domenica 10 giugno 2018

I nemici del paese

L'austerità, chi è qui lo ha capito da tempo, e chi non è qui lo sta capendo a sue spese, è non tanto e non solo una politica sulla quantità del reddito (le spese pubbliche sono per definizione redditi privati: nessuno immagina che i Ministeri gettino banconote nel cratere dell'Etna), quanto e soprattutto una politica di redistribuzione del reddito. Innalzare il livello di disoccupazione serve ad abbassare le pretese dei lavoratori e quindi i loro salari, a beneficio di chi vive di profitti. Questa politica potrebbe non sembrare del tutto razionale: a cosa serve avere una fetta più grande di una torta più piccola? Ma una razionalità c'è: il fatto è che, a loro volta, quelli che si spartiscono la fetta più piccola sono sempre meno (si chiama "svuotamento della classe media": l'eutanasia sociale di piccoli imprenditori, grandi professionisti, ecc.).

Naturalmente l'austerità è una politica dolorosa. Non per nulla i fascisti la battezzarono accortamente nel 1926 (come spiega Clara Elisabetta Mattei, in un articolo poi pubblicato qui), dandole questa connotazione morale, sperando che ciò bastasse a renderla palatable (come dicono quelli fichi) agli elettori. Fatto sta che la retorica moralistica non basta ad annichilire la giusta percezione che di norma e in media gli uomini hanno dei propri interessi (percezione che spiega perché il mercato, pur fallendo, sia meglio dell'alternativa: se poi lo Stato ne corregge i fallimenti, è ancora meglio). E allora, come spiegavo ieri a un illustre collega, forse il più famoso worldwide, qui in Italia i governi che ci hanno preceduto, e le loro incrostazioni che ancora resistono, hanno dovuto ricorrere a un'altra retorica, molto più cogente, quella dell'emergenza: FATE PRESTO! Per convincere gli elettori ad accettare politiche che li danneggiavano, li si doveva convincere che la Patria fosse in pericolo. Altro stilema fascista, naturalmente: date oro (o pensioni, o tutele del lavoro, o prestazioni sanitarie...) alla Patria!

Per sostenere questa retorica interessata occorreva, naturalmente, dare dell'Italia una visione distorta in senso negativo, come di un paese che fosse sull'orlo del baratro; e questo è infatti quello che ci sentiamo dire, con brevi pause, da oltre trent'anni (un buon excursus lo trovate all'inizio di La costituzione nella palude). Fatto sta che siccome il mondo è piccolo, e i mercati mormorano, questa "narrazione" (o, per dirla ancor più cialtronescamente: "narrativa") fatta ad uso degli elettori nazionali, è diventata egemone preso gli investitori esteri, i quali sono effettivamente convinti che l'Italia sia un paese spacciato, senza chiedersi come mai un paese che da trent'anni sarebbe spacciato a detta di chi lo governa, dopo trent'anni sia ancora in piedi nonostante chi lo ha governato.

Non aiuta i mercati il fatto di non aver fatto pace con i dati, con la buona teoria economica, e nemmeno con le comunicazioni delle istituzioni (teoricamente) più prestigiose, quali, ad esempio, la Commissione Europea, che fino al 2015 confermava come il nostro debito fosse sostenibile (dal 2015 il giudizio è meno favorevole, essenzialmente perché le politiche di austerità, facendo aumentare il rapporto debito/Pil di 13 punti, hanno peggiorato la "initial fiscal position", come abbiamo mostrato qui: che è poi il motivo per cui non vogliamo altra austerità). Ma il punto non è tanto questo (cioè la sfolgorante economic illiteracy di alcuni operatori di mercato: d'altronde, se fossero tutti bravi, per definizione non ci sarebbero crisi...), quanto quello di fondo, che spiegavo all'illustre collega: la percezione che dell'Italia si ha all'estero è stata criminosamente distorta dai governi italiani che volevano usare la retorica dell'emergenza per imporre una loro agenda classista agli elettori, estorcendone il consenso col ricatto.

Tuttavia, questa percezione non corrisponde alla realtà, come gli stessi governi cialtroni e nemici del paese che hanno finora imperato sono stato costretti ad ammettere quando hanno capito che spalando merda su un'intera comunità di persone di norma e in media laboriose, ingegnose e oneste, stavano segando il ramo sul quale erano essi stessi seduti. Sono nati così progetti quali pride and prejudice (già il titolo la dice lunga), nei quali gli "esperti" di quelle stesse forze politiche che avevano vilipeso il paese rasentando (e secondo me oltrepassando, ma io faccio solo il parlamentare) il limite del codice penale, dicevano, con il consueto ritardo di alcuni anni, quanto i miei lettori sanno benissimo, ovvero che i fondamentali economici del Paese sono solidi.

