meglio di quanto possa fare io, quindi avrete certo ragione quando affermate di essere senza spina dorsale, dei cagasotto rifuggi-responsabilita, bambinetti viziati nonche` delatori degli amici.
      Sarete senza dubbio cosi`, non vi smentisco.
      Ma la maggior parte delle persone che io ho conosciuto in Italia no.

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    5. @alberto

      ...et ne nos indúcas in tentatiónem, sed líbera nos a malo...

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    6. Il problema principale dei deficienti al governo sia in Italia sia in Francia è che pensano che facendo le riforme che hanno fatto i tedeschi nel 2004/5 (Agenda 2010) le loro nazioni diventino campioni mondiali del export è la disocupazione scenda al 5% come in Germania.

      Non capiscono che in unione monetaria questo tipo di riforme può solo funzionare se li fa solo un paese, se lo fanno tutti non può assolutamente funzionare. La Germania ha fatto le suo riforme quando paesi come Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda consumavano come i pazzi. È cosa consumavano, consumavano i prodotti tedeschi.
      Se la Germania avrebbe avuto il marco, la Germania sarebbe collassata completamente, semplicemente perchè gli altri paesi avrebbero svalutato è la svalutazione interna dei tedeschi non avrebbe avuto nessun effetto, in più avrebbe massicciamente ristretto la domanda interna tedesca.

      Mi sembra veramente incredibile che i governanti è dirigenti francesi è italieni non capiscano questa cosa.

      L'aggravante per l'Italia è che sia giornalisti che governanti lodano il mercato nei più alti toni, non capendo un cazzo del mercato. Altrimenti non si sarebbe arrivati a questo punto con MPS è le banche italiane in generale, questo è il risultato quando naivitè si sposano con ingoranza è incompetenza.

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    7. Perchè non ha pubblicato la mia replica? Capisco che ha la sua vita, ma altri commenti dopo il mio hanno superato il "great firewall".

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    8. Caro: è venuto per te il momento di aprire il tuo blog. Dopo quello che è successo ieri la mia tolleranza per gli autorazzisti è esaurita. Non li trovo più folcloristici. Niente di personale, o meglio: sì. Questo blog è personale, come ofni blog. Non è una cabina elettorale. Quindi, come dire, qui non si può esprimere la qualunque. Non sono d'accordo con te, ti ho fatto esprimere, ma non mi interessa proseguire questa discussione.

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    9. Ecco, gli auto-razzisti li bannerei d'ufficio. Sono i principali alleati dei piddini.

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  4. Ieri ero con un collega italiano e altri studenti internazionali in un pub a londra. Ognuno ha ordinato la birra del proprio paese. Persino il giapponese. L'unico testa di immondizia è stato il collega italiano che non solo ha oridanato una tedesca (ooooh ma che strano) ma si è pure prodigato PER CRITICARE la birra peroni dicendo che non era buona. Questo è l'italiano rappresentativo. Una volta tanto che le nostre imprese competono in un mercato difficile e si fanno strada con un prodotto di buona qualità (la peroni di ora non é la stessa di 10 anni fa) tu non solo non le premi acquistando il prodotto. Ma spendi energie per denigrarle. I miei figli se ne avrò so solo che dovrano cresceranno in questa società di perdenti.

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    1. In Inghilterra non posso fare a meno di suggerire una cask ale. Direi anche un barley wine, ma ormai è quasi introvabile.

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    2. Un consiglio all'amico italiano: la birra peroni ahimè è già giapponese (gruppo asahi). Ma la Menabrea, più dignitosa, sarebbe del gruppo Forst che è di Merano. Poi lui dirà certamente che Merano è in Germania, antropologicamente, però intanto proviamo a mediare, con rigore scientifico.

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    3. Buongiorno!
      Oltre alla Peroni e alla Menabrea (che come giustamente sottolineato non sono italiane ma rispettivamente giapponese e sudtirolese), mi permetto di segnalare che alternative veramente italiane ci sono: La Birra Castello!
      Azienda forse poco nota ma che, oltre al natio stabilimento in terra friulana, ha rilevato una decina di anni fa lo storico birrificio italiano di Pedavena strappandolo alla Heineken (che ne aveva acquisito il controllo negli anni settanta) e riportandolo qundi ad essere pienamente italiano.
      Prosit!

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    4. Se per questo io ho ospitato un amico tedesco che prima di tornare a casa si è fermato in un ipermercato a comprare due vassoi da 24 lattine di Peroni.

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    5. Una curiosità, ma quale agenzia di rating ti ha dato la tripla "a" con il punto esclamativo?

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    6. Bere Peroni a Londra mi sembra da idioti. Senza offesa.

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    7. La Peroni era buona anche 10 anni fa.
      La Peroni qui a Londra un po' meno e comunque e` troppo cara.
      Io qui consiglio sempre di prendere delle stout (tipo Guinness, ma mille altre), oppure, se si preferiscono gusti meno amari, io sono un estimatore della Camden, in particolare la bianca.

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    8. Rinasce la Birra Messina!

      http://livesicilia.it/2016/07/30/torna-la-birra-messina-nuova-coop-con-15-ex-dipendenti_773023/

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    9. Bella notizia Francesco, grazie per averla condivisa.

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    10. Più del 50% del mercato mondiale della birra se lo dividono 4 birrerie.

      1. Anheuser Busch (Belgio) CEO è un brasiliano.
      2. SABMiller (UK)
      3. Heineken (Olanda)
      4. Carlsberg (Danimarca)

      Ormai le più importanti birrerie nazionali di ogni paese, non solo del l'Italia è non solo in europa se le sono pappate le 4 birrerie citate sopra. Le grandi birrerie Svizzera sono tutte state acquistate da Carlsberg è Heineken.

      Comunque ci sono ancora tante birrerie locali che offrono i loro prodotti in negozi è supermercati. In ristoranti è bar invece le 4 birrerie sopra hanno il monopolio assoluto. Naturalmente ristoranti è bar hanno un margine di guadagno molto più alto che nei negozi.

      It's the globalization.

      L'Italia come global Player nel settore bevande ha Campari, che si colloca però nel settore dei superalcolici, un po meno richiesti che le birre che si consumano a quintali o tonnellate sopratutto dai consumatori maschili nei paesi nordici. :-))))
      Il consumatore femminile di alcolici preferisce di più i liquori o gli apperitivi, settore dove è forte Campari.
      Poi naturalmente c'è il settoro vino, per i buongustai. :-))) Qui c'è da sperare, dato le politiche demenziali dei governanti italici, che non si svenda tutto ai cinesi.

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    11. La Peroni la trovo pessima, ma ti potrei proporre almeno una decina di marche italiane che staccano (e di parecchio) le birre commerciali tedesche (quelle che trovi al supermercato) di pari prezzo.
      La critica della mentalità autorazzista italiaca, attraverso quella un'italiano che schifa la qualità di una marca italiana di birra, onestamente mi pare senza senso.

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  5. Il Padreterno, nella sua infinita e misteriosa sapienza, ha voluto che io vivessi murata tra i piddini. Chi di noi mi conosce più da vicino, per esempio perché siamo amici su un social, lo sa e mi compatisce.
    Il lato buono è che questo mi permette di studiarli, perché, come la Recherche così utilmente insegna, capire i meccanismi che regolano menti e relazioni umane aiuta a tollerare la inevitabile fatica connessa alla frequentazione dei nostri simili (insieme a gioia, certo).
    Osservando i piddini, ho da un pezzo notato che molti di loro sono strettamente collegati, per non dire che si identificano, con un'altra genìa da me esecrata, ovvero quella del riccone comunista. Il tipo alla Paolo Mieli, per dire, e compagnia cantante: gli entusiasti di Fo e di Vendola, capaci di intonare l'Internazionale a feste cui partecipa tutta l'alta borghesia appunto de sinistra della città. Anche di questi ne ho visti e frequentati, gente in grado di consentirsi non solo tutti i lussi materiali, ma anche il lusso spirituale di piazzarsi tra i giusti dell'umanità, portando via anche questa misera consolazione a chi è povero sul serio e sul serio desidererebbe maggior giustizia, anche semplicemente per sé.
    Li vedo, adesso, questi piddini, al sicuro nei loro appartamenti dove gli immigrati arrivano solo per fare loro da camerieri, terrorizzati dalla prospettiva di una svalutazione posteuro per i loro soldini ammucchiati in banca, completamente indifferenti alla situazione dei veri poveri, dei rifugiati, dei disoccupati, mascherare con i "valori europei" la loro semplice e tanto umana grettezza, esattamente come un tempo si travestivano da compagni e appiccicavano poster di Che Guevara alle pareti delle loro case di privilegiati.
    Insomma il D'Alema comunista che si vanta delle costosissime scarpe fatte su misura - e se qualcuno osava eccepire subito si beccava del moralista - è lo stesso del piddino che in nome di status symbol immateriali come "la solidarietà europea" se ne strafotte delle sofferenze delle moltitudini che restano a piedi nudi.
    Non si sarebbe dovuta tollerare l'assurda incoerenza dei plutocrati "comunisti" e forse sarebbe stato meno facile accettare quella di una sinistra che abbandona i lavoratori.

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    1. Questa è uno dei racconti più lucidi e belli che mi sia mai capitato di leggere.

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    2. Grazie. Il mattino ha l'oro in bocca. ;-)

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    3. Il racconto sarà anche lucido, perché Nat sa scrivere (del resto, è il suo lavoro), ma è desolantemente misleading. Sì, certo, esiste la gauche caviar, e lo sappiamo tutti. Alcuni ne sono esulcerati, altri (sostanzialmente solo io) no, per l'ovvio motivo che se ne battono delle ricchezze materiali (ironia della sorte, sto passando ora di fronte a Kapalbio). La gauche caviar però, se si votasse da sola, arriverebbe all'1% dell'elettorato. Quindi le scarpe su misura di D'Alema sono un rigurgito di grillismo in Nat che mi dimostra come questo blog sia stato totalmente inutile, e che, soprattutto, non ci aiuta minimamente a capire perché siano proprio tante vittime a votare questi squallidi carnefici.

      Sarò ipersensibile, ma ovunque sento parlare di privilegio sento fetore di invidia sociale. Ringrazio l'Altissimo di avermi dotato di una dose spropositata di superbia, che mi creerà tanti problemi, ma non quello di invidiare le scarpe di D'Alema al punto di farne una categoria politica.

      E, come vedi, il mattino ha anche la spigola in bocca (ma questa era una tracina)...

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    4. Good. Strike down with all your hatred, and your journey towards the Dark Side will be complete...

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    5. E tte pareva! Non vedevi l'ora che me la prendessi con la compagna Nat... L'amore non è bello se non è litigarello...

