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martedì 21 giugno 2016

Consigli di lettura

(...da... bè, da chi si capisce, no? Lo stile è inconfondibile! Insomma: da lui ricevo questo consiglio di lettura, che immediatamente condivido con voi. Non siamo qui solo per fare o per divulgare scienza. Siamo qui anche per condividere esperienze di vita. Enjoy...)


Vengo dalla Cechia dove si è svolto il quarto convegno partito dai margini della comunità scientifica. Tante volte ti ho pensato …

1) Quanto costa noleggiare una Golf per una settimana a Praga?

2) Di quanto crescono i salari cinesi rispetto a quelli di Taiwan? (courtesy il collega dell’Accademia delle Scienze di Pechino).

3) Dopo aver presentato Hans Maier (uno dei maggiori matematici della nuova generazione) gli ho spiegato cosa sta facendo il suo governo. Mi ha guardato piuttosto strano. Non hanno capito niente. Non vogliono capire niente.

4) Ma mi sono consolato leggendo la Arendt in “Eichmann in Jerusalem”: nella sua pacatezza e linearità un libro terribile. Terribile.


E’ già successo. Succederà. 

Per questo non ci assumono al FMI come Fassina: non siamo abbastanza ottimisti.


(...è già successo. Succederà. Il nostro unico vantaggio è quello di sapere chi dobbiamo ringraziare...)

128 commenti:

  1. Dice una signora che ci "insegna" Ho'oponopono che la vita e' giusta cosi' come e', solo che la mente non lo comprende. Lo so che detto ad uomini di scienza fa' specie...ciaone!

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    1. Un santo direbbe la stessa cosa: però ha dovuto essere santo per capirlo con l'esperienza diretta, ovvero passare attraverso la fatidica cruna dell'ago volontariamente (e solo Dio sa cosa si prova a farlo). Eckhart scriveva: "Niente sa più di fiele del soffrire e niente sa più di miele dell'aver sofferto".
      Però certe cose non possono essere ripetute alla leggera, perché richiedono un iter lungo e consapevole entro se stessi; il rischio - per molti versi già in atto - è che l'uomo della "durezza della vita" dica la stessa cosa per convincere che farsi piallare passivamente sia giusto e bello: e con la mano sinistra nasconde quello che non vuol mostrare - oppure ignora - con la destra.

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    2. Piu' semplicemente aiuta ad essere "presenti"..poi uno puo' scegliere se leggere Bagnai, Tolle...o la Gazzetta dello Sport!

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    3. Meglio così.
      (semplice precisazione: intendevo Meister Eckhart e non Eckhart Tolle - non me ne vogliano il secondo e i suoi lettori, ma il primo è decisamente più "fondato", intendendo nei fatti un orizzonte assai più ampio e remoto, che la semplice dimestichezza con le parole può soltanto abbozzare)

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    4. Sapevo che avresti.."precisato". Infatti per la mia poca dimestichezza con le parole leggo la Gazza!! Ciaone!

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    5. ..la curiosita'...sai che non li farei cosi' distanti?..il tuo Eckhart invitava a pregare Dio perche' ci liberasse da dio...il mio invita ad entrare in contatto con il divino che e' in noi spegnendo la mente (ego)...

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    6. Preferendo togliere, seppur con un'operazione ancora piuttosto di superficie, gli aggettivi possessivi (mio, tuo, sennò il come spegnere l'ego rimane un mero leggere, che altro non fa se non ravvivarlo - e in ciò consiste la perplessità principale, nel constatare cioè come gli autori moderni ripetano i classici senza tuttavia seguire un metodo tradizionale rigoroso e operativo - mostrando spesso quindi di non averne uno, agli effetti, che non sia l'ambiguità della parola mentale, seppur formalmente corretta, la quale racconta una via ma non la percorre), ebbene compiuto ciò, il senso dei due Eckhart è infatti del tutto equivalente. Quel che non torna è il differente atteggiamento e comportamento esistenziale (gli atti, specie se interiori, sono assai più severi dell parole). Poi ciascuno fa quel che ritiene il meglio (ma suggerito da chi, o cosa: dallo stesso ego di cui vorrebbe liberarsi? forse potremmo considerare questo dubbio come un koan), purché non si ritrovi, come si dice fece Krishnamurti,a rinfacciare a un amico di non comprendere che lui, Krishnamurti stesso, non aveva più un ego... (il che è quanto vorrei evitare proprio ora).
      Perché non è dato un ego che possa dire d'essersi liberato di sé, o di provare a farlo (e questa è logica, prima d'essere metafisica).
      Grazie per l'altrettanta precisazione. Buone giornate, e buone letture rosa.

      p.s.: a scanso d'incresciosi equivoci, nessuna ironia o disprezzo per la mitica Gazza. Come molti maestri d'ogni tradizione, anche l'indu Nisargadatta Maharaj era una persona poco istruita, che trascorse buona parte della vita facendo il tabaccaio, per mantenere la famiglia. Forse avrà avuto accanto anche un giornalaio...

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  2. Un accorato appello per il Brexit di Boris Johnson, molto bello e articolato, trodotto in italiano su scenarieconomici.it

    ---- Clicca qui ---

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    1. Boris Johnson chi? Quello che ha venduto (scarsi) terreni edificabili a Londra perche’ imprese straniere costruiscano case per magnati stranieri, con la clausola che il 20% di queste abitazioni siano adatte per i residenti (affordable, definito come al di sotto del 20% del valore di mercato – cioe’ il 20% in meno di qualche milionata)? Se ne puo’ anche discutere ma non e’ questo il punto.

      Quello che voglio dire e’ che bisogna stare molto attenti a non far passare il concetto, molto pericoloso, per cui il nemico del mio nemico e’ mio amico. Non voglio dire che non e’ mai cosi’ (allo stadio puo’ anche andar bene, per esempio :-)), piuttosto che non e’ sempre cosi’.

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    2. Salvini chi, quello delle ruspe?
      Raggi/Appendino chi, quelle del reddito di cittadinanza, ecc.?
      Ma potrei spingermi fino agli idioti che Keynes chi, quello che speculava in borsa?

      Non capisco se sei una troll bipolare o se proprio non capisci quello che (forse) leggi. Secondo me guardi il titolo e poi fai la maestrina.

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    3. Non è stadio (dove invece non va bene), è guerra, e più di sterminio che di occupazione. Lo abbiamo verificato più volte. Evitare di farsi sterminare giustifica alleanze provvisorie discutibili in altri contesti. In guerra funziona così. Più pericoloso perderla dei concetti sugli amici.

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    4. Churchill sapeva che Stalin sarebbe stato un problema. Ma senza l'Armata Rossa, Berlino non sarebbe caduta. Alcuni nemici vanno affrontati uno alla volta...e finche' il nemico del mio nemico combatte il mio nemico....tutto bene. Dopo...si vedra'.

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    5. @ Perry Mason

      A voi v'hanno rovinato Manu Chao,Bandabardo',Modena City Ramblers,la musica balcanica,Bjork,Centri sociali,ristoranti sinonippopakistanvietnamiti e tutta la cultura cosiddetta "alternativa".

      Me li ricordo,negli anni '90,quelli che stracciavano lo scroto col politicamente corretto e il coFmopolitiFmo.Ebbene:voi,personaggi completamente destituiti di autoironia,avete la colpa storica di aver ucciso e seppellito definitivamente l'umorismo,motivo per cui finiremo tutti nei Lager.

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    6. Lei no: ha quasi 70 crediti, se non ricordo male.

