domenica 6 gennaio 2019

La deflazione in salsa olandese

(...sempre rispondendo alle email. Questa credo fosse di settembre, e ci insegna qualcosa che forse non sapevamo. Il problema dei nostri media non è che sbagliano il mio nome, ma che sbagliano il loro mestiere. Da post-Keynesiano, mi costringeranno ad ammettere che il mercato non è poi così male, se consideri l'alternativa...)


Questa mattina ho ascoltato una simpatica trasmissione radiofonica dove si elogiava l'Olanda. I giovini batavi tra i 15 e i 24 anni lavorano assai più dei nostri (60% e passa versus 17%, poi ascolterò il podcast per avere le cifre esatte). Visto che adesso fa comodo buttarla sullo scontro generazionale, si è detto che andare in pensione prima non serve e che ovviamente il nostro è un problema culturale, perché i batavi (quelli che sul sito del governo ammettono placidamente che l'euro fa bene all'export perché il fiorino tanto ino non era) vanno in pensione tardi e iniziano a lavorare presto. Solo che non hanno citato un piccolo dettaglio: il fatto che in Olanda esiste un salario minimo dai 15 ai 22 anni che aumenta progressivamente con l'età, per cui a 15 anni costi 2,76€ (lordi) l'ora per 40 ore settimanali, a 21 ... 7,82! Dai 22 anni scatta poi il salario minimo uguale per tutti (tutti, meno quelli che hanno meno di 22 anni, s'intende. Anvedi!). Sospetto che qui in Barbaria Meridionale un provvedimento simile sarebbe incostituzionale; nel qual caso, ovviamente anche quello sarebbe un problema culturale. Nel 2018, questi italici populisti che pretendono di pagare tutti allo stesso modo sono a dir poco passé, no?


(...la più infame colpa dei media liberisti è stata appunto quella di mettere i figli contro i padri in nome di una guerra generazionale della quale i loro stessi intellettuali di riferimento disconoscevano la fondatezza: non è perché i vecchi hanno una pensione che i giovani non hanno un lavoro, ma, esattamente al contrario, è perché i vecchi non vanno in pensione che i giovani non trovano lavoro. E a questo, anche se non il 5 marzo, un rimedio abbiamo cominciato a metterlo...)

57 commenti:

  1. Per una strana coincidenza questo post che parla di ggiovani reca il numero 1968.

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    1. stiamo sempre parlando di 1.251 € lordi al mese. Non sono com'è la tassazione sul lavoro in Olanda (sicuramente più bassa che in Italia), ma in ogni caso netti sono pochi soldi. Poi questi sono gli stipendi minimi e sarebbe più significativo parlare degli stipendi medi dei giovani olandesi e della percentuale di loro che si deve accontentare dello stipendio minimo.

      Per quanto riguarda lo scontro intergenerazionale...siamo sicuri che in un paese dove il deficit/PIL è stato circa del 10% all'anno per circa 15 anni (http://grafici.altervista.org/rapporto-deficit-pil-e-debito-pil-in-italia-e-altri-paesi/) non ci sia uno scontro intergenerazionale? Se il debito pubblico è "l'alienazione dei redditi futuri", allora i redditi futuri nel 1980 sono stati parecchio alienati e dopo 40-30 anni i giovani stanno pagando le spese sostenute dai passati governi per comprarsi il consenso delle generazioni passate, che guarda caso godevano di tassi di risparmio elevatissimi nelle decadi 80 e 90. Guarda caso in un paese che spende in quel modo la pressione fiscale è elevata....guarda caso in un paese dove la pressione fiscale sul lavoro e sui profitti è elevata, i redditi sono bassi. Sempre per puro caso, con una pressione fiscale elevata l'imprenditorialità è disincentivata e gli investimenti non arrivano, quindi il caso vuole che in un paese non attrattivo per l'imprenditoria la disoccupazione sia elevata.

      Quindi secondo lei in un paese dove si aumenta la spesa pensionistica (voce di spesa pesantissima nel bilancio pubblico) e si taglia sulla scuola non c'è uno scontro intergenerazionale? Se le politiche sono di prepensionamento e sussidio "di cittadinanza", sembra ovvio che siamo allo scambio politico vecchia maniera e sembra anche che sei giovane e vuoi lavorare, risulti poco interessante per il governo. Guardando alla demografia italiana si capisce bene il perchè.

      Morale: siamo sicuri che l'Italia può invertire il suo declino aumentando la spesa e la pressione fiscale, disincentivando le imprese e chi vuole lavorare?

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  2. Il buon vecchio apprendistato, invece adesso, almeno nell'artigianato dove lavoro io c'è poca differenza tra chi lavora da un'anno e chi venti, nella stessa azienda, ovviamente a discapito dei secondi!

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  3. Mi sono laureato nel 1977 e dopo 15 giorni e 3 colloqui avevo trovato impiego a 360.000 lire al mese pari ad euro 1394 di oggi .
    (qui il calcolatore che ho usato: http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/05/17/calcola-potere-dacquisto-lire-ed-euro-dal-1860-2015/)
    Mi sono sposato e pagavamo 200 mila lire di affitto.

    Oggi nella piccolissima azienda che ancora amministro non sarei in grado di assumere nessuno al primo impiego con un netto di 1400 euro.

    Il costo di formazione per la trasmissione del sapere sommato al costo del lavoro rende conveniente non assumere nessuno .

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    1. Mi sono laureato nel 2018 e dopo 6 mesi ho trovato uno stage (bello per carità) a 800 euro e 1000 chilometri da casa. E ne sono strafelice eh!

      Ps: dimenticavo gli 80 euro di renzi. Li tengo da parte, perché quelli del 2018 temo dovrò restituirli per eccesso di povertà.

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    2. Scusa se esco un po' fuori tema. Ho provato il tuo link ed ho trovato molto strano che 1.000 lire del 1939 (anno della famosa canzone) corrisponderebbero a 870 euro di oggi. Un dato che trovo interessante.

      PS: Mi scuso per il commento ripetuto, si debe a che prima volevo postarlo come risposta. Invece mi sono sbagliato ed è stato pubblicato come commento
      normale.

      Saluti cordiali!!!

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    3. Anche a me suona strano , il potere di acquisto che ricordo come paritetico per me pareva quello dei 1600 euro .
      Affitto e benzina erano cari ma il resto che serviva per vivere no , forse perche' non c'era : no fast-food , mi portavo il panino da casa, ecc ecc

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  4. Rispetto ai tuoi detrattori, caro Alberto, Tajani sta già un
    passo avanti. A Bruxelles ,infatti, si fa STORIA. Anche se " ad usum DELPHINI " !

    Tajani, l’ Ue ci ha salvato dalle DITTATURE.

    Questo, il succo della edificante lezioncina impartita, in piena assemblea, dal Presidente del Parlamento Europeo, al riluttante e capriccioso scolaretto, il britannico FARAGE. La scena può essere seguita comodamente su youtube : https://youtu.be/303nK8Z9zO4 / https://youtu.be/i9n32e2LN6s !
    Non credo, dice Tajani, in quest’aula ci siano nostalgici o eredi del nazismo e della dittatura comunista sovietica, due orribili e devastanti sistemi politici che hanno arrecato ferite profonde all’Europa ; queste due dittature sono scomparse grazie all’Unione europea.
    Chi pensa il contrario è semplicemente uno stolto, rida quanto vuole : “ Risus abundat in ore stultorum “ !

    Stolto e ignorante è però l’arrogante Tajani : ritiene forse che a sconfiggere sul campo Hitler sia stato l’esercito dell’Ue , e che fra le rovine della Unter den Linden riecheggiasse fra le truppe alleate l’Inno alla gioia di Beethoven ?
    Bene ha fatto dunque Farage a puntualizzare il dato storico : “ Sembra che abbiate problemi con la storia. Dire che l’Unione europea ha provocato la caduta del nazismo e del comunismo sovietico non è solo ridicolo ; è anche insultante per gli Stati Uniti, che hanno fatto un sacrificio enorme per fare in modo che l’Europa venisse liberata due volte durante un secolo; e insultante anche per il Regno Unito , che ha sacrificato trentamila britannici per la liberazione dell' Italia !

