(...informazioni di servizio: gli eventi accelerano, le cose da fare sono tante. Io voglio fare campagna elettorale, e la farò. Considerando che due settimane fa nemmeno pensavo di candidarmi, vi immaginate la mole di lavoro. In particolare, sto mettendo su un comitato elettorale - quindi altri passaggi dal notaio, altra giusta e santa burocrazia, ecc. - in modo che chi desidera sostenere la mia attività politica possa farlo, nel rispetto della normativa vigente, e ovviamente senza interferire con il sostegno che desideriate eventualmente dare - o smettere di dare! - all'attività di ricerca di a/simmetrie. Quest'ultima non è, né può essere, il mio comitato elettorale, per il semplice motivo che, per quanto siano minoritari, fra quelli che l'hanno sostenuta, permettendoci di presentare e pubblicare in sedi prestigiose ricerche su temi quali l'impatto della svalutazione sul saldo commerciale o sul prezzo della benzina, la relazione fra ingresso nell'euro e declino dell'economia italiana, le conseguenze macroeconomiche di un'uscita dall'euro, le tendenze oggettive alla disintegrazione dell'eurozona, bene: fra quelli che hanno contribuito a finanziare queste ricerche c'è certamente qualcuno che disapprova la mia scelta, con argomenti più o meno propri - molti la disapprovano con gli argomenti dei media, e in quel caso il lutto si autoelabora in un attimo! In ogni caso, io sono tenuto a rispettare la loro sensibilità, e se anche non volessi farlo, me lo imporrebbe la legge. La prossima settimana chi desidera contribuire alla mia campagna avrà istruzioni chiare su come farlo - e io avrò idee più chiare dei costi. Nel frattempo, vorrei condividere con voi una lettera che ricevo da uno dei miei collegi - non vi posso dire quale. La scrive un nemico del popolo, un imprenditore! Ovvove! Ma ormai sono nemico del popolo anch'io... Per fortuna, però, c'è chi il popolo lo difende, come apprenderete leggendo. Dagli amici mi guardi Iddio...)
Buon giorno Alberto,
Ho aspettato un po’ a scriverti, ma non posso
esimermi dal dirti che sono felicissimo della tua candidatura. Capisco
benissimo quanto possa esserti costato candidarti con una forza “di
destra” che però in questo momento porta avanti istanze
e proposte politiche che dovrebbero essere appannaggio della
“sinistra”, il discorso è stato sviscerato mille volte sul blog e non mi
sento di aggiungere nient’altro a quanto già detto.
Volevo solo farti presente che la famosa
cooperativa Deflattori&Co., già oggetto di una mia mail due anni fa, si è rifatta avanti
riproponendomi di accogliere in azienda stranieri extracomunitari
tirocinanti con il solo obbligo per me di fornire loro il vitto.
Dopo due anni la situazione economica della mia
azienda non è certo migliorata e la proposta di avere persone
extracomunitarie che lavorano gratis, pagate una miseria con fondi
pubblici, mi sembra ancora moralmente oscena, come due anni
fa, con la differenza che il punto di non ritorno per le aziende si sta
avvicinando e la necessità potrebbe in futuro, avere la meglio sulle
categorie morali… si mi vergogno a scrivere queste cose, preferirei
mangiare pane e acqua che cedere a questo tipo
di lavoro semischiavistico, ma per quanto ancora potremo resistere?
E poi se lo stato Italiano ha queste risorse a
disposizione perché non le usa per l’inserimento al lavoro dei nostri
giovani? Io ho appena effettuato dei colloqui di lavoro e prevedo di
inserire due giovani in azienda per la prossima
stagione a stipendio pieno ed assunzione stagionale con contratto
nazionale di lavoro, però mi chiedo: se lo stato utilizzasse i fondi
destinati agli extracomunitari entrati in maniera irregolare in Italia,
per favorire l’inserimento dei nostri giovani, magari
ne avrei potuti assumere tre invece di due. Ed ancora se i miei
concorrenti invece utilizzeranno le “risorse” extracomunitarie a costo
quasi zero, non finiranno per buttare me ed i due giovani appena assunti
fuori mercato? Ed allora l’uso di categorie morali
nelle scelte economiche si rivelerà un lusso che non ci potremo più
permettere, i nostri giovani perderanno il lavoro e saranno costretti ad
emigrare per non morire di fame e saranno sostituiti da giovani
extracomunitari disperati, disposti a lavorare per
un tozzo di pane. Il tutto con il plauso e l’incoraggiamento di quella
che fu la sinistra e che oggi è diventata la serva del grande capitale,
ai cui ricatti ed imposizioni si inchina sempre, pronta a servire e
riverire in cambio del tozzo di pane dello sfruttamento
del business dell’accoglienza e delle ONG.
Se perderemo queste elezioni per noi non ci sarà
più speranza e la nostra amata patria, l’Italia, tornerà ad essere
un’espressione geografica dando così ragione postuma a Metternich.
Milioni di morti per l’indipendenza della Patria,
della nostra Italia, si rivolteranno nelle tombe, il loro sacrificio
negletto ed inutile sarà la nostra eterna vergogna, lo zio di mio padre
sarà morto invano, in seguito ai maltrattamenti
subiti in un lager nazista, per non aver voluto cedere dopo l’8
settembre e non essersi voluto arrendere ai nemici della nostra patria.
