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giovedì 6 giugno 2013

Simple comme bonjour...

Accompagnando a Pescara il prof. Travaglini per il seminario di ieri, che riusciremo a mettere on-line verosimilmente domani (grazie all'opera del fidato BigKappa della colonna romana), si chiacchierava del più e del meno, e Giuseppe mi raccomandava di leggere i libri di Robert Shiller (uno "de passaggio" che insegna in un'università di provincia). Il più noto forse è Irrational Exuberance, che ho citato in Crisi finanziaria e governo dell'economia (nel sito del libro trovate tanti dati interessanti).

Giuseppe mi ricordava che Shiller spiega in un modo estremamente semplice perché i mercati finanziari sono intrinsecamente instabili. Il fatto è che nei mercati dei beni quando il prezzo sale la domanda cala, mentre nei mercati delle attività finanziarie o reali quando il prezzo sale la domanda cresce. Il perché ve lo immaginate bene, e comunque lo abbiamo spiegato, oltre che nel libro, qui e qui.

Va da sé che questo comportamento, in sé non irrazionale, determina uno sgradevole fenomeno: mentre nei mercati reali la dinamica dei prezzi "pulisce" gli eccessi di domanda, in quelli finanziari li amplifica. Sì, sarebbero le famose bolle.

Così è se vi pare, e anche se non vi pare.

(e ora aspetto l'intervento del difensore d'ufficio della finanzaspeculativacattivabrutto, Alessandro Guerani, dottore honoris causa in grigliata di pesce all'università di Malta...)

102 commenti:

  1. e quindi una cosa tipo il Glass-Steagall Act, potrebbe servire per toglierci dalle balle la finanza speculativa relegandola nei suoi spazi e lasciandola agli appassionati di giochi d'azzardo ?

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  2. Mi scusi prof, ma lo stesso problema non ce l'hanno anche altri mercati?

    Penso ad esempio alle materie prime (oro) o alle bolle immobiliari.

    Finchè ci si aspetta che il prezzo salga si compra.

    Grazie,
    Giovanni

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    1. Ma certo, ottima osservazione. Il fatto è che a me non va di dire "mercati degli asset", perché si comincia così e si finisce a dire "investimento domestico". Il ragionamento si applica a qualsiasi mercato dove venga scambiato un bene che è (anche) una riserva di valore, cosa che non accade alle aguglie o alle ciliegie.

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    2. Nel testo "Fine della finanza" di Massimo Amato e Luca Fantacci si sostiene che il problema è proprio nella "liquidità" intesa come "liquidabilità" degli asset finanziari, che è razionale perseguire da parte del singolo operatore ma inficia la sostenibilità dell'intero mercato.

      Questo perchè la liquidità presuppone la fiducia che almeno un operatore acquisterà il mio asset quando vorrò liquidarlo (speriamo con una plusvalenza), cioè potrò mollare a qualcuno il cerino.

      Ma questa fiducia non sempre è coronata! E allora mi scotto le dita, non solo io ma l'intero mercato, inteso come istituzione (da crisi di liquidità a crisi "della liquidità".

      Siamo sempre al dodicesimo capitolo di Keynes: non è razionale comprare a 10 ciò che si pensa valere 20 se si ritiene che il mercato lo prezzerà 5 tra qualche seduta.

      Ecco allora che la crisi, lo scoppio della bolla dipende non dalla trasgressione delle regole della finanza ma dalla loro applicazione.

      Fin qui penso che non ci sia dissenso, almeno tra analisti onesti e sensati, il problema è se questa situazione sia emendabile all'interno del paradigma di mercato, ed nel caso "quomodo" o se richieda un cambio di paradigma (altri direbbero rivoluzione).

      Il fatto è che il credito, i titoli azionari quando sono trattati alla stregua di una merce, si sottraggono alla legge delle merci (minore il prezzo maggiore la domanda)perchè non sono nati per essere merce.

      Ill credito è trasferimento di potere di acquisto e di intrapresa tra chi ne ha e non ne ha bisogno e chi ne ha bisogno e non ne ha; l'azione è partecipazione all'intrapresa, due istituzioni sociali per eccellenza, per essere trasformati in merci devono ricevere le stigmate della liquidabilità, che ricevono solo in un contesto sociale che persegua l'accumulo illimitato di riserve di valore come elemento fondante.

      La cessione di un credito prescinde da quell'intuitus personae che aveva indotto il creditore originario a concederlo, e nessuno acquisterebbe mai un credito verso uno sconosciuto se non sapesse di poterlo a sua volta rivendere (liquidare).
      Questa è la radice della cartolarizzazione, dalla quale discendono i crediti subprime con la bolla che ne è derivata, sostenuta da un asset "che non poteva che aumentare di valore": l'immobile americano (o spagnolo o....), reso così artificialmente liquido.
      Bel paradosso la casa, ciò che di più solido si può pensare reso l'emblema della liquidità!
      Così l'azione, che rende liquido il contratto di società per l'intrapresa, altra istituzione che si ribella ad essere trattata da merce.

      Il voler fare mercato di istituzioni fondanti del vivere sociale, questo è il vulnus che presenta il conto, da quando si è scelto di abbandonare il senso del "limite", il peras dei greci e ci si è rivolti all'apeiron, l'infinito, l'accumulazione illimitata di ricchezza fine a se stessa e rigorosamente liquida e liquidabile.

      Le imposizioni di standard monetari internazionali (parità aurea, bretton woods, sme, euro, le varie dollarizzazioni) possono essere viste come un altro aspetto di questo movimento verso una accumulazione globale, un Kapitalismo planetario, insieme con la liberalizzazione sfrenata dei movimenti di capitali e la imposizione della ferrea legge dei salari in tutte le province (e anche un po' nelle capitali) dell'impero.

      La proposta di Keynes di una moneta internazionale che servisse da unità di conto e mezzo di scambio, ma si spogliasse della funzione di riserva di valore obbligando gli stati creditori ad accettare merci e a non pretendere moneta dagli stati debitori, non ha potuto essere implementata neanche all'uscita di un conflitto mondiale, perchè è troppo difficile rinunciare all'esorbitante privilegio....

      Non resta che attendere fiduciosi lo scoppio della prossima bolla!

      Beati i seminatori di consapevolezza.

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    3. Non è un paradosso, di tutto ciò che concorre a creare ricchezza la casa è il bene più durevole di tutti, ma parliamo di cinque anni al massimo, dopo questo lasso di tempo le spese per il mantenimento iniziano ad andare in bilancio e il valore scende.
      Ecco perchè credo che bisognerebbe mettere un limite minimo agli investimenti in base al settore in cui vengono immessi.

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    4. Oopss, limite minimo di tempo entro il quale non è possibile rivendere la quota senza incorrere in una penale (ho sempre troppo poco tempo per scrivere), scusate.

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  3. Certo, quella è la realtà di ciò che succede, cioè la dinamica.
    Ma con questo non significa che sia una cosa "giusta", se proprio vogliamo; sensata.
    Epperciò, una cosa che assolutamente la scienza non riesce (per ora forse, o forse mai) a spiegare è. Cos'è il "buon senso"?, gna'a'fà.
    Forse le norme che regolano questo settore sono insufficenti, forse malcomposte, di sicuro creano dei piccoli disastri, questo è un'altro dato di fatto.
    Non credi anche te che vada fatto qualcosa?
    Grazie.

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    1. La ringrazio per l'osservazione. Le sarei grato se volesse indicarmi dove ho attribuito un valore etico a questo fenomeno. Sono sorpreso che a un mio lettore sfugga la mia posizione su ciò che andrebbe fatto. Occhio perché con i lettori di sottotitoli da oggi sarà alzo zero (prevenire è meglio che curare). I miei post sono corredati da link che sono parte integrante del post. Leggere due righe e sparare quattro cazzate (non è questo il caso, spero) può essere indicatore di produttività, ma è comportamento che tendo a scoraggiare.

      Giusto, così, per evitare altri casi di ciociarismo...

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    2. Scusi, sono caduto nell'equazione semplice (ne son rimasto vittima anch'io, quella delle mafie ricorda?) ma la sua ultima frase poteva dare quell'impressione, poi sono andato a leggere "QUI e QUI".
      IO, pur non essendo un'addetto ai lavori, avevo già ragionato riguardo al problema degli investimenti speculativi ed ero arrivato alla conclusione (senza aver mai letto keynes, pecca tutta mia) che sarebbero dovuti durare almeno 3 anni o qualcosa di simile (questo è uno di quei dati che la scienza può ricavare abbastanza semplicemente) salvando capra e cavoli.
      I risparmiatori investirebbero una parte del capitale, tenendone una parte per le emergenze.
      Se, usando una metafora, il mercato è la strada, lo stato sarebbe il vigile, ma non possiamo mettere il vigile in mezzo alla strada senza norme adeguate, oppure, meglio ancora, non possiamo lasciare che si circoli per strada come uno meglio crede e poi i danni li ripaga lo stato (che poi siam sempre noi).
      Quali contrindicazioni potrebbe avere una soluzione simile?
      Grazie per l'attenzione.

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  4. Piccolo O.T.
    Oggi 06.06.2013 Omnibus su LA7, Claudio Borghi dopo un "lapsus" pubblicitario
    sul libro di Alberto Bagnai demolisce, con i numeri, il giornalista Forquet Fabrizio
    (quello che ha scritto un libro con Amato "Lezioni dalla crisi"...)

