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giovedì 23 aprile 2015

De bello civili

(...scusate: la lettera del nostro amico, pubblicata nel post precedente, mi ha scosso nell'intimo. Io non sono nato per fare politica, e i motivi sono tanti. Uno è che non riesco ad assistere nell'indifferenza allo strazio di tanti di voi, che è anche il mio, al vostro sentimento di impotenza nel tentativo, perennemente frustrato, di salvare i vostri prossimi da se stessi, alla vostra crescente consapevolezza, che faccio mia, che questa situazione ormai potrà terminare solo con una guerra civile, dopo una parentesi più o meno lunga e sempre più probabile di repressione anche formale della democrazia. Eppure ci vorrebbe tanto poco a influire sul corso degli eventi. Basterebbe che i referenti di un certo piddinume, pur non dicendo la verità, cominciassero a prendere le distanze dalla menzogna. Quanto cambierebbero le discussioni in famiglia se il gatto e la volpe, invece di spalleggiare il vaniloquio di un Biasco - faccio solo l'esempio più eclatante - prendessero accuratamente le distanze da esso. Non capivo perché non volessero farlo, ma forse oggi comincio a capirlo. Ho scritto a Vladimiro una lettera che condivido con voi, nella quale vado alla ricerca di una spiegazione...)



Caro Vlad,

non so se hai letto la lettera del mio lettore nel post precedente, e le considerazioni dell'altro lettore, che constatava amaramente di capire, ora, come nascano le guerre civili.

La mia linea adesso è questa.

L'ho sicuramente scelta al momento sbagliato (forse), quindi forse tu starai bestemmiando e certamente starai pensando che sono irrecuperabile.

Ti sono vicino nel tuo dolore.

Mi consolo pensando che abbiamo una cosa in comune: scriviamo bene. Da molto tempo non riuscivo a leggere roba che non fosse scritta da me. Pensavo che fosse delirio narcisistico. Ora, questo sarà anche un pezzo del problema, ma l'altro pezzo è che quasi tutti gli altri scrivono demmerda. Le prime 50 pagine della Fabbrica del falso invece  sono andate giù come uno Chardonnay bello diaccio marmato. C'è ritmo, e come diciamo noi, diplomati all'università della strada: "De la musique avant toute chose". Mi ricordo quando a scuola l'insegnante di latino mi scassava i maroni col ritmo della prosa (di Cicerone, credo), e io non capivo. Ora aiuto er Palla a fare le versioni e capisco, cazzo, capisco le intenzioni nella costruzione del periodo, l'architettura, la simmetria e l'asimmetria, il loro come (che capivo anche da giovane) e il loro perché (che capisco solo da vecchio): capisco non c'è nulla di casuale, capisco che tutto è voluto, capisco che l'arte è un complotto ai danni del lettore (o dell'ascoltatore)!

La vita, evidentemente, è fare le cose giuste al momento sbagliato.

Questa sera a Firenze comincerò il mio discorso leggendo il tuo libro, anzi, forse la presentazione del mio libro sarà semplicemente una lettura del tuo. Perché il problema è lì, dove lo vedi tu, e non è da un'altra cazzo di parte. Cristo santo, tanto per fare un esempio: vi dimostriamo che le "weapon of mass distruction" non ci sono, e che alla fine obtorto collo perfino chi vi ha preso per il culo ammette di averlo fatto (cioè che le armi non c'erano), e apparentemente lo capite.

E allora volete aprire la vostra cazzo di mente all'idea che l'euro è una "weapon of ass distruction" sulla quale vi viene mentito altrettanto, se non peggio?

No: sulle bombe che non c'erano e che hanno scatenato una guerra della quale non ve ne fotte di base un cazzo perché non siete direttamente coinvolti - e che quindi deprecate solo per dar mostra di un polveroso antiamericanismo di maniera (del tutto sentimentale e scisso da una comprensione della vera pericolosità dell'odierno imperialismo americano, che ci coinvolge e del quale l'euro è testata d'angolo) - su quelle bombe e menzogne annesse vi indignate.

Sulle menzogne che stanno distruggendo la vostra vita invece glissate, e perché?

Perché dovreste ammettere che siete stati incauti e/o traditi, mentre preferite ammettere che "noi italiani" (cioè tutti gli altri, tutti i vostri concittadini tranne voi, s'intende!) siamo Untermenschen.

Bene, basta saperlo. Compro i popcorn e vi vedrò crepare. Quando sarà il momento metterò i miei figli al sicuro.

Allora: io te devo volè bbene perché scrivi bbene, però continuo ad essere roso da un tarlo.

Insomma: tu sei in Italia una delle poche persone in grado di capire fin nelle minime pieghe non solo quello che sta succedendo, ma soprattutto come quanto succede venga sistematicamente distorto, come se ne fornisca una rappresentazione artefatta, e quanto devastante sia questa fabbrica del falso per chi tenti come noi di costruire un esito non violento. E allora, sant'Iddio, aiutami a far capire al gatto e alla volpe quanto sia sbagliato banalizzare l'impatto nefasto del ciarpame appellista e terrorista che per motivi a me ignoti il gatto e la volpe hanno deciso di non stigmatizzare.

Qui bisognerà pure che arriviamo a una sintesi: non possono continuare a dirmi: "Ma lascia perdere, che te ne frega di chi mente, che te ne frega di chi ti insulta, tanto non contano niente, quello è un povero vecchio, quell'altro non lo ascolta nessuno", e poi però dirmi "Bè, però dovresti essere più pacato, abbiamo bisogno di quelle persone".

Per carità, io ho fatto giardinaggio tanti anni, so bene l'utilità della merda come fonte di azoto. Però ci deve essere, se non un limite, una direzione, e questa direzione non si vede. Il modo più chiaro e inequivocabile di indicarla era molto semplice: non tanto farmi simpatici complimenti in privato, quanto prendere in pubblico, civilmente e pacatamente, le distanze da chi inquina il dibattito. Ci voleva veramente così tanto a dire (o a scrivere) due parole del tipo: "Riteniamo che alcuni scenari fantasiosi, basati semplicemente su opinioni personali, danneggino una normale dialettica democratica facendo terrorismo su temi che devono invece essere affrontati con serietà"? Ci voleva così tanto? E magari anche aggiungere il nome di chi fa gli scenari fantasiosi? O, come fa Salvini, il nome di chi affronta questi temi con serietà? Perché il gatto e la volpe non vogliono portare le persone al libro che potrebbe farle capire (salvo rimproverarmi che il mio blog è troppo "divisivo" e violento)? Tu sei proprio sicuro che l'ignavia del gatto e della volpe non abbia nulla a che fare con l'odio potenzialmente fratricida che si è scatenato nella famiglia del mio lettore (e di migliaia di altri, come avrai notato)? Sicuro sicuro? Sicuro che il giusquiamo versato dal loro amico nelle pagine del Mulino (per fare l'esempio più eclatante) non coli poi, per li rami, attraverso la struttura del partito, attraverso gli "intellettuali" di zona, fino ad infettare ogni focolare, ogni tavola imbandita?

