L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
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venerdì 6 ottobre 2017
Chiuso per Toscana
"Mi riconosce?"
"Certo: Bagnai!"
(...la giornata non era iniziata benissimo. Io, come credo sappiate, vorrei essere inutile. Scoprire di essere indispensabile, e per di più indispensabile per una serie di cose tanto essenziali, quanto banali - l'applique è montata dritta? Cos'è quella macchia sul muro? Ma non avevamo detto che lì ci andava il tavolo? - mentre il tassametro della SStoria corre, e colleghi un po' da tutto il mondo aspettano la mia riverita risposta - contenti loro! - e in più devo prepararmi per una serie di prestigiosi eventi:
non è cosa che mi renda particolarmente sereno. Io vorrei fare il mio lavoro, che è non fare niente. Il mio ozio ha disserrato i vostri occhietti cisposi: sarete d'accordo con me sulla necessità di tutelarlo. Ma in questi giorni devo fare troppe cose, il che mi mette in un simpatico mood Robespierre. Non potendo tagliare teste, mi taglierò una fetta di finocchiona...)
(...almeno Uga sarà la Bagnai più giovane a sapere il sapore delle cose. Poi sarà la barbarie, sotto forma di couscous o di hamburger. Ma a quel punto io sarò morto, dopo tanti, tantissimi altri, che già non mi pare stiano troppo bene, ora che Leuropa li ha addentati...)
(...siccome ho poco campo, commenti sospesi. Lasciatemi in pace almeno voi. Sarete avvertiti quando verranno riaperti...)
giovedì 22 giugno 2017
Roma-Bruxelles-Roma
(...fischia! Me ne ero dimenticato uno, quello imminente... Meno male che la mia assistente, che è la mia assistente, di io me, di io stesso mestessissimo me, e non la vostra - quindi non gli dovete chiedervi di accreditarvi, non deve farlo nessuno, perché gli indirizzi per farlo sono nelle locandine e su Internet e a/simmetrie non è un call center - me lo ha ricordato, a io, a io me stesso, al legittimo centro del mio fottuto mondo, di cui voi siete la periferia, come io lo sono del vostro, e me ne faccio una ragione con relativa scioltezza...)
(...just so you know: sto andando a Pescara per il Consiglio di Dipartimento. Poi rimbalzo a Rona, da cui parto subito dopo aver parlato perché sono convocato nel bunker di Musica Perduta. Un consiglio disinteressato: non mettetevi sulla mia traiettoria...)
(...non è colpa mia se sono un animale territoriale - vedi alla voce: io non sono la vostra segretaria e la mia assistente è l'assistente di io me. Il nazzionalismo non c'entra niente. Sono il primo di tre figli maschi, il che significa, in buona sostanza, che al tempo t=0 mi sono trovato con due tette a disposizione, e al tempo t+5 me ne erano rimaste solo due terzi. Ora, considerando che due sono sei terzi, capite bene che io la deflazzzzione l'ho vissuta sulla mia pelle, da piccolo. Due cialtroncelli che frughicchiavano fra le mie cose, possibilmente rovinandole e comunque contaminandole, che mi svuotavano il frigo... Eh, io, che già sono tedesco dentro - perché sono Gonzalo dentro: tre di voi sanno a che pagina penso: l'indugiare sull'uscio, quanto, quanto mi infastidisce... - ho immediatamente dato una dimensione estremistica al concetto di Lebensraum. Da qui, una serie di miei orrendi difetti. Esempio: se ti trovo seduto alla mia scrivania, ti posso volere bene, e ti posso anche sorridere, ma nella mia anagrafe sei registrato come "Deceduto il giorno in cui si è seduto alla mia scrivania". E io mi sarò anche crocefisso da solo a questa battaglia quixotic (che non è una parola azteca, anche se ricorda Quetzalcoatl: ha più a che fare con i mulini a vento che con le piramidi a gradoni), ma non pertanto ho acquisito il potere di resuscitare i morti. Non è personale: è ancestrale. La deflazione della tetta, inutile girarci intorno, ti forma il carattere, come quella dei salari deforma il carattere della nazione...)
(...just so you know: sto andando a Pescara per il Consiglio di Dipartimento. Poi rimbalzo a Rona, da cui parto subito dopo aver parlato perché sono convocato nel bunker di Musica Perduta. Un consiglio disinteressato: non mettetevi sulla mia traiettoria...)
