giovedì 17 maggio 2018

La relazione pericolosa

La situazione nella quale mi sono trovato ieri in Commissione Speciale pare fosse completamente inedita. Ricapitolando: del DEF normalmente si occupa la V Commissione Permanente (Bilancio), che però, come sapete, al pari delle altre Commissioni Permanenti non si è ancora potuta insediare, perché ancora non si sa chi sia esattamente maggioranza e chi opposizione (e quindi non si possono assegnare le presidenze di commissione in modo da riflettere e controbilanciare l'equilibrio di poteri determinato - o non determinato! - dal voto). Il governo dimissionario, che avrebbe dovuto presentare il DEF il 10 aprile, ha avuto due ordini di riguardi: ha aspettato un po', per vedere se gli equilibri si definivano, e non ha inserito il "quadro programmatico", cioè non ci ha detto cosa avrebbe voluto fare, dato che in tutta questa incertezza una cosa sola era certa: che qualsiasi cosa fosse, non l'avrebbe fatta lui.

La cosa a grandi linee normalmente va così: c'è un governo, presenta il DEF entro il 10 aprile, viene assegnato per la discussione alla V Commissione, nella quale un relatore di maggioranza riferisce, la discussione si svolge, ognuno dice come la pensa sulle misure proposte dal governo, e poi si dà mandato al relatore di riferire in aula (favorevolmente, per forza di cose, visto che il DEF è prodotto da un governo espressione della stessa maggioranza del relatore).

Questa volta l'affare era piuttosto ingarbugliato, perché il DEF è espressione di un governo che non c'è più (anche se ogni tanto si comporta come se ci fosse ancora), il relatore, per forza di cose, era espressione di una maggioranza che non c'è ancora (per poco), e la discussione sulle misure contenute nel DEF era per definizione una discussione sul nulla, dal momento che il DEF in buona sostanza misure non ne contiene (d'altra parte, se c'è il pilota automatico, forse non si vede nemmeno perché mai dovrebbe contenerne)!

Ho passato due o tre giorni a cercar di capire cosa avrei dovuto fare, realizzando, a poco a poco, che cosa fare esattamente non era chiaro a molti, perché una situazione simile in effetti non si era mai presentata. Io, per non sbagliare, l'ho presa con il mio consueto spirito di servizio: siamo un'assemblea, dobbiamo discutere un documento, mi tocca riferire: bene: cercherò di chiarire bene cosa c'è nel documento, in modo che sia più facile discuterne il contenuto. Dato che nel documento c'era solo il tendenziale, ho discusso quello.  Male non fare, paura non avere...

Condivido con voi la mia relazione, e poi, a seguire, vi rinvio al resoconto sommario della discussione che ne è seguita: una discussione della quale avrete modo di apprezzare il punto nodale, che era decidere se nominare o meno un senatore leghista (barbaro) per riferire in aula su un DEF del PD. Apprezzerete il contributo costruttivo dei colleghi del 5 stelle.