Io no.

"Contrordine compagni!" devono dirlo loro, e, per usare un temine caro a quei movimenti di borghesucci buonisti che fanno tanto "sinistra": "Se non ora, quando?".

Ma, purtroppo, di prendere serenamente, pacatamente, ma recisamente le distanze da chi "gli aerei resteranno a Berlino" o da chi "svalutando il salario cala" non se ne parla. Io, come sai, sono illuminista, devo trovare nel cosmo una razionalità. L'unico motivo di tanta passività di fronte a un messaggio che:

1) sarebbe di vera rottura ("Basta cazzate" sarebbe molto, molto rivoluzionario);

2) avrebbe rischio politico zero (capirebbe chi deve capire, e comunque basterebbe asfaltare uno che non conta un cazzo per far capire agli altri che aria tira, cioè che è finito il tempo della copertura politica integrale per argomenti menzogneri ed opportunistici);

posso solo ritrovarlo nel desiderio del gatto e della volpe di rinnovare il PD partendo da Prodi e naturalmente da Bersani, che a loro piace molto, del quale mi lodano l'onestà, e del quale, però, dovrebbero cominciare a capire che è crocefisso a questa dichiarazione, e da lì non si schioderà (e non li schioderà) a meno di non mostrare vero genio politico al momento giusto (che potrebbe anche essere questo, perché no?). Del resto, se avessero voluto rinnovare l'apparato partendo dal lavoro, anziché dall'apparato, avrebbero ecc. (qui ci capiamo noi e tanto basti).

E allora, come dire, auguri!

Un abbraccio.

Alberto


P.s.: per la testa non occorre un piatto di argento: andrà benissimo uno di ceramica, il materiale, appunto, delle tazze del cesso. Tengo anche a precisare che io godrò molto quando leggerò, scritta come sempre magistralmente da te, una eventuale civile confutazione. Sarà un piacere leggerla, ma dal mio punto di vista sarà inutile. Noi abbiamo già detto la verità. Ora, dalla menzogna, devono distanziarsi gli eredi spirituali di Prodi, Letta, e Bersani, quelli che erano (e sono?) del rigore e dell'euro. Loro, devono parlare, loro, non noi, o per lo meno non io. Io quello che volevo fare l'ho fatto: volevo lasciare una testimonianza, e direi di esserci riuscito. Ora sta a loro agire. Lo sanno, quello che vogliono? No? Male, perché chi sta in piazza, mi pare abbastanza chiaro, quello che vuole lo sa: la loro testa. Se un ci si vede, auguri...

60 commenti:

  1. “Non vi è al mondo menzogna peggiore di quella che si racconta a se stessi, e io mi presi in giro con quei pretesti. Fatto curioso davvero. È comprensibile che potessi ingenuamente prender per buona la mezza corona di un falsario; ma che arrivassi consapevolmente ad accettare per buona una moneta coniata da me! Un estraneo premuroso, con la scusa di ripiegare ordinatamente le mie banconote perché non le perda, mi sottrae il denaro sostituendolo con carta straccia; ma che prestigiatore sono io in confronto a lui, che ripiego la carta straccia e la rifilo a me stesso persuadendomi che si tratta di banconote!”

    Dickens, Grandi speranze

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  2. Non so se dirle "Non se la prenda, prof", o "Ah, bene, finalmente ci è arrivato".
    I coglioni girano, ma girano a pala, a vortice, roba che ci si potrebbe fare andare un motoscafo da offshore. Ma girano proprio in un modo che non si può immaginare.
    La lettera del nostro amico, quella del post precedente, non mi ha scosso più di tanto perché quelle situazioni le ho vissute in diretta (mica in differita, in diretta!), ho visto amici allontanarsi, altri sparire del tutto, parenti evitarmi per non affrontare il discorso. E la cosa decisamente comica è che lo percepisci nettamente che loro vogliono parlarti e parlarti di quello, non di altro, riprendere il discorso con te come per convincerti che sei tu a sbagliare. Diciamocela tutta: vogliono convertirti! Proprio convertirti a una nuova religione. Ma sanno che con me cascano malissimo. Come un mio amico, cattolico osservante, disse dei testimoni di geova che lo andavano a trovare senza risultato: "Venite quando volete, la mia porta è sempre aperta, il mio cuore sigillato!".
    Ormai li osservo con sufficienza e pena, la rabbia ho voluto, voluto metterla alle spalle. Molti di loro sono stati rovinati da questa situazione, hanno perso il negozio o sono in difficoltà economiche, eppure continuano a ostinarsi a non voler capire. Come quei professori del video di Fassina.
    Spesso mi sono chiesto anche io il perché, e la sola risposta che ho saputo darmi è che sono convinti di riuscire a salvarsi, si concentrano sul loro miserrimo orticello e non guardano altro. Hai voglia a dirgli che nessuno si salva da solo, ma loro nulla. Annuiscono, ti dicono che è vero, che hai ragione... ma poi continuano a non prendere coscienza della situazione. Con alcuni, per affetto sincero e profondo, si è fatto un patto: non si parla di politica e/o di economia.
    E intanto io aspetto. Aspetto di vederli ancora e ancora vittime della loro cecità. Perché mi sono convinto che è il solo modo che hanno per salvarsi: sbattere craniate e craniate al muro, anzi che sia il muro a colpirli con una forza estrema.
    Forse sono gli italiani a essere così, questo strano popolo di diversi uniti, quelli che finché non si sono sentiti il mitra di un tedesco alle spalle non hanno capito, o quelli che fino a quando monsieur De La Motte non li ha offesi nel profondo non hanno capito... Boh, non so, la storia è così lunga da mostrarsi talvolta impercorribile.
    E così da un pezzo che mastico pop corn, e tutto quello che posso fare è cercare di "lottare e sopravvivere" come diceva il protagonista di "Servo di scena".
    Non mi diverto nemmeno più a guardare questo film, ormai ci passo sopra con indifferenza in uno zapping continuo alla ricerca di qualcosa di buono, un serio e vero lettore di Dante non figlio del partito, un comico che non provochi il deliquio delle signore radical, un bar da dove le stesse signore non entrino ed escano disquisendo, oscenamente, di Michelangelo.
    E non mi vergogno più di nulla: ho visto il mio reddito calare da 45.000 leuri circa all'anno a un bizzarro 18.000 circa. Ci campo. La differenza è che non mi vergogno quando devo chiedere a un negoziante: "mi dica prima quanto costa ché non ho soldi".
    E non mi pento di avere studiato, e tanto, di avere meditato, cercato domande e risposte. Lo rifarei mille e mille altra volte.
    Ho visto tanti di quei cadaveri passare dalla riva del mio personalissimo fiume, che quando la marea di corpi lo attraverserà la sola cosa che credo proverò sarà pena per me, per i miei poveri occhi, perché sono certo che la terribile scena non sarà così come me la sto immaginando. E non saprò come raccontarla. Così come non so raccontarla adesso. e questa è la cosa che forse, sotto sotto, mi pesa di più: sentire di avere perso le parole, perso quel che mi fa uomo. Il resto è... bestie.

