domenica 17 dicembre 2017

L'Europa è irriformabile

Dilettissimi fratelli e sorelle,

(...a proposito, ora che ci penso: vedete da dove viene il fottuto vezzo del "carissim@"?...)

una persona della quale ho stima mi ha appena invitato, anzi, reiteratamente invitato a leggere questo articolo, ritenendo, presumo, che esso aggiunga qualcosa alle nostre conoscenze. Ora, io non conosco chi l'ha scritto, non so cosa faccia nella vita, come voi sono pigro e non ho voglia di googlare, e fra l'altro sto facendo due referaggi e una recensione. Ho dato una lettura diagonale e mi sono fatto un'idea, presumo sbagliata (altrimenti non sarei stato richiamato a una ulteriore lettura). Mi interesserebbe sapere la vostra, di idea, magari, se potete, arricchita da un sintetico regesto dell'autore, e possibilmente, laddove non siate d'accordo con i suoi argomenti, senza troppissimi latrati (Domini canes).

Che dite, me la date una mano? Io poi alla persona che ci ho rispetto non glielo dico che mi avete aiutato voi: tanto qui siamo quattro gatti, di quello che ci diciamo fra noi non si accorge nessuno, e se voi non mi tradite, nessuno se ne accorgerà.

Pax vobiscum.

Alberto

(...p.s.: il risultato della mia lettura diagonale è una cosa un po' alla McLuhan, per cui il regesto mi interessa più della recensione. O vos qui intelligite, erudimini...)

(...il mio spirito non avrà pace, perché non c'è pace per chi non vuole pace. Oggi mi sono svegliato alle 7:12 dopo sei ore  e mezzo di sonno ininterrotto, grande successo. L'Esilgan è ridotto a mezzo milligrammo, ora posso ridurlo ancora, lo schianto di bile che mi venne leggendo l'ennesimo appello, condannandomi a svegliarmi ogni singolo cazzo di giorno alle quattro di mattina, ci ha messo quasi quattro anni ad essere assorbito, ma la giornata mi pesava: avevo prova con Musica Perduta, sonate di un autore del tardo settecento napoletano, uno stile che pratico poco, il cembalo non toccato dall'ultimo concerto - a inizio novembre - completamente scordato, e soprattutto la sparata di Cottarelli su Twitter che evidentemente intende aprire al strada alla svendita - quella che il governo vuole molto evidentemente favorire con il noto provvedimento. Anche volendo pace, non c'è pace. Dentro di me ripetevo questi versi, l'unica cosa che avrei desiderato sarebbe stata venire qui a urlare la mia rabbia nera, ma, poi, facendomi forza, ho tirato giù il cembalo - che era cresciuto di un quarto di tono - e ho fatto il mio lavoro. I colleghi non c'entrano: questa guerra è anche la loro guerra, ma non tutti ne sono pienamente consapevoli, e comunque il disco a gennaio dobbiamo inciderlo. Che sarebbe finita così, con la svendita, ve lo pronosticai 2171 giorni or sono - ve lo ricordate? La rabbia di vedere questi argomenti strumentalizzati e distorti dai noti cialtroni mi ha costretto a imbottirmi di medicine per tutto il tempo intercorso, mentre da voi mi arrivavano lettere di disperazione, per la perdita del lavoro, dell'azienda, del rispetto di voi stessi, lettere con le quali condividevate con me quello che non sentivate di poter condividere con nessun altro: spesso nemmeno con i vostri familiari, dei quali non eravate sicuri che sarebbero stati dalla vostra parte, che vi avrebbero capito, tanto quanto potevate presumere che io vi capissi. Nel frattempo, illustri bonzi e mandarini officiavano alle corti de Leuro, salvo prepararsi la nota via di fuga: "Leuropa è tanto una bella idea perché l'abbiamo avuta noi, ma la Germagna è tanto cattiva dentro...". Benzodiazepine e SSRI mi hanno aiutato a sopportare questo peso. Un po' mi ha anche aiutato il sapere di aver ragione. Capite perché io, ora, se devo scegliere fra leggere una roba simile, o fare un referee report sull'articolo di un tizio che su Scholar ha oltre 14000 citazioni, magari mi diverto e mi distraggo di più col report? Ma voi dovete crescere: quindi, leggete e riferite...)

68 commenti:

  1. Ah già il compito, dopo il primo giudizio su centeno che ha aumentato i salari in portogatto, quando il nostro prof ci ha dimostrato il contrario, direi che si può tirare lo sciacquone. Bye.Gila (se riesco leggo il resto)

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    1. Sì, quello l’ho notato, ma fa sorridere: è un peccato veniale, se sei di sinistra DEVI dire così. Mi ero fermato allo stessissimo punto e mi hanno detto di andare avanti, quindi... vai avanti, Gila!

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  2. Molte delle conclusioni dell'autore si basano su fatti che non conosco approfonditamente, quindi non mi espongo. C'è una cosa però che mi ha lasciato perplesso. Il finale:

    "La verità è che questa Europa è irriformabile[16]. E per farlo non basta qualche patetica operazione di facciata: occorre incidere su tutti i fondamenti dell’Unione economica e monetaria, dalla libera circolazione dei capitali ai vincoli al debito e al deficit, passando per l’autonomia delle banche centrali. Insomma, occorre ripoliticizzare il mercato, e per fare questo tornare alla dimensione nazionale: la sede naturale del conflitto sociale, unica via di uscita per la ricostruzione di un’Europa dei diritti."

    Parla di "autonomia delle banche centrali" evitando di menzionare lo snodo fondamentale di tale riconquista, che sarebbero i cambi flessibili. Una mossa lessicale che si apre a più interpretazioni, e questo è un male.

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    1. Fabio, ti voglio bene ma spesso ti manca un centesimo per (ri)fare una lira. Qui i problemi lessicali e logici sono più di uno.

      1) intanto, “autonomia” non è sinonimo di “indipendenza” e il problema è l’indipendenza. Il dibattito è su questo tema e non vedo perché entrarci inquinandone il lessico (oppure lo vedo);

      2) Per ricondurre le BC nel perimetro dei governi nazionali occorre (e non basta, cioè è condizione solo necessaria) che si torni alle monete nazionali. La flessibilità del cambio è un’altra cosa. È vero che essa è condizione sufficiente perché le monete nazionali ci siano, ma puoi avere monete nazionali e BC non indipendenti SENZA flessibilità dei cambi (ad esempio in presenza di controlli sui movimenti dei capitali).

      È chiaro? Non è che per caso vuoi fare un partito?

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    2. È chiaro, è chiaro... è il vantaggio di essere dilettanti!

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  3. "Dijsselbloem sarà sostituito da Mario Centeno, Ministro delle finanze portoghese, tra i principali artefici della politica adottata dal Primo ministro Antonio Costa: leader di un esecutivo socialista sostenuto da comunisti e verdi che ha adottato politiche di sostegno alla crescita attraverso aumenti salariali e pensionistici, riduzione dell’orario di lavoro e investimenti pubblici, in particolare nella sanità. Il tutto nonostante l’Unione europea abbia tentato di tutto per impedire la nascita di un esecutivo che con le sue ricette ha risollevato il Paese e sconfessato così le politiche rigoriste imposte dalla Troika"......così arrivato a leggere questo ho subito smesso,d'altronde chi frequenta il blog sa che è ciarpame intellettuale. Miracolo a Lisbona.