La relazione


Come è noto, in ragione del momento di transizione il DEF al nostro esame è stato presentato in ritardo rispetto alle scadenze naturali e non contempla alcun impegno per il futuro, bensì si limita alla descrizione dell'evoluzione economico-finanziaria internazionale, e all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l'Italia e del quadro di finanza pubblica tendenziale che ne consegue.
Fornirò una sintesi dei principali elementi che il governo propone alla valutazione delle Camere, articolandola secondo le principali sezioni in cui si articola il documento, e fornendo limitati spunti di analisi. In particolare, evidenzierò le principali modifiche sopravvenute negli scenari proposti rispetto alla Nota di Aggiornamento al DEF presentata nel settembre scorso.
Per quanto concerne il quadro macroeconomico descritto nel Programma di stabilità (Tavola 1 del primo capitolo), nel periodo di previsione preso in considerazione nel DEF, le stime contemplano una crescita del PIL pari a 1,5% nel 2018 e 1,4% nel 2019 e una riduzione del tasso di disoccupazione rispettivamente al 10,7% nel 2018 e al 10,2% nel 2019. Il principale mutamento intervenuto rispetto al NADEF 2017 è una revisione al rialzo della crescita, rispettivamente di 0,3 e 0,2 punti, in ragione del quadro internazionale più favorevole, riflettendo anche gli orientamenti del Fondo Monetario Internazionale, che fra ottobre 2017 e aprile 2018 ha rivisto al rialzo in misura analoga la crescita reale dell’economia italiana.
Prima di fornire elementi di valutazione di questo quadro previsionale, mi limito ad osservare che incrociandolo con le previsioni demografiche dell’ISTAT si ricava che data questa crescita, nel 2021 il Pil pro capite degli italiani sarà pari a circa 27.700 euro ai prezzi del 2010, ancora al disotto del massimo antecedente alla crisi, raggiunto nel 2007 con 28.699 euro, e prossimo al valore del 2003, pari a 27.684 euro (fonte AMECO).
Il quadro previsionale è stato valutato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio in conformità al regolamento EU 473/2013 (cosiddetto Two pack), che lo ha validato rilevando tuttavia nell’audizione del 9 maggio scorso come le previsioni del Governo siano “in prossimità” o “marginalmente superiori” al limite massimo delle previsioni fornite dai valutatori indipendenti (Fig. 1.2 dell’audizione). Diversi osservatori, fra cui Confindustria, nella sua audizione del 15 maggio scorso, hanno segnalato il rischio di sovrastima della crescita, legato in particolare al fatto che il quadro previsionale non sconta l’effetto recessivo determinato dall’attivazione delle c.d. “clausole di salvaguardia” (delle quali si dirà più avanti). Preme sottolineare a questo riguardo che rispetto al momento in cui le previsioni sono state formulate sono emerse fragilità nella crescita tedesca (l’Ufficio Federale di Statistica ha dato conto di un rallentamento di 0,3 punti nella crescita dell’ultimo trimestre 2017 in ragione di un “rallentamento del commercio mondiale”), e il Centro Europa Ricerche (CER), uno dei valutatori indipendenti, nella sua nota di aggiornamento del 14 maggio scorso evidenzia un rallentamento della crescita del secondo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017.
Va dato atto al governo di aver fatto una analisi di sensitività rispetto ai principali fattori di rischio connessi alle tensioni geopolitiche, commerciali e finanziarie presenti a livello globale, tensioni alle quali si è aggiunta la decisione relativa agli accordi sul nucleare iraniano, suscettibili di effetti sull'attività delle nostre aziende operanti in quel paese.
Un primo gruppo di rischi attiene alla stabilità finanziaria: questa potrebbe venire interessata negativamente dall’attuale situazione di elevati corsi azionari, bassi e poco differenziati rendimenti obbligazionari,  ridotta volatilità, cui si è abituata la gestione degli investitori, ed elevati livelli di indebitamento pubblico e soprattutto privato di alcuni paesi emergenti. A ciò deve aggiungersi il possibile fattore di rischio connesso ad un eventuale inasprimento delle condizioni dei mercati finanziari connesso alla prossima fine del Quantitative easing. Si segnala, tra le altre, la dichiarazione di Villeroy (Banca di Francia e board BCE) che ha dichiarato: “il QE si sta avvicinando alla conclusione, se sia a settembre o dicembre non fa alcuna differenza”.
Un secondo fattore di rischio attiene alle possibili evoluzioni delle misure protezionistiche avviate dagli Stati Uniti, cui il Def dedica un apposito focus, articolato secondo due differenti scenari, più intenso il primo e più moderato il secondo.
Si osserva tuttavia che non viene fatta un’analisi di sensitività del quadro previsionale rispetto a due variabili cruciali: il cambio euro/dollaro, che potrebbe rivelarsi più alto del previsto in ragione fra l’altro dell’elevatissimo surplus dell’Eurozona (principalmente ascrivibile all’economia tedesca), mal tollerato dagli Stati Uniti, e il prezzo del petrolio, per il quale valgono considerazioni analoghe.
Per quanto riguarda la finanza pubblica, il quadro tendenziale prevede una riduzione del deficit all’1,6% del PIL nel 2018 e allo 0,8% nel 2019, con l’avanzo primario in crescita rispettivamente all’1,9% e al 2,7%. Il debito pubblico è previsto scendere al 130,8% del PIL nell’anno in corso e al 128% l’anno prossimo.
La principale modifica intervenuta rispetto al quadro proposto dal NADEF2017 riguarda la contabilizzazione degli interventi a favore del sistema bancario.
A tale proposito ricordo che con la Relazione al Parlamento presentata alle Camere in data 19 dicembre 2016, ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 2012, il Governo chiese l’autorizzazione ad emettere titoli di debito pubblico fino ad un massimo pari a 20 miliardi di euro per l’anno 2017, per l’eventuale adozione di tali provvedimenti. La Nota di aggiornamento al DEF 2017 precisava che, trattandosi di partite finanziarie, si era ipotizzato un impatto nullo sull’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche.
Giova ricordare che la Verifica delle quantificazioni n. 555 realizzata dal Servizio del bilancio della Camera in data 6 luglio 2017 aveva evidenziato l’esigenza di ulteriori indagini. L’Istat, nella Comunicazione diffusa il 4 aprile 2018, ha in effetti rettificato le considerazioni espresse nel NADEF2017 dando conto di alcune revisioni dei dati relativi all’indebitamento netto e al debito per il 2017, dovute in larga parte all’inclusione nelle stime riferite a tali indicatori degli effetti delle operazioni riguardanti le banche in difficoltà. Tali revisioni sono per lo più ascrivibili alla decisione assunta da Eurostat nel parere pubblicato il 3 aprile 2018, che ha fornito indicazioni metodologiche circa il corretto trattamento contabile delle operazioni relative alle banche venete, attribuendo alle stesse un impatto, non solo ai fini del fabbisogno, ma anche dell’indebitamento netto (a differenza quindi di quanto previsto dalla Nadef 2017).
Dai dati forniti risulta che le operazioni relative alle banche in difficoltà hanno determinato nel 2017 effetti anche sull’indebitamento netto per circa 6,3 miliardi, di cui circa 1,6 miliardi derivanti dalle operazioni relative a Monte Paschi di Siena e circa 4,8 miliardi ascrivibili alle operazioni sulle banche venete. La decisione Eurostat ha modificato anche l’impatto sul debito delle operazioni riferite alle banche venete.
