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venerdì 29 luglio 2016

La deflazione (dei salari) mette tutti d'accordo

Tempo fa Federico ha segnalato su Twitter questa "notizia": secondo la scienza (che poi sarebbe una fondazione olandese legata al gioco d'azzardo) nei prossimi 30 anni l'automazione occuperà il 50% degli attuali posti di lavoro.

Vabbè...

Tralasciando il fatto che i simpatici frisoni avrebbero anche altro a cui pensare (qui due disegnini tratti dall'ultima in depth review:




Lo sapevate? Il debito delle famiglie olandesi arriva al 230% del loro reddito disponibile...), e che quindi di quello che dicono dobbiamo tenere il debito conto, cioè zero, mi pregio di sottoporre alla vostra riverita attenzione (scusandomi se vi distraggo dalla crociata) due costanti di questo tipo di notizie.

La prima è che queste analisi si fondano su un paralogismo talmente evidente che non si vede (un po' come, secondo Pitagora, noi non percepiamo l'armonia delle sfere: ma questo lo sa solo chi era a Tignale): ci viene detto che le macchine che esisteranno fra tre decenni saranno in grado di fare il 50% di quello che gli uomini fanno oggi, nel mondo di oggi, con le macchine di oggi. Ora, la dottoressa Arcazzo non saprebbe esprimere concetto più profondo.

Applicate la backward induction. Pensate: con una Browning M2 un soldato di oggi, purché posto in posizione lievemente dominante e adeguatamente munito di munizioni (appunto), potrebbe sterminare (se ci fosse) un'intera orda di unni del V secolo d.C. lanciati al galoppo. Secondo i gambler frisoni questo spiega perché oggi gli eserciti, come tutti vedono, sono disoccupati, giusto? Ragionamento impeccabile, con un unico lieve e facilmente occultabile difetto: nel XXI secolo non ci sono gli unni del V secolo (però c'è il Fmi).

Noi non sappiamo come sarà il mondo fra 30 anni.

Però da circa 3000 anni sappiamo com'era il mondo 30 anni fa, ed era più o meno come quello di oggi. Il progresso c'è sempre stato, ed è stato fuoco, amigdala, ruota (non so esattamente l'ordine, ma sicuramente fra voi c'è un paleoantropologo), bronzo, ferro, ecc. Ci sono sempre stati i forti e i deboli, e i primi non hanno quasi mai ambito a fare l'interesse dei secondi, perché aiutare i deboli a diventare forti significa ridurre la propria fetta di torta. Dice: "Ma il progresso aumenta la torta! Vuoi mettere, ad esempio, un aratro di legno con l'agricoltura industrializzata che il TTIP ci vuole imporre! Sai la produttività?" Certo. Il progresso porta un aumento della produttività. Ma l'evoluzione della società porta uno sviluppo delle aspirazioni individuali, un aumento dei bisogni (reali o presunti ma comunque sempre legittimi). Alla fine il limite analitico di queste analisi sta nel considerare solo il lato dell'offerta. Certo che per produrre quello che ci occorre oggi le macchine di domani saranno più efficienti. Ma domani ci occorrerà quello che ci occorrerà domani (se avete difficoltà a capire la frase rileggetela, pensando che domani è un altro giorno, e non è ancora arrivato), e quindi avremo bisogno di creare molto più valore aggiunto di quanto ce ne occorra oggi, perché domani ne domanderemo di più.

Strano, eh? Gli uomini non vogliono stare bene: vogliono stare meglio. Ve ne eravate accorti? Certo. il meglio rischia di essere nemico del bene. Ma chi si accontenta gode poco, e comunque da quattro milioni di anni noi funzioniamo così. Attendo fiducioso la #pirreviù dell'antropologo di turno.

Quindi le analisi dei simpatici gambler frisoni non valgono la carta sulla quale potreste stamparle. Come dico ne L'Italia può farcela, se lo squilibrio distributivo (o la disoccupazione, che poi è la causa e l'effetto dello squilibrio) fossero un portato del progresso tecnico, a parecchie decine di migliaia di anni dall'invenzione dell'amigdala un'unica persona dovrebbe guadagnare 60.000 miliardi di dollari, e gli altri sei miliardi di persone avere un reddito zero (e essere disoccupate). Non è così, ovviamente.

Ma qui si inserisce la seconda considerazione, la seconda costante di questo tipo di "ragionamenti". In tutta evidenza, "notizie" di questo tipo vogliono condurvi subliminalmente ad accettare come dato "naturale", perché portato di un progresso "tecnico" supposto "neutrale" in termini di scelte sociali e politiche, il fatto che voi veniate pagati di meno. E certo: se quello che fate voi lo può fare una macchina, sarete disoccupati: pensate! Il 50% della forza lavoro sarà sostituita da macchine (fatte da chi?). Eh, è proprio vero, signora mia... Purtroppo er progresso è tanta 'na bella cosa, se sa, ma laggente rimangono senza lavoro, e bisognerà da pagalli perché se ne stieno a casa...

Chiaro, no?

Ovviamente, se questa notizia ti arriva tornando da un concerto fatto a 45 minuti da Perugia, in una località collegata da strade percorribili solo a 30 all'ora perché sono una interminabile sequenza di buche (e con segnaletica non sempre in ottimissime condizioni), dove sta il trucco lo capisci prima...

Ma credo che dove sia il trucco lo vediate anche voi.

Quella di distribuire il reddito in un modo o nell'altro è una scelta intrinsecamente politica: la disoccupazione deprime la quota salari, e la scelta di darsi come obiettivo politico l'occupabilità, invece dell'occupazione, è una precisa scelta politica inquadrata in un disegno politico formulato dal quell'organismo di indirizzo politico privo di responsabilità politica che è l'OCSE ormai da anni, come ci ha spiegato Agénor.

La sintesi è che se sarete disoccupati, o sottopagati, oggi come fra trent'anni (o come trenta, o tremila, anni or sono), la tecnologia, la scienza, c'entrano ben poco. C'entra invece la politica, che sa prendere forme insidiose per sottrarvi ciò che vi spetta.

Ascoltando Lavoie all'EAEPE Summer School ho avuto diversi momenti di autentico godimento (unico problema: non vuole prendere atto del fatto che esiste una gerarchia internazionale dei mezzi di pagamento e quindi un vincolo esterno: ma di questo credo che avremo occasione di parlare con calma a marzo a Paris XIII). Uno di questi momenti si è presentato quando Lavoie ha argomentato, con ricca bibliografia, la critica a uno dei caposaldi del donaldismo, il famoso ELR (Employer of Last Resort).

(...per gli ultimi arrivati: me ne fotto se Trump si chiama Donald. Per noi Donald è un'altra cosa. Ho scritto un glossario. Leggetelo. Se non vi va di farlo, andatevene. Se non avete voglia di imparare siete inutili, quindi dannosi...)

In effetti, è difficile sfuggire all'impressione che le cose stiano proprio come le mette Malcolm Sawyer:

Di fatto, costituendosi come "datore di lavoro di ultima istanza", lo Stato interverrebbe nel conflitto distributivo fissando il livello del salario di riserva. Se lo stato ti dà 700 euro al mese per farti tagliare l'erba nelle aiuole, ovviamente sarà difficile che un imprenditore possa dartene più di 700,50 per farti fare un'altra cosa. Tanto, se ti lamenti, l'imprenditore ti dà un calcio nel sedere, e babbo Stato (controllato dai potenti e non dai deboli) interviene a darti la mancetta, sedando (che non viene da sedere, ma da sedare, anche se alla fine finisce lì) il conflitto sociale.

Geniale, vero?

Per quanto ciò possa sembrare assurda, questa storia quadra molto con la favoletta del giornalista indipendente di regime che va un anno in America (cioè nella potenza imperialista attualmente interessata a mantenere in vita l'euro) e torna sapendo tutto perché ha studiato un sacco con un sacco di economisti un sacco fichi e un sacco di sinistra, per poi diventare intellettuale critico di regime in una trasmissione dove la metà del pubblico ai bei tempi era composto da comparse di FARE (lo ricordate?) e la cui raison d'être era molto evidentemente buttarla in vacca, facendo apparire per pazzo chiunque articolasse una critica scientificamente fondata all'euro... Tutto il dibattito farlocco su "il reddito di cittadinanza (aka reddito della gleba) non è il reddito minimo", "l'ELR è una cosa un sacco alternativa che ha salvato l'Argentina perché ne parla un giornalista un sacco coraggioso" ecc., va ovviamente in cocci di fronte non appena si faccia un minimo sforzo per innalzarsi e ampliare gli orizzonti. Lo scopo è sempre e solo uno: orientare il conflitto distributivo a favore del capitale, o placare gli sconfitti di questo conflitto (dove "o" sta per "vel" e non per "aut": ma "e/o" lo lascio scrivere ai sindacalisti).

Cadono veramente le braccia di fronte all'ingenuità di certi commentatori (e dell'infinito numero dei tifosi da stadio). Ma questa è la democrazia, pare...

Eppure non è strano. Lo scopo del capitale è appropriarsi di una quota preponderante di valore aggiunto, e per farlo, naturalmente, il capitale deve sottrarla al lavoro. Ci sono tanti modi per farlo. Chiedere allo Stato, governato da interessi oligarchici, di fissare un salario di riserva da fame è uno dei tanti possibili modi: alla fine, il più pulito. Poi ce n'è un altro, questo:


Ciao Alberto,

spero che tu e tutta la tua famiglia stiate bene e mi auguro di poter trovare il tempo di partecipare a qualche evento, magari al Goofy 5 non foss’altro che per avere il piacere di salutarti di persona.

Ti disturbo perché sono stato contattato dalla “International academy of Florence” che mi propone nientepopodimeno che di partecipare ad un progetto finanziato dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, mirante alla:

PROMOZIONE DELLA MOBILITA’ INTERNAZIONALE DEI LAVORI ATTRAVERSO TIROCINI FORMATIVI DI CITTADINI STRANIERI CHE FANNO INGRESSO IN ITALIA.

Il programma intende contribuire alla qualificazione dei flussi migratori di ingresso in Italia anche al fine di promuovere meccanismi efficienti di incontro domanda-offerta e sperimentare modalità sostenibili e innovative per la mobilità circolare dei lavoratori.

I percorsi di tirocinio devono avere una durata minima di 3 mesi e massima di 6 mesi.
L’attività di lavoro dovrà avere una durata compresa tra un minimo di 20 ed un massimo di 30 ore settimanali.
·         Il tutto con il semplice pagamento dei seguenti costi: 

“Fornire vitto ai tirocinanti
·         Sostenere i costi di assicurazioni INAIL ed RCA.

