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mercoledì 18 aprile 2012

Cose che capitano alla Spagna...

E così l'Argentina ha nazionalizzato la società petrolifera Repsol. Sono cose che capitano. Non sono addentro alla vicenda, non mi intendo di diritto internazionale, non posso attribuire torti e ragioni, ma il mio affettuoso pensiero va in questo momento al premier Mariano Rajoy.

Sai, caro, il tuo paese ha avuto due periodi di splendore. Uno nel XVI secolo, quando importava, con metodi che oggi non sarebbero ritenuti ammissibili (forse perché troppo artigianali) oro dall'America Latina. E uno nel primo decennio di questo secolo, quando ha importato euro dalla Germania.

Ora, vediamo le analogie: arriva finanza dall'estero, i consumi fioriscono, la capacità produttiva del paese non basta a soddisfarli, si importa, e alla fine si deindustrializza anche un tantinello. Pensa, se n'era accorto anche quel mio compatriota, sai, Guicciardini, che diceva nella sua Relazione di Spagna:

la povertà vi è grande, e credo proceda non tanto per la qualità del paese, quanto per la natura loro di non volere dare agli esercizi; e non che vadino fuori di Spagna, più tosto mandano in altre nazioni la materia che nasce nel loro regno per comperarla poi da altri formata come si vede nella lana e seta quale vendono ad altri per comperare poi da loro panni e drappi.

Sai, questo blog si chiama Goofynomics per ricordare che ogni medaglia ha il suo rovescio, e che ogni fenomeno può essere visto da due prospettive diverse. E infatti è noto che Alfonso Núñez de Castro la vedeva diversamente:

lasciamo Londra produrre quei panni così cari al suo cuore; lasciamo l'Olanda produrre le sue stoffe, Firenze i suoi drappi, Milano i suoi broccati... Noi siamo in grado di comperare questi prodotti, il che prova che tutte le nazioni lavorano per Madrid e che Madrid è la grande regina, perché tutto il mondo serve Madrid, mentre Madrid non serve nessuno.

Certo.

Ma anche in Spagna non tutti la pensavano così. Qualcuno, più lungimirante, si rendeva conto del fatto che:

questo oro che dalle Indie se ne viene fa quell'effetto appunto che fa la pioggia sopra i tetti delle case, la quale se ben vi cade sopra, discende poi tutta in basso senza che quelli che primi la ricevono ne abbiano beneficio alcuno.

(era il 1595, e lo racconta l'ambasciatore Vendramin... e a voi che siete europei, non devo certo ricordare di dove venisse: non da Palermo).

Certo, l'oro degli indios non è come l'euro dei tedeschi. La restituzione è più agevole. Ma il problema non è nemmeno quello della restituzione. Il problema sono gli sconquassi strutturali determinati dalla crescita finanziata coi soldi altrui.

Un secolo di artificiosa prosperità aveva indotto molti ad abbandonare le campagne e a ingrossare il proletariato urbano; le scuole si erano moltiplicate, ma erano servite soprattutto a produrre individui che rifiutavano il lavoro manuale; l'amministrazione governativa si era ingigantita, ma era servita soprattutto a alimentare una vasta sottoccupazione nella veste di una burocrazia elefantiaca.
(Carlo Maria Cipolla, 1974, Storia economica dell'Europa preindustriale, Bologna, il Mulino, nuova edizione 2002, p. 363).

Quindi alla fine chi aveva ragione? Il fiorentino o lo spagnolo? Sai, non vorrei dirtelo... ma non c'è proprio partita!

Il problema, amico caro, è che, come non capiva il tuo predecessore di "sinistra", che tanto piaceva alle anime belle della nostra "sinistra" per bene, decotta e piddina, come non capiva il compagno Zapatero, non bisogna esagerare nel contrarre debiti con l'estero.

Ma tre secoli dopo aver contratto con l'America Latina un debito (importazione di capitali) che vi ha massacrato, nonostante lo abbiate restituito garrotando i creditori, avete avuto la buona idea di indebitarvi nuovamente fino al collo, e questa volta con il nucleo dell'Eurozona!

(per i lettori di CDC: restituito va fra virgolette, si intende: "restituito")

Ma allora siete incorreggibili! Quanti piccoli  Núñez de Castro fra i miei studenti Erasmus a Roma!

Io gli chiedevo (ed era il 2007): "ma... scusate... in sette anni siete passati dall'ottava alla seconda posizione nella graduatoria dei paesi più indebitati con l'estero. Solo gli Stati Uniti sono più indebitati di voi: il loro debito in effetti è il doppio del vostro, ma il vostro Pil è un decimo del loro, così loro hanno un rapporto debito/Pil che è un quinto del vostro: loro sono intorno al 20% del Pil, e voi intorno al 100%. Cosa pensate di fare?"

Una hidalghesca scrollata di spalla era l'unica risposta a questa mia ingenua e paternamente sollecita domanda. Ma il fiorentino che è in me (eris sacerdos in aeternum) sghignazzava, perché è un brutto demonietto cattivo che si compiace delle sciagure altrui. Lo disapprovo. Soprattutto quando ha ragione.

E ora l'Argentina nazionalizza. Il prof. Santarelli direbbe, irridente: "mandatele la corazzata Merkel". Sai qual è il problema? Che mentre voi passavate dal 24% all'85% di rapporto debito estero netto/Pil, l'Argentina, con i metodi talora un po' sbrigativi ma in buona sostanza efficaci dei quali ci parla Roberto Frenkel, passava da un debito netto come il vostro (26%) a un credito netto estero del 5% (i dati si riferiscono all'intervallo 1999-2007 e vengono dal solito database EWN). E nazionalizzare le imprese straniere significa sbarazzarsi di un'altra fetta di debito estero, gli investimenti diretti in entrata, che, come abbiamo detto più e più volte, sono, fra l'altro, la fetta più costosa, come prova da un lato il crollo dell'Irlanda, e dall'altro la tenuta di US e UK (e Francia, finché dura...).

E ora l'Argentina, di questo debito estero particolarmente costoso, perché viene ripagato con un fiume di profitti che espatriano, evidentemente se ne vuole sbarazzare.

"Che orrore! L'autarchia! La nazione! Ma allora gli argentini sono fascisti!"

Ecco: questo penseranno i dilettanti dello "Sbilifesto", i nostri simpatici trotzkisti della domenica, quelli che non hanno ancora capito che il recupero di uno spazio minimo di democrazia passa necessariamente per il recupero del concetto di sovranità nazionale. Lasciamoglielo pensare. La Storia lavora anche per loro, che non se lo meritano, perché portano la responsabilità morale di non aver voluto avviare non dico una proposta politica, ma almeno un dibattito equilibrato su un tema così importante. Dio non paga ogni sabato.

E tu, invece, Mariano, che ne pensi?

Lo vuoi capire che con la palla che ti porti al piede non hai proprio nulla da insegnare, né tanto meno da minacciare, a un paese che cresce all'8% all'anno? Lo vuoi capire che hai una sola speranza: quella di denunciare il patto scellerato che ha ridotto il tuo paese nelle condizioni in cui si trova, e di cooperare con i paesi mediterranei perché insieme propongano e impongano, se necessario, una strategia di uscita da questa trappola insensata, dalla quale anche l'Economist da tempo sostiene che sarà comunque necessario uscire?

(ai lettori de coccio: capito cosa intendo quando dico che l'Economist è a sinistra del Manifesto?)

Già.

Ma tu lo sai perché e da chi sei stato messo lì. Sei stato messo lì per facilitare la razzia del tuo paese, finché dura. Mi ricorda qualcosa. Non durerà molto, sai? Io di me non mi fido, ma dell'Economist... Tu però intanto una mano la dai...

Fai attenzione però. Così come i tedeschi, e gli italiani, e gli uiguri, anche gli spagnoli non sono tutti uguali. Ce ne sono del tipo "de Castro", ma ce ne sono anche tanti che capiscono oggi, come capivano nel XVI secolo, cosa sta succedendo, e lo capiscono, ahimè, come e meglio di tanti italiani. Sei sicuro che sia una buona idea non starli a sentire?

Sai, tu puoi anche farlo, ma intanto si sta facendo mezzogiorno...



Da Guicciardini ad Alvaro Vitali. Sono scandalosamente wide ranging e mi piaccio molto così. Detto questo, comments welcome, ma non vi inquietate se l'interfaccia funziona male. Siamo troppi e diciamo troppe cose interessanti: Google ormai non ce la fa a starci dietro... come tanti e tanti che non voglio nominare. Sono legione, ma noi abbiamo un alleato importante: l'amica Storia con la "S", e purtroppo talora anche con la doppia S, maiuscola...

214 commenti:

  1. A Maria', nun core... manca ancora mezz'ora...

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    1. ahahahahahahahahah! Mi sono sbellicato.

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  2. Gracias, grándísimo Bagnai, por decirle a Mariano lo que piensa cada vez más gente en España. Pero es inútil, sólo tiene oídos para Merkozy. Por lo demás, también por aquí hay sobredosis de "pidinos". Pero de todo ello más tarde. Ahora debo comprobar si todavía tengo trabajo. Conviene hacerlo cada media hora. Ventajas del euro. No sé qué haríamos sin él.
    Hidalgo pobre.

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    1. I piddini di tutto il mondo sono già uniti! Ma il paradosso è che per vincerli, bisogna combatterli in casa. Questi sono i veri "compiti a casa" che occorrerà fare. E voi in Spagna ci state provando più di noi, che pensiamo di stare meglio... ma non è proprio così. E... attenzione! Merkozy... non esiste. La Francia ha molti debiti anche lei. Può cercare di ignorarlo, ma la sua ora sta arrivando, e allora forse si potrà fare un discorso serio e costruttivo.

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  3. Buongiorno Prof !
    Ero quasi in astinenza da articolo Goofy, però finalmente è arrivato.
    La povera Spegna mi fa un pò pena ( la nostra Italia mi fa molta pena ), Mariano si fida della sua "cara Amica" Angela e teme la sua "Nemica" Cristina... E pensare che gli sta dando il buon esempio.
    Intanto noi per non rimanere indietro e superare la Spagna ( nella corsa al baratro ) abbiamo approvato il pareggio di bilancio in Costituzione !
    Ma come dicono i piddini : NOI NON SIAMO LA GRECIA ! E ora inizieranno a dire : NOI NON SIAMO LA SPAGNA !
    Poi quando sentiranno tutti gli altri che diranno : PER FORTUNA NON SIAMO L'ITALIA ! Forse capiranno anche loro.

    P.S. Prof volevo un suo parere sugli scritti del professor Federico Caffè, ho letto alcuni suoi articoli e mi sembrano molto validi.

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    1. L'unica cosa che mi rimane da capire è come mai tanti dei suoi allievi siano schierati a favore dell'euro. Io non ho avuto l'opportunità di essere suo allievo, ho solo sostenuto l'esame con lui, avendo studiato il suo libro senza seguire il corso. E da quello che sta scritto sul suo libro (e su tanti altri) ho capito quello che vi sto raccontando. Chissà, magari in privato diceva delle cose diverse da quelle che scriveva nei suoi testi. Ma mi sembrerebbe strano! Normalmente uno è più convenzionale in quello che scrive, e più anticonvenzionale in privato.

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    2. P.s.: comunque, ieri sera rockapasso mi ha rimbrottato dicendomi che ti avevo aggredito su Brancaccio? Ma è vero? Ogni tanto perdo il controllo, voi lo sapete e ve ne approfittate. Questa è l'unica spiegazione razionale del perché qui esce sempre fuori questa DDT... no aspetta... CCT... no... era più... CGT... (no, quello è un sindacato)... cazzo, ma come si chiama? Una cosa totalmente inutile, e anche brutta... Vabbe', insomma, voi ve lo ricordate e mi provocate, e io ci imbocco...

      Ma con Brancaccio il discorso è lievemente diverso... Comunque, se non ricordo male sei tu quello di quota 2793... quindi potresti incontrare la tua avvocata... (che però vuole partire dal Pomilio, capito?)

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  4. Caro prof,
    ancora una volta le faccio i miei complimenti più sinceri,
    questo articolo è tra i migliori che lei ha scritto.
    Ogni giorno apro il suo link sperando di trovare un nuovo capitolo, i piddini ed i sellini devono farsene una ragione:
    sono stati presi per il cucullo da i loro portabandiera, iniziando dall'ottuagenario.
    piddini (e sellini) siete ancora in tempo per la redenzione, ma vi toccherà studiare (molto) e vedere poca televisione, altrimenti farete "fogni" molto brutti e quando vi risveglierete vi potreste ritrovare senza lavoro, senza pensione e senza aver capito neanche il perchè.
    buon lavoro prof
    Roberto N.

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  5. Ho una curiosità "storica", come mai l'oro delle americhe non essendo stato ovviamente restituito ha creato problemi all'economia spagnola? Ha generato iperinflazione? potrebbe essere l'equivalente di una massiccia emissione di liquidità monetaria stile "MMTista"?

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    1. Vedo che non riesco a non farvi interessare alle cose poco interessanti.

      Quale sia stato il problema (in entrambi i casi) mi sembra che il post lo dica abbastanza chiaramente, però certo, la chiarezza non è mai troppa, soprattutto dopo il polverone che si è alzato a Rimini. L'iperinflazione non c'entra nulla. Certo, fra il 500 e il 600 ci fu inflazione, difficile da quantificare, diversa nei diversi mercati e all'interno dei mercati diversa fra i diversi settori. Perché l'inflazione risulta dall'interazione fra domanda e offerta, e le domande e le offerte differiscono da luogo a luogo, da prodotto a prodotto. Il quadro macroeconomico di liquidità elevata procurò comunque una tendenza al rialzo (e al ribasso dei tassi di interesse).

      Ma il problema strutturale non è esattamente lì.

      Le posso chiedere (a lei come agli altri) di non nominare più la MMT, che è una cosa la cui unica utilità è stata quella di regalare 15 secondi di celebrità a un pennuto e 15 minuti a un collega facilmente strumentalizzabile, e di rileggere invece il passo che ho citato di Carlo Maria Cipolla?

      Sa, non è che io non voglia risponderle, ma non riuscirei a dire le cose meglio di come le dice lui... e il libro costa solo 15 euro!

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    2. Effettivamente potevo evitare di nominare la MMT, non era necessario. La mia curiosità era veramente di tipo storico sugli effetti causati dall'oro del nuovo mondo che lei paragona, forzando forse un po' l'analogia, a un debito estero. Mi leggerò il libro che mi consiglia di Cipolla.

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    3. se ho ben capito, troppa liquidità in entrata (l'oro preso "in prestito" dalle americhe oltre alle altre materie prime) ha fatto sì che si preferissero attività puramente speculative oltre a vivere di prodotti finiti di importazione, di conseguenza tutta questa ricchezza non è stata usata per costruire o rafforzare un sistema manifatturiero interno (prendo la materia prima, la trasformo, la esporto, gli utili sono miei) ma si è preferito esportare materie prime (senza valore aggiunto) ed importare i beni finiti dall'estero; al netto quindi, si è importato il valore aggiunto della manifattura straniera, cioè il settore privato si è indebitato di un importo pari al valore aggiunto importato. Come effetto secondario, si è avuta la mortificazione e il mancato sviluppo dell'industria all'interno della Spagna.
      Ho capito bene?

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    4. @anonimo

      Avrai capito che sono allergico ai fascisti, e siccome la MMT è stata propugnata in Italia con metodi fascisti, ti becchi (pur essendo tu innocente e molto civile) una seconda rampogna, che è la seguente: forse prima di leggere Cipolla ti conviene leggere un libro di macroeconomia del primo anno, perché se non cogli il fatto che un afflusso di capitali dall'estero è per definizione un debito verso l'estero, se questa analogia ti sempra forzata, allora difficilmente riuscirai a seguire il discorso che stiamo facendo (mentre seguirai benissimo Scalfari).

      Mi rendo conto che è più colpa mia che tua, però ora che ti ho indicato qual è il problema, sono sicuro che tu riuscirai a risolverlo!

      Che poi significa che l'oro di Atahualpa era di Atahualpa. Il quale non era democratico... anzi, no, scusa, a quei tempi non si parlava di esportare democrazia, si esportava religione, perdonami: ecco, il quale Atahualpa non era cattolico, ma ciononostante aveva (secondo me) il diritto di fare a casa sua il beneamato cavolo che voleva, fosse anche andare a letto con sua sorella e sgozzare per passatempo diecimila indios della porta accanto, considerato il fatto che i governanti europei dell'epoca non erano molto più civili, e che personalmente trovo che ognuno a casa sua si regola come vuole.

      Io, ad esempio, mi regolo mandando al diavolo chi mi parla di cose che non mi interessano. Lo so, sono un cafone: ma tu per fortuna no.

