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domenica 10 luglio 2016

I sottotitoli

Er Palla s'è fatto dare francese. Ovvio gesto di rifiuto della figura paterna, data la mia nota facondia in quell'idioma (Bagnai lepeniiiiiiista...).

Martinetus, noto lenone nonché psicologo dell'età evolutiva, suggeriva, durante un nostro recente simposio: "Sinite parvulum venire ad me! A Losanna ce stanno certe regazze! Vedrai che poi gli viene voglia di studiare la lingua...".

Questa mattina, dopo essermi svegliato alle 4:30, aver calcolato i disallineamenti del cambio reale italiano rispetto ai principali partner, come da disegnino:



ed essermi fatto un'oretta di corsa con 28 gradi centigradi (a 5:46, perché frangar, non flectar, con quasi un litro e mezzo di disidratazione...), verso le 10 sento er Palla muoversi per casa. Scendo, e gli dico: "Sai, oggi dovremmo studiare un po' di francese...".

"Che palle!"

"Ma sai, tanto dobbiamo farlo. Ti faccio solo leggere qualcosa."

"Ma a me fa schifo parlarlo."

"Fai male, è un'ottima lingua, e poi può sempre tornare utile. Sostiene Martinet che lungo il Lemano la gnocca pullula."

"Che c'entra? La trovi pure qui, coi sottotitoli."







(...e gnente, manco la fica! Non si sa più come motivarli, questi giovini. Peraltro, è legge di natura che la straniera ami l'italiano truzzo, quello che parla poco. Rientra in un principio generale enunciato da Machiavelli e ripreso da Gadda, come ricorderete. Non entro nell'analisi sociologica e antropologica di come il rapporto dell'italiano con la straniera sia cambiato dai tempi miei a quelli della generazione Erasmus. Noi probabilmente eravamo eccessivamente interessati a mescolare i nostri DNA. I giovini odierni mi sembrano generalmente disinteressati ad accoppiarsi - o lo nascondono molto bene. Comunque, questo è un blog di economia, quindi eventualmente dovremmo occuparci di prostituzione! Tranquilli: torneremo presto a farlo...)

106 commenti:

  1. "Coi sottotitoli".
    Il ragazzo ha talento.

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  2. prof fa bene a sdrammatizzare un pò con i racconti di suo figlio (al quale va tutta la mia comprensione dato che anch'io ho odiato il francese effettivamente impossibile da parlare per chi non è geneticamente dotato di r moscia ) perchè la situazione vista dal basso del popolino è drammatica , domani corro al MPS (monte dei parassiti di siena ) a ritirare 12000 euro di obbligazioni , non l'avrei fatto ma il direttore mi ha consigliato di non farlo quindi mi devo sbrigare adieu

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    1. Mi scusi se mi intrometto, potrebbe dirci la caduta di valore effettiva dall'acquisto in % ?
      Sono obbligazioni MPS si?
      Giusto per sapere e a sua discrezione.

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  3. Nel mio caso la donna gallica è stata la motivazione principale nell'apprendimento del francese... poi però ho trovato quella bilingue che si è impuntata e mi parla solo in inglese (sigh). Dannata perfida Albione!

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  4. Purtroppo o per fortuna, la ditta "Feromoni & c." se ne frega della lingua, e comunque alla chimica (che è scienza) non si comanda.
    Quindi, da genitore spiace dirlo, er Palla ha le sue ragioni.

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  5. Del resto, sul Lemano la gnocca pullulà.
    Sul Tevere pullulì

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  6. nicodemo

    Fuori tema:
    Gentile Prof.
    La seguo fin dall’apertura del blog,
    ma per varie vicissitudini finanziarie non sono mai riuscito a sostenerla economicamente.
    Da tre anni le dichiarazioni dei redditi in famiglia sono scese da due, ad una, grazie all’€urone o al Neurone, non ho capito bene, che ci doveva difendere!
    Quest’anno, dopo una brevissima presentazione del suo lavoro, a mia moglie, in fase di dichiarzione dei redditi, ho fatto inserire il codice fiscale di a/simmetrie per la donazione del 5x1000.
    Un piccolissimo contributo in favore di un Grande Lavoro.
    Grazie.

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  7. C'est la vie (così er Palla non comprende): i colpi alla figura paterna fanno parte d'una sana crescita (anche se fanno un po' male a chi li riceve).
    Forse, per la ragione suddetta, non diverrà un economista, ma... ha una notevole dote creativa, le garçon. Non capisco da chi l'abbia ricevuta.

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    1. "Forse, per la ragione suddetta, non diverrà un economista"

      O forse sì, chi può saperlo? Se alla base c'è il saper cogliere, per dirla con una metafora orecchiabile, che una discesa vista dal basso sembra una salita, siamo già a buon punto: lo dimostra l'esprit de finesse di certe risposte. Che certe figure paterne, ad onta dei loro vieti stereotipi in campo sociopedagogico, sanno per fortuna riconoscere e valorizzare. E che andrebbero considerate per quello che sono: manifestazioni embrionali ma genuine di proattività e attitudine strategica. Il che, con una generazione erasmus ormai irrecuperabile, dà qualche speranza sulla capacità delle nuovissime leve di prendere un giorno il testimone dai loro padri e portarlo fino al traguardo da questi ultimi solo romanticamente vagheggiato.

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    2. Parbleu madame Rockapassò, chi l'avrebb mai dì?!

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  8. Oltre al mio piccolissimo contributo mensile, anche il mio 5 per mille è andato ad asimmetrie....ma per restare in tema, er Palla ha soli bisogno di una lunghissima ristoratrice vacanza.

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  9. Le cœur a ses raisons que la raison ne connaît point (Pascal, Pensées)

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  10. Il ragazzo non si vende!
    Orgoglio!

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  11. Se Er Palla deve imparare il francese, meglio un amore romantico - per una bella ragazza francofona con cui dialogare e corrispondere - dell'abbondanza di facile "chatte" (si traduce così?) per il cui veloce consumo anche i sottotitoli sono superflui.