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    7. È meglio fare la cosa giusta per una ragione sbagliata che una cosa sbagliata per la ragione giusta. Almeno così dovrebbe essere, se vi pare, in un mondo razionale che poi così razionale non è.

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    8. @ Silvia: ti ricordo cio’ che penso degli insulti: qualificano chi li fa.
      Non sono bipolare. Non potrei fare il lavoro che faccio, quest’anno ho seguito una studente bipolare. Ora, il troll puo’ anche passare (vedi sopra) pero’ devi stare molto attenta a quello che dici (t’insegno qualcosa, deformazione professionale :-)). La sindrome bipolare e’ una malattia: e’ come se tu per offendere qualcuno gli dicessi che ha un tumore (!). Non solo: se io davvero fossi bipolare e per caso anche in una fase di depressione, potresti fare molto danno - in fasi depressive questi pazienti possono farsi male, fino al suicidio.

      @ Maurizio, Enrico e Winston: in guerra si gioca di strategia, ci sta anche, ma non pensavo che fossimo in guerra – io no, perlomeno. Prendo ogni giorno come un regalo ed una lezione da imparare (anche questa).
      Sono un osservatore di questo dibattito perche’ non voto, anche se preferirei che vincesse il Brexit se non altro per dare una spallata all’EU. Qui pero’ il tema e’ che si rischia di finire dalla padella alla brace, non me li immagino Gove, Johnson o Cameron gestire un post-Brexit, con il Labour debolissimo e i sindacati praticamente inesistenti. Un possibile scenario sarebbe la cinesizzazione del mercato del lavoro o alternativamente una concentrazione completa sui servizi a scapito del manifatturiero; in entrambi i casi la working class resterebbe al palo perche’ c’e’ una cosa di cui non si parla e che invece io credo sia fondamentale: la skills gap. Nessuna delle due parti ha intenzione di investire nella formazione percio’ continueranno a ‘rubare’ professionali dalle altre nazioni, come hanno sempre fatto (il 26% dei medici per esempio non e’ British) – solo che in caso di Brexit potrebbero davvero scegliere ad uno ad uno le figure professionali che gli servono senza doversi accollare anche i lavoratori meno qualificati. In questo scenario ci sta a pennello il TTIP (=privatizzazione del Sistema sanitario, tra l’altro), che verrebbe approvato in men che non si dica.

      @ prof Bagnai: 90.

      @ Alliv: mi chiamo Alessandra, non Perry Mason – c’e’ modo e modo di fare umorismo, a proposito del quale: hai visto il video di Jonathan Pie sul referendum (https://www.youtube.com/watch?v=jGC5S3ag1q0)? Te lo consiglio :-).

      Grazie a tutti per le repliche. Tolgo il disturbo – sarete contenti :-).

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    9. @Alessandra Perri
      A me sia l'appello di Boris Johnson che "Loro chi?" sono piaciuti molto.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Loro_chi%3F
      A parte gli scherzi, cosa c'e' che non va nell'appello?
      Per i politici e' come per i preti:
      "Dicette ‘o prevete: fa’ chello ca dico io ma nun fa’ chello ca facc’io."

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    10. @Alessandra
      Sì, guerra di sterminio della classe media, che sta soccombendo.
      Chi sta strenuamente sostenendo la permanenza in EU? Non è sufficiente per capire da che parte stare e quali sono gli interessi in gioco? Sempre per rimanere in tema di amicizie, l'amico (EU o il capitalismo finanziario, a scelta) del tuo nemico (il capitalismo finanziario o EU, sempre a scelta) non può essere tuo amico. O no?

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    11. @Alessandra Perri
      Sono anni che ormai leggo questo blog tutti i giorni, ma il disagio che ho provato sin dal primo suo intervento non lo avevo mai sentito, nemmeno negli attacchi più feroci. Lei saprà molte cose, ma capire è esercizio diverso. Proprio non capisco cosa la spinge a scrivere qui.

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    12. Confermo. Tutto il livore dell'expat che "l'Itaglia signora mia nun è meritocratica", tutta l'ottusa logica dell'appartenenza, tutta la cieca sottovalutazione della gravità del momento non basterebbero a spiegare questo disagio, che hai espresso benissimo e che condivido. Un disagio che può essere riassunto da una domanda: "che vuoi da noi?" e che immediatamente suscita una semplice considerazione: evidentemente 90 crediti non bastano per porsi la domanda cruciale, ovvero: perché il Labour è così debole?

      Ecco: chi non si pone questa domanda, e non si dà la risposta giusta, non è certo nazista. Diciamo però che annaffia le fucsie. Forse la sottile inquietudine che anch'io provo dipende da questa invincibile percezione. Magari sbaglierò...

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    13. @Alessandra Perri
      Cara maestrina - in riferimento all'atteggiamento saputello e antipatico e non alla professione in sé - se fossi meno curiosa e più istruita sapresti che bipolare è un aggettivo qualificativo, quindi qualifica il nome a cui si riferisce (che è "troll" e non "sindrome").

      Essendo questo un sito economico/politico/culturale e non medico (se è in grado di comprendere la differenza) bipolare è utilizzato nella PRIMA e GENERICA accezione del termine e non con particolari connotazioni tecniche.
      Quindi bipolare si riferisce al tuo seguire e commentare qui, essendo autorazzista, elogiando il modello finanziario inglese salvo poi bigottamente scandalizzarti per Boris Johnson.

      Ogni volta che scrivi perdi un'occasione di non fare brutta figura, ho letto con incredulità cosa fai nella vita reale.

      Io non sono politicamente corretta, perché sono sincera: ho provato lo stesso disagio degli altri; penso che tu non sia in grado di imparare perché la tua presunzione ti rende sorda e poco intelligente. Ma soprattutto che tu non sia in grado di relazionarti con gli altri, né in modo amichevole e costruttivo, né in modo intelligemente critico o provocatorio o ironico. Sei solo fastidiosa.

      Se lo pensiamo in tanti, un pensierino sopra ce lo farei.

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    14. Boris Johnson chi? Quello che ha venduto (scarsi) terreni edificabili a Londra perche’ imprese straniere costruiscano case per magnati stranieri, con la clausola che il 20% di queste abitazioni siano adatte per i residenti (affordable, definito come al di sotto del 20% del valore di mercato – cioe’ il 20% in meno di qualche milionata)? Se ne puo’ anche discutere ma non e’ questo il punto.

      Ale, mi sei simpatica, pertanto, dato che io sono duro di comprendonio, sarei molto felice di capire meglio ciò che vuoi dire, se hai la pazienza di essere più semplice e forse meno criptica (è colpa mia se sono abituato a capire cose che sia scritte in modo semplice e più in chiaro e con riferimenti) e mi dai dei dati e dei riferimenti in modo che io possa liberamente farmi una opinione corretta e informata della porcata che tu velatamente insinui e di cui sarebbe responsabile Boris Johnson nei confronti di UK e della sua scelta di uscire da UE. Sono disponibile a riconoscere che questo Boris è un vero impostore e te ne darò atto!

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    15. Se Alessandra mi concede un'ultima risposta, vorrei domandarle se il ritratto del suo avatar è il suo o - in caso contrario - perché lo ha scelto.

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    16. "non pensavo che fossimo in guerra – io no, perlomeno"
      Se capisco ancora le parole vuol dire che Alessandra Perri non è in guerra perché sceglie di non esserlo.
      Il fatto è che la guerra è un po' come uno stupro, occorre essere (almeno) in due, ma non occorre che tutti siano consenzienti.

