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mercoledì 6 settembre 2017

L'economia è la continuazione della guerra con altri mezzi (articolati)

(...sto partendo per Halle, dove dovrò presentare la rete INFER a un seminario organizzato dall'IWH in collaborazione con INFER: potremmo chiamarlo "Alla ricerca dell'inflazione perduta". Non presento nulla, sono in visita pastorale, magari parlerò anche di a/simmetrie, dovevo fare una discussion, ma all'ultimo l'autore si è ritirato. Vado più che altro per conoscere Gregor von Schweinitz, coautore, insieme con un ex membro del direttivo di INFER, di questo articolo, che ho citato spesso, sperando che ai cretini del 30% venisse in mente di leggerlo. Ma son vane speranze. Comunque, la vittoria, come sapete, ha molti padri, e, come avrete intuito, noi siamo ovunque e loro lo intuiscono, anche se non tutti siamo usciti dal guscio. Oggi riesce dal guscio il nostro amico Marco Basilisco, che ha avuto molto da fare, per diversi motivi. Deve raccontarci un interessante aneddoto. Dato che io mi fido, ho fatto controllare il suo referto complottista da un'esperta del settore. Vedrete anche il commento dell'esperta. Io non commento perché sto preparando slide per Maratea. Voi fate quello che potete, ma sempre carini e coccolosi, mi raccomando...)




Caro Alberto,

è tanto che non scrivo qualcosa per Goofynomics e la rabbia è pari al senso di colpa.

Una piccola osservazione, vedi se serve.

Andando al lavoro ascoltavo Radio24 sul GRA e mi sono trovato ad ascoltare un’utilissima trasmissione dedicata all’autotrasporto. (Il candidato è fuori tema? Aspetta …)

Ho appreso le seguenti cose.

1) Gli autotrasportatori del Friuli Venezia-Giulia sono in ginocchio (fallimenti a catena, licenziamenti di massa, …) a causa di una sorta di dumping fatto dagli autotrasportatori dei paesi dell’Est che si chiama “cabotaggio” (arrivano vuoti e non potrebbero, se ho capito bene). La polizia stradale lavora ma non ha i mezzi per i controlli [nota per i volonterosi contributors: se ho googlato io la parola cabotaggio, potevate farlo anche voi che per definizione avete da fare meno di me, altrimenti sarei io a scrivere per il vostro blog].

2) Al Brennero i controlli austriaci si sono fatti asfissianti con rallentamenti che causano seri danni agli autotrasportatori italiani.

3) Last but not least: il 12 agosto a Rastatt nella Valle del Reno cedimento dei binari “a seguito di un incidente costruttivo”. Blocco per il trasporto merci dall’Italia. I tedeschi non sono sostanzialmente in grado di prevedere quando riprenderà il funzionamento. 

Mi hanno detto che certe espressioni come “Finirà male”, “Arriverà il fascismo”, “Siamo in guerra” non andrebbero usate. Sono un po’ logore e forse puzzano anche di hate speech.

Posso però confermare che è in atto un’aggressione continuativa e coordinata contro il nostro paese. Mi sento di dire che “la guerra economica è la continuazione della guerra con altri mezzi”. Forse più efficaci.

Io non lo so cosa arriverà. Però so che il botto si vedrà da Alpha Centauri.

Anche Popper si salvò in Nuova Zelanda. Non è che io sono meno vigliacco di lui, quindi prendi una doppia sulla nave.

Marco Basilisco

P.S. La nostra umana solidarietà agli ingegneri tedeschi che vivono tutta la vita inseguendo un ideale irraggiungibile.
(...due osservazioni: il botto si vedrà sì da Alpha Centauri, ma fra 4,36 anni. Nel frattempo io sarò andato non solo in Nuova Zelanda, ma anche da qualche altra parte, e comunque rigorosamente da solo. Fatte queste due osservazioni, passo a riferirvi il commento dell'esperta del settore, la mia badante - l'avrete vista ai goofy...)

Tutto vero ed anche peggio.

1 - il cabotaggio danneggia sopratutto i trasportatori italiani che effettuano trasporti nazionali. Molti trasportatori stranieri ne abusano, la polizia controlla, ma non arrivano e spesso con un accurato cambio di documenti di trasporto si può sfuggire.