    Historia Magistra Vitae, ripeteva Hegel, solo che – aggiungeva tosto il Filosofo – si ritrova sempre con pochi discepoli.

    Tajani non è fra questi. Tanto meno… fra i discepoli di Hegel !

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  5. Quanto hai ragione. Da piccolo ricordo che vivevamo in affitto a 200 mila lire al mese(anni '80) in centro. Le bollette in generale erano bassissime rispetto agli stipendi (alti) e le medicine non si pagavano.

    Prelevavi 50 mila lire e ti bastavano per quasi una settimana.

    C'e da scrivere un intero libro sull'aumento del costo della vita. Altro che inflazione....

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    1. Mandavi i figli a scuola e pagavi una somma una tantum l.'anno. Magari ricordo male ma a fine 80 miei mi iscrivevanoalle elementari con 100.000 mila scarsi l' anno.

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    2. E' il sistema in cui ci siamo infilati che è malato. Distruggere i salari e quindi la domanda interna (per mantenere la competitività con l'estero) è una follia. Come conseguenza si fanno pochi figli e dicono pure ai 30enni che sono "bamboccioni". Cornuti e mazziati. Vogliono "rimpiazzare" le mancate nascite con gli immigrati abbassando ancora di più i salari. Un disegno folle. Ma poi abbiamo delle produzioni "eccellenti" nel settore agroalimentare che dobbiamo "esportare" all'estero. Ma perchè questo? Quella qualità deve restare in Italia, deve esser consumata da noi Italiani grazie a stipendi adeguati! Non dobbiamo consumare schifezze nei fast-shit-food per colpa di stipendi da fame. Basta.

      Ma son sicuro che "verrà un giorno" .... giustizia sarà fatta.

      https://www.youtube.com/watch?v=PveDTQl99AU

      (Queste parole rimbombano nell'aria dal 2013..... bellissime! )

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  6. Benone insomma, ma ora, con la fattura elettronica ci sarà lavoro per tanti giovinotti taliani, che i vecchi rimbambiti come me non sono in grado di stare dietro a cotanta "rivoluzione intelligente" (il copyright non è mio).

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  7. Quindi non stiamo a lamentarci, che è iniziato un anno denso di positive novità.

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  8. Non dovrei scriverlo ma è più forte di me , cercate di fare in modo anche che chi abbia diritto alla pensione di mandarlo a casa. Da fastidio guardare persone che lavorano a 70 anni nonostante potrebbero benissimo mettersi vicino al mare con la canna da pesca ed imparare un hobby. E non sono poche queste "personalità" ormai "deformate" , dispiace certo perché ognuno è libero di scegliere però a discapito di altri più giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro non va bene.

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    1. @ Daniele Tabarelli Traggo spunto dal suo post per questa mia riflessione/sfogo, quindi non si senta necessariamente chiamato in causa: Guardi, lei ha ragione, ma le assicuro che le "personalità deformate" delle quali parla, esistono anche tra giovani (anche se mi rendo conto che oggi forse non è prioritario parlarne): c'è una totale abulia, uno sconforto, da parte di molti giovani, che non è soltanto di natura economica, ma anche culturale ed esistenziale, e che credo coinvolga tutto l'occidente. Nel mio caso provo un certo sconforto, un vero e proprio senso di alienazione, quando mi capita, chessò, di riguardare quelle vecchie e molto ben fatte trasmissioni televisive del passato di cui molti, bontà loro, hanno nostalgia. Non mi riconosco più non solo nel presente, ma neanche nel passato. Nonostante ciò ammiro profondamente chi riesce (come ad esempio mio padre) ancora a trovare un'áncora di salvezza, un po' di ossigeno, nei ricordi del passato: cioè chi riesce ancora, a differenza mia, malgrado angosce e  preoccupazioni, a dare in tutta calma un significato alla propria vita passata e presente. Per quanto mi riguarda, dal punto in cui sono, di questa sporca guerra vedo ben poco: ma rimango sempre più sconvolto, attonito, prostrato, impotente, disilluso e mortificato nel constatare che esistano persone - straniere e italiane, culturalmente superiori a noi, forse più intelligenti di molti di noi, magari anche più giovani di noi (quest'anno ne faccio 33), che vivono in mezzo a noi - che sono state scelte e formate di nascosto, allo scopo e nella convinzione di impoverirci e portarci scientemente il caos in casa (non mi riferisco solo all'Italia e alla questione migranti). Se avrò la fortuna di vedere la fine di questa guerra, ammesso che ci sarà mai e ammesso non che ci arrivi pazzo, già rosico di rancore, di amarezza e di paura al solo pensiero di vivere nella "consapevolezza" (non ho detto certezza, quella c'era già prima) di un mondo, di una società, dei quali in fondo effettivamente non conosco nulla, che non so neanche se sono in grado o ho il coraggio o sia possibile conoscere, ed in cui una loro buona fetta - quella che disprezzavo ma che, o ignoravo o credevo di conoscere - è vissuta, vive e presumibilmente vivrà con lo scopo, diretto o indiretto, e in maniera più o meno organizzata, di accoltellarmi - metaforicamente parlando (?) - alle spalle. In breve: si vive nel fallimento, nel sospetto e nella paura del presente; nell'incertezza di un futuro che non si sa bene come sarà; nella disillusione di un passato che abbiamo vissuto ma che non si sa bene cosa è stato. Cordiali Saluti e Grazie.

      p.s. sì, ho detto "rosico" perché sono portato a pensare che la differenza tra piddino e non-piddino sia ahimè più labile di quanto si creda: così come quella tra Socrate ed Etarcos.

      p.p.s. sapete perché la storia non insegna? Vedo tornare questa domanda con insistenza: perché è soggetta all'interpretazione del periodo storico (e della corrispondente egemonia culturale?) in cui è studiata. Non ricordo di averlo letto da nessuna parte. Spero di sbagliare.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Questa notte ho sognato.....
    una proporzione.....

    M5S : Lega = Gilet Gialli : Rassemblement National

    ossia il Governo Italiano amico del "futuro" Governo Francese.

    Anche il 5 Marzo scorso avevo un sogno, poi diventato realtà, chissà!

    https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2019/01/07/gilet-gialli-maio-salvini/227862/

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  11. Ma in Nederlandia vanno a lavorare a 15 anni?

    Quelli hanno bassa disoccupazione ed alti stipendi, ma pure quando avevano il fiorone.

    Come si diventa olandesi? (a parte che col conto arancio)

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    1. Quando sono stato ad Amsterdam la prima volta, 28 anni fa, di soldi no so ma di coca ne girava tanta.
      Mi fermavano perfino per strada per vendermela!

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    2. Il Risvegliarsi della Ragione, Alberto Burgio, Strutture e Catastrofi, Editori Riuniti, 2000.

      "Consideriamo in primo luogo lo sviluppo della razionalità nel corpo della società civile. A giudizio di Kant, esso determina la trasformazione degli egoismi individuali e collettivi. Il processo si compie in due tempi, con effetti diversi nel primo e nel secondo. In una prima fase la ragione pervade il tessuto sociale (La Sintassi dell' Interazione [problematica anche per A.]), inducendo individui e gruppi ad adottare comportamenti sempre meno violenti (sempre più rispettosi delle istanze altrui), cioè sempre più conformi al diritto. In un secondo momento la dinamica espansiva della ragione pervade l' interiorità degli individui, la loro volontà e i fini che essi concepiscono: a questo punto la trasformazione (razionalizzazione) degli egoismi fa si(') che individui e gruppi si impegnino nel perseguimento di scopi via via più generalizzabili, cioè sempre più conformi alla morale.
      La trasformazione degli egoismi individuali e collettivi in seno alla società vede dunque in un primo momento l' affermarsi dell Razionalità Strategica (io Erik la chiamo narcisista, derivante dalla paura del Prossimo dal quale ci si difende inconsapevolmente, ma anche dalla paura del giudizio del prossimo: sviluppare consapevolezza dei nostri dispositivi difensivi automatici è sintomatico di lucidità);quindi (grazie a questo primo risultato) lo sviluppo della Razionalità Morale (Pratica).Vale la pena di soffermarsi sulla logica di ciascun movimento.

