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giovedì 2 gennaio 2014

QED n. 25: la Finlandia e l'acqua calda

Un'altra sorpresona, vero? Una delle tante per chi segue questo blog...

Ma come "la crisi arriva in Finlandia"? Arriva? Scusate: vogliamo dare un'occhiata, così, tanto per gradire, alla Fig. 2 de Il tramonto dell'euro? Ve la riporto qui di seguito insieme con il breve testo che la commenta:

Figura 2 - Posizione finanziaria netta sull'estero dei principali paesi dell'Eurozona nel 2007 (punti di PIL)



La figura 2 mostra che nel 2007 solo due fra i principali Paesi dell’Eurozona erano creditori esteri netti: il Belgio e la Germania. Tutti gli altri erano debitori esteri (se pure di pochissimo, come la Francia), e i Paesi in crisi più profonda (Spagna, Portogallo, Grecia) erano anche quelli con il maggior debito estero netto, nonostante due di essi avessero debito pubblico esiguo (Spagna) o nella norma (Portogallo).
Se usiamo come metro il debito estero, la Finlandia viene a trovarsi in mezzo al gregge delle “pecore nere”, il che, per inciso, fa sospettare che certi atteggiamenti intransigenti dei suoi governanti (“pignorare il Partenone”, per chi se lo ricorda; Letizia, 2011) potrebbero essere dettati dalla consapevolezza di non essere in ottime acque.



La crisi non è arrivata in Finlandia. La Finlandia era già in crisi. Puntuale come un orologio svizzero (fuori dall'Eurozona due più due continua a fare quattro) la non trascurabile posizione debitoria netta della Finlandia (peggiore di quella dell'Italia, nel 2007), ha cominciato a mietere vittime: la Nokia, ad esempio. Il Sole 24 Ore, giustamente, la metteva in chiave aziendalistica: "er modello de bisnes, er probblema de bbrend" e supercazzole manageriali varie assortite. Va benissimo. Anzi: so far so good, come direbbe un economista.

Per noi che umilmente e grossolanamente ci atteniamo alla chiave di lettura macro, le cose stavano in termini molto più semplici: sai com'è, se come paese hai debiti, come paese devi realizzare, cioè vendere qualcosa a chi ti fa il favore di comprarselo. Quod factum est, ipsum est quod faciendum est: nihil sub sole novum, diceva un trader del terzo secolo avanti Cristo. La cessione della Nokia era un chiaro segnale: se cominci abbiando che vuoi il Partenone, finisci con la coda fra le gambe cedendo la prima azienda del paese (la seconda essendo gli zanzarifici, che però, stranamente, nessuno desidera. Dice: ma fa freddo. Sì, però fa anche umido...).

Per voi che amate le figurine,ve ne faccio vedere un paio, così capite anche meglio il senso dell'articolo dell'Indro (in particolare, il riferimento alla precedente crisi finlandese). Intanto, qui avete crescita e inflazione nel paese delle zanzare dal 1980 a oggi (fonte: WEO):



dove si vede che in effetti nel 1991 la Finlandia si prese una bella legnata, non dissimile da quella presa nel 2009: -6% di crescita nel 1991, -8.5% nel 2009. Guarda caso, la legnata del 1991 arrivò al termine di un periodo di crescita e inflazione crescente. Vi ricordate quella storia del centro e della periferia? Prima della crisi, in un paese periferico, aumentano crescita e inflazione, perché l'economia cresce drogata dal capitale estero.

"Eh, ma i finlandesi sono biondi, quindi sono virtuosi, quindi da loro le cose saranno andate in modo diverso!", dirà il piddino, nel suo delirio di autorazzismo deliziosamente dadaista, dove i "quindi" vengono randomizzati sulla pagina con esiti sempre esilaranti.

Invece no: mi dispiace, piddino, ma ha ragione la Bibbia. Nihil sub sole novum. E infatti guardati i saldi settoriali della Finlandia:


Che succede prima del 1991? Ma la solita cosa, caro piddino! La vedi la linea rossa, gli afflussi di capitali esteri? Va su, arrivano soldi da fuori. La vedi la linea blu, il saldo pubblico? Va su, il governo è tanto bravo, taglia tanta spesapubblicaimproduttiva, e soprattutto, siccome l'economia cresce al 5% (vedi sopra) incamera tante belle imposte. E naturalmente, la vedi la linea verde, il risparmio netto del settore privato? Va a picco. Quindi? Quindi la solita storia: anche la Finlandia del 1991 stava seguendo la traiettoria di ogni paese periferico prima di una crisi finanziaria: conti pubblici in ordine e capitali esteri che arrivano per finanziare il settore privato.

Cosa succede dal'euro in poi?

Intorno al 2000 la Finlandia era esportatrice netta di capitali (linea rossa sotto zero: un afflusso negativo è un deflusso) e il settore pubblico stava di nuovo con i conti a posto (surplus intorno al 5% del Pil, linea blu), con un settore privato moderatamente in surplus anche lui.

Ricordate? L'importazione netta di capitali è il riflesso dell'importazione netta di merci. Quindi nel 2000 la Finlandia era esportatrice netta di merci, ma con l'entrata nell'euro la situazione si è progressivamente e inesorabilmente deteriorata.  La linea rossa sale. È un bene? No, è un male, perché significa che la Finlandia si sta avviando da una situazione di esportazione netta (deflusso) di capitali a una di importazione netta (afflusso) di capitali. In altre parole: nel 2000 la Finlandia era esportatrice netta di capitali per quasi il 10% del suo Pil (la linea rossa sotto zero), e quindi esportatrice netta di merci per lo stesso importo (cioè aveva un surplus delle partite correnti del 10% del Pil). Nel 2010 è diventata importatrice netta di capitali per circa il 2% del Pil, cioè ha un deficit delle partite correnti di pari importo.

Il 2% del Pil è poco, direte voi.

Superficiali! Non riesco proprio a farvi entrare in testa che in economia quello che conta è la dinamica. Se parti da un surplus di 10 e arrivi a un deficit di 2 vuol dire che in dieci anni hai perso più di un punto di Pil all'anno di surplus verso l'estero, e questo significa una cosa sola: che l'euro non te lo puoi permettere. Punto.

Come si risolve la situazione?

Nel 1991 è stata risolta come razionalità vuole che si risolvano situazioni di questo tipo:


Una bella svalutazione del 25% (a spanna) e via andare. Qui vedete il tassi di cambio effettivi (cioè la media ponderata dei tassi di cambio della Finlandia verso i principali partner commerciali) sia nominali che reali (vi ricordo che il cambio reale è il rapporto fra prezzi finlandesi e prezzi dei partner espressi in una comune unità di misura). Come al solito, la svalutazione nominale (cioè il deprezzamento della valuta) ha praticamente coinciso con quella reale (cioè con il recupero di competitività) per il semplice motivo che come al solito una svalutazione del 25% non si è tradotta in una inflazione del 25% (come al solito, cazzo, come sempre, cazzo, lo volete capire? Non è mai andata in un altro modo perché non può andare in un altro modo, con buona pace degli informatori cialtroni o diversamente intelligenti!)

Come al solito  dopo il riequilibrio dei rapporti di cambio la crescita è ripartita e l'inflazione diminuita arrivando quasi a zero. Come al solito!

Poi arriva l'imbecille in prima forma canonica, quello che dice: "Bagnai, tu la fai facile, ma nel 1992 l'inflazione in Italia non è aumentata perché abbiamo fatto austerità...". Sì, io la faccio facile, traditore e porco, ma tu mi spieghi come mai in Finlandia l'inflazione non è aumentata nonostante il saldo del bilancio pubblico sia precipitato fra 1990 e 1992 di più di 11 punti di Pil (da un surplus del 5% a un deficit del 6%)? La vedi la linea blu nella seconda figura? Ti sembra austerità quella?

Scusatemi, non dovrei lasciarmi andare, ma non ce la faccio più...

Comunque, lasciamo un attimo da parte gli imbecilli (era il senso del mio post del 31 dicembre) e cerchiamo di capire cosa ci dicono questi dati.

Nel 1991 il deleveraging (vedete, so parlare da economista anch'io) del settore privato fu favorito da una politica fiscale attiva, e il riequilibrio dei conti esteri da una pesante svalutazione nominale.

Oggi il cambio nominale non è più un'opzione (se non nel senso che il comportamento della Germania tende a farlo sopravvalutare danneggiando praticamente tutti gli altri paesi dell'Eurozona). La "svalutazione interna" ha determinato un miglioramento della competitività (flessione del cambio reale) del solo 5%, che non ha minimamente invertito la tendenza infausta del saldo delle partite correnti. Le politiche fiscali espansive, a loro volta, sono solo un ricordo. I virtuosi finnici hanno approfittato dello spazio fiscale che Maastricht lascia loro, portando il saldo pubblico dal +4% nel 2008 al -3% nel 2009, ma questo non è stato abbastanza per invertire la tendenza negativa del risparmio netto privato (la linea verde), che da un massimo del 10% del Pil, raggiunto dopo la svalutazione del 1991-92, si trova ora in zona retrocessione, vicino o sotto allo zero (cioè il settore privato finlandese si sta indebitando con l'estero). Lo Stato finlandese non può indebitarsi abbastanza da aiutare famiglie e imprese finlandesi a rimettere i propri debiti.

