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lunedì 23 maggio 2016

Brexit: uno scenario

(...da uno di voi ricevo e pubblico, perché mi sembra piuttosto verosimile...)

Buonasera professore,

Sono molto curioso di vedere come andrà a finire, ma un'idea me la sono fatta. E voi?
Nella remota ipotesi che la domanda fosse rivolta anche a me, here's my answer.

Il referendum sara' il capolavoro di Cameron, che ha la faccia di una figurina di pongo, ma evidentemente sa scegliere chi gli scrive i testi. Con la sconfitta del Brexit avra' fatto piazza pulita, e questo nel giro di pochi anni:

- questione indipendenza scozzese: kicked in the long grass
- proportional representation: ditto
- Tory Eurosceptcis: annihilated

E come bonus, che e' davvero il dettaglio che delizia l'intenditore, avra' annientato il Labour per almeno una generazione. Per chi appartiene alla working class (quella che c'e' ancora) un Corbyn che si schiera per il Remain (dopo una vita da oppositore dichiarato) e' un tradimento che non si perdona. Per gli altri, e' la dimostrazione che il partito di Corbyn non e' diverso dai Tories (il Labour di Blair non lo era per definizione, ma Corbyn sembrava diverso), quindi tanto vale scegliere the real thing.

Con i Lib Dem gia' annientati da tempo, dell'opposizione resteranno soltanto macerie.

Buona notte.


(...e buona notte sì! A me sinceramente Corbyn non è mai sembrato un'aquila, ma capire che fosse un pollo non era poi così difficile. Se sei di sinistra non puoi essere per l'euro, per la contradizion che nol consente - il famoso schiacciamento dei salari del quale oggi ci informa il Sole 24 Ore! Quindi, come dire: viviamo in tempi molto difficili, ma orientarsi è molto semplice...)

86 commenti:

  1. "Sui salari lenti hanno inciso anche - ricorda la stessa Bce - le riforme del mercato del lavoro...".

    Ma va'?
    E chi le richiedeva (leggi: imponeva) e ad oggi persevera?

    Elicottero e riforme - tanto le sinistre continuano a tradire...

    Butta sempre peggio, prof.

    E la correzione di rotta del Sòla mi dice che i traditori salveranno quella loro faccia tanto simile ad altre regioni anatomiche.

    Sarebbe un orrendo modo (per noi) di uscirne: amnistia senza verità, niente modello Sudafrica.

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  2. In Austria attendono l' arrivo della posta, che probabilmente vedrà come vincitore il partito dei verdi per una manciata di 3.000 voti. Credo che anche gli austriaci abbiano subito, un po come stanno subendo i britannici, terrorismo psicologico dai media. È proprio vero che non troviamo le cose quando sono sotto i nostri occhi esattamente come molti non comprendono il progetto fascista anche di fronte a frasi come: "se vincerà il brexit sarà guerra".

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    1. Sarà lo stesso per il referendum costituzionale di ottobre 2016, il sistema terrormedia è lo stesso quindi... >>come scriveva il Prof qualche articolo fa, alla fine è l'economia stesssa che si prende le sue rivincite senza se e senza ma.

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    2. Il problema sta nel fatto che più la tirano per le lunghe peggio finirà, speriamo che gl'inglesi votino con saggezza.

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  3. Gli elettori di sinistra hanno vissuto sempre in questi anni con una sorta di spocchia intellettuale nei confronti dei berluscones. Questo ha permesso a chi li governa di fare passare sopra di loro una serie di norme (tra le ultime il jobs act e la buona scuola) che è contro i loro stessi interessi. Ma che volete, basta andare ad una qualsiasi festa dell'unità per capire che, qualsiasi cosa venga loro fatto, l'elettore piddino medio l'accetta.

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    1. La cosa curiosa (ma nemmeno tanto) è che qualche bel mesetto fa, proprio a una Festa dell'Unità, i volonterosi partecipanti alle salamelle, ormai trasformate in sushi, rispondevano alle domande poste da un cronista sul governo Renzi nello stesso modo con cui replicavano i berluscones, in merito al satrapo d'Arcore.

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  4. Ieri ho sentito su Radio Popolare l'intervista a Manasse sul perché la Brexit avrebbe effetti così negativi sull'economia inglese e quella mondiale.
    Dopo aver riconosciuto che l'UE non è stata in grado di risolvere una piccola crisi debitoria come quella greca, Manasse ha evocato lo spettro di dazi, barriere commerciali, dumping valutari, ecc. senza precisare di chi verso chi e per quale scopo o ragione. Certo, a saperlo interpretare, il suo intervento equivaleva a dire che la Brexit in se stessa non comporta effetti rilevanti di sorta. Ma per l'ascoltatore comune, privo di punti di riferimento, il tutto si è tradotto in un messaggio terrorizzante.
    Rilevo anche che, riguardo la Grecia, Radio Popolare si è astenuta già da un po' di settimane da qualunque commento, riporta le notizie di agenzia e stop. "Metro" e "Leggo" al confronto fanno un figurone. Del resto, lo disse a suo tempo Ferrarotti a un gruppo di studenti che lo contestavano: "sull'ignoranza non si costruisce nulla."

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  5. Se quello di Cameron è un diabolico meccanismo che gli permetterà lo scacco matto definitivo, perché gli hanno sbattuto i conti panamensi in prima pagina, assieme al cattivissimo Putin? (A proposito, le mirabolanti riforme liberiste promesse da Macrì, che tanto eccitavano Seminerio, che fine hanno fatto?)
    Se è così certo che vincerà, perché l'utile keniota ha sentito il bisogno di fare propaganda per la permanenza, pur essendo politicamente sparito da più di un anno?
    Se si tratta solo di una messinscena, perché Junker, subito dopo aver negoziato le nuove condizioni di permanenza del Regno Unito, si è mostrato molto contrariato dal referendum comunque indetto?

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    1. Perché a dispetto di qualunque logica apparente un pugno di alti burocrati e quattro uffici stampa riescono ancora a tenere in piedi l'Unione Europea?

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    2. E' l'inerzia... prova a fermare una petroliera, anche se va a 2Km/h!

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  6. Anche questo e' Brexit...