2 - i controlli si sono intensificati sia in AT che in CH. In Francia con la legge Macron dal 1 luglio 2016 non si scherza (protezionismo a favore dei trasportatori francesi in patria). Gli austriaci anche hanno emesso una legge restituiva a favore dei loro trasportatori, ma dopo le proteste di inizio anno (se non ricordo male il periodo) hanno smesso di applicarla, ma esiste ancora. In pratica richiedevano a tutti i trasportatori non AT una tale burocrazia per ogni singolo trasporto che iniziasse o finisse in AT che di fatto solo i trasportatori AT potevano lavorare in territorio AT.

Questo costa tanto, perché ti esclude da una fetta di mercato dei carichi, se non carichi e stai fermo senza merce da trasportare un camion ti costa circa €300 al gg, quando li recuperi?

Con più controlli aumenta il transit time dei viaggi. Esempio: se un camion mi fa 10 viaggi al mese, con più controlli ne faccio 5 ed i costi fissi (vedi sopra) come li ammortizzo?

Mettici pure che tutte le aziende ormai lavorano senza magazzino. Te la faccio breve: io ho clienti che per 5 MINUTI di ritardo in un viaggio da IT  per UK (2200 km) mi fanno € 500 di penale, ed io trasportatore la posso girare alla polizia austriaca? Nein.

Anche noi, per sopravvivere, i camion li abbiamo in [paese del gruppo di Visegrad]. Ci costano tra uffici, dipendenti, autisti, leasing e service, ma in Italia sarebbe impossibile. Avremmo già chiuso. 

I colossi Europe Fercam, LKW Walter, se non sbaglio loro si appoggiano molto in Bulgaria, ma dovrei verificare.

3 - non facciamo intermodale, ma non mi stupirei.

Spero di esserti stata utile.
Ecco: questi i fatti.
Con lo zelo del neofita l'amico Basilisco li condisce con un minimo di complottismo: tre coincidenze fanno un indizio, ça va sans dire, ma non una prova. In altre parole: che i paesi core facciano dumping, mentre si proteggono in ogni modo possibile, non dovete insegnarlo a me, perché sono io che l'ho insegnato a voi (seconda legge della termodidattica: non è buon maestro chi non è superato dall'allievo). Che ci sia un disegno organico e coordinato mi sembra un po' improbabile, ma non cambia di molto la sostanza. Un unico dato è oggettivo: per il punto [2] gli autotrasportatori devono ringraziare il governo italiano, che lasciando decidere alle ONG la propria politica di accoglienza, ha dato ai paesi confinanti un ottimo pretesto per rendere economicamente insostenibile l'operatività dei vettori italiani caricandoli di giustificabilissimi controlli. Le ONG i costi di questi controlli non li pagano: li paga il consumatore, "sovrano" del mercato no border di cui loro sono il poliziotto buono. Non capisco perché dobbiamo prendere i nostri fratelli europei a modello in tutto, tranne che nel loro legittimo desiderio di controllare le frontiere (desiderio che per una serie di accidenti storici, per pura fatalità, interviene quando l'Italia, nei modi che sapete, si trova in surplus di bilancia dei pagamenti). Vorrei farvi riflettere che abbandonare tutto ciò che è rete (dalle telecomunicazioni alla logistica) in mano straniera, o far comunque infiltrare, o mettere comunque questi settori in condizioni di dipendenza da aziende straniere, significa creare un enorme vulnus all'autonomia del paese. Ma nel delirio irenico dei nostri padri della patria questo, evidentemente, è destinato a restare un trascurabile dettaglio.
Il risveglio sarà duro.

32 commenti:

  1. Il botto si vedrà dopo 4 anni e 4 mesi circa.

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  2. Se il botto emetterà luce, mancherebbe una virgola nella distanza da alfa centauri.

