mercoledì 14 gennaio 2026

Awakenings (l'indipendenza della Banca centrale)

Ieri su Twitter l'eterno secondo ci ha fatto sapere nientepopodimeno che:


"People think" (cioè "laggente credono", una specie di "noi credevamo", ma più paraculo...) che l'indipendenza della Bce sia un dato di natura, ci ha comunicato l'eterno secondo, mentre secondo lui (!) non lo è.

Ma tu guarda!

Ve lo sareste mai immaginato?

Tutto il Tramonto dell'euro e buona parte di questo blog sono dedicati a smentire questa idea e a illustrare le motivazioni di classe della cosiddetta indipendenza, ma noi siamo di buon cuore e quindi cerchiamo di stupirci (con un piccolo sforzo).

Comunque, proprio perché ne ho scritto tanto, e tanto prima di tanti altri, questa sera di scrivere non mi va, e preferisco che lo facciate voi. Prima di cenare con un nostro amico vi lascio quindi con questa assegnazione: "il candidato illustri in che modo il seguente grafico è collegato a questa improvvisa ondata di risvegli circa il ruolo dell'indipendenza della Banca centrale":


(...dai, che è facile!...)

36 commenti:

  1. Nel breve o medio termine ci sarà bisogno di mettere il debito privato a carico dei bilanci pubblici ed emergerà con forza la necessità di un controllo pubblico sulle banche centrali che dovranno mettere in funzione le stampanti.

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    1. Sono d'accordo, tuttavia temo che, se l'Onorevole ci chiede di cominciare il nostro ragionamento dal grafico del debito pubblico, forse la risposta più appropriata è che per farlo rientrare i governi avranno bisogno di tassi d'inflazione più alti e di tassi d'interesse reali negativi, cioè di andare a toccare i due tabù della religione dei banchieri centrali indipendenti.

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    2. Non c'è problema: si cartolarizza, si impacchetta in un fondo, e si vende al risparmiatore come imperdibile occasione.

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  2. toppato...quello è il debito pubblico, eh, chiedo venia

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  3. Laconicamente direi che per i Masters è meglio ricevere il 100% di 90 piuttosto che lo 0% di 120+. E quindi la parola d ordine sarà questa per un altro ciclo di debito, magari aiutati da una guerricciola in cui si posizionano bene da un punto di vista finanziario.

    Scenari in cui si andrebbero a muovere delle puzze, terminando magari l’attuale contesto di egemonia culturale, non andrebbero a favore dei rentier.

    Credo il punto di caduta sarà avere certi anni con picchi di inflazione e tassi reali negativi per rapidi e saltuari deleveraging ma tassi reali positivi nelle altre annate in modo da tenere i livelli medi sotto certi livelli soglia “awakening”, penso al 100%.

    Se invece torniamo a una dipendenza (dal popolo) della Banca centrale nazionale si prospetterebbero anni di crescita e tassi reali zero o negativi, immagino attraverso vincoli di portafoglio e tagli alla mobilità del capitale.

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  4. Whatever it takes!
    D'altra parte Trump l'ha detto che avrebbe preferito Draghi a Powell.

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  5. Ci provo: per permettere di finanziare la spesa pubblica a interessi reali più bassi (e magari negativi) e permettere una discesa del debito come quella post-bellica.

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  6. Il grafico mostra che il debito pubblico cala nel dopoguerra quando le banche centrali non sono indipendenti e risale strutturalmente proprio da quando l’indipendenza viene istituzionalizzata.
    Dunque l’indipendenza della banca centrale non è un dato “naturale” né garantisce disciplina fiscale, ma è solo una scelta politica con effetti redistributivi.

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  7. Ricordo che mio padre riteva dei loschi figuri Andreatta, Ciampi et al. (come vedo negli elenchi di autori di articoli scientifici. Ricordo che vi fu un famoso scambio epistolare tra innamorati che, pero', divorziarono. Poi mio padre, sempre lui, quando diedero un premio a Ciampi, disse "si premiano tra loro, facile". Erano gli anni dove la curva del grafico raggiunge il minimo e poi inizia a crescere.

    Tra le altre cose, sempre mio padre mi disse "con interessi cosi' alti sui titoli di Stato si fa concorenza agli investimenti nell'industria". Incameravo questa e altre frasi, ero un giovane nell'intorno della leva, ho conservato quelle frasi per quando avrei trovato chi me ne facesse scoprire il significato quasi quindici anni fa.

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    1. Però una delle motivazioni addotte al divorzio era che lo Stato faceva concorrenza sleale al privato tramite finanziamento, ipoteticamente, illimitato...o sbaglio?