(...non è colpa mia se sono un animale territoriale - vedi alla voce: io non sono la vostra segretaria e la mia assistente è l'assistente di io me. Il nazzionalismo non c'entra niente. Sono il primo di tre figli maschi, il che significa, in buona sostanza, che al tempo t=0 mi sono trovato con due tette a disposizione, e al tempo t+5 me ne erano rimaste solo due terzi. Ora, considerando che due sono sei terzi, capite bene che io la deflazzzzione l'ho vissuta sulla mia pelle, da piccolo. Due cialtroncelli che frughicchiavano fra le mie cose, possibilmente rovinandole e comunque contaminandole, che mi svuotavano il frigo... Eh, io, che già sono tedesco dentro - perché sono Gonzalo dentro: tre di voi sanno a che pagina penso: l'indugiare sull'uscio, quanto, quanto mi infastidisce... - ho immediatamente dato una dimensione estremistica al concetto di Lebensraum. Da qui, una serie di miei orrendi difetti. Esempio: se ti trovo seduto alla mia scrivania, ti posso volere bene, e ti posso anche sorridere, ma nella mia anagrafe sei registrato come "Deceduto il giorno in cui si è seduto alla mia scrivania". E io mi sarò anche crocefisso da solo a questa battaglia quixotic (che non è una parola azteca, anche se ricorda Quetzalcoatl: ha più a che fare con i mulini a vento che con le piramidi a gradoni), ma non pertanto ho acquisito il potere di resuscitare i morti. Non è personale: è ancestrale. La deflazione della tetta, inutile girarci intorno, ti forma il carattere, come quella dei salari deforma il carattere della nazione...)
lunedì 20 giugno 2016
La filosofia nei luoghi del silenzio (15-17 luglio)
Suscita in me un moto di umana pietà la reazione di certi gazzettieri i quali, avendo per anni soffocato la voce del buon senso, tentano ora di screditarla accusandoci di violenza, solo perché per farci sentire siamo costretti a urlare, violentando, eventualmente, solo la nostra natura. Abbiamo visto che non succede solo qui: è una tendenza internazionale, pare, è l'ultimo sussulto della bestia della Menzogna, tanto più pericolosa perché ferita dal dardo della storia. Se semplicemente questi individui avessero obbedito alla deontologia della loro triste professione, l'unica a uscire più infamata della mia dalle devastanti vicende della crisi, e avessero accordato nel dibattito pari dignità a tutte le posizioni (facendo già una forzatura, poiché la verità scientifica in realtà era dov'è sempre stata e dove sempre sarà: dalla nostra parte, ed è quindi solo a noi, e non alle varie Vanne Marchi dell'euro, che avrebbero dovuto dare spazio), non sarebbe stato necessario adottare toni tanto incisivi (la cui incisività, peraltro, era dettata semplicemente dall'urgenza di scongiurare tutte le sciagure che noi, come avete visto, prevedevamo, e delle quali chi ha soffocato la nostra voce reca intera la responsabilità professionale e politica).
Non è la prima volta che un messaggio di buon senso, cioè, in definitiva, di umanità, deve essere urlato. Temo che i gazzettieri senza tetto né legge né Dio non abbiano mai sentito queste parole:
sicut scriptum est in Esaia propheta ecce mitto angelum meum ante faciem tuam qui praeparabit viam tuam vox clamantis in deserto parate viam Domini rectas facite semitas eius.
Uno dovrebbe chiedersi: ma perché bisogna urlare l'ovvio?
Evidentemente la necessità di urlare (invano?) l'ovvio fa parte della nostra eredità culturale, come ne fanno parte, appunto, le parole che ci suggeriscono di amare il nostro prossimo (che non è il nostro distante).
Perché chi vuole fare il bene non sogna, ma opera, cominciando, sempre, qui e ora.
Poi ci sono i farisei.
Poveri gazzettieri! L'evento sul quale richiamo ora la vostra attenzione non rende facile la loro operazione di spin. Mi riferisco alle giornate di studio su:
che si svolgeranno all'Eremo di Montecastello, situato a Tignale sul Garda (in provincia di Brescia), da venerdì 15 luglio a giovedì 21 luglio.
La presentazione del corso avrà luogo venerdì 15 luglio, in serata, una volta raggiunto l'eremo.
Terrò poi tre lezioni, nelle giornate di sabato 16 luglio e domenica 17 luglio:
Sabato 16 luglio, 9:30-11:30: Disuguaglianza e povertà: tendenze globali e sviluppi locali.
Sabato 16 luglio, 16:30-18:30: Terza globalizzazione e ciclo della disuguaglianza.
Domenica 17 luglio, 9:30-11:30: Globalizzazione e dottrina della Chiesa: riflessioni di un economista.
Il corso proseguirà poi con l'intervento di padre Marco Tommaso Reali, e l'intero programma lo trovate qui. Sabato, alle 21, suonerò con Musica Perduta un programma di musica dell'oratorio di S. Filippo Neri, con brani tratti dal nostro primo disco. Saranno con me Mauro Borgioni (sul cui cosmopolitismo mi sento di rassicurare i gazzettieri) e il violoncellista neoborbonico, Renato Criscuolo (lui, sì, un pericoloso nazionalista)!