I Soggetti Promotori (Mahasara Italia ong) si impegnano :

·         Rimborso di un’indennità mensile erogata al Lavoratore di € 500,00
·         Sostenere i costi per l’alloggio dei lavoratori
·         Sostenere le procedure presso gli Uffici regionali e i costi per il visto d’ingresso e il permesso di soggiorno”.

(il virgolettato è preso pari pari dal testo)

In pratica fornendo vitto gratuito (senza peraltro specificare le condizioni quindi va bene anche pane e cipolla) più poche decine di euro mensili per inail e rca  mi verrebbe fornita manodopera nella quantità desiderata: uno, dieci, cento? Al costo per me di euro 0 al mese per 30 ore settimanali ovvero 130 mensili di lavoro, mentre i soggetti promotori erogherebbero al lavoratore la strabiliante cifra di euro 500,00 mensili, per una fantastica paga oraria di euro 3,85 scarsi  e  l’alloggio alle condizioni che orsù gli pare.  Una genialata! La svalutazione del lavoro all’ennesima potenza, per la serie a noi la riforma Hartz ci fa una s..a.

Nelle attuali condizioni di mercato, con decine di migliaia di imprese alla canna del gas non dubito che più di qualche imprenditore coglierà la palla al balzo per sostituire gli inefficienti lavoratori autoctoni con i nuovi schiavi, pardon, "stranieri in tirocinio formativo", appositamente fatti affluire nel nostro esangue paese per sostituire i riottosi scansafatiche Italiani che, poffarbacco, si rifiutano di lavorare per lo strabiliante salario di euro 3,85 l’ora, peraltro pagati da ente erogatore diverso dall’azienda e quindi a carico dello stato, senza contributi, previdenza, assistenza sanitaria… forse e pensione post mortem….

Non sono neanche più arrabbiato, sono furioso, perché so che presto mi ritroverò ad affrontare una concorrenza che userà ed abuserà di questi strumenti e mi spingerà fuori mercato, visto che mi rifiuto di essere complice di questo schifo.

In allegato troverai il testo completo che mi hanno inviato per mail, te lo invio insieme ad una fornitura di maalox che ti sarà oltremodo utile durante la lettura. E’ solo una paginetta, ma basta ed avanza.  Naturalmente c’è la solita tiritera sulle finalità sociali le pari condizioni dei tirocinanti con i lavoratori Italiani che a  me sembra quasi una minaccia : ”presto anche voi Italiani sarete trattati e pagati così”, perchè questo sembrano dire, ma forse mi sbaglio, forse sono maldisposto e prevenuto nei confronti di queste iniziative caritatevoli volte ad integrare questa marea di poveri disperati che sta sommergendo il nostro paese  e che si continua a far arrivare a ranghi serrati per usarla come forza d’urto per distruggere in via definitiva la nostra costituzione, i nostri diritti, la nostra dignità, la nostra cultura ed identità di popolo.

Sono quasi sicuro che siamo ormai arrivati al punto di non ritorno e che l’esito sarà talmente traumatico e violento da far impallidire le violenze e gli eccidi accaduti durante la seconda guerra mondiale.  Qui si rischia una carneficina, alimentata da odii sociali, razziali e religiosi impensabili anche solo vent’anni fa e quel che è peggio, creati ad arte per meschini interessi economici e luridi giochi di potere, voluti da elite dementi, arroganti ed insaziabili.  Gente che non si è ancora resa conto che non si salverà questa volta, perchè dal collasso di una nazione, di una società e di un popolo intero non si salva mai nessuno.

Hanno voluto avere tutto e tutto perderanno….però il costo dei loro errori ed orrori sarà pagato soprattutto da tutti noi.  No non ci può essere pietà o perdono per ciò che è stato fatto e non ce ne sarà.  La storia insegna a chi la vuole studiare e soprattutto capire.

E adesso che cosa si fa per impedire questi esiti e cercare di fermare la valanga od almeno tirarsi di lato prima di essere travolti?  Questa è la domanda che rivolgo a me stesso tutti i giorni ed alla quale non ho ancora trovato una risposta.  La stampa e la televisione parlano del niente, i partiti sono tutti per il “più europa”, con la sola eccezione della Lega nord, Fratelli d’Italia [Ndc: non sono così sicuro che Fratelli d'Europa sia veramente critica verso l'Europa, ma va bene così: alla fine, il mio problema non è il loro europeismo, ma quello di chi vorrei votare] e di pochi altri piccoli movimenti di fatto assai marginali.

A sinistra il nulla ed anzi l’attiva collaborazione alla realizzazione di questi folli disegni, ma in nome del “sociale” e “dell’accoglienza”, perché noi siamo la sinistra.

Tutti gli altri sono populisti, ma essere populisti significa ascoltare e cercare di mettere in pratica la volontà del popolo!!! Si chiama DEMOCRAZIA, un termine oscuro ai più, quasi una bestemmia per la sedicente sinistra e per i cosiddetti progressisti.  Che la linea la devono tracciare gli illuminati, perché il popolo non può capire, va guidato per il suo bene perché non sa quali sono i suoi veri interessi:  trovare finalmente lavoro a 3,85 euro l’ora senza previdenza, assistenza, pensione diritti, fino alla prossima deflazione salariale che la moneta unica non si tocca, perché l’eurone ci protegge e ci dà lavoro, sicurezza e stabilità, ci protegge dalla Cina e ci fa più belli e più grandi…..QUOUSQUE TANDEM  ABUTERE  CATILINA PATIENTIA NOSTRA!!!!
Un caro saluto 
(emphasis added)


In effetti l'iniziativa descritta dal nostro amico sarà senz'altro mossa dalle migliori intenzioni, non ne dubito, ci mancherebbe: l'accoglienza, l'integrazzzzione, siamo tutti fratelli...

Peraltro, cosa deve fare una ONG, se non profittare di un'iniziativa finanziata da un Ministero?

Ma i potenziali risultati quali sarebbero? Quelli che descrive lui, fra l'altro andando contro i propri interessi, perché in quanto imprenditore nel settore NACE 5510 a lui un'orda di poracci sottospecializzati e zeropagati farebbe proprio comodo. Solo che essere imprenditore non significa necessariamente essere un coglione autocentrato "a fazz tut mi!": diciamo che non è condizione necessaria né sufficiente (anche se da qui qualcuno ne è passato). Ce ne sono alcuni (pochi, lo ammetto) che capiscono che il gioco del "paga un poraccio" visto dal lato dell'offerta è senz'altro remunerativo, ma visto dal lato della domanda molto di meno. Se gestisci un albergo, non ti ci vuole molto a capire che chi è pagato 3,85 euro all'ora non potrà mai essere tuo cliente, e non perché è un tuo dipendente, ma perché, se anche fosse il dipendente di un altro, non potrebbe permettersi una vacanza. A quel punto, ti basta alzare lo sguardo, vedere che questo è il gioco che tutti stanno giocando, e da lì a preoccuparsi è un attimo. Se invece, che so, fai l'avvoltoio che compra macchinari da aziende fallite per venderle ad aziende fallende, ecco, in questo caso, data la particolare natura della tua clientela (che è a qualche grado di separazione dal consumatore finale, quello pagato 3,85!) magari ci metti un po' di più a capire, anche perché la crisi, finché dura, ti fa comodo: comprare a prezzo stracciato da un collega alla canna del gas è bello quanto pagare zero degli sventurati spinti sulle nostre coste dall'"esportazione della democrazia" (per la quale vedi le considerazioni del nostro amico)! Ma sei pur sempre una brava persona, anche se condanni i tuoi figli alla guerra civile (dando però tanti soldi in beneficenza agli istituti religiosi, anche loro, da sempre, in prima fila nell'accoglienza: ma anche loro hanno un modello di business un po' particolare...).

Ecco: reddito della gleba, reddito minimo garantito, "integrazione" dei "migranti"... Tutto concorre alla disintegrazione del lavoro nel migliore dei mondi possibili per il capitale.

A questo punto chi non ha capito o è coglione o è complice. Ma anche qui, forse, sono eccessivamente prolisso: perché essere complici di un processo simile, e non capire che alla fine schiaccerà anche te, significa, oggettivamente, essere ma di molto coglione...


104 commenti:

  1. Sul reddito di cittadinanza, il ragionamento che sento in giro in effetti è curiosamente anti-logico, e si articola così:
    1) Dobbiamo erogare il reddito di cittadinanza perchè non c'è abbastanza lavoro per tutti.
    2) Eh! ma i parchi pubblici fanno schifo, le strade sono sporche e piene di buche, con il "reddito di cittadinanza" tutti questi problemi potremmo risolverli, erogando il reddito a fronte di "lavori socialmente utili".
    3) Mah! Tornando al punto 1), non sarebbe meglio E PIU' DIGNITOSO PER IL LAVORATORE assumerlo direttamente come giardiniere/ cantoniere del comune? Qual'è la differenza tra "lavoro dignitoso e retribuito" e "lavoro socialmente utile?"

    Ce la menano sulla fine del lavoro, ma poi mancano gli infermieri negli ospedali, i cancellieri nei tribunali, etc...
    Nel privato è anche peggio, costringono a fare una quantità assurda di straordinari pur di non assumere.

    E se leggete la stampa, l'altro ieri era la volta dei dipendenti regionali che, naturalmente: "guadagnano troppo".

    Se la disoccupazione è bassa i salari crescono e le condizioni di lavoro migliorano, perchè i lavoratori che non vengono adeguatamente trattati e retribuiti cambiano posto di lavoro. Per cui la disoccupazione alta a qualcuno fa comodo.

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    1. È esattamente così. Naturalmente il presupposto per rendere accettabile questo bel risultato è cianciare di "morte delle ideologie", "società 2.0", e stronzate simili. Ogni riferimento a movimenti dal basso nati sul uèbbe è puramente intenzionale.

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    2. Minkia ma è un'ecatombe: morte di Dio (DAR), morte delle ideologie (RIDAR), fine - cioè morte - della ssstoria (MUORO).

      Viene da grattarsi.

      Meno male che la patata gode (...) di buona salute...