    Ma soprattutto, tra qualche anno altri padri (e non solo) useranno questo lessico riferito a Uga: chissà se li troverà disinibiti e gggggiovanili simpaticoni al passo coi tempi.
    Sono grata a mio papà di non aver mai usato espressioni e riferimenti sessuali così volgari (almeno davanti a me e a mio fratello) e spero di non essere mai stata apostrofata in questo modo dai padri dei miei amici dell'epoca... bei tempi, mica solo per la lira.

    Bacchetti pure, censuri, mi banni per interferenza familiare... Non voglio insegnare niente o giudicare nessuno, specialmente lei che per altri versi è esemplare, semplicemente questo gergo truzzo-camionista (senza offesa per quei camionisti che non si esprimono così) nelle parole di un padre non si può sentire e in lei stona particolarmente.

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    1. Eh no, non sono d'accordo, non con Francesca che segue sotto, che tutta questa abbondanza di p...... (patacca o patata a scelta del lettore) francamente non la vedo, sarà miopia o che sono diversamente francofono. Non con Silvia che in teoria avrebbe anche ragione. O meglio in linea puramente teorica esprime un concetto condivisibile. Ma non credo di aver mai letto niente di simile qui con riferimento a uno dei tanti c..... (cazzi per chi legge) del professore o eventualmente mio/nostro. La questione di parità di genere è anche lessicale e da che mondo è mondo il complemento a uno del c...... (cazzo per chi legge) è la f.... (fica o fregna a scelta di chi legge).
      Più seriamente, o forse seriosamente, cazzo e fica sono sicuramente di registro non elevato ma altresì fanno parte indiscutibile del parlato (i camionisti che si esprimono alla stregua di economisti forse non saranno contenti).
      Spero che almeno qualcuno si diverta a leggere come io mi sono divertito a scrivere. In chiusura visto che comunque tra ci ed effe questo resta un posto a mio modo di vedere abbastanza 'alto' per merito non solo del professore ma di voi tutti, rammento che i singeniomini utilizzati senza articolo sono, anch'essi, registro familiare (http://www.accademiadellacrusca.it/it/printpdf/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-dellarticolo-dellaggettivo-possessivo-no).

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    2. Prof,se mai pubblicherà questo commento,me dia armeno er tempo de damme alla latitanza:)

      @Silvia

      Per i padri di ogni tempo,latitudine e longitudine esistono solo due regole:

      1)Il figlio maschio tombeur de femmes è merito,ggioia e orgojo de papà.Se possibile,deve portare le prove delle sue conquiste(er trofeo de guera va esibbbito di fronte a parenti,amici e conoscenti in ogni circostanza!);

      2)la figlia femmina deve restare illibata,integra,pura,casta almeno fino al matrimonio.Qualora dovesse dare adito a dubbi,il padre ha il diritto/dovere di intervenire(nei casi più gravi persino manu militari!).

      Chi va contro i punti di cui sopra è considerato nemico della Patria,la quale -appunto- è terra dei padri,non delle madri.

      Ok,ho capito,torno nella bara!

      #simuoreperMaastrichtmaancheperilKPO

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    3. Ma vi siete mai chiesti perché voi leggete il mio blog e io non leggo il vostro (e nemmeno quello di Krugman)?

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    4. Vedi, caro Alberto, perché un certo linguista storico più grande del mondo non scrive più nel tuo blog? Esso è divenuto l'epitome della scurrilità.

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    5. professore, credevo che si arrabbiasse di più. Comunque l'argomento non era quello che lei scrive sul blog e se non ho mai neanche pensato di scriverne uno ci sarà un motivo.

      Per tutti gli altri: mi spiace ridimensionare il vostro ego machista ma molte donne oggi sono più intraprendenti, volgari e libertine di voi. E lo dico con grande tristezza: invece di essersi evoluti gli uomini, sono regredite le donne.

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    6. Nel mio blog ci scrivo io. Qui non è mai intervenuto il più grande linguista storico del mondo. Interviene il più grande linguista storico di tutti i tempi, il quale, come ogni grande, ha le sue fragilità.

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    7. @Silvia: ma lo sai che non ci avevo pensato? E lo sai che finalmente abbiamo trovato il tuo lato "de sinistra"? Ognuno ne ha uno: bisogna conviverci...

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    8. @Silvia. Ma perché mai dovrei "arrabbiarmi"? Semplicemente, "du gleichst dem Geist den du begreifst, nicht mir". Quando uno di voi non è all'altezza della situazione è sempre e solo perché è stato toccato un suo nervo scoperto, e io questo lo rispetto. Del resto, quando voi toccate i miei si vede. Ma, tanto per capire, pensare che uno che parlava di crisi bancaria nel 2011 non capisca che entro il 2020 Uga scoperà significa non capire che l'homo (non il vir) è uno, ad è metro. I miei colleghi che parlavano di debito pubblico nel 2011 pensano che le loro figlie si riprodurranno per partenogenesi. Quelli che ne parlano oggi pensano che le loro mogli vadano a cena con le amiche. Capito? La risposta di Guido era spiritosa, ed è anche uno dei pochi "flare" che il mio radiotelescopio abbia registrato nell'ultimo anno. E se mio figlio lo vedo col radiotelescopio un motivo c'è. Quanto a Giulia, tranquilla: so che sarà infelice. Tu sai che qui ti vogliamo tutti bene? Lo sai?

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    9. Tre risposte e anche anche la citazione in tedesco, la sua quinta o sesta lingua, lo sapevo che si sarebbe arrabbiato e che sarebbe finita sul quanto ce l'ho lungo.
      Anch'io le voglio bene se no non starei sempre qua, se lei era sarcastico le voglio bene lo stesso (questo sì che è veramente di sinistra, per la questione di cui sopra sono solo una sentimentale, del resto se il nostro destino di donne è essere triste preferisco esserlo à la Lepardi che à la Bagnai, economia a parte)

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    10. Tu sai benissimo che non posso arrabbiarmi con te. Magari sono un po' deluso. Sono arrabbiato con quello che mi ha fatto la revisione del cembalo fiammingo, visto che per lavorarci mi è toccato smontare la tastiera e rifare tutto da me. Sì, ce l'ho molto lungo, e sto seriamente pensando di accorciarmelo. Ti voglio molto bene. Giulia avrà una vita sessuale e sono contento per lei. Del resto, questa cosa non mi riguarda molto. Torno al tasto del re# (re cancelletto).