Cosa io abbia da dire lo sapete, credo, e in parte l'ho scritto in uno dei miei lavori in corso di pubblicazione:
Bagnai, A. (2016) “Austerità, democrazia e dottrina della Chiesa: riflessioni su una crisi evitabile”, cap. 4 in Lucchese, V. (a cura di), Quale Europa? Crisi economica e partecipazione democratica, Todi: Tau editrice, pp. 71-119.
Tuttavia, se vorrete venire, sarà un'occasione per stare un po' insieme in un posto meraviglioso, in alto, in solitudine, lontano dal rumore dei gazzettieri.
Rimangono alcuni posti. Dettaglio venale (ma determinante, perché siamo in crisi, e se non lo fossimo non ci saremmo mai conosciuti): la pensione completa per i due giorni (che naturalmente comprende la partecipazione a tutti gli eventi che vi ho descritto) vi costerebbe 246 euro in camera singola e 216 euro in camera doppia.
E ora lascio ai gazzettieri l'arduo compito di travestire da pericoloso nazionalista xenofobo uno studioso che dialoga coi teologi, che si preoccupa della crescente ingiustizia sociale, e che legge Frescobaldi dalle intavolature. Certo, loro, che hanno una proiezione internazionale, al polveroso Frescobaldi preferiscono il rutilante Springsteen: born in the USE. Eppure, come potrò meglio illustrarvi se vorrete venire, i tempi di Frescobaldi erano così simili a quelli che siamo chiamati a vivere! Mentre gli USE non hanno un presente né avranno un futuro, fra l'altro anche perché proprio chi ce li propone in realtà ha messo nero su bianco che non li vuole...
Ma questa semplice verità tecnico-giuridica esula, evidentemente, dall'orizzonte mentale particolarmente angusto dei gazzettieri, ai quali, come dicevo, va tutta la mia umana pietà: che spettacolo orribile quello di chi fa attivamente il male per cecità!
Ma potrebbe l'uomo fare il male sapendo di farlo? Ci sarebbe quel problemino dell'immagine e somiglianza... Questa però non è una domanda da fare a me, perché io non sono un teologo, quindi...
Ci vediamo all'eremo.
(...la mia vita è già abbastanza complicata: in questo evento io intervengo, non organizzo. Le informazioni organizzative chiedetele agli organizzatori, i quali avendo organizzato sanno come sono organizzati. Chiaro?...)
Non è la prima volta che un messaggio di buon senso, cioè, in definitiva, di umanità, deve essere urlato. Temo che i gazzettieri senza tetto né legge né Dio non abbiano mai sentito queste parole:
sicut scriptum est in Esaia propheta ecce mitto angelum meum ante faciem tuam qui praeparabit viam tuam vox clamantis in deserto parate viam Domini rectas facite semitas eius.
Uno dovrebbe chiedersi: ma perché bisogna urlare l'ovvio?
Evidentemente la necessità di urlare (invano?) l'ovvio fa parte della nostra eredità culturale, come ne fanno parte, appunto, le parole che ci suggeriscono di amare il nostro prossimo (che non è il nostro distante).
Perché chi vuole fare il bene non sogna, ma opera, cominciando, sempre, qui e ora.
Poi ci sono i farisei.
Poveri gazzettieri! L'evento sul quale richiamo ora la vostra attenzione non rende facile la loro operazione di spin. Mi riferisco alle giornate di studio su:
che si svolgeranno all'Eremo di Montecastello, situato a Tignale sul Garda (in provincia di Brescia), da venerdì 15 luglio a giovedì 21 luglio.
La presentazione del corso avrà luogo venerdì 15 luglio, in serata, una volta raggiunto l'eremo.
Terrò poi tre lezioni, nelle giornate di sabato 16 luglio e domenica 17 luglio:
Sabato 16 luglio, 9:30-11:30: Disuguaglianza e povertà: tendenze globali e sviluppi locali.
Sabato 16 luglio, 16:30-18:30: Terza globalizzazione e ciclo della disuguaglianza.
Domenica 17 luglio, 9:30-11:30: Globalizzazione e dottrina della Chiesa: riflessioni di un economista.
Il corso proseguirà poi con l'intervento di padre Marco Tommaso Reali, e l'intero programma lo trovate qui. Sabato, alle 21, suonerò con Musica Perduta un programma di musica dell'oratorio di S. Filippo Neri, con brani tratti dal nostro primo disco. Saranno con me Mauro Borgioni (sul cui cosmopolitismo mi sento di rassicurare i gazzettieri) e il violoncellista neoborbonico, Renato Criscuolo (lui, sì, un pericoloso nazionalista)!
Cosa io abbia da dire lo sapete, credo, e in parte l'ho scritto in uno dei miei lavori in corso di pubblicazione:
Bagnai, A. (2016) “Austerità, democrazia e dottrina della Chiesa: riflessioni su una crisi evitabile”, cap. 4 in Lucchese, V. (a cura di), Quale Europa? Crisi economica e partecipazione democratica, Todi: Tau editrice, pp. 71-119.