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    6. Ma perché reagisce a colpi di tracina (tranquillo, tra l'altro, un po' di tempo è passato, le sue spigolate ancora mi rattristano, ma non mi fanno più così male)? Perché addirittura arriva a dichiarare che tutto il lavoro del blog è stato inutile? È troppo, basta il buon senso a dirlo.
      Mi spiace molto anche che lei manifesti di non conoscermi veramente per nulla, se mi attribuisce invidia per la ricchezza. Non invidio minimamente i ricchi, perché di solito mi fanno più che altro pena, incastrati come sono nei loro riti e nelle loro competizioni, e forse perché non sono magari ricca, ma sicuramente non ho problemi economici neanche io. E quello che mi interessa veramente costa poco, o addirittura non costa denaro. Davvero mi ferisce che mi attribuisca sentimenti che mi sono così estranei.
      Pensavo piuttosto alla ipocrisia di chi si fregiava di appartenere al novero degli amici del popolo strafottendosene del popolo e la accostavo a chi oggi difende "gli ideali europei" difendendo in realtà i propri privilegi. Non mi sembra di avere detto che tutti i piddini sono ricchi né che tutti i ricchi sono piddini. Ricordo la polemica sulle scarpe di D'Alema perché il fatto che il segretario del partito di sinistra non semplicemente indossi scarpe costose, il che sono affari suoi, ma si vanti di questo status symbol così idiota mi sembra emblematico di una crisi culturale in atto. Era lo stesso che elogiava la flessibilità dei lavoratori, già allora, e questo sicuramente era peggio.
      Ma forse ha ragione Maurizio che ha parlato di racconto: probabilmente ho fatto male a estendere a livello generale quella che era più la descrizione di un gruppo di persone che ho frequentato, allora gauche caviar oggi europeisti d'acciaio. E sempre per lo stesso motivo: i loro comodi.
      Quando dice che non si capisce perché proprio tante vittime votino questi squallidi carnefici, a me sembra che il carnefice che si traveste da vittima possa essere un elemento che ha un suo peso. Ribadisco: la categoria politica non è la scarpa di D'Alema, è l'ipocrisia di chi vuole l'aureola di vittima sul cappuccio da carnefice.
      Infine, per puntiglio femminile, segnalo che non tutti quelli che scrivono per lavoro sanno scrivere.

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    7. Penso che Nat abbia sintetizzato in poche righe che cosa realmente volesse intendere Berlinguer quando invitò il partito a porre la cd. questione morale. Una questione che fu malinterpretata e ridotta a semplice sfogo contro la corruzione e la ricchezza e che invece voleva riaffermare la centralità della cultura del lavoro in un partito che aveva incominciato a non fare più presa sui lavoratori, a smarrire la coscienza di classe, come la marcia dei 40.000 e, soprattutto, la sconfitta del Referendum sugli scatti di contingenza avevano fatto intravedere. Ora è pur vero che non sono le scarpe di D'Alema o i salotti di quel lottacontinuista di Paolo Mieli il fulcro del problema: ma si può almeno azzardare a definirli un sintomo di una malattia ben più grave? Che cosa porta un partito ed una forza che si propone di difendere i lavoratori ad abbracciare, coscientemente (coscienza = morale), le tesi che per secoli aveva contrastato, ad introitarle fino farne una bandiera? Che cosa porta quella forza ad abbandonare la difesa dei diritti sociali nel nome dell'avanzata di quelli individuali e solipsichici (egoistici)? Che cosa porta quella forza a marginalizzare fino ad ostracizzare tutti quei soggetti (pensatori, studiosi, divulgatori, intellettuali) che solo osano provare a ricollocare l'obiettivo sul bersaglio naturale di un pensiero critico di sinistra? O, per dirla alla maniera di Quentin Tarantino di Django Unchained, che cosa porta uno schiavo come Stephen (Samuel L Jackson) a ridere delle battute razziste del suo padrone (Leo di Caprio) fino a superarlo nello sguardo e nelle modalità di confronto con i propri simili, sublimazione di un'ulteriore categoria dell'agire umano, sfuggita (forse) agli studi di Milgram, ma non agli scienziati del comportamento di epoca nazista, vale a dire quella del kapò? Perché, quando non ti rendi conto di essere diventato un kapò, pur essendolo in tutta evidenza, ci sarà un problema di incapacità di (auto)coscienza o no? E che cosa è diventata la sinistra oggi - e non mi riferisco solo alla componente di sinistra marginale, cattolica e comunista, del PD, ma alla sinistra nel suo complesso, che, al di là di poche eccezioni, penso ai Porcaro e, in parte, ai Fassina (quest'ultimo oggi su un giornale che non nomino per rispetto del padrone di questo blog ha avuto la forza di scrivere su quel giornale che già da tempo economisti non mainstream - e fai quel nome Stefano, fallo, proprio su quel giornale, per quello che è successo nel 2011, devi avere la forza di farlo quel nome - avevano affermato che l'Euro è stato un errore di enorme porta storica per la sinistra) non si rendono conto della necessità di coagulare le forze cd. "populiste" per un obiettivo di scopo funzionale agli interessi dei lavoratori (la morte dell'Euro) -, che cosa è diventata, dunque, la sinistra oggi se non un luogo di kapò? Nella sua tragicità espositiva, in quel famoso consesso europeo di qualche anno fa, Berlusconi non era poi andato così tanto lontano.

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    8. @Giuseppe
      "There was the same hearty cheering as before, and the mugs were emptied to the dregs. But as the animals outside gazed at the scene, it seemed to them that some strange thing was happening. What was it that had altered in the faces of the pigs? Clover’s old dim eyes flitted from one face to another. Some of them had five chins, some had four, some had three. But what was it that seemed to be melting and changing? Then, the applause having come to an end, the company took up their cards and continued the game that had been interrupted, and the animals crept silently away.
      But they had not gone twenty yards when they stopped short. An uproar of voices was coming from the farmhouse. They rushed back and looked through the window again. Yes, a violent quarrel was in progress. There were shoutings, bangings on the table, sharp suspicious glances, furious denials. The source of the trouble appeared to be that Napoleon and Mr. Pilkington had each played an ace of spades simultaneously.
      Twelve voices were shouting in anger, and they were all alike. No question, now, what had happened to the faces of the pigs. The creatures outside looked from pig to man, and from man to pig, and from pig to man again; but already it was impossible to say which was which."

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    9. La gauche caviar però, se si votasse da sola, arriverebbe all'1% dell'elettorato.

      Il problema è che "fa tendenza".

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    10. Per farsi passare l'invidia nei confronti dei ricchi basta farsi un giro a Montecarlo, soprattutto a Natale o l'ultimo dell'anno, e vedere come sono costretti a vivere questi poveracci (soprattutto quelli che arrivano soli in Ferrari, mollano la macchina a quello vestito da ammiraglio fuori dal casino - volutamente senza accento - e poi entrano a passare la festa attaccati a una slot o una roulette).

      Se poi volete avere un'idea sulla bruttezza dei posti nei quali finiscono per aggregarsi questi personaggi, cercate una foto sempre di Montecarlo ante 1964 (prima della chiusura della vecchia ferrovia e successiva cementificazione selvaggia della massicciata dismessa con annessa costruzione del tunnel sul viale che scendeva verso il porto)e confrontatela con cosa vedete oggi: l'invidia sociale per gente che tutto quello che tocca diventa merda è una cosa che può capitare a chi non conosce l'oggetto della sua invidia.

      E comunque siete voi invidiosi del fatto che Nat ha scritto un pezzo di letteratura sublime (molto meglio di tutto quello che ho letto in "lessico famigliare", tanto per fare un esempio), per cui vi ho toccato un nervo scoperto e adesso rosicate! :-)

      Non maltrattate chi espone i suoi sentimenti, perché correte il rischio di trattare male una persona sincera.

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    11. per agevolarvi la ricerca sui danni ambientali della ricchezza:

      http://www.cartophiles-monaco.com/#!exposition-1960-monaco-vu-du-ciel/c58m

      e il mondo è pieno di esempi analoghi.

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    12. Nat, al di là delle allegorie di Orwell, penso che, prima di giungere alla consapevolezza della necessità di un'alleanza con mr. Pilkington, Napoleon debba acquisire la consapevolezza di che cosa è diventato: attualmente, non si rende conto neppure di essere divenuto il servo più fedele di Mr. Federick. E la consapevolezza la acquisisci se accetti di metterti in discussione, se accetti il confronto. Ho appreso dell'esistenza del prof. Bagnai leggendo un articolo comparso sul giornale che non nomino per non irritare chi mi ospita. Da uomo di sinistra, quando lessi quell'articolo, in un'estate di 5 anni fa, quando su quel giornale si aprì un dibattito sul significato dell'Europa e su quale dovesse essere la rotta per una sinistra di progresso, fui colto da un moto di sussulto: ecco - pensai -, ecco qualcuno che, finalmente, dice una cosa di sinistra e la dice come si comanda. Altri gli successero e, pur approfonditi nelle analisi, non mi parvero altrettanto efficaci nel prospettare quella soluzione che era chiara, cristallina e affacciata con parole di sinistra. Come ben sai, quella fu l'ultima apparizione del pensiero del professore su quel giornale. Sarei rimasto orfano di quel pensiero, che, non nascondo, a volte, specie quando diventa troppo tecnico, faccio fatica a seguire (mi mancano le bbbasi), se, per l'educazione ricevuta e la propensione alla curiosità, non avessi dapprima cercato qualche suo scritto in libreria e non mi fossi cimentato a rovistare sui motori di ricerca, approdando su questi lidi per divenire un osservatore silenzioso e poi un frequentatore. Su quel giornale, quella voce non c'è. Ogni tanto vi è qualche autore che riecheggia qualcuna delle tesi, senza alcun rimando bibliografico: non è giusto. Qualche settimana fa, un'opinionista che su quel giornale scrive spesso articoli profondamente critici e che di questi tempi ha pubblicato un libro (Orgoglio e Genocidio) in cui tenta di fornire un'interpretazione filosofica - è uno storico del pensiero filosofico del resto - del consenso di massa alla politica criminale nazista, ha parlato di "morte della politica" e con toni ancor più tombali di "morte della sinistra". Ecco, a mio avviso, la sinistra è morta nel momento in cui ha scelto di non dare più voce a chi, da sinistra, come il professore, aveva tanto da dire.

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    13. Professore, credo anch'io che abbia un po' sottostimando la percentuale di emuli.
      Come Gianni Agnelli e Berlusconi sono stati modelli per gli imprenditori (proprio perché agli antipodi riuscivano a coprire più o meno tutto l'immaginario identificativo) per quanto inarrivabili, così anche la sinistra de lompo ha le sue aspirazioni e i suoi miti altrettanto inarrivabili (e forse per questo al riparo dal livore riservato agli altri comuni mortali).

      Secondo me è stato un po' troppo severo con Nat che non mi è mai sembrata livorosa. Anche a lei (a Nat) però faccio un appunto: non è il Padreterno, sempre che esista, a murarci tra i piddini.

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    14. @Silvia Hai ragione: questa è opera del diavolo ;-)

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    15. Il prof, coi suoi toni sempre gentili e delicati (ahò è così, prendere o lasciare...), probabilmente ha voluto sottolineare con matita blu, l'idea esposta che il piddino sia eurista solo quando è un ricco comunista o aspira ad esserlo. Del resto io conosco perlopiù piddini morti di fame, perennemente stangati (mi voglio augurare solo a causa dell'euro) dai vari governi d'alema, prodi, letta, eppure sempre + piddini e sempre + entusiasmi dell'euro (perché noi fascisti... una catastrofe... le cavallette... vabbè lo sapete...). Il piddino è così, e non è una questione di portafogli o classe sociale. Visti i gusti probabilmente lor signori avrebbero fatto prima (e in modo più privato e personale)a mettersi una tutina in lattice e godere a farsi ammazzare di botte #laltroaspettodelfeticismo

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    16. @Nat
      Mi arrendo alla tua simpatia... troppa per scrollarsi qualche piddino di dosso. Se vuoi ti mostro come star sul culo a persone di diversi orientamenti politici/economici e profili psicologici (anche simultaneamente ;-))).

