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domenica 15 luglio 2018

Lepensioni e limigranti: narrativa e realtà

(...da Charlie Brown ho ricevuto - ieri - e pubblico oggi con colpevole ritardo alcune ovvietà. Certo, c'è sempre lo scenario Soylent Green. Ma se facciamo finta di essere umani, e razionali, allora le parole di Charlie Brown ci aiutano. Circa il ritardo, come avrete capito, il periodo in cui potevo dedicare a voi una quantità decente di tempo è ormai definitivamente tramontato. Tornerà, certamente, ma ora, in questo momento, le mie giornate passano in un lampo. Il lavoro da fare è inimmaginabile dal di fuori, ed è soprattutto un lavoro di coordinamento, per evitare di essere di ostacolo, o di mettere in difficoltà, altre istituzioni, o altri partiti, o altri colleghi. Gli obiettivi ci sono, e sono condivisi, ma anche quando sembrano - o sono - cose molto pratiche, la loro implementazione è qualcosa di lievemente intricato. Giusto per darvi un esempio: la 6° Commissione ha diversi membri in comune con la 4°, e la maggioranza in Commissione è di un voto, il che significa che a inizio settimana dobbiamo sincronizzare i calendari dei lavori in Commissione, per evitare che, in attesa di ottenere l'ubiquità (in cambio delle auto blu) come privilegio della casta, l'opposizione ci metta sotto laddove si debba votare. Quindi, di domenica ci scambiamo i programmi... anche se dovremmo farlo venerdì... ma non si riesce mai ad arrivare in tempo per mille e uno motivi - per esempio, questo venerdì ho incontrato iMercati, poi sono andato alla presentazione della relazione annuale dell'UIF, poi ho ragionato col segretario di commissione su cosa c'era da fare la prossima settimana - è arrivato anche il decreto di cessione unità navali alla Libia, dobbiamo dare un parere! Purtroppo, come presidente di Commissione non posso bloccare chi mi chiede "che ne pensa?" - poi ho visto una delegazione di bancari, poi ho presentato all'ufficio del personale un futuro membro della mia segreteria tecnica, poi ho visto una persona che si è presentata in due, e che doveva stare mezz'ora ma è stata un'ora e mezza (e ho imparato molte cose), e così mi sono perso la lezione Grilli di Paolo Savona, che era nel palazzo accanto, e poi erano le 19:30. Quindi non sono riuscito a mandare al presidente della 4° il programma della 6° - l'ho fatto ora - anche perché sabato sono stato tutta la mattina a Palazzo Carpegna da solo, riordinando le carte (o almeno provandoci) e scrivendo un paio di memo sugli incontri fatti durante la settimana, poi sono corso da una parte (sarebbe molto divertente raccontare dove, ma prima dovrei essere morto: faremo dei bei mémoires, avendo tempo: oppure basterà rivolgersi a Google), e poi da un'altra parte, e poi ho portato Ro a cena. Oggi volevo studiare, e invece ho messo in ordine gli armadi - per non inciampare nei vestiti e nelle scarpe ogni volta che rientro barcollante a casa. Comunque, oltre al coordinamento fra Presidenti di Commissione del Senato, che è il minimo, c'è anche quello fra Presidenti di Commissione omologhe - 6° Camera e 6° Senato. Ad esempio, per evitare al ministro di venire due volte, abbiamo cercato strenuamente di audirlo con le 6° Commissioni riunite... ma poi alla Camera è arrivato il decreto dignità, e quindi, per evitare di "dar buca" al ministro, d'accordo con Carla Ruocco abbiamo deciso che il Senato procederà con l'audizione in 6°, e la Camera provvederà in un secondo momento. E poi c'è tutto il resto: assegnare i relatori ai provvedimenti, rispettando un minimo di proporzionalità e di alternanza, poi leggerseli, poi calendarizzare gli emendamenti, in accordo con i capigruppo di Commissione, poi valutarne l'ammissibilità, poi verificare la linea politica, in accordo con gli altri economisti del partito, ma anche con il Governo, ecc. Insomma: qui era uno one man show, lì sono una rotella di un ingranaggio. La prima cosa che cerco di spiegare a iMercati è proprio questo, cioè come funziona... Mezza giornata per divertirmi a scrivere non ce l'ho più, e quindi voi non vi divertite più a leggere, ma almeno io mi diverto ad agire. Ma torniamo a Charlie Brown...)




