MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

venerdì 8 aprile 2016

Popper e il jobs act

(...da Charlie Brown, che non sono io, perché io sono Alberto Bagnai e quando ho qualcosa da dire la firmo perché posso farlo - mentre Charlie Brown usa uno pseudonimo per giustificati motivi - ricevo questo breve pezzo che riassume una situazione a noi nota e da noi prevista. Non si fanno riforme dal lato dell'offerta durante una crisi di domanda, se non nella misura in cui la crisi di domanda viene artatamente provocata per rendere politicamente accettabili - proponendole come necessari snodi tecnici - le riforme dell'offerta, che invece tecniche non sono: sono politiche, perché servono ad innalzare la disoccupazione e quindi a comprimere la quota salari, come qui ci siamo detti millantamila volte. Naturalmente, dal fatto che questo post sia di Charlie Brown, cioè sia un guest post, discende il fatto che esso non sia mio. Scommettiamo che qualche amico qua sotto dirà: "Bravo, professore!" Che frustrazione! Lo scopo del gioco, per me, non è sentirmi dire bravo: quello lo faccio da me, e so perché lo faccio più di quanto non lo sappiate voi quando lo fate. Lo scopo è che leggiate i dati. Ma la triste realtà è che spesso - sarà la fretta? - dimostrate di non voler ammettere nemmeno che se una cosa l'ha scritta un altro, non l'ho scritta io. Un uso un po' estemporaneo del principio di realtà, per il quale però non mi sento di censurarvi più di tanto: se posso riassumere il senso del post di Charlie Brown - che, indovinate un po'? Sono io?... No, è lui! - se posso riassumerlo, direi che è proprio quello di denunciare il pensiero magico eurista. Tirati su a botte di pensiero magico, non posso aspettarmi che dall'oggi al domani tutti ammettano che Alberto non è Charlie, e ne tengano conto. So che è un esempio banale, so che è antipatico metterlo in evidenza, soprattutto nel modo in cui l'ho fatto, ma trovo sia anche un esempio rivelatore del modo in cui siamo stati educati ad avvicinarci alla pagina scritta.


Ed ora godetevi il mio post.

Ah, non è mio: è di Charlie Brown, che non sono io, perché ego sum quis sum, e casualmente mi trovo ad essere Alberto Bagnai...)






La verità sul Jobs Act è subito venuta a galla.


"Dopo la crescita di gennaio 2016 (+0,3%, pari a +73 mila), a febbraio la stima degli occupati diminuisce dello 0,4% (-97 mila persone occupate). La diminuzione di occupati coinvolge uomini e donne e si concentra tra i 25-49enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,4%, cala di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente.
Il calo occupazionale è determinato dai dipendenti (-92 mila i permanenti e -22 mila quelli a termine), mentre registrano un lieve recupero gli indipendenti (+17 mila). Per i dipendenti a tempo indeterminato si tratta del primo calo dall'inizio del 2015. Dopo la forte crescita registrata a gennaio 2016 (+0,7%, pari a +98 mila), presumibilmente associata al meccanismo di incentivi introdotto dalla legge di stabilità 2015, il calo registrato nell'ultimo mese riporta la stima dei dipendenti permanenti ai livelli di dicembre 2015. Per i dipendenti a termine prosegue la tendenza negativa già osservata dal mese di agosto 2015."
A settembre dell'anno scorso Renzi disse:

"Cresce il Pil, crescono gli occupati, meno disoccupazione. Le riforme servono."

Il punto è molto semplice: il Jobs Act, e cioè la riforma strutturale "showpiece" della dirigenza eurista italiana, non ha aumentato l'occupazione, che continua a calare.

Pensiamo che ciò sia sufficiente a sbugiardare la retorica sulle "riforme strutturali nell'Euro e per l'Euro"? Niente affatto. Gli euristi stanno già dicendo che se il Jobs Act non è bastato, vuol dire che occorrono riforme più aggressive lato offerta (lavoro). Naturalmente danno la colpa all'"inaspettato" (da loro) raffreddamento della "ripresa" da essi annunciata l'anno scorso (ma noi sappiamo che era l'effetto doping della "divergence" già bella che rimangiata dalla genio alla Fed - minuto 3:18).

Essendo tali argomentazioni basate su assunzioni ipotetiche non verificabili e su petizioni di principio, esse sono a priori dogmaticamente corrette. E le ricette che vengono propinate funzionano sempre e comunque per il semplice fatto che nessuno può logicamente contraddire quelle argomentazioni, le quali sono e restano vere "a prescindere" in quanto "giuste".

Qui però sta il nucleo del problema per gli euristi: se la verità dei fatti non rileva nel dibattito, allora la teoria della bontà salvifica dell'Euro, secondo la quale detto Euro impone salutari riforme strutturali a paesi europei debosciati come il nostro, è una teoria a priori non falsificabile dall'osservazione dell'evidenza.

È dunque una teoria priva di ogni dignità scientifica. Un puro esercizio di propaganda, buono fintanto che la magia del Pifferaio di Hamelin funziona.

Resta da vedere se ad andare alla rovina saranno solo i topi di fogna od anche i nostri figli.





(... bene. E ora si scatenino gli epistemologi, mentre io aspetto con la doppietta quello che dirà: "professore, complimenti per il suo post"... Non ci credete? Abbiate fede: la statistica non è una scienza, ma la sfiga sì...)

(...notate che il post non è sessista: la Yellen viene definita una genio, non un genio. Del resto, si sa: quando un'economista del lavoro incontra una banca centrale, il disoccupato è un uomo morto...)

149 commenti:

  1. Buongiorno Prof, provo una rabbia immensa quando, giusto 15 gg, ho discusso pesantemente su facebook con un coetaneo (medio giovane, circa 35 anni) consigliere pd e piddino sul jobs act. Lui continua a sostenere, ben indottrinato dal partito, che senza quella norma molti non avrebbero lavorato, non ammettendo che tale norma ha creato ben pochi benefici e che molti invece sono stati i contratti già in essere trasformati in jobs act. Mi fa rabbia tutte quelle persone che sono serve del potere e che non si ribellano, perchè vogliono avere qualche piccola briciola di potere di ritorno. Ormai abbiamo una generazione perduta o "lost generation" (la lingua d'albione fa più trend, cool). Come può un giovane crearsi una famiglia se lui e la sua futura moglie guadagnano in maniera precaria 800-900 euro al mese? Come fanno ad accedere ad un mutuo e a pagare bollette, alimentari, auto, assicurazione? Senza l'aiuto dei risparmi dei genitori? E se i genitori non avessero risparmiato molto? Non c'è una generazione perduta, c'è un intero paese che ormai è perso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E infatti i dati demografici sono sempre più tragici, sempre meno matrimoni e figli come riporta questo articolo sul sito del FQ, uno dei tanti che ieri hanno ripreso recenti dati Istat. Addirittura in Italia sarebbe arretrata la speranza di vita alla nascita.

      Elimina
    2. Vorrei essere impopolare e sgradevole: mi tocca di assistere al funerale di un 22enne (moto). Finita la cerimonia, cinquanta amici si precipitano sul sagrato e accendono la sigaretta. Poi inforcano la rombante due ruote per accompagnare il feretro: tra sigarette e moto, come può aumentare la loro speranza di arrivare alla vecchiaia?

      Elimina
  2. Come per il "più Europa", diranno che serve "più jobs act".

    RispondiElimina
  3. Chiedo lumi. Lo so che ultimamente la discussione di Goofy si è spostata più su altri argomenti di carattere più storico-politico-culturale. Ma è da un po' che mi frulla in testa questa cosa e volevo chiedere chiarimenti.
    A proposito della crisi di domanda o di offerta, mi pare che unua delle convinzioni economiche di fondo delle riforme dal lato dell'offerta stia nel fatto che se si aumenta l'efficienza della produzione (più produzione allo stesso costo, o stessa produzione con meno costi) si possa sostenere comunque la domanda per il fatto che se i i prodotti costano meno i salariati potranno comprarli ugualmente pur avendo stipendi ridotti.
    A livello di teoria economica mi pare che vi sia sottintesa un'idea di rendimenti crescenti e di economie di scala, nel senso che se produco di più il prezzo unitario scende, ma non so se ho capito bene.
    Se così fosse, sarebbe in contrasto con l'idea dei rendimenti decrescenti tipici dell'economia neoclassica. E comunque farebbe affidamento sulla perfetta capacità di riequilibrio dei mercati. Il che ovviamente non la rende più coerente con i suoi effetti distruttivi, ma rende ancora più probabile per certi versi il futuro perseverare con queste politiche.
    (Nota: questa faccenda mi fa venire anche in mente l'apologia della deflazione che viene fatta da parte degli economisti austriaci: banche e banche centrali non devono emettere moneta perché quella già in circolazione è sufficiente, in quanto i guadagni di efficienza faranno abbassare i prezzi di tutti i beni e quindi la deflazione significa più ricchezza per tutti!).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E, purtroppo, temo che quello che hai descritto troverà la sua realizzazione finale nel salario di cittadinanza o "helicopter money" che dir si voglia.