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  3. L'intero nuovo codice doganale dell'Unione è costruito in modo tale da favorire non solo la creazione di una Dogana centrale continentale, preludio a mio avviso alla costruzione di uno stato unitario (piaccia o no, questi vanno avanti a spron battuto), ma anche sul consolidamento del predominio dei giganti della logistica (Shenker, Dhl, Panalpina ecc ) sulla sterminata rete di piccoli e medi operatori del settore.
    La modalità è semplice: ottenendo una certificazione (AEO) piuttosto complicata per un piccolo operatore ma semplice per un grande gruppo si può sdoganare in qualsiasi paese dell'Unione.
    In remoto.
    La scelta degli uffici e del personale può quindi essere fatta con metodo cherry picking (indovinare qual'è il criterio, do un indizio: sembrano molto gettonati i paesi membri dell'est) mantenendo solo una componente esternalizzata per le operazioni fisiche nel porto d'ingresso, ormai rarefatte.
    Chi può permettersi di aprire e chiudere uffici e reparti in ogni dove, se non i grandi colossi continentali?
    Viva la concorrenza!
    Il campione continentale ovviamente si chiama DHL di proprietà di Deutch Post, si insomma, la signora Germagna.

    Non sono complottista, ma il progetto europeo è un complotto, enorme, sotto il mostro naso.
    I regolamenti sono chilometrici e ci vorranno anni a interpretarli (molto peggio di quelli discendenti da Maastricht per capirci), ma sono li, già scritti e parlano chiaro.

    Questo è nella sfera delle mie competenze, scrivo dal cellulare quindi chiedo venia per eventuali errori ed estrema sintesi.

    Cordiali saluti
    Paolo

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    1. Concordo su tutto ciò che hai scritto.
      A noi piccoli(sono doganalista e gestisco una agenzia di pratiche doganali)ci stanno progressivamente buttando fuori dal mercato e senza tanti complimenti.
      Le normative sono diventate di un numero di pagine mostruoso e per giunta scritte in modo poco comprensibile.
      Quello che prima era di qualche decina di pagine ora è diventato di diverse centinaia.

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    2. Certo che lo condividi, siamo colleghi!
      Ai bei tempi bolscevichi una piccola casa di spedizioni, approfittando della propria "elasticità", poteva ritagliarsi la sua piccola porzione di mercato sul territorio nel quale operava.
      Oggi, nello splendido mondo Leuropeo portatore di un ambiente favorevole all'attività imprenditoriale, se non hai almeno un addetto dedicato esclusivamente a contenzioso, informatica e autorizzazioni varie sei morto.
      Per non parlare dell'aspetto finanziario, nel quale sempre casualmente il nuovo codice entra a gamba tesa.
      In bocca al lupo...

      Cordiali saluti
      Paolo

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  4. I "rivoluzionari" da oltre un secolo attendono (o si propongono di promuovere) l'esplosione della "contraddizione" capitalistica.
    I progressisti , i miglioristi, i pragmatici , i positivisti e i tradizionalisti si accontentano di gestirla o di assestarla una volta per tutte.
    Nel frattempo, diceva l'A-rivoluzionario Keynes (in altro contesto), saremo tutti morti. Forse lo siamo già. Ed è un bene (?). Perchè si capirà(?) che la "contraddizione" , in verità, siamo noi esseri pensanti "abitatori" dell'Occidente (che va da Lisbona a Miami passando da Tokyo, e dal polo nord al sud passando dalla
    Nuova Zelanda) (e da Parmenide al Rock, passando da ... ).
    (questo commento è un mio "E.Severino moment". Mi serve per sottrarmi all'angoscia del "Tremendum" che ci sovrasta e che A.Bagnai offre alla nostra disponibile e sempre grata attenzione).
    (p.s. non c'e' più il Tremendum di una volta)

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    1. Una delle pre-visioni è la scomparsa del piccolo in ambito economico, come la piccola impresa e il negozietto, peraltro in atto già da tempo.

      Se si pre-vede un terremoto, atto di intelligenza nonché di carità (amore) sarebbe dar retta e attrezzare gli esposti, dopo avere rispettato un esperto; e se poi quella cosa in quel periodo non si verifica, evitare di gridare al complottismo e attrezzarsi e informare comunque, data la natura del nostro territorio.

      Allo stesso modo per la pre-visione di cui sopra (copyright il tanto venerato Marx), attrezzarsi per evitare il più possibile la moria di vite lavorative e di quelle che da esse dipendono, cioè la moria di vite.

      Non, invece, crogiolarsi - forse perché non se ne è direttamente toccati ? - nel compiacimento che "l'ha detto
      Marx", "non ci si può far niente", "succede quel che deve succedere" e "la realtà lo sta confermando".

      Constatazione: più si va a sinistra, più il ragionamento (?) è questo.
      Più si va a sinistra, più si trovano consonanze col grande capitale (per la convenienza al "grande numero" di aspiranti salariati, già fatto notare dal Prof.).

