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martedì 10 ottobre 2017

Allarme Stasi

Tutti noi vogliamo un po' bene alla DDR, dopo che Vladimiro Giacché ci ha spiegato come essa sia stata macellata dai cugini dell'ovest (inclusi alcuni nostri amiconi), promuovendo in noi un sentimento di umana solidarietà fra vittime. Resta il fatto che le sue mura ancora trasudano tristezza e tensione, la tensione che genera un sistema che si occupa sistematicamente delle vite degli altri. Uno de passaggio, che è libberista ma è tanto una brava persona (come del resto Vladimiro è comunista ma è tanto una brava persona), mi raccontava che alcuni suoi amici, o clienti, della Germania Est, dopo la caduta del muro, avevano richiesto il proprio dossier al ministero (pare che lo si potesse fare). Un caro ricordo, un po' come le foto della comunione, o del matrimonio: "Ah, già, quel giorno eravamo lì e in effetti mi ricordo che abbiamo visto Hans...". Il dettaglio è che dalla lettura dei dossier si poteva inferire con una certa facilità chi, fra i tuoi vicini, conoscenti, amici, parenti, fosse stato il delatore. Pensate che meraviglia: un paese di venti milioni di delatori che spiano e vengono al contempo spiati da venti milioni di persone (capirete che se c'è uno che va spiato bene, è proprio lo spione, altrimenti come fai a sapere che quello che ti riporta sia attendibile), ognuno sapendo che chiunque altro incontri potrà venderlo... sempre che lui non lo venda prima!

(...a questo punto Vlad il nostalgico mi ha già tolto il saluto, ma vado avanti...)

Uno de passaggio mi evocava questo scenario a proposito del DDL S2886, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017", oggi in discussione al Senato dopo essere stato approvato dalla Camera il 20 luglio 2017 (in pieno clima balneare), e respinto il 5 ottobre dal Senato per mancanza del numero legale.

Questo provvedimento è una porcata, come sapete. Sotto l'usbergo del doverci conformare ai dettami dell'Unione europea (che se no ci fa la multa), si fa un gran fritto misto nel quale, su iniziativa di parlamentari del PD (Europa più PD: un mix dirompente!), vengono introdotte due norme pericolose e a tutti sgradite (descritte da Fulvio Sarzana sul blog del Fatto Quotidiano):

1) si estende a sei anni e si trasforma in obbligo la facoltà dei provider di servizi di connettività di mantenere nei loro archivi il traffico dei singoli utenti. Se la legge passa, tutti dovranno farlo, inclusi quelli non attrezzati per garantire la sicurezza dei dati, il che, potenzialmente, ci rende tutti ricattabili, sia che il provider venda, sia che perda, sia che faccia finta di perdere, nostri dati "sensibili";

2) si attribuiscono all'AGCOM, della quale ricorderete le prodezze, poteri ispettivi molto penetranti, compreso quello di intervenire a fini cautelari, al di fuori di controlli giurisdizionali, sui contenuti del web, chiedendone la rimozione d'imperio ai provider.

La cosa divertente è che queste norme contenute in un provvedimento che "ci chiede l'Europa" pare vadano in violazione di norme europee già recepite dal nostro ordinamento, e anche di sentenze della CGUE, che ribadiscono il fatto che la sorveglianza non può essere massiva, ma "deve fondarsi su requisiti individualizzanti" (e lo dice lo stesso Garante della Privacy). Perché le buone intenzioni della legge (proteggere il diritto d'autore) lastricano la via della Stasi: per intervenire, l'AGCOM tecnicamente deve chiedere ai provider di tracciare ogni nostra comunicazione (Sarzana spiega perché). Insomma: la tutela del diritto d'autore diventa una priorità del nostro governo, mentre i nostri terremotati si accingono a passare il secondo inverno al freddo, la ripresa si traduce nel crollo verticale della disoccupazione per ben 0.1 punti, ecc. ecc.

Come si fa a non pensare che il fine sia censorio? E come si fa a pensare che un essere razionale possa propugnare un provvedimento che ci trasformerebbe in sessanta milioni di ricattabili? Ma i piddini non sono razionali: sono disperati. Il loro potere si sta sgretolando, e loro lo sanno. Dopo il Pasok, i socialisti spagnoli, i laburisti olandesi, i socialisti francesi, ecc., ora tocca a loro. Questo temo li renda un po' pericolosi, ma, a occhio e croce, direi più a se stessi che agli altri. Pur se non visibile come lo ius soli, questo provvedimento è un ulteriore marchio di infamia su un partito di malgoverno per conto terzi, che non aveva bisogno di questa ulteriore alzata d'ingegno per qualificarsi come nemico del paese.