Essere biondi non basta.

E l'acqua calda cosa c'entra, direte voi?

Vi faccio un regalo. Qui trovate un articolo che scrissi il 26 febbraio 2010 per il Centro di Pescara, articolo nel quale dicevo che la variabile più importante per monitorare lo stato di salute di un paese è il suo indebitamento estero. Va bene, voi lo sapete, e oggi lo sanno quasi tutti. Nel 2010 era una cosa un po' più di nicchia, ma nemmeno tanto. Si era ai tempi in cui il Centro pensava di farmi un favore pubblicandomi! Oggi forse ho più lettori io...

Guardate poi questo. Eh, già, tre anni dopo ci è arrivato anche l'Economist.

Ora, una cosa che non è drammaticamente originale se pubblicata sul Centro nel 2010, ne converrete, diventa la scoperta dell'acqua calda se pubblicata sull'Economist nel 2013. Ma siccome gli italiani sono esterofili, voi non citate il Centro: citate l'Economist. L'autorazzismo del piddino se ne compiacerà. Tanto, chiunque sia a dirgliele certe cose, lui non le capirà mai. E a noi piace ricordarlo così...



(e la morale della favola qual è? Quella che dice il ministro finlandese. La Finlandia l'euro non se lo può permettere. Essere biondi non basta, e quindi alla Finlandia uscire conviene, oh, se conviene! E non in compagnia della Germania, come pensano alcuni...)

96 commenti:

  1. Il problema del main stream non è che non conosca o scopra l'acqua calda, è che fa finta di non conoscerla finchè gli arriva alle parti basse e scotta troppo per far finta che non esista....(da lì nascono anche le contorsioni "intellettuali" non è facile stare composti con gli zebedei in ebollizzione...)

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    1. Il problema non è il mainstream. Come credo sia ormai chiaro, il problema sono gli economisti "critici". E infatti, se ci fate caso, le più basse e vili insinuazioni, le più cialtronesca e superficiale diffamazione del lavoro che stiamo facendo è arrivata da quella parte lì. Bisin avrà i suoi limiti, ma è meno scorretto.

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    2. Caro Alberto, almeno qui, a la Catalogna é a la Spagna, il problema sono le due: gli economisti del "mainstream" e alcuni economisti auto chiamati "critici"

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    3. ...che poi i cosiddetti "economisti critici" con cui mi capita di parlare usano argomenti che magari hanno anche dei fondamenti sul piano economico (a differenza dei piddini, che non capiscono un tubo), ma mi sembrano fuori dalla realtà dal punto di vista politico: l'euro è un fallimento per via dei trattati, perciò se si lotta per cambiarli un altro euro è possibile (come se davvero ci fosse la possibilità di ottenere qualcosa "battendo i pugni sul tavolo"); uscire dall'euro senza indicizzare i salari e senza il ritorno alla dipendenza della banca centrale dal Tesoro non sarebbe utile per i lavoratori (come se sul Tramonto dell'euro ci fosse scritto qualcosa di diverso); conquiste di quel genere sono più facili da ottenere a livello europeo che nazionale (questo non l'ho capito, secondo me c'è una dose di oltranzismo internazionalista e di fede cieca nei "testi sacri", secondo cui il capitale per sua natura tende a superare le barriere nazionali); la fine dell'eurozona sarebbe una sconfitta per chi vuole gli Stati Uniti d'Europa (come se fosse colpa mia se i trattati sono stati impostati sul modello mercantilistico: e tra l'altro, per non ammettere la sconfitta che dovremmo fare, tenerci l'Europa di Maastricht?!?). Insomma, parlando con loro mi sembra che non siano lontani, ma che poi si perdano per paura di trasgredire all'auctoritas e ai testi sacri.

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    4. Caro Forza Roma, se rileggi quello che hai scritto capisci benissimo cosa c'è che non va. Perché hanno bisogno di diffamare il mio lavoro? Perché avrebbero voluto farlo loro. Perché non l'hanno fatto? Qui mi fermo, vai avanti tu. Un consiglio: non frequentare cattive compagnie. Son tempi bui, non certo per mia colpa, e nella migliore delle ipotesi perdi tempo!

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    5. Infatti ha ragione Prof, perdo tempo, ma è più forte di me! Insultare i piddini, poi, è la mia specialità: anche se, non sapendo cosa controbattere, spesso mi danno ragione, io so bene che continueranno a votare per quel partito insulso...quanto sono divertenti!!!

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    6. Caro Antoni, quello catalano è un popolo giustamente fiero, quindi sono sicuro che anche nella sua lingua si dirà "meglio un nemico che un traditore". Posso fornire dettagli, se servono...

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  2. Quindi (anche io li uso random) non resta che aspettare l'Austria e la Francia ed abbiamo fatto filotto a quanto pare.

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    1. Ricordi i risultati dello stress test precedente?

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  3. la ricettina demenziale del puntare tutto sull'export appasionatamente (ancorati alla valuta più sopravvalutata del globo) porta gli stessi frutti ovunque:

    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-12-20/male-export-extra-ue-giu-67percento-novembre-ma-calo-listini-greggio-affonda-import-e-saldo-commerciale-decolla-24-miliardi-130321.shtml?uuid=ABoYRGl

    A prescindere dal fatto che quelli che "il prezzo della benzina andrà alle stelle" mi devono dire dov'è che hanno visto la benzina riflettere il calo del greggio, sempre il sole fa una veloce mappatura dei tavoli di crisi aperti

    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-01/aziende-crisi-candy-plasmon-159-vertenze-che-coinvolgono-120mila-lavoratori-155937.shtml?uuid=AB2Fk5m&fromSearch

    e guarda caso sono ben rappresentati settori tradizionalmente vocati all'export (chimica, farmaceutica, meccanica di precisione). Il che dovrebbe dare un quadro esplicito di quel che ci si può fare con una ripresa mondiale (quel treno che non va perso, a detta di tutti): poco o niente. Lo dico nel modo più spassionato anche se la cosa mi tocca tragicamente da vicino: tra clienti italiani insolventi, esteri che non solo rifiutano di accolarsi il richio di cambio, ma che ormai pretendono sconti corposi sui prezzi di due anni fa la vedo nera, molto nera.E mia moglie, precaria della scuola, è senza stipendio da due mesi (dov'e' finita la storia che "non saremmo in grado di pagare i pubblici dipendenti"? E' già così, nei fatti). Vorrei sapere quando l'euro stabilmente sopra 1.35 su USD (nella zona che piace tanto alla Merkel) finirà per fottere le famose esportazioni tedesche fuori area valutaria comune, in modo che il crollo irreversibile inizi dal centro del problema....

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  4. Grazie per la risposta ed il chiarimento. Forse sbagliando accomunavo gli economisti "critici" al pensiero dominante che pur conoscendo benissimo la realtà difende la follia dell'euro...

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    1. La disonestà intellettuale è la stessa. È il rifiuto di Econ102 per difendere rendite di posizione politiche. Ma proprio non vi entra in testa che se chi difende il capitale è uno che fa finta di esser "de sinistra" la cosa è più grave? Vi entrerà da un'altra parte... Oooops! È già successo. Mi spiace!

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  5. Ruling the Void: The Hollowing of Western Democracy di Peter Mair

    "L'età della democrazia dei partiti è tramontata. Anche se i partiti in sé restano, sono diventati così scollegati dalla società, e perseguono una forma di concorrenza tra loro così priva di senso, che non sembrano più in grado di sostenere la democrazia nella sua forma attuale. …

    Sembra un paradosso storico. Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1990 era in teoria il momento migliore per la democrazia occidentale. Ma è stato anche il momento in cui essa ha iniziato a fallire. Mair sostiene che le élite politiche hanno trasformato l'Europa in "una zona protetta, al sicuro dalle richieste degli elettori e dei loro rappresentanti".

    Questi partiti anti-europei tendono ad essere di destra, e spesso di estrema destra. Per ragioni che sono difficili da capire, la sinistra continua con entusiasmo a sostenere l'Unione europea, anche se sta perseguendo politiche che fanno crollare il tenore di vita e distruggono l'occupazione, le imprese e in effetti (nel caso di Grecia e Spagna) le intere economie. In Gran Bretagna, per esempio, Ed Miliband è un ardente sostenitore del progetto europeo e rifiuta persino di concepire l'idea di un referendum.

