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venerdì 21 luglio 2017

Altezza, mezza bellezza


La statura è tornata quella della foto, ma senza bisogno della prolunga. È bello sentirsi inutili. Spero di esserlo presto anche per voi. Saremmo liberi (soprattutto io).

lunedì 1 maggio 2017

Back home


Quando sono lassù, in cima allo starrender Fels:


e non c'è nessuno per miglia intorno, e se ci fosse non potrebbe sentirmi né raggiungermi, ho paura, e penso: "Ma che ci son venuto a fare? Se mi prendo un storta dove non ho campo, finisco assiderato." E la risposta è nella domanda: ci vengo per avere paura. Ci vengo per essere costretto a occuparmi, per un po', solo di dove metto i piedi, e a guardare solo il sentiero.

Forse un po' ci vengo anche per questo:


o magari per questo:


o questo:


o questo:


Bello, il tramonto, vero? Se volete vederlo così, dovete andare qui: http://www.lascarpettadivenere.eu/. Ma se mi incontrate, fate finta di non conoscermi...

domenica 17 aprile 2016

Rostos























(...pensa che a Nat gli erano rimaste impresse le tentazzzioni di S. Antonio di quello del trapano [Bosch, cit. Daniela Ranieri] e a me, invece, gli apostoli di Zurbaran. Gli è che le cattocomuniste son represse, e noi keynesiani, invece, siamo aristocraticamente dalla parte del popolo - che poi è sempre meglio di essere proletariamente dalla parte della finanza. Io domani vado alla Sé, e voi votate sì. Il voto, lo sapete, non serve a nulla. Ma un segnale lo dà. Al cazzaro che ci ha venduti e che sta facilitando l'esproprio dei nostri risparmi sarà utile far capire che abbiamo capito e che non gradiamo. Non potrà continuare per sempre a svolgere un ruolo politico senza l'investitura di un voto. Fategli capire che aria tira. Grazie...)



lunedì 7 dicembre 2015

Monte Marsicano (2253 mt)

Rifateve l'occhi:



(...poi parliamo di Marine, dei giornalisti italiani, degli economisti de destra e de sinistra, insomma: del falso, o comunque del transeunte. Due cose sono vere: la montagna e il mare. Oggi è stata montagna. De minimis non curat prætor...)

domenica 4 ottobre 2015

E tre...

E anche il terzo concerto è andato. Auditorium splendido:




in una città splendida:


dove si mangia bene e si beve meglio:


e dove abbiamo sperimentato un uso inconsueto dell'iPhone:


(ma in concerto il minion guardava verso la tavola armonica).

Ora ci togliamo il quarto (privato), e poi c'è il prossimo disco.

Nel frattempo avremo tante altre cose da fare, incluso il mesto officio e pio di leggere chi dice tardi e male ciò che abbiamo detto presto e bene, e il più costruttivo compito di pensare alla salute.

La cronaca di questi giorni non mi pare meriti particolari commenti...

domenica 20 settembre 2015

Ossaia

Ieri pomeriggio me ne andavo a spasso su un ermo colle, dove una siepe esclude dal guardo una certa porzione dell'ultimo orizzonte. E mentre la vista correva:


io, lontano dal suono della stagione presente e viva, mi rammentavo le morte stagioni, e mica solo loro. Vedi, mi dicevo, da quelle colline sulla destra è scesa la fanteria di Annibale. Si sa, la guerra è questione di energia: anche quella potenziale aiuta. I cartaginesi piombarono sui romani con una certa energia cinetica, e ne lasciarono sul terreno 15000, che al cambio attuale fanno circa 3090000 ossa. Qualcuna ancora spunta, arando l'arida zolla, sicché nei paraggi una frazione si fregia del nome di Ossaia, come mi disse questa mattina il neoborbonico, mentre suo zio mi raccontava la vicenda del di lui padre, abbattuto da uno Spitfire al largo dell'Algeria (un collega del babbo di Jörg, svariate medaglie, minor fortuna...).

Ossaia...

Il sentiero svolta, e mi appare, dietro le torri di Perugia, l'Ayers Rock umbro (un abbraccio a Benedetto, che oggi ne ha bisogno):


Ecco, pensavo: quella macchia bianca sulle coste del Subasio è la patria del vero Francesco, del santo mansueto che depose ogni ricchezza, operazione per compiere la quale è tuttavia necessario possederla, la ricchezza, motivo per il quale mai si vide un povero vagheggiare la povertà. Da una parte il clamore, l'impeto della cavalleria numida sulle legioni inadatte alla guerriglia, lo strazio delle ferite, il fetore della cancrena (gli antibiotici erano nel futuro: 2146 anni dopo...).

Dall'altra, il raccoglimento e la forza interiore di un uomo che parlava con le belve, ritenendole più permeabili alla parola di un sindacalista della CGIL.

E a tal proposito, guardandomi indietro, vedevo piovere sul lago:


chiara metafora del conflitto distributivo, ma anche evidente suggerimento del da farsi: rientrare. E mentre il mio pensiero si annegava in questa immensità, io, per non annegare in un rigagnolo (cosa frequente in questo periodo di tagli alla spesa pubblica), mi avviavo a casa, dove, arrivato, il temporale passò, lasciandomi questo tramonto:


E anche qui il pensiero correva: l'Amiata, Lazzaretti, il movimento dal basso, i carabinieri...

Ma il dovere chiamava:


e mi fu dolce naufragare in questo mare di semicrome:







(...non finirà mai. La storia, intendo. E noi siamo di passaggio. Come le nuvole:


Questa sera a Todi alle 21, auditorium di S. Benedetto, presso Hotel Fonte Cesia. Bononcini era "de sinistra", Rolli era di Todi, e per bis avrete un autore di destra. Anche nel 1700 i partiti politici si distinguevano su questioni di principio...)

(...e le elezioni greche!? Perché, a voi interessano? Tiro su il metronomo: ho di meglio da fare...)