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  6. Io, come quarto motivo, avrei aggiunto la sindrome di Stoccolma: le vittime cercano di ringraziarsi i carnefici e perciò entrano in una dipendenza psicologica da essi.
    Ma figuratevi quanto possa fregare ad Angela & Wolfgang se siete carini oppure no. Loro hanno una missione da compiere.

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    1. E non sono in missione per conto di Dio...

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    2. Forse credono di esserlo (in particolare Wolfi). Mutti mi sembra invece una che tira a campare....

      Comunque: il punto di vista loro (e di chi li vota) é descritto con molta efficacia in un recente libro sull'euro:

      "Germany and those who are doing relatively well now blame the crisis on fundamental flaws in the structure of the crisis countries. They have rigid labor markets, are prone to corruption, are nations of tax avoiders and lazy spendthrifts. While one might not be able to do anything about the culture of these countries, at least one can do something about the structure of their economy by weakening their unions, changing their labor and tax laws, and so forth."

      (Il Prof. Bagnai mi perdonerà di citare Stiglitz, ma se uno mi viene con Dio mi trovo in difficoltà)

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  7. Ho sostenuto un esame di psicologia cognitiva alla specialistica di comunicazione visiva a Venezia, e mi ricordo come davvero fondamentale l'apporto di centinaia di test che erano in grado di spiegare e prevedere i comportamenti e le scelte cognitive delle persone messe di fronte allo stesso problema ma presentandolo in maniera diversa oppure modificando livelli di responsabilità etc.
    Negli US questo tipo di scienza ha avuto uno sviluppo incredibile dopo la seconda guerra mondiale ed ha avuto ricadute fortissime a livello politico, economico e sociale (pure religioso, in quanto ricordo bene un aneddoto sugli Hare Krishna che recuperavano sistematicamente dai cestini i fiori di carta che precedentemente un confratello aveva dato ad un passante previo obolo, che quest'ultimo aveva puntualmente buttato dopo pochi metri).
    I comportamenti collettivi sono diventati un tema di studio molto approfondito e non ci si deve stupire se ormai molto poco in questo mondo sia appannaggio della spontaneità, di certo non lo è nel mondo della comunicazione sia quella commerciale che politica. La ricerca inoltre è andata avanti per sviluppare nuove tattiche che superino le normali barriere che si formano naturalmente nell‘uomo nei confronti di una tattica “vecchia”…
    L’apporto di questo studioso, assieme al lavoro del prof. Foa possono essere molto utili per aggiungere un ulteriore livello di approfondimento al dibattito sul mostro economico & politico in cui viviamo, sono particolarmente contento che la divulgazione del prof Bagnai si stia arricchendo di questo aspetto. Ci vorrebbe una fettina di goofy apposta su questi temi! :D

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    1. Per chi volesse approfondire:
      http://www.salvatidallacrisi.com/ebook/Robert%20Cialdini%20-%20Le%20armi%20della%20persuasione.pdf

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    2. Stando a Scott Adams (fumettista, esperto di persuasione, affermatosi come commentatore politico in quanto primo a prevedere l'ascesa di Trump in tempi non sospetti), Robert Cialdini sarebbe stato l'esperto psyop dietro all'ascesa di Obama, nonché dietro al risultato sorprendente di Sanders.
      Sostiene inoltre che dopo la sconfitta di quest'ultimo, Cialdini (che Adams chiama Godzilla of persuasion) sia passato alla Clinton.
      In effetti è difficile non notare un cambio di passo macroscopico della Crooked Hillary, che ha smesso di parlare di noiosi programmi e di quanto è piena di esperienza, ad attacchi quotidiani basati sulla paura, tramite efficaci meme per definire Trump; per esempio "crazy racist" o "a madman with the launchcodes of our nukes".

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    3. Ho letto Cialdini anni fa. E non solo. Sull'argomento - in una prospettiva anche storica - il più interessante libro che abbia letto è L'Età della propaganda, di Pratkanis A. e Aronson E. Davvero lo consiglio.

      Interessante il post del prof. Turatto. Personalmente, vedo l'uomo come un punto su un filo sospeso ai cui vertici ci sono da un lato l'animale, dall'altro un individuo di enorme coscienza. Continuamente scegliamo e continuamente ci avviciniamo ad un estremo piuttosto che all'altro. Un giorno compiamo un gesto che ci appaga profondamente, l'altro che capiamo potevamo risparmiarci. Insomma, ci muoviamo, non siamo fermi, a qualunque età: nel bene e nel male sono sempre io, buono e cattivo, sciocco e intelligente. Siccome non ne conosco le regole, però, siccome non so perché vi sia questa differenza e da cosa sia determinata e siccome se sapessi la risposta probabilmente sarei Dio, ho pensato che l'unica decisione pratica possibile di fronte al piddino è sbubbarsene. Sì, me ne sbubbo altamente del piddino, mi curo di non esserlo troppo (perché in ognuno di noi c'è n'è uno pronto all'assalto) e amen. La piddinitas come categoria ampiamente intesa è utile solo per conoscere meglio i propri limiti, migliorandosi, se si riesce; punto. A meno che non ci si consideri esseri arrivati, chiaramente. Quindi la vedo, anche quando la scorgo negli altri, unicamente come una leva all'evoluzione personale. Sotto un certo aspetto anzi arriva ad assumere un ruolo quasi positivo, un po' come è per la sofferenza, che sperimentiamo tutti prima o poi.

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  8. 1. Considerazioni non centrali, fondamentali, il vero nucleo del possibile seppur incredibile (per noi) cui assistiamo.

    2. Quella patente di diversità (genetica?) la vorrei e ne andrei fiero. È quella che non mi ha obbligato a dolorose conversioni.

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    1. @Enrico

      Se la diversità è genetica, non mi interessa: non ha alcuna valenza politica (se non gliela diamo, diventando darwinisti un tanto al chilo) e, nel caso si dia come tara anziché come eccellenza, la possiamo dire determinante solo nella prospettiva di un individualismo metodologico à la Hayek, cioè ignorando il valore aggiunto del fattore sociale e relazionale, oltre al portato dei processi di apprendimento.

      Prendi me: tarato (altrimenti, secondo il tuo assunto, non sarei stato mai piddino - prendimi alla lettera: non sono piccato ma consapevole), ma la differenza l'ha fatta il caso nell'istante T1 in cui sono incappato in goofynomics. C'è un prima e un dopo, e se nella discussione pubblica si può resistere all'apprendimento per orgoglio, debolezza, invidia, complessi vari, nel foro interiore le cose cambiano: fatti logica e scienza pesano eccome. A meno di volersi male, ma qui scivoliamo nel patologico.

      E perché hanno pesato per me? Perché ho ricevuto un'educazione eccetera.

      Isolamento dell'individuo assoluto (inutilmente dotato, in tal caso, o viceversa tarato sul piano genetico) o intruppamento in grege di chi sia fermo allo stadio zero della socialità (il branco) sono dimensioni affini negli effetti, e funzionali l'uno all'altro.

      Ma il dato "naturale" si supera, o saremmo fermi a Spencer...

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    2. Scusate, scordavo qualcosa che mi preme: nella prospettiva che descrivo, la conversione non è affatto dolorosa, è un eureka.

      Doloroso è semmai il dopo, quando si prenda coscienza della propria inadeguatezza "tecnica".

      Te lo spiego con un lessico che mi è familiare sino alla noia: il ragazzo si applica tanto, ma non è portato, la materia gli è ostica...

      Convertirsi per pesare "una testa, un voto" (peggio se è il voto light della "democrazia idraulica" o il voto farsa dei regimi a sovranità ceduta) è pochino...

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    3. @Luca

      La fai complessa, inutilmente.

      Il vero piddino (genetico?) resta piddino. Chi, quando la incontra, sa riconoscere la verità nella logica altrui non lo è. Altrimenti, sapendo di sapere, non le si sarebbe aperto.

      Tra l'altro, nel post, l'eventuale tara veniva attribuita alla minoranza dei diversi e, scherzando (non dico mai nulla troppo sul serio), ne riconoscevo con gratitudine il deficit. Non c'era intenzione di offesa nelle parole.

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  9. Meraviglioso pezzo sull'etologia umana che, tra l'altro, mi da conferma e coscienza di alcuni meccanismi che per me erano allo stato intuitivo.

    In ogni caso, la patente di anarcoide rivoluzionario, con problemi genetici e non solo, mi sta benissimo.

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    1. A me sta bene aggiungere anche quella di sociopatico spirituale. O, come dice il moderno Sherlock Holmes: "Non sono uno psicopatico, sono un sociopatico iperattivo".

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    2. Io sono anarcoide di natura; purtroppo siamo rari e concentrati qui!

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    3. @Citodacal: veramente Sherlock dice una cosa un po' diversa.
      Non so se esiste una traduzione Italiana e come l'abbiano reso, nel caso, ma io propenderei per "Sociopatico Iperfunzionale".

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    4. @PaMar
      Sherlock continua a farci dialogare. Comunque la versione italiana (https://www.youtube.com/watch?v=a9vWTsp_uK4) rende "sociopatico iperattivo"; però iperfunzionale potrebbe essere effettivamente più adeguato.

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  10. Mi preme sottolineare che la ricostruzione dell'omicidio di Kitty Genovese (presa a esempio iconico dello Spectator Effect, come in questo caso) era una montatura dei media, in seguito smentita in maniera sostanziale ( si veda ad esempio qui - in Inglese>.

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  11. Comunque ai piddini ci sta pensando la SStoria, che ha le idee chiare e progetti a lungo termine:

    In Italia ci sono troppi impiegati di banca, l’ipotesi di dimezzarli entro il 2026
    Renzi accelera su banche e Mps: “Soluzione prima del referendum”
    Il premier: in Italia troppi bancari, entro dieci anni saranno più che dimezzati

    Fonte: http://www.lastampa.it/2016/09/03/economia/renzi-accelera-su-banche-e-mps-soluzione-prima-del-referendum-gwqEl9P6KR4MeYaAu3r0dI/pagina.html

    Senza dimenticare i “fattori esogeni”:

    “Ricordo un emiro, piissimo, di Al Nusra. Predicava: «Un uomo lo puoi colpire senza timore, l’uomo è moscio come un pastone. Non pensare al come e al perché. Tu sei puro e devi colpire senza ragionare. Spaccare un nemico di dio è una cosa santa. Per ogni nemico ucciso dio ti perdona un peccato, come per una serpe eliminata. L’eretico, l’infedele devi ammazzarlo senza pensarci su. Sono marciume. Sono sporchi, appestano la terra, vengono su come una specie di fungo velenoso…».”