      Dopo AuguTSso A. Burgio è commovente.

      Buon Comizio Alberto, 11 Gennaio Collegio Abruzzo:
      te li ridisegnerò quei collegi!
      In bocca al lupo Antonello Zedda, gran bella Radio Meglio di Niente;)
      Un abbraccio cara Silvia
      Iscrivetevi anche Voi!

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  12. Alcuni fatti (e non chiacchiere o statistiche) sull' Olanda:
    1. I ragazzi fanno molti lavoretti dai 15 anni in poi. C'é un grosso mix di volontariato/lavoro pagato dietro bandi del comune (pulizia giardini, assistenza nei musei, orti botanici, etc)
    2. Le ore lavorate sono basse, il part time é diffusissimo, specie fra le donne. Moltissima gente va volontariato per insegnare sport ai bambini e per dare assistenza ai vecchi.
    3. C'é moltissimo lavoro nero, specie per le ristrutturazioni edilizie. Ovviamente pagati fior di migliaia di euro in contanti.
    4. Le famiglie sono fortemente indebitate. Debito pubblico basso, debito privato altissimo. NON alto, ma altissimo. La bolla immobiliare é fortissima perché i bassi tassi di interesse hanno spinto le famiglie a indebitarsi per 30 anni. Tenete conto che per gli anziani la casa é un asset NON da passare ai figli, ma da VENDERE quando si va in pensione.
    5. Moltissimi anziani lavorano. Non scherzo. Si rompono i coglioni a stare fermi e arrotondano la MAGRA pensione facendo tipicamente lavori part time (tassisti, spesso). Ne ho conosciuti parecchi che lavorano intorno ai 70 anni.
    6. Ci sono molte comunitá mussulmane. A Rotterdam, pochi giorni fa, due omicidi di giovani ragazze (una minorenne) in tre giorni. Il problema dell'integrazione degli islamici é serio, meno drammatico che in Belgio ma é serio.
    7. L'Olanda é uno dei pochi paesi al mondo a vantare un export POSITIVO verso la Germania.
    8. In Olanda si fanno poche pippe mentali a buttare giú e ricostruire. La fatiscenza di edifici abbandonati a Roma é inconcepibile in Olanda. Non ci sono accattoni per strada. La politica di inserimento dei profughi é severissima, per buona pace delle anime belle piddiote italiane. Ciononostante per me la politica di inserimento olandese, per quanto studiata nei minimi termini, ha fallito miseramente con le comunitá mussulmane perché queste ultime, semplicemente, NON si integrano.
    9. In Olanda esiste il reddito minimo per lavoro ed etá.
    10. In Olanda se rubano ad un bancomat si alzano gli elicotteri (non sto scherzando...) per cercare i ladri e ti sbattono in galera se hai dimenticato di rinnovare il mensile del noleggio auto. Il debito ti segue tutta la vita, se non lo paghi.
    11. In Olanda le pensioni sono BASSE, quelle dei nostri genitori sono un sogno. Bisogna iniziare a pensare alle pensioni private integrative giá a 18 anni mentre i ragazzi italiani a 18 anni stanno ancora finendo le superiori.
    12. In Olanda l'assistenza sanitaria si paga dopo i 18 anni. 120 euro al mese MINIMO a testa.
    13. I dottori di famiglia fanno cagare per incompetenza ma é sempre un sogno rispetto al sistema sanitario UK che é al livello di rumore termico. Ripeto sempre che in Olanda il sistema sanitario funziona perfettamente se non ti ammali.
    14. Il costo di possesso di una automobile é altissimo. Gli olandesi vanno in bici pure se nevica e fa -10.

    E ora il punto fondamentale: l'olandese medio si lamenta mooooolto meno rispetto all'italiano medio. E'un dato di fatto.
    Si incazza se gli levi 5 centesimi, ma se sbagli a non dargli gli antibiotici e si becca una polmonite fa spallucce e la prende con filosofia. La pubblica amministrazione funziona meglio, é un dato di fatto, e gli insegnanti fanno il colloquio con il preside per essere assunti. Non esistono i concorsoni.

    Infine: é il posto dove si mangia peggio in Europa. Per un olandese un pomodoro é un pomodoro, vuoi che sia buono o schifoso per un italiano. Noi siamo quelli viziati, secondo loro.

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  13. E con tutte queste differenze dovremmo avere in comune la moneta? Pura follia!

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  14. O.T. a rainews 24 due giorni fa si manifestava preoccupazione in quanto "tutto il mondo è indebitato: imprese, singoli, stati...? Ci hanno fatto un prestito gli alieni? Perché da come la raccontavano non esistono creditori nel mondo in quanto tutti sono indebitati! Quindi i prestiti sono arrivati da Marte, o dall'area 51?
    Auguri di buon anno a tutti!

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    1. https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-12-23/il-paradosso-giappone-debito-enorme-rischi-minimi-095820.shtml?uuid=AE02ll4G

      Speriamo che Marcello diventi il prossimo Presidente della Consob.

      Un altro tassello sistemato. Non a caso ci sono "resistenze" da parte del "vecchio sistema".

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  15. Il credito in massima parte viene ancora creato dalle banche commerciali. Quindi il debito è con le banche. Le banche sono in mano ad un numero ristretto di famiglie.
    Quindi il mondo, gli stati e le famiglie e le imprese, è indebitato con una manciata di famiglie che hanno costruito il loro impero negli ultimi 200 anni.

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  16. Perché se la nazionalizziamo cstige, non la adoperiamo come nuova BC e sul suolo italiano manteniamo legale l'euro in attesa di stampare il circolante in nuove lire? Un periodo di doppia circolazione. Una volta nazionalizzata non credo serva la firma di Mattarella per fargli fare da BC. Resterebbe solo il guaio della guerra commerciale che ci farebbero Francia Olanda Germania e Spagna... Un tema sentito da numerosi lettori dei siti che frequento. Saluti

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  17. @ Lorenzo Marchetti si chiaro che qualcuno avesse erogato quei soldi ci doveva essere il mio accento era sul racconto della giornalista che faceva pensare che non ci fossero creditori.

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  18. "Ma allora mi hanno sempre preso per il c..." cit.

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  19. L'effetto collaterale della deriva liberista è la guerra generazionale...
    L'effetto collaterale della deriva statalista è stata la guerra tra popoli...

    "Ma siamo sicuri che tenere insieme i cocci sia un obiettivo degno di essere perseguito? Non vorrei, nel
    trarre le conclusioni, essere offuscato dall’atteggiamento mentalmente ristretto del “tecnico” che vede
    offesi dai “politici” i principi della propria disciplina. Il rischio di soggiacere a questa mancanza di
    visione, certo, esiste. Ma, ripeto, dove ci ha portato il magnanimo disprezzo di una certa classe politica
    verso i suggerimenti della tecnica economica? Col senno di poi, non sarebbe stato meglio avviare la
    costruzione europea su basi diverse, quelle suggerite dalla “tecnica”, e quindi procedere dalla (vera)
    integrazione dei sistemi educativi, dei mercati del lavoro, dei sistemi previdenziali, ponendo le basi per
    una vera mobilità dei fattori, passare quindi a un bilancio federale che gestisse politiche infrastrutturali,
    di ricerca e redistributive comuni, e, poi, dopo, eventualmente, passare alla moneta unica? È questo
    “difetto di visione”?
    E allora, forse la conclusione è che la cosa più onesta e meno distruttiva da fare, anziché invocare regole
    di chiara matrice ideologica, è riconoscere l’errore, pagare per esso, sopportando i costi dell’uscita
    dall’euro, per poi eventualmente riprendere su basi più corrette il percorso verso di esso. Posto che se ne
    abbia nostalgia."