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    17. Se continui a venire qui....e ancora pensi non si tratti di una guerra, hai buttato del tempo. Tuo e nostro. Il tuo ti appartiene...il nostro no.

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    18. Silvia, sei perfida. Vero è che il duello è roba da gentiluomini e chi gentile invece è di sesso è esentato dalla proibizione dei colpi bassi, però...

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    19. Effettivamente che la nostra amica non abbia la percezione di essere in guerra di cui proprio lei ne è vittima , visto il trasferimento (voluto o meno) in terra così lontana da casa, significa non aver ancora aperto gli occhi e questo può avvenire solo studiando, con umiltà...s'intende.

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    20. "...un dialogue savoureux entre le philosophe Jean Hyppolite et Julien Freund lors de la soutenance de thèse de ce dernier, en 1965 à la Sorbonne.
      Des années plus tôt, Hyppolite, penseur marxiste convaincu, avait révoqué Freund en des termes pour le moins expéditifs après avoir obtenu de lui les cent premières pages de sa thèse devenue célèbre, "L’Essence du politique": « Je suis socialiste et pacifiste. Je ne puis diriger en Sorbonne une thèse dans laquelle on déclare : Il n’y a de politique que là où il y a un ennemi.»
      Freund déçu s’était alors tourné vers Raymond Aron qui accepta de prendre la relève. Le jour de la soutenance, Hyppolite attaqua sévèrement: «Sur la question de la catégorie de l’ami-ennemi, si vous avez vraiment raison, il ne me reste plus qu’à aller cultiver mon jardin.» Freund répliqua :
      «Écoutez, Monsieur Hyppolite, vous avez dit […] que vous aviez commis une erreur à propos de Kelsen. Je crois que vous êtes en train de commettre une autre erreur, car vous pensez que c’est vous qui désignez l’ennemi, comme tous les pacifistes. « Du moment que nous ne voulons pas d’ennemis, nous n’en aurons pas », raisonnez-vous. Or c’est l’ennemi qui vous désigne. Et s’il veut que vous soyez son ennemi, vous pouvez lui faire les plus belles protestations d’amitiés. Du moment qu’il veut que vous soyez son ennemi, vous l’êtes. Et il vous empêchera même de cultiver votre jardin.» Hyppolite répondit :«Dans ce cas, il ne me reste plus qu’à me suicider.»
      Interviene Raymond Aron: "Raymond Aron à propos de Hyppolite et rapporté par Freund :

      «Votre position est dramatique et typique de nombreux professeurs. Vous préférez vous anéantir plutôt que de reconnaître que la politique réelle obéit à des règles qui ne correspondent pas à vos normes idéales.»
      https://vallesmarineris.wordpress.com/2010/02/21/pacifisme-ii/


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    21. @Roberto Buffagni
      Ho incontrato alcuni mesi fa una simpatica circoncelliona - non accademica, precaria presso call center - che argomentava come Hyppolite. Credevo fosse strana lei, invece hanno persino (a loro insaputa) dei filosofi di riferimento: incredibile. Solo su Goofynomics.

      La domanda è: ha dei dettagli su questa diatriba Hyppolite-Kelsen sopra accennata?
      Mi interessa perché Kelsen è stato fondamentale per il mio percorZo, ma non trovo niente a riguardo, su internet.

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    22. @Alessandra Perry (la y è per essere emigrata :-)

      Da Alessandra vorrei intensamente sapere (se posso approfittare dell'ospitalità del padrone di casa) se la "narrazione" che ci ha esposto nel suo commento sotto il post sul ritorno del troll sia il frutto dei suoi studi sulla dyslexia in UK o provenga in qualche modo da letture o studi in Italia. Da quel che ho trovato nella letteratura scientifica recente l'argomento è largamente dibattuto nel mondo anglosassone (anche a livello politico), mentre dal mio limitato punto di osservazione qui in Italia mi sembra che si recepisca il mainstream anglosassone acriticamente e con anni di ritardo (e con il conseguente approccio medicalizzante). Detto questo mi stupisce parecchio quel che Alessandra ci ha raccontato sulla dislessia (al quale ho risposto qui). E dire che una pietra miliare del dibattito sulla dislessia è disponibile in UK dal 2014 in un chiarissimo libro edito dalla Cambridge University Press (che non penso sarà mai tradotto in italiano).

      Poi vorrei segnalare ad Alessandra, il più gentilmente possibile (anche perché egoisticamente vorrei una sua cortese risposta sull'altro punto) che non ho capito cosa intendesse nel suo commento sull'ex sindaco di Londra, né ho capito se la visione di una vera e propria guerra nei confronti della classe media e dei più poveri la vedesse d'accordo o meno. Mi sarebbero utili quindi ampi e piani chiarimenti. Grazie fin d'ora per la risposta.

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  3. Schaeuble che minaccia UK è consapevole o no? Soros che parla della sterlina del '67 e del '92 è consapevole o no?
    Boh!

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    1. Certo che sono consapevoli, loro non basano le loro scelte sui giornali da loro finanziati:se hai tempo e voglia vai sui social networks e conta i followers del brexit e del remain, scoprirai un mondo!!! Scoprirai che i followers della brexit sono almeno 20 volte di più degli altri. 20 volte, non 20% in più!

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    2. Robertobocco Sai vero che non è un campione rappresentativo?

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    3. Nicola, vivo di statistica. L'ho studiata, insegnata e applicata! Se fosse rappresentativo non conosceresti Bagnai che se ne starebbe tranquillo ad insegnare econometria a Roma e non in una ridente cittadina di provincia passando le serate a combattere con personaggi come noi!

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    4. Nota: io sarei comunque andato a insegnare in provincia e tornerò comunque a insegnare a Roma, se vorrò. A parte questo, ci siamo capiti. L'incertezza sul voto di domani è elevata, ma personalmente, conoscendo il potere dei gazzettieri (la vera casta), a me sembra più probabile il remain. Come sempre spero di sbagliarmi, ma questo non devo precisarvelo, come non devo dirvi quante volte è successo.

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    5. Ehh Prof., il problema è proprio questo, è che Lei non sbaglia mai ,O_O,

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    6. Nel caso qualche decina di migliaia di voti per posta aggiusta tutto. La cavalleria, come nei migliori western, arriva sempre in tempo.

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    7. Prof,
      a me sembra più probabile il leave. Come sempre spero di sbagliarmi.

      Buona giornata

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    8. Nice try, Pete. Let's wait and see.

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    9. Sì Enrico, a volte sono perfida, ma questa volta non è perfidia e soprattutto non voleva essere la solita banalità bello/brutto con risvolti lombrosiani.
      Le immagini sono la mia passione (e il mio lavoro) e - come ho già scritto altre volte - spesso dicono di più di 1000 parole, sono più "trasparenti".

      Già in piccolo il ritratto crea una certa sgradevolezza, ma ieri sera l'ho aperto e l'ho visto nei dettagli: è molto "espressionista" (la sgradevolezza non è un difetto, ma la sensazione che l'artista voleva rendere probabilmente perché l'ha vista nella modella): pennellate incisive e colori decisi rendono un volto dai lineamenti forti, non brutti e tuttavia duri, ostili, impietosi. E la persona ritratta non fa niente per addolcirli, quasi sfida.
      L'artista non ha dipinto oggettivamente e "impressionisticamente" il "contenitore", ma "espressionisticamente" ha trasmesso una sensazione. La piega della bocca, lo sguardo duro, i capelli da Medusa, le luci e le ombre violentemente contrastate mettono a disagio chi lo guarda: è la faccia di qualcuno che non si vorrebbe incontrare. Segni profondi tessono una storia di sofferenza... cosa ha passato questa donna? Cosa l'ha resa così? Oppure sono caratteristiche innate?

