giovedì 2 aprile 2026

Il Parlamento è come la salute...

...quando manca te ne accorgi.


(...oggi sono stato a trovare un amico che ha recentemente partecipato alle esequie di Paolo Cirino Pomicino. A Cirino Pomicino in vita non abbiamo risparmiato critiche perché ci sembrava - ed era - effettivamente enorme che una persona cui erano state attribuite certe responsabilità non avesse capito nulla, ma proprio nulla, dell'euro! Mal di poco: era senz'altro in ottima compagnia! Ogni giorno incontro persone convinte che il cambio a 1000 lire avrebbe salvato il Paese, ma lasciamo stare. Lo spiegone dettagliato, a prova di idiota, lo feci qui, e non mi va di tornare su questa storia, la cui rilevanza svanisce con l'aumentare della distanza storica. Mi sembra più rilevante, in termini di attualità, e più elegante, date le circostanze, ricordare una cosa che Cirino Pomicino aveva capito, e aveva anche espresso con un aforisma molto espressivo, che ignoravo, e che, appunto, mi è stato riferito dal mio amico. Qui di spiegoni senz'altro non c'è bisogno, atteso che essi, per quanto possano essere chiari, restano comunque inutili, poiché questa rientra fra le cose che se potessero essere capite non occorrerebbe spiegare. Per chi non capisce questa cosa, cioè per la stragrande maggioranza del popolo - ricordandovi che voi siete élite! - l'unica medicina è quella di cui, con rammarico, abbiamo parlato tante volte...)

Occupati: un aggiornamento

Parlando di cose minimamente più serie, ieri sono usciti i dati mensili provvisori dell'indagine sulle forze di lavoro che a febbraio confermano una stagnazione degli occupati, con una diminuzione del -0,1% su base congiunturale (cioè rispetto al mese precedente), se pure in aumento (sempre dello 0,1%) rispetto al precedente "trimestre mobile" e rispetto al mese di febbraio 2025. Forse il modo migliore per leggere questi dati è metterli in prospettiva come avevamo fatto qui usando i dati trimestrali:


e in effetti osservando la serie su un orizzonte più ampio si constata che se da un lato la crescita del tasso di occupazione che registravamo due anni fa si conferma un record storico, dall'altro sta subendo una battuta di arresto, il che potrebbe anche starci, se non fosse che questa variabile, nonostante i progressi, in Italia resta 9 punti al di sotto della media europea (l'Italia si classifica ventisettesima su 27). Questa relativa stasi dell'occupazione in qualche modo è coerente con la relativa stasi dei salari reali che registravamo qui:


Le due cose vanno insieme e naturalmente non sono due cose buone. Va anche detto, per completezza, che il panorama complessivo non è un gran che.

Prosegue però il consolidamento delle posizioni di lavoro, con un'incidenza sempre minore di quelle a tempo determinato:


che erano andate tendenzialmente crescendo in tutto il periodo dell'austerità, da un minimo dell'11,42% del totale nel 2004-01, raggiungendo un massimo pre-COVID al 17,27% nel 2018-12, superato solo dal massimo post-COVID al 17,31% nel 2022-02. Oggi siamo al 12,89%, siamo tornati al periodo precedente la crisi dei subprime, ma c'è ancora strada da fare.

Registro solo i dati.

Per un'analisi ci vediamo con più calma, e se non ci si vede: buona Pasqua!