      Elimina
    2. La mia risposta è sicuramente attaccabile, ma dal lato pratico si potrebbe dire che la delocalizzazione in paesi più poveri possa essere una forma di efficientamento, dato che ottengo lo stesso prodotto a costo minore, pagando meno i lavoratori. Tali prodotti (un esempio mi verrebbe da dire pantaloni o maglioni da anni prodotti nell'est Europa) hanno spesso mi sembra una qualità inferiore, anche se il prezzo è rimasto lo stesso di quando di produceva in Italia.

      Elimina
    3. Solo una domanda: ma se i salariati diminuiscono, o peggio se i salari diminuiscono, puoi pure offrire un caffè a 10 cent, ma se i cent vengono contati per pagare da mangiare o da riscaldarsi, che si fa? Aumenti la produttività della macchina del caffè?

      Elimina
    4. Il principio della domanda effettiva stabilisce che la produzione si adegua alla domanda. L’economia è trainata dalla domanda e non dai vincoli derivanti dall’offerta e dalle dotazioni esistenti. Questo principio è incontestabilmente al centro di tutte le correnti postkeynesiane… sia gli economisti marxisti che i neo-keynesiani, per esempio, ammettono che la domanda globale regolerà il livello della produzione e del reddito nazionale. Nel breve periodo, l’economia è trainata dalla domanda. Al contrario, i marxisti e i neoclassici restano convinti che nel lungo periodo l’economia sia strettamente vincolata dalle condizioni relative all’offerta.
      Nel modello neoclassico di domanda/offerta aggregate, ciò è espresso dal fatto che nel lungo periodo la curva di offerta aggregata è verticale: l’economia non può produrre di più, qualunque sia il livello dei prezzi....
      Nel modello di crescita di Solow, la crescita di lungo periodo è limitata dal tasso di crescita della popolazione attiva e dal tasso di progresso tecnico, considerati esogeni. Nei modelli di crescita marxisti, il tasso di crescita di lungo periodo è fissato dal tasso di risparmio sui profitti e dal saggio di profitto normale, che sono entrambi variabili fissate a partire dal lato dell’offerta…
      Ciò che distingue gli economisti postkeynesiani, è il loro rifiuto di credere che i fattori dell’offerta possano costituire un vincolo anche nel lungo periodo. Per i postkeynesiani, il principio della domanda effettiva si applica in ogni momento, sia nel breve che nel lungo periodo. L’investimento determina sempre i risparmi, e non vale il nesso causale contrario. Così, nel lungo periodo, esiste un’infinità di equilibri possibili, che dipende dai vincoli imposti dalla domanda effettiva e dalle istituzioni esistenti. È il lato dell’offerta che alla fine si adeguerà al lato della domanda… I postkeynesiani sostengono che i prezzi flessibili possono essere destabilizzanti. Per esempio, mentre gli economisti neoclassici credono che [in presenza di risorse inutilizzate, ovvero di disoccupazione] una diminuzione dei salari nominai e reali condurrà l’economia al pieno impiego, i postkeynesiani pensano che questo intervento creerà solamente maggiori problemi. Infatti, una riduzione dei salari nominali o reali avrà un impatto negativo sulla domanda effettiva dato che ridurrà il potere d’acquisto dei lavoratori, e aumenterà i debiti contratti dalle imprese.” Tratto da qui (pagine 5 e 7 circa, una veloce spiegazione che potrebbe essere utile)

      Elimina
    5. Non sono un'economista, ma i prezzi comunque non scendono un granche'. Carabattole (elettronica ecc.) a parte.

      Elimina
    6. A mio avviso bisogna sempre tener presente che, anche volendo ammettere:
      1. Che riforme dal lato dell'offerta abbiano sempre e comunque un impatto positivo sulla crescita, anche nel breve periodo;
      2.Che la deregolamentazione del mercato del lavoro produca sempre e comunque un miglioramento dei livelli di occupazione;
      3.Che compressioni dei livelli salariali,previo contestuale aggiustamento del livello dei prezzi à la Lucas, avrebbero valenza per lo più nominale, e comunque verrebbero compensate dalle nuove maggiori aspettative di crescita;

      (tutte cose per l'appunto molto plausibili ed evidenti, come ognuno sa e vede ...)

      resterebbe comunque il fatto che economie come quelle dei paesi della periferia euro, con forte necessità di attuare misure di deleveraging, la deflazione non se la possono permettere, punto e basta.
      In sintesi, come il Prof. cerca di farci capire da ormai ben cinque anni, nessun recupero di competitività è auspicabile, né possibile, se non coniugato ad una moderata spinta inflazionistica, e tutto ciò comporta di necessità la rottura dell'eurozona, tertium non datur.

      Elimina
    7. "Confesercenti, 2016 parte male. Crolla volume vendite delle piccole superfici (-2,8%) e i negozi continuano a chiudere: -9mila nei primi due mesi dell’anno."
      (su http://www.confesercenti.it/.)

      Elimina
    8. "Non sono un'economista, ma i prezzi comunque non scendono un granche'. "

      Beh, gran parte dei prodotti di prima necessità sono ormai sostanzialmente al costo (non di produzione, ma produzione+trasporto+tasse+guadagno minimo) così come buona parte dei servizi.

      Il poco che si potrebbe recuperare dal calo, per esempio, del petrolio (e risparmi conseguenti su distribuzione etc.) viene mangiato dall'aumento delle tasse. Il fatto che, checchè ne dica il Bomba, le tasse siano aumentate (e manco di poco) non dice neanche tutto, perchè da nessuna parte si parla più della distribuzione delle stesse: in Italia un terzo dei contribuenti paga il 71% delle tasse sul reddito ed un quarto non ne paga proprio. Insomma, se la pressione fiscale è aumentata del 3%, per alcuni è aumentata del 5%, ma anche del 7%.

      Siccome uno può star sicuro che fra i pagatori ci sono negozianti e produttori, su cui poi gravano le tasse sui mezzi di produzione o sui locali di vendita (a loro volta salite, specialmente su base ocmunale e regionale), ecco che i prezzi non possono scendere.

      Resta che, se anche scendessero, con sempre maggior numero di persone che è costretta a guardare il centesimo per far quadrare i conti (quando anche ci riesce) ed ecco che, anche se calassero, lofferta non incontra comunque la domanda.

      Elimina
    9. Non sono un economista (e vengo pure considerato un bombarolo). Quindi sono sicuro che scriverò un mucchio di idiozie.
      Però, mi pare ci sia un aspetto che nessuno dei precedenti intervenuti ha preso in considerazione.
      In un'economia in deflazione, e in presenza di politiche che agiscono esclusivamente sull'offerta, abbiamo un aumento della disoccupazione e una diminuzione dei salari reali. Ma questo provoca altre conseguenze: la diminuzione del gettito IRPEF (e, infatti, si sta facendo di tuttto per passare da un'imposizione sul reddito ad imposizioni su altri flussi, o sui patrimoni) e la diminuzione degli accantonamenti previdenziali. Questo, nel medio termine, dovrebbe portare a due conseguenze: un aumento della diseguaglianza (perché chi ha livelli di reddito elevati, data la mobilità dei capitali, può scegliere di investirli dove le condizioni fiscali sono più attraenti), e la privatizzazione di sanità, scuola e previdenza.
      Coraggio. Ancora un piccolo sforzo e sarà realizzato il sogno americano anche in Europa...

      Buona vita
      Guglielmo

      Elimina
    10. Grazie a tutti per le risposte.Vediamo se posso fare una sintesi.
      Mi sembra che al limite si potrebbe dire che delle politiche dell'offerta potrebbero funzionare alle seguenti condizioni (del resto in questo blog già trattate):
      - certezza riguardo ad una domanda quantomeno stabile
      - discreto margine operativo per il rendimento delle imprese (possibilità di investimento autofinanziato)
      - presenza di propensione a investire: banche e imprese non indebitate e propense a prestare e prendere a prestito
      - un costo del lavoro che scende molto meno rapidamente (meno elastico) degli altri costi di produzione, e dei prezzi di vendita.
      In ogni caso, investimenti in presenza di domanda stabile ma bassa, sono ben poco sostenibili: le banche non sono molto convinte di fare un prestito per un investimento se pensano che il fatturato dell'azienda rimanga costante e non aumenti, e lo stesso vale per le imprese dato che fare un investimento a parità di vendite rende più faticoso il recupero dell'investimento fatto.
      Risultato: il solito, niente investimenti e aumenti di efficienza senza una domanda solida

      Elimina
  4. Mi scappa solo una risata HAHAHAHAHAHAHA, ma solo per non piangere sulla situazione attuale.
    Ormai sono fuori di testa ed uno deve diventarlo per tirare avanti.

    RispondiElimina
  5. Le politiche supplì-side si basano sul dogma di Say.

    Comunque condivido in pieno... bel post professore!!!