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    1. Spero che ti leggano, il gatto e la volpe.

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    2. Ti capisco. Io infatti continuo a divulgare ma allo stesso tempo ho preso le contromisure. Sempre più trasformo l'hobby (la borsa) in lavoro, perchè in questo secolo l'unico modo per sopravvivere mi sembra quello. Perchè riesce? Ma proprio perchè in giro è pieno di polli: piddini o no. Grazie all'euro che tanto difendono fanno arricchire chi ha scoperto come gira il fumo...

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    3. Noi siamo da secoli
      calpesti, derisi
      perché non siam popolo
      perché siam divisi.

      G. Mameli, 1847.

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    4. Che dire: hai riassunto perfettamente come ci sentiamo un po' tutti.
      Grazie.

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    5. Quando avevo dodici anni, nel mio paesino natio, si organizzavano dei tornei di calcetto in una piazza attrezzata per l'occasione con porte e strisce.
      Non mancava l'arbitro, naturalmente . E, con uno di questi, mentre arbitrava la partita, mi divertivo a lanciargli piccoli sassolini per stuzzicarlo

      Sassolino 1
      Lui - ah ah ah
      Sassolino 2
      Lui - ah ah ah
      Sassolino 3
      Lui - Ora basta. Finiscila.

      Io continuavo a lanciarglieli, e lui, sempre più nervoso, mi invitava a smettere.
      Io continuavo, continuavo, proprio non capivo che lo stavo infastidendo, non riuscivo a smettere e ridevo: ci avevo preso gusto.

      A fine partita

      Mi venne a prendere sugli spalti e mi diede tante di quelle mazzate che me le ricordo una per una ancora oggi.

      Ed ecco che la verità mi si rivelò e tutto mi fu chiaro: l'avevo leggermente infastidito.

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  3. Cazzo, non so perché (anzi, penso di saperlo troppo bene) ma mi viene da piangere.
    Che siano maledetti ...

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    1. Anche a me! Sconforto, rabbiosa impptenza che provocano le lacrime!

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    2. Si prova un misto di frustrazione e rabbia, e va sempre peggio...
      Ma mollare, mai !!
      Che siano maledetti, non sai quanto condivido, ho finito gli insulti....

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    3. Sembra di leggere gli stati d'animo dei soldati italiani ad el Alamein o in Russia, con la differenza che laggiù si era già col fucile in mano (e gli scarponi a suola di cartone) e dietro c'era er Mascellone.

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  4. Ecco i Chamberlain del#PD #Cuperlo#Fassina#Bersani#Bindi#Dattorre#Civati L'Italia affonda sotto il tacco eurocratico e loro Pilateggiano. Noi invece, pueblo de sinistra, (di)vaghiamo tra tirate di autocoscienza e manifestazioni inkazzate e indolori (per i politici). A ragione Lei Prof, la SStoria incombe e ci sarà da ballare.

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  5. Il genere umano ama non essere disturbato nel suo quieto vivere, ecco perché la menzogna, soprattutto se raccontata per rassicurare, ha molto più seguito dell'amara verità.

    "Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
    In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi".
    Giacomo Leopardi

    Guarda caso questa citazione la trovate nell'home page del blog di Stefano Montanari (http://www.stefanomontanari.net/sito/, un altro che, per lottare contro la falsa testimonianza altrui in tema di polveri sottili, ci sta rimettendo del suo).

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    1. Grazie per l'informazione;non sapevo che Montanari avesse un blog.
      Io lo ho conosciuto invitandolo a tenere una conferenza nel mio paesello,con lo scopo di scongiurare la riconversione di una centrale elettrica,peraltro già funzionante a carbone (importato dall'Indonesia) verso le "biomasse",cavallo di troia per un inceneritore.
      Sono profondamente convinto che il lavoro di Montanari,o forse quello di sua moglie Dottoressa Gatti,spero di non sbagliare citando a memoria,se adeguatamente supportato,sarebbe degno del Nobel.

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    2. Il dottor Montanari, invece del Nobel, si è dovuto vendere casa per mantenere l'azienda d'analisi ambientali. Da quel poco che ho constatato su suo blog, anch'egli mostra di possedere una rara onestà intellettuale, ovvero quel che ti fa riconoscere d'aver umanamente errato, se accadesse, e non ti fa salir sul piedistallo per quanto errato non era, anzi corretto. Temo che la citazione da Leopardi rimarrà eterna, perché caratteristica del genere è quella descritta, il che non esclude la possibilità individuale di sottrarvisi: un conto è riconoscere le proprie mediocrità e rimboccarsi le maniche da sé, un altro invocare - peggio implorare, se non "inumidire" - il fulgido salvatore di turno. Pertanto m'aspetto ora che tra i fautori dell'autorazzismo qualcuno annoveri tronfiamente, e impropriamente, anche il recanate, a perorazione delle proprie indegne, stolide e strumentali manovre denigratorie ("vedete, anche Leopardi era ben conscio che il genere umano, e quindi l'italiano, non vale niente...").

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  6. Tu, Alberto, hai messo il dito nella piaga (loro), direttamente e impietosamente. E questo non si fa con loro. Poi hai fatto loro pelo e contropelo, per svegliarli, perché volevi che fossero loro a prendere in mano le redini di questo disastro (ma loro questo non lo capiscono). Poi non fai che parlare di Keynes, e questo provoca una reazione schizzofrenica: è colui che ti dice del capitalismo ciò che Churchill diceva della democrazia, dunque lo considera un fatto ineluttabile e cerca di farlo funzionare, e tu lo dici apertamente. Naturalmente non sono più anticapitalistici, ci mancherebbe solo questo, ma è un riflesso condizionato che perdura, che però si accoppia all'onestà di Prodi e Bersani, alla bontà originaria del progetto europeo, alla non necessariamente cattiva austerità, insomma è un guazzabuglio da cui non possono venire fuori. E non possono dire è colpa nostra (compresa la legge Treu e poi quella del governo Monti che aggirava l'articolo 18 per licenziamenti individuali (se non ricordo male). E poi ci sono i rapporti tra loro e tra loro e te. Su questo non intervengo, perché dovrei dilungarmi sul tipo umano particolare del marxista-normalista (che per altro amo per tante ragioni, come sai). Un giorno ti diranno che avevi ragione, ma che avevi torto ad avere ragione in quel contesto ecc eccc. Vorrei parlare anche del rapporto tra contesto storico e individuo, perché mi sembra quanto mai opportuno in questa particolare vicenda. Lo faremo in altro momento (forse). Per noi conta solo quanto tu hai fatto. E lo dico con ammirazione priva di ogni retorica.