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    3. Nietzsche: "Dio è morto"
      Dio: "Per il momento è morto Nietzsche"

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    4. Ma c'è un'ulteriore illogicità a monte: abbiamo innalzato continuamente l'età pensionabile quindi con il reddito di cittadinanza ci ritroveremmo ad avere migliaia di 60enni costretti a lavorare per sussidiare migliaia giovani che vorrebbero lavorare e devono rimanere a casa. Se proprio vogliamo che una fetta di popolazione sia sussidiata almeno che questi siano i sessantenni, e che lo siano nel modo più naturale: con la pensione. Ma il marketing politico dell'abbassare l'età pensionabile non reggerebbe (la gente dopo anni di lavaggio del cervello mediatico sulla necessità di alzarla non la convinci facilmente del contrario) e quindi tocca puntare il prodotto che si vende meglio perchè inedito: il sussidio ai giovani pagato dai sessantenni.

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    5. Nat: AHAHAHAH... l'avevo letta anch'io su tuitter. La cosa migliore che ho visto su tuitter finora, a parte le infermiere del dott. Dalmon...

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  2. Albe' quanto sto imparando da te negli ultimi 3 mesi. Ieri ho comptato slla feltrinelli di via G.Cesare (Roma) I tuoi due libri- (Ultime copie). Ho fatto le 3 di note e ho letto il Tramonto. Tutto. Rimanere sveglio per finire un libro non mi capitava da secoli. Dal 2008 al 2014 Sono stato Presidente dei GiovaniDemocratici di Roma. Come posso fare per salvare il Pd e I suoi giovani da se stesso?

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    1. Leggere fino a tardi non va bene, quando uno è stanco perde la concentrazione e non afferra alcuni punti fondamentali.
      Meglio concentrarsi sui gggiovani, il PD (delendus est) è morto e #HASTATORENZI non lo resusciterà.

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    2. Se sei stato presidente dei giovani democratici del PD di Roma mi interesserebbe molto che ci dicessi qualcosa su questo tema:

      Che cosa prevede, e come funziona esattamente la "formazione" di queste brillanti giovani leve del PD?

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    3. Albe' a potere, posso. Magari non riesco. Purtroppissimo, la formazione e' incentrata molto sull' amministrazione intesa sempre di piu' come gestione e poco come visione politica. Studiano marx ma non afferrano il materialismo storico. L'Europa e' percepita come un totem. Ma si diffonde sempre di piu' l'idea che stiamo camminando nella direzione opposta e necessitiamo di un riorientamento. Intanto di gggiovani me ne porto una carettata al gooffy5. Iniziamo da li.

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    4. Spiego il mio pensiero. I giovani (di chi stiamo parlando? dei 20enni? 15enni? provengono da una decina di anni (forse più) di formazione scolastica propagandistica liberista, che intimamente rifiutano confrontandola con la realtà. Nelle scuole non esiste più alcuna scuola di formazione politica, non esistono più partiti, non esistono più associazioni se non quelle poche politicamente liberiste corrette. Da qui il loro rifiuto al voto, alla partecipazione politica successiva. Capiscono di essere stati ingannati. I pochi che accettano di fare politica hanno assorbito fino alla radice il politicamente liberista corretto. Quindi non gli si può far cambiare idea.

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    5. Leggete turti insieme ad alta voce La ginestra di Leopardi. Stampatevela bene in testa.

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    6. Secondo me se li porti al goofy5 a carrettate non saranno più giovani democratici perchè il giovane PD li caccia. Resteranno giovani però.

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  3. Credo sia saltato un "dimolto" dopo "essere" nella frase finale "essere ma di molto coglione"

    ps gli olandesi sono neo-classici, conoscono il futuro a meno di qualche evento assolutamente imprevedibile che, come tale, è inconoscibile. E se lo portano dietro nel tempo nella forma "et-100 + et-99 + ... + et-1 + et". Ma per fare una previsione a trenta anni va trascurato un tale contributo poiché gli eventi insondabili devono ancora accadere...

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    1. Hai ragione (ho controllato alla fonte). Mi tocca un bel ripasso (non che mi dispiaccia ma non credevo fosse necessario)

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  4. [...]
    Di fatto, costituendosi come "datore di lavoro di ultima istanza", lo Stato interverrebbe nel conflitto distributivo fissando il livello del salario di riserva. Se lo stato ti dà 700 euro al mese per farti tagliare l'erba nelle aiuole, ovviamente sarà difficile che un imprenditore possa dartene più di 700,50 per farti fare un'altra cosa. Tanto, se ti lamenti, l'imprenditore ti dà un calcio nel sedere, e babbo Stato (controllato dai potenti e non dai deboli) interviene a darti la mancetta, sedando (che non viene da sedere, ma da sedare, anche se alla fine finisce lì) il conflitto sociale.[...]

    Non immagina come sia difficile far comprendere il concetto agli entusiasti del reddito di cittadinanza. Per loro sarebbe "un aiuto".

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    1. Ma infatti è un aiuto. Al capitale.

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    2. Ma se lo Stato diventa il datore di lavoro di ultima istanza e ti da 700 euro al mese, fissando di fatto il salario minimo interprofessionale, questo non equivale di fatto a creare una... economía comunista di mercato? A parte l'illegalità costituzionale della scelta (art. 41 e 39 c 3) se lo Stato decide il prezzo del lavoro, questo per forza sarà disgiunto dal valore di mercato della manodopera (che sappunto si decide in sede di conflitto sindacale) o dei meriti del singolo lavoratore. Se il prezzo del lavoro è rigido, vengono alterati tutti gli altri prezzi: il lavoratore qualificato come quello non qualificato verrà pagato 700 euro. Immagino che in una situazione di crisi il secondo non ha scelta (andare all'estero per prendere 1000 ma con esternalità di tutto rispetto: affitto, usanze, distacco dagli affetti, spese...), ma il lavoratore qualificato sì: e così abbiamo un ulteriore drenaggio "istituzionalizzato" di risorse a favore dei capitalismi più evoluti (del nostro): accanto al drenaggio di capitali (import) e di asset (IDE) si aggiunge il drenaggio delle risorse umane. D'altro canto quello non qualificato, anche nel settore privato, non ha nessun interesse a impegnarsi di più per raggiungere traguardi di produttività più alti: il suo padrone continuerà a pagarlo 700,50 euro, dunque conviene lavorare ancora meno, lucrando sulla differenza sforzo-salario. Se il prezzo del lavoro è rigido al ribasso, dovrà esserlo anche il prezzo dei beni, quantomeno di prima necessità: non possiamo pagare l'orata 12 euro al chilo o l'affitto 800 se prendiamo 700 euro al mese di stipendio. Dunque anche questi prezzi andranno fissati, se non si vuole la rivoluzione. E se qualcuno si ribella perchè non accetta il nuovo assetto del conflitto distributivo, occorrerà bene farlo stare zitto.
      Contemporaneamente l'impoverimento del potere d'acquisto dei lavoratori determina ulteriore import dall'estero, nuova spirale al ribasso dell'economia nazionale, minor gettito, ulteriore taglio da parte dello Stato del salario minimo... fino al collasso della capacità produttiva del Paese: non si produce più nulla, non si hanno risorse (capitali interni, materie prime, macchinari, brevetti) per poter produrre nulla, e pure se vi fossero le risorse umane più produttive sono fuori, e di certo non buttano a mare una carriera, moglie e famiglie per fare ritorno nello Zimbabwe. Per evitare l'eccesso da indebitamento estero, lo Stato a questo punto può solo chiudere le frontiere: non entra più nulla, ma neppure esce più nulla (e nessuno).
      Lì dove passano fanno il deserto e poi lo chiamano pace (sic), e si lamentano pure se le cose vanno male!
      https://www.youtube.com/watch?v=suKwJljvNFE

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    3. E perdonate, ma oltre i sacrosanti numeri che leggo, c'è un ulteriore aspetto:
      Imprenditore - Caro lavoratore, ti prendo e ti mollo come mi pare, tanto ci hai il reddito; e a questo punto, caro lavoratore, che ci devi fare con i diritti, lo statuto, le tutele?... tanto ci hai il reddito... liti, discussioni, sindacati, picchetti, scioperi, cause, avvocati, magistrati, sentenze... ma che ci devi fare? tanto ci hai il reddito... pensa anche quanto fai risparmiare allo stato per i processi che non si dovranno fare... tanto ci hai il reddito...

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    4. Se non ce la fai a comprarti da mangiare perché lo stipendio è troppo basso, ci sono i buoni alimentari. Siamo nel migliore dei mondi possibili.

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    5. Bertani, in US è già così, e da molto tempo.

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    6. Scusa, Alfonso, tu sei istruito: quale parola di "sedare il conflitto sociale" ti era oscura?

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    7. Istruito è una parola grossa...
      Probabilmente l'articolo "il"... molto più probabilmente nella lunghezza del post me lo so perso...
      Ceci, Potiomkin, o tutte e due insieme?

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  5. A proposito di propaganda: conoscete reddit? È un social network americano che ha un enorme seguito tra i giovanissimi. È simile a usenet, per chi se la ricorda, ovvero ci sono molti diversi forum che ognuno può aprire, più o meno moderati, di cui si discute di un dato argomento, eccetera. Ci sono però dei forum "in vetrina" che vengono mostrati di default a chi non personalizza l'interfaccia e quindi vengono letti da milioni di utenti. Uno di questi è futurology, che appunto ogni tre per due (quando non parla delle meraviglie dell'esplorazione spaziale privata) parla di reddito di cittadinanza, di macchine che ci sostituiranno, di self driving cars, eccetera.

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  6. Prof, in Banca i direttori si danno da fare per “far capire” ai colleghi che devono mandare quanti più clienti possibili a fare operazioni di versamento e di prelievo ai bancomat evoluti, e gli dicono pure in faccia che loro non servono a niente, e devono riconvertirsi per diventare bravi venditori. Il direttore stesso non capisce però che 20 anni fa il direttore di una Banca contava qualcosa, deliberava, decideva, oggi invece non fa più nulla di tutto ciò, è quasi pure lui superfluo. Tra alcuni anni non esisteranno nemmeno più le filiali di banca.
    Il problema diventerà serio se non ci saranno altri lavori che gli uomini dovranno fare, perché qui si parla si di macchine che fanno e faranno, poi noto però che chi rimane sul lavoro lavora sempre più, c’è sempre più disorganizzazione e laddove serve non avviene nessuna assunzione.