    Penso che la nostalgia per un secolo ('900) funestato da due conflitti mondiali e qualche decina di conflitti locali (nati nell'attuale area EURO) NON possiamo averla.
    La nostalgia per un percorso di PACE che, dall'introduzione di uno strumento abortivo per definizione LA MONETA UNICA in uno STATO NON UNICO, spero non dovremo patirla.

    Dai miei umili studi in Economia (Politica Economica con il mitico e compianto Prof. Ricciotti Antinolfi), so che la posizione del Prof. Bagnani è tecnicamente inconfutabile (la teoria delle AVO è straordinariamente predittiva).

    Però, da uomo del SUD ricordo a tutti gli e-lettori del Blog che fino a qualche "mese fa" (quando il comune nemico teutonico non era stato ancora "puntato") erano la mia terra ed i miei concittadini IL PROBLEMA (ed il pollo da spennare)...
    ... e si inneggiava alla secessione...
    Il percorso di integrazione nazionale era definito da qualcuno un percorso "antistorico", così come oggi definiamo il percorso di integrazione continentale.
    Scusate questo sfogo... ma se devo tornare indietro preferisco anche recuperare tutti gli errori, anche quelli di un passato più remoto.

    Oppure andiamo avanti, facendo divulgazione, informando ed istruendo il Popolo, dotandolo degli strumenti per un giudizio critico AMPIO, costituito da buone basi Economiche, Storiche, Scientifiche e Psicologiche. Ricostruiamo il percorso di integrazione (e Pace tra i popoli europei) con le attuali forze politiche che hanno il mandato popolare per RISCRIVERE le regole e (anche facendo un passo indietro sul CAPPIO DELLA MONETA UNICA) andando verso l'obiettivo della COOPERAZIONE SCRITTO NEI TRATTATI.

    Se non sarà possibile io e la mia famiglia abbiamo scelto l'Australia... (o Marte).

    Oddio sto subendo la metamorfosi Kafkiana... la transizione verso l'ex Piddino che è in me si sta manifestando... sto parlando come Veltroni!


    :-)


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    1. Prof. Bagnani?
      Sul serio?

      Ossignùr....

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    2. @Luigi Il Sud é stato sicuramente impoverito dall'Unitá d'Italia in poi e con l'avvento dell'euro è andata pure peggio.
      L'emigrazione per oltre un secolo della meglio gioventù ha lasciato nel meridione quelli con la mentalità del "tirare a campare", tanto qualcuno che ci mette la pezza si trova sempre. I migliori stanno andando via da un secolo.
      Spiacente, ma finché il meridione non si responsabilizza maggiormanete sul proprio futuro, e smetterá di piangersi addosso, non cambierá mai niente. Interi paesi si ripopolano solo a Natale e Agosto quando figli e nipoti tornano dal Nord o dall'estero. Campano quasi tutti di pensione o di contratti con la PA.
      Questa mentalità é indipendente dall'euro sí o euro no: potrei fare innumerevoli esempi di vita vissuta (ho sposato una pugliese, ho avuto fidanzate e amici e colleghi del Sud Italia).
      Salvini sta giocando un'ottima partita che pochi sembrano aver capito: guerra all'euro e simultaneamente maggiore responsabilità di spesa per le regioni e gli enti locali, in salsa federalista. Sono battaglie non contraddittorie, ma sinergiche. Tra dieci anni vedremo i risultati con una Italia divisa politicamente in due o tre entità molto più di oggi. Il reddito di cittadinanza é stata una concessione di governo della Lega. Al Sud, un diritto di un anno fa presto a diventare diritto acquisito per sempre.

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    3. Non si può pretendere che autonomamente un luogo degradato, in cui nascono nuove generazioni da adolescenti vissuti nel degrado e soprattutto nella povertà, possa improvvisamente trasformarsi in un luogo ricco e produttivo. Perchè è questa la realtà di molte periferie in cui lo Stato è sostituito da mafia, camorra, ndrangheta.
      E' quanto si chiede ad alcune zone d'Italia, che in verità presentano anche eccellenze, ma devono purtroppo fare i conti con carenze infrastrutturali, le quali come è noto dipendono dalla politica, dallo Stato.
      Quindi parlare del sud con le solite frasi: "Se il sud non si responsabilizza maggiormente..." è indice di una cattiva, cattivissima conoscenza di questa terra. La Campania dove io vivo è terra di buone aziende, subisce le difficoltà che la criminalità organizzata crea, subisce ancor più del nord l'austerità, ma capisco che la versione paternalistica/moralizzatrice è quella che meglio rende l'astio verso i fannulloni del sud.

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  20. SCHADENFREUDE !

    Incredibile ma vero : questa parola tedesca è risuonata, per la prima volta, nell’ aula del Senato qualche settimana, ed è stata pronunciata con vigore da un Economista che si avvale opportunamente di una vasta preparazione culturale a sostegno di specifiche tesi politiche ed economiche. Ciò mostra che lo scollamento fra cultura politica ed economia può e deve essere superato, anche per porre un freno al continuo dibattito rissoso noioso e inconcludente. Ovviamente, mostra eziandio che si può essere germanofili anche quando si critica aspramente l’ ideologia europeista ed ordoliberista della Germania.

    Schadenfreude, dunque, come sottile piacere per le disgrazie altrui; umano sentimento, troppo umano, decisamente ignobile.
    Al contrario Hegel .
    Il quale , nelle sue ‘ Vorlesungen “ sulla filosofia della storia, così dice :
    “ Der freie Mensch ist übrigens nicht neidisch, sondern anerkennt das gern, was groß und erhaben ist, und freut sich, daß es ist „.

    E più oltre :
    „Der Thersites des Homer, der die Könige tadelt, ist eine stehende Figur aller Zeiten. Schläge, d. h. Prügel mit einem soliden Stabe, bekommt er zwar nicht zu allen Zeiten, wie in den homerischen, aber sein Neid, seine Eigensinnigkeit ist der Pfahl, den er im Fleische trägt, und der unsterbliche Wurm, der ihn nagt, ist die Qual, daß seine vortrefflichen Absichten und Tadeleien der Welt doch ganz erfolglos bleiben. Man kann auch eine Schadenfreude am Schicksal des Thersitismus haben „ !

    E da ultimo, sulla politica : „ Napoleon, als er einst mit Goethe über die Natur der Tragödie sprach, meinte, daß sich die neuere von der alten wesentlich dadurch unterscheide, daß wir kein Schicksal mehr hätten, dem die Menschen unterlägen, und daß an die Stelle des alten Fatums die Politik getreten sei „.

    Motivi per riflettere ! E per ricollegare, come egregiamente fa Bagnai, Cultura-Politica-Economia-Arte e CLAVICEMBALO !


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  21. OT: ma rilevante per le nostre tasche:

    non dimentichiamoci degli innumerevoli fallimenti dei progetti europei effettuati a vantaggio di altri paesi anche con i nostri soldi:

    The European Commission faces the same dilemma as other organizations that have had direct or indirect association with the ITER project. If it is transparent with the European public that ITER’s “500 MW of fusion power” is not enough to make 1 Watt of net electrical power, European taxpayers may realize they’ve been deceived.

    da qui:

    http://news.newenergytimes.net/2018/09/02/european-commission-corrects-iter-claims-on-its-nuclear-fusion-page/

    E questi non vogliono dare un po' di soldi alla gente dopo aver buttato via montagne di soldi in una ricerca che si sapeva da sempre che non funzionava ?