Tuttavia, se vorrete venire, sarà un'occasione per stare un po' insieme in un posto meraviglioso, in alto, in solitudine, lontano dal rumore dei gazzettieri.
Rimangono alcuni posti. Dettaglio venale (ma determinante, perché siamo in crisi, e se non lo fossimo non ci saremmo mai conosciuti): la pensione completa per i due giorni (che naturalmente comprende la partecipazione a tutti gli eventi che vi ho descritto) vi costerebbe 246 euro in camera singola e 216 euro in camera doppia.
E ora lascio ai gazzettieri l'arduo compito di travestire da pericoloso nazionalista xenofobo uno studioso che dialoga coi teologi, che si preoccupa della crescente ingiustizia sociale, e che legge Frescobaldi dalle intavolature. Certo, loro, che hanno una proiezione internazionale, al polveroso Frescobaldi preferiscono il rutilante Springsteen: born in the USE. Eppure, come potrò meglio illustrarvi se vorrete venire, i tempi di Frescobaldi erano così simili a quelli che siamo chiamati a vivere! Mentre gli USE non hanno un presente né avranno un futuro, fra l'altro anche perché proprio chi ce li propone in realtà ha messo nero su bianco che non li vuole...
Ma questa semplice verità tecnico-giuridica esula, evidentemente, dall'orizzonte mentale particolarmente angusto dei gazzettieri, ai quali, come dicevo, va tutta la mia umana pietà: che spettacolo orribile quello di chi fa attivamente il male per cecità!
Ma potrebbe l'uomo fare il male sapendo di farlo? Ci sarebbe quel problemino dell'immagine e somiglianza... Questa però non è una domanda da fare a me, perché io non sono un teologo, quindi...
Ci vediamo all'eremo.
(...la mia vita è già abbastanza complicata: in questo evento io intervengo, non organizzo. Le informazioni organizzative chiedetele agli organizzatori, i quali avendo organizzato sanno come sono organizzati. Chiaro?...)
mercoledì 13 aprile 2016
Lisbona (venerdì)
(...voltiamo pagina. Solo una precisazione sul senso del post precedente, visto che mi pare non sia stata capita una cosa molto importante - molto importante per i maschietti ma anche per le femminucce. La mia valutazione circa il fatto che a seguito della scomparsa di Casaleggio gli equilibri non cambieranno qualsiasi cosa succeda è basata su un dato oggettivo, che qui dovrebbe essere noto perché ci mise in allarme tempo addietro e lo documentammo e denunciammo con sistematicità: l'opera capillare di disinformazione messa in atto dal movimento. Vi ricordate i bei tempi di Beppe Scienza, di Eugenio Benetazzo, addirittura di Lannutti? Ecco, tutto qui. Per molto tempo mi son sentito fare un discorso che, oltre a essere poco cristiano, era anche molto stupido. Si sapeva che Casaleggio aveva problemi seri di salute, e ogni tanto qualcuno diceva: "Eh, ma lì dentro l'eurista è lui, vedrai che poi se scompare le cose cambiano". Al di là della barbarie insita nell'auspicare che un equilibrio politico cambi in questo modo - per non parlare della barbarie di un sistema che fa sì che qualcuno arrivi a tanto - questa valutazione, secondo me, è erronea. Chi è stato "castacriccacoruzzionato" per anni non apprende a ragionare in termini di dialettica di classe, di interesse nazionale, e nemmeno di interesse personale, dall'oggi al domani. Non so che fine farà il movimento, ma se proseguirà - e ci vorrà molta abilità a tenerlo in vita - si manterrà ambiguo, mentre se non proseguirà, la diaspora che questo evento originerà sarà più o meno equiripartita fra sinistra - dove finiranno gli ortotteri più ecologisti - e destra - dove finiranno gli ortotteri più "statoladrooooooo". Punto. Siccome sono fifty-fifty, personalmente non credo che questo secondo evento rischi di sconvolgere gli equilibri del PUDE. Le decisioni vengono prese altrove.
Aggiungo, per chiudere, e a scanso di equivoci, una precisazione. Le dinamiche delle quali parlo sono oggettive e basate su riscontri altrettanto oggettivi. Non si tratta di giudizi personali né sugli eletti né sugli elettori del Cinque stelle. Ho ottimi rapporti con tutti quelli che conosco, e non vedo perché non dovrei averne. Non vedo nemmeno perché dovrei però rinunciare a dire che il modello di democrazia che praticano non mi convince. Questo blog nasce sul presupposto di fornire informazioni corrette, riscontrate e riscontrabili, per mettere realmente i cittadini in grado di decidere, e infatti molti, leggendolo, hanno preso delle decisioni. Se uno ha a disposizione un megafono sterminato, ma non lo usa per fare corretta informazione, salvo poi enfatizzare il ricorso alla democrazia diretta - per la cui vitalità la corretta informazione degli elettori è molto ma molto più essenziale che non per la democrazia rappresentativa - io, scusatemi, ma faccio le spallucce e sto alla larga. Peraltro, tutte le mie previsioni che tendevano a smorzare facili entusiasmi riguardo al movimento mi pare non siano state smentite ad oggi. Aggiungo che è segno di maturità e civilità da parte di (alcuni) elettori ed eletti del movimento il mantenere un atteggiamento comunque dialogico con chi ha manifestato tante perplessità circa il loro progetto. Questo tanto per sedare il tifo da stadio, va bene?