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    11. Esperimento mentale/sociale: se fosse stata sua figlia avrebbe detto "è pieno di c***i? Ovviamente la risposta non la deve dire a me.

      Comunque sono d'accordo sull'essere aperti su queste questioni. Perché i figli non si debbono trattare come bimbo di mamma o di papà. Questa concezione della genitorialitá denota solo la paura che il tuo piccolo bambino, ragione unica della tua vita, diventerà grande. Il tacere questioni da adulti serve a mantenere perennemente attaccato alla madre o al padre il bambino,che non deve evolvere verso una condizione di figlio-adulto-persona-indipendente ma restare sempre figlio-bambino-bisognoso dei genitori. Di solito però questo comportamento avviene a ruoli invertiti. É la madre col figlio maschio e il padre con la figlia femmina.

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    12. @Silvia

      ancora non diffidi da chi non dice le cose come stanno? Uno come Russell associava la felicita' umana con la regolarita' delle funzioni intestinali. Io mi fiderei...

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    13. Io scherzavo,eh.

      Passando a cose serie.Stamane sono stato in banca....ho superato il famoso caffè al giorno.Sossoddisfazzzioni personali!Er contabbbile de Asimmetrie potrebbe dare un'occhiatina?Nun me fido molto.

      Last but not least.Prof,domenica io,mi cuggino(non sto scherzando) e la sua tipa veniamo al suo concerto.Non è contento!?Ma neanche un pochino-ino-ino!?
      Ho capito,sarà il mio ultimo concerto.Ritorno nella bara,mi porto avanti col lavoro:)

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    14. Ha ragione, le vogliamo tutti bene (a Silvia)

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    15. Grazie, mi fa commuovere... non sia deluso, mettiamola così: se avessi altri passatempi non sarei così assidua (e a volte rompicoglioni), non leggerei Bagnai o Keynes in pausa pranzo al bar, sarei addirittura potuta diventare 5S. Non che sia sempre fonte di gioia scoprire certe verità, ma sono pur sempre molto meglio di un marpione (frusto come me o ancora di più) o di una balera.

      Qualche soddisfazione dai clienti e dal lavoro, qualche cena con amiche di vecchia data... persone carissime, ma gli argomenti che prima mi divertivano (frivolezze varie) non mi interessano più, li tollero per affetto e per non isolarmi troppo. Quello che a me interessa adesso non interessa loro, almeno non abbastanza per andare oltre 5 minuti di luogocomunismo. Questa è la cosa che mi pesa di più... per fortuna c'è questo "rifugio" dove mi sento un po' a casa. Grazie a lei e a tutti. Davvero.

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    16. Perché “fica” è volgare? Chi lo ha deciso? Perché “guardasigilli” non è una parolaccia?
      I tabù sono fatti per essere infranti, per liberare la propria mente dai condizionamenti subiti nell'infanzia.
      Nel film “l'uomo bicentenario” c'è un robot che aspira a diventare un essere umano. Durante la sua ricerca della risposta all'interrogativo “che cos'è l'essere umano?”, il protagonista incontra diverse persone e ciascuna gli fornisce una propria risposta/insegnamento. Un uomo insegna al robot a dire le parolacce, poiché l'essere umano è anche questo. Questa persona spiega al robot che gli umani a volte provano delle emozioni così dolorose che non possono essere descritte con parole normali. Servono parole che fanno male, che causano dolere quando vengono ascoltate, che fanno provare agli altri un briciolo del dolore che stai provando tu in quel momento. Delle parole che, per il dolore che provocano, vengono definite parolacce.

      Quando fai provare dolore agli altri, c'è chi risponde con empatia e c'è chi ti giudica.

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    17. Si scrive "È". Se volete essere seriosi, siate corretti.

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    18. A proposito di chatte, ovvero sciatto, tra un po' defollowo Krugman anche io. Me rimane indigesto ultimamente.

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    19. @Marco S.
      Spero che non sia ironia la tua, ma un "sottotitolo".
      In ogni caso, grazie. Ricambio al 1.000%, sei sempre molto acuto e divertente (e forse, sotto sotto, anche sensibile? molto in incognito, eh!).

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    20. Scusate se è poco

      (Alessandra/Cassandra da Firenze con lo zampino del Bardo, Who is Silvia? da "Two Gentlemen of Verona")

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    21. @tutti
      Rigà, ve do 'na cattiva notizia.

      Il piacere nun è magnasse la braciola.
      La gioia è pulire il fucile, riempire la cartucciera, portare i cani nel bosco, smaltire forte quando abbaiano, e poi, solo poi, sparare (difatti, i trader non sono altro che pokeristi senza palle).
      'A braciola, in definitiva, è quasi superflua, e la compri al mercato (ché è pure più tenera: eccezion fatta per il "carrè" di cinghialessa, che è sempre conturbante).

      Perché, secondo voi, gli uomini sparano, quasi sempre, a una donna stupenda, che non si meriteranno mai nella vita? Biologia, io credo: mi accoppio con il meglio del DNA a disposizione
      Non siamo vegani nemmeno un pochino.
      @martinet
      C'è un altro linguista? Da quando? Non pervenuto ai miei radar, ammesso che non sia il medievista-politologo-analista-lutherblissettiere.
      Consiglio altresì la lettura di un romanzo che amo, che ha scritto una parola immortale sui "provoloni":

      "Il circolo Pickwik", Charles Dickens, molto conosciuto, pubblicato a puntate come i romanzi d'appendice, ma che per me è ASSOLUTAMENTE GENIALE E ASSURDO per l'epoca.
      La goliardia fa rimorchiare.

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    22. Premetto che il discorso è riferito all'argomento generale e all'insieme di risposte ricevute. Soprattutto non mi riferisco a Guido.

      @Emilio, sì, aspettare, desiderare, immaginare, pianificare... la componente "cerebrale" (che include i sentimenti) è quella che rende un'esperienza (che sia sessuale o meno) profonda e intrigante, è il sale.

