sabato 30 giugno 2018

Le infinite


(...towards Pontida...)


Sempre odioso mi fu quel roco “urge”,
E quella fretta, che da tanta parte
Del politico agire ognuno esclude.
Ma vivendo e studiando, interminati
Spazi di là da quello, e sovrumani
Obiettivi, e infinito potere
Io nell’agir constato; ove per poco
Il cor non si spaura. E come l’urge
Odo gracchiar tra le mie email, io quello
Infinito potere a questo urge
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e l’urger suo. Così tra questa
Urgenza non s'annega l’agir mio:
E naufragar vi lascio in questo urge.


(...le infinite email, con il corredo di infinite rotture di coglioni... Urge, urge, urge! Qualche giorno fa parlavo con Giorgetti: "Non voglio nemmeno immaginare cosa possa essere il tuo telefonino...". Il mio, quando i gazzettieri presunsero che io volessi diventare sottosegretario, rischiò di fondersi - apprezzate il genio: se volessi qualcosa, per prima cosa lo farei sapere a loro, no? Ragazzi, non so come dirvelo: ci avete votato, giusto? E avete fatto bene, ma era scontato: peggio del PD non potremmo fare nemmeno volendolo, anche perché ne mancano i presupposti: tutto quello che poteva essere distrutto da comportamenti incauti o rapaci è già stato distrutto, con pochissime eccezioni sulle quali stiamo già lavorando. Quindi fidatevi, e lasciate che alle priorità ci pensiamo noi. Sono nel dibattito da sette anni, e sono sette anni che ogni sette giorni qualcuno arriva e mi parla di qualcosa che secondo lui è un punto di non ritorno, anzi:

IL PUNTO DI NON RITORNO

le colonne d'Ercole della politica, oltre le quali - urge! urge! urge! - qualsiasi spazio di ragionevole azione politica sarebbe irrimediabilmente precluso, e si aprirebbero scenari distopici, orwelliani, dai quale urge (urge! urge! urge! urge!) preservarsi, facendo esattamente la cosa tale o tal'altra, la cui urgenza urge capire: è questione di vita o di morte. I volenterosi carnefici dell'urge (carnefici delle mie gonadi, si intende) non sono minimamente sfiorati dalla constatazione di un singolare isomorfismo: quello fra il loro "urge" antisistema e il simmetrico "fate presto" di sistema. Uno si sfianca a far capire che forse per combattere efficacemente l'avversario bisogna sovvertirne le categorie, e quindi il lessico ed il metodo, e gnente: intorno è tutto un "urge stampare moneta", o qualsiasi altra urgenza urga all'urgitore di torno. Poi dice che uno non ce la fa più! Ma io ce la faccio ancora, perché dentro di me, oltre alla parodia, porto l'originale. Noi vinceremo, perché Deus vult, perché siamo qui, perché la globalizzazione e, soprattutto, i suoi utili idioti di sinistra, hanno tirato troppo la corda, perché viviamo ora una reazione che è comparabile per intensità, e sarà comparabile per durata, a quella che due secoli fa fu provocata dal cosmopolitismo borghese dei philosophes. Quindi: calma! Non urge. Credetemi. Niente trionfalismi - non abbiamo ancora vinto - ma anche niente ansie: non possiamo perdere. Sarebbe utile distinguere fra battaglia e guerra, fra tattica e strategia. Ma fra le tante cose che non urgono, non urge nemmeno questo. Chi è qui e mi ha conosciuto sa cosa pensare. A chi arriva ora non ho molto da dire: ogni percorso inizia dal primo passo, non dall'ultimo, e capisco che sia complesso a chi arrivi da fuori capire cosa succede qui. Ma, appunto, nell'immensa vastità del non urge, non urge nemmeno capire questo. Semplicemente, succede, e continuerà a succedere...)

78 commenti:

  1. Mi commento, per vedere se le notifiche ora funzionano. Commentare non urge, ma se lo fate mi rendo conto se ho risolto il problema con Blogger.

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    1. La notifica del commento arriva. Ora bisogna vedere se arriva la notifica della coda di moderazione. Urge!

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    2. "Non possiamo perdere"
      Urgeva solo questo.
      Grazie.
      Avanti col "sovranismo", sempre.
      Anche questo .
      E adesso con calma al lavoro.

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  2. Nuovo lettore. Elettore Lega. Siciliano. Buon lavoro Prof.