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    2. ah...come dimenticare "Ben" Andreatta che separa Banca d'Italia dal Tesoro? Meritata l'intitolazione dell'Aula Magna della Bologna business school al Buon Beniamino, con tanto di intervento di Lui, U.V.A., presenti Prodi e Letta....
      Lo stesso ateneo che conferì la laurea Onoris Causa a George Soros per aver magistralmente rovinato l'Italia nel 1992 con una imponente operazione finanziaria.
      Così, per dire.

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  8. L'aumento del debito in rapporto al PIL inizia negli anni '70 per varie ragioni (crisi petrolifere, tassi crescita del PIL in calo) e certamente le rifrome che aumentarono l'indipendenza delle bance centrali (USA 1979, Italia 1981) non aiutarono a invertire il trend perchè da allora gli stati si rivolgono sempre di più ai mercati per finanziarsi, i quali vogliono le loro remunerazioni.
    Ora il livello del debito è quasi pari al '45, e aggiungo che la previsione del FMI sembra la solita speranza più che previsione dato che non vedo come il trend da crescente (da non confodersi col calo dopo il picco covid) possa diminuire in assenza di qualche shock o riforma

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  9. Banalizzo (non essendo né un economista né un buon allievo): Essendo il debito pubblico a livelli massimi (periodo ww2) e dovendo fare crescere il pil (denominatore) con ulteriori investimenti pubblici occorrerà avere di nuovo un prestatore di ultima istanza…(?)

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  10. Credo che essere tornati a un livello che in passato ha portato alla seconda guerra mondiale possa aver mosso qualche portafoglio (riguardo alle coscienze non mi illudo).
    Facciamo i passaggi:
    L'indipendenza della BC elimina il compratore di ultima istanza dei titoli di stato (la BC stessa).
    L'eliminazione provoca aumento dei tassi oltre la fisiologica inflazione.
    L'aumento dei tassi causa un inevitabile aumento dell'onere del debito, che di conseguenza si gonfia inesorabilmente.
    Per sgonfiare il debito volendo evitare la bancarotta, si ricorre al keynesianismo bellico, che si conclude con la bancarotta dei vinti (oltre alla strage che rende scarso, quindi prezioso, il fattore lavoro).
    Può andare?

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  11. Fino al '71 vigeva sostanzialmente la convertibilità della moneta in oro e quindi il ruolo della banca centrale era più circoscritto. Da allora in poi le è stato conferito un potere enorme ed è comprensibile che faccia fatica non tanto a cederlo ma almeno a condividerlo. Sto leggendo un interessante saggio di Gianni Toniolo sulla storia della banca d'Italia e non risponde al vero che l'indipendenza delle banche centrali sia un dogma scolpito nella pietra; anzi e persino Cavour lo ne era dubbioso.

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  12. In tutto il mondo avanzato fino agli anni 80 le banche centrali ricompravano i titoli di stato?

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    1. Lo hanno fatto e lo fanno tuttora.... quelli che una BC ce l'hanno! in EU abbiamo la BCE che lo fa per tutti quelli che....ehm....fanno i bravi, diciamo.

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  13. Quando la banca centrale riacquista il debito pubblico si riesce a contenerne il costo in termini di tasso di interesse. Ciò torma particolarmente utile in caso di shock di mercato.

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  14. Abbolidiga! Ci si chiede per quale motivo il governo non possa disporre della leva monetaria superando il concetto didattico di "utilizzo elettorale".

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  15. "Hannibal Lecter: Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma... [vedendo il Dottor Chilton in lontananza] sto per avere un vecchio amico per cena stasera. Addio."

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  16. La faccio semplice e superficiale, a mio modo. Il debito pubblico è credito privato e il privato che vede crescere a dismisura il suo credito (non la nonna con i suoi due titoli di stato, ovviamente), maturato da usuraio (l'indipendenza banche centrali serve a avere interessi sovrastimati rispetto alla crescita), a un certo punto capisce che non ha poi molto interesse a ammazzare il debitore.

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    1. Sì, con la Grecia l'hanno fatto, ma ora la questione si è fatta più ampia.

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  17. io la leggerei così: Bretton Woods, la BRI e lo Smithsonian Agreement hanno creato le condizioni per la crescita costante del debito pubblico (dipendenza finanziaria), gli aggiustamenti alle crisi economiche (e finanziarie) globali improvvise (spontanee o pilotate), consentono di gestire (ma non controllare) l'enorme massa di debiti del globo terracqueo. Lo scopo, ca va sans dire, è facile da intuire

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  18. Perché finora il cetriolo era solo nostro

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  19. Per cancellare un debito ( privato) impagabile occorre sempre una guerra e per fare la guerra la stampante deve tornare in mano di "governi" meri "prestanome" dei " soliti gnomi" che ora si ritirano nelle loro " sacrestie" da cui poi usciranno, come sempre, a "guerra finita".

