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venerdì 9 giugno 2017

Si riparte... (#MIA2017)

Dunque: siccome non c'era partita - questi i risultati dell'anno scorso:



- hanno eliminato il campionato, e mi sembra anche giusto.

Insistere sarebbe stato maramaldeggiare.

Quest'anno quindi la simpatica goliardata non prevede la categoria "economia", il che, a dire il vero, ci avvantaggia, dato che questo non è un blog (solo) di economia, né io sono (solo) un insegnante di economia. Intanto, perché insegno politica economica. Poi perché faccio opinione. Poi per tante altre cosette, che scopriremo una alla volta, fino a quando, avendo vinto in tutte le categorie, il povero Neri, pur di non farci vincere (si scherza!) lascerà solo "miglior sito LGBT": e vinceremo anché lì (a qualcuno dispiacerà, e mi dispiace: homo sum... con l'acca e con quello che segue).

Quest'anno vi propongo di vincere nella categoria "miglior sito politico-d'opinione", e magari, così, per sfizio, anche nella categoria "miglior articolo".

Questo in effetti non è il miglior sito politico-d'opinione in Italia: è l'unico, nel senso che è stato l'unico a fornire a molti di voi alcune intuizione politiche fondamentali (a partire dal fatto che i simpatici ortotteri erano guardiani del cancello, per nulla interessati a uscire da alcunché - né dall'euro, né dal Parlamento), costituendosi capostipite di una folta di blog famiglia e di animali che ha animato nel bene e nel male il dibattito; è stato anche l'unico a ridare a tutti noi, compreso chi scrive, passione politica, alimentandola con la consapevolezza di quali fossero le scelte in campo, e facendo quella radicale operazione di verità consistente nel portare dati.

Meritiamo quindi di vincere in questa categoria, prima di passare alle altre (se verrà abolita)!

Sul miglior articolo, le statistiche mi dicono che nell'ultimo anno qualcosa che vi è piaciuto c'è stato. Non è chiaro, fra l'altro, se il miglior articolo debba essere nell'ultimo anno solare (nulla lo dice e non so che giurisprudenza ci sia: il web è eterno... finché ce lo fanno durare)!

E se doveste scegliere il best ever, quale scegliereste?

Comunque, dovremo metterci d'accordo su quale possa essere un articolo candidabile: potremmo fare anche noi le nostre "articolarie" on-line, su piattaforma Stalin (Rousseau essendo già occupato), e poi, come da prassi, io deciderei in modo del tutto trasparente (nel senso che... non vedreste come!).

Perché non ispirarsi alle best practices?

Bene: ora ci dormo sopra, che domani è un'altra lunga, lunghissima giornata... e voi, prima di procedere alle nomination, aspettate un attimo di vedere cosa emerge dalla discussione.



(...un caro saluto da Parigi. Sono vicepresidente di INFER per un altro anno, almeno fino alla prossima conferenza annuale, che si terrà a Goettingen. Mi sono molto rasserenato nel vedere che i problemi organizzativi di INFER sono esattamente gli stessi di a/simmetrie. Presumo siano quelli di tutte le associazioni, peraltro. Qui li stiamo piano piano risolvendo, col vostro aiuto. Li risolveremo anche lì: se voi mi avete ridato la passione per la politica, gli amici di INFER mi hanno ridato quella per l'economia, e quando uno insegna politica economica di questi due ingredienti non può fare a meno. Peraltro, al ritorno dalla conferenza di quest'anno - a Bordeaux - ricordo che il paper sull'uscita era stato presentato alla conferenza dello scorso anno - a Reus - dove un discussant molto preparato aveva fatto osservazioni molto utili - a differenza di altre... Nel prossimo mese presenterò questo lavoro due volte: a Bruxelles e a Roma. Sarete informati in due course...)

(...l'anno prossimo organizziamo un workshop di macroeconomia postkeynesiana. Chi volete invitare?...)

(...c'è un lavoro da fare sul blog, per valorizzarlo. Ogni tanto qualcuno di voi tira fuori dei post che nemmeno mi ricordo di aver scritto... Onestamente, come ho fatto non lo so! Una cosa però la so: mandare a stendere chi si affaccia solo perché non ha letto tutto non è una buona idea, e la sezione "Per cominciare" onestamente ha bisogno di revisioni, e forse anche di qualche integrazione. In effetti, sarebbe possibile commentarla, per chiedere miglioramenti, ma voi, che sapete di sapere tutto, chissà perché in questo lavoro non mi aiutate... ah, già: perché sapete di sapere, appunto, e quindi...)