      Alla fine poco importa se questo ritratto è di Alessandra:
      se lo è complimenti all'artista, perché guardandolo rende la stessa sensazione che rendono i suoi commenti.
      Se non lo è, Alessandra ha scelto come avatar un'immagine "stridente" come fa a volte il gesso sulla lavagna o come fanno i suoi commenti.

      Guarda questa foto: nessun'altra foto ritrae Krupp - non più giovane ma neanche brutto - in questo modo.
      Arnold Newman non ha fotografato un involucro, è "espressionista" e violentemente emozionante, la sua grandezza consiste nel saper cogliere e "tirar fuori" quello che sta dentro.
      Se io fossi stata Krupp avrei odiato quella foto e l'avrei distrutta. Krupp invece l'ha apprezzata: si è riconosciuto.

      Scusate l'excursus, le immagini mi appassionano!

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    10. Io l'ho detto da subito che Peter è simpatico!

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    11. @Silvia
      Lo dicevo solo perché lo avevo notato anch'io, anche a me era venuta la curiosità di guardarlo e avevo avuti i tuoi stessi pensieri... altrettanto colpevole, ma più pavido.

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  4. Dai non l'unico c'è anchè il vantaggio di potersi portare avanti con le imprecazioni.

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  5. Ad ogni modo il dubbio si insinua, un collega che 3 anni fa alle mie esternazioni sull'euro e sulla UE reagí vivacemente come se avessi bestemmiato in chiesa, la scorsa settimana mi ha stupito con alcune considerazioni molto critiche... Pareva essersi informato o forse qualche etto di prosciutto é caduto da di fronte agli occhi?

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    1. Dove teneva il suo gruzzoletto, questo co... llega?

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    2. Non penso sia qestione di soldi per ora. Sicuramente ha due figli disoccupati. E' stupefacente comunque come persone di certo intelligenti abbiano timore di considerare visioni alternative al mainstream. È come se ci fosse un blocco di conformismo che impedisce di esternare che il "Re è nudo"

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    3. Se ha due figli disoccupati È questione di soldi!

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    4. Beh si, vero; anche io come vede sono ancora un poco rigido nell'analizzare i fenomeni. :)

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    5. Come era la faccenda "severgnini"? bisogna ringraziare l'Europa per i 300 milioni di giovini che hanno fatto l'erasmus!

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    6. È una questione di stimoli una persona,anche se di intelletto non ha tempo per informarsi o riflettere lucidamente sulla questione.
      Il problema rimane il tradimento dei media.

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    7. È una questione di costume, in parte di cultura individuale e marginalmente di intelligenza. Se hanno detto che la nave è inaffondabile, perchè stare al freddo sul castello di prua e passare per cacadubbi? Meglio la copertina calda del conformismo. Finchè...

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    8. Non trascurerei d'altro canto la sofferenza, il dolore che accompagna la gratificazione di un percorso di apprendimento e di crescita.
      La fottuta paura di percepire la realtà diversamente da come la si è percepita fino a ieri. Un' insicurezza profonda e radicata che contrasta l' impulso alla vita, seppur funzionale (a volte) alla sua difesa.

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    9. Aggiungerei il senso di appartenenza al gruppo dei "buoni". Noi siamo buoni, gli altri fasssisti.

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    10. Sarà sicuramente per tutte le ragioni che avete elencato. Ma io ne aggiungerei un'altra che, da ingegnere, personalmente sento molto. Non si può essere esperti di tutto. E' naturale fidarsi di quella che è l'analisi tecnica di chi, in teoria, viene presentato come esperto di una certa materia. E' chiaro che, quando le cose cominciano a non tornare più, uno comincia a guardarsi intorno ed a studiarsi le cose in proprio. Ma per far questo occorre un'attitudine ed una cultura adeguate. Questo per rimarcare il fatto che gli operatori dell'informazione hanno sempre avuto, hanno ed avranno in futuro le maggiori responsabilità di ciò che accade se trascurano (intenzionalmente o meno) le spiegazioni "alternative" a quella dominante.

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    11. @hcl
      Una delle tante desinenze in INI

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    12. @walter wal secondo me ha ragione Foa, non è questione di intelligenza, è una dote morale ed affettiva che permette di staccarsi dal pensiero dominante e dalle appartenenze.

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    13. Vincent: “Come facevi a sapere che c’era un agguato sotto il ponte?”
      Sam: “Quando c'è il minimo dubbio, non ci sono dubbi. È la prima cosa che t'insegnano.”
      Vincent: “Dove l'hai imparato?”
      Sam: “Non me lo ricordo. Seconda cosa che t'insegnano.”
      (dal film “Ronin” – Vincent è Jean Reno, Sam invece Robert De Niro)

      Qualcosa ch’è più di un indizio si ritrova anche in questa espressione di Emil Cioran (secco come sempre…): “Il dramma del dubitatore è più grande di quello del negatore, perché vivere senza scopo è di gran lunga più difficile che vivere per una cattiva causa.”
      Figurarsi cosa accade per l’acritico affermatore.

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    14. Credo che molti siano ancora come bambini che non hanno ancora scoperto che Babbo Natale non esiste, voglio dire che é uno dei traumi piu’ grandi per un bimbo scoprire che i genitori lo hanno ingannato, gli hanno mentito. A volte hanno dei sospetti, ma non ci vogliono credere comunque, non ci possono credere, ne va del loro equilibrio. Dal momento che capiscono, allora crescono, e tutto cambia e tutto puo’ essere messo in dubbio .
      Ma prima di quel momento, per loro, i genitori sono eroi incorruttibili e perfetti.
      Chi non si é mai scontrato con una palese menzogna istituzionalizzata non puo’ fare questo passo. Quando sente parlare di euro o EU in un modo che non é mainstream, infastidito, passa ad altro, tutto quello che non è condiviso dall’opinione pubblica prevalente è bufala. Non si puo’ dubitare, é inconcepibile che i nostri governanti , i nostri autori preferiti e giornalisti ci ingannino.
      Per me il primo dubbio, dopo Babbo Natale, é stato il latte.
      E poi l’euro.
      E per voi ?

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  6. La banalità del male è un libro di formazione. Leggerlo è indispensabile. Io lo lessi a 14 anni, mentre era in corso il processo che seguivo assiduamente tramite i quotidiani. Ha cambiato il mio modo di pensare ed analizzare i fatti. Dopo tutto egli organizzava soltanto dei trasporti ferroviari....mi ricorda Pierre Moscovici con la Grecia. Ed anche quel giornalista Claudio Cerasa, che ha osato scrivere - l'ho letto con i miei occhi - "I Greci hanno fatto i froci col culo degli altri". L'ha scritto ed io l'ho letto..

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  7. Direi che sia Moscovici che Cerasa, veri "pilastri della società", possono tranquillamente essere degni protagonisti di questo capolavoro espressionista nelle vesti rispettivamente del politico socialista e del giornalista

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  8. Quello che lei generosamente definisce giornalista, Cerasa, scrive sul Foglio. E ho detto tutto. Forse sarebbe il caso che abbandonasse certe letture.

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    1. Certamente ho abbandonato da tempo quella lettura. Tuttavia sul Foglio sono stati pubblicati interessanti articoli di Guarino e Savona.

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  9. Che il grillismo sia la malattia senile del liberismo, viene confermato ormai anche da questo contributo. Però ora mi domando: sarà per ragioni di face-lifting che vengono buttate nella mischia tante belle Melisandre?