Il provvedimento, mi dicono, non passerà. Non piace a nessuno, nemmeno all'AGCOM, che pure ne beneficerebbe acquisendo potere (ma al prezzo di una sovraesposizione politica che fatalmente trascinerebbe nel meritato fango il mito della "indipendenza" delle autorità amministrative - dalle banche centrali in giù). Tuttavia, come si dice: basta il pensiero.

PD DELENDVS EST, ça va sans dire: e se è vero che siete tanti, perché non fate un bel tweetstorm? #noallastasi, o simile, potrebbe essere l'hashtag...




martedì 5 settembre 2017

Le ronde di giorno

(...il prossimo post sarà di economia, giuro! Devo rispondere a Michele... che si è palesato. Devo dire che a quanto sembra non ci fa: c'è. Questo renderà le cose più semplici e per noi non meno istruttive. Intanto, uno de passaggio - uno dei tanti che conosco - mi manda questo sintetico guest post che vi giro as is per vostra edificazione, con adeguato corredo iconografico...)


(source: https://it.wikipedia.org/wiki/File:The_Nightwatch_by_Rembrandt.jpg)

Alberto,

Questa estate nell'alto viterbese ho notato un fenomeno molto interessante: le ronde. 
 
In molti paesini della zona ci sono una o più squadre di giovani ragazzi di provenienza nord e centroafricana che girano tutto il giorno per i paesini guardandosi intorno. Incuriosito sia dal fenomeno che dalle discussioni dal fornaio ho trovato che sono le ricollocazioni coatte che ogni sindaco è caldamente incentivato ad accettare con il parametro 2.5 per mille abitanti. 

Devo dire che il governo non poteva trovare metodo migliore per perdere voti: se mandi delle ronde di migranti a ronzare intorno alle case di vecchi e famiglie per tutto il giorno, pagati per non fare nulla, ti ritrovi la popolazione dal fornaio e in farmacia a discutere dei famosi 1050 euro al mese di costo della ronda e dei risultati riminesi che dette ronde potrebbero portare. 

Con affetto

Unodepassaggio



(...e la morale della favola è che, signora mia, non ci sono più le ronde di una volta...

Chiarisco: penso che nella maggior parte dei casi i "rondisti" siano persone innocue e spaesate, deportate dove certamente non volevano né si aspettavano di capitare. Ovviamente basta una minoranza di scalmanati a fare disastri riminesi, ma il punto secondo me - e secondo uno de passaggio - non è questo. Siamo alla solita storia delle soglie e dei parametri, dei numeri cabalistici buttati lì senza nessuna base scientifica e senza nessuna analisi delle conseguenze. In un piccolo comune della Tuscia il 2,5 per mille rischia di provocare nei cittadini - che ogni tanto sono anche elettori - quelle reazioni "xenofobe" (che non significa razziste) che il provvedimento mirava a scongiurare. I numeri contano, ma non sono tutto: poi bisogna anche capire qual è la sociologia e l'economia del territorio al quale vengono imposti. In effetti, non si capisce cosa sia preso al PD. Sembra animato da un'ansia di suicidarsi pari a quella dimostrata dalla Le Pen nel secondo dibattito televisivo. Non sarà che gli hanno chiesto di farsi da parte? In questo caso ci avrei preso alla grande. Ma non sono così presuntuoso! Il problema è un altro, ed è che loro sono presuntuosi: presumono di avere ancora il 40%, o almeno il 30%. Presuntuosi come il loro idolo, i tedeschi (durante la seconda guerra mondiale). Vi avevo copertamente suggerito di vendere dollari: ora vi dico apertamente di comprare popcorn.

E stavolta facciamo i soldi veri...)

sabato 29 luglio 2017

STX, lebbanche e Leuropa, ovvero la legge del più forte

(...guest post di Charlie Brown...)




Non vi è nulla di particolarmente francese nella STX , una multinazionale delle costruzioni navali di matrice norvegese. Ciò nonostante il Re Sole repubblicano ne ha nazionalizzato l'unità francese adducendo a motivazione interessi strategici nazionali.