Tenendo conto di queste modifiche, si prospetta comunque una riduzione progressiva del deficit tendenziale sia in valore assoluto sia in percentuale del PIL, raggiungendo un sostanziale pareggio nel 2020 ed un lieve avanzo nell’ultimo anno di previsione. Il miglioramento deriva sostanzialmente dall’incremento dell’avanzo primario, che dovrebbe via via salire sino ad arrivare al 3,7 per cento del PIL nel 2021. La spesa per interessi è prevista ridursi dal 3,8 per cento del PIL registrato nel 2017 al 3,5 per cento nel 2018 e poi stabilizzarsi.
Tuttavia, anche in conseguenza delle vicende relative alle banche in difficoltà, la cosiddetta “regola del debito” non appare rispettata in base a nessuno dei tre noti criteri previsti dalla normativa UE.
Quanto al miglioramento dell’avanzo primario, questo sconta soprattutto una riduzione dell’incidenza sul PIL delle uscite primarie, in particolare di quelle di natura corrente, data anche la natura a legislazione vigente della previsione. A questo proposito, sta destando un certo allarme nell’opinione pubblica il dato evidenziato dalla Tabella 2.2 delle “Analisi e tendenze di finanza pubblica”, secondo cui dal 2019 la spesa sanitaria scenderebbe sotto il livello minimo consigliato dall’OCSE, pari al 6,5% del Pil, dato evidenziato anche dal rappresentante della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nell’audizione del 15 maggio scorso. Notiamo, incidentalmente, come la stessa audizione abbia evidenziato che il contributo al risanamento del debito delle amministrazioni pubbliche stia avvenendo largamente per opera delle amministrazioni locali, causando alcune difficoltà nell’assicurare i servizi ai cittadini che ad esse competono.
Inoltre, il quadro economico-finanziario prospettato nel DEF, non avendo natura programmatica, contempla l’aumento delle imposte indirette nel 2019 e, in minor misura, nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia in vigore. Come già avvenuto negli anni scorsi, tale aumento potrà essere sostituito da misure alternative con futuri interventi legislativi che potranno essere valutati dal prossimo Governo.
Il DEF aggiorna altresì le previsioni tendenziali relative al saldo strutturale, che è previsto migliorare progressivamente passando da una stima di -1,1 per cento nel 2017 a un lieve avanzo nel 2020 (+0,1), che si mantiene anche nel 2021. Su questo punto va segnalato che la Commissione europea stima un saldo strutturale peggiore rispetto al DEF di -0,6 punti di PIL nel 2017, -0,7 punti nel 2018 e -1,6 punti nel 2019. In tutti e tre gli anni incide una diversa valutazione della componente ciclica del bilancio che, secondo la Commissione, è inferiore di 0,6 punti annui rispetto a quanto stimato dal DEF, una divergenza che discende in larga misura dalle diverse metodologie seguite da Governo e Commissione per stimare l’output gap. Pur conservando riserve di ordine scientifico su questo criterio, il relatore dà atto al Governo di aver proposto ed in parte applicato una riforma della metodologia di calcolo meno penalizzante per il nostro paese. Per approfondimenti su questo tema si rinvia al quarto paragrafo della  relazione sui “Fattori rilevanti per lo sviluppo del debito pubblico italiano”, redatta ex art. 126 TFUE e  pubblicata dal MEF in questo mese.
Sul 2018 pesa inoltre una previsione marginalmente più pessimistica della Commissione in merito al saldo complessivo di bilancio (la Commissione lo stima a -1,7 punti di PIL, mentre il Governo lo prevede a -1,6 punti), che si riflette anche sulla sua componente strutturale. Sul 2019 incide poi la diversa ipotesi sulle clausole di salvaguardia (cui corrisponde un effetto migliorativo sul saldo di 0,7 punti di PIL incluso nelle previsioni del DEF) che nello scenario della Commissione vengono disattivate senza compensazione, e un approccio più cautelativo della Commissione su altre poste di bilancio che fa sì che l’indebitamento netto risulti complessivamente più elevato rispetto alle stime del DEF di circa 1 punto di PIL.
Si rammenta che già lo scorso anno la Commissione europea aveva rilevato che "le condizioni macroeconomiche, sebbene ancora sfavorevoli, principalmente a causa della bassa inflazione, dovrebbero risultare migliorate a partire dal 2016 e non possono più essere considerate come una circostanza attenuante per spiegare il mancato risanamento di bilancio da parte dell'Italia e il forte divario previsto rispetto alla regola del debito (nella configurazione prospettica) per i prossimi anni."
La terza Sezione del DEF 2018 reca il Programma Nazionale di riforma (PNR) che, in stretta relazione con quanto previsto nel Programma di Stabilità, definisce gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delle finanze pubbliche, in coerenza con gli indirizzi formulati dalle istituzioni europee nell’ambito del semestre Europeo. In tale ambito sono indicati lo scenario macroeconomico e i prevedibili effetti delle riforme, l'azione del Governo e lo stato di avanzamento delle riforme avviate, in relazione alle raccomandazioni formulate dal Consiglio UE ed infine il quadro degli interventi ricompresi nelle azioni di policy per le politiche di coesione. Sono altresì riportati l’impatto finanziario delle misure del programma nazionale di riforma, con riferimento a quanto dettagliato nelle griglie ad esso allegate.
Nel PNR merita a nostro avviso particolare attenzione il paragrafo II.3 che analizza il tema della riduzione dei crediti deteriorati nel sistema bancario. Si rileva positivamente una fisiologica ripresa dello smaltimento, associata alla generale ripresa della crescita economica. Riteniamo però che si debba esercitare attenzione nel non impartire un eccessivo impulso a questo processo, in particolare valutando eventuali inviti in tal senso che dovessero giungere da organismi europei. Va evitato che uno smaltimento accelerato delle garanzie immobiliari, in uno scenario di crescita che comunque presenta rischi di rallentamento, metta in ulteriore difficoltà l’economia, con criticità rilevate anche dall’ANCE nella sua audizione del 15 maggio 2018.
Oltre ad una indicazione (parte IV) sulle interlocuzioni istituzionali con regioni e province autonome nella preparazione del PNR, completa la Sezione una ultima parte in cui si dà conto dei progressi conseguiti nell’ambito della Strategia Europa.
Dopo l’esercizio sperimentale dello scorso anno, il DEF 2018 è corredato dagli “Indicatori di benessere equo e sostenibile”: si tratta di 12 indicatori di diverse aree che caratterizzano la qualità della vita dei cittadini relative a disuguaglianza, istruzione, salute, ambiente, sicurezza, etc. In esito alla sperimentazione relativa a 4 indicatori, a partire dal 2018 l’Italia è il primo paese dell’Unione europea e dei G7 a dotarsi di un set di indicatori di benessere in base ai quali misurare l’impatto delle politiche pubbliche, abitualmente valutato su pochi indicatori macroeconomici e di finanza pubblica, in primis il PIL. Mi preme rilevare in questo senso che il Senato, attraverso il suo Ufficio Valutazione Impatto (UVI), propone interessanti approfondimenti metodologici ed estensioni delle analisi proposte dal DEF.
Per ogni approfondimento di dettaglio, si fa rinvio alla documentazione predisposta dai servizi studi e bilancio delle Camere.