      La "deregulation" generalizzata poi priva anche del gusto del proibito: trasgredire, disubbidire, ribellarsi negli adolescenti corrisponde alla necessità di affermare se stessi in contrapposizione ai genitori.
      Quindi, siccome tutto è lecito se non addirittura consigliato, sono costretti ad alzare continuamente l'asticella, come un drogato deve aumentare la dose: accoppiarsi con il primo che incontrano diventa normale, allora si scambiano, si ammucchiano, etero+omo+trans, si appendono come salami, si vendono, poi pubblicano e/o guardano quello che hanno pubblicato gli altri... senza dare giudizi moralistici, secondo me tutto questo indica più insoddisfazione che piacere (es. la lettera segnalata da Simone più sotto). Come ogni altra liberalizzazione sarà un fallimento e i sentimenti che avete gettato dalla finestra rientreranno dal portone. Cicli e ricicli.

      @aaa!
      Non penso che spronare a consumare sesso aumenti l'autonomia e l'indipendenza.

      Secondo me non sono i figli ad aver bisogno di incitamenti triviali, ma i genitori che facendo i gajardi si illudono di essere gggiovani. Ai miei tempi le mamme ballerine-frustrate costringevano alla danza le figlie; oggi l'imperativo è essere giovane, quindi molte si atteggiano a teenager, si impongono come ingombranti migliori amiche delle figlie e rivaleggiano con loro, combattute tra l'immenso affetto e l'incontenibile invidia.

      E poi ci sono quelli che @bisognadirelecosecomestanno.
      Una prima nota sulla forma per Odysseos e Bagnai: se c'è un modo di parlare agli amici, un modo di parlare a una conferenza, un modo di parlare a Monti in tv... c'è anche un modo di parlare ai figli, senza per questo essere piddini o canaglie in divenire.

      Una seconda nota sulla sostanza (torno sul generale): non si tratta di raccontare favolette. Qui non facciamo altro che parlare di democrazia, uguaglianza sociale, ecc.: valori ancora più utopistici dell'amore (tanti amori hanno funzionato almeno per un po', la giustizia sociale mai). Se i figli non vanno illusi sull'amore, perché li illudete educandoli alla democrazia? Non mandateli a scuola, ma direttamente al lavoro forzato così poi non rimarranno male se dovesse capitargli di essere laureati e disoccupati.
      Se le tante delusioni della vita ci rendono aridi e cinici, non è un buon motivo per insegnare il cinismo ai figli. Le cose stanno così, ma si spera che possano migliorare, cominciando da quello che i genitori insegnano ai figli (come da quello che un professore insegna nel suo blog).

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    23. @dottor Grande
      Ma di quale tabu stai parlando?
      "Per infrangerlo e liberare la propria mente dai condizionamenti subiti nell'infanzia", il tabu DEVE esserci.
      Per infrangerlo il povero Er Palla dovrebbe rimanere casto.

      Sono qui da 4 anni e faccio uso di parolacce proprio per esprimere dolore. Ma qui l'argomento è un altro.

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    24. E tu, Silvia, non l'hai capito. Ripeto: è chiaro che è stato toccato un tuo nervo scoperto. È successo mille volte nella storia di questo blog con quasi tutti i lettori storici, e se non sbaglio con te già una volta. Ora però calmati.

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    25. Ti rendi conto che è una cretinata parlare di "illudere i figli sull'amore" oggi? E cosa cazzo vuoi inferire tu, che sei una che credeva agli appelli del Melanzana, circa il mio rapporto con mio figlio da una mia battuta? Peraltro, chi ha avuto meno traumi in vita sua (e per questo non mi è né più né meno chiaro), chi non ha lo sguardo annebbiato dalle lacrime o dal rancore (verso gli uomini o verso Dio) ha capito benissimo che la lettura del post era opposta a quella che ti ostini a dare: l'understatement der Palla prova appunto la sua capacità di sottrarsi (con eleganza) alla logica volgare che impone al maschietto di essere predatore in servizio permanente effettivo, condizionando a questa "ananche" qualsiasi sfaccettatura della propria esistenza. E secondo te, cara fan del Melanzana, dove avrà imparato questo equilibrio? Assistendo alle tue letture pubbliche di Liala, o negli altri 536112000 secondi che ha passato qui con noi, e che tu, da vera piddina, vuoi giudicare sulla base di un campione di 5 secondi?

      Senti: sei molto sleale, perché sai che io non posdo incazzarmi con te, e ne stai approfittando. Non dovresti. Riflettici, prima di spararle troppo grosse.

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    26. Visto che sei obnubilata (ripeto: lo capisco, però non allargarti), e quindi incapace di afferrare il senso delle parole che ti dico, ti riporto un fatto. Alla fine delle elementari er Palla aveva simpatici compagni di classe provenienti da strati sociali subalterni, per i quali lo smartphone era uno status symbol (lui non lo aveva) che ovviamente già si guardavano i pornazzi in classe. Siccome (perdonami) mi sembri un po' colpita dall'afa, mi affretto ad aggiungere che NON considero ciò una conquista della civiltà, e che NON ho messo in ogni stanza un flatscreen sintonizzato su un canale porno, e che se non l'ho fatto NON è perché c'è Giulia. Questo esempio NON ti servirà a capire perché stai dicendo cose sbagliate alla persona sbagliata e nel modo sbagliato: ormai SO che quando il nervetto viene toccato, il soggetto in questione carica come un toro, a testa bassa, occhi e orecchie chiuse, vittima dell'inerzia del proprio dolore. E tu ai tuoi figli come parli, Silvia? Io non sono buono, Silvia: sono cattivo. Se non lo fossi, sarei stato nel gregge. Un giorno leggerai queste parole diversamente.

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    27. @Silvia
      1) “parlare di democrazia, uguaglianza sociale, ecc.: valori ancora più utopistici dell'amore”
      Quando un popolo, dopo una serie di lunghe e sanguinose battaglie, riesce a conquistare una libertà, dopo qualche tempo vuole di più ed è giusto che sia così. Quando un popolo vuole di più, quando desidera una libertà ulteriore, quando vuole trascendere, l'ideale democratico si sposta più avanti.
      L'ideale democratico sarà sempre più avanti rispetto alle conquiste di un popolo in un determinato momento storico. Bisogna intendersi sul concetto di democrazia, poiché se per “democrazia” si intende un sinonimo di perfezione, nessun sistema di regole è democratico né lo sarà mai. Parlare di democrazia non è illudere ma è proporre una strada verso il progresso.