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    1. Grazie. Mi fa molto piacere che sia un siciliano a riaprire i commenti. Ora non urge più commentare: ho visto che il problema è risolto, ovviamente era stato determinato da quella solenne minchiata della GDPR (Blogger voleva una mia ulteriore conferma che volessi ricevere i commenti che gli avevo chiesto di inviarmi), e questo mi ha impedito per circa un mese di gestire i commenti in modo fluido, non solo perché da PC è più faticoso farlo, ma anche perché l'interfaccia del PC non me li mostra nella loro interessa, e io continuo a fare molta attenzione - tranne che nel caso di amici con i quali esista una lunga consuetudine.

      Ma la privacy innanzi tutto!

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    2. Mi spiace ma stavolta #Bagnai #3su5 ha SBAGLIATO. Lo ripeto: BAGNAI HA SBAGLIATO!

      Chi organizza la festa? Chi pensa ai titoli sui giornali? Chi porta il vino?


      Modena è arrivata prima, Sicilia seconda. Non per nulla qui siamo la patria delle rosse. Quelle con le ruote.

      Poi Alberto... scrivere "intereSSa" al posto di "intereZZa" come un modenese qualunque...

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    3. Chiarisco: sono a casa ammalato con la pertosse (la copertura del vaccino dopo qualche hanno evapora...). E non ne posso più. Compatitemi.

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  3. Eccoci. Funge l'urgenza di urgere il commebto?

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  4. Grazie Prof.!! Personalmente, l'urge Italico, è stato superato il 4 Marzo. Buon lavoro

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  5. Alberto spero che, così come disprezzerai il mio perenne stare defilato su Voci e mai farmi vedere, apprezzerai la mia totale dissociazione dall'"urge".
    Vero, i provocatori irritano e si vorrebbe zittirli all'istante. Ma presto e bene raro avviene, perciò meglio bene che presto!
    Buon lavoro e sempre grazie.

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  6. Chi ha seguito il dibattito da anni sa in che situazione siamo. Il problema è politico: le bugie dette dai politici del nord dei politici del sud non rendono le cose facili. Inoltre, per ora, la stampa non ci è proprio tanto amica. Perciò buon lavoro prof

    P.S. Per gli "urgentisti": state sereni

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  7. Questi tempi mi mettono un'ansia da paura,capisco quelli che "Urge".
    Da parte mia ho adottato proprio il comportamento che il Sen.Bagnai ci suggerisce:Pensare dove eravamo 7 anni fa,pensare che potevamo avere un governo ancora a guida PD o peggio Cottarelli.

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  8. Da un lettore assiduo fin dall'inizio del blog, che ha pure avuto il piaceredi conoscerti una serata ai 'limoncini': capisco, in bocca al lupo.

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  9. Di Urgoli e di Brontoli è pieno il giardino dei nanetti.
    Ogni passo, piccolo o grosso che sia, è accompagnato da orde di velodicoisti che avvisano il mondo delle fregature incombenti.
    Chetatevi e lasciate lavorare, è già complicato senza voi che lasciate tonanti il vostro segno premonitore: sono sicuro che bramate l'aver ragione per poter tornare trionfanti col sorrisino stampato su quella faccia da saputelli.
    O in caso contrario pronti a dire che avevate sempre creduto in questo Governo.

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  10. Non stia sentire questi fiocchi di neve, si scioglieranno quando il sole sarà a mezzogiorno. Continuate così e coinvolgete più possibile le nuove energie che si stanno sviluppando sui territori, guardare ciò che stanno facendo gli agricoltori della zona di Amatrice.
    Vi ho votato convinto,lo sono ancora, più passano i giorni, più aumenta. Non mollate un centimetro che noi siamo con voi. Ci provano in tutte le maniere, ci proveranno sempre, ma in fondo sono fiocchi di neve.
    Distinti saluti e buon lavoro.

    Giovanni NOVELLI

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  11. L'Urgenza della NON urgenza!! Passo e chiudo .

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  12. Deve essere difficile impostare una strategia di politica economica efficace che non scontenti i sovranisti puri e che non dia alibi ai mercati....ma siete lì per quello. Buon lavoro.

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    1. I puri e duri sono stati sconfitti da chi ha scelto la politica. I mercati presto avranno altre distrazioni, delle quali sarà difficile scaricare la responsabilità su di noi.