      Domanda: ragiona (?) così la "futura" (e attuale) "umanità"?
      Che schifo.

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    2. Scusi, signora Adriana, sembra la sua una risposta a quanto da me scritto. Se non è così chiedo venia.
      Ho citato , nelle prime quattro righe, i nemici e gli amici della "contraddizione", della cui esistenza Marx era teorico.
      Non adoro Marx, anzi, e sono toccatissimo (materialmente, nel portafoglio, nella famiglia) da situazione economica e politica . E , questa situazione, è descritta magistralmente in questo blog.
      Sono convinto, peraltro, che la frequentazione del pensiero filosofico di E. Severino aiuterebbe tutti a "mettere in luce" (non prevedere, cosa diversa),la radice (molto lontana e quindi molto effettuale) della molteplicità delle storie . Aiuta e aiuterebbe, anche, molti (non Bagnai che è attrezzato, ma certo me) a essere consapevoli
      del proprio "pensare" e del proprio "agire".
      Ma , certamente, è mia opinione; forse inopportunamente espressa, qui.
      Torno a zappare.

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    3. @ssicli

      Grazie della risposta e dell'attenzione.

      In effetti, pur nulla sapendo di Severino e avendo letto neppur tanto attentamente il suo commento, mi era non so come balenata l'idea che il mio incavolato commento fosse, per qualche via, continuazione del suo discorso.

      Tanto, il mio, puntuto e risentito pensiero quanto "tanta" la personale appartenenza a quell'area complessivamente traditrice degli ideali conclamati cioè, nel concreto, delle persone.

      È evidente che non importa la quantità di Marx letto, poco quasi nulla - il Manifesto e quel capitolo del Capitale che piaceva agli allora giovani "romantici".

      Parte attiva?
      Mezz'ora forse una, a distribuire volantini davanti al liceo classico più prestigioso della città - non l'ex mio, che era e credo rimasto il secondo su tre tra quelli statali - e poi via a lezione universitaria.
      Per dire che ideali conservati nel tempo, militanza o no non fa differenza nel ragionar di parte.
      E un lungo anche fiacco voto a sinistra per ideale, appunto per appartenenza, fenomenicamente e metabolicamebte abitudine, compreso l'ultimo, anni addietro neppur tanti, punto espresso mestamente scherzando per cui avrei continuato a votare a sinistra proprio in quanto abitudinaria e conservatrice, per "conservare la sinistra".

      Avrei ancora votato PD nel 2011, ci fossero state le elezioni, di cui tuttora a livello di bassa-medio plebe cioè mio si dice che detto partito non le volle nella consapevolezza di non avere la maggioranza.

      Essendo un poco complottista, poco davvero, penso che qualcuno sapesse che cosa si stava cucinando.
      In ogni caso, elezioni non furono.

      Poi mi imbattei nel blog, non ricordo se in quel medesimo novembre, come narcisisticamente mi piacerebbe e sarebbe il massimo.

      In conclusione: se torna a scrivere, la leggerò con maggiore attenzione.
      E, volendo, ci si può dar del tu.




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    4. Ops,

      @sscicli

      Sorry, avevo sbagliato il nick.

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  5. Aggiungo una piccola nota di colore (marrone, ca va sans dire): il consiglio nazionale degli spedizionieri doganali è ultra europeista fino al midollo.
    Ha espresso addirittura una parlamentare, tale Roberta Oliaro, nelle liste di Sciolta civica.
    La maggior parte degli imprenditori italiani a me sembrano kamikaze "statoladro" che pensano di trovare rifugio ne Leuropa germanocentrica, cioè dalla parte di quelli che ritengono il più forte (a ragione) aggressore dello Stato italiano, senza comprendere che non saranno fatti prigionieri tra noi.
    Non esiste ragionamento in grado di farli rinsavire, loro odiano lo Stato (italiano) per mestiere, tanto da non capire che quello europeo sarà molto più potente e lontano dai cittadini (chi si potrà permettere un contenzioso tributario direttamente a Bruxelles?).
    Ma non sono ne il primo ne l'ultimo a fare queste constatazioni, sarò carino e coccoloso, evitando di confrontarmi con costoro, non sono abbastanza forte da resistere alla tentazione di urlare.
    Per questo credo nel potenziale di Asimmetrie.

