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lunedì 13 febbraio 2017

Il paradigma dell'inganno (isomorfismi)

(...ricevo una lettera interessante che voglio condividere con voi...)



Gentile Prof. Bagnai,

le scrivo dopo aver assistito ad una lezione sui cambiamenti climatici, nell’ambito di un ciclo di conferenze sulle crisi della globalizzazione, che fino ad ora era stato di discreta qualità, con picchi eccellenti.

Il relatore della lezione è professore di questi temi al Politecnico di Pastrufazio.

La lezione è stata di livello scadente.

L’urgenza di scriverle è nata dal fatto che ho riscontrato durante l’incontro che il paradigma dell’inganno si coniuga nello stesso modo di quanto accade con i temi economici, ed ora, grazie anche al percorso fatto tramite lei, di cui la ringrazio, lo riconosco in pochi minuti e precipitevolissimevolmente metto mano alla pistola.

I temi del sottotesto sono stati questi:


  1. IL GOMBLOTTO: La maggioranza ha sempre ragione: detta così sembra l’inno alla democrazia, ma la maggioranza di cui si parla è quella dei media e degli stakeholders, che si palesa col la  proiezione di foto di capi di stato alla conferenza di Parigi e di effige di Papa Benedetto, in una sinfonia concorde di menti superiori unite nel riconoscimento di una teoria scientifica che assurge ad intoccabile: si rintani nei suoi atrii muscosi qualsivoglia professore di provincia che complotta altrimenti…e qui la foto mi evoca subito per antitesi Galileo: ogni teoria scientifica minoritaria porta facilmente lo stigma del complotto, fino a prova contraria
  2. TINA + E’ COLPA NOSTRA, CI STA BENE: i migranti arrivano a frotte perché noi abbiamo rovinato il clima che porta conseguenze soprattutto a casa loro, fatevene una ragione, perché comunque è ineluttabile
  3. REDUCTIO AD HITLERUM: Trump mette in dubbio i cambiamenti climatici? E’ perché è una bestia, di cui non vale la pena parlare, bastano due foto di sue espressioni facciali tra il clownesco e lo psicopatico, chiusa lì
  4. L'INDIVIDUAZIONE DI UN NEMICO SPORCO E CATTIVO: gli inquinatori, ovviamente indifendibili, ci hanno messo in questo guaio. Altrove i corrotti. Sono quei nemici che, come l'Epifania, tutto il resto si portano via, per prima la dialettica tra gli interessi in gioco.
  5. IL DUBBIO: LO E’ O LO FA?: viene detto che con pannelli solari sul tetto abbinati a macchina elettrica il benzinaio può chiudere. Ordini di grandezza in fuga, qui a neutralizzarlo bastava uno studente di scuola superiore, ma mi chiedo, come spesso di fronte economisti Corraliti, questi divulgatori, piazzati anche a livelli alti , sono veramente così impreparati o subdolamente mistificano? Cioè i decisori mandano avanti i più scemi o i più furbi a fare pesca a strascico?
  6. STAY HUNGRY, STAY PROUD OF IT: la conferenza si conclude con un inno alla decrescita felice. Niente macchina: così si fa moto, casa fredda: è più sana, blablacar: conosci gente, fai cose. Quindi se siete diventati poveri siate contenti, che così inquinate meno… Ehh sempre allegri bisogna stare, ché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam…
  7. COLTURA (NEL SENSO DI COLTIVAZIONE) DEI COMPLESSI DI SUPERIORITA’: si, è un disastro, ma voi che siete qui avete capito tutto, potete uscire con il nasino all’insù, se vi lasciate abbracciare dal morbido conforto del mainstream nessuno si farà male e potrete sempre guardare gli altri, quelli in direzione ostinata e contraria, con compatimento, scuotendo la testa: occhio a mettere in discussione queste teorie la cui condivisione  vi nobilita, che vi tocca scendere dal cocchio.

La ringrazio ancora, spero al prossimo Goofy di riuscire a stringerle la mano, vincendo la paura che ho avuto nelle precedenti occasioni di sbagliare qualcosa nella procedura di presentazione ed essere smaterializzata.

Cordiali saluti

Lucia Mondella


(...io non sono un climatologo, quindi non mi pronuncio sul merito. Viceversa, io sono un intellettuale quindi devo pronunciarmi sul metodo. Abbiamo più volte, in questo blog, evidenziato come la verità abbia un suo spessore non solo etico, ma anche estetico: il valore estetico dell'onestà e del raziocinio, la coerenza interna - e quindi la consonanza musicale - di un discorso veritiero... Questo non può che renderci scettici nei riguardi di chi, per difendere una tesi - vera o falsa che sia, questo in fondo è irrilevante, moriremo tutti lo stesso - fa appello ad argomenti ad personam, vellica i peggiori sentimenti dei propri interlocutori anziché sollecitarne il pensiero critico, si barrica dietro un'appartenenza razzisticamente proclamata come superiore, e la consolida indicando un uomo di paglia. Stranamente, chi agisce in questo senso, alla fine promuove sempre uno stile di vita compatibile con quel progetto di deflazione salariale che, come credo di avervi spiegato, costituisce il sale della terza globalizzazione, cioè di quella proposta di organizzazione della società contro la quale si stanno sollevando, in modo non pienamente cosciente, confuso, velleitario, le masse popolari di mezzo mondo. Insomma, è un po' come gli "errori" degli operatori informativi: quando profferiscono una abominevole menzogna, questa, stranamente, è sempre nel senso di difendere il progetto eurista, mai nel senso di indebolirlo. Non credo ci sia bisogno di test non parametrici - ma si potrebbe farli - per lasciar intuire che questa cosa non può essere casuale. D'altra parte, non c'è nemmeno bisogno di un complotto per spiegare questa strana distorsione: basta semplicemente ricordare che l'uomo è un animale sociale, e quindi, in buona parte, gregario e conformista. Non sarei troppo reciso nel considerare queste caratteristiche un difetto: forse, se è così, è perché milioni di anni di evoluzione hanno dimostrato che questa strategia ha un suo valore. Certo, né in economia né in natura qualcosa è solo positivo o solo negativo. Siamo arrivati a un momento della storia in cui il conformismo è intrinsecamente distruttivo. Ma di questo parliamo con calma un'altra volta. Per ora, teniamo presente che il paradigma dell'inganno è riconoscibile: la sua forma è una, e questa lettera la riassume compiutamente. Ricordatevene...)