    Le Brexit, la banane et la bouilloire
    (AFP - Franse24 - 23/05/16)
    Il y l'aspirateur, la bouilloire, et surtout la banane, dont la courbure serait réglementée de manière très stricte par Bruxelles: au c?ur de la campagne du référendum, ces symboles sont agités par les pro-Brexit comme autant d'incarnations de l'ingérence des technocrates européens.
    La banane, mythe persistant
    "Donc êtes-vous d'accord avec cette norme européenne qui régit la façon dont les commerçants doivent vendre les bananes?". Le tweet, publié mardi par @Vote_Leave, le compte de la campagne officielle pro-Brexit, est l'un des derniers d'une longue série consacrée au fruit jaune chez les eurosceptiques.
    Une semaine plus tôt, l'ex-maire de Londres Boris Johnson s'étranglait, jugeant "absolument fou que l'Union européenne nous dise (...) quelle forme doivent avoir nos bananes".
    En réalité, l'UE n'interdit pas précisément la vente de bananes trop -ou pas suffisamment - courbées, et encore moins la vente de grappes comportant "plus de deux ou trois" fruits, comme l'a prétendu Boris Johnson, aussitôt raillé sur les réseaux sociaux.
    Comme le rappelle le Guardian, "les bananes ont toujours été classées pour le commerce mondial en fonction de leur qualité et de leur taille. Mais parce que ces normes, décidées par différents gouvernements et industriels, portaient à confusion, il a été demandé à la Commission européenne d'édicter de nouvelles règles".
    Ainsi, si le règlement 2257/94 de la Commission indique que, de manière générale, les bananes vendues dans l'UE doivent être "exemptes de malformations et de courbure anormale", les bananes classées dans la catégorie 2 peuvent présenter des "défauts de forme".
    Peur sur l'électroménager
    Autre cheval de bataille des eurosceptiques, l'électroménager, victime selon eux des règles européennes visant à réduire la consommation d'énergie.
    "L?Union européenne s'est arrogée le contrôle de vos appareils ménagers. Elle a banni les aspirateurs les plus puissants. Bruxelles prévoit aussi de rendre illégaux les grille-pains et bouilloires britanniques (...). Si nous votons pour le maintien dans l'UE, des bureaucrates non élus continueront de décider quels appareils vous pouvez utiliser", s'insurge sur son site internet Vote Leave.
    Il y a deux semaines, le tabloïd Daily Express (conservateur) titrait en une, en lettres capitales: "L'UE veut désormais interdire nos bouilloires".
    La réalité, là aussi, est plus complexe. A compter de 2017, Bruxelles doit en effet demander aux fabricants d'aspirateurs de ne pas dépasser 900 watts, contre 1.600 aujourd'hui.
    Pour autant, "aucune décision n'a été prise - ou n'est programmée - quant à l'édiction de nouvelles règles pour les bouilloires ou les grille-pains", qu'ils soient fabriqués en Angleterre ou ailleurs, écrivait la semaine dernière la Commission européenne dans la rubrique "Eurythermes" ("Mythes européens") de son site.
    Pour le quotidien conservateur The Daily Telegraph, cela ne serait toutefois tarder: Bruxelles, soucieuse à l'approche du référendum de ne pas irriter outre-Manche, attendrait le 23 juin pour avancer sur le dossier.
    Ballons gonflables
    Dans un article recensant les conséquences positives et négatives qui découleraient d'un éventuel Brexit, le quotidien Evening Standard voit, lui, un autre avantage à une sortie de l'UE: les enfants de moins de huit ans auront désormais le loisir de gonfler des ballons sans la surveillance de leurs parents.
    Mais là encore, l'assertion du quotidien londonien a déjà été partiellement démentie par Bruxelles. La Commission européenne n'interdit pas aux enfants de gonfler des ballons seuls, elle "recommande" simplement, pour éviter tout risque d'étouffements, la supervision d'un adulte, précise-t-elle.

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  7. Fermi tutti, Austria docet: se si è ancora in bilico, improvvisamente si materializzeranno 500.000 voti per corrispondenza che risolveranno tutte le questioni referendarie, quelle britanniche e quelle italiche.

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    1. Secondo me non è giusto che un residente all'estero voti, a parte lA possibilità di brogli, dovrebbe votare solo chi subisce le conseguenze del suo voto. Se tu abiti all'estero, pazienza, voterai quando e se torni

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    2. Beh, però gli affetti familiari sono tutelati nella Costituzione e ripresi anche con le attenuanti nel codice penale, quello che dice è, secondo me, un pochino "di pancia".

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    3. Ma hanno proprio bisogno del voto per corrispondenza per taroccare il voto?
      Siete così sicuri che sia avvenuto in Austria, che ne abbiano avuto bisogno?
      Lo spoglio non prevede controlli da parte delle diverse forze politiche?
      Per me è stata sufficiente la propaganda.
      Hanno armi enormi per inquinare la decisione degli elettori non informando o informando parzialmente, è questo il vero motivo, reale, il resto, senza prove, è sospetto e supposizione che rischiano di far passare l'idea della ricerca di una scusa quando invece sarebbe più utile insistere ed evidenziare le ragioni e le cause.
      Che ci sono ed enormi.

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    4. Ammetto che è di pancia, ma l'idea che il voto di uno che risiede in Bolivia condizioni la vita di uno residente in Italia, che subisce in prima persona le sue preferenze politiche, vuoi tramite aumenti dell'iva, austerità/permanenza nell'euro etc, un tantino mi disturba.
      Poi magari parliamo di poche migliaia di voti, ma gli esempi recenti dimostrano che tanto basta.
      Poi, io parlo in linea di principio, sono ignorante sulla questione austriaca, e che cosa voglia dire in Austria votare per corrispondenza, io l'ho associato magari sbagliando ai voti dei residenti all'estero.
      Resta il fatto che quando leggo sui giornali, in relazione al voto austriaco, che l'unione europea tira un sospiro di sollievo, io tiro una madonna.
      Di pancia.

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    5. No no, ci mancherebbe, in Austria sono stato trattato malissimo, e non ci torno nemmeno a fargli il catering.
      Mi capisca, uno che emigra lascia magari una casa di proprietà, i genitori (Dio li mantenga in salute, ma lo Stato pure...), la macchina, il "cuggino" e la ex che lo odia. Ma comunque non li ha cancellati, e prendersi cura, anche solo con il voto pleonastico, di loro, mi pare un diritto da salvaguardare. Tutto qui.
      Sul "safe-voting" sono assolutamente d'accordo su quella che mi sembra la sua posizione: decide il ministero degli interni, sulla procedura, e mette pure le crocette. Mi sembra simile a quando nel medioevo viaggiavano le lettere col sigillo: non arrivava mai il contenuto originale :-D.

      P.S. Io continuo a scrivere familiari, ma mi hanno detto che da un po', bisogna scrivere "famigliari", per quanto concerne la famiglia. Non so, ma mi cautelo così.

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  8. Nel delirio totale e indipendentemente dal risultato del referendum sul Brexit, devo convenire che comprendere il giochino e "unire i puntini" mi ha enormemente semplificato l'esercizio sulla scelta di chi votare. Niente (o quasi) è inutile. Intanto incoraggianti notizie dall'Austria, dove i polpulistibbrutti, pur non vincendo, hanno preso una sbaraccata di voti.

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  9. Ma che dico Austria docet. America docet. Come non dimenticare il peso dei voti per corrispondenza nella battaglia elettorale per la conquista della Florida che vide contrapposti Bush ad Al Gore, con la sconfitta di quest'ultimo decisa sempre dai voti per corrispondenza? E la sinistra tace: la sinistra assente (parafrasando il titolo di un saggio di Domenico Losurdo).

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  10. Una considerazione ulteriore: la discussione sulla Brexit è PRIMA del tracollo definitivo della Grecia bombardata a strascico dagli sturmtruppen euristi
    e delle macerie del dopo Tsipras (con tanti residuati bellici propagandistici pronti ad inesplodere)

    PRIMA dello Tsunami nucleare, non DOPO, e non è un dettaglio

    ma non abbiate fede: i referendum valgono il tempo di un papocchio

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  11. Gianluca Cerritelli. Di solito sono d'accordo con lei, Mr. Bagnai, e quindi non ho bisogno di commentare.Questa volta peró dissento. Io in Inghilterra ci vivo da 8 anni e secondo me da uno di noi ha ricevuto e pubblicato ... una pila di discrete fregnacce. Il mio sará whishful thinking - per caritá ci sta - ma che Cameron sia questo genio del male a me me pare una ..... Vedremo come finisce il referendum - probabilmente restano, sono d'accordo - e Corbyn é troppo una brava persona per andare a prendere a cornate chi se lo meriterebbe. Peró attenzione a sottovalutare i britannici. Questi George Orwell ancora se lo ricordano e i piedi in testa se li fanno mettere, ma fino a un certo punto. Il loro di impero é relativamente recente: di essere delle merde ancora non li hanno convinti.