    Fonte. http://www.lastampa.it/2016/09/03/esteri/nella-citt-ostaggio-di-idlib-la-roccaforte-di-al-nusra-mpBk6l5pT4SlHDiA9bUR2O/pagina.html

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  12. Solomon Asch lo spiego a lezione. Mi permetto di aggiungere che anche la forte pressione a liberalizzare le droghe fa parte dei piani di manipolazione di massa (sostituire le crisi di rabbia con crisi di dipendenza).

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    1. Da medico-legale sottoscrivo il secondo periodo: sostituire l'oppio dei popoli rappresentato dalla religione (cristianesimo, Dio-Pallone, ecc.) con l'oppio vero e proprio e i suoi confratelli.

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  13. Aggiungo, però, una considerazione. Mi sono chiesto molte volte come sarebbe un mondo senza piddini, in altre parole se gli esperimenti sociali citati dessero risultati opposti. È vero, molte deleterie falsità avrebbero vita breve, ma sarebbe un mondo possibile? Un mondo di soli uomini liberi (nella mente) è stabile? Una passeggiata al centro di Roma ingenera dubbi. Tutta quella meravigliosa mostra di architetture ecclesiastiche, incomparabile in se stessa ma edificata su una narrazione e sfruttando al massimo il piddinismo dei secoli, esiterebbe? Solo per fare il più banale degli esempi. Tutte le costruzioni umane che conosciamo, immateriali prima che materiali, sono state edificate sulla inconsapevole passività di giudizio dei piddini, quelle mirabili non meno di quelle detestabili. Forse desiderarne l'estinzione è hybris, come lascia intendere anche il nostro amico nell'interpretazione delle possibili cause evolutive dei comportamenti osservati nei test. Il mio è un dubbio, non una certezza, perché non vorrei neppure scadere in una visione panglossiana. La responsabilità dei risultati non è sempre di chi piddino non è? E si riapre il discorso sugli intellettuali. Voi che dite?

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    1. L'accumulo di ricchezze si e' sempre celebrato, dalle piramidi alle cattedrali ed ora i grattacieli. Ordine contro caos, la maggioranza e', e deve essere, grata al sovrano che garantisce una condizione di vita meno miserabile del caos totale. Poi, e' tutta una questione di misura, il grattacielo va bene ed e' pure bello se poi, la sera, l'operaio torna in una casa decente ed ha qualche ora per se' stesso.

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  14. Geneticamente diverso. Bagnai mi ha dato gli strumenti analitici per capire e io li ho utilizzati. Quelli che avevo prima nn me lo consentivano. Prima ero agnostico verso l'euro perché le petizioni di principio degli euristi collidevano con la realtà. Sono un diverso genetico

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  15. Io avrei messo il titolo così:

    Il piddino e l'euro: la parola al n-eurologo.

    A proposito di cognitivismo, in linguistica ha avuto buoni effetti, come la grammatica cognitiva di Ronald Langacker e, in un certo senso, anche la Role and Reference Grammar, framework in cui lavoravo io alla SUNY at Buffalo. Ma in altri campi questa corrente ha fatto danni indicibili, come nella storia delle religioni: a questo proposito, mi ricordo un ragazzo che aveva scritto la tesi di dottorato sulla Bona Dea a Roma ddal punto di vista cognitivistico. Me la diede da leggere e quando chiese il mio giudizio, gli dissi che avevo offerto il suo lavoro alla dea Vesta: più precisamente al fuoco sacro. Intelligenti pauca.

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  16. Salve professore,
    Io ritengo che i tre fattori presentati dal neurologo abbiano sicuramente la loro influenza ma che non siano il motivo principale dell'apparente incapacità di molte persone di riconoscere una realtà diversa da quella in cui credono.

    Spesso le critiche più veementi da parte dei piddini sono dovute a una carenza di informazione o per disinformazione (non è la stessa cosa!). Ma come è possibile che anche le persone intelligenti, e che non hanno interessi diretti o indiretti nell'attuale sistema di potere, non si informino adeguatamente? Dopotutto l'informazione alternativa ai media tradizionali esiste e dista solo un clic col topo del calcolatore!
    Ecco, è in questo apparente paradosso che è nascosta la ragione segreta che porta i piddini a votare per PD/PDL. La motivazione è inconscia e consiste essenzialmente nel non voler ammettere il proprio errore: l'investimento psicologico che una persona mette nella scelta del proprio colore politico è notevole. Chi immagina se stesso come “di sinistra” (e analogamente se “di destra”) si vede in una maniera ben precisa: la loro identità personale è parzialmente definita dal proprio credo politico.
    La conseguenza è che, ammettere che l'euro (da sempre elogiato e difeso a spada tratta dai PUDini) sia una porcheria ormai senza speranza, comporterebbe una parziale, ma significativa, rielaborazione del proprio io. Non tutti hanno il coraggio o la voglia di affrontare questo percorso di ricostruzione: soprattutto per chi, per anni e con fervore, si è dichiarato per una specifica parte politica sarebbe uno sforzo notevole ammettere di essersi sbagliati: equivalerebbe ad ammettere di essere degli imbecilli!
    Per questo molte persone, per quanto spesso consapevoli che l'informazione che ricevano è tutt'altro che corretta, preferiscono comunque non cercarne altra: semplicemente per loro non informarsi è la maniera più semplice per evitare di affrontare la realtà con tutto ciò che conseguirebbe per la loro personalità. Preferiscono illudersi di essere nel giusto piuttosto che affrontare i fatti: è molto umano e comportamenti simili si vedono spesso in altre situazioni...
    Poi, ovviamente, determinante è anche la singola personalità: c'è chi non ha problemi ad ammettere di aver sbagliato e c'è chi lo vive come l'estrema umiliazione. Poi nel mezzo c'è una miriade di altre personalità intermedie...

    Ci sarebbe poi da capire quante siano le persone effettivamente a conoscenza di questo blog e della sua “controinformazione”. Perché è chiaro che se sono troppo poche è impossibile aspettarsi un cambiamento del punto di vista sull'euro da parte dell'opinione pubblica.

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  17. mi trovo d'accordissimo con il professor Turato , a me le persone che non si prendono le proprie responsabilità e che sono attratte dal potere mi sembrano semplicemente infantili , perchè essere egoisti e vendicativi è un comportamento tipico dei bambini , siamo un popolo bambino , e secondo il mio modesto parere questo dipende dall'educazione familiare ma qui dovremo aprire dibattiti infiniti , i piddini invece sono semplicemente degli idioti che una pessima selezione della classe dirigente ha messo in posti troppo elevati per loro

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    1. rabiti, mi scusi, ma finché non si fa un giro sul glossario del blog, o almeno non si legge bene i post, temo che fra i piddini ci sia anche lei. La sua identificazione fra piddini e classe dirigente non ha alcun senso. La parola "piddino" nel mio blog si usa nel significato ben preciso che le ho dato, e che la farà diventare un sanguinoso insulto. Non ha nulla a che vedere né col PD né con i suoi eletti. Tutta forza Italia è piena di piddini, a partire da Brunetta, e così Fratelli d'Italia, e anche la Lega non scherza (e infatti ha i suoi mal di pancia). Se non capiamo chi è il nemico non potremo gestire la sconfitta. Il nemico sono i tronfi coglioni che sanno di sapere, e che si trovano in tutti i partiti, in tutti gli strati sociali, a tutte le età e in ogni luogo.

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    2. @rabiti

      Ti è sfuggito il taglio scientifico del post, e hai colto quello moralisitco che non c'è (altrimenti il prof non vi avrebbe dato questo risalto; siamo qui per imparare). Solo questo, caro.

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    3. A volte immagino: che bello sarebbe se si potesse costruire una società dalla quale fossero banditi i piddini.
      Ma poi penso che anche in questa società si ricreerebbero le stesse dinamiche della nostra.
      Credo sia qualcosa come la velocità della luce, per quanto veloce vai, resta sempre la stessa.

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  18. Non lo so, prof., nessuna delle possibili spiegazioni citate nel post mi persuade fino in fondo. Per me questo rimane un problema di difficile soluzione e credo abbia a che fare soprattutto con un deficit di razionalità e poi con altre concause che possono variare a seconda del contesto.

    Ieri sera sono stato alla festa di un noto partito comunista, a Verona, la mia città. Dibattito a 360°, ma con grande attenzione alle questioni europee. Ospiti d'onore: er Nutella e Pippo Civati.
    Non so nemmeno io perché mi sono fermato a sentirli; forse in cuor mio ritenevo ancora possibile un cambiamento di prospettiva o qualche timida apertura, almeno. Ma ovviamente mi sbagliavo.
    A - ormai - fine 2016, dopo anni di riflessioni, studi, pubblicazioni, dibattiti, ecc., l'analisi era sempre la medesima: austerità brutta, nazionalismo brutto, banchieri brutti, BCE brutta, ci vuole un'altra Europa e giù col solito repertorio fallimentare. Apice dell'apoteosi della ridicolaggine, l'analisi sulle sconfitte elettorali della
    sinistra-sinistra italiana: le alleanze con il centro-sinistra, dice er Nutella.
    Ma su tutti questi discorsi triti e ritriti (alcuni anche condivisibili, per carità) aleggiava la necessità di non venire assimilati ai Le Pen, Farage, Salvini.
    No, noi non chiediamo l'uscita dall'euro o dall'UE, noi saremo gli ultimi a lottare per un'Europa giusta e "de sinistra". Questo era il tono. Roba che Fassina è un rivoluzionario, al confronto. Il che mi ha fatto pensare a Teruo Nakamura e agli altri soldati fantasma giapponesi. Ma non ho percepito lo stesso spirito di sacrificio, lo stesso rigore etico.
    Sicché mi sono risolto a pensare al celebre saggio di Pierre Bourdieu, "La distinzione" e forse quella potrebbe essere una delle possibili soluzioni al problema. Ormai mi pare che ad orientare il dibattito su certe questioni a sinistra sia rimasta quasi solo la volontà di distinguersi da altri attori della scena politica, principalmente dai "populismi di destra". Il che, va da sé, non fa particolarmente onore ai nostri cari sopraccitati. Ma pazienza, se ne renderanno conto - forse -quando saranno costretti a farlo dagli eventi.

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    1. ..già, la distinzione: nella logica della sopravvivenza come fine ultimo (Alberto qui ne parlava tempo fa citando La legge ferrea dell’oligarchia) la distinzione, che ha nell’appartenenza dell’elettorato la sua ragion d’essere, è l’unica via rimasta loro, e che ne giustifica (?) l’esistenza.
      D’altra parte l’appartenenza è essa stessa distinzione: conformismo (il secondo punto riportato nel post) con l’opinione dominante per distinguersi dai reietti, secondo l’opinione dominante (e qui il primo punto, l’autorità dell'opinione dominante).
      Quindi come mai noi siamo qui a osteggiare il naturale svolgersi degli eventi? Mi viene davvero da dire che sia una faccenda genetica…

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  19. Conoscevo quei meccanismi, ma secondo me è solo il secondo esempio ad essere paragonabile alla situazione politica/economica attuale.

    Esempio1) Cercando di immedesimarmi in quello che preme il bottone, il meccanismo che mi farebbe dare la scossa è solamente 'avevi accettato di partecipare', non il 'comando io' (a meno di non avere una pistola puntata). Non vorrei passare per uno che dice una cosa e ne fa un'altra. Con l'Euro nessuno ha chiesto niente al popolo, e nei piani alti nessuno ammette che stritola l'economia. Il dottore almeno ammette che la scossa fa male. Ci siamo trovati in questa situazione solo con Monti, che però è durato poco perchè non si poteva ammettere a lungo che Euro=austerità e sacrifici.

