...mettendo in ordine le idee per una lezione che devo tenere domani a un master, riflettevo sul fatto che in fondo Draghi e Trump sono più simili di quanto non si pensi.
Draghi, infatti, vuole un'economia più competitiva, ma ignora che CAB = FAB, e quindi che se l'aumento di competitività farà crescere le esportazioni nette di merci dell'Eurozona, necessariamente dall'Eurozona il risparmio fluirà (o, come direbbe lui, fluisciuerà) verso il resto del mondo. Non si capisce del resto perché quello che era positivo per la Germania (prestare soldi ai Piigs) dovrebbe essere negativo per l'Eurozona, considerando soprattutto che in questo caso i prenditori hanno un merito di credito e delle prospettive di sopravvivenza più rosee dei Piigs (basta non essere Stati membri del Titanic Europa...).
Trump, invece, vuole preservare il privilegio esorbitante della "America's financial sector dominance" (qui a pag. 14 ), ma ignora che siccome FAB = CAB, chi emette attività finanziarie particolarmente appetite dal resto del mondo ed è quindi un importatore netto di capitali (tutti pazzi per Treasuries!) necessariamente è anche un importatore netto di merci. Non si capisce del resto perché preservare il privilegio esorbitante senza esercitarlo: e il privilegio è appunto quello di potersi indebitare a breve prestando a lungo (cioè di emettere pezzi di carta e comprare aziende: qui da noi gli esempi non mancano).
Insomma: sono due don Chisciotte in dissidio col mondo e con se stessi, e in battaglia contro il mulino a vento delle identità contabili, che li sfarinerà come sta sfarinando gli economisti terrapiattisti che spopolano sui social.
Non si riesce a credere, e del resto non saprei come acquisirne le prove, che appartengano alla stessa specie (razza non si può dire, e specie è comunque più appropriato) di Keynes...
Azzardo un ragionamento un po' bislacco, approfittando di essere fra amici. Cosa ci sarebbe di male a essere importatore netto di merci se riesci a rimanere il più forte? Se riesci a mantenere la supremazia tecnologica e militare sul mondo, non è poi un gran problema importare merci e capitali, o no? Non è quello che faceva, nei suoi tempi, a suo modo, l'Impero Romano? Intuisco, però, un nesso di necessaria causalità tra l'essere il Cliente, anche se dominante, del mondo e il declino. Questo spiegherebbe perché il desiderio di rimanere dominanti (e la financial sector dominance è parte del dominio) spinge gli USA a cercare d'essere al contempo meno clienti, senza percepire l'incompatibilità oggettiva delle aspettative. Come fa la nazione campione del mondo a accettare che, dopo l'ascesa, l'aspetta il declino delle grandi potenze? Gli USA dell'ultimo secolo, e ancor più post Guerra Fredda, sono un esempio di potere/potenza di non equilibrio e tutto tende a tornare all'equilibrio in natura. Non vedo modi razionali per perseguire a lungo uno stato di supremazia di forte squilibrio, quindi non mi stupisce che ne compaiano di irrazionali. Ma sicuramente avrò trascurato aspetti fondamentali.
RispondiElimina"Intuisco, però, un nesso di necessaria causalità tra l'essere il Cliente, anche se dominante, del mondo e il declino".
EliminaForse l'errore degli USA è stato proprio la presunzione di credere che sarebbe durato per sempre, per qualche motivo. Del resto anche i capitali cinesi "fluiscono" e fluivano: https://en.wikipedia.org/wiki/Acquisition_of_the_IBM_PC_business_by_Lenovo . Oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Da questo punto di vista è impossibile non notare quanto male abbiano investito i propri capitali i tedeschi rispetto a quanto invece non abbiano fatto i cinesi, e la cosa non ci sorprende più di tanto, avendo imparato a conoscere i nostri fratelli!