(...ah, giusto: scusate se ho sprecato tante parole! Come posso pensare che capisca il paradigma dell'inganno chi non capisce questo? Dovete dirmi chi cazzo siete come prima cosa, e dirmelo guardandomi negli occhi, altrimenti vi mando subito a stendere, come il bel giovine dal rossore virginale che mi si è messo davanti al convegno di Milano. So io perché lo voglio. Ho detto voglio. Se ritenete che io non possa dirlo, perché non posso permettermelo o perché non è elegante, il problema è risolto alla radice: non mettetevi sulla mia traiettoria. Ho già elaborato il lutto. E voi?...)

74 commenti:

  1. Io mi laureai un tempo con una tesi di climatologia, e al tempo mi ponevo una curiosa domanda che ora vi ripropongo, e volgo anche alla nostra simpatica Lucia:
    "ma se il riscaldamento globale è davvero il problema del secolo, com'è che vengono stanziati così pochi fondo per studiarlo?"
    E ancora: "Perchè spendiamo miliardi di Euro per studiare le particelle elementari (CERN), o nella stazione orbitale, metre i fondi per gli studi climatici sono ben poco consistenti"?

    Lucia, che ne dici, oggi è cambiato qualcosa?

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    1. Probabilmente non si chiama Lucia, che dici?!

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    2. P.s. io non sono un climatologo, ......
      Quindi vi voglio raccontare la netta impressione che ebbi, ormai 20 anni fa, frequentando via dell'astronomia, a Roma. ESSI ci credono, ne sono fortememente convinti, e pensano che per contenere i danni al LORO pianeta, noi si debba schiattare in gran numero, il meno rumorosamente possibile, cioè smettendo di far figli, e diminuendo il nostro tenore di vita. È questo è possibile renderlo accettabile solo con una compressione della democrazia.
      Non si tratta di idee mie. Sono le analisi mainstream dell'epoca. Forse scritte pure su paludate riviste. Sicuramente propagandate e accolte negli ambienti che contano.
      Mi impressionò fortemente (e, all'epoca, positivamente: che ingenuo) vedere come la gente che conta davvero fosse molto più preoccupata per il pianeta di quanto lo fosse il popolino.

      Personalmente io ho ancora la fede (nei cambiamenti climatici di origine antropica). Quella che ho perso è sicuramente l'ingenuità. ESSI non sono più esseri sociali. Agiscono in modo individuale, rapace. Mi convinco sempre più che l'unico cambiamento lo otterremo quando metteremo in dubbio il concetto di (grande) proprietà. Come non è compatibile con la civiltà che un uomo sia padrone della vita di un altro uomo (per questo si abolì la schiavitù), così non si andrà da nessuna parte senza mettere in discussione che un uomo possa essere padrone dello stipendio di troppi altri uomini.

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    3. Mi sembra piuttosto difficile che questi soggetti, nel loro insieme, ignorino che esiste una relazione inversa fra reddito pro capite/indice di sviluppo umano e fertilità. Quindi mentono sapendo di mentire? Probabile...

      Riguardo il secondo punto: non ci siamo forse andati vicini in Italia con un gran numero di piccole e medie imprese private e la maggior parte delle grandi imprese a gestione statale? Modello perfettibile, ma niente affatto disastroso come sostengono i libberisti alle vongole.

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    4. Per Stefano Logagnani (che però probabilmente non si chiama così...): in italia quanto riporti era messo nero su bianco nei documenti del club di Roma.

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    5. 1)In effetti mi chiamo diversamente: LoNgagnani 😀
      2) I know, thanks. Ma non riesco a scriverlo. Non sai quanto mi sono cari quei ricordi...

      Per correttore di Bozzi... (i cui riferimenti di solito adoro...)
      È parecchio più complicato di quella correlazione. "Io non sono un demografici, ma..." (ci provo, a rischio del ridicolo) è come in economia dove sono le tendenze ad essere più importanti dei valori assoluti. La correlazione che citi esiste, ma probabilmente è viziata dal fatto che quando è stata calcolata solitamente i paesi MIGLIORAVANO il loro reddito procapite/indice di sviluppo umano. Quando dopo anni di miglioramento c'è un peggioramento (una variazione negativa) del reddito pro capite/indice di sviluppo umano la fertilità crolla. ESSI promuovendo le gigantesche migrazioni fanno calare la fertilità di tutti: dei popoli molto fertili perché migliora reddito e istruzione delle donne, e dei popoli poco fertili perché peggiora la loro situazione. Non a caso la fertilità in Germania e in Italia dopo le riforme del precariato la fertilità è calata, pur calando il reddito procapite.

      Altra cosa Correttore. Tempo fa citati un bel libro sulla scelta dei nostri rappresentanti politici mediante sorteggio. Non trovo più il riferimento... Mi puoi dare gentilmente da segretaria?😇

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    6. Chiedo scusa per la caterva di errori (di battitura, di "maledetto correttore", ecc.).
      Magari se non vado di fretta è meglio, vero?!

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    7. Scusa il ritardo con cui ti rispondo Stefano.

      La tua obiezione viene considerata nella voce di Wikipedia che ho citato, nella sezione Contrary findings. Ma ciò non risponde alla domanda che ponevo, che può essere così riformulata: posto che ci sono diversi modi di far calare la fertilità, se questa fosse la loro vera e unica preoccupazione perché non scegliere il modo migliore (aumento del PIL pro capite e dell'indice di sviluppo umano), che fra l'altro non rischia di trovare grandi resistenze?

