(...fa sempre piacere ricevere un complimento da una signora! Ieri ho incontrato una donna molto importante per me, che mi conosce bene, che sa come sono fatto dentro. Un fugace incontro a pagamento, ma non pensate male: l'appuntamento non era in una casa, era in una clinica. Al termine, mi ha detto che effettivamente i miei 64 non li dimostro né fuori, né dentro, e anche se un po' comincio a sentirli - ad esempio nei tempi di recupero dopo le escursioni - la cosa mi ha fatto piacere. La condivido con voi perché qualcuno, in un commento su X al post precedente, diceva: "Spero che non si dovrà aggiungerne una quarta nel 2030 o pure peggio una quinta nel 2035". Io invece conto di aggiungerne perfino una nel 2062, pensate un po'. Sì può fare...)
Abramo:
Maria:
Ida:
(...le altre sono qui...)
(...per un fenomeno strano, da quando ho perso mio padre mi mancano i miei nonni, soprattutto le mie nonne, perché il nonno materno non l'ho conosciuto - ne porto il nome per un ben preciso motivo - e quello paterno lavorava sempre. Questi video in cui mi sono imbattuto grazie all'algoritmo, che - come ogni regime totalitario - ha fatto anche cose buone, sono una delle cose più poetiche che abbia visto in vita mia: poetiche nella realizzazione, nella delicatezza, nel rispetto, e poetiche nell'intenzione, quella di trasmettere una memoria, una memoria orale. Un po' di aritmetica ci aiuterà. Nel 1926, quando questi centenari nascevano, o trotterellavano per casa sulle loro gambette di quatrani, viene istituita l'Opera nazionale Balilla, e i sindaci sono sostituiti dai podestà. Quando Guernica venne bombardata avevano 11 anni, e quando venne bombardata Ortona ne avevano 17. Quando entrò in vigore la Costituzione ne avevano 22, e quando entrò in vigore l'euro ne avevano 73. Ne hanno viste e capite, o patite, di cose, questi occhi. Quando riflettiamo alle miserie della nostra esistenza, un po' autonomamente, un po' perché condizionati - tutti lo siamo! - dal racconto falso e bugiardo dei nemici della democrazia, che scoprono ora i mali che hanno causato, fermiamoci un attimo e ascoltiamo queste storie. Non solo il Paese, ma anche i suoi abitanti, singolarmente, hanno passato momenti più difficili di questo, schiavitù più dolorose, circostanze più assurde del gigantesco suicidio collettivo che ci sta travolgendo. Perché abbiamo deciso di condannarci alla povertà e all'irrilevanza non mi è del tutto chiaro - il come sì, il perché un po' meno - ma per quanto questo possa sembrare, e in effetti sia, innaturale, la cosa più assurda del mondo resta sempre la morte di un figlio...)
(...dunque, facciamo un po' di conti... Le Guerre dei trent'anni durano trent'anni, quindi se iniziano nel 2018 terminano nel 2048. Nel 2048 sarò un arzillo ottantaseienne: magari non andrò a Monte Amaro, ma al Porrara penso di sì, o almeno al Basilio, sempre che mantenga la testa, che poi è la cosa che mi preoccupa di più. Quindi sì, nel 2030 un'intervista ci sarà di sicuro! Ma non auguratemi che sia l'ultima! Abbiamo ancora molto tempo da passare insieme, anche se confido di passarne un po' coi miei nipoti. Sempre l'aritmetica ci dice che quando nacque er Palla mio padre aveva la mia età attuale. Siamo un po' in ritardo coi nipoti, ma alla fine arriveranno, ed è per loro che mi sto tenendo in forma. D'altra parte, all'età mia mio padre era decisamente meno prestante: smettendo di fumare si era appesantito. Io, per non sbagliare, non ho cominciato, e così un problema l'ho risolto in radice. Certo, a star seduti sulla riva del Sangro il rischio di prendere i reumatismi è concreto: ma io tutti li voglio veder passare, dal primo all'ultimo, e li vedrò: ve l'ho detto che sono paziente!...)
Mamma mia che meraviglia di persone ed altrettanto meravigliosi i loro racconti.
RispondiEliminaOltre tutto, del 1926 era anche mio padre, grazie per avermi dato un motivo per ricordarmelo una volta di più.
Ogni tanto è giusto ricordarsi che ci sono anche cose belle
RispondiEliminaProbabilmente risulterò monotematico e fuori tema, ma anche questo post e questi video mi fanno venire in mente la consueta riflessione. E' vero, il Paese e i suoi abitanti hanno passato momenti come questo o peggiori: guerre, depressioni economiche, conflitti sociali, anni di piombo, Sergio Mattarella.
RispondiEliminaTantissimo è cambiato in un secolo. Però mi viene da pensare che, agli occhi di questi centenari, i pronipoti abbiano ancora tratti riconoscibili, nomi e cognomi familiari, accenti inconfondibili. Certo, oggi quasi nessuno di quei giovani andrà più a Messa la Domenica, ma in famiglia onoreranno comunque la Pasqua, il Natale, il Santo Patrono.
Ecco, la riflessione che faccio è che se non riusciremo a cambiare le cose nei prossimi anni, accadrà che tra un secolo, anche nei paesini abruzzesi, la gran parte dei pro-pronipoti avranno tratti alloctoni, nomi esotici, linguaggi "alieni", e al posto del Natale e della Pasqua onoreranno altre festività.
E una cosa del genere sarebbe più esiziale e irreversibile che far parte di un'entità sovranazionale o di un'area valutaria comune.
Spero tanto che riusciremo a cambiare direzione, prima che sia troppo tardi.