Magari al posto di pensare al fatto che i risparmi "fluiscono" bisognerebbe pensare a chi decide di investirli e come e dove li investe. Forse "ci" indurrebbe a ritrovare la consapevolezza che per caratteristiche intrinseche lo Stato è spesso più adatto a fare investimenti di lungo periodo rispetto al privato, e di quanto poco furbo sia stato da parte nostra comprimere le capacità decisionali dei nostri apparati pubblici.
Però a me sembra che il professore ci abbia spiegato che l'aspirazione di Trump di avere "capra e cavoli" (i paragrafi "Balanced Trade" e "Reindustrialization" a pag. 13, la capra; e il paragrafo "Preserving and Growing America’s Financial Sector Dominance", a pag. 14, i cavoli) è economicamente impossibile, al di là di quanto si provi a intervenire (anche militarmente)
Eliminasono le classiche due facce della stessa medaglia ma la differenza, ca va sans dire, la giocano i dazi; vorrei però evidenziare, sommessamente e placidamente in pax deorum, il timore che mi sovviene circa il denigrare ad ogni piè sospinto il diversamente italiano Draghi: è dai tempi di Tremonti ministro che lui tira innanz come un treno mentre i suoi nemici, giovani e forti, si eclissano o spariscono dai radar. A volte sparare sulla croce rossa Draghi non solo può rivelarsi cattedratico ma esacerba il contraccolpo. Cui prodest?
RispondiEliminaA me pare che anche il "Genius Act" sia molto pericoloso...e confermi quanto sopra
RispondiEliminaPurtroppo sfarinerà loro ma dopo che hanno sfasciato mezzo mondo, e sfasciato in maniera irreversibile noi (senza colpe dirette) come stiamo vedendo.
RispondiEliminaI colleghi (mi si perdoni l'abuso) terrapiattisti ben supportati dai "difensori" degli interessi delle categorie che dovrebbero rappresentare e che invece massacrano ormai da decenni.
Si, solo che uno fa affermazioni contraddittorie perché quelli che lo hanno eletto presidente degli Stati Uniti vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, come tutti gli elettori del mondo; mentre l'altro le fa perché spera che qualcuno lo nomini presidente di non si sa che cosa, quando ormai è solo un opinionista per editoriali scritti da altri: un Cazzullo senza Corriere insomma.
RispondiEliminaEssere o non essere un Impero è una questione di "risorse mobilitabili" cioè quei "beni&servizi" che alla fine confluiscono tutti nel "nodoso randello" che fa la differenza tra un "impero" e una "colonia".
RispondiEliminaPrima che nella City inventassero la Banca Centrale cioè la stamperia con cui mobilitare a credito tali risorse , L' impero spagnolo percorse la stessa strada in maniera meno truffaldina semplicemente cavando" "oro&argento" dai suoi possessi amerindi ma ottenendo esattamente lo stesso deludente risultato che stanno adesso sperimentando gli USA, cioè comprare "beni" prodotti "altrove" dopo aver distrutto la propria economia REALE con una stagflazione da rendita improduttiva.
Ma il vero privilegio esorbitante è emettere la valuta che, sola, viene accettata per l'acquisto di materie prime, soprattutto energetiche. Gli Stati Uniti sono in deficit della bilancia commerciale se non si comprende che importano merci ed esportano carta straccia verde e servizi con cui si riprendono la carta straccia verde per restituire carta straccia di altri colori.
RispondiEliminaIl problema a Trump lo stanno risolvendo la Russia e, soprattutto l'Iran, dove i barbuti inturbantati stanno tutto il giorno a leggere il Corano ma come funzioni il capitalismo USA lo capiscono benissimo. Stranamente, però, Trump non è contento che gli stiano risolvendo il problema dello squilibri commerciale.
Oggi un proprietario di azienda mi diceva di come certe aziende con sede in NL, in LUX, IE e sistemi nazionali simili siano avvantaggiate sul lato dei costi;
RispondiEliminane ha visitate alcune del settore a cui appartiene e laconicamente commentava che con certi sistemi non è possibile competere perché troppo avvantaggiati.