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lunedì 28 novembre 2011

I compiti a casa della famiglia nucleare

Non vorrei che la Goofynomics venisse liquidata come la scienza del bicchiere mezzo vuoto. Per natura sono quello del piano B, quello che pensa sempre al peggio, anche per scaramanzia. Qualcuno la chiama ansia, ma a me serve a avere ogni tanto una bella sorpresa (in quelle rare occasioni nelle quali il piano B non serve).

Chiedo allora gentilmente a qualcuno dei miei lettori se può darmi il numero di telefono di Sarkozy, o quello della Merkel. Perché il fatto è che loro sanno quello che mi aspetta, che ci aspetta, e noi, salvo errore, ancora non lo sappiamo: un po’ di ansia sta salendo. Preferirei il numero di Sarkozy, sia perché parlo il francese meglio del tedesco, sia perché il poverino ha bisogno di affetto, alla vigilia della perdita della tripla A.

Avete capito cosa voglio dire: i giornali ci dicono che dobbiamo essere fieri del fatto che l’Italia è finalmente riaccolta nei consessi internazionali, ora che si è sbarazzata dell’impresentabile satiro. Ma si potrebbe anche dire che per il popolo italiano non è esattamente fonte di fierezza il fatto che il suo primo ministro venga chiamato ad audiendum verbum da due capi di stato stranieri che non hanno alcuna legittimità istituzionale a convocarlo, e se ne torni tutto contento di aver avuto dei compiti da fare a casa. Se mio figlio avesse questo atteggiamento verso i suoi maestri sarei contentissimo. Vado un po’ meno in sollucchero, a differenza degli organi della “sinistra”, se questo atteggiamento lo manifesta il mio primo ministro (mio obtorto collo, naturalmente). E non perché, come alcuni beceramente insistono, Monti è massone, schiavo della finanza, ecc. ecc. Magari lo sarà anche, non mi interessa. A me interessa solo che questo atteggiamento remissivo, per cui la colpa è nostra e noi dobbiamo rimediare, è figlio di un’analisi economica profondamente sbagliata (vedi Krugman sul New York Times, o vedi questo blog), e rischia di portare a rigurgiti nazionalisti e fascisti non improbabili, non condivisibili, ma perfettamente prevedibili e comprensibili in popoli espropriati della democrazia, come nota molto opportunamente Nigel Farage.

Allargando l'obiettivo, l'unica possibilità di convincere la Germania a un atteggiamento cooperativo sarebbe stata quella di unire i governi del Sud in una proposta politica che richiedesse esplicitamente un atteggiamento cooperativo da parte di quelli del Nord, sotto minaccia di abbandonare tutti insieme l'Unione. Credo che sia facilmente leggibile per tutti il modo in cui il processo democratico di Grecia, Italia e Spagna (prima degli altri e in modo più sottile) è stato influenzato o soppresso per evitare che ciò accadesse. Non basterà, ma intanto l'agonia si prolunga.

Viene quasi da pensare che Berlusconi, oltre a quello che tutti sanno, avesse anche la schiena dritta. E per la schiena, che io sappia, non ci sono pasticche miracolose. Penitenziagite...
 

P.S.: stranamente la prima cosa che abbiamo saputo è che faremo le centrali nucleari. Stranamente, perché, come sapete, in Europa praticamente solo la Germania ha siti dedicati al trattamento delle scorie, e la Francia, che le centrali ce le ha (più di settanta), paga un fracco di soldi ai tedeschi per mandare avanti e indietro dei treni, sperando che le ritornino meno radioattivi di come sono partiti. Ma i francesi hanno sicuramente la schiena dritta, e quindi ogni tanto si incazzano, come dice il poeta.

5 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Caro Sergio,

    una maggiore coesione politica dei paesi periferici forse accelererebbe la dinamica, e verosimilmente ridurrebbe i costi dell'operazione, attraverso l'adozione di strategie coordinate. Che poi è quello che stai dicendo tu: il Nord si coordina e il Sud no, anche perché in parte gli viene impedito.

    Per il resto, il convegno è internazionale e organizzato con un greco che vive in Portogallo, e come vedi Meyer la pensa come me: la loro rivalutazione (che vista dal nostro lato sarebbe la nostra svalutazione - Goofynomics!) sarebbe dell'ordine del 20%-25%.

    Con buona pace degli imbecilli catastrofisti.

    Ma non sarà comunque una passeggiata, all'inizio...

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  3. Quoto l'opinione del professore riguardo una coesione politica. Perche' se si vuol fare la vera Unione, quella con la U maiuscola, bisogna smettere di 'bisticciare' e dare sempre addosso ai piu' deboli per trarne qualche tipo di vantaggio. Anche se a sentire i policy maker attuali, America compresa, la parola Cooperazione spesso citata la sento molto lontana dalla definizione che le appartiene. E quello che mi appare e' il classico giochono della "patata bollente" e dello scarica barile.

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  4. Da quello che sapevo era la Germania a essere obbligata a non poter trattare i materiali di scarto della fusione nucleare (plutonio) in quanto paese sconfitto nella WW2. La stessa sorte che toccherebbe anche a noi...
    Comunque questo particolare non tocca la bellezza dell'articolo.
    Saluti, Marco

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  5. E hai ragione! La Germania fa lo stoccaggio, la Francia il trattamento. Vedi cosa succede a non controllare le fonti!

    Devo aver capito male il racconto del mio collega francese. Lui in effetti sarebbe competente, essendo alsaziano (cioè di frontiera), ma in quanto alsaziano beve come una spugna, e anch'io, quindi può essere che nei fumi dell'alcol la direzione delle scorie si sia invertita.

    Comunque: le scorie partono dalla Germania, vengono trattate in Francia (AREVA), e poi tornano a dormire sonni tranquilli (per loro) in qualche vecchia cava di salgemma in Germania. Ma anche l'ospizio (delle scorie) gratis non è...

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