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    1. Guarda, secondo me è più semplice di così. Un pezzo di Inghilterra ha bisogno dei lavoratori stranieri, un altro no. Il primo possiede alvuni giornali. Fra un mesetto sapremo tutti com'è andata a finire, impero o non impero, Orwell o Farewell...

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    2. Cameron ha avuto un gran mazzo (!). Si e' messo in questa storia (il referendum) per non perdere voti a destra, e gli e' riuscita bene - un po' come giocare a poker: come dice una mia amica, nella vita ci vuole testa, ma anche culo (scusate l'espessione :-)). Poi la verita' e' che la gente e' lobotomizzata (non sei il solo, se puo' esserti di alcun conforto :-)), non ha tempo per informarsi - la vita e' dura anche se sei nato dalla parte giusta della barricata. E si finisce per scegliere le short cuts - si chiama heuristic, e magari va anche bene (sono un'inguaribile ottimista, what else?). Se vince il Brexit, faccio festa. E magari faccio festa comunque, visto che il 23 di giugno saro' in vacanza - forzata, ma almeno me la godo! Tanto vale :-).

      Corbyn? E' un po' confuso. Non c'e' da meravigliarsi, con i tempi che corrono :-). Il guaio e' che cosi' confonde gli altri...

      PS: Complimenti all'autore del commento. Vorrei averlo scritto io (si dice cosi' in italiano? Sono un po' confusa con i verbi ausiliari :-). Lucido e realista. Il che non esclude l'ottimismo (spero per lui e per tutti :-)). E' dura. Ma come dicono gli inglesi, when the going gets tough...

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    3. Sono d'acvordo. Giocatore di poker con le carte truccate. Rimane da appurare se la strategia fosse effettivamente la sua ma penso che, in fondo, non è poi così rilevante....

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    4. ...no vabbé,
      quote: Orwell o Farewell...

      Questo è un intellettuale vero, bimbi; multilevel thinker.
      Spero di poterlo raccontare ai miei nipoti, e farne un romanzo:

      "The reconquer of symmetry I - Goofy's war"
      Autore: Think Fluid.
      (scusi, ma sui giochi di parole divento veramente cretino oltre la media già, di per sé, sostenuta).

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    5. Cameron il referendum, che UKIP chiedeva da tempo, non lo ha mai voluto. Glielo hanno strappato dopo che e' tornato da Bruxelles - dove era andato ad esigere le famose 'concessioni' - a mani vuote. Io credo che non avesse neanche previsto che Boris Johnson stesse con il Brexit camp (anche se ovviamente c'era questa possibilita' - sono arcirivali ed e' probabile che il sindaco di Londra speri di far le scarpe a Cameron dovesse vincere Brexit: questa sembra la sua strategia). Neanche credo che Cameron si aspettasse tanti Brexiters nel suo partito - fara' un bel ripulisti dopo il referendum.

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    6. rettifico prima che me lo facciate notare voi :-). Il referendum era stato deciso prima delle negoziazioni di cameron a Bruxelles ma il risultato (che ancora non c'e' - stiamo parlando di ipotesi) sarebbe stato molto piu' scontato se Cameron avesse ottenuto qualcosa. Tant'e' vero che Johnson continuava a dire che avrebbe deciso da che parte stare dopo le negoziazioni.

      Ci sono ancora dei particolari che non mi spiego, comunque. Per esempio la data del referendum, che coincide con un mega festival (Glastonbury) che attira ogni anno un paio di centinaia di migliaia di giovani, i quali ovviamente non voteranno pur essendo quelli che piu' probabilmente voterebbero to remain - piccolo dettaglio: circa un quinto dei giovani londinesi non si ancora sono registrati per votare... La verita' e' che non gliene frega molto: molti dei miei studenti mi hanno gia' detto che non voteranno.

      In tutto questo, mi fa tristezza che un popolo (quello italiano nella fattispecie) aspetti che un altro (i britons) gli tolgano le castagne dal fuoco. Perche' non la sfasciamo noi questa Europa fascista? (@ Emilio Pica: le e' piaciuto questa volta il gioco di parole :-))

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    7. @Alessandra
      Davvero molto :-D, ma da queste parti quello che lei afferma sugli Italiani, è già un filino sugli scudi...
      [fascismo, sfascismo, Fazzismo, uhhhh....signora mia, sapesse, etc.]

      I giovani voterebbero "Left" (passato di Leave) (o "Getaway" o qualsiasi cosa sulla scheda ci sarà con la scritta "Andare via"). La Sinistra "labour" ha perso ogni forma di capacità propositiva, piegandosi a un dismorfismo che, altrove, l'ha portata alla scomparsa, finanche aritmetica.
      Qui ci adoperiamo (quelli più bravi di me, ovvero quasi tutti, si adoperano) per recuperare i valori giuridico-economici che avevano consentito a questa nazione (basata su valori lavoristici, quindi senza dubbio, di Sinistra) di diventare, davvero, ricca, e capace di...

      [... pagare le pensioni, la salute delle persone, fare vini e formaggi buoni, curare il daino del Gran Paradiso, vincere oscar, brevettare farmaci, lanciare satelliti, vincere Nobel per l'economia (ho puntato sul 2018. Alle brune, dodici lune, prof...).
      Ok, l'ultimo era un "Wishful thinking", ma sul "macchianera", una pettinata, je l'amo data].

      Mio "Cugginetto" vive da quelle parti (il pupo della famiglia, appena nato), quindi mi guardo bene dall'augurare la sconfitta agli operai e impiegati britannici.
      Ma so che andrà così, e già sono allertati.
      Ora mi mangio tre "saltimbocca alla romana" e una cesta di rucola.
      Capisci @Alessandra perché davvero non riesco a capire perché i pellechiara debbano togliermi dal fuoco castagne di cui non sento il bisogno?

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    8. @Alessandra Perri: Corbyn non è confuso, ma semplicemente inadatto ad essere un leader. In effetti la sua era una candidatura di bandiera, nessuno si aspettava che vincesse vista l'ostilità dell'establishment del partito (soprattutto i parlamentari), quindi era pure impreparato.

      Poco dopo la sua elezione il congresso del Labour ha votato compatto per il Remain senza se e senza ma (i piddini sono ovunque) e Corbyn ha repentinamente cambiato musica sulla UE (interprentando al meglio la massima manzoniana sul coraggio).

      Per il resto, il declino del Labour è allegramente avviato da tempo, basta guardare il disastro in Scozia l'anno scorso e il terreno perso a vantaggio dell'UKIP in tante zone "rosse".

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    9. Grazie per la risposta. Capisco, credo, ma non sono troppo sicura :-)

      Io penso che parte del problema e' che non abbiamo proprio le categorie mentali per capire cosa sta succedendo (mi dira' lei che la lotta di classe non e' mai finita, anzi si e' intensificata. In parte son d'accordo, pero'anche, boh??!) e quindi trovare soluzioni. Sono talmente intricati i problemi che ci ritroviamo a discutere (siamo nell'era dei sistemi complessi, anzi complessissimi) e talmente nuovi che io faccio fatica a raccapezzarmi, per quanto ci provo (la prima parola che ho imparato e' stata: perche'? - non e' una battuta, esasperavo la mia mamma :-). Poi a 40 anni ho scoperto che si chiama divergent thinking). E non credo di essere la sola. Come interpretiamo gli eventi che ci ritroviamo ad analizzare? Come li chiamiamo, perfino? Poi, in quale box of the brain li mettiamo? E come do they fit into the big picture (mi deve scusare davvero, sto assumendo che parli l'inglese - non so come si dice in italiano e devo correre al lavoro, sicche' non ho tempo per cercarmi la traduzione)?