    RispondiElimina
  6. Professò, bella la SUA (intendo dire "sua") introduzione al SUO (intendo dire "di Charlie Brown") post :)

    RispondiElimina
  7. "Errare è umano, perserverare è europeista". Saggia verità prof. Il governo renziano euro-diretto è a favore di ampliare i diritti a favore di tutte le minoranze possibili, quali omosessuali, coppie di fatto, immigrati clandestini, salvo poi accanirsi però a togliere diritti ai lavoratori, a subissare di tasse lavoratori e piccole imprese.

    RispondiElimina
  8. Professore, complimenti per il suo post !
    Hi hi hi hi

    RispondiElimina
  9. A me succede il contrario. Scrivo testi per vari artisti pop mainstream. Poi leggo sui media e social che sono acclamati poeti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Permetta una domanda : nel suo ambiente che livello di consapevolezza c'è di quanto sta capitando riguardo ai temi qui trattati?

      Cordialmente,

      Michele Dall'Ara

      Elimina
    2. @gimmi santucci

      Consolati pensando che senza di te non sarebbero affatto acclamati o lo sarebbero molto meno.
      Forse è poco, ma non so che altro dire.

      E che dire se qualche collega critica una tua idea e se invece è la sua (identica), per lui - che di solito è una lei - va bene?
      Qui i veri (?) maschi non esultino leggendo la critica di una donna a donne, perché lavoro in un posto a grande maggioranza femminile e pertanto la situazione descritta è quella più statisticamente frequente.

      Elimina
  10. Va bene, ma chi devo ringrazZiare: Alberto Brown o Charlie Bagnai?

    RispondiElimina
  11. non sono un economista QUINDI spero vorrà perdonare l'eventuale banalità del mio intervento, ma siccome è un argomento sul quale ho riflettuto spesso anche io provo a dire la mia (sperando di non spararla troppo grossa!). Credo che l'aumento della produttività si possa avere solo in caso di aumento di domanda (investo per produrre di più solo se qualcuno chiede ciò che sto producendo) ma, essendo in crisi di domanda questa eventualità è da scartare. Mi rimane la seconda opzione: ridurre i costi. Come posso fare? intervenendo sull'unica variabile a mia disposizione: il costo del lavoro. Ma come faccio a ridurre il costo del lavoro? Pago meno i miei dipendenti i quali, certamente, non saranno così felici di questa mia scelta. Come faccio per convincerli? Phillips ci suggerisce di tenerne a spasso il giusto numero così che gli altri possano sentirsi fortunati anche percependo un salario ridotto. Ma quelli che sono a spasso non potranno acquistare né un prodotto che costa x né un prodotto che costa x/2, semplicemente perché guadagnano 0.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusate... il post era in risposta a Jacopo Foggi... è la prima volta che scrivo ...

      Elimina
    2. Benvenuto. Qualche volta succede anche a me che una risposta venga inserita come nuovo commento. Sul PC me ne accorgo dai margini del riquadro di inserimento del testo (più larghi nel caso di nuovo commento). Ero stato avvertito dei limiti di questa piattaforma ma non avevo dato importanza, non pensando mai di avere tanto successo.

      Elimina
    3. Grazie Prof! Sono circa tre anni che la seguo silenziosamente visto che raramente ho trovato qualche cosa di intelligente da aggiungere... però questa volta avevo piacere di dire la mia perché anche io mi ero trovato a riflettere su quegli argomenti. Grazie per i suoi libri e per la sua attività, cerco di ripagarla come posso (capisco che i versamenti spot ad asimmetrie sono poca cosa). Purtroppo però sono molto pessimista per il futuro, in particolare per quello delle mie figlie... le persone con cui parlo, anche quelle di cui ho un'alta considerazione e che ricoprono importanti ruoli istituzionali, spesso non capiscono proprio le argomentazioni da lei sostenute e da me, in quelle sedi, riproposte. Cioè non è che non sono d'accordo, proprio non le capiscono! Anche di fronte al grafico che mette in relazione l'andamento della lira rispetto alla sterlina negli anni 70-80 continuano a ripetere che l'Italia svalutava! Non c'è speranza! Ma lei c'ha provato e continua a farlo, ora un po' meno solo di prima, la considero un moderno partigiano!

      Elimina
  12. E comunque cosa c'entra Mary Popper nel titolo? Non si parla di tate volanti nel post!


    O era Karl Poppins?


    Sono un po' confuso professor Brown… avrei bisogno anch'io della sua famosa coperta per trovare conforto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Marco S. Hai la pizzatemia pericolosamente bassa (logico, d'altra parte). Riguardati.

      Elimina
    2. La coperta era dell'amico Linus...

      Elimina
    3. Miiii che acida!

      Un grosso abbraccio all'ingegnere a alle sue figlie, coraggio… :-))))

      Elimina
    4. Ma l'amico non si chiamava Snoopy?

      Elimina
    5. @Nat Ahahah Macché acida! Sei efficace. Come sempre :))

      Elimina
    6. Eh, ma voi maschietti... esprimo il mio rammarico sincero per una dolorosa assenza, e in cambio mi becco dell'acida. E vabbè, questo blog ormai me l'ha insegnato, il maschietto è touchy, è inutile (e NON nel senso che sicuramente ora intenderai tu). ;-))) (Ok, abbraccio l'ingegnere anche da parte tua, molto volentieri d'altra parte)

      Elimina
    7. @Marco S.

      Benvenuto nella ghigliottina,come mio cuggino.Anzi:come a mio cuggino!

      Elimina
    8. Snoopy era il cane, la coperta l'avrebbe mangiata....

      Elimina
    9. Ma...ma...ciao cuggino!Come stai?Io sto scrivendo dall'aldilà.Eh,ho avuto una storiaccia con una tipa finita malissimo....ho perso la testa(in tutti i sensi)per una Milf!

      Elimina
    10. @Pyna Grazie cara. Dovevamo andare a stanarlo presentandoci sotto casa, come promesso... la prossima volta non mancheremo.
      @Alliv e Allivcuggino... Eccheè? Ne ghigliottini uno e raddoppia, tipo la ramazza di Topolino apprendista stregone? Teribbile! Rientrate in voi, messeri! Riunitevi! Fate come l'Europa nei fogni di Ventotene!
      @contessaelvira Gli mancano #lebbasi, contessa...

      Elimina
    11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    12. Usciamo fuori dalle fottute piastrelle,come i volantini per Prodi!
      Che cce deve fa',nun è corpa nostra,abbiamo avuto cattive maestre;-)

      Elimina
    13. @Alliv Ah... Che fitta di dolore... Che cosa mi hai ricordato... ;-)

      Elimina
  13. Della insostenibilità dell'euro in questo blog ce n'è per tutti i gusti, anche le misure di svalutazione salariale come il jobs act sono assolutamente incompatibili non con la crescita ma con la Costituzione. vedi Giacchè, Barra Caracciolo ed altri.
    Forse sarebbe più interessante ragionare sugli aspetti politici e su quelli mediatici del fenomeno, ovvero su quello che ho chiamato con un appellativo "Framierato", una combinazione di frame e premierato: la posizione dominante e di vantaggio mediatico da parte dell'esecutivo consente di diffondere un frame che esclude ogni possibilità di alternativa o allargamento del frame stesso a prospettive diverse, ovvero se il JobsAct ha portato nuovi posti di lavoro a dicembre, ma a febbraio ne fa perdere altrettanti, il frame è che tale soluzione sia in ultima istanza in grado di creare nuovi posti di lavoro, perchè non si allarga la visuale alla distorsione creata dai voucher e dalla decontribuzione, una sorta di droga che nell'immaginario collettivo è percepita come qualcosa di negativo.
    Come nella spiegazione delle 3P che formano il frame - policy, principles, personality, è dalla combinazione dei tre che nascono messaggi in grado di influenzare le opinioni dei cittadini su argomenti come il JobsAct.
    Policy: è la modalità "a freddo" di comunicare le informazioni, che raggiunge la parte razionale del cervello.
    Principles: raggiungere il livello emozionale tramite l'enunciazione di valori alla base dell'agire politico, es "abbiamo messo in piedi una grande riforma del lavoro, perchè non possiamo consentire che le persone siano disoccupate, non è il segno di un paese degno di chiamarsi civile e grande come l'Italia. Dare lavoro a 300.00 persone in un clima di unità tra impresa e lavoratore è il modo migliore per affrontare la sfida della crescita. Si cresce tutti insieme"
    Personality: è il modo di comunicare che raggiunge il livello emozionale ovvero raccontare perchè si arriva ad una tale situazione tramite aneddoti e storie anche personali, es. "ho parlato con un amico che avendo perso il lavoro, ha avuto un lavoro grazie al JobsAct ed era davvero felice di comunicarlo alla propria moglie..questo ci fa essere davvero orgogliosi di aver implementto il JobsAct.."

    RispondiElimina
  14. A Luglio si dovrebbe tenere la prima udienza (innanzi al Tribunale del Lavoro di Roma) per l'esame del mio ricorso "urgente" contro il licenziamento subito a Ottobre 2015.

    Durante la preparazione del ricorso ho avuto modo di approfondire molto gli aspetti giuridici della materia (nel senso di capire cosa si poteva fare nel mio caso e cosa e' cambiato rispetto ai contratti di lavoro come il mio, cioe' quelli regolati dall'ormai superato art. 18 dello Statuto dei Lavoratori).

