lunedì 2 ottobre 2017

Disoccupazione, precarietà e asimmetrie

Sono usciti gli ultimi dati sull'occupazione e Americo Mancini mi ha appena intervistato per il GR1 delle 24:00 (e poi delle 6:00 o delle 8:00, non ricordo bene). La situazione si presenta così:

Dopo un 2015 sostanzialmente piatto, più o meno dal novembre 2016 si intravede una certa moderata diminuzione, che ci riporta ai valori dell'autunno 2012. Certo, una differenza c'è: allora la situazione stava rapidamente peggiorando, grazie a Monti e alla sua distruzione di domanda (cioè di vostro reddito): oggi sta lievemente migliorando. Ma, appunto: lievemente! Il problema è che la variazione media del tasso di disoccupazione dal novembre 2016 a oggi è di -0.1 al mese, il che significa che occorrerebbero 52 mesi per tornare ai livelli di disoccupazione precrisi, attorno al 6%.

La domanda è: siamo sicuri di avere davanti a noi 52 mesi di queste condizioni relativamente favorevoli (non per tutti, fra l'altro): bassi tassi di interesse, bassi prezzi delle materie prime, nessun rilevante shock finanziario esterno (sull'interno mi taccio per carità di patria)?

Secondo me è improbabile.

Va anche detto che osservando i dati si nota questo:

Da quando il tasso di disoccupazione ha accennato una timida discesa, la percentuale di dipendenti con contratti a termine ha marcato una successione di massimi storici, fino a raggiungere il 16.5% nello scorso mese di agosto. Che in agosto ci sia un picco di contratti a termine è un dato ovvio. Il punto è che il picco di quest'anno è il più alto mai raggiunto.

Qualcuno potrebbe parlare di "successo delle riforme"! Vedi? Evidentemente è vero che precarizzare riduce la disoccupazione!

Certo, però... non aumenta la domanda! Il lavoratore "a termine", a meno che non sia un inguaribile ottimista (o un incosciente) credo che tenderà a tenerseli ben stretti i pochi soldi che guadagna. E se lui non spende, qualcun altro non guadagna (insomma: voi lo sapete: si chiama moltiplicatore keynesiano...).

Il nostro governo, quindi, se fosse effettivamente il governo di noi, dovrebbe fare politiche più incisive, e in particolare violare (e poi discutere) le famose "regole europee", il cui nonsenso è ormai acclarato. Invece non lo fa: preferisce stare a rimorchio della debole crescita altrui:


Ma questa strategia passiva non è particolarmente propizia, e ci espone a rischi. Diceva stamani Stefano Feltri alla rassegna di Radio3 (nonostante non sia quasi mai d'accordo con lui, ascoltarlo è stato una boccata di ossigeno, il che vi fa capire per quale deserto di luogocomunismo spicciolo siamo passati nelle settimane scorse), diceva Stefano che quando gli altri paesi peggiorano, noi facciamo un disastro, mentre quando vanno bene, noi andiamo benino. Non ha tutti i torti. Coi dati in figura, la situazione si presenta così:

Quando il tasso di crescita dell'Eurozona aumenta di un punto, il nostro aumenta di 0.86 punti, e quando diminuisce di un punto il nostro diminuisce di 2.10 punti! Naturalmente ci vorrebbe un campione più lungo, ecc. (aspettiamo gli espertoni, siamo qui per servirli). Resta il fatto che questa asimmetria nei dati c'è (e ci sono anche fior di modelli che la spiegano). L'implicazione in termini di politica economica è che stare ad aspettare gli altri non ci conviene. Nel senso che non conviene a noi cittadini. Al governo, evidentemente, sì...

37 commenti:

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    1. Scusa, ma tu non segui quel malato di mente di Yanez? Ecco: torna lì, che sul suo blog commenti di questo genere, per contrasto, possono sembrare pregnanti.

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    2. Mi pubblica una risata di approvazione? 😂

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    3. La mia è evidentemente una domanda e non un commento; semplicemente non riesco a capire quali vantaggi possa trarre un governo nel perseguire politiche che, in ogni caso, aumentano il gap a nostro sfavore rispetto alle economie degli altri paesi. La propaganda può reggere fino ad un certo punto poi si dimostra per quello che è cadendo nel ridicolo.