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    2. il buco di Deutsche Bank fara' impallidire Lehman e "brucerà' " (questa immensa caldaia che e' e' il mercato...) fantastiliardi di euro. Vediamo se il PIL tedesco basta a pagarsela...

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    3. Ma il bello sarà assistere allo stupore dei giornali piddini (pleonasmo) per questa Götterdämmerung…

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  13. Urge non dare consigli a chi ne sa più di te e quindi non mi permetto di dare consigli.
    Buon lavoro!

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  14. Leggo questi versi e non posso frenare un moto di... non voglio dire orgoglio perché, ovviamente, non ne ho alcun merito. Ma mi piace presuntuosamente pensare di condividere alcuni aspetti con le persone che stimo.
    Avanti così, con calma e con determinazione.

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  15. Anche io dalla Sicilia, cerco sempre di spiegare che è il momento di attendere perché la partita è difficile e lunga.
    Bisogna avere fiducia.

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  16. Certe volte leggere repubblica paga.... Cottarelli che dice che senza Monti il debito sarebbe salito al 145% del PIL. DAR DAR DAR tre volte come il bianco di Bolsena. P.s. non è un O.t. nel caso di Monti era fate prrrresto invece di urrrrge!

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    1. Est Est Est di Montefiascone, non Bolsena!

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  17. URGE è un disturbo conclamato e diffuso.

    Può sembrare banale forse un parallelo così: io accolgo bonariamente gli URGE familiari che mi spingono a cercare lavoro e darmi da fare, cosa che ovviamente faccio ma con dosi di preoccupazioni ragionevoli anche perché sono ben conscio del fatto che affrontare la situazione occupazionale oggi è un compito impervio e lotto con filosofia.

    Ma onestamente, dopo che 2 settimane fa mi hanno detto che ho sconfitto il tumore (devo stare con le dita incrociate per 10 anni...), di URGE non ne voglio sapere, perché ho vissuto e capito sulla mia pelle dopo 6 mesi di chemio che l'unico URGE che conta è quello che ci fa temporaneamente evitare l'unico fatto inevitabile della vita.

    Una soluzione a tutto il resto, in qualche modo, si trova.


    URGE non urgere.

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  18. Purtroppo nel lungo periodo siamo tutti morti!

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  19. Buonasera professore. Mi chiamo Maurizio Reina de Jancour e la leggo da anni. Non ho votato Lega e non sono un contribuente di Asimmetrie, quindi cercherò di essere breve.
    Non me ne voglia, ma dissento gravemente in merito alle conclusioni di questo suo intervento.
    La politica è senz'altro l'arte del possibile, e dunque forse andare oltre un certo punto non ci sarà consentito. Ma seguire l'esempio offerto da Kutuzòv a mio avviso non è auspicabile. Mi era sfuggito l'intervento, sennò glielo avrei scritto in calce a quell'articolo. C'è una esigenza OGGETTIVA di ristabilimento della giustizia che non può non passare tramite la riparazione dello scandalo e la punizione del colpevole. Il nemico va rincorso, preso per le orecchie e fatto pagare. Altrimenti si finisce come in UK dove la terra da secoli non circola e i discendenti di James Matheson, che si arricchì con il commercio dell'oppio, sono ancora a capo della fortuna accumulata dal loro antenato. Nossignore. Chi ha compiuto nefandezze non credo debba poter godere impunemente di quanto accumulato, sebbene nell'oblio e al di fuori dei meccanismi di potere.
    Grazie comunque per quello che ha fatto in questi anni, e che sta continuando a fare per la Nazione.
    Mi creda suo
    M.



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  20. Ormai è tutto un "ma Tizio non ha detto che bisogna distruggere l'euro, Caio non ha detto che si deve bombardare Bruxelles, Sempronio ha cambiato idea e adesso vuole l'euro, ha traditooo!"; io credo (e spero) che al Governo ci sia gente che le cose le sa, e sa anche che tipo di atteggiamento deve tenere e perché. Diffidate dalle voci e dai gossip del MSM; contano solo gli atti ufficiali.

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  21. Il sentimento dell'urgenza, al netto della volontà di espressione delle proprie pulsioni ansiogene (neanche questa giustificata, in realtà, se rivolta a un Senatore della Repubblica e non a familiari e/o psicoterapeuti), è un misuratore dell'impatto che hanno avuto anni di politica e comunicazione delle emergenze sempre presenti, della minaccia costante, del principio del "baratro a brevissima distanza".