      2) Sul parlare d'amore ai figli e, in generale, sul trasmettergli i propri valori.
      È possibile trasmettere agli altri i propri valori morali? La risposta è no.
      Una persona esercita il suo libero arbitrio e sceglie i valori cui uniformare la propria esistenza. Gli altri devono poter esercitare una libertà equivalente ed a limite rigettare i nostri valori preferendone altri.
      le regole morali non possono essere trasmesse. Esse sorgono spontaneamente dall'interno dell'uomo, quando una persona, ad un certo punto della sua vita dice dentro di sé: “io voglio essere in questo modo”. Le regole provenienti dall'esterno dell'uomo non sono etiche ma di altra natura: saranno regole giuridiche, sociali, di costume ma non morali. Le regole morali nascono dall'interno dell'uomo poiché sono legate al libero arbitrio dell'individuo, alla sua scelta. Nessuna legge ha mai fatto diventare onesto un ladro o sincero un truffatore. Nessun vincolo esterno ha mai reso virtuosa una nazione. Parlare d'amore ai figli (o raccontare che l'amore non esiste) non è illudere ma è proporre la propria scelta etica che gli altri possono non condividere.
      Puoi amare, ma non puoi pretendere che gli altri ti amino in un certo modo da te stabilito. Credo che il massimo che si possa fare verso l'altra persona sia amarla e trasmetterle il nostro esempio. Nella speranza che l'altra persona, ricevendo il nostro amore ed il nostro esempio decida, ad un certo punto della sua vita, dentro di sé, in esercizio de suo libero arbitrio, di far nascere una morale. Penso che l'amore sia la chiave: è il pascolo che nutre ogni morale.

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    28. Scusate, riagganciandomi a Grande: io quello che posso fare per mio figlio in termini affettivi lo faccio già. Amo suo madre (non è troppo difficile). Di questi tempi mi sembra una cosa piuttosto eccezionale, come tutte le cose normali (ad esempio, dire che la flessibilità del cambio velocizza l'aggiustamento a shock macroeconomici). Poi, se Silvia proprio lo ritenesse necessario, potrei sempre leggergli qualcuno di quei bei romanzetti che la madre leggeva da bimba: Giana Anguissola, o similari...

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    29. Professore,
      di nevi scoperti ne ho più d'uno, ma sono calma.
      Vorrei chiarire che quando scrivo esplicitamente che mi riferisco "all'argomento in generale e all'insieme di risposte ricevute" è perché mi riferisco "all'argomento in generale e alle risposte ricevute" (che vanno oltre al caso particolare in quanto ne traggono principi più generalizzati), quindi il commento NON era direttamente legato alla battuta originaria, NON a lei e NON a suo figlio.
      L'unica frase diretta a @Bagnai era riferita al suo commento ad Odysseos.
      Non mando mai frecciatine indirette, sono anzi troppo esplicita, quindi se avessi voluto riferirmi a lei avrei scritto @Bagnai (come ho fatto nella parte rivolta a lei).

      Non ho mai parlato dell'educazione che dà a suo figlio, ma solo della frase che ha pubblicato quindi ha scelto di rendere pubblica, quindi esposta a eventuali apprezzamenti o critiche (la frase in sé) poi altri hanno generalizzato l'argomento e io ho risposto A LORO in generale.

      Che fosse solo una battuta e non il suo modello educativo l'avevo capito, non pensavo che avesse trasformato casa in una multisala porno, ma solo che la battuta a me sembrava stonata IN LEI (proprio perché immagino che non è quello che insegna normalmente a suo figlio). Le chiedo scusa per aver trovato la battuta infelice, non sarò abbastanza intelligente da capire una battuta troppo geniale per me, ma a lei non era diretto nient'altro che questo.

      Non ho mai letto Liala.
      Immagino che oggi più che mai sia molto difficile trovare il modo giusto di parlare ai figli.
      Da parte mia sono talmente conscia di essere obnubilata (da sempre mica da anno) che a suo tempo decisi di non averne. Probabilmente è l'unica scelta giusta che ho fatto (mi riferisco solo a me stessa, per fortuna altri hanno scelto di averne).
      Spero di aver chiarito, comunque non voglio sconti per "il mio status".
      Scusi se le ho fatto perdere tempo.

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    30. Silvia: il tempo passato con le persone alle quali si vuole bene, fosse anche passato a litigarci, non è mai perso. In questo, come in ogni altro dibattito, avrai anche tu la tua parte di ragione. Dieux reconnaitra les siens.

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    31. Professore,
      se mi tratta da privilegiata (#eperfortuna!) per affetto nonostante "storici" battibecchi mi fa moltissimo piacere e sa che contraccambio con tutto il cuore e con infinita riconoscenza. Il tempo che passo qui è il mio miglior investimento, ma lei ha cose più importanti da fare che litigare con me (su cose su cui fondamentalmente non siamo neppure in disaccordo poi).
      Non so se l'ha fatto consapevolmente o istintivamente, ma ho particolarmente apprezzato il passaggio dalla citazione in tedesco a quella in francese.
      Grazie.


      @dott. Grande (cioè in risposta al commento di dott. Grande)
      1) penso che tutti gli ideali siano sempre più avanti rispetto alla loro realizzazione concreta, proprio per questo finché sono vivi e riconosciuti c'è una tensione continua al loro raggiungimento, uno sforzo verso il miglioramento che non arriverà mai alla perfezione, perché noi stessi siamo molto imperfetti, ma non per questo bisogna smettere di avere ideali.
      La distinzione quindi, a mio modo di vedere non è tra democrazia, amicizia, amore o qualsiasi altro valore/ideale ma tra ideale e ideologia (nel senso di "funzione di esprimere e giustificare interessi particolari, per lo più delle classi proprietarie ed egemoni sotto l’apparenza di perseguire l’interesse generale o di aderire a un preteso corso naturale").