LA STORIA:
La narrativa di un popolo che invecchia e si spegne, ma viene salvato e rinvigorito  praticamente ed idealmente  dal meticciato  è dura a morire.
Limigranti servono - recita la narrazione - per pagare Lepensioni italiane. Ciò  poiché i (maledetti)  vecchi-improduttivi litaliani li dobbiamo in qualche modo "mantenere".

Vecchio italiano =  decadenza e debolezza.
Giovane limigrante =  salute e forza.


LA MORALE DELLA STORIA:
Lepensioni sono l'archetipo della spesa-pubblica-improduttiva: un fardello (al pari, ovviamente, di chi le pretende). La dannazione.
Limigrante è l'archetipo del giovane produttore di surplus: poche pretese, molto vigore. La salvezza.


LA REALTA':
McKinsey & Company è  una multinazionale americana della consulenza strategica.  Fucina di CEO (Google, American Express, Boeing, IBM, Westinghouse Electric, Sears, AT&T, PepsiCo), si stima abbia di 27.000 dipendenti e più di 10 miliardi di dollari di ricavi (fonte: Wikipedia inglese all'omonima voce).
Nel suo studio  "Urban World : The Global Consumers to Watch" (Qui in stampa.   Qui in video ) McKinsey ci dice che:

1) i pensionati ed anziani nelle economie avanzate aumenteranno di 58 milioni da qui al 2030. Gli over 60 rappresenteranno il 60% della crescita dei consumi nei centri urbani dell'Europa occidentale.

2) questo gruppo demografico (anziani e pensionati)  contribuirà per il 40% alla crescita dei consumi per  edilizia, trasporti, e svago negli USA. Ciò senza contare la spesa medica;

3) Nel 2011 in USA gli over 50 hanno acquistato 2/3 delle auto nuove, e gli over 55 hanno contribuito per il 45% alla spesa per il  miglioramento dell'abitazione.

4) insieme al lavoratori attivi americani e cinesi questo gruppo (vecchi ed anziani nei paesi sviluppati) genererà il 50% della crescita di consumi globali urbani da qui al 2030. Questi tre gruppi insieme ridisegneranno il consumismo nei prossimi 15 anni. Ciò poiché  il 75% dell'incremento dei consumi nel mondo deriverà non da nuova popolazione ma da consumatori che spendono di più.

LA MORALE DELLA REALTA':
Vuoi vedere che da noi il nonno  non è una scoria tossica ma invece una preziosa risorsa?  Che sarà largamente lui a "mantenere" noi?

Vuoi vedere che i suoi consumi possono aiutarci moltissimo a uscire dal ventennio di massacro eurista ed a ricostruire una adeguata domanda interna ?

Vuoi vedere che la tasca del nonno è meglio riempirla con pensioni più alte?

Vuoi vedere che il rispetto per i propri Anziani e per il proprio Popolo alla fine paga?




(...chi bazzica da queste parti sa che gli economisti amano i ragionamenti controintuitivi, e sa anche che l'eutanasia dei pensionati, chissà perché, è proposta da quelli, fra gli economisti, che riescono a vedere solo l'offerta, e non la domanda. Ma un mondo di offerta senza domanda è un mondo in cui le aziende chiudono. Una cosa da tenere presente quando il decreto dignità passerà da noi...)

martedì 11 ottobre 2016

Sempre meglio...