Spiegavo, quindi, all'illustre collega, che scommettere contro l'Italia non è essere particolarmente lungimiranti. Certo, ci si possono fare dei soldi, anche dei bei soldi, magari, nell'immediato, e si possono creare problemi, anche grossi problemi al paese. Ma, anche astraendo dal fatto che in questo periodo di rifiuto della globalizzazione non credo convenga ai mercati dichiararsi nemici della democrazia (Trump c'è), e in questo periodo di elezioni europee non conviene all'Unione Europea dichiararsi nemica dell'Italia (volete una maggioranza euroscettica all'Europarlamento?), resta il fatto che i soldi veri li farà chi scommetterà a favore, chi scommetterà sulla capacità degli italiani di creare valore col loro ingegno e la loro tenacia. Quanto a noi, alla nostra comunità, occorre che riprendiamo coscienza del nostro valore partendo dai dati, e che, nel rispetto dello stato di diritto, facciamo valere quei pesi e contrappesi che sono l'argine contro derive eversive, cominciando dal chiedere nelle sedi opportune a chi per evidenti fini strumentiali di manipolazione del consenso politico o del mercato vilipende la nazione, o ne pronostica in sedi inappropriate una futura, imminente catastrofe, su quali basi appoggi i suoi argomenti, e quali dati abbia che smentiscano le (postume) slides del MEF.

Attendiamo fiduciosi.

49 commenti:

  1. "...nelle sedi opportune..."

    RispondiElimina
  2. Ieri sera al bar, facendo chiacchiere da bar con dei ventenni che ebbero la sfortuna di avermi come rappresentante d'istituto al liceo, ci chiedevamo: " come mai l'Italia partecipa ancora al G7, ma non siamo delle m...e?" "Non siamo il Paese più ridicolo del mondo?" Li ho invitati "Per cominciare" a leggere questo blog ed altri "48". Lo state leggendo?

    RispondiElimina
  3. Buongiorno onorevole professore, non si potrebbe dare una "sede opportuna" costituendo la istituita (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47913.htm) commissione d'inchiesta bicamerale sul sistema bancario e finanziario, in cui chiamare a rispondere chi villipende il Paese? Sarebbe un enorme contrappeso contro il baratro. Con stima Angelo Cacchio

    RispondiElimina
  4. A proposito di catastrofi annunciate: da. Settembre o giu’ di li’ mister whatever-it-takes dovrebbe riporre il bazooka (QE), e c’e’ gia’ chi mi rivolge sorrisini gufanti (mi perdoni il plagio ornitologico, ma quando si parlava di «gufi» e dei loro predicati -in primis «gufare»- coi compagni delle superiori, il putto di Rignano era ancora solo una possibile eventualità nascosta fra le pieghe ovariche e gonadiche dei genitori) ridacchiando: “vedrete vedrete se non vi toccherà appecoronarvi davanti alla troika, a TINA non si scappa; vi accorgerete di che bell’ambientino vi siete preparati a votare come avete votato”.
    Davvero riusciranno a disperderci a manganellate ancora una volta? Davvero non c’e speranza e mi toccherà morire scandinavo?
    PS: quest’ultima condizione poi inficia la solidità di qualunque argomento cerchi di portare: “zitto te che sei scappato in Norvegia per non pagare le tasse...” ossignur...

    RispondiElimina
  5. Io ho sempre tentato di aprire gli occhi agli altri, cercando di far notare loro che quella che stavano applicando era una specie di tecnica di vendita "dell'urgenza", resta la più discussa ma la più efficace ed è oramai consolidato che per "vendere" qualcosa (sia esso un oggetto o un'opinione)il metodo più sicuro è quello del creare disagio/stress.
    Ora a chi è un minimo dotto di strategia queste cose appaiono abbastanza puerili, ma sono state fatte decentemente, presentando politici e tecnici (provenienti dai potentati del mercato) spacciati per rispettabilissimi dai media compiacenti.

    Mi ricordo di un'Italia che era la quarta potenza economica mondiale (oggi la settima) e che si è fatta valere in tutti i campi dall'età del bronzo fino a oggi. Dire che non può farcela è da complice di quei fraudolenti che andrebbero denunciati (ma io sono un semplice cittadino e nulla potrei contro questi alti papaveri).
    Sono lieto di sapere che finalmente possiamo contare su una classe politica pronta a difendere i veri interessi della Patria.
    Le auguro una buona domenica

    P.S. Alle ultime europee gli Italiani si sono fatti abbindolare da 80€, il prossimo anno non potranno fare più elargizioni e ci sarà da ridere di gusto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà difficile fare di peggio, e speriamo veramente di fare di meglio.

      Elimina
  6. “Riflettete, capite quello che fate. Ricordate chi siete. Perché voi, prima di essere boia, generali, procuratori, giudici, primi ministri e zar, prima di tutto ciò voi siete persone. Oggi vi siete affacciati su questo mondo che Dio ha creato, e domani non ci sarete (e voi, boia di ogni tipo, quelli che hanno provocato e provocano contro di sé un odio particolare, voi specialmente dovete ricordarvi di questo). Forse che voi che vi siete affacciati su questo mondo per opera di Dio per questo breve istante - poiché la morte, se anche non vi uccidono, è sempre alle spalle di tutti noi - forse che voi non vedete nei vostri minuti mondani che la vostra vocazione nella vita non può essere quella di torturare e uccidere le persone e poi tremare di paura di essere a vostra volta uccisi, e mentire davanti a se stessi, davanti agli altri, davanti a Dio convincendosi e convincendo gli altri che prendendo parte a queste azioni voi contribuite a una causa gracile e importante per il bene di milioni di persone? Forse che voi stessi non sapete - quando non siete inebriati dalla situazione, dalla lusinga e dagli abituali sofismi - che tutto questo non sono che parole inventate soltanto affinché, compiendo le peggiori azioni, le più malvagie, si potesse nel contempo considerare voi stessi persone buone? Voi non potete non sapere che voi, così come ciascuno di noi, possiede solo una causa vera che racchiude in sé tutte le altre: vivere questo breve intervallo di tempo che ci è dato in accordo con la volontà che ci inviò in questo mondo, e in accordo con questa volontà dipartirci da esso. Questa volontà vuole una cosa soltanto, l'amore di ogni persona verso le altre persone. Voi invece che cosa fate? In che cosa riponete le vostre forze spirituali? Chi amate e chi vi ama? Vostra moglie? Vostro figlio?