    Invece di finanziare i nostri scienziati all'avanguardia mondiale con la LENR ?

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    1. La gestione di grosse quantità di plasma a quelle temperature e per tempi così lunghi è una cosa che nessuno ha mai fatto prima. ITER consentirà di studiarle ed è stato concepito per questo.
      Il "figlio" di ITER, dal nome poco fantasioso di "DEMO", sarà probabilmente la prima centrale in grado di produrre energia di quanta ne consumerà. L'entrata in funzione di DEMO è prevista nel 2050

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    2. Un paio di puntualizzazioni, se posso:

      1) ITER non è un progetto europeo. È un progetto internazionale (UE, USA, Russia, Cina, Giappone, India, Corea del Sud) a cui l'UE partecipa.

      2) I soldi che l'Italia spende per ITER (una settantina di milioni di euro l'anno, se non ricordo male, quindi poco più di un euro a cittadino all'anno) in parte tornano in Italia sotto forma di investimenti nell'industria, non sono buttati nel forno. Tanto per dire, i magneti di ITER, che sono fra i componenti più costosi, sono prodotti a La Spezia.

      http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/energia/2017/11/19/fusione-si-avvicina-il-viaggio-del-supermagnete-italiano-_57846f20-d6aa-41ed-abfe-e1dab9350c99.html

      3) La versione originale delle frasi che poi sono state corrette era effettivamente un po' ambigua, ma non errata. Nessuno ha mai detto che ITER immetterà potenza elettrica in rete, anzi, quest'ipotesi non è mai stata presa in considerazione, neppure nelle fasi preliminari del progetto. Scopo di ITER è ricavare più energia (termica) da fusione di quanta se ne fornisce al plasma, questa essendo una condizione necessaria, seppur non sufficiente, per la realizzazione di un vero e proprio impianto di potenza.

      Quindi parlare di inganno mi sembra francamente eccessivo. Sul sito di ITER tutte queste cose sono spiegate chiaramente, così come nella RoadMap di EUROfusion - che è il consorzio UE che coordina le attività di ricerca sulla fusione in Europa.

      https://www.euro-fusion.org/fileadmin/user_upload/EUROfusion/Documents/Roadmap.pdf

      (Disclaimer: lavoro nel campo della fusione, anche se non per ITER)

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  22. Ovviamente T9 del cellulare...

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  23. Caro Lorenzo, grazie per la risposta soprattutto perché giunge da un lettore di cui condivido spesso i commenti.
    Sono in linea con il tuo pensiero e lo condivido quasi integralmente... però ti/vi prego: basta con la solita retorica "il Sud deve responsabilizzarsi". In definitiva è la stessa che i tedeschi usano con gli italiani...
    Il Sud è stato l'agnello sacrificale dell'unione politica e monetaria dell'Italia ed ora "al Nord" d'Europa (si è sempre al Sud di qualcuno) vogliono replicare con il continente la stessa storia avvenuta nei confini nazionali.
    Senza l'avvento di questo Governo, saremmo già stati colonizzati da tempo... intanto è dilagante l'emigrazione al Nord (estero) del nuovo secolo.

    La mia prospettiva dall'interno di quel Sud irresponsabile è meno inquinata dai luoghi comuni (tangentopoli è scoppiata a Milano) che si ripresentano come i peperoni dopo cena. Credimi il Sud, il Nord, Leuropa... le differenze (e problemi specifici anche MOLTO seri) ci sono ma lo scettro della morale non appartiene a nessuno.

    Il punto è: meglio identità territoriali nette e contrasti tra popoli (quando gli interessi non convergono) o unioni larghe (con tutto il federalismo che vuoi) condite da lotte interne fra categorie (generazioni), classi sociali e così via?

    Cioè: meglio Stato o meglio Mercato?

    La risposta, secondo me, è nella Microeconomia... (ciò nell'individuo e nelle informazioni che è in grado di percepire ed elaborare), non me ne voglia il prof..

    Un caro saluto.

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    1. Scelte individuali giuste portano a catastrofi collettive.
      Al singolo spesso manca la visione di insieme. Mentre capisce benissimo cosa conviene a se stesso.

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    2. Caro Luigi,

      io penso che, nel lungo termine, ogni popolo sia artefice del proprio destino.

      Se questo principio viene messo in discussione, significa ammettere che un popolo non é in grado di governarsi. Se non lo é, giocoforza viene governato. La classe politica fa parte del popolo, in Italia é dal popolo formalmente eletta, cosí come in tutte le altre democrazie occidentali. Un politico, va da sé, risponde in realtá soprattutto a chi gli paga la campagna elettorale, ma ció non toglie che un politico italiano é espressione dell'Italia. Se si fa corrompere da un politico tedesco perché quest'ultimo promette al politico italiano potere e carriere politiche dentro e fuori l'Italia, il politico tedesco é corruttore e il politico italiano é corrotto.

      Il Sud sono 150 anni che viene svuotato della migliore gioventú. Marciapiedi divelti, ospedali fatiscenti, abusivismo sulle spiagge sono problemi legati ad una certa mentalitá del "penso a me stesso non ai miei figli e nemmeno al prossimo".

      Per quanto riguarda la tua domanda: "meglio stato o meglio mercato?"
      Faccio presente che anche il super fautore del libero mercato, l'ordoliberita Milton Friedman, nel 1997 si esprimeva a chiare lettere contro l'euro. Questo fatto é ignoto ai piú, ma é importante.

      Stato o mercato che sia, il popolo deve informarsi e assumersi le proprie responsabilitá.
      Io sono per una Italia federalista, che significa in soldoni: i soldi si spendono piú vicino a chi li produce. Con la gestione dei soldi viene la responsabilitá. Sono stanco di 150 anni di discussioni sul "problema del Mezzogiorno". Il problema del Mezzogiorno é che é parte dell'Italia e attraverso continui fondi da Roma la gente si é adagiata sul clientelismo e sul tirare a campare. Poca responsabilitá ma anche tante costrizioni e povertá. Buona percentuale dei migliori o dei piú fortunati emigrano da 150 anni perché stanchi o disperati da quest'andazzo. Inutile girarci attorno.

      La Cina si sta mangiando l'Africa e noi ancora qua a discutere del Mezzogiorno e delle ferrovie a binario unico e gli unici investimenti di cui si parla sono quelli per riparare un po'di ponti e di autostrade. Siamo in buona compagnia: gli USA stanno messi male come noi. Se é di conforto...

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  24. Che poi, apertis verbis, per me classe 1994 non cambia proprio nulla se uno nato nel 1950 ha usufruito di un suo diritto ed è andato in pensione dopo vent'anni con il sistema retributivo.

    Se proprio devo odiare qualcuno, odio chi mi ha tolto quel diritto per motivi squisitamente morali (dunque nazistoidi): alla guerra generazionale preferisco quella di classe.

    E se proprio devo, combatto i miei coetanei che dal rimbambimento all'idiozia occupano tutte le sfumature dell'ignavia 2.0: carne di cannone per le guerre del capitale.


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  25. è vero, questa norma batava probabilmente sarebbe incostituzionale in Italia.

    Ma io comunque non riesco a capacitarmi di questo paradosso: nonostante in Italia vi sia una Costituzione che pone il diritto al lavoro a fondamento dell'intero ordinamento, i lavoratori italiani si ritrovano poi troppo spesso in condizioni paraschiavistiche.

    Nonostante una Costituzione con tanto di articoli 1, 4 e 36, assistiamo a tanti troppi giovani italiani che decidono di andare a Londra anche solo per fare i lavapiatti perchè solo così possono davvero condurre "un'esistenza libera e dignitosa", nonostante in UK non vi sia una Costituzione scritta con tanto di articolo 36...