    Ciò ha origini ben precedenti rispetto a quell'infausto titolo del Sola. Da essere umano, credo di aver iniziato a percepire questa pesante atmosfera di inquietudine dal 2001. La notizia delle Torri ha cambiato radicalmente e in breve tempo il nostro rapporto con molti aspetti perfino quotidiani. Ma se a distanza di 17 anni analizziamo il rapporto tra la paura diffusa e la vera dimensione del pericolo, non è difficile rendersi conto che fosse immensamente sproporzionato (non che i pericoli non esistano, ovviamente. Ma è parimenti vero che siano sempre esistiti).

    Prima del 2001, mentre si creavano le condizioni per il dopo, la maggioranza delle persone ignorava le vicende che legavano il Medioriente e gli USA (salvo eccezioni che lo denunciavano).
    Dieci anni dopo, lo spread è entrato a far parte del nostro modo di pensare, del nostro linguaggio di uso comune e del nostro rapporto con la percezione dell'economia del Paese generando una "cappa di incertezza diffusa" e tutto questo anche se fino a pochi mesi prima la maggior parte dei cittadini ignorasse l'esistenza dello spread e i meccanismi che lo legano alla BCE (tranne qualcuno che lo spiegava e denunciava).

    In entrambi gli ambiti, di tanto in tanto altri attacchi vengono portati a compimento ricordandoci che "il pericolo è sempre in agguato".

    Anche qui occorrerà pazienza per riportare il comune sentimento a un equilibrio.

    O forse mi sto arrovellando inutilmente e sono solo tanti rompiscatole...

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  22. Non urge nulla.
    Anzi... io mi sto godendo ogni singolo istante di ciò che state facendo cercando di capirne tattica e strategia per quello che posso.
    Ho una scorta di pop corn da coprire l'intero fabbisogno di tutti i cinema italiani.
    Ed anche qualche Champagnino da stappare nei momenti giusti...
    Buon lavoro !!!

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  23. Anche se non urge più commentare, domani se riesco sarò a Pontida e spero di riuscire a salutarla di persona.
    Carissimi saluti

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  24. Fiero di aver votato lega dalla Puglia. Forza Uruguay stasera che per il 44% è una nazione di sangue italiano

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  25. La Fretta è sempre stata cattiva consigliera, fate azioni meditate e realmente risolutive. Noi vi abbiamo votato e ci fidiamo di voi e comprendiamo che nn avete la bacchetta magica. Già fino adesso aver portato un dibattito su Euro e UE in Italia è tanto. Così com’è già tanto discutere in UE e nn accettare passivamente quelle di Francia e Germania.

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  26. Io semplicemente dopo anni di lettura del blog mi fido e so' che ricostruire dalle macerie richiedera' tempo cmq il piacere immenso da operaio vedere l'estinzione de pidioti...

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  27. Veramente io rilevo che l'urge è piddino, nel momento in cui pretendono che un governo che ha giurato il 1° di giugno abbia già risolto i principali problemi del paese. Urge dimostrare che non siete capaci, urge dimostrare che non ci capite un tubo, urge dimostrare la vostra incompetenza... Farsi prendere dall'ansia da prestazione per dargli soddisfazione???
    Ma nemmeno dietro pagamento, cospicuo pagamento!

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  28. urget diem nox et dies noctem (Hor., epod. 17,25)

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  29. Prof. È sempre in piacere leggerla. Calma e gesso. Ora la collina bisogna tenerla, anche con astuzia.

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  30. Ah era colpa della Giddipierre? Allora ce sta, ebbanche hanno da garantí i diritti ..da a praivasi..