    Ma questo non è amore. L'amore della moglie, dei figli non è l'amore umano. Così, gli animali amano anche più forte. L'amore umano è l'amore della persona verso ogni persona, come verso un figlio di Dio e perciò fratello. Chi invece voi amate e chi vi ama? Nessuno. Vi temono come temono il boia o una bestia feroce.

    Vi lusingano perché nell'anima vi disprezzano, e vi odiano e come vi odiano! E voi questo lo sapete e temete la gente.”

    31 maggio 1905

    Non posso tacere, Tolstoj

    RispondiElimina
  7. Beh prof. è la stessa tattica adottata dalla malavita italiana per aggiudicarsi le gare d'appalto per lo smaltimento di rifiuti tossici:l'eterna emergenza che permette alle marionette di prosciugare fondi regionali destinandoli proprio ai malavitosi. Questo la dice davvero lunga...Inoltre,lo stato di emergenza in continua crescita, permette di applicare il "principio della rana bollita" di Noam Chomsky.

    RispondiElimina
  8. Ritornare ad una sana e consapevole forma di autarchia...

    RispondiElimina
  9. Ti ricordo, se mai c'è ne fosse bisogno e come ti scrissi su un precedente tuo post, che noi siamo la tua forza. Ma anche te sei la nostra forza. Personalmente ho resistito nella mia micro attività (e ne ho buscate tante in questi terribili anni!)con l'idea che c'è avremo potuta fare (grazie anche a te!!) Io, come tanti altri, sono pronto a ricostruire, ad allargare l'attività, a ripetere lo sforzo che fecero i nostri giovani padri e nonni nel dopoguerra. Loro, oltre alla volontà di ripartire credo che avessero anche valori di comunità (che vanno ricostruiti) e piani di aiuto economico. Ripartiamo da volontà,valori, piani, aspetti che negli ultimi anni sono stati mortificati e che vanno giocati a vari livelli. Ok a giocare con la maglia numero 6.

    RispondiElimina
  10. l austerità è vero sfavorisce il 99% ma favorisce 1%
    la lotta di classe che la " sinistra " non ha capito
    cosa è meglio la deflazione recessiva o l inflazione espansiva
    dipende
    dal compianto prof Nando Ioppolo
    le radici della crisi attuale
    https://www.youtube.com/watch?v=tmvq2i_eYks
    Questa crisi non è la crisi di tutti: negli ultimi 25 anni la ricchezza dell'1% più agiato si è triplicata mentre si dimezzava quella del restante 99% e si contraeva di due terzi quella del 50% meno agiato. La "truffa" dello spread e i suoi rimedi.
    https://www.youtube.com/watch?v=664ecrazFvs
    Il commercio internazionale va impostato sul pareggio tendenziale dei rispettivi import-export e ogni sviluppo nazionale va basato sul proprio mercato interno. E' del resto imbattibile sul fronte dei costi la concorrenza "sleale" dei trust delocalizzati nel terzo mondo per cui semmai servono dazi
    https://www.youtube.com/watch?v=WIwU-7QETgc

    RispondiElimina
  11. Leggere il 'pride and prejudice' del MEF e capire cosa vuol dire ma, soprattutto, sapere già da tempo che le cose stavano così, grazie a goofynomics, non ha prezzo. Anzi, ha prezzo: sostengo asimmetrie. Ricordo bene quando mi arrabattavo su noisefromamerika (non metto il link appositamente) oppure lavocepuntoinfo (niente link): non capivo una beata mazza, se non che l'Italia aveva dei problemi. Bei tempi; andati, per fortuna.

    RispondiElimina
  12. Ogni anno in media spendiamo 80 Miliardi di interessi "reali" sul "debito" che prima del divorzio Tesoro - Banca d'Italia spendevamo in investimenti pubblici e spesa corrente.... Oggi invece "buttiamo" questi soldi per remunerare il Capitale lasciando marcire lo Stato Sociale. Questo è il vero spreco che nessun giornalista (s-venduto) scriverà mai. Con 80 miliardi all'anno quante flat tax, redditi di cittadinanza, ospedali, scuole riusciremmo ad ottenere? Quasi tutto. Se non sarà (tecnicamente) possibile uscire dall'euro allora partiamo con i miniBot o con una nuova Banca Nazionale per gli Investimenti. Non so voi ma io, per questo mondiale di calcio, faccio il tifo per l'Islanda....

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/14/rivoluzione-islandese-e-rifiuto-dellingiusto-debito-pubblico/950791/

    RispondiElimina
  13. Credo che un aspetto cardine che delinea la dicotomia amico-nemico del Paese (qualunque esso sia) sia riscontrabile risalendo a uno dei concetti più "primitivi": la definizione dell'essere umano nella società.