Siamo tutti in prestito al mondo e il mondo è in prestito a noi. Giustissimo, doveroso, inevitabile provare nostalgia, ritenere di essere testimoni e depositari di un passato "migliore", lottare per non lasciarlo andare. Ma, come si diceva con Lisanti qualche post indietro, da abbastanza in alto diventa tutto molto relativo. Ogni centenario passato su questa Terra ha lasciato un mondo che non riconosceva più, molti hanno sentito il bisogno di testimoniare il loro, immagino l'ultima e la più forte delle necessità. Vediamo e viviamo una parte infinitesima della mappa dello Spazio, del Tempo, della Storia per parlare seriamente di direzioni e ascoltare un centenario o un profeta (e qui capita a chi ci capita) estende lo sguardo solo di un passo. Questo è quello che mi è diventato evidente invecchiando, il giusto senso dell'irrilevanza accompagnato dalla necessità di raccontarsi rilevanti per vivere un altro giorno.
EliminaMia madre a 10 anni portava in casa l'acqua col secchio dalla fontana del paese, a 11 è partita per la Francia con la famiglia; mia nonna paterna aveva il telaio piccolo per fare in casa i pezzi di tela col filato di lino, tutte lavavano i panni al lavatoio, ma se tornassimo in paesi ora fantasma, ci porterebbero via i figli: dev'essere per forza bidonville.
RispondiEliminaSarà bello far sentire queste interviste a mia figlia (volevo farla io una cosa simile coi vecchietti del paese di mia madre, che prima del covid si incontravano ogni 3 anni, ma non avendo le competenze, è rimasto un sogno. È bello che qualcun altro ci abbia pensato, grazie.
Fra non molto invece di lavarci il vetro ai semafori ci punteranno la pistola contro; i neri? Ma anche iggiovani, i nostri figli saranno i nuovi "white scum", e lo potrebbero fare per noia o perché vogliono i soldi per una serata in disco, o qualsiasi altra cosa...
RispondiEliminaParlando del terremoto in Marocco con una mamma emigrata da là, lei mi disse che da loro lo Stato non esiste per aiutare i poveri ma i ricchi, e che i poveri si aiutavano fra loro, come non sappiamo più fare noi: noi dobbiamo competere.
Mi raccontò anche che avevano spossessato dei villaggi di pescatori per farne resort per i turisti, agli spossessati hanno dato un appartamento nella periferia di qualche città, vale a dire che li hanno sradicati, privati della loro fonte di sostentamento, parcheggiati in un bucolocale anonimo ad aspettare che muoiano di fame per riprendersi la loro carità pelosa.
Se si ha la ventura di essersi interessati alle economie del terzo mondo, sia pure con letture di scarso profilo come le mie, o anche solo se si è letto alle medie "La capanna dello zio Tom", o "Via col vento", o se si è visto qualche film sul genere " Central do Brasil'" e "City of God", o anche "Do the right thing".
C'è molta differenza fra essere poveri ed essere miserabili, fra essere persone, comunità e popolo anziché individui di una massa, o singoli batteri gender fluid in una colonia. Pare che kl Capitale abbia deciso che per non fare disparità tutto il mondi dovrà dividersi in ultraricchi e massa di miserabili, a partire dalla Göttendämmerung Europea, parafrasando Ashley Wilkes a Scarlet "Noi Europei credevamo di essere degli dèi", questo ler dire di che letture elevate ed esclusive ci sia bisogno per capire dove si va a parare con l'€uro, una volta spiegato come funziona.
Per invertire la rotta dobbiamo votare tutti PD così anticipiamo lo schianto, se ce ne basta lo stomaco...
Buongiorno, la metafora cinese del nemico che passa, a pancia in su, trascinato dalla corrente del fiume va bene. La consapevolezza che alla lunga le contraddizioni del corrente sistema europeo UE porteranno alla fine dello stesso pure..A mio parere, pero',il problema politico è in altro. O l'attuale compagine governativa è impazzita, oppure certe scelte indicate dai mass media come infelici, voto preferenze con Vannacci, proposta di grazia intempestiva, ecc. celano un metodo. Mi spiego. Il patrio governo ha cercato per anni di ricevere il plauso della lista bloccata dei giornalisti. , dimenticando che sono parte in causa. Ora c'è chi ha capito che è inutile correre dietro la cultura sedicente tale e decide, pertanto, di seguire i temi che interessano davvero la gente, per esempio la sicurezza. Nelle ZTL Lorsignori non hanno problemi, nell'infinita provincia si.E poiché nel centro di Milano le contesse che votano la sinistra sono 200 e in provincia gli elettori sono milioni, il risultato si vedrà nel 2027. Quanto a quello che Togliatti chiamava il culturame, dopo ll primo exit pool , tutti costoro si scopriranno FdI , Lega, FI, NM e persino vannacciacole antemarcia. Professore, si goda il panorama finché può.Da Ministro ai rapporti con la Comunità Europea, dovrà limitarsi a un palazzaccio romano con vista su Bruxelles e Strassburg/Strasbourg.
RispondiEliminaCarissimo, ho già declinato una volta la cortese offerta di farlo, non so come reagirei se mi venisse offerta nuovamente. Io sono da Parlamento, non da Governo. Nel merito, non ho valutazioni particolarmente illuminanti da fornire. La mia sensazione però non è che si stia andando incontro al popolo fregandosene dei condizionamenti della propaganda. Se perfino in questo blog è evidente che vi fate raccontare il mondo dai i giornali della sinistra, figurati che cosa può essere oggi l’antropologia del transatlantico!
EliminaSplendido fiume Sangro. Quante pescate, quanti ricordi...
RispondiEliminaDa una formula orientale: "per ottenere il corpo di diamante, con cura devi riscaldare la radice della vita e della conoscenza, illuminare devi il piccolo paese beato che è in te e colà tenere celato il tuo vero io".
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