      2) Sono parzialmente d'accordo: penso che sia possibile trasmettere i propri valori morali attraverso il proprio comportamento (che è di esempio) e la costruzione di un rapporto di fiducia, affetto, cura, rispetto, ecc. ecc.
      Trasmettere non vuol dire che l'altra persona recepisca tutto: può non recepire nulla, più spesso recepisce una parte che poi elabora in base alle sue esperienze e alla sua personalità.
      Però il cosiddetto "libero arbitrio" è molto influenzato dall'ambiente in cui si cresce e si vive, in primis la famiglia, poi la scuola fino all'ambiente più allargato della comunità (reale e virtuale) e alla sua "cultura". Oltre che dalle disponibilità economiche (non nel senso venale del termine). Purtroppo certi bambini che nascono in ambienti economicamente, culturalmente e affettivamente poveri hanno meno possibilità di scelta di altri, la loro strada è molto in salita. Questo è un grosso fallimento della società che non è riuscita a rimuovere quegli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo di ogni persona. Anzi stiamo andando in una direzione contraria per cui gli ostacoli invece di essere rimossi vengono aggiunti.
      Non ho mai pensato che i valori si trasmettessero come una filastrocca da ripetere finché non viene imparata a memoria, ma che anche il linguaggio e i contenuti rientrino in quell'esempio che i genitori trasmettono ai figli.

      Infine penso che dall'ambiente circostante oggi arrivino così tanti cattivi esempi che anche il migliore più volenteroso genitore si trovi in enormi difficoltà perché il suo messaggio e il suo esempio sono troppo contrastanti con quello a cui purtroppo tanti bambini e ragazzi sono costretti ad assistere, a sperimentare e a subire. Come spiegare certe cose a un bambino? Come rapportarsi con lui?
      Sinceramente non saprei, ma da osservatrice esterna provo un gran dispiacere nel vedere che ci sono sempre meno considerazione, meno conoscenza, meno rispetto per l'infanzia (è pleonastico, ma NON è ovviamente questo il caso di Bagnai).

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  12. Prof. non sono una psicologa nè una sociologa ma....dico la mia (se mi consente).
    Oggi ai ggiovini non serve più sbattersi per "ottenere" la f.... o la g.... o come più vi aggrada battezzarla
    Ne hanno come se piovesse, non devono muovere un dito figuriamoci imparare le lingue!
    Il mio di pargolo (che ha un paio di anni meno del suo) ha già l'imbarazzo della scelta e come lui anche i suoi amici. Non devono nemmeno chiedere il numero di telefono perché vengono rintracciati sui sosscial!
    La corsa all'accoppiamento è diventata una tranquilla passeggiata di salute ;-)

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  13. Gentilissimo Professore, scusi se la disturbo per un fatto personale, ma visto che siamo in tema di figli, il mio, Fausto, geometra da venerdì, vuole iscriversi a Bologna a "economia, mercati e istituzioni". Le volevo chiedere se conosce questa facoltà e di cosa si occupa.La ringrazio anticipatamente.

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    1. È una laurea triennale in economia, con Macroeconomia al secondo anno. Come testo di riferimento hanno il testo di O. Blanchard, A. Amighini, F. Giavazzi, Scoprire la macroeconomia: quello che non si può non sapere, 2016, il Mulino.

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    2. P.s. non è una facoltà. È un corso di laurea triennale.

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    3. Trovare un testo diverso in giro è comunque impresa ardua.

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  14. Er Palla ha ragione:"...l'unica lingua in cui il francese può essere tradotto è il napoletano, perché vi conserva il suo brio e vi perde quel tanto di esatto, di finito, di irremovibile che la rende superba come una figlia unica."(E.F.)

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    1. Veramente in napoletano so traduce benissimo il russo.
      Lo diceva il mio prof di francese che i russi sono napoletani congelati.

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    2. Consiglio di imparare prima il bergamasco. Molto affine al francese.

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  15. Il faut appeler un chat un chat.
    Et une chatte une chatte.

    Buona vita

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    1. Diciamo che il politicamente corretto è il primo baluardo delle canaglie.

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    2. Ma qui abbiamo la grande batterie per raderla al suolo.

      Vive l'Empereur! Vive la France! Vive la chatte (e che Dieu la benedatte!)

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  16. Mi scusi Prof. ma lei denigra, spesso ed a buon diritto, la categoria dei giornalisti... se non c’è prostituzione in quel settore non vedo dove altro possa essercene.

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  17. Come aderente al progetto Giovinia del Giovine Barone e consorte, mi sento di esprimere tutta la mia solidarietà a Er Palla.
    Ti aspettiamo a Giovinia.

    PS studia, altrimenti diventi come me e non va bene

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  18. Ha ragione Er Palla: di questi tempi altro che francese, meglio studiare il portoghese.

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  19. Per la lingua francese solidarizzo con il pargolo, ma - complice un indimenticabile luglio 1982 a Montreux - sulle ragazze svizzere non posso che dare giudizi entusiastici ! Vada tranquillo e speranzoso, fermo restando che la qualità ha un costo ("no pain no gain", non saprei come dirlo in francese in maniera altrettanto sintetica).

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  20. "Le lingue si imparano a letto" (cit.)

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  21. Il motivo per il quale la donna che la da via come un volantino è vista di cattivo occhio, mentre l'uomo è invece un valoroso conquistatore, è evoluzionistico.

    La donna ha bisogno di un uomo che badi alla prole e che non se ne vada via una volta fatti i suoi comodi. E infatti un tempo l'uomo, prima di averla, doveva sudarsela. Servivano un paio di anni di fidanzamento e una promessa solenna di amore eterno.

    Il problema dell'uomo è di altro tipo. Senza le tecnologie attuali (che la nostra psiche ignora) l'uomo ha il problema di avere la certezza che il figlio sia suo, perchè deve avere la sicurezza che le proprie risorse siano 'impiegate bene', cioè per la sua discendenza. Per questo da' letteralmente da matto (molto più della donna) se sospetta che la propria donna lo tradisca. La donna perdona la scappatella purchè rimanga tale.