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    1. @Stefano
      Grazie, davvero interessante. Se non altro, mettono (ingenuamente?) nero su bianco come funziona un partito moderno!

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  10. ma almeno il partito comunista portoghese fa il suo lavoro!

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  11. Infatti, il primo settembre del ´39 i siti web di tutto il mondo non hanno titolato "Damn it, Keynes wasn't wrong!". Stasera ho visto una giovane deputata del PD, che rappresenta il futuro PD che voi prevedete di tornare a votare, analizzare il voto e battersi il petto parlando di riforme, successi e referendum costituzionale. Il controcanto lo eseguiva un membro dello stesso partito, diversissimamente concorde. Non mi capacito che una comunità così abile ad analizzare le tendenze e che si fregia di arrivare prima degli altri a conclusioni che per loro stessa ammissione sono didascalie dell'ovvio, non riesca a vederne il dolo, per l'inciampo di quell'infausta affezione. Eppure, vi rimane l'illusione di poter influire sulle capocce der Partito, che fra trent'anni vi ricambierà con premi, riconoscimenti, troni senatoriali.

    Preambolo ortottero, diranno.

    Ritorniamo al 2013, quando l'ortotterame avrebbe deluso definitivamente l'élite euroscettica italiana perchè non ha fatto sue le istanze del partito Grillo-No Euro per poi frantumarsi allo 0,25 % e farli ritornare a votare il Partito.

    Ho imparato qui, su questo blog, che ringrazio il Professore di aver aperto, che il dibattito sull'euro non lo si dà in pasto a dei volenterosi incompetenti. Ci si deve passare ore, anni sul pezzo. Soprattutto se non ne capisci di letteratura. Il romanzo centro-periferico mi ha reso la vita un inferno. Subito osservi i quattro cantoni. Perchè economisti finlandesi, irlandesi, portoghesi e greci, diversamente unanimi, si sono eclissati e hanno permesso che ciò avvenisse? E ancora, l'Olanda in e la Danimarca out, perchè? La Serbia ridotta ad un'enclave dei Balcani, è centro o periferia? Fuochino. Le risposte le ho trovate anche qui, ma quanto lavoro, quanto studio per cose così banali, per Dio!
    Dovevano imbastire un dibattito stile Brexit in Italia al tempo del triumvirato Monti, Berlusconi e Napolitano? Pivelli? Certo, ma gli inglesi hanno una storia, da Enrico VIII a Utrecht, indipendenza e sovranità sanno benissimo cosa siano, li fa scattare subito sull'attenti, non ci stanno a farsi buggerare. Qui invece ricordiamoci che vige il Franza o Spagna....gli uni fanno decollare i propri mirage per concludere una missione durata quarant'anni, mettendo fine, peraltro, ad una amicizia del nostro eroe liberale moderno, celebratissimo dai goofynomisti, gli altri sforano e spandono strafregandosene della qualunque.....

    Autorazzismo? No, ma saremmo noi il centro di questa regione.

    Ma la poltica non è cambiata perchè l'economia è cambiata? Chi ha difeso il capitale e chi il lavoro negli Stati Uniti D'America, il benchmark della democrazia politica occidentale, modello a cui tutti si ispirano? E se non è cambiato nulla, perchè il lavoro non vince 99 a 1?
    I Romanov furono annientati e non c'erano neppure gli operai in Russia!

    Fesso. In Germania e in Inghilterra ce n'erano, e che governi ci sono stati? "Ultraconservatori". Stessi problemi, stesse soluzioni. E gli è andata pure bene. E com'è che stanno ancora a farse a guera? "Troppi galli nel pollaio in questo sogno europeo, frate'."


    Vengo dal nulla senza aver capito nulla? No, peggio. Mo' te sei pure infarcito di fattoidi da non distinguere più nulla. Manco fossi Donald!

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    1. Non so... Vorresti essere spiritoso, si capisce. Però mi sembra che continuino a sfuggirti dei dettagli. Guarda, faccio una previsione: fra due anni mi scriverai una stucchevole lettera d'amore per scusarti. Sto ancora ricevendo quelle del 2013. Nel frattempo scusami ma questi discorsi in cui mi vengono attribuite posizioni che non sono le mie siete liberi di farli altrove. Qui no.

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    2. "Certo, ma gli inglesi hanno una storia, da Enrico VIII a Utrecht, indipendenza e sovranità sanno benissimo cosa siano, li fa scattare subito sull'attenti, non ci stanno a farsi buggerare. Qui invece ricordiamoci che vige il Franza o Spagna....gli uni fanno decollare i propri mirage per concludere una missione durata quarant'anni, mettendo fine, peraltro, ad una amicizia del nostro eroe liberale moderno, celebratissimo dai goofynomisti, gli altri sforano e spandono strafregandosene della qualunque....."

      Beh, allora, visto che qui "Franza o Spagna", ricordiamo i tempi della Britannia, della Belgica, Lugdunensi, Aquitania, o della Tarraconensis, Baetica e Lusitania, in cui si, eravamo noi il centro della regione (e ragione, visto che il diritto nasce con chi? Con i romani... ah, l'autorazzismo)... Ora nessuno lo pretende (di essere centro), si chiede solo che non ci sia dolo. In cosa? Nell'occupare illegalmente con propri fantocci gli altri paesi, per lo più federati in una Unione di Stati Sovrani di pari diritti (forse qualcuno che studia lo dimentica troppo spesso) che hanno doveri, si, ma pure il DIRITTO di pari trattamento. Poi se ci si vuole divertire con le parole, noi qui si è i primi (io no, perchè non son capace, ma altri lo sono davvero). Saluti.

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    3. Ma mi sbaglio o nelle ultime settimane, in questo blog, il Trolling Activity Index è schizzato verso l'alto a dismisura? Cosa sono state, le ultime elezioni? Qualcuno negli Uffici Trolls & Influencers nei rispettivi partiti comincia a ritenere probabili le elezioni nel 2017?

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    4. Assolutamente sì. Ma ve l'avevo detto.

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    5. EEEE CARI PIDDINI...la sconfitta brucia parecchio...ho capito però cosa brucia davvero...

      Che qualcuno vi aveva avvisato e voi non ci avete creduto...

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  12. Mi permetto pure io un consiglio visto che si avvicinano le ferie e avremo tanto tempo per leggere: "I misteri di Udolfo" di Ann Radcliffe. Anche in questo libro il potente di turno cerca di espropriare il prossimo con metodi brutali.

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    1. Bellissimo. Ogni volta che salgo verso Barrea ci ripenso.

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  13. Petra, una brava signora praghese di professione non giornalista, non politica, non economista, non intellettuale ma guida turistica, due mesi fa mi diceva: "Già ci devasta rincorrere l'€uro, pensa se ci fossimo già dentro! E comunque siamo una colonia, tecnicamente". Infatti non si chiama Hans (e possiede una Golf).

    Poi si lamentava degli immigrati e non diceva Non sono razzista MA... No, diceva Non sono razzista DUNQUE ritengo l'immigrazione un problema (ragionando, lungo Ponte Carlo, come Quarantotto nel suo blog - cioè bene, a scanso di equivoci).

    Ora questo consiglio di lettura (conosco, ahimè)... E mi torna alla mente Terezin, ma anche penso a un tizio di nome Cohen che a Londra si schiera pro remain (scrive sul Financial Times) sparando una salva di puttanate razziste sugli italiani corrotti mafiosi.

    Cohen, razzista. Non so se mi...