    Esempio2) Per fortuna c'è qualcuno che mette in discussione le cose e crea attorno a sè una cerchia di persone che, rincuorata dal fatto che gli viene mostrato che un certo argomento non deve essere tabù, critica il mainstream e cerca di fare massa critica. E' la strada intrapresa da Alberto e sta avendo i suoi effetti positivi, anche se è lunga e in salita.

    Esempio3) L'esempio vale se l'azione da compiere è nelle tue competenze. Come posso io 'mobilitarmi' per fare qualcosa? Non ho un lavoro stabile e non posso scioperare, non mi va di buttare molotov in giro... Posso solo informare e informarmi e, nella cabina elettorale, tentare di fare la scelta più giusta.
    L'altro giorno, vicino casa, un ciclista ha tamponato un'auto sfondando il cristallo posteriore con la testa: tanto sangue e per fortuna parecchie bestemmie e urla del ciclista. Ho subito messo le mani in tasca e non c'era il cellulare, e ho chiesto ad un passante di chiamare il 118. Tempo che ho fatto questo, ho visto altre due persone sull'altro lato della strada che facevano la stessa cosa. Non lo so... forse noi non siamo 'ammerigani' (ancora).

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  20. Ascrivibile alla seconda categoria, quella del conformismo sociale, ho più volte osservato il fenomeno delle porte scorrevoli degli aeroporti: pur essendocene due uguali, affiancate, tutti i viaggiatori si incanalano in una sola, dietro al primo viaggiatore che l'ha varcata. Sino a quando non arriva uno ( in genere io ;) che dimostra che anche l'altra è perfettamente funzionante. Perchè si incanalano tutti su una, secondo me? Per la paura di lasciare una via che già è stato dimostrato che in qualche modo funziona - che li farà comunque entrare anche se lentamente in questo caso -, il tutto esasperato dalla mancanza di lucidità legata al muoversi in un luogo non familiare com'è un aeroporto e come sono le vicende politiche, giuridiche, economiche legate all'euro, volutamente sottratte alla possibilità-volontà dei cittadini di comprenderle. Potremmo dirlo "effetto gregge", non tanto motivato dalla paura di essere in minoranza ma di mettersi in condizioni di pericolo o svantaggio.
    Messner nei suoi libri - e chiudo questo mio commento troppo lungo - ha più volte descritto la paura e la forza di volontà legate al compiere qualcosa che non è stata mai fatta prima dall'uomo, come varcare la soglia degli ottomila metri di quota senza autorespiratore, pur essendosi preparato bene e pur avendo studiato, capito, sentito che fosse possibile, come poi ha dimostrato. Non è il caso dell'euro, ma questo lo sappiamo noi, anche grazie a lei, ma gli altri non lo sanno o non lo vogliono sapere, nè vedere, perchè così pensano comunque di essere in salvo.

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  21. Personalmente trovo insopportabili quella varietà di piddini che si professano cristiani ed ordoliberisti (allo stesso tempo).
    Cristianesimo ed elasticità perfetta del lavoro dovrebbero risultare mutuamente eslusivi nella mente di chiunque abbia mai letto il Vangelo.

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    1. Nihil sub sole novi, la razza dei farisei durerà finché dura l'uomo (che tanto, sempre di piddini si tratta).
      Quelli di cui parli costituiscono la Third Millennium Edition.

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    2. Probabilmente intendono entrambi l’esclusività nell’accezione propria dei rotocalchi “cool”, pertanto l’abbinata riesce perfetta e lusinghiera: con la prima professione di fede mi salvo l’anima, con la seconda il culo (il che dà inconsapevole conferma del giovanneo 1:11, a prescindere da quante giaculatorie si possano declamare con le labbra). Del resto, dopo aver fatto asilo ed elementari dalle suore, medie e liceo dai preti, posso affermare, senza il benché minimo orgoglio o compiacimento – semmai con una certa mestizia, frammista a ormai sporadico frastornamento –, di essermi fatto una “vaga” esperienza in merito a coloro che amano presumere d’essere cristiani, cattolici nella fattispecie, come una sorta di qualifica sociale accreditante e nulla più.

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  22. Come si comportano le persone di fronte all'autorità lo si sapeva anche prima del 1961: da wikipedia, a proposito di Dachau

    "Il campo di concentramento fu aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler, con una decisione presa appena un mese dopo la salita al potere di Hitler (30 gennaio 1933). Il campo venne posizionato nei pressi della cittadina di Dachau, a circa 16 km a nord-ovest di Monaco di Baviera, nel sud della Germania.

    Nel Münchner Neuesten Nachrichten apparve, con ciniche motivazioni, questa notizia firmata da Himmler, Presidente della Polizia della città di Monaco:

    «Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau il primo campo di concentramento. Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine, ma nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio.»

    Per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio

    C'è bisogno di altro?

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  23. Joseph Goebbels

    Propongo ulteriori possibilità
    4) il Teorema Dei Razzi, Antonio Razzi, sineddoche di buona parte dell'italiota.
    Ignorante come una capra...capra..., e contento di esserlo.
    Dell'Euro se ne fotte, perchè il suo obiettivo è unicamente fottere il prossimo a vantaggio del proprio particulare.
    Fiero di essere bestialmente rozzo, spesso lombrosianamente riconoscibile a distanza, è una fetta importante del popolo (bue).

    5) Il teorema della Cazzata del Doktor Joseph Goebbels: ripetendo la stessa cazzata un milione di volte
    (una per tutte: le banche italiane sono solide... le banche italiane sono solide...) puoi
    facilmente indottrinare masse ingenti, formate anche da persone normodotate.

    6) I Fideisti-teocrati. "Euro è bene perchè è bene". Non avrai altro dio al di fuori dell'Euro. Euro è bene.
    No-Euro è male. Una versione all'ennesima potenza del "segui l'Autorità".

    Quindi il post è mal-post-o, o meglio va integrato che la variegatissima fauna umana e italiana in particolare.


    PS a mio giudizio le birre migliori, in media ovviamente ce ne sono miriadi, sono quelle belghe :)

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  24. "A pochi piace essere in disaccordo con la maggioranza". Quant'è vero! Oltre ad Asch, lo dimostrò in un altro ambito, ovvero la sociologia, la grandissima studiosa Elisabeth Noelle-Neumann con la teoria della spirale del silenzio. Questa si basa sul presupposto che la società tenda a minacciare di isolamento gli individui che non si conformano all’opinione generale, e che le persone valutino costantemente il “clima d’opinione” presente nella società al fine di assumere il comportamento pubblico più adeguato: l’espressione pubblica delle proprie opinioni se queste sono in armonia con il clima d’opinione, il silenzio in caso contrario. La sua ricerca empirica dimostrò che nel 1965 e nel 1972 i cittadini tedeschi mutarono all'ultimo momento il loro voto alle elezioni generali in accordo col clima d'opinione che percepivano.
    Poi, nel 1976, accadde un fatto strano: la popolazione ricevette due diverse visioni della realtà, due diverse impressioni del clima d’opinione: quella data dall’osservazione in prima persona e quella derivata dagli occhi della televisione, in quanto i giornalisti, a differenza della popolazione, erano convinti che le elezioni sarebbero state vinte dalla SPD. Il loro punto di vista si era trasferito alle persone abituate a informarsi attraverso la televisione.
    Non escludo che per l'euro possa essersi riprodotta una dinamica simile e sarebbe interessante se qualche dipartimento di comunicazione si occupasse del tema.

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    1. L'uso sistematico dei sondaggi nelle trasmissioni dove si possono sentire "tutte" le campane per poi farsi un'opinione "consapevole" hanno questa precisa finalità.

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  25. Boh, io ho sempre pensato che fosse colpa della stupidità piddina. E la selezione naturale ne annienterà qualcuno...

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  26. poi ci sono le scimme ammaestrate, ma qui dalle mie parti son tutti cosi.
    È dura vivere qua!

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    1. "Non capisco ma di adeguo"... fantastico! Maurizio Ferrini con il rappresentante di pedalò non aveva inventato nulla, aveva solo preso spunto dalla realtà.

      Ditegli che ci sono dai fascisti che votano sì e poi guardate di nascosto l'effetto che fa.

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    2. Rimpiango la falange oplitica: lì si combatteva davvero per l'uomo che sta alla tua destra e per quello alla tua sinistra,senza distinzioni di sorta. E il comandante stava in mezzo, mica a qualche diecina di chilometri almeno, a dare disposizioni di voto e manovra.

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  27. Forse la psicologia delle masse e gli studi sul comportamento umano (tra cui tento di districarmi, consapevole della mia ignoranza …) che hanno fornito la base teorica alle tecniche di persuasione, possono spiegare il fenomeno osservato dal nostro bravo Neurologo.
    Il meccanismo fondamentale è la ripetizione: “ciò che si afferma finisce, grazie alla ripetizione, col penetrare nelle menti al punto da essere accettato come verità dimostrata” (G. Le Bon, Psicologia delle folle). La ripetizione sfrutta un processo fondamentale dell’apprendimento umano: l’imitazione, la cui penetranza deriva dal prestigio del modello (l’archetipo è l’esempio fornito dai genitori ai figli). L’imitazione è “un processo che nella maggior parte dei mammiferi è relativamente poco sviluppato, mentre nella nostra razza è splendidamente approfondito e perfezionato.” (D. Morris, La scimmia nuda).
    Ecco spiegato il motivo della continua ripetizione, sempre uguale sin nei minimi dettagli, da parte delle varie “autorità” sia dei benefici dell’euro che dei guasti dell’eventuale uscita, a dispetto della realtà dei fatti, della ragione e delle basi stesse della dottrina economica (grazie Prof. Bagnai!). Lor signori e i loro lacchè si sono spesi senza requie e si applicano quotidianamente, ancora con successo purtroppo, nella persuasione delle masse.
    Dunque non c’è nulla di casuale o di inspiegabile. Per questo, al momento opportuno, non ci dovrà essere alcuna indulgenza verso le “autorità” (maggior prestigio = maggiore responsabilità) che si sono consapevolmente prestate a una tale manipolazione.

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  28. ogni giorno non smetto mai di ringraziare il mio prof. di latino che mi chiedeva sempre: "tu cosa pensi? non mi devi ripetere quello che hai letto nel libro, mi devi dire cosa pensi tu, non cosa dice il tizio, cosa scrive caio, mi devi dire cosa ne pensi tu. Io non voglio che impariate a menoria la lezione, voglio che impariate a pensare con la vostra testa, non c'è insegnamento migliore che io vi possa lasciare".
    A distanza di tanti anni e dopo tante esperienze capisco quanto sia importante imparare a ragionare con la propia testa,
    Questa attitudine ti costringe a mettere continuamente in dubbio le tue certezze e a non prendere mai per oro colato quello che le "autorità" ti vogliono inculcare

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    1. Non è sempre facile ma è l'unica strada. Per forza che nessuno va a votare: non c'è grossa differenza tra i governi degli ultimi anni!