    L'ideologia liberista sottende a un'idea di rapporto tra individui non paritario: chi meglio riesce ad arrampicarsi sulle spalle e sulle teste dei meno capaci "scalatori" ha diritto a condizioni migliori. Tutti gli altri possono (meritano di): morire, sparire, servire da scale per gli altri.
    Non essendo tale principio socialmente "accettabile" (alla categoria "tutti gli altri" appartengono diversi miliardi di persone), si rende necessaria una narrativa: lo Stato sociale è improduttivo, la finanza ha reso il mondo un posto migliore, la competitività (bassi salari e pochi diritti) è la chiave del successo, il debito pubblico (contropartita a garanzia dei risparmi dei cittadini) è un male segno di debolezza.

    Con ciò non intendo auspicare un mondo ugualitario e scevro da qualunque identità o merito, piuttosto un mondo equo dove l'appartenenza all'umanità abbia un carattere preminente.

    Personalmente ritengo che idee come l'austerity (e più in generale il liberismo) siano nemiche non solo del nostro Paese, ma di un'enorme porzione di umanità. Il continuo tentativo di mascherare la movimentazione di enormi masse di schiavi economici etichettandola come accoglienza (per poi disinteressarsi totalmente del loro destino) ne è una prova lampante e chi lo porta avanti (da Soros con le sue ONG, ai mezzi di informazione conniventi, alle compagini di centro""sinistra"") dovrebbe assumersene la responsabilità.

    RispondiElimina
  14. (le invio il messaggio in due parti perchè è troppo lungo)

    Caro Prof. Bagnai,

    forse sono ingenuo io ed è difficile spiegarmi se non ho capito già... Ma devo farle tre domande fondamentali. Se non lo può pubblicare per questioni di confidenzialità di informazioni(ed intenzioni) la prego almeno di rispondermi in privato o comunque di farmi capire che ha letto questo messaggio.

    Do già per scontato che constatando l’impossibilità di un’uscita a sinistra dall’euro e dopo la delusione di Melenchon lei abbia tratto la conclusione che un’uscita da destra era meglio di una non uscita. E’ un percorso mentale che ci siamo fatti in tanti insieme e grazie a lei. Anche se permangono dei dubbi, perché trarre da Michèa queste conclusioni potrebbe essere affrettato, da persona emotiva (come sono anch’io, ma capisco che lei erano 6-7 anni che ci stava dentro e diventare impaziente dopo tutto questo tempo è concesso). Una cosa è unirsi in un CLN, un’altra è il dopo. Lo sa benissimo, immagino, che appoggiarsi ad una borghesia nazionale è forse un passaggio obbligato, ma nel lungo periodo permangono le contraddizioni dell’attuale sistema e potrebbe essere troppo tardi per fermare quello che si riteneva essere un utile appoggio ma solo nel breve periodo, a meno che lei non si sia convintamente convertito al corporativismo..

    Comunque, volevo chiederle:

    1)Lei da molto tempo sostiene che l'uscita sarà inevitabile perchè la Germania vuole "vincere troppo" e le contraddizioni di questo sistema prima o poi emergeranno completamente (già sta iniziando). Ma in diversi suoi articoli sul blog sostiene che fare semplicemente spesa pubblica non risolve un bel niente (anche perchè si finirebbe a comprare beni importati) e addirittura scriveva che " Un'espansione fiscale non coordinata in cambi fissi è un cartoncino di invito alla troika."
    Liberi voi di firmarlo!
    Se lei oggi invece sostiene questa linea mi sembra chiara la volontà di giocare un gioco rischioso che ci porti molto vicini alla Troika e ad uno scontro da resa dei conti. A me questo gioco andrebbe anche bene se pensate di poterlo vincere ma ho il serio dubbio che la troika non arriverà e l'Europa invece ci concederà qualche briciola per evitare questa resa dei conti. Lei non ritiene che, in un contesto depresso sia economicamente che socialmente come l'Italia di oggi, spuntare due riformette in Europa, permetterci di avere un deficit leggermente superiore ecc. non possa contribuire a far stare momentaneamente meglio le persone facendogli credere che in fondo basta trattare un po' e l'Europa ci aiuta e quindi andare allo scontro ed uscire possa essere un errore? Perchè ho paura che Bruxelles ci concede qualcosina solo per depotenziare quelle condizioni di rabbia e anche malessere che, diciamocelo, possono determinare la compattezza nel voler procedere ad uno scontro che porterà ad un'uscita.

    RispondiElimina
  15. 2)Ma se si arrivasse allo scontro i 5 stelle saranno pronti a seguirvi? Perchè se non hai l'arma dei minibot e non sei disposto ad andare fino in fondo allora veramente arriva la troika e ciao ciao. Inoltre l'opinione pubblica non è ancora a favore dell'uscita dall'euro(e manco i 5stelle) e bisognerebbe essere bravi a creare degli incidenti prevedibilissimi (tipo fine QE che provoca rialzo dello spread) facendoli passare per atti premeditati ed ostili della UE anche se questo sarebbe illudere le persone e forse andrebbe contro i suoi principi.
    Io credo le cose cambino rapidamente in Italia ed è anche possibile che la maggioranza si renda conto che uscire dalla moneta unica è meglio che restarci ma gli italiani cambiano idea in entrambi i versi in maniera molto emotiva, per cui se ci dovessero essere ripercussioni pesanti (ad esempio nei primi 2 anni) la gente non capirebbe che un periodo di assestamento post-exit è necessario e vi verrebbe davvero a cercare coi forconi, soprattutto se si è convertita "da poco" e non ha interiorizzato certi concetti...non sarebbe meglio procedere prima a raccogliere consenso per 5 anni e poi eventualmente alle prossime elezioni ottenere la maggioranza ed andare allo scontro? Ma lo sa bene anche lei che non ci sarà questo margine di tempo dato che in 5 anni se siamo "indisciplinati fiscalmente" si arriverà al punto che o si sfancula l'europa o arriva la troika..e una possibile rottura lega-5stelle con ritorno alle urne anticipato potrebbe essere vista male dalle persone (così come era stato visto male il possibile ritorno alle urne poco tempo fa) e se non ottenete la maggioranza che si fà,un nuovo governo 5 stelle- lega per non cambiare niente?