That's all. La pagina non l'abbiamo girata noi, ma è stata comunque girata, e ora potremo leggere se sulla nuova pagina c'è scritto quello che penso io (cioè niente) o quello che pensano gli espertoni...)
(...la cosa molto importante per maschietti e femminucce non capita nel post precedente - anche da persone che consideravo al disopra di ogni sospetto - è ovviamente questa...)
mercoledì 10 febbraio 2016
Bologna (again)
Ci riproviamo in questo modo:
(...i soci sono stati avvertiti, ma l'incontro è aperto a tutto er popolo de Piddinia...)
(...i soci sono stati avvertiti, ma l'incontro è aperto a tutto er popolo de Piddinia...)
mercoledì 13 gennaio 2016
Perugia domani
Dimenticavo: http://www.unipg.it/contenuti/convegni/2016-01-14-SciPol.pdf.
(...io ho solo un dubbio: ma i costituzionalisti lo avranno capito o no che con il "divorzio" fra Tesoro e Bankitalia lo Stato si è adornato di un quarto potere strutturalmente privo - in quanto "indipendente" - di checks and balances? Non voglio nemmeno entrare nella fondatezza economica di questa evoluzione. Mi basterebbe capire se l'hanno percepita. Io credo di no. Credo cioè che ragionino di uno Stato che non esiste più. Però qui l'esperto sapete chi è...)
venerdì 4 dicembre 2015
Sintesi...
...alla fine, per una volta, un po' di tempo per i seguaci (grazie allo staff). Viene il turno di una bella donna elegante, amica della madre di uno dei giovini (Martinetus scripsit) organizzatori.
"Professore, complimenti!"
E io: "Si è divertita?"
E lei: "Sì, si vede che lei è molto simpatico, e anche molto centrato su se stesso."
E io, lasciando espandere il petit rire si fin, si léger, qui me vient de ma grand-mère lorraine (malgré soi): "Ma è solo per mancanza di alternative valide."
E se mi aveste seguito nella prima parte della giornata (unico fatto notevole: ho sinceramente applaudito Brancaccio, che se lo strameritava ma che dispero sia stato realmente compreso, a quanto ho sentito poi da Luciano: però Emiliano sa che i processi politici richiedono tanta pazienza...) capireste che non ne avete nemmeno voi!
Buonanotte...
martedì 1 dicembre 2015
Comunicazzione di servizzio: i prossimi tre eventi (Roma, Firenze, Torino)
(...un #ciaone ai compagni che "Bagnai leghistaaaaaaaaaaaaaaaa..."...)
(...e alle 17:30, oggi, sono su Radio Padania. La libertà non ha colore, mi dicono. In ogni caso, qui c'è del rosso e del verde. Corro in classe...)
(...e alle 17:30, oggi, sono su Radio Padania. La libertà non ha colore, mi dicono. In ogni caso, qui c'è del rosso e del verde. Corro in classe...)
martedì 17 novembre 2015
...e andiamo avanti (due incontri)
Vi devo una mia sintesi del convegno, alcuni dettagli sulla mia relazione, e alcune precisazioni sparse. Prima, però, un paio di comunicazioni di servizio sui prossimi eventi, che sono il 21 novembre a Parigi (per iscrivervi andate qui) e il 30 novembre al Graduate Institute di Ginevra (il dettaglio è qui).
Evento, quest'ultimo, particolarmente faticoso, perché, per non perdere lezioni, devo partire da Pescara (anziché da Roma) di domenica, per tornare a Pescara all'alba di martedì. Starò quindi cinque giorni lontano dai miei figli, e tutto questo, poi, perché? Per parlare del nulla, verosimilmente a quattro gatti. Anche perché c'è sempre il solito dettaglio: chi mi invita spesso non ha ben chiaro cosa significhi per me un convegno (alcuni di voi lo hanno appena visto). Dopo aver parlato a 700 persone (600 paganti) capite bene che, con tutto il rispetto per organizzatori (efficienti) e istituzioni (prestigiose) coinvolte...
Certo, all'estero non è stato fatto il lavoro che è stato fatto in Italia, e quindi indipendentemente dalle intenzioni i risultati non possono essere gli stessi. Quindi il mio non è e non vuole essere un giudizio negativo. Solo una domanda, che pongo a me, se questa sia effettivamente la strada migliore per dare al mio lavoro la dimensione internazionale che esso evidentemente merita (dato che, come vedete, tutti dicono tre anni dopo le cose che noi dicevamo tre anni prima, a partire dalla crisi della Finlandia...).