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    2. Ho paura che non si ragioni mai esattamente con la propria testa. Ci si appoggia sempre sulle spalle di qualcuno.
      Poi il decidere su quali spalle appoggiarsi è questione di ricerca dettata da dubbio, curiosità e raziocinio, raramente di fortuna. L'importante comunque è essere sempre disposti a cambiare idea e opinione; cosa che, beninteso, con l'umiltà non ha niente a che vedere.

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    3. Micuggino insegna scienze politiche all'università della Virginia a Charlottesville.Tutti gli anni,incontrando i nuovi studenti,esordisce con la stessa domanda:"Ma voi,pensate di avere diritto a una rivoluzione?" Regolarmente i nuovi,stupefatti,tacciono.
      E lui continua:"Ok.Allora avete bisogno di questo corso."

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    4. @Pilon: ah bellissima, mi piacerebbe conoscere tuo cugino. Ma forse pesa anche l'ignoranza della loro storia, in cui pare non siano molto ferrati.

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  29. Il ministro degli Interni ahhhhhhhhh, fantastica questa.
    Bellissimo post come sempre. Obbedienza, conformismo e il branco sono ovviamente genetici. Il potere ci ha allevati non peggio di cani o orchidee. Aiuto. Poi c'e' (mi scuso per la tastiera UK) la variazione lenta, per cui non siamo proprio attrezzati geneticamente. Questa strategia vince su tutta la linea, perche' la variazione e' anche variazione delle "ragionevoli aspettative". Il potere ha la tecnologia e gli idoti creativi per farlo e lo fa per definizione. Ora che il mondo e' una mela anche il suolo d'Europa e' dispensabile... Vado a tagliare delle piante che e' meglio.

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  30. Da piccolo andavo con mio nonno a prendere i piccioni a piazza maggiore; poi mio nonno se ne metteva due per tasca e per farmi contento li tenevamo una settimana e passa, a volte un mese, in soffitta, fino a che mia nonna non si stancava di pulire le cacche.
    A quel punto aprivamo l'unica piccola finestra e ci mettevamo a guardare i piccioni, attoniti di fronte alla libertà, che aspettavano ore prima di convincersi ad uscire.
    Io in questi anni mi sono ritrovato sempre più spesso ad ammettere di essere per molti versi simile a quei piccioni, e il pensiero mi aiuta a farmi passare ogni volta la rabbia verso i piddini.

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    1. eh, purtroppo non son sempre "sti cazzi di piccioni" (Frank Zappa)

      a volte sono altri animali, messi nelle gabbie cognitive (e opportunamente incattiviti, contro il nemico di turno, e per la patria) anche un po' imbambolati, felini da giardino, scorpioni da passeggio, che però conservano quell'anima bestiale (ma sociali..) e cosa vuoi, ogni tanto parte una zampata, anche solo per gioco, per socializzare, per socialismo, ma in grado di staccare qualche falange o ammazzare. Ma per gioco.

      (e poi sempre le nonne, alla fine, a pulire i resti. Sempre siano lodate)

      con stima

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  31. Dal basso della mia ignoranza, mi permetto di aggiungere un possibile quarto motivo: al piddino va bene l'euro perché il piddino è rassicurato dal mantenimento dello status quo; almeno finché ha qualche euro nelle tasche non avverte la necessità di cambiare. Non è un caso se Giachetti prende voti solo ai Parioli.

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  32. https://youtu.be/j_B0UF2xW4c

    Senti senti Boeri a proposito dei sindacati. Video lungo ma basta ascoltare da h1.06 ad h1.12 per capire quanto generosi siano stati i sindacati con i lavoratori!
    Un camionista della provincia di Padova (tanto per dire un esempio e non un'eccezione) lavora dalle 3 del mattino alle 11, pausa pranzo e poi lavora dalle 12.30 alle 18.30.un paio di volte ha provato a protestare e nauturalmente gli è stato risposto che fuori dalla porta la fila era molto lunga. Grazie sindacati per non aver protestato! Grazie per aver difeso i datori di lavoro! Grazie Landini perché il massimo che riesci a proporre è una legge di iniziativa popolare! In Italia tali leggi hanno lo stesso successo dei jalisse dopo San remo

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  33. Bella discussione come sempre, mi permetto di suggerire anche la lettura de "La banalità del male" dove Heicmann viene studiato e rivoltato come un calzino e, ahimè, alla luce di questo post risulterebbe un tipico piddino, asservito alla causa, senza spirito critico e portato per carattere o educazione alla totale obbedienza verso l'autorità . Un utile idiota
    Speriamo stavolta non si arrivi fino in fondo

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  34. Prima di leggere Bagnai individuavo nella corruzione il male principale del nostro paese, risolta la quale avremmo risolto buona parte dei nostri problemi. Ora vedo i danni dell'euro e le sue storture politiche.
    Cambiare le proprie convinzioni è quindi possibile, anche quando sono frutto di bombardamento mediatico.

    Io ci sono riuscito e spesso mi chiedo perchè il piddinus vulgaris rimane radicato nelle sue convinzioni, senza possibilità alcuna di cedere al minimo dubbio.
    La spiegazione scientifica di Turatto sembra in certi casi insufficiente, misteri umani che nemmeno la scienza riesce a spiegare!

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  35. Mi chiedevo se nella costruzione del progetto europeo si sia tenuto conto di questi meccanismi. Ovviamente se fosse così non lo farebbero trapelare, ma ora che ho letto il contributo mi torna alla mente tutta la retorica del "se ci uniamo, siamo più forti", quella del "grande pennello" insomma.
    Oltre quindi ad intercettare l'istinto a radunarsi in gruppo, tutto ciò potrebbe garantire un appoggio su cui far leva nel momento in cui si vuole cobtrastare chi contesta l'autorità.
    Magari i lettori del blog hanno in mente altri esempi.

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  36. Bel post!
    Penso che anni fa abbiamo discusso di alcuni aspetti (dei tre citati) ovvero quello dell'autorità.
    Spero di non ricordare male ma basta entrare in azienda per vedere certi comportamenti assurdi e spesso mancanza di rispetto (e apparente cinismo per compiacere la dirigenza o gli amministratori).
    Poi ovvio che se spieghi che i comportamenti non sono pienamente corretti, ti tacciano di "sindacalista" (ricordo la battuta).. a me?


    PS: su sky, in uno dei canali documentaristici hanno mostrato questo esperimento.. terribile ragazzi!
    Ma una cosa come solo 2 persone su 20 si è rifiutata di andare avanti!!!

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  37. L'esperimento di Milgram è stato ben rappresentato nel bel film "I comme Icare", qui l'estratto.

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  38. Bellissimo questo intervento del prof. Turatto.
    Forse avremmo bisogno anche di un blog di psicologia cognitiva, o meglio di una psicoterapia collettiva ☺ visto che siamo stati in tanti a cadere nell'inganno eurista senza sospettare nulla fino al 2011 anno in cui "qualcuno" decise di spiegare a noi ignoranti cosa stava succedendo e cosa stava per succedere.

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  39. Ci sono due immagini che secondo me potrebbero essere molto efficaci se usate al momento giusto e con parsimonia: cioè sempre :)

    La prima è forse stata introdotta mainstream da (ahimè, ma in questo caso è un vantaggio che sia lui e non altri) Zingales:

    il diritto al divorzio.

    ormai accettato universalmente (ed è il punto di forza)
    Che sembra un'ideuzza da nulla e secondaria, ma in realtà è un virus, in grado di infiltrarsi nelle crepe e cominciare a lavorare dal basso (e considerando gli aspetti storici e politici è veramente un'immagine potente e direi ormai trasversale politicamente)

    la seconda è un'idea molto semplice (non l'ho letta ma probabilmente sarà già stata pensata e scritta e formalizzata, non so da chi) e che anche un sordo piddino (inteso come falso invalido):

    a) il punto di partenza è circa un'identità: il marco tedesco è entrato nell'euro come marco tedesco

    b) e così anche il punto di arrivo tautologico: è impossibile diventare marco tedesco nell'euro. (segue trattato di storia dell'economia in 12 volumi, da una pagina ciascuno)

    Anche questa sembra una formica. E invece è un formicaio

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  40. Intervento molto interessante. In merito alla questione di come la mente umana non solo abbia la tendenza ad assuefarsi passivamente all'autorità, ma anche ad abusarne, soffocando con la violenza (sia essa fisica o psicologica) ogni forma di dissenso, mi permetto di segnalare il così detto "esperimento carcerario di Stanford" (da cui è stato tratto anche un buon film), condotto da un gruppo di ricercatori diretti dal Prof. Richard Zimbardo della Stanford University. In breve, dei normalissimi studenti universitari, che avevano accettato di svolgere il ruolo di guardie carcerarie in una finta prigione costruita nel centro del campus, si trasformarono in pochissimi giorni in feroci aguzzini, pronti a punire ogni forma di contestazione del loro potere, mentre quelli che svolgevano il ruolo di detenuti, dopo una rivoltà fallita, finirono con l'accettare con rassegnazione la loro condizione, mostrando chiari segni di dissociazione psichica. Ciò per quanto riguarda la dimensione psicologica. Dal punto di vista filosofico ed etico forse, per inquadrare la "responsabilità" politica, morale ed etica dei piddini, potrebbe essere d'aiuto il saggio del filosofo tedesco Karl Jaspers intitolato "La questione della colpa - Sulla responsabilità politica della Germania", in cui egli, dopo aver distinto 4 diversi tipi di colpa (criminale, morale, politica e metafisica) attribuisce le ultime tre (la prima è di portata meramente individuale) anche a quei cittadini tedeschi che o si conformarono così tanto alla propaganda di regime da perdere consapevolezza della realtà (mostrando segni di dissociazione forse simili a quelli dei falsi detenuti dell'esperimento di Zimbardo) o che, pur perfettamente consapevoli di come andassero le cose, non fecero niente per opporsi al regime, chi per convenienza, chi per conformismo, chi per paura della repressione.

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    1. Giustissimo. Dopo le ripetute campagne-stampa contro le materie umanistiche una parte dei miei colleghi si trasforma in schiavi convinti di insegnare roba inutile o, in alternativa, aguzzini che fanno in modo di sterminare la roba inutile che hanno insegnato (questi ultimi assumono in genere le posizioni di comando).

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  41. Non so gli altri lettori del Blog, ma a me la descrizione "anarchico rivoluzionario con problemi genetici" calza a pennello.

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  42. Mi pare che, negli esempi presentati, manchi sempre un elemento fondamentale: la compassione.

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  43. Mia sintesi. Perchè esistono i piddini? Perchè è più facile essere piddino che non esserlo.

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    1. Che ingenuo che sono! E io che pensavo che esistessero per popolare le future riserve di caccia...

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    2. In Toscana i cinghiali, privi di nemici naturali, si sono moltiplicati a dismisura, con gravi danni ai raccolti, etc. Saggiamente, il Consiglio regionale ha dato il permesso di cacciarli anche fuori stagione.
      Un esempio da meditare.

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  44. Quindi sarei un anarchico rivoluzionario, con problemi genetici. Ma è bellissimo!