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  20. (e il post lo scrivete voi)…

    Le piacerebbe, eh? Poi mi prende biecamente in giro. Io ingegnere sono. Non scrivo di economia, leggo 😀

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  21. Il grafico mostra previsioni di un lieve calo del rapporto debito pubblico/PIL, ma la nostra esperienza insegna che le previsioni degli organismi delle élite finiscono nella pattumiera della storia. Con una crisi finanziaria probabilmente alle porte, è più facile che questi dati vengano smentiti e che il rapporto debito/PIL finisca per toccare nuovi massimi storici, mai raggiunti neanche durante la Seconda guerra mondiale. Alla luce di ciò, si capisce perché l’indipendenza della banca centrale non sia più un tabù, almeno dall’altra parte dell’Atlantico.

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  22. Domanda: ma come si può immaginare che la gestione monetaria di un o stato possa essere delegata a chi ha bisogno del consenso popolare?
    (Posto che M. Friedman diceva che la FED, per estensione le banche centrali, hanno fatto molti più danni che cose giuste e che potrebbero essere sostituite da un computer....)

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  23. Ci provo: un debito pubblico a livello post-bellico in un periodo non post-bellico fa spavento. Alla prima delle "mille bolle blu" (cit.) che scoppia sono ca... amari, perché quando accadrà (come ci ha ben fatto capire, non si tratta di "se accadrà" - anche stavolta non è diverso) lo Stato dovrà intervenire direttamente, e controllo dei tassi di interesse/possibilità di monetizzazione del debito saranno fondamentali per non "skyrochettare" (in awanaganese) ulteriormente la curva.
    Aggiungo: magari vogliono pure abbassare il debito da un livello post-bellico a uno pre-bellico, proprio perché siamo in un periodo pre-bellico?

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  24. Più che altro, l’indipendenza della banca centrale anche in astratto, al di là della dimensione del dato, che è sempre utile, ha poco senso. È come pensare di dare i propri risparmi al vicino per poi sorprendersi che quest’ultimo non agisca facendo i nostri interessi. È ovvio che, se tu dai in mano ad altri una leva come quella monetaria e valutaria(la banca centrale ha un impatto anche sul valore della valuta anche in paesi al di fuori dell’euro), non puoi essere sorpreso se dopo un pò di tempo le cose vanno male. Cioè, io ritengo la discussione così sterile che sono giunto alla conclusione che chi pensa che le autorità ‘indipendenti’ siano in re ipsa migliori nella gestione dell’economia e della res publica sia solo un imbeci***. Cioè, anche il mio vicino è un’autorità ‘indipendente’ rispetto a me eppure non mi verrebbe mai in mente di affidargli la gestione del mio portafoglio: se lo facessi, non potrei di certo lamentarmi che la sua gestione non mi vada a genio!Se ho scritto qualche imprecisione, scusatemi ma scrivo di getto poiché l’analogia secondo me rende molto bene l’idea

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  25. Ne ha parlato ieri con il suo amico Varoufakis nel loro podcast...consiglio l'ascolto

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  26. Non sono bravo a capire come nascono certe affermazioni, ma quel grafico lo ha già spiegato in qualche recente diretta: l'indipendenza delle banche centrali ha portato il debito pubblico su livelli post-WW2 quando tale indipendenza viene difesa da qualcuno proprio come argine alla politica immorale e spendacciona.
    Quindi se non ha secondi fini a me sconosciuti Wolfi si è accorto anche lui della cosa.

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  27. Prof, io ho pensato al fatto che #imercati necessitassero dei soldi dello Stato, per stare in piedi. Anche perché, banalmente, se ogni Stato è condannato all’austerità, i soldi, i consumatori dove li trovano? Mi scuso anticipatamente se non ho centrato il punto

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  28. Il fabbisogno dello Stato è la differenza fra le spese e le entrate (spesso le prime superano le seconde) e viene finanziata con l'emissione di debito pubblico, ossia obbligazioni (titoli di stato) che possono essere acquistati o dai cittadini o dai mercati finanziari internazionali o dalla banca centrale. L'ultimo caso comporta un'espansione della base monetaria, cioè generazione di nuovo denaro (anche volgarmente detta "stampare denaro"), mentre nei primi due casi lo Stato si limita a prendere in prestito denaro esistente. Aggiungiamo inoltre che la domanda di debito pubblico da parte della banca centrale è virtualmente (non ci sono pasti gratis! il vincolo esiste ma è "estero" cioè legato al saldo delle partite correnti) infinita e contribuisce a ridurre il costo del debito pubblico, cioè gli interessi che lo Stato paga sui titoli.