    In sintesi, la maggiore novita' introdotta dalla nuova legge sulle assunzioni a "tempo indeterminato", che solo una mente piddina poteva reclamizzate come "a tutele crescenti" (sono in realta' assunzioni che andrebbero piu' correttamente chiamate "a tutele inesistenti"), e' che e' stato di fatto cancellato l'istituto della reintegrazione, cioe' la possibilita' per il Giudice di annullare i licenziamenti ingiustificati e di ordinare il reintegro del lavoratore, con tanto di pagamento degli arretrati e di un risarcimento (annullando contestualmente tutti gli effetti, come se il licenziamento ingiustificato non fosse mai avvenuto - tamquam non esset).

    Quindi per i nuovi contratti, a meno che nella lettera di licenziamento non siano esplicitamente indicati motivi razziali, religiosi o sessuali (se questo fosse il caso l'onere della prova ora spetta comunque al licenziato.....) il Giudice non puo' piu' ordinare il reintegro del lavoratore e puo' solo giudicare sulla correttezza del calcolo dell'indennita' di licenziamento.

    Altra novita' e che l'indennita' di licenziamento e' stata praticamente azzerata rispetto al regime precedente e che il licenziamento, anche se ingiustificato, si intende completato all'atto della PROMESSA DEL DATORE DI LAVORO di pagare l'indennita' di licenziamento (non dal momento dell'effettivo versamento nelle tasche del lavoratore!).

    Last but not least, e' stato istituito il LICENZIAMENTO VERBALE INDIVIDUALE E COLLETTIVO!

    Per fortuna il mio contratto ricadeva nell'art. 18 e credo che tutto sommato saro' discretamente piu' ricco alla fine della mia causa di lavoro.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io credo che il jobs act sia unico a livello legislativo. Da quello che ho studiato a scuola, e all'università, per le controversie inerenti a tutti gli altri contratti è il giudice che è tenuto a calcolare il risarcimento. E lo fa, tenendo conto sia del danno emergente che del lucro cessante. Invece, con il jobs act è la legge che stabilisce, a priori, il risarcimento su base forfettaria. Si badi bene, inoltre, che tale riforma non ha ampliato i casi in cui un dipendente può essere licenziato per giustificato motivo ma ha reso più economico, per l'imprenditore, il licenziamento irregolare, senza peraltro dare la possibilità al giudice di riparare al torto subito dal lavoratore con il reintegro. In pratica il lavoratore è cornuto e mazziato allo stesso tempo.

      Elimina
    2. @Last but not least, e' stato istituito il LICENZIAMENTO VERBALE INDIVIDUALE E COLLETTIVO!

      Significa che possono mandarti a casa con un bel cazziatone senza nessuna lettera?

      Elimina
    3. grazie Luca Cellai per le precisazioni sul prima e dopo il jobs act e in bocca al lupo per la tua causa di lavoro. Siamo arrivati qui dopo un lungo processo le cui basi ideologiche sono state elaborate da Popper e Hayek, le politiche sono state attuate da Thatcher e Reagan, i soldi a sostegno sono arrivati dalla City e da Wall Street. I soldi fatti dai pochi sono finiti però nei paradisi fiscali come Panamapapers dimostra!

      Elimina
    4. @Francesco No, il icenziamento orale è uno dei pochi motivi di nullità del icenziamento con reintegro rimasti ex art. 2 D.lgs. 23/2015

      Ma in realtà non serve: adesso basta che ti licenziano millantando una giusta causa oggettiva o soggettiva e anche se la causa si rivela insussistente, il giudice non ti può reintegrare (art. 3, comma 1).

      Insomma, se il datore di lavoro ti recapita una lettera che dice che ti licenzia perchè hai aggredito fisicamente un collega od un superiore e poi si scopre che quel giorno non eri neanche in ufficio, comunque rimani a casa. Così come se ti arriva una lettera di licenziamento perchè c'è la crisi dell’impresa, la cessazione dell’attività o, più comune, perchè le tue mansioni ufficialmente sono venute meno e non ti possono ricollocare (anche se platealmente falso), comunque a casa rimani.

      Elimina
    5. @Guido Costantini

      "Così come se ti arriva una lettera di licenziamento perchè c'è la crisi dell’impresa, la cessazione dell’attività o, più comune, perchè le tue mansioni ufficialmente sono venute meno e non ti possono ricollocare (anche se platealmente falso), comunque a casa rimani."

      Questo e' esattamente il mio caso, perche' ero dirigente, e per i vecchi dirigenti, anche se nominalmente sotto la tutela dell'art. 18, una legge precedente aveva gia' escluso l'istituto della reintegrazione.

      Ma ci sono sempre eccezioni...

      Vero e' che le aziende ormai utilizzano motivazioni fittizie per licenziare 'ad libitum' senza pagare proprio le indennita' contattuali dovute, anche per i vecchi contratti.

      Il licenziato d'altra parte, se ha debiti oppure una situazione familiare difficile e' portato a cedere ed a chiudere il contenzioso accontentandosi come Esau' di un piatto di lenticchie....

      Per fortuna non e' stato il mio caso ed oltre ad un catulliano 'pedicabo ego vos et irrumabo" diffuso 'urbi et orbi' mi sono pure tolto la soddisfazione di rifiutare platealmente e pubblicamente di stringere la mano all'AD (il giorno in cui mi hanno finalmente permesso di accedere sotto scorta nel mio vecchio ufficio a ritirare i pochi effetti personali ancora presenti).

      A la guerre comme a la guerre.

      Elimina
  15. Casualmente ieri qualcuno sembrava molto critico!

    RispondiElimina
  16. Non è vero che non sono popperiani, è che l'esperimento è ancora in corso. I neoclassici non gradiscono che le tesi possano considerarsi "disproved" prima di avere il risultato sperimentale: qualche milione di morti, suppongo.

    RispondiElimina
  17. E che dire di come, mancando una vera e propria disciplina sul mobbing, la parte datoriale porta il lavoratore con più anzianità di servizio, quindi più costoso, a presentare le proprie dimissioni e rimpiazzarlo per favorire degli sgravi e abbassare quindi il costo del lavoro?
    Che dire di come, per le categorie più forti, si evita puntualmente il rinnovo contrattuale della parte economica per poi giungere ad accordi ridicoli dopo tre, quattro mancati rinnovi e legando il più possibile la retribuzione alla presenza del lavoratore, disincentivandone l'assenza, più che incentivandone la presenza?
    Che dire dei turni massacranti nella professione medica?
    L'ingiustizia e la sproporzione di forze tra le due parti è evidente e se da un lato sono concorde ad una maggiore disciplina del lavoratore al fine di evitare comportamenti che incidano negativamente sulla sua produttività e dunque sulla competitività stessa dell'azienda, dall'altra va salvaguardato il diritto alla piena retribuzione del lavoratore quando questo è malato o gode ad esempio dei diritti, ormai sempre più labili, che sono stati duramente conquistati.

    È evidente però che se nonostante l'aumento di produttività, le minori tutele e il minor costo per le aziende stiamo sempre con l'acqua alla gola, il problema non è la "manodopera".

    Se il problema era "semplicemente" il riequilibrio degli scambi intra EZ, avrebbe avuto più senso prevedere un sistema di dazi, piuttosto che distruggere la domanda rincorrendo il prezzo al ribasso. O no? A conti fatti, da un punto di vista tecnico, si potevano inventare mille soluzioni per rendere più sostenibile l'euroboiata ed evitare il fallimento che chi con l'euro ce magna o c'ha magnato ad arte maschera.

    È a questo punto evidente che, se ciò non è stato fatto, la sostenibilità stessa dell'euro cozza con l'ingordigia e il desiderio di egemonia di chi si è storicamente sempre ritenuta piuttosto presuntuosetta, dimostrando più e più volte la propria follia culturale.

    Comunque, che mezze seghe: potevano gestire molto meglio e, parliamoci chiaro, magnà molto di più alimentando la domanda, anzichè soffocarla. Bah.

    RispondiElimina
  18. Vi racconto stamattina su RAI-Radio3 (scusate se vado OT).
    Titolo: L'EURO, il convitato di pietra.
    Sottotitolo: Come parlar d'altro senza dare nell'occhio.
    Abstract: Come schivare l'EURO partendo dall'EURO.
    Svolgimento: Una trasmissione "di approfondimento" della rete culturale del servizio pubblico - dunque punta di diamante dell'informazione - si trova a dover commentare evidentemente controvoglia una serie di telefonate a Zingales, attuale conduttore di Prima Pagina, che pongono senza mezzi termini l'urgenza drammatica di una improcrastinabile riflessione (se non proprio dell'uscita dall'EURO come piu' di uno sollecita, sull'EURO stesso e sull'Europa e sul fallimento di entrambi. Perfino Zingales, mezz'ora prima, aveva ammesso che una fine "pilotata" della moneta unica, con almeno la separazione «consensuale» di Sud e Nord Europa, sarebbe a questo punto la soluzione migliore. Tuttavia, per la bellezza di un'ora (anche con ospiti come Mario Deaglio e Tonia Mastrobuoni), si e' parlato d'altro.