    Assolutamente da non perdere i frames >23:40 >32:20 >37:24 >38:50 >42:40 >1:20:30

    http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50342567

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    1. Mamma mia, che tristezza e che amarezza... Va bene il "parterre de roi", ma ci dovrebbe essere un limite persino a queste penosità. Il prof. Borghi anche troppo compassato ed educato. AM

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    2. Il "provocatorio" prof. Borghi (cit. Ravetto 2 volte) doveva andarsene al primo "chi sei?",o "ciao Borghi" ,no prima.

      Il mio dubbio è: quelli in studio ,non mi domando nemmeno se sanno leggere o se siano esseri senzienti, ma saranno esseri umani?

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    3. Ci vogliono doti non indifferenti per diventare vice-direttore del Sole 24 Ore. Mi pare evidente :-)

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    4. È assolutamente indispensabile il fact checking. Non è possibile che uno dica che "le teorie dominanti dicono questo"... Il giornalista DEVE intervenire e dire "NO, QUESTA è UNA CAZZATA, RITENTI CON QUALCOS'ALTRO".

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    5. Inizio a capire la calma che serve per affrontare la gente come giacchetti che si altera perche borghi apostrofà le squallide amenità sul dividendo dell" euro e sopra tutto quella sull" inflazione come false. Non ribatte con numeri ma è interessato che non si sporchi l" immagine dell" euro . Anche questo che credevo un politico decente si è rivelato un piddino doc......che sofferenza.

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    6. Grande Borghi, che rimane "calmo" e zittisce quei due.

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    7. Sono sempre più esterefatto. Signori qui non ci sono nemmeno due neuroni che girano, qui ci sono altre cose che girano!!! Sono davvero demotivato, qui non ci sono piddini pidiellini predellini e amenità varie, qui ci sono solo cervelli all'ammasso, ed è stupefacente (come direbbe il mio pusher) che un ominide si alteri perchè gli è stato detto "falsità". Forse se il prof. Borghi gli avesse detto "stronzate", sarebbe rimasto ad ascoltare... Siamo nelle mani del destino? Mah....

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    8. Ho cominciato a guardare il programma...e non ce l'ho fatta...ho sopportato Giacchetti e lo sproloquio sulle riforme "istituzionali" necessarie...ma quando quella del PDL, ancorche' animata di buone intenzioni (con cui si lastrica, notoriamente, l'Inferno..) ha chiesto come faranno le piccole e medie imprese a comprare l'energia fuori dall'euro...mi e' scattata la mano alla chiusura della finestra del browser..ancorche' Borghi avesse promesso di illuminarla.
      Tanto io so che lui sa...ma mi e' finita la pazienza.
      Cerchero' di farmela tornare, perche' capisco cosa stiamo cercando di fare qui.
      Ma e' dura, ragazzi..molto dura.

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    9. e questo sarebbe il vicedirettore del principale giornale economico italiano? Roba da matti.
      Non so come facciano Borghi e Bagnai a mantenere la calma. Io da casa di poco non getto il monitor fuori dalla finestra.

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    10. "Quelli in studio" sono solo dei mediocri. Nella mia azienda non li vorrei nemmeno a protocollare la posta.

      Quando Bagnai parla di "partito del PUDE"(...)
      Appena gli tocchi l'euro, TAAAK! Scattano, come una molla e, rimanendo seri ma agitati (vedi Giachetti) emettono aria amigdale con degli inutili slogan.

      Per costoro i numeri, sono strani segni fatti con un carboncino.

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    11. Ormai mi sembra chiaro cosa c'e' nella testa dei piddini. Ragionano di economia seguendo una logica parziale e completamente scollegata dai dati. Gente come Forquet continua a promulgare tesi perche' a loro suonano logiche (come ad esempio il fatto che con un debitopubblico/pil alto i tassi debbano in ogni condizione essere altissimi), e non si preoccupano di vedere se a) sono aderenti con la realta' fattuale e b) ci possono essere altri fattori che inficiano il loro ragionamento. E' come se fossero partiti per la tangente a suon di Gedankenexperimenten. Hanno pochi concetti in testa, inseriti in un contesto sicuramente logico, ma che danno una visione talmente parziale da essere spesso opposta alla realta' dei fatti. Giornalisti e politici sono maestri di questo metodo, e i risultati si vedono. Far cambiare paradigma alle persone e' una delle cose piu' difficili che esistano.

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    12. Per Giachetti la Macroeconomia é solo una speculazione filosofica.
      Di scientifico non c'é NULLA !!
      Per lui ognuno ha diritto ad avere le proprie opinioni e tutte sono equamente accettabili.
      Si alterava tantissimo con BORGHI accusandolo di essere arrogante !!!
      Non voleva assolutamente considerare i dati, le statistiche i numeri...
      PAZZESCO !!

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    13. Credo che i problemi principali siano l'ignoranza e l'abitudine a parlare a cazzo di cane che hanno molti nostri politici, se poi gli fai notare che dicono cazzate si rifugiano dietro la rispettabilità di tutte le opinioni dandoti velatamente del fascista. Questa gente non riesce a capire che la merda esce dal culo...ops non a tutti loro ne sono un esempio. Tutto è diventato opinabile per questi anche i dati certi. Si deve riconoscere che hanno fatto un gran lavoro!!!

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    14. @Salvatore Genovese

      Sono d'accordo solo in parte: non credo a una divergenza di metodo. Credo all'assoluta malafede: quando si è senza argomenti (id est: si ha torto marcio), una facile via d'uscita è alzare la voce e buttarla in rissa. Aiuta a distogliere l'attenzione dal problema e di creare diversivi rispetto alla percezione finale del messaggio. Non posso credere che professionisti della politica - per quanto mediocre ne sia il livello - non conoscano questa tecnica elementare.
      Grande Borghi a mantenere la calma, e a ribattere colpo su colpo: è stato efficacissimo.
      Mi era piaciuto meno da Paragone, con Boldrin. Ma la conduzione di Paragone a me è parsa faziosa, diretta a promuovere la polemica fine a sè stessa. Bene invece la Giulia, folgorata sulla via di Schio...

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    15. Certo che la tirata finale di quello pseudo giornalista di Dell'Arti, che la crisi non morde poi tanto se ci sono giovani scoraggiati che non cercano più lavoro e che i negozi gestiti dagli italiani hanno orari più corti, grida vendetta. Veramente incredibile, se fossi stato in studio non credo sarei riuscito ad applicare il dizionario proposto qualche giorno addietro.

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  5. Il fenomeno delle bolle è veramente curioso. Penso sia indicativo di quanto l'essere umano sia, tendenzialmente, pecora ... per quanto quest'ultima non credo sia pervasa all'avidità che tra noi invece abbonda. Bah!

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    1. Vorrei osservare che sia per le pecore sia per le sardine il comportamento a gregge/banco è perfettamente razionale. Come pure per gli operatori della borZa.

      Il problema VERO è quando un banco di sardine incontra una bella rete da pesca di ultima generazione, servoassistita da sonar e orpelli tecnologici-satellitari vari. Ecco un classico fallimento di madre natura, ops, del mercato, ops, dell'umanità, dato che basta aspettare un poco e di banchi di sardine i sonar non ne troveranno più!

      Il punto è solo e solamente uno: la competizione è uno strumento positivo SOLO in un contesto eminentemente cooperativo. Se il constesto diventa prevaltemente competitivo il sistema nel suo complesso viene minato alla base dall'eccesso di competizione, che è distruttiva e esplica i suoi effetti benefici solo se tenuta molto, molto a bada. Questo è vero in economia, in ecologia, in azienda, nei rapporti umani, nei rapporti tra robot, ecc. D'altronde oggi è facile documentarsi.... :-)

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  6. Comunque anche nei mercati reali si creano bolle.
    Faccio un esempio... Come al solito parlo del mio lavoro ne me ne vogliate, ma nella recente storia tutte le dinamiche macro le ritrovo nel mio settore quello dell'ortoflorovivaismo.
    Fino a qualche anno fa il bene strumentale primario del mio lavoro, ovvero il terreno, aveva prezzi più o meno ragionevoli diciamo dai 10 ai 20€ per le superfici nude un po' più del doppio per quelle attrezzate. Visto che altri settori erano diventati meno remunerativi in tanti hanno intrapreso la strada imprenditoriale che percorro anch'io. Il bene strumentale di cui sopra è ovviamente necessario per cominciare a produrre ma al contrario di altri beni che si deteriorano il terreno è un bene immobile che se produce una certa rendita e se le aspettative di quest'ultima crescono, tende a rivalutare col passare del tempo gonfiando il suo valore.
    Siamo giunti a cifre intorno ai 100€ al metro quadrato in pochissimo tempo. Pensate a chi ha fatto un mutuo per comprare a quella cifra ed oggi che il settore sta subendo i danni della crisi economica, si ritrova un valore del terreno ritornato ai livelli di partenza!
    Non so se questo modello sia applicabile in contesti diversi dall'agricoltura, ma l'aspettativa di un utile sempre maggiore credo possa far gonfiare in una bolla qualsiasi attività reale in mancanza di molteplici possibilità diverse di investimento.
    Aspetto la tirata d'orecchie se ho detto qualche castroneria ma mi piaceva condividere con voi questo mio pensiero.