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    1. Purtroppo sì, ma questo ciarpame è egemone a sinistra, insieme alla buona abitudine di parlare di cose che si ignorano.

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  4. SSRI? Tutto appari,caro prof, meno che depresso. Capisco ora che sei un uomo che svolge una lotta improba e non un superuomo che rende piccola una grande impresa. Ti voglio fraternamente bene. Per tutti quello che mi hai dato e per la fatica che ti è costata.

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    1. Non sono depresso perché quando lo sono prendo gli antidepressivi. Lo ho fatto tre volte in vita mia, per periodi di circa un semestre, l’ultimo terminato più di un anno fa.

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    2. Anche a me non sembra depresso, volte si prendono gli antidepressivi per curare l'insonnia perché l'insonnia può creare depressione.
      Buona giornata.

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  5. L'articolo, del tutto condivisibile, è coerente con quanto sostenuto dall'autore in ottimi libri quali "La dittatura dello spread. Germania, Europa e crisi del debito", "L'altra faccia della Germania. Sinistra e democrazia economica nelle maglie del liberismo" ed "Europa a due velocità. Postpolitica dell'Unione europea". Si tratta di rigorose analisi storico/giuridiche dei trattati UE, che sono del tutto coerenti con il modello ordoliberale tedesco e in evidente contraddizione con il nostro modello costituzionale (in sostanza la pensa come Luciano Barra Caracciolo). Non è per un'altra Europa (ritiene impossibile qualunque riforma sostanziale della UE), ma per un ritorno al nostro modello costituzionale.
    Interessante che l'articolo sia stato pubblicato da Micromega...

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  6. Tesi sovrapponibili a quelle di Alberto Bagnai. Non stupisce che abbiano lo stesso editore. Alessandro Somma esordisce nel 2014 con temi anti-euro, prosegue nel 2016 insieme ad Aldo Barba il quale, sempre nel 2016, con Massimo Pivetti rincara la dose. Sempre con Imprimatur. Un caso di egemonia culturale intra moenia.

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    1. Non sono sovrapponibili, perché io non sono così ingenuo (o così furbo) da presentare l’”Europa” come una buona idea naufragata per colpa della cattiva Germagna (e non sono nemmeno così affrettato da chiamare Europa l’Unione Europea), non sono intra mœnia perché io ho in contratto col Saggiatore (ai tempi Imprimatur non diede prova di eccessiva lungimiranza. Mi dicono che il management sia cambiato, ma il mismanagement del libro del Pedante somiglia molto a quello del mio). Certo che non ne prendi una!

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  7. In sintesi:

    Nell'articolo si esulta per l'ennesimo socialista (questa volta il portoghese Centeno) che dopo aver salvato il Portogallo dall'austerità (siamo sicuri?) dovrebbe salvare l'Europa.
    Il Fiscal Compact non andava approvato e va rinnegato come l'austerità
    La colpa è dei tedeschi cattivi che vogliono imporci il loro modello di Europa (che novità)

    La conclusione
    "La verità è che questa Europa è irriformabile[16]. E per farlo non basta qualche patetica operazione di facciata: occorre incidere su tutti i fondamenti dell’Unione economica e monetaria, dalla libera circolazione dei capitali ai vincoli al debito e al deficit, passando per l’autonomia delle banche centrali. Insomma, occorre ripoliticizzare il mercato, e per fare questo tornare alla dimensione nazionale: la sede naturale del conflitto sociale, unica via di uscita per la ricostruzione di un’Europa dei diritti."

    Nell'articolo l'euro e l'eventuale eurexit non vengono mai menzionati, quindi quel" tornare alla dimensione nazionale" per quanto concetto condivisibile, mi puzza di "uniamoci come singoli stati per combattere l'austerità e il modello liberista europeo imposti dai tedesche, ma rimanendo nell'euro.

    Forse mi sbaglio, ma le conclusioni mi sembrano una forma (inutile) di battipugnismo 2.0 (in stile uscita dall'euro da sinistra e solo quando non la proporrà nessun partito di destra)

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    1. Sembra anche a me. Sottolineo come questo approccio abbia a tutti i livelli (dal partigiano Joe in giù) la spiacevole caratteristica di disconoscere qualsiasi debito intellettuale. È un continuo riscoprire l’acqua calda, chiamandola perossido di idrogeno ad alta energia termica, dimenticandosi comme par hasard di chi ha scoperto il fuoco. Strano, vé!? Nziamai quarcuno se facesse pijà da na curiosità e volesse approfondire...

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    2. Per amor di precisione scientifica: perossido di idrogeno è l'acqua ossigenata.
      L'acqua dovrebbe esser chiamata monossido di diidrogeno.
      Per divertirsi cinque minuti, leggere qui

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    3. "Che te lo dico a fare Alberto"
      (cit Donnie Brasco https://it.wikipedia.org/wiki/Donnie_Brasco_(film) )

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  8. Alessandro Somma dovrebbe essere lo stesso Somma prof. Di diritto comparato citato da la Costituzione nella Palude.
    Ha scritto un libro dal titolo la dittatura dello spread dedicato alla spiegazione della formula 'economia sociale di mercato' e di orodoliberismo
    Concetti nati in Germania e divenuti base dottrinale dei trattati europei.Sembra che la sua conoscenza della dottrina ordoliberista sia molto accurata perché ha fatto il ricercatore in Germania.
    Queste sono le notizie sull'autore che mi ricordo aver letto nel libro di Luciano Barra Caracciolo.
    Mi è rimasta impressa la sua spiegazione di ordoliberismo: la democrazia soggetta all'ordine economico dei mercati internazionali
    Il cittadino ridotto a mero consumatore
    Posso suggerire di
    invitarlo al prox Goofy?





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    1. Scusate però, qui c'è un problema evidente, che, in quanto tale, sfugge. Parlare di ordoliberismo è stato utile, ma non ci sono mai free lunch, e quindi anche l'aver spinto l'analisi su questo fronte ha ovviamente degli effetti collaterali, che qui sono ben evidenti. Il principale è quello di indurre nel pubblico l'idea che se l'Europa non avrebbe stato/avrebbe/avrà stato tordoliberista allora potrebbe funzionare, cioè che una laltra Leuropa sia possibile. Noi sappiamo che non è così per due motivi assolutamente oggettivi.

      Il primo (riferito all'Eurozona) è che la moneta unica oggettivamente condanna alla deflazione salariale, e non c'entra nulla quanto la Germagna sia cattiva o tordoliberista! Se anche la Hitler Jugend venisse nutrita a pane e Keynes, resterebbe sempre il problema che senza svalutazione esterna occorre supplire con la svalutazione interna. Il secondo è ancora più semplice: se stai costruendo un impero, sei imperialista (con tutto quello che ne consegue, ad esempio circa il mantenimento della pace sul tuo limes, sul quale, ovviamente, ci sono gli altri, cioè noi).

