<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483</id><updated>2012-03-10T10:14:34.708+01:00</updated><title type='text'>Goofynomics</title><subtitle type='html'>L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>64</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-3474923720894351046</id><published>2012-03-09T11:57:00.001+01:00</published><updated>2012-03-09T12:07:00.982+01:00</updated><title type='text'>Quod erat demonstrandum (7)</title><content type='html'>Molto probabilmente non sarà la rivolta dei perdenti, dispersi e commissariati,&amp;nbsp;a liberarci dal fardello insostenibile di una decisione tecnicamente assurda, ma &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/olanda-lestrema-destra-chiede-referendum-uscire-dalleuro/196081/" target="_blank"&gt;l'egoismo dei vincitori&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Scusate: mi hanno detto che scrivo troppo. Ma direi che, troppo&amp;nbsp;o poco, il vero problema è un altro: a che serve dire cose ovvie, se nessuno vuole prenderne atto?&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-3474923720894351046?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/3474923720894351046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/quod-erat-demonstrandum-7.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3474923720894351046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3474923720894351046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/quod-erat-demonstrandum-7.html' title='Quod erat demonstrandum (7)'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-4716127731004095695</id><published>2012-03-07T22:23:00.002+01:00</published><updated>2012-03-09T08:43:26.301+01:00</updated><title type='text'>La Bce è un prestatore di ultima istanza.</title><content type='html'>Sono stato costretto ad aggiungere qui a lato una antiestetica nota di copyright, su suggerimento di Robert (santo subito), a seguito di varie incursioni, alcune anche da parte di “colleghi” in cattiva fede. L’ultimo ve lo sottolineo, perché merita: è niente meno che un blogger dal Fatto quotidiano. &lt;a href="http://noisefromamerika.org/articolo/ma-versace-n-artro-ltro" target="_blank"&gt;Guardate che bell’articolo pubblica il 7 marzo!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E naturalmente qualche lettore gli fa notare che in effetti&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/draghi-portece-nantro-ltro.html" target="_blank"&gt; il 29 febbraio era uscito un articolo con “quasi” lo stesso titolo&lt;/a&gt;... Figurella... Anche perché la cattiva fede è palese: praticamente la confessa lui, dicendo che il titolo (per il quale i &lt;em&gt;noise &lt;/em&gt;giustamente lo complimentano: sono persone spiritose) è tratto da un commento al suo blog sul Fatto! Leggi: qualcuno avrà citato goofynomics, come spesso accade sul Fatto quotidiano (dove ancora si avventura qualche lettore di sinistra che non ha capito bene) e lui, giustamente, si è "ispirato".&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sapete, io appartengo a una generazione per la quale “intellettuale di destra” è un ossimoro. Da giovane tendevo a dare per scontato che chi era di destra fosse di poche letture, ottuso, e anche un po’ scorretto. Devo dire che all’epoca, e anche in seguito, non mi è capitato spesso di avere molte prove del contrario. Forse solo l’euro è riuscito a scuotere le mie certezze, nel senso che oggi temo che molti fascisti (tecnicamente tali, intendo) abbiano ahimè almeno in politica monetaria le idee più chiare di molti intellettuali di sinistra. Non è che la cosa mi piaccia, ma per amor di verità devo registrarla. Comunque, torniamo al "collega".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;La cosa patetica non è tanto lo "scippo" (sicuramente involontario)&amp;nbsp;del titolo: se uno è liberista, ovviamente la intende nel senso di essere libero di fare come gli pare: c’è una cosa che mi piace? La prendo! Sono liberista... Quindi, amico liberista, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;feel free&lt;/i&gt;... Qui c'è abbondanza, serviti pure: a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue possibilità, diciamo noi. E evidentemente anche voi, quando vi fa comodo!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;No, no, la cosa patetica è il contenuto. L’autore, in un tentativo lodevole (nelle intenzioni) di far un minimo di chiarezza sul concetto di “prestatore di ultima istanza” (cosa che noi abbiamo fatto più e più volte e da tempo su questo blog), si abbandona a una piacevole (secondo lui) vena umoristica che lo porta a fare uno svarione incredibile. Cito:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La funzione di LoLR (Lender of Last Resort, prestatore di ultima istamza, n.d.r.) si riferisce al sistema bancario, non agli Stati, come viene erroneamente inteso nel dibattito tra dattilografi di lusso, che affollano le redazioni e soubrettes (ambosessi), che sgomitano negli studi televisivi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;Alla Bce non erano state conferite né funzioni di LoLR per le banche &lt;/strong&gt;né funzioni di salvatggio per governi in bancarotta. Il Trattato di Maastricht non poteva essere più esplicito. L'art. 104 recita "È vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri, a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali".&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;C’è un piccolo problema, non so se ve ne accorgete...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Perché è vero, sì, che la funzione di prestatore di ultima istanza è intrinsecamente riferita alle relazioni fra istituto di emissione e sistema bancario, &lt;/strong&gt;tant’è vero che, come vi ho più volte ricordato, prima del “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia non sarebbe venuto in mente a nessuno di definire quest’ultima “prestatrice di ultima istanza” del Tesoro. La si definiva, più correttamente, “acquirente residuale” dei titoli pubblici che eventualmente fossero andati invenduti alle aste. “Pulendo” gli eccessi di offerta di titoli (come dicono gli economisti veri: sapete, dovrò parlar forbito, perché questo post sarà mal frequentato) la Banca d’Italia ne stabilizzava il prezzo e quindi i tassi di interesse. Quindi se si parla di prestatore di ultima istanza si parla di banche, e questo è ovvio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma... dettaglio!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;L’art. 104 del Trattato di Maastricht, citato dall’illustre collega liberista, non parla di banche: il collega ne parla (l'ho evidenziato), ma il Trattato no! Parla di organi della comunità, di enti di diritto pubblico (enti locali, imprese), di amministrazioni statali, ma di banche proprio no, no, no, mille, duemila volte no!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’art. 104 è la famosa “no bail-out clause”, cioè la disposizione che esplicitamente vietava alla Banca centrale di intervenire per salvare i governi dell’eurozona. Una norma che, in teoria, era stata dettata per risolvere problemi di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;moral hazard&lt;/i&gt;, senza molto successo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ma rispetto alle banche dell’eurozona è &lt;em&gt;ovviamente &lt;/em&gt;previsto che la Bce agisca come prestatore di ultima istanza. Ciò fa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ovviamente&lt;/i&gt; parte dei suoi doveri di istituto, come di quelli di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;qualsiasi&lt;/i&gt; istituto di emissione. Sarebbe stato assurdo che il Trattato di Maastricht inibisse questa normale funzione di qualsiasi banca centrale: ma il "collega" non se ne rende conto! E questi sono gli economisti puri e duri?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A scanso di equivoci, preciso che&amp;nbsp;questa non è l’idea di un “economista” (secondo i lettori di noise io sono un “economista” fra virgolette) antagonista e complottista. No no! &lt;strong&gt;Sta proprio scritto sul sito della Bce. &lt;/strong&gt;Sai, gentile collega, la politica monetaria, tu forse non sai cos’è perché non credo che tu la abbia mai insegnata, ma si fa anche così: prestando soldi alle banche quando ne hanno bisogno. Guarda cosa c’è scritto sul sito della Bce... anzi, per te, che scrivi “fromamerika”, la chiamerò Ecb: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; line-height: 150%; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"&gt;Monetary policy instruments&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;&lt;a href="http://www.ecb.int/ecb/educational/facts/monpol/html/mp_008.en.html" target="_blank"&gt;Non-standard measures&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;In times of extraordinary financial market tensions, the Eurosystem will make use of any instrument that is compatible with the Treaty and that is necessary to continue achieving its objectives. The Eurosystem may therefore decide to address these tensions by resorting to non-standard, unconventional measures. These measures form part of the Eurosystem's monetary policy implementation "toolbox", but are by definition exceptional and temporary in nature. Usually, these measures are aimed at the banking sector given the reliance of companies in the euro area on financing by banks (as opposed to financing via capital markets). Below are examples of measures that the Eurosystem can take. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Fixed-rate, full-allotment liquidity provision&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;In normal circumstances, the Eurosystem, when conducting its open market operations, assesses the total liquidity need of the banking sector and, in competitive tenders, allots this amount. Usually these tenders are conducted as variable rate tenders, meaning that banks pay the interest that they offer when they make their bids. The Eurosystem may also execute its tenders in the form of fixed rate tenders, where the interest rate is specified in advance and banks bid the amount of money they wish to transact at the fixed interest rate. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;In exceptional circumstances, the ECB may decide in advance to allot the full amount of liquidity that banks request, i.e. to accommodate all bids, at a fixed interest rate. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Expansion of list of assets eligible as collateral&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;The Eurosystem can decide to lower the minimum requirements for collateral that banks have to provide when they borrow money from the Eurosystem. This measure aims to improve the access of banks to Eurosystem liquidity providing operations. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Longer-term liquidity provision&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_514062316"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;In normal circumstances, the Eurosystem regularly conducts one longer-term refinancing operation per month, with a maturity of three months. In exceptional circumstances, the Eurosystem can increase the frequency and the maturity of these operations.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.ecb.int/ecb/educational/facts/monpol/html/mp_008.en.html" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco, collega, clicca e ripassati la slide 8 del sito della Bce. Poi, se vorrai, ti parlerò&amp;nbsp;delle varie forme di rifinanziamento, del corridoio EONIA, e via dicendo. &lt;strong&gt;E così capirai che la tua idea bislacca che la Bce non abbia fra i suoi compiti quello di prestatore di ultima istanza per il sistema bancario è, come dire,&amp;nbsp;amatoriale. Certo non al livello degli ottimi contributi che si possono trovare sul sito dal quale ti esprimi. Forse ti sei espresso male. Può capitare.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ciao collega, torna a copiarci... &lt;em&gt;pardon&lt;/em&gt;: a trovarci! Guarda: ti accordo un &lt;em&gt;waiver &lt;/em&gt;perenne: serviti pure...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, tornando a noi, io di chi sia questo non ho la benché minima idea, il server proxy è giù da un paio di settimane e quindi non posso consultare EconLit da casa. Vedo da Google Scholar che ha pubblicato sul &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Journal of International Money and Finance&lt;/i&gt;. La conclusione, sconfortante, è che uno può pubblicare su una rivista internazionale senza letteralmente sapere cosa faccia la Bce (o senza essere in grado di dirlo con parole sue)!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma guardate il lato positivo: almeno siamo riusciti a capire perché ogni tanto riescono a pubblicare sulle riviste internazionali anche “economisti” come me... Con l’aggravante che, per colpevoli sviste dei referee, le riviste nelle quali pubblico io spesso sono anche impattate. Vedi a che servono le virgolette...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A proposito, ora che ci penso, devo scrivere un &lt;em&gt;editorial&lt;/em&gt;... Ho un production manager di Elsevier alle calcagna. Ma come si fa a resistere alla tentazione: palla sul dischetto, porta vuota... Torniamo a lavorare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-4716127731004095695?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/4716127731004095695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/la-bce-e-un-prestatore-di-ultima.html#comment-form' title='67 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/4716127731004095695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/4716127731004095695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/la-bce-e-un-prestatore-di-ultima.html' title='La Bce è un prestatore di ultima istanza.'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>67</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-2180550342046566477</id><published>2012-03-07T12:05:00.007+01:00</published><updated>2012-03-09T08:50:30.155+01:00</updated><title type='text'>Accorati appelli e tecnologia tedesca</title><content type='html'>&lt;div class="js-messagebox" id="mw-js-message" style="display: none;"&gt;&lt;/div&gt;Oggi vi parlerò di letteratura francese e di tecnologia tedesca. Lo spunto mi viene offerto, dopo una notte passata a contemplare le miserie umane nel pronto soccorso di un ospedale romano (niente di grave), dall’ultimo commento di una nuova e spero fedele adepta:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Buonasera, ho scoperto per caso il suo blog proprio ora. Mi sembra interessante, ma vista l'ora, leggerò con calma nei prossimi giorni. Non ci capisco niente di economia, però sono molto preoccupata per una finanza che mi pare stia diventando sempre più disumana. Scusi se non è in tema con il suo post, ma posso chiederle se conosce la "Lettera degli Economisti" e se ne condivide i contenuti? &lt;a href="http://www.letteradeglieconomisti.it/"&gt;http://www.letteradeglieconomisti.it/&lt;/a&gt; grazie, le prometto che i prossimi interventi saranno inerenti silvia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che bel nome... Ed è proprio in tema: “che speranze, che cori o Silvia mia!”. Qual più degna chiosa di questo endecasillabo ai tanti accorati appelli?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli accorati appelli! Credo di averne firmati un paio anch’io, per solidarietà con Sergio Cesaratto, che di solito me li propone con il suo garbo britannico, al quale non so resistere, partendo dal presupposto che ovviamente non si può mai essere d’accordo completamente con una proposta (io non lo sono nemmeno con le mie, figuratevi un po’ con quelle degli altri... ma chi vve conosce?), però è utile dimostrare solidarietà, compattezza, proposta...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarà...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Intanto, nel caso specifico, la diagnosi mi sembra corretta (mi viene da credere grazie alla presenza di Brancaccio fra gli estensori), ma &lt;strong&gt;quello che non mi piace è la terapia, viziata dall’identificazione di Europa ed euro.&lt;/strong&gt; Questa identificazione, implicita ma non tanto, ritengo sia un falso storico, una mistificazione politica, e un errore economico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Leggete la vibrante conclusione. Gli autori argomentano che se non si riequilibrano le politiche di crescita delle economie del nucleo, tutte sbilanciate sulle esportazioni, cioè se i paesi in avanzo non aiuteranno la crescita europea stimolando la propria domanda interna (consumi e investimenti), i paesi periferici: “potrebbero esser forzatamente sospinti al di fuori della Unione monetaria o potrebbero scegliere deliberatamente di sganciarsi da essa per cercare di realizzare autonome politiche economiche di difesa dei mercati interni, dei redditi e dell’occupazione. Se così davvero andasse, è bene chiarire che non necessariamente su di essi ricadrebbero le colpe principali del tracollo della unità europea.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma, scusate, gentili colleghi e maestri... perché mai rimediare a quello che sui nostri, sui vostri libri è chiaramente individuabile come un errore, cioè il costituire una unione monetaria fra paesi che non rispettano i requisiti minimi necessari, sarebbe una colpa? &lt;strong&gt;Non potremmo, almeno noi, che siamo uomini di mondo, rinunciare per un momento ad usare categorie moralistiche, e soprattutto ad usarle a vanvera?&lt;/strong&gt; Lo so che gli altri lo fanno, ma lasciamolo fare agli altri. E perché mai liberarsi dal fardello della moneta unica, adottato per motivi che voi conoscete meglio di me, e che io mi sono permesso di riassumere&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/08/articolo/5225/" target="_blank"&gt; in questo lavoro&lt;/a&gt;, minerebbe l’unità europea? A cosa vi riferite esattamente? Mi state forse dicendo che se, poniamo, la Spagna uscisse dall’euro la cerniera dei Pirenei si scollerebbe, e la povera Spagna, novella Atlantide, fluttuerebbe in mezzo all’Atlantico? Ah, voi la vedete così... Certo, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;tout se tient&lt;/i&gt;, ma questo legame fra la teoria delle Aree Valutarie Ottimali e quella della tettonica a zolle non sarebbe venuto in mente nemmeno a me, che già sono pindarico di mio, e da qualche anno insegno a viale Pindaro (e a due passi dalla pineta dannunziana... sarà per quello i piddini mi trovano fascista...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bene, intanto vi rassicuro su un punto: sapete, i Pirenei e le Alpi esistono proprio perché la Spagna e l’Italia, poverine, stanno spingendo per entrare in Europa. Voi pensavate che fosse una storia recente!? No, no, va avanti da milioni di anni. Difficile che ci ripensino proprio adesso, e solo perché c’è stata una lieve, spiacevole increspatura nel mare della Storia. L’euro è pur sempre una costruzione umana, direi non particolarmente assistita dalla grazia divina: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7CflgPLxBaA&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;nisi Dominus custodiverit&lt;/a&gt;..&lt;/i&gt;.  E quando l’uomo, anzi, la donna, si è alzata in piedi (cosa che, non dimentichiamolo, pare non sia accaduta a Bruxelles) l’Europa era già lì (e anche le Alpi, e anche i Pirenei, e se proprio vi volete allargare, anche i Carpazi), ed era già una zona economicamente depressa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi, consentitemi, io ho il pallino del correttore di bozze... a me sembra ci sia un errore nell’intestazione. Leggiamola insieme:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Ai membri del Governo e del Parlamento&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ai rappresentanti delle forze politiche e delle parti sociali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea e del SEBC&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma... scusate, fatto salvo il rispetto che da servitore (non servo) dello Stato devo ad alcune di queste figure istituzionali (non a tutte), e anche astraendo dal fatto che molte di esse hanno dato prova provata di non capire quello che sta succedendo (o di capirlo ed esserne complici, fate voi...), il problema è che l’appello evidentemente non è rivolto a loro! &lt;strong&gt;L’appello, per avere un senso, deve chiaramente rivolgersi &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-crisi-delleurozona.html" target="_blank"&gt;a chi lo squilibrio lo ha causato&lt;/a&gt;, secondo la vostra lucida diagnosi che condivido, ovvero a quelli che voi definite “i Paesi in avanzo commerciale, in particolare la Germania”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E qui subentra la letteratura francese. Perché vedete, è chiaro a voi come a tutti che la situazione è intricata, e che per venirne fuori c’è bisogno di intelligenza. Ma come si riconosce l’intelligenza?&lt;strong&gt; Qui tutti parlano, mi dice un altro lettore, sentiamo dire tutto e il suo diretto ed immediato contrario, di chi ci possiamo fidare? Nel difficile compito di riconoscere l’intelligenza ci assiste Rabelais.&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricorderete tutti in che modo Grandgousier riconobbe l’intelligenza sopraffina di Gargantua, vero? Caso mai l’aveste dimenticato, è scritto nel capitolo XIII del primo libro de “La vie threshorrifique du grand Gargantua, père de Pantagruel”. Dove si racconta come Grandgousier, ritornando a casa dopo un’assenza di cinque anni, andò a trovare suo figlio, e “fut resjouy comme un tel pere povoit estre voyant un sien tel enfant”. Forse a titolo di precauzione, Grandgousier si rivolse alle “gouvernantes” chiedendo loro se avessero tenuto suo figlio “blanc et nect”. E Gargantua rispose che ci aveva pensato da sé, avendo, “par longue et curieuse experience inventé un moyen de me torcher le cul, le plus seigneurial, le plus excellent, le plus expedient que jamais fut veu” (“torcher” significa pulirsi, e le altre parole credo si traducano facilmente, soprattutto “cul”). E dalla lunga e circostanziata spiegazione che Gargantua fornisce delle sue esperienze, Rabelais ci dice (ma siamo già nel capitolo XIV, perché la descrizione è lunga) che Grandgousier “ravy en admiration... congneut l’esperit merveilleux”, cioè riconobbe la meravigliosa intelligenza, del proprio rampollo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché in effetti, diciamocelo, forse il fatto di vivere in una società che crea bisogni inutili per soddisfarli (o meglio ancora per frustrarli) ci ha fatto perdere di vista il fatto che l'intelligenza, in fondo, si manifesta&amp;nbsp;anche nella capacità di soddisfare nel modo migliore i nostri bisogni più essenziali. Almeno, gli umanisti pare la pensassero così. Che poi nel nostro caso vorrebbe dire che l'intelligenza si dovrebbe manifestare nel proporre soluzioni che non comprimano i diritti, che non causino disoccupazione, ma con questo non vi dico nulla di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Invece, forse ignorate che i risultati conseguiti dalla tecnologia francese nell'arte di "se torcher le cul", dettagliatamente descritti da Rabelais, non hanno mancato di suscitare per secoli l'invidia dei vicini di casa. Fino a quando la gigantessa della politica europea, Angela Merkel, ha riunito i suoi migliori scienziati assegnando loro un difficile compito: quello di portare la tecnologia tedesca oltre la frontiera stabilita da Rabelais nel XVI secolo. Ed essi lo hanno rapidamente assolto, con fedeltà ed efficienza alemanna, progettando &lt;strong&gt;una stampante laser alimentata a rotoloni Regina. Sì, proprio quelli che non finiscono mai (come gli appelli).&lt;/strong&gt; In attesa del brevetto (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;patent pending&lt;/i&gt;) il prototipo è già pronto e funziona a pieno regime lassù, a Berlino.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ogni mattina, dopo la colazione, e prima di un’operazione tanto necessaria quanto inelegante (o almeno ritenuta tale dalle persone incapaci di comprendere, come diceva Robert Musil, che la bocca e quell’altra cosa in fondo sono le due estremità di uno stesso tubo), ogni mattina, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;disais-je&lt;/i&gt;, un appello fresco di giornata viene stampato caldo caldo. A quale scopo lo avrete capito, non fatemelo dire in italiano, altrimenti rockapasso mi sgrida. Mi dice: “sei triviale, se continui così non ti chiameranno mai in televisione, il nostro vicino di casa c’è andato...”. Sapete, le donne... Povera rockapasso, quanti dispiaceri le do. Del resto, è anche normale che lei da laureata in lettere non abbia mai letto le Satire di Ariosto. Sai, questo blog è un po’ casa mia. Certo, la televisione, la visibilità... Ma sai qual è il problema? Che a me di andare a fare la bella statuina che ripete “più Europa, più Europa” a un eletto parterre che l’Europa non sa cosa sia, me ne importa anche poco. Senti che bella l'Europa, senti che ti dice:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mal può durar il rosignuolo in gabbia,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;più vi sta il gardelino, e più il fanello;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;la rondine in un dì vi mor di rabbia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chi brama onor di sprone o di cappello,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;serva re, duca, cardinale o papa;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;io no, che poco curo questo e quello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In casa mia mi sa meglio una rapa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;ch’io cuoca, e cotta s’un stecco me inforco,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;e mondo, e spargo poi di acetto e sapa,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che all’altrui mensa tordo, starna o porco...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vedi: dice “gardelino”, come la mi’ nonna. Ecco, io sono rondine (o chiurlo: ma insomma, in gabbia ci sto male).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli appelli falli scrivere ai fanelli (fa anche rima) “che ‘l stare a Ballarò stiman grandezza”. Tanto poi, per tornare al nostro tema, ogni mattina la segretaria li stampa, e Angela si apparta. &lt;strong&gt;E credo che nulla superi il suo piacere nel compiere una certa operazione su una soffice carta a triplo velo intiepidita dal passaggio attraverso il fusore della geniale stampante laser, carta che trasmette “au trou du cul une volupté mirificque, tant par la doulceur d’icelle que par la chaleur temperée, laquelle facilement est communicquée au boyau culier et aultres intestines, jusques à venir à la region du cueur et du cerveau”.&lt;/strong&gt; La cosa più difficile è stata trovare un toner anallergico. Ma il Sud dell’Europa ha fornito le cavie.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Allietata da questa volupté mirificque, la gigantessa si appresta a sbrigare le faccende quotidiane: “che governo metto in Grecia? Che governo metto in Portogallo? Mario, mi alzi un po’ lo spread? Mario, mi abbassi un po’ i diritti? No, &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; alza e &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; abbassa, che fate, non vi confondete: mica mi stai abbassando lo spread? Poi quello mi deve alzare i diritti! Ma insomma, devo pensare a tutto io!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E voi dite che: “l’europeismo per sopravvivere e rilanciarsi dovrebbe caricarsi di senso”? Mi verrebbe da rispondere come Odette: “C’est vrai?” Non ci siamo, carissimi. &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/leuropa-senza-leuro.html" target="_blank"&gt;L’europeismo, per sopravvivere, deve scaricare il nonsenso dell’euro.&lt;/a&gt; E voi lo sapete meglio di me. Me lo avete insegnato voi! &lt;em&gt;Mais où sont les neiges d'antan?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ah, volete sapere qual era il metodo preferito da Gargantua? E leggetevi Rabelais: quella è l’Europa, non questa moneta unica di merda (appunto). E io dov’ero rimasto? Ah sì, al deflatore delle esportazioni della Malesia... che palle! Caro mi costa questo momento di innocente causerie in compagnia di pochi amici (molto onore)...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E cara mi costa la mia verve letteraria: amore, perdonami, non ho resistito alla tentazione di&amp;nbsp;romanzare il tuo personaggio, e ti ho fatto dire delle cose che non hai mai detto, dipingendoti come una specie di Santippe. In effetti tu che il nostro vicino era andato in televisione neanche lo sapevi, a me lo ha detto Marco Basilisco, e non l'ho nemmeno potuto vedere perché ero in Francia. Però è vero che ogni tanto mi esorti alla moderazione, e so benissimo che lo fai pro bono, come tanti altri maestri, amici e lettori. Lo fai perché&amp;nbsp;pensi che se stessi più calmo forse potrei essere più utile al mio paese. Hai ragione. E ogni tanto io non resisto alla tentazione di prendermela con chi ha ragione, soprattutto se mi chiede lo sforzo più grande, quello di temperarmi. Che già con il clavicembalo è una rottura di scatole, e lo sai. Facciamo pace? Alex, mettici una buona parola tu, che a te ti ascolta...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-2180550342046566477?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/2180550342046566477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/accorati-appelli-e-tecnologia-tedesca.html#comment-form' title='48 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2180550342046566477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2180550342046566477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/accorati-appelli-e-tecnologia-tedesca.html' title='Accorati appelli e tecnologia tedesca'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>48</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-3466133950527350492</id><published>2012-03-05T22:17:00.000+01:00</published><updated>2012-03-05T22:17:44.483+01:00</updated><title type='text'>Il fisico e l’ingegnere</title><content type='html'>&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Alle 9:01&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  Prof. Bagnai, nel MoV sto martellando deciso sulla questione exit strategy dall'euro, e l'articolo che lei spesso cita sulla relazione dei 12 economisti é tra le mie fonti preferite. Ma l'obiezione che spesso (e giustamente) mi viene mossa é che quella é una strategia concordata fra stati che prevede di aver a che fare con persone/interlocutori ragionevoli che vogliano il bene comune, non si applica "tanto bene" a una situazione in cui tutti i governi fino a 0.5 microsecondi fa sostenevano l'inevitabilità dell'euro e il diluvio dopo la supermoneta che unisca paperopoli, bananopoli, topolinia e gotham city, nella spiacevole ipotesi che bananopoli si levi prima del tempo. Molto più verosimilmente l'uscita non sarà concordata, ma anzi dovremo aver a che fare con misure protezionistiche e sanzioni a base di attacchi alla kryptonite sulla nostra nuova divisa e alle nostre aziende, senza parlare dell'ostracismo usa etc. Lei che ne dice? Perché la cosa sia proponibile a 360 gradi, io ritengo si debba mettere a punto una strategia più difensiva che dia per scontato di avere l'ostilità di tutta europa (tranne forse dei piigs che prenderebbero appunti). In questo contesto quali variazioni irrinunciabili apporterebbe alla procedure dettagliata dai 12 economisti? Mattia Corsini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Alle 17:13&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  Peccato, il mio post di stamane é andato perso :( Prof. Bagnai, una domanda: lei linka spesso l'interessante articolo sulla exit strategy dall'euro scritto dai 12 economisti... Bene, quell'articolo prsuppone di avere unione di intenti con una serie di stati che vogliono uscire, o addirittura che si voglia uscire tutti insieme. E' assai più probabile che ci vediamo costretti ad uscire da soli invece, o peggio...che saremo costretti ad uscire di schianto quando la grecia sarà stata spolpata abbastanza e farà default in euro (il che credo che manderà in ulteriore crisi la moneta euro). In questi casi non possiamo aspettarci collaborazione, ma sanzioni, misure protezionistiche e l'inimicizia generale dell'area fedele all'euro. Lei che ne dice? Quali misure precauzionali dovremmo prendere in questi casi per garantirci una sicura transizione? Nazionalizzazione delle banche? Blocco delle transazioni verso l'estero e delle operazioni di borsa? Altro? Mattia Corsini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Al mondo esistono fisici e ingegneri. Un motivo ci sarà. Supponiamo che un ingegnere, per qualche suo motivo, decida di costruire un ponte che non rispetta alcune elementari leggi della fisica. Non so, immaginatevi il ponte di Brooklyn con dei piloni di legno, ad esempio, o con i cavi di garza. E immaginatevi anche che un fisico, passando da quelle parti, faccia notare all’ingegnere: “stimato professionista, il carico di rottura dell’acciaio è di qualche decina di chili per millimetro quadrato, quello della garza è leggermente inferiore. Io, fossi in te, mi procurerei dell’acciaio.” Cosa ha risposto l’ingegnere lo sapete: &lt;strong&gt;“Ma io ho una visione, questo ponte lo devo fare adesso, devo andare dall’altra parte, è un ponte per la pace” (cosa vuol dire? niente, ma suona bene, n.d.r.) “Se aspettiamo l’acciaio il ponte non lo faremo mai”.&lt;/strong&gt; Sapete anche com’è andata a finire: il ponte è crollato, i più fortunati sono rimasti ognuno dalla parte sua, qualcuno è anche caduto nel fiume, e la corrente se lo è portato rapidamente via. Il rombo della corrente ha coperto le urla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non vi piace la metafora? Non ho molto tempo per trovarne di più divertenti, stasera. Il povero Mattia non lo sa, ma sto lavorando su due articoli miei, devo scrivere un editoriale per un numero speciale di una rivista che ho curato, devo occuparmi del PRIN (tempo perso), ecc. La sua domanda non è andata perduta. Solo che, essendo molto interessante, necessitava di un minimo di tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Usciamo dalla metafora.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gli economisti quello che c’era da fare lo hanno detto prima, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html" target="_blank"&gt;in modo molto autorevole e circostanziato.&lt;/a&gt; I politici, questi ingegneri visionari, hanno fatto il guaio, e ora seguono due strategie: la prima, più diffusa, è quella di tentare di occultarlo o di adottare cure palliative. Non funzionerà. La seconda, meno diffusa, è quella di venire a piangere dalla mamma!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E così adesso, per alcuni politici, e soprattutto per molti elettori, sono gli economisti che devono dire cosa fare, quando farlo, come farlo, come trovare gli spazi politici, quali norme legislative utilizzare... &lt;strong&gt;Insomma: ora gli economisti devono essere politici, diplomatici, giuristi, guardie doganali, agenti di pubblica sicurezza... cioè fare il lavoro di tutti, solo perché qualcuno ha voluto (senza esserne in grado) fare il lavoro loro!&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione: non voglio sottrarmi alle domande di Mattia e non gli sto rivolgendo alcun rimprovero. Capisco bene che adesso l’atteggiamento dell’economista che dice al politico “fai così” potrebbe essere liquidato con il noto detto “col culo degli altri...”. Il problema è che la prima volta, quando siamo “entrati”, quella parte tanto preziosa e tanto denigrata del corpo umano ce l’abbiamo dovuta mettere noi, non i politici. Quindi, fermo restando che a certe domande non voglio sottrarmi, voglio però fare una riflessione con voi: a cosa servono i politici?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Qual è la loro competenza specifica?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Io sono economista: mi dicono: si può fare la moneta unica? Dico: no, o comunque &lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/research/Eur.pdf" target="_blank"&gt;i vantaggi che offre mi sembrano trascurabili&lt;/a&gt;. Poi la fanno, e va bene così. Chiedo: ma perché? La risposta è “abbiamo una visione, un progetto”. E per tutti questi mesi, ogni volta che parlavo con&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;colleghi, tutti rigorosamente €fili, alla fine cosa mi sentivo dire: “ma tu hai una visione troppo tecnicistica, proprio tu che sei un uomo di cultura ti arrocchi nel tuo sapere economico, ma qui ci vogliono vedute ampie, ma i politici hanno una visione più ampia del progetto europeo, una visione che tu non puoi avere”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bene: ora tocca a loro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Cari politici, cosa sapete fare? Tiratelo fuori, il vostro progetto! Trovateli voi gli spazi politici! Costruitele voi le alleanze interne e internazionali! Definitele voi le strategie! Delineateli voi gli scenari! Attribuiteli voi i costi e i benefici! Non lo avete già fatto la prima volta? Fatelo di nuovo, magari in modo un po’ più democratico. Ma fatelo voi, perché è il vostro lavoro.&lt;/strong&gt; Troppo facile ignorare le leggi della fisica (pardon, dell’economia) pensando che quando il ponte cadrà non si finirà in galera e si chiamerà il fisico a riscrivere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;aggratise&lt;/i&gt; il progetto. Non funziona così.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Parliamo di cose concrete. Il MoV quando ci va al governo? Il problema credo sia questo. Dopo di che, è assolutamente chiaro che a prescindere dalla natura “concordata” o unilaterale dell’uscita, sarà indispensabile rivedere tutti i trattati europei, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/leuropa-senza-leuro.html" target="_blank"&gt;secondo le indicazioni espresse da Frey&lt;/a&gt;, e sarà certo necessario limitare seriamente i movimenti di capitali, cosa che ritengo si possa tranquillamente mettere in pratica anche nel quadro normativo vigente (statuti del Fmi ecc.). Ma, appunto, di questo non dovrebbero essere esperti i politici?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quando e come dipende da due variabili aleatorie: l’esito delle elezioni nei paesi del nucleo, e soprattutto l’esito del dissenso sociale nella periferia. Basterebbe che Italia e Spagna concordassero un’azione perché la Francia fosse costretta a seguire. Guardate che la Francia non sta messa tanto bene, e lo sa. Ma scusate: se questa non fosse (come è) una reale possibilità, perché mai si sarebbero affrettati a insediare governi di un certo tipo in tutti i paesi della periferia? Secondo me per impedirla. Secondo voi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Allora il problema è: &lt;strong&gt;si può raggiungere l’obiettivo di avere un governo di un altro tipo, continuando a fare agli elettori la stessa proposta: euro, sacrifici, austerità, annacquati con un altro &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/draghi-portece-nantro-ltro.html" target="_blank"&gt;ltro&lt;/a&gt; che abbassa un po’ gli spread ma allarga i differenziali di inflazione? La domanda vera è questa.&lt;/strong&gt; Non è se dovremo controllare i movimenti di capitali. Certo che dovremo. O se dovremo chiudere le banche per qualche giorno. Certo che dovremo. Ed è altresì chiaro che sarà necessario (orrore!) adottare misure protezionistiche nel caso in cui la situazione non evolva secondo buon senso. Ma questo è ovvio. Son tutte cose delle quali in Francia si parla alla televisione in prima serata, non nei blog “di nicchia” gestiti da intellettuali sofisticati ed elitisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Del resto, nel percorso che sto facendo con voi è anche previsto che si riprendano le proposte di uscita e le si discutano in dettaglio. Ma prima ci sono tante altre cose da spiegare! Qui la gente letteralmente non sa cos’è la svalutazione, e tu pensi che sia così cruciale dirgli quanto le costerà una cosa che non sa cosa sia? &lt;strong&gt;Hai mai sentito due persone parlare della parità lira/euro? Io ogni volta mi faccio delle pazze risate. La gente letteralmente non sa dirti quando il cambio è più forte o più debole: dovevamo entrare a 1500 o a 2000? E quindi secondo me alla fine puoi dirgli qualsiasi cosa, però in modo credibile. La tua competenza, alla fine lo abbiamo capito, deve essere questa. E non prenderla come una notazione negativa, tutt’altro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una domanda però me la pongo anch’io, ed è questa: &lt;strong&gt;attorno a quale proposta politica pensate di addensare una massa che sposti gli equilibri?&lt;/strong&gt; Attorno al “più Europa”? E se invece proponete un’alternativa, siete sicuri che alla gente interessi tanto il dettaglio? Se me lo confermate, io vi aiuto: vi faccio un bel pizzo di Alençon, vi ci metto anche il codice Pantone del colore della nuova banconota da 10 lire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma secondo me la gente vuole capire prima di tutto una cosa: se siete ellissoidi o se avete gli ellissoidi. &lt;strong&gt;Avere o essere?&lt;/strong&gt; E il cerchio si chiude: torniamo alla domanda di Fromm, l’autore che piaceva tanto al &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/arrivano-i-piddini.html" target="_blank"&gt;compianto piddino&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;em&gt;P.S.: se volete risposte immediate, fate domande facili o fatevi mandare il mio codice IBAN, ci&amp;nbsp;mettiamo d'accordo!&amp;nbsp;Da voi imparo molto, ma ogni tanto mi è richiesto dar prova di ignoranza su qualche rivista internazionale, e lì, sapete, sono così puntigliosi... quindi non sentitevi trascurati se la risposta non arriva...&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-3466133950527350492?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/3466133950527350492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/il-fisico-e-lingegnere.html#comment-form' title='68 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3466133950527350492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3466133950527350492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/il-fisico-e-lingegnere.html' title='Il fisico e l’ingegnere'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>68</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-1646368538877647262</id><published>2012-03-04T20:02:00.003+01:00</published><updated>2012-03-04T21:18:38.604+01:00</updated><title type='text'>Quod erat demonstrandum (6)</title><content type='html'>Sul blog di una delle poche forze politiche che hanno avuto (in Italia) il coraggio di prendere posizione contro l'euro, trovo &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2012/03/anche-i-fascisti-per-la-sovranita.html" target="_blank"&gt;questo post&lt;/a&gt; che dipinge esattissimamente la natura del problema politico che abbiamo davanti. In sintesi, l'amica piddina dell'autore lo chiama trafelata perché&lt;strong&gt; pare che i fascisti abbiano manifestato a Roma per il ritorno alla sovranità monetaria.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardate il lato positivo. Una previsione si avvera, e&amp;nbsp;per un economista è sempre una bella soddisfazione (anche se spesso si associa al manifestarsi di cataclismi!). Cosa scrivevo ad agosto, &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/08/articolo/5225/" target="_blank"&gt;rispondendo a una madre nobile della sinistra per bene e decotta&lt;/a&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;" gli elettori cominciano a intuire che la macelleria sociale si può chiudere uscendo dall’euro. Cara Rossanda, gli operai non sono “scombussolati”, come dice lei: stanno solo capendo. “Peccato e vergogna non restano nascosti”, dice lo spirito maligno a Gretchen. Così, dopo vent’anni di &lt;i&gt;Realpolitik&lt;/i&gt;, ad annaspare dove non si tocca si ritrovano i politici di sinistra, stretti fra la necessità di ossequiare la finanza, e quella di giustificare al loro elettorato una scelta fascista non tanto per le sue conseguenze di classe, quanto per il paternalismo con il quale è stata imposta. Si espongono così alle incursioni delle varie Marine Le Pen che si stanno affacciando in paesi di democrazia più compiuta, e presto anche da noi. Perché le politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra."&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora è successo,&amp;nbsp;e così quelli che, come Goofy, difendono tesi che venivano date per scontate ad Harvard negli anni '90, hanno fatto un bel salto di qualità. &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html" target="_blank"&gt;Fino ad oggi ci sentivamo dare dei leghisti.&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Da oggi, novità: saremo additati come fascisti! Noi!?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora come chiameremo chi ci ha imposto l'euro con la disinformazione, anzi, il terrorismo (lo spettro dell'Argentina!), e&amp;nbsp;in modo paternalistico ("ragazzo, lasciami lavorare, so io quello che ci vuole per salvare l'Italia... solo che... Oooooops... scusa, mi sono accorto che in realtà ho salvato la Germania... &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=uwOTq2ogy8Q" target="_blank"&gt;ma sono abbastanza sicuro che l'esito per noi non sarà completamente disastroso&lt;/a&gt;"). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E fascista è stato, implicitamente, involontariamente, innocentemente (ma si può essere innocentemente fascisti?), chi glielo ha consentito, &lt;strong&gt;per acquiescenza bovina verso la linea del partito, memore forse dei bei tempi in cui la davano Togliatti o Berlinguer, e poco consapevole che nel frattempo chi gliela stava dando era un democristiano&lt;/strong&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dettagli, piccolezze... Si sa, ormai lo avete capito, la discussione del post precedente lo ha chiarito: io sono il solito accademico elitista che spacca il capello in quattro... "Cosa stai a guardare: quello sta a sinistra e vuole l'euro? Allora l'euro è di sinistra. Io sono di sinistra? E allora l'euro è buono."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un ragionamento spiccio, efficace, pragmatico, non elitario, non accademico, non tecnicistico, come sono invece quelli di Goofy, a giudizio di certe anime semplici, ammaliate dai Fantastic Five.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo è un ragionamento&amp;nbsp;fascista. Lo provano i risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, se la gente non ragionasse così, non si capirebbe il post precedente. Uno slogan vale l'altro, un uomo della provvidenza vale l'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora eccoci: ci siamo arrivati anche noi. Cominciano le incursioni. Siccome siamo dei ritardati politici e culturali, quello che ad agosto in Francia stava già succedendo, ecco, ora si manifesta anche da noi, con la consueta isteresi. Non ci voleva molto a prevederlo e non sono molto fiero di questa ovvia previsione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma una cosa devo dirla, una volta per tutte, agli amici piddini, sellini, e vari: voi già portate su di voi la responsabilità della svolta autoritaria che si è palesata nel modo che tutti abbiamo visto e qualcuno previsto. &lt;strong&gt;Siete ancora in tempo per evitare di assumervi la responsabilità di una involuzione fascista in questo paese.&lt;/strong&gt; Che l'euro è insostenibile è un fatto dimostrato dall'esperienza e &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html" target="_blank"&gt;anticipato dalla migliore letteratura scientifica internazionale.&lt;/a&gt;&amp;nbsp;L'uscita dall'euro è una necessità tecnica e un argomento tecnicamente giusto. &lt;strong&gt;Se lasciate questo argomento in mano ai fascisti, sarete oggettivamente loro complici e verrete sorpassati a sinistra (cioè correttamente, visto che non siamo in Inghilterra) da forze di estrema destra.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marine Le Pen non è ancora un pericolo concreto in Francia. Ma dopo un mandato Hollande, vedrai come&amp;nbsp;lo diventerà! Perché la gente comincia a capire. Vuole uscire dalla trappola. &lt;strong&gt;E alla fine non le interesserà molto se per liberarsi dalle sabbie mobili dovrà usare il piede destro o quello sinistro: userà quello che le sembrerà offrire un minimo di appiglio. Quindi certo non voi, se continuerete a ripetere come un disco rotto le vostre ricettine omodosse mal apprese in tarda età...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prendetevi le vostre responsabilità, fate, se lo ritenete, se dovete, un minimo di autocritica, e poi fate la cosa giusta: &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;dite la verità&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;. Quella verità che, tanto, è nei numeri. Smettete di fare terrorismo. Noi abbiamo ancora un potere negoziale, non siamo un paese minuscolo come la Grecia. &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/come-uscire-dalleuro.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Usiamolo per proporre una soluzione di uscita concordata&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;. L'alternativa ormai non potete più ignorare quale sia: dissesto finanziario e avanzata della destra populista. &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/leuropa-senza-leuro.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Fuori dall'euro c'è un'Europa migliore.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E se ci sfuggirà, sarà stata colpa vostra, anime belle di questo par di ellissoidi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Last call for passenger piddino, passenger sellino, passenger beautiful soul,&amp;nbsp;passenger piddino, passenger sellino, passenger beautiful soul, on flight History Airlines number 1922 to Rome. Please&amp;nbsp;go immediately&amp;nbsp;away from&amp;nbsp;gate A(rbeit macht frei)...