    Ultimo, le tracce della prima prova d'esame, stamane: Eco e i confini e il PIL non è tutto...

    È troppo, non vedo come reggere...

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    1. C'era il PIL non è tutto, ma meno male c'era anche l'altra constatazione, che ci sono situazioni favorite dal PIL.

      La mia obiezione di fondo: due soli "documenti" per l'ambito socio-economico puzzano per buttati lì, tanto per dire, e per farsi vedere al passo coi tempi (soggetto sottinteso: il Miur).

      Eco, analisi di testo: domande intelligenti che fanno pensare.
      Naturalmente è una celebrazione di Eco, tanto banale che a me, che pure sono banale, non era venuto in mente. Ma di smaccatamente "celebrante" nulla c'era.

      Obiezione altra rispetto ai temi del blog e alle osservazioni di @Luca Pasello: a differenza di tutte le precedenti annate quando nell'ambito artistico-letterario le immagini sono sempre state tre, questa volta, forse per risparmio di carta o di cerebro, ne è stata data una sola.
      Qualcuno mi dica come si possa organizzare un confronto, che sia anche un pensiero articolato, con una sola immagine: intendo, un confronto anche tra immagini, per esempio, o un aggancio tra testi verbali e almeno un'immagine che si possa scegliere tra e... una?

      Vero è che non necessariamente si devono considerare tutti i "documenti" forniti (a forza di vedere la parola documenti anziché testi mi sta venendo l'itterizia), ma qualcuno di più ci stava eccome, specialmente sul versante delle immagini.

      E per favore nessuno mi ricordi che "documento" è tutto ciò che può dare informazioni...sì, grazie, ma a forza di veder impiegata la parola nei contesti più diversi e per qualunque scempiaggine non ne posso più.

      Vero tutto, ma qualcosa forse non va (a parte il fatto massimo, che a mio parere "non va" tale tipo di compito, che vorrebbe far produrre un saggio o un articolo di giornale, secondo le premesse "consegne" e che, al meglio, produce un tema più o meno articolato e argomentato che però non deve essere chiamato tema.
      E lo credo che diventa un tema: non è che a scuola si scrivano "saggi" o "articoli di giornale"; e forse molti poi diventati saggisti/giornalisti di vaglia a scuola scrivevano e basta e certo molti non sono andati a scuola di "saggismo" o di "giornalismo"...

      Invece uno dei due temi viene infarcito di ben due citazioni oltre il (troppo lungo) titolo, e dunque disorienta perché induce a pensare che si debbano citare e/o commentare le citazioni oltre a "svolgere" il titolo cioè l'argomento.



      Conclusione: negli esempi antitetici portati (due soli "documenti" sull'economia - e meno male, così non c'è stato tempo per tante cavolate; un tema con titolo lungo e ben due citazioni; il percorso artistico-letterario con UNA sola immagine) vedo il segno di confusione, disfacimento e restrizione di pensiero.

      Ciliegina: e ti pareva che l'altro tema, quello cosiddetto "di ordine generale" (???) non infilasse, tra tanti discorsi e distinguo ed elenchi, anche il concetto di "confine", con l'invito a ragionare, tra l'altro, sui "muri", sulle frontiere e sui confini superati e poi ricostituiti?
      Nulla da eccepire, visto che tale tema dovrebbe essere quello d'attualità...;-), un poco pilotato, mi pare...

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  14. Scusate l'OT ma stavo leggendo le dichiarazioni del leader laburista Corbyn che dice :" Voglio restare in Europa per cambiarla!".
    Anche lui.
    La domanda sorge spontanea: perché tutti gli esponenti di sinistra vogliono cambiare l'Europa ma poi l'Europa rimane sempre uguale se non peggio?

    Tralascio la dichiarazione del nostro Matteo nazionale che sul Guardian scrive:" chi vuole veramente che la GB sia piccola ( solita storia della parete e del pennello anche per loro ndr) ed isolata?
    Una GB meno grande ( e daje) di quella che è andrebbe contro la stessa logica di coloro la stessa logica di coloro che vogliono uscire " . Aiuto, non ho capito nulla , forse hanno tradotto male.
    Poi conclude:" Si scambierebbe l'autonomia per solitudine, l'orgoglio per la debolezza e l'identità per autolesionismo ".
    Chissà perché la penso esattamente nel modo opposto.

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    1. Renzi non lo sa ma con queste uscite sui giornali inglesi favorisce il brexit.

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    2. Loro vogliono cambiare l'Europa dal di dentro, passando da dietro..
      Son progressisti, si sa.
      Mi vien da pensare che tra gli europeisti, e solo tra loro, i concetti di destra e sinistra siano realmente scomparsi, niente ha più senso, solo adesione incondizionata al progetto, a qualsiasi prezzo.
      Parlano la stessa lingua, tutti.
      Che orrore, il PUDE.

      Cordiali saluti
      Paolo

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    3. @Paolo
      Il lessico si arricchisce. Dunque, come s'è detto, l'euro non è soltanto una moneta: oltre che un sistema di governo, è anche un'endoscopia rettale (vuoi vedere che, avvertendo il friccico da quelle parti, qualcun altro inizierà a stabilirne il nesso?).

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  15. Posso fare un OT per un fatto accadutomi oggi?

    Lavoro per una azienda metalmeccanca (multinazionale americana); una delle sedi di produzione è in Grecia e produce un tipo di macchinari particolare che fabbricano solo loro per tutto il mercato Europeo, Africa e Asia.

    Oggi, durante la pausa pranzo, un ingegnere mi ha detto che entro tre settimane produrremo noi una di queste macchine e che l'intenzione della direzione è di "liberarsi" del produttore greco.

    Alla mia considerazione che per i poveri greci non c'è speranza di risollevarsi ho percepito sul suo volto uno sguardo di perplessità mista a dissenso e ho dovuto limitare i miei commenti (tengo famiglia!)

    Sicuramente nella sua mente c'èra la soddisfazione di prendere del lavoro in più, e avrebbe dovuto essere anche una mia soddisfazione ma non posso fare a meno di pensare che la vita mia non deve per forza passare per la morte altrui, che senza le note condizioni imposte dalla moneta unica l'azienda greca avrebbe continuato a lavorare, noi non avrenmmo avuto bisogno di "rubargli" il lavoro e, per ultimo ma non ultimo, che quello che sta accadendo alla Grecia accadrà e sta già accadendo anche a noi, quindi non c'è di che gioire.

    "Qual'è il maggior successo dell'Euro? La Grecia" parola di Mario Monti!

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    1. Hai ragione. Al massimo potevi suggerirgli: "e se un giorno dovesse accadere a noi, che faremo?"