Comunque, vedremo. Se siete nei paraggi, almeno ci saluteremo. E poi può anche darsi che il tema interessi, anche se io, sinceramente, non capisco perché.
In particolare, non capisco l'ostinazione di Panizza, persona competente e onesta, nel difendere un progetto che tutta la comunità scientifica internazionale ormai sconfessa. Se perfino io, che ho così poco tempo per studiare, posso proporgli decine di paper che dichiarano fallito questo "esperimento", figuriamoci un po' lui quanti ne conoscerà più di me! Vi ricordo, fra l'altro, che Panizza è uno di quelli che hanno visto e chiarito prima di altri dov'è il problema (peraltro, è per questo, e per ricambiare la gentilezza con la quale a suo tempo accolse il mio invito a Pescara, che mi sobbarco questa fatica).
La domanda quindi è: ma allora cosa va cercando?
Sinceramente non capisco.
Vedo che la gente sta sclerando (spettacolare ieri Quaresima Frappè su Twitter, asfaltato da Borghi per avermi messo in bocca parole non mie), ma non ne capisco il motivo. Sta andando tutto come la scienza economica prevedeva che sarebbe andato. Se siete economisti, dovreste essere contenti, no?
No!?
E allora c'è un problema.
Quale sarà?
(...nel caso del Quaresima è evidente: a rigore non è proprio un economista in senso tecnico - almeno, per come lo intendiamo in accademia: afferente ai settori disciplinari dal SECS-P/01 al SECS-P/07; diciamo che è un aziendalista, e quindi può parlare di economia monetaria dove io posso parlare di marketing, o di finanza aziendale: al bar, o sul Sole 24 Ore. Chiarisco: non che si vogliano conculcare, anche fuori dalle sedi deputate (il bar), i suoi diritti costituzionalmente garantiti (anche se, come ricordate, lui alla Costituzione non crede): la libertà di cazzata, pardon: di opinione, è sacra! Però prima di attaccare ex cathedra il lavoro di un esperto sarebbe opportuno farsi un esame di scienza e coscienza, e magari anche di lingua inglese (almeno la differenza fra "would" e "is", che dovrebbe essere alla portata di chiunque). Ma il problema è un altro, quello che Woody Allen giustamente qualifica come tipicamente maschile: un niente, un tantinellino, di invidia penis. Capite bene che per un esperto di comunicazione che è su Twitter dal primo giorno e che è così esperto di tecniche à la page, solo 14000 follower non sono esattamente un successo. Ma sono sicuro che, essendo pochi, saranno buoni. Come lui, anche se non li seleziona con la spietatezza che costituisce uno dei tratti distintivi del mio carattere...)
(...a tal proposito, a scanso di equivoci, e formato dalle mie precedenti esperienze: in contesti esteri, ai miei convegni, si scatenano faide fra ortotteri e piddini expat. Evitatelo, perché tanto prima o poi vorrete tornare, e quando tornerete le cose saranno cambiate - altrimenti non avrete occasione di tornare - e ad aspettarvi ci sarò io - altrimenti le cose non saranno cambiate. Quindi non rompetemi i coglioni con i vostri futili battibecchi, né gli uni - dei quali penso questo - né gli altri. Voi, per me, state dalla stessa parte, che non è la mia: siete rispettivamente il piano B e il piano A del grande capitale internazionale. Fallirete entrambi. Confido per voi nel vostro buon senso...)
Evento, quest'ultimo, particolarmente faticoso, perché, per non perdere lezioni, devo partire da Pescara (anziché da Roma) di domenica, per tornare a Pescara all'alba di martedì. Starò quindi cinque giorni lontano dai miei figli, e tutto questo, poi, perché? Per parlare del nulla, verosimilmente a quattro gatti. Anche perché c'è sempre il solito dettaglio: chi mi invita spesso non ha ben chiaro cosa significhi per me un convegno (alcuni di voi lo hanno appena visto). Dopo aver parlato a 700 persone (600 paganti) capite bene che, con tutto il rispetto per organizzatori (efficienti) e istituzioni (prestigiose) coinvolte...
Certo, all'estero non è stato fatto il lavoro che è stato fatto in Italia, e quindi indipendentemente dalle intenzioni i risultati non possono essere gli stessi. Quindi il mio non è e non vuole essere un giudizio negativo. Solo una domanda, che pongo a me, se questa sia effettivamente la strada migliore per dare al mio lavoro la dimensione internazionale che esso evidentemente merita (dato che, come vedete, tutti dicono tre anni dopo le cose che noi dicevamo tre anni prima, a partire dalla crisi della Finlandia...).
Comunque, vedremo. Se siete nei paraggi, almeno ci saluteremo. E poi può anche darsi che il tema interessi, anche se io, sinceramente, non capisco perché.