&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-1646368538877647262?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/1646368538877647262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/quod-erat-demonstrandum-6.html#comment-form' title='87 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1646368538877647262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1646368538877647262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/quod-erat-demonstrandum-6.html' title='Quod erat demonstrandum (6)'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>87</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-8104019018179400805</id><published>2012-03-01T10:28:00.001+01:00</published><updated>2012-03-01T10:32:46.275+01:00</updated><title type='text'>MMT? No grazie (per ora).</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cerchiamo di capirci una volta per tutte, così evitiamo equivoci, delusioni, e perdite di tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Continuo a ricevere inviti a esprimermi sulla MMT, sollecitazioni ad ascoltare questo o quello, a guardare questa o quella slide, ecc. Tutto bene, se avrò tempo guarderò, mi lusinga il fatto che la mia opinione vi interessi tanto,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Allora: intanto guardate voi &lt;a href="http://w3.uniroma1.it/econometria/teaching/econ/Macroeconomia10td.pdf" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt;. Cos’è? Sono le slides del mio corso di &lt;a href="http://w3.uniroma1.it/econometria/teaching/econ0607.htm" target="_blank"&gt;Macroeconomia&lt;/a&gt; per gli studenti del triennio in Economia Ambientale presso la facoltà di Economia dell’Università “G. d’Annunzio” (dove G. sta, come sapete, per Giuseppe), anno accademico 2006-2007. Del resto, è materiale che riprende l’approccio analitico del &lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/mqs/" target="_blank"&gt;mio libro &lt;/a&gt;per gli studenti del triennio di Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo, anno accademico 2004-2005, all'Università di Roma "La Sapienza" (daje a ride).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Date un’occhiata, per favore...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma... &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;incredibile visu&lt;/i&gt;! Queste slides... Questo libro... Ma... Nooooooooo.... Non ci posso credere! Ma dai? Incredibile! Ma come ha fatto!? C’è tutta la rivoluzionaria analisi stock/flusso post-keynesiana, quella che la Kelton ha portato a Riccione (o Rimini?). E c’è anche di più! Bagnai va anche a vedere se il deficit privato dipende dai consumi o dagli investimenti... Minchia però, Bagnai ha la macchina del tempo. Pensa un po’: nel 2005, prima di scrivere il libro, si è fatto un viaggetto a Rimini 2012 (in incognito), ha copiato le slides della Kelton, e poi, violando tra l’altro il diritto d’autore, le ha rifilate ai suoi studenti... Però, almeno, sappiamo che è uno dei nostri! (sì, uno mi ha scritto proprio così: sei uno dei nostri! Troppo onore). Anche lui usa (senza ammetterlo) questi strumenti analitici rivoluzionari, questo “potente strumento che avete in mano”, come dice Donald nella sua prolusione (rinviandomi ad altri tempi, quando nei bagni della Sapienza leggevo la classica frase: “ragazzo: hai in mano il tuo futuro!”).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;O no?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;No, ovviamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La realtà è un po’ diversa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quello che viene strombazzato come un rivoluzionario strumento di analisi post-keynesiana è una cosa talmente standard che io la insegno perfino a studenti che NON dovranno fare da grandi gli economisti.&lt;/strong&gt; E del resto, non so se ve ne siete accorti (mi sembra di no), ma questi strumenti assolutamente standard di analisi sono esattamente quelli che applico di continuo, ad esempio in &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine_19.html" target="_blank"&gt;questo post&lt;/a&gt; (vedete, e, se potete, capite la Fig. 1). Li applico perché sono gli strumenti giusti da applicare, e lo faccio senza tanta prosopopea, senza pretendere di aver rivoluzionato la teoria economica. &lt;strong&gt;Lo faccio perché la matrice dei flussi di fondi l’ho studiata in classe di Giancarlo Gandolfo molti anni fa, e perché lui mi ha spiegato che era uno strumento imprescindibile per comprendere le relazioni finanziarie internazionali. &lt;/strong&gt;E la spiegava così bene, che, pensate un po’, nel corso successivo al mio gli studenti all’ultima lezione (maggio) si presentarono tutti con una maglietta sulla quale era stampata la matrice dei flussi di fondi, quella che nella prima riga riporta l'&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 150%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-fareast-theme-font: minor-latin;"&gt;E=mc&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; della Kelton: &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 150%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-fareast-theme-font: minor-latin;"&gt;I – S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; + F + CA = 0&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. I concessionari di macchine del tempo avevano il loro bel da fare, nell'Italia degli anni '80, quando l'università ancora esisteva...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Sentite, io non so come dirvelo, vi voglio molto bene, in questo momento qualsiasi contributo alla comprensione va accolto con rispetto e se possibile assimilato, però qui c’è chiaramente un problema. Cerco di spiegarvelo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Supponiamo che uno vi si avvicini e vi dica: "ho inventato una cosa rivoluzionaria, ha un potenziale economico enorme, la tecnologia dei trasporti non sarà più quella di prima, e l’ho inventata io, nel Dipartimento di ingegneria quantistica del Sarchiapone College di Paperopoli, è tutto pubblicato sui ciclostilati del dipartimento, ci ho fatto 67 working papers in 67 giorni". E certo, se non siete laureati in ingegneria, se non siete del mestiere, magari vi farete condurre nel retrobottega del Sarchiapone College, dove il brillante scienziato vi mostrerà... una ruota di legno!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una chiamata al 118 sarebbe la reazione giusta, credo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Capiamoci: io non so se la pretesa di essere rivoluzionari la nutrano i miei colleghi americani, o se sia invece una distorsione dovuta a un certo tipo di marketing. Ma è una pretesa, almeno in questo caso, palesemente infondata, e quindi molto controproducente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione: non sto criticando la “teoria” (in particolare, l’uso di saldi contabili per l’analisi delle dinamiche finanziarie di un paese): tutt’altro! Uso questo approccio praticamente da sempre, perché chiunque costruisca modelli, ovviamente, parte dall’analisi dei saldi contabili. &lt;strong&gt;Sto solo dicendo che se uno mi dice che ha inventato la ruota (i saldi contabili), quando poi mi dice che ha anche rivoluzionato la teoria monetaria io guardo la mia agenda di ricerca, e cortesemente rispondo: “le faremo sapere, chiamiamo noi. No, no, non telefoni, e soprattutto non mi intasi di email, la chiamiamo noi”. Come ci si sente dire quando un’audizione non va esattamente bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Temo in effetti che il problema sia creato da un certo tipo di marketing, cioè dalla persona che, per la sua abitudine di starnazzare scompostamente, su questo blog viene definita Donald (Duck). Mi rendo conto che tocco un mostro sacro. Valgono le solite considerazioni. Sarà anche in buona fede, non ne voglio parlare, non mi interessa. Si è accompagnato a persone della cui buona fede è lecito dubitare. &lt;strong&gt;E soprattutto, ho già messo in evidenza che se volessi distruggere la credibilità di una qualsiasi teoria, per prima cosa ci infiltrerei un profeta di quel calibro. Ma questa è una mia opinione, che per una volta, oltre che a me, non interessa nemmeno a voi.&lt;/strong&gt; Uno dei tanti risultati controproducenti del suo modo di fare è che io non ho alcuna voglia di approfondire l’argomento. Anche perché, se tanto mi dà tanto, credo che come nella rivoluzionaria teoria dei saldi ho trovato le lezioni di Gandolfo, nella rivoluzionaria MMT troverei quelle di Arcelli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ragazzi: per chi come voi è digiuno e ha tanta fame e sete di giustizia, anche una minestra riscaldata può andare bene, e io non vi critico minimamente, anzi, vi esorto a studiare, sono certo che vi sarà utile. Almeno metà delle cose che dicono loro sono cose che dico non io, ma, direi, tutti quelli che si sono occupati di &lt;em&gt;international finance&lt;/em&gt; e di macroeconomia applicata. Male non vi faranno di sicuro. Ripeto: qualsiasi avanzamento della conoscenza è utile in questo momento. Ma io ho altre ricerche da fare e da condividere con voi in questo momento. &lt;strong&gt;E soprattutto credere che i problemi si risolvano con teorie o uomini della provvidenza è un errore, e lo è sotto due profili: sotto quello scientifico, e sotto quello politico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Parliamo un po’ di quest’ultimo punto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mettetevi nei miei panni. Io sto cercando di fare opera di verità tecnica. &lt;strong&gt;Mi trovo ancora di fronte persone che non sanno cos’è un avanzo primario, che sostengono che svalutare è "immorale" (ma se rivalutare&amp;nbsp;è morale,&amp;nbsp;perché chi è in surplus non rivaluta?)&amp;nbsp;e risparmiare è "morale" (ma chi risparmia crea un surplus, quindi crea un deficit altrove, e allora qual è il senso di questa moralità che sta scardinando il nostro continente?), che usano categorie pre-economiche di stampo ottocentesco, che non sanno leggere la bilancia dei pagamenti, che confondono deficit estero e deficit pubblici, che non hanno la benché minima idea di quali siano gli ordini di grandezza delle variabili in gioco, né la loro scansione temporale. E non perché siano stupide, tutt’altro: perché da tre decenni vengono sistematicamente disinformate.&lt;/strong&gt; A queste persone, con pazienza, guidandole per mano, mostrando i dati, ripetendo mille e una volta le stesse cose, come ho imparato dai miei maestri, cerco di indicare una strada, con umiltà, non sempre con calma, seguendo un percorso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qualcuno capisce, qualcuno no, va bene così.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma voi pensate che veramente sia più efficace, come metodo, andare dal piddino di turno, intriso di luoghi comuni, e sbattergli in faccia che è vittima di un complotto ordito da tre persone, e che però altre tre persone sono venute, come i re magi, portando dall'Ovest anziché dall'Est la formula magica che ci può salvare tutti dalla catastrofe? Cioè: a voi questo sembra veramente un buon esercizio di comunicazione? Forse perché con voi ha funzionato?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Allora si vede che sto scrivendo per le persone sbagliate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Con i tre che resteranno proseguirò il mio cammino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E il punto politico ha un altro risvolto. Fermo restando che NON credo alla fine della storia, e che tanti cambiamenti di paradigma sono necessari, e avverranno se potranno avvenire, qui abbiamo un problema urgente, di breve periodo, che può essere gestito e risolto con gli strumenti dei quali disponiamo. Il giorno dopo l’uscita dall’euro mi studio la MMT. istwine mi ha già mandato l’opportuna bibliografia. Ma il giorno dopo. Perché prima c’è altro da fare.&lt;strong&gt; E perché le resistenze di certi ambienti non possono che aumentare, direi comprensibilmente, se all’agenda di quello che c’è da fare si aggiunge il polverone di un “cambiamento di prospettive” che forse non è nemmeno tale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quindi, scusatemi, sappiate che per ora questa è una zona dedonaldizzata. Non voglio e non posso correre il rischio di perdere credibilità associandomi a un’operazione di marketing di quel tipo, gestita da uno che non si chi sia, che un giorno dice che dobbiamo fare la fine che meritiamo, il giorno dopo dice che ci vuole salvare dal nostro destino, che va in televisione a dire che Godley ha criticato l’euro, facendosi giustamente ridere dietro, forse perché non sa che ben altri economisti lo hanno fatto, come voi sapete credo anche&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html" target="_blank"&gt; grazie a me&lt;/a&gt;, ecc. ecc.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un errore (casuale, involontario, per carità) di marketing dietro l’altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;A me questo non interessa. Per favore, non parlatemene. &lt;strong&gt;Qui si continuerà a fare umile opera di divulgazione di principi economici assolutamente standard, quei principi che, per il fatto di essere condivisibili e condivisi, sono anche i soli in grado di determinare un cambiamento “rivoluzionario” della situazione.&lt;/strong&gt; Cambiamento che, come ho più volte detto, potrà realizzarsi solo se, utilizzando categorie standard, condivise e condivisibili, riusciremo a far capire agli amici piddini quali sono le cause degli squilibri, e a convincerli a votare per un cambiamento. Preciso nuovamente che per me il piddino non è un PDno. Può anche votare Forza Nuova. &lt;strong&gt;Piddino è uno che fino ad oggi ha rinunciato a pensare con la propria testa, non perché non ce l’avesse, ma per economia di pensiero, e per fiducia nei suoi leader. Penso che in molti questa fiducia sia stata scossa dagli eventi, e quindi che sia necessario stabilire un dialogo. Credo che, data l’urgenza del momento, il dialogo sarà più semplice e proficuo se usiamo la lingua che conosciamo, anziché una lingua “nuova”, che tutti dobbiamo imparare andando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ad audiendum verbum&lt;/i&gt; da quattro americani. Non so se è chiaro. Si tratta di un problema di priorità e di opportunità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Torno sul punto scientifico. Non so se la MMT sia “nuova” o “vecchia”, “giusta” o “sbagliata”. Non sto formulando giudizi. So che certamente non è indispensabile, perché fra il Nixon shock e il divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia ci sono stati 10 anni nei quali di MMT non si è parlato, e non stavamo tanto peggio di oggi. Dire che la MMT non mi interessa non significa dire che non deve interessare a voi, non significa dire che è sbagliata, non significa dire che il sacro dogma dell’indipendenza della banca centrale è intangibile, non significa dire che lo stato non debba fare politica monetaria, ecc. Significa dire che non mi interessa per ora, perché le mie priorità sono altre. Mi interesserebbe di più se fosse stata presentata in modo meno sospetto (per me) e controproducente, ma le mie priorità sarebbero comunque altre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E siccome io non voglio imporvi le mie priorità, vi dico subito che ritengo una discussione sulle mie priorità assolutamente fuori luogo (e quindi non ci sarà), e che, naturalmente, se ritenete che questa mia posizione sia sbagliata, potete votare con i mouse, andando a tifare MMT da un’altra parte. &lt;strong&gt;Lo prenderò come indicazione del fatto che da questo blog non avete tratto informazioni utili, o forse come indicazione del fatto che è inutile dare informazioni utili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un popolo che si è accontentato per 20 anni degli slogan di Prodi, può benissimo cambiare slogan. &lt;strong&gt;Penso che qualsiasi slogan sia migliore di quelli di Prodi, e quindi vedo un progresso comunque. Ma io qui sto lavorando per chi non si accontenta degli slogan. Capitemi, scusatemi, compatitemi, detestatemi, fate come vi pare, ma questa è e rimane una zona dedonaldizzata. Punto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vi farò sapere, chiamo io...&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-8104019018179400805?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/8104019018179400805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/mmt-no-grazie-per-ora.html#comment-form' title='186 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/8104019018179400805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/8104019018179400805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/03/mmt-no-grazie-per-ora.html' title='MMT? No grazie (per ora).'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>186</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-7754743343306989915</id><published>2012-02-29T16:30:00.004+01:00</published><updated>2012-02-29T23:10:35.954+01:00</updated><title type='text'>Draghi! Portece n’antro ltro...</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dal terminal Sud di Orly&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nei commenti al post precedente un paio di lettori mi hanno chiesto cosa ne pensassi del prossimo ltro e dell’uso che ne sarebbe stato fatto. Sono sempre stupito, direi quasi commosso, quando vedo che c’è qualcuno che si interessa tanto a due cose che a me interessano così poco: l’economia, e la mia opinione. E per farvi capire quanto mi sopravvalutate, devo dirvi che sulle prime avevo pensato a un errore di battitura. “Avrà voluto dire litro...” pensavo “ma litro di che? &lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/mondo/2012/02/27/visualizza_new.html_105121211.html" target="_blank"&gt;Forse di birra&lt;/a&gt;?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi, siccome Google non costa nulla, ho provato a digitare “ltro”. Non si sa mai, magari nel frattempo l’ortografia è cambiata... Ah, ecco: voi volevate dire “&lt;strong&gt;long term refinancing operation&lt;/strong&gt;”! Cioè quell’operazione tramite la quale la Bce di fatto adempie al suo ruolo di prestatore di ultima istanza (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;nihil sub sole novum&lt;/i&gt;) prestando fondi alle banche a un tasso piuttosto vantaggioso. &lt;strong&gt;Che poi sarebbe quella cosa che tutti gli ingenuotti (non voi, almeno spero) hanno domandato a gran voce a Draghi di fare: “comportati come la Fed (la banca centrale americana, n.d.a)! Non essere di braccino corto! Dai soldi alle banche! Elargisci! Così salverai l’euro(pa)”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma amici cari... allora veramente parlaimmo e nce capaimmo! Cosa devo pensare di un altro ltro? Che non servirà a un gran che. Ma &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;repetita juvant&lt;/i&gt;, e quindi ripetiamo, magari aggiungendo qualche figura colorata, che può essere utile a capire la questione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ho detto e ripetuto decine e decine di volte che &lt;strong&gt;l’unica Bce buona è quella morta &lt;/strong&gt;(metaforicamente, non fisicamente, il Signore ce ne scampi, non son più quelli i tempi, spero...) e questo per due ordini di motivi (correlati):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;gli squilibri cui siamo di fronte sono di carattere regionale, nel senso che il termine ha in economia internazionale: squilibri fra paesi di un’area (che poi stanno a quest’area come le regioni amministrative stanno a uno Stato); e:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il vero problema è un immenso ed occulto problema di debito privato, le cui dimensioni non sono facilmente stimabili perché, come dire, sta alle banche svelare quanto “soffrono”, e dire la verità di questi tempi può non essere una buona idea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ditemi, toglietemela ‘sta curiosità: cosa volete che possa fare una politica monetaria &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;centralizzata, sovranazionale&lt;/i&gt;, per risolvere squilibri &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;regionali&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fra paesi&lt;/i&gt;? Qualche ingenuotto alla terza ha addirittura profferito (non su questo blog, che è frequentato da gente per bene) frasi del tipo: “&lt;strong&gt;con una politica monetaria sufficientemente accomodante Draghi può annullare gli spread e così ripristinare condizioni ordinate sui mercati...&lt;/strong&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma scusate! Certo, sappiamo benissimo, è evidente, che la Bce può governare gli spread e lo fa in funzione degli obiettivi politici della Confindustria tedesca: se questa vuole che noi abroghiamo l’art. 18, state tranquilli che di spread si continuerà a parlare finché il governo italiano non avrà eseguito gli ordini. Chiaro: lo spread è uno strumento di ricatto molto efficace verso il governo di un paese con un rapporto debito pubblico/Pil come il nostro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Draghi quindi può agire sugli spread e lo fa, nessuno lo contesta. Ma supponiamo che lo spread sui tassi nominali (e bisognerebbe vedere quali) venga annullato. Questo cosa significherebbe, amici cari? &lt;strong&gt;Molto semplice: come osservava ieri una gentile lettrice, significherebbe che nei paesi con inflazione più alta il denaro costerebbe &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;meno&lt;/i&gt; che in quelli con inflazione più bassa. Che poi è esattamente la radice della crisi, come ognuno sa e ognuno vede.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché i differenziali di inflazione non hanno solo un significato reale (visto nel post precedente), in quanto provocano una continua svalutazione reale dei paesi con inflazione più bassa. I differenziali di inflazione hanno anche un significato finanziario, perché determinano un minor costo del denaro nei paesi a inflazione più alta. Direte: “ma scusa, se il tasso è ovunque al 3%, perché dici che in Grecia il denaro costa meno?”. E risponderò: “amico caro, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;non costa meno quando lo prendi: costa meno quando lo restituisci&lt;/b&gt;, perché se i prezzi sono aumentati, i soldi che rendi valgono di meno, e se i tuoi redditi nel frattempo si sono almeno in parte adeguati all’inflazione, ecco che, come vedi, rimborsare ti sarà più facile. Si chiama tasso di interesse reale, e si calcola come differenza fra il tasso di interesse nominale (quello che ti fa la banca sul tuo mutuo) e il tasso di inflazione”. Esempio: tasso nominale 2, inflazione 3, tasso reale -1 (2-3=-1. Tremo al pensiero di doverlo spiegare a mia figlia, ma con voi spero andrà meglio).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco perché una politica monetaria centralizzata non può fare assolutamente nulla per risolvere il problema degli squilibri. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Può dare ossigeno a qualche governo, e soprattutto a qualche banca. Ma lo può fare solo a patto di innescare di nuovo il meccanismo perverso che ci ha portato fin qui, quello per cui il denaro costa meno... dove si è più indebitati!&lt;/b&gt; Un meccanismo circolare e cumulativo, come vedete. Perché se abiti nella periferia, quello che ti rende più conveniente indebitarti (cioè il tasso di inflazione, che riduce il valore della moneta che restituirai) è anche quello che ti rende più conveniente acquistare all’estero (perché la minore inflazione estera rende via via più convenienti i beni esteri, e quindi le importazioni, come abbiamo visto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ad abundantiam&lt;/i&gt; nel &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-crisi-delleurozona.html" target="_blank"&gt;post precedente&lt;/a&gt;). Quindi ti indebiterai per acquistare beni all’estero, ma così facendo sottrarrai reddito alla tua economia (i tuoi acquisti pagheranno stipendi fuori dal tuo paese), generando domanda per le economie estere, e al prossimo giro avrai ancora più bisogno di indebitarti...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E siccome questo gioco ha un vincitore e molti perdenti, e la Bce non ha sede ad Atene, capite bene perché tutti, ma veramente tutti, tranne Goofy, vi dicono che il gioco della liquidità è tanto bello, che giocare alla Fed ci salverà. Ve lo dicono da destra e da sinistra, ve lo dice &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-22/laltra-faccia-debito-063616.shtml?uuid=Aa3ToZWE&amp;amp;fromSearch" target="_blank"&gt;Pierpaolo Benigno&lt;/a&gt; e (purtroppo, purtroppissimo, ma non so come riuscire a convincerlo del contrario) &lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2011/09/la-germania-la-bce-e-il-resto-del-mondo.html" target="_blank"&gt;Sergio Cesaratto&lt;/a&gt;, se glielo chiedete ve lo dirà anche Emiliano Brancaccio, e magari anche Francesco Giavazzi. Ma questa asserzione è ovviamente infondata, come ho chiarito in &lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=406" target="_blank"&gt;Crisi finanziaria e governo dell'economia&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Del resto, scusate, amici cari, ma se questa fandonia la dicesse, poniamo, un belga, sarebbe anche scusabile. E non perché i belgi stanno alle barzellette francesi come i carabinieri a quelle italiane: non vorrei mai mancar loro di rispetto (né ai carabinieri, ci mancherebbe). Ma un belga potrebbe credere a una simile fandonia perché &lt;strong&gt;il suo paese, pur lacerato da fratture profonde, di ordine etnico, linguistico, culturale, economico, e via dicendo, non ha però sperimentato il devastante dualismo territoriale che in Italia è sotto gli occhi di tutti da 150 anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché dico 150 anni? Non avrei dovuto dire 1500? 15000? No: 150, perché da 150 anni (giorno più giorno meno, permettetemi di fottermene dei dettagli, ora che ci siamo liberati dei precisini) il nostro splendido e martoriato paese ha una politica monetaria unica, sagacemente e solertemente perseguita dalla Banca d’Italia (una prece). &lt;strong&gt;Vi ricordo che durante questi 150 anni la nostra sagace e solerte (rinuncio a usare acronimi) Banca centrale ha praticato, di volta in volta, diversi modelli di gestione della liquidità: abbiamo avuto il Vajont, abbiamo avuto il deserto di Gobi, abbiamo avuto la pioggerellina che allieta oggi il paesaggio di Normandia, abbiamo avuto l’inflazione, l’iperinflazione, la deflazione, di tutto. Ma il Sud Italia è sempre stato in deficit strutturale (prevalentemente con il Nord Italia).&lt;/strong&gt; E per risolvere questo problema la Banca d’Italia non ha potuto fare niente, perché la leva del tasso di interesse nazionale sugli squilibri regionali non poteva avere presa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non ci credete? Per forza: vi bombardano da sei mesi e passa col messaggio contrario. E allora guardiamoci i dati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La Fig. 1 riporta il saldo delle partite correnti del Sud Italia e il tasso di interesse reale nazionale. Visto che siete di palato fino, trovate in calce la definizione esatta delle variabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Ltro_1.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Ltro_1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dal 1960 al 2007 il saldo “estero” del Sud Italia è stato in media di -17.5 punti di Pil (Pil del Sud Italia, ovviamente), oscillando fra un massimo di -12 nel 1961 e un minimo di -21 nel 1972 (occhio: c’è un meno davanti... lo dico ai miei studenti, naturalmente...): un corridoio di 9 punti. Il tasso di interesse reale nazionale è stato molto più volatile: in media è stato del 2.5%, ma ha oscillato fra un minimo di -10 nel 1974, a un massimo di 8 nel 1992, quando il “governatore in trincea” sagacemente e solertemente difendeva la parità del nostro cambio, regalando ai mercati marchi che il giorno dopo avrebbero comprato il 20% di lire in più.... ma non divaghiamo, anche perché altrimenti mi ci riincazzo e Claudio mi riprende amichevolmente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Torniamo al punto: la metafora è semplice: il Sud Italia è in deficit, come il Sud Europa, e la politica della Banca d’Italia visibilmente non ha inciso su questa situazione, come la politica della Bce non può incidere sui deficit dei Pigs. Lo vedete il Vajont? Nel 1974 il tasso di interesse reale era al -10%! Si vedono effetti sul deficit del Sud? Sì, pare che si riduca un po’... ma guarda che strano, però: si riduce di più, e più rapidamente, nel 1992, mentre il tasso di interesse reale sale al massimo storico, 8%, il deserto di Gobi della liquidità. &lt;strong&gt;Insomma, le due variabili non hanno alcuna relazione: Bankitalia, manovrando la struttura dei tassi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;nazionali&lt;/i&gt;, non ha inciso, perché non poteva incidere, sugli squilibri &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;regionali&lt;/i&gt; italiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per i palati fini, la correlazione fra le due variabili è -0.009. E se non siete S&amp;amp;P spero che non mi chiederete di calcolarvene lo scarto quadratico medio. Nemmeno con 1000 osservazioni una correlazione così bassa rischia di essere significativa (capisca chi può).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E allora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E allora vi stanno propugnando come soluzione dei vostri problemi quella che invece è, ovviamente, la soluzione dei problemi delle banche. &lt;/strong&gt;Le quali, come dicevo sopra, e come nessuno dice, hanno “in pancia” (so che chi ha coniato questa espressione andrà nella seconda bolgia dell’Inferno, ben coperto dalla materia che sta in pancia), le banche, dicevo, hanno al loro attivo tanti crediti inesigibili, tanto debito privato di privati che stavano alla canna del gas anche prima che le politiche di austerità iniziassero, e quindi figurati adesso! Ma scusate! Vi ricordate come sta messa ad esempio la Grecia? Debito pubblico al 100% del Pil e passività lorde sull’estero al 200% (Fig. 4 di &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine_19.html" target="_blank"&gt;questo post&lt;/a&gt;, la riporto per vostra comodità):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_11.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_11.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarebbe debito, per lo più privato (evidentemente) con banche estere. Chiaro, no?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il debito privato è enorme, ed è in gran parte in sofferenza. Se la Bce non le aiuta, le banche non ce la possono fare. Altro che erogare nuovo credito! Ma non avete visto quello che è successo? Prima bisogna che si lecchino le ferite, e hai voglia a leccare...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ed è quindi normale che le banche, sedute attorno a un tavolo (piccolo, perché sono poche), intonino a gran voce il noto stornello: “Draghi! Portece n’antro ltro, che noi se lo bevemo, e poi t’arisponnemo: embè? embè? Che c’è?”. Riceveranno i fondi, e poi che ci faranno? Cominceranno con l’alzare i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bonus&lt;/i&gt; al proprio sagace e solerte (qui l’acronimo ci sta) management, in base al sano principio &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;prima caritas incipit ab ego&lt;/i&gt;. Poi tapperanno i buchi dei loro bilanci. E poi... E poi “portece n’antro ltro...”. E gli squilibri? Rimarranno lì. Perché se già hai una gamba più corta dell’altra, non è certo ubriacandoti come una pigna che puoi aspettarti di barcollare di meno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma voi fateglielo dire, ai giovani economisti di belle speranze, o ai vecchi economisti di bella carriera, &lt;strong&gt;fateglielo dire ai professionisti dell’appello accorato: “Draghi, fai come la Bce! Portaje n’antro ltro...” &lt;/strong&gt;Ma il fatto è che la Bce se ne deve andare e basta, cioè che i paesi europei non potranno ricomporre gli squilibri che li dilaniano senza prima recuperare la propria sovranità valutaria.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Va be’, quando volete parlare di qualcosa di serio, sapete dove trovarmi...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Sapete, oggi ho mangiato da Léon de Bruxelles, il fast food belga delle cozze (in senso biologico, non fatemi dire altro che rockapasso ascolta), e nel luogo deputato alla meditazione ho letto questa sentenza, che vi traduco: “se raccontate una barzelletta sui belgi a un francese, riderà tre volte: la prima quanto capisce che è finita, la seconda quando gliela spiegate, e la terza quando la capisce”. Cazzo, in questa Europa di merda perfino i Belgi, i Belgi, capite, quel "non popolo", non si arrende senza combattere! I francesi attaccano, e loro replicano, e come! Solo noi ci siamo dovuti dare mani e piedi legati a chi aveva una paura fottuta delle nostre capacità manifatturiera, della nostra inventiva, della nostra tecnologia. E l’abbiamo chiamata visione.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Definizione delle variabili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;CA indica le esportazioni nette, X-M, perché la contabilità regionale non riesce a misurare i trasferimenti di redditi da lavoro e da capitale – o almeno a me non risulta lo faccia). Vi che CA = S – I = X – M + RNE, ovvero: l’accreditamento/indebitamento di un’area (regione, stato), rappresentato da CA, corrisponde alla differenza fra quanto risparmio viene generato (S) e quanto viene utilizzato per finanziare acquisti di capitale fisso (I), e anche alla differenza fra i soldi che entrano attraverso le esportazioni e quelli che escono per finanziare le importazioni; la fonte è la contabilità regionale dell’Istat; i dati dal 1960 al 1995 non sono più disponibili, ma Goofy è del mestiere da 30 anni e non butta mai niente...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;r&lt;/i&gt; indica il costo medio del debito pubblico italiano cui ho sottratto il tasso di variazione dell’indice dei prezzi al consumo (gli unici tassi disponibili su un periodo così lungo); la fonte sono le &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;International Financial Statistics&lt;/i&gt;, serie 13661...ZF... e 13664...ZF...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-7754743343306989915?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/7754743343306989915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/draghi-portece-nantro-ltro.html#comment-form' title='39 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/7754743343306989915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/7754743343306989915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/draghi-portece-nantro-ltro.html' title='Draghi! Portece n’antro ltro...'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-6058284200214123067</id><published>2012-02-27T13:43:00.007+01:00</published><updated>2012-02-27T14:52:53.654+01:00</updated><title type='text'>La Germania e la crisi dell'eurozona</title><content type='html'>Ah, gli studenti... Che creature meravigliose! Dopo tanti anni non cessano di sorprendermi. Sorprese buone e cattive, naturalmente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ricorderò sempre di quella volta che a Roma uno studente alto due metri e largo quasi altrettanto, un ottimo pilone della mischia, scoppiò in lacrime esclamando: &lt;strong&gt;“Professore, questa domanda è troppo semplice, non riesco a rispondere!”&lt;/strong&gt;. E naturalmente da allora le mie domande furono sempre più semplici, perché io, che sono uomo di fede, desideravo tanto ripetere il miracolo: quello di far sgorgare l’acqua dal granito. Ma nella loro varietà sterminata, nel groviglio inestricabile delle loro affascinanti personalità in divenire, dei loro percorsi di vita, queste meravigliose creature obbediscono ad alcune leggi fondamentali, leggi ferree, al cui determinismo nessuno riesce a sottrarsi, se non, forse, qualche autentico genio, che credo di non aver mai incontrato, o che magari ho incontrato senza riconoscerlo (ammetto i miei limiti). E la prima di queste leggi ferree è questa: &lt;strong&gt;uno studente non ti farà mai una domanda della quale non creda di sapere la risposta&lt;/strong&gt;. Questo perché lo scopo della domanda, naturalmente, non è cercare di capire, ma mostrare di aver capito. Alcuni, una eletta minoranza, spingono il proprio zelo fino all’estremo limite, che è quello di farti una domanda per dimostrarti a te (a te insegnante) che tu non hai capito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Studenti di questo genere non erano infrequenti a Roma. Nel dipartimento che fu di Federico Caffè insegnavo econometria, una materia piuttosto tecnica. Nel tentativo (vano) di combattere l’Alzheimer, invece di proiettare tante belle slides di PowerPoint, con santa pazienza mi facevo tutte le dimostrazioni alla lavagna, passo passo. E naturalmente c’era sempre qualcuno che a un certo punto diceva: “ma professore, il segno di sigma non dovrebbe essere negativo (o positivo)?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;C’è un’altra legge ferrea cui soggiacciono gli studenti: la legge di Murphy.&lt;/strong&gt; E quindi la domanda maliziosetta, ahimè, risulta sempre infondata. Aggiungevo il passaggio che speravo di poter omettere (contando sulle capacità di astrazione del mio pubblico), per dimostrare, con eleganza, al fesso di turno che aveva torto, e si andava avanti. Il problema è sempre quello: se una cosa passa dall’altra parte dell’uguale, cambia segno. Che poi significa che se tu dai dei soldi a me, io divento più ricco e tu più povero. Passando dall’altra parte, i soldi hanno cambiato segno: meno per te, più per me...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché vi racconto questi insulsi aneddoti? Perché voi, per vostra e mia fortuna, non siete studenti. Tutti (tranne uno) fate domande profonde, animate da un reale desiderio di conoscenza. E io non posso sottrarmi al piacere di rispondervi. Perché a me insegnare piace, ed è molto più bello insegnare a dei “non studenti” (nel senso sopra definito).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Nel &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html" target="_blank"&gt;post precedente&lt;/a&gt; affermavo ciò che è, ovvero che (mi cito): “è successo l’esatto contrario di quello che dice Sinn: da quando c’è l’euro i differenziali si sono ridotti (non sono aumentati) e lo hanno fatto perché nei paesi periferici l’inflazione è diminuita (non è aumentata), mentre è aumentata in Germania e Austria”. Al termine di questo post aggiungevo un commento: “il ragionamento svolto qui si presta a una delle tipiche obiezioni del piddino... Attendo fiducioso!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E nonostante Antonino, per carità di patria, si fosse “piddinizzato” (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wbg5oXpq42Y&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;immagino una scena del genere&lt;/a&gt;)  per fare lui la domanda, nel tentativo generoso di evitare al piddino di manifestarsi, ponendo la questione in questi termini: “ma non avevi detto che il differenziale dei prezzi era l'origine del problema? e vedi che con l'adozione dell'euro i differenziali sono diminuiti? lo vedi che l'euro è cosa buona e giusta?”, ecco che &lt;strong&gt;l’amico piddino, che chiameremo S&amp;amp;P (per la sua sagacia e la sua propensione a elargire &lt;em&gt;rating&lt;/em&gt; errati)&lt;/strong&gt;, non rinuncia... gli prudono le dita... deve fare la domandina maliziosa... deve dimostrare la sua indipendenza di pensiero... che poi, visto che non pensa, è data per definizione... “professore, ma sigma ha segno meno!”... ed ecco il suo capolavoro di malizia studentesca, riportato come commento sotto il post precedente:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;16 novembre 2011: "L’indebitamento privato estero ha una causa strutturale nota: i tassi di inflazione dell’eurozona non stanno convergendo. Dal 2000 al 2007 la Germania ha avuto l’inflazione media più bassa (1.6%). All’estremo opposto Irlanda (3.4%), Grecia (3.2%), Spagna (3.1%) e Portogallo (2.9%) hanno avuto l’inflazione più alta [...] La Fig. 2 mostra come nei PIGS l’indebitamento estero si sia mosso in simmetria con lo scarto fra prezzi interni e prezzi tedeschi: a maggior inflazione cumulata corrisponde maggior indebitamento estero".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;26 febbraio 2012: "fino alla crisi del 2007 il differenziale di inflazione è sceso (non salito), raggiungendo il minimo storico di 1.4 nel 2007 (parte ombreggiata della Fig. 2). E attenzione! Se i tassi di inflazione si sono venuti incontro, vuol dire che, generalmente, sono calati dove erano più alti, e cresciuti dove erano più bassi".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;A novembre i tassi di inflazione dal 2000 al 2007 non convergono, a febbraio invece si vengono incontro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Secondo me Sinn preferisce l'autunno all'inverno ;-)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Bravo, S&amp;amp;P. Resta in linea: ieri ho pubblicato solo metà dell’articolo: non lo sapevi, ma la risposta era già pronta. Scusami se arriva in ritardo, sai, ogni tanto anche noi docenti universitari dobbiamo lavorare (che ingiustizia!). Non ti invito a leggerla, per due motivi: primo, perché non puoi capirla (tu, ma gli altri lettori sì, e anzi l’hanno già capita); secondo, perché è inutile: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;tu leggi tutto, ma non capisci niente.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;segue dal &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html" target="_blank"&gt;post precedente&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un attimo... sto aspettando il fesso di turno... eccolo: arriva subito, non c’è molto da aspettare... &lt;strong&gt;Il piddino dirà: “sei in contraddizione: se l’euro ha contribuito a ridurre i differenziali di inflazione, come può aver avuto effetti così disastrosi sulla competitività? Allineando la crescita dei prezzi l’euro ci ha salvati! Quindi quello che ci hai detto finora non è vero, hai sparato un sacco di balle perché sei devastato dalla tua livida invidia verso i tedeschi, perché non sei bravo come loro, e per convincerci a seguirti su questa china scivolosa hai falsificato la realtà!”&lt;/strong&gt; Questo dirà il piddino. Questo dice da quindici anni. Con questi “argomenti” mi ha frantumato gli ellissoidi. Quindi io con lui non parlo più, ma parlo con te, caro lettore, affrontando il terzo punto, che ci aiuta a capire che Sinn mente non per incompetenza, ma per furbizia (quella che Cesaratto chiama vittimismo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vedete, questa cosa che l’euro sarebbe stato benefico perché ha ridotto l’inflazione e in particolare &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;lo scarto&lt;/b&gt; fra i tassi di inflazione dei paesi europei è uno dei cavalli di battaglia degli euroti. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere, ad esempio da &lt;a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank"&gt;Romano Prodi&lt;/a&gt;,  o, in forma più tecnica, da Paperoga Jonung, quello che nel 2010 ha scritto il panegirico dell’euro, sbagliando genere letterario: una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;oraison funèbre&lt;/i&gt; sarebbe stata più appropriata, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html" target="_blank"&gt;come Krugman gli hafatto notare&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco, se vi leggete &lt;a href="http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/publication16345_en.pdf" target="_blank"&gt;il working paper di Paperoga&lt;/a&gt;, a pag. 28 trovate l’epitome della saggezza piddina: “The euro is well established. &lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;The euro has not created political turmoil in Europe. It has fostered integration of financial, labour and commodity markets within the euro area... Inflation differentials within the euro area are presently of the same order of magnitude in the euro area as in the United States.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Vedete? Anche Paperoga ve lo dice: i differenziali di inflazione si sono ridotti. Quindi Sinn ha torto... e quindi ho torto anch’io?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;No, purtroppo, purtroppissimo, io ho ragione. La mancata convergenza dell’inflazione rimane un fatto, e un fatto dirompente per l’eurozona. &lt;/strong&gt;Del resto, nel post precedente lo dicevo: “anche gli euroti hanno torto (perché la riduzione dei differenziali c’è stata ma non è stata un successo, come se vuoi ti spiegherò)”. Come si spiega questo paradosso? Come è possibile che se gli scarti fra i tassi di inflazione si sono ridotti, non ci sia stata convergenza?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma cari, è semplicissimo: la convergenza si compie quando gli scarti diventano in media nulli, il che significa, in buona sostanza, che un paese &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;x&lt;/i&gt; ogni tanto ha un po’ più di inflazione del paese di riferimento (la Germania), e ogni tanto un po’ di meno. Scarti positivi e scarti negativi si compensano. &lt;strong&gt;La media di +1 e -1 è zero. Questa è convergenza. La media di 0.5 e 0.5 è 0.5. Questa non è convergenza, anche se &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;prima&lt;/i&gt; lo scarto era, poniamo, 20.&lt;/strong&gt; Questo è il motivo per il quale sbagliano sia Sinn (perché i differenziali non si sono allargati con l’euro), sia gli euroti (perché la convergenza non c’è stata, e non c’è stata per il motivo che non faceva comodo al capitalismo dei paesi del nucleo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Avrete anche notato &lt;strong&gt;un’altra perla dell’amico S&amp;amp;P&lt;/strong&gt;: nel suo intervento mi rimprovera di aver detto a &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html" target="_blank"&gt;novembre&lt;/a&gt; che l’inflazione greca è alta, il che gli sembra in contraddizione con il fatto che&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html" target="_blank"&gt; ieri&lt;/a&gt; ho detto che l’inflazione greca è scesa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma amico caro! Se nel 1993 l’inflazione greca era al 14% e nel 2005 al 3% cosa devo dire, per farti felice? Che è salita? Mi dispiace, non posso. E se nel 2005 l’inflazione tedesca era al 2%, cosa devo dire, che era più alta di quella greca? Mi dispiace, non posso. Il problema è che tu, da buon dilettante, confondi statica (quello che succede in un dato anno) e dinamica (come si sono mosse le variabili nel tempo). &lt;strong&gt;Che perla! Anzi, che pirla!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, per quelli che amano la tecnica, e se la possono permettere (quindi, caro S&amp;amp;P, lascia perdere: non fa per te), la spiegazione della mancata convergenza fra i tassi di inflazione europei, anzi, della convergenza in tre club distinti (ricchi, poveri, e italiani) è nel più volte citato &lt;a href="http://www.ecb.int/pub/pdf/scpwps/ecbwp574.pdf" target="_blank"&gt;working paper della Bce&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma non c’è bisogno di tanta tecnica. Basta un po’ di buon senso, di umiltà (ecco, quella S&amp;amp;P non ce l’ha, ma peggio per lui), e uno sguardo ai dati, che passiamo a dare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Punto terzo: i differenziali di inflazione, che preesistevano all’euro, sono da sempre a vantaggio della Germania.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;Lo si vede abbastanza bene nella Fig. 1 della &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html" target="_blank"&gt;prima parte&lt;/a&gt;&amp;nbsp;del post, ma può essere utile formulare la figura in modo un leggermente diverso, sottraendo alle varie inflazioni nazionali quella tedesca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_04.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_04.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(vi ricordo che la fonte è sempre il &lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2011/02/weodata/index.aspx" target="_blank"&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La Fig. 3 quindi non mostra i tassi di inflazione dei paesi europei, ma &lt;strong&gt;quanta inflazione in più (o, raramente, in meno)&amp;nbsp;essi hanno avuto rispetto alla Germania, cioè i “differenziali” di inflazione dei partner dell’eurozona rispetto alla Germania.&lt;/strong&gt; Apro e chiudo una parentesi per dire che il termine giornalistico “differenziale” è quanto mai inappropriato: serve a far sembrare complicata una cosa che in realtà è semplice. La parola corretta, in italiano, sarebbe “scarto”, ovvero la misura di quanto il tasso di inflazione di un paese si scosta da quello di un altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma torniamo alla Fig. 3. Si vede bene che, a parte una breve parentesi attorno allo sconquasso del 1992-93, solo l’Olanda (più o meno fra 1986 e 1990, spezzata celeste) e la Finlandia (fra 2004 e 2006, spezzata verde) sono riuscite a scostarsi per brevi periodi verso il basso, cioè ad avere inflazione inferiore a quella tedesca. Per chi non ama i grafici (o non si fida: poverini, li capisco: la televisione dice il contrario, non sia mai questo qui, che nessuno sa chi è – in Italia – mi voglia fregare...), ecco i numeri (se vuoi te li do anche tutti, qui ti metto le medie):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_05.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_05.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;In tutti i paesi dell’eurozona l’inflazione è stata in media più alta che in Germania, prima dell’euro, e dopo l’euro.