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giovedì 4 gennaio 2018

The second Greek genocide

(...this email was originally written in Italian. I decided to translate it for the benefit of the international reader...)



Dear Professor,

I am John Smith, a lawyer from WAKDJUHLK. This is the first time I write to you and I swear to Beelzebub not to do it again. I do not wish to discuss economics, numbers and graphs; I lack the preparation. I just want to share what happened to me last night in a pizzeria.
I am at a table with friends of my girl friend, whom I do not know well. A fellow sitting next to me tells me that he lives in Athens and works for the European Commission. His working group is helping the Greek government apply the agenda of the Troika (don’t worry prof, I am not going to recount the economic “reasons” that I had to hear, you know them better than I).
I was dismayed to learn that the operation is much more sophisticated and ideologically complex than the political-economic version. By the way, I have bonds with Greece and consider it my second home. I know it quite well, and whenever I can, I return to see various friends. At home I grew up on epos and Hellenism and I did classical studies.
To return to my story: the substance of what I heard was that the Greeks do not have the right to complain. To the contrary, they should thank the west (a concept I hate, but that I report) for its very existence. Greece, the Greek nation, is in fact a geopolitical invention, artfully created in 1800 by France and England to favour implosion of the Ottoman empire. “Greece was the Israel of the 19th century” [cit.]. My zealous neighbour did not say that France and England were content just to sustain the Greek revolts against the Turks, but claimed that the Greek people do not exist. The Greeks are only Orthodox Turks! Modern Greek was forged ad hoc to give them a sense of community. Greece was created as a buffer state to arrest Muslim expansion. A military outpost full of people who just happened to have the same religion: “exactly like the state of Israel” (addendum: for brevity and coherence I shall not go into what the state of Israel is or is not).
I tried to bring my stubborn dining companion back to earth, starting with linear B of the Mycenaean period, the Persian wars, Hellenism and the Byzantine empire, down to the war between Greece and Turkey and the mass deportations of Greeks from Anatolia in the early 1900s. To no effect.
For him my arguments were sophisms because the history of the Mediterranean and the mobility of the populations that lived and sailed it for thousands of years make it impossible to identify the starting points in history of peoples and nations.
On the basis of “The Baltic Origins of Homer's Epic Tales” (a wonderful book by Felice Vinci), I conceded that the “blond Achaeans” of the Iliad could indeed have originated from Scandinavian populations that descended the Vistola and Danube in ancient times (a hypothesis to take with a grain of salt), but that from that moment the Greeks had always been there. Nothing. The Greeks do not exist, they are an artifice.
In the end, disconsolate and exhausted by the effort to remain polite, I gave up.
But I learned something.
The narrative of power is attempting a noteworthy qualitative leap. It is no long denigrating the nation state with the story of lazy, unproductive, corrupt and wasteful Greeks. It is trying to cancel three thousand years of history with the rhetoric of the ipse dixit of “experts”. The subjects in question (and their zealous young recruits like my dining companion) are not just sharks and mystifiers, but much worse: manipulators of history, geography, anthropology, philology and the like.
Denying the origins of a people, its history, traditions and ethnic-linguistic homogeneity (ignoring dialects) means denying the existence of that people. And where there is no people, where there is no dèmos, there cannot be democracy, but only despotism and barbarity.
In conclusion, if it is possible to manipulate Greek history, one of the oldest in Europe, with such facile impunity, then it is even easier to manipulate the history of much younger and more heterogeneous nations like Italy.
We should watch out for this because as you say, we are next.
I trust I have not abused your patience. Thank you for your attention and your time.
All the best for your work.
P.S. If you decide to publish this, please do not disclose my name.
John Smith


(...I kindly advise the interested reader to have a look at the Cultural genocide entry in Wikipedia. By the way: welcome to Europe!...)

mercoledì 28 giugno 2017

Beyond the EU...