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    4. Caro, a me piace ricordarti così: come quello che tutti possono vedere e che di per se stesso parla. Ripeto: vai a farti sciogliere dal simpatico Peter (che a differenza di te ha l'accortezza di non metterci la faccia) quali siano i tuoi dubbi. Un blog che dopo tre anni ha 27 lettori fissi è evidentemente di nicchia, e quindi adatto a soddisfare palati fini come il tuo. Noi, qui, siamo un po' grossolani, e quindi, tanto per dire, ci accontentiamo dell'analisi di Featherstone circa le motivazioni dei governi periferici di un'unione monetaria. Chiaro? Dai, vattene da te: non costringermi a bloccarti: ho svariate migliaia di lettori iscritti, e per trovare la tua faccina fra le tante dovrei perdere troppo tempo. Abbi un minimo di coerenza e lealtà e stai fuori dai piedi, va bene? Te lo chiedo per favore. A me chi si accosta al disagio psichico senza riconoscerlo incute un certo timore. Hai scelto Yanez? Stai co Yanez! Non puoi servire Dio Yanez e Mammona Bagnai. Hai fatto una scelta, e devi avere quello che ti meriti: Yanez.

      Sono stato abbastanza chiaro? E ho anche fatto un po' di pubblicità a Yanez, che domani avrà 28 lettori fissi.

      Poi dicono che non sono buono!

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    5. Probabilmente il coraggioso Grimaldi, che fa domande banali, è caduto dalla sedia mentre dormiva e quando si è ripreso ha perso la cognizione dello spazio-tempo!

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    6. Caro Ippolito Grimaldi,
      Che cosa ci guadagnavano gli ebrei che facevano il Kapò nei lager? Speravano nella riconoscenza dei nazisti per lo sporco lavoro fatto in loro vece.
      Cosi ti è più chiaro?

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  2. E soprattutto quando le cose vanno benino far capire questioni economiche di questo tipo è sempre più arduo. Ci sono fessi che presi da brevi momenti serenità diventano ancor più impermeabili nel comprendere la causalità. E hai voglia ad illuminare, ora, le menti ottuse con argomenti che nell' imperversare della crisi non comprendevano. Credo che la gente abbia capito la situazione di assenza democratica piu vedendo i manganelli di barcellona che perdendo lentamente I propri diritti lavorativi. La lentezza degli eventi pare decisiva.... che tristezza. Grazie prof

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  3. Antefatto: Proprio la vigilia di questi strombazzati dati sull'occupazione mio figlio è stato "dimesso" dal lavoro perché aveva raggiunto il numero massimo di rinnovi contratturali bimestrali e l'azienda "non ha potuto" passarlo a tempo indeterminato.
    Fatto: Quest'oggi mia moglie, a sentire il trionfalismo mediatico-politico con cui questi dati venivano riportati dai tiggì, ha spento rabbiosa (sinonimo) per due volte la tv. E dire che finora l'arrabbiato di casa per antonomasia ero io.
    Il fondo si sta toccando. Sempre di più.

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    1. È umano che molti debbano essere toccati personalmente per capire: il fondo si tocca per questo motivo, ma noi non possiamo fare nulla per impedirlo. Mi dispiace.

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    2. La situazione italiana per i colloqui di lavoro e i rinnovi contrattuali é ...italiana. Appena ti muovi un po'all'estero tocchi con mano la differenza del rispetto del lavoratore.

      In Italia c'é un enorme vuoto culturale, nel senso della cultura del lavoro, che si é aggravato di anno in anno. Al fondo non ci siete ancora arrivati. C'é ancora molto da scavare.



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  4. Egregio Professore ormai siamo in campagna elettorale la prossima volta che dalle mie parti incontro uno dei nostri politici, mi scuso ma saro' meno coccoloso e stavolta chiedero' se almeno hanno un piano B in caso non si arrivi al piu' europa...

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  5. Senza contare, naturalmente, i metodi di calcolo ed i significati dei termini "occupazione", "disoccupazione", "inoccupazione".

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    1. Scusate: questa discussione l'abbiamo fatta decine di volte e chi è qui lo sa. Qui il punto è un altro.

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  6. dire che in agosto la disoccupazione è diminuita è come dire che in inverno nevica...

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  7. Articolo che presenta la fredda realtà di una condizione del lavoro degradata sia da un punto di vista della stabilità che comporta condizioni di esistenza instabili e con il futuro delle famiglie non programmabile e sia da un punto di vista della dignità della persona all'interno del proprio job.
    Giocare su twitter sul salvifico ruolo del jobs act, significa giocare sulla pelle della gente che lavora e sulla pelle delle loro famiglie e su quella delle famiglie di origine; ognuno di noi conosce bene, perchè la subisce ogni santo giorno, questa situazione e quando si gioca con queste cose o si è ciechi o si è infami. Certo non portano bene entrambe le cose.

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  8. Di solito, quando i merdia danno un dato, timidamente, positivo sull'economia si scatenano quelli che: "visto, siamo fuori dalla crisi". Questo post è una prima risposta e per questo lo condividerò. Poi, certo, ore di discussione non li convinceranno, ma io ormai non sono più disposto a perdere molto tempo con questo tipo di persone.