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    1. @Simone
      Il bello dell'automazione e' che servono moltissime persone per progettare, realizzare, manutenere, aggiornare gli strumenti di automazione. Dietro un clic dell'home banking ci sono migliaia di analisti, softwaristi, tecnici di rete, giu' fino a chi pulisce i filtri delle ventole nei data center. Quindi c'e' lavoro per tutti, certo piu' facilmente delocalizzabile ma anche questa e' una scelta politica travestita da scelta economica. Ma confondere cause con effetti e' il vero succo del mondo 2.0

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    2. @perfectword ah, mi hai preceduto

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    3. io sono d'accordo in linea generale con Bagnai, ma non con l'osservazione specifica di @aperfectworld . L'analista, lo sviluppatore, il tecnico di rete, l'ingegnere ecc. non saranno mai tanti quanti sono gli impiegati moltiplicati per tutte le filiali delle banche che andranno a chiudere. Proprio perché il loro scopo è quello di costruire dei programmi automatici che andranno a sostituire tutti questi lavori a basso valore aggiunto, non è pensabile una proporzione 1:1, anche perché a quel punto non avrebbe neanche senso economico sviluppare questi programmi.

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  7. Ma gli olandesi chi?
    Quelli dei derivati sui bulbi dei tulipani?
    Quelli delle navi negriere?

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  8. Il problema del reddito di cittadinanza è che lo chiamano reddito ma è a tutti gli effetti un sussidio di disoccupazione. In un contesto di moneta non sovrana e di stato 'di periferia' aumenta sì la domanda, ma di beni esteri e aumenta quindi gli squilibri della bilancia commerciale.

    Però sono ancora convinto che un piccolo reddito (reddito vero!), affinacato da un massiccio intervento di spesa pubblica in un contesto di moneta sovrana, potrebbe essere benefico per la democrazia e la società in questo periodo di crisi.

    Penso questo perchè non sarebbe altro che un ulteriore 'manopola' a disposizione del governo per equilibrare la distribuzione di ricchezza, un grado di libertà in più.

    Faccio un esempio, sperando che il sito fooplot funzioni. Qui ho graficato come funziona attualmente il meccanismo delle aliquote progresive: in ascissa c'è il reddito lordo, in ordinata il netto. Da 0 a 1 lira di reddito non paghi tasse (pendenza 1:1), da 1 a 2 lire ne paghi poche, sopra le 2 lire ne paghi tante.

    Supponiamo di introdurre un reddito (non sussidio) di 0.25 lire a tutti. La curva viene traslata di 0.25 verso sinistra in questa maniera (rosso) (traslarla a sinistra è meglio di traslarla verso l'alto, in quanto chi è già ricco è meglio che abbia meno benefici, si veda il grafico). Se è necessario controbilanciare l'aumento di circolazione della moneta, basta inserire una quarta 'pendenza' ancora più bassa ad esempio sopra le 3 lire di reddito, e/o aumentare le aliquote.

    Secondo me così funzionerebbe. Gli 'sfaticati' avrebbero comunque interesse a trovare un lavoro perchè significherebbe in ogni caso aumentare il proprio reddito e sempre ad aliquota 0%. Chi è già ricco non ne trarrebbe molto vantaggio perchè ci pagherebbe parecchie tasse e perchè sarebbe poco meno di un arrotondamento dello stipendio, visto che già guadagna tanto.

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    1. All'inizio della fola anch'io l'avevo intesa così. Poi, esattamente come con la UE e l'euro, le posizioni si sono fatte prima più sfumate e ambigue, poi proprio diverse (ma della differenza se ne sono accorti solo pochi). Ora tra Tsipras e i 5 stelle non si vede la differenza...

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  9. La lettura del post ha provocato in me due fasi sentimentali contrapposte: la prima fase, corrispondente alla prima parte dello scritto, è avvenuta all'insegna del piacere derivato dal vedere la saggezza all'opera; la seconda, invece, ha scatenato in me una rabbia sesquipedale, accresciuta forse dal fatto d'avere un mi' figliolo disoccupato.
    Ps.: seguendo il suo consiglio, Profe, sono andato a ri-leggermi il Glossario, e alla voce Rockapasso vorrei proporle una piccola modifica del locus communis che vuole che dietro un grande uomo ci sia una grande donna. Io ne modificherei la disposizione spaziale, dicendo che ACCANTO a un grande uomo c'è sempre una grande donna.
    Profe, ma Uga, poi, il polpo l'ha sorpreso dormiente nella tana?

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  10. O.T. e toscano, di molto.
    Caro Prof. e cari tutti, qui a Firenze l'è troppo caldo e afoso, di coglioni poi ne conosco in abbondanza. Li ricorderò così, come I signori e le signore Pisciacane.

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Intanto, una risata del Monni)

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  11. Per la prima volta non concordo, quindi forse sbaglio. Se lo stato ti paga almeno 1500 euro, tu privato, per portarmi via, devi darmi di più, ed almeno gli stessi diritti, o no?

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    1. Basta mettere una condizionalità: ti levano il reddito se non accetti un lavoro.

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    2. Scusa, intendevo di pagare BENE chi lavora nel pubblico, non lavori farlocchi

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    3. Nell'attesa che questa soglia detta "pagare BENE" venga abbassata come un comune parametro fiscale viene alzato, magari ce la facciamo a pagare bene i lavoratori e basta?

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    4. Credo che il centro della questione sia la relatività del valore di unità di conto della moneta in relazione alla ricchezza. 1500 euro possono sembrare tanti... ma ai prezzi di oggi. Se il pane costa 2,50 al chilo 1500 euro di stipendio vanno bene. Ma perchè il pane, che è un bene necessario, costa solo 2,50 euro al chilo? perchè se il negozzzzziante provasse a metterlo a 4 euro (e lo potrebbe fare: alle sigarette possiamo rinunciare in cambio di una pagnotta), lagggente o andrebbe a a fare la spesa all'iper accanto, o se tutti i negozzzianti in complotto hanno deciso l'aumento, si comprerebbe verosimilmente un prodotto complementare (pasta, riso, patate), salvo intervento dell'Antitrust, ma questa è un'altra storia.
      Se poi il pane mi piace proprio e invece di 1500 guadagno 2000 euri, un aumento del prezzo nell'ordine di cui sopra magari mi è indifferente e continuo a comprare pane (oggi succede lo stesso fra pane e patate: sfamano lo stesso, le patate sono più economiche, ma si compra di più il pane, per questione di gusti ed abitudini).
      Se però tutti guadagnamo 1500 euro, il rischio di un invenduto non c'è più: sarebbe ragionevole che i venditori (e non solo di pane) aumentassero tutti i prezzi dei beni. Ecco l'inflazione. Se per puro miracolo l'aumento dei redditi è accompagnato da un aumento di produttività, l'inflazione sarà minima, perchè la maggiore quantità di merci calmierarà spontaneamente i prezzi di queste. Ma è raro che ció avvenga: il salario si fissa proprio per svincolare il suo ammontare dalla produttività del lavoro.
      Lo scenario a questo punto è quello del Ciclo di Frenkel ma con pompaggio di capitali endogeno anzichè esogeno: invece di venire dalla Germania per tornare alla Germania, i capitali nascono dall'Italia, tramite reddito di disoccupazione si impiegano per acquistare beni esteri che comunque costano meno di quelli prodotti qui, e direttamente o indirettamente finiscono... di nuovo in Germania! (o in qualunque Paese che non avendo pompato i redditi della gleba – e magari li ha pure ulteriormente tagliati - è più produttivo di noi, cioè in cui produrre cose o servizi e venderli, costa meno).

      Ma poi tanto la questione è viziata da un problema di fondo: chi caxxo lo paga sto reddito della gleba, che non c'è più una lira nemmeno per pagare l'accompagno ai disabili e i vaccini negli ospedali? Ma avete visto lo stato delle scuole? La BCE non ce li regala mica gli Euri e noi non possiamo fabricarceli.
      I differenziali inflattivi stanno lì e sono strutturali: è una scelta politica quella di vedere se, in un’area di libero scambio con perfetta mobilità di merci, servizi e capitali (lavoratori no, abbiamo visto con le espulsioni massive nel Benelux di qualche mese fa), conviene neutralizzarne gli effetti lasciando che si sfoghino sulla moneta, o massacrando i lavoratori, che poi è il suicidio economico del Paese.
      Spero di avere imparato bene. Grazie Professore

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    5. Infatti per un po' lo Stato ha funzionato come calmiere del privato più selvaggio (ah quant'era buona cosa parlare della flessibilità buona degli anni '90 e pure dopo) che godeva delle varie Treu Biagi Sacconi. Il precariato pubblico esploso con il blocco delle assunzioni voluto dai governi non è mai arrivato agli abissi di quello privato (il discorso è BEN diverso per le aziende cui erano esternalizzati i servizi, pero') e c'era comunque la possibilità sempre più rara del concorso per un posto decente anche se non ricco. Concorrenza di dignità che non poteva che infastidire il privato (previa eliminazione delle aziende, molto poche ma non inesistenti, che adottavano contratti equi e decenti). Oggi pero' siamo su tutt'altra direzione: nella bozza cosidetta "Madia" sulla riforma della PA si rischia il licenziamento se non si accetta il demansionamento con livello di inquadramento inferiore a stipendio ridotto. In pratica si fa un lavoro specializzato con stipendio e contributi da lavoro dequalificato. Una volta sarebbe stato mobbing perseguibile, oggi ce lo chiede l'EUropa facendolo pubblicizzare dalla statuina di turno.

      http://www.corriere.it/economia/16_luglio_25/cadono-due-pilastri-statali-via-posto-fisso-scatti-automatici-b4c2e020-5293-11e6-9335-9746f12b2562.shtml

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    6. @fabio anche il pubblico è un lavoratore! Se tengo "alta" la paga del pubblico, ottengo due effetti: attiro quelli più bravi, e "costringo" il privato a pagare meglio aka di più quelli bravi. Cmq non ho capito la tua risposta...

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    7. @davide Ci sono diverse cose che mi hanno spinto a fare quella considerazione.

      Quando ero piccolo io l'IVA mi pare fosse al 20%, oggi è al 22%. Quando faranno come dici tu il reddito pubblico minimo sarà 1500€, poi prima della seguente guerra mondiale lo metteranno a 300€ per dare un aiutino alla Troika di turno. Nel caso dell'IVA una quota precisa di prelievo, cioè un NUMERO, in quanto tassa sul valore aggiunto, deve per natura stessa dell'oggetto esserci (altrimenti applicheremmo l'IVA così come viene). Mi segui?

      Quello che qui si sostiene è che un valore minimo del reddito pubblico aiuta il capitale a fissare uno stipendio minimo. Il quale, in quanto valore, può essere gestito e regolato, in maniera estremamente indipendente da influssi e interessi esterni, da quegli stessi legislatori che ci hanno regalato il Fiscal Compact. Mi segui?