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  45. Confesso di non aver avuto la forza di leggere tutti i commenti, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa (sto preparando storia dell'arte greca e nel tempo libero vorrei leggere il libro si Cesaratto), e non so quindi se l'argomento è già stato trattato. Ad ogni modo.. in questa ted talk viene analizzato proprio il primo esperimento e le conclusioni proposte non sono confortanti, ma a mio umilissimo parere meritano di essere ascoltate.
    Come sempre grazie!

    https://youtu.be/HxXMKg8-7o0

    (Me sa che ho fatto un casino coi commenti XD)

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  46. Io la faccio facile (Bagnai docet): col tempo ho imparato a non sottostimare il dato pervasivo della stupidità nel genere umano. Nella struttura archetipica del piddino il tratto "emico", cioè distintivo, è [- intelligente], che si contrappone naturaliter al characteristic feature positivo, che è marcato e quindi raro. Siano lodati sempre Jakobson, Troubetzkoy e... Martinet!

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    1. Anch'io tenderei ad ockhamizzare un po', considerando la piddinitas, junghianmente, come uno degli di stadi (abbastanza primitivi) del processo di individuazione, che è sia individuale che collettivo. La piddinitas, così come, per altri versi il wotanismo (cfr Jung, Wotan, 1936), patologia tipica della volontà di potenza del popolo germanico (hybristica e, quindi, in ultima analisi, distruttiva e autodistruttiva, visto che il limite è il Götterdämmerung/Ragnarok), è uno stadio abbastanza primitivo nel processo di individuazione collettivo, enl quale prevalgono gli istinti tribali di appartenenza/esclusione su base emotiva (anche se, in qualche modo, razionalizzata), che denotano una comunità funzionale di individui la cui personalità è scarsamente unificata.Conoscono poco se stessi e quindi, per compensazione, per mantenere una certa integrità dell'io, sono obbligati a sapere-di-sapere, precludendosi così la possibilità di imparare. Il che porta al fenomeno così descritto da Elemire Zolla (Eclissi dell'intellettuale, frase già citata su questo Blog il 30 maggio 2014): "La vera massima segreta dell'uomo di massa risulta: io so di essere un verme, ma debbono esserlo tutti; sono disposto ad adorare un altro verme purchè si riconosca tale e purchè si presenti sotto gli auspici di ciò che trascende il mondo dei vari vermi, del creatore del mondo dei vermi".
      Il riferimento peculiare del mondo dei vermi è la Weltanschauung neoliberale che informa la culturicchia post-sessantottina dei diritti cosmetici e del politicamente corretto, la quale consente di identificarsi col branco e dà luogo ai curiosi fenomeni ai quali assistiamo in questi giorni: è politicamente scorretto usare le parole "frocio" o "negro", e poi si difende chi sbeffeggia gratuitamente i morti, (vedi CharlieMerdò): vero capolavoro di double truth hayekiana (o Orwelliana)

      Per la Welanschauung neoliberale, cfr: Foucault, La Naissance de la biopolitique, Cours au Collège de France (1978-1979), 2004; Mirowski,Plehwe, The road to Mont Pelerin, 2009;
      Mirowski, Never get a serious crisis go to waste, 2014;
      Hayek, The use of knowledge in society, 1945;
      W. Bonefeld, Neo-Liberal Europe and the Transformation of Democracy: On the state of money and law, 2012,
      W. Bonefeld,German ordo-liberalism and thepolitics of vitality, 2013

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    2. Concordo con l'analisi. Mi permetto di segnalare un libro abbastanza umoristico (o forse no): Idiot America: How Stupidity Became a Virtue in the Land of the Free di Charles P. Pierce.
      Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

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  47. Risposte
    1. Saranno cose giuste ma c'e' contraddizione nel definire l'economia una non-scienza e poi pretendere di usarla

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  48. Io aggiungerei una quarta chiave di spiegazione al fenomeno: la credenza-pregiudizio di un mondo giusto studiata dal professor Melvin Lerner (http://www.fobiasociale.com/lipotesi-del-mondo-giusto-48910/)

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  49. https://youtu.be/iPxoWInUMCw


    Freccero ha dosato le parole

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  50. OT
    bisogna aggiornare wikipedia.

    "...nei quali è stabilmente votato fra i migliori siti web italiani d'economia, secondo solo al sito de Il Sole 24 ORE."

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  51. Mi permetta di correggere il tiro, la manipolazione sta un po' più a monte. La scelta posta ai cittadini non è se restare nell'euro o uscirne bensì se restare nell'euro o restare nell'euro, la questione viene posta come una scelta senza alternative.
    Altra visione molto interessante, questo situazione dell'imposizione come unica possibile scelta rinvia ad un mondo visto con occhi infantili, ovvero un mondo pieno di pericoli sconsciuti all'infante ma noti ai genitori. Una strategia che prevede l'infantilizzazione dei manipolati che "dovranno fare i compitini a casa".
    Per quanto riguarda l'analisi eziologica dell'obbedienza io darei poco credito al "patto sociale", che prevede il rispetto di regole determinate ed accettate dalla comunità. Il culto dell'obbedienza è di provenienza cattolica. Ricordiamo che fino a qualche secolo fa i testi sacri non erano tradotti in lingua "volgare" per impedirne la lettura al popolino, solo dopo la Riforma la questione cambiò e si passò dalla regressiva obbedienza al padrone al rispetto di regole scritte (più o meno ambiguamtente).

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  52. Il contributo del Prof Turatto è di una chiarezza estrema e disarmante. Direi quasi sconsolante.
    Un ringraziamento a lui e al Prof Bagnai che lo ha condiviso con noi.
    Però scusate, qualcosa la vorrei dire a commento della precisazione finale: se c'è una cosa che mi fa godere + di un'uscita dall'euro, è che questa avvenga con Bagnai ministro degli interni. Che Iddio La conservi "stronzo" fino a quel giorno... :-)

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  53. Accanto al piddino vive però il grillino. Quello plasmato dai luoghi comuni dell'Euro-pa, questo ossessionato da castacriccacorruzione al punto che neanche può venire un terremoto e grida già allo scandalo degli aiuti. Immagina reati prima che avvengano. Plaude persino a quelle vignette schifose perché ci sono le lasagne e la mafia che ritrarrebbero noi tutti perfettamente. Non se ne esce ...

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  54. Ma guarda, le letture di oggi (rito ambrosiano) si occupano di fognatori!


    Essi dicono ai veggenti: "Non abbiate visioni" e ai profeti: "Non fateci profezie sincere, diteci cose piacevoli, profetateci illusioni! Scostatevi dalla retta via, uscite dal sentiero, toglieteci dalla vista il Santo di Israele".
    Pertanto dice il Santo di Israele:
    "Poiché voi rigettate questo avvertimento
    e confidate nella perversità e nella perfidia,
    ponendole a vostro sostegno,
    ebbene questa colpa diventerà per voi
    come una breccia che minaccia di crollare,
    che sporge su un alto muro,
    il cui crollo avviene in un attimo, improvviso,
    e si infrange come un vaso di creta,
    frantumato senza misericordia,
    così che non si trova tra i suoi frantumi
    neppure un coccio
    con cui si possa prendere fuoco dal braciere
    o attingere acqua dalla cisterna.

    Isaia, 30, 10-14



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  55. Invidia sociale, ogni volta che la sento, mi fa drizzare i peli.
    È una parola della neolingua, liberista. Andrebbe abolita.

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  56. Gentile Prof. Bagnai,
    non le scrivo mai, ma non ho potuto resitere.

    Oggi ho guardato sulla BBC (tv che stimavo anni fa, la preferita di Travaglio..vabbeh..) uno speciale in cui usavano la Groenlandia come esempio negativo di uscita dall 'UE (La groenlandia, dicevano, vi e' uscita nel 85 per disaccordi su quote di pesca, quindi e' un ottimo sistema di referenza..tipo paragonare tuvalu con la cina..vabbeh).

    Tra le chicche:
    - La Groenlandia non ha piu venduto pelle di pesce in Europa, con un crollo da 200,000 a 2000 unita (immagino la disperazione dei famosissimi venditori di pelle di pesce inglesi)
    - La fabbrica di birra (unica impresa che dicono ha beneficiato dell'eurexit) preferirebbe rientrare perche' "cosi vendiamo piu' birra".
    - Il partido democratico locale (sisi, PD!!) dice che e' un peccato non esser nell'euro, perche' senno poi come famo a negoziare le regole (eh si il peso della Groenlandia!!).

    Quello che non spiegavano e' che se la situazione e' cosi' schifosa perche' son fuori dall'UE o perche' il PD locale non vince le elezioni col 90% dei voti (fattibile visto il numero di abitanti).
    Misteri dell'informazione dell'anno 2016...

    un saluto!

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  57. "La protervia del piddino, lo si intuisce, quando non è l'ottusità dello stolto, che se ne batte completamente delle sofferenze altrui, è la rimozione del debole, che difende se stesso dalla più dolorosa delle esperienze: la conoscenza, cioè l'assassinio del proprio io ignorante, a beneficio di un io certo migliore, ma forse meno attrezzato ad affrontare l'esistenza, proprio perché il salto quantico verso un'orbita di maggiore consapevolezza lo mette di fronte a una realtà più complessa, nella quale i punti di riferimento abituali - i media, l'appartenenza - sono saltati, e anzi diventano un ulteriore, colossale problema."

    Cos' è la piddinitas dunque? Non è la paura del dolore (intrenseca al processo del pensiero: la stessa brama di conoscenza è una reazione all' inquietudine, all' incertezza generata dalla consapevolezza di non sapere).

    La piddinitas consiste nella fuga dalla paura.

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  58. Per cercare di neutralizzare la tendenza al luogo comune secondo cui l’obbedienza è la sola espressione ortodossa di rispetto all’autorità e alla legge, oppure una forma di accondiscendenza indotta, e viceversa la disobbedienza è una immatura espressione anarcoide, quantomeno estrosa e socialmente marginale, ho provato a far venire alla mente qualche caso di palese disobbedienza di successo in un ambito in cui, elettivamente, è storicamente reputata un’orrida bestemmia: quello militare. Affidandomi anche alle ricerche in rete, propongo un episodio, che mi era ancora ignoto, di cui fu protagonista l’allora Commodoro Horatio Nelson (futuro Ammiraglio ed eroe di Trafalgar): la battaglia di Capo San Vincenzo (14 febbraio 1797), combattuta tra la flotta britannica e quella spagnola.
    In quell’occasione infatti Nelson, al comando della “Captain”, un vascello di linea di terza classe con 74 cannoni, violò palesemente le istruzioni di combattimento per uscire dalla linea di formazione inglese con altre due navi e attraversare la rotta al vascello ammiraglio spagnolo, la “Santísima Trinidad”. Ciò permise al comandante della squadra inglese, l’Ammiraglio Sir John Jervis, di concentrarsi con successo sulla retroguardia spagnola. Tuttavia la “Captain”, trovatasi sotto al fuoco di sei navi avversarie, venne ridotta male, perdendo buona parte del sartiame e subendo sensibili perdite, ma ciò non impedì al suo equipaggio di abbordare la spagnola “San Nicolás” e, dal ponte della stessa, anche la “San Josè”, catturando entrambe (ciò che divenne noto nella Marina Inglese come “Nelson's patent bridge for boarding enemy vessels”).
    Alla fine del vittorioso combattimento, con la “Captain” ridotta a quasi un relitto, l’Ammiraglio Jervis e Nelson si incontrarono a bordo della “Irresistible”, ove il primo abbracciò cordialmente il secondo in segno di approvazione per la sua disobbedienza (e non fu l’unica insubordinazione della sua carriera).
    Si potrà obiettare che il comportamento di un singolo differisce da quello della massa, ma la morale resta egualmente chiara e semplice (sebbene di non facile attuazione): non massificarsi e non lasciarsi massificare (il che non vuol dire fare il bastian contrario per partito preso). Dicono sostanzialmente i Sufi che sia un vero sufi chi non condizioni nulla e nessuno, e da nulla e nessuno si lasci condizionare (1). Al limite estremo dunque, ben venga uno schietto, leale, acceso e cordiale dissenso piuttosto che un’accondiscendenza di comodo e interiore ignavia, seppur sotto la percezione di sapere ove, come e quando poterlo praticare con oculatezza e senso concreto. La realtà a tutto tondo sa essere alquanto scomoda, ma anche assai proficua.