    Come Miliband, Peter Mair proviene da sinistra. Era un irlandese che ha trascorso la maggior parte della sua vita professionale lavorando in università europee, in Italia, nei Paesi Bassi o in Irlanda. E tuttavia egli ha scritto quello che è di gran lunga il più potente, colto e convincente trattato anti-UE che mi sia mai capitato di leggere. Esso dimostra che è impossibile essere democratici e sostenere l'esistenza dell'Unione europea nello stesso tempo.

    Il suo capolavoro postumo merita di diventare un testo base per gli euroscettici, non solo in Gran Bretagna, ma in tutto il continente. Sarebbe importante che lo diventasse. La battaglia per rivendicare la democrazia parlamentare non dovrebbe appartenere alla destra (e talvolta ai fascisti). La sinistra e la destra possono essere in disaccordo – ed è giusto così - su molte grandi questioni. Ma sicuramente entrambe le parti della divisione ideologica possono trovarsi d'accordo sul fatto che vale ancora la pena di lottare per la democrazia, e che l'Unione Europea è diventata il nemico comune."

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    1. Forse una dozzina di divisioni corazzate con la stella rossa dipinta sulla torretta pronte e rombanti sull'Elba erano un buon incentivo per un atteggiamento accomodante.
      Finito l'incentivo, finito l'accomodamento.

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    2. Commovente che sollevino certi problemi nel 2014! Lo Sbilifesto grazie a me era avanti! Perle ai porci...

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  6. Mi trovo spiazzato. Ricordo quando incontrai Olli Rehn in un dibattito pubblico, e fra le altre cose criticai la strategia di deflazione interna in periodi di contrazione della domanda in una grande economia aperta, e questi mi rispose che in Finlandia la svalutazione interna aveva svalutato. Non ero a conoscenza della grande svalutazione esterna avvenuta intorno al 1991. Non pensavo che la disonestà intellettuale potesse arrivare a tanto, o sono io troppo ingenuo.

    Sarei curioso di sapere da dove provenissero i capitali esterni in Finlandia prima della crisi del '91. Tipicamente si dipinge la Finlandia come paese economicamente legato all'Unione Sovietica prima del '91, ma per qualche motivo me lo sono sempre immaginato come esportatore, non importatore netto verso l'URSS. Sarà un tema da approfondire.

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    1. Posto che un'eccessiva personalizzazione sul tecnocrate finlandese sarebbe deviante rispetto alle dinamiche ben più complesse che guidano l'organizzazione capitalistica europea (tali da rendere in fin dei conti superflui i nomi di questi cloni), il punto è che il compagno Olli è un abile politico (?), prima che un mero difensore delle "virtù" ordoliberiste e degli interessi finanziari del Gruppo di Francoforte (o di quel che ne rimane...). Adatta il discorso al contesto dell'auditorio, ma in fondo è la deferenza verso il potere a guidarlo.

      Due esempi.

      Olli Rehn, sempre ricordando l'audizione alla Commissione Bilancio, dopo la consueta analogia ruffiana tra la Ferrari (marchio storico italiano e di spessore ma non più in grado di vincere competendo con gli altri) e l'Italia (che da troppo tempo rimanda blablabla... come se non fosse la realtà dei fatti a dimostrare che da quasi vent'anni governi di qualunque forma e colore pratichino una politica di repressione salariale, con la complicità della triade sindacale), dimostrava la sua imparziale "democraticità" annettendo il suo paese alla categoria dei "pigri" che rimandano le inevitabili riformestrutturali. Tra mezze verità e diverse menzogne diceva:

      "...il secondo gruppo è quello di paesi come l'Italia, la Francia e la Finlandia che hanno perso quote di mercato negli ultimi dieci anni e in cui persistono differenziali nel costo del lavoro che anche negli ultimi due anni non hanno visto sostanziali riduzioni [dello squilibrio]... Mentre a fronte degli stessi problemi Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda hanno iniziato a ridurre i costi del lavoro, hanno migliorato la crescita delle esportazioni e sono in fase di riequilibrio (distruggendo le loro economie - per tacere del concetto stesso di comunità -, ma che vuoi che sia!)". Evidentemente qualche "nuovo studio della Commissione" gli avrà nel frattempo dimostrato che il suo paese è un esempio di virtù...

      Nell'aprile dell'anno appena trascorso, Olli Rehn ammetteva davanti alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo che "la teoria economica prescriverebbe una attenuazione delle politiche di austerità ma che la volontà coercitiva dei paesi più ricchi (la Germania per esser chiari, ndt) non la permette...". Però poi a targhe alterne ci viene a spiegare come sia stato "il risanamento delle finanze pubbliche" a riportare in Europa la fiducia dei mercati (certo, come no).

      PS_Da notare inoltre che diversi Commissari europei in scadenza di mandato (?), si stanno riciclando come portabandiera del "più Europa" (declinato a seconda della famiglia partitica di riferimento) in vista delle elezioni europee del giugno prossimo. E' il caso di Olli Rehn, candidato designato dei liberali europei alla presidenza della prossima Commissione Europea, che ha iniziato la sua campagna randellando il governicchio Napolitano. Un altro che potrebbe farsi strada, da una postazione progressista (?) benché oscurato dal noto socialista (?) Martin Schultz, è l'attuale Commissario Europeo agli Affari Sociali, l'economista ungherese László Andor, dal quale in passato sono giunte sollecitazioni contrarie al mercantilismo tedesco (simili a quelle provenienti dal Tesoro USA, ricevendo in risposta dalla Bundesbank un garbato "guarda a casa tua, Socialista!"), e che di recente ha presentato una sorta di manifesto analitico-ideale ("oltre Maastricht, per un altro euro", non proprio una rivoluzione...). Per quanto euro-oltranzista, decisamente più progressista di quello del prof Piga, che ci vuol davvero poco.

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    2. Solo un dettaglio. Il Renna non credo sia ancora candidato alla presidenza per l'ALDE. Per diventarlo gli servono voti...

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    3. Ha ragione. Chissà perché credevo fosse già stato candidato dall'ALDE... (potenza del suo ufficio stampa!)
      grazie

      "Per conoscere il nome del candidato dei liberaldemocratici alla presidenza dell'Esecutivo comunitario bisognerà forse aspettare febbraio, quando si terrà il Congresso straordinario del gruppo a Bruxelles"

      Scusate ho bucato un link. "Però poi a targhe alterne ci viene a spiegare come sia stato "il risanamento delle finanze pubbliche" a riportare in Europa la fiducia dei mercati (certo, come no).

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    4. Altro aiutino: sai di quali voti ha bisogno per sperare di candidarsi?

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    5. Di quelli certi degli elettori finlandesi, alla fin della fiera? Che abbiamo già dato su anche la democrazia formale...

      Troppo facile, ci deve essere il trucco! Della Merkel?

      Tanto non sarà mai presidente della Commissione: è già deciso che la prossima Commissione avrà un volto umano, progressista e "de sinistra", per mostrare ai piddini che l'alternanza di facciata è possibile mentre dall'altra parte c'è il pericoloso volto "populista xenofobo e antieuropeo" (peraltro esiste anch'esso). Grosse Koalition a Berlino e Bruxelles, il trionfo dell'europeismo...

      PS_Forse quelli di Giorgio la Malfa? :)

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  7. Ieri ho discusso a lungo con il classico soggetto che si informa attraverso i canali mainstream, ma disponibile ad ascoltare. Dopo la classica frase "Keynes è vecchio" ho mostrato il grafico della forbice tra produttività e salario e quello della compensazione tra debito pubblico e debito privato. A quel punto, scioccato da tutte queste rivelazioni, è arrivato alla conclusione che Ballarò e Repubblica mentono. La realtà sta bussando alla porta, fra poco la sfonderà e ci saranno solo due categorie: chi aspetta di lato e chi ci rimarrà sotto.

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    1. Il personaggio di Thénardier ci dimostra che una persona colta non ha bisogno dell'evidenza fattuale per capire che un delinquente è tale: gli basta vedere come scrive. E infatti Marius è un piddino. Puoi far leggere questo commento al tuo amico. E la morale della favola è che lui si sopravvaluta, e tu non dovresti sopravvalutarlo. Non entusiasmiamoci troppo per chi "capisce" oggi. Significa che era complice ieri (dicembre 2013). Se vuol dimostrare di valere qualcosa di più dell'azoto che entra nella sua composizione un "ooops, mi hanno mentito!" non basta.

      La libertà non è gratis, soprattutto pet chi ce l'he tilta fino a ieri.

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  8. Professore buongiorno,
    ho letto in questi giorni di una possibile terza via per uscire dall'euro : ogni Stato esce dall'euro ma l'euro rimane come moneta europea in cotrapposizione con dollaro e yen. Un mercato di cambi valriabili allinterno ma fissi verso l'esterno. E' una cosa praticabile?