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  9. "Quando il tasso di crescita dell'Eurozona aumenta di un punto, il nostro aumenta di 0.86 punti, e quando diminuisce di un punto il nostro diminuisce di 2.10 punti!"

    E' un ben curioso arpionismo e sospetto che al punto in cui siamo ormai ogni minimo aumento di PIL avvenga solo a spese del PIN (Prodotto Interno Netto).

    Cioè che quando c'è un barlume di fiducia si tenda ad investire un pochino di più (ma sempre in maniera largamente insufficiente) e quando il vento peggiora si tenda ad allungare gli ammortamenti, aumentare la quota 'lavori in corso' (sperando di vendere in futuro ad un qualche cliente) e tagliare il personale.

    Considerando lo stato delle infrastrutture e degli impianti (si stima che si sia già perso il 30% di capacità produttiva dal 2007), nonché le perdite professionali conseguenti al blocco ultra-decennale delle assunzioni nel pubblico e le espulsione di massa degli 'anziani' nel privato, direi che il PIN è ancora più basso del 2007 di un buon 35-40%.

    Quando per estrarre valore dal sistema Italia si dovrà ricorrere su più ampia scala al lavoro semi-schiavile sarà troppo tardi (mi risulta che il grosso dei contratti correnti, a fronte di un impegno maggiore di 40 ore settimanali di fatto, prevede meno di 450 netti mensili).

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    1. Sicuramente il punto merita un'analisi più approfondita, intanto per vedere se questa asimmetria ha effetti di lungo periodo, poi per vedere se è sempre esistita, ecc. Nella regressione che ho riportato l'ipotesi che i due coefficienti siano uguali è respinta al 5% di probabilità (ora arriverà l'arrotino statistico a dirci che suo cuggino bbiologo gli ha detto che su Nature...), ma ovviamente un esercizio di questo tipo ha valore solo indicativo. Se avremo tempo, ci torneremo...

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    2. Il commento mi è partito per sbaglio come 'sconosciuto' perché scritto sul computer di mio figlio.
      Il mio vecchio netbook ha perso il wi-fi e commentare col telefonino mi è abbaztanza scomodo (mi devo sforzare molto senza occhiali).

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  10. Forse i contratti a termine aumentano per una certa difficoltà a programmare nel futuro, dato l'incertezza economica presente.
    Non ho mai capito il totem a cui è agganciata una certa mentalità:
    il contratto a tempo indeterminato come mito assoluto.
    Nulla in questa vita è indeterminato, tutto si trasforma e cambia, perchè non può esserlo anche un contratto di lavoro ?
    Naturalmente con tutte le tutele del caso.
    C'è da dire anche che i processi di selezione e assunzione delle persone adatte sono sempre più difficoltosi, anche per le intrigate e penalizzanti normative del mercato del lavoro che li rendono molto onerosi; senza parlare dei giovani che emigrano all'estero perchè sfiduciati sulla possibilità di trovare un lavoro adatto alle loro capacità ed esigenze economiche.
    Stendiamo un velo sulla capacità degli Uffici Territoriali del Lavoro di creare un reale mercato dove consentire l'incontro da domanda e offerta di lavoro.
    Infatti, la stragrande maggioranza di chi trova lavoro segue percorsi alternativi a quello offerto dagli Uffici del Lavoro, ridotti a mere organizzazione dedite alla certificazione dello stato di disoccupato.
    Scrivo da una zona d'Italia al confine di tre Regioni, dove le rispettive Agenzie del Lavoro e i relativi siti internet sono entità disconnesse e a compartimento chiuso: non collaborano, non si scambiano dati ed informazioni.
    Nelle scuole professionali è ancora peggio: non esiste praticamente un Ufficio che si occupi di accogliere le richieste delle aziende alla ricerca di futuri lavoratori.

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    1. Una volta chi aveva un contratto precario, tipicamente la partita Iva, guadagnava molto di più, anche il doppio, di chi aveva un contratto stabile perché si assumeva il rischio di essere licenziato su due piedi. Oggi il precario guadagna di meno. Cornuto e mazziato. Ma le esigenze della vita sono stabili non saltuarie.

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  11. "Cinguettio di Renzi due anni fa:

    "INPS Crescono i lavori stabili, più 36%. Come era quella del Jobs Act che aumenta il precari? #italiariparte tutto il resto è noia…"
    4:26 PM - Aug 10, 2015

    La rete non dimentica...