In Italia, due banche fondamentali per la salute della seconda area industriale del Paese sono state cedute nummo uno ad una banca privata più grande, la quale ha pure preteso ed ottenuto una cospicua dote pubblica . Una colossale distorsione della concorrenza avvenuta sul filo di lana e dopo un lunghissimo, dannosissimo stallo tra le autorità regolamentari de Leuropa . Il tutto per evitare in Italia il tabù della nazionalizzazione, che invece sarebbe stata la soluzione più logica e meno distorsiva della concorrenza (né si dica che nazionalizzare sarebbe stato come stappare il vaso di Pandora: governo ed analisti dicono in coro che l'operazione veneta è stato "l’happy end per le banche italiane").

Un siparietto, quello di STX, che ha irritato l'orgoglio fascistoide degli italici euristi, ma che a mio avviso ha implicazioni ben più profonde.

Ammettiamo per ipotesi l'esistenza di un interesse strategico gallico per quei cantieri, tale da legittimarne la nazionalizzazione. È evidente che nel caso delle banche italiane vi era un interesse strategico di entità quanto meno pari. Non parliamo poi di Telecom (ex) Italia.

Ne conseguono almeno un paio di dilemmi per gli euristi (italici e non):

Primo dilemma (in fatto):

I) o il PD non è in grado di tutelare gli interessi nazionali (se lo fosse stato, avrebbe nazionalizzato le banche venete)

II) o Leuropa non è in grado di tutelare i propri fondamentali presupposti (il rispetto delle "regole" sovranazionali, e in particolare il divieto di aiuti di stato) e quindi è inutile per piddini invocare "più Europa"

Secondo dilemma (in diritto):

I bis) o gli interessi nazionali strategici superano le regole europee, nel qual caso:
a) si delegittima tutta la filosofia politica del "vincolo esterno" sulla quale si basa il potere delle attuali élite politiche italiane (Cazzaro incluso);
b) il PD è stato di una imperizia criminale nella gestione delle crisi bancaria italiana ed è quindi indegno di gestire tecnicamente l'economia italiana.

II bis) o gli interessi nazionali fondamentali cedono di fronte alle regole europee, nel qual caso il PD si dimostra incapace di garantire – in nome di quelle regole - una parità di trattamento all'Italia all'interno del consesso europeo. E quindi si rivela indegno di esercitare leadership in una Italia parte integrante de Leuropa.

Ancora una volta si dimostra che l'impianto federalista "rules based" de Leuropa è una colossale balla, in quanto Leuropa si regge su una regola sola: la legge del più forte.


Alzi la mano chi ci crede davvero.


(...nell'attesa fiduciosa del primo incauto che "professore, complimenti per il suo post", desidero svolgere una breve considerazione. Certo, in Europa vige la legge del più forte, come ovunque nel mondo. La dabbenaggine piddina, esemplificata da personaggi à la Furfaro, è quella di aver creduto, in base a non si sa quale ragionamento, che il progetto europeo avrebbe fatto di questo lembo di terra emersa una felice eccezione a quelle dinamiche di classe che ovunque nel mondo governano i corpi sociali. Se una simile dimensione irenica e palingenetica fosse stata proposta, che so, da uno scrittore cristiano del quinto secolo, la si sarebbe anche potuta trovare accettabile. Ma che venga proposta da pretesi, o meglio, supposti, eredi di Marx, ecco, questa è cosa che sinceramente fa onco.

Ciò detto, non vorrei che l'ovvia considerazione che nel mondo i ricchi e potenti comandano e i poveri e deboli obbediscono venisse interpretata in termini di una fatalistica accettazione di un nostro destino, più o meno rispondente a un disegno provvidenziale che ci farebbe scontare nostre ipotetiche colpe ataviche. Noi non siamo deboli perché tarati geneticamente o socialmente. Siamo deboli perché siamo stati traditi da una classe politica che ha fatto la scelta ben precisa di adottare il vincolo esterno come strumento di risoluzione dei suoi porci problemi interni. Se Leuropa fosse stata moralizzatrice, Craxi, Andreotti e Forlani le si sarebbero messi di traverso seriamente - cioè prima di essere defenestrati. Non sono gli italiani a essere tarati: è il PD a esserlo, e lo sono tutte quelle parti politiche che accettano l'idea che il popolo italiano non possa e non debba autodeterminarsi. Il primo segno e il primo strumento di questa subalternità è l'euro. Semplicemente svincolandoci da quella gabbia noi potremmo riprendere un percorso di crescita più ordinato, e quindi trattare senza difficoltà da pari a pari coi nostri fratelli europei, avendo recuperato la dimensione corretta per la tutela degli interessi nazionali: quella nazionale. Dimensione che è preclusa se i governi nazionali vengono svuotati dei loro margini di manovra in ambito economico.