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    1. L'euro come moneta comune è la Repubblica di Salò del regime eurista. Punto e a capo. Se sono 5000 (leggesi: cinquemila) anni che il mondo funziona in un certo modo, perché mai dovremmo farci convincere che esistono soluzioni miracolose, per lo più se a dircelo sono persone in visibile conflitto di interessi politico?

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    2. L'euro come moneta comune è la Repubblica di Salò del regime eurista ... See, je piacerebbe a li euristi! Loro non hanno un governatore ma un 71

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  9. gli zanzarifici
    huahahahahahaha rotolo

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    1. Per non parlare dello sterco di renna, anche di questo la Finlandia vanta una produzione senza rivali... se solo ci fosse qualcuno interessato all'articolo.

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    2. In Italia lo sterco e' in eccesso di offerta. Siamo anche qui in una crisi di domanda :) Dubito possa interessarci.

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    3. Devono fare le riforme e produrre il doppio di sterco di renna alla metà del prezzo. Così acquisteranno credibilità e avranno la fila fuori dai letamai. AM

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    4. Ah, voglio vederli i discendenti di Odino davanti alla porta dell'inferno se avranno il coraggio di abbandonare la moneta unica europea .
      Vedremo se i vichinghi dicono e faranno o se, come penso, saranno solo chiacchiere e... flatulenze.
      Ai macellai euristi interessa poco se nel loro macello entra "il bue o il vitello"(1) interessa solo che il loro frigorifero sia pieno.

      (1) Julie Andrews dal film "E io mi gioco la bambina"

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  10. Ma se questa "ricetta" non conviene a nessuno, non è più facile pensare che ci stiamo già avviando all'uscita dall'euro. Infondo se bisogna uscirne senza insospettire i mercati, non bisogna far finta di nulla fino al giorno prima? Negare l'evidenza esattamente come stanno facendo, magari far recuperare il recuperabile ai creditori nel frattempo e poi "boom!", far esplodere tutto?
    Insomma la Germania ha già detto il solito "Nein", peggio d'un disco incantato, la Fillandia ha fatto sapere che ha un piano d'uscita ("e chi non ce l'ha" gli hanno risposto), in Francia arrivano i nazionalisti, la Grecia manco a dirlo e persino qui da noi, nel paese delle servette allegre, Fassina s'è fatto scappare un misterioso piano B (sperando che non l'abbia confuso con il famoso lato B, sempre esposto orgogliosamente in Europa)... Non vorrei fossero ancora gli effetti generosi dell'etanolo a darmi questa sensazione, ma secondo me ci siamo quasi, un'altra bottarella e cade giù tutto...

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  11. Perché non scrive un articolo in proposito in inglese e lo manda ai principali quotidiani finlandesi?
    http://www.hs.fi
    http://www.taloussanomat.fi
    http://www.talouselama.fi

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  12. Il fatto e' che i nostri amici euristi, avendo esaurito gli argomenti di stampo terroristico, hanno deciso di cambiare strategia. Adesso se la prendono con qualsiasi cosa intorno all'euro, che non sia l'euro.

    Stanno venendo fuori molte specie animali. Segnalo i trepercentisti, i miei preferiti. Non ci arrivano a capire che se sfori il limite del 3% con l'euro peggiori la bilancia dei pagamenti. Non e' difficile, l'ho capito pure io.

    Adesso apprendiamo che la colpa e' dell'austerita', del fiscal compact, della Germania, dei trattati e dei regolamenti.

    Che ne so, tra un po' daranno la colpa al colore delle banconote o alle sue dimensioni. Le 100 euro sono troppo grandi e nel mio portafoglio non ci stanno. Si stropicciano da un lato. Probabilmente e' per questo che siamo in recessione.

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  13. Sono proprio incorreggibili. Pranzo d'inizio anno ad Arcetri (Alberto capisce...). Amici adorabili, tutti sensibili e immancabilmente progressisti (in fondo il tipo esotico sono io, una specie di simpatica nota di colore in così compatto progressismo). Siamo anche internzionali (figli sparsi per il mondo a seconda di come comanda il momento), e c'è anche il simpatico e piacevole marito americano, operatore di borsa. Imprudente come sono, da sempre, a tempo e luogo comincio a straparlare di euro, dicendo cose sorprendenti (si fa per dire). A quel punto il pacato e delizioso marito americano si è rabbuiato e, diventato leggermente brusco, ha spiegato a tutta la tavolata che la germania non aveva fatto altro che comprare titoli e che l'immancabile Silvio aveva prodotto molto debito pubblico (vagamente falso, come sappiamo fino al 2008). Dopo di che, dando fiato alle trombe dell'apocalisse, ha spiegato che razza di maremoto si scatenerebbe ritornando alla lira con un debito pubblico denominato in euro (ah, se claudio nostro fosse stato lì a sentire questo suo "collega" d'altri tempi). I partecipanti sono stati percorsi da un brivido di spavento (pensando ai loro investimenti, suppongo) ed io ho incontrato lo sguardo di mia moglie, supplichevole e minaccioso a un tempo. Ho abbozzato con sorriso appena accennato. Il dessert era delizioso

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    1. Questa storia che le mogli con lo sguardo ti fulminano non mi è nuova, ora anche solo sentendo la parola bagnai mi rimbrotta: e falla finita con sta storia tanto se lo dici o non lo dici non cambia niente e le bollette sempre bisogna pagarle.
      Devo dire che mi son sentito come quello della barzelletta in cui la moglie pensa ai bambini alla casa alle bollette al mutuo e al marito tocca le cose più importanti, con chi si deve alleare l" italia se la cina deve diminuire gli armamenti se bisogna aiutare i palestinesi.......sta cosa mi ha lasciato l" amaro in bocca, che il sesso debole( se fa per dire) sappia qualcosa che a noi sfugge?

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  14. Pare che sto frenkel sia uno stupratore seriale di economie emergenti! A buenos Aires si dice, che pare sia stato visto trasformarsi in lupo mannaro alla sola vista di un tasso di cambio fisso. o sarebbe meglio dire fesso?
    Ora mi vado a cercare i dati sulla Slovacchia...
    Tanti auguri a padrone di casa e lettori.

    Suppongo che anche in Finlandia si mangia bene, c'è una notevole coesione familiare con in aggiunta. un sacco di ex calciatori che sparano cazzate a pagamento.

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  15. Un piccolo contributo alla causa:

    "Confederation of Finnish Industries, the leading interest organisation of Finnish companies, sees the main reason in a creeping decrease of competitiveness over several years. Finland, it claims, is comparable to Italy these days – one can hope Italians will not be offended. The government is ringing the alarm bells and warning about painful structural reforms ahead."

    Fonte: http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/08/19/finland-turns-humble-as-its-economic-outlook-worsens/

    Quando sento l'espressione "riforme strutturali" metto mano alla pistola.*

    * "Wenn ich Kultur hore, entsichere ich meinen Browning"

    (Di solito questa frase viene attribuita a Goebbels oppure a Goering ma in realtà proviene dall'opera drammatica "Schlageter" composta nel 1933 da Hanns Johst)

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    1. Solo per rimarcare che quello che a LSE vedevano nell'agosto 2013 io lo vedevo nell'agosto 2012, mentre scrivevo il libro. Vien da credere che i quattro cialtroncelli che ho incontrato in televisione (quelli per i quali la produttività era un tecnicismo) venissero effettivamente da lì...

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    2. Prof., da quando ho letto il suo libro sto osservando la realtà con occhi diversi e di questo la debbo ringraziare; il grafico all'inizio, riportato anche sul libro, è quello che mi ha spinto a "tenere d'occhio" la Finlandia e fare qualche ricerca in merito (piccoli goofy crescono).
      Non poteva non colpire la presenza della Finlandia tra i PIGS, visto che viene spesso citata come modello nordico di virtuosità.
      E se le cose stanno come spiegato nel libro, beh, come di dice: the apple does not fall far from the tree.

      PS

      Sempre nel suo libro leggo:

      "La disuguaglianza dei redditi è aumentata ovunque, a testimoniare il successo dei pochi ricchi, che sono diventati più ricchi, e la sconfitta dei molti poveri, che sono diventati più poveri." (pag. 229)

      Questo suo passaggio mi è venuto in mente leggendo questo:

      http://www.project-syndicate.org/commentary/j--bradford-delong-asks-why-americans-are-not-clamoring-for-polices-that-would-leave-90--of-them-better-off

      Che fa il paio con questo (sebbene quest'ultimo sia del 2005!!):

      http://www.youtube.com/watch?v=QCu-XnVxhfk

      Quello che mi sfugge è il meccanismo attraverso cui l'euro ha ampliato queste disuguaglianze; lo intuisco ma non riesco a spiegarlo applicato all'Europa. E' una delle conseguenze dell'euro? Penso proprio di si ma il COME avviene non mi è del tutto chiaro.
      Ho trovato questo:

      http://www.sinistrainrete.info/politica-economica/1443-stefano-perri-locse-e-la-diseguaglianza-a-che-punto-e-la-notte.html

      Conferma ma non spiega.