    Paolo

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    1. Purtroppo è così!
      Emilio Del Nunzio
      spedizioniere doganale
      o (come si dice ora) doganalista.

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  6. Sono uscito col massimo dei voti all'università (Rel.Internazionali, non ci vorrà un genio direte voi) ma all'inizio mi riusciva difficile capire l'empiricità di pensatori come Hobbes, dato che in 30 anni di vita ho sempre notato discrepanza tra il patto costitutivo e la sua concreta attuazione; voglio dire, mi è sempre sembrato di stare dalla parte di chi quel patto lo subisce. Il tutto mi è diventato più chiaro con Foucault: tutte le relazioni politiche ed anche umane non sono altro che la cristallizzazione di un rapporto di potere e quindi la sua stessa continuazione (come lei d'altronde fa notare spesso con ironia e sarcasmo). La sensazione è che ci sia troppo divario, troppa asimmetria informativa tra governanti e governati; un intellettuale come lei è l'unico ponte rimasto tra noi poveri mortali e l'elite per diminuire questo divario. Ma il potere appunto ha troppi vantaggi, quello economico ad esempio, che permette di cooptare i pochi personaggi come lei. Voglio dire, la netta sensazione è che (sono dalla sua parte, non è er politico magnone in fondo il vero problema) i nostri politici non rispondano per niente a noi cittadini italiani. Riprendendo una frase del prof.Morlino ("solo l'America è un paese realmente indipendente") ed applicando buon senso, quanto detto sopra non è di sicuro una scoperta epocale, tutt'altro, ma fa stacco la capacità di non riuscire mai a difendere gli interessi italiani da parte della nostra classe dirigente. Tutta sta manfrina per dire che.. l'impressione di fondo è che solo Dio può salvarci e le modalità con cui questo accadrà non saranno così soffici. Nel frattempo grazie per la sua opera Dott. Bagnai e che Dio la benedica (e faccia convertire eheh). Mi scusi per la prolissità, sperando di aver dato un senso logico all'intervento.

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    1. "Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il figlio; non è il momento dei bambini"
      J. M. Keynes "The economic consequences of the peace" 1919

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    2. Vero! Ci penso da quando sono diventato consapevole che stiamo vivendo in una società malata, troppo veloce, troppo distruttiva.
      Se oggi tornasse il bimbo passerebbe inosservato e anche Keynes non direbbe più ciò che ha detto; anche se arrivasse il Padre-de-Erno, sarebbe comunque ignorato.

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  7. "Ma nel delirio irenico dei nostri padri della patria questo, evidentemente, è destinato a restare un trascurabile dettaglio.
    Il risveglio sarà duro."

    Errata: i Padri della colonia .

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  8. il botto si vedrà sì da Alpha Centauri, ma fra 4365 anni

    Perché? Io lo percepisco come prossimo leggendo gli articoli di questo blog. Quanto ancora dobbiamo umiliarci?

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    1. Alfa del Centauro è la stella più vicina al sistema solare. Più esattamente: è una tripla, e la componente più vicina si chiama Proxima Centauri. È la terza stella più luminosa del cielo, ma... nonostante il passato di astrofilo non l'ho mai vista perché è nel cielo australe. È a 4 anni luce di distanza: chiaro perché gli anni?

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    2. Ora si, grazie. Ma continuo ad essere molto preoccupato e molto impotente

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    3. Scusate mi debbo essere persa qualche puntata. Ero convinta che il botto l'avremmo sentito a metà/fine 2019. E' importante, per sparire ad un'età avanzata al di là dell'Atlantico, ci vuole tempismo e organizzazione.

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  9. Se posso permettermi solo un osservazione con tutto il rispetto e ringraziamenti infiniti per tutto quello che sta facendo il professore(immagino solo la fatica) con questo blog, con asimmetrie. Per i piddini non c'è speranza, non hanno ancora capito che per cambiare il movimento(non quello stellato) la nostra Patria deve rimuovere il vincolo a tutti i livelli. Non ridiscutere ma stracciare tutti i trattati, "ma non si può, come si fa, abbiamo preso degli impegni con LEU...A", tutte c.....e ops ridicolaggini visto che non c'è un trattato che sia costituzionale in toto o in parte, per i dubbiosi al riguardo seguire Orizzonte48. Oramai, non è più solo esterno ma diventa ogni giorno più interno ma il pensiero unico richiede distrazioni di massa, così loro proseguono il lavoro "LORO" non NOSTRO. Il vincolo primo da rimuovere si chiama EURO. Chi non presenta queste cose o almeno le discuta o ne tenga conto in qualche maniera nel programma elettorale, a parte dimostrare tutta la subalernità alla classe dominante Germanica(che fa solo il suo), è solo un cialtrone che parla o pensa di leccare a suo vantaggio o per conto di qualche organismo sovranazionale che non rappresenta nessuno sul suolo Patrio.
    P.S. Il botto si potrebbe anche non vedere ma si farà di sicuro sentire.