      Non trovo alcun riferimento al libro di cui scrivi coi pochi elementi che mi hai fornito. Con Google puoi restringere la ricerca a questo blog aggiungendo l'opzione site:goofynomics.blogspot.com
      Prova a cercare con le parole chiave pertinenti che ti vengono in mente (nel link di esempio ho aggiunto il tuo cognome).

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  2. I cambi climatici 'repentini' (cioe' veloci rispetto alla storia umana, per cui escludiamo dalla discussione i meteoriti, che cadono con frequenza di decine di milioni di anni) sono la norma e non l'eccezione.

    Eruzioni vulcaniche e tempeste solari hanno plasmato il clima e l'evoluzione delle specie viventi di questo pianeta.

    L'effetto antropico sul clima, anche oggi che i MSM ci vogliono convincere del contrario, e' sempre stato irrilevante o marginale.

    Da quando Galileo scopri' le macchie solari si e' infatti capito che le variazioni di vento solare in arrivo sulla terra, causate dai cicli dei campi magnetici solare e terrestre, determinano la maggiore o minore piovosita' (e quindi i cicli 'repentini' di riscaldamento e raffreddamento globale).

    Per i mutamenti avvenuti in epoca precedente alla rivoluzione industriale si preferisce calcare la mano sugli effetti delle eruzioni vulcaniche piuttosto che su quello del vento solare, ma anche il grande gelo che scese sull'Europa ai tempi di Dante pare che non fu dovuto ad una eruzione....

    http://tass.com/science/929233

    Quando il mondo tornera' multipolare ci informeranno che la terra si sta raffreddando (e non riscaldando)....

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    1. "Opinioni basate su?"

      Teorie scientifiche 'non mainstream'.

      Per le notizie sulla ciclicita' del campo magnetico solare e sulla correlazione con le variazioni del flusso di materia ionizzata (vento solare)verso i pianeti del sistema solare vedi:

      http://www.space.com/22393-sun-magnetic-field-explained-infographic.html

      Per l'effetto di schermatura del vento solare dovuto al campo magnetico terrestre (oggi molto minore di 100 anni fa ed in diminuzione)

      https://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/news/gallery/Earths-magneticfieldlines-dipole.html

      vedi forza di Lorentz (q X v X B).

      Per intuire l'effetto del vento solare sulla maggiore o minore piovosita' vedi camera di Wilson:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Camera_a_nebbia

      L'effetto antropico sui cambiamenti climatici esiste ma non e' preponderante.

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    2. Vabbè, a voi due vi lascio litigare...

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    3. Guardi, rispondo solo perché il prof mi induce a farlo.

      Io non mi occupo di "global warming" se non marginalmente, e mi guardo bene dal dare opinioni a riguardo. Le scienze del clima sono un tema complesso e tutt'altro che un problema chiuso. Ci sono persone che se ne occupano seriamente (ho messo un link sull'altro commento).

      Mi sfugge in ogni caso in base a quale idea lei abbia deciso che l'effetto della variabilità della radiazione solare sul clima terrestre non sia "mainstream": http://lmgtfy.com/?t=sc&q=climate+solar+variability

      "L'effetto antropico sui cambiamenti climatici esiste ma non e' preponderante."

      Sa che lei ha una carriera davanti? Cioè, ci son fior fior di scienziati che studiano la variabilità del clima sotto vari aspetti, gente che più modestamente ci fa un dottorato (io) e qualche pubblicazione (io) e bastava chiedere a lei per chiudere la faccenda! Per fortuna che mi occupo d'altro ora.

      Questo è l'esempio di quanto la propaganda funzioni. Quando il dibattito è allestito tra cialtroni, alla fine passa solo rumore.

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    4. Spero di non essere annoverato tra i cialtroni.
      Ma comunque anche da eventuale cialtrone non credo abbia nulla di cui spiacermi.
      Nel corso dei numerosi miliardi di anni di esistenza della terra il clima non ha mai cessato di mutare e fino a poche decine di anni fa nessuno pensava che l'effetto antropico potesse contare più di tanto, proprio perché le variazioni precedenti avvennero repentinamente e quando l'umanità era poca numericamente e misera tecnologicamente.
      Avendo lavorato per oltre 25 anni nell'aerospazio (telerilevamento incluso) posso dire con certezza che il filone "space weather" è condiderato come molto importante, proprio perché per gli addetti ai lavori il nesso causale tra attività solare e clima è dato per scontato.
      Lo studioso da lei citato (grande esperto di statistica) ammette che il suo modello non è in grado di spiegare perché la terra non si è riscaldata quanto previsto pur in presenza di enormi emissioni di gas serra.
      Il metodo scientifico impone di buttare il modello se questo non consente di fare previsioni.
      Ora non vedo cosa ci sia di cialtronesco nel voler dare più credito all'ovvio probabile (l'uomo non conta quasi in cazzo) basato sulla recente acquisizione di dati sul sistema solare che possono spiegare molto bene le dinamiche climatiche anche di era preistorica.
      Se questa è propaganda....

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    5. Quello che mi fa imbestialire non è il fatto che si metta (giustamente) in dubbio la propaganda "ufficiale" a riguardo di alcuni risultati spacciati per certi quando certi non sono innanzitutto nella letteratura scientifica stessa.
      Quello che mi fa imbestialire è che non si riesca a concepire l'opzione che una spiegazione comprensiva al momento non c'è, e probabilmente è fuori portata oggi come oggi, come giustamente nota Alberto49 (ma non ho letto il link).
      Lei evidentemente ha accesso a dati climatologici affidabili in tempi preistorici e cose simili, io purtroppo no. Quindi mi tengo i miei dubbi su come si possa distinguere, per dire, variabilità esogena da endogena, o su come davvero interpretare le serie di dati che abbiamo (per dire solo le prime due cose che mi saltano in mente). Se volessi convincerla e avessi gli strumenti adeguati per farlo aprirei un blog (ma anche no).