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    3. Forse dovresti rileggere i due interventi ai Parlamenti Europeo e Italiano, no?

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  16. Immancabili cenoni di natale e capodanno, luogo di confronto di doxaglia varia.
    Vi riporto qualche dato sconfortante, altri certamente ilari.
    La più bella che ho sentito è la seguente "Non si può assolutamente uscire dall'euro. Infatti i nostri politici se non ci fosse l'Europa a difenderci, certamente ci porterebbero in bancarotta".
    Poi abbiamo le scenate napoletane all'arrivo dei modelli F24 Imu di fine anno con i saldi: gente che impreca, gente che piange e si dispera, gente che maledice il governo".
    Mi viene in mente un famoso e azzeccato titolo di un quotidiano italiano l'indomani dell'annunciata riforma Fornero: la ministra chiagne e fotte.
    Questi invece si fottono da soli (tutti piddini scalfariani) e poi chiagnono.

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  17. Bellissima analisi, che fa coppia con quella sulla Lettonia. Il prof in ferie è una fucina ancora più produttiva per il blog! non per caso uno degli articoli più potenti era quello del Primo Maggio scorso.

    Per quanto riguarda la Nokia aggiungerei qualcosina: la Nokia si era amminchiata a rifiutare di sviluppare prodotti basati su Android, perseguendo il fallimentare make-up di Symbian. Da metà anni 2000 è stato un susseguirsi di incredibili errori di strategia e di sviluppo. Solo Motorola era riuscita a far di peggio.
    E tanto di cappello ai Finlandesi che hanno trasformato una cartiera in un colosso delle telecom. Spero sinceramente in una rinascita, ma ormai è proprietà Microsoft e la vedo dura.

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  18. Salve professore, buon anno con una domanda
    La crisi del 91 dovuta all' afflusso di capitali esteri
    Ma il marco finlandese nel 91 era agganciato a qualche altra moneta o esiste qualcos' altro sotto ?
    Non puo essere lo SME in quanto la Finlandia è entrata nel 95 o forse si era sganciata prima e poi è rientrata ?
    Saluti

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  19. S’ALLARGA LA MONETA
    La finta eurofesta della Lettonia
    di Alberto Bagnai
    Enrico Letta ha accolto trionfalmente su Twitter l’ingresso della Lettonia nell’Eurozona. Chi si contenta gode, verrebbe da dire. Non per fare il guastafeste, né per mancare di rispetto alla Lettonia (2 milioni di abitanti, un Pil pari allo 0.2% del totale dell’Unione Europea), ma va ricordato che Polonia e Repubblica Ceca (che insieme hanno 50 milioni di abitanti, ed esprimono più del 4% del Pil dell’Unione) pare non abbiano la benché minima intenzione di accedere a loro volta.

    Lo prova il fatto che non hanno nemmeno aderito all’Erm II (Exchange Rate Mechanism II), cioè all’impegno di mantenere il cambio delle proprie valute nazionali entro bande di oscillazioni ristrette con l’euro (condizione necessaria per poter entrare nella moneta unica). Non solo: a seguito dello choc provocato dalla crisi finanziaria mondiale, Polonia e Repubblica Ceca hanno reagito come economia vuole, cioè svalutando il proprio cambio. La Polonia lo ha fatto subito dopo il crollo della Lehman Brothers, svalutando di circa il 25% in termini effettivi fra settembre 2008 e agosto 2009; la Repubblica Ceca lo ha fatto a novembre scorso, svalutando di circa il 6% (ma non mi pare che qui se ne sia parlato). Inutile dire che non c’è stata nessuna fiammata di inflazione in Polonia, dove l’inflazione è anzi scesa dal 4,4% (nel 2008) al 3,5% (nel 2009). Viceversa, dal 2009 al 2012 in Polonia la crescita media è stata del 3%. Constatata la propria deludente crescita del -1,4% sullo stesso periodo, alla fine la Repubblica Ceca si è convinta a svalutare anche lei, rinviando di fatto di almeno altri due anni ogni possibile velleità di adesione alla trappola dell’euro. E la Lettonia? Bè, dal 2009 al 2012 non è che le sia andata molto bene. La sua crescita media fra 2009 e 2012 è stata del -2% e il motivo è chiaro: la Lettonia era nell’Erm II fin dal 2005. Con il lat ancorato all’euro, alla Lettonia non rimaneva che una strada, quella della svalutazione interna, la svalutazione dei salari. Fra il 2008 e il 2010 i salari medi sono diminuiti di circa il 7%, per poi stabilizzarsi. Per far accettare un simile taglio delle retribuzioni, la disoccupazione, va da sé, è dovuta aumentare dal 7% al 18%. Non solo: la popolazione è diminuita di circa il 10%. Disoccupazione a due cifre ed esodo: i due effetti collaterali della svalutazione interna, che anche noi, in Italia, stiamo sperimentando. A differenza dell’Italia, però, la Lettonia, all’inizio della crisi, si trovava in una posizione fiscale molto più vantaggiosa. Il suo rapporto debito pubblico/Pil nel 2007 era pari ad appena il 7%. Ora è del 38%: sempre molto sotto la soglia di attenzione (60%), ma si conferma il principio che la svalutazione interna non fa bene ai conti pubblici, perché comunque distrugge posti di lavoro, e quindi reddito, rendendo più oneroso il carico del debito pubblico e privato.

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  20. .....continua.....


    ALTRO DETTAGLIO non trascurabile: anche la Lettonia, come praticamente tutti i paesi periferici dell’Eurozona, ha sperimentato una forte crescita del proprio debito estero netto a partire dal proprio ingresso nell’Erm II. In altre parole, a partire da quando il rischio di cambio è stato attenuato dall’entrata in un meccanismo di cambi fissi, i creditori esteri hanno cominciato a prestare con larghezza. La posizione netta sull’estero della Lettonia è peggiorata di 30 punti di Pil in quattro anni (arrivando a -86% del Pil nel 2009) e la successiva svalutazione “interna” non ha migliorato molto le cose (mentre l’entrata nell’euro implica che comunque i rilevanti debiti contratti con l’estero andranno ora rimborsati per lo più in una valuta relativamente forte).

    Concludendo: l’entusiasmo del nostro premier non stupisce, anche se, cifre alla mano, risulta totalmente immotivato, sia per la scarsa rilevanza quantitativa del paese, sia per la situazione tutt’altro che rosea dei suoi fondamentali.

    Non stupisce nemmeno lo scarso entusiasmo dei lettoni, che però è ben motivato. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro, solo il 39% dei lettoni (o meglio, di quel che ne rimane) sono oggi favorevoli all’euro. Lo credo bene! In qualche modo l’hanno sperimentato prima di entrarci, essendo ingabbiati nell’Erm II quando la crisi statunitense colpiva le economie europee, e le conseguenze le stanno ancora patendo (la disoccupazione è prevista a due cifre almeno fino al 2015).

    Bisognerebbe allora parlare del rapporto fra euro e democrazia: ma forse è meglio non amareggiarci troppo, in quel poco che ci rimane delle feste natalizie.

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  21. Scusate l'OT, ma piu' ci penso, piu' non riesco a capacitarmi del comportamento del movimento 5 stelle. Stanno sprecando una occasione pazzesca.
    Fassina ci ha confessato che l'uscita dall'euro sarebbe una sconfitta per il PD. Se poi ci aggiungiamo che:
    - chi ci porta fuori dall'euro si prende il merito della ripresa economica;
    - l'uscita dall'euro e' politicamente proponibile all'interno del movimento, visto che i 3/4 degli elettori ed eletti sono favorevoli;
    - una fetta consistente degli astensionisti voterebbe un partito che propone l'uscita immediata dall'euro.
    - gli orfani del PD non voteranno manco morti Berlusconi.
    Mi domando cosa sta aspettando Grillo per spingere su quella strada. Fatti due conti il M5S arriverebbe sul serio al 50%, o giu' di li. Scusate la brutalita', ma i veri fessi sono loro.
    Ancora una volta ha ragione Bagnai.

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    1. E' semplice, perché hanno ripetuto fino all'ossessione che il problema era la corruzione, la "casta", gli "sprechi", il debito pubblico, i partiti zombie... ora non possono dire che il principale problema era altro. Dato che il M5stelle è però grillocentrico, con il suo carisma, Grillo, potrebbe correggere il tiro se lo volesse, ma a quanto pare, preferisce fare come Ponzio Pilato. Rileggere le sue interviste sui giornali tedeschi nel periodo post elezioni (Bild Handelsblatt (articolo originale a pagamento ma si trova) Focus.de notare "Die Verträge müssen neu ausgehandelt werden, denn wir werden erdrückt – nicht vom Euro, sondern von unseren Schulden. Wir müssen die Zinsen für unsere Staatsschulden neu aushandeln."), anche se sono trascorsi alcuni mesi, credo che aiuti a capire meglio verso cosa vuole indirizzare il M5Stelle, non credo che ci sia da sperare molto in questo partito.
      Esattamente come per il PD, si sono messi nelle condizioni di non poter cambiare direzione, costringendosi a percorrere la strada sbagliata fino in fondo.
      Ovviamente potrà sempre smentirci tutti quanti...