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    5. @Gabriele

      Mi sembra che sia una traduzione fedele del ragionamento che svolge Cipolla, a parte la monetina alla banca del luogo comune, che consiste nell'uso del termine "speculazione"... di cui in effetti Cipolla non parla, almeno non nel passo che ti ho citato. ;) Gli spagnoli non speculavano: spendevano. Basta questo.

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    6. ieri facevo una considerazione simile mentre ero di ritorno da un viaggio di lavoro. Sull'autostrada che stavo percorrendo sono stato sorpassato solo da automobili di una nota marca teutonica; neanche un'auto italiana, nemmeno una, per circa mezz'ora di viaggio. Poi mi sono ricordato di come i Francesi abbiano sempre comprato le loro auto anche quando producevano carrelli della spesa a motore. Sono tutti fascisti autarchici?

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    7. Grazie, accetto di buon grado la "rampogna". Ammetto che mi mancano tutte le basi, sono qui appunto per questo e chiedo per capire meglio non certo con l'intento di fare polemica. Poi lei mandi al diavolo chi le pare, ci piace anche per questo!

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  6. Più che "fascisti", la parola che sentiremo rimbombare in queste settimane sarà "populisti". Una vera e propria parola discarica del lessico della sinistra italiana degli ultimi anni, fa sempre il suo porco effetto su Repubblica e il Manifesto, permette al piddino di associare con riflesso condizionato Kirchner, Chávez, Correa e compagni al satiro di Arcore. Mi pare già di vedere i titoli: "il rischio populismo", con editoriale o intervista di qualche opinionista "ma il populismo non è la soluzione". Il piddino legge, scuotendo la testa pensoso, e si compiace di avere Monti e gli "alti moniti" di Napolitano.

    Giuseppe Sini

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    1. Io e il mio coautore Philippe ci siamo fatti delle grasse risate all'indirizzo di quelle merde di Le Monde (giornale piddino) che a febbraio titolavano "Le Pen et Mélenchon: la rencontre des populismes". Che poi è quello che dicono a me i compagni dello sbilifesto (o di manifestiamoci). E io ripeto: Dio non paga ogni sabato. Certi errori si pagano, e esattamente come nel caso dell'euro, meglio riconoscerli e pagare subito.

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  7. "lasciamo Londra produrre quei panni così cari al suo cuore; lasciamo l'Olanda produrre le sue stoffe, Firenze i suoi drappi, Milano i suoi broccati... Noi siamo in grado di comperare questi prodotti, il che prova che tutte le nazioni lavorano per Madrid e che Madrid è la grande regina, perché tutto il mondo serve Madrid, mentre Madrid non serve nessuno."

    Fammi indovinare... Il Maravedì non era la valuta di riferimento del commercio internazionale dell'epoca, vero?

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    1. Ce n'erano tante. Certo, molte per ovvi motivi venivano dalla Spagna. Il maravedì però credo fosse passato un po' di moda. Il real d'argento predominava.

      Il punto è sempre quello: domina la valuta che circola, che esce dal paese per comprare beni fuori, come fa il dollaro. Quella è la valuta che diventa strumento di liquidità internazionale, per il banale motivo che la liquidità è quello che hai in tasca, e se una moneta non "esce" da un'area geografica, è difficile che sia strumento di liquidità per il resto del mondo.

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    2. Montesquieu attesta la predominanza del fiorino olandese almeno fino a metà 700. Quel piccolo e marginale popolo che ha rifiutato l'armoniosa aggregazione nell'impero iberico...

      BREAKING: je rode!!!!!

      http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201204180844021912&chkAgenzie=PMFNW&titolo=Energia:%20Monti%20a%20Kirchner,%20fermate%20il%20blitz%20autarchico%20(MF)

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    3. Professore, la lascio qualche giorno e la ritrovo quasi austriaco, con la morale contro i soldi facili e Carlo Cipolla (devo ritrovarlo quel libro mannaggia, sennò domani mi tocca la libreria).

      A parte gli scherzi, quello che mi lasciò sempre perplesso della Spagna è che non fu solo una "ricchezza improvvisa" ma durò dei secoli. Il " piece of eight" di Stevensoniana memoria era il peso de ocho, cioè il dollaro spagnolo che fu la base monetaria del dollaro US per dire la diffusione.

      Inoltre la Spagna aveva mezza Italia, la citata Milano era sua, oltre tutto il Sud, che allora non era messo male come oggi anzi, e anche le Fiandre, quindi il De castro non aveva tutti i torti.

      Eppure se si gira in Spagna ci sono sì alcuni bei palazzi e cattedrali, ma una frazione rispetto a quelli coevi italiani, che ok le decime e la Chiesa che portavano ricchezza in Italia... ma purtuttavia.

      Stante che i capitali c'erano e furono ingenti per un periodo piuttosto lungo, ok che la società era molto classista (ma altrove non era meglio tranne forse l'Inghilterra degli Ironsides) e che la borghesia era di derivazione statale (ma anche in Francia fu così). Ma dove diavolo gli hanno spesi tutti quei soldi?

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    4. Ricevendone in cambio il sacco di Anversa... Ma il decollo è nel secondo decennio del XVII secolo, quindi un po' dopo la prima importazione di capitali iberica. Comunque la Storia non si smentisce: basta che tu sia un popolo piccolo, con un'idea in testa, e rifiuti l'"Unione", e... vinci!

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    5. Alessandro. Io ti voglio bene non so perché. Ma purtroppo sei piddino dentro.

      Al tempo di Stevenson i dobloni li andavano a cercare sull'isola del tesoro (libro affascinante, sono contento che ti piaccia). La Spagna era una colonia francese da quasi due secoli (hai presente i Borboni? sai da dove vengono?). Qual è la parola che non ti è chiara nel mio post? "Debito" o "estero"?

      No, perché sai, se le metti insieme capisci bene dove hanno speso i soldi, e se lo capisci capisci anche che quei soldi il loro fottuto moltiplicatore keynesiano lo hanno attivato in Italia... certo non in Castiglia! E questo è il motivo dello "spread architettonico" che tu riscontri. Mentre in Portogallo le cose stanno in un altro modo.

      Tant'è che anche Diego Ortiz, quando ha voluto fare qualcosa di buono, se ne è dovuto venire a Napoli e ha dovuto pubblicare a Roma (perché l'editoria musicale cosa nostra è). (questa interpretazione fa schifo, per inciso, ma tu sei piddino e ti accontenterai, altro che austriaco, 'sta fava...).

      E, come vedi, gli spagnoli importavano proprio tutto: anche le melodie. Il tessuto lo facevano gli olandesi, come Arcadelt.

      (e pure questa, con Emma Kirkby che scandisce "o feli ciocchi miei..." fa abbastanza cacare: diciamocelo: la musica nostra ce la dobbiamo suonare e cantare noi: autarchia, sì, autarchia. Per chi se la può permettere è una bella soluzione, sai? Che ne pensa il tuo amico austriano?).

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    6. Io sarò pure piddino ma i Borboni arrivano con la pace di Utrecht quando la Spagna perde anche TUTTI i suoi possedimenti italiani. E siamo ai primi del '700 ;)

      La parola che non mi è chiara è "estero" perchè appunto l'Italia era in buona parte roba loro: Milano, Napoli, Sicilia, Sardegna e pure tutte le Fiandre. Quindi i broccati di Milano e le stoffe dell'Olanda non erano importazioni.

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    7. E questi se so' magnato er luiggi...

      Sai, con la storia della musica non sbagli: noi musicisti siamo sempre a corto di quattrini...

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    8. @Claudio

      Questa invece è per te. Da ciascuno secondo i suoi bisogni, a ciascuno secondo le sue possibilità. Si capisce che è stato a Roma?

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    9. @Alessandro

      O Gesù! Ma certo, anche l'Europa è unita! E anche l'Italia! E vedi come stiamo tutti bene?

      Ma se l'hidalgo spagnolo il broccato lo compra a Firenze (o anche a Milano), il soldo dove va? Quale artigiano guadagna, quello italiano o quello spagnolo? E dove va a fare la spesa, l'artigiano di Milano? A Madrid o a Milano?

      Normalmente una potenza imperialistica si comporta come la Germania: cerca mercati di sbocco. La Spagna si è costituita in mercato di sbocco dell'intera Europa. Guarda, secondo me la cosa ti sfugge perché è troppo semplice e troppo in vista, ma il problema sta lì, e non da un'altra parte. Poi... che la Spagna sia arrivata fino al trattato di Utrecht... sì, sono d'accordo... ma gli eventi la avevano già sorpassata, no?

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    10. Certo, però il bilancio era unico e fu rovinato da Filippo II con la guerra contro l'Inghilterra, poi quindi alzò le tasse e ci fu la ribelione delle Fiandre e nuove spese di guerra e alla fine pagava il 40% delle entrate fiscale in interessi ai Genovesi e ai Fugger ed andò in default (e qui in effetti, ricorda qualcuno).

      Come si vede anche dalla storia non sono i cambi o i trasferimenti fiscali a sistemare tutto. Se il buon Filippo II invece che disboscare la Spagna per costruire l'Invicibile Armada avesse avuto il suo Colbert con le manifatture reali magari...

      Guardi le dico questo perché so già cosa succederà fra pochi mesi. Tutti qui in Italia saranno vergini e puri e grideranno contro l'immondo alemanno affamatore delle masse. Piddini compresi. A quel punto, guardi, sarò poco nazionalista ma mi verrebbe da fare il tifo per la Merkel.

      Scusi è che sono un po' amareggiato in questi giorni.

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    11. Scusa te. Ho capito che non ci puoi arrivare. Non ricordo quale scrittore descrive una donna che aveva un viso brutto, fatto di bellissimi dettagli. Tutto quello che dici è vero, preso separatamente. Ma si capisce che non riesci proprio a vedere la big picture, e non solo nel nostro caso. Che il tuo tafazzismo, come tutti i tafazzismi, sia il risultato di frustrazioni professionali o meno è ovvio. E quindi nel caso dell'Italia capisco la tua ottusità. Ma che tu non voglia capire nemmeno nel caso della Spagna, che in fondo non ti riguarda, e che è stato analizzato da cotanti storici... Ai quali tu cosa opponi? Il debito pubblico, ovviamente! Suvvia... La avrai, camerata Kesserling, la tua Germania. Ma ora sono tranquillo per te: so che non capirai nemmeno allora. Bene. In fondo ti invidio. Per te il mondo si divide in buoni e cattivi. E capisco che a fronte dell'immenso sollievo che una simile semplificazione procura, la frustrazione di trovarsi fra i cattivi (ma, beninteso, sapendo di essere buoni) sia un costo trascudabile... In fondo, avresti solo bisogno di un po' di affetto... Come la maggior parte dei serial killer, d'ailleurs...

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  8. Povera Spagna. La Storia si ripete. Ma sarà vero che si ripete? Tutti dicono di no. Però se fossi vissuto nel 1914 e qualcuno m'avesse detto che di lì ad un anno e mezzo avrei imbracciato il fucile contro l'Austria e la Germania (nostre fedeli alleate da quasi trent'anni) mica gli avrei creduto. E se fossi stato adulto nel 1942 e m'avessero detto che di lì ad un anno sarei stato alleto con Billy contro il mio fraterno camerata Franz, avrei spergiurato che non poteva accadere.
    Pure oggi tutte le nostre più alte cariche, il nostro intero Parlamento, non fanno che ribadire la loro incrollabile fedeltà nell'alleato alemanno. Gli spianano la strada per una sua agevole discesa. Ma vuoi vedere che questi a settembre...

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    1. Certo che la storia si ripete. Intanto, i piddini non la ricordano. Non la hanno mai saputa, in nessuno tempo, ma oggi meno del solito perché hanno un passato del quale vergognarsi (secondo loro, mentre secondo me dovrebbero vergognarsi del loro presente).

      E questo è il fattore che non impedisce il ripetersi della storia. Ma non basta, perché c'è anche un fattore che attivamente favorisce il ripetersi della storia, ed è ovviamente il movente del profitto.

      Dalle crisi economiche, come dalle guerre, escono vincitori e vinti. Magari qualcuno pensa di vincere, e poi perde, ma se non si sapesse che il meccanismo è asimmetrico, nessuno avrebbe interesse a metterlo in moto.

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  9. ... Allora lo vedi che fo bene a pensà autarchico?
    Lo vedi che c'avevo ragione a risistemamme l'acquedotto per conto mio?
    Interessante tal Carlo Maria Cipolla e le sue attualissime considerazioni espresse nel '74...
    Comunque Prof., se mi consiglia un testo di microeconomia o anche nanoeconomia, io ricambio con un bel romanzo storico di un mio compaesano che parla di micro-storie e macro-paraculi molto, ma molto global, che sono sicuro gradirà.

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    1. Ti sono ancora in debito di una risposta o di una pubblicazione. Il problema è che la microeconomia come la intendi te non è come la intendono gli economisti.

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    2. Beh, microeconomia era da leggere con le virgolette, cioè "microeconomia", non mi leggerà un po' troppo spesso CDC, per caso ☺? Le mie considerazioni sono da "esterno", mi pare di averlo detto di non essere intenzionato a "laurearmi", anche se lei è proprio un "buon maestro". Saluti

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    3. Certo. L'edizione di Swift per i lettori di CDC è di 500 pagine, invece delle 427 della mia Einaudi. Sai, bisogna virgolettare tutto, altrimenti pensano che gli Inglesi fossero veramente antropofagi...

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  10. ma come, Vendramin era veneziano, non fiorentino, mi sa! (forse l'unica notazione che posso fare su questo blog, di solito leggo in silenzio!
    gio.batta.

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    1. Certo, ovviamente Vendramin era veneziano, ma Guicciardini era fiorentino.

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  11. P.s.: una nota sui commenti. Il post precedente è ingolfato. L'interfaccia non riesce a gestirne più di un paio di centinaia, mi sembra di capire. Quindi io cerco di dare la parola a tutti, ma se non ci riesco portate pazienza. Poi si sa, io sono populista, quindi le PPP (pacate parole piddine, o purchasing power parity) cerco di avviarle al loro luogo deputato, il Washington Consensus (a meno che non ci sia da ridere). Ma devo dire che non se ne affacciano più molti... Conversioni, o pusillanimità?

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  12. Buenas tardes, prof!
    Sarebbe uno spasso leggerla, non fosse che gli argomenti trattati sono tragici. Non ho avuto la fortuna di seguirla fin dal primo post e ora ho la sfortuna di dover recuperare; non è facile: oltre a quello che scrive lei ci sono i commenti, altrettanto degni di attenzione e troppo numerosi.
    Quella della cooperazione dei paesi mediterranei "perché insieme propongano e impongano, se necessario, una strategia di uscita da questa trappola insensata" è un'idea così sensatamente ovvia che era venuta in mente persino a me; e tuttavia, visto che da una parte ci si congratulava per non essere come la Grecia e dall'altra ci si rallegrava per avere uno spread migliore della Spagna, pensavo che il Governo dei Migliori perseguisse ben altre e più contundenti strategie. Ma il Governo dei Migliori si sta rivelando, mi pare, una truppa di burocrati - altro che tecnici! quando non veri e propri dilettanti allo sbaraglio. Le dichiarazioni di Monti durante il suo road show in Asia circa le aspettative degli investitori esteri sull'esito della riforma del lavoro
    http://www.corriere.it/politica/12_marzo_30/monti-lettera-meriti-partiti_8d600a74-7a27-11e1-aa2f-fa6a0a9a2b72.shtml )
    mi han fatto trasecolare e perdere ogni fiducia o nella buona fede o nella capacità di intendere e volere del nostro sobrio premier.
    Posso abbandonarmi allo sconforto?

    http://www.pagina12.com.ar/diario/contratapa/13-192123-2012-04-18.html

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    1. Abbandonati pure... Ma non perdere mai di vista il lato comico: è l'unico vantaggio che abbiamo sui lettori di CDC, che purtroppo (per noi) sono sulla nostra stessa barca, insieme a Qui, Quo, Qua, allo sbilifesto, e a tutto il bestiario piddino. Loro Monti però se lo meritavano (a differenza di noi...)...

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    2. Ah, comunque l'idea non era venuta solo a noi. Evidentemente è venuta anche alla Merkel, che ha quindi provveduto a commissariare tutti i paesi periferici, incluso il nostro, per evitare problemi, con grande gaudio dei piddini, i quali pensavano che lo spread fosse correlato alle erezioni del satiro. A proposito, oggi a quanto sta?

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    3. "I giapponesi non hanno problemi di debito perché sono persone di cui ci si può fidare, se ti dicono che i soldi te li rendono, te li rendono. non come gli italiani..."