      Quindi il fatto che Somma conosca bene il tordoliberismo non ne fa per ciò stesso una persona che ha capito come stiano andando le cose.

      Perdonatemi, voi ormai lo sapete, le cose sono molto semplici. Se uno fa sul serio, normalmente fa due cose: dice la parolina magica (euro) e passa di qua. Il resto è noia. Il valore progressivo del dichiarare l'Europa (per non voler dire l'Unione Europea: Somma non concepisce un'Europa che non sia la UE) irriformabile esiste, non lo nego, ma sarebbe imprudente negare che il modo in cui si argomenta questa irriformabilità può essere pesantemente regressivo. Avevo scritto questo commento prima di sbloccare quello di Juri, qua sotto, che spiega e conferma quanto ti sto dicendo.

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    2. "TordoLiberista" mi Sembra stupendo .
      Non vedo l'ora di usarlo con il piddino di turno .

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  9. Sembra molto "austerità brutta" e "tedeschi cattivi": in tutto l'articolo non scrive una volta la parola "euro" e utilizza 7 volte l'aggettivo "neoliberale". Tra l'altro leggendo con attenzione l'ultimo paragrafo dell'articolo mi accorgo che l'autore dice testualmente che "La verità è che questa Europa è irriformabile". Questa Europa. Poi c'è sempre l'altra (leuropadeidiritti?).

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    1. No: leuropadeiprofessorididiritti. Che vogliono, sempre vogliono, fortissimamente vogliono esserci in questa, e nell’altra Leuropa. Una chiave di lettura un po’ acida, ma io non dimentico che intanto la gente muore di fame (e di altro).

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  10. "L’Europa tedesca sempre più irriformabile."

    "Nessuno spazio dunque per il trasferimento di risorse dai Paesi ricchi a quelli poveri, come si addice a una costruzione cui si sono destinate porzioni di sovranità nazionale."

    "È evidente che proprio l’esperienza maturata ha confermato quanto abbia nuociuto il Fiscal compact e in particolare la regola per cui “la posizione di bilancio della pubblica amministrazione” deve essere “in pareggio o in avanzo”: regola da tradurre in “disposizioni vincolanti e di natura permanente preferibilmente costituzionale”, come ha deciso di fare, con eccesso di zelo neoliberale, il parlamento italiano."

    "Fermiamo l’Europa tedesca."

    "La verità è che questa Europa [sottinteso tedesca] è irriformabile. E per farlo non basta qualche patetica operazione di facciata: occorre incidere su tutti i fondamenti dell’Unione economica e monetaria, dalla libera circolazione dei capitali ai vincoli al debito e al deficit, passando per l’autonomia delle banche centrali."

    Capisco da questo articolo 'supercazzola', infarcito di 'non sequitur', che stanno preparando il terreno allo scenario (uscita della Germania dall'eurozona) prospettato in:

    http://orizzonte48.blogspot.it/2017/12/il-comma-22-di-schulz-il-canone-inverso.html

    Nella analisi di Orizzonte 48:

    "Vale a dire, anche mantenendo, con sempre maggiore difficoltà, l'euro basso (nel rapporto di cambio col dollaro), in un'eurozona nella sua integrità soggettiva attuale, un repentino crollo del mercato USA rischia di far saltare tutto, cioè da una parte il sistema industriale tedesco, troppo sbilanciato sull'investimento estero, e dall'altra, i rendimenti sui bond tedeschi che gli servono per pagarsi le pensioni (in caso di nuova recessione "finanziaria" USA, infatti, la BCE non incorrerebbe presumibilmente nello stesso errore di Trichet di aumentare i tassi dell'eurozona, in stolido senso prociclico, a fronte di un dollaro in prevedibile caduta libera).
    Da qui, come prospettiva di compensazione, la via di fuga (in tutti i sensi) di consentire la ripresa di occupazione e domanda (anche estera) nel resto d'€uropa, uscendo dall'euro, e anche di accentuare, nel quadro di una politica estera (ancor) più nazionalista, consentita da ciò, la conquista del mercato in ascesa dei megaspazi eurasiatici."

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    1. Luca non mi è chiaro il passaggio in cui i mercati crollano e il dollaro si svaluta nel mentre si sfalda la zona euro con uscita germania?
      Non mi sembra fattibile un dollaro che crolla in questo contesto.

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    2. Eccone un altro! A voi vi ha rovinato Plateroti.

      1) l’euro è stato fatto per impedire alla Germania di rivalutare;

      2) mi spieghi come fa il marco a rivalutarsi senza che il dollaro si svaluti? Cioè: con un marco si comprano più dollari, ma con un dollaro si comprano gli stessi marchi? Se esiste un mondo così portamici a fare un giro, che i soldi servono sempre! ;)

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    3. @tafazzi

      Non serve la sfera di cristallo per annunciare l'arrivo di un imminente shock esterno (con conseguente crollo dei mercati, sicuramente peggiore di quello del 2008).
      Che il dollaro si sia già svalutato (e che presumibilmente continuerà a farlo nel prossimo futuro) è stato spiegato anche qui dal Prof.

      Da "Macron, Le Pen, e una verità scioccante sull'Eurozona" del 23/09/2017:

      "Il 1991 fu negli Usa un anno di recessione (come lo sarebbero stati il 2001 e il 2009), il che spiega due cose: perché il tasso di interesse Usa diverge vistosamente verso il basso fra 1991 e 1992 (arriva una recessione, la Fed abbassa i tassi), e perché noi ci trovammo in difficoltà coi conti esteri nonostante stessimo facendo "le riforme strutturali" (che poi sapete che il nesso è un altro: si viene messi in difficoltà per fare le riforme strutturali...).

      Certo che il mondo è proprio cambiato! Pensate! Alla fine degli anni '80 ai tedeschi facevano comodo tassi di interesse più alti (mentre ora...), mentre gli Stati Uniti rispondevano a una crisi della propria economia abbassando i tassi (mentre ora...).
      Come dite?
      Non è cambiato niente?
      ...
      Tanto è chiaro, che negli Usa i bravi economisti democratici già mettono le mani avanti, vaticinando una crisi "come quella del 1929", e precisando che in ogni caso, qualsiasi cosa accada, #avràstatoTrump (qui un deludente - per i suoi standard elevatissimi: ma la politica corrompe tutto e tutti - Robert Shiller). Insomma, il mercato Usa sarebbe sopravvalutato per colpa dei populismi, che consisterebbero nel promettere tagli di imposte ai ricchi (che sono il popolo?), e non perché la Fed ha cercato di rianimare l'economia mettendo in circolo quantità siderali di monetà, che son finite ad acquistare attività finanziarie anziché beni reali (prevalentemente perché in fin dei conti sono capitate in mano ai sopracitati ricchi...).