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    2. Alla domanda posta da Marco Caporaletti mi è stato risposto, com'era ampiamente atteso: "Per questo motivo bisogna essere i più forti". Non dico che sia questa la visione dell'ingegnere citato da Moreno, e tuttavia è la visione diffusa in molti ambiti: proprio per non farlo accadere a se stessi, lo fanno accadere ad altri, creandosi la giustificazione in una totale assenza di empatia (e se ne mostri un briciolo, passi per un idiota affetto dallo scrupolo del buonismo, il che non è affatto). Qui un certo modo d'intendere la ragione ha le sue colpe: è più ragionevole integrare il debole, riconoscendone i diritti esistenziali (prima ancora che sociali e civili), oppure sfruttarlo per scopi utilitaristici? Molti propendono per la seconda... sicché occorrerebbe citare le repliche di Socrate alla tesi secondo la quale Trasimaco sostiene che il giusto sia l'utile e il vantaggio del più forte (Platone, Repubblica, I 336 B etc...); per i suddetti "forzuti" sarebbe un discorso pressoché inutile, ma forse varrebbe al rinsavimento di qualche indeciso (un po' come la Brexit).
      Tralasciamo il classico e tradizionale elogio taoista alla debolezza dell'acqua - che alfine, proprio per questa caratteristica, tutto pervade - nonché le indicazioni di Paolo in merito ("La mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza", 2Co, 12:9 ed altri passi).
      Tragico il non accorgersi che quella delineata all’inizio sia già una piena logica di guerra, e propria della fase in cui non si fanno più nemmeno prigionieri. La capacità di leggere la realtà secondo anagogia o metafora è qui pressoché allo zero: gl’interpreti di questa consuetudine passiva intendono “guerra” soltanto quando un missile, che nemmeno si vede mentre arriva, sventra loro la casa. Dapprima, è solo dialettica e normalità delle cose (al più, eventi conclamati che meglio accadano ad Aleppo).

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    3. Quando arriva la tempesta la canna si adegua e si rialza.Occorre vedere in prospettiva. Meglio la flessibilità o l'argine?

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    4. @Battista Dotti
      Verissimo (e si potrebbe citare un’intera filosofia di vita al proposito). E tuttavia mi pare necessario osservare come il mainstream si sia impossessato, anche in questo caso, di termini ed accezioni dei medesimi d’uso più o meno corrente, o comunque attribuibile agli stessi, riducendone la gamma semantica in modo analogo all’unico pensiero. La flessibilità della canna saggia quindi diventa flessibilità sociale, nazionale, lavorativa etc… ove l’intento causale a monte non è quello di rammentare come sia corretto tenersi abbottonati quando piove (anche Hagakure cita il motto: “Quando l’acqua sale, la barca si alza”, interpretabile in ambo i sensi), quanto piuttosto trovare il modo perché la canna se ne stia il più possibile prona e abbottonata, rassicurandola inoltre del fatto che questa sia la scelta più sapiente: e indubbiamente la è, ma per il tempo preciso in cui sia necessario il farlo.
      L’attacco nascosto, insomma, è rivolto anche alla varietà coerente di fondamenti culturali, intesi come ricchezza di elementi su cui poter strutturare il pensiero.

      (1) « “Se t’imbatti in gravi difficoltà o in situazioni incresciose, non è sufficiente dire a te stesso che non ne sei turbato. Imbattendoti in situazioni incresciose, devi spingerti ancora più avanti con audacia e rallegrartene , quasi dovessi superare una barriera. Come dice il motto: “Quando l’acqua sale, la barca si alza”. » (Hagakure, I, 115)

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    5. Io ho sempre pensato che la massima manifestazione della forza fosse la clemenza. Ebbene, lo penso tuttora. Fa molto jeune garçon ingénu, nevvero?

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  16. Un bel dibattito equilibrato su LA7 sulla brexit, ospiti in studio un europpiddino a caso, pasquino, caprarica e nientepopodimenoche il il mitico tetesco ti cermania piller, in collegamento da fuori il solo borghi...
    Eccheneparliamoaffa'?
    Da vomito!!!
    Mi spiace solo per l'ex buon pancani che dovrebbe vergognarsi di organizzare simili scempi... asimmettrici...

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  17. Si le ressort du gouvernement populaire dans la paix est la vertu, le ressort du gouvernement populaire en révolution est à la fois la vertu et la terreur: la vertu, sans laquelle la terreur est funeste; la terreur, sans laquelle la vertu est impuissante. La terreur n’est autre chose que la justice prompte, sévère, inflexible; elle est donc une émanation de la vertu.

    Ho preso in prestito questa citazione di Maximilen de Robespierre tratta da un post del "Pedante", per sottolineare le tattiche che si stanno attuando contro la Brexit. E per segnalare la deriva che M5S appronterà una volta andata al potere.

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  18. Anch'io avrei da dire qualcosa su cosa sta facendo Radio Tre questa mattina, ma mi astengo.
    Se ci si mette a riportare tutto ciò che dicono i mezzi di informazione si passano giornate intere e non se ne cava nulla.

    Segnalo alcuni libri che ho letto o sto leggendo che secondo me vale la pena conoscere.
    Uno è "The Great Rebalancing" di Michael Pettis. E' centrato sugli squilibri macroeconomici tra Usa e Cina ma c'è un capitolo dedicato alla prossima dissoluzione dell'Euro. E' un libro notevole: la tesi di fondo è che alla fin fine non esistono crisi finanziare, ma le crisi finanziarie sono la conseguenza di squilibri delle partite correnti protratti nel tempo.
    Poi "Denaro" di Felix Martin, un libro stupendo che integra molto bene lo splendido volume di Amato e Fantacci "Fine della finanza". Notevoli anche le letture consigliate, fra cui un articolo di Goodhart del 1998 che metteva in guardia sui problemi che l'Euro avrebbe incontrato; notevole il fatto che Martin abbia scritto il libro su impulso proprio di questo lavoro.
    Quindi "Debito. I primi 5000 anni" di David Graeber, antropologo ma anche attivista, e per questo cacciato da Yale.
    Molto utile e interessante anche "Where does money come from? A guide to the UK monetary e banking system".

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  19. Debbo dire che non mi sono mai divertito tanto prima, come con brexit; a proposito di letture, quando arrivano momenti "acuti" come questo ovvero decidere sul nulla, la "canizza mediatica abbaiante ed ignorante" si impegna al meglio ed è un "Piacere del tutto mio" ascoltare e leggere cose tanto divertenti; un "Piacere di nicchia", il topo del top!

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    1. Allora siamo in due.
      Peraltro il dibattito sul Brexit di questi giorni mi ha fatto curiosamente ricordare la mia esperienza sotto la naja, quando ho appreso per la prima volta come certe organizzazioni eccellono nel "rendere il facile difficile passando attraverso l'inutile".

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    2. A proposito di piaceri di nicchia riservati dalla Brexit, confesso che stasera al Tgcom24 con lo spirito Viero anch'io (ma esserci anche con il corpo, per quanto in via del tutto accessoria, sarebbe stato più memorabile). La professione economica sarà anche squalificata, ma qualche gustosa soddisfazione riesce ancora a regalarla.

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  20. Le conversioni sulla via di Damasco

    Incredibile, anche l'ex governatore della Banca d'Inghilterra, Mervyn King (in carica dal 2003 al 2013) e l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio (in carica dal 1993 al 2005), sono diventati euroscettici.

    Non possiamo che rallegrarcene.

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    1. Professore, a sua lode:

      "Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all'Unione Europea non ci saremmo mai candidati; qui, invece, abbiamo eletto la seconda delegazione italiana. L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'UE, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano. L'unico modo per cambiare questa "Unione" è il costante impegno istituzionale, per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l'UE dall'interno"
      - MoVimento 5 Stelle Europa

      Quando er Guru ce pija, ce pija.

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    2. E te credo! Per dire la verità quando sei "in" bisogna avere le palle, "BIG BALLS OF FIRE". Dopo vale certamente, ma è meno R&R!

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    3. "...per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l'UE dall'interno"

      Ripetuto per l'ennesima volta in questo contesto, sembra ormai la descrizione di un sintomo della diarrea.

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  21. 10) Per il Movimento 5 Stelle l'Italia dovrebbe uscire dall'UE?
    "Il Movimento 5 Stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all'Unione Europea non ci saremmo mai candidati; qui, invece, abbiamo eletto la seconda delegazione italiana. L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'UE, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano. L'unico modo per cambiare questa "Unione" è il costante impegno istituzionale, per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l'UE dall'interno".