Quindi: legge del più forte sia, ma ricordando che i più forti saremmo noi, se la nostra classe dirigente ci mettesse in condizione di esprimere il nostro potenziale: cosa che non sta facendo, nelle grandi come nelle piccole cose, proponendoci ovunque - nella scuola, nelle libere professioni, nella gestione macroeconomica, nei diritti civili - modelli di importazione, alieni alla nostra cultura e quindi ostacolo alle nostre capacità. Il punto è solo e sempre uno: PD DELENDVM EST, e questo non perché ciò sia risolutivo, ma perché sia di esempio. Colpirne - e spazzarne via - uno per educarne uno. Secondo me, poi, bisognerà spazzarne via almeno altri due prima che gli italiani possano essere decentemente rappresentati. Ma aprire troppi fronti è un errore che è sempre costato caro a chi lo ha fatto: oggi il nemico politico è costituito dal monopolio PD con le sue simpatiche segmentazioni del mercato: articolo uno, campo progressista, sinistra italiana, ecc. Questa roba deve scomparire per consentire l'affermazione in Italia di una vera sinistra patriottica e popolare, e quindi di una vera destra patriottica e borghese. Ho detto patriottico? Sì, e non me ne vergogno, perché, sorprendentemente, ha cominciato lui:


Sintesi: #facciamocome l'Angola: cacciamo i colonizzatori e i loro ascari - inclusi i presenti!...)

domenica 25 giugno 2017

PD DELENDVS EST (addendum)

Per completezza: a mio avviso ci sarebbe stato un altro partito da mandare sotto, per richiamarlo alla difesa dell'interesse nazionale. Non lo ho nominato, e non lo nomino, perché ha fatto tutto da solo. Anni di ambiguità e cattiva informazione sul tema hanno avuto le conseguenze che non potevano non avere, il che mi spiace (per loro). Tuttavia constato che quando si perde si comincia a ragionare, e quando la "distrazione di massa" si usura, come strategia, ecco che come per magia si riportano sul tavolo i temi veri.

Motivo di più per esortarvi a schiantare il PD.

sabato 24 giugno 2017

PD DELENDVS EST (dichiarazione di voto)

Mi ero ripromesso di non parlare di banche, avendolo fatto quando si sarebbe potuto evitare la catastrofe. Era il 30 giugno del 2013, quasi esattamente quattro anni fa, quando spiegavo a una lettrice, forse ancora fra noi, come avevo capito che la normativa sul bail in sarebbe senz'altro stata applicata in Italia: mi bastava, per capirlo, osservare la particolare strategia di comunicazione seguita dalla cosiddetta Europa, una strategia del tutto conforme a quello che avevo definito il metodo Juncker. Chi è qui da sufficiente tempo sa di cosa si tratta, chi non è qui da sufficiente tempo invece di farmi la solita lezioncina per dire a me e a voi cose che sappiamo, usi pure l'indice per cliccare sui link (l'ipertestualità il sale di Internet), perché poi alla fine mi secco anch'io, che sono tanto paziente.

Comunque, il QED arrivò il 12 dicembre dello stesso anno e venne commentato dal Sole 24 Ore il 13 dicembre dello stesso anno: accordo storico, diceva Saccomanni.

Saccomanni... chi era costui? Mi dicono che fosse quello della luce in fondo al tunnel, il ministro dell'Economia nel sessantaduesimo governo della Repubblica Italiana, quello di Enrico "stai sereno" Letta, del Partito Democratico.

E cosa diceva Enrico "stai sereno" dell'accordo sulla cosiddetta "Unione Bancaria"? Credo che tutti ricordino questo scambio di battute:

Ora è facile per tutti capire chi avesse ragione. Allora lo era per pochi, e quei pochi, guarda caso, sono finiti tutti nel comitato scientifico di a/simmetrie (cosa per la quale li ringrazio).

Veniamo al punto. Poco fa uno di voi mi ha scritto un DM al quale ho risposto così:


(...se potete non mandatemi DM, ma questo è un altro discorso. Nel mio tweet citato dall'amico commentavo un tweet in cui Aureliano Ferri diceva che invece di "unione" occorrerebbe separazione bancaria: parole sante, ma anche questo è un altro discorso...)