Claudio ed io stiamo asfaltando i francesi in sala, spiegando loro che forse potevano farsi capire meglio. Per questo motivo ho voluto parlare in francese. Lo streaming era europeo, e quindi non ha funzionato (mi dicono), ma mi sembrava stupido dire a voi le cose che già sapete. Dovevo dirle a chi non le aveva capite. Vedo che alcuni esponenti del FN abbandonano l'aula durante l'intervento di Claudio. Mi spiace, ma qui bene amat, bene castigat. Se poi, come nel mio caso, non amat, allora castigat ridendo blondes.

Comunque, le slides sono qui.

Enjoy, cioè: buona lettura!

giovedì 22 giugno 2017

Roma-Bruxelles-Roma

(...fischia! Me ne ero dimenticato uno, quello imminente... Meno male che la mia assistente, che è la mia assistente, di io me, di io stesso mestessissimo me, e non la vostra - quindi non gli dovete chiedervi di accreditarvi, non deve farlo nessuno, perché gli indirizzi per farlo sono nelle locandine e su Internet e a/simmetrie non è un call center - me lo ha ricordato, a io, a io me stesso, al legittimo centro del mio fottuto mondo, di cui voi siete la periferia, come io lo sono del vostro, e me ne faccio una ragione con relativa scioltezza...)

(...just so you know: sto andando a Pescara per il Consiglio di Dipartimento. Poi rimbalzo a Rona, da cui parto subito dopo aver parlato perché sono convocato nel bunker di Musica Perduta. Un consiglio disinteressato: non mettetevi sulla mia traiettoria...)









(...non è colpa mia se sono un animale territoriale - vedi alla voce: io non sono la vostra segretaria e la mia assistente è l'assistente di io me. Il nazzionalismo non c'entra niente. Sono il primo di tre figli maschi, il che significa, in buona sostanza, che al tempo t=0 mi sono trovato con due tette a disposizione, e al tempo t+5 me ne erano rimaste solo due terzi. Ora, considerando che due sono sei terzi, capite bene che io la deflazzzzione l'ho vissuta sulla mia pelle, da piccolo. Due cialtroncelli che frughicchiavano fra le mie cose, possibilmente rovinandole e comunque contaminandole, che mi svuotavano il frigo... Eh, io, che già sono tedesco dentro - perché sono Gonzalo dentro: tre di voi sanno a che pagina penso: l'indugiare sull'uscio, quanto, quanto mi infastidisce... - ho immediatamente dato una dimensione estremistica al concetto di Lebensraum. Da qui, una serie di miei orrendi difetti. Esempio: se ti trovo seduto alla mia scrivania, ti posso volere bene, e ti posso anche sorridere, ma nella mia anagrafe sei registrato come "Deceduto il giorno in cui si è seduto alla mia scrivania". E io mi sarò anche crocefisso da solo a questa battaglia quixotic (che non è una parola azteca, anche se ricorda Quetzalcoatl: ha più a che fare con i mulini a vento che con le piramidi a gradoni), ma non pertanto ho acquisito il potere di resuscitare i morti. Non è personale: è ancestrale. La deflazione della tetta, inutile girarci intorno, ti forma il carattere, come quella dei salari deforma il carattere della nazione...)

mercoledì 21 giugno 2017

Prossimamente (Parlamenti)





(...gentile utente: se stai leggendo questo post, vuol dire che sei su Internet, che hai degli occhi, e forse anche delle mani col pollice opponibile. Quindi per tutto il resto - accrediti, orari, logistica - c'è Google - per il quale ti bastano gli indici. Sappi che questo è per te un gioco a somma negativa, perché se vieni mi fai un favore, ma se non vieni me ne fai due, e se usi me come se fossi la tua segretaria mi dai un fastidio, ma se usi lo staff come fosse la tua segretaria me ne dai due. Chiaro così? Bene, non c'è risposta che non sia sussunta dalla prima legge della termodidattica. Dopo di che, posso solo dirti che, se sei qui, il tema di questi incontri lo conosci già. Il resto è solo scambio di germi e sebo. Cosa della quale, pur essendo vaccinato, faccio anche a meno...)

(...questo post è offerto dal Comitato Nazionale per un Uso Autonomo e Responsabile della Rete...)