La discussione

La trovate nel resoconto sommario, che potete navigare col menù di sinistra (il mio intervento è in "Affari assegnati"). Immagino la delusione dei tanti giornalisti che mi hanno chiesto il documento: magari si aspettavano di trovarci chissà quale misura (Weimar, le carriole, le cavallette, ecc.)! Immagino i titoloni... Mi dispiace per loro, ma non funziona così. Gli effetti speciali vanno bene al cinema. Questa è una partita a scacchi, ed è appena iniziata. Suppongo che qualcuno si annoierà (io mi diverto) e qualcuno non ci capirà niente (mi ci metto anch'io). Pazienza. E ora vi lascio, devo prepararmi per l'incontro di stasera a Olbia. Non so nemmeno dirvi quando sarà la prossima mossa, perché non mi sono ancora arrivate le convocazioni per la prossima settimana, né in quale veste la giocherò. A ogni giorno basta la sua pena.



(...vedere le cose dall'interno non ha prezzo: di questo vi sarò eternamente grato. Per il resto ci sono gli arditi: quelli che col pugnale fra i denti vogliono muovere l'assalto al grido di "procomberò sol io!" A tanto ardore egotico foscoliano (scusa, Giacomo), preferisco il lavoro di squadra. Non ve lo sareste mai immaginato, vero!?...)

65 commenti:

  1. Senatore hanno inserito il suo blog nella lista nera dei siti malevoli.

    Comunque basta poco per aggirare il blocco.

    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' da 3 settimane che mi ritrovo goofynomics nella cartella spam nonostante aggiorno di continuo le impostazioni per dire che non deve stare lì...MISTERI !

      Elimina
    2. Quale sarebbe la lista nera? Vuoi spiegarti, o vuoi continuare a cianciare facendomi perdere tempo? Te lo dico perché qui sappiamo che c’è chi vuole farci perdere tempo, e sappiamo anche chi è…

      Elimina
    3. Non voglio far perdere tempo a nessuno, men che meno a lei.

      Allego screenshot: https://ibb.co/hwiRmT

      Il 17 Maggio accedendo al suo blog con firefox ricevevo il messaggio di sito non sicuro, ho dovuto inserire manualmente 'goofynomics' alla lista dei siti attendibili del browser.

      Oggi ho provato sia con Chrome che con explorer e non ho avuto problemi ad accedere.

      Questo è quanto.

      Elimina
  2. Questo blog non è un grande gioco di squadra?
    Lei non è il nostro Capitano?
    Anche se effettivamente in campo a cercare il gol c'è solo lei!
    Noi allora che ci stiamo a fare, forse solo il tifo.
    Credo che lei sappia meglio di tutti noi cosa ci stiamo a fare: forse niente, ma speriamo anche di no.
    DEF: al relatore viene conferito il mandato di riferire in Assemblea, ma il relatore come viene deciso? Normalmente credo lo nomini il governo, in questo caso?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un paio di cose si possono fare: http://goofynomics.blogspot.it/2018/05/la-liberta-non-e-gratis-e-nemmeno-la.html

      Elimina
    2. Con il nostro voto abbiamo dato le munizioni necessarie alle nostre "truppe" per combattere, non mi pare poco. Considerato anche il livello di totale scoramento da cui si partiva. Da qui in avanti potremo anche perdere, ma almeno avremo lottato!