      Ecco, poi ce mi chiedi cosa si dovrebbe fare ti rispondo con un post citato poco sopra:
      "Diversi economisti sostengono che avere un lavoro potrebbe non essere più sufficiente per mantenere l'indipendenza economica nel contesto attuale, e il professor Timothy Smeeding - docente di economia presso l'”University of Wisconsin-Madison”, specializzato nelle analisi nella disparità di reddito – ha reso evidente una verità che troppi a Capitol Hill fingono di non vedere: “Un lavoro a basso salario integrato con buoni pasto sta diventando sempre più comune per i lavoratori poveri (…) molti dei lavori che vengono creati adesso negli Stati Uniti sono a basso salario – oppure a minimo salariale - part-time o in aree quali la vendita al dettaglio o fast food (…) ciò significa che l'uso dei “food stamps” rimarrà elevato per qualche tempo, anche dopo un aumento dell'occupazione".
      Non si scappa... senza una politica che privilegi l'aumento dei salari reali, le cose peggioreranno prima di migliorare: "Non ci aspettiamo un declino o una stabilizzazione delle disparità di reddito in assenza di crescita dei salari reali o una significativa riduzione dei problemi di disoccupazione e sottoccupazione" ha dichiarato Ishwar Khatiwada, economista del “Center for Labor Market Studies” alla “Northeastern University”, che ha rivisto i dati sui salari dei Dipartimenti del Lavoro e del Commercio. "

      "Non ci aspettiamo un declino o una stabilizzazione delle disparità di reddito in assenza di crescita dei salari reali o una significativa riduzione dei problemi di disoccupazione e sottoccupazione"

      "Non ci aspettiamo un declino o una stabilizzazione delle disparità di reddito in assenza di crescita dei salari reali o una significativa riduzione dei problemi di disoccupazione e sottoccupazione"

      tratto da Quarantotto:
      http://orizzonte48.blogspot.it/2015/04/flags-of-our-father-5-la-civilta-del.html

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    8. @Davide Bortoletto

      COMUNISTA!

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  12. Siamo alla fine di un ciclo e dovremmo saperlo, chi per esperienza diretta, chi per esperienza indiretta, che alla fine di un ciclo c'è il sangue.

    È madre natura...Le signore confermeranno. (E pure Darwin)

    Cari saluti da Napoli.

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    1. Aspetta, è alla fine?! Io pensavo fosse all'inizio...

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  13. Non credo di averlo già riportato. Nel caso repetita iuvant.
    Allora,si presenta questo dal nord, l'Italia che produce e lavora, quella provincialotta della pianura insomma eh, provincia dell'impero. È il lìder máximo, e comincia a dire a noi poveri terroni dimmerda pure terremotati che .... e poi dice che hanno comprato un nuovo cervellone da non so quanti milioni di euro e che mandano a casa non so quante cazzo di persone. 5 o 6 cento. Ma come cazzo ci parli con uno il cui stipendio di diverse centinaia di migliaia di euro dipende dal fatto di non capire? Silenzio. Saluti. La mano. Un sorriso mezzo abbozzato di circostanza. Fino alla prossima visita. Fino al prossimo fottuto piano industriale triennale da presentare al mercato zeppo di uscite di personale. Fino al mio turno. Lontano. Ancora. Fine.

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  14. A Modena il patto sociale. A Pordenone io lavoro gratis. I Comuni italiani in prima linea nella deflazione salariale.

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    1. Per tacere della privatizzazione sempre più spinta di quella che era la scuola comunale (nidi e infanzia) forse migliore d'Italia insieme a quella di Reggio Emilia. A Modena si sono inventati una fondazione a cui il comune sta pian piano conferendo le sue ottime scuole. Ovviamente la "gestione innovativa" di cui parla lo statuto riguarda la possibilità di assumere con contratti molto peggiori rispetto ai contratti comunali, e pure senza quei fastidiosi orpelli procedurali previsti dalla costituzione: i concorsi pubblici. Dopo aver privatizzato così "bene" le multiutility (da aziende speciali a SpA), c'è la fase due di dismissione di tutto quello costruito di buono dalle amministrazioni rosse nel dopoguerra.

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  15. Leggendo i post di Bagnai il risultato non cambia:Finirà male!

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  16. “Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna” mi dice sempre Mohamed, il kebabbaro sotto casa mia, con una moglie da 140 chili + iva che cucina nel retrobottega. Il progresso scientifico aumenta la capacità dell'uomo di creare ricchezza: se la povertà e la disoccupazione aumentano, c'è stato qualche problema non nella fase di creazione della ricchezza ma nella fase della sua distribuzione.

    Dice: soffia il vento della globalizzazione che fa tanto male.
    Dico: quando soffia il vento, chi costruisce muri, chi costruisce mulini.

    La globalizzazione è causata dal progresso scientifico che accelera gli scambi commerciali fra le nazioni. Dire che la globalizzazione ha peggiorato le cose equivale a dire che il progresso impoverisce gli uomini.

    Dice: le ideologie sono morte!
    Dico: non ti sembra un'affermazione lievemente ideologica?

    Le ideologie non muoiono, vengono sostituite. Le ideologie politiche chiedevano sacrifici ai cittadini in vista della creazione di un mondo migliore. Poi i popoli hanno capito che il mondo migliore non sarebbe venuto, che l'utopia teorizzata dalle ideologie politiche non si sarebbe realizzata e i sacrifici patiti erano a fondo perduto. Quando i popoli perdono la fiducia nelle ideologie politiche, i padroni del vapore le sostituiscono con ideologie economiche. La moneta forte, il continente grande, il grande sogno - ecco, il grande sogno, l'utopia di un mondo migliore: ma le ideologie non erano morte? - Ovviamente bisognerà affrontare qualche sacrificio: austerità, disoccupazione, emigrazione, magari qualcuno potrebbe morire, ma sono sacrifici che per il grande sogno siete disposti a sopportare, ne siamo così sicuri da evitare di chiedervelo.

    Dice: i macchinari creano disoccupazione.
    Dico: questo si chiama luddismo.

    Dire che “l'automazione occupa posti di lavoro” è una fallacia logica, perché i macchinari non lavorano. Gli uomini lavorano e i macchinari sono strumenti da lavoro. Un cacciavite o un robot pieno di sensori non sono lavoratori ma attrezzi da lavoro che richiedono una diversa preparazione per essere adoperati.
    Quando un macchinario provoca un incidente, la responsabilità non viene ascritta al macchinario ma a qualche persona deputata a pilotarlo o a sorvegliarlo: ebbene, costui è il lavoratore.
    Se un macchinario, quale ad esempio un drone, uccide una persona, su chi grava l'imputazione penale? Su chi ha costruito il drone? Su chi ha testato il drone? Su chi ha scritto il software che pilota il drone? Su chi guidava il drone con il radiocomando? E se qualcuno ha creato un'interferenza radio nel mentre il drone veniva pilotato con il radiocomando?

    Discorso analogo può farsi per l'auto che si guida da sola e investe qualcuno - o finisce fuori strada per la gioia dei passeggeri – e, in generale, per tutti i settori ove l'uomo viene sostituito. Sti macchinari tolgono lavoro agli uomini ma non la responsabilità per un lavoro mal fatto, la faccenda mi puzza.

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  17. Un caro amico, professore di filosofia, cattolico confessionale, un paio di settimane fa l'inevitabilità del crollo me la spiegava così:
    "Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra». 5 Il SIGNORE discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. 6 Il SIGNORE disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. 7 Scendiamo dunque e confondiamo il loro linguaggio, perché l'uno non capisca la lingua dell'altro!» 8 Così il SIGNORE li disperse di là su tutta la faccia della terra ed essi cessarono di costruire la città."

    Stamane mi alzo, e trovo:
    Hilary Clinton - "The sky's limits".

    ... o per la miseria!

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    1. Mi permetto un paio di errata corrige:
      1) Hillary con due elle
      2) The sky's THE limit, con l'articolo THE (e probabilmente al singolare, ma su qualche sito era pure al plurale, boh?!)

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    2. Anche quest'anno, non ostante l'ennesimo corso, non ho imparato l'inglese... confesso.

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  18. La fine del lavoro e il reddito di qualchecosanza - Parte 1 il problema dell’automazione

    Entrambi sono temi di cui mi sono interessato di recente a seguito della aumentata attenzione su questi argomenti nei forum (perlopiù tecnici) che seguo per motivi professionali.

    Mi sento quindi di fare un paio di osservazioni in merito.

    1) Il progresso tecnologico ci accompagna praticamente da sempre, perché questa volta dovrebbe essere "diverso"? (Esempio del mitragliere)
    Il punto che sollevano quelli che paventano una disoccupazione generalizzata è spiegato in questi termini: finora il progresso tecnico, per quanto frutto di persone che ovviamente avevano capacità intellettive e (da un certo punto in poi) un background tecnico/culturale molto al disopra della media, sostanzialmente ha sempre offerto occasioni lavorative che erano altrettanto facili da apprendere (se non più facili) dei lavori che diventavano obsoleti.
    Certo, con la prima industrializzazione chi tesseva a mano finì sul lastrico, ma al tempo stesso la meccanizzazione e l'uso del vapore aprivano sbocchi professionali immediati. Per formare un operaio ad un telaio meccanico quanto addestramento era necessario? Ipotizzo non molto, o comunque meno di quanto ne richiedesse imparare a usare un telaio manuale. Quindi una persona anche con scolarità nulla poteva trovare lavoro nel tessile abbandonando il lavoro contadino, tanto il "know-how" necessario era molto basso. (Questo portava anche a prodotti a costo minore etc. etc. ma di questo preferirei non occuparmi perché mi pare ortogonale al problema in sé).

    Torniamo all'esempio del mitragliere sulla collina. Con la sua Vickers poteva falciare 100 Ulani. Certo, per progettare la Vickers ci erano voluti ingegneri, e operai per produrla, ma il punto è che per imparare a usarla (e diventare mitragliere) bastava che so, un mese di addestramento? Non era manco necessario saper leggere o scrivere.
    Per diventare Ulano (o Oplita o Centurione, etc.) probabilmente ci voleva un tempo più lungo, ma comunque non erano richiesti titoli di studio superiori. Imparavi ad andare a cavallo, a obbedire agli ordini e a menare la sciabola. I prerequisiti erano sostanzialmente gli stessi: essere giovane, in salute, e parlare la tua lingua madre.
    Il problema che si paventa adesso è questo: il giorno che i camion si guideranno da soli quanti di quelli che finora guidavano un camion (Wikipedia dice 1.6 milioni in USA nel 2006, per dare una idea) per vivere saranno in grado di convertirsi ad un altro lavoro che abbia una soglia di ingresso equivalente come preparazione?
    Certo, i meccanici ci saranno ancora, più o meno nello stesso numero, ma quali sbocchi professionali ci saranno per uno che ha fatto l’autista di camion per tre anni prima che il suo datore di lavoro (o il mercato) gli abbiano preferito un camion che si guida da solo?
    O - cosa altrettanto importante - uno che oggi potrebbe fare solo il camionista, domani che cosa potrà fare?

