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lunedì 2 aprile 2012

Da ciascuno secondo i suoi bisogni, a ciascuno secondo le sue possibilità

Basta.

Abbiamo parlato di troppe cose tristi e squallide, abbiamo recensito troppi articoli di autorevoli autori prezzolati o incompetenti, senza che l'una cosa escludesse necessariamente l'altra, ci siamo usurati gli occhi squadernando i dati che li smentiscono (debito sovrano? Ma se la crisi è esplosa dove questo debito era ai minimi storici!), dati che sono sotto gli occhi di tutti, e che ci sono perché nessuno li veda, come la lettera rubata, abbiamo contemplato sbigottiti la "visione" machiavellica di giovani e vecchi politici, o aspiranti tali, dalla democrazia "a geometria variabile", e abbiamo pensato troppo al futuro, che poi, a pensarci bene, non sappiamo nemmeno quanto ci riguardi.


Agli uomini il futuro ha sempre offerto una sola certezza. Oggi, o fortunatos nimium, ne offre ben due: la solita, e quella che l'euro finirà. Sì, come diceva Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti. Ma l'euro morirà prima di noi. Questo lui non ha fatto in tempo a dirlo, forse perché pensava che ai posteri sarebbe bastato l'esempio di Churchill, e del modo in cui l'economia già languente della Gran Bretagna venne definitivamente sbriciolata dalla sua scelta demenziale di agganciarsi a uno standard di valore insostenibile. Certo: l'euro è stato per noi esattamente quello che la parità aurea anteguerra fu per l'Inghilterra di Churchill (o il dollaro per l'Argentina). Ce li vedo i piddini britannici d'antan a dire: "be', ma così i beni esteri ci costano di meno"... Lo dicevano, giuro! Leggete Keynes, leggete "Le conseguenze economiche di Winston Churchill"...


Ma gli esempi non bastano mai.


Sarebbe bastato, altrimenti, il primo: Eritis sicut Deus, scientes bonum et malum. Le cose in fondo non sono tanto cambiate. Dixit autem serpens: "Entrate nell'euro, sarete come i tedeschi, biondi e produttivi". Il resto lo sapete, siete anche voi uomini di fede (con poche luminose eccezioni): arrivano i mercati, lievemente innervositi: In laboribus comedes ex ea cunctis diebus vitae tuae. Spinas et tribulos germinabit tibi, et comedes herbas terrae; in sudore vultus tui vesceris pane, donec revertaris ad humum, de qua sumptus es, quia pulvis es et in pulverem reverteris.


Che poi significa: prima ti tolgo la tripla A, e poi...

Quindi, forse, possiamo prenderci una pausa. Io son costretto, perché sono in viaggio. E solidarizzo col povero Robert, che non ne potrà più. Lo capisco. Troppa economia. Sono d'acccordo con lui.

Io poi qui ci sono finito per caso.

Non erano esattamente questi gli orizzonti che mi proponevo di esplorare.  Al Castro Laurenziano mi sono sempre sentito un po' in prigione. Entravo in classe, nelle giornate uggiose d'autunno, guardavo dalla finestra, vedevo i cipressi del Verano, e mi venivano subito in mente quei versi:

Pluviôse, irrité contre la ville entière,
De son urne à grands flots verse un froid ténébreux
Aux pâles habitants du voisin cimetière



Ecco, qualcuno di voi, con animo gentile, mi ringrazia e si complimenta per la mia chiarezza. Ma vedete, io ho sui miei colleghi un vantaggio sleale. A voi posso dirlo, ma mi raccomando, non andateglielo a dire. Il mio vantaggio è che per me, più che per loro, capire queste cose è stato uno sforzo enorme, perché di tutte queste cose a me non me ne fregava e forse non me ne frega assolutamente niente. Memore di queste sofferenze, faccio forse meno fatica di loro a mettermi al posto vostro.

Certo, ogni tanto il tempo è galantuomo.

Ad esempio, leggendo The Great Crash di Galbraith mi sono reso conto che anche per lui rimane un mistero quello che era tale per me quando studiavo sulle dispense di Gandolfo la trappola della liquidità: ma perché quando tutti vogliono vendere si trova comunque sempre qualcuno che vuole comprare?

A quasi 50 anni ho capito che in fondo la domanda non era così stupida, visto che se la pone anche cotanto economista.