      Elimina
    3. Anche solo leggere, imparare, informarsi è FONDAMENTALE, per noi stessi, per essere cittadini consapevoli e partecipanti, sia per essere testimoni presso tutti coloro con cui interloquiamo

      Elimina
    4. Continua (errore di invio)
      ...che magari, pieni di propaganda, non hanno sufficienti informazioni e nozioni per valutare la situazione.
      Possiamo fare molto, qui ci sono gli strumenti, usiamoli.

      Elimina
    5. Mi sembra che molti qui (come sul blog di 48) abbiano dato anche buone o ottime analisi.
      Come minimo spunti di riflessione.

      Elimina
  3. Grazie e ancora grazie.. si stiamo in trincea e queste buone nuove ci permettono di poter resistere ancora e ancora perché in esse vi leggiamo la speranza... consci che la battaglia sarà lunga e dura...ma c'è la speranza, già questa ad oggi basta..
    Viva l'Italia libera e sovrana.

    RispondiElimina
  4. Prima di leggermi il post, volevo farvi fare due risate.
    Cottarelli keynesiano?. Non ci meritiamo persone cosi.

    RispondiElimina
  5. Tu sei i nostri occhi, le nostre orecchie e la nostra parola. Che spettacolo!

    RispondiElimina
  6. I lettori del blog possono avere informazioni di prima mano sulla Commissione Bilancio....e non e' cosa di poca importanza per meglio capire quali sono le proposte e quali gli effetti che le proposte hanno sulla nostra vita

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà possono averle tutti: basta sapere dove trovarle sul sito del Senato.

      Elimina
    2. Se riuscirai a alfabetizzare qualcuno anche sull'uso delle fonti parlamentari è la volta che ti tocca il monumento.

      Elimina
  7. Questa è una partita a scacchi. Ho letto il programma, che è e non poteva non essere un programma di compromesso. Avete fatto un lavoro meraviglioso di sintesi. Grazie, grazie e ancora grazie.

    RispondiElimina
  8. Il voto speso bene.....grazie prof.!

    RispondiElimina
  9. S ho ben compreso il resoconto sommario, ha ricevuto l'incarico con i voti del PD, i componenti di FI hanno votato contro e FdI si è astenuto.

    RispondiElimina
  10. Io solo combatterò, procomberò sol io! La chiastica espressione di titanismo patriottico è del Leopardi - All'Italia, canzone tornata drammaticamente d'attualità. Leggiamola e rileggiamola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ovviamente ragione, ma ti faccio notare, appunto, che in questa canzone (che ha un altro precedente illustre), Leopardi è animato da ottime intenzioni, che si traducono in atteggiamenti indubbiamente foscoliani: lo spirto guerrier, ecc. Insomma: roba che a Gadda stava sui coglioni, forse perché lui al fronte c’era stato. Questo era il senso, che credo ti fosse chiaro. Noi non dobbiamo procombere: dobbiamo portare a casa risultati. Il senso era questo. Leopardi ce l’ho, preferisco altre sue opere…

      Elimina
  11. Finalmente un po' di dati realistici, analisi indipendenti, rispetto della realtà e basta fumo negli occhi!

    RispondiElimina
  12. Gentile Senatore,
    come stai? Spero bene, nonostante la fatica e l'emozione pare che tu ti stia divertendo, questa è una buona notizia.
    Sono molto contento che tu e l'Onorevole Claudio possiate finalmente vedere le cose dall'interno, è quello che occorre a noi e terrorizza gli avversari, suppongo.
    Pur nella tensione del momento anche noi ci stiamo divertendo, abbiamo votato bene.
    Buona partita a scacchi, l'Italia può farcela.

    Cordiali saluti
    Paolo

    RispondiElimina
  13. http://www.leopardi.it/canti01.php

    Anch’io ho sempre fatto confusione tra i due ...comunque è vero, procombere serve a ben poco....soldato che non procombe buono per un’altra volta...per scuoter le catene....onde la patria ha carche ambo le braccia!
    Comunque rileggendo la seconda strofa...

    “Chi ti discinse il brando?
    Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
    O qual tanta possanza
    Valse a spogliarti il manto e l'auree bende?
    Come cadesti o quando
    Da tanta altezza in così basso loco?”

    Ho ritrovato la più bella profezia dei governi italiani dal ‘92 ad oggi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il “procombere” tutto è tranne che leopardiano: da Tommaseo in giù l’hanno rilevato in tanti. Ammetto di essere influenzato da Gadda quando do all’aggettivo “foscoliano” una connotazione radicalmente negativa, ma capisci che questo atteggiamento, quando poi pensi alla fragile figura del Giacomo, stona.

      Dopo di che, se vogliamo fare una riflessione meno estemporanea, ci sarebbe da interrogarsi su come l’attaccamento di Leopardi alla patria si sposi con la sua critica a un’idea rettilinea di progresso (per dirne una).

      Elimina
  14. Ben fatto, senatore! Grazie del lavoro che sta facendo per noi.

    ...E auguri ar Palla!