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  26. Ill disgusto dai media aumento sempre di più. Naturalmente stanno pompando (o anche forse hanno loro stessi inventato) questa cosa assurda dei "terrapiattisti".... Il tutto impacchettato dalle radio e tv per screditare il web e con esso questo blog ecc...

    "Loro" solo "Loro" possono fare informazione, sono gli "autorevoli", vedere La7-Corriere in questi mesi è uno spettacolo indecente.... ogni giorno aprono quel fakeTg con parole tipo "scontro nel governo"; "crisi di governo"; "sondaggio incredibile" ecc.....

    peccato per loro che i fatti veri finiscono comunque per venire a galla, ad esempio:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/25/reddito-di-cittadinanza-per-averlo-e-corsa-a-residenze-fittizie-ma-il-caso-sollevato-dal-corriere-della-sera-non-esiste/4924049/


    La sete di lettori/telespettatori inizia a fare venire loro le allucinazioni....

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  27. Qui in Barbaria meridionale da 16 fino a 19 anni lavori obbligatoriamente per un certo numero di ore l’anno. A zero euro. A casa mia, dove Wittgenstein lo spalmavamo sul pane, il lavoro coatto non retribuito lo chiamavamo schiavitu’. Una cosa passabilmente sgradita ai nostri padri fondatori. Vabbè è bastato chiamare il maiale tacchino spennato quadrupede senza becco e alternanza scuola lavoro la schiavitu’ de ecco che i padri fondatori ed i loro egregi successori dormono sonni tranquilli. Generando mostri, ma tutto non si può avere.

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  28. E' davvero incredibile quello che è successo ieri a Sanremo. Ma come qui parliamo di Sanremo? Che c'entra? C'entra...
    Chi ha vinto Sanremo? E soprattutto, come?

    Bene, ecco come:

    https://www.rockol.it/news-700872/sanremo-2019-dettagli-voti-finale-ultimo-primo-al-televoto?refresh_ce

    riporto (fedelmente) parte dell'articolo:

    "I dettagli dei voti della finalissima, che combinando il voto del pubblico da casa tramite televoto (con un peso del 50% sulla classifica finale), quello dei giornalisti della sala stampa (30%) e quello della giuria d'onore (20%) hanno decretato la vittoria di Mahmood e della sua "Soldi", sono stati mostrati in sovrimpressione durante la proclamazione del vincitore. Il cantautore di origini egiziane ha ricevuto il 38,9% dei voti, appena 3 punti in più del cantautore romano, secondo con il 35,6% dei voti. Il Volo, sul gradino più basso del podio, hanno ricevuto il 25,5% dei voti.
    Un dato interessante: Ultimo è risultato essere il più votato al televoto, nella finalissima. Il cantautore romano, in gara con "I tuoi particolari", ha ottenuto il 46,5% dei voti del pubblico: ben 30 punti percentuali in più rispetto a Mahmood, che invece ha ottenuto il 14,1% dei voti del televoto. Il Volo ha invece conquistato il 39,4% dei voti del pubblico.
    Decisive, per la vittoria di Mahmood, sono state le votazioni della giuria della sala stampa e della giuria d'onore, la cui convergenza ha di fatto invertito il risultato del televoto che aveva assegnato a Ultimo la vittoria con un netto distacco rispetto a Mahmood.
    Dopo la proclamazione del vincitore Ultimo ha polemizzato contro i giornalisti in sala stampa."
    -------------------------------------------

    E' incredibile. Avete visto chi c'era tra i giornalisti che votavano e la giuria d'onore? Hanno ribaltato il risultato del voto popolare.... in un senso preciso...e quello DOVEVA ESSERE, in barba al televoto (popolare).

    Come continuano a manipolare ancora oggi la realtà i media e i giornali in barba al voto del 4 marzo scorso (popolare).

    Al prossimo giro s'inventeranno la giuria d'onore e quella dei giornalisti anche per le prossime politiche?






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  29. PARITA' AUREA.
    Volendo ragionarci, l'emissione di una moneta aurea, eventualmente parallela, potrebbe funzionare così:
    la moneta ha un valore aggangiato all'oro, ma può esser cambiata solo con le seguenti modalità:
    1. Si depositano 100 banconote.
    2. Dopo 6-12 mesi viene restituita una parte deposito, diciamo 75-94 banconote e il resto (6-25), in oro.
    Le regole di cambio possono essere soggette a fluttuazioni tra un anno e l'altro, piccole e in misura già prevista (ad esempio del 5-15%. In pratica, se nel 2023 tutti volessero il cambio della valuta in oro, nell'anno successivo si potrebbero magari allungare di un mese i tempi del deposito, o risurre la percentuale di cambio di un punto percentuale).

    So che a molti (per validi motivi) la moneta aurea non piace, ma l'altenativa prevede un accordo internazionale condiviso, e mi pare manchino alcuni presupposti.

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  30. "(...) "Sviluppo uguale corruzione", "impero uguale onestà".
    Quella che in seguito divenne ufficialmente "Transparency International" TI, era all'inizio un'impresa quasi cospiratoria. Progressivamente, essa conquistò potere e arroganza, mentre sempre più nazioni soccombevano alla depressione mondiale e al saccheggio della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.
    Un caso esemplare è quello del presidente della Deutsche Bank, Alfred Herrhausen, ucciso il 30 novembre 1989 dopo aver sfidato la politica del FMI e della Banca Mondiale in Europa orientale. Il periodo di incubazione di TI corrisponde anche al dispiegamento in Europa orientale del pirata finanziario George Soros e delle sue fondazioni.
    Alla fine del processo, queste istituzioni finanziarie mondiali ottenero finalmente ciò che cercavano: il diritto di intervenire direttamente negli affari interni dei paesi bersagliati. Mutatis mutandis, la procedura è simile alla conquista di tante nazioni deboli da parte dell'Impero Britannico negli ultimi duecento anni. Stavolta, però, è stata concepita più sottile, più efficiente.
    Eigen continua: "Il gruppo di lavoro iniziale organizzò riunioni a Eschborn (vicino a Francoforte), Kampala (Uganda), Londra e Washington". Contrariamente alla versione ufficiale, TI non fu creata a Berlino. Fu costituita legalmente all'Aja e registrata a Berlino, per motivi non dichiarati ma chiaramente legati all'intenzione di paralizzare la Germania costringendola ad una crociata anti-sviluppo.
    La corruzione è un tema vasto, spiega Eigen; ecco perché TI, che "ha risorse limitate", concentra i propri sforzi su un segmento particolare, "quello che riguarda i progetti pubblici nel settore in via di sviluppo. In decine di questi paesi, si tratta di vaste somme di denaro. Di solito, i funzionari pubblici accettano bustarelle da imprese che concorrono agli appalti, per incanalare i fondi pubblici nei progetti presentati dal concorrente... le vittime principali sono i membri della comunità locale, che finiscono col ritrovarsi appesantiti da cattedrali nel deserto". Nella categoria delle cattedrali nel deserto (che in inglese Eigen chiama 'elefanti bianchi') sono naturalmente incluse strade, ferrovie, dighe, canali, progetti d'irrigazione di dimensioni importanti, impianti industriali ecc. Il vero obiettivo di TI è impedire ogni tipo di investimento dei paesi industrializzati nel terzo mondo.
    "Mentre è facile puntare il dito sui funzionari pubblici corrotti", sostiene il capo di TI, "non minore colpa hanno gli imprenditori degli stati industriali avanzati, la cui [sete di esportazioni] li spinge ad aggirare le leggi dei paesi in via di sviluppo. Dietro queste imprese, ricompensate con agevolazioni fiscali, ci sono gli stessi governi occidentali che forniscono aiuti ai paesi in via di sviluppo".
    Ma il vero, grande effetto criminoso della corruzione è l'impedimento alla "formazione del libero mercato". La corruzione "porta a errori nella scelta e nella elaborazione dei progetti, spesso con conseguenze catastrofiche sia per la società che per l'ambiente". Abbiamo visto che la "mamma" di TI, la Banca Mondiale, annovera tra le conseguenze catastrofiche per l'ambiente anche l'inverdimento del deserto. Un'altra affermazione di Eigen, inoltre, tradisce l'avversione per le istituzioni dello stato nazionale sovrano: "Troppo spesso, un ambiente corrotto incanala le risorse verso le aree improduttive, come la polizia e le forze armate e altri organi di controllo sociale". In seguito non ci sorprenderemo quando scopriremo i legami tra TI e la Lega Nord. (...)"