    Fonte:
    http://www.thegreatcourses.com/courses/psychology-of-human-behavior.html
    Suggerisco la Lecture 34, si capisce anche senza le precedenti (chi cerca trova)

    "Nel 10% dei casi uno pensa di avere un padre e invece ne ha un altro" (tra quelli che fanno il test del dna, quindi il campione è solo parzialmente rappresentativo).
    "Gli insulti peggiori per una donna sono: 'sei brutta' e 'sei promiscua'"
    "Appena nasce il bambino, sono la madre e i suoi parenti che per primi dicono 'come assomiglia al padre!'"

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  22. Buondì Professore vorrei farle una domanda: a quali paesi si riferiscono i quattro grafici del tasso di cambio reale nell'articolo? Grazie mille e spero di non averla disturbata

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  23. Buongorno Prof., come primo studente Erasmus dell'Università di Verona (in senso cronologico, era il 1989), Le confermo che le lingue si imparano andando a letto con il dizionario.

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    1. Se è consentito, vorrei contestare questa tesi, frutto di circoscritto e limitato empirismo personale. Per quel poco che mi fu possibile osservare a tempo e luogo, studenti spagnoli, pur accoppiandosi con bipedi parlanti italiano, non riuscivano a spiccicare una parola d'italiano ancora dopo sei mesi

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    2. concordo, quando va bene ci si assesta su un inglese malandato, purtuttavia le signorine non sembrano lamentarsene troppo...

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  24. E' un giovane maschio, statisticamente odia studiare ed appunto non lo fa. Le eccezioni sono tali.

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  25. Per ciò che riguarda le fanciulle di area francofona, più che le svizzere, tenderei, sommessamente, a consigliare le rwandesi. Il kinyarwanda potrebbe andar bene ugualmente, ma lo vedo più ostico

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  26. La prego Prof una considerazione: siamo qui a subire i diktat di un
    certo Dijsselbloem in materia bancaria, si tratta di un politico olandese
    laureato in economia agraria (se lo dice Wiki...). A parte la disfunzionalità economica
    di questa aberrante costruzione, ma non è quasi più fastidioso il nonsense costante e surreale che ci fanno subire? Noi di questo tizio, che non si sa bene da chi prenda gli ordini, non
    sappiamo neanche come si pronunci il nome...

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    1. E l'olandese è idioma alquanto indigesto.

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  27. So che l'approccio potrebbe risultare inconsueto, ma se analizziamo la scala delle priorità dell'attuale generazione, frutto di un'ardua sintesi di condizioni quali ad esempio:

    a) Interesse verso la Gnocca al netto di frustrazioni e rompimenti di cazzo da essa derivanti
    b) La sessualità femminile ormai arrivata al capolinea
    b) La praticità di una sega ai tempi del web 2.0
    b) Le enormi soddisfazioni ludiche che una qualunque console ( o gioco in scatola) può regalare senza apparenti controindicazioni.
    c) Il tempo dedicato a quest'ultima attività ( tendente all'infinito, se i ragazzi avessero autonomia decisionale )


    potrebbe risultare utile indagare i desideri ludici del figlio ed esaudirli comprandoli direttamente in Francia


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    1. b) la femminilità, prima che la sessualità femminile, ormai arrivata al capolinea (secondo la lettera di un Troll di caverna a cui il collegamento invia...).

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  28. stamani mi sono recato al MPS per ritirare delle obbligazioni scena :
    io : salve vorrei riscuotere le mi obbligazioni e versarle sul conto
    impiegata: va bene può farlo però 5 anni fa noi i soldi glieli abbiamo dati quando lei ha chiesto il prestito e adesso non si fida più della banca ?
    io : della banca non mi sono mai fidato ma quando ho chiesto il prestito eravate l'unica banca del paese e così mi sono rivolto a voi comunque adesso , se possibile , la mia fiducia è ancora inferiore
    morale : loro fanno casino e accusano noi , questo è il mondo alla rovescia

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  29. Bravo prof. son contento che abbia preso a misurare la cadenza della corsa come si deve (mm:ss/km) e non nel modo bizzarro che usava qualche mese fa!

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    1. Guarda, caro, che eri tu a non capire. Non preoccuparti, capita, anche quando spiego cose più difficili.

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  30. Classe 1991 e ho imparato le lingue per avvicinarmi all'universo femminile straniero. A Firenze, come ben si potrà sapere, vi è straordinaria ricchezza di straniere ad ogni angolo. Per la cronaca parlo spagnolo inglese, russo e tedesco.
    Le ultime due le sto migliorando.

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    1. Ma le italiane non vi piacciono? Per chi come me e' "autarchico" l'idea di imparare il francese o il russo solo per avere maggiori possibilita' nell' approccio non fa presa. Il rapporto costi/benefici e' sfavorevole. Se la straniera parla inglese, bene, altrimenti pazienza.

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  31. Professore, le dica che la conoscenza di alcune lingue sono fondamentali non solo per la gnocccccccccca, ma anche per questioni di lavoro e studio.
    Io non so hi è "Er palla" però mi permetta sommessamente di ricordare a costui che la il francese e l'inglese (ma anche lo spagnolo) sono molto utili nel chercer un travail à l'étranger.
    Io per questioni squisitamente di sopravvivenza (31 anni, laurea in ingegneria chimica, buona conoscenza dell'inglese e del francese che però devo migliorare) o raggiungo i parenti all'estero o crepo in quanto, come lei ben sa, lo scenario lavorativo italiano è talmente desolante che se prima si diceva "studia ingegneria se non vuoi stare in mezzo ad una via" oggi va di moda "qualunque cosa sia ti aspetta la via".
    Con ammirazione

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    1. Caro, se non sai è perché non studi. Il mondo un suo equilibrio lo trova.

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  32. Ho studiato dieci lingue (sette morte, tre vive): sono state quelle morte a darmi lavoro, quando tutti dicevano 'a che serve'? Gongolo ogni giorno di soddisfazione ... Andare controtendenza si può, si deve.