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    1. Ma si puo' parlare di bolla in un caso come questo? Non si tratta in fondo di un normale processo economico? Mi serve una cosa sono disposto a pagarla tanto, non mi serve non la voglio neanche se me la regali. Probabilmente sono io che sbaglio nel pensare che bolla sia cio' che viene gonfiato "volutamente" con l'intenzione di specularci sopra, ma le oscillazioni di prezzi mi paiono normali, anche se certe circostanze possono fare oscillare piu' del normale. Io comprai una piccola ditta artigianale che produceva terricci, poi la crisi del mercato ortovivaistico e la crisi in genere hanno azzerato il mercato e ridotto il suo valore a quello del ferro vecchio per cui le attrezzature sono state vendute nel momento in cui ho chiuso l'attivita'. Cosa diversa mi pare quella del mercato immobiliare, perche' un afflusso migratorio "incontrollato" puo' gonfiare i valori di mercato, che e' quello che sta succedendo qui a Londra, con l'arrivo costante di migranti che necessitano di casa e gli affitti che salgono, quindi il possedere una casa e' un investimento. La cosa ha pero' come conseguenza l'abbassamento delle paghe, e quindi la forbice si allarga ulteriormente: si guadagnano meno soldi con cui affrontare un costo della vita crescente. E la manutenzione dell'immobile non e' un problema per il proprietario, dato che un disperato che paghi qualche centinaio di sterline al mese per dormire in una camera dove ci piove lo trovano sempre. Il tutto in un contesto in cui una casa popolare costruita in una zona ricca e di classe si apprezza sulla base dei valori della zona, e non, viceversa, come accade in Italia, deprezza il valore della zona ricca. In quanto a chi ha comprato i terreni vivaistici, dovrebbe averlo fatto con l'intento di ricavarne un reddito da lavoro, e non di guadagnarci rivendendolo, quindi il problema non e' tanto il cambio di valore ma il fatto che non riescano piu' a vendere le piante che ci coltivano sopra. Le due cose sono collegate, ovviamente, ma l'ammortamento della spesa dovrebbe essere calcolato dalla produzione vivaistica che puoi farci e non da cio' che ricaveresti vendendolo al momento di andare in pensione, perche' non necessariamente ad un'alta richiesta di piante corrisponde un alto numero di aspiranti vivaisti, e quindi il prezzo delle piante puo' salire ma non quello dei terreni, essendo il "desiderio" di diventare vivaista anche legato a cosa offrano i dintorni dal punto di vista di alternative lavorative. Non per nulla il lavorare in vivaio a Pistoia era chiamato "l'ultimo pane", ma il vivaista viveva in una casa che assomigliava di piu' ad una villa.

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  7. Qui in Norvegia sono sull'orlo di una notevole bolla immobiliare, che le autorità e i giornali si premurano con sempre maggiore frequenza di negare, ovviamente. Altrettanto ovviamente non mancano le lezzioncine sul problema culturale del sud-Europa (sic!) e le chiare diagnosi che identificano nella mancanza di life-long learning e nell'organizzazione del lavoro i problemi dei PIIGS e altri compagni di giochi. Però qualche vocetta norvegese che riporta "le tesi di Bagnai" (e di tutti gli altri) ogni tanto si leva...

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  8. Nota di costume: sa quand'è stata la prima volta che ho sentito l'espressione "semplice come il buongiorno"? Lo diceva Truffaut sui Cahiers a proposito dei film di Bergman: "semplici come il buongiorno" (i primi, sfido a definire i successivi semplici come il buongiorno). Azz, se il buongiorno si vede dal mattino...

    Però non mi risponda "la ringrazio per l'osservazione", non c'è nessun sottotesto particolare, è che vengo da una full immersion lavorativa (per qualche strano fenomeno siccome c'è la crisi noi dobbiamo lavorare come bruti anche per esodati e disoccupati, non cercare di far lavorare loro, lavorare noi il doppio per solidarietà!) e il ricordo di interessi più appaganti e privi di ricadute drammatiche sulle nostre vite mi ha intenerito, mi è venuta nostalgia.
    Magari domani non commenterei più per l'OT ma stasera ho sentito l'impulso e Truffaut non avrà capito completamente Bergman ma ha girato la scena più bella del mondo: questa (che in fondo è semplice come il buongiorno).

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  9. Da ovunque venga la exit strategy,purchè venga!

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  10. Personalmente ritengo che il migliore libro di Shiller sia quello scritto insieme a George A. Akerlof (anche lui "de passaggio"...)
    "Animal Spirits: How Human Psychology Drives the Economy, and Why It Matters for Global Capitalism"

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  11. Ho letto tutti i link e gli argomenti ivi trattati, compreso il resoconto "discorsivo" di Too much finance e, se ho capito, la soluzione è impedire che la liquidità per investimenti venga dirottata sui mercati finanziari, attraverso l'intervento dello Stato, sia come regolatore ex post, sia come soggetto offerente titoli solidi e sicuri da contrapporre a quelli altamente speculativi. Aggiungerei che la separazione delle funzioni bancarie, come anche da lei auspicato, ridurrebbe la "benzina" per alimentare le speculazioni.
    Ritengo però che si potrebbe intervenire anche in via legislativa per impedire la creazione di prodotti finanziari troppo complessi ed opachi. La possibilità di creare derivati sostanzialmente indecifrabili riguardo il loro contenuto e l'effettivo valore ha portato in Italia a vere e proprie truffe a danno degli Enti locali che, strozzati dallo Stato centrale, in difficoltà con i bilanci, si sono visti offrire da banche senza scrupoli, prodotti per rifinanziare il loro debito, a volte con aggiunta di liquidità extra, che erano ad altissimo rischio e contenevano di tutto, anche titoli tossici o l'assunzione di rischio del debito altrui: emblematico il caso del Comune di Milano che si è visto rifilare in un prodotto acquistato una partecipazione nel debito del Comune di Napoli...
    Alcuni di questi episodi sono stati oggetto di interventi giudiziari che hanno condannato gli imprudenti amministratori, ma ultimamente ci sono state condanne anche per alcuni istituti emittenti.
    Non solo ne guadagnerebbe il mercato quanto a solidità e sicurezza, ma probabilmente tutta la società ne parrebbe beneficio: per costruire strumenti finanziari sempre più complessi infatti le banche da anni stanno drenando le risorse intellettuali migliori; Ingegneri, fisici, matematici che potrebbero fare ricerca o sviluppare nuove tecnologie nel mondo reale sono impiegati nella costruzioni di algoritmi finanziari, attirati dai lauti stipendi, di fatto impoverendo la qualità dello sviluppo scientifico e tecnico generale.
    Riportare un po' di semplicità e trasparenza nei mercati farà fare meno soldi a banche e speculatori, ma eviterebbe in parte quella creazione di titoli "tossici" che hanno portato alle peggiori crisi degli ultimi anni.
    Naturalmente non credo che alcun Stato avrà mai il coraggio di togliere alcun giocattolo dalle mani della finanza, che, nel pensiero comune liberista dominante si autoregola e autolimita perfettamente...

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  12. Premessa la mia ignoranza, la differenza tra mercati reali e mercati finanziari non dipende forse dal tipo di beni in questione? La discriminante non è forse la "deperibilità"? Come si fa a "speculare", cioè trarre profitto sfruttando la variazione temporale del prezzo, se il bene perde naturalmente (o legalmente) il proprio valore nel tempo?

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  13. Scusate l'OT ma volevo segnalare questo *magistrale* intervento di Borghi a Piazza Pulita - per chi ancora non l'avesse visto:

    http://www.youtube.com/watch?v=cvgtfTGGIA8

    Vivo permanentemente all'estero da piu' di 5 anni. Tornero' in Italia quando dedicheranno una via ai Professori Bagnai e Borghi (patrioti). Siete unici e straordinari. Grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dato che in Italia si usa dedicare strade a chi non c'è più, auspico che il tuo rientro sia molto ma molto lontano nel tempo :)

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    2. Mettiamola così: la legge 1188/1927 vieta di denominare vie o piazze pubbliche a persone che non siano decedute da almeno dieci anni (esclusi i caduti di guerra e per causa nazionale), ma il divieto può essere derogato con autorizzazione ministeriale per persone "che abbiano benemeritato della nazione".
      Quindi volendo c'è speranza...

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    3. Addio ... un Italiano che non tornerà più a casa!!!! In questo paese si premia Soros (laurea dell'Università di Bologna) e si chiama Professore uno come il mortadella .... figurasi se voltiamo pagina!!!

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    4. Grandissimo Borghi. La metafora del gol è stata magistrale !

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  14. Su La Stampa del primo giugno la rubrica di una penna d'oro del regime eurista - quello con pochi capelli, occhiali e barba incolta che ciancia di carriole al supermercato - ha ospitato la lettera dell'ennesimo italiano adulto che decide di andar via dal proprio paese. Enrico Letta, profondamente colpito, il giorno dopo ha risposto: "Chiedo perdono a chi è costretto a emigrare. A loro devo le scuse a nome di una politica che per anni ha fatto finta di non capire e che, con parole, azioni e omissioni, ha consentito questa dissipazione di passione, sacrifici, competenze". Trasecolo, dico "Ci siamo!", siamo di fronte all'ammissione di colpa più grande da dopo la Liberazione... penso "Ora sconfesserà pubblicamente il suo mestro politico Andreatta e a caduta Prodi, Ciampi, Padoa Schioppa e l'intera elite di ex dc e pci che hanno venduto un grande paese, condannandolo al suicidio, all'emigrazione o all'inedia". Poi c'è stato il 3 giugno, il 4 giugno, il 5, il 6... e hanno ricominciato a parlare di bicamerale con lo scappellamento a destra come se fosse antani... sempre per noi.

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  15. Grande Borghi al minuto 45! Grande Borghi!

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  16. OT - Ci fu una bella serie televisiva della BBC negli anni '70 (Vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Connections_%28TV_series%29) dedicata alle connessioni tra eventi apparentemente incorrelati nel tempo e nello spazio.