    Ma allora - si chiedono - di chi e' la colpa? Come mai, e' stato ricordato, in USA la disoccupazione e' a zero e qui ancora al massimo storico?
    Ecco: e' colpa di governi insipienti, di referendum inopportuni, delle tasse sulla prima casa, della questione meridionale, del digitale (banda larga che non c'e')... Insomma SEMPRE del troppo poca Europa. E MAI UNA SOLA PAROLA SULL'EURO, mai neanche nominato (se non alla fine da un ascoltatore).

    Dopo mezz'ora si scivola lentamente verso un altro 'must': il CONFLITTO GENERAZIONALE e fino alla fine praticamente non si parlera' d'altro. Il conduttore della tasmissione (Del Solda') e la co-conduttrice (Polacco), bravi soldatini, riescono dunque a svicolare. Dice il primo, a un certo punto e per inciso, che alcuni «vorrebbero [addirittura] parlare della moneta» ma i problemi reali sono ben altri, e lo dice come se stesse dicendo «alcuni vogliono [addirittura] nominare invano Nostro Signore».

    Mi domando: ma il dr. Marino Sinibaldi, direttore della rete, persona molto colta e intelligente, lascia fare qualsiasi cosa? E la RAI, ieri sera paladina della giusta obiezione alla censura preventiva, non ha proprio nulla da dire di programmi come questo che ascoltiamo tutti i santi giorni?
    E l'on. Fico, capo della vigilanza, intesa come commissione, che un tempo dell'EURO - lui e i suoi - almeno parlavano?
    Datemi retta: piuttosto che «tutta la citta'NON ne parla» e' mille volte meglio il C.C.I.S.S. «Viaggiare Informati».

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Paolo Poggi

      Il direttore della rete, molto colto e intelligente, non lascia fare qualsiasi cosa, pretende che qualsiasi cosa venga fatta (altrimenti salta il giorno dopo). La RAI è una delle centrali della disinformazia nazionale: sono uniti come un sol uomo per raggiungere questo obiettivo (e ci riescono). Sull'on. Fico non vorrei spendere troppe parole: basta vedere come vengono trattati i 5s nella trasmissione di Lilly Gruber, e dai giornalisti del FQ, per capire che i 5s sono il futuro politico dell'eurismo e dell'europeismo (cioè bassa crescita, deflazione, minijob, e tanta moralità e trasparenza).

      Elimina
    2. Ma chi? Sinibaldi? Quello che non si sa perché è diventato Presidente dello Stabile di Roma?
      Posto precedentemente occupafo dal compianto Franco Scaglia, che non prendeva un euro per la carica e ora non si sa, ma comunque è sempre gestione di potere non importa se il teatro Argentina è vuoto come hanno tristemente mostrato una serie di foto di spettatori su fb ma a noi che ce frega famo la cultura è er popolo che nun capisce e tanto paga lo Stato perché noi siamo Teatro Nazionale voi no?
      Devo aggiungere altro? :-)

      Elimina
  19. "Una storia dei nostri giorni, un fatto vero. Un crudo spaccato di realtà analizzato lucidamente da noi. L’ascoltatore distratto potrebbe intravedere una mancanza di partecipazione emotiva da parte nostra. Ciò è falso, ma questo all’ascoltatore distratto non importa molto; non a caso il popolare detto popolare recita “Ascoltatore distratto = figlio di putt@n@”.

    Lui si chiama Oh-BAM! e guida una Ford
    gialla del ’56
    con i Turbo ai finestrini placidi
    e le tendine parasole
    sul lunotto posteriore,
    e ogni sera lui tornera’ da lei.

    Lei – oh yes – si chiama Janet
    e incassa tanti dindi,
    e Oh-BAM! lo sa, percio’ la sfrutta
    placido.
    Le dice: “Vai sulla tua strada,
    Janet, vai sulla tua strada.Janet vai,
    e Janet vai vai.
    Ma non prendermi la Ford
    perche’ ha le ruote in lega
    e l’albero a basso momento di inerzia,
    e ho paura che me la rovinerai,
    che me la rovineraieaou”.

    Lui si chiama Oh-BAM!, e al suono della sveglia
    si alza controvoglia,
    si lava i denti, fa colazione
    placido, poi prende la sua Ford,
    esce dal garage, saluta la sua Janet,
    le requisisce i dindi;
    lei e’ un po’ debilitata
    perche’ ha la FED spanata".

    Capite il dramma di Janet,maledetti insensibili!?

    RispondiElimina
  20. Da Repubblica di oggi:
    Il lato positivo della deflazione: cala il disagio sociale

    Il Misery Index di Confcommercio è sceso a febbraio: se la disoccupazione estesa (fatta di senza lavoro, cassintegrati e scoraggiati) è salita, il beneficio arriva dal calo dello 0,8% dei prezzi dei beni ad alta frequenza d'acquisto

    "http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2016/04/08/news/misery_index-137170881/?ref=HRLV-6"

    Ci prendono pure in giro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che lo fanno e non è neppure la prima volta che Repubblica decanta i "pregi" deflattivi. Tanto sono decenni che ai cittadini viene fatto il lavaggio del cervello con il mantra dell' "inflazzzionebbrutta"...

      Elimina
  21. Salve a tutti.

    Mi spieghereste la battuta sull Yellen non l'ho capita. Mi riferisco a questa: "quando un'economista del lavoro incontra una banca centrale, il disoccupato è un uomo morto...".

    Una che si occupa di politiche del lavoro non dovrebbe conoscere piu' approfonditamente le condizioni economiche per favorire la piena occupazione?

    Grazie, salutoni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fa' 'na cosa, la prima volta che hai un po' di mal di denti va' a farti vedere dall'ortopedico. Se la sua diagnosi ti soddisferà, la Yellen sta bene dove sta

      Elimina
    2. P.S. Favorire la piena occupazione non è compito della banca centrale, è compito del governo

      Elimina
    3. @Francesco

      Per attuare misure che favoriscano la piena occupazione, dovresti essere un "progressivo" senza virgolette, Francesco.

      Elimina
    4. Forse manca la precisazione "banca centrale indipendente". Quindi per un economista del lavoro sarebbe come parlare con un muro, volendo, la banca centrale, privilegiare la stabilità dei prezzi piuttosto che la piena occupazione.

      Elimina
    5. il problema è che un economista del lavoro di macroeconomia con tutta probabilità non capisce moltissimo. Però forse ha il giusto background ideologico per fare quello che deve.

      Elimina
    6. Restando all'icasticità della "battuta" (perché merita), credo voglia dire che quando un'economista del lavoro incontra una BC (indipendente?), l'economista del lavoro si piega alla BC (indipendente?)fino a mettersi prona rinnegando quella che è la sua dottrina, e il disoccupato crepa, magari, proseguendo nell'icasticità, col cetriolo infilato, in stile mafioso rovesciato.

      Elimina
    7. Grazie per la spiegazione.

      Elimina
  22. Egregio Professore,

    Spero di non essere troppo OT.

    Ultimamente, spinto dai miei due figli, mi sono interessato alla campagna per la candidatura democratica alle presidenziali USA. Ed ho "scoperto" Bernie Sanders.
    De quale, dopo aver youtubbato un paio di discorsi con esposizione del programma, mi sono subito innamorato.
    A me pare una roba da sogno.
    Ma e' realizzabile qualora si verificasse il "miracolo" (Bernie Sanders presidente), il programma che espone? E quali effetti avrebbe su di noi?
    Non so se avra' tempo o voglia di approfondire e mi scuso in anticipo se questo mio post le suonasse "demanding" (nel senso di pretenzioso), non e' mia intenzione. Ho solo il dubbio di stare ricadendo, una volta ancora nella mia vita da sognatore sociale, nell'ennesima bufala. Stavolte mi parrebbe di no, ma sono perfettamente cosciente dei miei limiti e Le chiedo aiuto, se e come puo' o potra' darlo, per chiarirmi le idee.
    Grazie ancora e comunque per il lavoro titanico e coraggioso che continua a portare avanti.
    Se oggi capisco quel poco in piu' (anche se mai abbastanza) lo devo a Lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/02/hocus-potus-1-lordalia-greca-di-bernie.html

      Elimina
    2. Sperare è lecito, ma stando attenti a non "fognare"

      http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/02/hocus-potus-1-lordalia-greca-di-bernie.html

      Elimina
    3. Quando un Presidente degli Stati Uniti (come d'altri stati, del resto) entra per la prima volta alla Casa Bianca, deve avere l'accortezza di lasciare fuori dell'uscio il pacchetto del suo pensiero e dei suoi progetti, magari nell'apposito contenitore del riciclabile (per i suoi successori). Se lo dimentica, ci sarà sempre qualcuno che glielo ricorda

      Elimina
    4. @roberto b
      Non credo e mi spiego: in fondo Hillary e Bill, o Tsipras e Schulz, da giovini erano dei simpatici capelloni tutti fiori nei loro cannoni, guarda caso come i nostrani estremi sinistri che giocano alla rivoluzione al country club dei centri sociali e delle librerie alternative, il cui unico scopo è che non si faccia la TAV o che vengano soppresse le affermazioni razziste e omofobe nel dibattito pubblico e privato. L'autoreferenzialità di allora ne caratterizza l'autoreferenzialità come uomini politici: fanno quello che devono fare, e lo fanno per farlo, per mantenere non la loro posizione, ma lo status che si autoassegnano allo specchio, il che spiega il perché dell'aspetto da sempre così fortemente omologato anche nel vestiario. Per ulteriori informazioni un interessante articolo di Marino Badiale qui.