lunedì 30 maggio 2016

Un (vecchio?) dibattito coi comunisti francesi

(...siccome su Twitter mi sta trollando la qualunque - dai compagni di Rifondazione di Padova a simpatici anonimi area Wu Ming per i quali io ovviamente sono un servo del capitale nonché un fascista che si pavoneggia ai convegni con il diavolo biondo - e siccome nel frattempo, invece, pare che Paris XIII - l'università dei post-keynesiani parigini - mi voglia invitare per un visiting, e Dany Lang è stato così cortese da sollecitare un mio paper sull'uscita dall'euro per questa conferenza, segnalando così apertamente che del tema pare si possa parlare anche in Francia senza essere tacciati di lepenismo [del resto, Arsène mi aveva detto che gli économistes atterrés si erano divisi su questo tema], vi ripropongo un vecchio dibattito, la presentazione del mio libro al CEPN, nel quale ebbi un simpatico siparietto con un ideologo del vecchio Partito Comunista Francese. Per motivi assolutamente imponderabili e incomprensibili, mentre in Italia i comunisti di Rizzo sono per uscire dall'euro, i comunisti francesi sono su posizioni che in Italia sarebbero selline. Da qui la simpatica dialettica con l'anziano collega, che raggiunse un punto culminante in una mia domanda che ricordo, ma che lascio ai francofoni il piacere di andarsi a trovare da soli, nel terzo filmato. Credo che quel dibattito abbia contribuito ad aprire una piccola crepa negli atterrés, che da posizioni monoliticamente sbilifestine hanno cominciato a evolvere. Naturalmente, se la crepa si è aperta, e se ora si possono quindi presentare paper scientifici sull'uscita dall'euro anche a conferenze "de sinistra", lo si deve anche a voi, e al sostegno che avete dato ad a/simmetrie. Tornerò a chiedervelo fra un paio di giorni, dopo avervi parlato di quanto abbiamo fatto nell'ultimo anno, e di quanta strada ci resta ancora da fare, ma intanto grazie: puntare sulla ricerca non è, certo, risolutivo, ma non è inutile. Spero di avervelo dimostrato finora, e di poter continuare a dimostrarvelo. Del resto, a/simmetrie non fa solo ricerca. Presto potrò preannunciarvi il programma del nostro convegno annuale. Sono sicuro che vi piacerà. In effetti, uno dei relatori già dovreste sapere chi è, perché ve l'ho detto, ma non mi pare che ve ne siate accorti...)













(...ah, naturalmente il fatto che io prima sia andato a parlare dai comunisti, non servirà a convincere i fascisti per i quali "coi fascisti non si parla" che io non sono un fascista. Però, sinceramente, in questo momento ho altri problemi, e se anche non ne avessi, avrei altre priorità. Rilevo comunque il fatto che nessun fascista mi ha mai detto: "con te non parlo perché sei andato a parlare coi comunisti". Ovviamente ai fascisti di cui sopra questa cosa sembrerà normale: loro infatti pensano di essere migliori, e quindi, perché mai uno dovrebbe parlare coi peggiori? Sono stato educato così anch'io, a ritenermi migliore perché ero nato dalla parte giusta. Poi ho capito che il mondo è talmente ingiusto che una parte giusta non c'è, e ho cominciato a spogliarmi dalla logica dell'appartenenza. Non è semplice, ma se ce l'ho fatta io possono farcela anche quelli che vengono a darmi ripetizioni di purezza etnica marziana su Twitter, e a spiegarmi che il problema non è l'euro ma... Continuo a non capire perché dovrei impegnarmi in faticosi esercizi dialettici con chi ignora la differenza fra condizione necessaria e sufficiente, ma ora vi lascio, e poi torno con qualcosa di meno francofono...)

giovedì 31 marzo 2016

Il potere

Poi siamo andati alla Rhumerie.

Racconto un po' di cose che non dovete sapere, beviamo (appunto) il rhum (c'era anche quello che piace a me, che mi porta la mia Cristinuccia da Caracas - mi portava, prima che Maduro... Vabbè, questo non è un post tecnico!), e due volenterosi giovini si incaricano del conto, ma (colpo di scena), uno si impapera su un improbabile 39/2=18!

Io me lo guardo, e gli dico quello che disse a me un professore di informatica, quando Rino Olivieri gli sventolò davanti agli occhi il listato di un programma che avevo fatto per calcolare l'ammortamento di un prestito coi vari metodi: "Devi imparare a scomporre un problema complesso in problemi semplici!". Poi, patronizing: "In effetti è 40/2=20. Dopo dividi in due l'euretto che hai aggiunto, e te lo riprendi: lo sa fare anche Uga".

(...santa...)

E uscendo, alla cameriera dalla voce roca (in quel frastuono un nodulo alle corde vocali è il minimo, come alle istruttrici di nuoto), e dalla maglietta molto scollata, come una che portava [e qui mettiamo un omissis, come il governo alle lettere della Vestager], dico:

"Madame, je desire que vous sachiez que le jeune homme auquel vous avez fait oublier l'arithmétique est un doctorant en mathématique à la Sorbonne. Tel est le pouvoir de la beauté! Soyez-en consciente."



(...morale: la bellezza ha certo un grande potere, ma il potere più grande è quando non te ne frega un cazzo. E ora do un euro a Uga: ma questa cosa andava detta così...)