&lt;/strong&gt; Unica eccezione, evidente nel grafico, l’Olanda nel periodo pre-euro: del resto, si vede bene che i paesi della cosiddetta area del marco (Austria, Olanda, Belgio) hanno differenziali irrisori rispetto alla Germania (ed è appunto per questo che questi paesi costituivano – e costituiscono – l’area del marco). Dal 1999 gli scarti si sono ridotti, lo si vede bene. Quello della Grecia è passato da 13.5 punti a 1.7 punti, quello del Portogallo da quasi 9 a 1, ecc. Ma guarda un po’, sono tutti positivi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Rimaniamo al dato, per favore, senza moralistiche fughe in avanti di tipo piddino: “ecco, vedi, i tedeschi sono più bravi...”. Questo argomento è ingenuo, come ho detto più volte. Tornerò a dirlo dopo, ma ora vediamo cosa comporta questa persistenza degli scarti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le conseguenze della non convergenza per gli squilibri esterni&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Naturalmente, visto che l’inflazione è stata sistematicamente più alta nella “periferia”, &lt;strong&gt;i prezzi sono cresciuti di meno in Germania &lt;/strong&gt;che in tutti gli altri paesi, come si vede dalla Fig. 4, che riporta gli indici di prezzo dell’eurozona con base 1999=100.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_06.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_06.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(i relativi dati sono in questa tabella:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_07.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_07.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Diciamo che dal 1999 al 2011 i prezzi sono cresciuti, complessivamente, del 21.7% in Germania, del 26.4% in Austria, del 48% in Grecia, e via dicendo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa c’entra con gli squilibri esterni? C’entra, c’entra...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come ho spiegato dettagliatamente &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/le-obiezioni-del-piddino-ma-in-germania.html" target="_blank"&gt;in questo post&lt;/a&gt;,  &lt;strong&gt;quello che conta ai fini della competitività di prezzo di esportazioni e importazioni non è il livello dei prezzi in un determinato paese, ma l’evoluzione del rapporto fra i prezzi di un paese e quelli del suo partner.&lt;/strong&gt; Questo rapporto si chiama tasso di cambio reale. Vedete bene che se partendo dai dati della Tabella 1 costruiamo i tassi di cambio reali bilaterali fra Germania e “partner” dell’eurozona, cioè se facciamo i rapporti (prezzi tedeschi)/(prezzi partner), il risultato è quello riportato in Fig. 5:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_08.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_08.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa dice la Fig. 5? Dice che &lt;strong&gt;nonostante i differenziali di inflazione fossero tutto sommato esigui (nell’età dell’euro il più alto era quello della Grecia a 1.7, come abbiamo visto sopra), la loro persistenza (cioè la mancata convergenza) ha consentito alla Germania una svalutazione reale rispetto a tutti i partner dell’eurozona (solo la Finlandia ha tentato di resistere), svalutazione in alcuni casi notevole, attorno al 15% a fine periodo (per Irlanda, Grecia e Spagna).&lt;/strong&gt; Cosa significa “svalutazione reale”? Significa che in rapporto ai beni dei partner, quelli tedeschi hanno progressivamente ridotto il loro prezzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ovviamente (Goofynomics) se ti poni dal punto di vista dei partner, e quindi calcoli i loro cambi bilaterali rispetto alla Germania, cioè i rapporti (prezzo partner)/(prezzo Germania), assisterai a una rivalutazione (è strano come una svalutazione reale vista dall’estero somigli a una rivalutazione reale):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_09.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_09.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cosa significa “rivalutazione reale”? Significa che i beni dei partner sono diventati sempre più cari rispetto a quelli dei beni tedeschi. E le conseguenze sul commercio le abbiamo viste &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html" target="_blank"&gt;fin dal primo post&lt;/a&gt;: un saldo delle transazioni correnti negativo e sempre più ampio, il che indica, come abbiamo chiarito &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html" target="_blank"&gt;in quest’altro post&lt;/a&gt;, che i paesi periferici si stavano indebitando con il centro per pagare i beni del centro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I dati della Fig. 6 sono quelli che figurano nel primo post di questo blog. &lt;strong&gt;E finalmente Marco Palermo smetterà di assillarmi chiedendomi come sono costruiti.&lt;/strong&gt; E come devono essere costruiti? Sono dei tassi di cambio bilaterali! Marco, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ego te absolvo&lt;/i&gt;, naturalmente, ma se l’economia ti interessa tanto, prima di Kalecki leggiti &lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/mqs/" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; o il Mankiw, così quando parlaimmo ce capaimmo: un tasso di cambio reale è un tasso di cambio reale. Tautologico, ma pratico. Non mi diventare anche te uno S&amp;amp;P.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Squilibri esterni e vittimismo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Facciamo il punto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;a partire dalla metà degli anni ’80 i differenziali di inflazione fra paesi partner dell’eurozona e Germania si sono ridotti;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;questo processo è continuato anche dopo l’entrata nell’euro, che quindi non ha né causato né amplificato i differenziali di inflazione;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;al contempo, questi differenziali sono sempre rimasti in media positivi, cioè gli altri paesi hanno continuato ad avere più inflazione della Germania, e quindi non cè stata convergenza fra tutti i partner dell'eurozona;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;4)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;questo ha determinato una svalutazione reale della Germania rispetto a tutti i partner, se pure in misura variabile (e simmetricamente una rivalutazione reale dei partner rispetto alla Germania);&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;5)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;questa svalutazione reale ha contribuito al grande successo delle esportazioni tedesche, successo che, come abbiamo visto, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html" target="_blank"&gt;è molto più marcato rispetto ai partner dell’eurozona che rispetto al resto del mondo&lt;/a&gt;. Il che è ovvio, visto che il resto del mondo, per difendersi, ha a disposizione lo strumento della flessibilità del cambio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ora possiamo capire perché Cesaratto definisce Sinn “vittimista”. Il motivo è semplice: da questi sviluppi dell’inflazione nell’eurozona (sviluppi che Sinn riporta scorrettamente), la Germania ha tratto un enorme beneficio in termini commerciali.&lt;/b&gt; Vale forse la pena di riportare il noto grafico sui saldi esteri (transazioni correnti) tedesco e dei partner. Questi saldi, vi ricordo, esprimono l’accreditamento (se positivi) o indebitamento netto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dell’intero paese&lt;/i&gt; (settore pubblico e privato) nei riguardi dell’estero. Ve li riporto in miliardi di dollari, ricordandovi che i dati riferiti a 2011 e 2012 sono previsioni, cioè pii desideri, del Fondo Monetario Internazionale:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_10.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_10.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vedete? Caso mai ci fosse un dubbio su quanto sono importanti i prezzi nel determinare le dinamiche commerciali (altro che innovazione, altro che ricerca e sviluppo!...). La Fig. 7 riflette esattamente la situazione dei differenziali vista sopra. &lt;strong&gt;In Europa ci sono due grandi creditori: la Germania e l’Olanda (l’unica che storicamente ha “tenuto botta” rispetto alle deflazioni competitive tedesche). C’è poi un pugno di paesi più o meno in equilibrio esterno (Austria, Belgio, Finlandia, più creditori che debitori, ma per importi netti relativamente contenuti, almeno in assoluto), e poi ci sono i debitori: Spagna, Grecia, Italia, Francia, Portogallo ecc.&lt;/strong&gt; Attenzione: i dati della Fig. 7 sono assoluti (miliardi di dollari), e quindi l’indebitamento greco (in arancione) sembra più piccolo di quello italiano. Ma ovviamente, se li rapportiamo al Pil dei vari paesi, il quadro apparentemente&amp;nbsp;cambia:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_11.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_11.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Certo, siccome il Pil di Olanda, Austria, ecc. è molto piccolo, i loro accreditamenti, se espressi in punti di Pil, sono ovviamente più grandi. E siccome il Pil della Grecia è più piccolo di quello dell’Italia, si vede bene che il suo indebitamento estero è molto più grande, in rapporto ai mezzi di cui il paese dispone, del nostro (&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html" target="_blank"&gt;sappiamo già che era oltre la soglia di guardia fin dal 2000&lt;/a&gt;). Ma il quadro, tenuto conto di queste ovvie differenze, non cambia poi così tanto: la Germania entra nell’euro con un indebitamento netto di un paio di punti di Pil all’anno, e ne esce con un accreditamento netto superiore ai 5 punti di Pil. &lt;strong&gt;E questi sviluppi sono perfettamente coerenti con la dinamica dei prezzi. Quella della quale Sinn... si lamenta (riportandola in modo scorretto)!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L’origine degli squilibri: il mercantilismo monetario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;C’è una cosa che va capita. L’inflazione non è come gli uragani, gli tsunami, non è una forza della natura cieca, incontrollata, al cui percorso ineluttabile gli uomini devono soggiacere. Direi proprio di no. L’inflazione può essere gestita, ad esempio ostacolando il normale funzionamento delle forze di mercato. Mi spiego. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I dati visti finora hanno una lettura molto semplice, quella che abbiamo dato più volte, e che Sergio &lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2012/02/sinn-in-inglese.html" target="_blank"&gt;Cesaratto fornisce in modo molto limpido&lt;/a&gt;. Fin dagli anni ’50, e in modo assolutamente esplicito e dichiarato, la Germania ha praticato una strategia di “mercantilismo monetario”. Ricordo che il mercantilismo è l’atteggiamento di politica economica secondo il quale uno stato deve tendere ad arricchirsi sviluppando le proprie esportazioni e proteggendosi dalle importazioni. Questo atteggiamento:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 86.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo2; text-indent: -51pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;è &lt;strong&gt;intrinsecamente non cooperativo e quindi non confacente a un progetto di Unione Economica&lt;/strong&gt;, perché se io devo esportare, occorre che qualcuno importi, ma se i miei partner vogliono esportare anche loro, evidentemente si va allo scontro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 86.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo2; text-indent: -51pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ed è anche, come tutti ormai sanno, &lt;strong&gt;globalmente incoerente&lt;/strong&gt;, perché se tutti i paesi del mondo contassero sulle esportazioni per crescere, anziché, poniamo, sulla domanda interna, dovremmo esportare le nostre merci su un altro pianeta, come Krugman ci ricorda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma questo è, da sempre, l’atteggiamento tedesco. &lt;strong&gt;Un atteggiamento imperialistico che ha radici storiche profonde&lt;/strong&gt;: non a caso, la ricerca di mercati di sbocco ha provocato due guerre mondiali (e vi risparmio la storia del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Drang nach Osten&lt;/i&gt;, o quella del conflitto in Jugoslavia). Una costante storica, che può essere ignorata solo da chi vuole ignorarla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;In un sistema di cambi fissi, come quello di Bretton Woods prima, come lo Sme “credibile” poi, e come l’euro adesso, c’è un modo molto semplice per promuovere le proprie esportazioni: basta imporre ai lavoratori una estrema moderazione salariale. Se lo si fa, si pratica di fatto una svalutazione reale competitiva (quella che abbiamo visto sopra): i prezzi dei beni nazionali crescono meno di quelli esteri, e quindi l’export cresce sempre di più.&lt;/strong&gt; E attenzione (lo dico agli eventuali piddini): perché questo accada non occorre che i differenziali di inflazione siano grandi. Basta che siano persistenti, cioè che in media non cambino segno. Che è esattamente quello che è successo nell’eurozona, come abbiamo visto sopra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quindi Sinn non è solo vittimista, nel suo resoconto distorto dell’inflazione. &lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; anche ipocrita, perché la persistenza dei differenziali di inflazione a vantaggio della Germania è qualcosa che il capitalismo tedesco ha provocato, gestendo come sappiamo il mercato del lavoro, e vantandosene anche: “&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/04/Berger_fate_come_tedeschi_nel_co_9_111204017.shtml" target="_blank"&gt;fate come itedeschi, più produttività e stipendi contenuti&lt;/a&gt;”, diceva Berger nel 2011. Solo che la maggiore produttività dai dati non si vede: anche qui, attenzione: la produttività tedesca è più alta di quella italiana (oggi), ma come vedete da questo grafico:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/ufritsche/SNOTcsMvSII/AAAAAAAAAD8/wiNaoc2myMI/image%5B42%5D.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/ufritsche/SNOTcsMvSII/AAAAAAAAAD8/wiNaoc2myMI/image%5B42%5D.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;tratto dal sito di &lt;a href="http://www.ulrich-fritsche.net/blog/labour-productivity-growth-in-good-old-germany-is-germany-falling-further-behind" target="_blank"&gt;Ulrich Fritsche&lt;/a&gt; (Università di Amburgo), il suo tasso di crescita è in calo dal 2003, e non è statisticamente distinguibile da zero dal 2007. Quindi, come ci ricorda il collega tedesco, e come è chiarissimo ai tedeschi stessi (&lt;a href="http://vocidallagermania.blogspot.com/" target="_blank"&gt;vocidallagermania ce lo ricorda sempre&lt;/a&gt;): “&lt;strong&gt;the fact, that the German economy has a extraordinary export performance and competitiveness was mainly driven by massive wage restraints but is not due to productivity gains”: la competitività tedesca è dovuta a massicci tagli di salari (reali) e non a guadagni di produttività.&lt;/strong&gt; Certo, il confindustriale di turno (Berger) non può dirlo così. E il Tafazzi di turno (S&amp;amp;P) ovviamente crede a tutto quello che gli dicono (salvo se lo dico io).Ma i dati sono dati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;E di questa situazione che ha creato, ora il capitalismo tedesco non vuole pagare le inevitabili conseguenze. Perché se vuoi essere in surplus per sempre, devi rassegnarti a finanziare i deficit di chi compra i tuoi beni. Questo è quanto fa la Cina con gli Stati Uniti. Ma la Germania non vuole più farlo con la Grecia. Perché? Ma è semplice: perché aggredendola sul mercato finanziario può causarne il crollo e comprarsela. La Grecia ora gli serve più come fabbrica cacciavite per competere con il resto del mondo, che come partner commerciale. E quindi: “privatizzate! Togliete diritti ai lavoratori! Tagliate i salari! Arriviamo noi...”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E i lavoratori tedeschi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Chiederete (giustamente): ma perché i lavoratori tedeschi accettavano di essere pagati poco? Sostanzialmente per due motivi, sembra di capire. Perché da un lato la continua svalutazione (dei loro salari) consentiva alla Germania di competere vittoriosamente sul piano dell’export e quindi di garantire un minimo di occupazione. La minaccia molto esplicita era: “o prendete meno soldi, o delocalizziamo”. E il tedesco, disciplinato, chinava il capo. Si sa, non è di fronte ai potenti che dà il meglio di sé, povero tedesco...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E poi perché in Germania si è creato un mercato del lavoro “duale”: da un lato gli operai del manifatturiero destinato all’esportazione, che vengono pagati piuttosto bene (ma attenzione: a tenere bassi i costi ci pensa una serie di lavoratori interinali senza particolari coperture); dall’altra un esercito di sottooccupati nel settore dei servizi (che ha una produttività ridicola), cioè di disoccupati nascosti che campano con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;minijob&lt;/i&gt; a 400 euro al mese. La presenza di uno Stato sociale piuttosto attivo e prodigo di mancette a vari livelli (politiche abitative, ecc.) permette a questi sottoproletari di sopravvivere, e sono loro l’esercito industriale di riserva che permette di tener bassi i salari in Germania. Certo, se li si contasse fra i disoccupati (ad esempio facendo riferimento alle unità di lavoro, cioè al fatto che un lavoro vero conta per quattro minilavori) il quadro cambierebbe. Philippe Murer, che insegna alla Sorbona, ha stimato che &lt;a href="http://www.manifestepourundebatsurlelibreechange.eu/quels-sont-les-veritables-taux-de-chomage-en-france-et-en-allemagne/" target="_blank"&gt;facendo le opportune correzioni la disoccupazione tedesca arriverebbe al 15%&lt;/a&gt;. Il che spiega piuttosto bene la "moderazione", non trovate?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E al di là di questo, il mantenimento di un mercato del lavoro duale comprime i consumi (&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html" target="_blank"&gt;come abbiamo visto qui&lt;/a&gt;: nell'età dell'euro il contributo dei consumi interni alla crescita tedesca è uno sparuto 30%, inferiore perfino a quello che si misura in Cina, pari a circa il 35%, come ho calcolato nel mio libro sulla &lt;a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?id=15332" target="_blank"&gt;crescita cinese&lt;/a&gt;). Non solo: il mercato duale, ovviamente,&amp;nbsp;amplifica la disuguaglianza, con conseguenze potenzialmente devastanti sul tessuto sociale tedesco, e quindi europeo, come sottolinea l’International Labour Organization nel suo rapporto 2012 (&lt;a href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/@publ/documents/publication/wcms_150440.pdf" target="_blank"&gt;andate a vedere il box 4 del rapporto, è interessante&lt;/a&gt;).  E la stessa ILO chiede al governo tedesco di cambiare modello di sviluppo. Comunisti? Complottisti? Chissà...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come risolvere gli squilibri?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Molto semplice: basterebbe lasciar agire la legge della domanda e dell'offerta. &lt;/strong&gt;Visto che i beni tedeschi sono così domandati, i loro prezzi dovrebbero crescere più in fretta, non meno in fretta, di quelli degli altri. Nel tempo i saldi esterni si riequilibrerebbero. Questa rivalutazione reale farebbe stare meglio i salariati tedeschi, inclusi quelli del settore dei servizi&amp;nbsp;(che guadagnerebbero di più), e quelli italiani (che non perderebbero il proprio lavoro). Ma naturalmente la coperta è sempre troppo corta: chi starebbe peggio? Ma è chiaro: i capitalisti tedeschi. Quindi non si può fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma si può fare un'altra cosa: tornare alle valute nazionali, e lasciar agire la legge della domanda e dell'offerta sul mercato valutario (visto che su quello dei beni la Germania ne impedisce il funzionamento). Non sarebbero i beni tedeschi a costare di più, ma la valuta tedesca. L'equilibrio verrebbe comunque ristabilito (come accadde nel 1992). Dal nostro punto di vista, la fisiologica rivalutazione tedesca corrisponderebbe a una moderata svalutazione difensiva del cambio nominale (ovvia&amp;nbsp;reazione all'aggressiva deflazione competitiva tedesca). Perché poi la domanda è: se svalutare quando si è in deficit è tanto vergognoso, rivalutare quando si è in surplus sarà glorioso, no? E allora perché la Germania non vuole farlo?&amp;nbsp;Alla fine dovremo costringerla.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sintesi&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il modello di mercantilismo monetario ha due limiti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;la non sostenibilità esterna, che è in primo luogo non sostenibilità finanziaria dei debiti dei partner commerciali, e poi non sostenibilità reale di un modello che, se generalizzato, ci impone di esportare su Marte;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;la non sostenibilità interna, che è la non sostenibilità di un modello basato su un mercato del lavoro duale che esaspera le disuguaglianze e condanna il paese a vivere sempre di più sulla domanda esterna e sempre meno sulla propria, in un circolo vizioso di austerità autoimposta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma Sinn questi limiti non li vede, non lo interessano. Perché il conto vuole farlo pagare a noi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ed è per questo che mi sono pacatamente permesso di notare che oltre che un&amp;nbsp;"distratto" (perché riporta in modo falso i fatti) e un&amp;nbsp;vittimista (perché si lamenta di una situazione dalla quale il suo paese ha tratto beneficio per 10 anni), Sinn&amp;nbsp;è anche un economista forse un po’ sopravvalutato (perché la sua visione è necessariamente di breve respiro).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comments welcome, inclusi quelli del povero S&amp;amp;P, che in fondo a me fa un po’ pena, come mi fa pena Dana, che si estasia per le mancette che il capitalismo tedesco elargisce ai suoi sottoproletari, come mi fanno pena tutti quelli che si ostinano a non voler capire quali sono le forze che li stanno stritolando. Poveracci! Nonostante la loro ottusità, non meritano certo l’orribile fine che stanno per fare (e noi con loro).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-6058284200214123067?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/6058284200214123067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-crisi-delleurozona.html#comment-form' title='107 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6058284200214123067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6058284200214123067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-germania-e-la-crisi-delleurozona.html' title='La Germania e la crisi dell&apos;eurozona'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/ufritsche/SNOTcsMvSII/AAAAAAAAAD8/wiNaoc2myMI/s72-c/image%5B42%5D.png' height='72' width='72'/><thr:total>107</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-2634603767740222004</id><published>2012-02-26T18:23:00.004+01:00</published><updated>2012-02-27T17:31:43.903+01:00</updated><title type='text'>Sinn e l'inflazione nell'eurozona: una menzogna ripetuta mille volte...</title><content type='html'>Ricevo da un anonimo facilmente identificabile per l’apertura di vedute e per l’intento “puntualizzatore” questo interessante commento:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;A me non pare che Cesaratto dica che Sinn non è un grande economista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Dice che è un po' troppo vittimista, ma anche che su alcune questioni - importanti e ignorate prima di lui - non ha poi tutti i torti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Cesaratto attribuisce a Sinn la dichiarazione di Bogenberg, in cui si dice una cosa interessante: le differenze nei tassi di inflazione, quelle all'origine della maggiore competitività tedesca nell'ambito dell'eurozona, sono state causate dalla convergenza dei tassi di interesse e dal conseguente ingente flusso di capitali dai paesi centrali a quelli periferici. Quindi (la dichiarazione comincia proprio così) è l'euro la causa della crisi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Niente male, anche se il suo punto di vista è comunque... tedesco. Un punto di vista peraltro interessante, visto che capire perché c'è stata quella differenza nei tassi d'inflazione non sarebbe male.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Per il resto, Sinn compare tra i top 5% nella classifica di IDEAS. Diciamo pure che è tedesco, ma si può giudicare "piccolo" un economista con tante credenziali solo perché non si è d'accordo? In fondo, l'economia non è una scienza esatta ;-)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Probabilmente può aiutare anche lui a capire alcuni aspetti di una situazione che è comunque piuttosto intricata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Amico anonimo,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ti ringrazio per questo&amp;nbsp;&lt;em&gt;display&lt;/em&gt; di apertura di vedute. Guarda: te le allargo ancora di&amp;nbsp;più:&amp;nbsp;se avrai cura di leggere per tuo diletto la &lt;a href="http://books.google.fr/books/about/Storia_della_luce.html?id=0jgLAQAAIAAJ&amp;amp;redir_esc=y" target="_blank"&gt;Storia della luce&lt;/a&gt; di Vasco Ronchi, scoprirai che nemmeno la fisica è una scienza esatta, e che anche in fisica lo scienziato di turno ha a disposizione uno strumento potentissimo per gestire i fatti che non quadrano con la propria teoria: ignorarli. Di questo strumento, usato a suo tempo da Euclide, Sinn&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si serve &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;plenibus manis&lt;/i&gt;, come vedrai se avrai la bontà di leggermi, dopo avermi interpellato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, hai ragione: il mio giudizio era affrettato (ma lo avevo anche detto) e non adeguatamente motivato (ma sto lavorando su tre articoli che mi prendono molto tempo, e mi scuso con tutti per i ritardi nelle risposte). Va anche detto che quello che mi disturba di più di Sinn non sono i suoi argomenti, ma il suo aspetto. Non è un attacco personale, per carità. Povertà non è vergogna, nemmeno sul piano estetico. Solo che, sai, noi mediterranei siamo memori della lezione platonica, la “kalokagathia”, un concetto che Wikipedia definisce “falso e discriminatorio”: e visto che Wikipedia detta legge, penserò sia per puro caso che la turpitudine delle basette di Sinn si associa a un cumulo di menzogne. Passo quindi a spiegarti perché secondo me Sinn non è un grande economista, ma eventualmente un gran furbetto (e leggendo Cesaratto avresti dovuto intuirlo, ma &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;repetita iuvant&lt;/i&gt;).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il “ragionamento” di Sinn&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Sinn aderisce evidentemente a un paradigma economico prekeynesiano: la moneta CAUSA l'inflazione. Quindi quando nei paesi periferici arrivano i capitali (li sòrdi, alla romana) l'inflazione cresce e si creano quei differenziali che anche secondo Sinn sono all'origine del vero problema: le crisi di bilancia dei pagamenti (squilibri esterni) dei paesi europei. Questo sta scritto nel punto 1 del manifesto di Bogenberg che, perdonami, non leggo adesso per intero: lo leggerò in aereo, perché lì trovo subito il necessario sacchetto di carta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Un ragionamento sensato, in apparenza, e infatti tu gli dai credito, giuggiolone mio (detto con affetto, sia chiaro). Solo che questo ragionamento sensato urta contro un paio di dati di fatto, e anche contro se stesso, come poi ti dirò, e come credo veda già chi sa un po’ d’economia e ha vissuto su questo pianeta negli ultimi 20 anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I dati di fatto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Il dato di fatto più macroscopico è che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;i differenziali di inflazione non possono essere attribuiti all’euro, perché preesistevano ampiamente all’ingresso ad esso e anzi da quando è entrato in vigore l’euro si sono ridotti. Quindi l'idea che a te sembra interessante (l'euro come causa della crisi) sarà anche giusta: ma la spiegazione di Sinn è palesemente falsa. &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html" target="_blank"&gt;Dovrai, ahimè, accontentarti della mia.&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impudenza di Sinn è tanto più sorprendente quando si consideri che notoriamente per gli euroti (coniamo anche questo termine, ci servirà), per gli euroti, dicevo, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il grande successo dell’euro è stato proprio la riduzione di questi differenziali,&lt;/b&gt; non il loro allargamento. Premesso che anche gli euroti hanno torto (perché la riduzione c’è stata ma non è stata un successo, come se vuoi ti spiegherò), torniamo al punto. Il punto è che siccome Sinn ha detto il contrario, mi rendo conto che tu potresti non credere a me (che non sono nel top 5% di IDEAS). Ho tuttavia abbastanza fiducia in te: spero quindi che IDEAS ti permetta di credere ai tuoi occhi. Se è così, qui sotto vedi i tassi di inflazione dell’eurozona:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_01.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sono evidenti tre cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;i differenziali di inflazione (cioè gli scarti fra i tassi di inflazione) &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;si sono molto ridotti&lt;/b&gt; negli ultimi 30 anni ed erano più ampi prima dell’euro;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;da quando siamo entrati nell’euro si sono ridotti ulteriormente, ma &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;non si sono mai annullati&lt;/b&gt;;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;questi differenziali sono da sempre stati &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;a vantaggio della Germania&lt;/b&gt;, nel senso che in Germania l’inflazione è sempre stata inferiore a quella degli altri paesi (con limitate e temporanee eccezioni).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per chi ha poca familiarità coi grafici, chiarisco i tre punti. Ne vale la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Punto primo: i differenziali erano più ampi prima dell’euro&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Nel 1984 la differenza fra l’inflazione più alta (quella portoghese) e la più bassa (quella tedesca) era di 27 punti. Nel 2007 (l’anno prima della crisi) la differenza fra inflazione più alta (quella greca) e la più bassa (quella olandese) era scesa a 1.4 punti. 1.4 è più piccolo di 27, e questo quindi lo abbiamo capito: i differenziali si sono ridotti. Per chi invece i grafici li ama, può essere utile la Fig. 2, che riporta per ogni anno lo scarto fra il tasso più alto (ovviamente, il paese cambia, ma generalmente è Spagna o Portogallo) e il più basso (anche qui, il paese cambia, ma generalmente è la Germania).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="238" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_02.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Punto secondo: i paesi mediterranei non sono colpevoli (di quello che... non è successo)!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Si vede bene nella zona ombreggiata della Fig. 2. Siamo entrati con il differenziale a 2 punti. L’anno seguente (2000) il differenziale è quasi raddoppiato per esclusiva responsabilità dell’Irlanda, il cui tasso di inflazione è aumentato di 2.8 punti (ma la storia dell'Irlanda l’ho raccontata da un’altra parte). Il dettaglio di quello che è successo fra 1999 e 2000 lo vedi&amp;nbsp;in questa tabella, che riporta nella parte sinistra la variazione dell’inflazione fra 1999 e 2000, ordinata per dimensione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_03.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Sin_03.JPG" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vedi bene che a questo primo “scatto” dell’inflazione hanno partecipato tutti, oltre alla “cattiva” Irlanda (con un 2.8 di incremento). Caso strano, in testa, dopo l’Irlanda, troviamo molti “buoni”: i finlandesi &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ah-perche-voi-credevate-che-in-grecia_20.html" target="_blank"&gt;(quelli che voglio pignorare il Partenone&lt;/a&gt;), i belgi, gli austriaci, i francesi, ecc. Noi sotto la media, con Germania, Grecia, Portogallo, ecc. Quindi non mi sembra che la colpa di questa fiammata di inflazione sia del Club Med.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo scatto iniziale, &lt;strong&gt;fino alla crisi del 2007 il differenziale di inflazione è sceso (non salito), raggiungendo il minimo storico di 1.4 nel 2007&lt;/strong&gt; (parte ombreggiata della Fig. 2), e anche dopo lo scossone della crisi, nel 2011, il differenziale è stimato a 2.3, più basso rispetto ai 3.9 punti del 2000. E attenzione! Se i tassi di inflazione si sono venuti incontro, vuol dire che, generalmente, sono calati dove erano più alti, e cresciuti dove erano più bassi. Sai, la vita è fatta così: fatto salvo il caso dell’uomo Denim, quello che proverbialmente “non deve chiedere mai”, normalmente nella vita ci si viene incontro.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;Lo scarto fra 2011 e 2000 è riportato nella parte destra della tabella.&lt;/div&gt;Se l’inflazione è il male assoluto, come credono i virtuosi tedeschi (più esattamente: come fanno finta di credere i politici e certi economisti tedeschi), e se il suo incremento indica quindi vile perfidia, vedi bene che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;i tre perfidi dell’età dell’euro sono stati Germania, Austria e in misura molto minore Grecia! &lt;/b&gt;Quanto è vero quel detto che recita che quelli che sopportiamo meno negli altri sono i nostri difetti...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Chissà perché Sinn ci dice che grazie all’euro i differenziali di inflazione sono aumentati per colpa dei paesi della periferia!?&lt;/strong&gt; (io lo so, se vuoi te lo dico). In effetti i dati ci dicono che nell’età dell’euro, fino allo scoppio della crisi, i differenziali di inflazione nella zona euro si sono ridotti, e lo hanno fatto perché l’inflazione è aumentata nei paesi “virtuosi” (“virtuosi” secondo loro, ovviamente: Germania e Austria), mentre rimaneva praticamente stazionaria o diminuiva in tutti gli altri (in certi casi diminuiva di molto, come in Olanda, Belgio, Finlandia e... Irlanda!) Capito? &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; successo l’esatto contrario di quello che dice Sinn: da quando c’è l’euro i differenziali si sono ridotti (non sono aumentati) e lo hanno fatto perché nei paesi periferici l’inflazione è diminuita (non è aumentata), mentre è aumentata in Germania e Austria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi, come ti dicevo, il problema non è che io non sono d’accordo con Sinn: il problema è che Sinn non è d’accordo coi dati. Il problema non è che secondo me (che come giustamente mi ricordi non sono nessuno) Sinn sbaglia: il problema è che secondo i dati Sinn mente. Con quella faccia (perdonami) la cosa non mi sorprende.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarebbe anche un altro problema, e scusami se lo rimarco. &lt;strong&gt;Questo problema accessorio è che tu ti sei lasciato infinocchiare.&lt;/strong&gt; Ma questo non mi sorprende, perché essere intelligenti, come tu molto probabilmente sei, ha vantaggi e svantaggi. Lo svantaggio della persona intelligente, come te, è quello di avere un atteggiamento aperto nei riguardi del prossimo. Chi è intelligente non può albergare nel proprio petto, e quindi non può nemmeno suppporre nell'interlocutore, soprattutto se dotato di curriculum prestigioso, la sordida furbizia mercantile che trapela dallo sguardo di Sinn. Quindi, come dire, quando un intelligente (tu) incontra un furbo (Sinn), il furbo vince. Ma solo la prima volta. La seconda volta vince l’intelligente (come ci ricorda Boccaccio, ottava giornata, novella settima: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://it.wikisource.org/wiki/Decameron/8a_giornata/Novella_Settima" target="_blank"&gt;enjoy&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;!) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&amp;nbsp;a questo punto, perdonami, ma come in illustri casi precedenti, che non cito per carità di patria, &lt;strong&gt;credo che sia inutile approfondire un'analisi che parte da un dato di fatto sbagliato.&lt;/strong&gt; So benissimo perché Sinn mente: perché ha bisogno di scaricare le responsabilità dell'insostenibilità dell'euro sui comportamenti della periferia. Perché &lt;strong&gt;Sinn è l'antigoofynomista per eccellenza: è quello che dice che essere in surplus è bello, senza capire che siccome a ogni surplus corrisponde un deficit, se si vuole crescere insieme i surplus sono insostenibili tanto quanto i deficit,&lt;/strong&gt; e andrebbero corretti in modo simmetrico (cosa che gli economisti di buon senso capiscono e sostengono da sempre). Ma lui vuole dare la colpa al Sud, e siccome nella sua testa rudimentale c'è posto per un solo concetto (inflazione = brutto), allora per dare la colpa al Sud deve dire che il Sud ha gonfiato i differenziali di inflazione (anche se è tecnicamente falso), e deve dire che si è indebitato, senza ricordarsi di chi gli ha prestato i soldi (il Nord), &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html" target="_blank"&gt;di come ha fatto per accumularli&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(con&amp;nbsp;la strategia di deflazione competitiva propria del &lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2012/02/sinn-in-inglese.html" target="_blank"&gt;mercantilismo monetario &lt;/a&gt;di cui parla Sergio)&amp;nbsp;e del fatto che il creditore (a differenza del debitore) aveva, oltre all'obbligo tecnico di accertare il merito di credito, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html" target="_blank"&gt;gli strumenti per capire che c'erano problemi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(i&amp;nbsp;saldi esteri dei paesi periferici dell'eurozona erano chiaramente insostenibili, nel caso della Grecia fin dal 2000, &lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2012/02/sinn-in-inglese.html" target="_blank"&gt;come abbiamo detto qui&lt;/a&gt;). &lt;strong&gt;I creditori sapevano benissimo a cosa stavano andando incontro, anzi: cosa stavano scientemente provocando:&amp;nbsp;ma hanno prestato ugualmente, sapendo che qualcuno avrebbe pagato: il resto dell'Europa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E tu dici che Sinn pone questioni interessanti e ignorate prima di lui? Amico mio, mi sembri un po' ingenuo: Sinn &lt;em&gt;nasconde &lt;/em&gt;questioni interessanti, proprio perché non sono state ignorate prima di lui, e la risposta che tutti danno, a lui e ai suoi mandanti non piace, perché evidenzia le loro responsabilità. E a loro piace un mondo di buoni e cattivi, dove le colpe stanno tutte da una parte: ovviamente quella degli altri. Inflazione=brutto, per cui se dimostro che Greco=inflazione, ho dimostrato che Greco=brutto. Che grande economista che sono! Ho usato anche la matematica! Tre&amp;nbsp;equazioni. Al costo di trenta denari.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che &lt;em&gt;repetita juvant...&lt;/em&gt; ma per oggi basterà ricordare solo questo: Sinn mente, sapendo di mentire, e sapendo perché mente. Molti di voi lo intuiscono, e gli altri, tu compreso,&amp;nbsp;non hanno che da chiedere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'origine dei differenziali di inflazione, se interessa, è descritta molto bene da &lt;a href="http://politicaeconomiablog.blogspot.com/2012/02/sinn-in-inglese.html" target="_blank"&gt;Cesaratto&lt;/a&gt;, e ho provato a spiegarla&amp;nbsp;anche nel mio &lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=406" target="_blank"&gt;Crisi finanziaria e governo dell'economia&lt;/a&gt;. Quando se ne afferra l'origine (il "mercantilismo monetario" della Germania), si capisce anche perché un economista così illustre menta su un dato così evidente. Ne parleremo...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Erratum (27/2/2012):&lt;/strong&gt; un gentile utente (S&amp;amp;P) mi fa notare che nella tabella sulla variazione dell'inflazione il pannello di destra ha un'intestazione sbagliata: in effetti, la tabella riporta la variazione 2011 su 2000, anziché 2007 su 2000. Ho corretto l'intestazione. Dal tono col quale mi ha segnalato questo errore capisco che S&amp;amp;P non è in grado di capire che la sua correzione rafforza il mio argomento. Proprio per questo glie ne sono particolarmente grato. Esempio: fra il 2000 e il 2007, in effetti, l'inflazione in Grecia è aumentata di 0.09, anziché diminuita di -0.01, come è accaduto fra 2000 e 2011. Ma visto che il differenziale complessivo è diminuito (Fig. 2), il fatto che l'inflazione&amp;nbsp;sia lievemente aumentata nei paesi dove era più alta (+0.09 non mi sembra un aumento dirompente), non fa che rafforzare il mio argomento, cioè che nell'età dell'euro l'inflazione è cresciuta di più (ma non abbastanza) dove era bassa: +0.88 in Germania fra 2000 e 2007. Insomma: più si approfondisce e si corregge doverosamente l'intestazione delle tabelle, e più si capisce che &lt;strong&gt;la tesi di Sinn, secondo la quale nell'età dell'euro i differenziali di inflazione sarebbero esplosi per colpa dei paesi periferici, è e rimane una sonora stupidaggine.&lt;/strong&gt; Al contrario: si sono ridotti, ma non abbastanza (come potete constatare nel prossimo post), per merito dei paesi a bassa inflazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vedete, fornisco sempre le fonti dei dati e sono grato a chiunque mi permetta di rilevare e correggere eventuali imprecisioni. Lo farei, e lo farò, anche nei casi in cui, a differenza che in questo, indebolissero anziché rafforzare i miei argomenti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-2634603767740222004?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/2634603767740222004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html#comment-form' title='67 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2634603767740222004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2634603767740222004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/sinn-e-linflazione-nelleurozona-una.html' title='Sinn e l&apos;inflazione nell&apos;eurozona: una menzogna ripetuta mille volte...'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>67</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-392293247280474947</id><published>2012-02-23T10:07:00.002+01:00</published><updated>2012-02-23T14:38:01.766+01:00</updated><title type='text'>Risparmi chi può!</title><content type='html'>&lt;em&gt;Ricevo da Marco Basilisco e sottopongo alla vostra attenzione questa riflessione sulla perversa propensione all'indebitamento di certe famiglie dei paesi&amp;nbsp;"periferici". Le opinioni espresse sono quelle dell'autore (Marco Basilisco).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Alberto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;capisco che stai combattendo una dura battaglia solitaria e puoi perdere lucidità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Ma  qualche lettore del tuo blog è la prova che l'interpretazione della  meccanica quantistica attraverso gli universi paralleli non è del tutto  fuori luogo. Il crollo del risparmio delle famiglie italiane dovrebbe  spingere a una maggiore prudenza: io, Matelda e Piermarco con due  stipendi e un affitto NON arriviamo alla fine del mese. Punto. Ma di  quali cazzo di suv parlano? Non posso fare a meno delle due macchine  (come hai sottolineato). Una delle due non ha più la radio (rubata &amp;nbsp;e  non sostituita), l'aria condizionata (troppo costoso ripararla) e il  telecomando. Ho cambiato le ruote perché se mi fermava la stradale con  la mia patente ci facevano i coriandoli: ed è stato doloroso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Le  chiacchiere stanno a zero. Mio padre era poliziotto e mia madre  casalinga, erano immigrati da un paesino il cui parallelo è a sud di  Tunisi. Hanno fatto studiare tre figli (uno fino al dottorato) e gli  hanno comprato la casa a tutti e tre (almeno la prima tranche).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Quindi:  le casa dove stiamo ce l'hanno data i miei suoceri, quella affittata i  miei genitori. Ci siamo guardati bene dall'unificarle per poter, in  futuro, dare una casa ad Piermarco (e sono ben contento di averlo fatto).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Riassumendo:  in questo momento per la prima volta sto provando a fare un piccolo  investimento "voluttuario" (a 50 anni suonati) e sembra che sia  impossibile. Non posso cioè schiodarmi dai beni immobili della  generazione precedente. Vuol dire qualcosa?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Mio fratello è disoccupato, pardon sottooccupato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Letizia, la meme chose e la lista può continuare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;L'Istat, di solito così prudente, cosa dice sul rischio povertà in Italia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Fino  a poco tempo fa' i carri dell'armata rossa scaldavano i motori a poche  ore dalla pianura padana e la distribuzione del reddito era diversa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;O no?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;em&gt;Aggiungo due parole di commento, prescindendo dal discorso "carri armati", per il quale, non avendo una laurea in ingegneria meccanica, non sono competente.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;em&gt;Nel primo decennio&amp;nbsp;del secolo dell'euro&amp;nbsp;(2000-2010)&amp;nbsp;i redditi pro capite sono cresciuti in termini reali (cioè depurandoli dell'inflazione) del 2% in Grecia, dell'1% in Germania, dello 0% in Italia. Se non li depuriamo dall'inflazione (cosa che non credo tutti i consumatori sempre facciano, o no?) i numeri sono 6% in Grecia, 2% in Germania, 2% in Italia.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I percorsi di Grecia e Italia sono simili per quanto attiene alle dinamiche del debito estero (che da noi è aumentato e in Germania è diminuito, ovviamente perché la Germania ci ha prestato la corda per impiccarci). Ma&amp;nbsp;parzialmente&amp;nbsp;diversi circa i moventi di questo debito. In Grecia ci può essere stata (non lo so, spero che ce lo dica qualche greco) una ventata di euforia indotta da prospettive di crescita ingannevoli (perché drogate dal capitale estero). Questo è quello che è successo in Argentina al tempo della dollarizzazione (e in quel caso lo so, sta scritto sulle riviste scientifiche).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma in Italia la penetrazione del capitale estero è avvenuta in parte anche "a valle" di un crollo dei redditi che l'ingresso nell'euro ha determinato in almeno due modi: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;la sottrazione di&amp;nbsp;reddito da parte delle economie del nucleo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, e, non dimentichiamolo mai, una serie di comportamenti truffaldini che hanno determinato, come ognuno di noi sa, aggiustamenti di prezzo... a senso unico, e quindi un crollo dei redditi reali, negato dall'Istat &lt;b&gt;prima&lt;/b&gt; dell'arrivo di Enrico Giovannini, ma evidentissimo nelle statistiche a parità dei poteri d'acquisto pubblicate ad esempio dall'OCSE.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quindi, caro Marco, che ti devo dire? A casa mia un foie gras mi-cuit e una bottiglia di Sauternes per te e per Piermarco la troverai sempre (anche se per un emigrante come te forse è sprecata). &lt;strong&gt;Io stavo parlando della Grecia&lt;/strong&gt;, e facendo, dichiaratamente, un educated guess basato su quella che noi economisti ci ostiniamo a chiamare la letteratura "scientifica". &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.prestiti.it/ufficio-stampa/comunicati/360mila-pensionati-hanno-fatto-domanda-di-prestito" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Che in Italia ci sia una situazione nella quale, in presenza di redditi stagnanti, i pensionati (ma anche i docenti universitari) si indebitano per "motivi di liquidità",&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; su questo blog mi pareva di averlo detto già, e&amp;nbsp; se non lo avessi fatto... non è mai troppo tardi. &lt;strong&gt;I deamicisiani sostenitori della virtù ottocentesca del risparmio, convogliato dal sistema bancario verso la costruzione di tante belle strade ferrate, ora hanno di che riflettere.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Motivi di liquidità significa per comprare il latte, o magari un quarto di vino&amp;nbsp;(che&amp;nbsp;sono liquidi, appunto), non per comprarsi il Suv (a 70 anni?) o la quarta casa. Ce ne sono anche, di pensionati, che chiedono mutui immobiliari. Ma quelli rientrano in un'altra statistica. Qui stiamo parlando di debiti fatti per onorare pagamenti, o semplicemente per tirare un po' avanti. Con meno di 1000 euro al mese.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nel post precedente stavo parlando di un altro tipo di fenomeno, che si è verificato in un altro paese, con redditi in crescita, e che ha in comune con quello che sta succedendo qua forse solo una cosa, molto importante: che chi ci guadagnerà, alla fine, saranno i soliti noti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lucida sarà tu' sorella! Dille di rileggere quello che ho scritto il 26 luglio 2011 su lavoce.info: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002453.