    Io spero che questo blog possa essere incluso in una futura riedizione della serie nella quale il Prof., a partire dall'eta' di Pericle, ripercorra tutti gli sviluppi del pensiero democratico ed economico fino a mostrare come il risveglio del pensiero critico per opera di questo blog ci abbia aiutato ad uscire dal Fogno.


    "Connections explores an "Alternative View of Change" (the subtitle of the series) that rejects the conventional linear and teleological view of historical progress. Burke contends that one cannot consider the development of any particular piece of the modern world in isolation. Rather, the entire gestalt of the modern world is the result of a web of interconnected events, each one consisting of a person or group acting for reasons of their own motivations (e.g. profit, curiosity, religious) with no concept of the final, modern result of what either their or their contemporaries' actions finally led to. The interplay of the results of these isolated events is what drives history and innovation, and is also the main focus of the series and its sequels."

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    1. Si tratta di quello che qualcuno definisce eterogenesi dei fini?

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  17. Signori ...
    ... abbiamo trovato il politico che sposerà le tesi qui dibattute

    http://www.scenarieconomici.it/opsss-berlusconi-o-si-cambia-o-addio-euro/

    Sembra vero!!!!!

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  18. Quindi ci tocca dare ragione a Berlusconi. Non c'è niente da fare, quell'uomo ha una marcia in più. Non credo che abbia letto una pagina de "Il tramonto dell'Euro", oppure che abbia mai ascoltato un intervento di Borghi, ma di sicuro ha capito da che parte tira il vento. Invece, i piddini rispondono così: "Impensabile che l'Italia possa uscire. Fuori dalla moneta unica c'è il disastro" (M. Colaninno su Repubblica in risposta all'intervento del Cavalier Pompetta sull'Euro). È inutile, non ci arrivano. Stanno chiusi nella loro torre di avorio e non capiscono. Non pensano, non leggono, non ascoltano, non si applicano. Che tristezza!!!

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    1. Parole sante! Inoltre i grillini, per bocca del genio di Beppe scienza, su byoblu, continuano a tessere le lodi della Signora Germania, ma quanto brava, ma quanto bella...Proprio il paese del Bengodi, senza spendere una sola parola sulle scorrettezze che ormai assumono i contorni del segreto di pulcinella!

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    2. Ci arrivano, ci arrivano. Capiscono, capiscono. Mentono sapendo di mentire per salvarsi. Ha ragione il prof.
      Del resto, io non sapevo molto di economia prima di capitare da queste parti (e non è che ne sappia tanto adesso...): però nel leggere ho trovato grafici, cifre, spiegazioni, quando da altre parti trovavo scenari apocalittici, teorie di complotti, grandi vecchi e Finanza Cinica (Finanza di nome, Cinica di cognome...). E tutto, quasi magicamente, sembrava chiaro. I puntini si univano. L'Euro non ha funzionato perchè non poteva funzionare. Chi ci ha venduto il Fogno lo sapeva benissimo (vedi il discorso di Napolitano alla Camera).
      Chi ha fatto la figura di non saperne un cazzo (si può scrivere o è meglio dire "che ha mostrato una percezione solo parziale del contesto"?) è la Ravetto: sono due anni che si parla di crisi, di Eurozona, di spread, di tutto. Anche a un babao come me è venuta voglia di documentarmi, di leggere, di capire. Tu, che sei lì in Parlamento, invece, niente... non ti fai domande e non cerchi risposte... Il dramma del PdL è che l'unico che pensa (non sempre in modo condivisibile, ma quasi sempre nel modo giusto rispetto alle sue esigenze) è Silvio. Senza di lui son messi peggio del PD, senza manco il Fogno dell'EUROpa...
      Poi ci si stupisce che da sinistra tutto tace, mentre da destra uno come Feltri (che non è un pirla), saputo di Bagnai e del suo libro a Zapping ha detto "interessante, lo leggerò". E l'ha letto, e ha cominciato a parlarne...
      A sinistra son venduti, a destra sono incapaci (salvo alcune eccezioni) e per il resto lasciamo perdere.

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    3. Penso invece che abbia, anche se non direttamente (???) ma tramite qualcuno a lui vicino, letto il libro del prof Bagnai.

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  19. Il divorzio della banca d'Italia con il Tesoro ha causato l'esplosione del debito pubblico italiano.
    Come potrei comunicare con degli esempi semplici una tale causa/effetto?

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  20. Du' perle der paper "The Euro area adjustment: about halfway there" di JPMorgan (28/5/2013) raccolte da Leigh Phillips.

    1. In the early days of the crisis, it was thought that these national legacy problems were largely economic: over-levered sovereigns, banks and households, internal real exchange rate misalignments, and structural rigidities. But, over time it has become clear that there are also national legacy problems of a political nature. The constitutions and political settlements in the southern periphery, put in place in the aftermath of the fall of fascism, have a number of features which appear to be unsuited to further integration in the region. When German politicians and policymakers talk of a decade-long process of adjustment, they likely have in mind the need for both economic and political reform.
    2. The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis. Countries around the periphery have only been partially successful in producing fiscal and economic reform agendas, with governments constrained by constitutions (Portugal), powerful regions (Spain), and the rise of populist parties (Italy and Greece).There is a growing recognition of the extent of this problem, both in the core and in the periphery. Change is beginning to take place. Spain took steps to address some of the contradictions of the post-Franco settlement with last year’s legislation enabling closer fiscal oversight of the regions. But, outside Spain little has happened thus far. The key test in the coming year will be in Italy, where the new government clearly has an opportunity to engage in meaningful political reform. But, in terms of the idea of a journey, the process of political reform has barely begun."

    Senza commenti.

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    1. Illuminante!
      Grazie Rita.

      Qui il link all'intero paper

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    2. Mi piace molto il tono, come se si stessero dicendo ovvietà. Agghiacciante.
      Ancor più agghiacciante è che qualcuno che mantiene la credenza di essere di sinistra si sia apparecchiato a favorire processi di questa portata e di questa natura.

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    3. La traduzione di Giorgio D.M. qui (Grazie)

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  21. Sembra che la visione del mondo di Pippo cominci a fare proseliti anche fra i più insospettabili. Forse abbiamo una piccola speranza. Grazie Prof.
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-07/facessero-culpa-governi-063531.shtml?uuid=Abrs1s2H

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  22. Vi invito a leggere l'intervento di Antonio Funiciello, della segreteria del PD, su Il Foglio di oggi sabato 8 giugno (ultima pagina). Così tanto per rinfrescarsi la memoria (caso mai qualcuno ne avesse bisogno)

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  23. @Tolomeo
    lunga vita al prof.
    ieri mattina la mia ragazza mi ha chiesto di Berlusconi e sul fatto che si sia pronunciato pare contro l'euro (sia chiaro, lo è ma percé per colpa di quelli è stato cacciato a pedate nel deretano non perché gli interessi.. anzi!).
    allora le ho ricordato ciò che aveva scritto il prof più di un anno fa..
    giusto o no? anche lei ha concordato (sul prof!).

    detto questo, sugli aggiornamenti.
    i politici sono inqualificabili e penso che concordiamo su questo ma obiettivamente non hanno tempo perché vivono al cellulare o a parlare.
    ciò nn li giustifica assolutamente.
    ma penso che sia questo il motivo per cui tra una Ravetto e Fassina (che sa!) uno si incazzi sul secondo (non solo per questioni di presentabilità fisica).
    e vale lo stesso per Monti o Bersani o tutti i pidocchi di questo paese.
    il problema riguarda la connivenza di questa mafia eurista che governa politici (che sono i loro intermediari per sfornare leggi) e informazione.
    l'informazione.. sono quelli che brindano perché gli USA dichiarando di voler acquistare in massa titoli del debito pubblico dei vari paesi europei per farne abbassare lo spread.
    QUESTO SI' CHE E' IL COMPLOTTO AMERICANO PER AFFONDARCI!
    ma vallo a spiegare che abbiamo un problema di debito con l'estero e che ciò serve solo a far svalutare il dollaro e quindi a precarizzare il tutto..

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  24. Buon giorno a tutti, vorrei chiedervi dove posso trovare un sito affidabile sui tassi di disoccupazione europea. In alcuni casi trovo molte discrepanze, per esempio in alcuni casi mettono per la slovenia un tasso di disoccupazione del 13% ed in altri casi del 10%. Non capisco qual'è quello giusto

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  25. Dobbiamo fare i conti con la realtà: una parte del paese mente per convenienza e tenta di tirarsi dietro pezzi d" italia che siccome sono dei babbei lasciafà seguono come le pecore il montone e fanno la stessa fine....nello stesso modo.
    Mi metto nei panni di chi dopo una vita di sacrifici e rinunce per studiare i vari meccanismi che muovono il mondo economico finanziario arriva in studio e ha trenta secondi per distruggere la tesi di un babbeo che crede che se uno svaluta del 20% il giorno dopo il pane e il latte costa il 20% in più. Mi son seguito quasi tutti gli interventi di bagnai e borghi in streeming e devo dire che quello che mi ha più soddisfatto è stato quello a telenova dove erano presenti entrambi. Un dibattito pacato con gente informata e non quaquaraqua salmonati o politici che si alterano se gli dici che stanno smerdando decenni di teoria economica con cazzate a raffica. Si parla dei problemi e delle soluzioni e di come applicare le soluzioni e quali sono le più convenienti per noi. Ma questo scordiamocelo.....basta vedere la gruber su la 7 con che piglio attacca tutto quello che non và verso la visione unica. Un dibattito del genere per il momento è utopistico, chi ascolta non deve capirci un cazzo, butti là mega inflazzione , fallimenti, fame povertà la casa che ti si svaluta un servizio su uno che si vuole dare fuoco e poi mentre tutti urlano mandi la pubblicità.Giuro che se fossi io , per il modo di merda che son fatto al primo che tirava fuori la storia della megainflazzione o che mi attaccava nel modo in cui il parlamentare giacchetti ha attaccato borghi lo mandavi a fare in culo e me ne andavo.....dopo aver fatto alla sgarbi:CAPRA CAPRA CAPRA SEI UNA CAPRA
    Bisogna resistere e avere pazienza,molta.