    RispondiElimina
  15. Questi pochi giorni da suo seguacio parlamentare mi hanno fatto capire che tra le altre fandonie che mi erano state propinate c'era quella della vita del parlamentare che trascorre oziosamente i giorni tra la buvette e il ristorante. O suoi resoconti mi hanno fatto capire quanto possa essere gravoso questo compito, se svolto beninteso con onore e coscienza. E mi stupisco che nessun altro parlamentare abbia mai intuito la potenza dei nuovi media per mantenere il rapporto con il "suo" elettorato e con i cittadini.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse perché oltre a questo lavoro, c’è da fare anche quello politico, sul territorio. Per certi versi, il mio collegio è il web (senza nulla togliere agli amici abruzzesi, per i quali avrei comunque optato, che ho già cominciato a rappresentare, e ai quali però sono toccato in sorte perché mi hanno votato meno degli altri!). È normale quindi che condivida con voi le mie (in)esperienze.

      Elimina
  16. Bravissimo,prof.Bagnai:ottimi sia il post che la sua relazione in commissione e,mi piace aggiungerlo,anche il discorso da lei tenuto a Corciano e due sue recenti interviste,di cui una radiofonica,che ho potuto visionare ed ascoltare su video.Grazie,senatore, e cari saluti.

    RispondiElimina
  17. Grazie, professore, per aver diffuso a beneficio di tutti una relazione che è uno degli elementi più pregnanti dei lavori parlamentari, così offrendo una dimostrazione pratica dell'opera e della relativa complessità dell'attività camerale, ancor più per chi - avendo studi in giurisprudenza - non ha mai potuto riscontrare in proposito più di 2 righe su un manuale di Diritto Costituzionale.
    P.S.: Meravigliosa la rievocazione delle "carriole"! :-D

    RispondiElimina
  18. "... mi limito ad osservare che incrociandolo con le previsioni demografiche dell’ISTAT si ricava che data questa crescita, nel 2021 il Pil pro capite degli italiani sarà pari a circa 27.700 euro ai prezzi del 2010, ancora al disotto del massimo antecedente alla crisi, raggiunto nel 2007 con 28.699 euro, e prossimo al valore del 2003, pari a 27.684 euro (fonte AMECO)."

    Per scrivere questo j'accuse (per me definitivo) ci volevano veramente le palle. Un qualunque altro politico di carriera lo avrebbe certamente cassato dal testo finale...

    Gli storici del futuro utilizzeranno questo frammento degli atti parlamentari per sintetizzare un ventennio di stagnazione economica euro-indotta.

    L'augurio mio personale di buon lavoro è che il futuro DEF di fine legislatura possa indicare un PIL pro-capite corrente di 29.500 euro (ai prezzi del 2010) ed un significativo aumento della natalità (diciamo almeno 600.000 nascite l'anno).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra un apprezzamento un po’ esagerato, ma è comunque stupefacente che in un documento nel quale si dedica un apposito allegato alla misura del BES (benessere equo e sostenibile) il dato sul reddito pro capite sia sottaciuto. Suona come presa in giro.

      Elimina
  19. Solo adesso mi rendo conto di quanto in questi anni sia stata messa su dal nulla una rete di relazione fitta e solidissima che tagli in trasversale tutti i partiti. Ho votato Lega con qualche dubbio, fidandomi più di lei che del mio istinto. Che posso dire. Grazie. Oggi mi sento decisamente dalla parte giusta e credo che non sia mai capitato all'indomani di un'elezione.

    RispondiElimina
  20. Senatore, l'argomento e' secondario ma
    a seguito dell'articolo sul corsera del 19 maggio pagina 5 intitolato "Turismo , La lettera" dove di Luca Bergamo (assessore crescita culturale Roma) e Filippo Del Corno (assessore cultura Milano) sul punto 28 del "Contratto per il governo del cambiamento" che , a pag.51 punto 28, recita: "In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno." auspicano che non venga abrogata con evidente risalto editoriale, le chiedo di passare il presente commento sperando nella attenzione di coloro che valuteranno la cosa .
    In diritto:
    -la tassa di soggiorno , nella attuale fattispecie posta in carico al "turista" , quando colpisca un cittadino italiano, la ritengo di dubbia costituzionalita' ex. art.53 Cost.: ovviamente opinabile ma legare una permanenza di max tot giorni con importi diversi da citta' a citta' alla capacita' contributiva (progressiva) mi sembra irrealizzabile.
    in fatto:
    -quanto difeso dai due assessori si riassume in mere esigenze di gettito per iniziative locali sulle cui metodiche di spesa e' legittimo essere in disaccordo in quanto totalmente soggettive: sponsorizzare un evento "culturale" quando ci sono le buche in strada o mancano i parcheggi e' privo di senso .
    Il popolo italiano ha gia' fatto un referendum che ha abrogato il ministero del turismo (allora non vi erano le competenze regionali) ma se venisse ripetuto oggi "mutatis mutandis" ritengo l'esito uguale .

    Di fatto si costrigongono privati ad essere esattori senza compenso , gravandoli di incombenze con rischio di pesanti sanzioni .
    Molti stranieri alla richiesta della "Tourist tax" pensano di essere imbrogliati dal solito "italiano" : provare per credere .