      Per questo poi sono anche molto indulgente con chi non la pensa come me (think fluid, come dice lei). Poi sono un'insegnante. Poi ho vissuto all'estero (non solo in Inghilterra) cosi' a lungo che ormai sono tanto intrisa del pensiero anglosassone della serie che va bene tutto :-).

      E le diro' di piu': siccome non sono cosi' vecchia ma neanche tanto giovane, mi ritrovo nel mezzo, tra i giovani che dicono 'vabbe' e i non piu' giovani che ancora pensano in termini di capitale e lotta di classe (basically sono nella m**** :-)). E tra i due gruppi, sono piu' incazzata con l'ultimo che con Giovinia, perche': Come c**** e' che non l'avete previsto con tutte le categorie mentali che avete tanto salde al loro posto?

      PS: io nel '95 o '96 (non mi ricordo esattamente, ero qui allora) scrissi un tema in inglese (se lo trovo lo incornicio) sull'integrazione europea, dove chiedevo 'perche'? non siamo gia' integrati abbastanza? Se proprio deve succedere, lasciamo che succeda naturalmente... ecc.

      Nel '97 me ne andai a vivere in Spagna, e mi chiesi: perche' la sterlina vale 1.300 pesetas quando un paio di anni prima, che c'ero andata in vacanza, era poco piu' che la lira (all'epoca, circa 3.000, se ricordo bene). Poi arrivo l'euro, e capii... anche se non so niente di economia :-)

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  12. Certo che siamo davvero complessivamente messi male, al punto di dover auspicare il realizzarsi d'un palese ed immediato peggio, per cercar di scongiurare che il peggio divenga ancor peggiore nel tempo.

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  13. Si però non capisco sto buonismo con Corbyn. Una tanta brava persona con tutte le battajegggiuste decorate sul petto. Il simbolo del piddino, vestito come il veterinario della publicità (forse un amaro?), o appena peggio visto cheipiddinisoppoveri, coi pantaloni marroni a coste non troppo nuovi o stirati e appena un pò troppo lunghi. Che ovviamente era contro EU quando ancora non si sarebbe mai sognato di uscire dalla nicchia dell'opposizzzzzione desinistra del PD (I mean Labour). http://www.theguardian.com/politics/2016/jan/20/labour-eurosceptics-accuse-corbyn-reversing-position-eu-referendum

    Ma ora piuttosto che combattere il partito e rischiare di uscire da Giusto (ma facendo un casino tale da poter tornare vincente alla lunga), eccoollà, se ne va ad abbracciare Zzipras (anche proprio di persona eh! non solo spiritualmente). La politica dei prossimi 10minuti.

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  14. Mah,..., io vorrei che qualcuno mi spiegasse perche' i britannici dovrebbero votare per il Brexit.
    1) Non sono nell'Euro, hanno la loro valuta e possono gestirla come vogliono;
    2) sono nella UE per cogliere quello che conviene a loro, e,
    per esempio, con gli ERC (i fondi di ricerca dell'ESF) fanno il pieno, anche attirando ricercatori di altri paesi UE;
    3) una moltitudine di studenti europei passa almeno una settimana in UK per imparare l'inglese;
    4) la City .... non aggiungo altro.

    Gli inglesi sono un popolo molto pragmatico. Perche' dovrebbero uscire dalla UE? Per una questione di pricipio? Per orgoglio nazionale?
    Mah .... penso che Corbyn, come anche Cameron, i loro conti se li sono fatti bene.

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    1. Risposta: gli Inglesi devono aderire ad una lunga serie di vincoli commerciali, che possono trovare strettini. Specialmente perché questi vincoli li subiscono, visto che sono decisioni prese a Bruxelles.

      Mettiamola cosí: piú passa il tempo, piú l'Europa diventa un burosaurico dittatore che richiede un sempre maggiore budget per funzionare. I vincoli commerciali saranno sempre piú pesanti, non ottimizzati per i singoli paesi. La UK avrá zero possibilitá di gestirsi come piú le piace eventuali accordi commerciali con altri paesi. Verrá fagocitata dalla Germania.

      In merito alla City: l'esplosione immobiliare é figlia del quantitative Easing britannico. Se aderiscono all'euro, ed é possibile in prospettiva se vincono per rimanere dentro, non avranno piú nemmeno una politica fiscale e monetaria.

      Anche in merito ai fondi di ricerca: proprio perché sono un paese indipendente, non devono subire dettami sui bilanci da parte dell'UE.

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  15. Mi ha detto micuggino che vive a londra: checcefregadellabrexit noi c'avemo la sterlina...
    albione, con la sterlina in tasca può pure restare in europa, anzi le conviene, perché così non si inimica il premio nobel - quello abbronzato - e chi lo sostiene che ora devono da pensa' a rimettere la cornuta (mi si perdoni l'eufemismo) alla white house, e nel contempo, quando l'europa si fa troppo invadente, come di recente è già accaduto, possono sempre da di' machecazzovoletenoiconlasterlinasiamonoi evvoinonsieteuncazzo...

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    1. in risposta agli ultimi due commenti: la working class (o almeno quello che ne rimane - piu' che altro concentrata nel nord dell'Inghilterra, piu' o meno l'equivalente del sud d'Italia), avrebbe questo motivo: http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/7097837.stm

      E' un problema vecchio. Si trascina almeno da quando l'impero 'importo'' coloni indiani per lavorare nell'industria tessile del nord England, che gia' sapevano lavorare la seta. Una soluzione piu' economica che insegnarlo agli autoctoni - in piu' si sa che gli immigrati si accontentano: vedi gli occupati nel settore agricolo nel sud Italia. Senza contare che gli indiani furono 'importati' anche come lavoratori nei middle ranks del civil service (strategia gia' sperimentata in India dall'impero - per chi e' interessato, consiglio la lettura di The Glass Palace di Amitav Ghosh).

      In piu', le PMI stanno soffrendo anche qui - meno che in Italia, comunque, perche' il lavoro nero e' piu' che tollerato (non c'e praticamente nessun controllo) e l'evasione fiscale e' parte del sistema.

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    2. Mi perdoni, io non so se lei viva in quel di Londra e del nord dell'Inghilterra ne abbia solo sentito parlare, ma paragonarlo, anche solo piu' o meno, al sud Italia e' quanto meno una "lieve imprecisione" (cit. Goofydizionario).

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    3. Vivo a Londra. E sono calabrese. Il nord dell'Inghilterra lo conosco perche' ci sono stata spesso in passato. Avevo un compagno dello Yorkshire, estrazione sociale working class, anche se aveva una laurea. Conosco abbastanza bene Leeds, Bradford and Harrogate; ho visitato York e i Yorkshire Dales e altri posti in Yorkshire. Sono stata anche nelle Midlands - amici anche li' - e nel Lake District in vacanza.

      Il paragone era piu' che altro riferito al divario tra nord e sud d'Italia, che qui si inverte geograficamente: sud ricco e nord povero.

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    4. Ed io e' proprio quest ultimo fatto che volevo demistificare. Il nord dell'Inghilterra e' tutt'altro che povero. Se escludiamo Londra ed area adiacente, che sono una nazione a parte, le aree di Birmingham o di Southampton (giusto per citarne 2) non sono certo piu' ricche di quelle di Manchester o Leeds. Per fare un esempio, il "Golden Triangle" nello Yorkshire e' una delle zone piu' ricche e costose d'Inghilterra!
      L'unica cosa che potrebbe accomunare il sud Italia e il nord dell'Inghilterra semmai e' la bellezza della natura meno contaminata.