    Le scelte politiche dell'ultimo quarantennio hanno imposto, soprattutto in Europa, un ridimensionamento degli acquisti delle banche centrali ed un'espansione del ruolo giocato dai mercati finanziari internazionali grazie a libertà di movimento di capitali, divorzio tra banca centrale e tesoro, adozione di politica monetaria orientata principalmente al controllo dell'inflazione al consumo, riforme del lavoro, etc... al fine consapevole di remunerare il capitale a spese del lavoro. Ne è conseguita una lunga stagione di bassa crescita e bassa inflazione, durante la quale le banche centrali sono state inibite nel loro ruolo di alimentare il fabbisogno dello Stato, che ha condotto ad un incremento progressivo dell'indebitamento (prima) privato e (poi) pubblico.

    Dal decennio 2010 si registra un parziale tentativo non di invertire ma almeno di calmierare la tendenza, a seguito del rischio di implosione del sistema e dell'eurozona, con grandi programmi di acquisto di titoli di stato da parte delle banche centrali, inclusa la BCE diretta dall'illustrissimo Mario Draghi, senza però fare nulla per alterare le scelte politiche fondamentali sottostanti al fenomeno.

    Il più grande indebitamento mai visto in tempo di pace può essere risolto soltanto o con massicci default o con un periodo di crescita sostenuta accompagnata da inflazione relativamente alta. La seconda opzione è preferibile alla prima (almeno da parte di chi non ama sconvolgimenti violenti dell'ordine costituito) ma richiede l'aiuto delle banche centrali e, magari, anche un ripensamento delle sciagurate scelte politiche dell'ultimo quarantennio.

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  29. Come ci hai spiegato più volte per abbattere il debito ci sono tre possibilità:
    1 Default del debito (ma farebbe saltare per aria diverse banche)
    2 Inflazione moderatamente alta o iperinflazione (ma proprio l'indipendenza della Banca Centrale la "scoraggia" mantenendo i tassi reali relativamente alti)
    3 Repressione finanziaria (fine dell'indipendenza della Banca Centrale e ritorno alla monetizzazione del debito).

    Se escludiamo una quarta ipotesi (una guerra mondiale come mezzo di distruzione creatrice), probabilmente una parte de "i poteri forti e de lu capital" ha scelto la repressione finanziaria per abbattere il debito, senza però rinunciare alle proprie remunerazioni.
    Ovviamente così facendo lo spazio fiscale che verrebbe liberato in favore degli stati nazionali potrebbe essere utilizzato per... acquistare armi.
    Non a caso negli USA è partita un'indagine:
    "Negli USA è stata aperta un’indagine penale del Dipartimento di Giustizia contro Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, legata ufficialmente alla sua testimonianza al Congresso sui costi di ristrutturazione della sede della Fed. Powell e molti osservatori la considerano però un attacco politico che mette in discussione l’indipendenza della banca centrale rispetto alla Casa Bianca di Trump, soprattutto sul tema dei tassi di interesse.

    Che indagine è
    La procura federale sta verificando se Powell abbia mentito al Congresso a giugno 2025 riguardo ai costi (circa 2,5 miliardi di dollari) del progetto di rinnovamento del quartier generale della Fed a Washington.

    Il Dipartimento di Giustizia ha emesso citazioni a comparire (grand jury subpoenas) alla Fed, passo che apre la strada a una possibile incriminazione formale del presidente della banca centrale.

    Perché è politicamente importante
    Powell sostiene che l’inchiesta sia un “pretesto” collegato alla frustrazione di Donald Trump per il rifiuto della Fed di tagliare i tassi come desiderato dalla Casa Bianca.

    L’indagine arriva al termine del mandato di Powell (che scade nel 2026) e nel momento in cui Trump deve scegliere il successore, alimentando il timore che la Casa Bianca voglia condizionare in modo più diretto la politica monetaria.

    Reazioni in Congresso e nei mercati
    Diversi repubblicani al Senato e alla Camera si sono uniti ai democratici nel criticare l’inchiesta, affermando che rischia di minare l’indipendenza della Fed e la credibilità del Dipartimento di Giustizia.

    La notizia dell’indagine ha aumentato la percezione di rischio: l’oro è salito, il dollaro si è indebolito e alcuni indici azionari hanno reagito con volatilità, riflettendo il timore di interferenze politiche durature sulla politica monetaria USA."
    FONTE https://www.perplexity.ai/search/indagine-usa-powell-fed-fjFUb6RYSmWtUm5b_yyczw

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  30. Indipendenza e privatizzazione... Due miti che hanno sottratto poteri allo stato e quindi al popolo.
    C'era anche il mito dei governi "tecnici", oggi ministri tecnici, quasi a indicare imparzialità e professionalità.
    Forse anche per questo l' autonomia delle regioni non è ben vista, toglie spazi a quegli organi aulici, eteri, quasi da gerarchie angeliche...

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