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    4. Professore, in che termini i paesi periferici avrebbero potuto, se non fossero stati commissariati, cooperare per una strategia di uscita?

      In realtà sono due domande in una: chi mai avrebbe potuto rendersi conto del problema effettivo rappresentato dall'euro e, fatto questo, porlo pubblicamente? Quale strategia comune avrebbe potuto essere elaborata?

      @Istwine
      Proprio ieri davo un'occhiata a un libro di un tale Ha-Joon Chang, "Bad Samaritans: Rich Nations, Poor Policies, and the Threat to the Developing World", il cui capitolo 9 (si trova in rete) si intitola: "Lazy Japanese and Thieving Germans - Are Some Cultures Incapable of Economic Development?" :)

      Questo per il razzismo sottostante l'affermazione che hai riportato.

      Ma forse volevi portare l'attenzione sull'ultimo aspetto del donaldismo che non è stato, mi pare, affrontato dal professore: il Giappone (come la Svizzera, gli Stati Uniti e il Regno Unito) non avrà mai in alcun caso alcuna difficoltà a onorare il suo debito pubblico perché i suoi titoli di Stato non sono altro che la promessa della consegna di una certa quantità di valuta nazionale a una certa data. E se non volevi farlo tu lo faccio io. :)

      P.S.
      A proposito di chit chat: non sono mai stato chierichetto :)

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    5. Dunque...

      Capisco che Qui, Quo e Qua, come Sancho Panza, non abbiano il senso dell'ironia. Istwine ce l'ha. Tu, caro Deutsche Mark, potresti averlo, ma forse frequenti le persone sbagliate, altrimenti non avresti considerato razzista ist...

      Ribadisco un concetto, pacatamente: il donaldismo è merda, e anche merda vecchia, va bene così? Non serve, è inutile, è fuorviante, e in Italia per di più è anche fascista. E quello che dici del Giappone lo prova, perché perde completissimamente di vista il VERO punto, che è un altro (come spero tu sappia). Ma siccome lo ho detto miliardi di volte ed è sotto gli occhi di tutti, preferirei non dover ripetere che il Giappone è un esportatore netto, quindi è un risparmiatore netto, che accumula ingenti crediti esteri, ed è per questo che non incorre in una crisi debitoria, dato che ha le risorse per onorare i propri impegni.

      Se non fosse come dico io, amico caro, il Belgio sarebbe saltato per aria da tempo, visto che aveva un rapporto debito pubblico/Pil non esattamente trascurabile, e non aveva quella cosa che chiamate "moneta sovrana, moneta sovrana, moneta sovrana"... E allora perché è saltata per aria la Grecia? Di converso, vuoi la lista di paesi con "moneta sovrana, moneta sovrana, moneta sovrana" che sono andati a gambe per aria? Scusa, apriamo un post a parte perché sono tanti... anche se Donald non lo sa (ma lui studia economia da un quarto d'ora e fa un mestiere che non richiede grandi doti intellettuali - e infatti non produce grandi intellettuali).

      Oh, non c'è niente da fare, siete proprio come il trotzkista: in testa non vi entra! Rinuncio per carità di patria ad altre ipotesi di ingresso (non nell'euro): anche se non sei stato chierichetto, c'è sempre una prima volta!

      Ma visto che il ridicolo profeta del donaldismo esorta a studiare... ecco... anche un completo sprovveduto può dire una cosa giusta... magari anch'io... e comunque, nel dubbio, su questo punto specifico io quasi quasi gli darei retta... qui continuiamo a parlare di crisi del debito letteralmente senza sapere cos'è il debito!

      Mi assumo le mie colpe, cercherò di rimediare.

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    6. Ecco, mi sono inalbertato, lo sapevo...

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    7. Giorgio, stavo per scrivere questa cosa che ha scritto Alberto, poi ho aggiornato la pagina pensando che l'avrebbe scritta lui. e infatti l'ha scritta, anche troppo simile a quello che stavo scrivendo.

      comunque la mia era solo una citazione di un coglione random presa dai commenti de Il Fatto Quotidiano.

      comunque, un altro caso interessante è l'Ungheria. dai un'occhiata ai dati e vedrai che è un esempio interessante che non conferma quel che dicono i donaldari. come scrissi su CDC inascoltato.

      comunque, questa cosa del "moneta sovrana moneta sovrana" funziona a livello 1 del dialogo con un cretino (Mankiw per esempio, dopo le sue simpatiche esternazioni sul debito americano) o con un piddino per usare l'espressione che ci unisce. ma al livello 2 l'analisi si fa un po' più complessa e un bel po' di paesi in via di sviluppo (come li chiamano) non hanno le stesse possibilità di un paese cazzuto (come li chiamano). ora, se uno vuole dialogare coi cretini e vuole dialogare di debito pubblico, allora uno può usare la carta Greenspan della stampante, ma se uno vuole fare l'analisi a livello 2 deve alzare il tiro e parlare del mondo, non parlare di 6/7 Stati che se lo possono permettere. you know?

      poi penso che come al solito si debba fare distinzione tra debito estero, privato, pubblico, interno, mario, luigi ecc ecc. ma qui io le ho lette varie volte, quindi le avete lette anche voi sicuro.

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    8. Ma no, professore, figuriamoci se do del razzista a Istwine! E' l'affermazione che ha riportato che mi sembra lo sia: "I giapponesi non hanno problemi di debito perché sono persone di cui ci si può fidare, se ti dicono che i soldi te li rendono, te li rendono. non come gli italiani..." esattamente nei termini in cui il termine razzista viene usato in questo blog :)
      Se non era chiaro spero di averlo chiarito...

      Per il resto volevo proporle un aspetto del donaldismo, così che lo potesse cassare. :)
      Per quanto riguarda comunque il tema io sono più debitore a Krugman che d'altra parte parla proprio di original sin, e penso che non sia stato neppure lui chierichetto...
      http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/11/11/original-original-sin/

      Cordiali saluti.
      Giorgio

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    9. Un chierichetto barbuto! Ma Platone all'inizio del Protagora dice che coi barbuti proprio non si può (come Schneider probabilmente ricorda)...

      Vabbe', lasciamo perdere.

      L'original sin di cui parla Krugman è quello introdotto in letteratura da Panizza e altri (vi ricordo che Ugo Panizza sarà relatore invitato al convegno di Pescara).

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    10. Penso di aver chiarito, anche rispetto a quello che scrive Istwine... e mi prenoto per il convegno... :)

      P.S.
      Ora so che quando divento DEM o Deutsche Mark è perché si è inAlbertato...

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  13. @prof.
    OT gentile prof. volevo chiederle, se non reca troppo disturbo, se le fosse possibile replicare un altro post uguale al precedente sull'art. 18 e spostare lì i messaggi che non appaiono (oltre i 200 mi sembra di capire) in quello originale in modo da poter continuare la discussione. Ho visto (nei recent comments, ieri mi pare) che sia Claudio, sia Gabriele, sia Contessaelvira hanno risposto al mio commento, ma non riesco a leggere cosa hanno scritto.
    Saluti.

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    1. Sì, ma questa discussione dovete continuarla in privato, e a questo scopo Claudio ti ha lasciato il suo indirizzo nashwan.mar@gmail.com.

      Buon divertimento!

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  14. Ah, avercela qui una governadora così! (Ma quale peccato abbiamo fatto per meritarci invece El sangriento Dragon?)
    http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/03/il-governatore-centrale-dei-nostri.html#more
    E, tanto per restare in tema: http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/04/el-sinsentido-de-la-austeridad-europea.html#more
    roberto

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  15. Buonasera prof...
    io sono un ignorante in economia e questo forum mi ha aiutato a capire molte cose...
    Vorrei farle una domanda sull argentina, se non sono O.T.
    A me la politica economica che il governo di questa nazione sta attuando sembra molto interessante, però ho letto che ci sono delle controversie riguardo i dati sull'inflazione forniti dal governo (9,7% in gennaio ) e quelli forniti da istituti privati ( riuniti sotto l’organizzazione chiamata Inflación del Congreso che riporta ad una commissione parlamentare)e che calcolano un valore di poco meno del 23 per cento...
    Se l'inflazione è molto elevata quali sono i metodi per ricondurli a livelli accettabili?
    La maggior parte delle critiche alla Kirchner mi sembrano sospette visto gli interessi che sta andando a danneggiare e vista la sua politica di sovranità nazionale come base della democrazia.

    Giulio Soddu

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai, noi quando siamo passati all'euro abbiamo avuto un'inflazione inferiore al 3%, se non ricordo male. Il resto era percepito, ci dicevano. Ma i risparmi delle famiglie diminuivano, segno che le famiglie non arrivavano alla fine del mese. Bisognerebbe vedere se le famiglie argentine ci arrivano. Ecco, io per capire se e come preoccuparmi dell'inflazione partirei da lì. Non ne so molto, se vuoi possiamo chiederlo a Roberto Frenkel quando viene a Pescara,

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    2. ha perfettamente ragione... e non mi sembra che bocconiani, banchieri e tecnici della UE abbiano gridato all'allarme inflazione in quell'occasione...
      Frankel non lo conoscevo, ma da quelo che ho trovato su di lui mi sembra un economista molto valido, se ho ben capito anche lui è fautore della svalutazione come base per la competitività...

      http://www.firstonline.info/a/2011/10/13/la-minaccia-dellapprezzamento-largentino-frenkel-m/6e0987ba-9085-46b7-b736-ae3d7cc59a30

      gli economisti con le idee giuste esistono... il problema
      è riuscire a divulgare queste idee tra la gente, ma penso che questo sia il compito di ciascuno di noi..

      Giulio Soddu

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    3. Ecco... non fate fare tutto a me...

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  16. "Che orrore! L'autarchia! La nazione! Ma allora gli argentini sono keynesiani!"


    AUTARCHIA ECONOMICA di John Maynard Keynes (1933)

    http://keynesiano.wordpress.com/biblio/scritti-di-keynes/

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    1. Ma sai, tu hai ragione e vieni esattamente al mio discorso, perché i trotzkisti della domenica, quelli che vogliono affratellare il canaco, lo uiguro e l'inuit prima (rigorosamente prima) di fare qualsiasi cosa, quelli che vedono nell'euro lo strumento che ci affratella e ci libera dal nazionalismo ottocentesco, insomma, in sintesi, i fessi, sono anche quelli che poi ti ripartono con la storia che Keynes era di destra (o era di sinistra). Dibattito che io ho preferito chiudere subito, quando qualcuno lo ha aperto, con la mia consueta diplomazia ed eleganza.

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  17. Prof. leggo dal sito di G.Piga che l'indebitamento con l'estero si attesta al 3,9% del pil tra fine 2010 e inizio 2011. Siamo maledettamente vicini a quel 4% di Manasse & Roubini che annuncia il default?

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    1. Certo, ma non è mica una novità. Mi sembrava di averne parlato un po' di tempo fa. Poi, del resto, Gustavo se ne deve fare una ragione: visto che vuole l'euro, vuole anche il default. Ma di questo bisognerà parlare.

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    2. Professore, mi corregga se sbaglio, ma nel sito di Piga si citano i dati del bollettino economico Bankitalia sull'indebitamento della PA (che sarebbe al 3,9%), mentre Manasse e Roubini si riferiscono all'indebitamento estero nel saldo delle partite correnti. Secondo la stessa fonte citata da Piga (Boll. Ec. BdI, p. 30) "Nel 2011 il disavanzo corrente della bilancia dei pagamenti, pari a 50,3 miliardi
      (tav. 3), si è ridotto al 3,2 per cento del PIL (era il 3,5 l’anno precedente)."


      Michele

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    3. Guarda, Piga non l'ho letto, ultimamente mi è bastato il suo intervento su Nord e Sud, occorrerà che ne discutiamo. Cosa dice la Banca d'Italia non mi interessa molto, le sarei grato se rendesse disponibili i suoi dati in un modo decente, anziché in file di testo organizzati dall'ultima osservazione alla prima (caso unico al mondo!), e in fondo potrebbe farlo, ora che di lavoro non ne ha più molto. Sto per scaricarmi gli ultimi scenari del Fmi, e poi ne parliamo.

      Il mio punto rimane, ed è molto semplice: dopo che, per indurci ad accettare "riforme", ci hanno tenuto puntata la pistola dello spread alla tempia per più di sei mesi, è difficile che il carico di interessi da pagare all'estero sia diminuito. Ed è su quello, non su altro, che si giudica la solvibilità di un debitore.

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    4. Sono d'accordissimo, infatti il periodo successivo rispetto a quello da me citato sopra nel Boll. Ec. BdI recita "La dinamica positiva della componente di merci e servizi, nonostante l’ampliamento di oltre il 30 per cento nel disavanzo energetico, ha in parte compensato il deterioramento del saldo dei redditi, derivante dal forte rialzo dei tassi di interesse sulle passività di portafoglio." In altre parole, il carico di interessi da pagare all'estero è aumentato.

      Il mio intervento sopra era solo per rispondere a edo44 con rispetto all'inferenza tratta dal blog di Piga.

      Michele

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    5. Capisco e apprezzo la rettifica, può darsi (non ho tempo di approfondire) che edo abbia confuso i due deficit, ma il messaggio che lancia è ahimè assolutamente giusto: stiamo andando a rotta di collo verso il default estero, grazie (anche) alle politiche di austerità. Il che non vuol dire che default ci sarà. Vuol dire che in un grandissimo numero di paesi con fondamentali come i nostri c'è stato. Ma noi siamo più belli e più bravi (soprattutto i piddini, che sono come i tedeschi, o almeno vorrebbero esserlo: me li immagino arrivare in Germania: gutene tagghe, ik binne aine Italieniscer piddinen... pore bbestie...)

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  18. Propongo un campo di rieducazione per piddini: ho sottomano un tipo che lo gestirebbe al meglio...

    http://www.youtube.com/watch?v=MsP4ohX2xLE#t=01m32s

    Alex

    Dici che su CDC colgono l'ironia? MMM qui mi sa che ti becchi del militarista...

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    1. Ma qui il problema non è nemmeno l'ironia.

      Il problema è che questa è arte.

      E quello dell'arte è un linguaggio universale... nel senso che parla, attraverso i secoli e i continenti, a una eletta minoranza di persone. Vi ricorderete delle considerazioni che Proust svolge sul fatto che la devozione del popolo si rivolge immancabilmente alle immagini sacre più brutte, alle madonnine di gesso, alle icone finte, accantonando rigorosamente i tesori artistici custoditi solo due metri più in là (non ricordo in quale libro, nun me fate fatica', forse Claudio se lo ricorda?...). Il concetto è semplice: l'artista è tale perché è se stesso, e alla fine ognuno di noi è un insondabile mistero, quindi quando decide di andare per la propria strada, per gli altri seguirlo diventa faticoso, e per molti impossibile. Purtroppo, solo seguendo la propria strada si possono scoprire nuovi territori. E quindi, purtroppissimo, solo pochi a questi nuovi territori possono accedere. Gli altri, per non faticare, scelgono il linguaggio convenzionale. La madonnina di gesso, con le sette spade di latta infisse nel cuore, o l'alleluja del "giramento di palle" (quello che si canta oggi in chiesa, chi ci va sa cosa intendo, tanto voi comunisti siete tutti dei chierichetti falliti), accompagnato da quattro suore extracomunitarie con le chitarre accordate "in scordatura" come il violino nelle sonate del rosario di Biber (ma sono quattro sonate diverse: del resto, è normale che se nasci in Perù a 4000 metri sopra il livello del mare quando vai a suonare in chiesa a Roma hai il timpano un po' scompensato...), ecco, questo tsunami di bruttezza e di volgarità sta alla fede esattamente come i luoghi comuni piddini stanno all'economia.

      Qualcosa che, con le apparenze della devozione, è in fondo una bestemmia. Una bestemmia che il potere incoraggia, per la sua capacità di narcotizzare il popolo, e che il popolo gradisce, perché asseconda la sua pigrizia. Vogliamo parlare di democrazia?

      Che poi è quello che intendeva Stendhal quando chiudeva come la chiudeva la Certosa di Parma, uno dei tanti libri senza figure che i nostri Qui, Quo, Qua e Sancho Panza non leggeranno mai. E quindi non sapranno mai come andrà a finire (per inciso: il neoliberista conte Mosca, come ricorderete, mantiene e consolida il suo potere... sì, forse è meglio che non lo leggiate...).

      E comunque... tu ti lamenti di me, ma vedi che c'è di peggio. E se proprio vuoi saperlo, quando andiamo in montagna io paternamente e affettuosamente esorto mio figlio al grido di "muovi quelle chiappe, soldato palla di lardo!".