Prima della fine della guerra, stremato per le privazioni e le torture
subite, riuscì comunque a fuggire ed attraversando
tutta l’Europa a piedi, a tornare a casa dove è morto pochi mesi dopo, a
causa di ciò che aveva dovuto patire, ma stando a ciò che mi ha
raccontato mio padre, morì felice perché era tornato a casa sua,
liberata dai nemici invasori, aggiungo io anche per merito
suo e del non essersi voluto arrendere e sottomettere. Ha tenuto la
schiena dritta ed ha pagato con la vita.
Per questo oggi ti dico grazie per esserti speso ed
esposto in prima persona, per questo continuerò a sostenerti ancora più
convintamente di quanto abbia fatto finora ed a tutti quelli che ancora
fanno distinguo e non si sentono di votarti
e votare la Lega che ti ha candidato vorrei dire che noi siamo in
guerra ed in guerra bisogna decidere da che parte si sta.
Se siete ITALIANI ed avete a cuore la difesa di ciò
che è la nostra PATRIA per la quale milioni di persone si sono
sacrificate allora non potete, non dovete tirarvi indietro. Questa è
l’ultima chiamata, l’ultima occasione, le anime belle,
i sepolcri imbiancati pensino ai loro vecchi ed a ciò che hanno fatto e
patito per realizzare quello che adesso viene così allegramento
distrutto e svenduto dalla cosiddetta sinistra e dagli stessi cinque
stelle che ormai, gettata la maschera, sono totalmente
appiattiti sull’eurismo delle elite.
Non svendete il nostro paese, onorate i nostri
morti e date il vostro pieno sostegno ad Alberto Bagnai ed alla Lega che
lo ha voluto fra le sue file.
Forse mi sono lasciato un po’ andare, ma siamo in
campagna elettorale e dopo molti anni abbiamo di nuovo la possibilità di
dire la nostra con il nostro voto, non sprechiamo questa oppurtunità,
perché potrebbe essere l’ultima.
Grazie Alberto
Mario Bianchi (o Paolo Rossi)
(...le considerazioni da svolgere sarebbero tantissime. Vorrei partire da quella che mi sta più a cuore. Nel mondo esistono anche i profughi e i perseguitati, cioè le persone che hanno diritto allo statuto giuridico di rifugiati secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, che stabilisce una serie di giuste tutele, inclusa quella che in determinati casi l'entrata illegale nel territorio del paese ospitante non può essere sanzionata. L'aspetto più disumano delle politiche prima fatte, e poi rinnegate, dall'attuale establishment, è appunto quello di rendere eccessivamente oneroso discriminare fra chi ha diritto alle tutele previste dai trattati e chi non lo ha. L'ingiustizia verso i veri bisognosi di rifugio è enorme. Poi, c'è un ulteriore problema, quello dell'integrazione, parola che nel vocabolario ha un significato (assimilazione di un individuo in un ambiente sociale), e nel linguaggio dei politici spesso pare abbia il significato diametralmente opposto (portando a farseschi, ma inquietanti, casi di eccesso di zelo). Ora, capite bene che l'integrazione non si può fare coi metodi che la cooperativa Deflattori&Co. mette in pratica, per il semplice motivo che l'esito di un simile percorso non è l'integrazione, in nessuno dei sensi che questo termine assume, ma la guerra fra poveri, che è una cosa diversa, ed è in effetti il vero scopo del gioco del capitale. Il punto, molto semplice, è che se importi forza lavoro in un paese in cui la disoccupazione U6 è a livelli stellari - il che significa, per parlare spiccio, che se tecnicamente è senza lavoro circa un decimo della forza lavoro, praticamente un terzo della forza lavoro non ha un lavoro che gli consenta di campare una famiglia - poi l'integrazione la devi fare con questi metodi evidentemente malsani, che falsano la concorrenza, mettendo fuori mercato gli imprenditori con una maggiore sensibilità etica, e anche più efficienti (visto che riescono a stare a galla nonostante gli oneri che gravano sulle assunzioni regolari). Del resto, lo stesso Stiglitz, nel suo libro, ci ammonisce: dovete far diminuire la disoccupazione, altrimenti poi gli immigrati non si trovano bene - ricordate la recensione? E qui si arriva al nodo, al solito nodo: l'Europa ci impone fardelli, come quello dell'accoglienza, che poi non ci mette in condizioni oggettive di sostenere (la prima condizione sarebbe un'economia sana, libera da regole assurde e naturalmente nel pieno possesso della sovranità monetaria), fardelli che si guarda bene dal condividere, e che alleggerisce di tanto in tanto per motivi elettoralistici, quando teme che la pentola a pressione possa esplodere. Vedete ora affollarsi palinodie e notizie più o meno credibili: Themis al posto di Triton cambierà tutto... per non cambiare nulla! Ma intanto il titolo è fatto, e il popolo si placa.
Ammirate l'eterogenesi dei fini!
Questa sinistra composta da intellettuali così attenti, da giovani, a criticare il dogma liberista della perfetta mobilità dei fattori produttivi (capitale e lavoro), si è poi convertita. Le liberalizzazioni sono diventate "di sinistra" perché il mercato ha sempre ragione, anche quello degli schiavi. Io pensavo che fosse possibile far capire alle sedicenti élite progressiste come lasciare la briglia sul collo al capitale finanziario non porti né alla prosperità né alla pace sociale. Non ci sono riuscito, nonostante una crisi bancaria piuttosto evidente. Per fortuna il popolo ha capito da solo che la perfetta mobilità dell'altro fattore di produzione, il lavoro, non è sempre cosa buona e giusta, e il 4 marzo se ne ricorderà...)