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  10. Qui in FVG il danno è enorme. Negli ultimi nove anni perse 1500 aziende, che fanno circa 167 l'anno, circa 14 al mese. In Italia abbiamo i costi d'esercizio più alti rispetto ai concorrenti, per non parlare dei costi del gasolio, molto ma molto più conveniente nella vicina Slovenia o Austria in certi periodi. Tutte le aziende oramai gestiscono uffici qui ma utilizzano flotte sparse per l'Europa, soprattutto dell'Est. Chi vende all'estero vede ritirare le merci da trasportatori dell'Est, chi fa import da Germania, UK, Francia si appoggia a ditte in loco che però subappaltano il trasporto a sloveni, croati, polacchi, rumeni. Il costo di esercizio per chilometro se da noi è pari a 1,542 euro, in Austria è di 1,466 euro, in Germania 1,346 euro, in Francia 1,321 euro. Ma in Slovenia è di 1,232 euro, in Ungheria di 1,089 euro, in Polonia di 1,054 euro e in Romania è addirittura di 0,887 euro. Fate Voi i calcoli.
    Non parliamo poi dello shipping, dove oramai MSC è da anni "delocalizzata" a Ginevra ma soffre concorrenza Maersk (DK), Evergreen (Taiwan), CMA-CGM (F) ma soprattutto Cosco (CN) che, oltre a far man bassa delle compagnie cinesi, negli ultimi anni si sta piano piano mangiando i porti europei, alla facciaccia dei nostri "cari leader" europei che mentono sapendo di mentire dicendo "Euro ci protegge da Cina". Sarebbe meglio dire l'Euro ci VENDE alla Cina.
    In merito al lasciare in mano straniera la rete, beh, non dobbiamo meravigliarci. Siamo il BelPaese, ma nel settore HRC, siamo preda da anni delle catene di multinazionali alberghiere estere... ora un Hilton sta per aprire a Trieste nella ex sede RAS (ex Riunione Adriatica di Sicurtà), ora Allianz... abbiamo detto tutto. Il botto sarà grande. Prepariamoci.

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  11. Lo stesso sitema usato per dare le multe (Tutor) potrebbe essere utilizzato per fare controlli automatici incrociati fra numeri di targa , percorrenze , carichi .
    La tecnologia di oggi consente di farlo semplicemente abbinando dati gia' in posesso a vario titolo di amministrazioni informatizzate .

    Se venisse DISINTERMEDIATA la pubblica amministrazione attribuendo ai cittadini il diritto di ricevere l'autorizzazione al blocco ed incassare una parte della sanzione (sceriffi ?) si aumenterebbe l'occupazione e si aumenterebbe la legalita' .

    Questo tipo di soluzione:
    -integrazione informatica
    -intelligenza artificiale
    -diritto al cittadino di intervenire in modo regolamentato
    che ho chiamato DISINTERMEDIAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE lo ho proposto varie volte con esempi di vari settori della P.A. come commento sul "blog di BG" e mi hanno bannato (gli utenti intendo in quanto quel blog non e' controllato ) .

    Tengo a precisare che cio' che si sostituisce non e' l'impiegato pubblico (che prima o poi andra' in pensione) ma il suo "potere discrezionale" che verrebbe appoggiato ad una AI .
    Nell'esempio citato stabilire se un camion e' pieno o vuoto lo si sa controllando la lista del carico , e se vuoto e non puo' circolare lo si fa fermare da chiunque , non solo dalla polizia .

    Spero di aver chiarito, in quanto molte volte sono stato attaccato da persone che forse pensavano di perdere il posto.