    3)Io la flat tax non riesco a capirla, mi sembra semplicemente una misura meno progressiva dell'attuale sistema. Anche il non voler tassare i patrimoni mi sembra strano da parte sua...parliamoci chiaro: o lei non è keynesiano OPPURE queste sono mosse studiate per favorire l'adesione della classe produttiva e medio-alta del paese (soprattutto del nord) e una necessaria coesione tra le varie “fasce di reddito” per procedere compatti nei confronti dell’Europa. In questo caso sarebbe un bel piano, ma solo per abbattere l'euro. Se poi non si ha una svolta "a sinistra" con la lega (o in caso negativo, se lei non esce dalla lega) mi avrà molto deluso

    La verità è che o si arriva ad uno scontro subito oppure fate tanta tanta espansione così quando arriva l'Europa a richiamarci la gente non avrà assolutamente voglia di tornare a rispettare dei parametri che la impoveriscono proprio stava iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel...ho seriamente paura delle strade intermedie tipo che quest'anno fate uno 0.5% in più di deficit per rifiatare e non si conclude nulla.

    Spero tanto di poter ricevere delucidazioni da lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro, se vuoi ti lascio il mio posto. Sei sicuro che Keynes fosse per la patrimoniale? Cosa intendi per "sinistra"? Vuoi lo scontro? E perché?...


      Sinceramente non capisco. Voi parlate, parlate, parlate, parlate... Voi consigliate, consigliate, consigliate, consigliate, consigliate... Voi siete quelli che nel 2011 mi dicevano che non sarei mai andato in tv, che nel 2012 che non avrei mai scritto su un giornale, che nel 2013 che non avrei mai avuto l'attenzione dei media mainstream, che nel 2014 che non sapevo fare politica, ecc.

      Nel frattempo: sono andato in televisione, sono andato sui media mainstream nazionali e internazionali, ho favorito alcune evoluzioni non banali del quadro politico attuale e sono diventato senatore, facendo più o meno quello che mi pareva, e spesso il contrario di quello che volevate che io facessi. La tua pretesa di dare patenti di keynesismo è semplicemente ridicola: ma chi pensi di essere? Fra Cristoforo? Per favore: ripeto: il tempo del volenteroso dilettantismo è finito, e anche il tempo delle spiegazioni. Ora chi può, opera, e chi ha capito sostiene. Gli altri sono superflui, se non come zavorra (che, come dissi a Firenza in apertura di campagna elettorale, è pur sempre necessaria). Chi ha sufficienti energie spirituali (non intellettuali: spirituali) per capire questo progetto lo ha capito. Agli altri non devo dare spiegazioni di cui non saprebbero cosa farsi. Sorrido all'idea piuttosto originale che per vincere in guerra si debba attaccare di notte, ma vestiti con una bella tuta fosforescente, con un faro puntato addosso e suonando una tromba da stadio. Sorrido, ma capisco perché avete perso. Ecco: ancora una volta non farò come voi, ma come me: con pazienza, calma, razionalità, mantenendo fede nella superiore e oggettiva logica delle forze economiche, che punta in una unica, inesorabile direzione, tenendo presente l'interesse del paese, e in particolare dei tanti che stanno peggio di me e per i quali è urgente fare qualcosa subito, e, ovviamente, come sempre, sfruttando l'enorme forza dell'avversario.

      Va bene come delucidazione? Keynes, magari, leggilo. Non è facile, ma è semplice. Come Mozart. Auguri.

      Elimina
  16. Ho parlato con tanta gente "non del mestiere" negli ultimi giorni, e mi sono commosso nel vedere quanto i concetti sopra esposti, che fino a qualche anno fa avrebbero scaturito ilarità nell'italiano medio, siano ora sempre più chiari. Noto sempre più una presa di coscienza da parte degli italiani, e aggiungerei "finalmente". Come dicevo ieri in una conversazione a base di vino bianco di Alcamo, gli abbiamo "chiamato il bluff", e come al solito i tedeschi non sono stato furbi nel giocare le loro carte. Inoltre, ho l'impressione sempre di più che si stia creando un triangolo parecchio interessante tra Trump, Conte, è un Putin che ultimamente è stato silenzioso per via dei mondiali contro l'ordoliberismo tedesco, con Macron che fa finta di essere il novello Charles de Gaulle ma che è rilevante quanto il 2 di coppe con la briscola a mazze. Come diceva qualcuno, ci aspettano tempi interessanti, e io sono felice di sapere che ai posti di comando ci siano le persone giuste. È la prima volta in tanti anni che ho fiducia nel futuro della nostra nazione.