      Vedi: la vita è stata (immeritatamente?) generosa con te... Avresti potuto essere una recluta di Hartmann... o un figlio di Bagnai... però avresti visto Pastrufazio dalla cima del Serruchon... e avresti detto anche tu, come il mio Guidino, quando arrivammo alla Teplitzer Hutte superando quei 1300 metri di dislivello, la nota frase...

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    2. Il conte Mosca neoliberista... (era già neo all'epoca?)

      Ma come faccio a saperlo? Io non sono una persona colta! Specie in letteratura francese. Conosco Hugo per caso, un giorno di tanto tempo fa mi capitò tra le mani L'ultimo giorno di un condannato a morte e capii che quell'uomo aveva qualcosa da dirmi. Sennò ho letto poco altro (ah sì, la Certosa ricade in quel "poco altro"). Conosco meglio i russi. In particolare Gogol.


      Appunto per colmare questa lacuna oltralpina stavo per chiederti un suggerimento su qualche titolo di Balzac. Sono in ritardo e devo recuperare. Mi aiuti? Puoi elargire il consiglio la resto della platea, altrimenti scrivere all'indirizzo che non riproduco per non finire nello spam google

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  19. Sono d'accordo con lei, Profe, che tra Mariano e la Kirchner non c'è partita. Ma la cosa non sarà anche dovuta ad altre questioncelle come, ad esempio, il fatto che a capo della ricerca al Banco Central argentino c'è un economista sraffiano (Cesaratto dixit) e che magari Gramsci è ancora molto letto in Argentina (non so se dalla Kirchner, ma questo non è importante)? E che là ci sono state le fabbriche recuperate e il movimento dei piqueteros? E che "Qué se vayan todos!" qui lo stiamo ancora balbettando?
    Insomma, quello che in breve voglio dire, è che qui, nei paesi di Mariano e Mario, ciò che manca è un decennio di storia (futura)per superare le politiche "lacrime e sangue" e arrivare ai livelli argentini attuali (che poi è anche la situazione di Venezuela, Bolivia, Ecuador,con differenze politiche tra loro anche rilevanti, perché l'eden non è nemmeno di quelle terre che l'Almirante timorato di Dio paragonava al Paradiso Terrestre quando ci inciampò sopra), che la loro "década perdida" ad opera delle politiche neoliberiste da noi è all'inizio, che forse qui non ci vorrà "solo" un decennio, visto l'ottimismo piddino. In Argentina l'"autocritica" se la sono fatta quando de la Rua è dovuto scappare in elicottero, mentre qui chissà quando l'elicottero arriverà. Forse è ancora in costruzione (se la Fincantieri non la svendono prima)
    roberto

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    1. Guarda... ora Sergio me se magna... però cosa sia un economista sraffiano esattamente non lo so! Detto questo, e ribadito il fatto che non sono gli economisti che fanno la Storia, ma è la Storia che fa gli economisti (come fa i musicisti, i pittori, i poeti, ecc.), sono abbastanza d'accordo con te sul fatto che saremo vittime della nostra hubris, del nostro sentirci paesi "sviluppati", senza capire che ci siamo ficcati in una trappola che ci trasforma in paesi "in via di sviluppo", e del vero nazionalismo, quello che porta a propugnare l'euro (cioè questa trappola) perché "noi non siamo da meno dei tedeschi".

      Per una simile rivoluzione culturale ci potrebbe volere molto tempo. L'amico nostro e del tornese né è la più limpida illustrazione. Il problema è che più tempo ci mettiamo, e più soffriremo.

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    2. P.s.: la Storia fa gli economisti. Banalmente, Milton Friedman, per diventare presidente della American Economic Association e cominciare a smontare il keynesianesimo, ha dovuto aspettare cinque anni da quando Kennedy è stato assassinato. E anche in Argentina non credo che gli sraffiani abbiano bussato alla porta della Banca centrale nel 2000 dicendo "scusate, abbiamo l'idea giusta, vogliamo metterla in pratica". Anche perché da quelle parti non si risponde "grazie no". Ti fanno un corso accelerato da incursore del San Marco caricandoti su un aereo e lanciandoti in mezzo al mare (senza paracadute). Quindi io lascerei perdere i meriti della mia professione, che è sempre a rimorchio degli avvenimenti, essendo per lo più composta, come tutte le professioni, di persone che non hanno idee ma tengono famiglia (compresi me come Marco Basilisco).

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    3. Io francamente (ma credo perché non sono addetto ai lavori) non ho capito molto dalla lettura di “produzione di merci a mezzo di merci”. Ho capito solo qualcosa relativa alle variabili distributive e che una è indipendente e l’altra dipendente (nel sistema capitalistico è sempre il saggio di profitto, ma questo lo aveva detto un secolo prima l’uomo barbuto). Se ho tempo dovrò leggere qualcosa di Garegnani o Pasinetti. Magari ci capisco di più. Lei che consiglia?

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    4. Personalmente di Garegnani ti consiglio il suo bel libro "Valore e domanda effettiva: Keynes, la ripresa dell'economia classica e la critica ai marginalisti"

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    5. Grazie Andrea! Me lo segno.

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  20. OT (ma non troppo ) letto su un sito inglese rigurdo all'acquisto
    di ducati da parte di audi (vw group)
    'German companies will be buying up a lot of Southern Europe's best assets in the next couple of years, it's what the Euro is there for.'

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    1. Sono contento che se ne siano accorti anche gli inglesi. Qui, come sai, lo stiamo dicendo da tanto tempo. Si può avere la fonte? Sai, i piddini di me non si fidano. 2x2=4 devono sentirselo dire da qualcuno di cui si possano fidare...

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    2. aspetti! prima occorre dimostrare che 2+2=4, poi si può passare alle moltiplicazioni.....

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    3. Questo fatto che 2+2=4, ma anche 2x2=4 è stato fonte di grande turbamento per la mia meravigliosa bambina, la povera principessa Maria di questo sfigatissimo principe Nicola (che preferirebbe partire come il principe Andrea, non essendo massone e figlio bastardo come il piddino Pietro).

      Mi sono consolato pensando che il suo precoce rifiuto del "ma anche" indicasse in lei una istintiva avversione verso il cattoveltronismo...

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    4. è un commento che stava ai piedi di un articolo-per quello non ho citato la fonte- sul telegraph (noto npaper conservatore ma a sinistra del manifesto obviously e pieno di quell'ironia british bella carica e supponente che a mi piace un sacco ^_^ , quello che scrivono nell'artcolo citato dell'economist sul telegraph l'avevo gia' scritto da tempo , purtroppo il contest per proporre l'uscita dall'euro non l'avevo notato in tempo !l'economist fa proprio 'voce dei padroni'...per quello ti fidavi adesso ho capito(!)parte l'economist arriva repubblica il pd recepisce , marchionne tira un sospiro di sollievo (deve venderle le macchinine a qualcuno in italia!) bello questo a proposito:
      http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100016361/george-soros-and-the-bundesbanks-patriotic-putsch/

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  21. Professore,

    Un po'off-topic rispetto alla discussione in corso, ma dritte al cuore del suo blog, vanno le considerazioni contenute in questo report.

    http://cib.natixis.com/flushdoc.aspx?id=63471

    L'estensore, pur essendo un economista dotato di eccessiva autostima che ha "toppato alla grande" le previsioni alla vigilia della presente crisi, lavora comunque sui dati.

    Egli raggiunge, a prima vista, conclusioni che non paiono suffragare la tesi, a lei cara, circa il comportamento non cooperativo della Germania entro la zona euro.

    Se lo ritiene, il report potrebbe essere un'occasione per precisare, raffinare e ribadire le sue conclusioni con un nuovo
    intervento "di peso", senza voler per questo sminuire la portata
    del chit chat che intrattiene con i suoi ammiratori (e detrattori), che rimane sempre alquanto godibile.

    Saluti e buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Pietro,

      Artus è un pallone gonfiato, genere nel quale il paese dal quale proviene possiede un evidente vantaggio comparato (o forse assoluto), il che non ci impedisce di amarlo, così come voi amate me...

      Detto questo, io aderisco sempre al principio che per i malati c'è la china, ecc. At a glance, rilevo subito una colossale idiozia laddove l'autore dice che l'andamento del saldo tedesco rispetto all'Eurozona potrebbe essere dovuto al fatto che la Germania ha avuto poca crescita, e quindi non testimonia di un atteggiamento poco cooperativo... L'amico gonflé non capisce proprio la "big picture" (mi ricorda qualcuno): è esattamente la repressione della domanda interna che tradisce (nel senso di denota, per i lettori di CDC) l'intento non cooperativo della Germania!

      Ne abbiamo già parlato e ne riparleremo. Non so bene cosa sia Natixis, ma se è una cosa che si occupa di soldi e si affida a un economista simile io me ne terrei soigneusement alla larga. E sinceramente, amico mio, tu leggi quello che vuoi, ma io preferisco non occuparmi di economisti simili, toppatori seriali (come giustamente rilevi) con la presunzione di montare sulle spalle di tanti premi Nobel... Sai, succede anche ai musicisti: c'è sempre qualcuno che per distinguersi dagli altri, per fare l'originale, fa la cosa sbagliata (avendone fatte tonnellate di giuste, in questo caso, che non è il caso di Artus).

      Ma se una cosa è sbagliata, è sbagliata: se la Germania è non cooperativa, è non cooperativa, e se Monteverdi è Monteverdi, non è Charlie Parker. D'altra parte, rimane il fatto che uno deve avere cultura. Se pensi che suonare musica del '600 sia un fatto di note, se trascuri quello che dice Baldassarre Castiglione della sprezzatura, poi ti si succede quello che succede agli economisti che ragionano convenzionalmente in termini di offerta e domanda, come fossero due mondi separati, senza capire le loro interazioni. In fondo l'errore più grande di Artus è questo.

      A te piacciono economisti così? Ne dobbiamo veramente parlare?

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    2. E ora: Radio Coatta Classica sul sor Rinaldo... ma mi sa che siete troppo comunisti per poter interloquire...

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  22. Profe, a proposito delle "responsabilità" degli economisti (lo so, è un mare magnum) che non fanno la storia (per questa affermazione meriterebbe un bacetto dal Moro di Treviri), mi viene in mente, però, che quando i Chicago boys sono passati dalla teoria economica, dalla presidenza di associazioni e dai papers su riviste specializzate alla storia, appunto, in quali paesi hanno iniziato ad applicare le loro teorie? Forse che in paesi più o meno democtatici? No, quello è venuto in seguito, dopo lo "sfondamento". Hanno iniziato, guarda caso, sotto il regime dittatoriale di Pinochet e sotto quello di Videla, dove già c'erano migliaia di morti e desaparecios, e dove le libertà democratiche erano state soppresse.
    Forse è questo il modello di società che hanno in mente i "Nostri" per poter implementare le loro teorie.
    roberto

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    1. L'agenda politica del nostro governo, come del resto di quello precedente, è dettata, come tutti sanno, dalla Bce, che non è un organismo democraticamente eletto, come non lo sono molti organi europei. Non capisco in cosa ci sentiamo migliori di quel Cile. Forse perché possiamo andare a votare scegliendo fra due democristiani? Ma questo è folklore: il difetto di rappresentatività a livello nazionale è un problema non solo italiano, e però solo in Francia si ha il coraggio di denunciare la trappola del voto "utile". Forse perché ancora non ci stiamo ammazzando? Ma se continuiamo così, purtroppo, arriveremo anche a quello.

      E se non temessi questo, me ne starei zitto a farmi i fatti miei.

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  23. Alberto, scusa , una domanda per togliermi davanti una barricade mysterieuse...capisco che un imprenditore che prende soldi dall'estero contragga un debito che finisce nella BdP non capisco invece il debito da IDE. Gli investitori Esteri che vengono a impiantare qui le loro attivita' ci prestano qualcosa che dobbiamo restituire...Una spiegazione ad usum contessae per favore

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    1. Sai che sono uno specialista di barricades.

      Guarda, il principio è molto semplice. Ti è mai capitato che qualcuno ti incontrasse per strada e ti desse, che so, 50000 euro senza alcun contraccambio? (guarda quanta alta è la mia stima per chi conosce Couperin) Purtroppo temo di no. E quindi non ti è mai successo, perché non è mai successo a nessuno, di importare un capitale senza doverlo pagare.

      Questo è il principio.

      Nel caso in specie, questo principio si declina in modo molto semplice. Anche volendo identificare in modo un po' naive un Ide con, che so, una fabbrica, il punto non è che noi dobbiamo "restituire" la fabbrica all'imprenditore estero, mettendola su delle rotelle e spingendola verso la frontiera. Il punto è che su quel capitale, che ci è stato di fatto prestato perché è stato investito qui anziché altrove, noi paghiamo all'imprenditore estero un fiume di profitti, che sono redditi percepiti all'interno del paese (e quindi entrano nel Pil), ma da un non residente (e quindi non entrano nel Pnl e vanno all'estero).

      Considera poi che l'Ide di fatto non è sempre "greenfield" (cioè: c'era un prato verde, arriva l'imprenditore estero con una valigetta di dobloni e costruisce la fabbrichètta). Molto più spesso l'Ide corrisponde all'acquisizione del controllo di una attività esistente attraverso l'acquisto di un pacchetto azionario (VW con Ducati, ad esempio). Ora, le azioni sono uno dei due o tre modi con i quali un'impresa si finanzia (gli altri essendo le obbligazioni e il credito bancario). E perché mai un'operazione di finanziamento (io VW acquisto le tue azioni - per controllarti) non dovrebbe essere considerata come un prestito (tu Ducati ricevi dei soldi da me), e quindi come un debito per chi i soldi li riceve (la Ducati e quindi l'Italia)?

      Più chiaro? Secondo me è più chiaro delle barricades, ma se non è chiaro insisto, perché questo punto è importantissimo.

      CHI LAMENTA CHE L'ITALIA NON STA ATTRAENDO INVESTIMENTI ESTERI LAMENTA CHE NON SIAMO ABBASTANZA INDEBITATI, E QUINDI DEVE ANCHE DIRCI COME PENSA CHE L'ITALIA POSSA PAGARE IN FUTURO I PROFITTI AGLI INVESTITORI ESTERI...

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    2. Quindi, Profe, se ho ben capito (scusandomi per l'intromissione con la legittima destinataria della risposta), c'è qualcosa di tecnicamente non-detto nell'ultima (o penultima, visto che parla molto) dichiarazione di Herr Mario ripresa da tutti i media, che cioè stiamo risalendo la china verso la crescita con provvedimenti giusti dato che la manovra governativa è stata calibrata sui differenziali più tosti, quelli di dicembre, che erano a 500? Ossia che, commisurando la validità della manovra unicamente sugli spread, si tace di altri servizi del debito come i profitti dovuti agli imprenditori esteri?
      roberto

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    3. se noi fossimo la Cina, forse in una prima fase converrebbe attrarre capitali esteri per acquisire le tecnologie che non si hanno, dopo di che si diventa fornitori di marchi esteri e poi venditori diretti con il proprio marchio (vedi Lenovo, vedi Huawei). A quel punto non solo non hai bisogno di capitali esteri, ma hai bisogno di investire fuori e questo è bene (incassi i profitti). Certo, se si parte da una situazione di sottosviluppo (anche se parlare di sottovisluppo per una civiltà con 5000 anni non mi sembra corretto) il percorso delineato potrebbe essere positivo perchè l'obiettivo finale è un maggior benessere e una maggiore autonomia dal sapere altrui.

      Noi però partiamo (partivamo?) da una posizione opposta, e quindi, oltre che per quanto detto prima, anche per questo motivo non solo non ci dovrebbe interessare attrarre capitali esteri, ma dovremmmo domandarci "dove sono i capitali italiani impiegati all'estero? E quanto rendono?"

      Certo, ad esempio c'era l'ENI in Libia, e infatti lo spirito di fratellanza europea che sentono in Francia si è subito fatto sentire....
      Oppure c'era il tentativo di acquisto dell'Opel da parte di FIAT, ma forse i russi di Magna sono più europei di noi porcelloni, e quindi la Merkel ha pensato bene di intervenire nel pieno rispetto del trattato di Lisbona...

      Insomma, a mio avviso mi sembra evidente che l'europa è solo più un'espressione geografica. Esiste solo l'euro e chi lo controlla.

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    4. Direi che il problema principale degli argomenti dell'hidalgo de la Sierra (reso immortale dal suo colloquio con il governatore della banca centrale del Maradagal) è che ignora totalmente, come il più bieco dei piddini, l'esistenza del debito privato estero! Eppure il debito privato è la fetta di gran lunga più consistente del debito estero (il 61%, sta scritto qui), mentre il debito pubblico estero (734 miliardi di euro) è una percentuale minoritaria (il 33%) delle passività lorde sull'estero dell'Italia (2233 miliardi, stanno qui).