    https://www.movisol.org/transpa.htm?fbclid=IwAR3FqLNEBZFT6-X6FMnf_JzKRsthTZl8EJYlnTmAPk1Ji48_g0C0qtORzUg

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  31. Secondo Pierre Hillard, Dottore in scienze politiche e professore di relazioni internazionali, “la regionalizzazione, presentata come un mezzo per ravvicinare i cittadini ai luoghi dove si decide, non sarebbe altro che un artifizio per prevenire l’emergenza di una Europa-potenza, in applicazione della «dottrina Wolfowitz» (Defense Policy Guidance for the Fiscal Years 1994-1999 , US Department of Defense, 18 febbraio 1992)”. Per il professore Hillard “dopo aver pilotato la creazione dell’Unione per stabilizzare l’Europa occidentale e sottrarla all’influenza sovietica, gli Stati Uniti incoraggiano oggi a un tempo la sua espansione geografica e la sua diluizione politica”. Lo scopo sarebbe quello di portare l’Europa verso l’incubo di una generale balcanizzazione, facendone un’area di libero scambio sotto la diretta giurisdizione delle lobby transnazionali.
    Infatti, prima è arrivata la divisione della Jugoslavia, poi le rivoluzioni colorate finanziate da Soros per allargare l’Europa agli stati dell’ex Patto di Varsavia e ora si prospetta una parcellizzazione delle nazioni europee le cui popolazioni perderanno definitivamente la sovranità per essere rinchiuse, se siamo fortunati, in una democrazia solamente formale perdendo in questo modo ogni possibilità di rivendicare la ricostituzione della sovranità dello stato e dell’interesse nazionale. Quindi, l’ultima evoluzione del processo scaturito dalla unione monetaria, la “regionalizzazione” è solo l’esito voluto e inevitabile che ci ha portato dal divieto dell’aggiustamento del cambio alla compressione dei salari e poi a quella dei diritti politici.
    L’articolo di Hillard è del 2003 è fa riferimento alla dottrina Wolfowitz che si trova in un documento pubblicato 18 febbraio 1992. 15 anni fa l’Europa poteva ancora non essere del tutto dominata il ché lasciava aperta la possibilità che si potessero stabilire con un importante partner commerciale come la Russia anche intese relazioni sul piano politico, a conferma di questa relativa autonomia politica vi è il fatto che l’euro veniva preso in considerazione come moneta alternativa nel commercio del petrolio (Saddam Hussein prima di essere attaccato con la scusa delle armi di distruzione di massa stava prospettando la vendita del petrolio in euro). Da allora sono cambiate molte cose: la discesa in campo della Russia e l’alleanza con la Cina, i BRICS come costituzione di un asse politico economico con una propria banca che sostiene gli investimenti e l’economia reale di questi paesi, sottraendosi progressivamente alla finanziarizzazione del sistema e al cappio dei prestiti del FMI. Ma soprattutto, si sta costruendo concretamente un’alternativa al dominio del dollaro. Diventa evidente che la prospettiva multipolare che si viene a costituire non è altro che la risposta al piano USA: “Questa – la regionalizzazione – non riguarda soltanto l’attuale Unione, ma è concepita per estendersi a tutta l’Eurasia. Tutti gli Stati dell’Europa centrale, gli Stati baltici, l’Ucraina, la Russia – con una frontiera all’est che si stende verso la Siberia -, gli Stati del Caucaso e la Turchia sono già integrati in questo progetto europeo o piuttosto euro-atlantico. L’adesione all’Unione non sarebbe più il mezzo per realizzare l’unità europea, ma al contrario per smembrare il continente, assicurando così il trionfo pacifico dell’iperpotenza statunitense secondo il principio classico «dividere per regnare»” (Pierre Hillard). Certo le cose non stanno andando proprio nella direzione che prospettava Wolfowitz, ma in risposta a Putin e all’asse sovranista sembra si voglia portare avanti il piano di smembramento delle nazioni e la cancellazione delle sovranità partendo da quella macroregione che il capitalismo finanziario che fa capo alla City di Londra e agli USA ancora controlla: l’Europa.

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  32. 1/2
    Dato che il buon Salvini si è espresso a gran voce a favore della TAV e lo stesso ha fatto Claudio Borghi, seppur con toni più pacati, mi permetto di riepilogare brevemente ai diversamente piemontesi alcuni punti caratterizzanti la questione.
    Intanto TAV (=Treno ad Alta Velocità) è un termine usato a sproposito.
    In Valsusa non è prevista la realizzazione di nessuna ferrovia ad alta velocità, nè ad alta capacità. Non è proprio prevista la realizzazione di una nuova ferrovia, e questo per una ragione molto semplice: non serve costruirla, c’è già. Si tratta della ferrovia Torino-Modane, voluta da Cavour e attiva dall’ormai lontano 1871 (anno di apertura del traforo del Frejus).
    E, almeno per quanto riguarda la tratta transfrontaliera, è fortemente sottoutilizzata.
    Infatti, dopo che a fianco delle 2 storiche statali 24 e 25 è stata completata anche l'autostrada, il treno aveva così pochi passeggeri che il servizio è stato soppresso. E’ stato riattivato solo di recente, per ragioni più politiche che di domanda, solo nei fine settimana con un treno ogni 2 ore (ultima partenza da Torino: ore 15.45. Nevvero che fa un po’ tristezza? - fonte www.trenitalia.com).
    Siccome questa situazione non è nuova, ma vecchia di una trentina d'anni (l'autostrada Torino-Bardonecchia-Frejus è stata aperta nel 1987) nemmeno i tecnici più smaccatamente schierati (che sarebbero poi Foietta e Virano) potevano sostenere nella quasi assenza di domanda l'utilità del nuovo progetto per il trasporto passeggeri, e così si è cominciato a parlare di TAC, cioè di Treno ad Alta Capacità, per le merci.
    Dato però che pure di convogli merci ne passavano pochini, e alla ferrovia già in esercizio rimaneva una grossa capacità residua, verso la fine degli anni '90 gli illustri tecnici dell'Osservatorio (Osservatorio governativo per il collegamento ferroviario Torino-Lione) per giustificare la realizzazione della nuova e moderna e manifestamente non necessaria infrastruttura, presero a sostenere che, data la grande crescita economica (?), e il previsto raddoppio degli scambi commerciali Italia-Francia dal 1997 al 2010 (?), e poi a seguire, la linea storica sarebbe presto risultata insufficiente e avrebbe raggiunto la saturazione ben prima della chiusura dei cantieri della nuova grande opera.
    Però l’è andata male, e in questi vent’anni I traffici Italia-Francia sono purtroppo significativamente diminuiti. Della prevista crescita del PIL dell’ 1,4 - 1,8% all’anno non ne parliamo.
    Senza scoraggiarsi, i promotori dell'opera sono passati al progetto cosiddetto "low cost", che dovrebbe costare "solo" 9 miliardi di euro. La Società franco-italiana che coordina i lavori, chiamata prima LTF (Lyon Turin ferroviaire) è stata trasformata in TELT ossia Tunnel Euroalpin Lyon Turin.
    La TELT su chiama così perchè ha il compito di costruire non una ferrovia, ma un tunnel. Sì avete capito bene un tunnel, ma se state pensando al famoso tunnel che va dal Gran Sasso al Cern siete fuori strada, questo non andrà per davvero fino a Lione, ma solo da Susa a Saint Jean de Maurienne (E comunque, se trovate buffa l’idea di un tunnel Torino-Lione, pensate un po’ se l’avessero chiamata TESSJ e avessero detto la verità e cioè: “che ne dite di fare la TAV Susa-Saint Jean de Maurienne”?).
    Del resto, come vi ho già detto la ferrovia già c'è, perchè costruirne un'altra? C'è già anche un tunnel è vero (la cui sagoma è stata adeguata ai nuovi standard nel periodo delle olimpiadi in Val Susa - Torino 2006), ma allora, come dice quel famoso tale, se non serve a niente serve a qualcos'altro...