In particolare, non capisco l'ostinazione di Panizza, persona competente e onesta, nel difendere un progetto che tutta la comunità scientifica internazionale ormai sconfessa. Se perfino io, che ho così poco tempo per studiare, posso proporgli decine di paper che dichiarano fallito questo "esperimento", figuriamoci un po' lui quanti ne conoscerà più di me! Vi ricordo, fra l'altro, che Panizza è uno di quelli che hanno visto e chiarito prima di altri dov'è il problema (peraltro, è per questo, e per ricambiare la gentilezza con la quale a suo tempo accolse il mio invito a Pescara, che mi sobbarco questa fatica).
La domanda quindi è: ma allora cosa va cercando?
Sinceramente non capisco.
Vedo che la gente sta sclerando (spettacolare ieri Quaresima Frappè su Twitter, asfaltato da Borghi per avermi messo in bocca parole non mie), ma non ne capisco il motivo. Sta andando tutto come la scienza economica prevedeva che sarebbe andato. Se siete economisti, dovreste essere contenti, no?
No!?
E allora c'è un problema.
Quale sarà?
(...nel caso del Quaresima è evidente: a rigore non è proprio un economista in senso tecnico - almeno, per come lo intendiamo in accademia: afferente ai settori disciplinari dal SECS-P/01 al SECS-P/07; diciamo che è un aziendalista, e quindi può parlare di economia monetaria dove io posso parlare di marketing, o di finanza aziendale: al bar, o sul Sole 24 Ore. Chiarisco: non che si vogliano conculcare, anche fuori dalle sedi deputate (il bar), i suoi diritti costituzionalmente garantiti (anche se, come ricordate, lui alla Costituzione non crede): la libertà di cazzata, pardon: di opinione, è sacra! Però prima di attaccare ex cathedra il lavoro di un esperto sarebbe opportuno farsi un esame di scienza e coscienza, e magari anche di lingua inglese (almeno la differenza fra "would" e "is", che dovrebbe essere alla portata di chiunque). Ma il problema è un altro, quello che Woody Allen giustamente qualifica come tipicamente maschile: un niente, un tantinellino, di invidia penis. Capite bene che per un esperto di comunicazione che è su Twitter dal primo giorno e che è così esperto di tecniche à la page, solo 14000 follower non sono esattamente un successo. Ma sono sicuro che, essendo pochi, saranno buoni. Come lui, anche se non li seleziona con la spietatezza che costituisce uno dei tratti distintivi del mio carattere...)
(...a tal proposito, a scanso di equivoci, e formato dalle mie precedenti esperienze: in contesti esteri, ai miei convegni, si scatenano faide fra ortotteri e piddini expat. Evitatelo, perché tanto prima o poi vorrete tornare, e quando tornerete le cose saranno cambiate - altrimenti non avrete occasione di tornare - e ad aspettarvi ci sarò io - altrimenti le cose non saranno cambiate. Quindi non rompetemi i coglioni con i vostri futili battibecchi, né gli uni - dei quali penso questo - né gli altri. Voi, per me, state dalla stessa parte, che non è la mia: siete rispettivamente il piano B e il piano A del grande capitale internazionale. Fallirete entrambi. Confido per voi nel vostro buon senso...)
venerdì 23 ottobre 2015
#goofy4: habemus programmam!
(...a Martinet: è latino maccheronico. Però se me lo traduci in norreno mi fai un favore...)
Dopo infinite peripezie sulle quali rinuncio ad informarvi compiutamente, sono lieto di annunciarvi che il programma definitivo del quarto compleanno del nostro blog (che nel frattempo è diventato una conferenza scientifica di livello internazionale), è disponibile qui. Il relativo comunicato stampa, inviato ad alcune centinaia di malcapitati, qui.
Vedrete qualche ritocco nel panel politico, e poi mi è scomparso dal radar Jacques (che spero di incontrare de visu a Parigi fra una decina di giorni, e che è come me e come tanti abbastanza stanco - ho appena ricevuto una lettera che è un autentico tajo da parte di un collega ma non violerò la sua privacy, purtroppo per voi... Scompaio dal radar anch'io, sempre più spesso, ma ci sono stati sviluppi organizzativi che dovrebbero permettermi di riapparire presto più bello e più potente che pria - Bravo! - Grazie!).
Con l'occasione, vi informo sui prossimi appuntamenti, che sono, per quel che mi riguarda:
1) domani qui (a Milano);
2) dopodomani qui (a Milano);
3) il 31 dai comunistiiiiiiiiiiiiiiiii (a Roma);
4) il 5 novembre dai federalistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (à Rouen, en fin d'après-midi...);
5) il 21 novembre dai lepenistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (con fondi europei, a Parigi, daje a ride);
6) il 30 novembre dagli svizzeriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (il titolo mi ricorda qualcosa...);
7) il 4 dicembre a Roma dei dissidentiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (con Paolo Becchi);
8) il 5 dicembre a Firenze dai comunistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (ma non quelli del 31 ottobre)!