      PS.
      Auguri di buon anno a tutti!

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  22. Ciao Alberto buon anno,

    ho approfittato della tua "chicca" per girarla ad un grosso piddino con cui dovresti avere avuto contatti pure tu, il direttore all'epoca de "Il Centro", con cui ho avviato da qualche mese una corrispondenza saltuaria, per cui gli invio documenti critici a seguito di qualche sua "piddinata" che esce sui suoi editoriali settimanali che compaiono su tutti i quotidani Finegil, ossia quelli locali del gruppo Repubblica (forse saprai che è nel frattempo diventato il direttore editoriale della Finegil...praticamente un Ezio Mauro versione locale...).
    Il mio intento era di vedere se la lettura dell'articolo avrebbe suscitato in lui un'attenzione tradiva verso tematiche che all'epoca probabilmente non avrà preso in minima considerazione (tu stesso parlavi di crisi dei Paesi mediterranei, Italia esclusa...). Se insomma ci potesse essere un "ripensamento" tardivo...
    Mi ha ringraziato cordialmente e ha commentato laconicamente "A distanza di quattro anni siamo messi ANCORA peggio". Mah!
    Forse che intendeva dire che "lui lo aveva GIA' capito" che l'euro ci avrebbe portato a questa crisi???

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  23. Penso che sempre piu' ci si renda conto di quello che succede nel "piu' Europa":

    http://rwer.wordpress.com/2014/01/03/greece-as-a-textbook-example-of-debt-deflation-also-the-jd-cover-up/

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  24. Toh, anche la Danimarca, sara' un caso, un altro paese virtuosissimo che da' lezioni agli altri:

    http://rwer.wordpress.com/2013/12/28/denmark-rigid-money-trumps-flexible-markets/

    "despite the famous ‘flexicurity’ of the Danish labour market low growth completely trumped a ‘flexible’ labour market when it came to job growth. ‘Okun’s law’ is alive, and kicking. Denmark is (like the Netherlands) a victim of internal devaluation in times of a balance sheet depression."

    Prodigi dell'Euro che piace a Boccia e a Fassina e a tanti altri.....non sono un economista e mai lo saro' ormai, ma cavolo basta leggere.....o no?

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    1. Quindi gli economisti "critici" sono/sarebbero degli ignoranti, oltre che invidiosi e pavidi (vedi sopra) ... annamo bbene ! Prof il suo sito (oltre a tutto il resto) è una cartina al tornasole dello stato dell'intellighenzia italiota.

      Considerazione OT: ma se questa è la situazione delle scienze economiche in Italia oggi, possiamo pensare che negli altri campi dello scibile la situazione sia diversa ?

      P.s.: ho maturato un altro debito di riconoscenza nei suoi confronti: infatti ho appena finito di leggere "Anschluss" di Vladimiro Giacché, seguendo i suoi ripetuti inviti di alcune settimane fa. Aveva ragione di dire che la lettura di questo libro avrebbe provocato un'incazzatura potente! A me però ha provocato anche un'angoscia: la desertificazione dell'ex DDR sembra senza speranza di recupero, almeno entro un orizzonte temporale di qualche decennio. Non sarà che riusciremo a liberarci dall'infame euro quando ormai sarà troppo tardi? Che bei pensieri per iniziare un nuovo anno ...

      P.s.2: se posso permettermi, dovrebbe dire al suo amico Vladimiro Giacché che i numeri citati nel suo libro sono impressionanti, ma forse per questo motivo il libro avrebbe beneficiato di qualche grafico (e comunque, gli faccia i miei migliori complimenti: Anschluss e Il tramonto dell'euro sono due libri che cercherò di diffondere quest'anno fra i miei amici e conoscenti).

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    2. @Marco S. E' sempre più troppo tardi, il dentifricio è iniziato a uscire dal tubetto quando il forte e abile Urgl appuntì quel pezzo di selce e il debole e accorto Arrg gli mostrò un cartoccio di bacche e, facendo il gesto "altri ancora", ne ricevette la selce appuntita anziché una ferita da taglio e impatto.
      Ma il pessimismo storico è irrazionale e funzionale a qualunque distorsione, non giova.

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  25. Scusate se allego anche questi, che erano del resto dentro il link precedente sulla Danimarca, ma mi sembrano in tema con questo argomento, e moooolto auto esplicativi:

    http://rwer.wordpress.com/2011/10/25/why-poland-and-sweden-escaped-the-crisis-to-an-extent-and-some-other-baltic-states-didnt/

    http://rwer.wordpress.com/2013/12/20/second-graph-of-the-day-why-did-sweden-do-so-much-better-than-denmark-after-2008/

    "Denmark pursued, influenced by neoclassical mythology, a policy of rigid money/flexible labour markets while Sweden pursued a policy of flexible money/normal labour markets. As a consequence, the employment rate in Sweden decreased much less than in Denmark, a sharp break with the past. In a crisis, ‘easy money’ policies aimed at boosting effective demand clearly trump the Danish ‘easy hire/easy fire/re-education’ policies formally aimed at boosting the effective supply of labour. But which in a real slum, as there is not too much hiring, permanently diminishes the effective supply of labour. Some call this the macro consequence of scarring. Some call this the lasting effects of the ‘paradox of flexibility’. Some call it hysteresis. I call it plain stupid."

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  26. la Finlandia e' nota per aver "inventato" la sauna e piu' che l'acqua calda viene usato il vapore, ma il risultato non cambia: l'eurozona e' una doccia fredda.
    sara' per questo motivo benefico e salutare per il corpo che spinge intere popolazioni a volervi entrare ( vedi Lettonia)?
    altrimenti spiegazioni logiche non riesco a vederle...

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  27. C'è un articolo uscito un po' prima del suo: http://scenarieconomici.it/finlandia-in-crisi-evoluzione-in-stile-giapponese-per-nokialand-o-penitenziagite-come-i-pigs/ un po' meno professioale, ma molto più cattivo direi :D

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    1. Scusa, caro, ma a parte che l'articolo che citi è del 3 e il mio del 2 (problemi con l'aritmetica? Suggerimento: 2<3), ti riconfermo che è difficilissimo che in Italia qualcuno possa dire qualcosa prima di me, perché la crisi finlandese, come questo post attesta, era stata da me anticipata più di un anno fa.

      Dopo di che, è ovvio che questo post è una enorme fonte di ispirazione per persone che, più o meno professionalmente (cioè citando più o meno la fonte) si rifanno ad esso per scoprire l'acqua calda a mesi di distanza.

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    2. grazie prof.....io mi diverto e basta ....ispirato (questo è certo) a Lei....cosa che dovrebbe fare ogni italiano (SE non obnubilato dall'informazione ordinaria e quotidiana)!

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    3. Rettifico, è vero che il post fu scritto dopo il vostro, però è certo che è totalmente indipendente dal suo, perché il post fu annunciato prima che uscisse il vostro post: https://www.facebook.com/groups/341357459231627/permalink/700589846641718/

      In ogni caso, chiunque può vedere cosa c'è dietro alla balla del 'biondo bello e produttivo' ...

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    4. Ma tu sei dei nostri, questo a Edward San forse era sfuggito. Guarda qui ad esempio. Ci sono pezzi che sono letteralmente copiati e incollati da qui. Ora questo invece NON è un amico. È uno che fino a due giorni prima difendeva il modello di sindacato tedesco, e ci siamo capiti.

      Va da sé che bisognerà anche entrare nell'ottica di concentrare le risorse sul cavallo vincente, ma questo è un discorso che non riguarda scenarieconomici, ma tante altre iniziative. Comunque, io per ora da solo ce la faccio. Se poi la dispersione di forze mi stancasse, si dovrà vedere se gli altri ce la faranno da soli!

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    5. @Edward: non ho Facebook ma mi fido, e in ogni caso questo non cambia nulla rispetto al senso della mia osservazione.

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    6. P.s.: aggiungo, per chi se lo fosse dimenticato, che scenarieconomici.it ha fatto molto per promuovere l'opera di divulgazione che stiamo facendo qui, e per questo ha la mia massima gratitudine. In questo caso quindi nulla quaestio. La mia osservazione era rivolta agli organi della galassia PUDE. Spero sia chiaro.