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    5. A Manchester non sono mai stata. Leeds e' una citta' ricca, anche esteticamente piacevole, tutto sommato, moderna e con diverse sculture di Henry Moore sparse per la citta' (anche David Hockney e' dello Yorkshire). Ha una buona universita' e un'ottima facolta' d'Arte. Lo Yorkshire e' bellissimo, forse anche piu' del Cotswold. Ma e' stato a Bradford? Nelle Midlands? O anche nella Sheffielf post-industriale?
      Quelle di cui parla lei sono aree metropolitane, ricche proprio per questo. Il Golden Triangle sara' anche una delle zone piu' costose dell'Inghilterra, ma anche Taormina lo e' in Italia, il che non vuold dire che la Sicilia sia ricca. Io la ricchezza diffusa del Sud-Est inglese nel nord non l'ho vista.
      Poi magari lei ha un'esperienza diversa. Anche a Londra ci sono zone molto povere e degradate anche se e' una citta' ricca - da dove vivi dipende anche la percezione che hai del posto. Io guarderei i numeri - differenza di livelli di occupazione e income. Certo, stanno cambiando molte cose, anche dovuto al fatto che Londra e' cosi' cara che imprese e quindi lavoratori stanno delocalizzando sempre piu' (la BBC a Salford, per esempio), ma insomma il divario ancora esiste.

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    6. http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2010/3/31/1270051456691/UK-incomes-graphic-002.jpg

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  16. Vediamo il lato positivo: questi eventi sono una cartina tornasole. Chi si diceva rosso in un paio di nottate risplende di "luce nera" al sole dell'aut-aut della Storia.
    Lo abbiamo visto in Grecia, ora in UK... e anche in Italia, ma qui con modalità non così evidenti e per altre ragioni... arriverà anche il nostro turno.

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  17. buongiorno professore,
    mi permetto di dissentire non tanto dalle previsioni a breve del suo ospite, quanto da quelle più a lungo termine. Che il tradimento di Corbyn sia l'ultimo chiodo nella bara laburista è probabile, ma questo non significa la fine della lotta politica in GB. Significa semplicemente che lo UKIP sostituirà il Labour come principale contraltare dei conservatori. E che quindi la storia non è finita, ma che anzi sia l'uscita dalla UE sia la spaccatura della GB potrebbero semplicemente essere rimandate a dopo le prossime elezioni generali. Non dimentichiamo che il tradimento laburista ha già provocato la migrazione di quasi tutti gli elettori di sinistra scozzesi verso il partito nazionalista, per dire. Quanto al perché la GB dovrebbe uscire dalla UE, basta seguire i comizi Brexit: ritengono che restarci sia un pessimo affare (per via dell'inesistenza dell'agricoltura britannica, la GB è contribuente netto da sempre) e, in prospettiva (leggi USE) metta in opericolo la "relazione speciale" con gli USA. Non dovremmo dimenticare che quando MI6 e CIA crearono il nuovo federalismo europeo, rivitalizzando quel che restava del vecchio, l'idea era di unire tutto il continente in funzione anti-russa, e non certo di includervi la GB. Dunque la vera domanda è: perché diavolo gli inglesi ci sono entrati, nella UE, visto che la UE doveva essere solo un meccanismo di controllo di cui loro condividevano le chiavi con gli USA? Credo che la risposta vada cercata nella crisi catastrofica della seconda metà degli anni '60, nelle umiliazioni inflitte alla GB dagli USA (a partire da Kennedy sui missili nucleari), e nell'ostruzionismo anti-britannico di De Gaulle (che si vendicava delle umiliazioni a suo tempo subite da Churchill). L'ingresso nella UE si è poi rivelato un pessimo affare per la GB: sono sempre stati contribuenti netti, non hanno inciso per nulla sulla natura dell'eurocrazia (ampiamente basata su un mix della tradizione burocratica francese e tedesca), e hanno sempre e solo agito da freno. E' del tutto naturale che vogliano uscire, e la forza degli EUropeisti britannici dimostra solo quanto sia diabolica l'appartenenza a questa entità: anche loro sono vittima di tafazzismo, perché UE vuole dire IV Reich (ossia Grande Germania) oppure USE (ossia colonizzazione USA), due esiti che la massoneria britannica ha da sempre contrastato come propria ragione d'essere. Il fatto che potrebbero non riuscirci dovrebbe farci capire che persino una cosa evidente come la necessità di uscire dall'euro potrebbe rivelarsi, alla fine, politicamente perdente tanto in Francia quanto in Italia per via della colonizzazione culturale che subiamo da parte di Germania e USA

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    1. Alla faccia della tanto osannata ragione: la Storia mostra di saper essere la concatenazione e lo svolgersi d'eventi dettati dalle più intricate ed intrecciantesi psicosi umane.

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    2. @giovanni b.

      Molti complimenti per il commento. Un saluto e un abbraccio

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  18. OT:

    Il nuovo articolo 55 secondo la nuova riforma costituzionale contiene introduce per quanto riguarda il senato il seguente nuovo testo:

    [...]Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attivita’ delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.[...]

    Il gioco è perfetto: un organismo di nominati, come sarà il senato, diventa l'attuatore (il raccordo!!!) della politica europea , tra l'altro fatta da altri nominati, non eletti.
    Incredibile!!!! L'asservimento più totale al fogno europeo diventerà realtà al riparo da ogni processo elettivo e democratico.

    Qui la spiegazione esaustiva dell'avvocato Mori

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  19. Caro prof, gliela metto giù piatta così come mi viene: questa china un po' tra l'indulgente/accomodante e il placido/distaccato che mi sembra trasparire dai suoi ultimi post non mi sconfinfera molto. La comprendo e la accetto cerebralmente, ma non riesco ad accoglierla emotivamente.

    Sarà perché da una decina di giorni a questa parte una grave situazione familiare mi sta mettendo nella condizione di provare in prima persona, in campo sanitario, gli effetti violenti del processo di distruzione dei presidi costituzionali di civiltà (ovvero di umanità) che gli ottimati 'amici del popolo' nostrani (si fa per dire) stanno implacabilmente portando a compimento, ma la vaga prospettiva che "chi non coopera alla democrazia patirà come tutti le conseguenze del suo deterioramento" non è qualcosa che possa lenire minimamente lo stato di rabbiosa frustrazione in cui mi dibatto nel tentativo impotente di fronteggiare in concreto quella violenza che ora, anche e soprattutto grazie a lei, riconosco come solo apparentemente impersonale e ineluttabile.

    La sacra potenza di fuoco dispiegata in questi giorni dai mezzi di disinformazione di massa su argomenti come brexit, elezioni austriache, elezioni americane è talmente compatta e grondante di autoassolutoria sicumera da risultarmi intollerabilmente rivoltante. È troppo netta l'evidenza della sprezzante distanza che questi autoproclamati fari di retto pensiero pongono tra se e le orride masse le cui primordiali pulsioni ai loro occhi minano le basi della convivenza civile, per consentirmi di provare per loro qualcosa di diverso da un impellente desiderio di vendetta.

    Insomma, non riesco ad essere per niente "curioso di vedere come andrà a finire", perché ogni minuto trascorso in attesa veder scorrere certi cadaveri dalla riva del fiume, lungi dall'essere un momento di pregustazione dell'esito di una previsione azzeccata, è una goccia di acido che mi cade negli occhi accecandomi di torvo risentimento verso gli artefici e i complici, volontari e involontari, della distruzione di quel poco di civile e solidale modus vivendi che l'uomo è riuscito a costruire nella sua plurimillenaria presenza su questa Terra.