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  7. Curiosamente, uno dei pochi temi che superano in luogocomunismo e complesso esistenziale quello eurista è il conflitto arabo-israeliano. Mortificante leggere in proposito argomentazioni sulla falsariga del "i greci devono tagliare la spesa pubblica per risolvere la corruzione causa dei loro mali" in una quarta di copertina di Giacchè, ma tant'è, non si può avere tutto.

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  8. "Dormi, o fulmine di guerra".

    (Alessandra da Firenze. Alessandro Scarlatti, La Giuditta. Oratorio)

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    1. Bellissimo. Grazie. In questi giorni ascolto sempre i concerti per flauto, che trovo meravigliosi. Senti per esempio questo

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    2. Scusa, riprovo con il link attivo, perché a me il precedente cambia colore a passarci sopra, ma poi non funziona: Alessandro Scarlatti Sonata nona in la minore

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    3. Alla volè, un Grazie a te!

      (Alessandra da Firenze)

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  9. Raga, ma non andate mai alla riunione di condominio? Ti fanno riconsiderare Von Hayek, ma anche solo i nazisti coi cani, perche' nulla e' peggio del caos. Le dittature questo fanno, ci salvano da noi stessi, e in grande maggioranza gliene siamo grati. Poi, essendo anche le dittature imperfette costruzioni umane (comunque meno imperfette dei sottomessi), crollano piu' o meno rovinosamente. Per spezzare tali cicli storici, si dovranno avere maggioranze colte, sensibili, lungimiranti, umili, e buon ultimo, allegre.

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    1. Spiacente ma posso darti un esempio di assemblea di condominio funzionante e con condòmini in buoni rapporti tra di loro: il posto dove abito io. Naturalmente la chiave di tutto è l'esplicitarsi degli interessi concorrenti o contrapposti, la coalizzazione in gruppi di interesse espliciti e la ricerca del minimo comun denominatore tra loro. Naturalmente un buon amministratore che conosce bene leggi e regolamenti aiuta molto ;-)

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    2. Hai tutta la mia ammirazione ed invidia. Ma dimmi, siete pochi? Altrimenti ci scappa l'articolo di sociologia!

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    3. Profonda invidia/ammirazione. Io abito in un condominio costruito da una cooperativa de sinistra negli anni '70... unica 41enne su 45 appartamenti abitati da stranieri affittuari disinteressati o 70 enni oggi piddini radical chic (ed egoisti/individualisti all'ennesima potenza...), vi lascio immaginare... peraltro l'astensionismo elevatissimo affligge persino le riunioni condominiali!! segno dei tempi...)

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  10. Vede professore, mi dispiace farglielo notare, ma la parola scritta è la figlia imbalsamata della parola orale, e la parola è lo strumento che si utilizza per costruire e comunicare i pensieri. Se non riusciamo a farci comprendere dagli altri, dire che "scriviamo bene" mi mette una gran tristezza. E basta.

    Partiamo davvero indietro, dobbiamo percorrere una strada molto molto molto lunga. Seminiamo oggi, non raccoglieremo nè domani nè dopodomani. Chissà, forse il raccolto sarà pronto per i suoi nipoti e lei sarà già nell'altro mondo. Se ritiene che non ne valga la pena lasci perdere...

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    1. Caro Stefano, bastasse la Parola per costruire i pensieri ci sarebbero molte più persone che comprenderebbero. Io credo che si "scriva bene", o si cerchi - spesso, per quelli seri che intendono il problema, disperatamente - di farlo perché la comprensione, il prendere coscienza è al di là delle parole, che non sono altro che una traccia che rimanda ad altro.
      Mi scuso se la faccio complicata, ma dovremmo tendere all'ipostasi per comprendere davvero. Un atto blasfemo, ma necessario... e per il quale gli attori finivano in terra sconsacrata, questo il vero motivo, non perché tribù di degenerati. Ma anche il Teatro sta perdendo la sua precipua funzione politica e sociale. Sic transit...
      Ti lascio qui, e Vi lascio, poche illuminanti parole di Julian Beck, che non ebbe proprio una florida esistenza. Sua moglie Judith Malina è morta pochi giorni fa in totale stato di indigenza...
      Comunque, Beck scriveva:
      "Il modo di pensare è determinato dal modo in cui usiamo il nostro corpo, 
      dal modo in cui lo usiamo quando lavoriamo, quando recitiamo, quando 
      facciamo l'amore. 
      Come usi il tuo corpo quando fai l'amore, come viene usato quando vai a lavorare? Questo è il modello del tuo pensiero. Il corpo pensa per primo. Le nozioni della mente sono gli stimoli di dolore e di piacere del corpo."  

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  11. Visto che siamo in vena di esperienze personali...

    Io: "Ma lo sai che è stata la stessa BCE ad ammettere le responsabilità dell'euro nella crisi che stiamo vivendo?"

    Lui: "Non è possibile che abbiano detto questo"

    Io: "Come no! Lo ha detto Vitor Constancio"

    Lui: "Si ma chi è sto Vito Costanzo?"

    Io: "Il vice presidente della BCE. Visto che sei al computer, vai su google e scrivi Constancio Athens Speech 2013"

    Lui, guardando nervosamente lo schermo: "E' in inglese e non ho voglia di leggerlo, ma tanto non è possibile. Avrai capito male"

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    1. Basta chiedere, al mondo esistono Voci dall'Estero e Kappa Di Picche, pensate quanto è (s)fortunato il piddino:

      * La BCE scopre che il problema è la finanza privata, non quella pubblica;
      * Vítor Constâncio – LA CRISI EUROPEA E IL RUOLO DEL SISTEMA FINANZIARIO.

      In questi casi fantastico di poter fare un po' come Woody Allen con Marshall McLuhan: immaginate la scena, alle spalle di Lui compare Vítor Constâncio che, con un lieve accento portoghese, dice in italiano «non è Io ad aver capito male, sei tu ad essere un imbecille!»

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    2. un classico: quelli sanno di sapere, perche' mai darsi pena di leggere qualcosa in una lingua straniera?