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  28. L'incipit ora del Fatto Quotidiano
    "Dopo le elezioni del 22-25 maggio, il verdetto potrebbe essere definitivo: anche uniti in una Grande coalizione, i partiti tradizionali potrebbero non avere la maggioranza per governare, mentre uno schieramento di nazionalisti, populisti, xenofobi, eurocritici, euroscettici, eurofobici, estremisti di destra e sinistra avrà impallinato il claudicante progetto di integrazione del Continente per un’altra Europa."
    Siamo in buona compagnia a quanto pare... ma il dubbio che ad avere impallinato il "claudicante progetto di integrazione" siano stati "altri", a quelli del FQ proprio non entra nella testa.

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    1. Già dal nome della testata (o testona?) si intuisce che vivono "alla giornata"

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  29. Da uno che tutto puo' essere definito meno che "fesso":

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1655911/eurozona/soros-da-merkel-l-errore-che-porto-all-ascesa-di-hitler.aspx

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  30. Secondo me, il metodo più scientifico di prevedere la crisi di un paese dell'eurozona è guardare Ballarò: alla fine dipingono sempre l'agiografia di un paese virtuoso, che sta meglio, che ha fatto le riforme. Puntualmente, entro tre mesi, il detto paese è spacciato.
    Penso che utiizzino tale metodo persino a S&P.

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  31. Oggi è molto divertente vedere i Tg a reti unificate che riportano con giubilo la notizia dello spread sotto i 200 punti ed esaltano Monti e Letta per la loro opera di "risanamento" (sulla pelle degli Italiani, condannandoci alla recessione, ma questo non lo dicono). Interessante soprattutto l'esaltazione di Rai tre nel dare questa notizia, forse stimolata dal ricordo dei notiziari Luce ai tempi del fascismo (dato che oggi si celebra l'anniversario delle trasmissioni Rai); sarà ancora più interessante vedere la loro brusca retromarcia quando i loro padroni gliela ordineranno...

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    1. Esattamente gli stessi organi di informazione che x la prima volta in 30 anni hanno detto che è' aumentato l'audit televisivo del discorso del presidente della repubblica di fine anni del 2%...., che vergognosi!

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  32. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.
    E così almeno sul M5Stelle possiamo metterci una pietra sopra e passare oltre...

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    1. Vorrei aggiungere una riflessione. Mancano pochi mesi alle elezioni europee, di tempo però ce n'è ancora e nessuna forza politica si è chiaramente espressa con proposte concrete (se mai lo faranno), perché allora tanta fretta di piantare i 7 paletti? Paura che dalla base uscisse la richiesta di una scelta netta e chiara a proposito dell'uscita dall'eurozona? Anticipare i tempi per stroncare sul nascere un dibattito scomodo (se c'è il referendum tra le proposte, non serve nemmeno discutere ora di euro sì - euro no)?
      Curioso che a riguardo della permanenza all'interno dell'eurozona si proponga il referendum (incostituzionale), ma per tutto il resto no... Grillo mi pare che una posizione in questo modo l'abbia presa, la non scelta alla fine è una scelta. In questo modo potrà strizzare l'occhio a chi vuole uscire dall'euro, senza però impegnarsi in tal senso, non so però se tanta furrrrrbizia politica nel medio termine pagherà (per me no). Io già me li immagino gli eletti del M5stelle a Bruxelles a chiedere il referendum sull'euro (a proposito... ma lo dovremmo fare noi come Italia o i paesi dell'eurozona attraverso la UE?) e la ridiscussione del debito (è un film già visto?).

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    2. E' il puro 'bispensiero di Orwell'.

      Da WiKi:
      "Bispensiero o Bipensiero (in inglese doublethink) è un termine in neolingua coniato da George Orwell per il suo libro di fantascienza distopica 1984, utilizzato dal Partito del Grande Fratello per indicare il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un'idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l'atto stesso del dimenticare. Chi adopera il bipensiero è quindi consciamente convinto della veridicità (o falsità) di qualcosa, pur essendo inconsciamente consapevole della sua falsità (o veridicità). Il bipensiero è ipoteticamente essenziale nelle società totalitarie che per definizione richiedono un'adesione costante di fronte a mutevoli linee politiche."

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    3. Continua a rigirarmi nella testa... "nelle società totalitarie": ma allora siamo in una società totalitaria? Direi di no, altrimenti avremmo già vitto e alloggio (scadenti) a spese dello stato, o non saremmo comunque qui a leggere e commentare.
      Mi è stato insegnato, ribadito (lo vedi, c'è pure su Wiki) che un'informazione orwelliana poteva trovare posto SOLO in uno stato TOTALITARIO. Problema "loro", non nostro, mai.
      Non POTEVA, vero? Non poteva...

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    4. Come dire, poche idee ma cattive e confuse. Sul referendum si è già parlato fin troppo, ma la storia degli eurobond vorrei sapere chi l'ha tirata fuori. Al di là dell'ovvia inutilità in quadro che necessita di euroexit e non di altri puntelli, ricordo che l'unica proposta sul tavolo è stata quella Prodi-Quadro Curzio, che prevedeva come collaterali riserve auree, patrimonio immobiliare dello stato, le quote dello stato in ENI ENEL etc. In breve, un'altro meccanismo di spoliazione del Paese.

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  33. E pensare che io a quella cosa che aveva detto quel deputato della commissione finanze che in Italia non c'era stata inflazione perché c'era stata austerity ci avevo quasi creduto.
    Scherzo!

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  34. Una piccola aggiunta alla fatica di Davide Bortoletto, che ha trascritto per intero l'articolo del Prof. sul FQ odierno: tale articolo compare nella medesima identica pagina e posizione di quello di un nome vetusto che poco tempo fa, a proposito di €, scrisse con genericità e sicurezza in tutt'altro senso.
    Posto che non penso a un messaggio intenzionale da parte della redazione e direzione del FQ (non lo penso io, ma tutto può essere), noto che, dopo poco tempo, c'è stato un bel salto, dal blog del quotidiano a una pagina di carta e in concomitanza perfetta con l'attualissima attualità.

    Sarà un caso, ma l'articolo è proprio lì, in bella vista.

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  35. Leggo molte critiche davanti alla posizione di Grillo sull'euro ! Quello che costoro non capiscono è che una cosa è teoricizzare sull'utilità o la catastroficità dell'euro come fanno gli economisti come Bagnai, che pero' s'indignava se lo candidavi alla presidenza della repubblica, e tutt'altra cosa è decidere per tutto un popolo a prendere delle misure cosi' importanti come invece ha fatto Prodi con l'euro, e Ciampi e Andreatta con il divorzio tra banca d'Italia e ministero del tesoro ! La responsabilità la deve prendere il popolo italiano: ognuno di noi deve prendere la sua nel rispetto della legge democratica, come invece non è stato fatto nelle due precedenti situazioni tanto deleterie a mio avviso per il nostro paese ! Infatti personalmente non esiterei un secondo a far saltare, metaforicamente s'intende, L'EURO e L'UE con tutti i suoi burattinai nefasti ! Spero che questo post non venga cestinato dimostrando, come fate spesso con i miei commenti, poco senso di apertura di spirito verso coloro che non anno studiato economia, ma che parlano con il buon senso comune come faceva il grande Giacinto Auriti....

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    1. Ti elargisco tre concetti molto semplici, ma sentiti libero di deludermi:

      1) Grillo ti ha preso per il culo;

      2) censura è se tu apri un blog per dire simili insulsaggini e io vengo a chiuderlo. Non è se non voglio che il mio blog sia inquinato da insulsaggini.

      3) detesto i vittimismi.

      Quindi, nell'attesa che il tempo (che è galantuomo) renda onore alla grandezza di Auriti, tu fatti un giro da un'altra parte, che ora mi sono scocciato. E a casa mia ho diritto di esserlo. Ah, se apri un blog diccelo. Non verremo a chiuderlo.

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    2. Eh già, falla prendere al popolo questa decisione! Indici pure un referendum! Anche ammesso che te lo facciano fare, dato che riguarda un trattato internazionale, sarebbe proprio fantastica come opzione: dalla data dell'indizione a quella del referendum ci sarebbe una fuga di capitali tale che, se anche il popolo optasse per uscire dall'euro, l'Italia si troverebbe in ginocchio pi\'f9 di oggi! Complimenti a Grillo, Casaleggio e agli scienziati che hanno ideato questa genialata!

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    3. Scusate se mi intrometto ma da iscritto al M5S voglio rispondere a Brunointerista che:
      1) è vero Grillo ci ha preso per i fondelli! (lascio altri termini al padrone di casa anche se a casa mia li uso tranquillamente) a meno che non si sia definitivamente rimbambito;
      2) nel dibattito sui forum del movimento 5s molti hanno segnalato che il semplice fatto che il referendum è incostituzionale lo rende una truffa, questo a prescindere dalle motivazioni di ordine pratico che in questo blog non serve elencare perchè sono più che note a tutti;
      3) nessuno ha interpellato la base m5s per questi sette punti contraddittori ed insulsi e la cosa sembra aver mandato in bestia molti.