Dopo di che, dal 14 dicembre le settimane si divideranno in settimane sì (quella del 14) e no (quella successiva, e così di seguito). Nelle settimane "no" non ci provate: sarà no. In quelle sì non ci sperate: mi sono rovinato sufficientemente la salute, e temo che vi costerei troppo. Ma naturalmente la speranza è l'ultima a morire (o la penultima, fermo restando il mio proposito di arrivare ultimo)...
Ma non parliamo di cose tristi: prepariamoci con animo lieto al quarto genetliaco di un blog che, non dimentichiamolo mai, iniziò così e proseguì (fra l'altro) così... Tutte cose che nessuno vedeva, qualcuno perché non voleva vederle, e qualcun altro perché proprio non ci arrivava, e siccome non ci arrivava allora, ovviamente non ci arriva nemmeno adesso, e non ci arriverà mai (come la discussione al post precedente ha piacevolmente esemplificato).
Diffondete la lieta novella: ci sono ancora posti!
Dopo infinite peripezie sulle quali rinuncio ad informarvi compiutamente, sono lieto di annunciarvi che il programma definitivo del quarto compleanno del nostro blog (che nel frattempo è diventato una conferenza scientifica di livello internazionale), è disponibile qui. Il relativo comunicato stampa, inviato ad alcune centinaia di malcapitati, qui.
Vedrete qualche ritocco nel panel politico, e poi mi è scomparso dal radar Jacques (che spero di incontrare de visu a Parigi fra una decina di giorni, e che è come me e come tanti abbastanza stanco - ho appena ricevuto una lettera che è un autentico tajo da parte di un collega ma non violerò la sua privacy, purtroppo per voi... Scompaio dal radar anch'io, sempre più spesso, ma ci sono stati sviluppi organizzativi che dovrebbero permettermi di riapparire presto più bello e più potente che pria - Bravo! - Grazie!).
Con l'occasione, vi informo sui prossimi appuntamenti, che sono, per quel che mi riguarda:
1) domani qui (a Milano);
2) dopodomani qui (a Milano);
3) il 31 dai comunistiiiiiiiiiiiiiiiii (a Roma);
4) il 5 novembre dai federalistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (à Rouen, en fin d'après-midi...);
5) il 21 novembre dai lepenistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (con fondi europei, a Parigi, daje a ride);
6) il 30 novembre dagli svizzeriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (il titolo mi ricorda qualcosa...);
7) il 4 dicembre a Roma dei dissidentiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (con Paolo Becchi);
8) il 5 dicembre a Firenze dai comunistiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (ma non quelli del 31 ottobre)!
Dopo di che, dal 14 dicembre le settimane si divideranno in settimane sì (quella del 14) e no (quella successiva, e così di seguito). Nelle settimane "no" non ci provate: sarà no. In quelle sì non ci sperate: mi sono rovinato sufficientemente la salute, e temo che vi costerei troppo. Ma naturalmente la speranza è l'ultima a morire (o la penultima, fermo restando il mio proposito di arrivare ultimo)...
Ma non parliamo di cose tristi: prepariamoci con animo lieto al quarto genetliaco di un blog che, non dimentichiamolo mai, iniziò così e proseguì (fra l'altro) così... Tutte cose che nessuno vedeva, qualcuno perché non voleva vederle, e qualcun altro perché proprio non ci arrivava, e siccome non ci arrivava allora, ovviamente non ci arriva nemmeno adesso, e non ci arriverà mai (come la discussione al post precedente ha piacevolmente esemplificato).
Diffondete la lieta novella: ci sono ancora posti!
giovedì 8 ottobre 2015
Gli imbecilli a Misano Adriatico
Una serie di "imbecilli" (vedi post precedente), fra i quali il sottoscritto, Massimo Cacciari, Diego Fusaro, Luigi Zoja, ecc., parteciperanno o hanno partecipato a questo evento:
Questa locandina decisamente non è quella pensata per i social, ma comunque, se vi interessa, mi troverete venerdì 16 ottobre, alle ore 21, presso il Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico, che per uno strano accidente della sorte si trova in via d'Annunzio (numero 20).
Parlerò di come l'acritico appiattimento sull'ideologia europeista abbia portato i sedicenti intellettuali italiani a tradire la propria missione.
Insomma, restiamo in argomento...
(...spicca l'assenza di De Girolamo. Mi chiedo perché...)
Questa locandina decisamente non è quella pensata per i social, ma comunque, se vi interessa, mi troverete venerdì 16 ottobre, alle ore 21, presso il Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico, che per uno strano accidente della sorte si trova in via d'Annunzio (numero 20).
Parlerò di come l'acritico appiattimento sull'ideologia europeista abbia portato i sedicenti intellettuali italiani a tradire la propria missione.
Insomma, restiamo in argomento...
(...spicca l'assenza di De Girolamo. Mi chiedo perché...)
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