      Ma a noi di quale sia la genesi della prossima crisi statunitense in fondo interessa anche poco. Quello che ci interessa è che ci sarà: e in quel momento chi ora ha tassi di disoccupazione sotto le due cifre, li vedrà rinforzarsi, e chi già li ha sopra le due cifre li vedrà esplodere, in un contesto in cui i tassi di interesse non potranno scendere ulteriormente (posto che ciò serva a qualcosa) e in cui il tasso di cambio potrà solo salire (perché se ci sarà una crisi è difficile che gli Stati Uniti rivalutino, mettendo se stessi in difficoltà: molto più probabile che svalutino, mettendo in difficoltà noi)! Quindi, come vedete, non è del tutto esatto dire che la storia si ripete, che le dinamiche in atto sono identiche a quelle già sperimentate. La situazione è molto simile, ma il contesto molto peggiore."

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    4. Condivisibile molto del tuo scritto.
      Meno condivisibile che allo scoccare della crisi il dollaro svaluti.
      Nel 2001 il dollaro tocco il suo massimo di rivalutazione, nel 2008 il suo minimo.
      Ora dopo aver toccato 1,05 ha svalutato di un quattordicipercento.
      La crisi ha di venire e quindi o tornerà a rafforzarsi o se dovesse continuare a svalutate allo scoppio della crisi il porto sicuro sarebbe proprio il dollaro.
      Del resto risulta evidente che oggi in un contesto di rialzo dei tassi la loro moneta svaluta ossia agisce in opposto alla prassi.
      Siamo in una deflazione da debiti e molti debiti sono da rimborsare in dollari e molti default saranno in dollari.
      Loro magari tenteranno di svalutare ma non è detto che riescano.

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  11. Nell'articolo compare 10 volte la parola tedeschi/tedesche, alla quale è associata di volta in volta la colpa di tutte le politiche sbagliate che hanno portato l'europa dei diritti (immaginata dall'autore) ad essere solo l'europa dei mercati.

    Non pervenuta la parola euro o moneta.

    Andando a cercare altri articoli dello stesso autore su Micromega troviamo lo stesso registro

    nell'articolo post elezioni tedesche lo schema tecnocratico Europeo brutto è voluto dai tedeschi, punto.
    non si nomina la parola euro nemmeno quando critica le politiche monetarie. E parlare di politiche monetarie senza utilizzare la parola moneta o euro è un esercizio di stile anche di una certa difficoltà.

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/germania-in-panne-no-e-il-trionfo-del-neoliberalismo/

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/elezioni-tedesche-un-risultato-scontato-dalle-conseguenze-scontate/

    Nonostante questo il fatto che su Micromega si metta in discussione l'autonomia della banca centrale, la libera circolazione dei capitali (non delle persone ovviamente, tabù ancora troppo grande per la sinistra subalterna) e si torni a parlare di dimensione nazionale credo sia positivo, sono in ritardo anni, non dicono tutto, ci vorrà ancora tempo ma è un primo passo, seppur tardivo e parziale.

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    1. Mi sai dire perché l’autonomia della Banca Centrale sarebbe un problema?

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    2. Perché la gestione delle POLITICHE monetarie (quindi l'emissione di QE quando necessario o di drenaggio della moneta quando in eccesso attraverso imposizioni fiscali più alte). Sono decisioni Politiche e non di competenza del governatore della BC d'Italia nazionalizzata ovviamente. Il cobtrollo delle leve monetarie sono uno strumento politico.
      Altrimenti come ebbe a dire un certo Guido Carli "se io (come Governatore della banca d'Italia) mi rifiutassi di monetizzare il debito quando mi venisse richiesto da un politico DEMOCRATICAMENTE ELETTO farei un atto EVERSIVO.
      Perché non proporre l'euro come una sorta di #BANCOR come lo stesso Keynes aveva suggerito per regolare i deficit-surplus commerciali??
      Grazie professore ma abbiamo tutti lo stesso problema anch'io mi sento male davvero per questa situazione sospesa siamo tutti in attesa che succeda quello che DEVE SUCCEDERE ma suamo impazienti perché tarda a succedere.
      #èl'unica ipotesi per veder sussistere l'euro.

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  12. Gira in rete a sbafo un suo bel libro sulla storia dell'economia sociale di mercato e dell'ordoliberismo. Non è un economista ma ha colto al volo che l'ordoliberismo è una teoria economica, giuridica e sociale, una "biopolitica" per usare il termine di Foucault. È quello che c'è alla base della UE e della UEM, un veleno sociale e individuale che richiede antidoti non solo economici ma anche istituzionali e forse anche psicologici.

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    1. Parlandovi di ordoliberismo non sempre vi hanno fatto un favore, perché vi hanno indotto a vedere un alleato in chiunque ne parli. Non sempre è così.

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  13. Ma come sono cattivi questi tedeschi, proprio dei cattivoni; e chi se l' aspettava! Davvero nessuno l' avrebbe mai immaginato.
    Ma adesso arriva il compagno Centeno, quello del miracolo a Lisbona e vedrete che il vento cambierà.

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    1. Veramente la conclusione è che il progetto è irriformabile. Solo che, dopo una premessa radicalmente errata (che tu sottolinei), e in mezzo ad ambiguità e imprecisioni lessicali, nonché sotto la cappa di piombo della reticenza verso l’euro, questa conclusione si perde, e non me la sento di criticarti se ti è sfuggita.

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    2. No non mi è sfuggita, carissimo, ma il problema è che è tardi, troppo tardi.

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  14. E' un lungo articolo, dettagliato e anche accorato, ma lo iscrivo nella nuova categoria dell'appellismo estremo: l'incapacità della sinistra di guardare in faccia il proprio fallimento, di dare alle cose un nome che non sia una supercazzola.
    Leuropa - tutto attaccato - è un progetto di revanscismo liberista, sic et simpliciter, ma questa semplicità è preclusa a chi le si è venduto, magari senza saperlo, come chi voleva suonare il rock ed è andato a lavorare in banca, credendo che ci fosse una differenza.
    L'unica Europa che sia "altra" rispetto a questo, non c'è bisogno di crearla: esiste da secoli, e ci piace com'è sempre stata, con tutti i suoi difetti e le sue meravigliose differenze.
    Leuropa non distruggerà l'Europa, come non ci riuscì né la prima né la seconda guerra mondiale; ma di certo non l'aiuterà, e lascerà dietro di sè le stesse macerie.