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  26. "A volte incontro europei che pensano che le mie posizioni fortemente critiche nei confronti della troika (la Banca centrale europea, la Commissione europea e il Fondo monetario internazionale) e le sue politiche significano che sono antieuropeo. Tutto il contrario: il progetto europeo, la costruzione di pace, democrazia e prosperità attraverso l'unione, è una delle cose migliori che siano mai successe al genere umano.
    È proprio per questo che le politiche sbagliate che stanno lacerando l'Europa sono una tragedia."
    di Paul Krugman - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Z8si2

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  27. In totale OT.
    Segnalato altrove - non ricordo se in un commento a orizzonte48 o main-stream - e' una chicca:
    Amato (da chi?) la dice papale papale.
    In pratica " 1. molti economisti ci avevano detto che l'euro era un'idea disastrosa, che avrebbe portato il continente alla catastrofe alla prima crisi che si fosse manifestata.
    2. noi non abbiamo VOLUTO creder loro e anzi, abbiamo inasprito le condizioni dell'unione monetaria in modo che in caso di difficolta' nessuno potesse essere salvato.
    3. dunque era praticamente impossibile che il nostro progetto funzionasse ed infatti oggi gli effetti CATASTROFICI dell'Euro sono sotto gli occhi di tutti." Il non detto e' "tanto a me chi mi tocca". Puo' essere interessante da mostrare a piddini ancora dotati dell'udito.

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    1. Video da diffondere a tante brave e ingenue persone. E anche ad altre.

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  28. Cominciano i mea culpa?

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-09/leccesso-austerity-spogliato-anche-142428.shtml?uuid=AbWJAU3H

    Chissà che non si muoverà qualcosa davvero...

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  29. OT:
    It's the end of the world as we know it
    (and I Feel Fine...)

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  30. Mi permetto di segnalare il link ufficiale alle Raccomandazioni della Commissione Europea.
    Anche per chi come me non è economista, è più interessante e comprensibile leggere da documentazione ufficiale che dalla nostra stampa nazionale.
    In particolare qualche stralcio dell'Esame approfondito della Commissione Europea per l'Italia.

    SOSTENIBILITÀ DELLE POSIZIONI SULL’ESTERO
    Il saldo delle partite correnti dell’Italia si è costantemente deteriorato dopo l’adozione dell’euro e fino a metà del 2011. Da un avanzo dell’1,8% del PIL nel 1998, il saldo delle partite correnti è diventato leggermente negativo nel periodo 2002-2005 e si è deteriorato in modo significativo dopo la crisi finanziaria del 2008, raggiungendo un deficit superiore al 3% del PIL nel 2010-2011. La diminuzione del saldo delle partite correnti è dovuta in parte al peggioramento delle ragioni di scambio, dato che l’aumento del prezzo delle importazioni di petrolio ha influito negativamente sul saldo delle merci. Nel 2008-2009 la netta diminuzione del reddito dall’estero (per lo più partecipazioni azionarie) a seguito della crisi finanziaria ha portato in negativo il saldo dei redditi. Il deficit del saldo dei trasferimenti è gradualmente aumentato nel corso del decennio, raggiungendo quasi l’1% del PIL nel 2011, soprattutto a causa del contributo netto dell’Italia al bilancio dell’UE (superiore a 0,3% del PIL) e delle rimesse dei lavoratori stranieri, aumentate a circa lo 0,5% del PIL.
    A partire dalla metà del 2011 il saldo delle partite correnti è migliorato in misura significativa. Nel 2012 il deficit è sceso allo 0,6% del PIL. Il calo del deficit è attribuibile al miglioramento della bilancia commerciale, reso possibile a sua volta dal calo delle importazioni determinato dalla debolezza della domanda interna, ma anche ad una certa ripresa delle esportazioni. Mentre la domanda dagli altri paesi dell’UE resta debole, le esportazioni verso partner commerciali extra-UE sono migliorate nel biennio 2011-2012, anche grazie al deprezzamento dell’euro, che ha consentito all’Italia di recuperare una parte della competitività di prezzo e di costo rispetto ai partner commerciali extra-UE.
    Per quanto riguarda il risparmio e gli investimenti, il recente miglioramento delle partite correnti è dovuto principalmente al calo degli investimenti, mentre il tasso di risparmio nazionale è rimasto sostanzialmente stabile ai livelli bassi raggiunti nel 2009. La stabilità del tasso nazionale di risparmio è merito dell’aumento del tasso di risparmio delle amministrazioni pubbliche, a seguito del risanamento del bilancio in corso, cui si contrappone una diminuzione del tasso di risparmio del settore privato. La ripresa degli investimenti con il miglioramento delle prospettive economiche determinerebbe un nuovo peggioramento del saldo delle partite correnti se non accompagnata da un corrispondente aumento del tasso di risparmio nazionale.

    ANDAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ ITALIANA
    A partire dall’adozione dell’euro l’Italia ha perso quote del mercato delle esportazioni e il ritmo dell’erosione si è accelerato con lo scoppio della crisi mondiale.
    L’impatto negativo sulla competitività della crescita rapida del costo del lavoro per unità di prodotto è stato accentuato dal notevole apprezzamento del tasso di cambio effettivo nominale dell’Italia.
    La Germania ha registrato un apprezzamento analogo, ma l’impatto sul tasso di cambio effettivo reale è stato compensato dal calo del costo relativo del lavoro per unità di prodotto consentito da una notevole moderazione salariale.

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  31. quindi non è soltanto un problema della sinsitra italiana!?
    http://it.ibtimes.com/articles/50492/20130610/francia-hollande-crisi-finita-europa-germania-riforme-lavoro-disoccupazione-giovanile-pil-crescita.htm

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  32. Buongiorno,

    è un pò di sere che mi giro nel letto...quando rientri la sera non è facile prendere sonno. Ma notavo in questo suo post: Piccolo dizionario per (non) passare inosservati sul web e in altri luoghi che il piano di rinascita democratica gelliano ha in effetti tutto l'aspetto di un progetto di americanizazione dell'italia/europa. dopo l'ultima delle schedature della cia dei dati web e la nascità prossima dell' eurogenddarforce o come si chiama dormirò anche meno....
    Grazie .

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    1. EUROGENDFORCE. Se leggi il trattato di Velden, col quale è stata istituita, non dormirai per niente. Grüezi.

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  33. A proposito di crescita, declino e di dominio politico-economico il prof. Alessandro Mangia dell'Università Cattolica di Piacenza (benedetta provincia) dà all'impossibilità di procedere ad aggiustamenti di cambio un ruolo decisivo. Ennesima riprova che Alberto Bagnai e questo luogo hanno già vinto, che la pallina di neve della verità è ormai valanga, è appunto l'articolo di Mangia pubblicato su ilsussidiario.net di oggi: Così la Germania (con l'euro) si è "mangiata" l'Europa in 12 anni.

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  34. @DANIELE
    in uno dei suoi leggendari articoli, il prof ha insegnato alcune cosette.. lezioni di economia 1to1..
    1) se blocchi un prezzo un'altro deve variare (se blocchi il cambio chi deve variare?)
    2) i processi nn sono simmetrici! una svalutazione salariale non è la stessa cosa di una svalutazione del cambio per 59,5 ml di abitanti.
    né per le banche né per altri

    altre lezioni date in seguito:
    se crei un sistema che come quello che portò alla crisi del'29 conduce a squilibri non aggiustabili inevitabilmente il sistema implode.

    potremmo fare l'elenco delle lezioni date tipo l'interpretazione autentica della costituzione violata dall'adesione a UE ed € o se preferite U€ (ueuro)...
    e come i comportamenti vadano spiegati per come sono impostate le regole senza la retorica moralista...

    gli darei un premio nobel per la pace

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  35. E' di qualche settimana fa, quindi non posso escludere che sia già stato segnalato, ma questo intervento della BCE, in cui finalmente si ammette che il problema è il debito privato, merita. Notevoli anche le slide allegate, in particolare la prima: sembra il primo post del blog. Penso ne farò un uso intensivo contro tutti i piddini.

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    1. Arturo le slide d cui parli riflettono in toto i grafici illustrati nel libro del Prof. Tra l'altro, se non ricordo male, le fonti erano proprio Fmi, ocse,ecc...Sono certo che se sottoponi queste info ad un italiano medio, anzi medio alto, non ci capirà una cippa. Il sole 24 ore ha altro da propinare

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  36. Le gouvernement grec a annoncé mardi 11 juin soir la fermeture "à la clôture des programmes" de la télévision publique ERT, en raison de sa mauvaise gestion.

    "La diffusion de ERT s'arrêtera après la fin des programmes ce soir", a déclaré le porte-parole du gouvernement, Simos Kedikoglou, à la presse, en soulignant qu'ERT, qui est composée de trois chaînes employant plusieurs milliers de personnes, constitue "un cas d'absence exceptionnel de transparence et de dépenses incroyables. Et tout ceci prend fin maintenant" a-t-il annoncé.