      La saluto riportando la citazione wiki di von Storch, che inquadra la questione in modo a mio avviso ineccepibile: "Research about the forest die back in Germany may serve as an example at the other end of the spectrum. The science of forest damages was in the 1980s heavily politicized, and used as support for a specific preconceived "good" policy of environmental protection. The resulting overselling and dramatization broke down in the 1990s, and news about adverse developments in German forests is now a hard sell in Germany. An observer wrote in 2004: "The damage for the scientists is enormous. Nobody believes them any longer." Of course, the damage was not only limited to the forest researchers, but also to other environmental scientists and politicians as well."

      Ringraziamo i cialtroni di NGO, giornali & co. (quindi no, non intendevo lei, almeno presumo di no) che hanno saputo ripetere questo errore però molto più in grande.

      Per chiarezza: se da una parte c'è uno che suona il tamburo della propaganda, e dall'altra c'è uno che gli dà contro con argomenti deboli o sbagliati, stanno davvero facendo due lavori diversi? Personalmente, questo blog mi ha fornito un'ottima risposta.

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    6. Cari amici, se siamo qui siamo tutti solidali, almeno sulla questione economica, ma credo che il tema del bilancio energetico del Pianeta, sia uno degli argomenti più affascinanti della scienza, ma anche uno dei più complessi da studiare, e soprattutto mancano molti elementi, come dicevo prima, per fare ipotesi di medio lungo/termine sull' evoluzione delle temperature della biosfera.
      Non credo di dire nulla di particolarmente ignoto, se ricordo che tale bilancio dipende da fattori orbitali, da fattori legati all' irraggiamento solare, da fattori legati all' emissione di energia della superficie terrestre (dipendente a sua volta da un gran numero di variabili), a fattori legati alla composizione dell' atmosfera, alla presenza di impurità, di aerosol, alle quantità di calore emesse dal nucleo e da altri fattori variabili endogeni, accenno solo a come il calore viene trasferito tra le varie zone del pianeta (pensiamo ad esempio alla corrente del Golfo).
      Su molte delle questioni sopra riportate, ci sono ancora enormi problemi di conoscenza e di misurazione, a tutto ciò si aggiunge il problema ancor più complesso, dell' influenza dei vari fattori.
      Pertanto posizioni di principio o radicali sulla questione, mi appaiono quanto meno stupide!

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    7. Tesi: "fate presto, dobbiamo controllare le emissioni di gas serra, CO2 in primis (che è il cibo delle piante), bandire il carbone, mettere un tappo al culo alle mucche, anzi non mangiare più carne, andare a piedi e decrescere felicemente senza petrolio ed accontentandoci delle rinnovabili. Altrimenti il mare ci sommergera', moriremo soffocati dal caldo, le cavallette,la strage degli innocenti....".

      Antitesi: "tutte cazzate, il clima dipende dall'attività solare e dalla sua interazione dinamica con Gea (biosfera e calore interno/vulcanismo)".

      Sintesi: "Ognuno a casa propria (stato nazione) decida democraticamente come regolarsi, 'nto culo' a tutte le imposizioni ordoliberiste esterne che possano porre un vincolo alla produzione di ricchezza in regime di equilibrio di bilancia commerciale (cioè alla massimizzazione dei redditi dei residenti, non del profitto delle multinazionali e delle elite finanziarie transnazionali)".

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  3. "Dovete dirmi chi cazzo siete come prima cosa, e dirmelo guardandomi negli occhi, altrimenti vi mando subito a stendere, come il bel giovine dal rossore virginale che mi si è messo davanti al convegno di Milano".

    Io mi sono presentato dichiarando nickname, nome e cognome....spero di non essere il tizzzio di cui sopra. L'ira der Cavajere mi lascia sempre nel dubbio!

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  4. Cara sig.ra Mondella (congratulazioni per il matrimonio, tra l'altro), i miei colleghi hanno un problema molto semplice: sono stati comprati, ma fingono di non accorgersene. D'altronde, il pagare poco e male le persone serve anche a quello: a poterle comprare più facilmente. E quindi i miei colleghi chiudono troppo volentieri gli occhi davanti a chi prende dei risultati scientifici, che dicono alcune cose sul clima del pianeta su cui viviamo, e li trasforma in altro, soprattutto in un'arma di distrazione e di coercizione. Spiegare davvero i problemi che vediamo, coi limiti enormi dei nostri strumenti, costerebbe troppo e, OVVOVE, rischierebbe di far venire in mente a qualcuno di fare degli investimenti, e perdipiù pubblici.
    Come nota il professore e, se interpreto bene, Lucia M., il problema non sono i contenuti, su cui non si discute mai, ma il come se ne discute, cioè con una reductio ad asilum (nel senso di asilo nido), del pubblico pagante.

    È parecchio ormai che non seguo più questo dibattito, ma presumo sia ancora un suggerimento valido, a chi vuole un punto di vista più equilibrato, questo autore:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Hans_von_Storch
    http://www.hvonstorch.de/klima/
    spolier: no, non dice che "il climate change" non esiste come le capre pagate per uccidere il dibattito prima che nasca.

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  5. Da molti anni acquisto tutti i mesi "Le Scienze". Da qualche anno noto poche reali novita'. Da mesi mi sembra di notare qualche strisciante propaganda qua e la', ma probabilmente mi sbaglio, mal consigliato come sono da alcuni cattivi maestri censurabili. Segnalo un articolo di questo numero http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2017/02/01/news/5_cose_che_sappiamo_essere_vere-3400152/ dove si sostiene che i vaccini non fanno male (non ne so nulla, tenderei a credere sia statisticamente vero), e che non ci sono prove dell'esistenza degli alieni (non ne so nulla, tenderei a credere sia vero, banalmente oggi abbiamo sempre in mano un cellulare con cui immortalare nonche' diffondere immagini di dischi volanti). Chissa' perche' il quadretto di debunking non include il fatto che non ci sono prove dell'esistenza di Dio/dio. E' vero che Odifreddi ha una sua rubrica fissa, ma di matematica e basta. Il messaggio e' che le "bufale" hanno le loro gerarchie, decise al di fuori del metodo scientifico.