Chissà? Forse perché c'è qualcuno che preferisce leggere il Sole24Ore ai Fiori del male. Già. Gli uomini non sono tutti identici, come nei modelli degli economisti liberisti, quei modelli che rappresentano un mondo in confronto al quale la Corea del Nord è la Firenze del Rinascimento, un panorama di splendide individualità...

Per qualche giorno sarò absent. Quando torno vi parlo della bilancia dei pagamenti (poi della svalutazione), e soprattutto faremo una bella sessione di Radio Coatta Classica sulle chansons di Fauré.

Estote parati.



@Robert: sì, Fauré non è esattamente un allegrone, posso essere d'accordo. Ma sarai d'accordo con me che è uno dei rarissimi casi di equilibrio fra qualità della musica e qualità del testo. D'altra parte, dopo una serata passata col compagno Basilisco nell'attesa dell'ottentotto e del samoiedo, che stranamente non si sono presentati, capisci bene che l'umore non è alle stelle! E siccome io ai miei lettori ci tengo, ti lascio questo per pulirti le orecchie: Ecce super montes... E ora vado a dormire prima che il sole dell'avvenire mi svegli...

30 commenti:

  1. Buona notte Prof...
    Leggo questo suo ultimo post durante il turno di notte e non mi voglio dilungare troppo nel mio commento.
    Le volevo chiedere solo un consiglio su questi due libri :

    http://www.libreriauniversitaria.it/grande-crollo-galbraith-john-bur/libro/9788817100984

    (dovrebbe essere quello che ha citato lei nel post ) e

    http://www.libreriauniversitaria.it/economia-truffa-limiti-economia-globale/libro/9788817037310

    Sono molto tecnici o sono relativamente semplici da comprendere anche per un NON tecnico ?

    P.S.Come da sua richiesta, le ho inviato una mail in privato all' indirizzo unich.it.

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    1. il grande crollo mi è sembrato più che abbordabile

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    2. Non faccio testo, in quanto verdolino e quasi laureato in Filosofia, e seguace dei guru del Pianeta Rosso, però L'economia della truffa di Galbraith è per me un gioiellino.
      Io invece mi sto leggendo Moneta accumulazione e ciclo di Delli Gatti: porca miseria, noi extraterrestri siamo litigiosi, ma voi post o neo mica scherzate!
      (Giù le mani da Fauré; qui da noi è in classifica terzo dopo Rhianna e Gotye, e davanti a Boccherini)

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    3. Difficilmente c'è qualcosa di tecnico al punto da essere incomprensibile nei libri di J. K. Galbraith.

      Se leggendo il Grande Crollo togli nomi e date ti sembra di rileggere la Crisi attuale compreso alcune affermazioni dei politici e dei Guru della finanza.

      L'economia della truffa è un piccolo saggio tascabile dove Galbraith punta il dito per accusare senza alcuna riserva i guru della finanza nel caso specifico sono i Manager della ENRON. Quei guru che vengono venerati nelle stanze dei politici, e che sono i paladini delle privatizzazioni “senza se e senza ma”. Galbraith (come del resto P. Druker) afferma che quando lo stipendio di un Manager è superiore a 50 volte a quello dell'utimo dipendente della solita azienda c'è qualcosa che non quadra (è un parametro non scientifico dettato dal buon senso).

      Se ci pensate bene se alla FIAT l'ultimo degli operai prende 1.200 euro al mese Marchionne dovrebbe prendere 60 mila euro al mese, 720 mila euro l'anno e non 4 milioni di euro.

      Secondo Galbraith questi stipendi e il premio in stock option ha fatto si che teorie come il primato del consumatore e dell'azionista fossero solo degli specchietti per le allodole.

      E'IMPOSSIBILE DARGLI TORTO!

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    4. Credo però che il Galbraith del '29 sia il padre di quello della Enron. Un caso di nepotismo accademico riuscito.

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    5. @marziano

      Siberia anche per te, ovviamente! Te la do io Rihanna! Cori dell'armata rossa, per te... o dell'armata verde, se preferisci...