    Il giorno che avremo veramente veicoli e robot in grado di svolgere in maniera sostanzialmente autonoma un lavoro, quale grado di preparazione sarà richiesta per i lavori che non saranno automatizzati? Cosa può fare oggi un camionista che perde il lavoro? Il muratore? il commesso retail? il giardiniere? Quali e quanti di questi posti lavoro non saranno già stati (o si avviano ad essere) automatizzati?

    Quello che si paventa è che non ci saranno più abbastanza lavori “che possono fare tutti” rispetto al numero di persone in età lavorativa. Un po’ come se da domani Ulani, Mitraglieri e Carristi venissero tutti rimpiazzati da automi, e gli unici umani impiegabili militarmente fossero i piloti di jet. Per cui oltre a rappresentare una elite psicofisica, la preparazione di ciascuno richieda svariati anni e costosissimi programmi di addestramento.

    (Nella terza e ultima parte mi riservo di trarre qualche conclusione)

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    1. Tu pensi con le categorie dell'oggi. I lavori del domani saranno di una inutilità che per le persone dell'oggi sarebbe sconvolgente. Pensa ai vecchi che ti guardano male se parli di lavori che non siano i lavori dellla loro ecpoca. Per loro qualsiasi lavoro diverso da quelli della loro epoca è inutile. Ma è proprio grazie alle macchine che oggi c'è gente che ha soldi da spendere in turismo, moda, fumetti, film, cosplay, youtube o altre cose "inutili". Settori dell'economia che 100 anni fa neanche si pensava potessero esistere. Oggi ci sono. Tutta roba "inutile" che però puo essere prodotta perchè a zappare ci pensa la macchina e quello che possiede le patate prodotte con la macchina può permettersi un sacco di cose inutili in più rispetto a prima (visto che di patate ne mangia sempre la stessa dose), allo stesso tempo quello che prima zappava ora puo fare il belloccio su una pellicola e guadagnare miliardi.

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    2. @aaa!

      Insomma un paradiso, mi par di capire. Ma fino a quando continuerai?

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    3. Forse ho scritto male il commento, perché mi sembra di capire che lei abbia frainteso. Oppure rimpiange l'aratro coi buoni (quanti posti di lavoro in più!).

      PS: ma per caso ha letto lavoratori invece di lavori nel primo rigo?

      PPS: in ogni caso non so cosa dovrei finire. Forse mi ha preso in odio perchè ho detto che erano meglio le riforme strutturali subito, piuttosto che dopo. E forse questo odio le fa leggere sempre al contrario quello che scrivo.

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    4. @aaa! Io non ti ho preso in odio, o almeno non ancora, ma proprio non ho capito.
      Parli di post-scarcity economy? Dei tuoi nonni? Dei tuoi nipoti?

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    5. ParMar, non era riferito a te.
      Quello che dico è che senza le macchine saremmo ancora occupati a fare le cose che oggi fanno le macchine e non potremmo fare cose "meno importanti".

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  19. La fine del lavoro e il reddito di qualchecosanza - Parte 2 il problema del reddito

    Se - per amor di ipotesi - accettiamo che questa volta il progresso tecnico produca effettivamente una drastica diminuzione di posti di lavoro (si noti tra l’altro che non è necessariamente che tra i falcidiati ci siano solo blue collar - anche il comparto amministrativo rischia falcidie non da poco, anzi, è probabile che si arrivi prima alla completa automazione dei trader di borsa prima di vedere un veicolo totalmente autonomo circolare per le strade) nasce il problema di come fare a ridistribuire il reddito in modo da evitare il collasso sociale.

    Ed è per questo che appunto si parla sempre più spesso di Reddito di Cittadinanza o altre forme di distribuzione “a pioggia” da parte dello stato.
    Chi ne parla in maniera più assennata (almeno secondo la mia opinione) ha però ben presente che formule come quelle di “datore di lavoro di ultima istanza” o comunque qualsiasi impostazione basata su “il reddito ti viene garantito a patto che tu faccia qualcosa per meritarlo” comportano un elevato rischio di manipolazione da parte dello Stato (o magari, a livello molto più individuale, di indebite ingerenze da parte dei funzionari che devono controllare “il merito”).
    Se è un essere umano a dover decidere se chi percepisce tale reddito soddisfi o meno dei parametri comunque fumosi (tipo “cerca attivamente un impiego”, “si applica con profitto ai corsi di formazione” etc.) chi può garantirci che non usi questo potere in maniera eticamente discutibile?
    A parte l’ovvia risposta (istituiamo superispettori che controllano i controllori…) questo rimane un problema centrale. La cui unica soluzione è che il reddito si da indistintamente a tutti, che abbiano un lavoro o meno, che lo cerchino o meno. Le uniche “condizioni” devono essere oggettive e inalienabili: per cui avere la cittadinanza e aver raggiunto una certa età. Nessun parametro di “merito”, nessuna condizione (in effetti si discute a partire da che età vada dato, se vada dato anche ai bambini ma versato ai genitori fino al raggiungimento della maggior età, e in un paio di casi ho letto anche proposte quali la sospensione del reddito per chi sconta pene detentive, ma sono tutto sommato dei dettagli).

    Quindi niente Hartz on Steroid, niente sussidio di disoccupazione stile anglosassone piuttosto che modello da socialdemocrazia svedese.

    Sei cittadino Italiano? Ricevi mensilmente il reddito. Che tu sia PierSilvio Berlusconi, per cui i 2000 euro al mese sono una inezia ridicola, o un poveretto che vive sotto i ponti, sempre 2000 euro saranno. La noncondizionalità è un requisito fondamentale.

    Esiste un precedente illustre a cui molti si rifanno: l'Alaska Permanent Fund - anche se le cifre che eroga non sono sufficienti a permettere di vivere senza altre fonti di reddito.

    (Nella terza e ultima parte mi riservo di trarre qualche conclusione)

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  20. La fine del lavoro e il reddito di qualchecosanza - Parte 3 Conclusioni

    Automazione

    Cito en passant il lavoro di Flassbeck su questo tema. Finora ho letto solo la prima parte che è anche gratuita: mi pare che sia della stessa opinione di Bagnai, e che ritenga sia un pretesto per schiacciare i lavoratori.

    Personalmente che il rischio sia reale, ma sono convinto che l’automazione come viene dipinta sia sicuramente molto più avanti nel tempo (e più graduale) di quanto si paventi.
    Certo, si sperimentano camion a guida autonoma. Che richiedono ancora un umano che tenga le mani sul volante (per motivi legislativi e assicurativi). Ovviamente se anche ci volessero (solo) 5 anni prima che inizino a circolare in massa basterà il primo incidente che ne coinvolga uno, anche se causato da un veicolo “tradizionale” per bloccarne l’adozione per altri 10 anni.
    E lo stesso per muratori robot etc.

    Quindi trovo "sospetto” che dopo secoli di “ci penseremo quando sarà un problema” le elite siano colpite dal virus della tempestività e vogliano una volta tanto “pensarci prima”.

    Reddito

    L’idea più appropriata sembrerebbe una sorta di Alaskan Dividend, ma che eroghi almeno 10 volte di più dell'originale (max 2075 USD annui).

    Il problema è dove trovare i soldi. Su questo ho letto molto, anche se dilettanti (Ingegneri - perlopiù Americani, non economisti) per cui prendiamoli cum grano salis, ma su una cosa più o meno tutti concordano: la coperta è corta.

    In parte andrebbe applicate una aliquota superiore ai redditi più alti (riceverebbero egualmente il Dividendo, ma nel loro caso non li compenserebbe dell’aumento della tassazione).
    I soldi che ancora mancano arriverebbero da una imprecisata semplificazione delle tutele sociali.
    C'è il “dividendo”? Ma allora non servono più il sussidio di disoccupazione, o la pensione, o gli assegni familiari (il neonato percepisce da subito, i soldi vanno ai genitori).
    E questo innesca un circolo virtuoso perché non servono più i funzionari che si occupano della disoccupazione, o delle pensioni, della Social Security etc. etc.

    A parte che questo genererebbe altra disoccupazione (gli ex dipendenti di tali enti, ma - ehi - hanno il dividendo pure loro, possono sempre studiare da astronauti o riparatori di robot, vivaddio!) il vero pericolo è che il passo successivo è lo smantellamento della sanità pubblica.

    Vai in ospedale? In qualche misura (totale o parziale) te lo paghi coi tuoi soldi. Dal tuo reddito+dividendo. Anche qui, semplificazione e efficienza (supposte).

    Se sei ricco potrai permetterti cure migliori di chi ha solo il Dividendo. Anzi, è già così, in fondo. Ma la china si prospetta molto scivolosa: se oggi la Sanità (almeno in Europa) ha un livello minimo di decenza a prescindere dal reddito, una sanità in cui tutto si paga sarà modellata su quella USA, e quanti dei fantomatici 2000 euro mensili andranno a pagare assicurazioni sanitarie (private)?

    Concludendo:
    Il progresso tecnologico potrebbe rendere impossibile l’accesso al lavoro a persone che prima erano potenzialmente impiegabili. E’ però improbabile che ciò accada a breve e s in maniera subitanea. Risulta quindi sospetto che improvvisamente tutti se ne interessino e vedano nel reddito di cittadinanza l’unica possibile via di uscita.

    Il reddito di cittadinanza ha senso solo con una erogazione egualitaria e senza soglie di ingresso.
    Allo stato attuale non è finanziabile se non tassando i redditi in maniera eccessivamente vessatoria (forse nemmeno così) e tutto quello che non si può ricavare dalle tasse finirebbe con distruggere altre garanzie sociali con il forte rischio che a conti fatti le condizioni di vita di larga parte della popolazione risulterebbero peggiori di quelle attuali.

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    1. Non vorrei sminuire le tue analisi, ma qui la soluzione, nel caso non te ne fossi accorto, ce l'abbiamo già:

      1) uscire all'€
      2) il Pil torna a crescere (svalutazione = boom export)
      3) le fabbriche assumono lavoratori e lo Stato assume statali

      Crisi risolta in tre mosse!