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;"L’aumento del debito estero è quindi almeno in parte riconducibile al tentativo delle famiglie di mantenere i propri livelli di consumo, intaccando la propria ricchezza netta, in presenza di redditi stagnanti o in calo."&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dici che non lo ripeto abbastanza? Magari hai ragione. Con immutato affetto...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-392293247280474947?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/392293247280474947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/risparmi-chi-puo.html#comment-form' title='83 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/392293247280474947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/392293247280474947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/risparmi-chi-puo.html' title='Risparmi chi può!'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>83</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-1683965174451496395</id><published>2012-02-22T13:28:00.007+01:00</published><updated>2012-02-22T16:09:46.475+01:00</updated><title type='text'>Chi si è arricchito con la Grecia e come</title><content type='html'>(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un post telegrafico della serie “pe’ malati c’è la china...”, o, forse, speriamo, della serie “forse non tutti sanno che”. Rimango debitore di risposte a marco e marco, la darò, ma qui si segue il principio “facit indignatio”, e quello che sto per dire serve anche a voi&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sul blog&amp;nbsp; &lt;a href="http://vocidallestero.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Voci dall'estero&lt;/a&gt; dell’ottima Carmen trovo, a commento di un intervento di Ambrose Evans Pritchard sul &lt;a href="http://vocidallestero.blogspot.com/2012/02/un-ritorno-alla-dracma-puo-salvare-la.html" target="_blank"&gt;ritorno alla dracma&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(tema sul quale vi segnalo &lt;a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2012/02/greece-and-euro" target="_blank"&gt;le parole di buon senso dell'Economist&lt;/a&gt;) questa sparata di un lettore:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 63.7pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Non saranno certo i dipendenti pubblici ad aver rovinato la Grecia (&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ah-perche-voi-credevate-che-in-grecia_20.html" target="_blank"&gt;i numeri presentati da Bagnai parlano chiaro&lt;/a&gt;). Sono dati altrettanto incontrovertibili, comunque, il Debito Pubblico che è esploso e la bilancia corrente che è crollata dal 2000 in poi: &lt;strong&gt;molti greci hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 63.7pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Io vengo da una famiglia che mi ha insegnato 2 cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 63.7pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;1° i debiti si fanno se si ha la (quasi) certezza di ripagarli con il risparmio futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 63.7pt 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;2° per rispamiare devi avere un reddito adeguato che ti assicura solo se sei in gardo di assicurarti un lavoro (superandi, ma questa è una mia aggiunta data dall'esperienza, la voglia di spendere il tempo in modo differente). Forse molti in Grecia, negli anni scorsi, &lt;strong&gt;hanno pensato che qualcuno avrebbe pagato per loro?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;“Pater, dimitte illis, non enim sciunt quid faciunt” (Luca, 23-34).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché questa sequenza di ovvietà moralistiche, che ci sentiamo ripetere da giornali, “economisti” e, naturalmente, dai nostri lettori, si basa sull’ignoranza più bieca della realtà dei fatti. Ignoranza che, ovviamente, nel caso degli “economisti” è colposa o dolosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La visione che si tende a diffondere è questa: &lt;strong&gt;i greci (come gli italiani) avrebbero dilapidato i benefici conseguiti con l’entrata nell’euro, benefici rappresentati dal calo dei tassi di interesse&lt;/strong&gt;. A sostegno di questa tesi si mostrano normalmente i grafici riferiti al costo medio del debito pubblico, che manifestano una convergenza impressionante:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_01.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel caso della Grecia, questa convergenza si è riflessa, ovviamente, in un calo della spesa per interessi sul debito pubblico:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_02.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fra il 1995 e il 2002 la spesa per interessi (spezzata celeste) è scesa di ben 6 punti, e il governo greco ha mantenuto un surplus primario (cioè al netto degli interessi). Lo si vede dalla spezzata violetta, che è sotto lo zero (un disavanzo negativo, ovviamente, è un surplus). Certo, dal 2000 il surplus primario si riduce, poi ridiventa un (moderato) disavanzo a partire dal 2003. Il grafico mostra bene che se il governo greco avesse mantenuto un surplus primario intorno fra i 3 e i 5 punti, sarebbe riuscito abbastanza rapidamente ad azzerare il fabbisogno complessivo (linea rossa). Può aver fatto male a non farlo, e ci possono essere tanti motivi per i quali non lo ha fatto (inclusa la necessità di effettuare politiche anticicliche in seguito alla recessione del 2000-2001, e la “necessità” di acquistare da Francia e Germania ingenti quantitativi di armi), ma di questo parliamo un’altra volta. Quello che vorrei ribadire è che &lt;strong&gt;lo scoppio della crisi, qui come in Italia, ha poco a che fare con il debito pubblico, perché questo era sì alto, ma lo era da sempre, e, se pur non in calo come in Italia, se pure non sotto al 40% del Pil come in Irlanda e Spagna, era però stabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quello che ha fragilizzato la situazione della Grecia (e&lt;a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Anche-l-Europa-ha-i-suoi-Stati-subprime-3854" target="_blank"&gt; della Spagna, e del Portogallo&lt;/a&gt;, e in modo analogo &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002453.html" target="_blank"&gt;dell'Italia&lt;/a&gt;) è l’esposizione verso i creditori esteri, esposizione che ha riguardato soprattutto il settore privato. Lo illustrano bene le tendenze riportate in questo grafico:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_03.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_03.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La Grecia era riuscita a stabilizzare il proprio rapporto debito pubblico/Pil, fino allo shock recessivo determinato dalla crisi dei subprime (2007) e dalla crisi Lehmann (2008). Certo che uno dovrebbe agire prudentemente in tempi tranquilli, riducendo la propria esposizione, e certo che lo Stato greco non lo ha fatto. Ma è anche evidente dalla Fig. 3 che il dato più impressionante è l’esplosione del debito delle famiglie, fortemente correlata all’aumento delle passività lorde verso l’estero. In altre parole, il debito greco era ed è soprattutto debito del settore privato (famiglie e imprese) con creditori esteri. &lt;strong&gt;Debito privato del quale nessuno parla, perché ovviamente fa comodo attribuire tutta la responsabilità allo Stato e ignorare il comportamento del settore privato, che deve essere mantenuto immune da qualsiasi biasimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel caso della Grecia un po’ di biasimo credo invece lo meriti. Chi non è così ingenuo da non rendersene conto aggiunge però, come il lettore sopra, che la responsabilità sarebbe stata dei privati cittadini e imprenditori greci, che avrebbero “vissuto al di sopra dei propri mezzi” (una frase così bella e rassicurante da pronunciare). Nell’attribuire tutte le colpe ai consumatori greci, si dimenticano due cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;che l’informazione, fra debitore e creditore, è asimmetrica, e che il creditore ha la responsabilità di effettuare un minimo di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;screening&lt;/i&gt; dei prestiti che eroga;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;che le grandi banche tedesche avevano un notevole incentivo a prestare alle famiglie e alle imprese greche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La responsabilità delle banche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il primo punto è sufficientemente ovvio. Chiunque di voi abbia chiesto un mutuo in Italia sa quanto esigenti e scrupolose siano le banche italiane nel concederlo. Di fatto, quelle tedesche lo sono state molto meno. Abbiamo visto &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html" target="_blank"&gt;in un post precedente&lt;/a&gt; che tutti gli indicatori macroeconomici accettati e validati dalla letteratura scientifica internazionale mostravano fin dal 2000 che la Grecia era sull’orlo del collasso. La vera domanda rimane quindi non perché i greci abbiano chiesto prestiti, ma perché i tedeschi li abbiano erogati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gli incentivi delle banche&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;La riposta è semplice: perché gli conveniva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Voi mi direte: “Ma come? Scusa, brutto fesso, i tassi di interesse erano perfettamente equalizzati fin dal 2000! Perché mai un creditore tedesco avrebbe dovuto prestare soldi al governo greco, a parità di tasso di interesse, sapendo in più che correva un rischio?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E io vi risponderò: “Ma caro, ti ho appena fatto vedere che non è il debito pubblico a essere cresciuto, ma quello privato...”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E tu: “ Sì, va bene, peggio ancora: un privato offre meno garanzie. E comunque i rendimenti erano gli stessi.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E io: “Ecco, caro, no, qui c’è qualcosa che ti hanno tenuto nascosto. Non ci vuole molto a tenerti nascoste le cose, sai, caro. Vediamo però come reagisci se uno te le mostra.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Quello che non sapete, e forse non dovete sapere, è che nel mercato finanziario dell’età dell’euro, perfettamente integrato, non tutti i tassi di interesse erano livellati. A una banca tedesca conveniva molto più prestare a un cittadino greco che a un cittadino tedesco.&lt;/strong&gt; Non ci credete? Ecco i grafici dei tassi di interesse sui prestiti alle famiglie (IMF, serie 60PHSZF... delle International Financial Statistics, edizione dicembre 2010. La fonte non fornisce dati confrontabili prima del 2003, ma ci interessano anche poco, perché a me interessa farvi capire perché è esploso il debito privato nel primo decennio di questo secolo):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_04.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_04.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nell’età dell’euro una banca tedesca guadagnava in media 4 punti in più di interesse prestando a un cittadino greco. Perché? Ma per tanti motivi, incluso il fatto che siccome in Grecia l’inflazione era più alta (e nessuno se ne preoccupava) rimanevano più alti i tassi nominali (intorno al 13% anziché al 9%). Direte: “be’, ma allora il guadagno della banca tedesca viene eroso dall’inflazione, non è mica così conveniente!”. Siete proprio di coccio... Intanto, anche correggendolo per l’inflazione, il differenziale rimane alto (2.4 punti in media). Ma, soprattutto, &lt;strong&gt;i prestiti erano in euro, gli interessi pagati in euro, e la banca poi se li riportava, se voleva, in Germania, no?&lt;/strong&gt; Dove i prezzi non crescono... Chiaro?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Guardatevi gli spread sui prestiti a famiglie, imprese e Stato (sempre International Financial Statistics, per le imprese la serie è la 60PCSZF...):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_05.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Gre_05.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiaro, no? Lo spread sui titoli di Stato, quello in verde, quello del quale tutti vi parlano, effettivamente era esiguo. Per lo Stato le cose si mettono male dal 2007 in poi, per i noti motivi. &lt;strong&gt;Ma per i creditori tedeschi le cose si erano messe piuttosto bene fin dall’inizio, direi, soprattutto se decidevano di prestare alle famiglie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La contraddizione degli omodossi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Gli economisti omodossi o prekeynesiani che dir si voglia vengono a raccontarci che il problema è la produttività, che bisogna produrre, lavorare di più, svegliarsi all’alba, tirare notte a produrre, produrre, produrre. Se qualcuno chiede: ma a chi vendiamo? La risposta è: l’offerta crea la propria domanda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarà... Prendiamola per buona...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma allora vale anche nel caso dei prestiti, giusto? Non sarà un po' vero anche qui che è l'offerta di prestiti (da parte delle banche) a creare la domanda (da parte dei cittadini)? E allora perché ci dite che qui la colpa è solo della domanda? Cioè: perché ci dite che la colpa è delle cicale greche che non sapevano che sarebbe arrivato l’inverno. Vogliamo prendere almeno in considerazione quella che a me sembra l’ipotesi più plausibile, cioè che l’offerta di prestiti da parte di banche desiderose di collocare ingenti eccedenze finanziarie (risultato di surplus commerciali drogati dall’euro), abbia in qualche modo (attraverso strategie di marketing, attraverso il naturale desiderio di “recuperare posizioni” da parte di cittadini di un paese relativamente meno avanzato, attraverso la percezione del costo reale del debito distorta da un tasso di inflazione elevato, ecc.), abbia, dicevo, favorito la “domanda”? &lt;strong&gt;Che siano cioè state le banche, che sapevano che esisteva un rischio, a indurre i cittadini e le imprese greche a indebitarsi, perché ci guadagnavano, e perché sapevano che tanto alla fine i loro Stati (Germania, Olanda, Belgio, Francia) ci avrebbero messo una toppa, o avrebbero costretto il governo greco a farlo.&lt;/strong&gt; E questo è il solito meccanismo della crisi fotocopia, descritto così bene da Roberto Frenkel: &lt;a href="http://cje.oxfordjournals.org/content/33/4/685.full" target="_blank"&gt;imposizione (dal Fmi o dall’“Europa”) di un tasso di cambio sopravvalutato, innalzamento degli spread, arrivano i capitali, fanno profitti, li rimpatriano, e poi se ne vanno lasciando le macerie, o comprandosele a prezzo stracciato. Salvo il caso che qualcuno non ci stia, come in Argentina. Leggetelo Frenkel, cari, leggetelo. Se avete problemi con l’inglese ditelo, che ve lo traduco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In altre parole, amico caro, so che è più difficile e meno rassicurante da dire, ma... non sono stati i cittadini greci a vivere al di sopra dei propri mezzi. Sono state le banche tedesche a farlo, sapendo di poterlo fare, perché alle brutte i loro mezzi sarebbero stati i nostri, come i fatti stanno dimostrando. &lt;strong&gt;Non sono stati i cittadini greci a &lt;em&gt;pensare&lt;/em&gt; che qualcuno avrebbe pagato per loro: sono state la banche tedesche a &lt;em&gt;sapere &lt;/em&gt;che qualcuno avrebbe pagato per loro. Tu (caso mai non te ne&amp;nbsp;fossi accorto).&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;I cittadini greci, loro, potevano anche illudersi di farcela, perché possiamo anche concedergli, visto che anche tu tante cose non le sai, che loro non capissero che la crescita che stavano sperimentando era drogata dal capitale estero. Ma le banche, i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pusher&lt;/i&gt;, che stavano vendendo droga lo sapevano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se hai capito, chiedi scusa ai greci. Se non hai capito, capirai quando toccherà a te. Perché ti toccherà, nonostante quello che ti hanno insegnato il tu’ babbo e la tu’ mamma (semper certa).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cordialmente (ma solo perché so, come diceva Lui, che non è colpa tua).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-1683965174451496395?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/1683965174451496395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html#comment-form' title='66 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1683965174451496395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1683965174451496395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html' title='Chi si è arricchito con la Grecia e come'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>66</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-198747679804367268</id><published>2012-02-21T16:08:00.001+01:00</published><updated>2012-02-21T16:54:35.602+01:00</updated><title type='text'>La locomotiva d'Europa e le locomotive della Germania</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;scusate, faccio un passo indietro per rispondere a una domanda sulla crescita della Germania. Sapete, noi fiorentini siamo così. Vi ricordate Dante: “io ch’era d’ubbidir desideroso non gliel celai, ma tutto glielo apersi”. Ecco, uno mi ha fatto una domandina, e io ora glielo apro. Enjoy responsibly!).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Quando si parla di contributi alla crescita tedesca, forse, prima di chiedersi “contributi da parte di chi”, bisognerebbe chiedersi: “quale crescita tedesca”? Perché il primo dato, da non dimenticare, è che &lt;strong&gt;la crescita della Germania è stata piuttosto deludente, soprattutto negli ultimi anni&lt;/strong&gt;. Negli ultimi 30 anni la Germania è cresciuta in media 0.3 punti in meno della media degli altri paesi dell’eurozona, e 1.2 punti in meno della media mondiale. La situazione si è aggravata nell’ultimo ventennio, cioè, in pratica, dall’ultimo “riallineamento” importante dei cambi all’interno del Sistema Monetario Europeo (SME): in questo periodo la Germania è cresciuta mezzo punto in meno degli altri paesi euro, e 1.5 punti in meno della media mondiale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_01.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questi i numeri del “miracolo” tedesco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La domanda da porsi sarebbe: ma &lt;strong&gt;perché un paese che, come sappiamo, esporta così tanto, quindi rastrella così tante risorse finanziarie in giro per il mondo, cresce così poco? &lt;/strong&gt;Non è difficile capire che questo è il risultato di una scelta deliberata: la scelta, da parte del capitalismo tedesco, di non distribuire agli operai tedeschi il risultato degli aumenti di produttività conseguiti dopo e soprattutto prima delle riforme Hartz (perché &lt;a href="http://www.ulrich-fritsche.net/blog/labour-productivity-growth-in-good-old-germany-is-germany-falling-further-behind" target="_blank"&gt;dopo le riforme la produttività tedesca ha cominciato a crescere di meno, come molti studiosi tedeschi sanno e documentano benissimo&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se il capitale avesse più equamente remunerato il lavoro, la Germania si sarebbe avviata su un processo di crescita sostenuto dalla domanda interna, diventando la locomotiva d’Europa. &lt;strong&gt;Avrebbe cioè seguito un percorso naturale e virtuoso, quello che sta seguendo oggi la Cina.&lt;/strong&gt; Questo non è successo, per una scelta di politica economica deliberata (quella di aggredire commercialmente le economie periferiche per poi appropriarsene, come tutti possono vedere nel caso della Grecia), ma non voglio parlarvi di questo oggi. Voglio parlarvi dell’antispam di Google.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche le macchine hanno un’anima&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Mi sono accorto che l’antispam di Google, pietoso, magnanimo, mi filtra tutti e soli i messaggi di quei pochi, pochissimi lettori che fanno domande delle quali non possono capire la risposta. Questi lettori hanno alcune caratteristiche: sono tutti rigorosamente anonimi, sono tutti sterilmente polemici, mi accusano tutti di truccare i dati, e nessuno sa nulla l’economia. A dire il vero, credo di averne uno solo di lettori così: il solito. E cosa mi trovo infatti nella cartella dell’antispam?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 2cm; text-indent: 0cm;"&gt;"&lt;em&gt;Qualcuno ora dice (si legga interventi e commenti precedenti) che la Germania è stata brava perché facendo moderazione salariale è stata in grado di competere con la Cina". Come rigirarsi quanto detto - nonostante sia sotto gli occhi di tutti - per arrampicarsi sul solito specchio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.65pt 0pt 2cm; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;Le esportazioni nette dell'eurozona sono diminuite, quelle della Germania no, nemmeno verso il "resto del mondo", che non è solo la Cina. Ma lei conferma di vedere solo la Cina. Caro Bagnai, se non le piacciono i miei grafici, cerchi almeno di essere coerente con i suoi! E non nasconda la verità sotto un fiume di parole. Risponda a due semplici domande: E' VERO O NO CHE LA GERMANIA E' IN SURPLUS ANCHE VERSO IL RESTO DEL MONDO? E' VERO O NO CHE SENZA LA GERMANIA L'EUROZONA NEL SUO COMPLESSO SAREBBE IN DISAVANZO VERSO IL RESTO DEL MONDO? Lucrezia (si fa per dire) PS: Per il Sig. Istwine. Il mio ragionamento è molto semplice. Se si vedono solo l'eurozona e la Cina, sembra che la Germania sarebbe in deficit se non vantasse un surplus in Europa. I dati raccontano una storia diversa: la Germania è in surplus verso il resto dell'eurozona ma anche verso il resto del mondo. La Germania è riuscita in quello in cui altri hanno fallito. È meglio piagnucolare perché l'orso tedesco è cattivo, oppure ragionare sui propri errori? È meglio tramare vendette contro il perfido crucco (moderno sostituto della perfida Albione) o rendersi finalmente conto che la competizione è globale?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Google perdona, io no.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Mi sono fatto un sacco di risate pensando a questo perdente che si macerava nel suo ottuso livore: “hai visto, però, gliele ho cantate a quel Bagnai, vedi, lui trucca i dati, ma quando arriva uno preparato come me, l’unica cosa che sa fare è censurarlo! Tutti uguali questi comunisti! E poi prendersela con una collega per un errore di distrazione, che meschinità...”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Povero fesso!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ellissoidi di rotazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Questo giovanotto deve essere quello che nel commento a un post precedente sosteneva di voler preservare l’anonimato perché altrimenti avrei potuto insultarlo! Ma amico, è esattamente il contrario! &lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; proprio perché tu (non senza ragione, devo dire) ti vergogni di dirci chi sei che posso francamente dirti che sei un povero&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:ProlateSpheroid.png" target="_blank"&gt; ellissoide&lt;/a&gt;. Nel permettermi questa franchezza infatti non ledo la tua onorabilità, che è comunque, indipendentemente dalla tua scelta, l’onorabilità di nessuno. Eventualmente ledo l’onorabilità degli ellissoidi, che però, qualcosa mi lascia supporre, non verranno a lamentarsene. Sono, si sa, una maggioranza silenziosa. Che talora preferisce tacere, per non togliere il dubbio all’interlocutore. Tu, certo, sei una fulgida eccezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vedi, tu termini accusandomi di essere un nostalgico dell’autarchia, e quindi un fascista (la perfida Albione...). Ma il vero fascista qui (e mi dispiace per i miei amici) sei tu. &lt;strong&gt;Perché tu continui a commettere, come è costume dei tuoi pari, quello squallido atto di teppismo, di squadrismo verbale che consiste nel mettere in bocca all’avversario cose che non ha detto.&lt;/strong&gt; Con l’aggravante, nel tuo insulso caso, che lo fai concentrandoti su dettagli che non hanno nulla a che fare con il nocciolo del problema, dimostrando così un totale analfabetismo economico. E con l’ulteriore aggravante che i fascisti hanno tanti noti difetti, ma almeno amano e non calunniano la propria patria, cosa che tu sistematicamente e goffamente ti ostini a fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Perdonami, Massimo. Tu mi trovi inasprito. Hai ragione. Ma vedi, se l’amico mi avesse detto che la mia mamma lavorava con la sua, sinceramente non me ne sarebbe fregato niente, e non perché so che non è vero, ma perché è irrilevante per il dibattito. Ma insinuare che sto truccando le carte è una cosa che mi infastidisce parecchio. Credo sia la cosa più offensiva che si possa dire a un uomo di scienza. Comunque... ora mi attacco sullo schermo la tua fotina con sotto scritto: “non correre, pensa a me...”).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La prima risposta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Rispondo quindi alla prima domanda: “E' VERO O NO CHE LA GERMANIA E' IN SURPLUS ANCHE VERSO IL RESTO DEL MONDO?” (rinuncio, per carità di patria, a spiegarti che e’ in italiano è un pronome, non un verbo). La risposta è ovviamente sì, ma vorrei proprio capire in quale parte del mio intervento lo negavo! &lt;strong&gt;Ho fatto un grafico e una tabella apposta per mostrare che la Germania è in surplus sia con l’eurozona sia con il resto del mondo! Lo vedi? Eccolo qui:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="265" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_02.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Solo che, aggiungevo, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/reichlin-vs-tutti-ovvero-germany-vs.html" target="_blank"&gt;non è vero, come dice la professoressa Reichlin per motivi che a me restano incomprensibili, che il surplus più grande sia verso il resto del mondo&lt;/a&gt;. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il surplus più grande è verso l’eurozona. E non c’entra nulla che il volume delle esportazioni extra-zona sia più grande di quelle verso la zona. Perché il surplus è un saldo: il saldo fra esportazioni (che aggiungono reddito) e importazioni (che sottraggono reddito). E le importazioni della Germania dall’extra-zona sono enormi. &lt;/b&gt;Stavamo parlando di questo. Non sono io che altero i dati. Mi dispiace, hai perso. Del resto, sei un perdente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La seconda risposta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Veniamo ora alla seconda domanda. Una domanda che non mi ero mai posto, per il semplice motivo che non è pertinente, come poi spiegherò a chi può capirlo. Vediamo: “E' VERO O NO CHE SENZA LA GERMANIA L'EUROZONA NEL SUO COMPLESSO SAREBBE IN DISAVANZO VERSO IL RESTO DEL MONDO?” Non lo so, aspetta che guardo. Dunque: prendo i paesi dell’eurozona, calcolo il loro commercio extra-zona, aggrego, poi tolgo la Germania dal mucchio, riaggrego. To’, guarda! Hai ragione tu! In effetti se prendiamo il periodo 1995-2010 mi risulta che in media il saldo commerciale consolidato dell’eurozona (cioè escludendo il commercio intra-zona) sia stato 0.1% del Pil, mentre senza la Germania sarebbe stato -0.6% del Pil. Bravo, che occhio! Solo che&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;... ho due domande:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;ho forse detto il contrario nel mio articolo? e, soprattutto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=gajqPEJg2OI" target="_blank"&gt;la solita domanda.&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;Perché vedi, caro, tu proprio non ci arrivi, io non so come spiegartelo. Chissà, forse tu ricordi quando l’eurozona era a undici paesi, come una squadra di calcio, e per analogia ti sei abituato a tifare “eurozona”. Certo, la psicologia di molti “eurofili” è un po’ quella del tifoso d’ a ‘a maggica o d’a ‘a Lazzzzio: “avemo vinto noi!” (eventualmente, ha vinto chi ha giocato, ma questo rinuncio a spiegartelo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La verità, amico caro, è che del risultato aggregato dell’eurozona a noi non ce ne torna, e quindi non ce ne frega, niente.&lt;/b&gt; La verità è che mentre tu ti fai le tue belle pugnette mentali su uno zero virgola (0.1, -0.6), i paesi che sono competitivi sulle proprie gambe hanno surplus di 4, 5, 10 punti di Pil. &lt;strong&gt;L’eurozona invece ha un surplus statisticamente indistinguibile da zero perché la Germania è competitiva sulle gambe nostre, e quindi tanto guadagna lei, tanto perde la periferia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tu ragioni (anzi, “ragioni”) come uno che rientra a casa dalla moglie e le dice: “che bello, cara, siamo più ricchi, perché il nostro vicino ha vinto 1000 euro al gratta e vinci!”. Credo che lei ti porrebbe la domanda numero 2 (riclicca sopra), e non senza ragione. Ma il tuo caso è ancora più disperato: perché il tuo vicino i 1000 euro te li ha sfilati dal portafogli sotto i tuoi occhi, e tu non te ne sei nemmeno accorto! Ma ciononostante torni a casa e racconti: “il vicino ha 1000 euro in più! Il nostro caseggiato è più ricco! Se lui non ci fosse, il caseggiato avrebbe 1000 euro in meno”. E invece, se lui non ci fosse, saresti tu ad avere 1000 euro in più.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E già questo fa capire che vacuo e patetico dilettante tu sia. Ma il vero problema (che tu non puoi capire) è che tutta questa discussione è comunque fondata sul nulla, per il semplice motivo che il dato nominale, sull’effettivo stimolo alla crescita, ci dice poco. Guarda, fai una cosa, smetti di leggere. Quello che segue non lo capiresti, non perdere tempo, mettiti davanti alla televisione, a cuccia, giù, c’è l’Infedele. Questa cosa la spiego a chi, oltre a un nome, ha almeno un neurone. Cioè tutti gli altri. Come vedi, sono di poche pretese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cos’è ‘sta storia del nominale?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Adesso ve la spiego.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Supponiamo che per produrre un tappeto un tedesco impieghi un giorno di lavoro (mi piace immaginare il tedesco levantino che tesse il suo tappeto, basta parlare di BMW, è pubblicità occulta!). Poi lo vende a 10 euro. Esportazioni tedesche: 1 tappeto per 10 euro, totale 10 euro. Supponiamo che i prezzi raddoppino. Esportazioni tedesche: 1 tappeto per 20 euro, totale 20 euro. Caspita, direbbe il nostro ellissoide di rotazione, le esportazioni tedesche sono raddoppiate, è per quello che in Germania non c’è disoccupazione! Ma veramente quello che il nostro uovo di quaglia non sa è che... è raddoppiato solo il valore delle esportazioni, non il volume! Non è stato prodotto il doppio dei tappeti, quindi l’occupazione è rimasta quella di prima. E non è stato nemmeno guadagnato un gran che di più, perché è vero che ora guadagno il doppio... ma siccome i prezzi sono raddoppiati, col doppio dei soldi compro gli stessi beni. Chiaro, no?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In generale, &lt;strong&gt;quando si parla di crescita si ragiona in termini reali, depurando le variabili dall’inflazione, &lt;/strong&gt;e quindi per ragionare sui contributi alla crescita bisogna considerare i dati in termini reali, cioè depurati dall’effetto dei prezzi, cioè divisi per un opportuno indice di prezzo, cosa che mi accingo a fare. Ma prima vi spiego un’altra cosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Scomponiamo la crescita&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Abbiamo visto in un post precedente che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y+M = C + G + I + X&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: le risorse che un paese ha a disposizione per i propri consumi privati (C), consumi pubblici (G), investimenti (I) e esportazioni possono essere prodotte nel paese (Y) o importate (M). &lt;strong&gt;Siccome le importazioni si pagano (il problema è tutto lì), esse corrispondono a un reddito non per noi, ma per chi ce le vende. Quindi, quando definiamo il reddito nazionale, le sottraiamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y = C + G + I + X – M&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora: già da qui si capisce che &lt;strong&gt;se le esportazioni aggiungono qualcosa alla crescita del reddito, Y, le importazioni in effetti sottraggono&lt;/strong&gt;. Bisogna ragionare sul netto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come si fa?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Uno dei modi, il più semplice, è quello di calcolare il contributo alla somma Y di ogni suo addendo (C, G, I, X), sottraendo (ovviamente) quello di M (perché ha un meno davanti). Ci siamo?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma come si fa a calcolare il contributo delle parti alla crescita del tutto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il principio è semplice, mi capiranno soprattutto le donne giovani e gli uomini di mezza età. Secondo voi, &lt;strong&gt;prendete più peso se il vostro giro vita aumenta del 5%, o se la circonferenza del vostro pollice aumenta del 10%?&lt;/strong&gt; La risposta è ovvia: dato che il pollice conta per molto meno dello 0.1% del peso corporeo, mentre l’addome pesa parecchio, è chiaro che un aumento del 5% del girovita vi fa crescere molto (di peso), mentre un aumento del 10% del “giropollice” non riuscite nemmeno a misurarlo con la vostra bilancia. La morale della favola è che per calcolare il contributo delle parti alla crescita del tutto bisogna ponderare i tassi di crescita delle parti con le rispettive quote del totale. In altre parole: il tasso di crescita di una somma è uguale alla somma dei tassi di crescita degli addendi, ponderati con le rispettive quote del totale. &lt;strong&gt;Dio che mal di testa... Mi rendo conto. Guardate: è una rottura di palle. Ma mai quanto sentirsi dire da dei patetici incompetenti che la Germania è la nostra locomotiva, giusto? &lt;/strong&gt;Per facilitare chi questa cosa non la sa (è un semplicissimo fatto matematico) ho messo un esempio in fondo: chi vuole può guardarselo subito, chi non vuole può non guardarselo mai. Ma il principio è semplice e intuitivo, e ve lo ripeto: un addendo contribuisce tanto di più alla crescita di una somma quanto più:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;cresce in fretta (grande tasso di crescita), o:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;rappresenta una parte importante del totale (grande quota del totale). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le locomotive della Germania&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Applicando questa logica è possibile calcolare il contributo del commercio intra ed extra-eurozona alla crescita tedesca. Come si fa? Semplice. Si prendono i dati in termini reali di prodotto, consumi, investimenti e commercio (questi ultimi divisi per zona). Avremo quindi:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y = C + G + I + X&lt;sub&gt;euro&lt;/sub&gt;&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;+ X&lt;sub&gt;noneuro&lt;/sub&gt; – M&lt;sub&gt;euro&lt;/sub&gt; – M&lt;sub&gt;noneuro&lt;/sub&gt;&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e si applica il procedimento di cui sopra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Io l’ho fatto per il periodo 1980-2010, cioè dall’anno dopo la creazione dello SME, all’ultimo anno per il quale avevo dati. I risultati? Eccoli qui:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="110" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_02.JPG" width="470" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"&gt;Tassi e quote sono le medie su tutto il campione (1980-2010). Tutte le variabili sono espresse in punti percentuali (insomma: sono moltiplicate per 100, altrimenti le virgole impicciano). I contributi sono il prodotto dei tassi per le quote (es.: il contributo del consumo è 0.009=0.016&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;0.574). L’ultima riga, evidenziata e in grassetto, esprime gli stessi contributi come percentuale del totale, cioè della crescita del Pil, che è pari a 1.7 (come abbiamo visto anche sopra, e come risulta dalla colonna Totale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Notate, ad esempio, che le esportazioni verso la zona euro, Xeuro, sono cresciute tre volte più velocemente dei consumi privati, C, rispettivamente al 5% e all’1.6% (nella prima riga della tabella). Tuttavia, siccome i consumi rappresentano una quota molto più importante della spesa rispetto alle esportazioni di zona (57.4% invece di 10.7%), il contributo dei consumi alla crescita è stato più alto di quello delle esportazioni: i consumi hanno contribuito per 0.016&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;0.574=0.009=0.9% (terza riga), e le esportazioni hanno contribuito per 0.05&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;0.10=0.005=0.5% (sempre nella terza riga). Il primo contributo, quello di C, rappresenta il 54.9% della crescita totale (ultima riga), mentre quello di Xeuro rappresenta solo il 31.8%. Vi ricordate l’esempio? In questo caso i consumi sono la pancia e le esportazioni il pollice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che ci dice l’ultima riga? Che nel periodo considerato hanno contribuito alla crescita tedesca, come già detto, i consumi delle famiglie per il 54.9% (0.9 su un totale di 1.7), quelli collettivi per il 16.1% (0.3 su un totale di 1.7), gli investimenti per il 16.8%, le esportazioni verso l’eurozona per il 31.8%, quelle all’esterno dell’eurozona per il 46.5% &lt;span style="font-size: x-large;"&gt;ECCOVEDICHESEIDISONESTOLOAVEVODETTOIOCHELAGERMANIACRESCEVADIPI&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;ÙPERMERITODELMERCATOEXTRAEURO...&lt;/span&gt; (cuccia, guardati Ballarò, ellissoide!), dicevo: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;mentre le importazioni dalla zona euro&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; hanno sottratto il 23.4% e quelle extra-zona il 43.8%.&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Risultato: il contributo netto dell’eurozona è stato dell’8.44%, mentre quello dell’extra-zona di meno della metà: 3.69%. Perché? Ma perché, come vi ho detto, è vero che la Germania esporta di più verso l’extra-zona, ma siccome importa dall’extra-zona in misura quasi paritetica, i due effetti si compensano.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Eurea prima sata est aetas...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;E nell’età dell’euro? Cambiano le cose? Eccome! Ecco qua:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_03.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="110" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_03.JPG" width="470" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"&gt;Vedete? La Germania ora &lt;strong&gt;campa molto di più sul commercio che sui consumi privati&lt;/strong&gt; (il che mi fa pensare – con buona pace di Savonarola – che i tedeschi potrebbero star meglio, se i loro governanti volessero). E &lt;strong&gt;campa molto di più sul commercio che sugli investimenti&lt;/strong&gt; (che poi è la cosa che preoccupava l’amico tedesco linkato sopra, perché lui pensa che nel lungo periodo investire poco non sia una buona idea: chi vivrà vedrà). Ma il contributo dei consumi pubblici, guarda un po’, è aumentato (il che mi fa pensare che a differenza della virtù femminile, la virtù di bilancio sia qualcosa che i politici preferiscono trovare a casa altrui, piuttosto che a casa propria. Del resto sappiamo che prima di imporre agli altri il Fiscal Compact, la Germania aveva violato per prima il Patto di Stabilità...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sintesi: nell’età dell’euro il contributo dei consumi privati alla crescita in Germania è crollato di 23 punti arrivando al 31.1% (0.4 punti su un totale di 1.4), il contributo di quelli pubblici è leggermente aumentato (16.8%), quello degli investimenti si è più che dimezzato (7.5%). &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;E il commercio, la locomotiva?&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il contributo del commercio intra-zona, del commercio con i fratelli nell’euro, è triplicato dall’8.44% al 26.03%. E quello del commercio extra-zona? Sempre indietro, al 18.6%.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Direte: sta indietro ma ha avuto una progressione più importante (da 4 a 19, arrotondando, cioè quasi cinque volte di più, anziché da 8 a 26, cioè quasi tre volte di più). Risponderò: amici cari, ma l’eurozona ha una crescita mediamente asfittica (chissà perché) mentre gli emergenti corrono a tassi fra il 5% e il 10%! Quindi non è per nulla strano che il loro contributo alla crescita tedesca cresca. Eventualmente, è strano che continui a crescere quello dell’eurozona. O meglio: sarebbe strano... se non sapessimo a cosa è servito l’euro! Chiaro, no?&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E naturalmente, avrete capito: se noi facciamo crescere la Germania, in effetti è difficile che lei faccia crescere noi: visto che le sue esportazioni (nette) sono le nostre importazioni (nette), a casa nostra quel contributo netto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(Nxeuro)&lt;/i&gt; cambia segno. Ma questi numeri ce li vediamo un’altra volta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;P.s.: scomposizione della crescita di una somma (per i tecnici)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_04.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="80" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Loc_04.JPG" width="470" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Supponiamo che z sia la somma di x e y. Il primo anno x = 4, y = 6, quindi z = 6+4=10. Poi x aumenta del 25%, da 4 a 5, e y aumenta del 100%, da 6 a 12. Di quanto aumenta z? Spero non diciate del 125%! No: il nuovo z è z = 5 + 12 = 17, quindi è aumentato solo del 70%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come si calcola il contributo di x e y alla crescita di z?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel primo periodo x è il 40% di z (4/10=0.4), mentre y è il 60% (6/10=0.6). I contributi di x e y alla crescita di z sono il prodotto dei rispettivi tassi di crescita per queste quote. Il contributo di x quindi è 0.25&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;0.4 = 0.1, e quello di y è 1&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;0.6=0.6. E infatti il tasso di crescita della somma (cioè di z) è la somma di questi contributi: 0.1+0.6=0.7.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se poi vogliamo, possiamo standardizzare il tutto notando che 0.1 è il 14% di 0.7, mentre 0.6 è l’86%. Quindi fatta 100 la crescita del totale, x contribuisce per 14 e y per 86.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-198747679804367268?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/198747679804367268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html#comment-form' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/198747679804367268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/198747679804367268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/la-locomotiva-deuropa-e-le-locomotive.html' title='La locomotiva d&apos;Europa e le locomotive della Germania'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-1165921322727527997</id><published>2012-02-20T11:16:00.001+01:00</published><updated>2012-02-20T11:16:55.790+01:00</updated><title type='text'>Ah, perché voi credevate che in Grecia...</title><content type='html'>(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;post corto: così corto che ho deciso di allungarlo, et pour cause...&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Raccolgo lo stimolo di ecodellarete e vi propongo i dati sul rapporto fra occupati pubblici e popolazione attiva totale. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Non sono dati esoterici: non c’è nulla di più disponibile al pubblico e noto agli economisti&lt;/b&gt; (quindi chi non li conosce non è un economista). La popolazione attiva viene dal &lt;a href="http://stats.oecd.org/Index.aspx" target="_blank"&gt;sito dell’OCSE&lt;/a&gt;, sezione Labour – Labour force statistics – Annual labour force statistics. I dati sugli occupati pubblici non vengono dal sito dell’OCSE, che ritiene di non dover fornire questo trascurabile dettaglio. Del resto, si sa, lo Stato è una cosa brutta, una cosa di cui vergognarsi, per cui capisco che al Bois de Boulogne (sede dell’OCSE a Parigi), confinando col XVI (il quartiere dei ricchi), siano restii dal menzionare questa turpe parola. Però c’è il &lt;a href="http://laborsta.ilo.org/" target="_blank"&gt;sito dell’ILO&lt;/a&gt;, dove cercando nelle &lt;em&gt;Statistics by topic&lt;/em&gt; (in alto a sinistra) vi viene fornito accesso anche allo spettacolo esecrando di questa torma di cavallette, di parassiti, di nemici del genere umano che sono (che siamo) i dipendenti pubblici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I grafici riportano i dati medi sul campione 2000-2009, il periodo di gestazione della crisi, e si commentano da sé.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il primo grafico rappresenta l’incidenza sulla popolazione attiva dei dipendenti pubblici in senso stretto (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;general government employment&lt;/i&gt;):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Pub_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Pub_01.JPG" width="410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;mentre il secondo considera quello che una volta si chiamava (e forse ancora si chiama) il settore pubblico allargato (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;public sector&lt;/i&gt;), cioè comprende anche i &lt;strong&gt;dipendenti delle imprese di proprietà pubblica&lt;/strong&gt; (il dato manca per Austria e Portogallo):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Pub_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Pub_02.JPG" width="410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ah, perché voi credevate che in Grecia il problema fosse la spesa pubblica assistenziale fatta per mantenere una torma di dipendenti pubblici fannulloni, che in più quando escono dall’ufficio trovano il sole e a casa hanno tutti (tutti?) la piscina? (mentre noi tedeschi produttivi troviamo solo nebbia e ghiaccio).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ah, voi credevate... Be’, certo, ve l’avrà detto l’uccellino, il solito uccellino liberista, magari ve l’avrà detto il presidente della società Adam Smith. Chi è? Non lo so. &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/22/se-il-liberismo-invade-anche-i-giornali-progressisti/185568/" target="_blank"&gt;Anzi, credo che non lo sappia nessuno.&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma le cose stanno in un modo un po' diverso. Se consideriamo il settore pubblico in senso stretto (amministrazioni centrali, amministrazioni locali e enti previdenziali) la Grecia ha di gran lunga l’incidenza più bassa. E se invece consideriamo il settore pubblico allargato, il quadro cambia, ma la situazione greca, sulla media del decennio, rimane sempre migliore di quella di Belgio, Finlandia, Francia e Olanda. Che sono tutti fra i primi della classe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E qual è la differenza più grande fra i due grafici? Bravi, esatto, la posizione della Grecia. Vedete? Quando consideriamo anche le imprese pubbliche, il dato cresce molto in Grecia e poco altrove. Diciamo che in termini di occupazione le imprese di proprietà pubblica contano per un 12% della popolazione attiva in Grecia, contro una media del 4% negli altri paesi. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma... se ci sono tante imprese pubbliche... daje a privatizza’, no? Chiaro il concetto? Dice: ma perché stanno spaccando le ossa alla Grecia? Ma è chiaro! Perché gli stati periferici sono come i granchi: per arrivare alla polpa devi rompere il guscio.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;E guardate un po’ dov’è più alto il rapporto? Sorpresa sorpresina...&lt;/b&gt; Ma è chiaro: il modello scandinavo prevede uno stato sociale forte, diciamo pure pletorico, quindi qualcuno ci dovrà lavorare. Guardando il grafico credo capiate perché questi nostri fratelli nell’euro &lt;a href="http://www.loccidentale.it/node/113403" target="_blank"&gt;stanno diventando così critici verso la moneta unica&lt;/a&gt;, e perché dall’alto del suo 24% di dipendenti pubblici questo popolo che tanto ha dato alla cultura europea, questo esportatore netto di zanzare, telefonini e forza lavoro specializzata (vedi sotto), voleva imporre alla Grecia &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-07-21/nuovi-aiuti-grecia-finlandia-154413.shtml?uuid=AaSI02pD" target="_blank"&gt;il pignoramento del Partenone&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(suscitando lo sdegno del prof. Santarelli).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E credo infine capiate perché la protagonista femminile delle Memorie del sottosuolo è finlandese (sono lontano dai miei libri, non posso verificare, ma mi pare fosse proprio così). Una brava ragazza, ricorderete, che stava solo facendo il suo lavoro. Quello di finlandese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-1165921322727527997?