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  12. Certo il nostro governo continua nella sua protervia di devastazione. Sono comandati dalla governance e non si arrestano neppure in previsione di un fiasco elettorale. Di fronte agli altri paesi che manifestano una traccia di senno nel difendere le loro frontiere,limitando in qualche maniera lo strapotere di Bruxelles, i nostri sono guastatori forsennati. Bisogna assolutamente evitare altri governi tecnici.

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  13. Massiccia spesa pubblica per ricovertire gran parte del trasporto su gomma in trasprto su ferro, con grande giovamento del taffico stradale della salubrità dell'aria. I camionisti andranno a fare i ferrovieri e i titolari delle imprese di autotrasporto si arrangino che quel che dovevano guadagnare lo hanno già guadagnato.

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    1. Cerco di dirtelo con delicatezza: continuando ad atteggiarti ad esperto di tutto, proponendo soluzioni miracolose, temo che ti renderai ridicolo, e io non potrò sempre fare qualcosa per impedirtelo (anche perché quando lo faccio tu non mi sei grato, e anzi recrimini per giorni nella coda di moderazione - l'inferno degli stalker!). Mi dici come rifornisci "col treno" un supermercato di una cittadina della dorsale appenninica? Hai presente che la nostra orografia è un po' diversa da quella del paese dal quale ti commento? E poi, basta con questa stantia volontà punitiva nei confronti degli imprenditori! Basta! Basta! Fa veramente XIX secolo! Non è una colpa essere imprenditori, e non c'è bisogno che tu arrivi brandendo il tuo ditino ad auspicare punizioni per gli sfruttatori der popolo (popolo che tu non capisci e non difendi). Basta!

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  14. Io di botti, fuori della cabina elettorale, non ne ho mai sentiti. Qualcuno l'anno scorso ha detto che in 18 mesi l'euro sarebbe finito ma...

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  15. Il sole 24 ore ancora nel 2013 scriveva che dal 2009 erano fallite 16'000 aziende di trasporto (sedicimila!), non oso pensare quante siano ad oggi! Per esperienza diretta posso dire che ormai le aziende di trasporto italiane che usano camion con targa italiana e autisti italiani sono mosche bianche , quasi tutte hanno una sede nei paesi dell'Est, dove immatricolano i camion ed assumono gli autisti. Il cabotaggio per i camion immatricolati in paesi EU è libero, perciò un camion slovacco o bulgaro o polacco può tranquillamente effettuare un trasporto dall'Italia/per l'Italia per/da qualunque altro paese UE, con costi del personale che sono molto più bassi di quellii italiani. Inoltre montando serbatoi maggiorati e comprando il gasolio all'estero, spendono anche molto meno di carburante.

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  16. Aggiungo che gli autisti dell'Est sono molto meno "choosie" degli italiani, i quali hanno l'inconcepibile pretesa di mangiare seduti ad un tavolo e l'inaudito desiderio di tornare a casa per il fine settimana, mentre i colleghi slavi o balcanici si accontentano di dormire in cabina per setttimane e di farsi da mangiare su un piazzale con il camping gas (basta osservare una qualsiasi area di servizio autostradale durante il fine settimana x rendersene conto)

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  17. Ma guarda un po': Barisoni a In Onda ha appena usato il titolo di questo post. Vuoi vedere che ha cominciato a seguire il Prof. Bagnai?

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  18. Io in Nuova Zelanda ci sono gia', da tempo sufficiente ad aver stabilizzato la mia presenza qui aprendoci un'azienda e acquisendone la cittadinanza....vi avviso, che sull'immigrazione abbiamo le nostre idee, e non siamo babbioni...gia' " laccoglienza" qui e' strettina...e il prossimo governo, di giri di vite ne dara' almeno un paio, se non tre, visto che ne fara' parte un partito con l'evocativo nome di "New Zealand First". Persino il Labour ha toccato temi di restrizione dell'immigrazione in campagna elettorale. Karl Popper forse come visiting professor lo riprenderemmo...ma qualsivoglia meno blasonato lo vedrei difficile. Anche qui, bisognava arrivare in tempi non sospetti e di piu' rilassate regole d'immigrazione. Prima o poi, la rivoluzione bisognera' per forza farla a casa propria, e visto che non violenta pare proprio che ve lo impediscano con ogni mezzo...torno a citare Kennedy, vuol dire che "l' altra" ve la rendono inevitabile.

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