      Insomma: stanno parlando di un'altra cosa, sistematicamente. Questo è il problema: che non parlano del vero problema!

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    5. P.s.: per il dialogo fra don Mario de la Sierra e il governatore della Bcm gli ultimi arrivati sono pregati di accomodarsi qua.

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    6. Scusate, sopra ho fatto un errore nella fretta, che l'onestà dai dati altrui dismaga. Come avrete visto controllando la fonte, volevo dire che il 61% del debito pubblico è interno (cioè non collocato all'estero), e che sul totale del debito estero quello pubblico è circa un terzo. Cioè: abbiamo un cospicuo e crescente debito estero, che è il problema, e che è pubblico solo per un terzo, ma parliamo solo di debito pubblico, che è per due terzi in mano nostra. Se continuate a farmi ripetere questa filastrocca alla fine mi impappino anch'io! E se invece la capissimo e passassimo ad altro? Perché dell'altro ce n'è, oh, se ce n'è...

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    7. Professore, grazie per la spiegazione con esempi allegati... Immagino che non deve essere il massimo dalla vita continuare a ripetere concetti probabilmente elementari, pero' le assicuro che nel mio caso (almeno spero) gli esempi mi hanno aiutato molto nel chiarirmi ulteriormente le idee..

      Detto questo, quando lessi poco tempo fa del vociferare dell'ennesima razzia al nostro tessuto industriale/tecnologico, vedi Ducati o tutta la campagna messa in atto per convincerci che va a gonfie vele perchè finalmente (finalmente per chi?!) si prospettano concreti scenari di una acquisizione estera della Ansaldo (tanto per cambiare!)

      Ma io dico, porca miseria, cercavo uno dei tanti articoli che da mesi fanno le fuse a tale (disastroso!) scenario di acquisizione estera) e che trovo: 15 ore fa è successo! -----> http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-04-13/ansaldo-sistemi-giapponesi-094531.shtml?uuid=AbPndJNF


      Per finire, che cosa volevo dire ?! Volevo dire che mentre leggevo le sue spiegazioni, mi venivano in mente tutti quei traditori (traditori perchè falsificano la realtà a favore di paesi terzi o interessi che non sono degli italiani) in tv, radio e giornali che da quando ho memoria vanno in tv e ci ripetono con il mantra che "l'Italia deve tornare ad attrarre investimenti esteri!!" ..."l'Italia è un paese arretrato,troppo corrotto, troppo troppo, insomma, qui non vengono ad investire"... gia', investire, ma che vuol dire alla fine "investire" per costoro ?!

      Se uno investe, vuol dire che qualcuno si aspetta dei profitti, quindi qualcun'altro avra' delle perdite ?!

      Me lo chiedevo sempre quando li sentivo ripetere sta storia degli investimenti esteri..


      grazie per il lavoro che fa..

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    8. ps: dimenticavo una "notizia" che ho letto spesso ultimamente.. e cioe' il Mega Presidente Arcangelo IKEA sceglie di investire in Italia con la sua ditta... ma ci guadagnamo noi -Italia-, al netto ?! C'è tanto da gioire se un IKEA viene in grande stile nel nostro paese ? (e non inizio neanche il discorso che poi, grazie ad esempi come questi di "mercato libero e globalizzato", tutto l'indotto e know-how di artigianato e piccole imprese che, ad esempio c'erano in brianza, rimane il deserto)

      Vuoi nel "piccolo" (come gli esempi Ducati,IKEA) o vuoi nel "grande" (IRI), qui ci stanno smantellando e derubando giorno per giorno, pezzo per pezzo, nel '92 come ai giorni nostri, guarda caso, sempre con le stesse litanie del "debito pubblico", concorrenza, libero mercato e bla bla bla.

      davvero un affarone questo EURO e questa europa.


      A proposito: in un altro articolo aveva scritto in un commento una cosa che aveva attratto molto la mia attenzione e simpatia..

      "L’idea che mercati con tre o quattro (o anche dieci o venti) big player mondiali possano funzionare come funziona la concorrenza perfetta nei libri di scuola è un po’ rozza.
      I produttori possono mettersi d’accordo, e lo fanno (è sui giornali ogni giorno), per cui, come dire, il legame fra aumento della produttività e diminuzione del prezzo finale non è così meccanico."
      (http://goofynomics.blogspot.it/2012/03/cosa-sapete-della-produttivita.html)


      e poi mi imbatto in queste cosine:

      - SVENDITE ALL'ITALIANA: IL "NUOVO PIGNONE"
      http://www.youtube.com/watch?v=P5fMzcdo9ZQ&feature=uploademail



      - RINO FORMICA:"VOGLIONO SACCHEGGIARE L'ITALIA"
      http://www.youtube.com/watch?v=AShknU_JhOs&list=UUAtMjew4jnK6yP1Fv9OG9DA&index=8&feature=plcp


      - PRODI:"SONO IL RE DELLE PRIVATIZZAZIONI"
      http://www.youtube.com/watch?v=S36wKaOzsgI&feature=uploademail&hd=1



      e gran finale questo documento "The network of global corporate control"

      qui ne parlano brevemente:
      - http://it.peacereporter.net/articolo/30376/Poteri+forti%3A+nomi+e+cognomi+dei+signori+della+globalizzazione

      - http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_NEWS&ACTION=D&SESSION=&RCN=34039


      e qui il documento (che ho provato a leggere, ma dopo poco mi mancano le conoscenze per capire)

      "The network of global? corporate control

      arxiv.org/pdf/1107.5728v2.pdf"


      suono fuori strada?

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    9. Il discorso è complesso, perché esiste anche qui un lato positivo. La mia sensazione è che ora e per un paese come il nostro prevalgano gli elementi negativi. A noi non mancherebbe risparmio, se decidessimo di piantarla con politiche che uccidono i redditi. Ma forse facciamo politiche che uccidono i redditi anche per poter dire: "vedete? abbiamo bisogno dei risparmi del resto del mondo! Venite, imprenditori..."

      Chiaro, no?

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    10. Ad esempio: non è che se qualcuno ha dei profitti, qualcun altro debba necessariamente avere delle perdite. Se l'impresa crea valore, magari ne crea per sé e per i propri consumatori (poi bisogna vedere se ce la fa da sola, se viene foraggiata dallo Stato, se a questo Stato paga o non paga le tasse, ecc. ecc.). Ma se ce la fa, tutto bene. Il problema è a livello di sistema, come mostra il più volte citato caso irlandese. Gli equilibri di un intero paese non possono basarsi sul fatto di finanziare esportando beni (prodotti da imprese straniere) l'esportazione di redditi (profitti rimpatriati dalle imprese straniere). Questo NON è il caso nostro (ancora), ma deve essere chiaro che NON deve essere un modello, perchè NON è sostenibile.

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  24. Straordinario, non sapevo di questo video! Complimenti al cembalista. Ho visto che suonavi con un gruppo dei Castelli, pensa che ho vissuto a Grottaferrata per qualche anno! quante coincidenze..
    torniamo al punto : dunque non solo la fabbrica aliena fa fare profitti al suo proprietario alieno ma questi profitti finiscono nel prodotto nazionale lordo di un paese alieno. Giusto? a questo punto per noi non esperti sarebbe utile conoscere la differenza tra Pil e PNL . Sei gentilissimo, grazie

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    1. Grazie. Sai, sono un po' "economista" e un po' "clavicembalista". Da ciascuno secondo i suoi bisogni ecc.

      Tu però sei una scolara disattenta: io la differenza la ho spiegata qua. Studia, che domani ti interrogo...

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  25. Salve professore una domanda.
    All'interno del database EWN che lei rende reperibile nell'articolo, per guardare l'indebitamento estero di un paese occorre vedere alla voce "Debt liabilities (portfolio debt + other investment)"?? Lo vorrei sapere perchè potrebbe tornarmi utile per la tesi...grazie!!

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    1. A te non piace faticare, eh? Te devi da legge l'articolo de Ggian Maria, si ffai 'a tessi...

      Comunque, la voce è Net Foreign Asset. Debt Liabilities sono solo le passività sull'estero di tipo obbligazionario (distinte da quelle di tipo azionario). Ma il debito estero si valuta generalmente in termini netti.

      Mmmmmhhh, ma mica ti stai laureando con me, eh?

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    2. No no non si preoccupi...la mia tesi non centra molto con questo (altrimenti avrei indagato per conto mio senza disturbarla), mi potrebbe servire solo per un breve accenno in un paragrafo...grazie di nuovo!!

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    3. e comunque quale è questo articolo di Ggian Maria??

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  26. Scegli tu : o il supplizio della tenaglia o la tortura dell'arganello . Vado

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    1. Ti dice male perché sto rileggendo i filosofi francesi del '700, su suggerimento di un gentile collega francese. Ma non Montesquieu, il bisnipotino di Laura (quella di Petrarca)... Sì, il filosofo che ispira il nostro governo, insomma! Quindi meglio se arrivi preparata!

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  27. Voci dalla Germania ci informa di una crescente bolla immobiliare nella mia amata Crucchia ma qualcosa mi sfugge. Dipende per caso dal fatto che le banche tedesche non riescono più a investire (o non è più profittevole farlo) nei paesi del sud Europa?

    Cordiali saluti.

    Schneider (quello dell'ἐποχή)

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    1. Dipende soprattutto dal fatto che una marea di fessi periferici crede che il mercato immobiliare tedesco offra opportunità di investimento allettanti. Del resto, anche il compagno Jacona, di Rai3, ha fatto un bello spottone pubblicitario del tipo "acquistate casa a Berlino". Era questo autunno. Chi se lo ricorda? Ma in fondo l'economia gira coi fessi... Come vedi, io non sono esattamente quello dell'epochè...

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    2. Chiaro come sempre, ho compreso e mi ricordo anche delle reazioni della mia dolce metà sul paradiso krauto descritto da Jacona (ma fece ben peggio quando parlò di Barcellona).

      Se però ho capito quello che lei spiega, questo andrebbe interpretato come un segnale che la Germania importa capitali dal sud europa (dove abitano i fessi periferici). Dunque si starebbe indebitando...

      Visto che però già la vedo sputare fiamme dal naso per questo volgare ἐνθύμημα la prego di essere comprensivo nello spiegarmi i termini.

      Tentando invano di anticipare la sua risposta mi dico: brutto Σοφιστής dei miei stivali - o fesso di periferia -, devi ragionare in termini di saldi! Le hai lette le statistiche dell'Ocse rispetto...)

      Per prepararmi al peggio, a che punto è con Justine?

      Cordiali saluti.

      Schneider

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    3. A dunque guardi Jacona e poi ti indigni per l'innominabile... insomma sei un perverso sadista anche tu...:)

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    4. Mio diletto Sartore,

      scusa il ritardo, ma ero impegnato col nuoto della creatura, sai, così, immerso in un nugolo di madri più o meno rifatte fuori e dentro, e nei vapori del cloro non trovavo la concentrazione...

      Dunque: intanto non si tratta di Justine, ma di Eugénie, l'unica che mi mancava (e il tuo collega Erick, che non perdona, me l'ha subito imposta).

      Poi, se al tuo entimema aggiungi la premessa maggiore "chi importa capitali vede peggiorare la propria posizione netta sull'estero (vulgo: si indebita)" te ttu me lo trasformi in un sillogismo in barbara (salvo errore, vedi un po' tu) del tutto scevro da biasimo.

      Con la conseguenza che quando lo studente polacco o l'ingegnere spagnolo paga l'affitto al rentier italiano sulla casa che quest'ultimo possiede a Berlino, per l'Almagna sono redditi passivi (in uscita dall'Almagna).

      Ora, però, vedi, io volevo occuparmi di distribuzione dei termini, pensando fosse una cosa difficile, poi mi sono trovato a occuparmi di distribuzione del reddito, e mi sono reso conto che è una cosa molto più difficile. Non preoccuparti troppo per l'Almagna, che è nostra alma mater (nel senso che tu ci trovi Hegel, e io Bach: unicuique suum): una posizione netta negativa per lei è lontana. Ma certo, meno ci indebitiamo noi, meno si arricchisce lei...

      Del resto, soldi li ha fatti vendondo beni a tutti i poveracci del Sud (tante Golf e qualche Cayenne), con un sistema (quello dell'euro) che ha anche contribuito ad aumentare le disuguaglianze qui e lì. Non credo quindi che TUTTI gli italiani si compreranno la garçonnière a Berlino.

      Indubbiamente però una pressione sui prezzi degli asset tedeschi c'è, ed è per questo che da tempo parlavo di "bolla". La Germania si muove sul filo del rasoio come tutti noi. Il processo al quale tu alludi, se gestito, potrebbe essere una parte della ricomposizione dello squilibrio esterno. Ma non è detto che ci si muova verso la soluzione stabile, anche perché la Germania ha voluto lo squilibrio, e quindi non è detto che voglia la sua ricomposizione, o che sia in grado di gestirla. Si torna sempre al problema dei politici prigionieri delle loro menzogne e probabilmente sfuggiti di mano anche a quelle istanze che vorrebbero un po' di buon senso (credo che fra imprenditori e lavoratori tedeschi non manchino).

      Salutami la tua metà...

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    5. A Robbe'...

      Ma nelle lunghe sere d'autunno, lontano dalla famiglia, a Pescara, accendo il maxischermo del collega e mi faccio due risate. Qui a Roma, veramente, il maxischermo l'ho ricomprato dopo due anni di astinenza, e non lo accendo nemmeno se mi puntano una pistola alla tempia. Rockapasso non ci credeva, ma si è dovuta ricredere: non mi ha fregato nemmeno Marco Basilisco dicendomi che c'era Lucrezia da Gad. La mia risposta è stata lapidaria.

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    6. sai a me J@con@ ispira violenza...dopo 0,5 secondi

      (comunque un giorno ti scrivo perchè -per me-era utile guardare 'report' ....insomma rispondo a una domanda che era rimasta in sospeso e magari puo' essere utile ai lettori...) ovviamente ora report è telemariomonti , ma la deriva era chiara...

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    7. Credo anche di avervi raccontato quando me ne sono accorto io (circa dieci anni prima che arrivasse Monti)...

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  28. Ho ripassato. PNL= Pil + RNE. Pfsso' e' tosto quer capitolo,con tutte le iniziali in inglese.....Ma dimmi, di quale terribile filosofo francese dovrei preoccuparmi?

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    1. Schneider, che è del mestiere, ha capito al volo. Un affettuoso pensiero alla sua dolce metà, con la quale, se non ho capito male, condivido l'ammirazione per i giornalisti coraggiosi di regime (per i lettori di cdc: il disprezzo per i disinformatori di professione). Rilevo, tra l'altro, il fatto che la pubblicità di forme di investimento è normalmente sottoposta a cautele che evidentemente si applicano solo ai promotori, non ai GCDR.

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  29. Ma che bella suppostina che ci ha rifilato Marietto:

    http://www.repubblica.it/economia/2012/04/19/news/via_esenzione_ticket_disoccupati-33579202/?ref=HREA-1

    Se ho capito bene la motivazione e che siccome ci sono troppe persone che guadagnano poco o niente sarebbe un onere troppo grosso esentare tutte queste persone.
    Senta ma lei per quando prevede la privatizzazione del servizio sanitario con la scusa che non ci sono i soldi per sovvenzionarlo?

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    1. Be', intanto prenditi questa suppostina, che è gratis (per lui)... Qui siamo veramente alla frutta...

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    2. Ho un'amica che sta facendo un master in amministazione di aziende sanitarie e mi dice che l'obiettivo della nostra sanità è diventare come la sanità inglese.
      Peccato che ho un altro amico che vive in Inghilterra da vent'anni e che per curarsi... torna in Italia!!!