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  2. "Fatti non foste a viver come alemanni...", diceva già l'Ulisse dantesco spronando i suoi alla conoscenza.
    E, a sintesi di tutto, rivendico il mio essere sudista "moreno y chaparrito" come canta il grande Arjona che qui metto come una fleur du mal rispetto ai suoi lys de fauré che generosamente ci propone (invero un po' uggiosi, ma de gustibus...)
    http://www.youtube.com/watch?v=11v29Xgo_Wg
    roberto

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    1. Ma io lo avevo detto: a ciascuno secondo le sue possibilità! Vedrai, al ritorno dalla Siberia ti piacerà anche Fauré! ;)

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  3. Effettivamente un po' di sfiga Fauré la porta! Bloccato sulla pista di Fiumicino dallo sciopero dei controllori di volo allobroghi! Solidarizzo coi compagni in lotta, però che du' palle...

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  4. Porca miseria, prof, mi distraggo per un giorno e le spuntano le antenne verdi e mi diventa marziano pure lei!
    Non c'è più postreligione...

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    1. Ti sei distratto molto! I marziani invertono le preposizioni "a" e "da", per quanto ne so. Quindi se fossi un marziano sarei un marziano invertito.

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  5. Proprio ora che incominciava a piacermi...^^

    (sulla pausa - volevo prenderla anch'io - solo che sembra ci sia sempre qualche particolare da aggiungere...)

    nel frattempo i tuoi lettori potranno ricominciare a rileggere il blog dall'inizio...

    "Germany’s Bundesbank is the first of the 17 euro-area central banks to refuse to accept as collateral bank bonds guaranteed by member states receiving aid from the European Union and the International Monetary Fund, Frankfurter Allgemeine Zeitung reported."

    http://www.zerohedge.com/news/european-bailout-stigma-shifts-banks-sovereigns-bundesbank-refuses-pig-collateral

    http://www.zerohedge.com/news/meet-uber-kommissar-germany-expands-european-domination-plan-will-enact-european-budget-supervi

    (quando leggo di Schäuble ho un moto di schifo , pero' sta' gente
    che emana cattiveria da tutti i pori non ha l'immagine adatta per dominare l'europa a lungo...-detto rozzamente, come direbbe mmonti^-)

    ps:ma non c'è piu' la ryan a ciampino?
    ps2: faure'^^^^ mmmmhhh insomma hai messo qualcosa per congedare il pubblico senza farlo struggere di nostalgia^^

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    1. Ma la Ryan arriva a Beauvais, e poi non brilla per flessibilità e cortesia (imho), quindi mi sono convertito a Fiumicinoo.

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    2. ...'arriva a Beauvais'
      pretederesti anche ti portasse in centro!

      'poi non brilla per flessibilità e cortesia'
      credevo che dopo mesi di blog non avessi piu' di queste riserve^^^

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  6. "Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni", non sarebbe meglio ripristinare la formula dell'affrancamento dal giogo dell'economia? Tanto la bionda&produttiva Frau Angela non sarebbe comunque d'accordo nel riconoscere libertà, bisogni e capacità altrui, soprattutto dei periferici vagabondi, e Herr Mario sarà stato anche biondo, forse produttivo (quando scriveva i papers), ma libertario no di certo.
    roberto

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  7. la MMT colpisce ancora con la proposta dei titoli di Stato garantiti dalle imposte che permetterebbe di risolvere il problema del debito sovrano senza uscire dall'euro:

    http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/8018-e-quelli-della-mmt-dicono-lcon-leuro-si-potrebber.html

    però perché a me questa cosa puzza di fregatura? Forse perchè in fondo all'articolo si dice che per obbligare i paesi debitori ad accettare i propri titoli insoluti come pagamento di imposte si dice che occorre applicare a questi il diritto internazionale del Regno Unito?

    Chissà cosa ne dicono quelli della MMT in Italia dato che sul sito Donald metteva in guardia proprio dallo spostamento di giurisdizione del debito verso il Regno Unito.

    Che ne dice?

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    Risposte
    1. Quello che diceva Belli: "più pe' la Marca annamo, più marchician trovamo"...