    RÉOUVERTURE AVEC UN NOMBRE DE SALARIÉS RÉDUIT ?

    M. Kedikoglou a précisé que l'organisation publique rouvrirait sous une autre forme, avec un nombre de salariés considérablement réduit. Tous les salariés actuels, au nombre de 2 800, recevront une compensation et seront autorisés à repostuler à un emploi dans la nouvelle structure, a ajouté le porte-parole du gouvernement.
    Cette nouvelle a été annoncée sans préavis alors que les chefs de file de la troïka des créanciers de la Grèce (Union européenne, Banque centrale européenne et Fonds monétaire international) sont à Athènes. ERT appartient aux multiples organismes d'Etat qui devaient être restructurés, selon le mémorandum signé entre la Grèce et ses bailleurs de fonds. "ERT appartient au peuple grec (...) c'est le seul média indépendant et la seule voix publique, qui doit rester dans le domaine public (...) nous condamnons cette décision soudaine", a indiqué le syndicat GSEE dans un communiqué.

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  37. Questi economisti anti-euro sono proprio eclettici...musicisti, artisti, cuochi... cercavo una ricetta di risotto all'ortica e ho trovato una divertente sorpresa... l'autore! (in fondo alla ricetta)... mi piace pensare che sia proprio lui...
    E non ho saputo resistere dal pubblicarlo.

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  38. Mentre a Roma/Sagunto si discute la gente si suicida, a Savona come altrove.

    Fa sinceramente piacere sapere che ci sono milioni di persone che non hanno questi problemi e possono dilettarsi di tante cose piacevoli.

    Penso sia una questione di tempo, poco, prima che tutto esploda, e addio "stipendi sicuri"; vedo nuvoloni neri all'orizzonte.

    Vedo tanti galli "ngoppa a monnezza" come si dice a Partenope.

    Che Dio o chi ne fa le veci salvi questo povero paese; se stiamo aspettare Mister "si puo' morire per l'Euro" stiamo freschi.

    In Grecia continuano a liberarsi della "zavorra": hanno cominciato a liberarsi della loro RAI, solo 2700 dipendenti; magari un tantino eccessivi per la grandezza della nazione.

    Mi chiedo come fara' la gente a vivere, e non trovo risposte, non ci riesco; in tanti andremo ....alle ortiche, a preparare risotti; il numero cresce, nell'indifferenza generale, tra elezioni sempre piu' ridicole, senza programmi e contenuti, nel disinteresse crescente della massa che si astiene (giustamente).

    A Siena, dopo il casino MPS, riconfermano la giunta come se niente fosse; cosa suggerisce tutto questo? Che la societa' tutta e' corrotta? Altro che societa' civile, fa parte del lupanare. Tutti parte del sistema clientelare e corrotto.

    Bel futuro luminoso; andiamo a cena va....



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  39. Chissà cosa pensano i sostenitori del PUDENOMICS dell'ABENOMICS. Ultimi aggiornamenti:

    Il Giappone ha avuto a gennaio-marzo 2013 una crescita annualizzata del 4,1% e una sui tre mesi precedenti dell’1%: si tratta di valori, in base alla seconda lettura fornita dal governo, migliori di quelli diffusi poche settimane fa e pari, rispettivamente al 3,5% e allo 0,9%.

    Il saldo delle partite correnti del Giappone segna un surplus ad aprile di 750 miliardi di di yen (quasi 6 miliardi di euro), grazie all’indebolimento della divisa nipponica che ha incrementato il valore dei margini da investimenti esteri, più che compensando il deficit commerciale salito a 818,8 miliardi.
    Il dato, diffuso dal ministero delle Finanze, è più che doppio sia rispetto alle previsioni di un avanzo di 310 miliardi sia ai 373,5 miliardi di aprile 2012.

    La Borsa di Tokyo rimbalza e chiude a +4,94%, con i dati sull’occupazione Usa diffusi venerdì, solidi ma non tanto da aprire a modifiche nella politica monetaria della Fed, e per la revisione al rialzo del Pil giapponese di gennaio-marzo (da +3,5% a +4,1% annualizzato e da +0,9% a +1% congiunturale): il Nikkei così a quota 13.514,20.

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  40. Scusate per l'OT ma oggi mi è capitato di leggere questo...
    Jean-Claude Juncker, le premier ministre luxembourgeois, aime venir en Grèce. Les gouvernements hellènes passent, il reste leur ami. "C'est facile pour moi de faire un discours en Grèce", explique-t-il, lundi 10 juin, devant un parterre conquis d'avance, en présence du premier ministre, Antonis Samaras. "Quand la Grèce fut attaquée de façon violente, arrogante, condescendante, j'étais là pour défendre mes amis grecs."

    Alors président de l'Eurogroupe, il ne ménageait pas son temps pour essayer de régler la crise. Il fait partie de ces Européens qui, au nom de la culture, se sentent "copropriétaires de la Grèce".

    Son constat est lucide : "Nous sommes un continent en perte de vitesse", économiquement et démographiquementNous sommes petits sans le savoir, mais les autres le savent", ajoute-t-il en expliquant que le seul moyen de s'en sortir est d'aller vers une plus grande intégration européenne. Il rappelle que les grandes nations comme la France ou l'Allemagne ne parlent en Chine ou en Russie qu'"à travers le mégaphone de l'Europe".NO! ANCORA LA CIIIIIIIIIINA.
    Le problème de l'Europe, c'est que nous avons construit un système où tout le monde parle, codécide, sans se connaître." D'où les caricatures véhiculées en Europe, qui se sont focalisées sur la République héllénique : "La Grèce n'est pas le problème de la zone euro. La Grèce est un épiphénomène de la mauvaise gestion lointaine de la zone euro.
    M. Juncker rappelle au passage que "la Grèce n'a pas coûté un centime aux Etats européens", qui en ont même gagné avec des prêts accordés au pays avec des taux d'intérêt à 6 % au début de la crise et que "la BCE a réalisé des bénéfices". "En Allemagne, on ne dit jamais qu'on y a gagné dans l'affaire", ajoute-t-il.
    Ma,come dicono dalle mie parti, ci è o ci fa? domanda retorica ovviamente...
    Dal sito de "Le monde" di oggi.

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  41. Articolo di Bagnai su wallstreetitalia.com !!!
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1587971/crisi/europa-salva-solo-se-germania-lascia-l-euro.aspx

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    1. Tra i maggiori sacerdoti e casse di risonanza del PUDE finora. L'area della coscienza si allarga....

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  42. Una lezione di teologia da una desinenza in “in” (sarà un caso?), dal Volkischer Beobacther salmonato odierno:

    CREDO NELLA BANCA CENTRALE, UNA ED INDIPENDENTE (e non datemi dell’ultimo giapponese…)

    (con annessa breve analisi del linguaggio dell’integralismo religioso)

    “Il rischio letale è che la politica monetaria espansiva (!!!) di Mario Draghi stia sostenendo l'inerzia dei governi europei fiscalmente indisciplinati.”

    Inerzia dei governi, fiscalmente indisciplinati = MALE

    “l'espansione monetaria sta contribuendo ad accentuare gli incentivi distorti che già governano la politica fiscale di alcuni dei paesi membri dell'Unione. Il ragionamento è semplice: se un politico indisciplinato sa che la politica monetaria è ancella della politica fiscale, non avrà alcun incentivo a modificare i suoi comportamenti lassisti. Se la politica monetaria è dominata dalla politica fiscale, l'effetto finale sarà il disordine fiscale e quello monetario insieme. Il colesterolo monetario porta alla fine al decesso. La cura efficace è invece quella di evitare ogni azione che, pur non creando alcun pregiudizio odierno alla stabilità, possa far pensare - anche lontanamente - ad un accomodamento monetario di esigenze fiscali.”

    Incentivi distorti, politico indisciplinato, comportamenti lassisti, disordine fiscale e monetario, colesterolo monetario = MALE

    “L'assetto dei poteri riguarda il ruolo delle autorità fiscali, cioè politiche, rispetto alla politica monetaria: se le autorità politiche determinano la politica monetaria, gli effetti distorsivi sono quelli che gli «accusatori» della Bce paventano. La dominanza fiscale porta disordine fiscale e disordine monetario. È il caso dell'Italia nel periodo che va dal 1975 al 1981: la Banca d'Italia era obbligata ad agire come acquirente residuale nelle aste dei titoli di Stato. Il Tesoro lo sapeva, quindi era certo di poter collocare l'ammontare di titoli che voleva al costo che più gradiva. Il risultato? Indisciplina fiscale, con deficit e debito pubblico crescente (!!!), tassi reali negativi [E ALLORA?], grandezze monetarie e prezzi fuori controllo (!!!).”

    Effetti distorsivi, dominanza, disordine fiscale, disordine monetario, indisciplina fiscale, prezzi fuori controllo = MALE

    “Quando c'è dominanza fiscale, occorre abbatterla; occorre cambiare l'assetto dei poteri. È il principio che guidò Nino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, quando abolirono l'obbligo di accomodamento monetario ("il divorzio"). È il principio che ha guidato la costruzione della Bce, a cui è fatto divieto di finanziare gli squilibri fiscali dell'Unione.”

    Accomodamento monetario, squilibri fiscali = MALE

    “Il colesterolo cattivo, in Europa, ha di fronte un antidoto potente: una Bce indipendente. Quindi in Europa non c'è dominanza fiscale: esiste una banca centrale indipendente e dei Paesi sovrani, responsabili delle proprie politiche fiscali.”