    Grazie di cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente l'accento era fuori luogo (e non voluto).

      Elimina
  17. Professore ma com’é possibile che si siano fatte politiche di austerità per anni quando é scritto alla seconda pagina di ogni libro di Macroeconomia che durante un periodo di crisi vadano fatte politiche espansive?
    Credo sia fondamentale una riforma della scuola per insegnare economia nelle scuole superiori e per inserire nel piano di studi la storia moderna e contemporanea, e non fermarsi sempre alla seconda Guerra Mondiale. La storia della Repubblica Italiana credo sia piu utile di ore e ore sul Paleolitico.

    Buon lavoro senatore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche se, già fermandosi alla seconda guerra mondiale, si potrebbe ben approfondire Roosevelt e quel visionario di Sir John Maynard, suo consigliere. O no?

      Elimina
    2. Io proporrei intanto di recuperare l'ora di religione.
      I dogmi che hanno tentato di imporci soprattutto negli ultimi trenta anni hanno molto di religioso e poco di obiettivo.

      Elimina
    3. Purtroppo è stato possibile perchè le scelte erano suggerite da NON economisti come Monti e messe in opera da "politici" che invece di curare gli interessi del proprio paese si sono preoccupati degli interessi propri e dei propri amici e referenti.

      Elimina
    4. Semplice perche politiche restrittive aumentano il valore del denaro e le banche che hanno il denaro ci guadagnano e guarda caso erano anche quelle che decidevano le politiche economiche restrittive

      Elimina
  18. Quindi: aiutiamo la parte della borghesia che già ha più disponibilità economiche abbassando le tasse. E per l'altra e più numerosa parte della comunità, che redistribuzione prevediamo? Eliminiamo quantomeno i ticket e i tempi di attesa nella sanità, o quella è spesapubblicaimproduttiva perché non sono "investimenti" e va tranquillamente sacrificata ai "vincoli di bilancio"?
    O dobbiamo rassegnarci al redditodellagleba a spese di tutto il resto?

    RispondiElimina
  19. Vogliamo una maggioranza euroscettica all'Europarlamento? No, la completa smantellazione di questa istituzione CRIMINALE!
    La sovranità, così come dettata dalla Costituzione ed espressa nei lavori della Costituente, è incondizionata e incondizionabile sul piano interni con la possibilità di essere LIMITATA se non per pace e giustizia all'esterno dei Confini. In seno alla Costituente le sue limitazioni previste dell'art. 11 in favore di un proggetto europeo furono RES-PIN-TE!!!! Cedere sovranità come concepito nei Trattati Europei è REATO!!! Inoltre non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo! Tra questi OBBLIGHI vi è quello di conservare e preservare il potere d'imperio dello Stato!
    E dei mercati!? Si fottano!!
    Come il proggetto europeo anche il liberismo in materia economica fu cassato dalla Costituente perchè CAUSA della Seconda Guerra Mondiale. "Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze fra le quali primeggia la tremenda guerra che fu la rovina di tanti popoli". Così diceva Gustavo Ghidini nel 1947 durante l'Assemblea Costituente. E ancora Aldo Moro: "è effettivamente insostenibile la concezione liberale in materia economica, in quanto vi è la necessità di un controllo in funzione dell'ordinamento più completo dell'economia mondiale, anche e sopratutto per raggiungere il maggior benessere possibile. Quando si dice controllo dell'economia, non si intende però che lo Stato debba essere gestore di tutte le attività economiche, ma ci si riferisce allo Stato nella complessità dei suoi poteri e quindi in gran parte dello Stato che non esclude le iniziative individuali, ma le coordina, le disciplina e le orienta". Ergo, i mercati devono sottostare al controllo delle democrazie e dello STATO!! I loro interessi vengono dopo la COSTITUZIONE e la dopo la DEMOCRAZIA! Con il battipugnismo non andremo da nessuna parte, anzi, ci porterà alla dominazione straniera come diceva Lelio Basso nel lontano 1949 (Da Fascismo e Democrazia cristiana: due regimi del capitalismo italiano, G. Mazzotta, 1975, p. 71). Questo perchè i mezzi di enforcement attuati dagli ultimi governi non erano il fine ma il mezzo per arrivare all'Europa unita come si prefiggeva l'establishment finanziario americano. Lei come tutti noi sa perfettamente che non esiste un'altra Europa, per l'appunto il "questismo" e il "quellismo". Voi non siete "fuuurbi" come Lei scriveva di Tzipras nel 2015? Voi non state utilizzando la stessa strategggia di grullina memoria? NO, chi noooooiii? Invece SI, siete solo dei COLLABORAZIONISTI, NEMICI del Paese e TRADITORI della Repubblica Italiana!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, fra un latrato e l'altro, ricordati che progetto si scrive con una sola "g", anche se a casa tua si abbaia con due. Quanto al resto, questo non è più il momento dei volenterosi dilettanti, quindi la tua presenza qui è superflua. Io verrò giudicato dalle mie opere, e tu dalle tue, cioè non verrai giudicato.