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  31. "Di fronte alla sempre maggiore evidenza che l’euro non è stata una buona idea, ma è anzi stato un errore storico e strategico, molti si rifugiano in una vera e propria “fuga in avanti”: l’Europa non ha una sovranità politica unitaria, ha solo una moneta comune senza stato, adesso bisogna andare verso uno stato europeo unitario. A mio avviso sarebbe non solo un errore, ma un vero e proprio crimine, e cercherò brevemente di spiegare il perché. Uno stato presuppone una nazione, una nazione europea non esiste e non esisterà mai, al massimo l’Europa sarà una “macroregione”, del tipo del Friuli e della Slovenia. Parlare di “unità nella diversità” è pura retorica per borsisti Erasmus. Non ci può essere una vera unità politica senza nazione. (...) L’euro è stata quindi una cattiva idea, e pensare di salvarlo con la fuga in avanti di un unico stato-nazione europeo inesistente è un’idea ancora peggiore, sulla quale sembrano unirsi sia l’ex-destra sia l’ex-sinistra, in assenza di identità culturali e politiche. I rapporti culturali fra nazioni europee erano migliori quando non si era ancora creata l’isteria delle nazioni cicale o spendaccione e delle nazioni virtuose. E’ già difficile far passare l’idea della solidarietà sul debito sovrano all’interno di una sola nazione (il caso della Lega Nord insegna, e non può essere ridotto al folklore snobistico con cui la analizza il giornale “Repubblica”), e chi pensa che questo sia possibile in futuro per una evidente non-nazione come l’Europa mente a sé ed agli altri. Quello che ha prodotto l’Euro è sotto gli occhi di tutti, e cioè la svalutazione del lavoro salariato e lo smantellamento progressivo degli elementi di welfare. Pensare che nel prossimo futuro la tempesta passerà è da mentitori o da incoscienti. Dall’euro bisognerà uscire, ed il modo di uscirne sarà il principale indicatore storico-politico del prossimo futuro. Sarà un vero dopoguerra, cui nessuno di noi potrà sottrarsi." (Costanzo Preve, 2012)

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    1. A Pontida ho parlato con Garavaglia e Molinaro. Non sono soddisfatto.

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  32. Paziente: "Dottore, stavo pensando che mi converrebbe venire da lei tre volte la settimana, invece di una".
    Io: "Perché? Pensa che guarirebbe più in fretta?"
    Paziente: "Certo! E, alla lunga, spenderei anche di meno".

    Ci sono cose che, se potessero essere capite, non avrebbero bisogno di essere spiegate. Una tra queste è che il pensiero e l'urgenza non sono compatibili tra di loro.

    Buona vita, e tiremm innanz.

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  33. Senatore, sento dire da qualcuno che l'indirizzo dell'informazione televisiva va cambiato perché la musica è cambiata, mentre lì sono rimasti tutti i "suonatori" di prima.
    No per favore, non urge, lasciateli continuare, solo così la gente piccola si può rendere conto di quante palle ci hanno sempre raccontato e ci raccontano tuttora, mentre si martellano da soli i coglioni in diretta coi vari assi della politica tipo Martina e Verini; sono diventati i migliori sostenitori della Lega, e gratis.
    Bentornato al blog dottore, grazie.

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  34. Prima, poco fa, lessi di congratulazioni di monti.
    Ho un motto popolare: " quando il diavolo ti accarezza, vuole l'anima".
    Si aspetti " inviti" a più " malleabilità?".
    Che ne pensa?

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  35. Peccato non poter essere a Pontida per impegni familiari : da ravennate doppia beffa visto che il PD ha pensato bene di organizzare la Festa Nazionale PD proprio a Ravenna a settembre ...
    Vabbè mi consolato rileggendo la bella storia DI Giussano e dell'imperatore Federico il Barbarossa sbaragliato dai nostri accanto al Carroccio

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  36. Senza urgenza, ma, se e quando ne avrà il tempo, sarebbe graditissimo un suo commento alla fresca uscita di Cottarelli (senza Monti oggi il debito al 145% del PIL).
    Cordialità e buon lavoro!

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    1. Basterebbe che Cottarelli applicasse il suo oscuro procedimento al caso Francia. Ci faremmo quattro risate, non credi?

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    2. La Francia? Sarebbe quel Paese che ha sempre sforato il limite del 3% di deficit e, se non sbaglio, continua a sforarlo ancora adesso?
      Sarà ben che fallita allora, immagino che i nostri giornali non abbiano voluto informarci di ciò per compatimento verso i nostri sfortunati amici d'Oltralpe.
      Comunque, anch'io mi sono chiesto, qual è il procedimento seguito da Cottarelli per giungere a così sicure conclusioni?

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  37. Chi parla di ''punto di non ritorno'' mi ha sempre dato l'urto di nervi.

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  38. Dalle nostre parti, che ne hanno viste tante in cent'anni, accingendosi a un lavoro difficile e insidioso si usa dire: "Pian e ben!" E di rimando: "E se no ben, almeno pian!".
    Cari saluti dalle sue affezionatissime poetesse Filippa e Romualda

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  39. I mulini del Signore macinano lento, ma macinano fino.