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  12. "Questa situazione ormai potrà terminare solo con una guerra civile, dopo una parentesi più o meno lunga e sempre più probabile di repressione anche formale della democrazia"

    La repressione formale e sostanziale della democrazia e’ gia’ in atto da almeno 35 anni: siamo passati progressivamente dalla ‘democrazia bloccata’ di stampo nazionale, col proporzionale puro, continuamente minacciata da ‘stay behind’ (1947-1981), al confessionalismo/clericalismo maggioritario del “piu’-Europa” (cioe’ col “piu’ Europa” come religione di stato).

    Il prossimo passo per le elezioni ‘regionali’ in Italia (lo status delle presunte elezioni politiche nazionali e’ gia’ ridotto al rango di elezioni regionali) sara’ quello dell’elezione plebiscitaria (SI o NO ad un listone di nominati, con schede di colore diverso, come nel 1929).

    Altra cosa facile da prevedere in questo contesto e’ pure la rinascita della eugenetica e dei tentativi di sopprimere e/o sterilizzare legalmente gli economicamente inutili (come avvenuto in USA, Danimarca, Svezia e, per ultima, in Germania negli anni trenta del novecento).

    Per quello che riguarda infine la guerra civile, anche quella e’ in atto, solo che ha preso la forma della spoliazione reciproca tra generazioni (il pensionato che difende il suo ‘tesssoro’ condannando consapevolmente i nipoti alla miseria) e della insensata compressione, apparentemente senza fine, della quota salari.

    Siccome repressione della democrazia e guerra civile sono gia' in atto attendo fiducioso l’epilogo.

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  13. Oh! Que j'étais bien décidé à plus rien écrire...
    J'ai toujours trouvé indécent, rien que le mot: écrire...
    prétentiard, narcisse, « m'a tu lu> »..c'est donc bien la raison de la gêne.. la seule..pas candidat au Panthéon! les petits vers les plus cher du monde! Soufflot-goulus!.. non!
    la vanité m'houspille pas! mais le gaz, les carottes, les biscottes... vous savez!..si j'ai risqué, si je me suis cuit?.. Pour le gaz, les carottes, les biscottes...
    Non si può che concordare con Destouches.
    Mi hanno licenziato nel 2011 mentre ero in una sala operatoria per una non risolvibile patologia (quando non hai protezioni non hanno pietà) e da tre anni cerco di sopravvivere, sopportato e mantenuto dall’amore di mia moglie e dei miei figli, entrambi universitari e a carico. Nel 2011 ho scoperto lei, e, come Fantozzi quando scoprì, grazie ai libri dell’extraparlamentare Folagra, che lo avevano umiliato e offeso, mi sono incazzato con tutti, perdendo amicizie e parentele. L’umiliazione però la sento solo qualche volta, quando guardo i miei figli e vedo l’angoscia, che é la mia, non la loro, specchiarsi.
    Ormai sono in attesa ogni giorno di un i suo post o tw, e sono sempre inesorabilmente d’accordo.
    Questo mi rende un po’ nervoso, a 56 anni diventa ridicolo infatuarsi.
    Mi consolo con il fatto che quello che mi divide da lei é molto: prima di tutto Céline, io non ne posso fare a meno e lei sì, poi lei è di Firenze e io di quella città che era contro a Montaperti, e infine l’aspettare sulla riva del fiume ( la Malena, ovviamente) che gli indegni scorrano proni sul pelo dell’acqua, lei li vedrà e io forse no.
    Un abbraccio (virile ) se lo accetta
    L

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  14. Esistono studi scientifici anche sulle responsabilità morali di chi pratica la self-deception in modo disfunzionale per sé e per gli altri. Vi sono diverse teorie sui meccanismi cerebrali con cui si realizza: ci sono gli intenzionalisti ed i non-intenzionalisti.
    Per farla breve, gli antropologi più "benevoli" imputano lorsignori di mancanza di autocontrollo e di consapevolezza.
    Sempre con riferimento al gatto e la volpe, il filosofo a me caro, Søren Kierkegaard, rimproverava loro di fallire nel farsi carico delle proprie responsabilità ed impegni.

    Qui ci siamo ritrovati a non essere soli. Avverto una condivisione di esperienze di vita, interiore ed esteriore, che vanno al di là del comune abbeverarsi alla stessa fonte del pur abilissimo Bagnai.

    Da tempo ho cambiato tattica comunicativa, con un qualche successo rispetto al passato. Nei dialoghi con parenti, colleghi, amici, ecc. chiedo prima loro come la pensano, poi di argomentare e, dopo che non ci sono riusciti senza scoprire il fianco, faccio allegramente notare che la ripetizione a pecora (a pappagallo, corregge Bagnai) delle cose dette in TV da politici e opinionisti non è interessante. A quel punto, chi è minimamente aperto a mettersi in gioco avrà voglia di ascoltare opinioni diverse. Negli altri casi è inutile spenderci tempo. Naturalmente è sempre meglio fare riferimento direttamente alla Fonte quando/dove non si è padroni della materia. Comunque è dura, a volte sconfortante: rompere il "frame" è un esercizio difficile ma necessario e prioritario. Se solo il gatto e la volpe...

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  15. Lascio solo questo articolo, per chi non lo avesse ancora letto...http://www.ilgiornale.it/news/politica/potere-assoluto-1079394.html

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  16. Parlando d'altro, per quanto riguarda l'8 e il 5 per mille, allo sportello delle poste mi hanno rimbalzato ad un altro sportello al quale l'addetto m'ha detto che potranno ricevere i fogli con le scelte personali per la destinazione dei fondi solo fra un mese, perchè non hanno ancora ricevuto le ricevute precompilate da dare in cambio.
    Suggerirei di mettere in chiara evidenza nel sito di asimmetrie che si tratta di una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale e non di fondi per la Ricerca.

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  17. Un altra cosa.
    Non sarebbe la prima volta che tizio:
    1) Prima sposa una giusta causa
    2) Poi ne sposa altre deprecabilissime, sputtanando così anche la prima giusta causa

    Non sarà mica che Salvini, con queste belinate delle ruspe e dei campi ROM (ROM che per altro per larga parte sono italianissimi, ma questo è un dettaglio che sfugge...)

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    1. Occhio ai ROM! Ogni volta che la sinistra salottiera li difende per principio, nel mondo reale perde diecimila voti! Avessi sentito una sola volta un discorso coerente, costruttivo e minimamente pratico per cercare di risolvere il problema. Purtroppo alla gente fa piu' paura il ROM, spesso italianissimo, che trafuga un duemila euro fra tivvu' e collanine, mentre la banca gliene grassa comodamente 300 al mese per vent'anni di mutuo. Quindi piu' campi e meno banche, sob.