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  15. Possiamo prendere la data di pubblicazione dell’articolo 21/12/2017 del prof. A. Somma come la data della ritirata ordinata e non del drastico rompete le righe degli intellettuali di sinistra a cui a breve si aggiungeranno i politici e i le rappresentanze delle forze di sinistra .
    Che il suo articolo sia stato pubblicato da MCRO MEGA del gruppo dell’ Espresso la dice lunga . L’articolo del prof. Somma fa seguito alla sua pubblicazione presso la casa editrice: Imprimatur "Europa a due velocità. Postpolitica dell'Unione Europea" Collana: Saggi Anno edizione: 2017
    Precedentemente aveva pubblicato presso la casa editrice DERIVEAPPRODI
    "L' altra faccia della Germania. Sinistra e democrazia economica nelle maglie del neoliberismo "
    "La dittatura dello spread. Germania, Europa e crisi del debito "
    Da notare , se questo significa qualcosa , che questa casa editrice ha pubblicato libri di autori come Paolo Ferrero
    Carlo Formenti ,( ex Autonomia Operaia) , Marco Bersani di Attac e il duo sinistra francofona Pierre Dardot/ Christian Laval . Intendiamoci niente in contrario che si diano spazi editoriali alla ex sinistra della sinistra della sinistra OK ?
    Ma oggi A.D. 2017 Alessandro Somma cambia casa editrice e guarda caso la IMPRATUR che ha pubblicato nel 2013 Anschluss di V. Giacchè .
    Conclusioni ? Presto vedremo un QED del Prof. Bagnai sul “ Signora mia l’euro era tanto bello ,ma la Germania era così brutta e cattiva ……..””
    Anzi secondo me già questo post del nostro Professore si può considerare un QED.

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    1. Direi di sì. Faccio notare che è solo l’ultimo di tanti QED in tale direzione.

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  16. Articolo interessante. La critica dell'egemonia tedesca dell'Unione é articolata e documentata, così come la condanna dei Trattati ordoliberisti e l'irriformabilità dell' Unione.
    La critica dell' autonomia della Banca Centrale e della libera circolazione dei capitali é un argomento di sinistra e oggi, con grave ritardo, riaffiora nella memoria degli intellettuali di ispirazione marxista.
    Ma rimane un grande assente: la moneta unica. Nella lunga e articolata analisi, condivisibile e radicale nel giudizio lapidario sull'irriformabilità dell'attuale assetto dell' Unione,
    stupisce tuttavia l'assenza di alcun riferimento circa il ruolo della moneta unica e alle possibili vie d'uscita per l'Italia.
    Si conferma, da un lato, la constatazione della natura liberista dell'Europa e dei Trattati, ma dall'altro non si scorge la visione di un'alternativa per il nostro paese.
    E' come se a sinistra ci fosse un'autocensura: vietato parlare della moneta unica.

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    1. Scusate: cos’ l’autonomia della Banca Centrale?

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    2. L'uso del sostantivo autonomia é improprio, come osservi nel post successivo. Perché si tratta di indipendenza della BCE, non di autonomia. Ma vorrei cogliere la sostanza del problema, al di là degli errori di terminologia. E' probabilmente la prima volta che sento (almeno per me é la prima volta) un intellettuale della sinistra italiana porre la questione del ruolo della banca centrale totalmente indipendente dalle politiche di governo del paese. E parlare chiaramente di irriformabilità dell' Europa, di cancellazione dell' articolo 81 della Costituzione, di rigetto del fiscal compact e di necessità di ritorno alla dimensione nazionale.
      Voglio dire che non mi nascondo le reticenze, le insufficienze nell'analisi e le ambiguità dietro le cose non dette e ignorate dal Prof. Somma, ma rilevo che vi sono anche in questo scritto alcuni elementi di novità : se a sinistra qualche dubbio emerge sul ruolo indipendente della banca centrale e sulla libera circolazione dei capitali, ne prendiamo atto.
      La "narrazione" del sogno europeo della sinistra sta cambiando? O si tratta solo di operazioni strumentali, riposizionamenti tattici, in previsione del cambio di leadership?
      Purtroppo é triste constatare come a distanza di sei anni dall'uscita de "Il tramonto dell' euro" e dall' apertura di questo blog, vi siano intellettuali che, a sinistra, continuano ad ignorare colpevolmente e ottusamente le analisi dettagliate e documentate che tu poni sul tappeto da tempo. E il tempo, ormai, sta per scadere per tutti noi. E per l'Italia.

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  17. é vero che non nomina la parola "euro" nè brexit, nè tantomeno italexit: ma lo stesso Borghi sabato 2 dicembre notte, fino alle 2, a Goofy6 ci spiegava che in questo momento parlare di uscita dall'euro e dalla UE spaventa la gente. Quello che si può fare, secondo lui, è iniettare un piccolo virus con i mini bot (un centinaio di miliardi) per far capire piano piano alle persone cosa è la sovranità monetaria e cosa la moneto unica. E per questo viene accusato dal sovranismo senza se e senza ma di aver rinunciato alle sue idee di uscita dall'UE. Ci ha raccontato anche di come, sul finire della campagna elettorale lui stesso abbia suggerito alla Le Pen di non parlare più di uscita dall'euro e di UE, ma di puntare sul concetto di interesse nazionale. Termini che ho sentito oggi usare esattamente da Salvini. Parlare, come fa Somma, di dimensione nazionale del conflitto sociale a sinistra fino a qualche mese fa era impensabile, senza essere tacciati di essere rossobruni, termine che non sento più. Poi, se vogliamo essere duri e puri anche a parole, possiamo farlo. Ma personalmente, sarei davvero molto contento se davvero riuscissimo a: "tornare alla dimensione nazionale: la sede naturale del conflitto sociale"; e la frase "unica via di uscita per la ricostruzione di un’Europa dei diritti" non si nega a nessuno. Anche perchè per ricostruire qualcosa occorre che sia stato predentemente demolito dalle fondamenta. E poi, nel medio periodo che eventualmente occorrerà (ma quando mai?) per ricostruire l'"altra" Europa saremo tutti morti.

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    1. Peccato che la Le Pen abbia dato retta a lui e non a me. Qualcuno a sinistra l’avrebbe votata. Poi, per carità, se a Somma riuscirà lo sdoganamento del concetto di nazione che è fallito a D’Attorre concordo con te che sarebbe un progresso. Progresso inutile, però, perché come mi disse Cuperlo il giorno in cui lo conobbi: “Sono tutti morti”.

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  18. TOPPA LIBERA TUTTI!

    Premesso che non ho letto il "non paper" di Schäuble né le comunicazioni della Commissione
    e Attilio ha già rilevato la panzana del Centeno,
    mi sembra che Somma indichi un capro espiatorio e un pretesto (non particolarmente nuovo) per salvare la faccia del PD.

    In realtà, il cammino dell'EU procede regolarmente in direzione ultraliberista, senza soluzione di continuità, secondo la visione dei "padri nobili" tanto decantata e condivisa dal PD, ribadendo in modo sempre più serrato, vincolante e permanente quanto già contenuto nei trattati (e in germe in Ventotene).

    Ma avrà stato il "testamento di Schäuble" a "spoliticizzare l'Europa di Maastricht" a favore di una tecnocrazia (come se, fino al giorno prima, la Commissione fosse un organo politicamente rappresentativo, i Parlamenti nazionali ed europei avessero contato qualcosa e la BCE non avesse dettato l'agenda) e a impedire la solidarietà tra Paesi europei non subordinata a ricatti altrimenti detti "riforme".