    Ortotteri ufficiale.

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    1. Meravigliosi, poi, i commenti dei cornuti sul punto 10.

      Verranno ancora a darci consigli sulla scelta del partner più onesto?

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    2. Colpo di scena.
      Ovvero sottile distinguo, perché tutto era già stato ventilato e da tempo.
      Il Movimento 5 Stelle è decaduto a Movimento 5 Pianeti. Nelle dichiarazioni dopo trionfo ci tengono a esternare il fatto che sono felici di poter pensare che un popolo possa esprimersi con “libere consultazioni” se uscire o rimanere nella UE, ma …. ma..... ma ….. loro sono contrari all'uscita (e non si capisce ancora però se solo dalla UE o dall'Euro, come si sa le due cose sono date per sinonimo).
      Cioè, finalmente, è accertato che i poteri forti hanno scaricato il topogigio del PD, e hanno cambiato sorcio, ovvero “cavallo”, secondo il loro linguaggio che è più soave.

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    3. Infatti, non apriranno mai un bel niente.
      Oltretutto hanno ripreso un leit motiv tipicamente piddino, "cambiare dall'interno", o meglio dei più o meno cespugliosi antenati piddini.

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    4. Mi vien in mente una frase di Giordano Bruno interpretato da Volontè:
      "Chiedere a chi ha i poteri di riformare i poteri...che ingenuità!".
      Con una differenza sostanziale però, dato che l'ingenuità è propria degli onesti, non degli "onestoni".

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  22. ...meanwhile in Italy:
    "http://www.repubblica.it/politica/2016/06/23/news/brexit_i_cinque_stelle_scaricano_farage-142654189/?ref=HREC1-2"

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    1. Chi è iscritto al blog5S vada lì a dire la sua. Siamo già in tanti. Il post è questo:
      http://www.beppegrillo.it/2016/06/brexit_o_breima.html

      il punto in questione è il numero 10.

      Comincio veramente a pensare anche io che, per ora, meglio non votare 5S.

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    2. @ dargen

      3 giorni fa hai scritto "Meglio il piano B che il pilota automatico" per dire che i 5S sono votabili.

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    3. per ora

      Ieri non era ora.

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    4. Vorrei farvi notare la colossale gaffe tecnologica e politica:

      Punto 10 in questione ora:
      http://www.beppegrillo.it/2016/06/brexit_o_breima.html

      Punto 10 dalla cache google:
      http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:r9o2Lu3e6cIJ:www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2016/05/-dieci-domande-sulla.html+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=us

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  23. A Bruno

    A onor del vero, Antonio Fazio era euroscettico anche quando era in carica e, dopo le prime letture di Goofynomics, nella primavera 2012, mi sono ricordato di una intervista al Sole 24 ore, in cui esprimeva tutte le sue perplessità.

    Peccato che Fazio tenesse numerosa famiglia e fosse così contento di vedere i suoi rampolli alla guida di un'auto storica alla 1000 miglia, generosamente fornita da un amico dei furbetti del quartierino o che, come tanti suoi colleghi, aspirasse per loro ad un posto in Goldman Sachs o Morgan Stanley.

    A parte queste debolezze umane, comunque, almeno Antonio Fazio di economia capiva e forse è stato l'ultimo, in Banca d'Italia, a dare qualche segno di vitalità cerebrale.

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  24. Brexit, a urne ancora aperte remain al 52% ...
    "Borse euforiche" secondo i gazzettieri di regime, titolo che dice tutto. E io che credevo nella sagacia britannica, vatti a fidare.
    La foto di Tony Blair (anche su twitter), con un sorriso da squalo e un cartello in mano con scritto "I voted remain" è il miglior commento possibile.

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    1. Spero che almeno ora l'intelligenza politica di quelli che "famo er referendum" sia manifesta...

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    2. Anche in UK ci sono politici con la faccia come il culo, non solo da noi; bella consolazione eh! L' Unione europea cambia anche i popoli più straordinari, e ne uniforma atteggiamenti e reazioni secondo una convergenza innaturale e ciò è l' effetto delle balle cosmiche che ormai sparano anche media che si rimangiano analisi serie precedenti. Viene voglia di rivalutare la IRON LADY.

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  25. In risposta ai messaggi che leggo.

    "Noi siamo entrati nel Parlamento Europeo per cambiare molti trattati come quelli che danneggiano la nostra economia agricola, come quello sulle arance marocchine e l'olio tunisino.

    Sulla Brexit, aspettiamo il risultato, ma il sol fatto che un paese come la Gran Bretagna abbia fatto un referendum per uscire dall'Unione Europea, quello è già il fallimento dell'Unione Europea.

    Sull'euro, credo che per la prima volta dopo tanti anni, credo che debbano scegliere i cittadini italiani con un referendum consultivo.
    Abbiamo sempre detto che oggi l'euro così com'è non funzioni e bisogna preferigli delle alternative. L'euro 2 o monete alternative."

    Così parlò Giggggetto. L'altro ieri. Al minuto 22:12.

    Referendum bello, euro brutto.

    Poi vedremo se intrdurranno le riforme cilene o saranno fantocci della troika. Ma a quel punto vedremo le camicie asfalto per davvero.

    Il resto è obnubilamento da ostracismo e mantra del tipo clickcasaleggioblogperdevisite.


    That's all folks.

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  26. Al momento non sembra essere presente una linea tracciata ed univoca da parte dei cinque stelle. Ho letto post sui social di alcuni deputati penta stellati che sembravano un copia e incolla di concetti anti euro del blog. I commenti di stasera su quel punto 10 pro euro metteranno perlomeno sul chi va là i responsabili. È tutto un divenire da valutare da qui a breve. Il Dibbattista , incalzato dalla Gruber, ha confermato la volontà di far esprimere i cittadini, dopo tutte le info e le analisi, sul referendum consultivo sull' euro. Poi, come dice il prof. le evidenze nei fatti sono quelle che sono....intanto il "remain" sembra acquisire vantaggio...e neanche si presenta un' onda da cavalcare ...damn.!!!

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  27. Prof lei è un diavolo...le sue previsioni sul m5s prendono piede...andate a leggere sul blog di Claudio Messora...

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  28. Il m5s è diventato il m1984s: direttamente dal ministero della Verità la modifica del passato.

    Il punto 10 delle 10 domande sulla Brexit era parecchio diverso da come è ora che sembra copiato dal programma di Syriza.

    Il punto 10 (attuale) modificato da una manina misteriosa è visionabile qui:
    http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2016/05/-dieci-domande-sulla.html

    Era invece così: http://archive.is/7eO5k

    È giunta l'ora.

    2+2=5

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  29. Giornata storica! Brexit. L'inizio della fine (dell'incubo).

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    1. piu passano le ore e piu il brexit si allontana, sono anche apparsi i bravi e sono andati da Farange e gli hanno detto 'questo brexit non è da fare , tu tieni nipoti e figli ci hai capito ' parlano proprio così . La UE o Eu è la nostra vita e ne esci solo da morto .

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  30. Crossing my fingers, una sintesi della rassegna stampa odierna: prime pagine
    tutte uguali

    e ora vedremo, they promise them only blood, sweat and tears.... und bomben auf Engeland!

    Si€g H€il!

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  31. Bene. E adesso, prima del verificarsi degli eventi escatologici, pretendo di assistere alle pubbliche esternazioni di giubilo di Salvati (bravo Michele, stavolta sei stato veramente un intenditore!)

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