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    1. Mi pare che su "Le Scienze" tenga una rubrica anche tal Paolo Attivissimo; potrebbe essere un caso di omonimia,eh. Io comunque quando leggo 'sta rivista dal dentista sento sempre uno strano odore, com'è anche per Focus. Boh, sarà l'anestetico.

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    2. Si confermo. Anche a me capita di leggerlo a volte (tra barbiere e sale d'attesa, ma anche gli articoli sul sito occasionalmente) e il nostro sfizzerotto è un habitué.

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  6. Non mi stupisce.
    La mia parabola (intesa come traiettoria mentale) è stata inversa a quella della lettrice: partito dal global warming (ne sento parlare, perlopiù a sproposito, da prima del 1992) ho avuto modo di mettere a fuoco, in quell'ambito di discussione, gli stessi temi ricorrenti evidenziati da Lucia Mondella.
    Al ragionamento sul monolite EU sono arrivato poi più tardi, stimolato da regolamenti assurdi che hanno impattato direttamente il mio ambito lavorativo (regolamento REACH, etc.): tutta paccottiglia pensata ed utilizzata come vantaggio competitivo da alcuni furbi (sempre i soliti) e venduta come progresso alla massa.
    Col "governo" Monti sono poi arrivato anche all'ambito economico, perché, incredibilmente, quanto dal prof. applicato al paese, per il bene (!) del paese, mi appariva come l'esatto contrario di quello che la stessa Bocconi mi aveva insegnato nel mio MBA (ebbene si, lo confesso, di striscio, ma sono un alumni anch'io).
    Ma forse ero io che non ero molto attento alle lezioni (anche se il mio MBA è a pieni voti).
    Il problema ora per me è che, finché parliamo di global warming o di regolamentazione di settori industriali, il danno che può essere fatto al paese ed alle persone è (relativamente) limitato: se mi imponi politicamente di mettere il cappotto (migliorare l'efficienza energetica) a casa per salvare gli orsi polari ci posso pure stare e riesco ancora a mettere a tacere la mia coscienza prendendo il tutto come un simpatico esempio di "Heterogonie der Zwecke"; se invece parliamo di parametri economici fondamentali la cui gestione rischia di mandare in malora l'intero paese, il mio disagio aumenta.
    Aumenta appunto in funzione del fatto che la "sinfonia" che ci viene propinata a reti unificate (come fosse un concerto di capodanno) per spiegare il perché del rospo da ingoiare, al mio orecchio non "suona".
    E'stonata.

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    1. Ecco: questo mi sembra un contributo molto pertinente e rilevante. Grazie.

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    2. Ci chiedono di essere stoici per il bene dei posteri.
      Fanno leva sul debito pubblico dicendo che stiamo rovinando le future generazioni e che bisogna soffrire oggi per garantire credito ai nostri nipoti.
      Fanno leva sul clima, le risorse energetiche ed alimentari, sulle popolazioni più povere, perchè sentirsi in colpa verso chi sta peggio è il sistema migliore per attuare politiche impopolari e sedare potenziali rivolte.

      Nessuno di chi propone interventi a favore del clima o del debito si è mai chiesto quante risorse vengono impegnate per l'industria bellica e nemmeno come queste risorse potrebbero essere in alternativa utilizzate per tecnologie energetiche e sociali, magari praticando quel progressivo disarmo che non è più stato tale.

      Forse perchè la finanza internazionale che con i proprio strumenti di propaganda ci dice come dobbiamo vivere, ha interessi anche nel settore militare o forse perchè la politica che ci dice che la pace si ottiene con una moneta unica, non può fare a meno di comprare qualche aereo o carrarmato dotati di potere pacificatorio, viene il dubbio che l'euro non riesca ad uccidere i nemici tanto bene come fa con gli amici.

      E nemmeno si considera che quell'uno percento che detiene una ricchezza pari al restante novantanove, probabilmente consuma risorse che darebbero benessere a milioni di indigenti, perchè gli yacth, le macchine di lusso, le ville, gli aerei, l'alta moda, i gioielli, i terreni... richiedono energia per funzionare, per essere creati o scavati o estratti, coltivati, saldati...

      Ma la possibilità di lasciare tale ricchezza concentrata nelle mani di pochi non sembra essere una questione morale, ambientale, sufficente a creare scalpore che possa essere comparato a quello del restante novantanove percento degli abitanti del pianeta.

      Insomma tocca a noi essere stoici, ce lo chiede chi, come Rondolino, se ne sbatte allegramente di soffrire per gli altri, ma ci fa la lezioncina su cosa sia giusto per tutti.

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  7. Cara Lucia,

    anch'io,che sono un ambientalista, benché non "decrescista" ( che ci starei a fare qui, altrimenti), sto sentendo molteplici scricchiolii nella mia "sicurezza" d'una imminente fine del mondo.
    Se, come lei, ho imparato a riconoscere la puzza, temo che il piddino, che credevo di aver sconfitto, stia per ripresentarsi in altra forma.

    Temo proprio di avercelo radicato nel cervello, peggio di Alien.

    Suo (lo)Renzo

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  8. A scanso di equivoci: questo non è un post "vaccini sì/vaccini no", "riscaldamento sì/riscaldamento no". Ripeto: chi se ne frega. Moriremo comunque, vaccinati o meno, col cappotto o in tanga. Il tema del post è la propaganda. Per vaccini, clima, e altro, rivolgetevi ad altri blog. Vi ringrazio anticipatamente e accendo il riscaldamento.