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    2. No Peter, la soluzione, quella vera, è quella che preferisci tu:

      1) Restare nell'euro

      2) Il PIL continua a diminuire (rivalutazione = sboom export)

      3) Le fabbriche continuano a licenziare i lavoratori e lo Stato comincia a farlo con gli statali.

      Evviva. Rosso Piceno

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    3. Grazie Peter, è importante che nessuno qui si dimentichi di te.

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    4. @ Peter Yanez

      Credo che il lavoro del Prof. sia molto piu' profondo ed articolato e che non possa facilmente essere 'buttato in caciara' in maniera cosi' riduttiva.

      In particolare sono andato a ricercare un paio di vecchi post (di cui avevo memoria) e da cui penso che si possa ricavare che dal 2010 abbiamo ormai perso talmente tanto tempo (ed altro ancora presumibilmente se ne perdera') che anche con l'uscita non sara' comunque possibile tornare a crescere come sarebbe necessario.

      http://goofynomics.blogspot.it/2013/02/marshall-lerner-astenersi-piddini.html

      http://goofynomics.blogspot.it/2015/05/il-vincolo-esterno-kpd9.html

      Il rischio (per me una certezza) e' infatti che di bail-in in bail-in e di chiusura in chiusura non torneremo a crescere a sufficienza prima di una intera generazione.

      Ho anche l'impressione che molti interventi del blog siano come le premonizioni di Clara nel romanzo di Isabel Allende "La casa degli spiriti".
      Diro' di piu': ho l'impressione che alcuni commentatori vedano pure il colore della "aura astrale" dei deflazionisti. S
      olo cosi' si possono spiegare il numero impressionante di QED annunciati con anni di anticipo.

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    5. @Peter
      Il tuo commento è monco. Rimane il problema dell'impiegabilità dei lavoratori di basso livello, cui l'automazione (non in tempi brevi) potrebbe togliere il lavoro. Una soluzione efficace sarebbe investire in modo massiccio in una scuola di qualità ad ogni livello, dai nidi ai dottorati (che è poi quello che in parte è stato fatto prima e durante la seconda rivoluzione industriale mettendo obbligatoria l'istruzione per tutti. Ora si tratterebbe di migliorare la scuola al massimo livello per tutti (non come ora, con scuole di serie B che peggiorano ogni anno e ad ogni riforma). Per questo è necessaria la sovranità monetaria (condizione necessaria, do you understand?). Il problema VERO è che una scuola che funzioni davvero ha per il POTERE degli effetti collaterali alquanto indesiderati.

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    6. Francamente tempo fa, più o meno quando apristi il tuo blog, ero fiducioso che tu avessi davvero un contributo (per quanto apertamente critico) e che tu portassi al tavolo qualcosa oltre alle frecciatine sarcastiche (peraltro di bassa qualità).

      Devo dire che non ci hai messo molto a dimostrare quanto mi sbagliassi.

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    7. Ho letto il resto dell'articolo di Flashback. Riassumo (traducendo dall'articolo stesso):

      "...una scarsa crescita di produttività deriva dalla mancanza di investimenti. La penuria di investimenti deriva dalla mancanza di domanda e la mancanza di domanda è il risultato del formidabile nuovo paradigma della flessibilità dei mercati del lavoro. Parlare di robot che creano disoccupazione massiccia è una formidabile cortina fumogena..."

      Non è mia intenzione (e non avrei le competenze) per impugnare questa interpretazione, ma sottolineo che il problema come l'ho descritto (aumento dell'automazione=aumento della qualificazione professionale necessaria per trovare un lavoro - fino ad un punto ove il gap diventa troppo ampio per essere colmato dalla maggior parte dei lavoratori) non è minimamente considerato da parte di Flassbeck.
      Può benissimo darsi che abbia ragione lui a non considerarlo uno scenario degno di essere preso in considerazione, ma ci tenevo a sottolineare che - perlomeno tra tecnocrati - di quello si parla.

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  21. Questo post, come sempre, è eccellente. Ma noi non riusciremo a convincere quasi nessuno. I più non capiranno proprio. Ci vorranno anni. Poi la fame aguzzerà il cervello. È solo una grande tristezza.

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    1. La fame o la guerra. Il che acuisce la tristezza.

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    2. Semplicemente, prosaicamente, evidentemente, purtroppamente e ancora semplicemente laggente se ne sbatte il cazzo di queste cose. Guardano i tiggì che gli danno una visione distorta e deforme della realtà, leggono per fortuna sempre meno giornali indegni di incartare il pesce al mercato, guardano a volte e sempre meno trasmissioni di approfondimento di profilo inconsistente, e così credono di sapere come stanno le cose e di partecipare alla vita economica sociale e civile del paese, magari ignorando che è compito della Repubblica rimuovere eccetera.
      Possono essere salvati?
      Oppure...

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  22. "Noi non sappiamo come sarà il mondo fra 30 anni."

    Speriamo meno distopico di oggi.

    Una idea riguardo i rischi dell'automazione ce l'aveva Philip K. Dick, una idea ancora molto attuale, specialmente se teniamo conto degli impressionanti sviluppi nel settore dei droni/robot per uso militare.

    Per chi non ha voglia di leggere il suo racconto breve (Second Variety, 1952) c'e' sempre il film "Screamers, urla dallo spazio".

    http://www.cb01.me/screamers-urla-dallo-spazio-1995/

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    1. Chiede di registrarsi, e chiede il numero di carta di credito (addebitando zero). È un sito sicuro?

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    2. Mi spiace ma devo farti notare alcune "leggere imprecisioni" nel tuo post.

      In una storia di Fantascienza (americana, dei decenni dal 50-70) la presenza di robot raramente vuol dire che si parli di automazione in senso economico o tecnico (usi militari compresi). Si parla quasi sempre d'altro.

      Se poi l'autore è Dick è pressoché certo che si parli di uno (o al più di entrambi) dei due temi che attraversano tutte le sue opere di narrativa fantastica. Dire che "Second Variety" faccia eccezione vuol dire che non conosci il racconto (o non hai letto altro di Dick).

      Su Screamers non mi pronuncio perchè non l'ho visto.

      Per quanto riguarda la distanza tra quello che descrive Dick e "i recenti sviluppi dei droni etc." avrei da eccepire anche di più ma non vorrei annoiare (e nemmeno spoilerare il racconto che rimane molto bello anche se non ha niente a che fare con le tecnologie militari dell'immediato futuro).

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    3. @ Stefano Longagnani - Per vedere il film basta scendere un po' nella schermata e selezionare direttamente la visione del film senza scaricare nulla e senza registrarsi. Siccome il sito campa con la pubblicita' conviene usare chrome e chiudere mano a mano gli annunci.

      @Pamar - Philip K. Dick era ossessionato dal 'dopo bomba' ed il racconto in questione segue l'idea delle macchine che iniziano a produrre altre altre macchine, sempre piu' perfezionate, per cacciare gli umani superstiti.
      Le tecnologie militari mi pare che abbiano imboccato proprio questa via di sviluppo (senza "man-in-the-loop").

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    4. Dick: No, spiacente. I due temi sono "Cosa è Reale/Cosa è la Realtà" e "Cosa ci rende umani". Ti consiglio "Divine Invasions" (biografia di Dick).
      Tecnologie militari: No. I droni etc. sono tutti teleguidati da umani. I robot autonomi (stile il quadrupede che sta testando l'esercito USA) è considerata piattaforma logistica (tipo mulo degli alpini).
      Sorvolando i problemi IFF (tipo quello che accadde nelle Falkland) semplicemente adesso un sistema di targeting e movimento autonomi è proibitivo sia in termini di capacità di calcolo che di consumo energetico.
      Poi sul fatto che vogliano eliminare il man-in-the-loop non so dove tu l'abbia sentito.

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    5. @Longagnani: oso credere che Heiner Flassbeck abbia altre fonti di sostentamento che non richiedano il clonarti la carta di credito.
      A me comunque non è successo nulla di male.

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    6. @ Pamar - Grazie del suggerimento, non sapevo di questa biografia di Dick.

      Per quello che riguarda le tecnologie militari quello che viene studiato nei laboratori di ricerca (intelligenza artificiale AI inclusa) lo si viene a conoscere con decenni di ritardo (o anche mai).

      Per esempio sono certo che questa 'invenzione' e' prossima ad essere dispiegata sul campo tra qualche anno al massimo (da noi la si sta ancora pensando solo per l'artiglieria).

      http://tass.ru/en/defense/889242

      Comunque gia' oggi tutti i sistemi ABM (anti ballistic missile, che sono oggetti che viaggiano a velocita' di molti Km/sec) prevedono la modalita' senza man-in-the-loop: infatti nella difesa di punto, in caso di assenza di 'cueing' (preavviso), il tempo di reazione umano renderebbe anche teoricamente nulla la Pk (probability of kill).

      Anche a bordo delle maggiori unita' navali l'ultima difesa antimissile prevede la stessa modalita' (per gli stessi motivi).

      Segnalo infine che solo 20 anni fa l'attuale smartphone era considerato "proibitivo in termini di capacita' di calcolo e di consumi".

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  23. Andrá a finire che saremo noi stessi ad implorare che approvino in TTIP perché non potremo più permetterci di mangiare cibi non industrializzati e dopati... Si arriverà ad una nuova società feudale...

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    1. Sta (già) andando a finire che saremo noi stessi ad implorare che approvino il reddito di sopravvivenza... via "ricatto della miseria" (cit.) la lista di quanto ci possono costringere a implorare è molto lunga. Anche un rancio, se fosse l'esercito a rappresentare l'ultima istanza prima della miseria (America on my way.. forse anche qui, non casualmente).

      Annosa questione che qui è stata dibattuta molte volte. Non è vero che la fame aguzza l'ingegno, non è vero che rende meglio disposti a una maggior consapevolezza. Tutto il contrario: imbruttisce e umilia, induce uno stato di minorità permanente che trova la sua valvola di sfogo nella vessazione del prossimo (più debole) tuo. Quanto più è pressante il ricatto più una qualche forma di "sostegno" diventa accettabile perché necessitato dalla miseria.

      Per questo motivo diventa molto complicato spiegare le vere finalità del reddito di sopravvivenza a chi ormai ne ha urgente bisogno. Meno ancora il fatto che queste "ultime istanze" siano proposte perché compatibili con la deflazione imposta dall'euro, e ancora meno che esiste il vincolo della bilancia dei pagamenti e che l'elasticità delle importazioni al reddito ecc. ecc...

      "Sì, ok, suona bene. Me li dai tu i soldi per i figli?"