    Mi permetto di proporre un superamento del problema realizzabile a parita' di gettito che potrebbe fare contenti tutti: l'introduzione della "Tessera del turista":
    -ogni straniero che entra in italia la deve comprare (20 euro) al varco di polizia in aeroporto , porto o varco di frontiera .
    -la deve tenere con se durante la permanenza in Italia
    -la restituisce in uscita (gli vengono restituiti 10 euro)
    Ovviamente possiamo renderla virtuale su una "app" , collegare ad essa servizi per il turista , calcolandone la parita' di gettito con l'attutale , ecc ecc
    Per "beccare" il turista basta avere l'avviso dell'aggancio del cellulare alla rete italiana .
    Si darebbe lavoro a molti giovani per assistere i turisti nell'acquisto della tessera negli aeroporti , porti , varchi autostradali .
    E si cesserebbe di rompere le scatole ai cittadini italiani che cercano di arrotondare magre entrate affittando la seconda (e talvolta anche una porzione della prima) casa ai turisti per pagare l'IMU e la TARI .
    Poiche' non e' mia invenzione ecco come funziona in Repubblica Dominicana :
    http://www.dgii.gov.do/tarjetaTuristica/sobreTarjetaT/Paginas/default.aspx
    Avrei anche da commentare su un'altro punto del testo nella stessa pagina:
    "In particolare, si punta all'introduzione della “Web Tax turistica” per contrastare la concorrenza sleale delle OLTA (OnLine Travel Agency" , la trattazione sarebbe un po' piu' lunga , piu' tecnica , piu' giuridica ma collegherebbe una forma di web tax possibile con la "tessera del turista" .
    Ritengo infatti che la tecnicalita' implementativa della web tax come la ho letta sui giornali (proposta "europea" del 3%) sia totalmente velleitaria e che non funzionera' mai.




    RispondiElimina
  21. Senatore, in fase di redazione del DEF si devono sempre conciliare tra loro gli (sciagurati) obiettivi dei trattati europei?

    Se, ad esempio, è ormai approvato anche dalla Commissione europea che l'inflazione in Italia è troppo bassa, questo non potrebbe tradursi in un automatico rilassamento del vincolo del 3% in sede di programmazione di spese future per stimolare l'occupazione e quindi l'inflazione?

    Forse sarebbe troppo ragionevole da parte della Commissione, visto che sono gli stessi che avevano scritto nel 2014 che il NAIRU italiano era dell'11%. Più studio, più mi informo e più emerge chiaramente un rapporto chiaramente schizofrenico tra richieste tecniche e aspirazione di egemonia politica della UE. La stessa schizofrenia che ha provocato e continuerà a provocare un'impasse nella situazione Brexit.

    Sul BES ricordo una discussione televisiva con Becchetti, in cui lui raccontava di averlo ideato insieme all'ISTAT. Evidentemente se il PIL va a rotoli meglio inventarsi un bell'indicatore cosmetico e siamo tutti contenti.

    RispondiElimina
  22. A oggi abbiamo ottenuto un risultato straordinario sul piano, fondamentale, della consapevolezza collettiva (uso il "noi" perché il beneficio è comune anche se il lavoro è stato di pochi).
    Il risultato politico poi è stato migliore di quanto osassi sperare.
    Ora comincia la parte dura, lunga e incerta: non sarà una passeggiata né una carica eroica e travolgente, casomai una marcia fra tante difficoltà. Ma ci stiamo muovendo.

    RispondiElimina
  23. O.T.
    E' un po' che ci penso: quando Di Maio visito' il Potomac, in quale direzione ando' la conversazione? Piu' o meno Europa? All'epoca si diceva piu'; ma chissa' magari l'unica raccomandazione fu meno Russia, in particolare meno metano e petrolio russi. L'euro potrebbe essere un progetto da smantellare, posto che si trovino altri argini per i prodotti petroliferi russi. Solo un'ipotesi....

    RispondiElimina
  24. Delle tante interviste al sen. Bagnai che ho ascoltato, il giornalista di turno spesso pone l'accento sul fatto che il PD non sia riuscito, battendo i pugni sul tavolo, ad ottenere sufficienti concessioni sui trattati e quindi con tanta retorica chiedono come potrà la Lega ottenere risultati su un terreno che non ha dato frutti.
    Ovvero non si pone più la questione sulla necessità ridurre il deficit, sul continuare l'austerità sempre e comunque e quindi su quanto questi provvedimenti siano buoni per noi, ma sui rapporti di forza, sulla nostra capacità di opporci a tali imposizioni, perchè cambiare i trattati è impresa ardua, per i giornalisti impossibile, visto che rinegoziare comporterebbe il coinvolgimento di tutti gli stati membri.
    Non si tiene in considerazione il nostro potere contrattuale, quella forza che scaturisce da una potenziale uscita che decreterebbe la fine della moneta unica che a sua volta comporterebbe la fine di un cambio sottovalutato per il marco o il fiorino olandese con un deciso contraccolpo per quell'economie che hanno contribuito a far nascere in Trump l'esigenza di adottare dazi e che hanno fatto del surplus un metodo di conquista.
    Noi ci godiamo lo spettacolo, mossa dopo mossa, domani tutti questi giornalisti dovranno oltre che scusarsi anche ringraziare.