    A parte una blanda tirata d'orecchie a Padoan e ai ratificatori del FC, non si fa parola di quanto la sinistra sia non solo complice, ma attivissima promotrice di tutte quelle "riforme" neoliberiste e di quei ricatti antidemocratici che Somma descrive con lucidità (e attribuisce a Schäuble e al suo testamento nonostante siano stati attuati nel corso di decenni da tutte le parti politiche).

    Nel filone di IngenueVittimeDellaGermania, unica eclatante novità (nel PD e gruppo Espresso) è che adesso si può dire che l'EU è irriformabile e quindi bisogna fermarla per tornare alla dimensione nazionale (sede naturale del conflitto sociale).
    Ambiguo il finale: bisogna incidere sui fondamenti (significa disfare?) dell'UE dalla dimensione nazionale, per la ricostruzione di un'Europa, intesa come continente di nazioni o Unaltraeuropadeidiritti?
    L'euro è ancora tabù.

    Somma non sembra essere un critico dell'ordoliberismo europeo dell'ultimo secondo; con lui condivide una casa editrice, è autore di "Rottamare Maastricht" con Barba, D'Angelillo e Paggi: "tra color che stan sospesi".

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    1. Cara Marie Antoinette, capisci bene che se nel 2017 siamo ancora alle ambiguità, la destra è finita, perché andrà al potere senza uno straccio di sinistra che le faccia opposizione! Comunque, guarda il bicchiere mezzo pieno: l’autore sicuramente crede alla vulgata piddina secondo cui “siamo fuori dalla crisi” (la sua analisi del Portogallo mostra che non sa né vuole leggere i dati), per cui il fatto che si esponga ora denota un certo coraggio.

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  19. Ho avuto il piacere di partecipare, circa un mese e mezzo fa, ad una mattinata nella quale il prof. Somma era l’ospite ed il relatore unico.
    A mio parere – ho una formazione storica – il professore ha ricostruito in maniera complessivamente solida la storia del processo di integrazione europea, menzionando alcuni passaggi qui ben noti (il ruolo degli USA e della Guerra Fredda, la differenza tra il debito di uno Stato e quello di una famiglia, il meccanismo soldi-in-cambio-di-“riforme” adottato dalla UE, ecc.), ma non necessariamente ovvi in un consesso di quel tipo. Il messaggio con maggior potenziale politico mi era sembrato il richiamo ad una “democrazia economica” (cit.) che possa “produrre emancipazione” (cit.), sul modello dell’esperienza dei Paesi dell’Europa occidentale dei Trente Glorieuses (1945-1973). Tuttavia, in un intervento di circa due ore, il professore ha liquidato la questione monetaria in un solo passaggio tanto rapido quanto azzardato, in cui ha affermato che avere l’euro o una valuta nazionale non farebbe oggi differenza, fermo restando il contesto ordoliberista dato.
    Ho atteso pazientemente il momento del dibattito, all’inizio de quale ho cortesemente contestato la sbrigatività del passaggio sulla moneta unica (obiezione accolta) e fatto notare due aspetti che – ancora una volta – qui sono di casa: 1. l’euro come istituzione fondamentale della costruzione europea da lui descritta come oppressiva, e quindi dell’ordoliberismo in quanto tale; 2. la sovranità nazionale come condizione nella quale gli esempi di “democrazia economica” a lui graditi si sono storicamente realizzati. Dopo le doverose concessioni alle osservazioni dell’interlocutore (ho un po’ di esperienza di dibattito accademico…), il prof. Somma ha concluso la sua replica affermando che con “questa classe dirigente” (cit.) il recupero di sovranità nazionale non porterebbe alcun beneficio.
    Nell’economia del dibattito, tale affermazione ha evidentemente agito da captatio benevolentiae e, al contempo, ha condizionato la discussione: invece di contribuire all’analisi del tema in oggetto, la gran parte degli interventi successivi, infatti, ha prodotto variazioni sul caro vecchio tema universale del “sesomaggnatitutto”, buono per discutere di politica tanto sul ghiacciaio con Ötzi, quanto al bar di Guerre Stellari. Risultato: tre ore che avevano prodotto spunti molto interessanti e tutto sommato eterodossi per il contesto al quale erano stati proposti si sono chiuse con proposte donchisciottesche (“bisogna fare una rivoluzione culturale mondiale”, cit. un partecipante) e quel vago, deprimente senso di superiorità che serpeggia alla conclusione degli eventi politico-culturali, ossia la convinzione di essere tra i pochissimi eletti che hanno fatto lo sforzo di dedicare un sabato mattina a discutere i destini dell’umanità e hanno capito che solo un (indefinito) cambio di padroni classe politica ci salverà. Insomma, tutti contenti di “sapere di sapere”.
    Non sono ovviamente in grado di giudicare le intenzioni del prof. Somma. Tuttavia, quella che mi è sembrata la scelta consapevole di non affrontare il tema dell’euro all’interno della sua trattazione, né di cogliere pienamente un’obiezione costruttiva in merito, ha rinforzato in me una semplice convinzione: anche l’argomentazione più solida, in un lavoro scientifico o divulgativo, non si può permettere tabù, né in cattiva (“lascienza”), né in buona fede.

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    1. Sì, questa è la stessa impressione che ho io. Ovviamente si può dibattere se comunque certe parole, dette da un eurista, possano avere un valore disgregante per il fronte eurista (tanto più quanto più questi è eurista). Alcuni colleghi vedono la cosa in questo modo, forse perché hanno un'esperienza del dibattito diversa dalla mia, e mi esortano a considerare il valore "progressivo" della chiusa di Somma (dove peraltro si parla di "autonomia", anziché di "indipendenza" della Banca centrale, non capisco per quale motivo). Io purtroppo vedo anche il valore regressivo che tu descrivi perfettamente. Nulla da aggiungere. Il fatto è che tu per lavoro ti occupi di storia dei paesi del Southern Cone (a meno di un'omonimia alquanto improbabile) o giù di lì, e questo, ovviamente, fa di te lo spettatore di un film già visto.

      Goditi il vantaggio, e fammi le condoglianze: l'unica via non è la rivoluzione: è la clonazione. Se fossi non dico 100.000, ma anche solo 1.000, domani usciremmo e ci andremmo a fare una bella passeggiata per la globalizzazione...

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    2. "ha affermato che avere l’euro o una valuta nazionale non farebbe oggi differenza"

      Horrĕo!

      Indi e vero che la maggior parte delle persone non si dà pena di leggere i libri, ma solo le copertine. E sì che richiedeva poco sforzo leggere e comprendere quanto segue (corsivi miei):

      «Merito di un messaggio semplice: quando Paesi strutturalmente diversi decidono di aggiogarsi sotto una moneta unica, se sorgono problemi, come una recessione mondiale, bisogna che nel Paese in maggiori difficoltà i lavoratori accettino di farsi tagliare i salari, o magari di emigrare in cerca di lavoro. Altrimenti, la moneta unica collasserà.»
      A. Bagnai, Il tramonto dell'Euro, pg. 11, sinossi chiara e lapidaria di Mundell (1961)

      Messaggio che, volendolo sintetizzare al massimo, risulta essere: "il problema è la moneta unica in un'area non ottimale, non la germania in particolare".
      Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, etc., etc.