Allora: sui giornali di oggi state leggendo la prima pagina de Il tramonto dell'euro, come ha fatto notare poco fa su Twitter uno di voi. Vi parlo con l'autorevolezza che mi conferisce il poter documentare di aver visto venire esattamente questa crisi, e di aver tentato in tutti i modi di aprire un percorso di soluzione politica ad essa. Quel libro era stato scritto, come ricorderete, pensando di risvegliare a sinistra una coscienza sopita in anni di collusione con la prassi e la logica del capitalismo finanziario. La risposta è stata quella che sapete e che i fatti documentano. Non mi aspettavo certo che il PD di Enrico "stai sereno", e nemmeno quello di Fassina "chi?" (o di D'Attorre "dove?") diventasse sensibile agli interessi del paese (essendo messo lì a difendere quelli dei creditori esteri). Non mi aspettavo che questo succedesse nemmeno quando si fosse arrivati, come si è arrivati, a una catastrofe che rischia di travolgere tutto e tutti.

Mi sarei però aspettato che, se non gli scemi di Rifondazione, almeno altri politici progressisti, nonostante avessero lordato la loro coscienza con affermazioni infondate e grottesche (tipo: "Monti ha salvato l'Italia perché nel 2011 non c'erano i soldi per pagare gli stipendi..."), colti da una tardiva ma fattuale resipiscenza, si dessero da fare per diffondere il messaggio che, a loro dire, aveva aperto loro gli occhi. Non è stato così: di vergogna in vergogna, di fallimento in fallimento, di frantumazione in frantumazione, hanno reso la sinistra cosiddetta critica credibile un filo meno dell'Albertine di Proust, condannandola a una fine analoga: brutta.

Ora il PD di Napolitano (che ha messo al governo Letta), di Letta (che ha voluto l'Unione Bancaria), di Saccomanni (che non si è opposto sapendo benissimo a cosa si andava incontro) si presenta (con quale faccia?) alle elezioni amministrative in un certo numero di comuni. I dettagli non li so e non mi interessano. L'unica cosa che mi interessa farvi capire è che se desiderate mantenere un barlume di fiducia nel funzionamento della democrazia, domani dovete schiantare il PD, cioè l'artefice della più colossale e protratta distruzione del benessere dei cittadini italiani di tutta la storia dell'Italia unita. Il PD, che si è piegato ai diktat della Bce (come vi ho dettagliatamente spiegato qui), il PD, che per favorire i propri mandanti italiani (i soliti noti della grande finanza e della grande industria) si è fatto schermo della subalternità all'Europa, ripetendo il solito mantra secondo cui "le regole sono sbagliate ma dobbiamo rispettarle perché così diventiamo credibili". Sì, insomma, l'ala di destra di quelli che ho chiamato le SS, le sinistre subalterne.

Ma come "le regole sono sbagliate, ma le rispettiamo"!? Ma che discorso è da parte di governanti, di persone che hanno il dovere morale e politico di assicurare la prosperità di una nazione? Mica stiamo giocando a burraco! Adottare regole sbagliate, per un paese, significa indebolire il proprio tessuto produttivo e sociale, e diventare quindi ancora meno autorevoli, ancor più sprovvisti di potere negoziale. E questo durante quella che ormai si qualifica apertamente come un'aggressione economica senza precedenti, nella quale i nostri governanti, ai quali è stato negato di salvare con pochi soldi (peraltro non pubblici) le quattro banche nel 2015 (sarebbero bastati meno di quattro miliardi), si troveranno a dover gestire una situazione almeno dieci volte più onerosa.

Non vi ricorda qualcosa? A me ricorda quello che è stato fatto con la Grecia: tirare avanti, lasciando che la situazione si incancrenisse, evitando di risolvere un problema piccolo, e facendolo ingigantire, per condannare un paese gestito da una classe politica subalterna e collusa con gli interessi finanziari esteri a una schiavitù perenne.

Questa è la strada sulla quale il PD ci ha avviato.

E a fronte di questo pensate di regolarvi a simpatie?

Non è un problema di simpatie, cari amici: è semplicemente una questione di vita e di morte, come ora capiranno a loro spese i veneti fuuuuuurbi, ai quali con tanta amarezza mi rivolsi qui (e spero che qualcuno si sia messo in salvo).