    Mi rendo conto che questo mio rigurgito di piazzaloretismo alla Alberto49 prima maniera non è altro che uno sfogo sterile e patetico, ma estenda anche a questo la sua indulgenza e lo consideri uno scomposto ma affettuoso rimbrotto dettato da un momento di sconforto.

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    1. Per quanto possa, in effetti, valere, le sono vicino, @Fabrizio Laria.
      Non per altro, perché l'iniquità sanitaria, in Italia, l'ho portata io, capisce? https://www.apss.tn.it/-/esenzione-dal-ticket-per-reddito
      (se volete ne parliamo)

      La abbraccio forte, e, nella misura in cui non conto niente, le garantisco che le pendenze per Loro si faranno ortogonali, prima o presto.

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    2. Grazie. Purtroppo in questo momento non ho la forza né la lucidità di raccontare quello che mi (ci) sta accadendo, nel male e, paradossalmente, nel residuo di bene che strenuamente resiste pur sapendo benissimo di essere prossimo al capolinea.

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    3. Neanche io. E se capite tutto, dovreste capire anche questo.

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  20. Non conosco lo strumento refendario britannico ma immagino che se qualcosa andasse storto si potrà sempre affrontarne l'esito alla greca, e questa volta col nobile intento di evitare guerre e genocidi.

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  21. OT
    Questo l'articolo di Lops e Natoli sul Sole 24 Ore, in cui si da conto del dibattito internazionale sull'ultima spiaggia per la politica monetaria attuata dalle banche centrali per contrastare la deflazione in atto, ovvero quella che viene definita Helicopter Money, dalla metafora usata da Milton Friedman nel '69. In pratica si propone di fornire ai governi denaro senza condizioni, affinché lo spendano o lo distribuiscano (sotto forma di riduzione delle tasse) ai cittadini. Questo determinerebbe la fine dell'indipendenza delle banche centrali, che in determinate condizioni “regalano” denaro ai governi, i quali decidono autonomamente la destinazione. Concludono gli autori che “Il principale argomento a favore dell'HM è che in tempi di crisi inedite, per ampiezza e profondità, gli strumenti tradizionali sono insufficienti e occorre dunque coraggio e fantasia.” La “fantasia” di tornare alle origini, aggiungerei io.

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    1. Argomenti 'facili' e 'intuitivi' come quelli di De Bortoli sono assolutamente paradigmatici e non possono essere snobbati. Andrebbero presi di petto DIRETTAMENTE e smontati accuratamente, pezzo per pezzo. Io mi sono sportivamente esercitato con l'articolo di Daveri del 21 aprile, ma evidentemente non è pane per i miei denti. Naturalmente non si tratta di difendere l'HM, ma di rispondere puntualmente e ad personam a certe obiezioni di fondo (in sostanza, quella che De Bortoli chiama la "trappola della gratuità"), comuni a quelle sulla monetizzazione del debito, che fanno molta presa. Soprattutto, ad personam. Certamente, senza esclusione di colpi. Possibilmente, asfaltando. Auspicabilmente, a miglior scanso di scleri futuri.

      PS: sì, lo so che sto superando il limite del richiamo all'ordine, ma mi sono veramente rotto i coglioni di certa feccia dal volto umano, tanto più se a sua insaputa.

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    2. Quindi l'HM e' il debito pubblico ma a livello europeo? E' meno brutto, cosi'?

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  22. OT
    Il progetto eugenetico avanza inesorabilmente:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/24/sanita-a-rischio-la-rimborsabilita-di-1-500-farmaci-malati-dovranno-pagare-o-curarsi-con-principi-attivi-diversi/2759046/

    Si vanno a colpire depressi(magari tali a causa delle difficoltà economiche)e anziani(quasi tutti).
    Eh,ma se lo fa la FiniFtra è "razionalizzazione della spesa".

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    1. Anche qui c'è del bel materiale:
      http://scenarieconomici.it/privato-nella-sanita-e-un-suicidio-collettivo/
      http://www.disinformazione.it/Psichiatria_e_pecoroni.htm
      Del resto, che questo blog fosse concepito e frequentato da malati mentali, o bisognosi di attenzioni eugenetiche, già si sapeva. Poiché, come scrisse Jules Renard, "Se temi la solitudine, non cercare di essere giusto".

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  23. Ai Brits converrebbe togliere dalle mani di Cameron l'arma del vincolo esterno, come oscuramente preannunciato, oltre all'assicurarsi che i propri eletti non abbiano le mani legate dal vincolo stesso. Insomma avere il controllo democratico della Britannia. La Britannia ai Brits. Un bello slogan. Sembrerebbe ovvio e invece bisogna che lottino. Mah.

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  24. Scusate ma Il Belgio non era annoverato tra i virtuosi , i paesi super riformati e oggi si menano anche li ? la gente proprio non è mai contenta ....

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  25. De Cecco un anno dopo l'avvio della moneta unica disse che la Gran Bretagna dentro sarebbe stata una catastrofe e infatti la sterlina è rimasta libera.A me sembra che il referendum english sia un amletico Europa politica Europa economica , rispettivamente no è si referendario.

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  26. Ringrazio il prof. per tutto il tempo e le energie impiegate in questo blog.

    OT
    io non capisco il tedesco (e sicuramente molto altro), ma ci sono più voti che aventi diritto al voto in taluni posti in Austria.
    http://wahl16.bmi.gv.at/1605-303.html

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  27. Non riesco a capire tutta questa importanza che si dà alla Brexit . Io vado a Londra ogni tre mesi circa per trovare le mi figlie e vedo che gli inglesi , (ammesso che esista ancora un etnia britannica), se la passano bene .
    Poi hanno tutti i fondamentali dell’economia nelle loro mani . Perché questa suspense per una loro uscita dalla UE ?
    L’esperienza delle mie figlie è questa : ti chiedono un curriculum e una conoscenza discreta dell’inglese il GIORNO DOPO ti chiamano per un colloquio se è ok ti assumono subito.
    Poi ti fanno aprire un conto in banca ti dicono la paga e sei in regola subito . Niente paghe giornaliere di (esempio) 40 sterline che poi diventano magari 20 . Il costo della vita è molto più caro rispetto all’ Italia su tutto , dagli affitti ai trasporti al mangiare , ma è tutto proporzionale . Il guaio è la precarietà che non ti permette di programmare il futuro .
    Concludo : invece della Brexit guardiamo alla FRANCEXIT . che è molto più probabile che avvenga .
    La Francia è l’unica nazione ad avere una destra strutturata e ad un passo dall'andare al governo . La Lepen deve solo aspettare che Hollande si suicidi , come sta facendo egregiamente da un bel po’ di tempo.

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    1. Dopo la brexit nulla sarebbe piu' come prima. Questa e' la cosa che conta. Ovvio che non avendo l'euro e pieni di opzioni ppt out la UK ha gia' molti margini di autonomia.
      Ma se escono dimostrano a tutti che la EU non e' il paradiso in terra come il mainstream racconta ai popoli europei. Cosa direbbe uno come Severgnini?
      La Francia aspettiamo che finalmente vada a votare, sperando che non esista il voto postale,..

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    2. @Orazio
      Come diceva Stalin: non è importante chi vota, ma chi conta i voti.
      In EURSS, col voto postale, e' lo stesso.