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    1. Tripudio. Ogni tanto, una ventata d'aria fresca.
      Scriveva Renard nel suo "Journal": "Torno in campagna a rifarmi una timidezza".
      All'utile riesce un'ottima messa a fuoco entro una trentina di metri al massimo (il raggio d'azione di un fucile a pompa); ma è quel che spesso si considera, secondo il modo consueto e omologato, come inutile che infine può guardare ovunque.

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  33. https://youtu.be/70XpYnnmuZ0

    Professore,
    http://www.lavoce.info/archives/26654/la-morale-della-favola-irlandese/

    ma cosa è cambiato in 6 anni?
    http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-07-12/ireland-s-economy-grows-26-as-u-s-companies-chase-lower-taxes

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    1. Ma a me non sembra che sia cambiato proprio nulla. Se arrivano capitali esteri, vorranno essere remunerati. Vediamo fra un anno come sta messo il saldo redditi della loro bilancia dei pagamenti. Non vogliono proprio capire che il dumping fiscale è un'arma a doppio taglio, ma in fondo sono anche fatti loro...

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  34. Se la disputa è tra la mamma del figlio, che gode dei tempi della supposta inflazione, così quello si fa i suoi servizietti fuori casa e poi torna all'ovile dall'unica donna che lo ama incondizionatamente, appartenendo alla generazione integra, e la mamma della figlia che è moderatamente preoccupata e, appartenendo alla generazione integra, predilige ancora concretezza e lungimiranza alla frivolezza e reiterato fast food, concordo con chi sopra parlava di noia. Per quanto ricordi: supposta è l'antica morigeratezza generalizzata, e di conseguenza per quanto capisca ora: supposta è anche l'attuale inflazione generalizzata. Prova ne sia la mamma d'entrambi che deve barcamenarsi disperatamente, e decide sul momento; fermo restando che, secondo la mia visuale, il padre fa sempre tanto chiasso, ma poi, alla prova dei fatti, non conta mai nulla, perciò si può pur lasciare che a casa gli scappi qualche parola di troppo, rigorosamente dietro la museruola.

    Per quanto riguarda le pericolose competenze del genitore, ho già raccontato l'anno scorso della personale tragedia, e le cose per me non sono cambiate. Sono rassegnato oramai a subire il parricidio che evidentemente deve essere compiuto per natura, e a subire l'uxoricidio che viene perpetrato, invece, goccia a goccia. Ma potrei essere io il caso patologico, e vorrei poterlo sperare.

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  35. beh, però dai, se un giovane che avrebbe tutte le condizioni per andar bene a scuola va invece male, ci deve pur essere un pizzico di responsabilità paterna...

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    1. Non ho assolutamente detto il contrario, e la responsabilità paterna è sotto i tuoi occhi: è esattamente il blog nel quale vieni a elargire pillole di saggezza, e che non si scrive da solo (come non si preparano da sole le lezioni universitarie, le audizioni parlamentari, le trasmissioni televisive, i dibattiti, le conferenze scientifiche, ecc.). Rovinare la vita propria e della propria famiglia per offrire al primo che passa un luogo un cui farti la morale dalla sua cazzo di poltrona, dove mena una comoda ancorché inutile (al dibattito) esistenza, non ha prezzo.

      Per tutto il resto c'è la Morte, quella con la "M" maiuscola, che verrà a trovarci uno per uno. Mi chiedo quindi chi me lo faccia fare, ma tu a modo tuo hai già risposto.

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    2. Scoperto finalmente l'inganno! A noi ripetono in continuazione che per tutto il resto c'è Mastercard (pure quella con la M maiuscola)...

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    3. @chissacosera

      Ma che poi il merito a scuola cosa misurerebbe esattamente? Visto che questo è uno spazio di verità perché non provare ad aggredire l'ennesima egregora? Certo che ci sono una responsabilità paterna e materna: quella di non aver creato un automa di figlio. Ognuno ha lo spirito che si ritrova o, forse, che merita, pertanto non c'è una regola uguale per tutti, ma indubbiamente qui Guido dimostra capacità critica oltre che creativa. Dunque intelligenza. E chi se ne sbatte se il francese gli fa cagare: se in futuro ne sentirà il bisogno se lo imparerà senz'altro. Andare bene a scuola è indice di cosa? non vuol dire niente. Magari al Palla non piace sentirsi dentro gli ingranaggi di una macchina sforna pastafrolline, tutte diligentemente riposte nel loro involucro pronte per la vendita. È l'adolescenza? no è Guido che stabilisce le basi per la propria autonomia. Se finirà bene o male questa sarà una sua scelta non dei suoi genitori. Per come vedo io la realtà, "sottotitoli" fa sorridere non preoccupare.

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    4. Nicola: ha ragione lui. Vi ho sacrificato er Palla, questo è piuttosto chiaro. Anch'io ho i miei nervi scoperti, ma io so una cosa che voi non sapete.

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    5. Sempre detto

      PS
      Che tu ci abbia sacrificato er Palla è indubbio. Che la prova stia in un debito scolastico non credo e so che lo sapete. Ti perdonerà, tutti prima o poi dobbiamo imparare a farlo, vedrai.

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    6. e anche i genitori prima o poi impareranno a perdonare e stimare i figli che non hanno voluto studiare

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    7. Vedo che non ce la fate proprio a capire come funziona. Un aiutino: sono appena salito dalla stanza della musica, dove ho studiato due ore. Prosegui?

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  36. lo so, lo so..., sono un insegnante, il discorso del "prof io arrivo a casa alle 8 di sera stanco etc" l'ho sentito mille volte. Non è che sia un discorso in sé sbagliato, tutt'altro. Il punto è che la "piena occupazione", sia nell'accezione individuale che sociale, è di fatto nemica del rendimento/apprendimento dei giovani. Nonché della loro serenità. Esempio: tutti i pedagogisti sono concordi nel ritenere ( è una delle pochissime cose su cui sono concordi ) che la scuola di pomeriggio è inutile e dannosa, eppure si continua a investire sul tempo pieno perché "mamma e papà devono lavorare". Allo stato attuale è una scelta obbligata, ma quando provate a delineare la società del futuro cercate di tener conto anche di questi "piccoli" particolari. Non è affatto detto che la condizione in cui tutti gli adulti lavorano tutto il giorno sia così desiderabile...

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