Voglio essere molto chiaro. Qui, purtroppo, non si tratta di scegliere chi preferiamo. Il maggioritario, o le sue caricature, ci impediscono di farlo: l'unico voto che ci rimane è quello contro, e dobbiamo usarlo bene, pur sapendo che votando "contro" si possono risolvere problemi tattici, ma non raggiungere obiettivi strategici. D'altra parte, questo abbiamo. Mentre come paese potremmo, e anzi dovremmo, disobbedire a regole dalla dubbia legittimità, disattese da chi ci fa lezioncine, e certamente contrastanti con spirito e lettera della nostra Costituzione, come cittadini non possiamo e non dobbiamo sovvertire le regole che disciplinano l'esercizio dei nostri diritti politici.

Il dato è molto semplice: in questo momento governa il PD, ed è in questo momento che devono essere prese delle scelte molto dolorose, dal potenziale distruttivo elevato per il nostro paese. Peraltro, questa situazione durerà ancora per un bel po', verosimilmente tramite una bella alleanza coi nostri amici ortotteri. Avete un'unica (flebile) speranza tattica di costringere il PD a non tradire completamente i nostri interessi, a difendere in Europa il diritto garantito dall'art. 47 della Costituzione, ed è fargli capire che per il partito di Letta, del boia delle nostre banche (e dei loro risparmiatori) non c'è storia in questo paese.

Di cosa e di chi hanno paura è fin troppo chiaro.

A me, e credo anche a voi, è bastato constatare che di queste elezioni amministrative i loro media non hanno parlato. Le temevano, e i primi risultati ci fanno capire perché: perché sapevano che rischiavano di perderle. Devono perderle, e perderle male. L'occasione è preziosa: a febbraio arrivano le politiche (quando sarà possibile ringraziare questi traditori come meritano). Se li mandiamo a stendere a giugno, nel secondo semestre dell'anno eviteranno di aggredirci, nella speranza di non venire sbriciolati nel 2018. Schiantando il PD alle amministrative non comprate la certezza di un mondo migliore: semplicemente, mettete un argine alla tracotanza di chi si sente superiore a questo paese, in tale veste in diritto di spogliarlo per soddisfare gli appetiti altrui.

Sono anche un pochino stanco di ascoltare, da sinistra, la solita solfa: "Sai, devo dirti che quello lì mi ha convinto, che effettivamente l'euro... che in fondo l'immigrazione... io lo voterei, ma poi, cosa dico a mia moglie!?..." Gentile amico, quando a tua moglie metti le corna - perché gliele metti, lo so - come ti regoli? Non glielo dici. Bene: sappi che fa così anche lei (non chiedermi come faccio a saperlo):  regolati così anche ora che si tratta non di assicurarsi un piacere effimero (per quanto intenso), ma di evitare che il tuo futuro e quello dei nostri figli venga compromesso per sempre.

Sono grandemente aduggiato quando, sempre da sinistra, mi si propone la solfa del "eh, ma quelli non sono preparati...". Oh, la bella superiorità culturale "de sinistra", il primo dei miei miti che pochi mesi di militanza nel dibattito hanno mandato in frantumi! Lo avete visto il tweet sopra? Chi era quello culturalmente preparato? Il piddino Letta, o quello che poi sarebbe diventato il leghista Borghi? Siamo sicuri che a sinistra ci sia, o ci voglia essere, o ci possa essere, tutta questa preparazione? Siamo sicuri che chi nega l'esistenza di un problema, e quindi si rifiuta di studiarlo, sia più preparato a gestirlo di chi per lavoro doveva speculare sui problemi altrui (e ci faceva bei soldini)?