      Sì, anche, non direttamente almeno...no, non te li do io. Rinunciare.

      Questa era primariamente questione politica per decisori politici che intendessero rientrare nella traiettoria costituzionale italiana, riportandoci dentro gli italiani. C'è il vuoto, qualcosa lo riempirà, lo ha sempre fatto.

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  24. In base alla mia ormai vasta esperienza da semplice operaio vi posso assicurare che un titolare o un amministratore di un'impresa prima di comprare una macchina nuova ci pensa non una ma settanta volte. Perché le macchine nuove costano e se non ci sono in vista aumenti di vendite si sfruttano alla morte i vecchi impianti. E poi anche in caso di nuove macchine la loro tecnologia non è mai troppo rivoluzionaria. è un miglioramento di quella esistente che i dipendenti sono in grado di imparare in poco tempo. Sinceramente mi sembra che andiamo in direzione contraria: invece di progredire tecnologicamente si faranno sempre più lavori manuali sottopagati.

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    1. Sottoscrivo, il contraltare del progresso tecnologico è il proliferare di posizioni di profilo bassissimo, anche nel mondo finanziario.

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  25. "La deflazione (dei salari) mette tutti d'accordo". Ma anche quando si applica a loro? Magari in quel caso un po meno....

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  26. Vado controcorrente (anche se non nuoto benissimo).
    Sono del tutto favorevole al reditto di elemosina per le FEMMINE.
    Perchè uno dei problemi relativo al "mondo moderno" è quello di tentare di piegare la biologia alla nostra volontà.
    In altri termini la fecondità è massima tra i 17 e 30 anni circa, poi cala bruscamente per (quasi) azzerarsi verso i 38-40 anni.
    Ebbene proprio nella fascia 18-20-25 anni, quella in cui si potrebbero "fabbricare" tanti nuovi portatori di tasse, volevo dire italianini, mandiamo le ragazze a sKuola, e poi all'Università, e poi ar master, e poi arstica...
    Poi devono trovare lavoro, e niente figli poichè bisogna fare carriera etc.

    Insomma una donna (oggi) diventa grosso modo "pronta" ad affrontare la vita verso i 30 anni, proprio quando inizia a declinare dal punto di vista biologico.

    Pertanto, invece di farle studiare e lavorare (... qui attirerò strali peggio dei fulmini di Zeus ...) paghiamole... per figliare ed occuparsene.

    Delirio agostano? Non può essere, è ancora luglio...

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    1. Nessun delirio. Però i nostri politici hanno un'altra idea...
      http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/154964/polemiche-in-italia-il-cdt-svela-cosa-ha-detto-davvero-il-ministro-giannini

      Vogliono sostituirci con gli immigrati. Ha notevoli vantaggi rispetto alla tua idea:
      1) un esercito di riserva per comprimere i salari
      2) la disgregazione della società così che fastidiosi corpi sociali intermedi cessino di avere il minimo potere (i sindacati hanno ancora TROPPO potere...)
      3) non costa soldi allo stato brutto cattivo corrotto
      4) una bella guerra tra poveri per occupare le menti...

      Vedi? La tua proposta per contrastare il declino della fertilità è peggiore, senza ombra di dubbio. Come pure stabilizzare il lavoro in modo da renderlo meno precario e pure tutti quei fastidiosi interventi per diminuire la disoccupazione giovanile (tipo mandare i pensione i vecchi!)

      Ma il job act FUNZIONA! (Aumenta la disoccupazione perché la gente ormai non trova neppure più lavoro in nero, ma poiché aumentano di un pochetto gli occupati, W il job act!)

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    2. Quando i cittadini-lavoratori incominceranno a ribellarsi colpendo indiscriminatamente i vessatori e grassatori,allora tutto cambierà ma non so dire come.

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    3. @corbelli non sarebbe meglio fare politiche che agevolassero la maternità senza impedire la vita professionale?
      Non ci sono i mezzi?
      Il prof. ha ampiamente spiegato il perché (€) e, di conseguenza, pure che è scelta politica la mancanza di volontà nell'attuare un welfare ad hoc.

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  27. Temo che manchi qualcosa nel post, ovvero le ragioni per cui gli Olandesi hanno un debito privato cosí alto.
    Io l'ho capito solo di recente.

    In Olanda, le tasse stanno intorno al 50%. Parlo delle tasse governative.
    L'assicurazione sanitaria privata é obbligatoria (circa 100 euro al mese) per gli adulti, é gratuita per i minorenni. I ragazzini non pagano l'autobus.
    Il bollo auto, per un'auto a benzina, é di circa 30 euro al mese. Per una diesel, si arriva a 110 euro al mese, come nel mio caso. Le autostrade, le piste ciclabili etc sono pagate con i soldi del bollo auto mensile.
    L'assicurazione della vettura é di un 330 euro annui. Questo per farvi capire il costo della vita. La scuola pubblica é completamente gratuita, inclusi i libri, i computer i pennarelli e i Lego per i piccini.

    La tassazione é altissima, perché redistribuisce il reddito per le fasce sociali piú povere e per gli anziani. Le imprese sono agevolate, apri partita IVA in una Camera di Commercio con 50 euro.

    Ora, veniamo al debito privato. Il debito privato familiare é legato soprattutto al mutuo. In Olanda Amro Bank, quella che ha ben superato gli stress test della BCE resi noti ieri, e che é stata nazionalizzata negli anni della crisi, ancora concede mutui al 103% il valore dell'immobile. Il governo rimborsa il 46% (leggasi quarantasei per cento!) degli interessi annuali pagati per il mutuo. Per gli olandesi la casa non é "per tutta la vita". Sono giovani, si fanno casetta, magari in affitto; poi mettono su famiglia, e si fanno la casa piú grande per i ragazzini; poi i ragazzi diventano adolescenti, e si comprano casa con le camere piú spaziose; a 18 anni i ragazzi devono pagarsi assicurazione sanitaria, mezzi pubblici etc. quindi i genitori li calciano a calci in culo da casa, perché i ragazzi sono troppo costosi, e i ragazzi devono trovarsi lavoretti per pagarsi studi e quant'altro. Quando i ragazzi lasciano definitivamente il nido, intorno ai 25 anni, i genitori vendono casa e se ne comprano una piccola, tipicamente a sconto concessa dal comune.
    Quello che avanza, é la loro pensione diluita negli anni. Perché lo stato ci mette quattro spicci. Estraggono cioé liquiditá dalla vendita della casa e ci pagano le spese correnti extra per tirare a campare durante la vecchiaia.

    Quindi, il debito privato nominale é alto, ma ci sono fortissimi rimborsi da parte dello Stato, agevolazioni per i vecchi e piccini. Il rimborso statale non figura nel debito familiare delle tabelle, che é nominale.

    In merito alle politiche immigratorie, l'Olanda ha le idee chiare: io per entrare ho mostrato contratto di lavoro, certificato carichi pendenti, casellario giudiziale, lettera di amici che mi dicevano di conoscere. E copia del certificato di laurea. Siccome sono visto come "alto valore aggiunto"per lo stato, vista la mia professione, pago solo il 26% di tasse. Cosí l'Olanda agevola l'ingresso di personale qualificato, ad alto reddito.
    Se vieni in Olanda per lavorare su base permanente, devi avere le spalle un minimo coperte. Cioé devi poter sostenere debito, ovvero poter ricorrere a credito bancario. Mi dicono che in Svizzera sia anche peggio.

    Aggiungo un'ultima informazione: l'Olanda sará la prima ad avere una top bank mondiale, come Amro, ad applicare tassi negativi sui depositi dei correntisti, probabilmente da Ottobre di quest'anno. Il che probabilmente comporterá un'impennata dei prezzi dell'immobiliare, per la gioia di altro debito privato.

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    1. ... e io sono scappato a gambe levate. Pagavano bene, non capivano un cazzo.

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    2. Ma tu sei a basso valore aggiunto! Comunque Lorenzo ha detto che va tutto bene, quindi ora sto tranquillo.

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    3. Cinque giorni da turista ad Amsterdam non possono essere certo paragonabili ad uno studio economico approfondito. Men che meno possono essere confrontati all'esperienza di chi ci vive quotidianamente.
      Ciò nonostante, a me il costo della vita è sembrato stratosferico. Mi sono svenato. La prossima volta meglio se vado in Grecia...

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  28. Sono coglioni, Bagnai, molto coglioni. Per restare terra terra: se uno ha i 'risparmi di una vita' che ci fa? Oro? Estero molto estero? Perché comprare case prima di una guerra civile è poco igienico...

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  29. Che il fuggi fuggi dei sorci dal Titanic stia cominciando?

    http://www.telegraph.co.uk/business/2016/07/28/imf-admits-disastrous-love-affair-with-euro-apologises-for-the-i/

    http://www.ieo-imf.org/ieo/pages/CompletedEvaluation267.aspx

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  30. E' apparsa su Amazon la presentazione del libro sull'Euro scritto da Stiglitz che uscirà negli Usa il 16 agosto. Sembra un testo ancora più duro di quanto immaginavo avendo letto alcuni suoi articoli sull'argomento. Eccola:
    In 2010, the 2008 global financial crisis morphed into the “eurocrisis.” It has not abated. The 19 countries of Europe that share the euro currency―the eurozone―have been rocked by economic stagnation and debt crises. Some countries have been in depression for years while the governing powers of the eurozone have careened from emergency to emergency, most notably in Greece.
    In The Euro, Nobel Prize–winning economist and best-selling author Joseph E. Stiglitz dismantles the prevailing consensus around what ails Europe, demolishing the champions of austerity while offering a series of plans that can rescue the continent―and the world―from further devastation.
    Hailed by its architects as a lever that would bring Europe together and promote prosperity, the euro has done the opposite. As Stiglitz persuasively argues, the crises revealed the shortcomings of the euro. Europe’s stagnation and bleak outlook are a direct result of the fundamental challenges in having a diverse group of countries share a common currency―the euro was flawed at birth, with economic integration outpacing political integration. Stiglitz shows how the current structure promotes divergence rather than convergence. The question then is: Can the euro be saved?
    After laying bare the European Central Bank’s misguided inflation-only mandate and explaining how eurozone policies, especially toward the crisis countries, have further exposed the zone’s flawed design, Stiglitz outlines three possible ways forward: fundamental reforms in the structure of the eurozone and the policies imposed on the member countries; a well-managed end to the single-currency euro experiment; or a bold, new system dubbed the “flexible euro.”
    With its lessons for globalization in a world economy ever more deeply connected, The Euro is urgent and essential reading.

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