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  30. grazie mille!
    questo blog è un piacevole appiglio nel dirupo italiano dell informazione e delle idee.
    (sono un pizzaiolo ventenne italiano ma attualmente spagnolo)
    Da tempo cerco di farmi una idea di economia di geopolitica e ahimè finanza leggendo "assai"(bene?).
    Mi è "chiaro",e sono felice di leggerne qui,che sia del tutto fuorviante la visione classica sinistra destra e che,per quei pochi "sinistri buonisti" che rimangono nel mondo il "piddinismo" sia un grave male e spreco "politico-spirituale" nostrano(solo nostro o forse della politica per natura?).
    Se devo dirle la verità (e me ne scuso a citarlo nuovamente) ho partecipato,da umile ignorante, alle "discussioni riminensis" subendone,ahimè,il brend d'informazione da "lavaggio del cervello",molto mainstream, ma al contempo "succhiandone" concetti generici condivisibili,penso anche da lei,già proposti nel tempo da vari pensatori e politici ecc.
    Capisco ,e forse condivido, il suo disinteresse nel "perdere" tempo di commentare a riguardo dico solo però che preso,l'mmt,con le dovute distanze propone comunque soluzioni,o meglio idee,utili e rimangono comunque connessioni di persone interessate a organizzarsi informarsi ecc.
    Chiedo scusa per il dilungamento.
    Continuerò a legger questo fantastico blog,ahimè,scoperto recentissimamente e in seguito con più tempo ,e su qualche tematica a me più chiara, le farò qualche domanda.
    kind regards
    fabio

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  31. cari miei qui mi pare che siamo nelle mani di un Duca, di un Vescovo, di un Presidente e di un Banchiere aiutati da Bande au ciel

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  32. "lasciamo Londra produrre quei panni così cari al suo cuore; lasciamo l'Olanda produrre le sue stoffe, Firenze i suoi drappi, Milano i suoi broccati... Noi siamo in grado di comperare questi prodotti, il che prova che tutte le nazioni lavorano per Madrid e che Madrid è la grande regina, perché tutto il mondo serve Madrid, mentre Madrid non serve nessuno."

    Vedi, a te Hegel sta sulle palle, però questa citazione dimostra l'utilità della dialettica servo-padrone. È questione di vocali. Senti come suona meglio così:

    ... il che prova che tutte le nazioni lavorano per Madrid e che Madrid è la grande regina, perché tutto il mondo serve (a) Madrid, mentre Madrid non serve (a) nessuno."

    (spero che Schneider abbia pietà di me)

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    1. Pietà? I miei complimenti piuttosto: la trovo un'applicazione/rivisitazione brillante. A me, infatti, non era venuta in mente (e sì che questa roba la maneggio ogni giorno).

      Comunque, divagando, un mio collega mi ha segnalato che la dialettica servo padrone venne ispirata al maestro dai giacobini neri di Haiti (è sempre avanti a noi, non c'è niente da fare...).

      Ciò detto e ribadendo, concordo pienamente (per quel che vale..).

      Spero di poter "rivendere" in altra sede l'acuto collegamento, ovviamente citando il copyright (sia mai faccia la fine di Fabio...).

      Ad ogni buon conto mi pare di aver preso un 18 con la domanda di cui sopra. Posso coricarmi tranquillo.

      Distinti saluti (anche da Dario, Cesare e tutta la compagnia).

      Schneider (detto il tagliatore; Sartore mi suona troppo malthusiano del XXI secolo e io con le coniche non ho un buon rapporto).

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    2. Cordialissimi saluti, amico tagliatore!

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  33. Ci sono un sacco di motivi per ritenere il sistema con cui è gestita l'economia come sbagliato, più religioso che razionale. D'altra parte i dati che lei ci fornice lasciano poco spazio al grosso del dubbio se questo sistema sia corretto per sia per le popolazioni che partecipano alla sua realizzazione sia per l'economia stessa. Mi sembra però che al momento che le possibilità lasciate ala gente, o ai dissidenti, di poter intervenire sono molto scarse. Personalmente penso che risolverà tutto il sistema stesso che finirà per esplodere (implodere) a causa della instabilità esasperata che genera. Le chiedo se lei è d'accordo sul fatto che se anche Rajoy è quel che è non lo sara ancora tra un certo tempo? Pensa che questo sistema sia destinato a crollare? Se fosse così, quale sarà per lei il/i parametro/i che ci dirà che è (finalmente) finita?

    Grazie mille.

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    1. Caro Brezzarossa,

      ti esorto a leggere un commento che Alex scrisse su un forum amatoriale dove ci siamo conosciuti, a margine di una intervista con la quale la Rossanda ha lordato irrimediabilmente la sua immagine.

      Capito?

      Molto semplice: il parametro che dirà che è finita sarà che ci diranno che l'euro non si discute e che siamo fuori dalla crisi perché lo spread è a 299 anziché 300, quindi siamo salvi.

      Il giorno dopo l'euro non ci sarà più.

      Quando? C'è che dice che aspettiamo le elezioni (tedesche, ovviamente: in Italia non si vota), c'è che dice che non ci arriviamo, c'è chi dice... appunto... che l'euro non si discute...

      Chi vivrà vedrà. Come mi ha detto un funzionario della Bce che ho incontrato a un convegno, "non puoi negare che grazie alla crisi stiamo vivendo un periodo molto interessante". In effetti, è innegabile. Visto dalla Bce, poi, lo è ancora di più che non visto, poniamo, dalla Fiat...

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  34. uno studente ud'a19 aprile 2012 20:25

    krugman è con lei prof!

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=newssearch&cd=3&ved=0CDIQqQIwAg&url=http%3A%2F%2Fwww.laperfettaletizia.com%2F2012%2F04%2Fcosa-serve-la-politica-di-rigore-se.html&ei=2VeQT8aONZCL4gTX3fGkBA&usg=AFQjCNGPDDLKa7Llqev4VDoQEvYlU2LrKA&sig2=bwnqXuBCWwkTT46GaGWrrg

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    1. Grazie per la fiducia, ma sarebbe meglio dire che io sono con lui. Per un problema di masse gravitazionali, sai... Ma ho visto che citi un quotidiano di ispirazione cattolica, quindi, chi sa, magari pensi ancora che sia il Sole a girare intorno alla Terra... ;)

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    2. Caro Prof
      Però non può negare che l'aver ospitato Krugman mentre dice che l'euro è la nostra dannazione e l'unica speranza è uscirne, segna un punto a favore dei "baciapile" (per lo meno c'è di peggio). Chissà un giorno leggeremo certe interviste anche su repubblica o il manifesto: per ora è possibile solo leggerci che il sole ruota attorno alla terra (parlando di economia).
      E visto che sono un toscanaccio impertinente (ma sono convinto che mi perdonerà) le chiedo: erano più di sinistra ("sinistra" intesa come sensibilità verso i cittadini meno ricchi e potenti) tipi come Moro e Donat Cattin oppure tipi come Bersani e Veltroni (e se continua di questo passo anche Vendola)?

      Valter

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    3. Caro Valter,

      si capisce che leggi questo blog da un quarto d'ora (e ne sono lieto, la famiglia cresce) altrimenti sapresti come la penso... E anche se so di dare un dolore al mio caro Giorgio DEM, di fatto gli unici studenti interessati/interessanti che trovo a Pescara (con due eccezioni, o tre) sono, guarda un po', ciellini. Gli altri sono tutti "cancella il debito", "abbasso la Gelmini", ecc., e così, ora che non c'è più la Gelmini, temo non sappiano cosa dire (ma non dicevano nulla neanche prima, solo che lo facevano rumorosamente). So solo che un giorno hanno portato simbolicamente in giro una bara in facoltà, per significare la morte dell'università a causa dei tagli "della Gelmini", ma nella mia aula non sono entrati. Peccato. Avrei voluto dirgli: "l'euro vi piace, no? è di sinistra, come voi, come Bersani? e allora se vi piace l'euro, perché non vi piacciono i tagli?" Ma non glielo avrei detto così gentilmente.

      Ora, con tutto il rispetto, io preferirei un mondo in cui si potesse evitare di cadere dalla padella del piddino nella brace del ciellino, però... come dire... si lavora con quello che c'è...

      Ti perdono ma studia!

      Comunque Krugman non lo hanno ospitato solo i cattolici, l'articolo era noto, e Krugman si legge anche su Repubblica. Divertente quello che successe a settembre. Il giorno prima Krugman contro l'euro, e tutti zitti. Il giorno dopo Berlusconi, e successeun putiferio. Ricordi? Al piddino non c'è più nemmeno bisogno di nascondere gli input giusti: lui ormai sbaglia endogenamente...

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  35. Alberto,

    stavo guardando quei dati EWN. Ma la "Net IIP as officialy reported" e "Net Foreign Asset" non dovrebbero avere una relazione stretta?

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    1. Arriva il paper per email, così vedi un po' tu come risolverti il dubbio.

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  36. Ci torno su perche' dici che e' un punto importante e lo dobbiamo capire fino in fondo e perche' immagino che probabilmente non sono la sola ad avere dei dubbi. se mi parli di pacchetti azionari e di controllo di aziende mi sembra chiaro cosa perdiamo. invece nel caso che chiami "greenfield" in concreto cosa ci portano via ?E' vero che i profitti vanno ad arricchire un paese concorrente, pero' i dipendenti hanno percepito dei redditi e hanno pagato le tasse al paese ospite . se la fabbrichetta non ci fosse stata non ci sarebbero stati nemmeno queste entrate. Sono sicura che c'e ' un difetto in questo ragionamento e spero che tu riesca a illuminarmi e a non perdere la pazienza

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    1. Ripeto: gli investimenti "greenfield" (cioè il filantropo che arriva dall'estero con la valigetta di bigliettoni solo per dare lavoro a tanti poveri operai, e pagare tante tasse al governo del paese che lo ospita, ecc. ecc., come la vedi te perché così te la fa vedere chi vuole che tu la veda così), questi investimenti, dicevo, sono minoritari dalle nostre parti.

      Sono viceversa la forma di investimento diretto preferita nelle economie emergenti e in transizione, dove il filantropo che dà lavoro, guarda un po', comme par hasard, lui vorrebbe tanto, poverino, arricchire la gente, ma chissà perché (poveretto, che frustrazione!), quando va a costruire una fabbrichetta che "crea" lavoro (eritis sicut Deus), poi, che sfiga, dopo averla costruita (che delusione), si accorge che, guarda caso, lì la gente (in Moldavia, in Vietnam) ha salari piuttosto bassi, e per le tasse ci si aggiusta con un po' di corruzione...

      E così, malgrado tutte le sue buone intenzioni, anche chi era partito per arricchire gli altri... torna a casa avendo arricchito soprattutto se stesso!

      Che sfortuna! Un destino che non auguro a nessuno (a questo punto il lettore di CDC si applica una borsa del ghiaccio...).

      Ma questo, ripeto, non riguarda noi. Il caso nostro è quello della Ducati: arriva un'impresa straniera, si prende un pacchetto di maggioranza, licenzia un po' di operai, e porta i profitti a casa. Sai quante volte è successo...

      Quindi, ricapitolando: se il mondo fosse come il libro Cuore, ci faremmo due palle ma staremmo tutti in pace e letizia: i buoni coi buoni, e i cattivi puniti da un Dio severo ma giusto. Per questo tipo di Weltanschauung consiglio la lettura rassicurante di Repubblica e gli editoriali del suo Barbapapà. Lui ti dirà che c'è un investitore buono che voleva portarti lavoro: sai, ti ha citofonato, ma tu eri dal parrucchiere... è andata così: un po' deluso (lui ci teneva tanto ad arricchirti) ha preso il primo autobus ed è sceso alla fermata successiva, in Laos...

      Viceversa, se ti interessa sapere il mondo com'è, ti leggi il World Investment Report 2011 dell'UNCTAD (così per tre anni nun me fai più domande)!

      Ti ho detto "basta cazzate", non so se si è capito... Però te vojo bbene perché sei 'na collega (però basta cazzate, te prego, risparmiami, tu quoque...)...

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    2. P.s.: a scanso di equivoci: non so se alla Ducati sono previsti esuberi e non glielo auguro di certo. Non pensate però che io porti sfiga: il fatto è che roba del genere è successa. Del resto, ribadisco, se non fosse così, non si capisce perché, a detta del governo, gli investitori esteri premono tanto sul famoso art. 18. Ci siamo capiti? Speriamo che alla Ducati la situazione sia stabile, e speriamo che lo sia anche altrove.

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    3. Due precisazioni.

      Una per i lettori del Fatto: non ce l'ho con l'imprenditore perché non è filantropo. Quello non è il suo lavoro. Ce l'ho con i giornalisti che raccontano che è filantropo, perché questo non è il loro lavoro.

      Una per elvira e soprattutto Qui, Quo, e Qua: mi sono messo a dieta, quindi oltre a essere tollerante come un aspide e permaloso come un piddino, sono anche docile come uno squalo toro: fatevene una ragione... niente di personale... non ce l'ho con voi... se potessi, preferirei mangiarmi un piatto di pasta... ma in mancanza di meglio... temo toccherà a voi!

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    4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    5. Scusate: ho eliminato senza volerlo (l'interfaccia nuova ovviamente non risolve problemi ma ne crea) il simpatico commento di un ciddiccino aspide (così si definiva... mi sembrava incoraggiante) il quale ci diceva, ovviamente senza citare alcuna fonte (eris ciddiccinus in aeternum) che dobbiamo smettere di piangere sulla Ducati perché tanto era americana. A parte il fatto che eventualmente questo intervento ci suggerisce che avremmo dovuto cominciare a piangere prima, qualcuno può produrre le fonti?

      Scusa aspidino, non ti volevo censurare, veramente ho difficoltà con la nuova interfaccia soprattutto da iPhone (non mi fa vedere i messaggi, ha un pulsante elimina messo a tradimento, ecc.).

      Torna a trovarci, meglio gli aspidi che gli anatroccoli: almeno voi ve magnate li sorci...

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    6. Fino al 1984 era statale, poi andò alla Cagiva dei fratelli Castiglioni (amicici del Bettino) che la vendettero nel 1996 (51%) e 98 (49%) al fondo USA Texas Pacific Group che nel '98 collocò in borsa il 65% del capitale.

      Il pacchetto di controllo fu comprato nel 2006 dal fondo privato italiano Investindustrial (e qui i piddini fecero festa, visto l'euro forte sul dollaro? Mai inferire fenomeni generici da casi singoli, lo direbbe pure il Cipolla ;) ).

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    7. Grazie per la precisazione. Mi sembra che CDC abbia quindi torto (nel senso che l'ultimo passaggio di mano è stato effettivamente da mani italiane a mani tedesche), e che invece Goofy ha ragione quando dice che imporre rigidità del cambio (come con lo Sme credibile del 1986-92 e con l'euro) è sempre prodromico a una crisi (esito voluto di una aggressione imperialistica, come ci ricorda Frenkel) e a una razzia (infatti dopo la crisi del 1992-93 la Ducati è passata in mani americane, e dopo la crisi attuale in mani tedesche). Mi sembra che abbiamo un caso generale dal quale deduciamo (non inferiamo) due casi particolari...

      Però CDC-aspide era simpatico... mi dispiace... mi scuso ancora per avere senza volerlo cancellato il suo messaggio originale...

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    8. Se posso portare un esempio che sto vivendo direttamente: una nota azienda alimentare spagnola rileva il paccheto di maggioranza di una nota azienda alimentare italiana, le produzioni rimangono in italia, a noi operai/impiegati restare a lavorare qui va bene, visto che l'ambiente è buono e gli stipendi anche (considerato quello che c'è in giro e il periodo di crisi). Come si ripaga l'investimento? Gli investimenti in infrastrutture e macchinari promessi non ci sono, anzi vengono tagliati alcuni di quelli previsti, poi comincia la corsa al massacro: le persono che vanno in mobilità/pensione non vengono sostituite, aumenta la quota di lavoro pro capite e aumenta la produttività ma a questo punto deve diminuire il numero di indiretti (personale che direttamente non si occupa di produzione, meccanici, controllo qualità, capiturno etc, di solito c'è una percentuale tra diretti e indiretti da rispettare) e quindi altri tagli, poi viene implementato un niovo software per cui vengono tagliati alcuni impiegati (parte del lavoro può essere svolto dalla casa madre). E via un'altra azienda italiana! Luca

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    9. Ti ringrazio per l'esperienza. A qualcuno sarà utile. Sai, molti uomini, e in particolare molti piddini, sono un po' come i mosconi. Hai mai visto quando cercano di uscire da una stanza, ma la finestra è chiusa? E loro sbattono la testa, e una, e due, e mille volte. Un uomo forse non ha bisogno nemmeno della prima craniata per capire che da lì non si esce. E così, e questa non è una critica, a me la tua esperienza non è utile perché io so che è così, e lo so perché non può essere che così in un mondo dominato dalle logiche miopi della finanziarizzazione

      Essere intelligenti significa aver bisogno di poche esperienze e pochi aneddoti.

      Essere piddini significa sbattere la testa contro il vetro e vivere nella merda. Speriamo che a qualcuno di questi mosconi il tuo racconto serva. Grazie.

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  37. (alberto mettiti le mani davanti agli occhi e tappati le orecchie )

    dal minuto 10' in poi dal 20' devastante (Tenete lontani bambini e persone facilmente impressionabili )

    http://93.62.165.62/rplpod/trasmissione.asp?ad_id=5753&

    è un file mp3

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  38. Essendo un piddino serial killer cerco sempre di cercare un metodo nei miei delitti. E in questo caso volevo trovare la trave che ostruisce il mio occhio ("non riesci proprio a vedere la big picture").