      Elimina
  20. In molte scuole superiori si insegna già l'economia; anche la storia contemporanea, in teoria, è già compresa nei programmi ministeriali. Ma non è quello, il problema. Del resto, chi propugna l'austerità in tempo di crisi, è laureato, specializzato e masterizzato in economia. Quello che ben pochi insegnano, sono le conseguenze politiche e sociali delle scelte economiche che, anzi, sono perfettamente dissimulate sotto la maschera de Lascienza o de iMercati. Per far capire queste ultime, non basta inserirle nei programmi ministeriali, ma ci vogliono persone in grado di leggere tra le righe. Ed è proprio questo, che ho imparato, stando qui.

    RispondiElimina
  21. “Pride and prejudice” del MEF presenta alcune parti dubbie, ad esempio: “Grazie alla crescita e al piano di cessioni di proprietà dello Stato già in corso di attuazione, dal 2016 il rapporto debito/PIL comincerà a declinare.”
    Vendere il patrimonio pubblico per pagare il debito pubblico è come vendere la gallina per comprarsi le uova (il Pedante).

    Con il debito pubblico lo Stato si indebita verso i privati.
    I privati possiedono risorse da prestare allo Stato perché le leggi dello Stato gli riconoscono la proprietà su dette risorse (e precedentemente le leggi dello Stato avevano creato le condizioni per accumulare quelle risorse).

    Il debito pubblico è un meccanismo creato per spostare ricchezza da tutti i cittadini ad una minoranza.
    Con le tasse, lo Stato preleva risorse da tutti i cittadini. Tali risorse saranno usate per pagare gli interessi sul debito pubblico a quella minoranza di cittadini ed imprese che hanno acquistato i titoli del Tesoro.

    Ogni debito è anche un credito: se c’è un debitore che paga, ci deve essere un creditore che intasca.
    Sui media, quando si parla di debito pubblico: vengono dichiarate le dimensioni del debito; viene nominato il debitore, lo Stato, implicitamente additato in maniera negativa; mentre l’informazione relativa ai creditori del debito pubblico è spesso lacunosa.
    Un’informazione equilibrata dovrebbe parlare per un uguale periodo di tempo sia del creditore che del debitore, ma in tal caso i cittadini inizierebbero ad unire i puntini.

    L’uomo della strada potrebbe fare il seguente ragionamento:
    io pago lo Stato con le tasse;
    poi lo Stato paga gli interessi sul debito pubblico agli acquirenti dei titoli del Tesoro;
    quindi io arricchisco periodicamente quella banca che, quando era in difficoltà, anziché essere nazionalizzata ha ricevuto aiuti di Stato e poi ha comprato titoli del Tesoro;
    se ora privatizzano il patrimonio pubblico per pagare il debito pubblico, quella banca userà i miei soldi per comprarsi il patrimonio pubblico.

    RispondiElimina
  22. Ciao Alberto, ti seguo da un sacco di tempo, anche se non ho mai scritto qui sul blog. E, ovviamente, ho votato per il partito giusto il 4 marzo! :p
    Non sarebbe ora di attivare qualche strumento di cui la nostra cara democrazia italiana è dotata? Come ben hai detto, il cambiamento si fa dall'interno delle istituzioni e nel rispetto dello spirito costituzionale.
    Un caro e cordiale saluto. A presto.

    RispondiElimina
  23. Grazie professore, perché, nonostante i nuovi impegni, riesce a tenere a tenere vivo il blog, che è, per me, strumento prezioso di informazione.

    RispondiElimina
  24. Quando finalmente parlera' di sovranita' monetaria di uscita dalla nato e uscita dall'euro
    Un po come feceva tempo fa quando scriveva libri
    Toba

    RispondiElimina
  25. ''in fondo è palese, fare del sapere uno strumento di potere è l'unico modo per fare della democrazia una dittatura dell'informazione''

    RispondiElimina
  26. Segnalo che la trasmissione report (che non vedevo da almeno 6 anni) ha trasmesso una puntata davvero interessante e costruttiva che evidenzia come il porto di Rotterdam ,che oggi è il principale snodo commerciale europeo, si trovi in una posizione meno favorevole rispetto ai nostri porti (siamo circondati dal mare), che potrebbero intercettare un gigantesco traffico di navi provenienti dal canale di Suez che dopo il recente ampliamento è il percorso privilegiato per il trasporto marittimo.
    Si tratta di infrastrutture capaci di creare posti di lavoro in quel martoriato sud, che ha già dei porti capaci di ospitare le gigantesche porta container di ultima generazione che risparimierebbero 5 giorni di navigazione per arrivare nel porto olandese.
    Con una opportuna rete di trasporti si potrebbe rivitalizzare un settore in cui dovremmo essere i primi, siamo o no navigatori oltre che santi?
    Nel video compare anche Minenna, che suggerisce di usare i risparmi degli italiani (ma ce n'è davvero bisogno?).
    Se c'è da investire, questo è davvero un bel progetto, sebbene si possa definire una grande opera, ci sarebbe una grande ricaduta in termini strategici ed economici.

    RispondiElimina
  27. "I soldi veri li farà chi scommetterà a favore, chi scommetterà sulla capacità degli italiani di creare valore col loro ingegno e la loro tenacia"

    .

    RispondiElimina
  28. Ma al MEF sono tutti così internazionali che non possono proprio usare un titolo in italiano?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il fatto è che devono rivolgersi a quegli stessi investitori esteri cui per decenni hanno fornito messaggi distorti. Quindi devono fare i simpatici con loro...