    RispondiElimina
  25. Lei ci ringrazia di averle dato la possibilità di vedere le cose dall'interno, ma penso che tutti noi dobbiamo ringraziarla per le informazioni che ci passa. (il nostro agente a l'Avana) (Jim Wormold). Una cosa: come scrive il commentatore precedente "non sarà una carica travolgente" e aggiungo non c'è bisogno che lo sia. Basta il granellino di sabbia nel punto giusto,e sono sicuro che ne metteremo diversi, per fare un buon lavoro.

    RispondiElimina
  26. Forse anche su non lo pubblichi il mio commento è quasi meglio. "Birra e salcicce"

    RispondiElimina
  27. Io spero solamente si possa uscire dall'euro
    Possiamo contare solamente su di voi per uscirne!
    Speriamo...

    RispondiElimina
  28. "Notiamo, incidentalmente, come la stessa audizione abbia evidenziato che il contributo al risanamento del debito delle amministrazioni pubbliche stia avvenendo largamente per opera delle amministrazioni locali, causando alcune difficoltà nell’assicurare i servizi ai cittadini che ad esse competono."La mia città ,Ancona,è l' unico capoluogo di regione che eleggerà sindaco e consiglio comunale nella tornata elettorale del 10 giugno.Quanto constatato dalla relazione è lo scenario nel quale si svolgono queste elezioni e sia l' amministrazione uscente che gli ortotteri vogliono ovviarvi con i "fondi europei"cioè vogliono spegnere l' incendio con una autobotte di benzina

    RispondiElimina
  29. Su radio tre ho sentito questa mattina a "prima pagina" tra il commentatore di turno e gli articoli letti il trionfo del luogocomunismo.http://www.raiplayradio.it/…/PRIMA-PAGINA-del-20-maggio-201…
    Tutti giornalisti che pontificano d' economia ed hanno questa formazione :Specchia Laurea in giurisprudenza
    https://it.wikipedia.org/w…/Francesco_Specchia_(giornalista)
    Fubini "economista" laureato in lettere antiche https://www.corriere.it/firme/federico-fubinihttps://biografieonline.it/biografia-Ferruccio-de-Bortoli laureato in giurisprudenza.
    Ho deciso quindi di farmi curare dal veterinario del mio bassotto:tanto è anche lui un dottore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ed infatti ha fatto più danni lui di una guerra con la separazione della Banca d'Italia dal Tesoro.

      Elimina
    2. Due lauree,la seconda in giurisprudenza. Ed è diventato governatore della BdI. La massima espressione della idea di meritocrazia in questo Paese.

      Elimina
  30. Ciao Alberto, se sarai tu il premier domani, ricordati che devi morire. ahahah

    RispondiElimina
  31. dalla relazione: Va evitato che uno smaltimento accelerato delle garanzie immobiliari, in uno scenario di crescita che comunque presenta rischi di rallentamento, metta in ulteriore difficoltà l’economia, con criticità rilevate anche dall’ANCE nella sua audizione del 15 maggio 2018.

    Vuol dire che le banche sono piene di immobili pignorati ma che, se li mettessero in vendita all'asta, la situazione del mercato immobiliare andrebbe in crisi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un eccesso di offerta con prezzi in calo non mi pare un’ottima cosa…

      Elimina
    2. Inoltre occorrerebbe vedere con che valore molti immobili delle banche sono iscritti a bilancio. Tanti di quegli immobili hanno oggi un valore reale più o meno della metà del valore con cui le banche li hanno in carico. Forse le banche avrebbero qualche problemuccio in più, come se non bastassero quelli che già hanno.

      Elimina
    3. Francamente mi sembra che dire che le banche hanno problemi è come dire che il debito pubblico è un problema o che la stampa di moneta genera inflazione. I problemi ce li ha il ciclo economico e di conseguenza le banche. Se il ciclo economico fosse favorevole le banche non avrebbero problemi.
      Continuano a macinare utili,

      Elimina
  32. https://youtu.be/yP7mL5Ui6SA

    RispondiElimina
  33. In queste pagine ho imparato che euro ed austerity sono due facce della stessa medaglia. Ho una domanda che mi frulla da giorni per la testa: come farete ad inibire la voglia di mozzarelle blu?
    Riesco a darmi una sola risposta ma non si può dire, per ora.

    RispondiElimina
  34. Nelle ultime ore un'intollerabile orgia di propaganda ha invaso qualsiasi tg o programma tv o giornale, sconosciuti ospiti ripetono ossessivamente DEBITO, SPREAD, RISCHIO...

    Mi auguro che gli italiani rispondano a questo terrorismo mediatico con un accorato "ma 'sti ..zzi!", ora più che mai bisogna tenere alta la testa.

    RispondiElimina
  35. Off topic:
    Prof. quando capita potrebbe dire a Salvini che i video di aggiornamento fatti in sicurezza sul tetto vengono parecchio meglio col telefonino in orizzontale?

    RispondiElimina
  36. Paolo Savona ministro sarebbe la vera rivoluzione!
    Prof. tenga duro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io avrei voluto Bagnai, magari presidente.
      Il divertimento che normalmente si prova ad ascoltare le sue interviste e i dibattiti sarebbe decuplicato.
      A dire il vero ci spero ancora.

      Elimina
  37. Giannino: “non ho titolo per parlare di questo” in riferimento al CV di Conte.
    E che titolo avrebbe per parlare di macroeconomia? (Domanda retorica)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Fedeli ha detto qualcosa in proposito? :-)

      Elimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.