    Mi sono andato a riguardare i suoi post sulle partite correnti, in particolare questo (http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html) e questo qua (http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/ma-come-fanno-us-e-uk.html) e li ho rimuginati con le mie conoscenze di microeconomia per cercare di inquadrare la cosa.

    Mi pare di capire che la cosa funzioni come il bilancio aziendale, scusi la semplificazione ma è per capire:

    c'è X-M che sarebbe come l'EBIDTA, cioè il valore di quanto hai venduto (le transazioni "intra-aziendali" cioè il mercato interno si annullano quindi non ci interessano)

    c'è RNE che sarebbe come il saldo della gestione finanziaria

    Se X-M non riesce a "spesare" RNE, lo stock di indebitamento (la leva finanziaria) verso l'estero agisce da moltiplicatore del deficit perché si finisce a dover indebitarsi sempre di più anche solo per il pagamento degli interessi.

    Ho capito giusto fino a qua?

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    1. Senti, più che di microeconomia mi pare che si tratti appunto di economia aziendale, e io ragioneria l'ho studiata 30 anni or sono. Fatto sta però che la contabilità è in fondo quella da qualche secolo e i suoi principi di buon senso si applicano anche alla macro. Uno stock di debito elevato è comunque sempre pericoloso, perché evidentemente un rialzo dei tassi ha sempre effetti più gravi se lo stock sottostante è più elevato. Il 10% di 10 è 1, quello di 100 è 10, se il tasso aumenta di un punto (dal 10% all 11%) nel primo caso (debito 10) i tuoi esborsi aumentano di 0.1, nel secondo (debito 100) di 1, e la differenza potrebbe sentirsi.

      Magari, nel caso dei conti esteri, il problema è che devi ragionare in termini di netto, attività meno passività (e per i redditi regolarti di conseguenza).

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    2. Beh certo, in economia aziendale è l'analisi dei flussi.

      Dato quanto sopra per abbassare il debito estero o si fa crescere X, o si riduce M.

      L'Argentina mi pare stia puntando sul ridurre M. Ma anche noi mi pare che siamo su quella strada (l'aumento dell'IVA influenza M non X ad esempio, uguale il calo dei consumi)

      Stampare moneta come dicono i donaldiani non conterebbe più di tanto perché non verrebbe accettata all'estero e non ridurrebbe CA.

      Sempre giusto finora o ho perso qualche pezzo per strada?

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    3. Ma, sì, farei solo qualche precisazione.

      Noi la strada della riduzione di M la stiamo seguendo praticamente da una ventina di anni. Già nel 1992 la svalutazione difensiva fu comunque accompagnata da politiche fiscali restrittive (il famoso furto di Amato, la tassa per l'Europa) il cui scopo era deprimere i redditi come strumento efficace di controllo delle importazioni. Nel breve periodo l'intervento keynesiano (via reddito) è sempre più efficace di quello via svalutazione per correggere il saldo estero, dato che i soldi, se non li hai, non li puoi spendere.

      Da venti anni l'Italia sta cercando di crescere sotto potenziale per evitare un tracollo dei conti esteri (ma così facendo distrugge il suo potenziale e si avvia in una race to the bottom).

      L'aumento dell'IVA... potrebbe anche riflettersi sui prezzi dei beni esportati, indirettamente, e allora forse la competività diminuirebbe, quindi gli effetti sono sfumati. Toglierci soldi dalle tasche è più sicuro.

      Sul discorso finanziario non ti seguo, perché noi non possiamo stampare. Se parli della Bce, ho detto più volte che non ha senso chiederle di stampare di più, visto che gli squilibri regionali rimarrebbero intatti (cioè quelli fra centro dell'Europa e periferia, va da sé).

      Se parli di "un altro mondo" (che è possibile, e infatti adesso arriva), allora il dato cruciale non è "stamparemonetasovrana" ma beneficiare della flessibilità del cambio.

      Andiamo avanti...

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    4. Sì certo, lo stampare moneta era riferito sì all'Argentina ma anche ad una eventuale Nuova Lira.

      Ma comunque le banconote sono solo promesse di pagamento e quindi non modificano i flussi sottostanti, è il valore della moneta che rappresentano (cioè il cambio) quello che può modificarli. E fino a qua spero di continuare ad esserci perché so che mi cazzierà per quello che scrivo dopo.

      Se tengo sotto controllo M con la contrazione dei consumi provoco un ulteriore calo di produttività perché deprimo la domanda interna, che è il caso italiano.

      Se invece svaluto, ho M che si abbassa perché i beni esteri sono meno competitivi e X che si alza per l'opposto, ma per evitare che l'inflazione riequilibri in breve tempo il sistema devo essere "autarchico" e quindi imporre serie restrizioni alle importazioni, bloccare i capitali che andrebbero all'estero oltre a cercare di essere energeticamente il più autosufficiente possibile. E questo mi sembra il caso argentino.

      Su questa strada però si va verso i magazzini GUM e oltre al blocco dei capitali e delle importazioni, si dovrà dopo non molto anche limitare la circolazione delle persone perché il lavoro all'estero diventerà sempre più allettante. Per non parlare che o si è autosufficienti in tutte le tecnologie e nel risparmio oppure il blocco delle importazioni peggiora la competitività soprattutto del settore industriale (ma anche dei servizi).
      Anche questo lo abbiamo già visto all'opera e mi sembra il lato negativo della soluzione argentina.

      Per quanto riguarda noi invece, possibile che con una salari e domanda compressi da 20 anni la nostra inflazione continui ad essere sempre maggiore della tedesca?

      Va bene che la BCE fa la politica monetaria per la Germania e non per noi. Però pure in Italia nel sud i prezzi sono ben diversi, avrà visto anche lei le differenze fra Pescara e la sua natìa Firenze.

      Questa dell'inflazione italiana è una delle cose che proprio non riesco a mettere nel suo giusto posto.

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  39. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Ma se non è quello... cos'è? Certo, da noi è diverso... E dai, su non ti offendere...

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  40. Cavolo!

    (..)questo tsunami di bruttezza e di volgarità sta alla fede esattamente come i luoghi comuni piddini stanno all'economia. Qualcosa che, con le apparenze della devozione, è in fondo una bestemmia. Una bestemmia che il potere incoraggia, per la sua capacità di narcotizzare il popolo, e che il popolo gradisce, perché asseconda la sua pigrizia.(..)

    Che tu mi creda o no, nel leggere la tua risposta mi sono commosso! Grazie Maestro [1]!

    Alex

    [1] Nessuno può insegnarvi nulla se non ciò che già sonnecchia nell’albeggiare della vostra conoscenza.
    Il maestro che cammina all’ombra del tempio tra i discepoli non elargisce la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e il suo amore.
    E se davvero è saggio, non v’invita ad entrare nella dimora del suo sapere, ma vi guida alla soglia della vostra mente.
    L’astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi, ma non può darvi la sua conoscenza.
    Il musico può cantarvi i lievi sussurri del vento, ma non può darvi l’orecchio che fissa il ritmo, né l’eco che rimanda il suono.
    E colui che è esperto nella scienza dei numeri può descrivervi il mondo del peso e della misura, ma non oltre può condurvi.
    Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo.
    E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio, ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.
    Kalil Gibran – Il Profeta

    E sia detto per inciso, proprio perché è altro quello che “sonnecchia nell’albeggiare della di loro conoscenza”, temo che i Piddini, qui intesi più come “tipo umano” che non come “seguaci di Gargamella” [2], non capiranno mai un cazzo, nemmeno dopo il Q.E.D. numero 10 alla 120.

    [2]
    http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/67115_181699688508912_121384961207052_621423_818588_n.jpg

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    1. Ma tu sai che io per te mi impegno, e lo faccio perché ti sono ancora grato. Quando stavo per rinunciarci, sei arrivato tu... e sse semo fatti un sacco de risate!

      Ed è bellissima questa cosa di Gibran, che cerco di inculcare ai miei studenti. Loro pensano che il mio ruolo sia aprire la cerniera lampo che tiene la loro calotta cranica adesa al resto del cranio, versare dentro dalla preziosa ampolla il "Sapere" (mentre loro mandano messaggi alla fidanzata), poi richiuderla, ed aspettare fiducioso che essi all'appello n+1 vengano a riversare pedissequamente il Sapere (possibilmente "Sapere professionalizzante", altro piacevole ossimoro) da me ricevuto.

      E quando all'esame aprono il rubinetto della loro imperfetta faringe, e non ne gocciola nulla, io lo so, loro pensano che la colpa sia mia.

      Perché io, come avrete capito, non amo insegnare, e come avrete altresì capito, non ne sono in grado.

      Ma io glielo dico.

      "Ragazzi, quando si capisce, come quando si muore, si capisce soli"

      De Andrè non mi entusiasma, però certo, la generazione che lo conosceva era un po' meglio di queste qui...

      La comprensione come atto individuale volontario, come morte di un io (l'io ignorante), sostituito da un io nuovo, diverso. Potrei proporre loro di leggere Proust... ma non ci sono le figure. Ed è incredibile, in queste giovani e rigogliose forme di vita, quanto sia forte l'istinto di conservazione, e quindi l'avversione a veder scomparire quell'io ignorante al quale, capisco bene, ci si può anche affezionare, soprattutto se ucciderlo, cioè suicidarlo, richiede leggere dieci paginette con due "formule" di "matematica" (tipo CA=S-I, che poi è 2=4-2, per gli amici 2+2=4)...

      Capito perché preferisco parlare a chi è interessato? Ma continuerò a insistere...

      Sui piddini sono d'accordo: ripeto: chi si poteva convertire lo ha già fatto, ed è qui (o altrove). Chi non può (e ce n'è qualcuno anche qui) non verrà convertito nemmeno dalla Storia. Il problema è che loro sono tanti, e che quello che deve succedere succederà. Siccome loro non si convertono, non potrà succedere "a maggioranza", in modo democratico. Succederà in modo profondamente poco democratico, e la colpa non sarà certo nostra, che abbiamo cercato di dirglielo in tutti i modi!

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  41. Tornando a bomba sul post, subito proposto ad una delle mie acquaintances “antropomorfe con la faccia da uomo”, questa volta ha prodotto un terrificante “ ah ma dici che anche gli Spagnoli… beh cosa possiamo fare, mal comune mezzo gaudio!”

    …. Minchia!

    Stavolta non sono riuscito a ripiegare sul “già” Gaddiano! Non ce l’ho proprio fatta a trattenermi; sfoderando il mio migliore sguardo/tono da “ Annibale il cannibale” ho sibilato “Bravo, Giusto! Come si dice proprio in Castigliano “Malos de muchos, consuelo de Tontos”.

    Alex

    RispondiElimina
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    1. Pensa che ieri mi ha scritto un collega dell'università di Castilla-La Mancha per chiedermi di contribuire a un saggio che pubblica in UK... Ma io voglio studiare lo spagnolo...

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  42. Notte Prof !
    In questo momento le sto scrivendo direttamente da Caramanico Terme, dove sono tornato per qualche giorno di vacanza. E il mio ridente paesello ( dove durante l' anno ci sono 11 mesi di freddo ed 1 di fresco ) mi ha accolto con i monti innevati !
    Volevo ritornare un attimo al mio commento e al discorso sul professor Federico Caffè. Effettivamente credo che non sarebbe stato un estimatore dell' euro, come ha giustamente sottolineato lei, perchè pur non avendo "goduto" del suo arrivo, in questo post :

    http://keynesblog.com/2012/04/16/i-dubbi-di-federico-caffe-sulleuropa/

    si nota come già negli anni 80 nutrisse forti dubbi sulla CEE, lo SME e sulla futura unione europea, con conseguente arrivo dell' euro. Sottolineando in particolare il pericolo costituito dalla Germania nonostante fosse ancora divisa, molto chiaro in questo passaggio :

    "L’esposizione più ampia e diretta dei “dubbi” di Caffè sullo Sme si ritrova nel documento già citato () che, seppure non pubblicato, e quindi forse non riletto, contiene una serie di spunti critici, caratteristici del suo modo di guardare ai fatti economici. Intanto c’è un richiamo storico al Risorgimento italiano, riguardante un momento di svolta fondamentale, come Caffè considera la scelta contrastata dell’Italia di “entrare” in Europa.
    C’è poi la forte preoccupazione per l’inevitabile egemonia della Germania, che seppure ancora divisa, rappresentava il paese ad economia nettamente più forte e solida tra i paesi della Cee. Caffè temeva soprattutto il tipo di cultura economica di cui i gruppi dirigenti di quel paese erano portatori, a prescindere, per alcuni aspetti, dai loro orientamenti politici. In particolare si faceva sentire in tali gruppi il trauma dell’iperinflazione vissuta dalla Germania negli anni successivi alla prima guerra mondiale.
    Il retaggio fondamentale di tale esperienza si traduceva nella particolare sensibilità alla stabilità dei prezzi, ottenuta anche con un assetto istituzionale che prevedeva una forte autonomia della Banca Centrale rispetto al potere politico."

    Un' ottima e purtroppo nefasta previsione dei problemi dei giorni nostri.
    Ma credo che i pensieri economici del professor Caffè per lei non siano delle novità anzi...
    Non capisco però come due suoi illustri allievi ( Draghi e Visco), non abbiano imparato nulla da lui.

    Per quello che le ha detto Rokapasso, non si preoccupi, più che un' aggressione la definirei un' incomprensione. Io non volevo criticare o elogiare lo scritto di Brancaccio, ho solo tentato di interpretarlo, ma probabilmente ho creato un equivoco.
    Ora la saluto, buona notte.

    P.S. Monte Amaro è innevato, ma fra 40 / 50 giorni sarà di nuovo pronto a ricevere nuovi visitatori...

    http://www.youtube.com/watch?v=YC-tIEhu3ZA ( IL VIDEO NON E' MIO )

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    1. Bello. Un pezzo di quella strada l'ho fatto anch'io, fino al Focalone, ma ero da solo e poco attrezzato, quindi bastava una storta per restarci... e non mi sono spinto oltre...

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  43. Prof. che differenza c'è tra un circuitista e un post-keynesiano? Comunque non pretendere l'uscita dall'euro è da perfetti pusillanimi o da poveri ingenui credere che la deriva nazista dei creatori dell'euro possa cambiare direzione.

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    1. Lo ho chiesto a Zezza ma devo farmelo rispiegare bene. Penso che forse potremmo considerare i circuitisti come dei post-keynesiani che mettono in risalto il ruolo dei vincoli di liquidità nel processo produttivo... più o meno me la ricordo così...

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    2. Non so se tutti i circuitisti sono post-keynesiani. E comunque quelli che lo sono (la maggior parte) mettono in risalto il ruolo della finanza, che altri post-k trascurano.
      Ci sono sicuramente argomenti più interessanti su cui discutere, rispetto alla classificazione delle sette di economisti eterodossi!

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    3. Ecco, me lo ricordavo male! Ero sicuro... Grazie per la precisazione. Comunque sì, concordo, le etichette sono poco interessanti, anche perché spesso c'è "old wine in new bottles".

      Dai, però c'ero andato vicino. La tua spiegazione mi aveva fatto tornare in mente:

      Desai, M., Weber, G. (1988) "A keynesian macro-econometric model of the UK", J. of App. Econometrics, 3, 1-33.

      in particolare per la specificazione della domanda di moneta, legata al processo di produzione, e quello che chiamano il ""Keynes effect". Te lo mando.

      Modelli come la legge di Thirlwall esprimono di fatto un vincolo di tipo finanziario. Per motivi che non capisco, vengono interpretati come modelli di crescita export-led. Sono due lati della medaglia, ma quello più interessante a me sembra il primo. Devo dire che mi sento abbastanza solo... hai ragione...

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    4. Anonimo,

      se sei interessato a questa faccenda, questo testo di Marc Lavoie:

      http://macropolis.wikispaces.com/file/view/Introduction+to+Post-Keynesian+Economics+-+Lavoie.pdf

      è utile almeno per capire cosa sono. Lavoie è affidabile nel campo, non a caso in privato non è raro sentirlo affermare "sono un post-keynesiano così!" coi pugni semichiusi, le ultime due dita le devi lasciare aperte. è il gesto simbolo dei post-keynesiani, ma è scritto tutto lì nel testo.

      se no in italiano, che mi pare sia una traduzione più o meno, c'è questo di Marco Passarella (coautore dell'ultima fatica der Brancaccio):

      http://www.marcopassarella.it/wp-content/uploads/economia-post-keynesiana.pdf

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  44. Oh, non c'è modo di liberarsene!