(...Robbè, che tte sei perZo...)

martedì 17 novembre 2015

...e andiamo avanti (due incontri)

Vi devo una mia sintesi del convegno, alcuni dettagli sulla mia relazione, e alcune precisazioni sparse. Prima, però, un paio di comunicazioni di servizio sui prossimi eventi, che sono il 21 novembre a Parigi (per iscrivervi andate qui) e il 30 novembre al Graduate Institute di Ginevra (il dettaglio è qui).

Evento, quest'ultimo, particolarmente faticoso, perché, per non perdere lezioni, devo partire da Pescara (anziché da Roma) di domenica, per tornare a Pescara all'alba di martedì. Starò quindi cinque giorni lontano dai miei figli, e tutto questo, poi, perché? Per parlare del nulla, verosimilmente a quattro gatti. Anche perché c'è sempre il solito dettaglio: chi mi invita spesso non ha ben chiaro cosa significhi per me un convegno (alcuni di voi lo hanno appena visto). Dopo aver parlato a 700 persone (600 paganti) capite bene che, con tutto il rispetto per organizzatori (efficienti) e istituzioni (prestigiose) coinvolte...

Certo, all'estero non è stato fatto il lavoro che è stato fatto in Italia, e quindi indipendentemente dalle intenzioni i risultati non possono essere gli stessi. Quindi il mio non è e non vuole essere un giudizio negativo. Solo una domanda, che pongo a me, se questa sia effettivamente la strada migliore per dare al mio lavoro la dimensione internazionale che esso evidentemente merita (dato che, come vedete, tutti dicono tre anni dopo le cose che noi dicevamo tre anni prima, a partire dalla crisi della Finlandia...).

Comunque, vedremo. Se siete nei paraggi, almeno ci saluteremo. E poi può anche darsi che il tema interessi, anche se io, sinceramente, non capisco perché.

In particolare, non capisco l'ostinazione di Panizza, persona competente e onesta, nel difendere un progetto che tutta la comunità scientifica internazionale ormai sconfessa. Se perfino io, che ho così poco tempo per studiare, posso proporgli decine di paper che dichiarano fallito questo "esperimento", figuriamoci un po' lui quanti ne conoscerà più di me! Vi ricordo, fra l'altro, che Panizza è uno di quelli che hanno visto e chiarito prima di altri dov'è il problema (peraltro, è per questo, e per ricambiare la gentilezza con la quale a suo tempo accolse il mio invito a Pescara, che mi sobbarco questa fatica).

La domanda quindi è: ma allora cosa va cercando?

Sinceramente non capisco.

Vedo che la gente sta sclerando (spettacolare ieri Quaresima Frappè su Twitter, asfaltato da Borghi per avermi messo in bocca parole non mie), ma non ne capisco il motivo. Sta andando tutto come la scienza economica prevedeva che sarebbe andato. Se siete economisti, dovreste essere contenti, no?

No!?

E allora c'è un problema.

Quale sarà?




(...nel caso del Quaresima è evidente: a rigore non è proprio un economista in senso tecnico - almeno, per come lo intendiamo in accademia: afferente ai settori disciplinari dal SECS-P/01 al SECS-P/07; diciamo che è un aziendalista, e quindi può parlare di economia monetaria dove io posso parlare di marketing, o di finanza aziendale: al bar, o sul Sole 24 Ore. Chiarisco: non che si vogliano conculcare, anche fuori dalle sedi deputate (il bar), i suoi diritti costituzionalmente garantiti (anche se, come ricordate, lui alla Costituzione non crede): la libertà di cazzata, pardon: di opinione, è sacra! Però prima di attaccare ex cathedra il lavoro di un esperto sarebbe opportuno farsi un esame di scienza e coscienza, e magari anche di lingua inglese (almeno la differenza fra "would" e "is", che dovrebbe essere alla portata di chiunque). Ma il problema è un altro, quello che Woody Allen giustamente qualifica come tipicamente maschile: un niente, un tantinellino, di invidia penis. Capite bene che per un esperto di comunicazione che è su Twitter dal primo giorno e che è così esperto di tecniche à la page, solo 14000 follower non sono esattamente un successo. Ma sono sicuro che, essendo pochi, saranno buoni. Come lui, anche se non li seleziona con la spietatezza che costituisce uno dei tratti distintivi del mio carattere...)


(...a tal proposito, a scanso di equivoci, e formato dalle mie precedenti esperienze: in contesti esteri, ai miei convegni, si scatenano faide fra ortotteri e piddini expat. Evitatelo, perché tanto prima o poi vorrete tornare, e quando tornerete le cose saranno cambiate - altrimenti non avrete occasione di tornare - e ad aspettarvi ci sarò io - altrimenti le cose non saranno cambiate. Quindi non rompetemi i coglioni con i vostri futili battibecchi, né gli uni - dei quali penso questo - né gli altri. Voi, per me, state dalla stessa parte, che non è la mia: siete rispettivamente il piano B e il piano A del grande capitale internazionale. Fallirete entrambi. Confido per voi nel vostro buon senso...)