      Elimina
    5. Tutti quelli che non sono di sinistra, quello che dice Badiale pare lo abbiano intuito da almeno quarant’anni. La metà di questi (più o meno) per vent’anni ha votato il Berlu.

      Quelli che erano di sinistra, al 99% (più o meno), hanno passato 20 anni ad odiare il Berlu e, alla fine di questo processo, si sono apertamente dimostrati per quello che erano fin dall’origine: piddini (si nasce e non si diventa).

      Tutto questo vorrà dire qualcosa? Probabilmente che l’umanità non ha scampo.

      P.S.: tutti quelli che non hanno votato il Berlu e l’1% di quelli di sinistra potrebbero essere dei potenziali rivoluzionari.

      P.S.2: si prega quelli che non hanno votato il Berlu di mettersi il cuore in pace: la lotta di classe esiste.

      P.S.3: IL TAV è una merda.

      Elimina
  23. "Resta da vedere se ad andare alla rovina saranno solo i topi di fogna od anche i nostri figli". Purtroppo lo stiamo già vedendo, da vari anni. E la risposta non è: i topi di fogna.
    Dopo questa amara constatazione (vissuta sulla pelle), vorei dire: Alberto Bagnai o Charlie Brown, ma che differenza c'è? Non siamo tutti "uno, nessuno e centomila"?

    RispondiElimina
  24. Ahah, io ho la bacchetta magica: lo stato torna a essere degno di questo nome, impone classi con non più di 20 alunni e crea lavora per molti nuovi e giovani insegnanti.
    Inoltre diffonde ovunque la conoscenza del greco e del latino ...
    Sto sognando?

    RispondiElimina
  25. Off Topic:

    Ieri la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha pubblicato un articolo pesantuccio contro Mario Draghi e il suo QE "inflazionistico", riflettendo sul fatto che una banca centrale indipendente dall'esecutivo - che pure i tedeschi hanno voluto fortemente, come peraltro ammesso dal giornalista - a volte può comportarsi in modo antidemocratico, andando contro la volontà del Governo eletto dal popolo sovrano.

    http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/wirtschaftspolitik/wer-kann-ezb-chef-mario-draghi-seine-geldpolitik-stoppen-14157675.html

    Curioso caso in cui alle conclusioni giuste si arriva da premesse discutibili...

    RispondiElimina
  26. Il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona.... Ora gliela ridico: "Questo è un guest post, ergo non è il mio!"

    "Bravo!"
    "Grazie!"

    RispondiElimina
  27. OT: mi viene il vomito

    http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2016/04/08/news/misery_index-137170881/?ref=m%7Chome%7Cvaschetta_2_economiaefinanza%7Cpos_3

    RispondiElimina
  28. "Alla fine il Partito avrebbe proclamato che due e due fanno cinque, e si sarebbe dovuto crederlo. Era inevitabile che lo pretendesse, prima o poi. Lo esigeva la stessa logica della sua posizione. Non solo il valore dell'esperienza ma persino la stessa esistenza nella realtà esterna era tacitamente negata dal loro sistema filosofico. L'eresia delle eresie era ritenuta buon senso.
    E la cosa più spaventosa era che essi avrebbero ucciso non perché si pensava altrimenti da loro, ma perché avrebbero anche potuto esser nel vero! Perché, dopo tutto, in che modo sappiamo che due e due fanno quattro? O che esiste la forza di gravità? O che il passato non si può mutare? Se sia il passato sia il mondo esterno esistono solo nella mente, e se la mente stessa è soggetta ad essere controllata... che ne segue? (...) Il Partito raccomandava di non badare alla prova fornita dai propri occhi e dalle proprie orecchie. Era l'ordine finale, il più essenziale di tutti." (1984, G. Orwell... so che lo sapete :-) )

    RispondiElimina
  29. secondo me ti stai allenando in gran segreto....ciao Prof!

    RispondiElimina
  30. «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?»

    RispondiElimina
  31. Non hai ancora escluso che Charlie Brown possa essere uno pseudonimo che usi per darti un tono o sia il tuo Tyler Durden: una tua eventuale seconda personalità della quale hai perso il controllo.

    ps: va bene, fucilami in piazza!

    RispondiElimina
  32. Io mi sono rassegnato:

    http://www.intelligonews.it/articoli/8-aprile-2016/39677/non-e-un-europa-per-giovani-draghi-rischio-shock-non-creiamo-una-generazione-perduta

    non li fermerà più nessuno, andranno fino in fondo...chissà quale "fondo" pero'...ho perso le speranze credevo in una possibile dissoluzione dell'euro!

    Per favore...qualcuno potrebbe dirmi come si fa ad inserire qui nei commenti link "cliccabili".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devi inserire il link con copia/incolla, nella seguente forma:
      La frase tua che indichi l' argomento

      Elimina
    2. Scusami, temevo che non apparisse la frase HTML in modo esplicito e allora spero di essere perdonato.
      Qui troverai tutto.

      Se hai bisogno di chiarimenti scrivimi.

      Elimina
    3. No, Alberto. Chiunque può farmi questo, ma tu no. Tu no. Come mettere link ipertestuali è spiegato per filo e per segno nella sezione "Per cominciare" di questo blog. Quindi stai relazionandoti con una persona che non ha letto quella sezione. E a una persons che non ha letto quella sezione si può e si deve dire un'unica cosa. Quale?

      Elimina
    4. Sergio è un lettore che collabora in modo intelligente a questo progetto. Grazie.

      Elimina
    5. Shame on me, sono assolutamente un fesso! Grazie.

      Elimina
    6. Grazie MILLE!!!

      Prof la seguo da tempo immemore...perdoni la mia gaffe, lo ammetto sono stato un po' pigro!!!


      ;-)

      Elimina
    7. Sei un compagno che sbaja. Ti suggerisco caldamente l'evento organizzato alla Sapienza. Lì sì che ti divertirai. Porta il lanciafiamme (metaforico) o il Gaviscon (reale).

      Elimina
    8. Magari Prof!!!

      Dal profondo sud...mi viene un po' fuori mano...comunque sono certo che un giorno avrò l'onore di stringerle la mano!

      Questo blog rappresenta per me (e tanti altri) un vero riferimento culturale...non solo di economia!

      Qui ho imparato a pensare...

      Elimina
    9. Sono onorato del complimento, il grazie va a lei che ha creato quest'oasi.
      Quando si troverà dalle mie parti per un convegno, o meglio per un concerto, (a Montecastello in luglio potrebbe essere) farò di tutto per venirla a salutare ed ascoltare.
      È (anche alt0200 l'ho imparato qui) sempre un utile piacere.

      Elimina
    10. Per chi (e ne faccio parte) viene quotidianamente sfidato da una tecnologia troppo stupida per capirci questo è un utile aiuto per vincere.

      Alberto, può valere la pena aggiungerlo alla pagina "Per cominciare"? ... cuius "blog" eius iudicium.

      Ma come si dirà "blog" in latino? Probabilmente lo sa Martinet alias @Martinetus...

      Elimina
    11. commentarii interretiales

      Elimina
    12. @Martinet Così, per curiosità, in aramaico? Giusto per scoprire come l'avrebbe detto un noto blogger del primo secolo... ;)

      Elimina
    13. יומן נטו ; naturalmente, ho azzardato: non posso scrivere in estrangelo.

      Elimina
    14. @Nicola Strada

      magari l'avrebbe detto in greco, l'inglese di allora...

      Elimina
  33. Complimenti per il suo post professore! Però poi non dica che io sono un piazzaloretista, perchè credo che ciò che accadde lì, sarà solo una cagatina di mosca rispetto a quello che succederà quando si sfascia l' euro! Io me li sono segnati tutti, ma solo perchè così dice l' antico saggio cinese.

    RispondiElimina
  34. Pur non sottovalutando il livello di idiozia economica di ci governa ("Se una moneta si svaluta del 30% poi dopo anche il PIL cala del 30% "), é possibile anche che i renzisti abbiano come obiettivo un tasso disoccupazione più alto dell'attuale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Impossibile? Ammesso che si possa dare la colpa ad altri (Berlusconi, la crisi viene dall'America, la crisi globale, etc.) e considerato che i numeri si possono truccare (la disoccupazione può tranquillamente calare anche quando c'è meno gente che lavora, vedere cosa sia l'U3 e l'U6), un sacco di gente dipendente dalle mancette di Stato (80 euro per tutti!) fanno comodo a tutti i governi, ma sopratutto a questo, che ne ha fatto un'arte.