      Il risultato sarà che i parlamentari m5s in Europa saranno forse gli unici tra gli Italiani a non essere espressione di lobbies ed interessi (molti connessi all'Euro) ma allo stesso tempo saranno ostaggi di un programma velleitario e semplicistico (e che non rappresenta neanche la base del loro partito!). Ostaggi perchè, a quanto pare chi si discosta dal programma viene automaticamente scomunicato (vedi emendamento per abilizione reato clandestinità).

      Domando però una cosa per cui non riesco a darmi una risposta... come dovrebbe fare campagna elettorale una forza politica che volesse seriamente uscire dall'euro senza spaventare i mercati e scatenare la fuga di capitali più disastrosa della storia il giorno stesso che dovesse vincere le elezioni? é o non è una situazione paradossale?

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    4. io ho votato l'm5s e sono molto deluso perchè: 1) nessuna posizione decisa su qualunque argomento 2) i post di grillo sono copia e incolla confusi di altri blog e riviste 3) enormi contraddizioni programmatiche all'interno del m5s 4) posizione di pura protesta fine a se stessa secondo le considerazione di marie le pen. 5) scarsa democrazia interna al movimento. In altre parole un altro partitello comunista fine a se stesso che tende a mantenere il suo orticello politico. il referendum dell'euro inapplicabile e inopportuno è un altra bufala per liquidare la questione dell'euro e continuare con la litania casta cricca corruzione e per non prendere decisione.

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  36. A seguito di un confronto d'opinioni, su "l'alta disoccupazione non è colpa dell'Euro, ma della krisi, della globaliZZZaZZZione" e bla e bla e bla ho fatto un paio di considerazioni.

    Sotto l'aspetto puramente dis-occupazionale, la dinamica nei paesi extra EZ è in media vicina (se non migliore) ai best performer dell'EZ, salvo la Lituania (agganciata all'ERM II) e la Bulgaria (che ha il peg con l'Euro dal 1999).
    L'unica floating "in bad waters" è la Croazia, ma nonostante ciò, Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna ci metterebbero la firma per stare come lei...

    Per il resto, sempre sul tema occuapzione, il confronto tra gli extra EZ (non ERM II e senza vincoli di cambio) e i paesi EZ periferici è assolutamente impietoso.

    Capisco che è sleale confrontare quelle che Klingon e Rettiliani definiscono come le nuove potenze economiche intergalattiche con paesetti di provincia come il Portogallo, la Spagna o l'Italia, ma quest'è.

    La cosa però più indicativa è che in risposta alla crisi (sempre sull'occupazione), l'unica che si è rafforzata con l'Euro è la Germania (che novità!). Gli altri paesi core hanno risposto leggermente peggio rispetto ai paesi float, quasi indistintamente, (sempre con eccezione della Croazia), mentre di sicuro ha severamente devastato SOLO i paesi che usano l'Euro (Gr-Sp-Ir-Por-Cyp) e questo ben prima che l'austerità in Spagna o in Italia o in Portogallo aggravassero la spirale "depressiva": si nota infatti che laddove il cambio si è aggiustato la disoccupazione viene stabilizzata, mentre laddove si è usato l'Euro la situazione è deteriorata spaventosamente.

    Ma la colpa dell'alta disoccupazione è... "daa kirisi, daa globaliZZZaZZZione..."...

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  37. Prof. ho controllato su Eurostat la posizione patrimoniale netta in % sul Pil dei paesi dell'Eurozona. Secondo questo D.Base sia Olanda che Finlandia dal 2009 hanno invertito la rotta mentre i Francesi stanno peggiorando.

    Qui l'anteprima del grafico

    N.B. Non serve la pubblicazione del presente

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  38. @Marco S
    I suoi timori sono delle certezze ma.. il problema come evidenziato dal prof (anche nel suo libro.. ahahhahah.. rido perché uno non lo legge e pretenderebbe poi di sbeffeggiare la gente.. e va be', so' piddini che non sanno di non sapere) - in via personalissimamente interpretativa - è che non basta uscire dall'euro!
    il mio pensiero è che se uscissimo consapevolmente del percorso da fare (e ringraziamo pure Cesare Pozzi per i suoi contributi) poi sarebbe facile riprendersi.
    certo, servirebbe un decennio ma avvieremmo processi industriali favoriti (quando lo faremo) da forte svalutazione e volontà.

    insomma, se uscissimo consapevolmente ci sarebbero una marea di investimenti da fare e il paese in poco tempo riprenderebbe il passo mentre non uscendo saremmo sempre al gancio.
    ciò che insegnano i casi di annessione (sud d'Italia ed est tedesco) è proprio questo.. non tanto la desertificazione.


    PS: se la Sicilia uscisse dall'euro, con una svalutazione del 60-70% (tanto per tirare dei numeri) non vedrebbe fabbriche di elettronica, elettrodomestici, autovetture spuntare come funghi? ops.. il deserto industriale di trasformerebbe in industrie vivide!
    oltre al chimico e al petrolchimico da rilanciare.. insomma, usciamo consapevolmente (si sogna)

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  39. Se può interessare Fassina si è dimesso da vice ministro dell'economia.

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  40. Renzi: “Fassina chi?”. E il viceministro presenta “dimissioni irrevocabili” a Letta.

    Quando la nave sta per affondare i topi scappano ...

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  41. Fassina si è appena dimesso da viceministro. Si possono legittimamente avere opinioni diverse sulle cose che dice, ma mi sembra che questo atto, veramente raro in Italia dove insieme agli incarichi si fornisce la colla per la poltrona, sia decisivo per avere una idea definitiva sullo spessore dell'uomo. Due ulteriori riflessioni. Sono contento di vedere confermata l'opinione positiva che mi ero fatto di lui e un altro QED del nostro "rissoso, irascibile carissimo professore di ferro".

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    1. Fassina sa come stanno le cose. Fassina non è capace a mentire (bastava vederlo a servizio pubblico insieme al prof. Bagnai). Poteva solo dimettersi e se ora cominciasse anche a dire la verità, si riguadagnerebbe (almeno in parte) la stima di molti. Se poi il suo fosse solo un balletto funzionale al prossimo rimpasto... Come non detto.

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  42. @brunointerista
    Guarda, anche io ho votato M5S e l'ho fatto perche' pensavo che non ci fosse alternativa. Tuttavia mi sono sempre chiesto una cosa: perche' per tutti gli altri punti del programma non c'e' scritto che bisogna fare un referendum, mentre per l'euro si?
    Vogliamo fare la democrazia diretta? Va bene, ci sto, pero' il programma di Grillo avrebbe dovuto essere:
    - referendum sulla casta;
    - referendum sulle autoblu;
    - referendum sul finanziamento ai partiti;
    - referendum sullo stipendio dei parlamentari;
    - referendum sul reddito di cittadinanza;
    ecc ecc.

    Inoltre, se deve essere il popolo a decidere tutto, allora a cosa servono gli specialisti? Aboliamo le universita'. Anzi facciamo un referendum sull'abolizione delle universita'.
    Ma dai.

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    1. Tra l'altro c'è un aspetto che mi pare nessuno abbia fatto notare.
      Mettere nel proprio programma l'uscita dall'euro per le elezioni europee non è la stessa cosa di farlo per le elezioni politiche.
      Tutti i discorsi che il M5stelle fa di "opportunità" politiche sono risibili. L'impatto che avrebbe una "vittoria" alle elezioni europee non porterebbe alcuna immediata conseguenza nello scenario politico nazionale (lo abbiamo visto ad OGNI elezione del parlamento europeo, la distinzione - ma erano solo elezioni europee - ci sarà ovviamente un secondo dopo il voto). E' quindi ancora più grave non affermare apertamente la propria posizione.
      In un certo senso è ancora peggiore della scelta di Syriza alle politiche greche di tergiversare.
      E questo senza riaffermare le mille contraddizioni che ormai infarciscono il m5stelle.
      E' come se avessero chiesto ad un cittadino di Roma di dire la sua sulla crocifissione di Cristo, quando poi la decisione sarebbe stata presa da altri. Infatti che senso ha parlare di referendum per la permanenza nell'eurozona in un contesto europeo? Il Parlamento europeo la prevede? Perché i parlamentari eletti andranno a Bruxelles non a Roma.
      Se uno si ostina a non voler vedere, a questo punto sono affari suoi... però eviti di ricordarci quanto sono (stati) beoti gli elettori del cdx o del csx a ...

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  43. Segnalo al professor Bagnai, e ai lettori del blog, un paio in articoli (in inglese) che riportano una discussione tra Krugman e alcuni economisti finlandesi sugli effetti dell'adozione dell'Euro sull'economia finlandese:
    http://www.helsinkitimes.fi/business/8939-krugman-finland-s-adoption-of-euro-was-a-mistake.html
    http://www.helsinkitimes.fi/business/8943-finnish-economists-question-krugman-s-views.html

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    1. Dopo so' bboni tutti, soprattutto se dicono tutto e il suo immediato e diretto contrario!

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