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  40. La seguo con attenzione, avanti così professore lei ha le competenze come i grandi predecessori fecero risorgere l'Italia dalla schiavitù Forza

    Ps: stò leggendo con attenzione i suoi libri
    Gianluca Veronesi

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  41. Il ragionamento è estremamente semplice: se il tentativodi abbattere il rapporto debito/Pil ha fallito (non poteva non fallire) perché il taglio della spesa pubblica ha provocato un abbattimento più che proporzionale del red dito, quale strategia avrebbe dovuto seguire il governo per assicurare la propria stabilità finanziaria? Ma è semplice! Avrebbe dovuto perseguire la stabilizzazione, anziché l’abbattimento, del rapporto debito/Pil. Questa stabilizzazione avrebbe avuto effetti positivi sulla crescita, anche perché avrebbe richiesto più, e non meno, spesa pubblica, per l’ovvio motivo che un aumento della spesa pubblica avrebbe generato un aumento più che proporzionale del Pil, stabilizzando il rapporto fra debito e Pil...

    ...Quale sia la regola stabilizzante ve l’ho spiegato a suo tempo: semplicemente, fissare il rapporto deficit/Pil a un valore pari al prodotto fra lo stock di debito e il tasso di crescita del Pil nominale. I calcoli, per chi giustamente non se li ricordasse, sono stati svolti qui, con tanto di algebra e di esempi numerici. L’adozione di politiche di questo tipo era stata proposta da economisti come Sergio Cesaratto quale possibile riforma delle regole europee, tanto per dire (sempre per salvare il vitello d’euro, eh! Mi raccomando!), e poi giù giù dalla corte dei miracoli appellista (ovviamente, a danno fatto). Quindi, come dire: non sono certo l’unico a sapere, insieme a voi, quale sia l’aritmetica del debito pubblico, ed è ovvio che anche a via XX settembre la sanno, per cui non ricominciamo con la tiritera “Ma Alberto sei ingenuo Monti non ha fallito ora ti spiego io a cosa serve l’austerità... Bilderberg... Trilateral... Multinazzzionali bbrutte...” ecc. Per tutto questo c’era Donald, e ora che non c’è più (è rimasta solo la sua testa, come forse saprete) possiamo fare un discorso un po’ meno aneddotico e di struttura...

    ...Il modello di a/simmetrie ci permette di fare un discorso più serio, in questi termini: che percorso avrebbe seguito l’economia italiana se Monti avesse adottato la regola fiscale stabilizzante? E se lo avesse fatto, oggi, saremmo più ricchi o più poveri?...

    ...Il significato di questo studio, però, va inquadrato bene, al di là dei limiti tecnici, perché resta, naturalmente, il solito problema. Avremmo potuto permetterci di fare una politica nel nostro interesse? E la risposta è sempre la solita: dentro l'euro direi proprio di no. L'irrequietezza dei mercati ovviamente si sarebbe prolungata, se il saldo commerciale fosse di nuovo peggiorato...

    ...Questo va sempre tenuto presente. Solo una forte (ed evidentemente impossibile) presa di posizione dell'Europa a favore di regole stabilizzanti (anziché del Fiscal compact), del tipo di quella chiesta da Cesaratto, e una immediata (anziché differita ad arte) presa di posizione della Bce verso operazioni di tipo Omt avrebbe potuto, nel mondo delle favole, salvare la capra (cioè l'euro) e i cavoli. Ma qui si torna sempre al solito snodo: quello politico. Il consenso politico non c'è, perché noi siamo sotto attacco, e siamo privi dell'"arma difensiva del riallineamento del cambio", come la chiamava Meade nel lontano 1957 (chi mi segue da un po' lo sa)...

    ...Quindi il mondo alternativo che vi ho presentato è un mondo in qualche modo irrealistico. Più precisamente: la misura del danno che offre è concreta (non facendo austerità saremmo ovviamente stati meglio, e gli 88 euro mensili a cranio mi sembrano una misura abbastanza attendibile del danno che abbiamo patito), ma la prospettiva utilizzata per valutarla è illusoria, perché dentro l'euro ci può essere, data la struttura dell'economia e dati i rapporti politici, solo ed esclusivamente austerità.