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    1. Credo che la propaganda sia il mezzo, una delle armi in mano al potere e che il problema sia invece una moneta a due facce e che non si chiama euro. Da una parte il mainstream in senso lato, il pensiero dominante, il contrario se vogliamo del pensiero deviante; e dall'altra parte l'incapacità, l'impossibilità, la mancanza di volontà di avvicinarsi al pensiero deviante. Fosse vissuto oggi Galileo sarebbe stato sbeffeggiato e trattato come un coglione qualsiasi. D'altro canto cosa è che a tutt'oggi fa credere alla maggioranza degli italiani che l'euro sia irreversibile se non le dichiarazioni di Draghi? Che la svalutazione porti il millemila per cento di inflazione se non l'inchiostro di corriere e repubblica? Il fatto è che culturalmente la gente, la massa, non recepisce il pensiero deviante, galileiano, minoritario. Tende a derubricarlo come spazzatura e a non considerarlo neppure. Al contrario degli Untermenschen coscienti qui presenti che ad evidenza sono riusciti in questo processo.
      È chiaro che il lavoro del prof da questo punto di vista rappresenta un elemento di rottura e novità pazzesco ma, come molti altri qui sul blog lamentano a tratti, non si riesce a far capire agli altri (i piddini, la massa, gli Untermenschen inconsapevoli insomma) che la vulgata corrente è una fottuta fregatura e rappresenta esattamente il contrario della realtà. Semplicemente laggente non considera neanche la possibilità di sbagliarsi o che un'altra spiegazione possa esistere alternativamente a quello che loro credono.

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    2. @Alberto Bagnai

      Agnotology

      “The aim of agnotology is not so much to convince the undecided, but to fog the minds of anyone lacking the patience to delve into the arguments in detail (which is pretty much everyone).
      If we define agnotology to be the analysis of this phenomenon of the intentional production and promotion of ignorance, then it has been the Fourth Horseman of the Absolution from Apocalypse for economists. Whether it be in the context of global warming, oil depletion, “fracking” for natural gas, denial of Darwinism, disparagement of vaccination, or derangement of the conceptual content of Keynesianism, one unprecedented outcome of the Great Recession has been the redoubled efforts to pump massive amounts of noise into the mass media in order to discombobulate an already angry and restive populace. Much of this emanates from the outer think-tank “hells of the neoliberal Russian doll, as I have already argued.151 The techniques range from alignment of artificial echo chambers and special Potemkin research units to co-opting the names of the famous for semisubmerged political agendas; from setting up astroturfed organizations to misrepresenting the shape and character of orthodox discourse within various academic disciplines.
      Agnotology takes many forms, as we point out in the next chapter. One of the major techniques of agnotology is to simultaneously fund both “legitimate” and illegitimate research out of the same pot, in order to expand the palette of explanations as a preliminary to downplaying the particular subset of causes that is damning for your client. As Robert Proctor explains:
      “It is less well known, but tobacco companies also spent large amounts subsidising good quality biomedical research in fields such as virology, genetics and immunology. They funded the work of several Nobel prize winners,” Proctor says. “But they only encouraged this research to serve as a distraction. The idea was to build up a corpus of work on possible causes of diseases which could not be attributed to cigarette-smoking. In court cases involving the industry, its lawyers always highlighted viral risks”

      “Simply replace “disease” with “Great Recession,” “cigarette-smoking” with “financial innovation,” and “biomedical” with “economics,” and one rapidly begins to grasp the parallels.”

      Excerpt From: Mirowski, Philip. “Never Let a Serious Crisis Go to Waste: How Neoliberalism Survived the Financial Meltdown.”

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    3. "Nell'edizione del 1933 della Encyclopaedia of the Social Sciences Harold Lasseewell spiega che non dobbiamo soggiacere al - "dogma democratico secondo cui gli uomini sono i migliori giudici dei propri interessi" - al contrario dobbiamo escogitare vari modi per assicurarci che appoggino le decisioni prese dai loro lungimiranti leader. Si tratta di una lezione che le élite dominanti conoscevano da tempo, come dimostra la nascita dell'industria delle pubbliche relazioni negli USA. Laddove l'ubbidienza è garantita con la violenza, i governanti possono propendere per una concezione comportamentale: basta che il popolo ubbidisca, ciò che pensa ha scarsa importanza. Laddove invece lo stato non dispone di mezzi di coercizione adeguati, è importante controllare ciò che il popolo pensa. Tale atteggiamento è comune tra gli intellettuali di qualsiasi orientamento, e si conserva regolarmente quando si spostano da uno schieramento all'altro "
      (N. Chomsky - Pirati e imperatori - Cap.1)
      Sarebbe simpatico sapere se il relatore si è spostato da uno schieramento ad un altro, ma per pura curiosità.

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  9. A proposito di vaccini, piddinismo, scienza e frame dominante: all'inizio mi stupivo perché vedevo gli apostoli del vaccinismo sui social non proferire motto sui tagli di spesa sanitaria. A dire il vero mi sono indignato, in quanto spesso tali apostoli assurgendo a voci della Scienza mettevano assieme castronerie scientifiche allucinanti.
    Se vi capita di seguire l'argomento, saprete che i vaccini sono diventati una prorità nazionale, su cui si è pronunciato anche il presidente della repubblica.
    Mi guardo bene dal mettere in dubbio la necessità delle vaccinazioni obbligatorie, ma quando vedo obbligare per legge a quelle che fino a poco fa erano raccomandate, quando sento medici che sui giornali dicono che al fine di limitare i casi di meningite è bene estendere anche la vaccinazione antiinfluenzale ("che può prevenire anche altre infezioni"), quando la mia regione inizia a distribuire il vaccino anti colesterolo, allora mi cadono le braccia.
    Qual'è la correlazione tra vaccini e tagli di spesa? Semplice. Il vaccino promette risparmio sanitario. In inverno le strutture sanitarie pubbliche torinesi sono collassate a causa del picco influenzale (non perché i tagli hanno diminuito posti letto e personale), quindi se tutti si vaccinassero contro l'influenza il problema sarebbe risolto, o diminuito (sogni, considerando le performance dei vaccini antiinfluenzali, ma certi sogni, come quello europeo, sono duri a morire).
    E se estendiamo la vaccinazione anti colesterolo, quanto rismarmiamo in spesa farmaceutica, con tutte le statine a carico della mutua? Peccato che la comunità della ricerca farmaceutica sia estremamente cauta sull'inibizione di PCSK9 già tramite somministrazione periodica di anticorpi. E' roba nuova, e nel cardiocircolatorio per vedere se vengono fuori problemi servono alcuni anni di farmacovigilanza.
    Ah, a proposito di farmacovigilanza: 120 pediatri emiliani scrivono una lettera sull'obbligatorietà delle ormai a breve ex vaccinazioni raccomandate, sostenendo che un eccesso di vaccinazione infantile rende i bambini meno sani e raccomandando miglior farmacovigilanza e trial clinici aggiuntivi. L'assessore regionale risponde fuoco e fiamme, definendo la posizione antiscientifica e invocando misure disciplinari dell'ordine dei medici.
    Non mi fraintendete, i vaccini sono elementi indispensabili di un sistema sanitario, ma essendo farmaci, non sono acqua apirogena ed è il rapporto rischio/beneficio che va valutato. Esponenti politici (non si sa a che titolo) e giornali invece li trattano come qualcosa per cui esistono solo benefici e nessun rischio. Se sostieni che il rischio esiste, allora credi ai rettiliani e alle scie chimiche.
    Ora, fa più morti il calo nelle vaccinazioni recentemente registrato o il taglio sistematico e continuo della spesa sanitaria raccomandato da Fracoforte e Bruxelles? L'OMS dice che sono i tagli a fare più morti. Però la ricetta è più tagli e più vaccini.