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  18. Un pugno nello stomaco.
    La frustrazione è grande nel sentirsi impotenti davanti allo sfacelo provocato dalla dabbenaggine e dalla disonestà intellettuale di questi personaggi dalle diverse espressioni in pubblico ed in privato. Piccoli ominicchi.
    Per sollevarmi il morale ho provveduto ad una donazione ad Asimmetrie.
    Un po' funziona.

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  19. Caro Prof,
    la menzogna è sempre stata lo strumento fondamentale per governare gli uomini.
    Scrisse Platone nel 3° Libro della Repubblica, libro di cui consiglio caldamente la lettura a chiunque volesse capire la società moderna:
    "Spetta dunque ai governanti, se mai qualcuno ne ha il diritto, mentire per ingannare i nemici o i concittadini nell'interesse della città, mentre tutti gli altri non devono fare ricorso a un simile espediente; ma diremo che per un cittadino privato mentire ai governanti è colpa uguale o anche maggiore di quella di un ammalato o di un atleta che non denunci al medico o al maestro la verità sulla propria condizione fisica, o del marinaio che non riferisca al timoniere sullo stato effettivo della nave e dell'equipaggio, ossia qual è la condotta sua e dei compagni di navigazione".
    Quindi Platone, colui che è considerato il padre del pensiero occidentale, ha teorizzato con grande chiarezza il diritto dei governanti di mentire ai propri cittadini perchè, in certi casi, solo così si può fare l'interesse della polis. Direi che Platone sia il padre del paternalismo democratico tanto caro ai nostri governanti.
    Platone dice anche che l'opinione pubblica si manipola con i media, che, ai suoi tempi, erano costituiti dalla poesia e dalla commedia. Ad esempio, sempre nel libro 3° della repubblica, nel dialogo Socrate ed Adimanto, a proposito della necessità di educare i cittadini al coraggio, scrive:
    "E se vogliamo che siano coraggiosi? Non bisogna fare loro, oltre a questi, discorsi che li riducano a temere la morte il meno possibile? O credi che si possa essere coraggiosi con questa paura dentro di sé?» «Io no, per Zeus!», rispose.
    «E allora, se uno crede che il mondo dell'Ade esista e faccia paura, pensi che sarà impavido di fronte alla morte e in battaglia sceglierà la morte piuttosto che la sconfitta e la schiavitù?» «Nient'affatto»
    «Dobbiamo perciò sorvegliare, a quanto sembra, anche coloro che si mettono a narrare questi miti, e pregarli di non diffamare con tanta disinvoltura il mondo dell'Ade, ma piuttosto di elogiarlo, perché i loro racconti di adesso non
    contengono nulla di vero e di utile per chi dovrà avere spirito combattivo»"

    E' chiaro, a mio avviso, come Platone consideri la manipolazione delle idee uno strumento fondamentale del governo della Polis e come per lui la poesia e la commedia hanno senso solo nella misura in cui veicolano i messaggi che interessano ai governanti.

    Bisognerebbe leggerlo Platone..... ne ha dette veramente tante... anche l'eugenetica è un'idea che si ritrova Repubblica

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    1. Una piccola avvertenza: il quadro epistemico di Platone era molto, ma molto diverso, rispetto a quello informato dalle categorie politiche moderne. C'era cascato anche Popper nella critica al filosofo che si può leggere in "The Open Society".
      La castalità degli antichi, era una questione sapienziale-vocazionale, non riconducibile alla dialettica tra classi dei moderni

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    2. @ Il velo di Maya

      Stavo proprio riflettendo sul fatto che se Platone (ma più Aristotele) è padre del pensiero occidentale (benché Platone fosse qualcosa di più ampio d'un mero "pensatore", ciò che ormai sfugge), il pensiero occidentale è diventato assai ben poco figlio di Platone.

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    3. Vero: intendi Homo Hierarchicus di Dumont, per caso? Addirittura, nella Repubblica vi sono reminiscenze di strutture sociali antichissime: l'ho scritto at length da qualche parte. Bisogna stare attenti a leggere gli antichi con l'ottica di noi moderni: le mentalità sono diverse. Però, leggere Platone è sempre istruttivo.

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    4. Secondo me la distinzione tra antico e moderno è puramente retorica.... l'uomo è sempre lo stesso, ha sempre avuto gli stessi bisogni ed ha dovuto affrontare sempre gli stessi problemi sociali ed economici proponendo risposte che cambiano poco nel corso della storia. Non sono neanche certo che la tecnologia si sia sviluppata nel corso dei secoli secondo il percorso che tutti noi abbiano studiato a scuola: le piramidi risalgono a diversi millenni prima di Cristo e non credo che siano state fatte da schiavi che trascinavano in mezzo al deserto blocchi perfettamente cubici da 5 tonnellate. Come è stato possibile tagliare ed assemblare quei blocchi?? I Sumeri conoscevano benissimo l'astronomia e sapevano che al centro del nostro sistema solare c'era il sole e non la terra.
      Il nostro Platone, sebbene Greco del IV secolo a.c., ha scritto cose che ci fanno capire come funziona il mondo di oggi. Se ne potrebbero citare tantissime, io vi riporto alcune frasi del libro VIII della Repubblica, nelle quali Platone spiega le rivoluzioni e soprattutto accenna a quelli che potremmo definire i problemi di "moral hazard" delle istituzioni finanziarie che egli definisce "usurai":
      «Così i regimi oligarchici talvolta hanno ridotto in povertà uomini non ignobili trascurandoli e permettendo loro di darsi all'intemperanza».
      «Certo».
      «Costoro dunque, a mio parere, se ne stanno in città forniti di pungiglione e ben armati, alcuni pieni di debiti, altri privati dei diritti civili, altri ancora nell'una e nell'altra situazione; pieni di odio e desiderosi di colpire, tra gli altri, soprattutto chi possiede i loro beni, essi aspirano a una rivoluzione».
      «è così ».
      «Gli affaristi, chini sul loro mestiere, sembra che non li vedano neanche, e con il denaro che accumulano feriscono chiunque ceda loro; e moltiplicando i frutti del loro capitale generano nella città un gran numero di fuchi e miserabili».
      «E come potrebbe essere altrimenti?» «E non vogliono», proseguii, «spegnere questo male che divampa impedendo di
      fare dei propri beni l'uso che si vuole oppure con quest'altro sistema, secondo il quale simili casi si risolvono con un'altra legge».
      «Quale legge?» «Una seconda legge contro i dissipatori che costringa i cittadini a darsi pensiero della virtù. Se si imponesse di stipulare la maggior parte dei contratti volontari a proprio rischio e pericolo, in città gli usurai non farebbero guadagni così spudorati e nascerebbero meno guai del tipo di quelli che abbiamo appena indicato»

      Platone non era certamente Marxista, però a me sembra che egli sia perfettamente consapevole del fatto che l'assenza di regole faccia gli interessi dei più ricchi che, solo con la deregulation, possono continuare ad accumulare ricchezze a danno dei più deboli. Dice chiaramente che gli usurai farebbero più attenzione a quanti soldi prestano se la legge non tutelasse esplicitamente i loro interessi.
      Cosa vi ricorda questo discorso???