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/1165921322727527997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ah-perche-voi-credevate-che-in-grecia_20.html#comment-form' title='64 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1165921322727527997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/1165921322727527997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ah-perche-voi-credevate-che-in-grecia_20.html' title='Ah, perché voi credevate che in Grecia...'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>64</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-6903433566999214812</id><published>2012-02-19T20:19:00.003+01:00</published><updated>2012-02-20T15:51:37.299+01:00</updated><title type='text'>Premiata armeria Hellas: saldi di fine stagione (2° parte)</title><content type='html'>(&lt;em&gt;che anno difficile...)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Riassunto della puntata precedente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Nella puntata precedente abbiamo visto che a ogni paese succede qualcosa di molto simile a quello che succede ai suoi abitanti: questi, se guadagnano abbastanza (o spendono abbastanza poco) da poter risparmiare, accumulano ricchezza; se invece per andare avanti devono chiedere soldi in prestito, accumulano debiti. Può sembrare banale, ma anche per un paese (che poi è la somma dei suoi abitanti) le cose vanno così: se genera abbastanza reddito e quindi abbastanza risparmio, può finanziare da solo le proprie spese e magari prestare soldi ad altri paesi, cioè all’estero; altrimenti, deve chiedere soldi ad altri paesi, cioè indebitarsi con l’estero. L’accreditamento(+)/indebitamento(-) estero netto di un paese si chiama saldo delle partite correnti, CA. Questo saldo può essere visto in tre modi complementari:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – C – I = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(differenza fra reddito nazionale e spesa per consumi e investimenti, ovvero differenza fra risparmi e investimenti), oppure:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = X – M + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(differenza fra i soldi che entrano per esportazioni di merci o remunerazione di fattori esportati, e soldi che escono per importazioni di merci o remunerazione di fattori importati), e in ogni caso si avrà:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = PNE – PNE&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(l’accreditamento/indebitamento netto coincide con la variazione della posizione netta sull’estero; ricordiamo che se PNE&amp;lt;0 il paese ha un debito estero – netto – mentre se PNE&amp;gt;0 il paese è creditore estero – sempre al netto). Chi si fosse messo in ascolto in questo momento, può andarsi a vedere il post per capire come queste tre definizioni indichino in effetti la medesima variabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel caso della Grecia abbiamo notato che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;CA è sempre negativo e peggiora bruscamente con due bruschi scalini: il primo fra 1998 e 2000 (quando un aumento degli investimenti innesca la spirale del debito estero, ponendo RNE su un trend negativo); il secondo fra 2004 e 2007, grazie a uno scivolone del risparmio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;il fatto che la situazione greca fosse insostenibile era chiaramente iscritto nei dati fin dal 2000: lo indicava il livello eccezionalmente elevato di indebitamento estero, pari a circa il doppio di quello che la letteratura scientifica internazionale indica come premonitore immediato di una crisi debitoria (&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2005/wp0542.pdf" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Manasse e Roubini, 2005&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se poi, dopo i suoi begli exploit, non vi fidate della letteratura scientifica, forse avete ragione (io però di Manasse e Roubini mi fido). Vi fornisco allora due dati. Nel 2000 il saldo delle partite correnti greche era a -7.7 punti di Pil, esattamente come quello della Tailandia prima della crisi asiatica, e metà di quello argentino prima della crisi argentina. Possibile che chi prestava ignorasse la situazione? Forse. Ma l’art. 43 del Codice Penale ci ricorda che un delitto è colposo “quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia”. Direi che ci siamo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quello contro la Grecia è un delitto colposo.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ciò posto, rimaneva da vedere &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;chi&lt;/i&gt; in Grecia si fosse indebitato con l’estero, ponendo le condizioni per l’esplosione della crisi, cioè chi non avesse risparmiato abbastanza, o, il che è lo stesso, speso troppo: i privati (famiglie e imprese) o il settore pubblico?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Lo Stato consuma&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Sappiamo che il risparmio nazionale, S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;, è il saldo fra il reddito nazionale, Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;, e i consumi nazionali, C:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – C&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, la contabilità nazionale considera due tipi di consumi. La lettera C indica quelli privati, cioè la spesa delle famiglie per beni di consumo. Ma anche al settore pubblico vengono attribuiti dei consumi, che sono indicati con la lettera G (da Governo).&lt;strong&gt; Il grosso di questi “consumi” in effetti è dato dal&lt;/strong&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;consumo da parte dei cittadini di servizi offerti dallo Stato&lt;/b&gt;: istruzione, sicurezza, sanità. Come si misurano questi consumi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i beni e servizi privati normalmente c’è un prezzo di mercato: vuoi un chilo di mele? 2 euro. Vuoi assistenza legale in una causa? 20000 euro (meglio il chilo di mele). Ma qual è la “parcella” del vigile che controlla il traffico, o dell’insegnante, o della guardia medica? Il valore dei servizi erogati dai dipendenti pubblici non ha generalmente un prezzo di mercato (il “ticket”, per dire, o le “tasse universitarie”, non lo sono, e se non ci credete la prossima volta andate in una clinica privata o alla Bocconi...), e quindi non si può ricorrere ad esso per quantificare i servizi offerti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E allora che si fa?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Semplice: la contabilità nazionale valuta i servizi pubblici consumati dai cittadini&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in base alla remunerazione percepita da chi li eroga. I consumi collettivi coincidono in massima parte con le retribuzioni dei dipendenti pubblici, cui si aggiungono gli acquisti di beni di consumo veri e propri da parte dello Stato (la carta per le fotocopiatrici, o i blocchetti per le multe, o i gessetti per le lavagne, ecc.).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il risparmio nazionale quindi in effetti andrebbe scritto così:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – C – G&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: reddito nazionale, meno consumi privati C, meno consumi collettivi G. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Lo Stato risparmia&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;I servizi offerti ai cittadini vengono finanziati, in tutto o in parte, con imposte, che sono un’uscita per i cittadini (come sapete) e un’entrata per lo Stato. Chiamiamole T.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Posso fare un piccolissimo trucco aritmetico? Uno solo? Prendiamo l’espressione del risparmio nazionale: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – T – C + T – G&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che ho fatto? Ho aggiunto e sottratto le imposte. Quindi il totale non è cambiato, perché ad esso ho aggiunto e sottratto lo stesso numero. Ma &lt;strong&gt;sono riuscito a esprimere il risparmio come somma di due parti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l3 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il risparmio privato, dato da quello che entra nelle famiglie (Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;), meno quello che ne esce (T e C)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l3 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;quello pubblico, dato da quello che entra nel settore pubblico (T), meno quello che ne esce (G).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In altre parole:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; + S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: il risparmio Nazionale è la somma di quello Privato e di quello del Governo (cioè pubblico), dove:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – T – C&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: il risparmio Privato si ottiene sottraendo ai redditi percepiti le imposte e i consumi delle famiglie, e &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; =&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;T – G&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: il risparmio pubblico (del Governo) si ottiene sottraendo alle entrate pubbliche le spese pubbliche. Insomma: il risparmio pubblico è il saldo del bilancio pubblico, e quindi, come immaginate, può essere positivo o negativo. Se lo Stato è in deficit, il suo risparmio è negativo, S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;&amp;lt;0, ovvero, come amano dire gli omodossi, lo Stato “distrugge” risparmio. Loro dicono così. &lt;strong&gt;Che lo Stato col risparmio che “distrugge” magari stia “creando” qualcos’altro a loro non interessa. Affrontano un problema alla volta. E di solito non lo risolvono. Poveretti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Mettiamo i pezzi insieme&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Torniamo a noi. Riprendiamo l’equazione più importante. La ricordate?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CA = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, siccome il risparmio nazionale è la somma di quello privato e di quello pubblico, possiamo anche scrivere questa equazione così:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CA = S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; + S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; – I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;o anche così:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;CA = S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; – I + S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lo preferisco, perché in questo modo riusciamo a vedere che &lt;strong&gt;la capacità(+)/bisogno(-) di finanziamento del paese (non del suo settore pubblico, di tutto il paese) è uguale alla somma:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l4 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;della capacità(+)/bisogno(-) di finanziamento del settore privato, data da quanto risparmio privato resta dopo aver finanziato gli investimenti, S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; I,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l4 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;con la capacità(+)/bisogno(-) di finanziamento del settore pubblico, data dal saldo del bilancio pubblico, S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci siamo? Capite a cosa ci serve questa equazione? &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Diciamo che ci serve a capire in che misura l’accreditamento(+)/indebitamento(-) estero di un paese (CA) è determinato dalle risorse/necessità finanziarie private o pubbliche.&lt;/b&gt; Vi ricordo che CA è sempre quella variabile che secondo Manasse e Roubini (2005) è particolarmente utile per prevedere le crisi debitorie. E Roubini sapete chi è: credo che anche un piddino si fiderebbe, se gli diceste: “lo ha detto Roubini”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vogliamo fare un esempio coi numeri finti, prima di fare quello coi numeri veri? E dai, fàmolo... Ve lo faccio vedere in due forme: diagramma di flusso e tabella.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_05.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_05.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque. Nel diagramma di flusso i riquadri rossi sono mercati (del lavoro, finanziari, e dei beni), i riquadri grigi sono settori (famiglie, imprese, settore pubblico, settore estero), le frecce grigie indicano trasferimenti finanziari, e quelle rosse i relativi trasferimenti di beni e di servizi, e&amp;nbsp;stanno lì per ricordarci che non si dà niente per niente (caso mai non ve ne foste accorti)!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comincia così: le famiglie offrono sul mercato dei fattori i loro servizi di lavoro e li conferiscono alle imprese, che realizzano una produzione di 100, che costituisce il reddito delle famiglie. Di questo 100, 5 va allo Stato (AAPP/BC significa Amministrazioni Pubbliche/Banca Centrale) sotto forma di imposte (T). Del rimanente 95 (il reddito disponibile), 75 viene speso sul mercato dei beni per acquisto di beni di consumo. Il risparmio privato quindi è 95-75 = 20 e se ne va verso il mercato finanziario. Il mercato finanziario convoglia 5 verso lo Stato: F è il fabbisogno, e se il fabbisogno è 5, vuol dire che il saldo pubblico S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; è negativo e uguale a -5: lo Stato ha bisogno di 5. Siccome il risparmio è 20, togli 5 e diventa 15. Bene: le imprese effettuano investimenti per 10 (la loro spesa sul mercato dei beni), quindi assorbono 10 del risparmio residuo, che era 15. Rimane 5. Questo residuo di risparmio coincide con un saldo attivo delle partite correnti: CA=5&amp;gt;0, cioè con soldi che vengono prestati all’estero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E coincide anche, necessariamente, con la domanda netta di beni del settore estero: X-M=5.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Seguite un po’ le freccette, vedrete che funziona. In ogni mercato e in ogni operatore tanto entra e tanto esce. La situazione è riassunta da questa tabella:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_06.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_06.JPG" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ripeto: questo è quello che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;deve&lt;/i&gt; succedere per motivi contabili, ed è quello che ci serve per cominciare a orientarci. Lo schema è semplice (le imprese non pagano imposte, gli RNE sono messi pari a zero per semplicità, ecc.), ma già abbastanza complesso. E comunque ricordiamo sempre che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;questo schema ha (almeno) due limiti&lt;/b&gt;:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo4; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;non ci dice se quello che è successo è quello che le persone &lt;strong&gt;avrebbero voluto che succedesse&lt;/strong&gt;, cioè non ci dice se il necessario bilanciamento contabile coincide con un equilibrio economico;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo4; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;non ci permette di capire &lt;strong&gt;cosa succederebbe se alterassimo una delle variabili in gioco&lt;/strong&gt;, perché esse sono legate da mille fili e non si muovono in modo indipendente l’una dall’altra (e i fili cambiano a seconda di che teoria hai in mente).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;Del resto, una bussola non è un pilota automatico. Per ora ci accontentiamo della bussola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Tutte le crisi sono diverse! O no?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Bene: e i due scivoloni della Grecia, i due raddoppi successivi di CA, anzi, purtroppo, di –CA, cosa li ha guidati? Abbiamo visto in un post precedente (nella Fig. 3) che lo scivolone più grande dell’indebitamento (quello fra 2005 e 2007) è stato causato da un crollo del risparmio nazionale, S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;. &lt;strong&gt;Ora possiamo chiederci: quale componente del risparmio si è ridotta? Quella privata, S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt;, o quella pubblica, S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; (cioè è aumentato il fabbisogno pubblico)?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma prima di rispondere&amp;nbsp;voglio fare una premessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ci raccontano che ogni paese ha la sua storia, che ogni paese ha la sua cultura, che ogni paese ha il suo percorso, e quindi le crisi dei paesi periferici dell’eurozona sono tutte diverse. Lo avete sentito dire, no? Bene. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Io credo che le cose stiano esattamente nel modo opposto. Credo cioè che almeno dalla Tailandia in qua stiamo vedendo sempre e solo repliche della stessa crisi.&lt;/b&gt; Ma questa è la mia opinione e incidentalmente, anche quella di Roberto Frenkel e Martin Rapetti, che l’hanno pubblicata sul &lt;a href="http://cje.oxfordjournals.org/content/33/4/685.full" target="_blank"&gt;Cambridge Journal of Economics&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, passiamo ai dati. Poi vi chiederò cosa ne pensate. Siccome qualcuno è allergico ai grafici, aggiungo anche le tabelle. I dati vengono sempre dal database del World Economic Outlook di settembre 2011. Notate che il risparmio netto privato non viene calcolato nel database, ma siccome noi sappiamo che per definizione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CA = S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; – I + S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;allora sarà necessariamente:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;S&lt;sup&gt;P&lt;/sup&gt; – I = CA &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè il risparmio netto privato è semplicemente dato dal saldo delle partite correnti meno il saldo dei conti pubblici (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;general government balance&lt;/i&gt;). L’Imf non nasconde i dati: semplicemente, evita ridondanze. Lo dico seriamente. Certo però che se uno un minimo di teoria non la sa, allora un po’ di ridondanza aiuta. Ma c’è Goofy per questo, Goofy è molto ridondante, c’est là son moindre défaut...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_07.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_07.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_08.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_08.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La Grecia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Fig. 1 e la Tab. 1 ci raccontano una storia interessante. Intanto, la situazione dei conti pubblici (rappresentati, guarda caso, in rosso) in Grecia all’inizio degli anni ’90 era catastrofica, ma... forse non ve lo ricordate... quella italiana non era poi tanto migliore. Vogliamo confrontarle? Lo fa la Fig. 2, costruita coi soliti dati del Imf.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_09.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_09.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Nel periodo dell’avvicinamento a Maastricht, evidenziato in celeste, il bilancio pubblico greco e italiano si sono comportati in modo quasi identico:&lt;/strong&gt; quello italiano è migliorato di 9 punti di Pil, quello greco di 7, con una correlazione di 0.92 (per gli statistici). Due storie parallele, almeno fino a lì. Poi l’Italia è riuscita a rientrare nella soglia del 3%, e la Grecia no...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma torniamo alla Fig. 1. Il primo riquadro celeste evidenzia il primo scivolone dell’indebitamento estero (che è sempre in verde, come nel post collegato).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In tutta evidenza, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;questo scivolone non è dovuto a un calo del risparmio netto pubblico, ma a un calo del risparmio netto privato&lt;/b&gt;: di cinque punti scende il risparmio netto privato, e di cinque punti scendono le partite correnti. Il risparmio pubblico? Praticamente invariato (in effetti, aumenta di 0.2).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nel periodo intermedio, fra 2000 e 2004, il fabbisogno pubblico comincia a peggiorare (la linea rossa scende), ma il settore privato compensa con un aumento del proprio risparmio netto (la linea azzurra sale), e quindi l’indebitamento estero non cresce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi il secondo scivolone (evidenziato dal riquadro celeste a destra): fra il 2004 e il 2007 l’indebitamento estero più che raddoppia: ma &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;ancora una volta questo brusco cambiamento di struttura non è attribuibile al bilancio pubblico&lt;/b&gt;: il risparmio netto privato scende di 9.2 punti, il saldo pubblico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;migliora&lt;/i&gt; di 0.7, e così l’indebitamento estero aumenta di 8.5 punti. E poi scoppia la crisi, e con la crisi le cose cambiano: il bilancio pubblico va a picco (arrivando a -15 punti di Pil nel 2009), mentre il settore privato corregge la propria posizione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricapitolando: i due eventi che hanno guidato verso il basso l’indebitamento &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;estero&lt;/b&gt; del paese sono stati determinati da un calo del risparmio netto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;privato&lt;/b&gt;, mentre quello &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;pubblico&lt;/b&gt; rimaneva sostanzialmente invariato o in lieve aumento. A giudicare dai saldi, così, di primo acchito, non sembra proprio che l’avvitamento della Grecia nella spirale del debito estero sia colpa di uno Stato corrotto e truffatore. Le due spinte verso il basso all’indebitamento estero le ha date il settore privato. E quindi viene da pensare che buona parte del debito estero della Grecia sia in capo al settore privato, non a quello pubblico. D’altra parte, chi ha un po’ d’occhio lo vede subito: nella Fig. 1 l’indebitamento estero (spezzata verde) si muove in modo molto simile al risparmio netto privato (spezzata blu) e non al risparmio netto pubblico (spezzata rossa). La correlazione fra indebitamento estero e risparmio netto privato è 0.8; quella fra indebitamento estero e saldo pubblico è 0.0. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il bilancio pubblico, con l’indebitamento estero della Grecia, ha poco a che fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma questa non è una novità per chi queste cose le studia.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gemelli diversi, anzi, diversissimi&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Che indebitarsi con l’estero possa porre dei problemi gli economisti lo capiscono. Quelli totalmente panglossiani no, certo: per loro i movimenti di capitali obbediscono sempre e comunque alla logica dei rendimenti decrescenti e quindi favoriscono sempre e comunque il recupero delle economie in via di sviluppo (infatti il più grande importatore netto di capitali è l’amico USA, notoriamente sottosviluppato!). Ma molti altri vedono i movimenti &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;in entrata&lt;/b&gt;, cioè il fatto che i mercati internazionali ti prestino soldi, cioè il fatto che un paese accumuli debito estero, come un dato che può suscitare attenzione, quando non preoccupazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Questi economisti preoccupati applicano allora un sillogismo basato sulla solita premessa: lo Stato è male, anzi il Male.&lt;/strong&gt; Il sillogismo (un po’ zoppo) funziona così: lo Stato è male, l’indebitamento estero è male, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ergo &lt;/i&gt;l’indebitamento estero è colpa dello Stato. Diciamo, per la gioia di Schneider, che più che un sillogismo è un entimema (cioè una cacata). Gli economisti lo chiamano &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;twin deficit hypothesis&lt;/i&gt;, o &lt;strong&gt;ipotesi dei deficit gemelli: il deficit estero sarebbe “gemello” di quello pubblico,&lt;/strong&gt; cioè, ad esempio, nel caso della Grecia, di tanto scende (o sale) S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; (la spezzata rossa in Fig. 1), di tanto dovrebbe scendere (o salire) CA (la spezzata verde).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Solo che... vedete tutti che le cose non vanno così! I supposti gemelli sono diversissimi! La spezzata rossa e quella verde ogni tanto si muovono nella stessa direzione, ogni tanto in direzione opposta, in media quindi sono indipendenti (correlazione zero). L’indebitamento estero si muove invece in sincrono con il risparmio netto privato (cioè la spezzata verde si muove in sincrono con la blu).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma non è che questa cosa non succede perché la Grecia è diversa dagli altri paesi. Non succede in Grecia perché non succede praticamente mai, come sa chiunque sia del mestiere (economia internazionale applicata).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Tutti gli studi di cui disponiamo ci indicano che il deficit pubblico si scarica su quello estero per una percentuale che va dal 20% al 30%. Ovvero: lo Stato si rivolge all’estero per una percentuale dal 20% al 30% delle sue necessità finanziarie.&lt;strong&gt; Un euro di deficit pubblico “causa” 30 centesimi di indebitamento estero.&lt;/strong&gt; Guardatevi ad esempio questo studio di &lt;a href="http://www.ny.frb.org/research/current_issues/ci12-7/ci12-7.html" target="_blank"&gt;Bartolini e Lahiri (2006)&lt;/a&gt;, che considera i paesi OCSE, dei quali la Grecia fa parte. Il numero sta nella quarta colonna della loro Table 2.  , Oppure guardatevi la versione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;working paper &lt;/i&gt;di questo studio di &lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2000/wp0046.pdf" target="_blank"&gt;Menzie Chinn e Eswar Prasad (2000)&lt;/a&gt;, pubblicato sucessivamente dal &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Journal of International Economics&lt;/i&gt;, una delle riviste “top 20” per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;impact factor&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In genere questi studi sono condotti con la tecnica del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;panel&lt;/i&gt;: si mettono insieme i dati di un gruppo di paesi, si fa un bel minestrone, poi si chiama un dottorando sveglio, gli si fa applicare uno stimatore a casaccio di quelli implementati nell’ultima versione di EViews o di Stata, e si manda il paper. Certo che se metti insieme Corea, Finlandia e Grecia... Fratelli, confesso: lo faccio anch’io! Ogni tanto mi piace giocare con le regole degli altri. Ma in questo caso ho derogato. &lt;strong&gt;Il mio studio del 2006 sui deficit gemelli considerava i paesi OCSE individualmente&lt;/strong&gt;. Certo, si perde più tempo (soprattutto se ti manca il dottorando, il quale giustamente ti sfugge, sentendo puzza di cadavere), ma si capiscono più cose. In Grecia a partire dal 1988 il coefficiente del bilancio pubblico scende a 0.2 (il 20%), mentre sale a 0.35 quello dell’investimento privato. Sintesi: nel periodo che ci interessa, un terzo dell’investimento privato risultava finanziato da capitale estero, contro solo un quinto del deficit pubblico. &lt;a href="http://www.springerlink.com/content/1512280j24376770/" target="_blank"&gt;Bagnai, A. (2006)&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Come al solito, non vi sto proponendo le riviste un po’ sgangherate degli “eterodossi”. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Qui siamo nella più rigorosa ortodossia (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Journal of International Economics&lt;/i&gt;). La quale, come noterete, ci dice che in generale solo un terzo dell’indebitamento estero è originato dal settore pubblico (nel caso della Grecia un quinto). Il che significa, se la matematica non è un’opinione, che gli altri due terzi hanno origine nel settore privato (nel caso della Grecia, gli altri quattro quinti).&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questa è una cosa che non riesco a far capire a certi colleghi, ma forse con voi sarà meno difficile. Mi dicono: “ma perché ce l’hai tanto con il debito estero?”. Rispondo: “Perché Manasse e Roubini (2005) lo indicano nella loro Tab. 6 come la variabile più importante per la previsione di una crisi debitoria, e credo che dipenda dal fatto che, come ci dice la letteratura sui &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;twin deficits&lt;/i&gt;, esso ha prevalente origine privata. Insomma: mettendo a sistema queste informazioni, concludiamo che &lt;strong&gt;l’indebitamento estero è pericoloso perché indica che la situazione finanziaria del settore privato sta diventando fragile&lt;/strong&gt;. E nel dubbio fra dare retta a voi e dare retta a uno che ha previsto la crisi, preferisco dare retta a lui”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E gli amici aumentano. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Amicus Plato&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; sed magis amica veritas&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Arrivano i piddini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Eccoli. Quindi ora cominciano le obiezioni intelligenti. La più intelligente (non secondo me) in questo caso è la seguente: “ma&lt;strong&gt; il problema in Grecia è il debito pubblico&lt;/strong&gt;, perché il debito pubblico era alto. Quindi non sommergerci col tuo solito fiume di parole: lo Stato deve tagliare, è colpa sua, e ora paghino i cittadini incauti che hanno eletto dei politici corrotti.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sarà...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque, veniamo ai fatti...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Nessuno nega che il debito pubblico greco sia e fosse alto. Ma... esattamente come nel caso di quello italiano... &lt;strong&gt;il fatto è che... lo è sempre stato! E allora perché la crisi è scoppiata solo ora?&lt;/strong&gt; Si sono trovati anche loro con un primo ministro tutt'a un tratto sensibile alle lusinghe del gentil sesso?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_10.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_10.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Andiamo intanto a vedere i dati. La Fig. 3 riporta gli stock di debito estero e di debito pubblico in Grecia, espressi in rapporto al Pil. Possiamo vederla in relazione alla Fig. 1: quella riporta l’indebitamento (cioè l'aumento del debito), mentre la 3 riporta il debito (cioè la somma degli indebitamenti). Ora, qualcuno sveglio dirà, ad esempio guardando indebitamento e debito pubblico (le spezzate rosse): ma &lt;strong&gt;com’è possibile che dal 1994 al 2007, con un indebitamento in media attorno al 6% del Pil (S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt; = -6, vedi anche la Tab. 1) il debito pubblico (spezzata rossa in figura 3) sia rimasto fisso attorno al 100%, invece di aumentare ogni anno di 6?&lt;/strong&gt; Se, oltre a essere svegli, siete anche piddini (che per me non significa cretini, anzi, magari!), allora aggiungerete: “ecco, ci vuoi fregare, i dati del debito evidentemente sono falsi, perché con un deficit al 6% è impossibile che il debito pubblico non stesse esplodendo, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;quindi&lt;/b&gt; tu vuoi solo sommergere con un fiume di parole la verità, per sostenere le tue tesi antagoniste e complottiste!” (che poi sono quelle del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Journal of International Economics&lt;/i&gt;, organo ufficiale della quarta internazionale comunista, suppongo...). Cazzo! Io vorrei fregarvi... ma siete troppo furbi, mi beccate sempre! Allora apro e chiudo una parentesi...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(aperta parentesi)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Stabilizziamo il debito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Amico piddino, girati, che ti spiego. La risposta è un po’ tecnica, mi dispiace (purtroppo sono un tecnico), e dipende dal fatto che &lt;strong&gt;stiamo parlando di rapporti al Pil&lt;/strong&gt;. Definiamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo5; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;, il rapporto debito/Pil (D/Y)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo5; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;f&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;, il rapporto fabbisogno/Pil (cioè –S&lt;sup&gt;G&lt;/sup&gt;/Y)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo5; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt; il tasso di crescita del Pil nominale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.45pt; text-indent: 0cm;"&gt;Con queste definizioni si verifica che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt; – &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt; &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;f&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt; &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;&lt;sub&gt;-1&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/sub&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ovvero: la variazione del rapporto debito/Pil è approssimativamente uguale al fabbisogno &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;meno&lt;/b&gt; il prodotto del tasso di crescita del Pil per il valore del debito all’inizio del periodo. La dimostrazione matematica l’ho messa in fondo, ma il senso è chiaro: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;se Y cresce in fretta, cioè se &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt; è relativamente grande, il rapporto D/Y, a parità di altre condizioni, tenderà a calare,&lt;/b&gt; perché aumenta il denominatore (quello che sta sotto).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora: quand’è che il rapporto rimane stabile, come lo è stato in Grecia dal 1993 al 2005? Semplice: quando la sua variazione è nulla, cioè quando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt; – &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt; = 0. Ma se &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt; – &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt; = 0, l’equazione diventa:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;0 &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;f&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt; &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;sub&gt;t&lt;/sub&gt;&lt;/i&gt;&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;f&lt;/i&gt; = &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il rapporto fabbisogno/Pil che stabilizza il rapporto debito/Pil è uguale al prodotto del tasso di crescita nominale per il rapporto debito/Pil.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si dà il caso che in Grecia, all’epoca, il tasso di crescita nominale fosse attorno al 6%. Quindi con un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;f&lt;/i&gt; = &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;g&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d&lt;/i&gt; =&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;0.06&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;´&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;1 = 0.06 = 6% il governo greco riusciva a mantenere stabile il rapporto debito/Pil. In altre parole, quello che vedete nella Fig. 3 è perfettamente compatibile con quello che vedete nella Fig. 1 (dai, se sai tirare la sfoglia, sai anche la tabellina dell’uno)!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(chiusa parentesi)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Due cose importanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Ma se il debito pubblico era alto da sempre, cosa cambia alla fine dell’ultimo decennio, portando all’esplosione della crisi? Guardate la Fig. 3... Non vedete niente? Esatto! L’esplosione del debito estero, in conseguenza degli sprofondamenti successivi di CA, visti in Fig. 1, determinati da due successivi crolli del risparmio netto privato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione: torniamo allo studio di Manasse e Roubini (2005). &lt;strong&gt;Si poteva capire che qualcosa non stava andando per il verso giusto? &lt;/strong&gt;La variabile più importante per la previsione di una crisi è il rapporto debito estero netto/Pil. Quanto vale in media questo rapporto nell’anno precedente allo scoppio di una crisi? Ecco, se permettete mi metto panni reali e curiali e lo chiedo a Manasse e Roubini, i quali per loro humanità mi rispondono: Table 2, prima riga: 54.7. &lt;strong&gt;Valore che il debito estero netto della Grecia ha superato nell’anno del Signore 2002. Non 2009. 2002.&lt;/strong&gt; In lettere: duemiladue. Chiaro? Ma sì, prestiamo... qualcuno pagherà...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E attenti anche a un’altra cosa: è importante, perché succede sempre, in tutte le “crisi fotocopia” che stiamo vivendo (se pure in gradi lievemente diversi). &lt;strong&gt;Quello che ha mantenuto stabile il rapporto debito pubblico/Pil, cioè la crescita, è anche quello che ha condotto all’esplosione del rapporto debito estero/Pil.&lt;/strong&gt; Ricordate:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = X – M + RNE &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ora, se cresco molto, il rapporto debito pubblico/Pil rimane stabile, ma al contempo&amp;nbsp;importo molto, e quindi CA tende a peggiorare.&lt;/strong&gt; D’altra parte, una crescita troppo sostenuta si accompagna a pressioni della domanda, quindi a inflazione. Nel periodo in cui il rapporto debito/Pil è stato stabile (circa dal 1993 al 2005), l’inflazione è scesa dal 12% al 3.5%. Molto, ma non abbastanza: alla fine di questo processo, favorito da una serie di provvedimenti di politica monetaria, dall'evoluzione dei prezzi delle materie prime (come negli altri paesi europei), ecc., ma &lt;strong&gt;contrastato dalla forte crescita&lt;/strong&gt;, l'inflazione greca era sempre il doppio di quella tedesca (questa era intorno all'1.7%).&amp;nbsp;La competitività di prezzo della Grecia verso i suoi più importanti partner del Nord si è deteriorata, e anche per questa via CA è diminuito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Ma questa è una costante di tutte le “crisi fotocopia” (ci torneremo): si spinge sul pedale dell’acceleratore, finanziando la crescita coi capitali esteri, e determinando da un lato un apprezzamento reale del cambio, che amplifica il deficit con l’estero, e dall’altro un illusorio miglioramento (o, nel caso della Grecia, “non peggioramento”) della situazione della finanza pubblica, mentre la fragilità finanziaria del paese si accresce per l’accumulazione di debito privato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Debito sovrano, debito sovrano, debito sovrano...&lt;/b&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;Ma qualcuno dirà: “be’, però il tuo grafico in fondo ci dice solo che il debito pubblico, che era elevato, è diventato pericoloso quando è diventato tutto estero: all’inizio il debito pubblico greco era 100, ma quello estero 20, per cui 80 era in mano ai greci. Nel 2007 i due debiti coincidono, cioè tutto il debito pubblico è in mano all’estero. E questo certo rende più difficile la situazione, data la perdita di sovranità monetaria. O no?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Insomma... le cose non è che stiano proprio così... diciamo che intanto stai facendo un po’ di casino fra lordo e netto: ricordi? Il debito estero è definito in termini netti, quindi la spezzata verde nella Fig. 3 è la differenza fra PFE (passività finanziarie sull’estero, il debito estero lordo) e AFE (attività finanziarie sull’estero). Essendo un debito netto (debiti meno crediti) non puoi confrontarla direttamente con la spezzata rossa, che è il debito lordo del settore pubblico. E poi in effetti il debito estero, che già nel 2002 aveva un valore abnorme, non era guidato dalle necessità finanziarie del settore pubblico. Il fatto è che siccome il tema non è interessante (!), l’OCSE non ci fornisce statistiche sulla quantità di debito pubblico in mano a non residenti (che ci permetterebbe di stabilire subito quanto il settore pubblico abbia contribuito alle PFE totali, e al debito estero netto). Ma abbiamo due evidenze indirette: la prima è l’analisi dei flussi, ovvero dei saldi, ovvero di quanto risparmio hanno generato i settori: come si vede in Fig. 1, l’indebitamento estero è correlato al risparmio netto privato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_11.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_11.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La seconda è l’analisi degli stock, ovvero di quanto debito lordo hanno accumulato i settori interni, e di quanto debito lordo è stato accumulato verso l’estero. Questa analisi è effettuata in Fig. 4. In rosso abbiamo il solito debito pubblico lordo, del quale non vediamo la componente estera perché le fonti non la riportano. In blu vediamo le passività lorde delle famiglie (mutui a breve e lungo termine). Infine, in verde il debito estero lordo, cioè lo stock di PFE (passività finanziarie sull’estero, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;gross foreign liabilities&lt;/i&gt;). Come vedete, è molto più alto del debito estero netto (la spezzata verde della Fig. 3), semplicemente perché qui &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;non&lt;/b&gt; abbiamo sottratto le attività finanziarie sull’estero (AFE).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il grafico che ci dice? Intanto, che all’alba della crisi il debito estero (verde) era al 200% del Pil, e quindi &lt;strong&gt;se anche tutto il debito pubblico (rosso) fosse stato detenuto da non residenti, siccome il debito pubblico era “solo” il 100% del Pil, metà del debito estero sarebbe stato di origine privata.&lt;/strong&gt; In realtà era certamente di più, visto che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non&lt;/i&gt; tutto il debito dello Stato greco era collocato all’estero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi, ci dice che mentre il debito estero complessivo cresceva, quello pubblico rimaneva fermo, mentre quello delle famiglie cresceva. Dal 1995 (primo anno per il quale abbiamo i dati sulle famiglie) al 2008 (l’anno prima della crisi), &lt;strong&gt;il debito estero lordo è cresciuto di 110 punti di Pil, il debito pubblico di soli 16, e quello delle famiglie di 50&lt;/strong&gt;. Secondo voi, chi ha più responsabilità nell’accumulazione del debito estero greco?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sintesi&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;La storia che la crisi greca è diversa dalle altre perché in Grecia la colpa è dello Stato corrotto ecc. ecc. è una delle tante storie che i giornali raccontano in un modo, e i dati in un modo diverso. Il che ovviamente non vuol dire che in Grecia non ci fosse un problema di debito pubblico, che evidentemente c’era (come in Italia), e nemmeno che i governi greci fossero sempre immuni da biasimo. Vuol&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;dire però che se si “suggeriscono” (cioè impongono) terapie basate sulla diagnosi sbagliata (debito sovrano, debito sovrano, debito sovrano, questo è un disco, debito sovrano...) il male si aggraverà. Che poi significa, per fare un esempio: le famiglie greche hanno 140 miliardi di mutui da rimborsare. Dove troveranno i soldi per farlo se tutto quello che si propone loro sono licenziamenti e tagli dei redditi? Ma di questo non si può parlare, di questo non si deve parlare, perché la colpa deve essere del nemico ideologico, dello Stato, del Leviatano. E chi i prestiti li ha estesi quando era già chiaro che non avrebbero potuto essere restituiti? Lui non ha responsabilità? Be’, il mercato ogni tanto sbaglia, suvvia, non siate troppo puntigliosi. Tanto, per fortuna, quando le cose vanno male, per rimetterle a posto basta far pagare il conto allo Stato, e poi prendersela con lui. O no?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;continua&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ah, sì, la dimostrazione... eccola:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_12.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="120" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_12.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-6903433566999214812?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/6903433566999214812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine_19.html#comment-form' title='50 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6903433566999214812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6903433566999214812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine_19.html' title='Premiata armeria Hellas: saldi di fine stagione (2° parte)'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>50</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-9107312942615319130</id><published>2012-02-17T21:42:00.003+01:00</published><updated>2012-02-18T00:01:48.111+01:00</updated><title type='text'>Arrivano i piddini!</title><content type='html'>&lt;em&gt;(a Livorno dicono "arrivano i pisani!", e suppongo che a Pisa dicano "arrivano i livornesi!"... e così via. Ma qui è arrivato un piddino...).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poverino: ha fatto così tanta fatica a scriverlo, il suo commento, che mi sembrava giusto dargli spazio. Non ha capito nulla, lo vedrete, e non capirà mai nulla, perché non vuole capire nulla. Vuole solo l'Europa per liberarsi dell'America, senza rendersi conto del fatto che, come ho cercato di fargli capire in &lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=406" target="_blank"&gt;Crisi finanziaria e governo dell'economia&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;il suo euro, che mi pare difenda (e se non lo difende, perché non si indigna come noi verso chi glielo ha imposto con la disinformazione?), è solo il grimaldello che il capitale finanziario internazionale ha scelto per americanizzare l'Europa, trasformandola in un'economia delle bolle. Altro che emanciparsi dall'America! &lt;/strong&gt;Poverino...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma&amp;nbsp;naturalmente, in questa sua prolusione, incredibilmente involuta, non manca l'argomento principe: quello che consiste nel mettere in bocca all'interlocutore (Goofy) parole che non ha mai detto. Lo apprezzerete anche voi. Puro squadrismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non trattatelo male, però. Il suo eguccio è stato scalfito. Quindi poteva esserlo. E questo lo mette una spanna sopra agli altri. Pensateci. Ho intercalato fra parentesi quadre alcuni miei commenti, rispettando con la più scrupolosa filologia l'ortografia (direi più "eterografia") del testo. Vi prego di essere moderati, o meglio di non commentare. Ma la testimonianza era troppo interessante per poter essere ignorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enjoy, io passo a cose più serie. Chi si è indebitato in Grecia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Caro Prof. Bagnai,&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=gajqPEJg2OI" target="_blank"&gt;confesso di averla un po' sfottuta&lt;/a&gt; in un commento inviato ad un blogger della mia citta',che mi aveva linkato un suo intervento a Chianciano. Ma bonariamente.Difendevo Bersani...attaccavo Tremonti...onoravo nostra madre che,sempre incinta,non puo' difendersi. Mi ferisce,ammessa la tua buona fede,che tu mi dia del cretino in quanto elettore pd [&lt;em&gt;veramente per me il piddino non è necessariamente un elettore del Partito di Destra, e non è solamente un cretino, e del resto non credo di aver mai scritto questa parola nel blog&lt;/em&gt;]. Ma non rinuncio a chiedermi-ti le ragioni di questo disprezzo... [&lt;em&gt;direi che le ragioni stanno essenzialmente nel fatto... che non sei riuscito a capirle!&lt;/em&gt;]&amp;nbsp;Che cretino!,sono passato al ''tu'' anglossassone... [&lt;em&gt;veramente il tu, per quel che mi riguarda, è anche pescarese&lt;/em&gt;]&amp;nbsp;comunque parlo con una personalita' cosmopolita [&lt;em&gt;appunto&lt;/em&gt;]&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;ed il tono e' quello del ''vaffanculo''. Cerco solo di capire,di esercitare informato il mio diritto di voto , al servizio del bene comune e di una societa' che crei le condizioni perche' si possa vivere al meglio,cioe' in amore. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ottimo. E io cerco di informarti, a differenza dei tuoi politici e dei tuoi giornalisti, &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/01/il-manifesto-manifesta.html" target="_blank"&gt;che ti hanno disinformato e se ne vantano pure&lt;/a&gt;, in nome di una realpolitik da poveracci che ci sta portando al collasso. Quindi, se tu sei in buona fede e mediamente attrezzato culturalmente, dovremmo poterci venire incontro.&lt;/i&gt;]&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Ma questo puo' destare la dea Eris che in ciascuno di noi,feriti dai troppi lutti e tradimenti(non elaborati e non guariti)familiarizza con il caos incombente,esorcizzandolo(quando in buona fede,ripeto,e non organico ad esso ed ai nuovi assetti di potere che si prefigurano). La prima condizione che permette all'amore di accadere nelle nostre vite e' la fiducia,per questo e' importante conoscersi,aiuta a sviluppare i neuroni specchio,ad abbassare le barriere fondate sul paradigma di Hobbes,cosi' freddo e anaffettivo,con i suoi lupi da tenere lontani. Da autodidatta(non solo in fatto di economia),senza identificarmi totalmente con il pd,ma un po' di piu' con la ''Galassia Radicale'',provo ad informarmi prima di votare,ascoltando le altre proposte e visioni politiche,facendo una lettura bioenergetica(meno autodidatta)dei corpi e delle gambe sulle quali viaggiano le idee,body talks... Confesso pure che non posso escludere che anch'io potrei cedere alle lusinghe del potere fatto di festini e di belle gnocche,nessun moralismo. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ma tutto questo, e buona parte di quello che segue, cosa c’entra con il fatto che Prodi ha mentito agli italiani, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=uwOTq2ogy8Q" target="_blank"&gt;scoprendo le sue carte solo ora&lt;/a&gt;, e che il Partito Democratico gli ha dato man forte perché si aspettava di riscuotere la mancetta... che NON ha riscosso?&lt;/i&gt;] Fortunatamente la libido non si struttura in positivo con il conto in banca,nessuna invidia,dunque. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bravo. In questo ci somigliamo di sicuro.&lt;/i&gt;]&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Al contrario,come ben rappresentato nell'ultimo film di PPP,il controllo sulle persone che da il potere(sessosuccessosoldi),un certo dosaggio di questo(e se sprovvisti dello strumento esistenziale-cognitivo-caldo-biofilo-creativo...,per brevita' chiamato cuore,che ci fa' sentire le cose,prima di capirle,nel cuore degli altri)risveglia ben altri istinti. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Diagnosi: vuoi scrivere bene ma hai letto poco. Sintomo: non ci si capisce un cazzo. Terapia: studia&lt;/i&gt;]. Innescando e/o svelando una sindrome di morte(Fromm),attivando il complesso R(Icke)ed il riflesso rettilianiano del controllo del territorio...sperma-urine-feci...sangue. Al di sopra del Delitto e della Pena,degli altri. In una logica bipolare,deduco che se noi siamo i figli cretini di madre sempre incinta lei sta con gli altri,quelli che fottono nostra madre,o forse,impotenti,millantano(cav Pompetta docet). [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sì, in effetti, nel dubbio, preferirei millantare.&lt;/i&gt;] Sono tornato al lei,disturbo bipolare... Madre sempre incinta...e/o puttana? Io no,ma lei che cita dolente(studenti somari) ed enciclopedico(al limite dell'autismo) avra' letto quel libro sull'arte d'insultare...?! [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sì, ma a me viene naturale così... Dopo venti anni di menzogne, dopo venti anni di discussioni sterili con persone prone alla linea del partito, anche quando questa linea la dava un democristiano, dopo venti anni di inutili tentativi di scalfire il muro dell’appartenenza, il sillogismo Chi è di sinistra ha ragione/Prodi è di sinistra/Prodi ha ragione, un piccolo sfogo, suvvia, me lo vorrà permettere? Consideri anche che i fatti le stanno dando torto. L'euro è insostenibile. Il sangue dei greci ricade su di voi, non su di me. Abbassi un po’ le penne, le conviene&lt;/i&gt;]. Lei che non si fa mancare nemmeno ''il vernacoliere''...il tono meno spocchioso dello stesso concetto suonerebbe:''er budello di tu ma''. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mi permetta di correggerla: ir budello di tu ma’. Ma che lei non fosse toscano lo avevo capito&lt;/i&gt;]. Come dice Pannella (europeista nobile in quota piddi') la scelta non e' stata facile:''tra i buoni a niente e i capaci di tutto''. Lei ha fatto vincere Berlusconi,non votando piddì. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Guardi, non so chi avrei fatto vincere se fossi stato qui. Di fatto, è accaduto che in tutte le ultime scadenze elettorali mi trovassi all’estero, come credo di aver anche detto. Forse, nella scelta fra votare due candidati che non mi piacevano, sarei rimasto a casa. Attendo sereno il pistolotto sul diritto/dovere e sulla lesione della democrazia, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=HhBfw1nATJE" target="_blank"&gt;da parte di chi mi sta proponendo questi modelli&lt;/a&gt; (e non mi riferisco alla splendida Concita, ma ai personaggi che ci descrive)&lt;/i&gt;].&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Lei,che non e' un cretino dei nostri e un furbo dei loro.A sua insaputa,ovviamente. Ma lei obbietta che da economista non scende nelle beghe della politica,a parte dare del cretino a quelli da questa parte ed alludendo ad una ingiustificata demonizzazione di B...aggiungendo che Tremonti si e' attenuto alle direttive europee... fine parte 1 [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Che Tremonti abbia fatto quello che poteva è un fatto. Che la demonizzazione di Berlusconi sia stata in larga parte orchestrata da certi interessi capitalistici italiani per far ingoiare alle anime belle della sinistra la pillola Monti – cioè Merkel – è qualcosa di tanto evidente che solo lei, perso nel labirinto della sua prosa sgangherata e inconcludente, può non vedere. Il che non vuol dire che io stia necessariamente dalla parte dei puttanieri o delle puttane – con l’eccezione forse della su’ mamma, con la quale solidarizzo, perché per lei deve esser stata veramente dura...&lt;/i&gt;].&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Gia',la politica...quella materia cosi' informe,viscosa,maleodorante... Con quelle mediazioni ideologiche... [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;affascinante eufemismo&lt;/i&gt;] le istanze di una societa' mai pacificata dalla follia nazifascista...subdolamente riabilitata durante la guerra fredda...come riabilitarono Lucky Luciano o Ciancimino sr nei vari papelli dei misteri italiani...le Ratline vaticane...Mengele e il Mk ultra...le ragioni genetiche dei neofascisti nell'onorare il sangue dei vinti,i cari papa'...i gladiatori orfani della guerra fredda...i vecchi partigiani traditi dalla memoria revisionista...il fascismo sionista patrocinato dalla bandiera della shoah...tutto si tiene...barbarie dopo barbarie...con la politica. Ancora..dall'altra parte...il sogno tradito della rivoluzione...per un mondo piu' fair...nel freddo dei gulag siberiani...nei culti della personalita'...cinesi,cubani,nordcoreani... Ah!,tutti quei privilegi,poi...da tutelare...in chiave elettorale...la chiesa...i notai...i tassisti... i farmacisti....big pharma...i cerchi sovrastrutturali di finmeccanica...le cricche alla balducci,bisignani,pompa,carboni... Poi..il potere corruttivo delle mafie con le tonnellate di cocaina...l'orrore dei narcos su bestgore.com...le multinazionali strutturate sulle reti massoniche... [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;giusto, dimenticavo, se dico che le liberalizzazioni sono una bufala e che servono da grimaldello per il capitale straniero sono immediatamente assimilato a un mafioso. Un argomento un po’ squadrista il suo, non trova? E visto che vuole liberalizzare tutto, perché non liberalizziamo la droga? Quello sì che toglierebbe ossigeno alla criminalità. Ma certo, lei, non io, ha bisogno di andare a chiedere il permesso al Vaticano...&lt;/i&gt;]. Ed last but not least...gli economisti colti dall'improvvisa popolarita'...attorniati da persone angosciate...dallo spreeeeeeeeeeeeeeead. Potrei continuare per ore con la lista di cose che secondo me stanno nel quadro delle ragioni politiche che potrebbero nobilitare la scelta europeista. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;che lei identifica sic et simpliciter con l’euro, senza chiedersi perché una cosa giusta sia stata fatta nel modo sbagliato&lt;/i&gt;]. Mi basta citare il tentativo di emanciparsi dalla tutela che, dal piano Marshall in poi,ci rende sudditi colonizzati(culturalmente)dell'america, base logistica avanzata... Ma a lei questo potra' apparire un ingenuo idealismo hegeliano... [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;no, mi sembra solo la cecità del tutto ideologica di chi non vede, perché non vuole vedere, che il modello €peista, evidentemente disegnato e gestito a vantaggio del capitale finanziario, è esattamente il grimaldello per l’americanizzazione dell’Europa, visto che porta con sé una finanziarizzazione esasperata – quella che ha determinato l’accumulo di debito privato che ci ha portato fin qui – e, come lei non vede perché Bersy le dice di non vederlo, in necessaria conseguenza la distruzione dei risultati di decenni di lotte. Hegel mi sta sui coglioni, ma non era così cieco&lt;/i&gt;]. se e' vero che nell'amore per l'europa viene meno il pensiero del dovere di riconoscenza per gli u.s.a.,per averci salvato da Stalin(che non era internezionalista,anzi quelli li andava ammazzando...fino in messico...pensa che servizio rendeva agli states!). parte 2&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Si sforzi,Professore!Si apra alla possibilita' che pur disponendo della tecnologia giusta,in ogni campo,e' sempre al servizio dell'umanita',con i suoi limiti ed imperfezioni,che essa e' rivolta. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ah sì! Cioè la tecnologia è rivolta... senza che nessuno la rivolga! E questo viene a dirlo a me uno come lei, che viene qui a farci l’apologia di una scelta tecnocratica che voleva distruggere l’Europa, e c’è riuscita, dando alla massa dei disinformati l’idea che invece la stava costruendo! Mi sembra un po’ paradossale, ma se lei la vede così...&lt;/i&gt;]. Gia' sento qualcuno chiosare che anche gli esperimenti nei campi di concentramento erano fatti con lo stesso scopo,non fosse per qualche effetto collaterale...si,in effetti a quei tempi qualche cretino moriva,oggi...qualche vittima dei subprime e della matematica pura...che solo pochi eletti riescono a dominare.Chi ci mette al riparo di quelli che cretini non sono e hanno potere-sapere? Ci dica che lei non metterebbe al servizio la sua preparazione per corroborare questo sistema di potere economico finanziario dei pochi che strozzano i molti. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Senti, poveraccio, ma secondo te se io avessi questa ambizione starei qui a rovinarmi la carriera contrastando la disinformazione fatta da chi controlla concorsi, fondi di ricerca, valutazioni della ricerca, ecc.!? Quanto sei coraggioso, tu, amico anonimo? Direi più o meno quanto conosci l’ortografia...&lt;/i&gt;]. A ruota libera...penso anche agli imprevisti delle centrali nucleari...quanta tecnologia esposta ai limiti degli umani che la maneggiano...Suppongo che lei sia a favore delle centrali nucleari,per i vantaggi economici...al netto dei cretini. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ma cosa ne sai tu? Ma dove lo ho detto?&lt;/i&gt;] Insomma,se lei ama il genere umano piu' di quanto ama l'immagine di se stesso ergersi sulla massa di somari sottostanti,&lt;strong&gt;si metta al servizio,con il suo sapere,del cambiamento [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;questa è una vera perla: perché, mi scusi, diffondendo informazioni corrette io cosa sto facendo? E chi mi paga per farlo? Il narcisismo? Certo, quello c’è. Ci deve essere in un insegnante, perché l’insegnamento, tesoro caro, è seduzione, e non puoi sedurre se non cominci con l’amare te stesso. Bisogna poi vedere se questo amore è meritato e ricambiato. Nel tuo caso mi sembra né l’una né l’altra cosa. Solo un piddino può non capire quanto amore c’è per l’uomo nel lavoro che sto facendo, e quanta fiducia. Ma se non ci è riuscito Keynes, che valeva tanto più di me quanto lei sta dimostrando di valere meno, come posso pensare di riuscirci io? Eppure continuo...&lt;/i&gt;] (che democraticamente,lo ricordo,passa per i nostri rappresentanti politici) [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;grazie per la lezioncina di democrazia. Le ricordo che i suoi rappresentanti politici non ci sono più&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html" target="_blank"&gt; perché hanno deciso di suicidarsi politicamente avallando una scelta paternalistica e fascista che andava contro gli interessi di quello che sarebbe stato il loro elettorato naturale&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;]&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;e ci dica cosa per lei e' meglio,o meno peggio politicamente(non ho detto partiticamente). [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mi sembra di averlo già detto: &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html" target="_blank"&gt;dire la verità, e chiedere scusa per l’errore, che errore non è stato, perché è stata una scelta di classe ben precisa a favore del capitale finanziario. Dopo di che, ammettere la reale natura dei problemi e cooperare a uno smantellamento il più possibile indolore dell’euro&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;]. Si apra socraticamente al suo non sapere di come tutto sia interconnesso... [&lt;em&gt;io devo aprirmi!? Io!? Io lo so meglio di te, in tutta evidenza, tesoro caro, come tutto è interconnesso, e ve lo sto anche spiegando. Anzi, forse ho perso troppo tempo con te... Lo vedi cosa vuol dire essere piddini? Significa capire talmente poco le ragioni dell’altro da non vedere che sta facendo quello che noi nobilmente lo invitiamo a fare&lt;/em&gt;].&lt;/strong&gt; Il mio invito ad un approccio multidisciplinare [&lt;em&gt;dal pulpito della militanza radicale&lt;/em&gt;] non pretende di cambiare la sua gestalt,e' solo la testimonianza del mio senso civico [&lt;em&gt;che hai dimostrato aderendo a un progetto fascista&lt;/em&gt;]&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;ammesso che lei m'includa nel suo perimetro di socialita', come faccio io con lei. [&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ti ringrazio per la degnazione, potevi anche farne a meno, ma ormai il danno è fatto&lt;/i&gt;]. &lt;strong&gt;Nel ringraziarla per l'attenzione e per tutte l'informazione che rende disponibile nel sito [&lt;em&gt;troppo buono: solo che i ringraziamenti da parte di uno che ha capito così poco... suonano un po' preoccupanti! Dove ho sbagliato?&lt;/em&gt;],&lt;/strong&gt;e per stemperare il mood...le dedico ''watching the wheeles''...per ricordare che siamo degni d'amore per la nostra vulnerabile condizione umana(non solo per non sapere di economia)e non per quello che facciamo o come...il resto sono solo ''mind games''...sperando fine p3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;amico caro, non devi stemperare proprio nulla perché “la bava ecc.”, come dice Charlus. Bastava dire: “non ho capito un cazzo, so solo che sei un nemico, vaffanculo e viva l’euro che ci farà entrare in Europa”! Avresti fatto più bella figura. Ma ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. E per averci confermato che con voi non c’è molto da fare, se non lasciare lavorare la Storia. Poi verrete a dirci che voi lo avevate sempre detto. Vi aspettiamo a braccia aperte!&lt;/i&gt;]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-9107312942615319130?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/9107312942615319130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/arrivano-i-piddini.html#comment-form' title='114 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/9107312942615319130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/9107312942615319130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/arrivano-i-piddini.html' title='Arrivano i piddini!'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>114</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-684497449729992120</id><published>2012-02-17T09:26:00.001+01:00</published><updated>2012-02-17T10:27:03.244+01:00</updated><title type='text'>Economia e contabilità della crisi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricevo da istwine un commento che ritengo di dover mettere in evidenza per la sua rilevanza sotto il profilo metodologico:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;comunque c'è un aspetto interessante di questo post. è ovvio e sicuramente colto da tutti, ma lo sottolineo. le identità di contabilità nazionale non ti dicono nulla di speciale riguardo a quello che è avvenuto, ma l'interpretazione di quello che è avvenuto non può (in nessuna maniera) discostarsi dalle identità di contabilità nazionale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;ecco perché il 90% degli articoli degli economisti del momento sono totalmente ridicoli. e mi faceva ridere tempo fa quando lessi su un sito base dei mortidisonno che deridevano chi lavorava e analizzava con identità contabili, semplicemente dimostrando l'ovvio. così ovvio che loro però non l'hanno ancora capito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Caro, carissimo, acuto e arguto istwine,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;il 95% degli economisti di tutti i momenti non ha mai costruito un modello econometrico, e anzi, con argomenti molto raffinati, raffinati come una porcellana di Meissen, e altrettanto fragili, si accanisce a dimostrare che questo tipo di attività è inutile. Sarà per questo che tutte le agenzie multilaterali e tutti i centri di ricerca cercano di dotarsene. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ora, chi invece i modelli li costruisce capisce subito che &lt;strong&gt;in economia la contabilità sta alle teorie (attenzione ai singolari e ai plurali) esattamente come in un'automobile lo chassis sta ai possibili motori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Certo, mettiamola così: un motore è più complicato (almeno in apparenza) di una ruota. Quindi dà molta più soddisfazione all'ingegnere che lo costruisce! Il quale, al termine del lavoro, guarda non il motore, ma se stesso, nello specchio, e si dice: "Ecco, IO ho progettato e costruito questo motore perché IO sono bravo, perché IO ho studiato la matematica, che è difficile, e tutto ciò che è difficile è utile e bello, anche se pochi ci arrivano, ma IO ci arrivo." A differenza di Michelangelo, lui al motore non chiede nemmeno “perché non parli”? Non glielo chiede, perché a lui basta una cosa sola: IO. Cioè lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Io, il più lurido dei pronomi... &lt;/strong&gt;(chi l'ha detto? Alex lo sa, oh, se lo sa...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma il fatto è che anche se la ruota è tonda da tempo immemorabile, anche se non si sa chi l'abbia inventata, anche se certamente era ignaro di hamiltoniani, equazioni di Bellmann e isoperimetri vari (che vengono tanto male a scriverli con l’ocra sulle pareti di una caverna), anche se aveva solo un umile problema pratico da risolvere (e lo ha risolto) e non degli astratti furori teorici da mettere in scena a beneficio delle vecchiette della prima o seconda serata, anche se è così &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;trivially obvious&lt;/i&gt; che la ruota è meglio non sia quadrata (lo capirebbe chiunque, e &lt;strong&gt;al nostro amico IO non piace quello che chiunque può capire: piuttosto, preferisce non capire quello che capisce chiunque&lt;/strong&gt;, come tu dici), anche se tutto questo è vero, purtroppo c’è un problema...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Amico neoclassico, hai mai provato ad andare da Milano a Bergamo a cavalcioni del tuo motore?&lt;/strong&gt; Ogni tanto, in effetti, qualcuno ci prova. Il risultato è che non va da nessuna parte e si frigge i testicoli (se li ha). Ma, caro istwine, ti assicuro che la maggior parte non ci prova nemmeno. Perché quando profferisce certe “lievi imprecisioni” è totalmente in cattiva fede.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché, scusa, giovane (anzi, giovine) amico nato vecchio (come me): ma come si fa a pensare seriamente, se si è in buona fede, che un motore non montato su uno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;chassis&lt;/i&gt; sia più utile, poniamo, di una umile carriola con due ruote, magari di legno, e a pensarlo proprio ora, con tutta la merda che c’è da spalare? E come si fa, se si è in buona fede, a non capire che se il motore si rompe la macchina si ferma, e tu non ti fai male, mentre se si rompe una ruota rischi la vita?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Certo, per il nostro amico IO lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;chassis&lt;/i&gt;, cioè la contabilità, ha anche un altro difetto, oltre a quello di essere umile, banale, ovvia: è compatibile con diverse motorizzazioni, cioè con diverse teorie, cioè con diverse ideologie. Quindi non offre l’immenso beneficio di poter attaccare dialetticamente l’avversario, di poter sparare qualche fumogeno ideologico (a beneficio delle solite vecchiette). &lt;strong&gt;Che bello litigare! Che bello lo squadrismo verbale! Ma non è mica una cosa nuova. &lt;/strong&gt;Oh, no! Sai, amico istwine, tu da giovine, per motivi che non capisco e non condivido (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;penitentiam age&lt;/i&gt;), ti stai interessando di questa cosa assolutamente insulsa che è l’economia. Ma io da giovine leggevo Lucrezio. Lucrezio ne parla: i litigi della prima serata sono il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;certare ingenio&lt;/i&gt; nel quale si arrabattano gli omuncoli che puoi vedere dagli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;edita doctrina sapientum templa serena&lt;/i&gt;. Quanta fatica! E quanto vero amore per l’umanità, tutta, omuncoli, merde e traditori compresi, in queste parole:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;o miseras hominum mentis, o pectora caeca!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;qualibus in tenebris vitae quantisque periclis&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;degitur hoc aevi quod cumquest! nonne videre&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;nihil aliud sibi naturam latrare, nisi ut qui&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;corpore seiunctus dolor absit, mente fruatur&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;iucundo sensu cura semota metuque?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quanti pericoli! Per lo più assolutamente evitabili. Perché la recessione non è come la belva che ti viene a cercare (e poi c'è quel famoso "viva videns vivo seppelliri viscera busto", che tanto piaceva alla mia insegnante di liceo... l'orrore...). La recessione la andiamo sempre a cercare noi (come razza umana, intendo: ovvero: quella parte di noi che dalla recessione ci guadagna, e che, guarda caso, è anche quella che ci guida).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E gratta gratta il problema è sempre un problema di pronomi. IO. L’ho detto e lo dico IO. Quindi non vi fornisco i dati, perché IO non avrò certo bisogno di dimostrare le mie asserzioni. Se lo dico IO, è sufficiente. Krugman dice il contrario? &lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ef91za0liTM&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;How could he be popular&lt;/a&gt;?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vedete come sono geniali i cartoni? &lt;strong&gt;In Ratatouille c’è anche un economista neoclassico. E come si chiama: Anton Ego! &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tout se tient&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma, ecco, dai cartoni ci viene una remota speranza. Perché Anton Ego alla fine &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=csuWJAqUY54" target="_blank"&gt;si ammorbidisce e compie un atto di resipiscenza&lt;/a&gt;  che lo rende più onesto e più felice. Ma è stato necessario trovare la chiave per aprire il suo cuore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco, forse se riuscissimo a trovare la mamma del nostro amico neoclassico, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=v0PSNTvKeP8&amp;amp;feature=related" target="_blank"&gt;se lei potesse dirci cosa gli cucinava da piccolo, per consolarlo, quando era caduto dalla bicicletta&lt;/a&gt; (poverino, il rapporto con le ruote era conflittuale anche all’epoca), ecco, se ci riuscissimo, io poi chiederei ar Pantegana di prepararglielo, questo manicaretto, e forse dopo potremmo parlarci, col nostro amico neoclassico. Anche lui è una creatura di Dio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dai, capisco che vi chiedo una cosa difficile. Ma vi ho chiesto di trovare la sua mamma, non il suo babbo. Quello, forse, potrebbe essere impossibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Collega, scusa: sì, tu sei bravo. Ma IO sono bello. Preferisco. Come si dice da queste parti, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;à ego, ego et demi...&lt;/i&gt; Che poi significa che se il problema è guardarsi allo specchio e dirselo da soli, la soluzione non deve necessariamente richiedere l’uso del differenziale di Fréchet. Or vedi il paradosso! Io che non sono un economista bravo, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cw5LOvJya3E" target="_blank"&gt;ho trovato una soluzione molto più economica&lt;/a&gt;. Meglio scoattare con Telemann che con Bellmann. Diciamo che il &lt;em&gt;referee report &lt;/em&gt;arriva subito. Si chiama&amp;nbsp;applauso. Dovresti provarlo: è bellissimo!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Dedicato ai porci. Che, come ricorderete, sono in buona fede, e quindi, poveretti, in fondo non meritano la fine che fanno:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language: FR;"&gt;Interrogavit autem illum Iesus dicens: “ Quod tibi nomen est? ”. &lt;/span&gt;At ille dixit: “ Legio ”, quia intraverunt daemonia multa in eum. &lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language: FR;"&gt;Et rogabant eum, ne imperaret illis, ut in abyssum irent. Erat autem ibi grex porcorum multorum pascentium in monte; et rogaverunt eum, ut permitteret eis in illos ingredi. Et permisit illis. Exierunt ergo daemonia ab homine et intraverunt in porcos, et impetu abiit grex per praeceps in stagnum et suffocatus est.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language: FR;"&gt;&lt;em&gt;(Luca, 8, 30-33)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;em&gt;Sono legione, in effetti. Ma... &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dieu_et_mon_droit" target="_blank"&gt;Dieu et mon droit!&lt;/a&gt; (e infatti, questi, svalutano...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;  &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-684497449729992120?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/684497449729992120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/economia-e-contabilita-della-crisi.html#comment-form' title='38 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/684497449729992120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/684497449729992120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/economia-e-contabilita-della-crisi.html' title='Economia e contabilità della crisi'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>38</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-6651039318288515670</id><published>2012-02-16T18:40:00.005+01:00</published><updated>2012-02-17T11:48:20.944+01:00</updated><title type='text'>Premiata armeria Hellas: saldi di fine stagione (1° parte)</title><content type='html'>&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(Post lungo, noioso e difficile. Forse vi conviene pensare che la colpa è dei greci e che i tagli li salveranno: fate prima...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Le mirabolanti liberalizzazioni del governo mi hanno suscitato un moto di allergia: rash cutaneo, edema della glottide... Il mio allergologo, il prof. Santarelli (PhD in allergologia finanziaria comparata) mi ha interdetto la lettura dei giornali per qualche giorno, e quindi non so se nelle mirabolanti liberalizzazioni è stata poi ricompresa anche quella dei saldi. Nell’ipotesi che lo sia stata, mi accingo a parlarvene, per la gioia dell’amico istwine. Laddove non lo fosse stata, pagherò la multa (o proverò a corrompere il vigile, a seconda di quello che costa meno). I saldi mi servono a farvi capire bene la storia della Grecia. Userò semplici formule. &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/02/12/news/scalfari_12_febbraio-29737119/" target="_blank"&gt;Chi è allergico alle formule si legga l’ultimo fondo di Scalfari e continui pure a credere che senza l’euro saremmo come l’Argentina e che la Grecia deve fare i compiti a casa&lt;/a&gt;. Del resto, &lt;strong&gt;ci sarà pure un motivo se la distruzione dell’università è correlata all’avvento di regimi autoritari. Ogni riferimento a ex-comunisti nostrani è puramente intenzionale.&lt;/strong&gt; Non è un caso che fra le poche persone in grado di esprimere un pensiero libero in questo paese si trovino tanti matematici. Ma per quello che devo dirvi io non occorre scomodare la matematica. Basta l’aritmetica. E siccome ognuno di voi è più bravo di me a controllare il resto della spesa (che è appunto un saldo), se non arrivate in fondo a questo articolo siete dei piddini. Chi desiderasse poi approfondire è rinviato al mio &lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/mqs/" target="_blank"&gt;manualino di economia internazionale applicata&lt;/a&gt;. Suggerisco di stampare il post: all’ecologia ci pensiamo la prossima volta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Saldo&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;In economia un saldo è la differenza fra due voci di segno opposto. Normalmente i soldi che entrano hanno un segno più, quelli che escono un segno meno (chissà perché?).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il risparmio è un saldo: entra un reddito, escono dei consumi, quello che rimane è appunto il risparmio.&lt;/b&gt; Quindi, se chiamiamo Y il reddito, C i consumi, e S il risparmio (con la S di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;savings&lt;/i&gt;, risparmi, in inglese), avremo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;S = Y – C&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Siete sopravvissuti? Esempio: guadagno 100, spendo 70, risparmio 30. Non vi sto prendendo in giro. Purtroppo, dopo il 3+2, siamo costretti a insegnare così per farci capire. Senza riuscirci. Ma non fatemi prendere questa tangente, altrimenti divento come il Giacomo Poretti quando parla delle guerre puniche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Una nazione, però, il proprio reddito non può consumarlo tutto: una parte dovrà essere spesa per acquistare beni capitali, cioè macchinari, attrezzature, insomma: beni che permettono di produrre altri beni, beni che ti permetteranno di consumare anche domani. Oltre alla spesa per consumi, quindi, in una nazione abbiamo anche quella per investimenti, e il reddito può essere destinato all’una o all’altra. Se chiamiamo gli investimenti I (con la I di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;investments&lt;/i&gt;), allora avremo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y = C + I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;che significa: quello che guadagni o lo spendi in beni di consumo, o lo spendi in beni di investimento. E significa anche che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il reddito nazionale coincide con le spese effettuate per gli acquisti di beni di consumo e di investimento: quello che tu spendi, è il reddito di qualcun altro, cosa che i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pasdaran&lt;/i&gt; dell’austerità sembrano trascurare, forse perché non è sufficientemente “controintuitiva”.&lt;/b&gt; E poi, questo è il nucleo del modello reddito/spesa (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;income expenditure model&lt;/i&gt;), cioè dell’esecrando modello keynesiano... &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Anatema sit!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La finanza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dice: e il risparmio? Bravo! Infatti guarda un po’ che succede se porti i consumi a sinistra dell’uguale?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y – C = I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Torna su a controllare... Esatto! Y – C (reddito meno consumi) è uguale a S (risparmio). Quindi? Quindi:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;S = I&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;I risparmi sono uguali agli investimenti. Cosa vuol dire? Vuol dire che in un’economia capitalistica, normalmente, chi risparmia non mette i soldi sotto il materasso, ma indirizza i propri fondi verso il mercato finanziario, che a sua volta non tiene questi fondi nei propri forzieri, ma li indirizza verso gli imprenditori per finanziare le loro spese di investimento. Se non finanziasse, che sistema finanziario sarebbe? E nota: un finanziamento è ovviamente un debito per chi lo riceve. Quindi, sorpresa! (ma solo per alcuni commentatori molto beceri e assolutamente di passaggio su questo blog). &lt;strong&gt;L’economia capitalistica si basa sul debito, che quindi di per sé non può essere considerato&amp;nbsp;cattivo, a meno di non essere bolscevichi (come tanti economisti neoclassici: gli estremi, sa sa, si toccano.&amp;nbsp;Ma il toccarsi è un'operazione, per quanto piacevole, generalmente poco feconda).&lt;/strong&gt; Se il debito è cattivo o buono dipende dal perché ti indebiti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, riassumendo, in un sistema chiuso il flusso di risparmio si traduce in un flusso di investimento. A fine anno l’offerta di fondi (S) sarà necessariamente uguale alla domanda di fondi (I). Attenzione: questa è un’uguaglianza contabile, non un equilibrio economico. In altre parole, esprime il fatto che se qualcuno si è indebitato, necessariamente qualcun altro deve avergli prestato i soldi. Ma non afferma che chi domandava fondi ha avuto esattamente l’ammontare di finanziamento che desiderava, e quindi non afferma (Goofynomics) che chi aveva fondi disponibili è riuscito a collocarli tutti come avrebbe desiderato. In altre parole, &lt;strong&gt;S = I ci dice quello che è successo, non quello che gli agenti economici avrebbero desiderato che succedesse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto che spesso non succeda quello che si desidera non devo spiegarvelo. Il fatto che avere troppo di una cosa che si desidera possa essere un problema... forse deve essere spiegato ai più giovani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Primo avviso ai lettori “esperti”: attenzione: sto parlando di contabilità nazionale: la contabilità nazionale funziona così: qualsiasi sega mentale su come dovrebbe funzionare verrà immediatamente cestinata come off topic. Per lo stesso motivo cestinerò in questa sede qualsiasi sega mentale su come funziona e/o dovrebbe funzionare il sistema finanziario. Qualsiasi cosa intelligente abbiate da dire (e so che ce ne avete molte) può essere ricondotta a questo schema, aggiungendo solo molto noise al signal. Poi il noise lo aggiungeremo: ma prima viene il signal. E sul mio blog io sono arbitro unico e insindacabile del signal/noise ratio. Bene intendenti pauca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ricapitolando: il reddito può essere consumato o investito:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Y = C + I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;o, il che è lo stesso, consumato o risparmiato:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Y = C + S&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;visto che la “cerniera” del sistema finanziario convoglia i risparmi delle famiglie verso le imprese:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;S = I&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Open your mind&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Apriamoci. &lt;/span&gt;Una famiglia non è un sistema chiuso. Quasi nessuno autoproduce il latte che beve a colazione, e da queste parti sicuramente nessuno produce il suo naturale complemento, il caffè (e, come ahimè sapete, a chi invece lo produce di soldi per consumarlo ne restano molto pochi, ma questa è ancora un’altra storia).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il fatto è che... famiglie e nazioni hanno scambi con l’esterno, che per le nazioni si chiama “estero”. Se vendono beni ad altre unità, quella è un’esportazione: sono soldi che entrano, segno più. Se acquistano beni da altre unità, quella è un’importazione, sono soldi che escono, segno meno. Facile, no? Scriviamolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y = C + I + X – M&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;dove X sono le esportazioni e M le importazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Voi direte: ma scusa, brutto fesso, non vedi che hai messo dalla stessa parte due cose diverse? I consumi sono una spesa (per una famiglia o per una nazione), le esportazioni sono un reddito. Bravi. Il fatto è, però, che la contabilità nazionale considera l’economia divisa in settori, e che l’estero, per convenzione, è considerato come un settore dell’economia nazionale. Quindi quello che questa relazione ci dice è che in effetti &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il reddito Y di una nazione coincide con le spese delle famiglie per consumi, C, con quelle delle imprese per investimenti, I, e con quelle del settore estero, X, che sono acquisti di beni di consumo o di investimento fatti da non residenti, cui sottraiamo le nostre spese effettuate all’estero, M, cioè le importazioni. Le importazioni M evidentemente si sottraggono perché sono spesa che va a costituire reddito nel resto del mondo&lt;/b&gt; (i paesi dai quali importiamo): se acquisto una BMW chi guadagna è tedesco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Open your mind&amp;nbsp;a bit&amp;nbsp;more&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;Scambi... &lt;/span&gt;Ma le nazioni non si scambiano solo merci. No. In effetti si scambiano anche &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;fattori di produzione: lavoratori e capitali.&lt;/b&gt; E questi scambi hanno un risultato economico, cioè producono dei redditi, che quindi, ovviamente, devono entrare nel conto del reddito. Cerchiamo di capirci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Se un lavoratore italiano va a lavorare in Francia, restando però italiano (quindi senza traslocare, cambiare residenza, ecc.), verrà pagato in Francia, ma di norma porterà in Italia (dove vive) i soldi che guadagna. Questi soldi, dal punto di vista italiano, sono &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;redditi da lavoro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;attivi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (perché entrano). Per la Francia sono passivi (perché escono). Se invece è un francese che viene a lavorare in Italia, succede la cosa uguale e contraria (siate Goofynomisti, per una volta in vita vostra!).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E se invece è un capitale italiano che va a “lavorare” in Francia? Esempio: un risparmiatore italiano acquista un’obbligazione emessa da Total (società petrolifera francese). Total si prende i soldi, li fa fruttare oculatamente (ad esempio corrompendo qualche governante della zona franco CFA), e poi paga gli interessi al risparmiatore italiano. Quando Total paga gli interessi, questi sono &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;redditi da capitale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;attivi&lt;/i&gt; per l’Italia&lt;/b&gt;. Altro esempio: un risparmiatore tedesco acquista un Btp italiano. Quando lo Stato italiano gli paga gli interessi, questi sono redditi da capitale passivi per l’Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Secondo avviso ai lettori esperti: attenzione: sto parlando di quello che succede di norma e in media. Non cominciate con le domande del tipo “e se i capitali sono esportati clandestinamente? e se il risparmiatore si appoggia su un conto alle Cayman intestato a una società con sede a Vaduz?”. Ragazzi! All’inizio bisogna capire dov’è. Poi eventualmente studiare il Kamasutra (mi scusino le ragazze per questa improvvisa deriva sessista, ma sapete, i ragazzi altrimenti non capiscono: voi avevate già capito, lo so...). Fatevi prima spiegare dov’è.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Insomma: in un paese entrano ed escono soldi sia come risultato dello scambio di merci, che come risultato dello scambio di fattori di produzione. Alla fine quello che conta è il saldo. Il saldo degli scambi di merci è X – M e si chiama “bilancia commerciale” o “saldo commerciale” o “esportazioni nette”. Il saldo dei redditi da lavoro e da capitale si chiama “redditi netti dall’estero”, per gli amici RNE.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La variabile più importante&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Occhio! L’esperienza, e una cospicua produzione scientifica (in parte la vedremo dopo), dimostrano che la variabile più importante per valutare le condizioni di salute finanziaria di un paese è data dal &lt;strong&gt;saldo delle partite correnti. Per gli amici CA, dall’inglese &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;current account (balance)&lt;/i&gt;.&lt;/strong&gt; Come è fatto? Semplice: è la somma (algebrica) dei saldi commerciale e dei redditi, cioè:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = X – M + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esempio: un paese esporta 10, importa 5, ma siccome ha molti debiti con l’estero paga all’estero 7 di interessi sui suoi debiti. Risultato?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CA = 10 – 5 + (– 7) = -2&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè un deficit delle partite correnti. Perché 7 ha il meno davanti? Perché abbiamo ipotizzato che il paese paghi interessi all’estero: quindi i soldi escono dalle “tasche” del paese e il segno è meno. Notate che il saldo commerciale è positivo: 10 – 5 = 5. Il paese è un esportatore netto. Ma il saldo commerciale, sul quale tanto ci si sofferma, racconta solo una parte della storia. Una parte che approssima bene il tutto, se il paese ha pochi debiti/crediti esteri netti, come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non&lt;/i&gt; è il caso oggi. Con i livelli di debito/credito estero netto che stiamo sperimentando, non considerare i RNE fornisce un’approssimazione molto imperfetta. In altre parole, &lt;strong&gt;un paese può trovarsi a dipendere dall’estero, pur essendo competitivo in termini commerciali, semplicemente perché si è indebitato troppo in passato (cioè: oggi dipende finanziariamente dall’estero perché ieri era dipeso commercialmente dall’estero).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E se oltre a quanto abbiamo visto accade anche che i lavoratori transfrontalieri riportano a casa 4? In questo caso i redditi netti dall’estero sono RNE = 4 – 7 = - 3 (quattro di redditi da lavoro in entrata e sette di redditi da capitale in uscita). E il CA cosa diventa?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;CA = 10 – 5 – 3 = 2&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè un surplus delle partite correnti. Il paese se la cava perché anche se importa capitali, esporta lavoratori. Ma... attenzione: la remunerazione dei capitali è più volatile di quella dei lavoratori (gli stipendi non raddoppiano in un anno come i tassi di interesse!). Quindi forse questo paese tanto bene non sta...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Al Fondo Monetario Internazionale sono iscritti 187 paesi, e ognuno è in surplus o in deficit a modo suo. &lt;strong&gt;Le partite correnti non sono come le famiglie di Anna Karenina: quelle sono tutte felici allo stesso modo, e ognuna infelice a modo suo. L’economia per una volta è più complicata. Ci sono molti modi di essere felice (in surplus) e molti modi di essere infelici (in deficit).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma una cosa è chiara: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il saldo delle partite correnti CA sintetizza la dipendenza di un’economia dal resto del mondo. Infatti, se è negativo, ciò significa che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l3 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il paese dipende troppo dalle merci del resto del mondo (cioè importa più merci di quelle che esporta); oppure che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l3 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il paese dipende troppo dai fattori produttivi del resto del mondo, e quindi paga più stipendi, profitti, interessi all’estero di quanti non ne riceva dall’estero; oppure che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l3 level1 lfo1; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;entrambe le cose (importa troppe merci e troppi fattori produttivi).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, si dà il caso che quando una famiglia, o un paese, non ce la fanno con le proprie forze, fatalmente devono indebitarsi... Sì, ci stiamo avvicinando, piano piano... Perché CA ha anche un’altra interpretazione. Ma prima apro e chiudo una parentesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Interno e nazionale&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In cosa differisce il prodotto INTERNO da quello NAZIONALE? Semplice. Il prodotto INTERNO fa riferimento a un concetto geografico: redditi prodotti/percepiti all’interno di territorio, indipendentemente dalla nazionalità/residenza di chi li ha prodotti/percepiti. Il prodotto NAZIONALE fa riferimento a un concetto di residenza: redditi prodotti/percepiti dai cittadini di una nazione indipendentemente da dove li hanno prodotti/percepiti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E la differenza qual è? Proprio RNE, i redditi netti dall’estero. Vale cioè la relazione:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;ovvero il reddito nazionale (dei cittadini) è uguale al reddito interno (nel territorio), più i redditi guadagnati all’estero dai fattori residenti (capitale e lavoro), meno i redditi pagati ai fattori non residenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Qual è la sintesi di questo bel ragionamento?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Semplice: che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;di norma i paesi con redditi nazionali minori di quelli interni sono piuttosto sfigati. Un valore negativo dei RNE indica una dipendenza dai fattori di produzione esteri (lavoro e soprattutto capitale), che devono essere remunerati.&lt;/b&gt; Il fatto è che, so che non ve ne eravate accorti, ma, come dire: quando chi vuole muoversi è il lavoro, spianiamo le mitragliatrici (come nel canale di Sicilia). Quando chi vuole muoversi è il capitale, stendiamo il tappeto rosso. Come diceva Kutuzov, “a nemico che arriva ponti d’oro”. Come dite? Mi sono sbagliato? Aspettate che controllo... Dunque, “Guerra e pace”, libro quarto, parte seconda, capitolo 19... Cazzo, avete ragione! Voglio sempre scoattare con la mia cultura, e poi guarda che figuracce. Già, è al nemico che fugge che bisogna facilitare il compito. Sarà per questo che i russi di solito le guerre le vincono... Ma scusate, se è così, perché i nostri Kutuzov ci dicono che sarebbe un problema se i capitali stranieri non arrivassero?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;siccome il lavoro praticamente non si muove, e il capitale si muove troppo, i RNE generalmente sono redditi da capitale, in massima parte. E quindi, in pratica, nella stragrande maggioranza dei casi, quando sono negativi indicano pagamenti netti di interessi e profitti al capitale estero (interessi pagati all’estero, cioè interessi sui debiti contratti con l’estero, cioè interessi sul debito estero).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dai, ci stiamo avvicinando...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’equazione più importante&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Ma non eravamo partiti dal risparmio?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Oh! Qui il discorso si fa interessante. Perché... dunque, se il reddito nazionale, Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;, si ottiene sommando al reddito interno Y i redditi netti dall’estero RNE: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;e se il reddito interno è la somma di consumi, investimenti e esportazioni nette:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y = C + I + X – M&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;allora il reddito nazionale è la somma di consumi, investimenti e saldo delle partite correnti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = C + I + X – M + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;cioè&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = C + I + CA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione, &lt;strong&gt;stiamo per arrivare a quello che pochi capiscono&lt;/strong&gt;. State per entrare nella cerchia degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;happy few&lt;/i&gt;...&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Pochi, poi... Effettivamente pochi, direi nessuno (fra un po’ ve ne renderete conto) di quelli che intervengono nel dibattito sui media italiani. Ma chi studia economia internazionale quello che sto per dirvi lo sa benissimo. Il fatto è che oggi nel dibattito intervengono pochissimi esperti di economia internazionale. Direi nessuno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dunque: se nella relazione precedente portiamo a sinistra consumi e investimenti abbiamo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – C – I = CA&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Prendete fiato... Sì, a sinistra il segno cambia... Avete metabolizzato? Allora infierisco: ricordate che il risparmio è reddito meno consumo, vero? Quindi avremo anche S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; = Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – C, ovvero: il risparmio nazionale è uguale al reddito nazionale meno il consumo. Bene, allora succede che:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = CA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fermiamoci prima qui. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il saldo delle partite correnti, CA, è uguale alla differenza fra risparmio nazionale e investimento.&lt;/b&gt; Cosa vuol dire?