    Colesterolo cattivo = MALE

    “Nei regimi a dominanza fiscale .. la politica monetaria è sistematicamente subordinata a quella fiscale, con i disastri prima ricordati.”

    Dominanza, disastri = MALE

    “Occorre provare ad incentivare i comportamenti fiscalmente corretti, senza derogare dalla disciplina monetaria. È quello che fece la Banca d'Italia di Ciampi, che accompagnò la riforma del "divorzio" con una politica di progressivo abbandono dell'accondiscendenza monetaria. Tornò la disciplina monetaria, ed inizialmente anche quella fiscale.”

    Accondiscendenza monetaria = MALE

    “occorrono azioni decise e coerenti sul piano della disciplina fiscale .. e sulle quello delle scelte dei governi, soprattutto quelli tradizionalmente indisciplinati. Altrimenti il fuoco incrociato di incoscienti e ipocondriaci una vittima rischia di farla sul serio: l'euro.”

    Indisciplinati = MALE

    Incoscienti, ipocondriaci e fanatici.

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    1. Prima di conoscere il Prof e di assimilare qualche elemento di economia, sono state proprio queste prediche grondanti giudizi morali a darmi un'idea di chi mi stava prendendo in giro.
      Perché quando il discorso frulla insieme etica, minacce, dati (sempre vaghi) e abracadabra (mai spiegati) si può stare sicuri che ci stanno manipolando, o almeno ci provano con tutte le forze.

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    2. Nella fretta ho inserito un riferimento sbagliato all'autore con la desinenza in "in", in realtà volevo commentare prima il suo pezzo ma poi ho trovato questo di un vero "bocconian" che è MOOOOLTO meglio..... è sempre un piacere leggere richiami alla più stretta ortodossia ideologica da parte dei cantori della fine delle ideologie....

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  43. Caro Professore, le segnalo questo articolo di Giuliano Amato che monita sui mali derivanti dall’uscita dalla N€uro e sull’importanza del Fogno Europeo, la solita accozzaglia di luoghi comuni per abituare il cittadino alla coprofagia (interessante notare che la rubrica si chiama “ragionamenti a bassa voce”, avranno iniziato a vergognarsi?):
    1) il dividendo dell’euro, le diecine (sic!) di miliardi che abbiamo risparmiato con i tassi di interesse sul debito pubblico nei primi anni successivi all’ingresso nell’euro;
    2) fuga di capitali e tracollo delle banche, l’uscita sarebbe preannunciata in anticipo, i possessori di risparmi si affretterebbero o a trasferirli fuori o a trasformarli subito in banconote, per tenerli in euro. Questo fenomeno potrebbe provocare (ma anche no) un tracollo delle banche e allora il governo dovrebbe intervenire, limitare la libertà di prelievo (ma perché, tu oggi quanto puoi prelevare?) e magari la stessa libertà di movimento dei capitali (hai provato ultimamente a chiedere un mutuo? A già, tu non ne hai bisogno perché prelevi direttamente dal mio conto corrente);
    3) sarebbe una grave violazione dei nostri obblighi internazionali (daje a ride);
    4) diventeremmo come l’Argentina (ci stiamo cagando sotto);
    5) molti privati salverebbero i loro euro (come?) e continuerebbero ad avvalersene per le loro transazioni, salvandosi dalla svalutazione (quindi i loro euri non finiranno mai?);
    6) l’uscita dall’euro danneggerebbe la vedova, l’orfano ed il proletario, gli stipendiati e pensionati del settore pubblico si troverebbero con la lira e soffrirebbero tutte le conseguenze della sua svalutazione rispetto all’euro (i prodotti esteri diverrebbero più costosi e comprerebbero più prodotti interni);
    7) apocalisse, i mercati finanziari chiuderebbero allo Stato molte porte in faccia. Dovremmo quindi ricorrere ad aiuti internazionali e ci troveremmo ben più commissariati di quanto ci siamo sentiti negli ultimi anni. Dobbiamo spingere (stai attento a non sforzarti troppo) verso l’integrazione fiscale e politica europea.

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    1. Niente di nuovo. Un repertorio già sentito tante volte.
      Io penso che ormai dal punto di vista economico le cose sono chiare a tutti quelli che vogliono almeno far lo sforzo di capire: non ha funzionato perchè non poteva funzionare; è successo quello che era stato previsto; chi ha seguto la via dell'unione monetaria l'ha fatto per una scelta politica assumendosene i rischi consapevolmente.
      Il problema adesso è politico: come uscirne. La via del "più Europa" è l'unica speranza di salvezza politica per chi ci ha infilato in questo vicolo cieco. Ma è una via che non è seriamente percorribile.
      Buona fortuna al professore per la presentazione del Manifesto di solidarietà europea a Parigi. E un grazie di cuore per quel che ha fatto e continua a fare.
      Personalmente sarei contento se anche la nostra Corte costituzionale potesse ragionare sul fatto che quello che ci impongono il fiscal compact e la riforma (ma forse sarebbe meglio dire il massacro) dell'art. 81 Cost. è una degradazione dei diritti costituzionali in diritti economicamente condizionati (art. 32, salute; artt. 33 e 34, istruzione; art. 24, tutela giurisdizionale. Perchè un sistema di giustizia efficiente costa...).
      Provo a offriere qualche spunto:
      art. 2 Cost.: "La Repubblica (...) richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale";
      art. 3 Cost.: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese";
      (tipo non avere un lavoro, per esempio? E infatti subito dopo si legge):
      art. 4 Cost.: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto";
      (e su questo diritto anche gli artt. 35 e 36 Cost.).
      Solo per cominciare...

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    2. diecina è corretto, forse desueto ma corretto.

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  44. Dott. Grande
    ha ragione.. penso che la risata di Bagnai in faccia al deputato del PD (quello che dice di essere professore) la dica lunga su chi conosce i fatti e perché si reagisce a questi mascalzoni patentati in questa maniera.

    oh, sempre quel deputato asfaltato da Bagnai.. sentito dire che ci meritavamo la speculazione (ai tempi del 1992) perché c'era la corruzione (c'era, c'è..)..
    come dire: visto che abbiamo avuto Mussolini gli italiani meritavano di morire in guerra.. peggio per loro!
    siamo di fronte a persone senza ritegno.
    o peggio, incontinenti della morale

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  45. Se il Professore non scrive vuol dire che sta macinando km. Forza Prof. Siamo con Lei!

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  46. Com'è patetico in nostro dr. Sottile che nel tentare di difendere l'indifendibile arriva addirittura a dire:
    "Nelle condizioni in cui eravamo alla fine degli anni ’90, non entrare nell’euro ci sarebbe costato un prezzo rovinoso", caro dr. Sottile, mi sa che sia stato proprio l'ingresso nell'euro a costarci quel prezzo da Lei definito rovinoso, visto che nel '97, dopo un periodo di crescita della nostra economia grazie allo sganciamento dallo SME nel '92, abbiamo rivalutato la lira in vista dell'arrivo del caro "eurone" e conseguente riallinemento al marco tedesco ponendo l'aggettivo stagnante come unico possibile, (per usare un eufemismo, o forse per avere più alternative, le garbano di più anemica? Agonizzante?) per definire l'economia italiana!?
    E non contento prosegue dicendo:
    "Per converso il settore pubblico, e quindi anche gli stipendiati e pensionati del settore pubblico, si troverebbero con la lira e soffrirebbero tutte le conseguenze della sua svalutazione rispetto all’euro. Avremmo insomma una doppia circolazione, che dividerebbe la nostra popolazione in due, creando un gradino, o gradone, di diseguaglianza, che sottoporrebbe a tensioni ancora più forti una tenuta sociale che già oggi è a dir poco sotto sforzo."
    Caro dr. Sottile, il settore pubblico è in coma, anzi, ormai ha già subito l'espianto di quasi tutti i suoi organi vitali per carenza di risorse, mentre i dipendenti pubblici da anni non percepiscono un euro di aumento dato che i contratti sono stabilmente bloccati, mentre i prezzi crescono alimentati dai continui ritocchi dell'IVA, il rialzo dell'IVA sì che "colpisce la vedova e l'orfano"!
    E poi per finire, appunto per finire, con una risata fragorosa (da parte mia e non solo, immagino) aggiunge:
    "Per finire, è bene sapere che i mercati finanziari chiuderebbero a uno Stato tornato alla lira molte porte in faccia."
    E qui non ho commenti, tranne la risata fragorosa!!!

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  47. Scusi Luca, quindi noi dovremmo sperare nella Corte Costituzionale Tedesca perche' bocci l'Euro?Siamo i soliti pecoroni allora.

    Quanto a quel grande birichino di Amato, che personaggio, roba da conati spontanei; la vergogna non la conosce proprio.

    Rimango con la mia amletica domanda senza risposte:

    come puo' l'uomo della strada/Main Street combattere per non farsi uccidere se NON esiste una forza politica strutturata per combatteri questi ignobili TRADITORI e PARASSITI?

    Nessun movimento/partito equivale a resa incondizionata; sconfitta certa. Ce l'avremo mai un punto di riferimento da votare, e per cui lottare? O ci dobbiamo affidare a Lettone "nostro" ? O a Bersani? O che so ad Angelino Jolie?