(...p.s.: ovviamente non stavo parlando con te! Come spiega bene il Pedante, il problema sono sempre #glialtri, no!?...)
























































































































































(...No.)

martedì 30 agosto 2016

Il compagno Barroso e i suoi (ex) complici

Breve premessa: i promotori di questa iniziativa appartengono a quel ceto di miserabili parassiti (i funzionari europei) che campano sui nostri soldi e che fino ad oggi hanno commesso le più turpi nefandezze essendo pienamente consapevoli di ciò che stavano facendo. Lo documentano loro stessi, perché i parassiti, by definition, non sono molto intelligenti: se lo fossero, non vivrebbero a spese di altri organismi (nel caso di questi quattro sprovveduti, andrebbero a lavorare in un'azienda... che non li pagherebbe mai quanto li paghiamo noi!). Lo documentano laddove fanno capire di conoscere perfettamente le responsabilità di Goldman Sachs, che non sono note da oggi, ma da anni: così facendo dimostrano quindi che per anni queste responsabilità gli sono andate bene. Se le sono fatte andare bene, questi miserabili parassiti, perché tenevano famiglia: pecunia non olet! E sono così stupidi da confessarvi anche questo!

In uno spettacolare autogol dialettico questi miserabili parassiti mettono infatti al primo posto la questione di opportunità: mandare Barroso a Goldman Sachs trasformerebbe l'euroscetticismo in eurofobia. Farebbe cioè riflettere i cittadini europei su quanto dannose per la prosperità e la pace in Europa siano le istituzioni di Bruxelles, spingendoli a chiederne l'abolizione. Ma la fine delle istituzioni europee sarebbe la perdita del posto di lavoro per questi poracci, e lo smantellamento del network di propaganda giornalistica e accademica (inclusi i noti shit tank) ad esse collegato. Questo li preoccupa. Dopo, solo al terzo posto, pongono la questione morale (della quale si sono strabattuti finché non hanno avuto paura di dover andare a lavorare).

Non ci sono parole per esprimere l'esecrazione verso questi piccoli Eichmann, che senza battere ciglio hanno "eseguito gli ordini" coi quali un pugno di irresponsabili ha compromesso per molti secoli (ormai è inutile illudersi) la nostra prosperità. Il giudizio della Storia è inequivocabile: hanno fallito. Il giudizio etico è implicito nella premessa: verrà un giorno in cui ci si vergognerà di lavorare o di aver lavorato a Bruxelles. Sta già seguendo il giudizio politico: una sequela di richieste di uscita dall'Unione. In alcuni casi sarebbe opportuno seguisse un giudizio penale: sono stati infatti commessi crimini contro la personalità dello Stato, che molti ordinamenti sanzionano pesantemente.

Detto questo, nonostante la miseria umana di chi propone la petizione (complici di un crimine che cominciano a parlare per paura), vi esorto a firmarla e a farla circolare.

Il motivo è semplice: l'iniziativa ha avuto l'attenzione dei media che contano, come il Financial Times e credo sia quindi utile che abbia successo, perché può dare effettivamente un segnale.

Vi ricordo anche chi è Barroso: quello che nel 2012 teleguidò il governo Monti. Se pensate che questo governo abbia fatto i vostri interessi, non firmate. Se vi ha danneggiato, firmate. Si chiama democrazia: so che non ci siete più abituati... ma non è certo colpa vostra!

Si chiama invece politica appoggiare l'iniziativa di persone che si esecrano, se questa può mettere l'avversario di fronte alle proprie contraddizioni. Sapete che non ci sono abituato... ma ci sto provando, per voi!