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  33. 2/2
    Questo tunnel ha alcune simpatiche caratteristiche, ad esempio sarà il più lungo del mondo. Sì, se guardate sul sito della TELT (http://www.telt-sas.com/it/mission-it/, dovrebbe essere lungo 57,5 km, cioè più del tunnel del San Gottardo (57,1 km - attuale record), e al pari di quello del San Gottardo avrà dei fantastici costi di gestione per la manutenzione e la sicurezza e, soprattutto, per la necessità di un costosissimo sistema di ventilazione (per un'idea, vedere il sito della AAB, che ha realizzato l'impianto di ventilazione del tunnel base del S. Gottardo:
    https://new.abb.com/ch/it/gottardo2016/aria-fresca-per-la-galleria-di-base-del-san-gottardo).
    Il costo di questo nuovo faraonico tunnel, poi, sarà verosimilmente compreso intorno ai 70 miliardi di euro (calcolato così: stima ufficale x 8). Le stime di costo “ufficiali”, per le linea AV si sono infatti sempre dimostrate altamente inattendibili. La tratta AV più “economica” che sia stata realizzata è la Roma-Napoli, che è costata solo 3,5 volte il preventivo (Da 2 a 7,2M€ secondo Ivan Cicconi) e, per altro, il giudice Imposimato ha scritto un corposo libro sulla sua realizzazione “corruzione ad alta velocità”, in cui evidenzia le costanti infiltrazioni nei lavori del malaffare e della criminalità organizzata.
    Invece la tratta Torino-Milano, realizzata dall'onesta FIAT (General Contractor, cioè stazione appaltante, secondo una formula che tanti benefici ha apportato al Ns. Paese, fin quando non ci hanno tarpato le ali dalla UE, come ben illustrato sempre dal compianto Cicconi ne “Il libro nero dell’alta velocità” (pubblicato integralmente dal Fatto quotidiano:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/11/il-libro-nero-dellalta-velocitain-anteprima-su-ilfattoquotidiano-it/156781/ e in parte riassunto qui:
    http://www.idraonlus.it/vecchiosito/I.%20Cicconi,%20I%20costi%20AV,%2024.6.%2708.pdf),
    è costata circa 8 volte il preventivo (77M€/km eh, l'onestà non ha prezzo!) e visto che la tratta transfrontaliera la realizzerà, o almeno vorrebbe realizzarla proprio la Fiat (o come si chiama oggi, ma le mire sono evidenti quasi quanto le asfissianti azioni di lobbismo) è ragionevole presumere che i sovraccosti saranno analoghi.
    Ma perchè non crediate che sono di parte, e che ho voluto tacere dei vantaggi del costruire tra Susa e Saint Jean la galleria più lunga del mondo allo scopo di affiancarla ad una che c’è già, fatta però da Cavour e quindi oramai obsoleta (ma pur sempre meno della via Aurelia o dell’Emilia. E poi, come diceva un altro famoso tale, “un buco è un buco”), specificherò che questo nuovo tunnel, che per la lunghezza richiede appunto un sofisticato e costosissimo sistema di ventilazione forzata e, mi pare necessiti di almeno altri 7 tunnel accessori (discenderie - delle quali una già parzialmente realizzata a Chiomonte, e altre 2 completate sul versante francese), una volta realizzato arrecherà anche ben due benefici (il gioco deve pur valere la candela!):
    1)i tempi di percorrenza, si ridurranno di circa 20 minuti (facciamo pure 50, se volete stimare le percorrenze considerando l’effettuazione sulla tratta storica di tutte le fermate e saltando sulla tratta nuova l’inutilissima stazione prevista sul binario morto di Susa. Ricordo in ogni caso che l’attuale progetto “low cost” consiste unicamente nella realizzazione di un mega-tunnel, più corto della corrispondente tratta storica di non più del 10-15% e percorribile ad una velocità non superiore a 200/220 km/h);
    2)siccome la pendenza prevista per la nuova mega-galleria è inferiore di quella del tunnel di Cavour, i convogli merci più pesanti potranno essere trainati da una sola locomotiva invece che da 2.

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  34. 3/2 (lo so che non vale, ma mancava ancvola la fine...)
    Mi fermo qui, ma ci sarebbe tutto un discorso da fare sui danni ambientali. Potete farvene un’idea a questo collegamento, che trae le somme di altre centinaia di articoli facilmente reperibili in rete. E’ un po’ come per i costi di realizzazione, vi chiedo di diffidare delle affermazioni ufficiali e, con uno sforzo di (poca) fantasia, provare ad indovinare il futuro osservando a cosa è successo in passato:
    https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/22/le-gallerie-tav-nel-mugello-drenano-il.html?ref=search

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  35. Buonasera prof. ci ha abbandonati? Le cose in Italia sembrano peggiorare e nei programmi delle televisioni di regime non sono quasi mai presenti soggetti in grado di criticare seriamente questa Europa deflazionista e direi sotto la svastica. Una delle prime cose che lei ci detto su questo blog, è che nel 1957 il nobel James Maede disse: figlioli cari, in Europa l’unico modo che avete per difendervi dalle politiche DEFLAZIONISTICHE della Germania, è mantenere la flessibilità del cambio, quindi occhio, che non vi passi mai in mente di fare la moneta unica, abbiamo fatto esattamente il contrario e quello che diceva Maede si sta verificando puntualmente da anni. Purtroppo la maggioranza degli italiani pensa ancora che l’euro serva ai deboli. Ma dico: quando la vedremo almeno un paio di volte a settimana in televisione? Grazie.

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  36. Scusate se m'intrometto in cotal discussione ad alto livello; sono un quasi settantenne che solo da qualche mese ha aperto gli occhi sulla realtà dell'economia"diversa" e questo grazie al prof. Bagnai, a Valerio malvezzi, Ilaria Bifarini e tanti altri che mi hanno fatto comprendere il grande inganno che ci somministrano i media mainstream. Però, fatta la necessaria premessa che governare con i 5 Stelle sta diventando un percorso ad ostacoli, vi chiederei di commentare, anche se mi rendo conto che forse questo non è il luogo giusto, l'ultima tirata di orecchie dei commissari europei con rischio infettivo dell'Italia e altre amenità del genere perchè ,secondo me se non ci diamo una mossa e mettiamo in atto le misure che possano affrancarci da tutti questi dati economici negativi(a quando per esempio la messa in circolazione dei minibot) e come vedete in prospettiva la composizione del nuovo parlamento europeo e relativa commissione anche alla luce dei risultati elettorali nelle recenti amministrative, Vi saluto cordialmente e vi ringrazio per la vostra serietà e competenza. Giovanni

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  37. Buongiorno Prof. Bagnai,
    "non è perché i vecchi hanno una pensione che i giovani non hanno un lavoro, ma, esattamente al contrario, è perché i vecchi non vanno in pensione che i giovani non trovano lavoro"
    Per quanto mi ricordi (ho 59 anni) la disoccupazione giovanile in Italia è sempre stata alta, comunque più alta che nella maggior parte d'Europa, fin da quando portavo i calzoni corti.
    E quando portavo i calzoni corti io, esistevano i baby pensionati che si ritiravano con 15 anni, sei mesi e un giorno di contributi.
    O sbaglio?

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