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    5. @toti tot

      Archetipicamente l'uomo è sempre lo stesso, certo, però, usando a termine di paragone il genoma, il quale è regolato da sottili dinamiche di induzione/inibizione delle informazioni genetiche in esso contenute, la mentalità umana cambia, e di parecchio, tra un'epoca e l'altra e tra una cultura e l'altra, mostrando o relegando nel dimenticatoio componenti del proprio bagaglio interiore totipotenziale. Un aborigeno australiano, ad esempio, tende tuttora a considerare irrilevanti molte delle cose per cui noialtri ci scanniamo il fegato; noi lo consideriamo primitivo, ma poi veniamo a sapere che possiede tradizioni le quali annoverano cosmologie e cosmogonie, all'interno delle quali si celano conoscenze sottili (che implicano anche elementi scientifici, quali l'astronomia), tali da consentir lui un rapporto più diretto e interiore con le forze creatrici dell'esistenza. Del progresso tecnologico sostanzialmente se ne impippa, o quanto meno lo considera un elemento piuttosto secondario della propria vita, perché continua a "vedere" e tramandare componenti esistenziali che noi abbiamo tolto interamente dal nostro orizzonte. In merito alle piramidi, alcuni studi storici tendono effettivamente ad escludere l'uso di schiavi vessati e maltrattati, come riportato da filmografia di serie b (che tuttavia ha impregnato la nostra cultura superficiale, per dimostrarne in spiccioli la superiorità); c'è chi addirittura ipotizza che gli Egizi conoscessero l'esistenza dell'elettricità, e tuttavia non ne svilupparono alcuna applicazione, almeno su ampia scala, perché non inerente al loro modello di vita. Di fatto l'allineamento della Grande Piramide (est/ovest) è pressoché perfetto, cosa che non fu possibile realizzare nella costruzione dei principali osservatorii astronomici occidentali, almeno fino al secolo scorso; inoltre la disposizione dei blocchi del rivestimento (quelli rimasti) è talmente precisa da impedire l'introduzione anche di un semplice coltellino tra un blocco e l'altro. Ignoto da indagare lo abbiamo tuttora soggiacente e nel "futuro" e nel "passato", ma soprattutto in noi stessi: siamo letteralmente circondati e immersi d'ignoto.

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  20. Prof, a proposito di "weapon of mass distruction" mi è venuto subito in mente uno sketch di un grande comico americano https://www.youtube.com/watch?v=TGDo4kQ9mdI , giusto per farci due risate ...dopo il post di ieri ne ho proprio bisogno, mi scusi e grazie ancora per tutto !!

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  21. a sto punto se non ci è riuscita la crisi del 2011, mi chiedo cosa ci voglia per costringere i mercati a farci uscire dall'euro..perchè il ciclo di frenkel non viene a liberarci? Sempre supponendo che questa sia la strada desiderabile..

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  22. La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.
    Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle.
    Sant'Agostino

    L'eurismo non spera né lascia sperare.
    Ogni minuto che passa, l'europatia uccide ogni palpito di speranza.

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  23. Non sono sicuro che weapon of ass distruction sia un refuso...

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  24. dopo essermi ripreso dalle risate su chi fosse Tersite, e credo pure per il gatto e la volpe, mi sono crucciato all'improvviso. Ho riletto molti tweet e non solo quello dell'intervista a Bersani è di tempo fa ma quasi tutti...

    come si suol dire per sbroccare è successo qualcosa, che il sia la proposta di partito cariatidi (il nuovo PC) o altro non è affar nostro, ma dopo la convention a sinistra nel PD pensavo qualcosa si stesse smuovendo nelle coscienze altrui



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  25. Coraggio, Sabato è il 25 Aprile:

    "... Sono convinto di aver agito per un ideale giusto, quale combattere il male: per impedire che l'Italia fosse trascinata nel baratro della rovina completa da pochi disonesti. Questa mia fede vi sia di conforto."

    Emanuele Carioni, anni 22, fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944

    da "Ultime lettere di condannati a morte e deportati della resistenza 1943 - 1945"
    a cura di Mimmo Franzinelli
    Mondadori

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  26. Questi ultimi post mi hanno frastornato.
    Voglio lasciare un commento per dimostrare la mia vicinanza, ma è difficile essere lucidi e non dire banalità.
    Mi domando che futuro possa avere una società che sceglie i suoi governanti solo in base ad una fede, ma poi mi rispondo che così è stato per secoli e secoli.
    E mi accorgo che non riesco più a trovare un pensiero ottimista, un qualche briciolo di speranza.
    Forse davvero l'illuminismo è stato un sogno, e se è stato vero è già finito?
    Mi piacerebbe avervi, Lei e Giacchè, qui al mio paesello a presentare i vostri libri. Mi immagino ad invitare tutto il mio affezionato gruppo di festosi amici associazionisti piddini....
    Sarebbero tutti così entusiasti di vedermi a scrivere festosamente a tutto il gruppo per ravvivare il loro ormai da troppo tempo ingrigito fervore associazionistico. Ma si!! Eccoci!! Finalmente qualcuno che propone! Si, finalmente questa è l'occasione per ritrovarsi! Un dibattito! Dei libri!!
    Degli intellettuali!! Una nuova occasione di sfoggiare quel logo, manifesti, locandine, conferenze stampa, le domande all'autore!!!! ...
    E poi la lettura delle prime righe, l'orrore nel comprendere il sacrilego gesto, l'inascoltabile proposta,
    la vergognosa notizia da cancellare dalla storia, la tremenda presa di coscienza che qualcuno avrà già letto e sarà presente, la disperazione, la rabbia per il tradimento, per la pugnalata alle spalle di quel fidato amico di riunioni che si è trasformato nel peggiore dei Giuda.
    E infine, la decisione ineluttabile. L'espulsione, l'allontanamento, l'oblio.
    Ecco, poi mi dico, forse anche se Lei e Giacchè veniste fin quaggiù, forse anche questo gesto non cambierebbe troppo le cose, e di certo non le migliorerebbe. Ed evidentemente si, anche io in questo senso forse sarei come Fassina e i suoi compari, forse anch'io avrei paura a 'denunciare' questa vergogna in modo pubblico, garanzia di nome scritto sul libro nero del mondo da cui anche io provengo.
    E' vero, in ogni caso noi non credenti, emarginati lo siamo comunque. E se non lo siamo adesso lo saremo poi, perciò è vero, poco cambia.
    Ma capisco e anche sento, purtroppo, la necessità di mantenere questa finzione di quieto e lieto vivere.
    Può darsi che sia la stanchezza di sopportare un mondo del lavoro dipendente che ormai non ha più nulla di sereno da promettere se non vessazioni e privazioni continue, sia al Lunedi che al Venerdi. O sarà il muro di gomma inattaccabile che abbiamo di fronte, ma l'idea di preparami a combattere, anche solo per una discussione della quale so già la fine, mi scoraggia. Al resto, a quello che potrebbe venire dopo.. ancora non voglio pensarci.
    In ogni caso, Le sono vicino.