(...nel 2013 ha funzionato: votando i 5 stelle mi sono tolto da davanti "er carta straccia": parole sconsiderate come le sue andavano punite politicamente a qualsiasi costo. Sapevo, come tutti voi, che i cinque stelle non erano la soluzione - per l'esattezza, ero stato io a spiegarvelo nel 2012 prendendomi i vostri insulti, cui non sono seguite altrettante scuse - ma lui era evidentemente il problema e andava eliminato politicamente. Siamo in un caso analogo: è evidente che i parassiti non sono la soluzione, ma Bruxelles è un problema di ordine superiore... Si apra la discussione...)

martedì 22 marzo 2016

Potevamo esserci noi

(...ricevo da un amico che tutte le mattine prende la metro a Maelbeek - vedi alla voce: siamo ovunque... Sta cercando di capire perché è ancora vivo, cosa della quale mi sono premurato di accertarmi immediatamente - ho un cuore anch'io - ma una cosa, intanto, l'ha già capita, e vorrebbe condividerla con voi. Visto che il fatto è successo a Bruxelles, l'opinione di un abitante di Bruxelles mi sembra rilevante...)



Potevamo esserci noi

Non sappiamo ancora chi è morto, chi è rimasto ferito, negli attentati di questa mattina a Bruxelles.

È probabile che ci siano nostri amici o conoscenti; potevamo benissimo esserci noi.

Ci chiediamo come sarebbe stata usata la nostra morte, se fosse toccato a noi oggi.

Speriamo che nessuno strumentalizzi quanto accaduto, né per fomentare odio, né per far passare subdolamente alcun messaggio politico.

In occasione degli attentati di qualche mese fa a Parigi, ne approfittarono tutti:

coloro i quali volevano giustificare la caccia all'immigrato;
coloro i quali volevano invece giustificare le loro "politiche di integrazione";
coloro i quali volevano una spinta di odio contro i musulmani;
coloro i quali volevano criticare l'emarginazione dei musulmani;
coloro i quali volevano in fin dei conti giustificare l'intolleranza verso i più poveri;
coloro i quali volevano far credere che i poveri sono solo "gli altri", gli stranieri;
coloro i quali usarono quei morti per criticare il processo di integrazione europea;
coloro i quali usarono quei morti per zittire le obiezioni al processo di integrazione europea;
coloro i quali cercavano un pretesto per limitare le libertà di espressione dei cittadini;
coloro i quali in buona sostanza non ebbero scrupoli.

Se fosse toccato a noi morire oggi, avremmo voluto evitare di essere strumenti inconsapevoli nella battaglia politica.

Anonimo bruxellois



(...inutile dire che questo pio auspicio non verrà rispettato. Il progetto europeo nasce dalla paura e di paura si nutre, come uno dei suoi massimi artefici ci ricordò per tempo, senza che noi ci rendessimo conto di cosa stava dicendo: "Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l'Europa verso una maggiore integrazione, è la minaccia immigrazione". Naturalmente non sto dicendo che la bomba a Maelbeek l'abbia messa lui! Sto solo dicendo che da parte di un blocco di potere che ha teorizzato la paura come strumento lecito di integrazione (il fine giustifica i mezzi) non ci si farà alcuno scrupolo di strumentalizzare questo eccidio, come, del resto, è stato strumentalizzato l'incidente accaduto in Spagna, a un tal punto da spingere alcuni giornalisti a violare l'omertà. Se non altro, dovrebbe essere questa mancanza di scrupoli a farci capire che siamo in guerra. E non mi riferisco - solo - ai terroristi, che sono oggettivamente un problema e le cui motivazioni, lo confesso, a me sfuggono nella loro complessità, quanto - soprattutto - all'uso che del loro prodotto, il terrore, viene fatto dai nostri governi, le cui motivazioni invece mi sono fin troppo chiare. Forse noi, che siamo italiani, abbiamo un ulteriore vantaggio comparato nell'analisi dell'integrazione europea: oltre a essere cittadini di un'unione monetaria che non è un'area valutaria ottimale, oltre ad avere avuto governanti che ci hanno detto in faccia a cosa serviva la moneta unica, oltre a essere concittadini dei sommi sacerdoti dell'austerità espansiva, abbiamo anche vissuto, almeno quelli della mia generazione, la strategia della tensione, e siamo quindi in grado di riflettere con maggiore accortezza su certe dinamiche...)