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    3. Per lavoro tre anni fa ho deciso di occuparmi di studenti dell’anglosfera, a cui suggerire che il mondo è fatto anche di luoghi e non solo di spazio. Ho capito che nessuna carriera accademica cosmopolita nel mio ramo specialistico (per altro impervia) poteva darmi maggiori soddisfazioni del portare i figli della civiltà che informa il mondo contemporaneo a scoprire una di quelle “comunità che hanno progetti culturali differenti” (cit. Cesare Pozzi @ Goofy6 – panel stimolante, per inciso), o almeno ancora tentano di averne. Nella pratica, co-fondare una micro-impresa familiare in mezzo alle montagne e provare a vivere di insegnamento accademico indipendente. Con il senno di poi, credo che le ore passate a leggere Il tramonto dell’euro durante la mia ultima campagna di ricerca a Rio de Janeiro, nel rumore del traffico e nel caldo torrido, abbiano dato il loro contributo: come minimo, tante inquietudini e tante domande nuove, spero a prova di clonazione… Buon lavoro!

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  20. Il trasbordo delle salme reali è un piano di revival patriottico?

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  21. Beh, se può essere utile, il "non paper" son poi 3 paginette e le trovi qui:
    http://dropcanvas.com/by5ym

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  22. Io ricordo di aver lasciato un commento qui il primo ottobre, ma in qualche modo venne cassato.
    Era per dire che dopo aver tentato in ogni modo di avvertire una certa comunità di un certo pericolo, mentre ero in un periodo di forte burnout, ero solo riuscito a finire preda io di forti spasmi muscolari.
    Dopo aver fatto diverse donazioni ad a/simmetrie tra cui una proprio stanotte, spero sia chiaro non sono mai stato un troll.
    Per cui, prima di sparire per un po' prima di rischiare l'esaurimento nervoso, vorrei consigliarvi a tutti, come comunità, di fare maggiore attenzione d'ora in poi a tutti quelli che tenteranno di sfiancarvi e ridicolizzarvi fino a debilitarvi.
    So di cosa sto parlando, perciò segate i rami secchi e deboli e fate in modo che anche i membri più 'deboli' non vengano presi di mira da una certa dozzina di account nati col solo scopo di banalizzare questa battaglia.

    Io provavo dei forti sentimenti per una comunità di cui facevo o pensavo di far parte; ho avuto modo di venire ai ferri corti negli anni con credenti e complottisti... Ma mai avrei pensato di finire per odiare così tanto chi mi ha dato modo di sviluppare una mentalità scettica, stoica e scientifica.
    Mai mi sarei aspettato che da certa gente così attaccata alle fonti e al rigore scientifico avrei ricevuto solo sputi e morale da 4 soldi.

    Ho deciso di prendermi almeno un mese di vacanza, perché se gli altri possono vivere in denial per anni, io posso anche almeno fregarmene di tutto per un mese.

    Si riguardi.

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    1. Caro Dario,

      non stento a credere che tu sia psicologicamente provato. A me risulta in coda solo un tuo commento su un post di ottobre, intitolato "A Lilith". Il tuo commento era molto semplice: "A Lilith". Non ritenni di pubblicarlo perché mi sembrava più una prova tecnica che un commento. Poi seguì un commento nel quale mi dicevi che quel commento per te era molto importante e quindi avrei dovuto pubblicarlo possibilmente senza pubblicare il commento in cui mi dicevi che era importante, e questo perché nel frattempo mi stavi facendo donazioni. Ora, così facendo violavi un paio di norme saldamente iscritte in questa comunità: la prima è che io non sono la vostra segretaria, e la seconda è che se mi sostenete lo fate per fare un favore a voi, non a me. Io stavo meglio prima, credimi.

      Mi risultano in effetti alcune tue donazioni delle quali ti sono grato. Un oceano è fatto di tante gocce e nessuna è inutile, così come nessuna può essere data per scontata e deve essere meritata. Io cerco di meritarmele, fra le altre cose, mandando avanti la discussione, che qui è a un livello di raffinatezza che sorpassa, credimi, anche quello che posso avere, riservatamente, con molti intellettuali che stimo. Ovviamente, questo ha anche degli svantaggi. Esattamente come l'arrivo dei "migranti economici" deve essere disciplinato per evitare che impedisca l'accoglienza di quelli che abbiamo il dovere di accogliere, ovvero le persone cui viene riconosciuto lo status di rifugiati, qui l'arrivo dei commenti simbolici deve essere disciplinato per impedire che essi sovrastino la pubblicazione dei commenti che sento il dovere di pubblicare, quelli scientifici.

      Ma non è niente di personale.

      Se poi hai delle indicazioni precise da dare, non complottiste e fumose, dammele, riservatamente (che non significa: nella coda del blog), e vedrò come gestirle.

      In ogni caso grazie.

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    2. Lili è il nome che vorrei dare alla mia prima figlia, se mai ne avrò occasione, visto che nel frattempo la possibile madre è emigrata in cerca di fortuna nelle Australie.

      Le ho inviato un messaggio con una nuova donazione, grazie di tutto e a presto.

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  23. Un tale polpettone lungo come una calcolosi renale, concede al lettore solo la percezione che il suo autore abbia voluto mettere le mani avanti (rigorosamente "guantate" di bianco)in prospettiva di un sanguinoso futuro radde rationem.
    Una volta appurato che è profondamente inutile rifarsi all'utopia dei famigerati Stati Uniti d'Europa, mai una volta che a questi intellettualoidi venisse in mente in primis di proferire la banale soluzione...lavorare tutti insieme per un uscita ordinata dall'Euro, riprendendosi ognuno la propria sovranità monetaria.

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  24. Nessuno è pronto per una ItalExit a livello mentale (o molto pochi) perché lo scenario davanti ai nostri occhi è totalmente incerto. Se poi riemergono gli scenari degli “Italiani Traditori” della Seconda Guerra Mondiale con tutto quello che ne è seguito .. un brivido percorre l’essere. E’ difficile imboccare un sentiero dove se va bene ci si fa male e se va male … e chi mette freni al peggio. Forse questa volta, memori dello sfascio precedente ci possiamo preparare [politica permettendo] e cercare di governare questa fase con intelligenza. Non è critica alle Sue analisi Professore, ma per chi oggi sta male in Italia, all’uscita/dissolvimento Euro moneta, che ne sarà di costoro ??? [dico costoro, ma che ne sappiamo che quella non diventi anche la nostra categoria]. Le ricette che sento, leggo ovunque, mi danno l’idea di aspirina per una polmonite allo stadio finale. Ah, grazie a Somma per le info, non mi sembra aggiungere nulla di sconvolgente ma solo confermare. Ma forse è solo colpa di questo freddo lunedì.

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    1. Horror vacui... ancora?
      Tra l'incerto e il certo sfacelo cosa sceglieresti?
      Chi sta male a causa dell'euro, cosa ne sarà di loro restando nell'euro?