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  42. Conte: "Sarò l' avvocato difensore del popolo italiano"

    Sen. Bagnai:"Perché siamo sempre sul banco degli imputati in Europa?".

    Dietro questa risposta traspare una linea politica che, unita alla volontà propositiva di modifica dei trattati UE, ha tutte le caratteristiche per far emergere "il male", le contraddizioni di un progetto al suo epilogo (se Stiglitz, con i canonici sette anni di ritardo, comincia a parlare chiaro, significa che qualcuno ha dato semaforo verde e il giocattolo ha le ore contate).

    Nel 2014, anno del post del Prof. linkato in risposta a Nostalgico del muro , il Parlamento italiano aveva una composizione ben diversa dall' attuale. Quel consenso politico inimmaginabile tre anni fa, di fronte alle reazioni dei partner a dei calcolati NO del governo italiano, potrebbe realizzarsi.

    Condivido il pensiero di Davide Falchieri: facciamo uno sforzo di comprensione sia tattica che strategica dell' azione di governo. Abbiamo avuto modo in questi anni, di conoscerne umanamente, oltre che per le competenze, alcuni membri. Mentre la discussione dei provvedimenti finanziari in commissioni cruciali del Parlamento saranno coordinate da due uomini ai quali dobbiamo tutto ciò che sappiamo. URGE non rompere il cazzo a chi si fa il mazzo. Lo dissi durante la campagna elettorale, ma evidentemente occorre ribadirlo ora che SIAMO al governo.

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  43. L'urgenza nella mia professione è un disturbo della minzione, e come tale aumenta il rischio di farla fuori dal vaso, metaforicamente s'intende.
    Non ti curar dell'urge, ma guarda e passa.
    Anche questo senza urgenza s'intende.

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  44. Riflessione marginale.

    Ho portato a termine la lettura di questo interessantissimo e originalissimo Opus Magnum “ L’Italia può farcela “. Davvero un trionfo di documentazione scientifica, di rigore logico, di ampli riferimenti letterari, di umorismo sempre gradevole, di divulgazione socratica mai saccente e accademica.

    Prendo spunto da una osservazione storica a pagina 329 : “ Quando Luigi XVI venne decapitato esisteva un forte apparato di controllo del dissenso, la Chiesa Cattolica, dotata di un potente strumento di dissuasione : la paura dell’ inferno “.

    Alla paura dell’ inferno aggiungerei, caro Alberto, eziandio la sempre incombente minaccia del rogo , dei libri proibiti e indirettamente degli stessi autori. Già Voltaire, per esempio, in relazione all’atroce morte di Jean Calas condannato al supplizio della “ruota”, si sentiva minacciato dai giudici di Tolosa : “ I giudici possono far bruciare il mio libro ( Trattato sulla Tolleranza !), non vi è nulla di più facile : si son bruciate le Lettere Provinciali, che valevano senza dubbio molto di più; ciascuno può bruciare a casa sua i libri e le carte che non gli piacciono “.
    Oggi, ovviamente, non si accendono più roghi contro dissenso e dissidenti ; resta però il vizietto dell’ intolleranza e del fanatismo. Caso lampante : l’incredibile recente vicenda del prof. Paolo Savona.

    Ecco le sue coraggiose ed nergiche parole ,rivolte ai Supremi Inquisitori che vigilano sulla Dottrina Ortodossa del “ Vincolismo “, del “ ce l’ha chiesto l’ Europa “, o del “ ce lo richiedono i Mercati “.

    Bellissima ed energica,la risposta del Professore : “ Per fortuna, non ci bruciano più. Mi è stato chiesto l’ abiura di qualcosa che non avevo detto. Avrei voluto comportarmi come Galileo : far abiura, pigliar il Ministero dell’ Economia, continuando a dire ‘ Eppur si muove ‘! Non ci si comporta così “ .

    A siffatti galantuomini, di un'altra epoca, non siamo più abituati !

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  45. In questo momento è forte il ragliare de LAsinistra morente.

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  46. Professore, mi permetta di esprimerle, da vecchio lettore, la più completa fiducia in lei e nei compagni di viaggio a cui ha voluto unirsi.

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  47. Lo sento spesso dire della giustizzzzzia: fate presto. Ma presto e bene ... e per di più con le pezze ar ... buona giornata.