      Elimina
    2. Non è "possibile", è "certo". In quanto forza di governo al servizio della BCE che ci governa, dalla sullodata BCE ricevono il compito: la disoccupazione deve essere al 12% (si chiama NAIRU, Not Accelerating Inflation Rate of Unemployment, Tasso di disoccupazione che non fa accelerare l'inflazione - vai di google e prepara il valium). E loro, come ogni kapò bene istruito, operano per far sinché la disoccupazione stia al 12%. Semplice.

      Elimina
  35. Cito Cristian:

    "grazie Luca Cellai per le precisazioni sul prima e dopo il jobs act e in bocca al lupo per la tua causa di lavoro. Siamo arrivati qui dopo un lungo processo le cui basi ideologiche sono state elaborate da Popper e Hayek, le politiche sono state attuate da Thatcher e Reagan, i soldi a sostegno sono arrivati dalla City e da Wall Street. I soldi fatti dai pochi sono finiti però nei paradisi fiscali come Panamapapers dimostra!"

    RispondiElimina
  36. Qualche dettaglio sull'evento alla Sapienza si può avere? Grazie.

    RispondiElimina
  37. Hans Werner-Sinn, sul Corriere di oggi:"Ne ero entusiasta, pensavo che l’euro sarebbe stato uno strumento per l’integrazione politica. Credevo che gli economisti scettici esagerassero i rischi. Devo ammettere di essere stato naif nel credere che le regole del Trattato di Maastricht sarebbero state rispettate. Sono state tutte infrante». Secondo l’economista tedesco, la mutualizzazione dei rischi di finanziamento nella banca centrale ha significato che «i mercati dei capitali hanno perso la funzione di distinguere tra rischi buoni e cattivi. Gli spread sono spariti, le differenze tra i tassi d’interesse annullate». Al momento, per alcuni Paesi, ciò è sembrato una benedizione, «ma non era vero: si sono create grandi bolle di credito». Sembra che anche lui legga Goofynomics... Alles klar, was soll man noch sagen? Ich weiss es nicht.

    RispondiElimina
  38. Certo, con la differenza che i salari non sono aumentati.

    RispondiElimina
  39. Incredibile.Abbiamo sciupato il dividendo dell'euro.Se non lo avessimo fatto,il rapporto debito/pil all'inizio della crisi sarebbe stato al 65%.Ci vorrebbe un'altra europa.Ma siccome non abbiamo la forza di imporla,la soluzione ora è crearne due,con due diverse banche centrali.Stamattina alle 8.10.Ma l'altro ieri...
    Delle due l'una:A) Zingy ha nel cervello le scimmie urlatrici. B) È un democristiano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho consigliato a Zingy, al 3355634296, di non fare più PP, per evitare di peggiorare la sua situazione, ma sarà difficile che lui ci riesca a rinunciare ad un po' di facile pubblicità pagata con delle migure un po' barbine (mica penserà di risollevare il suo asfittico blog in questo modo). E comunque di rifare i conti bene, perchè ci abbiamo rimesso tra dare ed avere almeno 4/500 MILIARDI! Ma lui sta in USA e i conti della serva non se li sa fare e nemmeno gliene frega un cavolo.

      Elimina
  40. Mi è capitato tra le mani uno dei libri di Ludovico Geymomat. Nella sua introduzione spiegava come i "governi nell'antichità" determinavano cosa fosse bene o male. Con metodi che condizionavano tutto il popolo mantenevano il potere. A quanto pare questa tecnica è stata reintrodotta. Altrimenti non si capisce come la maggioranza, per ora, degli Italiani sia ancora pro UE.

    RispondiElimina
  41. Sentito ora Cremaschi a Omnibus parlare di lobbies, intervento condivisibile ed equilibrato.
    Se posso fargli una critica l'inquadratura con un libro di Gramsci in bella vista a lato del suo orecchio destro distraeva un po'.

    RispondiElimina
  42. Ho tentato di inviare l' info via mail ma non ci sono riuscito. Volevo segnalarti questo evento.

    RispondiElimina
  43. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  44. Di solito non concordo con La Grassa (che mi pare troppo "geopolitico"), ma - per una volta - applausi:
    "CONTRO SETTARI E IPOCRITI, di GLG



    Tendenzialmente, si possono e si devono compiere delle scelte. Sono in genere i vili, o quelli che non sentono nulla, a restare indifferenti alle diverse parti in contrasto. Io sono sempre stato piuttosto “partigiano”. Mai però, e me ne vanto, ho pensato ai “nostri” come migliori di “loro”, cioè degli avversari o addirittura nemici. Sia tra i “nostri” che tra i “loro”, c’è sempre una minoranza di persone dotate di senso di umanità, di una certa sensibilità, ecc.; e vi è una maggioranza di crudeli, feroci, che combattono (e quando possono uccidono) l’avversario con le modalità più disumane possibili. Quando si “prende partito”, lo si deve fare perché, secondo la nostra valutazione, la vittoria dei “nostri” dovrebbe condurre ad un miglioramento complessivo delle condizioni riguardanti la maggioranza di quella data società, all’interno della quale si svolge la battaglia. Si può anche comprendere che, nel fervore di quest’ultima, si arrivi a forme d’odio spesso viscerale e sconsiderato. Tuttavia, una volta risoltosi il conflitto e tornata “la quiete dopo la tempesta”, è da stupidi, e anche peggio, continuare a considerare “bastardi” e quant’altro di peggiorativo coloro che abbiamo combattuto, mentre cerchiamo di propagandare la bontà e nobiltà d’ideali della nostra parte. No, da ogni parte si è combattuto secondo i soliti sentimenti umani, comuni a tutti; e ripeto che la maggioranza, di qualsiasi “partito preso”, ha in genere perseguito i propri interessi, spesso meschini e miserabili. E la ferocia e “bastardaggine” è stata comune alla maggioranza dei membri di tutte parti in lotta. Teniamolo sempre presente ogni volta che “prendiamo partito”.

    E ciononostante, non facciamo alcuna concessione a coloro che sentiamo avversari di quel processo che, a nostro avviso, va nella migliore (o meno peggiore) direzione possibile tenuto conto della complessiva situazione esistente in quel dato contesto storico-sociale. L’importante è sapere che chi ci è contro è esattamente simile a noi nei sentimenti provati; e può essere una “brava persona” o una “carogna”, con eguali proporzioni in entrambi i fronti di lotta. E quando si vince, è ignobile il vincitore che altera completamente la storia e rende il perdente una sorta di “alieno”. Fra l’altro, la mancanza totale di obiettività porterà danni anche alla parte vincente; per il semplice motivo che in essa prevarranno allora i peggiori, quelli che di fatto si sono schierati per mero opportunismo. Questo è proprio l’esempio storico dell’antifascismo italiano. Alla fine hanno prevalso i miserabili, quelli peggiori dei perdenti, quelli che ci hanno asservito ai falsi liberatori, agli Stati Uniti. E per il momento mi fermo qui. In altra occasione, spero di poter dedicare due parole all’antifascismo degli opportunisti."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In questo brano c'è tutta la tempra (e l'ira) del "vecchio" GLG, che in altra veste scrive anche dei racconti gradevoli

      Elimina
  45. OT - Interessante caso di eterogenesi dei fini (ovvero quando per evitare un eventuale arricchimento provochi un reale impoverimento)

    Incuriosito dal casuale commento di un mio conoscente in palestra "aho', quasi tutti i giorni c'e' 'na rissa a via de a' Civilta' del Lavoro" ho scoperto un interessante caso di maldestro tentativo di regolazione del mercato (in questo caso immobiliare).
    Probabilmente pochi sanno che una cospicua parte del patrimonio immobiliare di Roma e' costituito da immobili costruiti in regime di "proprieta' superficiaria".
    Per capirci, la proprieta' superficiaria e' della stessa natura di quella dei loculi al cimitero (anche qui il titolare del diritto di superficie e' il Comune, con l'unica differenza che per i loculi la scadenza del diritto di proprieta' superficiaria e' tipicamente 30 anni mentre nel caso degli immobili e' di 99 anni rinnovabili di altri 99).
    Allo scadere del termine (es. 99+99 anni oppure 30 anni), il terrenno e tutto cio' che insiste su di esso (loculi e/o immobili) ritorna teoricamente nella disponibilita' del demanio comunale.
    Dico teoricamente, perche' il 90% del territorio dei Castelli a sud di Roma fu tutto concesso in proprieta' superficiaria ai reduci della I GM e non risulta che a nessuno degli attuali proprietari sia stata mai chiesta la restituzione dell'immobile, o del terreno, oppure di fare domanda per l'estensione della concessione per altri 99 anni...
    Fino ad oggi gli immobili soggetti a questo vincolo sono stati compravenduti dalle fasce di popolazione meno abbiente "come assegni circolari", perche' scontati di un buon 15-20% rispetto agli equivalenti immobili di proprieta' piena.
    Pero' tutti gli immobili di questo tipo di edilizia hanno, oltre ad un vincolo iniziale per la rivendita di 5 anni, anche un generico vincolo di dover rispettare le linee guida periodicamente fissate dal Comune - DAR -per il prezzo degli alloggi popolari.
    A Settembre 2015 la Corte di Cassazione (a sezioni riunite) ha deliberato (dopo solo 30 anni...) che sono parzialmente nulli tutti i contratti di proprieta' superficiaria stipulati (dal 1980 c.a.)con un prezzo superiore al prezzo iniziale rivalutato secondo una certa formula (cioe' maggiori di circa un terzo del prezzo di mercato corrente al momento di ogni compravendita successiva alla prima).
    Il Comune di Roma ha cercato di correre ai ripari (il notariato ha subito dato istruzione di non stipulare nessun rogito in caso di superamento del prezzo stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione): chiede quindi una decina di migliaia di Euro circa per autorizzare la compravendita al prezzo gia' pattuito dalle parti.
    Da qui scaturisce la rissa quasi quotidiana agli sportelli dell'ufficio comunale di via Civilta' del Lavoro.
    Mi hanno detto che sono circa 6000 le compravendite bloccate 'in itinere' da questa sentenza (per tutte c'e' anche un mutuo gia' concesso oppure un compromesso valido) a cui andrebbero aggiunte le infinite cause probabili per tutte le compravendite pregresse.
    Diceva una reclame di Carosello: "Cimabue, Cimabue, fai una cosa ne sbagli due".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo blogghe è