Sono anche molto stanchino di ascoltare, sempre da sinistra, l'altra solfa "eh, ma certe parole sono inaccettabili...". Allora, cari compagni: io per tre cazzo di anni, contrito e compunto, sono andato ad audiendum verbum da "ecce homo" (come lo chiama un mio fidato collaboratore), da quello che "i sordi pe pagà gli stipenni nun ce staveno più", e mi son dovuto sorbettare l'infinito rotolo delle giustificazioni più assurde e fantasiose del perché non fosse possibile dire, a sinistra, una parola chiara sul tema: perché se dici così, se ne va quello, se dici cosà, si storce quell'altro, e via dicendo... Ogni partito, ognuno, ha al suo interno una certa percentuale, più o meno ampia, più o meno rumorosa, di persone che non hanno capito, e spesso non hanno capito per gli stessi motivi per i quali molti di voi non avevano capito. Meno complottismo e più umiltà. E in ogni partito qualcuno dice cose "inaccettabili" per qualcun altro allo scopo di tener buona questa maggioranza (o minoranza) silenziosa (o rumorosa). Il punto, per me, è molto semplice: se da una parte mi si è potuto chiedere di compatire e accettare le sparate di Bersani, che "crede che le liberalizzazioni siano di sinistra", sulla base del fatto che "è tanto onesto" (leggi: porta voti), e che "i processi politici sono lunghi", e che "i nostri non sono ancora pronti", ecc. allora non vedo perché dall'altra parte dovrei trovare inaccettabili sparate ugualmente incompatibili coi miei valori. Insomma: ogni partito ha i suoi mali di pancia, la sua necessità di traghettare vecchi catorci verso i nuovi assetti politici senza perdere troppi bacini di consenso. E, attenzione, la situazione non è completamente simmetrica, perché Bersani le "lenzuolate" (come le chiama lui) le ha fatte sul serio. Dall'altra parte, invece, se andate a vedere, certe frasi sono pura invenzione dei media (che sanno perché e per chi inventano le loro fake news).

Dopo di che, ci sono anche sparate delle quali sinceramente non si sentirebbe la mancanza. Quando chi consiglia di farle rinsavirà, i risultati si vedranno, anche perché la situazione oggi è esattamente quella dipinta da Federico Nero: "La sinistra accusa la destra di fare la destra perché non può accusare se stessa di non fare la sinistra". Non mi sembra molto intelligente, da parte di una certa destra, dare a una certa sinistra l'unico argomento che questa usa. Non dandoglielo, la si eliminerebbe dal dibattito.

Io posso testimoniare di aver lottato per anni affinché la sinistra evadesse dalla gabbia concettuale che si era costruita. Sto continuando. Continuo, in particolare, a credere che il nostro paese possa emanciparsi compiutamente dal progetto imperialistico tedesco solo se al potere andasse una forza politica progressista, veramente decisa ad attuare il primo articolo della Costituzione (stiamo quindi escludendo quei quattro pagliacci voltagabbana che attualmente cercano di occupare questa nicchia di mercato).

Ma questo non è il tema di oggi.

Il tema di oggi è mandare sotto il PD nei ballottaggi, in qualunque luogo, con qualunque mezzo, a qualunque costo: PD DELENDVS EST.

Fargli molto, ma molto male, è l'unico modo che abbiamo per evitare che loro continuino a farne a noi. I partiti della sinistra "de sinistra", essendo un simpatico vivaio di poracci, credo che ai ballottaggi non ci siano andati, e comunque non nelle realtà importanti. Lasciamoli convergere a zero, e cerchiamo di risolvere i nostri problemi con gli strumenti che abbiamo a disposizione, un passo dopo l'altro.

Mi affligge dovervi dire cose così semplici. Da una parte, mi sembra di insultare la vostra intelligenza. Dall'altra, mi costringe a confrontarmi con i miei dubbi. Ne ho tanti, e non posso discuterli tutti con voi. Ma di una cosa sono sicuro: una forte sconfitta del PD (e una affermazione del partito che sull'euro ha informato e parlato chiaro) avrebbe un valore progressivo, nell'attuale situazioni in cui i Poveri Deficienti pensano che la vittoria di Macron abbia risolto tutti i problemi (in particolare, quelli francesi, che Hollande ha lasciato come erano...).

Mandate sotto il PD, o rassegnatevi.

Voi: perché io non mi rassegno.

A domani.

venerdì 3 giugno 2016

Belli, Keynes, e il jobs act

(...mentre sto lavorando per scrollarmi di dosso le rogne che la mia attività di divulgazione non poteva che attirarmi, in un paese nel quale l'informazione funziona come Zingales ci ha tanto ben spiegato, ricevo una lettera che non posso tenere per me, perché non ce la faccio. Le antepongo due brani a voi noti, i quali valgono da esegesi del testo. Il goofy5 sta venendo una meraviglia, e io mi sto leggendo un paper bellissimo sulla crisi dei migranti, che sarà pubblicato su una rivista pirreviued, e del quale voi avrete congrua anteprima al convegno. L'autore? Provate a indovinare...)



L'ommini de sto monno sò ll'istesso
Che vvaghi de caffè nner mascinino:
C'uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
Tutti cuanti però vvanno a un distino.

Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
Er vago grosso er vago piccinino,
E ss'incarzeno, tutti in zu l'ingresso
Der ferro che li sfraggne in porverino.