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    1. Caro Lettore Occasionale e concittadino, leggo solo ora di questa questione del PCSK9, cioè leggo quello che sottosotto intuivo. Dato che sono un fabbricante di colesterolo, è di famiglia, e ultimamente soffro di ipertensione (leggera) idem, contributo paterno, sono ovviamente in cura e sotto controllo cardio etcetera. Ho recentemente smesso di fumare (il fumo fa male lo so da due mesi mi sento peggio di quando fumavo ma tutti mi dicono che è normale. Vabbè resisto). Dopo l'ultima visita cardiologica la mia doctor scuotendo la testa mi annunciava gravemente che avrei dovuto intraprendere la cura con le statine. La "gravità" del tono e del suo atteggiamento di irrevocabilità, da una parte mi preoccupavano e dall'altro risvegliavano il mio istinto guerriero che a 56 anni pensavo fosse ormai defunto.
      Ora, dopo aver chiesto lumi anche al mio medico curante (minimizzatore fan dello statinico), leggo per caso questa reply, che mi lascia di stucco: [...]nel cardiocircolatorio per vedere se vengono fuori problemi servono alcuni anni di farmacovigilanza[...].

      Sono veramente perplesso. Cheffàccio? Statino oppure no?

      Un caro saluto

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  10. Poi quando capita, urlano: "fanno il processo alla scienza!"
    Direi: "No, agli scienziati venduti"
    (ho in mente la commissione grandi rischi 2009, e 2017)

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  11. I lettori del blog sanno bene cosa penso del riscaldamento globale, ma essendo il tema la propaganda, non mi ripeto.
    Per quanto mi riguarda, i campanelli d'allarme che hanno suonato nella mia testolina sono simili a quelli che riguardano l'economia: il fate presto (oppure in 10 anni moriremo tutti), e sopratutto il fare leva sul senso di colpa: il tuo stile di vita e' la causa dei mali del mondo (in economia diventa hai vissuto al di sopra delle tue possibilita', il tuo paese ha il debito pubblico altissimo ecc.).
    Fanno leva sul senso di colpa perche' sanno che in genere funziona.
    All'orecchio musicale quello che stona e' la mancanza di confronto tra i dati che confermano e che smentiscono una certa teoria, il mettere a tacere e deridere chi osa mettere in dubbio una certa teoria (senza consideram ed in generale il coordinamento dei media verso una certa direzione.
    Con l'esperienza ho imparato a fidarmi delle mie orecchie, di solito c'e' un motivo se qualcosa stona e una successiva analisi porta in evidenza cosa c'era che non torna.
    Volendo citare Pascal, l'esprit de finesse mi fa notare la stonatura a livello intuitivo, l'esprit de geometrie me la fa analizzare; questo in sostanza il mio metodo, e' successo con l'euro ed e' successo con il riscaldamento globale.

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  12. Buonasera professore,

    Apprendo con dispiacere di non aver letto uno dei post più importanti del blog (sulle regole del saluto), anche se l'avevo immediatamente intuito dal modo in cui mi ha mandato a stendere.

    Pensavo di potermi permettere di non aver recuperato proprio tutti i post del blog prima di approcciarla, ma evidentemente mi sbagliavo! E me ne scuso. Ho ancora parecchio da studiare, ma la prossima volta sarò preparato.

    - Il bel giovine dal rossore virginale

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  13. Il metodo del professore fa di lui un cialtrone, ma non necessariamente della teoria dell'inquinamento/surriscaldamento tout court.
    Voglio dire: se il Donald nazionale (non Trump, scusate la ridondanza) è un cialtrone, uscire dall'euro non è una cialtronata.

    Io non so niente, non sono in grado di capire chi ha ragione, però effettivamente i più allarmisti sono gli stessi personaggi e media che ci ingannano su altri temi e spesso usano il tema ambientale a sostegno di una sana e felice decrescita.

    «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova»

    Il terzo indizio potrebbero essere il business e gli incentivi che stanno dietro alle cose "eco"?

    Ma è una prova sufficiente? Boh!

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  14. Il valore estetico dell'onestà, la mia prima lezione ad personam sul Blog. Quanti ricordi...

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  15. Della serie: Quelli che l'euro è irreversibile...

    http://www.wallstreetitalia.com/germania-ha-paura-rimpatria-oro-in-tutta-fretta-il-piano-per-salvarsi/

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    1. "Il tutto, mentre i tedeschi sono sempre più stanchi di dover portare sulle loro spalle il peso dei problemi delle economie più vulnerabili dell’Eurozona"

      Parafrasando Cornacchione, "Poveri tedeschi..."

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  16. ...e nel frattempo Junker dice che e' troppo vecchio per fare questo lavoro, su Schultz si scatena l'invettiva protestante della corruzione... non e' passato neanche un mese dal giro di boa della Casa Bianca.
    Neanche un mese e' passato.