    Fantastico quello che mi dice che non valgo niente come storico (lo so, infatti mi sono limitato a citare Carlo Maria Cipolla), e che mi dà del razzista (il secondo commento dimostra che c'è almeno uno spagnolo che non la vede così, forse perché, come appunto dico nell'articolo, oggi in Spagna girano più neuroni che in Italia: e infatti sono razzista, ma contro i babbei, certo non contro gli spagnoli, con i quali sono molto contento di lavorare).

    Dio mio... non ce la faremo mai...

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    1. Peccato, l'autore del commento mi stava pure simpatico. Era uno dei pochi antifascisti di CDC. Ma ciò non lo salva dallo scrivere emerite biiiiiip.

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  45. (e fra un'insulto e l'altro, in quella che uno che preferisco non nominare - per tutelarlo - ha chiamato "la fiera dell'incomprensione", qui invece la famiglia cresce... quante bocche da sfamare...)

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    1. "Sto Bagnai é più ganzo di Krugman. Certo che se fosse un po' meno innamorato di se stesso magari riuscirebbe pure a convincere qualcuno che ste cose non le sa già. Come «biiip». Solo che almeno lui sta nel giusto."

      Suvvia, anche i lettori di CDC sotto sotto nutrono ammirazione per lei, a me nessuno ha mai detto che sono ganzo!

      Giuseppe Sini

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    2. Ma sì, ma poi chi se ne frega... Mica mi candido alle primarie della Mancia! E poi però la frase è ambigua: "lui" non so se sono "io" o "biiip".

      Comunque, a proposito dell'amore di se stessi, vorrei dire al mio ammiratore una cosa che da giovane non potevo capire: "L'art, mes enfants, c'est d'être absolument soi-même." E quindi, io a migliorarmi ci ho rinunciato...

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  46. http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/04/la-bundesbank-denunciata-per-i-saldi.html

    Ah! Cazzo che idiota, è come denunciare qualcuno perché utilizza la partita doppia. alla fine sta propaganda becera di Sinn gli si ritorce contro perché crea dei mostri di ignoranza.

    "L'esperto di diritto economico Bernd Schünemann ha denunciato il consiglio direttivo della Bundesbank accusandolo di malversazione"

    Malversazione? Un afflusso è un credito e un deflusso è un debito. quanto ci vuole a capirlo?

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    1. Dell'articolo ho apprezzato soprattutto il primo commento. Mannaggia però... ora chi lo sente l'amico del tornese... tu hai detto "scemi", lui invece pensa il contrario... non è che mi partite con un "flare"? Oh, beninteso, io non sto buttando benzina sul fuoco...

      E comunque non devo ricordarti che noi non siamo mai secondi alla Germania, purtroppo nemmeno in tema di propaganda becera che crea mostri di ignoranza, anzi di sovrana ignoranza...

      Ce la faremo!

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    2. Per non essere elitari, sottolineo di che si parla così tutti voi che non avete tempo di perdere tempo come me (datemi tempo, più in là anche io non ne avrò) capite paro paro quanto in malafede sia Sinn e quanto tordi siano i suoi commensali.

      Esempio base di una transazione via TARGET2 (che non è altro che il sistema di pagamenti dell'eurosistema).

      Una banca tedesca (quindi che partecipa al TARGET2 tramite la Bundesbank) riceve fondi dall'estero (per esempio un cittadino italiano compra i prodotti superiori tedeschi).

      Dunque la Bundesbank ha un debito (liability) verso la banca tedesca (il conto corrente della banca) e contemporaneamente ha un credito (asset) nei confronti della Banca d'Italia. un credito denominato credito TARGET. Ovviamente la banca del cliente italiano ha un debito verso la banca tedesca, e le due banche centrali fanno da tramite. il credito TARGET che nasce è dunque nient'altro che la fotografia dell'afflusso di fondi in Germania (e quindi deflusso in Italia).

      Ora, cosa succede se la banca tedesca utilizza i fondi ricevuti per prestarli nell'interbancario a una banca italiana per esempio? Che la Bundesbank ora ha un debito TARGET nei confronti della Banca d'Italia, dato che è la fotografia dell'afflusso di fondi in Italia e deflusso in Germania.

      A fine giornata i crediti e i debiti si compensano, sommando a 0 (per semplicità).

      Con la crisi ovviamente le banche tedesche non si fidavano più di prestare nell' interbancario, quindi vi erano solo afflussi e dunque crediti TARGET che aumentavano. ma questo ha per forza di cose a che fare esclusivamente con il conto delle partite correnti come dice Sinn? No, manco per la minchia. E questo è interessante notarlo tramite i dati di Bindseil (della BCE):

      http://sfb649.wiwi.hu-berlin.de/papers/pdf/SFB649DP2011-035.pdf

      pagina 22 e pagina 23. i casi della Grecia e dell'Irlanda dimostrano che la cosa non ha nulla a che fare.

      Dunque Sinn è un beota.

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    3. Con tutto il rispetto per la Beozia.

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    4. p.s. anche io penso che Sinn sia un beota, non è che perché non sono convinto che la Nuova Lira "flottante" sia la soluzione dei nostri mali che rinnego i miei anni e anni di partita doppia e bilanci.

      "Chi non è con me è contro di me" (Lc 11, 14-23)

      Stia attento alle cene di gruppo Professore ;)

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    5. La nuova lira flottante non è l'unica soluzione né la sua assenza l'unica causa dei nostri mali. Ho sempre detto che è una condizione necessaria ma non sufficiente. Sarebbe meglio prendere atto della necessità, e darsi da fare per gestirla senza danni, onde poi passare al resto. Ma tu, si sa, aspetti il IV Reich, senza accorgerti che ci sei dentro...

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    6. Grazie, Ist, (mi) ci voleva l'explication
      roberto

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    7. un indovinello, chi o cosa ha detto questa frase: "[...] What helped was that other countries inflated away from Germany. That has contributed greatly to Germany’s success." ?

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    8. che è lo stesso che si lamentava della troppa inflazione nei paesi periferici. secondo te quante altre cazzate deve dire prima di implodere?

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  47. Riarrivano i piddini!

    Il compagno Basilisco mi ha segnalato questo. Ora sto scrivendo a rotta di collo un articolo, poi porto mia figlia dal medico, e quando torno ci facciamo un pacco di risate coi commenti dei piddini. Ma... credo che a commentare non saranno in molti!

    Poracci... je sta a crolla' er monno addosso, pore bbestie... e lo mperché non sanno... (come le piddinelle escon dal chiuso... sarebbe, appunto, er Purgatorio... daje a rideeeeeeeeeeeeee!)

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    1. P.s.: il compagno Krugman fa il solito errore di non voler considerare che gli squilibri hanno natura regionale (centro/periferia) e quindi una politica monetaria più espansiva da parte della Bce non servirebbe a niente. L'osteria Bce, e l'oste Mario Draghi, se ne devono andare e basta: versare altri ltri è inutile.

      E se ne andranno, vedrete...

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    2. Ha il sapore della rivincita.

      (Sì, mi piace vincere facile)

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    3. e ma bisogna stare attenti a Krugman, se gli chiedi di approfondire ti urla addosso "LIQUIDITY TRAP!" cosa? LIQUIDITY TRAP! di nuovo! LIQUIDITY TRAP! tutti assieme!! LIQUIDITY TRAAAAP!

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    4. Ma... la cosa fantastica è che quattro ore dopo nessuno ha commentato e le persone che hanno letto quell'articolo sono un quinto di quelle passate per questo blog... Sarà mica che pure i piddini, nel loro piccolo, si incazzano?

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    5. io vorrei leggere la reazione del tizio che tempo fa mi disse "come disse Krugman, in Europa i paesi fra di loro hanno un tasso di cambio flessibile, che fa bene". che è lo stesso che leggendo l'idea di Krugman sull'original sin disse "devo leggerlo bene, vorrei capire cosa intende perché secondo me non è come dicono i complottisti". si firmava Pericle sto qua.

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    6. ma comunque scusate ma io Krugman lo capisco sempre a metà, talvolta scrive che i fanatici dell'inflazione dopo il QE americano devono starsi zitti perché inflazione non ce n'è stata (tralasciando le sue particolari idee sul Giappone degli anni 90, ma lasciamo perdere) e ora chiede una BCE più espansiva che accetti più inflazione. ma dico, solo io ci vedo una contraddizione in questo ragionamento?

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    7. ottimo istwine , scatenato , in grande forma !:)
      (ma appunto forse intende che la germania dovrebbe accettare piu' inflazione )
      comunque ora che siamo usciti dall'euro e abbiamo una moneta emessa da una banca centrale controllata dallo stato
      beh insomma quasi , riprendo il punto che questa è una condizione necessaria ma non sufficiente per evitare disastri sociali e economici...

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    8. scusa ist, ma al di là della contraddizione, e del fatto che quello sul Giappone è un discorso complicato, a me sembra di prendere abbastanza le distanze dal compagno Krugman e su un punto molto chiaro: quale?

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    9. che io ricordi riguardava l'importanza delle differenze (e non i differenziali, bensì gli scarti) tra i tassi d'inflazione alla base degli squilibri de BdP. ma potrei sbagliarmi. è un economista un bel po' omodosso, quindi potrebbe aver detto anche altre cose non condivise che non ricordo. e poi diciamolo dai, anche per Krugman ogni tanto è mezzogiorno.

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  48. Vorrei chiedere (se la mia curiosità fosse pertinente) cosa se ne pensa della decisione della banca centrale Svizzera di fissare il valore di cambio minimo tra l'Euro ed il Franco a 1,20 e come se la passano gli Svizzeri ??
    Grazie comunque.
    Daniele

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    1. Come se la passano non lo so. Che abbiano voluto evitare di vedere la propria competitività distrutta dalla fuga dall'euro (verso il franco svizzero) di una massa di sfigati mi sembra lecito e comprensibile. A te no?

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  49. Risposte
    1. Oggi anche beppe grillo ha scritto un post dove dice che dobbiamo uscire dall'euro....non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni

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    2. Andatevi a guardare il livello della discussione! Guardate: mi sto riconciliando coi politici, comincio a capirli. Se sei costretto a parlare a certa gente, il minimo che tu possa volere è riempirti le tasche di soldi...

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  50. Stavo riflettendo sulle sue parole di due giorni fa...

    "Comunque la Storia non si smentisce: basta che tu sia un popolo piccolo, con un'idea in testa, e rifiuti l'"Unione", e... vinci!"

    Ultimamente nella mia piccola Sardegna (1 675 411 ab. ) sempre più persone parlano apertamente di indipendenza... quindi, al di là delle motivazioni storiche , etniche e culturali, anche dal punto di vista economico,applicando la scuola di pensiero presente in questo forum,potrebbe essere conveniente per la mia gente...

    Giulio Soddu

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    1. Per quanto mi riguarda sono per l'autodeterminazione dei popoli, perciò se decideste di secedere non mi scandalizzerei. Ma vi invito a considerare il legame culturali e comunitari che legano i sardi agli altri italiani, e a paragonarli con quelli che c'erano tra olandesi e spagnoli all'epoca, e tra tedeschi e greci oggi. E questa è solo una di tante considerazioni...

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    2. NO! anche perché Giulio, al di là delle motivazioni storiche, etniche e culturali (false e ultra sopravvalutate) tu hai mai letto da parte di questi qualche motivazione economica valida?

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  51. Nadie se atreva a cuestionar la formidable intuición histórica de Bagnai. Para corroborarlo la cita del gran historiador de la economía de la edad moderna y coetáneo de Cipolla, Pierre Vilar:

    “Y ansí --dice el licenciado Martín González de Cellorigo- - el no haber dinero, oro ni plata, en España, es por averlo, y el no ser rica es por serlo: haziendo dos contradictorias verdaderas en nuestra España, y en un mismo subjecto.
    Este estremecimiento de la escolástica ante la historia en un arbitrista teólogo del año 1600, ¿es puramente formal? No. El hombre ha penetrado en el corazón del problema… descubre claramente el juego de la deuda pública (los "juros") y de la deuda privada (los "censos"), por cuyo medio la garantía del dinero de las Indias ha permitido en España una inflación de títulos-papel. Anticipándose a Lenin, Cellorigo nos describe lo que espera a los pueblos que viven de "cortar el cupón":
    el no aver tomado suelo procede de que la riqueza ha andado y anda en el ayre, en papeles y contractos, censos y letras de cambio, en la moneda, en la plata y en el oro: y no en bienes que fructifican y atrahen a sí como más dignos las riquezas de afuera, sustentando las de adentro .
    La pintura de Cellorigo tiene este último trazo: No parece sino que se han querido reducir estos reynos a una república de hombres encantados que vivan fuera del orden natural.
    Esto está escrito en 1600. A este "hombre encantado que vive fuera del orden natural", Cervantes, en 1605, va a darle un nombre inmortal.
    No obstante, el hallazgo no es fortuito. Desde que la ilusión nacida de las Indias y de la inflación choca con la realidad de la crisis, a la vuelta del siglo, el juego de las "contradictorias" invade la obra de los escritores. España es rica, y es pobre. España tiene las Indias, y es "las Indias del extranjero". España banquetea y muere de hambre. España guarda un imperio y carece ya de hombres…. Alrededor del año 1600, los textos en serie --únicos testigos colectivos válidos— Cellorigo, Deça, incluso Cervantes, nos dicen que para vivir mejor, sus paisanos se han atrevido a contar con el sueño o el espejismo de las Indias. España, dice Deça, sólo ha sido verdaderamente floreciente "cuando esta Monarchía se terminava con sus mares y Pyrineos, no teniendo sus naturales a qué divertirse ni a qué aspirar a nuevas embarcaciones y esperanças más que al beneficio de sus tierras y ganados, pescas y demás artificios y grangerías propias suyas".
    Es lo que el ama de don Quijote espetó a Sancho: "Id a gobernar vuestra casa y a labrar vuestros pegujares, y dejaos de pretender ínsulas ni ínsulos" . (P.Vilar. Tiempo del Quijote. En Crecimiento y Desarrollo. Ed. Ariel 1982. Barcelona).

    El post de Bagnai evidencia, con suma eficacia, la flatulencia retórica de Mariano en defensa de la Ínsula YPF.
    Hidalgo pobre.

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    1. ...¡Ay, ambición humana,
      prudente pavón hoy con ojos ciento,
      si al desengaño se los das, y al llanto!
      (1611)

      Eppure sarebbe (stato) facile essere veramente europei.

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  52. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    1. Diego, scusa, lo ho rimosso senza volere. L'interfaccia nuova è una cacata, e non ha risolto il problema di gestione dei troppi commenti. Se vuoi rimettilo, tanto dal titolo si capisce che non dice nulla di nuovo...

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    2. sì sì ha ragione, quello che mi sembra interessante è che si collega ad un sito (http://econonuestra.org/) in cui scrivono prof universitari spagnoli
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/lausterity-manda-allaria-coesione-sociale-diritti/205942/

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  53. Sera Prof !
    Ho letto l'articolo sul sito dei piddini, ed effettivamente nessun commento risulta visibile....
    Voci non confermate, segnalano migliaia di piddini in pellegrinaggio a Fatima per chiedere un miracolo. La lo speranze è che Anonymous si sia introdotto nel sito del PD e abbia pubblicato clandestinamente l' articolo blasfemo !
    Qualcuno di loro ha in tasca il santino del Prode Prodi, il condottiero senza macchia che ci ha consegnato il sacro graal economico, L' E U R O !
    Ed ora chi glielo dice che sono stati presi per il culo ? San Mario dei Monti o Mario il cavaliere dei Draghi?
    No professore, probabilmente toccherà ad un economista complottista, che di giorno è un rispettabile insegnante, e di notte pubblica articoli scabrosi su un blog un po goofy !
    Voglio proprio farmi quattro risate... Magari posto io il primo commento per accendere gli animi :-)

    P. S. Spero che le liberalizzazioni abbiano interessato anche gli psicologi, almeno la terapia post traumatica ai piddini non costerà molto !

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    1. ...se le liberalizzazioni funzionassero come i piddini pensano che funzionino. Ma ahimè anche questa disillusione sarà parte del loro doloroso risveglio. Se non mi facessero rabbia, per la loro oggettiva cooperazione alla distruzione di tutto quello che per me è sacro, mi farebbero pena. E quindi nel dubbio mi fanno schifo. Si può disprezzare qualcuno, o è politicamente scorretto? Ah, nel caso lo fosse, a me non me ne importerebbe una bella sega.

      Vai, vai, vedi se ti fanno commentare...

      E soprattutto fammi sapere cosa ne pensa la Serracchiani, ecco, sì, in lei ripongo veramente molte speranza, è il nuovo che avanza (verso il baratro)...

      La Serracchiani...

      Già...

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