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  28. Scusate ma non ci capisco più niente e chiedo venia anticipatamente, ma perché tutto questo interesse del blog sul Brexit?
    Gli inglesi mica sono fessi, hanno tenuto la sterlina, quindi qual è il problema? Capisco e condivido l'antipatia per i burocrati di Bruxelles, certo, hanno un sacco di immigrati (600 mila italiani solo a Londra, dicono), ma, non mi pare siano messi così male!
    Vivo in UK da 5 mesi e ci rimarrò solo altri due per poi migrare nuovamente verso altri lidi. Ho un po' girato il paese e ci farei la firma sette volte sette se l'Italia fosse nelle stesse condizioni. Perché, quindi, Corbyn avrebbe tradito la classe operaia? Per l'idraulico polacco? Grazie in anticipo per le spiegazioni...

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  29. Lo scenario di Giavazzi
    "La possibilità che Londra abbandoni l’Unione Europea presenta molti rischi, ma per l’Italia, e per Milano in particolare, anche un’opportunità. Se vincerà la Brexit alcune istituzioni finanziarie che oggi hanno la sede europea a Londra sposteranno una parte delle loro attività sul continente. [...]
    Milano ha fatto grandi progressi: si può fare di più. [...] Una città che vuole essere competitiva deve offire tutti i benefici della sharing economy. Sì, anche Uber. [...]
    Che Parigi cambi le regole non ci crede nessuno, noi almeno abbiamo fatto il Jobs act e eliminato le banche popolari. [...]
    Insomma, potrebbe essere una grande occasione. Ma per non perderla bisogna mettere in piedi tre tavoli di lavoro: uno sulla regolamentazione finanziaria, uno sulla tassazione e uno su Milano. Domani, fra un mese, potrebbe essere troppo tardi."

    Sembra che voglia usare un'improbabile Brexit come urgenza per attuare riforme inaccettabili.
    No, non sembra, lo dice proprio:
    "se vincesse la Brexit le decisioni su dove spostarsi verranno prese rapidamente, forse già durante l’estate. Se invece la Gran Bretagna rimarrà nell’Unione il lavoro fatto non sarà stato inutile: avremo sciolto nodi che in tempi normali, senza scadenze immediate, è più difficile sciogliere."
    #fatepresto!

    ps
    Comunque qui ci sono le città più belle e non solo le città: è tutto meglio (se non fosse che un manipolo di lacchè e di collaborazionisti ci sta rendendo molto difficile viverci) Scusate se mi ripeto

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    1. Giavazzi non finisce di stupirmi. Chissa' se crede veramente a quello che scrive (non lo escludo) o fa solo parte di una strategia comunicativa (cosa piu' logica, ma l'opzione precedente non e' da escludere).
      Giavazzi non considera che un eventuale spostamento (che non ci sarebbe se non per la quota parte resa "obbligatoria" da ritorsioni della democratica eu) verrebbe incanalato verso francoforte e/o brussels.

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  30. Per me con l"uscita della Gran Bretagna dell"euro se questo avverrà, ma non è detto, ci sarà molto da riflettere su quale strada ci ha portato questa unione monetaria e non politica,dove ognuno ormai tira a campare, e anche la Germenia descritta come di un isola felice dovrà fare bene in conti con scelte e regole sbagliate. Io sostengo che il problema non è tanto l"euro in se per se ma gli interessi non comuni scaturiti che ci hanno portato inevitabilmente a guardare in faccia la realtà, che è quella dove qualsiasi governo sia esso di destra o di sinistra, oppure i "casti" cinquestelle non possono fare nulla.Io ricordo ancora la famosa pubblicità dove si decantava l"euro come una svolta che non sarebbe cambiato nulla ,che era solo un cambio di moneta mentre invece ha portato e porterà ancora danni macro e micro economici e solo ora grazie anche all"informazione corretta come ad esempio su questo blog ci hanno evidenziato cosa è veramente e come sia evoluto l"euro. La storia ci insegna che l"uomo molto spesso in varie epoche ha commesso degli sbagli(oggi in campo economico e sociale) e questa unione monetaria è un esempio, ma cè un però. Ormai è palese che cosi le cose andranno sempre a peggiorare per il fatto che le regole e limpostazione su cui si basa l"europa è sbagliata, ognuno viaggia su binari diversi dove la Germania si è costruita da sola la line per viaggiare sul freccia rossa ad alta velocità e chi come la Grecia i binari neanche li ha. Le soluzioni sono o uscire seriamente e proponendo un referendum di uscita dall"euro tipo brexit, oppure cercando ma la vedo difficile di creare un Europa più coesa politicamente che sappia guardare gli interessi di tutte le nazioni ma ripeto quest"ultima idea la vedo irrealizzabile per tanti motivi ,quindi sarebbe meglio che tutti tornassimo a coltivarci il nostro orto da soli.

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    1. Amico, duole farti notare che Brexit sta per Exit della Britain dall' euro-pa.
      Tuttora usano la sterlina con la faccia della Regina.

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    2. @occhiodifalco
      Pasquale ha le idee più chiare di un Cacciari.
      E comunque ha capito che l'Europa politica è tenuta insieme con lo sputo.

      Va be', l'UK non uscirà dall'euro perché non ci è mai è entrata. Ma la Thatcher è entrata negli UK e non ne è mai uscita. E non ne uscirà.
      È questo che voleva dire.
      #iostoconpasquale.

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    3. La ggente fa 'na gran confusione con Brexit, Grexit ecc.
      Chissà cosa succederà quando sentiranno parlare di Venexit cioè l'uscita del Veneto dall'Italia, dall'Euro, dall'Europa e , tanto che ci siamo, dal Mondo...

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    4. O
      MIO
      DIO

      average Joe lettore 'Heading 1'

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    5. Io non me la sento di biasimarla, proprio non ce la faccio. È la classe intellettuale che deve traghettare la gggente verso un percorso politico che non sia, a seconda dell'appartenenza, "brexitmoriremotutti" o "amortellimmigrato", perché a questo siamo ridotti.
      Dovrei lamentarmi di Pasquale?



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  31. Neanche un a capo.

    Mo' so' cazzi tuoi Pasquale...

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  32. Parlare di Brexit vuol dire anche comprendere in modo corretto i rapporti di forza tra Uk ed Unione Europea e la storia comincia nel 1984 con il governo Thatcher
    La Gran Bretagna non paga in termini di contributi quanto dovrebbe e quindi un'eventuale uscita favorirebbe soprattutto l'Italia
    Perché all’Italia conviene la Brexit