E ll'ommini accusì vviveno ar monno
Misticati pe mmano de la sorte
Che sse li ggira tutti in tonno in tonno;

E mmovennose oggnuno, o ppiano, o fforte,
Senza capillo mai caleno a ffonno
Pe ccascà nne la gola de la morte.


[qui]



Those who are attacked first are faced with a depression of their standard of life, because the cost of living will not fall until all the others have been successfully attacked too; and, therefore, they are justified in defending themselves. Nor can the classes which are first subjected to a reduction of money wages be guaranteed that this will be compensated later by a corresponding fall in the cost of living, and will not accrue to the benefit of some other class. Therefore they are bound to resist so long as they can; and it must be war, until those who are economically weakest are beaten to the ground.

[qui]



Pipulu ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Popper e il jobs act":

È arrivato il mio turno.
Ti seguo da anni nonostante come te sono (ero) uno che l’euro se lo può (poteva) permettere, per responsabilità civile, perché mi guardo attorno, o forse per istinto.
La settimana scorsa è suonata anche la mia ora.
Non voglio tediare con i dettagli, in breve: "Purtroppo sono cambiate le condizioni di mercato, trasferimento in sede centrale alle stesse condizioni economiche e senza alcuna indennità oppure licenziamento."
Il team manager, considerandomi "una risorsa importantissima", ha proposto altre soluzioni ma in Amministrazione sono stati categorici: “Non si preoccupi, se non dovesse accettare con quello che risparmieremo abbiamo margini per due jobsact in sostituzione.” D'altronde un 2x1 val bene una laurea, certificazioni e venti anni di esperienza.
Bo', forse ha ragione chi sostiene che gli imprenditori italiani non sanno nemmeno cosa sia la produttitività (no, però aspetta, non siamo più italiani, ci hanno "acquisito" un paio d'anni fa...)
Credo che accetterò. Dovrò abbandonare la mia casa, mia moglie, i bambini, i miei vecchi. Mi angoscia già pensare a quella telefonata in cui mi chiederanno di rientrare urgentemente perché “Mamma l’altra notte è stata poco bene, l’abbiamo ricoverata.” Nonostante questo alla fine cederò.
Mi dispiace perché potrei contribuire alla diminuzione della disoccupazione, ma davvero non posso.
Sinceramente non provo odio verso gli amministratori e non serberò rancore, anche io fossi in loro probabilmente agirei allo stesso modo.
Provo solo tanta rabbia e grazie a questo blog sono in grado di capire chi sono i veri responsabili.

Postato da Pipulu in Goofynomics alle 3 giugno 2016 18:56





(..."è arrivato il mio turno". Un incipit di grande incisività. I miei lettori sanno scrivere, e questa è già una soddisfazione, una vera soddisfazione, come lo è trovare in molti, nella grande maggioranza di loro, umanità, e quindi consapevolezza del fatto che certe dinamiche sono oggettive: "non provo odio". Sarebbe una misera, magra, soddisfazione, pensare che arriverà anche il loro di turno, chiunque siano i "loro" che ciascuno di noi abbia in mente. Ma comunque arriverà.

Solo una cosa mi sento di aggiungere, a commento di questa lettera:

PD DELENDVS EST

Fate come vi pare, votate Attila, votate Caligola, votate Hitler, votate Stalin, ma se possibile non fate arrivare al ballottaggio i cialtroni che ci hanno consegnato a questo inutile orrore. Bisogna che comincino pure a capire che abbiamo capito, e che non desideriamo sacrificare le nostre vite alla loro ansia di subalternità, al loro puerile e servile desiderio di non sfigurare nei salotti di Bruxelles. Un segnale politico occorre darlo. Purtroppo, come concludeva sconsolato er Palla qualche giorno fa, sentendo parlare me e Rockapasso: "questo è un sistema nel quale è possibile solo votare contro!" Eh già, è proprio così. Non è un bel sistema, me ne rendo conto, per chi come er Palla si affaccia alla vita politica (l'anno prossimo voterà anche lui, se questa desueta prassi sarà ancora di moda). Ma noi, rispetto a tutti gli altri che, come noi, questo sistema lo subiscono, e sono quindi costretti ad aderire alle sue logiche perverse, un vantaggio ce l'abbiamo: sappiamo chi è il nemico, sappiamo chi sono i veri responsabili, e i loro corifei. Io non mi arrendo, e spero altrettanto di voi...)