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In economia chiusa, abbiamo visto sopra, risparmio e investimento coincidono: S = I. Se una nazione vuole comprare macchinari o costruire capannoni industriali deve risparmiare abbastanza da poterselo permettere. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma in economia aperta no! I soldi possono venire da un altro paese (se sono troppo pochi) o andare in un altro paese (se sono troppi)! &lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; la globalizzazione, bellezza!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esempio: se una nazione risparmia 20 ma effettua investimenti per 15, il suo saldo delle partite correnti sarà:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = 20 – 15 = 5&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo surplus di 5 indica che la nazione ha risparmiato più di quanto le occorre e corrisponde quindi alla capacità di finanziamento o &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;accreditamento estero netto&lt;/b&gt; della nazione, cioè ai soldi che la nazione ha reso disponibili alle altre attraverso i mercati finanziari internazionali-&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Facciamo il caso contrario: una nazione che ha speso 20 per investimenti, ma aveva risparmiato solo 15. Come ha fatto a spendere, se non aveva? Semplice: ha chiesto in prestito. Da cosa si vede? Dal saldo delle partite correnti, che in questo caso è:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = 15 – 20 = -5&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo deficit (-5) indica che la nazione ha avuto necessità di ricorrere a finanziamenti esteri e corrisponde quindi all’&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;indebitamento estero netto&lt;/b&gt; della nazione, cioè ai soldi che la nazione ha chiesto ai mercati finanziari internazionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sì, proprio così: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;CA, quella che ho chiamato la variabile più importante, quella che vi ho detto sintetizzare la dipendenza relativa di un paese dalle merci e dai fattori del resto del mondo, è anche quella che misura il suo indebitamento (se negativa) o accreditamento netto (se positiva). Bene: CA = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I è l’equazione più importante. Perché ci fa capire che la dipendenza di un paese dal resto del mondo, accanto alla dimensione economica (compro troppi beni), ha necessariamente anche una dimensione finanziaria: dipendo dagli altri anche se, quando e perché genero poco risparmio rispetto alle mie necessità (S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; piccolo), o voglio finanziare troppi progetti rispetto alle mie possibilità (I grande).&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Stock e flussi: cos’è il debito estero&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Attenzione! &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quando presto soldi all’estero, ovviamente aumentano le mie attività finanziarie sull’estero&lt;/b&gt;: succede se presto soldi a un’azienda estera comprando una sua obbligazione, succede se presto soldi a un governo estero comprando un suo titolo, succede se faccio credito a un fornitore estero... In ogni caso, &lt;strong&gt;le mie attività finanziarie sull’estero (AFE) aumentano: ho più crediti verso l’estero, che poi significa che sono nella gradevole, ma lievemente incerta, posizione, di chi i soldi deve riaverli indietro.&lt;/strong&gt; Viceversa, se i soldi me li faccio prestare (cioè se vendo un’obbligazione privata o un titolo pubblico all’estero, se compro beni esteri a credito, ecc.) aumenteranno le mie passività finanziarie sull’estero (PFE): ho più debiti verso l’estero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il debito estero cos’è? Salvo espressa menzione del contrario, &lt;strong&gt;si parla di debito estero quando un paese ha una posizione netta sull’estero (PNE) negativa.&lt;/strong&gt; Cosa significa? Significa ad esempio che se un paese ha 100 di crediti verso l’estero (AFE=100) e 120 di debiti verso l’estero (PFE=120), la sua posizione netta sarà:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;PNE = AFE – PFE = 100 – 120 = -20&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Attenzione: PFE è il debito estero &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;lordo&lt;/b&gt; (120). Ma in effetti avrebbe poco senso soffermarsi su questa misura. Perché? Perché il problema del debito è capire se hai risorse per ripagarlo. Ora, se hai 120 di debiti, ma 100 di crediti (AFE), è chiaro che questi 100 generano risorse (redditi da capitale attivi) e al limite possono essere liquidati (più o meno facilmente) per ripagare parte dei 120 (PFE). Quindi in molte analisi ha effettivamente più senso considerare il netto. Va da sé che giornalisti, politicanti, e amatori, se vogliono farvi paura, vi parleranno del lordo. Come diciamo noi, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;c’est de bonne guerre&lt;/i&gt;, che poi significa che è loro diritto provarci, e vostro dovere non farvi fregare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ovviamente la posizione netta, in quanto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;saldo&lt;/b&gt; fra due stock, può anche essere positiva, e del resto se al mondo ci sono dei debitori, è perché ci sono dei creditori. Goofyfinance.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Facile, no? &lt;strong&gt;Qualcuno mi ha chiesto: “non capisco perché i crediti esteri si compensano coi debiti”. Ma il fatto è, carissimo, che non devi pensare a livello individuale.&lt;/strong&gt; Chiaro che se tu hai acquistato un Bund tedesco, quelli sono soldi tuoi e se la Merkel te li restituisce nessuno te li toglie. Cioè: non è perché un tedesco ha acquistato un Btp che tu non rivedrai i tuoi soldi. Ma a livello aggregato quello che conta è quanta valuta è entrata o uscita dal paese in termini netti durante l’anno. Quindi se il tuo Bund costava 10 euro e il Btp ne costava 8, al momento della restituzione Angela a te da 10, Mario al tedesco da 8, e al netto l’Italia (non te) ha incassato 2 = 10-8. Il contrario sarà successo al momento dell’acquisto. Tranquillo: i tuoi soldi li rivedi (forse)! Non è che Mario ti dà solo 2 perché deve restituire 8 a Hans. Ma rimane il fatto che a livello macroeconomico in Italia è entrato 2.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiaramente se il paese risparmia, riesce a ridurre il proprio debito o ad aumentare il proprio credito. Se invece spende troppo, aumenterà il debito o si ridurrà il credito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quindi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quindi il saldo delle partite correnti sta al debito estero come il fabbisogno pubblico sta al debito pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Esempio: nel 2010 hai una PNE&lt;sub&gt;2010&lt;/sub&gt; = -30 (valutata a fine anno). Durante il 2011 risparmi 20 e investi 15, quindi CA&lt;sub&gt;2011&lt;/sub&gt; = 20 – 15 = 5. A fine anno la tua PNE migliora: sarà PNE&lt;sub&gt;2011&lt;/sub&gt;= -30+5=-25. Passi da un debito estero di 30 (cioè da una PNE di -30) a un debito estero di 25 (cioè a una PNE di 25), e hai meno debiti con l’estero perché hai risparmiato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La formula più importante, quindi, diventa:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = PNE – PNE&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il saldo delle partite correnti coincide con la differenza fra risparmio e investimento, cioè con la variazione della posizione netta con l’estero. Se è positiva, il nostro debito netto si riduce o il nostro credito netto aumenta. Se è negativa, il contrario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’equazione più importante. Dobbiamo ancora affinarla, ma intanto cominciamo a usarla per guardare un po’ di dati. Ora abbiamo uno schema che ci consente di uscire dal livello amatoriale dei talk show. E vedrete che a livello professionale ci si diverte molto di più. Mi scuso per la fatica. Comincia il divertimento (si fa per dire).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Cosa è successo in Grecia: il dato aggregato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Allora: l’accreditamento/indebitamento estero CA è dato dalla differenza fra risparmi e investimenti. Quindi diciamo che ci si indebita con l’estero se si risparmia troppo poco (cioè se si consuma troppo) o se si effettuano troppe spese per investimenti (si comprano troppi macchinari, si costruiscono troppi capannoni). In Grecia cos’è successo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_01.JPG" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Fig. 1 riporta i dati su risparmi (in rosso), investimenti (in blu) e saldo delle partite correnti (in verde) riferiti alla Grecia. La fonte è il database del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;World Economic Outlook&lt;/i&gt; del Fondo Monetario Internazionale (&lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2011/02/weodata/index.aspx" target="_blank"&gt;edizione di settembre 2011&lt;/a&gt;). In questa edizione i dati riferiti a 2011 e 2012 sono stimati, quelli riferiti al 2010 sono provvisori (giusto per farvi notare che la gente spesso parla di dati che ancora non sono consolidati, ma ovviamente non ve lo dice. La prossima edizione uscirà a aprile e sarà interessante confrontarla con la precedente. Potrete farlo voi, perché io vi spiego dove sono i dati e come si usano. &lt;strong&gt;Rifuggo cioè dal modo di argomentare squadrista di chi dice “le cose stanno così perché lo dico io che sono bravo”. Del resto, questo blog non riflette né il mio pensiero né i miei interessi, ma solo i pensieri di persone più interessate all’economia di me. Goofynomics, diffidate delle imitazioni).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cominciando dalle partite correnti, si vede bene che nel periodo considerato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;la Grecia ha sempre chiesto soldi all’estero&lt;/b&gt; (nel 1994 solo per lo 0.1% del Pil). Questo significa che gli investimenti (in blu) sono sempre stati superiori ai risparmi nazionali disponibili per finanziarli (in rosso), per cui la Grecia si è sempre indebitata con l’estero. Attenzione: la Grecia, non lo Stato greco (cioè il settore pubblico greco). La Grecia nel suo complesso, “er sistema paese”, come dicono i “ggiornalisti”. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Chi&lt;/i&gt;, in Grecia, si sia indebitato verso l’estero, se i governi corrotti o i cittadini cicale, i dati non ce lo dicono ancora. Restate in ascolto, poi ve lo dico... Ma sappiate fin da ora che questa informazione è sempre interessante, ma quasi mai determinante. Sì, avete capito bene: nella genesi di un default chi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dà&lt;/i&gt; i soldi (risparmiatori nazionali o esteri) è più importante di chi li &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;prende&lt;/i&gt; (settore pubblico o privato). E questa non è l’opinione di un blogger stralunato e antagonista, ma il risultato di un importante studio scientifico, che vedremo fra breve.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Intanto osservate un paio di cose.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;L’indebitamento estero netto scende con due bruschi scalini, molto evidenti. Il primo è fra il 1998 e il 2000, quando passa da -3 a -8 punti di Pil, con una diminuzione di 5 punti. Il problema, in quel caso, sembra essere più con gli investimenti, che salgono di 3 punti, che con i risparmi, che scendono di 2. Ma lo scivolone più grosso è fra il 2005 e il 2007. In due anni l’indebitamento estero raddoppia rispetto al Pil, passando da -7 a -14, e questa volta la colpa è decisamente di un calo dei risparmi, che scendono di 5 punti, mentre gli investimenti salgono solo di due.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Due considerazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Un indebitamento estero fra il -7% e il -8% del Pil, come quello greco nel periodo dal 2000 al 2005, è qualcosa di enorme.&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2005/wp0542.pdf" target="_blank"&gt; Manasse e Roubini (2005),&lt;/a&gt; analizzando 54 crisi debitorie (default pubblici) in 47 paesi dal 1970 al 2002, arrivano a molte interessanti conclusioni. Ve ne segnalo due che per voi &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;non&lt;/b&gt; saranno sorprendenti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;la variabile più importante per prevedere il manifestarsi di una crisi del &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;debito pubblico&lt;/b&gt; è il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;debito estero totale (pubblico e privato); &lt;/b&gt;vedete la prima riga della loro Table 6;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l1 level1 lfo2; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il livello di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;indebitamento estero&lt;/b&gt; (saldo delle partite correnti, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;current account balance&lt;/i&gt;) sperimentato nell’anno precedente a quello di esplosione della crisi è in media del -4%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Capito? L'indebitamento estero diventa pericoloso quando raggiunge poco più della metà di quello che si stava sperimentando in Grecia al tempo in cui questo studio è stato pubblicato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiaro? No? Ve lo chiarisco io, allora: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;che la Grecia sarebbe andata in crisi era chiaramente iscritto nei dati fin dal 2000,&lt;/b&gt; &lt;strong&gt;e diciamo che a partire dal 2005 non c’erano scuse per ignorarlo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo tanto per tornare sul solito concetto: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;screening&lt;/i&gt; dei prestiti deve farlo il creditore.&lt;/b&gt; Vedete, è esattamente come dice un mio collega simpatico di Pescara ai suoi studenti prima dello scritto: “voi avete il diritto di provare a fregarmi, e io ho il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;dovere&lt;/b&gt; di non farmi fregare”. Bene. Il minimo che si possa dire è che nel caso della Grecia i creditori questo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;dovere&lt;/b&gt; non lo hanno esercitato o non lo hanno saputo esercitare. E questo lo si vede molto bene, perché fra 2005 e 2007 l’indebitamento praticamente raddoppia, passando a un incredibile 15% del Pil, senza che nessuno mostrasse particolare allarme (o almeno io non me lo ricordo). &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma perché i tedeschi, che sono così efficienti, produttivi, solerti, che si comportano bene alle riunioni aziendali, che non si mettono le dita nel naso alle assemblee degli azionisti, che hanno uffici studi dove si studia, che hanno analisti che analizzano, che investono tanto in ricerca, prestavano &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;di più&lt;/i&gt; a chi già si stava indebitando &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;troppo&lt;/i&gt;? Va bene, questa domanda è stupida, la cancello. Direi che adesso dovremmo averlo capito, no? Facciamone un’altra: perché i greci si stavano indebitando troppo?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Poco risparmio o troppo investimento?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Abbiamo visto che il primo scollamento fra risparmi e investimenti in Grecia sembra determinato da una lieve impennata degli investimenti, e il secondo da uno scivolone del risparmio. Un modo per analizzare la situazione è confrontare la dinamica degli investimenti e dei risparmi greci con quella di altri paesi europei. Non è detto che fare quello che fanno gli altri sia sempre una strategia ottimale. Spesso è esattamente il contrario, e ognuno di voi potrebbe farmi mille esempi. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma siccome la grande saggezza dei nostri illuminati governanti (qui, in Francia, in Grecia, in Spagna, ecc.) si riconduce al dirci che dovremmo fare come i tedeschi, per ossequio e spirito patriottico mi conformo a questo modo di “ragionare”.&lt;/b&gt; Analizzo quindi risparmi e investimenti greci prendendo per semplicità due soli termini di riferimento: i primi della classe (quelli che dovremmo imitare secondo i nostri governanti), e la media dell’eurozona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="350" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_02.JPG" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo dagli investimenti (Fig. 2). Diciamo che fino al 2008, anno in cui le cose si mettono male per tutti (ma per la Grecia senza rimedio), non si notano differenze, se non fisiologiche. Diciamo che una volta entrata nell’euro, la Grecia ha innalzato il livello dei propri investimenti (spezzata blu), e questo, se volete, è fisiologico: &lt;strong&gt;è cioè fisiologico che un paese relativamente arretrato, nel momento in cui accede a un mercato finanziario integrato come quello europeo, possa finanziare (con prestiti esteri) il proprio sviluppo e quindi permettersi un livello di investimenti più sostenuto. In teoria. &lt;/strong&gt;Fisiologico anche che un paese più avanzato (la Germania, spezzata rossa) abbia meno bisogno di incrementare la propria dotazione di capitale e quindi abbia investimenti sotto la media. Ma perché quel salto verso il basso di 4 punti fra 1999 (che coincidenza!) e 2002? Certo che i tedeschi sono proprio bravi. Perché su, confessiamolo: noi siamo maligni e invidiosi! Non è vero che la loro competitività si basa su una scelta di politica sociale suicida, che di fatto esclude dal mercato del lavoro una massa di sussidiati che costituiscono disoccupazione nascosta, come in Europa tutti vedono (a partire dall’ILO). No, no! Loro sono più produttivi. E il miracolo, come mostra la Fig. 2, è che essi sono riusciti a diventare più produttivi... investendo di meno! Ma...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_03.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="350" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_03.JPG" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Parliamo del risparmio. La situazione è descritta in Fig. 3, ed è molto, ma molto, ma molto diversa da quella dell’investimento, sia per le dimensioni che per il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;timing&lt;/i&gt; del fenomeno. Intanto, qui la Grecia si scolla notevolmente dalla media europea, soprattutto a partire dal 2004. I suoi risparmi, che prima avevano oscillato fra il 15% e il 18% del Pil, precipitano. Ovviamente, quelli della Germania schizzano verso l’alto. L’anno è quello delle riforme Hartz. Fra 2004 e 2007 il risparmio greco scende di 10 punti di Pil. Dall’altra parte qualcuno è lieto di prestare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora: cosa significa che i risparmi sono calati? Semplice: dato che i risparmi sono reddito meno consumi, se i risparmi calano vuol dire che o il reddito cresce di meno, o i consumi crescono di più (o entrambe le cose). Ma la Grecia cresceva! Quindi lo scivolone dei risparmi è stato determinato da una accelerazione dei consumi (ancora non sappiamo se privati o pubblici).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Putting things together&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Vi ho mostrato che il saldo delle partite correnti è la differenza fra risparmi nazionali a investimenti nazionali: CA = S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I. Un dato contabile incontrovertibile, che ci permette di analizzare l’indebitamento estero di un paese in termini molto intuitivi come differenza fra quanto risparmia e quanto spende in beni capitali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma vi avevo anche detto che il saldo delle partite correnti coincide con la somma algebrica di saldo commerciale e redditi netti dall’estero: CA = X – M + RNE. Anche questo è un dato contabile incontrovertibile, una pura e semplice definizione da manuale, che nessun professionista si sognerà mai di contestare. Come del resto nessuno contesterebbe la precedente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ne deriva quindi che il saldo delle partite correnti può essere visto in due modi complementari:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;CA =&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = X – M + RNE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E qui qualcuno si perde, o fa finta di perdersi, e chiede: cosa c’entra il saldo commerciale (X-M) con il risparmio, e quindi con l’indebitamento di un paese? Se la crisi è del debito, cosa c’entrano le esportazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Eppure non è difficile capirlo, e nel caso della Grecia direi meno che in altri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vi faccio un esempio. Supponiamo che i consumi aumentino. Non necessariamente quelli privati, attenzione! Pensiamo, ad esempio, ad un aumento di consumi pubblici. La Grecia compra 3000 fucili per il suo esercito. Sono consumi intermedi dalla pubblica amministrazione, rientrano in C, il risparmio diminuisce (perché C è aumentato), e quindi CA &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ceteris paribus&lt;/i&gt; diminuisce. Ma la Grecia i fucili li produce? No! Li compra in Germania! Quindi anche M è aumentato, e quindi CA diminuisce. &lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; esattissimamente lo stesso fenomeno, visto in due ottiche diverse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vi faccio un altro esempio. Un turista va in vacanza in Grecia. In bilancia dei pagamenti figura come una esportazione di servizi di turismo (turismo attivo): X aumenta, quindi CA migliora. Ma, scusate, i soldi del turista sono reddito per i greci, no? Quindi Y&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; aumenta, e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ceteris paribus&lt;/i&gt; aumenta S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt;, il che spiega (in un’altra ottica) perché CA aumenta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Possiamo fare mille esempi: sicuramente qualcuno mi chiederà ulteriori spiegazioni, e io gliele darò, ma &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il principio è estremamente semplice: le esportazioni (in generale) producono reddito nel paese, quindi aggiungono al risparmio, e fanno migliorare CA. Le importazioni (in generale) corrispondono a consumi del paese, o a investimenti, quindi o sottraggono risparmio, o aggiungono investimento, ma comunque fanno peggiorare CA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Dato che CA (l’accreditamento/indebitamento netto) in massima parte è spiegato dal saldo commerciale, questo spiega cosa c’entra il commercio con i debiti esteri: un paese si indebita con l’estero quando consuma o investe troppo, cioè quando importa troppo, ma anche quando esporta poco, cioè guadagna poco. Ma è veramente così difficile? Ma non è quello che, con le ovvie e dovute differenze, accade in ogni famiglia? Ma potete veramente credere voi che sia in buona fede chi non lo capisce? Ripeto: io ho fiducia nell’uomo. Quindi preferisco ritenere che sia in cattiva fede piuttosto che (così tanto) ottuso. Ma, come dire: non poniamo limiti alla Divina Provvidenza...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Chiarito questo punto, andiamo a vedere l’indebitamento netto della Grecia nell’ottica della bilancia di pagamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cosa è successo in Grecia (2): saldo commerciale e saldo redditi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_04.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Hel_04.JPG" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Fig. 1 fa vedere CA come S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I. La Fig. 4 lo fa vedere come X – M + RNE. CA è sempre in verde, ed ha ovviamente sempre lo stesso profilo. &lt;strong&gt;In Fig. 4 il dato allarmante, per l’occhio esperto, è l’andamento dei RNE, cioè, in buona sostanza, del servizio del debito estero.&lt;/strong&gt; Questo parte già male, intorno a -2 punti di Pil. Non è poco, considerando che si tratta di interessi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;netti&lt;/i&gt; sul debito (quelli che entrano meno quelli che escono). Il fatto è che nel 1991 la Grecia aveva un debito estero piuttosto cospicuo, intorno al 20% del Pil (poco meno del nostro attuale), e ovviamente i tassi di interesse erano quelli dei primi anni ’90.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel processo di avvicinamento all’euro, fino al 1999, il carico di interessi si riduce, per effetto della riduzione dei tassi. Poi, a partire dal 1999 e fino al 2008, l’onere del debito aumenta con una progressione sinistramente regolare. Ma come, direte voi, e “er dividenno der l’euro”? Il fatto che i tassi di interesse si sono abbassati? Non ha procurato sollievo alla Grecia? Mica tanto. Il motivo lo vedete sempre in Fig. 4 (ma anche in Fig. 1): fra 1998 e 2000 l’indebitamento estero (CA) aumenta di 5 punti (da -3 a -8). Quindi è vero che i tassi di interesse sono calati... ma... paga più interessi chi ha un debito di 10 al 10% o chi ha un debito di 200 al 5%? Così è la vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, considerate ad esempio il periodo prima dell’ultimo scivolone. Dal 2000 al 2004 il saldo delle partite correnti migliora (CA aumenta) di 2 punti. Ma le esportazioni nette sono migliorate (X-M è aumentato) del doppio: 4 punti! Certo: solo che metà di questo miglioramento è mangiato dai redditi netti: il carico di interessi aumenta di 2 punti (RNE diminuisce di due punti).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;In altre parole, già nel 2004 si poteva vedere abbastanza chiaramente come la Grecia fosse avvitata nella spirale del debito estero: metà del miglioramento conseguito sui conti esteri veniva erosa dal pagamento di interessi all’estero. Un effetto dell’accelerazione che l’indebitamento aveva subito all’inizio del decennio: più debiti, più interessi. Un indebitamento, ricordiamolo, in teoria virtuoso, fisiologico, perché dovuto più a un aumento degli investimenti che a una diminuzione del risparmio (Fig. 1).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Conclusioni&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Direi che possiamo cercare di tenere a mente alcune cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il saldo delle partite correnti è la variabile più importante per controllare lo stato di salute finanziaria di un paese;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;le sue tre definizioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;CA =&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;S&lt;sup&gt;N&lt;/sup&gt; – I = X – M + RNE = PNE – PNE&lt;sub&gt;-1&lt;/sub&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; text-indent: 0cm;"&gt;ci consentono di analizzarlo sotto tre diversi aspetti: come scostamento fra offerta e domanda di fondi sui mercati finanziari nazionali, come scostamento fra offerta e domanda di beni sui mercati internazionali, come variazione della posizione netta sull’estero di un paese. I legami fra queste definizioni sono stati chiariti nel testo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;nel caso della Grecia la situazione si è deteriorata in due passi successivi: il primo fra 1998 e 2000, quando un aumento degli investimenti (Fig. 1) ha innescato la spirale del debito estero, ponendo RNE su un trend negativo (Fig. 4); il secondo fra 2004 e 2007, grazie a uno scivolone del risparmio (Fig. 3).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l0 level1 lfo3; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;4)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;che la situazione greca fosse insostenibile era chiaramente iscritto nei dati fin dal 2000, dato il livello eccezionalmente elevato di indebitamento estero, pari a circa il doppio di quello che la letteratura scientifica internazionale indica come premonitore immediato (l’anno precedente!) di una crisi debitoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Questo credo chiarisca intanto come la crisi debitoria greca dovrebbe essere un problema dei creditori quanto e più che dei greci, perché in tutta evidenza i creditori non hanno esercitato alcuna diligenza nel valutare il merito di credito del paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Rimangono alcune domande:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo4; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;chi si è indebitato con l’estero? I cittadini cicale o lo Stato corrotto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo4; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;perché lo ha fatto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin: 0cm 0cm 0pt 53.45pt; mso-add-space: auto; mso-list: l2 level1 lfo4; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font: 7pt/normal &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e perché i mercati, che dovrebbero, secondo la visione omodossa e panglossiana, fungere da “istituzione complementare” che surroga lo Stato nel compito di indirizzare correttamente i flussi di risparmio, glielo hanno lasciato fare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 150%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-fareast-theme-font: minor-latin;"&gt;Sono tre belle domande, con tre brutte risposte. Per le quali vi invito a restare in contatto. Ma intanto imparate l'arte e mettetela da parte. Se vi andate a vedere i dati dell'Italia...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="comment-content" id="bc_0_22MC"&gt;P.S. del 17/2/2012, ore 11:44: un fulmine di guerra, che  ovviamente non vuole essere nominato e non nomino, mi ha fatto questo commento:  laddove io dico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il fatto è che nel 1991 la Grecia aveva un debito  estero piuttosto cospicuo, intorno al 20% del Pil (poco meno del nostro  attuale)"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in effetti avrei dovuto dire "intorno al 100% del Pil" (secondo  lui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ho messo due giorni a capire cosa cavolo volesse!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capito  l'errore? Poverino, non è colpa sua. Se lui dice debito, subito gli urlano  PUBBLICO: debito PUBBLICO, debitPUBBLICO, dePUBBLICO, dPUBBLICO, PUBBLICO,  PUBBLICO, PUBBLICO (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=KuF0kWOWT_Q" target="_blank"&gt;immaginate il bravograzie di Petrolini&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che  lui possa pensare, gli sparano subito in vena il concetto che il debito, tutto  il debito, è sempre e comunque e solo pubblico, perché il debito è male e lo  Stato è male e quindi se il debito è male e lo stato è male allora il debito è  pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corea del Nord, in confronto, è la scuola di Atene di  Raffaello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma amico caro! Io sto parlando di debito estero, cioè del  debito che un residente (lo Stato, ma anche e SOPRATTUTTO&amp;nbsp;un privato) contrae con  un non residente. E questo in Grecia nel 1991 era al 20% (vai, caro, &lt;a href="http://www.philiplane.org/EWN.html" target="_blank"&gt;accomodati a vedere il database EWN&lt;/a&gt;), e oggi da noi un po' di più: ma non il 100%: quello succede in Grecia, Spagna e Portogallo. Noi siamo diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non è vero, il nostro debito è  oltre il 100% del Pil!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo: il nostro &lt;b&gt;debito pubblico lordo&lt;/b&gt;, tesoro  caro, che è detenuto, guarda caso, per due terzi da italiani, ancora, se Dio  vuole. Ma io sto parlando (e nel post non te lo ho nascosto) del &lt;b&gt;debito  estero netto&lt;/b&gt;, che secondo me, e secondo Roubini, è più pericoloso. E questo  è al 20% o poco più del Pil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non è vero, il nostro debito è oltre il  100% del Pil!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbe', allora sei piddino. Pe' malati c'è la  china...&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-6651039318288515670?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/6651039318288515670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html#comment-form' title='58 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6651039318288515670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/6651039318288515670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine.html' title='Premiata armeria Hellas: saldi di fine stagione (1° parte)'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>58</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-7552619167328145430</id><published>2012-02-16T10:30:00.005+01:00</published><updated>2012-02-19T18:18:20.538+01:00</updated><title type='text'>Ezio Auditore valuta la ricerca italiana</title><content type='html'>Per farvi capire da dove arriverà Ezio Auditore, &lt;a href="http://www.roars.it/online/?p=4391" target="_blank"&gt;vi esorto a leggere questo articolo&lt;/a&gt; che spiega come verrà "valutata" la ricerca italiana e chi la fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sintesi è che siamo ancora una volta in mano a dilettanti dotati di una astratta e nobile visione, esattamente come nel caso dell'euro, e che, esattamente come nel caso dell'euro (e in generale in tutti i casi di provvedimenti presi in nome di una visione astratta e senza fondamento razionale, che poi è sempre la stessa visione razzista secondo la quale gli italiani sono peggiori degli altri), questo provvedimento non nasce zoppo per caso, ma perché deve avere vincitori e vinti, cioè perché deve servire a regolare dei conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;En tout bien tout honneur&lt;/em&gt;, naturalmente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mica vorrai confrontare i &lt;em&gt;Brookings Paper on Economic Activity&lt;/em&gt;, dove Blanchard&amp;nbsp;e Giavazzi (&lt;em&gt;Domine non sum dignus, Domine non sum dignus, Domine non sum dignus&lt;/em&gt;) sostenevano che il deficit estero della Grecia era sostenibile, con gli umili &lt;em&gt;Studi Economici&lt;/em&gt; dove Emiliano Brancaccio sosteneva il contrario? Una rivista italiana, bleah! Robaccia per definizione (pensano loro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, già capite come andrà a finire...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché poi, di base, il problema è che qui manca &lt;em&gt;accountability&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Se crolla un ponte forse l'ingegnere ci va di mezzo. Ma nessun economista è mai andato di mezzo per il crollo di un paese. &lt;/strong&gt;Perfino Stanley Fischer, che dal Fondo Monetario Internazionale&amp;nbsp;ha distrutto l'Argentina, trascorre una serena vecchiaia come governatore della Banca centrale israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Ineffabile il commento tratto dall'autobiografia riportata da Wikipedia: "In June 2011, Fischer applied for the post of IMF managing director to replace &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Dominique Strauss-Kahn&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, but was barred as the IMF stipulates that a new managing director must be no older than 65, and he was 67 at the time.&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;There is some discussion that his nationality may have influenced this decision". L'antisemitismo mi preoccupa molto, lo considero un pericolo reale, oggi, in Europa, ma qui credo che il problema sia un altro...&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ecco:&amp;nbsp;&lt;em&gt;evaluation&lt;/em&gt; senza &lt;em&gt;accountability&lt;/em&gt; non mi sembra una buona idea. Cominciamo a valutare le riviste per le cazzate che ci sono state scritte, e vedrete come cambia la musica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa è destinata a rimanere una &lt;em&gt;modest proposal...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;N.d.r.: per chi non ha figli o li educa meglio di me: Ezio Auditore è il personaggio di Assassin's Creed (il credo dell'assassino: credo in unum eurum).&amp;nbsp;&amp;nbsp;Un sicario che gira per l'Italia del Medio Evo a regolare alcuni conticini in sospeso. Sarebbe il precursore del drone della Bce che mi sta cercando (complottismo!). Ma si sa, dal letame può nascere un fiore: grazie a Ezio Auditore son riuscito a portare mio figlio in Toscana...&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-7552619167328145430?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/7552619167328145430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ezio-auditore-valuta-la-ricerca.html#comment-form' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/7552619167328145430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/7552619167328145430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/ezio-auditore-valuta-la-ricerca.html' title='Ezio Auditore valuta la ricerca italiana'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-2436401275269740040</id><published>2012-02-15T08:31:00.000+01:00</published><updated>2012-02-15T08:31:11.273+01:00</updated><title type='text'>Come uscire dall'euro</title><content type='html'>Carissimi, mi ero ripromesso di tradurre per voi il noto articolo di "Le Monde", qui più e più volte segnalato (&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/01/la-bilancia-dei-pagamenti-questa.html" target="_blank"&gt;a partire dall'11 gennaio&lt;/a&gt;), su &lt;strong&gt;come&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;uscire dall'euro&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; Tra l'altro, so di dover ringraziare un lettore (ma non ricordo chi) per avermelo segnalato. Farei una fatica bestia per trovarti: se ci sei batti un colpo o comunque prenditi il mio grazie anonimo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo il&amp;nbsp;link originale a "Le Monde"&amp;nbsp;era stato disattivato, e allora&amp;nbsp;ho citato nuovamente l'articolo in &lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html" target="_blank"&gt;Eurodelitto ed eurocastigo&lt;/a&gt;. Questa volta deve aver attirato un po' di più l'attenzione, perché il giorno dopo lo trovo tradotto sul blog &lt;a href="http://www.investireoggi.it/estero/per-una-rimozione-concertata-delleuro/" target="_blank"&gt;Investire oggi &lt;/a&gt;a cura di Carmen Gallus, che ringrazio di cuore&amp;nbsp;per l'attenzione affettuosa verso il mio lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, l'articolo continua a contenere, anche nella traduzione molto efficace, &lt;strong&gt;l'errore blu del quale vi avevo parlato &lt;/strong&gt;(il debito della Francia non è certo dovuto ai &lt;em&gt;deflussi&lt;/em&gt; di investimenti diretti esteri, che sono ovviamente &lt;em&gt;credito&lt;/em&gt; estero della Francia, essendo soldi&amp;nbsp;&lt;em&gt;dati&lt;/em&gt; e non &lt;em&gt;chiesti&lt;/em&gt; all'estero). Tornerò su questo punto, perché ovviamente ci riguarda. Ma questo errore, di cui non è ovviamente responsabile la traduttrice, per quanto sorprendente sia non inficia la sensatezza dell'analisi. Del resto, se è difficile trovare un post-keynesiano che sappia leggere la bilancia dei pagamenti, è quasi impossibile trovare un neoclassico che sappia farlo. L'ignoranza, insomma, è sempre graziosamente &lt;em&gt;bipartisan&lt;/em&gt;. La Natura, ahimè, è pur sempre matrigna (se pure, devo ammetterlo, in proporzioni variabili nei due schieramenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invito pertanto chi si fosse perso l'articolo per problemi linguistici (ma si sa, in Europa siamo tutti fratelli, una faccia, una razza, una lingua, una banca... no, scusate: solo una banca!) a recuperare leggendoselo su &lt;a href="http://www.investireoggi.it/estero/per-una-rimozione-concertata-delleuro/" target="_blank"&gt;Investire oggi&lt;/a&gt;, che ringrazio sinceramente per avermi tolto un lavoro dalle spalle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Solo una rete di conoscenza potrà attutire l'inevitabile caduta.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-2436401275269740040?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/2436401275269740040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/come-uscire-dalleuro.html#comment-form' title='56 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2436401275269740040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/2436401275269740040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/come-uscire-dalleuro.html' title='Come uscire dall&apos;euro'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>56</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-3637008980296372603</id><published>2012-02-12T17:52:00.001+01:00</published><updated>2012-02-12T20:20:52.065+01:00</updated><title type='text'>Eurodelitto ed eurocastigo</title><content type='html'>(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Avviso al lettore: in questo post si alluderà a situazioni sconvenienti e si farà esteso impiego del turpiloquio, in particolare di quello di tradizione labronica, per il quale si rinvia al fondamentale testo di Giorgio Marchetti (1996) &lt;/i&gt;Il Borzacchini universale – Dizionario ragionato di lingua volgare, anzi volgarissima d’uso del popolo alla fine del secondo millennio&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;, Firenze: Ponte alle Grazie&lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;. Se ne sconsiglia pertanto la lettura alle anime belle piddine sprovviste di cilicio e/o non accompagnate dal proprio padre spirituale.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ricevo da un affezionato ed acuto lettore questo commento:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;prof! hai ragione, ma adesso, politicamente ed economicamente... che dobbiamo fare? per la serie: domanda da un milione di dollari! saluti aleC&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La domanda è da un milione di dollari, ma la risposta puoi averla per €11,48 su IBS (poi ti do il link), o anche gratis qui. La articolo in due racconti: quello di una storia capitata a me, e quello di una storia capitata a un giovane di sinistra portatore di un’astratta e nobile visione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comincio da me.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Scene della vita di provincia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Qualche mese fa venni invitato da un partito della sinistra di centrosinistra a intervenire in un ciclo di conferenze che si teneva in una cittadina del Nord, al quale avrebbero partecipato economisti molto più prestigiosi di me. Lusingatissimo accettai e feci la mia solita sparata che conoscete (l’archetipo è &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=XKFs6P_RyGo" target="_blank"&gt;in questo filmato&lt;/a&gt;, per i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;latecomers&lt;/i&gt;). Siccome è chiaro (non a tutti, diciamo a quelli un po’ &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;above average&lt;/i&gt;) che accetto il dialogo, tutti interloquivano, e io cercavo di soddisfarli. E gli interventi erano di varia natura: ne riporto tre in ordine crescente di originalità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;“Ma la sua posizione non è leghista?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E io pensavo (in livornese): “Ecco, te si cche ttu lo sai dove dorme ‘r porpo! Se Prodi ti dicesse che la forza di gravità non esiste e Maroni ti dicesse il contrario, tu subito spiccheresti il volo dalla finestra, e non sarebbe questa gran perdita, onestamente...”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;“Ma se ci presentiamo così ai nostri elettori facciamo la fine di Bertinotti!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E io pensavo (sempre in livornese): “Ber mi ghiòzzo di bùa! Che ben triste e tristo spettacolo quello di questa giovinezza che preferisce perdere difendendo l’idea sbagliata anziché quella giusta, sapendo per di più che sta difendendo un’idea sbagliata... Chi è stato il corruttore di questa giovinezza? Il voto “utile”. Una volta, a ben altri corruttori, si faceva bere la cicuta.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;“Ma bisogna pur ricordare che la moneta unica in teoria presentava dei vantaggi e che c’erano delle motivazioni ideali e non solo riferite al progetto di integrazione europea, perché il commercio, la crescita, ecc. ecc.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E io pensavo: “Questo è parlare! Forse era meglio quando i comunisti leggevano il Capitale anziché il Dornbusch-Fischer... E sì che Dornbusch, tra l’altro, ai suoi colleghi diceva cose ben diverse da quelle che diceva ai suoi studenti! Però questo almeno è preparato. All’università mi toccherebbe promuoverlo, con una certa ripugnanza. Dura lex, sed lex. Qui è meglio se lo cauterizzo.” E lo cauterizzai, col dovuto garbo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Poi si va a pranzo, e siccome il mondo è piccolo, chi ti incontro dopo al bar: il cauterizzato! Amici come prima, ovviamente. Del resto, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;qui bene amat bene castigat&lt;/i&gt;, e il medico pietoso ecc. Quindi nell’ambito di un sereno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fair play&lt;/i&gt; si scambiano due chiacchiere all’insegna del “ma tu ti rendevi conto che stavi sparando una raffica di cazzate?” (pacatamente, giuro!). Risposta (sorprendente): “Sì, ma son dovuto intervenire perché anche se sono d’accordo con te secondo me i nostri non sono ancora pronti per questo discorso”. Ah! Ma veramente erano venuti a dirmi grazie, erano venuti a dirmi che loro avevano sempre pensato che le cose stessero più o meno come gliele stavo rappresentando, ma che loro, però, si sentivano dire il contrario da tutti: dai giornali, dalle televisioni, dai loro dirigenti. Forte di questa legittimazione, mi permisi di obiettare: “Ma ormai l’evidenza dei dati si impone a tutti, non è possibile non fare i conti con la realtà!”. E l’amico, di rimando: &lt;strong&gt;“Ma la politica non può ridursi al mero calcolo economico, la politica ha bisogno di ideale, di visione: ai nostri elettori dobbiamo vendere un sogno”.&lt;/strong&gt; Be’, certo, pensai: io di politica non me ne intendo, me lo dicono tutti,&amp;nbsp;ma temo (per te) che non se ne intendano nemmeno gli elettori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E non dissi niente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma avrei voluto dire questo, all’amico (caso mai ci legga): “Amico caro, ci sarà una tangenziale in questa cittadina, e ti accadrà di percorrerla, e magari di notte sarà, come talora accade, mal frequentata (ma sempre meglio di certi emicicli). Ecco, la prossima volta che ci passi e fai qualche incontro, tu non accostarti col finestrino abbassato per chiedere “quanto vuoi?”, come farebbe un &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_26/marrazzo_ordinanza_85147fd8-c257-11de-b592-00144f02aabc.shtml" target="_blank"&gt;politico&lt;/a&gt; della sinistra di centro, o magari un suo &lt;a href="http://gossip.excite.it/foto/sircana-le-foto-con-il-trans-P613-0-4.html" target="_blank"&gt;portavoce&lt;/a&gt;. No, no, tu fai una cosa diversa: accosta la macchina, scendi, torna indietro, avvicinati a quella creatura, prosternati a terra e baciale il piede. Questo devi fare. Lei non capirà subito, no, dovrai tornare da lei una seconda volta. Tu forse non capirai mai.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma qualche lettore, ne sono sicuro, ha già capito... e può risparmiarsi il secondo racconto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fogno e vifione nel suicidio della sinistra (non sono errori di battitura, sono errori politici).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;C’era una volta un giovane, or vedi caso, di sinistra, il quale, essendo portatore di una astratta e nobile visione, riteneva di esser libero, per realizzarla, di imporre ad altri dei costi trascurabili e transitori, senza preoccuparsi di richiedere il loro previo consenso. Chissà, il consenso forse sarebbe anche stato dato: è poco probabile, ma come ci ricorda il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;vostro&lt;/b&gt; ex-premier, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=uwOTq2ogy8Q" target="_blank"&gt;nel mondo esiste anche l’irrazionalità, anche il suicidio&lt;/a&gt;. Tuttavia, insomma, nel dubbio, però, meglio non chiederlo, il consenso: via, orsù, si vada, si esegua! La visione, si sa, è come la cacca: quando ti viene, devi farla. A che pro’ indugiare? Questo ci insegna il XIX secolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma in questo suo romantico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;élan vital &lt;/i&gt;il giovine di sinistra, ahimè, non aveva preso in conto la possibilità di danni collaterali. Certo, Lizaveta Ivanovna lì non ci doveva essere, come probabilmente non ci sarebbe dovuto essere il fallimento Lehman, ma c’era, oh, se c’era: con tanto d’occhi sgranati nell’orrore, impietrita: quegli occhi, sai, proprio quegli occhi molto buoni, buonissimi anzi, di persona tranquilla, mite, docile, che acconsente facilmente, acconsente a tutto (difatti, poveretta, era sempre incinta come la madre dei piddini), gli stessi occhi, sai, proprio gli stessi stessissimi occhi di quelle persone che venivano da me a dirmi “ma noi in effetti credevamo di aver capito, pensavamo anche noi che le cose stessero come ci dice lei, ma tutti ci dicevano il contrario...”. E infatti anche loro, poveracci, avevano acconsentito a tutto, come Lizaveta: a votare, loro di sinistra, candidati democristiani, a farsi sfilare di mano una dopo l’altra le conquiste faticosamente raggiunte in decenni di lotte, financo a sentirsi dire che era colpa loro, perché non erano tedeschi...