    (1) per chi fosse interessato, segnaliamo tra gli altri il volume “Imparare a imparare. Psicologia e spiritualità sulla Via del Sufi”, Idries Shah.

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  59. Non so perché mi è venuto in mente questo... https://m.youtube.com/watch?v=U3OxKNwP2fA

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    1. A me è venuto in mente questo, parlando prima della sindrome della "rassegnazione schiavo"

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  60. Ai meccanismi invocati dal prof. Tratto mi permetto di aggiungerne un altro che di quelli costituisce un corollario. Per farlo riprendo un esempio tratto da un vecchio libro divulgativo sul concetto di imprevedibilità degli eventi (Buchanan M. Ubiquità. Mondadori, 2001; 158-159): qualcuno è in grado di spiegare "perché la serie televisiva Teletubbies ha avuto tanto successo? I telespettatori - bambini, n.d.r. - hanno agito tutti in maniera indipendente e razionale per inseguire il proprio tornaconto? O non è invece più plausibile che l'interesse per quel programma si sia trasmesso a valanga da una mente ed un individuo (i genitori dei bambini, stupiti per altro dell'ipnosi innescata sui propri pargoli dalla visione ripetitiva di determinati episodi, n.d.r.) agli altri? La moda è un fattore di grande importanza" ed è alla base del successo dell'industria miliardaria della pubblicità: "sarebbe un'inammissibile ingenuità credere che i pubblicitari - che applicano i meccanismi di persuasione/imitazione illustrati negli esempi del Prof. Turatto, n.d.r. - ci forniscano informazioni affinché decidiamo nella migliore maniera". Ecco: la pubblicità e la pressione informativa esercitata monotematicamente rappresentano un'altra sfaccettatura del fenomeno di cui si discute. Del resto, sul punto, suonano assai diagnostiche le seguenti parole di Keynes: "Al tempo in cui l'influenza di Paley e dei suoi simili stava svanendo, le innovazioni di Darwin scuotevano i fondamenti della credenza. Nulla poteva sembrare più opposto della vecchia dottrina rispetto alla nuova, la dottrina che considerava il mondo come l'opera del Meccanico divino e la dottrina che sembrava trarre ogni cosa dal caso, dal caos e dal passato. Ma in questo unico punto le nuove idee sostennero le antiche. Gli economisti insegnavano che la ricchezza, il commercio, le macchine erano figli della libera concorrenza, che la libera concorrenza aveva costruito Londra. Ma i darwinisti potevano andare oltre - la libera concorrenza aveva fatto l'uomo. L'occhio umano non era più la dimostrazione di un Disegno, che combinasse miracolosamente ogni cosa nel modo migliore; era il risultato supremo del caso, operante in condizioni di libera concorrenza e laissez-faire. Il principio della sopravvivenza del più idoneo poteva essere considerato come una vasta generalizzazione dell'economia ricardiana. Le interferenze socialiste divennero, alla luce di questa più vasta sintesi, non solo inefficaci, ma empie, come designate a ritardare il movimento ascendente
    del possente sviluppo grazie al quale noi stessi ci eravamo evoluti come Afrodite dal limo primigenio dell'oceano.
    Perciò io riconduco l'unità peculiare della filosofia politica corrente del secolo XIX al successo con cui essa armonizzava scuole diverse fra loro e in guerra, unendo verso un solo scopo tutto ciò che vi era di buono. Hume e Paley, Burke e Rousseau, Godwin e Malthus, Cobbett e Huskisson, Bentham e Coleridge, Darwin e il Vescovo di Oxford, tutti, fu mostrato, predicavano praticamente la stessa cosa, individualismo e laissez-faire. Questa era la Chiesa d'Inghilterra e quelli i suoi apostoli, mentre gli economisti in gruppo erano pronti a dimostrare che la minima deviazione nell'empietà portava alla rovina finanziaria" (Keynes. Laissez –faire and Communism. In http://www00.unibg.it/dati/corsi/68049/61674-Keynes,%20La%20fine%20del%20laissez-faire%20(1926).pdf.).
    Se per anni, negli ambienti universitari, scotomizzi il pensiero scientifico di certi autori, degradandolo a qualcosa di simile alla medicina omeopatica ed imponi il monolite dell'unica visione possibile, non ci si deve stupire se gli effetti che stiamo sperimentando siano stati poi quelli osservati di questi tempi.

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    1. ...prof. Turatto (errore di... tratto, pardon..)

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  61. Prof. mi è toccata una discussione con la moglie per venirla a vedere alla festa del Fatto... Ma vederla fare un bello sbrocco dal vivo... Priceless! Grazie!

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  62. prosternandomi dinnanzi all'articolata e brillante disamina scientifica delle possibili spiegazioni del funzionamento della psiche piddina e non , ed altresì riflettendo sui miei propri limiti e riflessi condizionati, qui da me , in strapiddinia ,mi trovo di fronte a delle reclames dell'evento festa dell'unità nazionale, che, francamente, mi lasciano, psicologicamente interdetto. Esse così recitano : "l'unità moltiplica i diritti ", "l'unità moltiplica l'europa " e via di questo passo. Ora chiederei soccorso agli esperti : è l'ennesimo astuto gancio pubblicitario che approfitta dell'equivoco , dell'antinomia ( l'unità non moltiplica un cazzo), per attirare l'attenzione, penetrare nei meandri della psiche ed attecchirvi o il popolo piddino è così prono che qualsiasi cosa purchè suoni come uno slogan va sempre bene, o ancora è un messaggio che ha vari livelli di lettura e quindi può accontentare tutti, anche i fighini che leggono ed interpretano la forzatura come una simpatica battuta ?
    eh la psicologia, roba da uscirne pazzi

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  63. Senza osare competere con l'autore di questa eccellente sintesi, mi piace proporre a complemento delle dinamiche qui descritte i risultati degli esperimenti di Robert Rosenthal sui giovani studenti californiani: il cosiddetto Effetto Pigmalione. In breve, avendo fatto credere ad alcuni studenti (estratti a caso) di essere i più intelligenti della classe, si constatò che a distanza di un anno quei soggetti erano effettivamente diventati i primi della classe per effetto dell'aspettativa positiva esercitata dal finto test.

    L'applicazione dell'Effetto Pigmalione si presta anche ad applicazioni (auto)manipolatorie, come ho cercato di descrivere nel mio articolo http://ilpedante.org/post/dittatura-degli-intelligenti-quelli-della-megliocrazia. Se gli organi di stampa e più in generale l'ambiente sociale affermano una correlazione positiva tra certe idee politiche e determinate virtù morali e intellettuali, i cittadini abbracciano quelle idee per essere degni di quel giudizio, autoavverando la profezia. Se passa il concetto - come è passato - che chi vuole l'Unione e la liberalizzazione è progressista, l'idea diventa uno strumento di autopromozione dell'individuo a prescindere dai contenuti.

    Mi rendo conto che il concetto confina e si sovrappone in più parti a quello di autorità (i nessi sono dettati dai giornali) e di conformismo descritti dall'autore. Ma di quest'ultimo illumina un aspetto singolare, nel far credere ai soggetti di non essere parte di un gregge (come sono), bensì di rappresentare una minoranza moralmente distinta e sotto la costante minaccia del fasciolegonazionalpopulismo et similia che avanza.

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    1. Ma 'nfatti! quando mi capita di dover raccontare cos'è "la profezia che si auto-determina" (come dico sempre sbagliando perché è "autoavvera"!), la sintesi più facile mi pare proprio: "portarsi sfiga da soli".

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  64. Anche qui mi sento impotente a contribuire (@Nat è quasi sempre sublime, per non dire sempre "perché non si deve generalizzare" - ma nemmeno con tale luogo comune).

    Orsù, proprio nel senso di orsù, non so nemmeno se debba considerarmi anarchica o sociopatica o un misto e con quale/quali deviazioni-derivazioni.

    Perché non credo si possa essere tutti anarchici allo stesso modo.
    E sociopatici?

    Boh.


    Scusate il divertimento alla fine di una giornata non proficua e stancante.

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  65. Esempio di "effetto spettatore"...entrambi lavoratori statali(il 27 bonifico), lui artigiano senza dipendenti 2000euri per darti il colore all'appartamento..tutti black lei dipendente ti prendi l'auto nuova da 25000 e vanno pure in ferie, lui dipendente lei casalinga 2 figli tutti gli anni 1 mese di ferie al mare con i lasciti del babbo....mi sa' che ancora per un po' di anni abbiamo gli spettatori!

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  66. Senza l'attività divulgativa del Professore non avrei mai saputo che la letteratura scientifica fosse euroscettica(questo fa capire come stavamo messi male) e questo mette in evidenza come la propaganda sia stata molto forte nonostante gli avvertimenti degli specialisti.Se si volesse costruire una centrale nucleare non bisognerebbe ignorare il parere degli ingegneri nucleari e nel campo economico,di fatto,questo "errore" c'è stato.

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  67. Faccio contento il prof Bagnai con l'esordio tipico del piddino (perchè in tutti c'è un piccolo piddino): non sono psicologo, ma... la quarta spiegazione è sempre la pigrizia mentale: quando le persone vengono messe di fronte a contenuti complessi di cui non possiedono che pochi strumenti di analisi e gli si offre anche un spiegazione sommaria che viene ripetuta, ripetuta e ripetuta all'infinito, da tutti... Purtroppo anche i migliori finiscono per credere a tali affermazioni anche se del tutto controintuitive e contrarie alla logica più elementare. Perchè è difficile capire che cosa non va se non sei del campo...
    La vogliamo chiamare fissazione forzata?
    Se possiedi un po' di elasticità mentale magari capisci che qualcosa non va... Ma la maggior parte se ne sta al calduccio a gustare la pappa pronta. Perchè sforzarsi?
    Per i più fortunati a volte arriva Bagnai, come Morpheus, con la pillolina che ti dice: " io lo so che a te qualcosa non torna... vuoi entrare nella tana del bianconiglio?" e tutto comincia ad avere un senso.
    Tutti scopriamo, perchè qualcuno ci dà gli strumenti, che le cose si possono capire anche se costa sforzo, e capiamo che le elite culturali se facessero il loro mestiere sarebbero uno dei pilastri fondamentali della società.

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