    Guardate questi cialtroni al governo cosa (non) fanno:

    1)tolgono l'IMU, non la tolgono, la rimandano, la nascondono sotto qualche altra cosa;
    2)Giovannini annuncia di volere la flessibilita' nelle soglie pensionistiche (in Europa nessuno va in pensione a 67 anni!) per alleviare il problema del numero sempre cresecente di disoccupati sui 50 anni; misura intelligente quanto meno a mio parere.
    Arriva subito Saccomanni che lo zittisce; contrordine compagni, Giovannini mette la coda tra le gambe e dice che e' d'accordo, non c'e' trippa; gia' per noi la trippa non c'e' mai, anzi ce la tolgono; per loro la trippa, vedi incarico di senatore a vita per quello zombie ammaestrato, parlo del "rettore", c'e' sempre e sempre abbondantissima
    3)Letta dice che fara' riforme E-PO-CA-LI; non accorpano nemmeno i tribunalini di Scurcola Marsicana e dintorni; le province rimangono l', DIECINE (come direbbe il SOTTILISSIMO) e DIECINE di province, compreso Orgosolo e Scurcola e Val d'Ossola, ecc. ecc.
    A proposito e il fatto che una siringa possibilmente dovrebbe costare dappertutto la stessa cifra e' una riforma dimenticata? Costi standard? Si, domani mattina.

    A nessuno che venga in mente, che so, di eliminare quelle squallide regioni a statuto "speciale" come la specialissima Sicilia, o di ridimensionare le mega pensioni dei mega burocrati di stato, per carita'; diritto intangibile dei soliti parassiti. Qui e' normale che il capo della Polizia guadagni il doppio di Obama, no?

    Chi sara' il nostro Cavaliere, Bianco questa volta perche' quello nero ce l'abbiamo gia' ? :-)

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    1. Caro Persil, vedo che si è risposto da solo. Con i "cialtroni" che abbiamo al governo, tocca sperare nella Germania (che non è una donna bionda che parla tedesco - copyright "il Cavaliere Nero").

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    2. La farsa nella tragedia (o la tragedia nella farsa?) sarà che i tedeschi lo faranno perché non vorranno "pagare per le cicale del sud", mentre in realtà sono stati loro le prime vittime di questo meccanismo che alla fine ha beneficiato solo capitalisti ed industriali tedeschi, lasciando una scia di disprezzo ed odio gratuito verso i paesi del "club Med".....
      La "gggente" tedesca è stata gabbata tanto quanto la nostra, la guerra, come sempre, sarà fomentata tra i poveri....

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  48. http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/6/13/J-ACCUSE-Deliolanes-Ert-la-Grecia-chiude-la-tv-pubblica-perche-da-fastidio-all-Europa/402709/

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    1. Il che dimostra il Fascismo embedded nell'Euro.

      Questi sono peggio del regime dei colonneli (greci). La Televisione da fastidio ? La chiudi con la scusa del RISPARMIO, la ristrutturi cioè la crei come vuoi tu e gli fai dire quel che ti serve.

      Se non è Fascismo questo cosa altro è ?

      E questo mi fa venire in mente che in alcuni post il Sig. Grillo ha proclamato cosa giusta e buona da fare il chiudere la RAI, vendere due reti e fare un unico canale pubblico, senza pubblicità etc. etc.

      E io, che sono sospettoso, mi chiedevo perché mai UN unico canale ?

      Siamo sulla stessa lunghezza d'onda ?

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  49. 13 giugno 2013 - ore 11:58
    La chiusura della tv ateniese è un invito a nozze per i “berlusconiani” greci


    Atene. L’improvvisa decisione di dare un colpo mortale alla tv pubblica Ert viene alla fine di una settimana dura per il premier greco Antonis Samaras. E’ durata poco la love story tra i media ellenici e internazionali e le misure di austerità imposte alla Grecia: il programma è duro ma funziona, si leggeva, un punto in favore della Troika (Fmi, Bce, Commissione), pronta a replicare ovunque serva. Secondo i pubblicitari greci, questa offensiva mediatica aveva un unico precedente: quello del 1996, quando si impose come successore del defunto capo socialista Andreas Papandreou un oscuro economista di nome Costas Simitis. L’uomo che truccò i conti per far aderire la Grecia all’euro.

    Ma proprio quando il battage mediatico era all’apice, è venuto fuori un rapporto segreto del Fondo monetario internazionale rivelato dal Wall Street Journal. Inoltre, la furiosa litigata scoppiata tra il Fmi e la Commissione di Bruxelles nei giorni seguenti ha fatto capire ad Atene che non c’è alcuna speranza di cambiamento. Samaras aveva promesso che non ci sarebbero stati altri provvedimenti, ma le previsioni dicono che la recessione sarà del -5,5 per cento quest’anno, -4,4 per cento nel 2014 e già si parla di un Memorandum IV.

    Intanto ad Atene la Troika sta verificando a che punto sia il programma di 1.600 licenziamenti e 15.000 cassintegrati tra gli impiegati statali entro il mese. In un paese con quasi 2 milioni di disoccupati, quello dei licenziamenti è un tasto delicato per la coalizione di governo. Samaras si trova ad affrontare la furia dei 2.650 impiegati dell’Ert licenziati in tronco, che hanno dalla loro anche i due piccoli partiti della coalizione, il Pasok e la Sinistra democratica, ben decisi a non ingoiare l’ennesimo rospo. Uno scontro che ha assunto dimensioni non previste e che potrebbe anche segnare la fine della coalizione.

    A indebolire la posizione di Samaras ha involontariamente contribuito anche l’intervista di Berlusconi al Foglio. Samaras era informato sulle posizioni antiausterità del Cav., ma credeva che con la partecipazione del Pdl al governo sarebbe prevalsa la moderazione. Berlusconi invece ha ripetuto la formula che da anni ripete l’opposizione greca: bisogna ingaggiare un braccio di ferro per spingere l’Eurozona a un radicale cambio di politica economica. Samaras si è affrettato a presentare l’austerità come “male necessario”. Inoltre Berlusconi nell’intervista parla della “messa dell’Italia all’incanto”, proprio nel momento in cui il governo greco sta promuovendo un vasto disegno di privatizzazioni a prezzi di svendita – la società pubblica delle lotterie Opap è stata venduta per 712 milioni mentre l’utile annuo è di 505 milioni. Poteva andare meglio la vendita della società del gas Depa alla Gazprom, ma è stata bloccata dal veto della Commissione. Tutta acqua nel mulino del partito Syriza guidato da Alexis Tsipras, che non ha mai cessato di accusare il governo di “subalternità” verso gli europei. Per questo i media filogovernativi greci hanno preferito ignorare l’intervista del Cav., trasmessa invece dell’eretica Ert. Syriza non ha nascosto la sua sorpresa: qualcuno si è chiesto se Berlusconi sarebbe stato invitato anche al prossimo appuntamento anti austerità di fine mese ad Atene, magari al posto di Beppe Grillo. Ovviamente il reportage del giornale di Syriza, Avgi, non risparmiava a Berlusconi l’accusa di “demagogia”. Ma nella sua prossima visita a Roma Alexis Tsipras rischia di ripetere ai suoi interlocutori gli stessi argomenti del Cav.

    © - FOGLIO QUOTIDIANO
    di Dimitri Deliolanes
    Categorie articolo: Cronaca / Grecia / Media / Televisione /

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  50. Io modestamente mi permetterei di fare un commento sulla situazione americana. Ovvero spesso mi sembra si cada nella tentazione di considerare gli Stati Uniti come un monoblocco Amerika (con la kappa appunto), quando in realta' gli economisti americani sono spaccati in due fazioni: i cosidetti "salt water" (acqua di mare piu' o meno) e i cosidetti "fresh water" (acqua di fiume), ovvero tra le universita' delle due coste atlantica e pacifica, in particolare le universita' californiane e Princeton (New Jersey), da dove arrivano Ben Bernanke e Paul Krugman; mentre la classica universita' "salt water" e' Chicago da dove vengono i cosidetti "Chicago boys". Questa spaccatura del resto riflette anche, se ci fate caso, la distribuzione dei voti, ovvero tipicamente gli stati lungo le coste votano il partito democratico, mentre gli stati interni votato piu' repubblicano.
    C'e' un acceso dibattito in corso, vi basta leggere il blog di Krugman per rendervene conto o gli articoli contro Krugman.
    Krugman e Bernanke sono sostanzialmente Keynesiani, e la politica adottata dalla FED lo dimostra.
    Il dibattito ultimamente sta volgendo a favore dei Keynesiani americani sopratutto a causa di quello che sta succedendo in Europa ovvero il fatto che dal 2010 hanno applicato una politica di austerity durante una crisi economica che ha peggiorato di molto la situazione; ma il collasso nel 2008 di Lehman aveva ovviamente gia' spostato l'ago della bilancia a favore dei Keynesiani, lo dimostra il fatto che Ben Bernanke (di Princeton) ha preso il posto di Alan Greenspan (l'oracolo del libero mercato) a capo della FED. Le posizione che spesso si considerano amerikane sono in realta' considerate obsolete negli Stati Uniti e mi piacerebbe che la discussione italiana ed europea ne tenesse conto.

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  51. L'economista eretico, e oggi anche monarchico... mitico, dal minuto 5, e da non perdere neanche l'inizio:
    http://www.youtube.com/watch?v=Bf2d8TgZ_P8

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  52. Per chi volesse collaborare attivamente presso un giornale economico del PUDE vi comunico che sono incominciate le audizioni di € FACTOR .......ahahha esilerante, l'autore è un genio.

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9BBbBMLXk9c


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  53. Per chi conosce il Greco (o legge il francese):
    http://www.greekcrisis.fr/2013/06/Fr0249.html

    Stream delle trasmissioni della RTE Greca a cura dei suoi giornalisti che continuano a trasmettere sul web

    Buona vita
    Guglielmo

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  54. Scusate raga ma i video del seminario sono stati caricati?

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