      FAN TA STI CO

      Elimina
    2. In effetti questo tipo di proprietà è l'unico ragionevole. E anche l'unica che rende le tasse sulla proprietà comprensibili. Il che non guasterebbe (ma certo che alti lai si leverebbe d'ogni contrada...)

      Elimina
  46. Caro Professore,

    Io non capisco perchè lei si preoccupi tanto di essere scambiato per colui che scrive sotto lo pseudonimo di Charlie Brown.
    Se vi fosse lei, professore, dietro a detto pseudonimo: primo, avrebbe infarcito l'intervento con citazioni latine, di scrittori francesi che leggono in pochissimi e di poeti pure loro francesi che legge soltanto lei, avrebbe inoltre punteggiato il discorso con modi di dire romaneschi, ed avrebbe aggiunto qua e là allusioni a persone ed amici che conosce soltanto lei, cui si sarebbe riferito tramite nomignoli, o nickname noti unicamente a lei ed al soggetto chiamato in causa.
    Infine, avrebbe scritto ciò che ha scritto il signor Charlie Brown badando bene ad occupare almeno il quadruplo dello spazio.
    Infine ancora, avrebbe scritto il tutto molto meglio. Giacchè lei scrive assai meglio del signor Charlie Brown.

    Quindi stia stra-sereno (come diceva quello) che non è proprio possibile , caro Professore, confonderla con chicchessia, meno che mai con questo signor Charlie Brown.
    Il suo affezionato
    Alberto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai trovato un Bagnaista. Sei diventato davvero importante, Alberto Bagnai!

      Elimina
    2. Io non mi preoccupo di essere scambiato. Mi preoccupo che siate rincoglioniti. È diverso. Se non leggete, non capite. Comunque, laggente mi riconoscono. Oggi ero a villa Glori a correre (dopo quasi settimane di inattività), accompagnato da Uga in bici, e uno mi si affianca: "Ciao Alberto!". Ignorano le regole di ingaggio, ma sono dei bravi ragazzi: applicandogli due elettrodi sono riuscito a sapere che si chiama Andrea, ecc.

      Elimina
    3. Caro Professore, mi duole notificarle, anche e soprattutto a nome delle massime istituzioni europee, come sia generalmente assodato, nonché ampiamente se non proprio dimostrato quantomeno dimostrabile, che chi segue il suo bel blog è senza alcun dubbio rincoglionito ad uno stadio piuttosto avanzato.
      D'altro canto professore il meglio è transumato in Europa, sa com'è, i famosi cervelli che fuggono all'estero, e a lei sono rimasto io e qualche altro che l'Europa ha saggiamente snobbato.
      E ben le sta.
      Un altra volta (se ci sarà mai, perché il treno passa e poi non si sa se ripassa) transuma anche lei (che ci guadagna, peraltro...).

      Alberto.

      Elimina
    4. Ero sorpreso che ci fosse qualcuno in grado di capire, o almeno di escludere scambi di persona, con una analisi esegetica così ampia ed approfondita del tuo scritto, la tua personalità. Io credo di sapere, di aver capito che non ti preoccupi di essere scambiato con qualcun altro, e che non ti preoccupi nemmeno delle conseguenze di ciò, ma i motivi che che me lo consentono, sono altri; poi sai, io credo che la personalità di Bagnai sia tale e complessa e multiforme che lo stesso sia in grado comunque di fregarti, se solo lo voglia!

      Elimina
    5. Albertooooooooo! Guarda che il treno dell'Europa qui passa tutti i giorni, e l'Europa non mi snobba perché io so usare il congiuntivo. Si dice "transumi anche lei" (con valore esortativo)...

      Elimina
    6. Ma io ce l'ho messo apposta il non congiuntivo (lo chiamo così giacché ne ignoro la corretta denominazione) e lei me lo corregge? A Bergamo noi, comunque e giusto per precisare, usiamo l'Eurocongiuntivo, che è flessibile (e vorrei vedere...).

      Alberto.

      Elimina
    7. E se invece fosse Charlie Brown a scrivere firmandosi Alberto Bagnai? Il mistero s'infittisce...

      Elimina
    8. Caro Professore, mi duole notificarle, anche e soprattutto a nome delle massime istituzioni europee, come sia generalmente assodato, nonché ampiamente se non proprio dimostrato quantomeno dimostrabile, che chi segue il suo bel blog è senza alcun dubbio rincoglionito ad uno stadio piuttosto avanzato.

      Mi hai cassato il precedente commento su d'O ma debbo rilevare che qui abbiamo a che fare con uno importante, "una testa di legno della UE"

      Elimina
    9. Alberto, ha ragione l'omonimo dell'Histoire (intelligenti pauca): vadi, vadi via all'estero finché è ancora in tempo. Parlo per cognizione di causa. Lasci l'Italia ai giovini Baroni et similia: Jedi scum!

      Elimina
    10. Alberto49, devi darti una calmata, che significa che devi stare calmo, che significa che devi prendere dei betabloccanti e evitare che il sangue che ti inietta gli occhi offuschi l'ironia del gentile amico.

      Quanto a martinet: tu sei un fascista che scappa. Io sono un antifascista che combatte. Se le cose sono andate come sono andate, un motivo ci sarà stato, no?

      Muor giovine colui che al cielo è caro. Baroni, io e te finiremo tutti ultracentenari.

      Elimina
    11. Ma io non ho il sangue agli occhi riguardo al gentile tuo esegeta, stai tranquillo, non con lui, scherziamo, mi fai un torto se pensi ciò. Un po' come mi succede con Peter, sono simpatici anche se di rapido passaggio. Ma magari ha ragione il giovanotto B, qui siamo arrivati alla commedia pirandelliana.

      Elimina
    12. avrai tu l'universo,
      Resti l'Italia a me

      @Alberto Bagnai
      Me sa anche a me...

      Elimina
    13. Sia chiaro: [ATTENZIONE IRONIA]preferisco sgozzarvi con le mie mani[/ATTENZIONE IRONIA] che mettere il flag [ATTENZIONE IRONIA] nel mio blog. Gli emoticon sono stati inventati dagli americani. Io sono nato nel raggio di 500 metri dalla cupola di Brunelleschi. E ora, dear Alberto49, se sai leggere fra le righe...

      Elimina
    14. Caro Alberto: o con il tuo scudo o sopra il tuo scudo. Ed io dal mio buen retiro.

      Elimina
    15. @Alberto O:
      Il treno dell'Europa ripassa, tranquillo, magari anche a marcia indietro e poi avanti, due o tre volte finché non è certo di aver fatto il proprio lavoro con pietosa coscienza...

      https://youtu.be/7V7xDxv5AeU

      Elimina
    16. Capita nei blog, non è la prima volta. E nemmeno l' ultima. Così deve essere ma (destinato ai più che abili).
      E lo dico da navigato blogger, poco spiritoso, in questo campo sono piuttosto noto come poco spiritoso; chissà perchè!

      Elimina
    17. ...τί μοι μέλει ἀσπὶς ἐκείνη;
      ἐρρέτω· ἐξαῦτις κτήσομαι οὐ κακίω.

      Elimina
    18. Comunque siete tutti de passaggio: prof si ricordi che deve morire

      Elimina
    19. Prof ho un set di coltelli sacrificali di ossidiana poco usati. Se interessa le faccio un prezzaccio

      Elimina
    20. Bagnai e Baroni vogliono vivere di pensione alle spalle della comunità fino a oltre centanni!!! Privilegiatiiiiiiiiiiii!!!!!

      Elimina
  47. Idea: facciamo un gioco. Il Cavajere Nero fa un intervento anonimo sul blogghe con uno pseudonimo di fantasia. A noi di scoprire "l'intruso", si fa per dire...

    RispondiElimina
  48. Io ormai lo dico a tutti..
    Io sono Bagnaista! !

    RispondiElimina