      (a scanso di equivoci, sono di origini semimarchigiane anch'io: ma la metafora spero sia chiara, e se non lo è siete molto morbidi - come una piuma. Er sor Giulietto appartiene a quella categoria di visionari secondo cui l'euro è un baluardo contro l'Amerika e uno strumento di affratellamento del samoiedo e dell'ottentotto contro il capitale internazionale, per cui meglio tenerselo, anche a patto di farsi dire da un amerikano come fare! Molto divertente, se vogliamo. Ma dobbiamo proprio parlarne? Non ci eravamo dedonaldizzati? Perché il Bard college non ci spiega come risolvere il problema dell'asimmetria del sistema monetario internazionale? Forse perché "americano di sinistra" è un ossimoro? Non dimentichiamoci che tutto è nato da lì: noi avevamo il cancro dell'euro, ma la crisi dei subprime ci ha spinto giù dalle scale rompendoci un femore... il che, se vogliamo, è anche stato un bene, perché ci siamo accorti di avere anche un cancro. Ma senza "non sistema monetario" internazionale avremmo ancora il femore intero! E questi, però, dopo averci spinto dalle scale, ci vengono a dire che per il femore e per il cancro basta l'aspirina! Sentite: io cestinerò qualsiasi cosa abbia a che fare con questa roba e i suoi più immediati dintorni, cacciatevelo in testa. Invece, vi prometto di parlarvi presto della svalutazione).

      Che ne dico? Se ti interessa, sono d'accordo con te.

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    2. sì, purchè sia competitiva!

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    3. Naturalmente: la parola più lunga del vocabolario italiano: "svalutazionecompetitiva". E non dimenticare "debitopubblico"...

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    4. A novembre dell'anno scorso avevo scritto questo commento sul sito de lavoce.info:

      "L'invito del signor Melani a dare mandato alla propria banca di acquistare i titoli di Stato sul mercato primario e nel quadro di una strategia di lungo periodo come è evidente è mirato a salvare lo Stato, cioè la nostra società, da una cura alla greca che solo nelle intenzioni di chi la propone appare risolutiva. [...] Tuttavia vi scrivo perché secondo me sarebbe utile sviluppare l'idea del signor Melani [...].
      Ad esempio lo Stato potrebbe emettere titoli di lunga durata con un rendimento reale predefinito ovvero agganciati all'inflazione italiana e riservati ai cittadini italiani.
      In mancanza di liquidità, lo Stato potrebbe anche emettere "nuova moneta", ad esempio ITA-euro (dalle AM-Lire), che potrebbe immettere nel mercato attraverso i suoi pagamenti e recuperare attraverso le imposte. Tutto ciò in attesa di una stabilizzazione a livelli accettabili del mercato del debito o del recupero della sovranità monetaria."

      Un commento donaldesco ante litteram... :) per fortuna poi ho scoperto questo blog!

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    5. La cosa che mi colpisce di questo tipo di impostazione è che fa pienamente il gioco di chi ci vuole convincere che la colpa è del debito pubblico, e che quindi il nemico da combattere è lo Stato, cioè le pensioni, la pubblica istruzione, la sanità pubblica, ecc., cioè... noi! Capito qual è la mia perplessità? Sì, so che lo hai capito.

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    6. http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123466393#123466393

      bell'approfondimento...e belle proposte per pagare i debiti della pa ...(cose gia' sentite e in parte previste da tremonti che voleva pagare in btp che permettesseo nel contempo di aprire/garantire nuove linee di credito...)

      inperdibile questo:

      http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=3144&reply_id=123466096#123466096

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  8. Dunque vediamo se ho capito cos’è il debito pubblico (DP), da qualche anno denominato Debito-Sovrano (DS).
    In origine il Sovrano (S) è tale perché sta sopra a tutti. Dal 2008 si scopre però che non è proprio Sovrano perché ha in capo il fardello del Debito, detto appunto Debito-Sovrano.
    Ora è certo che tutti noi stiamo sotto al Sovrano (che ha sopra il DS). D'altra parte Tutti noi uniti siamo un Popolo (P) organizzato in democrazia. Infatti la Sovranità appartiene al Popolo. Se dunque vogliamo esercitare la Sovranità non possiamo non accollarci il debito, che appartenendo a tutti diviene pubblico (Cuius commoda eius et incommoda).
    Dunque:
    P:S = DP:DS
    Poi però caro Prof Lei ci ha spiegato che in origine questo debito non era né sovrano né pubblico, ma privato (DPr). Era di creditori (B) che azzardando avevano continuato a fare credito, pur sapendo che i propri debitori non avrebbero potuto rimborsare i prestiti ottenuti. L’azzardo era giustificato dalla convinzione dei creditori (B) che sarebbero riusciti ad ottenere con estrema facilità dal Sovrano la conversione del debito privato (DPr) in debito pubblico, divenendo quindi creditori del Sovrano.
    Stando così le cose, se non ho capito male, mi sa che il Popolo la Sovranità mica l’esercita tanto infatti se:
    B:S=DPr:DP
    Salta chiaramente all’occhio che ad esercitare la Sovranità è B e non P. Devo aver necessariamente saltato o sbagliato qualche passaggio, perché non riesco proprio a mettere d'accordo Popolo e Sovranità.