      Elimina
  29. Scusi prof, si potrebbe usare Paese con la P maiuscola anche nel titolo?

    Grazie :-)

    RispondiElimina
  30. Stilema fascista? In effetti...

    Il titolo dell'articolo è "Lesina":

    Due cose occorrono. Anzitutto che il ministro del Tesoro parli chiaro. Non perifrasi vaghe, per nascondere il male, ma la schiettezza dei numeri. Chiediamo, insomma, una esposizione sincera, che abbia l’effetto — sui signori deputati e sul paese — di un poderoso pugno nello stomaco. Dopo l’esposizione finanziaria, è necessario esaminare il problema dal punto di vista esecutivo: quale organo occorra creare per effettuare il più inesorabile regime della lesina. Il Parlamento è inadatto allo scopo. I signori deputati non sanno mai dire di no. Il Governo subisce le pressioni dei deputati.
    Dopo il pietoso e miserando risultato della riforma burocratica — conclusosi non in una falcidia, ma in un grosso aumento di personale e di spese — è illusorio sperare nella Camera o nel Governo. Bisogna istituire, sia pure come loro emanazione, ma al disopra delle fluttuazioni degli ambienti governativi e parlamentari, una vera e propria dittatura della lesina, con poteri assoluti e coll’obiettivo preciso: affrettare il pareggio del bilancio. Non si sono costituite all’infuori del Governo e del Parlamento, commissioni speciali, munite di poteri sovrani, per la liquidazione del materiale di guerra? Si nomini un’altra commissione che liquidi al più presto il deficit nel bilancio dello Stato. E’ necessario che tutti i cittadini si convincano della realtà di questo dilemma: o la lesina o il fallimento.
    ” (B. Mussolini, Il Popolo d’Italia, n. 155, 30 giugno 1922 in E. e D. Susmel (a cura di), Opera omnia di Benito Mussolini, La Fenice, Firenze, 1951-1963, vol. XVIII, pagg. 264-5).

    Diciamo che qualche somiglianza si nota.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Arturo, sei sempre prezioso. Ricordiamoci anche che la storia non si ripete solo due volte. Infinite tragedie sono seguite da infinite farse e la serie non è esattamente alternante. Non abbiamo certezza che quello che ci toccherà grazie a questi epigoni di Mussolini sia una farsa. Potrebbe anche essere un'altra tragedia.

      Elimina
  31. ALL'ESIMIO Prof.Alberto Bagnai.E' LA SECONDA VOLTA,COSA MAI SUCCESSA PRIMA,CHE UN MIO COMMENTO VIENE LETTERALMENTE "FAGOCITATO" NON APPENA CLICCO SU "ANTEPRIMA".SONO ESTREMAMENTE DISPIACIUTO DI QUESTO INCRESCIOSO INCONVENIENTE, CHE CONSIDERO STRANO E ASSAI "SOSPETTO".IN FUTURO COMMENTERO',DI NECESSITA',SOLO SULLA SUA PAGINA DI FACEBOOK E NEI SUOI VIDEO, NON PIU'SU QUESTO BLOG.
    La rigrazio,SENATORE, e mi scuso per il disturbo.Cari saluti.
    MAGGIO LORENZO (Lorenzo Maggi)

    RispondiElimina
  32. Caro Alberto,
    grazie per aver ripreso il dialogo sul blog: ci mancavi!
    I dati italiani, come ben sai, mostrano una tendenza in assoluto miglioramento sia nell'interscambio con l'estero (e così si va progressivamente azzerando la posizione patrimoniale con l'Estro, vero tallone d'Achille dell'Italia 2011), sia nella produzione industriale.
    Manca ancora il sostegno del credito (l'impulso creditizio è calante), e mancano soprattutto i miliardi di investimenti pubblici che abbiamo tagliato e che, ne sono certo, riattiverete nei prossimi mesi.
    Buon lavoro ed in bocca a lupo al Nostro Paese.

    RispondiElimina
  33. Un consiglio, si appalesano all'orizzonte attacchi speculativi per far cadere il governo, sono di oggi alcune dichiarazioni di Mario Monti, di seguito il linkl che si aggiungono alla Merkel che ha minacciato la Grecia o il caso della BCE che intende fermare il quantitative easing. Bisogna avere un piano ben congegnato da tenere nel cassetto. http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13348751/mario-monti-editoriale-corriere-della-sera-complotto-contro-italia.html

    RispondiElimina
  34. Ma infatti, dal governo si dovrebbe dichiarare in modo chiaro: "Lo spread sale, bene, ci si presenta l'opportunità di un ottimo investimento."

    RispondiElimina
  35. Senatore, questo suo post è di altissimo livello politico.

    E' da queste basi (di conoscenza, di fiducia) che, a mio avviso, può essere ricostruita la saldezza sociale del nostro Paese.

    Grazie

    RispondiElimina
  36. Il Paese del malgrado...ricordo un vecchio articolo, forse di Repubblica che riprendeva un articolo di una grossa testata straniera dove si diceva dell'Italia che malgrado la politica non funzionasse e i Governi cadessero come foglie in autunno, malgrado la corruzione, malgrado malgrado....eravamo una delle maggiori potenze industriali ecc. ecc...chissa' se qualcuno lo ricorda...

    RispondiElimina
  37. Anche io ho resistito alla depressione grazie a elopram e Bagnai.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.