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  48. Finalmente il nostro generale è tornato a prlare alle truppe. Capisco che adesso, come senatore, Lei ha meno tempo (anche perchè è fra i più attivi in senato) ma bisogna tenere alto il morale dei soldati. (come lettore dei questo blog credo di aver compreso la strategia, ma per la tattica...)

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  49. intanto la poesia è stupenda! In secondo luogo l'urgenza che intravedevo era quella di bere una birretta, ma al solo cenno mi è stata prospettata la castrazione chimica...
    Pontida è pericolosa!

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  50. Più ci ripenso più mi rendo conto che la “mentalità piddina “, in tutte le dichiarazioni verbose roboanti e costantemente autoreferenziali, nascondano un “ vomitevole “ VIZIETTO : “ l’alto sentire di sé “, così alto e così tenace che, ad onta di ogni crisi o sconfitta, questo partito-cultura( o cultura-partito) “SUCCISUS SEMPER VIRESCIT.
    Un po’ come nella storia secolare dell’Abbazia di Montecassino. Abbiamo infatti a che fare con Monaci-Intellettuali, abituati e consumati in ogni artificio dialettico, hanno ragione sempre: quando perdono e quando vincono, spaccano il capello in quattro, sanno distinguere alla perfezione tra peste-sostanza e peste-accidente. Al limite, imprecano con tracotanza contro il destino “ baro e cinico”, oltraggiando pueblo-popolame-populisti.
    Questo atteggiamento generale dei PIDDINI, mi fa venire in mente un acuto e spiritoso collega ( “ stalinista radicale “!) del liceo artistico di via Ripetta durante la laboriosa preparazione dei giudizi scritti alla vigilia degli esami di Maturità.
    Memorabile il suo giudizio su una studentessa :
    “ La candidata, oltre alla presunzione, altre doti non ha : confonde se stessa con MICHELANGELO “ !

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  51. “Fusse che fusse la vorta bbona “….!

    Stiglitz dixit :

    “In an ideal world, Italy wouldn’t have to leave the eurozone. Europe could instead reform the currency union and provide better protection for those adversely affected by trade and migration.
    But in the absence of a change of direction by the EU as a whole, Italy needs to remember that it has an alternative to economic stagnation and that there are ways of leaving the eurozone in which the benefits would likely exceed the costs.

    If the new Italian government were to successfully navigate such an exit, Italy would be better off. And so would the rest the Europe “ !

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  52. Un breve saluto, prima di partire per le vacanze aquilane. Chissà, caro Alberto, ti potrei incontrare in quel di Pescasseroli, o a Barrea, o al fresco della Camosciara ! Al saluto aggiungo un pensiero robusto nobile e confortante per tutti noi. Ho messo or ora in cantiere la lettura di “ Come un incubo e come un sogno “. Che musica !, già nelle prime pagine.

    Ecco una perla che ci regala il Fiero Sardo, Paolo Savona :

    “ Lasciatemi dire con Aldo Palazzeschi in veste futurista : ‘ Lasciatemi divertire ‘, un concetto che un mio maestro, il Nobel Modigliani, riteneva essere CONDIZIONE ESSENZIALE per affrontare temi e problemi della ‘ SCIENZA TRISTE ‘!

    Tu, Alberto, hai reso un po’ più allegra e umana la “ scienza triste” !

    Danke!

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  53. Felicissimo di vederLa sedere sui banchi del nostro Senato!
    La pregherei di commentare una considerazione che ho sentito fare a Marco Saba in una sua intervista sulla rete. La considerazione è la seguente:
    nel caso di un'uscita improvvisa dell'Itaia dall'Euro, il nostro Stato dovrebbe ritirare tutti gli Euro in circolazione (aggregato M1), depositandoli in un apposito conto corrente presso il Tesoro, e sostituirli con la nuova valuta. Lo Stato si verrebbe a trovare una disponibilità di circa 2000 miliardi di Euro utilizzabili per pagare gran parte del debito pubblico nominato in Euro. Può essere così semplice?
    Grazie Professore.

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  54. E come potevamo noi campare
    Con il piede straniero sopra il cuore,
    fra i disoccupati seduti nelle piazze
    sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
    d'agnello dei migranti, all'urlo nero
    della madre che andava incontro al figlio
    crocifisso sul palo del wi-fi?
    Alle fronde dei salici, per l'euro,
    anche le nostre mani erano appese,
    oscillavano lievi al triste vento.

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