Nei commenti ogni tanto si affaccia il povero Pietrino Yanez per filarmi le veline di Repubblica che ci informano sul fatto che "la massa di fuoco della difesa germanica batte le forze alleate sulle coste della Normandia".

Però, come sapete, il potere non si nasconde dietro un dito, e come vanno le cose ve lo dice, tanto voi non lo capite!

Dal solito imprenditore santo subito ricevo il solito update:

Speravo di non doverti aggiornare così presto.
Insomma il trend non promette nulla di buono.
Frojo afferma “in particolar modo sorprende la divergenza che sta emergendo fra l’andamento della Gdo e quello dell’economia italiana; mentre la seconda manda timidissimi segnali di ripresa, o quanto meno di stabilizzazione, la prima registra un aggravarsi della crisi.”
Temo che la divergenza si spieghi con la tempestività dei dati GDO: disponiamo già dei dati al 3 ottobre. Vedremo, quando i dati macroeconomici saranno solidi, se l’economia italiana va meglio della sua GDO.

Io ho detto a Bloomberg che secondo me Renzi andrà al referendum con un segno meno sul Pil del terzo trimestre. D'altra parte, l'avevo detto a voi, perché non anche a loro?

Il giornalista, molto gentile, dopo l'uscita dei dati sulla produzione industriale in ripresa mi ha richiamato per dirmi se volevo attenuare. Gli ho detto che era molto cortese ma alla fine a me rischiare piace e tenevo il mio outlook negativo. Tanto, nessuno mi conosce, quindi non ho una reputazione da difendere (ma eventualmente posso farmela azzeccando una previsione contro l'avviso della moltitudine). Peraltro, se la produzione è aumentata in agosto, ma i consumi sono in caduta libera a settembre, ho idea che la "divergenza di Frojo" sia fenomeno spiegabilissimo con la diversa scansione temporale dei dati.

In altre parole, sta andando sempre meglio...

(...avviso per Pietrino: è un'antifrasi. Googlala, caro. Ti arricchirai, ma solo spiritualmente...)

mercoledì 5 ottobre 2016

L'onore delle armi (la recessione)

L'amico imprenditore di sinistra, che forse ricorderete, mi tiene al corrente delle gesta del valoroso Frojo, un giornalista della cui preziosa opera di informazione ci siamo spesso giovati. Condivido seco voi, sorelle e fratelli dilettissimi, l'ultimo aggiornamento:


E a fine terzo trimestre  anche l’ottimo Frojo getta la spugna: “giunti ormai a ridosso dell’ultimo trimestre, il 2016 rischia di essere uno dei peggiori anni per la distribuzione moderna da quando è iniziata la crisi (2008).”


A Frojo, che ha combattuto dalla parte sbagliata, ma senza violentare i dati, nel momento in cui si arrende all'evidenza dobbiamo riconoscere l'onore delle armi. E, naturalmente, questi dati ci dicono che andremo al referendum sull'onda di un risultato negativo per il Pil del terzo trimestre. Potremo essere più precisi quando sapremo cosa ha fatto la produzione industriale, ovviamente. Ma in una crisi di domanda, sapere che le condizioni della domanda peggiorano è già, di per sé, un segnale significativo. Credo che sia per questo che su Twitter tanti sciatti cialtroni stanno sclerando nel constatare che il Regno Unito non è sprofondato nella recessione. Gli sciatti cialtroni sanno che le cose qui vanno molto male, e sclerano perché, in tutta evidenza, a fine novembre non potranno cantare la canzoncina dell'#hastatobrexit, che sarebbe stata la loro più comoda via di fuga ("dalli al crucco" è una via un po' impervia da percorrere...).