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  27. Il problema è uno e semplice...Prof lei parla troppo complicato...troppa cultura...troppa preparazione tecnica...ci penso io.

    Cara vecchi politici visto che ci considerano spazzatura e che non contiamo un cazzo

    (un esempio:http://www.agrigentoinformazione.it/index.php/2015/04/23/cameron-gela-renzi-no-ai-migranti-in-gran-bretagna-meglio-in-italia/)

    O vi muove a fare qualcosa oppure vi stanno togliendo tutti i vostri bei privilegi da sotto quel culo che fino ad esso è stato seduto comodo comodo...

    Non ci sarà spazio per nessuno...l'incertezza politica pare essere il miglior sistema per tenere un paese sotto controllo...e mi pare che il grande ortottero contribuisca non poco a spianare la strada ai vostri successori...

    MUOVETEVI...Io spero davvero che qualcuno influente legga...e cazzo!!!

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  28. Hans-Olaf Henkel si dimette dal direttivo di AfD: "Gli ideologi della destra cercano di dominare il partito"

    Preoccupa la deriva xenofoba di alcuni dirigenti. Se i leader non ritroveranno una linea comune sulla traiettoria politica del partito "allora AfD fallirà. Ne sono fermamente convinto", ha detto Henkel.

    Intervista oggi sulla FAZ.

    PS_Perme è un crash test... Del tipo: vediamo se "continuando così andiamo a sbattere, io ve lo dico" (e ve lo mostro). Con Prodi alla guida è una garanzia! Magari loro la sfangano un'altra volta, peccato per il bestiame dietro ma in fondo cazzi loro, giusto?

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  29. Perché desistere?

    Avete provato mai a spiegare che la Tatcher, persona spesso ammirata da pensionati con parecchi zeri sul conto e che ci tengono a sottolineare che noi dobbiamo accontentarci di un livello di benessere inferiore, chiuse le miniere, non perché era una donna energica che voleva fare le riforme; ma perché scoprirono il petrolio del mare del nord.
    Ecco, appunto, che ne parlamm a fa?

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  30. Forse un poco OT, ma pare anche per i virtuosi Karenziani l'EUROpa si senta.

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  31. La piddinità non è emendabile: il suo non è un tradimento dei lavoratori ma conseguenza logica delle premesse ideologiche. Mi ritrovo ancora a citare "Il suicidio della rivoluzione" di Augusto Del Noce (1978):

    "Possiamo però enucleare, da quel che sinora si è detto, alcuni elementi necessari per un loro esame rigoroso: a) si puo parlare di un soggetto unitario della storia italiana dal primo dopoguerra a oggi, nel senso di una rivoluzione ulteriore al marxleninismo; b) la caduta del fascismo significa il crollo del fascismo-regime, ma la continuazione di quel movimento rivoluzionario diretto verso un totalitarismo di sinistra che abbiamo visto essere una componente del fascismo; c) la continuazione del fascismo rivoluzionario deve essere vista nell'eurocomunismo (o, altrimenti detto, il momento rivoluzionario del fascismo viene assorbito dall'impostazione rivoluzionaria gramsciana) vedi Nota 1; d) ciò che caratterizza questa storia italiana è il parallelismo stretto tra il momento filosofico e il poilitico; è misurata filosoficamente dalla versione soggettivistica della filosofia della prassi, nelle due politiche a cui può dar luogo; e) la frattura deve essere cercata tra prefascismo e fascismo; quel che si può scorgere oggi è la continuità di un processo di dissoluzione, attraverso fascismo e postfascismo, del vecchio regime italiano.

    Nota 1
    Sia ben chiaro che con ciò non intendo affatto dire che il comunismo italiano continui il fascismo o, peggio, che sia il fascismo stesso sotto altra veste. Intendo che sono momenti di uno stesso processo rivoluzionario, ma caratterizzati dall'opposizione che intercorre tra l'idea di rivoluzione-restaurazione (intesa, di più, nel preciso senso che ha in Gentile) e di rivoluzione vera e propria o totale. Quanto conto sia da fare di questa opposizione non sono io a dirlo, è Gramsci."

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  32. Come tentativo in extremis, si potrebbe far notare al Gatto, alla Volpe e agli altri animali che "“Tout peut, un jour, arriver, même qu'un acte conforme à l'honneur et à l'honnêteté apparaisse en fin de compte, comme un bon placement politique.” (Mémoires de guerre, di Charles de Gaulle, uno che sapeva distinguere bene lo straordinario dall'impossibile).

    Eventualmente, aggiungere questo memento italiano: "Lungo colloquio col Re. L'ho trovato indispettito per l'atteggiamento inglese, ma senza che ciò abbia per niente mutato il suo fondo di pervicace antitedesco. "Io sono nel libro nero della Germania" ha detto. "Sì, Maestà. Al primo posto. E se permettete l'audacia, io vi figuro subito dopo". "Lo credo anch'io. Ma ciò onora entrambi nei confronti dell'Italia". Tale il tono dei nostri discorsi. Non ho esitato a dirgli che considererei la vittoria tedesca come il più grande disastro per il nostro Paese. Mi ha domandato cosa potremmo ottenere dagli alleati. "Salvare la libertà dell'Italia, che l'egemonia germanica comprometterebbe per secoli". (Galeazzo Ciano, "Diario", 5 marzo 1940).
    Ma temo non basterà.

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  33. io questo tipo di sentimenti li ho maturati da tempo...
    Facendo un parallelo con il football americano (dico sempre, "sport meraviglioso, il più bello al mondo, peccato sia vero!"), è fico capire come nascono dittature, guerre civili etc etc etc.
    PECCATO SIANO COSE VERE, che succedono anche oggi e succederanno per sempre.
    Anni fa scrivendo su questo blog mi chiedevo soprattutto a che livelli avrebbero condotto le danze (della morte).
    la mia risposta è sempre la stessa: se andate nella meravigliosa via etnea a Catania, di fronte alla meravigliosa Villa Bellini, troverete la statua di Garibaldi.

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  34. Per certi aspetti ciò che Chomsky e prima ancora Orwell avevano denunciato come rischio?
    http://www.newsmagazine.it/newsmagazine/il-decalogo-della-manipolazione-mediatica/

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