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  9. “Lo scopo di studiare economia non è di acquisire un insieme preconfezionato di risposte ai quesiti economici, ma di imparare ad evitare di essere raggirati dagli economisti” Joan Robinson (1973)

    L'ho scoperta oggi, esattamente quello che ti dicevo una volta Alberto, espresso meglio.

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  10. Prof forse questo ti interessa, a pag.124 del primo volume c'è il tuo articolo.


    l'uscita dell'ebook è stata anche pubblicizzata da keynesblog.

    "Se la politica si riprendesse la moneta"

    http://keynesblog.com/2012/04/03/se-la-politica-si-riprendesse-la-moneta/#more-1020

    ******

    Buone idee a raccolta

    02/04/2012

    Pubblichiamo in due e-book, a cura di Rossana Rossanda e Mario Pianta, il dibattito su “La rotta d'Europa”. Le analisi sull'economia, gli interventi sulla politica, le riflessioni nella fase più calda e tragica dell'unione. Tutto il materiale è scaricabile gratuitamente, le sottoscrizioni sono libere e gradite

    http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Buone-idee-a-raccolta-13127

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    1. Ho chiesto di rivedere la bozza, dopo aver ricevuto una circolare che offriva agli autori la possibilità di farlo, e non mi hanno nemmeno risposto! Non mi hanno detto che l'articolo era stato inserito nell'ebook! Non mi hanno avvertito quando è uscito! L'unico articolo del dibattito che è stato letto da qualcuno... Che vuoi fare... Vengono dal manifesto... E credono nell'euro...

      Diciamo che sono dei primatisti mondiali di correttezza, insieme con quell'altro fulmine di guerra che su Wikipedia ha copiato pari pari un mio articolo!

      Ma sì, sottoscrivete, dategli anche i soldi. Qui è tutto gratis.

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    2. Professore, so che ha degli amici a Genova, se passasse di qua le offro volentieri della focaccia, della farinata e anche un barattolo di pesto. Dico sul serio, mi sembra il minimo per la quantità e la qualità del tempo che ci dedica.
      Per adesso solo grazie.

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    3. In effetti a prima vista, ma anche a seconda, sembra un libretto da amiconi che intervengono nel dibattito ma tutti dalla stessa parte. Una di quelle operazioni che non servono a nulla, soprattutto in una situazione dove il tempo per i dibattiti mi pare finito di fronte all'offensiva e l'evidente progetto della controparte. senza offesa per i partecipanti ma la maggior parte degli interventi, a parte un paio (fra cui il tuo), sembrano un tantino superati e ottimisti ad aprile 2012.

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    4. Ma il termine "decotto" cosa significa? Passato di cottura, appunto. Hanno fatto il loro esercizio di stile piddino, quelli legati al manifesto forse (ormai comincio a crederlo) nell'attesa di essere ricompensati se si comportavano bene (senza capire che ormai il capitale di loro non sa proprio cosa farsene, senza capire che ormai la sua vittoria è tale da non dover nemmeno arricchirsi con una esornativa ed estemporanea rappresentazione di dissenso).

      E il mio articolo è stato il più letto perché oltre a essere l'unico che diceva cosa, era anche l'unico che la pensava in modo diverso. E questo è stato talmente evidente a tutti che quando sinistrainrete ha dato un resoconto del dibattito, ha pubblicato due articoli: l'incomprensibile guazzabuglio della Rossanda, e il mio, del quale almeno si capiva che era l'unico che tentava di rispondere (a una domanda che invero non si capiva quale fosse).

      Volete l'unità della sinistra? Con questa roba qua? Va be', voi unitevi, io vado a tesserarmi a Forza Nuova!

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  11. Però si vede che il livello si è abbassato: nessuno mi commenta lo stylus fantasticus di Buxtehude. Ma che "economisti" siete!?

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