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il giovane di sinistra, portatore di una astratta e nobile visione, ha un problema: ora loro lo guardano, con le labbra storte così, pietosamente, come quelle dei bambini piccoli, quando cominciano ad aver paura di qualcosa e guardano fissi l’oggetto che li impaurisce, preparandosi a urlare. E il giovine di sinistra, in nome della sua astratta e nobile visione, sapendo, o non sapendo, che in questo c’è qualcosa che non va, cala una seconda volta l’accetta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Del resto, il treno della Storia è lì che aspetta. Non perdiamolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma... ma... la storia (con la “s” minuscola) non finisce qui. Oh, no... Anzi: è appena iniziata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché i mercati stanno salendo per le scale. Sono faceti, i mercati, chiacchierano del più e del meno: “ier l’altro, al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Gambrinus&lt;/i&gt;, vi ho vinto tre partite di seguito al biliardo!”. E ora che si fa? Si scappa. Ma non dai mercati, che lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;screening&lt;/i&gt; lo fanno come sappiamo: uno gli dice “qui c’è qualcosa sotto.. voi rimanete qui e io corro sotto a cercare il portinaio”, e quelli invece scendono le scale e ti lasciano andare libero come l’aria. No, dai mercati, all’inizio, non c’è bisogno di scappare. Tutt’altro. Sai, sulla porta dell’Inferno c’è scritto a chiare lettere: “non v’inganni l’ampiezza del prestare”. All’inizio i mercati largheggiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non da loro devi scappare, ma da te stesso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Che sembra facile, perché in effetti basta non inseguirsi per non raggiungersi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma siccome non sei uno squalo bianco, ma un uomo, e per di più di nobile e “sinistro” sentire, non è in tuo potere non inseguirti... E i mercati, dopo un po’, fiutano l’irrazionalità, per la quale hanno meno indulgenza, loro, gretti e meschini, di quanta non ne abbiano i giovani portatori di nobili e astratte visioni. E i mercati, si sa, dopo un po’ perdono il loro umor faceto, cominciano a incalzarti con la non celata, insistente, irritante e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;scortese&lt;/i&gt; causticità di Porfirij. Vogliono sapere a chi hanno dato i soldi. “Ma ecco ditemi: come distinguere questi uomini straordinari da quelli ordinari? Hanno qualche segno speciale dalla nascita? Lo domando in questo senso, che qui ci vorrebbe la maggior precisione possibile, per così dire la maggior differenziazione esterna: scusate la mia naturale preoccupazione di uomo pratico e benpensante, ma non si potrebbe introdurre, per esempio, una foggia di vestire speciale, portare addosso qualcosa, un marchio, o che so io?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Confessatelo, non ve ne eravate mai accorti, vero? Eh già, proprio così, il vecchio Fjodor sta parlando di rating (vecchio... mica tanto: son più vecchio io, ormai!).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Caro Rodion Romanovic (Romano... vic), Porfirj che tu sei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;junk&lt;/i&gt; (in tutti i sensi) lo sa, lo sa benissimo, e tu sai che lui lo sa, e lui sa che tu sai che lui lo sa. E alla fine, guarda, so che sembra paradossale, ma la sua apparente causticità è in realtà una profonda &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pietas&lt;/i&gt;: lui vuole che tu confessi, perché se ti costituisci avrai uno sconto di pena. E lui ti capisce, sa che sei migliore di quello che sembri, sa che quello che hai fatto non ti somiglia. Ma sa anche che ti devi sbrigare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(E questo, AleC, serve a motivarti alle buone letture: vedi, il vecchio Fjodor viene incontro anche alle tue feconde seghe mentali e ti parla del dilemma del prigioniero.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E del resto, che ti devi sbrigare lo sai anche tu. Perché non ce la fai più. E allora vai da Sonja. E ti prosterni davanti a lei. “Non a te mi sono inchinato, ma a tutta la sofferenza umana”. Alla quale, in effetti, un pochino hai contribuito anche tu, con un paio di colpi d’accetta, se pure dati a fin di bene, in nome di un’astratta e nobile visione europeista. Ma Sonja non capisce. E allora le chiedi di leggerti il Vangelo, ma siccome sei un giovine di lettere, sai cosa vuoi sentire: tu vuoi sentire che dopo, DOPO, capisci, DOPO, c’è QUALCOSA. Perché vuoi, appunto, sapere che fare (vedi, ci avviciniamo...). Che fare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Perché non sei, tu, no, non sei un cazzone come Stepan Trofimovic, il padre nobile della sinistra decotta e perbene (il VP o la RR della situazione, insomma), quello che chiede a un’altra giovane fanciulla di aprire il Libro a caso: e Fjodor, beffardo, dove glielo fa aprire? Qui: “Utinam frigidus esses aut calidus!”. Ma tu non sei un tiepido, tu no, e infatti questa è un’altra storia, o un altro lato della stessa Storia. Perché anche nei nostri porci politici sono entrati dei demoni. Ma non divaghiamo. Tu chiedi cosa c’è dopo, e lei te lo dice con una voce fatta sonora come metallo: “‘Lazare, veni foras!’ Prodiit, qui fuerat mortuus”. E allora tu le spieghi: “Poi capirai: dobbiamo quindi andare insieme, per la stessa strada! Andremo!”. Ma lei non capisce, e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;quel pensiero&lt;/i&gt; non le viene in mente. In nessun modo! In nessuno!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Lei non ha capito, ma Razumichin ha già capito, e ha capito perché glielo hai detto tu, e allora è tornato da Dunja. Tu glielo hai detto, anche se lui non te lo ha chiesto, perché non ce la fai più a mentire a te stesso, a tradire te stesso. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La tua astratta e nobile visione che fine ha fatto? Si è sbriciolata contro la realtà, come il cranio di Lizaveta (e prima, non dimentichiamolo, quello di Al&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;ë&lt;/span&gt;na).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma a Sonja lo dici per ultima, e io lo so perché. Non lo fai, come mi racconti al bar, perché la politica non può arrestarsi alla cruda realtà dei fatti, perché la politica deve vendere un sogno (anzi, un Fogno), deve aspirare a una dimensione ideale, a una visione. Amico caro, la tua visione ormai lo sappiamo qual era e qual è forse ancora: “io speriamo che me la cavo”! Una visione di merda (e infatti l’hai già defecata, la tua visione). E, amico caro, diciamocelo: del sogno di Sonja non te ne fotte niente. Sì, magari ti farebbe comodo che continuasse a tenere gli occhi chiusi per un po’, sogno o incubo che sia, e che ti lasciasse vivacchiare nel compromesso (storico?). Ma poi, in fondo, non è nemmeno questo quello che vuoi, perché alla fine sei meglio di così. Tu vuoi che lei sappia. Sei tu che lo vuoi. E se vai da lei per ultima è solo perché hai paura, una paura fottuta, la paura che una vecchia, nota sensazione torni ad agghiacciarti l’anima. Hai paura di vedere nel suo viso quello di Lizaveta, quello della vittima che anche tu sai essere innocente (perché quanto fosse innocente Al&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;ë&lt;/span&gt;na, tu, a questo punto della storia, diciamocelo, ancora non lo hai capito), quel volto, vedi (il vecchio Fjodor te lo ripete), come quello dei bimbi, quando cominciano d’un tratto ad aver paura di qualche cosa, e guardano fissi, con inquietudine, l’oggetto che li spaventa, indietreggiano e, tendendo innanzi la manina, si preparano a piangere. Vedi: lo ripete. Si vede che è importante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;“Che avete fatto, che avete fatto di voi!”. “Come sei strana, Sonja, mi abbracci e mi baci dopo che ti ho detto questo. Non hai coscienza di quello che fai.” “No, no, non c’è ora al mondo uno più infelice di te!” “Allora non mi lascerai, Sonja?” “No, no; mai, in nessun luogo! Ti seguirò, dappertutto ti seguirò!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E qui, come sai, comincia una nuova storia, la storia della graduale rigenerazione del giovine portatore di una nobile e astratta visione, del suo graduale passaggio da un mondo in un altro, dei suoi progressi nella conoscenza di una nuova realtà, finora completamente ignota (Dostojevskij non la cita, ma evidentemente si tratta della teoria delle aree valutarie ottimali). E, come sai, questo potrebbe formare argomento di un nuovo racconto; ma il nostro racconto odierno è finito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La morale delle favole&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;E aggiungiamo due parole di esegesi, laddove tu sia più piddino di quanto non m’è parso finora (cosa che non credo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa fare "politicamente" è molto semplice: dire la verità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La verità non ha costi politici, e anche ne avesse, sarebbero, quelli sì, costi di breve periodo. Non come i costi della menzogna tecnica, che come ciascuno vede sono tutt’altro che transitori: sono persistenti e cumulativi (-2.2% nel 2012, ragazzi).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Certo, un costo per voi politici c’è, ed è lo stesso che deve pagare Rodjon Romanovic: i vostri elettori &lt;strong&gt;dovrete guardarli in faccia&lt;/strong&gt;. E non sarà un bel momento. Poi, certo, se diceste la verità, la “destra” proverebbe a farvi lo sgambetto: “ma come, voi l’avete voluto e ora ci dite che è un errore”! Ma non sopravvalutate questo costo! La gente che è un errore oramai lo sa: lo sa Porfirij, naturalmente, ma lo sa anche Razumichin, ma lo sa anche Sonia, ma lo sa anche Svidrigajlov, lo sanno tutti, tutti, tutti. Ognuno è venuto a saperlo in un modo diverso: chi perché conosce le leggi dell’economia, chi perché ha subito quelle del mercato, chi perché si informa, chi perché si deforma. Ma ormai lo sanno tutti. E infatti,&lt;strong&gt; prudenti e saggi, i nostri governanti, che sanno che la gente oramai sa, la mettono in guardia contro il populismo. Che poi, questo populismo, sarebbe fare quello che una manciata di premi Nobel ritengono sia giusto fare.&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E allora, ora che quasi tutti la sanno, preferite che la verità venga detta da altri? Volete prendervi anche questa responsabilità, portare anche questa vergogna? E sia, accomodatevi, poveri fessi. Io ve l’ho detto ad agosto che &lt;strong&gt;le politiche di destra alla fine avvantaggiano solo la destra&lt;/strong&gt;. Non lo avete capito? Non avete voluto capirlo? Non è chiaro il concetto? Alla fine la gente seguirà chi dice la verità. Questo ci dicono i lettori: che sempre più gente sta realizzando come stanno le cose. Che sempre più spesso la realtà delle cose trapela dalle analisi che i media presentano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Capitelo, capitelo finché siete in tempo: cosa dice Sonja? “Ti seguirò, dappertutto ti seguirò!” Dappertutto significa in Siberia per Rodjon, e per noi significa nella necessaria espiazione di un errore tecnico che ci costerà fra il 20% e il 30% della nostra &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;ricchezza&lt;/b&gt;, ma che, una volta rimosso, farà ripartire i nostri &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;redditi&lt;/b&gt;. Capite la differenza? La ricchezza è uno stock, il reddito è un flusso. E se il reddito scende del 2.2%, come farà nell’anno in corso, tanta ricchezza non si accumulerà comunque. Una svalutazione del 20% l’abbiamo già sperimentata. Quando? La prima volta che abbiamo fissato “credibilmente” il cambio, nei primi anni ‘90. Ne siamo usciti. Una recessione del 2.2%? Sì, certo, anche questo abbiamo avuto, e anche peggio, ma solo da quando abbiamo defecato l’astratta e nobile visione: ormai, dopo quasi quattro anni (non giorni) di recessione l’Italia puzza più di Lazzaro (Domine, iam foetet; quatriduanus enim est!). Ed è ora che qualcuno le dica di uscire dal sepolcro dell’euro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Questo detto a beneficio dei fessi che in questa storia vedono solo i costi, e anche di quelli che vedono solo i benefici. Ci sono entrambi, ma la strada è una sola: quella di cominciare col sostenere i costi. Che saranno minori se la situazione sarà gestita, e gestita subito. E per gestirla occorre creare un consenso. E per creare un consenso occorre dire la verità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;E allora uscite, andate in piazza, porci, gridate, urlate che avete sbagliato, dite la verità, dite che non eravate in buona fede, o, se volete anche fare la figura degli imbecilli (il che, in effetti aggiungerebbe all’espiazione), dite che eravate in buona fede, ma dite la verità: è stato un errore. La nobile e astratta visione era sbagliata, e anche non lo fosse stata non giustificava i costi che ha comportato, e anche non avesse comportato costi, non era ammissibile che venisse imposta senza un consenso democratico. &lt;strong&gt;Quello è stato il primo furto di democrazia: il disinformare (&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://goofynomics.blogspot.com/2012/01/il-manifesto-manifesta.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;come i nostri amici&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;) e il non chiedere il consenso. E da lì in giù è stata tutta una discesa.&lt;/strong&gt; Perché una volta sfondato il primo cranio, senza chiedere “permette?”, poi è chiaro che ne devi sfondare un altro, e un altro, e un altro: la Grecia, il Portogallo, e da noi l’art. 18, e via così. Oppure devi andare da Sonja.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Vacci. Piantala con questa stronzata che poi lei ti lascerà. Lei ti ha già lasciato: vogliamo parlare di astensioni? Se lo farai, e se lo farai ora, prima che Porfirj ti abbia preso per la collottola, allora lei ti seguirà ovunque. Ma se non lo farai, allora è inutile parlare di cosa fare “economicamente”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ah, capisco... Fai parte anche tu di quelle animelle ritrose che non si fidano... Ah, certo... Capisco... Tu sei proprio di quelle persone che io cordialmente detesto, quelle che al ristorante cominciano a chiedere “ma questo come lo fate? ma cosa c’è dentro?”. Certo, perché mai fidarsi di chi propone una cosa giusta, soprattutto se è un premio Nobel, quando ci si è fidati di chi ha proposto quella sbagliata (e scientificamente non era nessuno)? Lo capisco: chi si è scottato ha paura dell’acqua fredda. Solo che... voi non vi siete scottati: voi siete nella pentola dell’acqua bollente. Volete sapere cosa c’è fuori? Semplice: non c’è l’acqua bollente. Non è abbastanza? Volete sapere chi uscirà, quando, come, quanti giorni staremo senza Bancomat, di che colore saranno le nuov e banconote di chi deciderà di uscire, e quale sarà la grammatura della loro carta? Be’ certo, son cose importanti. &lt;strong&gt;Ma questa analisi, l’analisi “tecnica” del che fare, qualcuno l’ha già fatta,&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://contreinfo.info/article.php3?id_article=3179" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt; la trovate su Internet&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;. Ce ne sono tante, sono tutte giuste e sono tutte sbagliate. Perché nessuna può tener conto con sufficiente accuratezza dell'unica variabile indipendente veramente cruciale: quand’è che i politici cominceranno a dire la verità?&lt;/strong&gt; E la verità va detta subito. Quale che sia lo scenario, i ritardi saranno costosi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Io riesco ora a intravedere solo tre scenari: secessione del Nord (forse il più probabile), effetto domino a partire dalla Grecia, “smontaggio” concertato a partire da un’iniziativa francese (estremamente improbabile, perché Hollande è quello che tutti vedono, ma non impossibile perché il deficit estero francese sta andando a picco e lì la gente discute del problema). &lt;strong&gt;Certo non possiamo chiedere al governo Monti di farsi attore di questo processo, i motivi mi sembrano sufficientemente ovvi.&lt;/strong&gt; Il governo Monti è qui dichiaratamente per impedirlo, ed è giusto e legittimo che agisca così se ritiene che questo sia il suo interesse (sì, i governi dovrebbero fare gli interessi dei paesi, lo so...). &lt;strong&gt;Allora cosa facciamo? Diciamo “viva l’euro” fino al giorno dopo il collasso della Grecia? Diciamo “abbiamo avuto ragione” fino al giorno dopo quello in cui sarà innegabile il nostro torto? &lt;/strong&gt;Non attiviamo da ora una discussione equilibrata e onesta sui fatti, solo perché tanto nessuna istanza politica attualmente al potere o in odore di potere se ne farebbe oggi portatrice? E così continuiamo a renderci complici del progetto di disinformazione che ci ha condotto fin qui? Per cosa? Per non essere "marginalizzati"? Per non sembrare "leghisti"? O per non perdere la speranza di un sub-sub-segretariato nel prossimo governo della sinistra di “destra”? &lt;strong&gt;Volete la mancia?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;E poi, scusate, cosa fare “economicamente”, non devo dirvelo io, e forse nemmeno i colleghi che ve lo hanno già detto. Forse vi sfugge che devono dirvelo gli elettori. Ecco, voi cominciate a dirgli come stanno le cose. Male non farà. Non vorrete mica che Sonja segua Berlusconi? Il quale avrebbe su di voi il beneficio di una consolidata esperienza nel settore del meretricio. E allora sì che sarebbero dolori, cari Fognatori (con la F di... sogno).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788806177065/dostoevskij-fedor/delitto-castigo.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Contributi a una critica macroeconomica della letteratura occidentale.&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; Caro Marco Basilisco, in Siberia non ci andrò solo io. Ci andremo tutti. E torneremo migliori. Prima si parte, prima si torna. Dai, AleC, hai capito che non è stata un'ottima idea: avresti&amp;nbsp;fatto meglio a chiedere a Mike Tyson qualche dettaglio sulle abitudini sessuali di&amp;nbsp;sua&amp;nbsp;sorella: almeno sarebbe finita prima! Però siamo ancora&amp;nbsp;amici, perché io so che tu sai (come Rodjon) che io non ce l'ho con te, ma con quelli peggio di te. Praticamente tutti gli altri.&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2821993064219628483-3637008980296372603?l=goofynomics.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://goofynomics.blogspot.com/feeds/3637008980296372603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html#comment-form' title='180 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3637008980296372603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2821993064219628483/posts/default/3637008980296372603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://goofynomics.blogspot.com/2012/02/eurodelitto-ed-eurocastigo.html' title='Eurodelitto ed eurocastigo'/><author><name>Alberto Bagnai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01537817604337970621</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>180</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2821993064219628483.post-6373732625089584798</id><published>2012-02-10T16:20:00.003+01:00</published><updated>2012-02-11T14:17:30.066+01:00</updated><title type='text'>Reichlin vs tutti, ovvero Germany vs Eurozone</title><content type='html'>Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera dell’8 febbraio ci fornisce la sua versione dei malesseri dell’eurozona. Una versione che, come l’autrice orgogliosamente afferma, differisce da quella ormai data per pacifica dagli economisti di qualsiasi sponda dell’oceano e di qualsiasi sponda ideologica, compreso l’europeo e aristocratico Goofy. Questa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;consensus view&lt;/i&gt; ormai la conoscete, e del resto la professoressa la riassume benissimo, prima di criticarla: &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;all’origine della crisi dell’eurozona ci sono gli sbilanci esterni dei paesi periferici a vantaggio della Germania, determinati dalla svalutazione reale della Germania stessa, svalutazione che la moneta unica ha favorito. Una versione, questa, che ha il pregio di riconciliare tanti fatti, come abbiamo più volte visto. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Temo però abbia, dal punto di vista della professoressa, un grossissimo difetto: quello di essere troppo semplice.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel paragrafo 3.3 di “&lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=406" target="_blank"&gt;Crisi finanziaria e governo dell’economia&lt;/a&gt;”,  intitolato “&lt;span style="mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;È&lt;/span&gt; della scienza il fin la maraviglia”, vi ho spiegato che per una certa scienza economica lo scopo del gioco è quello di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;épater le bourgeois&lt;/i&gt;. Sì, proprio quella cosa che Keynes dice così bene nel capitolo 3.3 della &lt;a href="http://www.marxists.org/reference/subject/economics/keynes/general-theory/ch03.htm" target="_blank"&gt;Teoria Generale&lt;/a&gt;  (una simmetria di numerazione non voluta, ma &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;accipio omen&lt;/i&gt;). Keynes dice che raggiungere delle conclusioni &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;contrary to what the ordinary uninstructed person would expect&lt;/i&gt;, aggiunge, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;I suppose&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;intellectual prestige &lt;/i&gt;all’ortodosso di turno. E quell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;I suppose&lt;/i&gt; è così squisitamente britannico: quanto godo ogni volta che lo leggo, e quanto vorrei saper scrivere così!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque: questo è il gioco, essere originali e “controintuitivi”, e a questo gioco la professoressa gioca benissimo... o forse no. Vediamo...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;La sua tesi qual è? La premessa del suo quadro “più complesso” (oh, finalmente, basta con le analisi semplicistiche! Che vi avevo detto? &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;You fucking ordinary uninstructed persons...&lt;/i&gt;) la premessa, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;disais-je&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;è che “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;gli interessi della Germania sono diversi da quelli del resto dell’Europa&lt;/b&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Fischia, che rovesciamento di prospettive!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma perché, scusi, noi cosa stiamo dicendo? Stiamo dicendo, come lei riconosce, che gli interessi tedeschi sono &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;opposti&lt;/i&gt; a quelli del resto d’Europa (fatta eccezione per l’ex “area del marco”, naturalmente). Ora, visto che siamo del mestiere, diciamocelo non con i fiori, ma con l’algebra matriciale: i laici ci perdoneranno. Due vettori che hanno stessa direzione ma verso opposto sono due vettori diversi, no? Altrimenti in questo momento starei volando verso Oslo anziché verso Roma (Dio non voglia! Già a Rouen stavamo a -10). Ora, io (con Krugman, Stiglitz, Santarelli,...) sto dicendo che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;fra Germania e periferia l’angolo è &lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; (stessa direzione, verso opposto). Lei preferisce un altro angolo? Che so, &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;/2? 3&lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;/4? In questo caso specifico mi permetto rispettosamente di dissentire, soprattutto sul &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;/2. L’ortogonalità, nella nostra scienza, è cugina dell’indipendenza. E la Germania non è indipendente da noi, come noi non lo siamo da lei. Lo vedremo meglio più avanti. Mantengo la mia scelta: &lt;span style="font-family: Symbol; mso-ascii-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-char-type: symbol; mso-hansi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;&lt;span style="mso-char-type: symbol; mso-symbol-font-family: Symbol;"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Che poi vuol dire che se giochiamo al tiro alla fune, e da una parte c’è uno grosso, e dall’altra molti piccoli, può anche darsi che non si vada da nessuna parte&lt;/b&gt; (la regola del parallelogramma spiegata ai piccini. Sa, molti miei lettori non sono del mestiere, ma se gli spieghi le cose le capiscono...). Non le sembra un ritratto somigliante? Le faccio capire cosa intendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto vedrà il saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti di Cina, Eurozona e Stati Uniti, in ordine alfabetico. Li rapporto al Pil mondiale per renderli confrontabili (sì, non è un grafico come quello dei soliti cialtroni che rapportano i surplus cinese e americano ai rispettivi Pil nazionali, per far sembrare il surplus cinese più grosso di quello americano, mentre in realtà è&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;solo che il Pil cinese è più piccolo: qui cerchiamo di non barare):&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_00.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="340" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_00.JPG" width="460" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-fareast-language: IT; mso-no-proof: yes;"&gt;&lt;v:shapetype coordsize="21600,21600" filled="f" id="_x0000_t75" o:preferrelative="t" o:spt="75" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:f&gt;&lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path gradientshapeok="t" o:connecttype="rect" o:extrusionok="f"&gt;  &lt;o:lock aspectratio="t" v:ext="edit"&gt; &lt;/o:lock&gt;&lt;/v:path&gt;&lt;/v:stroke&gt;&lt;/v:shapetype&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;Come vede, la Cina va in su (il suo surplus aumenta) e, come ella sa, cresce; gli Stati Uniti vanno in su anche loro, se pure solo dal 2006 (il loro deficit diminuisce), e crescicchiano, l’Eurozona non va da nessuna parte (il suo moderato surplus è stazionario), e come tutti sanno non cresce. E questo è il bel risultato del tiro alla fune del quale le parlavo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, visto che né per me, né per lei, l’angolo fra i vettori Germania e Pigs è nullo, diciamo che fino a qui siamo d’accordo, e anche che fino a qui noi non siamo molto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;épaté&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma l’analisi diventa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;épatante&lt;/i&gt; andando avanti. La professoressa ci dice infatti che gli interessi sono diversi perché non bisogna pensare all’area euro “come a una economia chiusa (cioè circoscritta, n.d.r.) agli scambi intra Unione, ma come un’economia aperta al resto del mondo”. “Il povero e tristo Gaddus ha una sola risposta per queste e altre discorse: "Già."” (Giornale di guerra, 31 luglio 1916). Veramente la figura sopra dice il contrario: il risultato netto del fratricida tiro alla fune è che gli scambi netti dell’eurozona con l’estero sono &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;hélas&lt;/i&gt; quasi nulli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quindi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Quindi “per la Germania solo il 40% delle esportazioni sono verso l’area dell’euro e, dal 1999, il suo surplus commerciale si è accresciuto soprattutto grazie all’export verso i paesi extra Unione: Cina, Paesi del Centro ed Est Europa e Paesi Produttori di Petrolio.” Tutto questo appoggiato da un grafico che mi permetto di riprodurre, dove si vede un surplus verso il resto del mondo maggiore di quello verso l’area euro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_01.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_01.JPG" width="480" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui in effetti io mi stupisco un po’. Ma non in quanto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ordinary uninstructed person&lt;/i&gt;. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quite the opposite&lt;/i&gt;. Perché da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;instructed person&lt;/i&gt; percepisco immediatamente che il grafico è, ahimè, estremamente ingannevole, credo per una scelta terminologica imprecisa.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Perché quello che la didascalia della professoressa indica come “resto del mondo” in realtà è “tutto il mondo”&lt;/b&gt;: il surplus che ha sforato i 200 miliardi di dollari verso il 2006, come sa chiunque si occupi professionalmente di questi temi (ma anche chiunque legga un giornale) è quello complessivo della Germania, cioè quello calcolato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;considerando tutti i partner commerciali&lt;/b&gt;, e non quello riferito a tutti e soli i partner extra eurozona, come la didascalia e il commento sembrerebbero suggerire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Certo, la scelta terminologica è imprecisa, ma proprio tanto imprecisa. Perché in un contesto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;multicountry&lt;/i&gt;, come quello che la professoressa esplicitamente delinea, l’espressione ROW (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;rest of the world&lt;/i&gt;) si applica all’entità geografica residuale, cioè a quello che resta dopo aver tolto le entità menzionate esplicitamente. Questa è la convenzione che adotta chiunque si occupi di economia internazionale applicata, e in particolare chi, come me, costruisce modelli econometrici &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;multicountry&lt;/i&gt; (sì, sapete, ho costruito un modello econometrico del mondo, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=0_wKgVeN6FQ" target="_blank"&gt;è il mio lato chapliniano&lt;/a&gt;, e lo ho anche usato, ad esempio &lt;a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1043951X08000941" target="_blank"&gt;in questo paper&lt;/a&gt;, e, come vedete, me lo hanno anche pubblicato. Incauti!). Ora, siccome la professoressa menziona esplicitamente l’eurozona, il “resto del mondo” è chiaramente il mondo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;meno&lt;/b&gt; l’eurozona, ovvero il mondo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;fuori&lt;/b&gt; dall’eurozona. Chiunque lo penserebbe: gli addetti ai lavori, perché hanno in mente la terminologia corretta; i non addetti, come “bambino difficile”, perché la professoressa ha appena detto che vuole intrattenerli proprio con quello che succede fuori dall’eurozona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma... se così fosse, il surplus &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;complessivo&lt;/b&gt; tedesco andrebbe calcolato ovviamente come &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;somma&lt;/b&gt; di quello verso l’eurozona e di quello verso il “resto del mondo”. Per fissare le idee, nel 2004, guardando il grafico della professoressa, questo surplus, sarebbe stato di 200+100=300 miliardi di dollari, pari all’11% del Pil (però!). Ma &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non&lt;/i&gt; è così: nel 2004 il surplus complessivo della Germania era di 200 miliardi, e siccome quello verso la zona euro era di 100 miliardi, quello verso la zona “non euro” era, a residuo, di 100 miliardi pure lui (per i pignolini: complessivo 194 miliardi, di cui verso euro 102, verso non euro 92). La situazione, insomma, è quella descritta dalla Fig. 1, costruita coi dati della Tab. 1, estratti freschi freschi &lt;a href="http://stats.oecd.org/Index.aspx" target="_blank"&gt;dal sito dell’Ocse&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_02.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_02.JPG" width="360" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_03.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_03.JPG" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Come si vede e si legge, il contributo del resto del mondo al surplus tedesco (cioè del commercio verso la zona “non euro”) è sistematicamente &lt;span style="font-size: large;"&gt;inferiore&lt;/span&gt; a quello della zona euro, se pure di poco.&lt;/b&gt; Corrisponde alla spezzata verde della figura 1, mentre la spezzata rossa corrisponde al surplus verso la zona euro, e quella blu al surplus totale (somma dei primi due). Non è che nella figura della professoressa il contributo extra zona euro non ci sia. C’è, ma per trovarlo non bisogna guardare alla spezzata più alta (che corrisponde al surplus complessivo): bisogna sottrarle quella più bassa. Sempre con riferimento al 2004, a titolo di esempio, l’operazione da fare è 194-102=92. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Credo che Claudio l’abbia fatta a mente, e che per questo abbia trovato “deliziosamente dadaista” l’articolo della professoressa.&lt;/b&gt; Definizione che mi ha procurato un accesso di incontenibile ilarità. Non siete solo bravi: siete pure simpatici. Avercene, di studenti come voi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Sintesi: il surplus più grande della Germania, o, se vogliamo il contributo maggiore al surplus tedesco complessivo, viene dall’eurozona, non dal resto del mondo. E devo dire che fino a qui non c’è nulla di strano o di patologico, perché, come dire, c’è una cosa che gli economisti ci hanno messo un po’ a capire, ma che voi capirete subito: chissà perché, si tende a commerciare di più con i paesi più vicini! Ma che strano! Sarà forse perché i costi di trasporto incidono meno, e magari si è anche più omogenei culturalmente e ci si capisce prima? Esatto! Noi economisti lo chiamiamo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gravity_model_of_trade" target="_blank"&gt;gravity model of trade&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;span style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt; &lt;span lang="EN-US"&gt;Enjoy!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Rilevato questo colossale errore di fatto, rimane una domanda: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;gentile professoressa,&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;lei ha usato, in buona fede, la terminologia errata, o veramente crede che nel 2004 il surplus tedesco fosse di 300 miliardi di euro? &lt;/b&gt;La risposta mi interessa, so che non l’avrò mai, e quindi mi limito a liquidare l’incidente con le parole del barone di Charlus: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;j’ai vu tout de suite que vous n’aviez pas l’habitude!&lt;/i&gt; (Grande &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Taquin le superbe!&lt;/i&gt; E inarrivabile Marcel. La prossima volta che passo da Parigi ti vengo a trovare, vengo a versare una lacrimuccia sul &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/bluebeart/6084907253/" target="_blank"&gt;bel blocco di porfido nero&lt;/a&gt;, così elegante, che ti protegge. Niente a che vedere col mausoleo di Jim Morrison. &lt;strong&gt;Anche se &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=h-9vPIsE7yQ" target="_blank"&gt;This is the end&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; qui ci starebbe bene. E poi mi fa piacere citarla, perché piace tanto al fondatore della Goofynomics, il professor Santarelli,&lt;/strong&gt; che non legge Proust, ma sulla Germania certi errori non li fa.&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;Comunque, come fa Marco Basilisco a preferire Céline? Forse perché, come mi spiega Erick, con Céline per la prima volta entra nella letteratura la voce del popolo... E Marco crede nel popolo... Certo, viste le élite che abbiamo a disposizione – vedi sopra – forse finirò per credere nel popolo anch’io. Scusate, sto divagando: avevo bisogno di una boccata di ossigeno. Voi no? Mi scuso. Andiamo avanti).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comunque, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Madame n’a pas l’habitude&lt;/i&gt;. Io invece purtroppo ce l’ho e quindi vedo che di errore blu la professoressa ne commette subito un altro. La Germania in surplus con la Cina? &lt;strong&gt;La Germania in surplus con la Cina? &lt;span style="font-size: large;"&gt;La Germania in surplus con la Cina?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_04.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="332" src="http://www.unich.it/docenti/bagnai/blog/Deu_04.JPG" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="mso-fareast-language: IT; mso-no-proof: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Il “surplus” della Germania con la Cina lo vedete in Figura 2. Figura della quale adesso vi guiderò, da brava guida turistica, ad apprezzare i numerosi eloquenti dettagli. Dunque:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Su questa parete vedete il surplus della Germania con la Cina, rappresentato dal tratto verde, che è sotto l’asse delle ascisse &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;e quindi è un deficit, come ogni “surplus” negativo&lt;/b&gt;. L’autore – la Germania – ha voluto rappresentare in questo dipinto l’inanità del proprio sforzo di competere con un popolo che vanta un anticipo di tre millenni di civiltà. Questa impotenza è plasticamente rappresentata nella parte destra del dipinto, che sembra mostrare un parziale successo teutonico. La débâcle del saldo, che stava precipitando dal 2003, sembra sperimentare nel 2009 una parziale, tardiva resipiscenza: si torna su! Ma l’autore, lucido, impietoso ed implacabile, ci mostra quanto ingannevole sia questo apparente successo, a suo tempo strombazzato dai Tafazzi di tutto il mondo, e ce lo mostra nella parte superiore del grafico. L’inversione del saldo non è dovuta, oh no!, ad un’accelerazione delle esportazioni tedesche (spezzata blu) nel 2009, magari dovuta a investimenti in ricerca e sviluppo o a riforme del mercato del lavoro (tanto per ricordare i mantra tafazziani che aleggiano in altri blog). No, essa è dovuta a un crollo delle importazioni (spezzata rossa). Il critico Bodoni Tacchi (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;to the happy very few&lt;/i&gt;)&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;ci ricorda che in quell’anno il Pil tedesco crollò del 5%. Non è strano che crollassero le importazioni, conciossiacosaché laddove te ttu meno guadagni, e tte ttu meno hai da spendere e spandere per l’universo mondo. Come non è strano che col ripristino di condizioni quasi normali la Germania abbia ricominciato a scivolare inesorabilmente verso il basso. Un senso di inesorabilità che l’autore riesce a rendere con tre soli tratti di matita, in un’opera geniale quanto profetica, nel suo anticipare lo spettacolo di Angela con la coda fra le gambe alla corte dei mandarini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ne dite? Effettivamente un’opera geniale, che vi esorto a incorniciare e ad appendere sopra il Washington Consensus (per gli amici, WC, che poi sarebbe quella cosa che la trojka applica a noi da quando tutto il “resto del mondo” ha mandato a quell’altro paese il Fondo Monetario Internazionale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sed de hoc satis&lt;/i&gt;. Ora sapete cosa rispondere agli ingenui che vi dicono che la Germania è brava &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;perché&lt;/b&gt; compete vittoriosamente con la Cina. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Vittoriosamente una sega!&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Però qui la colpa non è della professoressa. Io lo so di chi è la colpa. La professoressa va all’Infedele, che è frequentato da uno che questa... lieve imprecisione sulla Cina l’ha detta anche a me. A proposito, ecco, ricordiamocelo: per non essere volgari, ricordiamoci che d’ora in avanti “sesquipedale cazzata” verrà tradotto automaticamente in “lieve imprecisione”.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Comunque sia, nella sua guerra contro tutti, Reichlin perde subito due a zero, con due begli autogol. Non so voi, ma a me i ragionamenti interessano se appoggiati ai dati, a quelli che il Gaddus chiama i “chiari e veri e istruttivi numeri della statistica”. C’est le ton qui fait la musique. E un provino che comincia con due stecche per me finisce subito... “Le faremo sapere, chiamiamo noi. No, no, non si disturbi, chiamiamo noi. Lei ci chiami solo se ha bisogno di un grafico”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Non vorrei però sembrare troppo irriguardoso (certo, un po’ sì, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;et pour cause!&lt;/i&gt;), e soprattutto non vorrei che leggeste nella mia ironia, che non riesco a scrostarmi di dosso, la soddisfazione un po’ petulante e sterile di chi, come certi ex lettori, desidera a tutti i costi avere ragione. &lt;strong&gt;No, no, mille volte no, nessuna soddisfazione, tutt’altro, e per tanti motivi. Perché ad aver ragione così ci vuole poco, e a me piace lottare. Perché è triste osservare come l’insulto alla verità dei dati continui ad essere perpetrato sui maggiori quotidiani nazionali nell’indifferenza di tutti. Perché è desolante vedere che a questo insulto partecipano persone che ho sinceramente stimato per la loro produzione scientifica, produzione che a me, personalmente, è stata utilissima per la mia attività di ricerca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma lasciamo stare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Torniamo a noi, per occuparci seriamente di cose serie che ci riguardano. E in particolare torniamo alla nostra tabella 1, sulla quale ci sono tanti ragionamenti da fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cominciamo dalla&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;penultima ultima riga, che ci fornisce gli scarti fra l’ultimo e il primo valore di ogni colonna soprastante, e che quindi ho indicato come 2010-1999 (cioè: il valore del 2010 meno quello del 1999). Ragioniamo intanto sui saldi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Per quanto riguarda i saldi, quello complessivo era in surplus per 69 miliardi nel 1999 e per 204 nel 2010, con un incremento di 135 miliardi. Di questi 135 miliardi 81 sono dovuti al commercio verso l’area euro (il saldo era 37 nel 1999 e 118 nel 2010) e 54 al commercio verso il vero resto del mondo (con cui il saldo era 33 nel 1999, e 87 nel 2010). Chi ha contribuito di più? Così, a occhio, senza calcolatrice, direi che 81&amp;gt;54, quindi &lt;strong&gt;all’incremento del surplus tedesco ha contribuito di più l’area euro. Che poi è quello che si vede in Figura 1.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Bene. Abbiamo risposto alla domanda “chi?”. &lt;strong&gt;Ora rispondiamo alla domanda “come”? &lt;/strong&gt;E la risposta sarà istruttiva, oh, se lo sarà... Ma perché lo sia appieno, vi racconto prima un breve apologo. Sono sicuro che a voi non sarà utile, ma non sia mai qualche collega mi legge, magari potrebbe esserlo a lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Pierino va al mercato e vende le sue mele per 10 euro. Poi si compra 15 euro di cioccolatini e torna a casa. Ci torna, lo capite bene, con 5 euro di meno. 10-15=-5. Il giorno dopo Pierino va al mercato e vende 20 euro di mele. Caspita! Le sue esportazioni di mele sono raddoppiate! &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quindi&lt;/b&gt; è più ricco. No, collega, no. I quindi non possono essere seminati a spaglio sul foglio di carta dove si sta svolgendo il proprio “ragionamento”. No, non funziona così. Perché vedi, &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;se&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;Pierino il giorno dopo ricomprasse 15 euro di cioccolatini, effettivamente, tornerebbe a casa con 5 euro in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come dice la matrigna di Cenerentola: “Ho detto se!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Insomma: un ragionamento (senza virgolette, questa volta) sul commercio internazionale non può basarsi solo sulle esportazioni di un paese. &lt;/b&gt;Occorre, ahimè, permettere che anche le importazioni valichino il doloroso circolo della nostra appercezione. Faccio io per lei, collega, un si disturbi...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Analizziamo la situazione componente per componente, cominciando dalle esportazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Cribbio! (diceva lui). Ma nel 2010 le esportazioni verso gli altri erano 773 miliardi, e quelle verso l’eurozona solo 498. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quindi&lt;/b&gt; Bagnai è un economista della domenica che sta truccando le carte per sfogare il suo livore antigermanico e infangare l’onore di una stimata nazione e di una stimata collega. Cazzo! Mi hanno beccato! Pierino (anzi, Peterlein) ha venduto solo il 39% delle sue mele all’eurozona (498 è il 39% di 1271), e quindi il 61% lo ha venduto extra-eurozona (773 è il 61% di 1271). Avete ragione voi, ho sbagliato, chiedo scusa e me ne vado... Certo che ho fatto proprio una figura di merda! Quasi quasi chiudo il blog.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ma...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Scusate...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Peterlein al mercato non ha comprato nulla?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ooooooooops... Anzi, oooooooooooooooooooooooops!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco, vediamo cosa ha comprato, Peterlein. Nel 2010 le sue importazioni dall’eurozona erano il 36% del totale (380/1067=0.36), e quelle dal vero resto del mondo, quindi, in bella simmetria, il 64%. Va be’, ma 64%, 61%, &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=i9u1Y2xCKVU" target="_blank"&gt;sembri la caricatura di Bertinotti&lt;/a&gt;,ora non ti arrampicare sugli specchi! Alla fine si vede che la Germania commercia di più fuori eurozona. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Quindi&lt;/b&gt; ha ragione Lucrezia e tu sei un dilettante. E qui ci sta di nuovo bene il Gaddus: “vorrei (Dio lo sa) non aver capito niente io e che avessero capito tutto gli altri, gli eroi e i comandanti, gli eroici morti e i loro condottieri.” Gli eroici morti...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ecco. Qui c’è un’altra cosa che devo spiegarvi. Questa gli economisti non l’hanno ancora capita, ma credo che voi la capirete subito&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’economia omodossa (chi non conosce questo termine è rinviato all'introduzione di&lt;a href="http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=406" target="_blank"&gt; questo lavoro&lt;/a&gt;) pensa che il commercio sia un bene di per sé (liberismo), dove “di per sé” significa “indipendentemente dalla direzione dei flussi”. Quindi, ad esempio, quando vuole valutare l’impatto del commercio sulla crescita di un paese l’omodosso, a partire da &lt;a href="http://ideas.repec.org/a/aea/aecrev/v89y1999i3p379-399.html" target="_blank"&gt;Frankel e Romer (1999)&lt;/a&gt;, considera spesso e volentieri (ma non sempre)&amp;nbsp;il cosiddetto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;grado di apertura (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;openness&lt;/i&gt;), dato da (importazioni+esportazioni)/Pil&lt;/b&gt;. Esempio: nel 2010 le importazioni erano 1271 miliardi di dollari, le esportazioni 1067, la loro somma quindi 2338, e siccome il Pil tedesco era 3286 miliardi di dollari la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;openness&lt;/i&gt; della Germania era di 2338/3286=71%. Di questo 71, in base a quanto ci siamo detti, (773+687)/3286=44% (che è il 62% del 71% complessivo) deriva dal commercio extra-eurozona. Il resto dal commercio verso l’eurozona. Da qui l’ovvia conclusione: se la Germania ha 44 punti di apertura verso l’extra-eurozona, e solo 71-44=27 punti di apertura verso l’eurozona, be’, è evidente: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;quindi&lt;/b&gt; il contributo più forte alla crescita tedesca lo sta dando il resto del mondo (tipo la Cina, vedi Fig. 2). Che poi temo sia il discorso della professoressa Reichlin, a grandi linee. &lt;strong&gt;La Germania commercia di più con gli altri, non con noi, quindi sono gli altri che la stanno tirando su, non noi, quindi lei non ci sta tirando giù.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Ora, voi che siete in grado, fate un piccolissimo sforzo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma non vi sembra “deliziosamente dadaista” (grazie Claudio!) sommare esportazioni e importazioni?&lt;/b&gt; &lt;strong&gt;Perché, scusate, così, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;humblement&lt;/i&gt;, a me sembra che le esportazioni siano soldi che entrano, e le importazioni soldi che escono. &lt;/strong&gt;Pensate un po’ se un contabile di un’azienda sommasse certi costi ai ricavi, magari per far vedere che i profitti sono cresciuti! Come minimo lo arresterebbero, no? Dire “c’è più commercio &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;quindi&lt;/b&gt; c’è più crescita”, senza badare alla direzione del commercio stesso insomma, è una “lieve imprecisione” (ricordatevi la traduzione).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;In effetti il dadaismo aumenta, e forse comincia a sembrare qualcosa di diverso, se pensate che chiunque dica una cosa simile, se è un collega, e quindi se ha insegnato macroeconomia, avrà cominciato il suo corso scrivendo alla lavagna questa cosa qui:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Y 