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  25. Meno male che abbiamo avuto l'euro! Almeno abbiamo potuto conoscere Bagnai Alberto. Sei troppo simpatico...non hai un talento, ma mille talenti! Buon 2018!

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  26. Commento sintetico: "Nihil novi sub soli" et "Mutatis mutandis"

    Metodo di lavoro: "... a saper bene maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente"

    Obiettivo finale: privare i popoli della sovranità e della libertà

    Svolgimento:

    "Un articolo lungo e faticoso da leggere, dove la critica a "leuropa irriformabile" e ai tedeschi cattivi non fà che rafforzare la narrazione del potere tecnocratico e della sua irreversibilità.

    I citati documenti tecnici proposti dalla commissione EU nascondono, in altre forme, il famigerato ERF cioè il Fondo di Redenzione che, con la scusa di ridurre i debiti pubblici, serve a consegnare a tecnocrati, non eletti e protetti da immunità, i poteri economici e a privatizzare tutte le principali leve economiche nazionali.

    La conclusione è "tutto (dovrebbe) cambiare perché qualcosa cambi" ma è un lavoro immane e presto ci sono le vacanza di Natale e allora ... Auguri e Felice Anno Nuovo


    PS la mia libera esegesi delle conclusioni di A. Somma:

    "La verità è che questa Europa è irriformabile, i fondamenti dell’Unione economica e monetaria sono solidi, nessuno rinuncerà alla libera circolazione dei capitali, ai vincoli al debito e al deficit, all’autonomia delle banche centrali. Occorre far finta di ripoliticizzare il mercato, e per fare questo fingere di tornare alla dimensione nazionale: la sede naturale del conflitto sociale, unica via di uscita per la ricostruzione di un’Europa dei diritti."

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  27. La Riforma protestante 2.0 (i.e. Eurista):

    «Fermiamo l’Europa tedesca», ossia come Wittenberg si trasformò in Roma ed i piddini in luterani.

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  28. Questo commento non aggiungerà molto a quanto è stato detto, se non un ritaglio di esperienza personale che spero sia condivibile per altri lettori. La leva che mi ha spinto ad approdare su questo blog è stata l'istinto: il subodorare che la favola che mi veniva raccontata fosse mendace. Ma non è finita. Cosa mi ha spinto a rimanerci ancorato saldamente? Perchè non pascolare beatamente Su Scenari Economici, Byoblu, Costituzione di qua, Nazione di là, Finanzabrutta di su e chi più ne ha più ne metta? Semplice: perchè dopo due minuti, anche senza particolari basi culturali, ti rendi conto del carattere dilettantesco e abborraciato dei loro contenuti. Là fuori è tutto un "neolibbberalismo, orrrdolibberismo, globbalizzazzione, ooorrweelll, i robot ci domineranno!11!": categorie concettuali svilite, infangate, svuotate da qualche ego chiassoso, rese inutilizzabili ai fini della comprensione, rubate all'intelletto anche quando abbiano un loro effettivo e contestuale significato. Questo Alessandro Somma ce la mena con: "neoliberalismo", "mercato spoliticizzato", "tecnocrazia"...perchè non parla di IMPERIALISMO? Perchè non ne parla santo cielo? Per ora, per quanto mi riguarda, tutto è stato nel saper cogliere l'esattezza, la scientificità, e QUINDI il coraggio delle categorie concettuali che mi sono state proposte. Fino ad ora mi sono trovato bene. Fino ad ora me ne sono stato buono su Goofynomics. [Mentre scrivevo il commento ho schiacciato qualcosa che lo ha fatto scomparire. L'ho riscritto, mi scuso se è arrivata una copia tronca]

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  29. Prof,sto finendo di leggere LA CRISI NARRATA de IL PEDANTE,penso che il Prof Somma andrebbe annoverato nel folto gruppo dei QUESTISTI;questa Leuropa non va ma Laltra...Revisione dei trattati,con quale maggioranza,la CATTIVA GERMAGNA sarebbe favorevolissima(sic!).Ritorno al perimetro nazionale,con LEURO?
    Banca centrale dipendente dal tesoro con sovranità monetaria non è più semplice per un vero cambio di paradigma? Ma Prof Somma,ORGOGLIOSO, sicuramente pensa :EH MA NOI SIAMO QUELLI DELL'EURO.
    AMEN.

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  30. Frase attribuita ad Andreotti in occasione dell'unificazione tedesca: " Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due "

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  31. Analisi condivisibile, meno profonda e completa di quella del Professor Bagnai, ma la conclusione rappresenta un eufemismo rispetto a quello che si deve dire, mitigando e sottostimando quello che si dovrebbe fare per uscire dall'impasse in cui ci troviamo.

    Cito alcune pillole:

    "La verità è che questa Europa è irriformabile"

    E' irriformabile in quanto è fuori dal controllo e dalla disponibilità del potere degli stati che hanno abdicato il potere per rinunciare ad essere colpevoli del disastro che realizzano al governo, si sono deresponsabilizzati.

    "occorre incidere su tutti i fondamenti dell’Unione economica e monetaria, dalla libera circolazione dei capitali ai vincoli al debito e al deficit, passando per l’autonomia delle banche centrali"

    Tradotto alla buona, smantellare l'unione monetaria (che comporta i vincoli e la centralizzazione della politica monetaria a Francoforte) e per i paesi dell'Eurozona, un ritorno, meglio se concordato,
    alle valute nazionali (non concordato ove la concordia mancasse), il mercato unico, la libera circolazione delle persone, possiamo tenerla, quella dei capitali può esserci, ma deve essere razionale e meccanismi di controllo, soprattutto a livello finanziario e bancario (magari un moderno Glass-Stegall Act).

    N.B. Si noti che viene evidenziata l'esigenza di modificare la costituzione per sterilizzare i vincoli anti-economici, il cui principe è il pareggio di bilancio.

    "occorre ripoliticizzare il mercato, e per fare questo tornare alla dimensione nazionale: la sede naturale del conflitto sociale, unica via di uscita per la ricostruzione di un’Europa dei diritti"

    Il governo deve fare il governo.

    Fine

    E per rispondere al saluto del professore, scrivo

    Et cum spiritu tuo (chiaramente non è sardo)

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  32. Risposte
    1. "L'Europa è irriformabile"

      come affermazione nasconde un vizio semantico ed uno logico.

      Vizio semantico: in quanto scambia l'Euro (moneta) con un continente (l'Europa): scambio assai caro agli euristi.

      Vizio logico: perché si vuole escludere - a priori - la soluzione alternativa più ragionevole (a causa della, sempre rispuntante, cara vecchia TINA).

      La riforma dell'Europa è fattibile e ricca di possibilità e sviluppi;
      basta solo avere la volontà politica di attuare un proposito razionale: abbandonare la moneta unica.

      Almeno così mi sembrò d'intendere - e sto andando a memoria - dalle parole di Giandomenico Majone:Ripensare l’unione dell’Europa

      „Es giebt so viele Morgenröthen, die
      noch nicht geleuchtet haben.“

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