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  33. OT - Caro Alberto, eccola qua, ci siamo, i nodi piano piano vengono al pettine.
    sono iscritto a un gruppo denominato "facciamo laconta" che sta operando, in maniera encomiabile, per il riconoscimento giuridico della figura dell'attore.
    Vi risparmio tutti i come e perché, ma il gruppo ha ultimamente segnalato una cosuccia sulla quale c'era scarsa informazione: due bandi per il sostegno degli attori, al di sopra dei 55 anni, che sono in situazione di indigenza.
    www.fondazionepiccolomini.it
    www.nuovoimaie.it
    nella pagina dell'imaie (organismo che si occupa, per chi non lo sapesse, della raccolta diritti sui passaggi di audio-video), c'è anche una sezione dedicata ai sostegni per le cure mediche.
    Interessante, sul sito della fondazione piccolomini, notare la serie di commenti di ringraziamento: tutti professionisti che dopo una vita di lavoro si ritrovano senza reddito.
    Perché ve lo segnalo? Perché questa - la mia! - è un'altra di quelle categorie che avrebbe avuto ed ha tutti gli strumenti per comprendere il problema, ma ha sempre bellamente respinto qualsiasi tipo di discussione perché (la faccio breve) "noi semo de sinistra".
    Inutile cercare di spiegargli, di segnalare, di porre qualche sano dubbio... loro semplicemente si rifiutano di comprendere, il massimo che mi son sentito rispondere è stato: "è vero, l'euro è un problema, ma... non si può tornare indietro!".
    Attenzione: quando parlo di attori non parlo di carciofoni e sellerone televisive, o di quattro ragazzotti che vanno ad occupare un teatro pensando di ripercorrere le gesta sessantottine dei padri, ma di gente che viene da studi accademici, lauree, diplomi in strumenti musicali... di professionisti, insomma, di alta competenza e profonda consapevolezza del mestiere/professione. Non ostante ciò, sono - orgogliosamente solo! - nel mezzo di un piddinume che se tutto va bene si è trasformato in grillinume (più qualche anziano nostalgico del "quando c'era lui").
    Potrei scrivervi cinque post brevi come quelli del caro amico Quarantotto, ma vi risparmio la pena. Ciò che conta è solo il fatto che: sento parlare di crisi del teatro da sempre (ho cominciato nel 1984), eduardo de filippo ci scrisse una commedia nel 1964... eppure abbiamo sempre lavorato, e in italia si sono fatti signori spettacoli sempre. da un cinque anni a questa parte siamo sotto le bombe come una città della siria, e tutto è crollato (tranne che per un certo circolo di persone e non a caso), ma a nessuno di loro sorge il dubbio che forse le risposte che si danno sono sbagliate.
    Io non mi ci ammalo più, soprattutto grazie a te. E ho imparato che l'importante è sempre, sempre desistere.

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    1. E' qualcosa che mi e' sempre sfuggito, chiamiamola "specializzazione acuto-ottusa". Acuta perche' appunto trattasi di persone che dominano la loro materia d'elezione, sono riferimenti autorevoli nei loro ambiti, ma ottusa perche' assolutamente superficiali nonche' supponenti per tutto il resto dello scibile.

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    2. Uuuuuuuuh! perfect mio, e che te lo dico a fa'. è un sublime concentrato di tutte le logiche euriste coltivate nella più totale inconsepevolezza tranne quella di negarsi una possibile consapevolezza. I perché sono decine. mettici per esempio che il sistema è sinistrorso, e nel nome della pagnotta (momentanea) abbraccio il mio carnefice. L'attore è sì ontologicamente puttana, ma cavolo!, anche le mignotte a un certo punto hanno scatti di orgoglio. mettici che chi prende una scrittura, sia pure breve, sente il culo al caldo e dimentica tutto il resto compresi i colleghi in difficoltà. il lavoro si riduce di anno in anno e le paghe digradano come i gironi dell'inferno, in un gioco al ribasso che ognuno gestisce da solo a dispetto di tutti gli altri. è un bel po' che predico: "guardate che di ribasso in ribasso il futuro non può che essere dei dilettanti, ché hanno introito fisso da altro lavoro...".
      Ora, di fronte alle nuove direttive del MIUR sull'insegnamento del teatro nelle scuole (combinato con "la buona scuola" che permette ai DS di scegliere direttamente), si svegliano per il riconoscimento giuridico, perché hanno compreso che il posto può essergli fregato dal bancario-attore di turno amico del preside. Lo Stato è sempre invocato in modo inutile ("non capisco perché non si investa in cultura...") e... guarda, se apro il libro te diverti.
      Ultimamente sto amando assaje assaje Marco Rizzo perché finalmente posso dire che sono no euro e no UE potendo al contempo respingere la taccia di leghista fascista xenofobo ecc. ecc.
      Se ti dico che il progetto di "distruzione" cominciò con una legge fatta da Veltroni sulle "residenze teatrali", contrarie alla natura italiaca figlia della Commedia dell'Arte, potresti non credermi (e ti capirei). anche questo è un progetto di smantellamento che va avanti lentamente e da anni, e che combina aspetto economico e aspetto culturale. Per anni, però, invece di opporsi in un qualche modo, si è andati avanti con i tripli salti mortali, cercando di riassestarsi.
      Ora sbraitano... ma alla fine, lo so, qui devono da venì!

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    3. "in un gioco al ribasso che ognuno gestisce da solo a dispetto di tutti gli altri." Ecco, esatto, me la segno, purtroppo. A me il prossimo in genere non piace, corro da solo, ma so bene che e' un lusso. Quando le cose diventano difficili, devi tendere/afferrare la mano di qualcuno. Ho un nipote trentenne che ha passato tutti i corsi con Quelli di Grock, e' stato attivo in SEL e si e' pure fatto eleggere consigliere d'opposizione a Milano, ma adesso ha mollato tutto - visto che ha finalmente trovato un lavoro quasi vero (1400 circa). In SEL, per avere TUTTE le sere impegnate in riunioni (fra vecchi arnesi in disarmo, accidiosi ed invidiosi) gli davano 400 euri. Lui era uno dei rarissimi giovani, ma il messaggio e' chiaro, la carriera politica e' riservata alle classi elevate - che giustamente si faranno gli affari loro. E' un disastro.

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  34. I Bremain (esattamente, sono arrivati anche a questo) e Brexit presentano una serie di informazioni di consumo per l'average joe. In assenza di un contesto credibile che non sia sensazionalizzato, il documentario Brexit mostra un'avvilente psuedo-campagna della Lega, ingolfata di luoghi comuni: lo spirito marziale del paese, la refrettarietá a tutto ció che si ispiri al signor Max Weber, la riconquista della democrazia made in the UK, il grasso contributo annuale corrisposto alla UE.

    Dal versante della grande stampa "delle grandi intese", assisti al coro delle opportunitá perdute qualora si uscisse dal club. I Bremain espongono numeri campati in aria. Perdite finanziarie, delocalizzazione delle grandi imprese, crollo immobiliare e valutario. Dulcis in fundo, restrizioni alle importazioni ed una guerra con i paesi confinanti.

    Stronzate. Questi scenari possono difficilmente essere simulati in concerto perché ognuno puó influenzare diversi fattori di rischio che intersecandosi impattano su una miriade di prezzi in modo spesso casuale. Total random.

    Quello che disturba in questo dibattito é l'assenza di informazioni e conseguenti risultati credibili. Viviamo nell'era dell'uomo veloce, dei lettori di titoli di testa in Heading 1. Poca concentrazione, poca attenzione.
    Sensazionalismo.

    Ma almeno...se ne parla.

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    1. Alla fine anche lì buona parte del problema ruota attorno a scelte politiche che mirano alla deflazione dei salari (come notava mi sembra Alessandra). Ma naturalmente gli studi parlano solo di dazzzzzzzzzzzzzzzzi, discorso secondo me profondamente insensato.

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    2. Peggio! L'uomo veloce non legge, ma in compenso SCRIVE ininterrottamente!

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    3. Non ci voleva molto a capire che il nitty gritty di questo referendum e' l'immigrazione. A un mese dal voto finalmente si gioca a carte scoperte: http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/may/26/migration-leave-campaign-eu-referendum

      Che poi immigrazione si traduca in deflazione salariale, questo e' un fatto, mi sembra - l'ho visto succedere qui negli anni '90 (i camerieri nei ristoranti erano per la maggior parte italiani, adesso e' un lavoro che fanno anche gli inglesi; in compenso ci sono solo le bulgare e le rumene oggigiorno a pulire le case) e in Spagna con l'immigrazione dal Sudamerica negli anni 2000.

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  35. Questa é la migliore risposta alla domanda: "la UK entrerá mai nell'euro?"che ho mai letto.

    La risposta é: No, guardate a Irlanda, Cipro e Islanda.

    https://www.quora.com/Why-wont-the-UK-join-the-Eurozone

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