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    1. E se non bastasse...
      «IO HO VISTO LA MIA GENERAZIONE COMBATTERE CONTRO IL PRECARIATO, LA MIA GENERAZIONE CIRCONDATA DALLA PRECARIETÀ. CON IL JOBS ACT CI SONO TUTELE IN PIÙ, CI SI PUÒ PERMETTERE IL LUSSO DI UN FIGLIO, UN MUTUO» (ANSA, 1 SETTEMBRE 2015).

      Neanche un venditore di ghiaccio al polo nord potrebbe essere più convincente.

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  12. Mi chiedevo se i modelli matematici che spiegano tali asimmetrie tengano in conto le seguenti variabili aleatorie (sempre meno aleatorie): corruzione, inettitudine di alcuni ministri, clientelismi, nepotismi, mafie e compagnia bella. Non è una domanda retorica (forse il blog ne ha già parlato ampiamente, per cui mi scuso in anticipo).

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    1. Non devi scusarti: devi solo cercare gli articoli che ne parlano. Poi, quando li avrai letti, se li avrai anche capiti temo che ti vergognerai per questa osservazione di profilo veramente giornalistico. E non è colpa mia se questo aggettivo non è un complimento.

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  13. Ricchetti(chi?)rivendica su la 7 legge contro caporalato. Evidentemente poter tenere una persona per decenni a lavorare in una fabbrica a contratti settimanali con agenzie interinali non è caporalato. Hanno la faccia come il culo, spero un giorno non lontano di poterlo incontrare faccia a faccia.

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  14. Intanto vi segnale che l'opera di censura continua...pare che il canale youtube di "scenari economici" sia stato sospeso...

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  15. Gentile Prof.Bagnai sono un ragazzo di 23 anni studente di Filosofia che si è appassionato all'economia anche grazie alle sue chiare e brillanti esposizioni sull'argomento.Grazie per tutto ciò che fa,rendere consapevoli le persone è fondamentale in questo periodo buio.

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  16. Professore un appunto Ot . I soldi per via della moschea c'erano da tempo ma sè li erano dimenticati, a breve cominceranno i lavori. Ma il problema di fondo non cambia

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    1. Hai notizie certe? A me risulta che abbiano chiuso la strada perché a seguito di un incidente una ragazza ha perso una gamba e ha fatto causa al Comune (questo si dice nel quartiere). A scanso di equivoci, mi dicono che questo sia successo prima che io denunciassi lo scandalo di quel Camel Trophy al centro di Roma dagli schermi di Mediaset TgCom24. Resta il punto che nonostante questo non sia un QED (per fortuna), se quanto si dice nel quartiere è vero, si sarebbe applicata la solita regola di aspettare una vittima prima di fare una cosa ovvia. Peraltro, ora la via è stata riaperta, alterando la circolazione locale in modo particolarmente urtante per chi abita a via Pezzana, ma di fare lavori non si parla: semplicemente, è stato isolato il tratto in cui verosimilmente è avvenuto l'incidente, e basta. Hanno avuto tutto agosto, con Roma vuota, per fare i lavori. Non aggiungo altro, se non che qui la Raggi non c'entra, ma il suo partito castacriccacoruzzeurista sì. Vorrei che qualcuno mi dicesse che inflazione si sarebbe creata stampando una milionata di Bot e vendendoli alla Banca d'Italia in cambio di lire per riparare le buche. In compenso, cosa succede quando le buche non si riparano è e sarà sempre più sotto gli occhi di tutti (ma proprio tutti).

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  17. Interessante sarebbe anche capire se, rispetto al 2012, sono aumentate o diminuite le ore lavorate...

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  18. Alla forma riflessiva che trovo ridondante e pleonastica preferisco quella un tempo più in voga, taccio. È punto.

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  19. Gentile Prof. Bagnai, il mio nome è Marco e sono un (ahimè) ingegnere. Leggo il suo blog da qualche tempo e lo trovo estremamente interessante. In tema di disoccupazione e dei falsi mantra a cui siamo sottoposti, uno mi tocca in particolare: "Il problema dell'Italia è che ci sono pochi laureati in materie scientifiche". Ebbene, appartenendo io alla categoria dei pochi, ho sempre avuto la certezza che si trattasse dell'ennesima affermazione falsa volta a spostare le colpe su qualcun altro che non fosse classe politica, finanziaria, bancaria. Questo articolo mi dà una conferma scontata: https://it.businessinsider.com/i-nuovi-precari-della-scuola-avvocati-ingegneri-commercialisti-in-coda-per-racimolare-qualche-ora-di-supplenza/
    Buona giornata, Marco

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  20. Aggiungici che sei maschio e che esiste l idiozia delle quote rosa... Sei fregato in Italia.
    Detto con affetto da ing a ing. Solo che io ho sfanculato l Italia.

    https://www.rischiocalcolato.it/2017/09/buonismo-idiota-le-quote-rosa.html

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