In subordine, mi pregio di sottoporre alla vostra riverita attenzione la considerazione seguente: per capire se uno è un poraccio, normalmente basta guardarlo in faccia. Ma quando persone che hanno una certa visibilità nel dibattito, pur di dimostrare di aver ragione, si riducono ad auspicare la crisi di un paese (e quindi la sofferenza di tante persone), oltre a confermare la propria radicale poraccitudine, adottano anche una posizione dialetticamente molto debole. Non è infatti molto cristiano né molto elegante augurare il male altrui, e, soprattutto, porta una grande sfiga. Lo ricordo oggi sul Fatto Quotidiano...


venerdì 9 settembre 2016

Stiamo peggio perché stiamo meglio

(...ricevo da un mio lettore - quindi esorto eventuali persone interessate a citare quanto segue a non attribuirmelo direttamente, anche se lo condivido in toto - questo interessante resoconto...)



È ancora Istituto Luce.

Marco Frojo è commovente nel suo sforzo titanico di indossare occhiali rosa. Riassumo:

GDO cumulato anno, fine agosto 2016: -1,42% 

GDO cumulato anno, fine agosto 2015: -0,05% (l’anno ha chiuso a -0,03%)

Insomma non c’è niente da ridere, ma Frojo piazza il colpo da maestro: “l’ultima lettura potrebbe però esser risultata così negativa per un fattore che negativo non è: gli Italiani che sono andati in vacanza sono di più di quelli che si sono mossi l’anno scorso”.

Hai capito: stiamo peggio, ma solo perché stiamo meglio. Orwell: non ti temo.


(...voglio sottolineare che io ho il massimo rispetto per il lavoro del dott. Frojo. Come altri suoi colleghi ci hanno spiegato, e come è giusto che sia, un giornale ha una linea editoriale. Quella di Repubblica segue, come sappiamo, una lunga e consolidata tradizione italiana. Del lavoro del dott. Frojo dobbiamo apprezzare tutti una cosa che in Italia invece non è per niente consueta: lui ci fornisce i dati, e li separa, tutto sommato, dalle sue opinioni. I numeri sono numeri. Lo "stiamo peggio perché stiamo meglio" sono chiacchiere, e non è che vengano proposte per qualcosa di diverso. Quindi questo tipo di lavoro, anche se si espone alla scherzosa e civile critica del nostro amico, è sostanzialmente onesto in termini intellettuali, e se lo mettiamo a sistema con quest'altro utile contributo di Pasquale Cicalese - segnalatomi da Giacché su Twitter - ci permette di concludere che esiste una probabilità non nulla che nel terzo trimestre del 2016 l'Italia entri in recessione, con buona pace di Mister Bins. Naturalmente "Schadenfreude ist die schlechste Freude", il che significa che la cosa non mi fa piacere, anche se porta un po' avanti la nostra riflessione sul grado di consapevolezza dell'attuale governo. Mi spiego: se in una situazione come questa Renzi pensa che comprare tempo - ad esempio rinviando la scadenza del referendum - giochi a suo favore, i casi sono due: o c'è qualcosa di molto grosso che non sappiamo, oppure il nostro attuale leader non è in grado di farsi due conti in tasca. Più passa il tempo, e più le leggi dell'economia sgretoleranno come un maglio le basi del suo consenso, come noi ci eravamo permessi di far notare a tempo debito ai suoi oppositori di ogni colore, ricevendo in cambio un sorrisetto di sufficienza. Perché che il jobs act avrebbe funzionato, non so se è chiaro, ma lo credevano tutti, compresi quelli che avrebbero dovuto opporsi - e non l'hanno fatto perché temevano che potesse essere imputato loro un fallimento che invece era semplicemente nei numeri. Quali numeri? Ma, ad esempio, quelli che ci dà il dr. Frojo per dimostrarci che stiamo peggio perché stiamo meglio. Del resto, lo dice anche la COOP: abbiamo uno stile di vita più pulito. E quello che vale in generale, vale anche per le stoviglie: per tenerle pulite, la cosa migliore è non sporcarle, ad esempio riempiendole di cibo...)