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  17. Aspettavo un post del genere e sono d'accordo con Lucia.
    Ne aggiungo un'altra: la moda del buddismo da quattro soldi, quello
    che trovate in Feltrinelli per capirci e che, spesso, non so per quale motivo,viene definita "la migliore delle religioni".

    Quel buddismo, forse mal interpretato, che predica di colpe da espiare per un qualcosa fatto nelle vita precedente; in pratica siamo in deBBBBito e dobbiamo soffrire (mi ricorda qualcosa).
    Col c...o! Non cascateci, non c'è niente di bello nella povertà, nella decrescita e nella sofferenza.
    Pretendete di stare bene:assistenza sanitaria, istruzione, riscaldamento, acqua calda, insomma, tutto
    ciò che il progresso e la scienza ci hanno donato.
    E, restando un tema: "Il pianeta sta benissimo, è la gente che è fottuta"





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    1. @Mons Colombo
      È esattamente parecchio mal interpretato, fino agli estremi della bufala voluta ad hoc, perché più confacente alle proprie aspettative (magari non sempre così cristalline...).
      Proprio Fabrizio Rondolino, qui citato in altri interventi, ha curato un’edizione del Dhammapada, un testo buddista originariamente in lingua pali, che viene riconosciuto come autentico da pressoché tutte le scuole buddiste; dello stesso testo circolano diverse versioni e edizioni, ma personalmente ben mi guardo perfino dal solo e semplice approcciare quella curata dal nostre “eroe”.
      Il buddismo autentico conferisce estrema importanza alla pratica spirituale reale d’ordine interiore, demolendo in genere ogni castello “dottrinale” troppo intellettualistico, formale ed esclusivamente mentale (soprattutto nel buddismo zen), rifuggendo il proselitismo e il consenso di massa; trattandosi sostanzialmente di ascesi interiore - come qualsiasi ascesi degna del nome – prevede una gradualità d’approccio equilibrata e consequenziale a maturità e consapevolezza del praticante (il che ne esclude la sistematizzazione sociale da manualetto di “bon ton”: senza gradualità, sarebbe come chiedere a un civile ignaro di cose militari di paracadutarsi, armato fino ai denti, sulla Siria attuale). Peraltro anche il sistema monastico occidentale chiede ai propri membri di assumere dei voti, ma non richiede la stessa cosa all’organizzazione sociale d’uno stato, o una comunità.
      Viceversa il “buddismo” d’Occidente, con le rare e dovute eccezioni, è stato piuttosto annacquato e addomesticato alle esigenze “radical-chic” di un certo tipo di mentalità, la quale si limita il più delle volte a “intellettualizzarne” un vago sapore, distorcendone gli elementi ritenuti a torto più significativi: una conoscenza del tutto superficiale, ma molto “cool”… Esempi eclatanti sono quelli di “karma” (ci hanno vinto pure il Festival…) e “reincarnazione”, che viene invece resa come “metempsicosi” sia nei testi vedici che in quelli buddisti (il che è qualcosa di significativamente differente); un induista o un buddista serio mai andrebbe in giro a dire che esista un continuum psicologico integrale tra l’individualità attuale e una qualsivoglia individualità del passato, poiché la psiche, del pari al corpo, si decompone: pertanto tutte le sciocchezze che si dicono sulle vite passate diventano soltanto pretesti per giocare a fare l’intellettuale dell’occulto. Restano attive quelle cause che vengono definite, in sanscrito, come “vasanas” karmiche, ovvero tendenze latenti di vario e differente tipo, le quali tuttavia non appartengono più a una individualità definita, essendo ormai la stessa inesistente dopo la morte.
      Il buddismo denoantri invece non ha fatto altro che stressare moralisticamente le conseguenze insite in un continuum individuale inesistente, nonché il senso remoto – difficilmente comprensibile “a braccio” – di molte altre indicazioni; nel caso specifico della reincarnazione, mutatis mutandis, sarebbe come dire, in via grossolana, che una individualità ormai scomposta debba ritenersi responsabile degli effetti delle particelle del proprio cadavere, sia fisico che psichico: lo è piuttosto delle proprie azioni in vita (non avendo più potere sulle cause da cui è stata generata), le quali inevitabilmente riverberano sull’ambiente circostante, producendo svariati effetti spesso sottili; quando l’ego psichico si dissolve restano attivi questi effetti (come le onde sull’acqua provocate dal lancio di un sasso), ma è del tutto evidente come non possano essere ereditate da una nuova individualità che sia identica, o perfettamente susseguente, a quella ormai scomparsa.

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    2. Complimenti per il sanscrito, il dhammapada e tutta l'analisi!

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    3. Grazie Citodacal, faccio tesoro del tuo commento e lo farò leggere ad un paio di commensali che in una cena volevano convincermi, con un agghiacciante candore, che per il buddismo "un portatore di handicap espia il male fatto nella vita precedente, è il karma”. Non poteva essere che una stronzata, e infatti…
      Però con il buddismo da quattro soldi si possono fare interessanti riforme sanitarie. E del lavoro.
      Ancora grazie

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    4. @Vishnu
      Confermato da Vishnu, che altro potrei fare?

      @Mons Colombo
      Col paziente beneplacito del Prof., fornisco brevissimi riferimenti, a titolo di utile documentazione e spunto per l’eventuale diatriba.
      Nei suoi scritti, il maestro zen Taisen Deshimaru scoraggia gli allievi a preoccuparsi del passato e del futuro, poiché il “momento” per risolvere quello che egli chiama il problema della vita e della morte è l’istante reale, cioè quell’ “adesso” atemporale e adimensionale, del quale non si fa a tempo di chiamare il nome ch’è già trascorso. Un altro maestro zen di cui ora mi sfugge il nome affermò che ereditiamo sì tendenze passate messe in moto da altre vite, ma per quanto riguarda l’attuale individualità è come se venissero passate da un’altra persona (esiste anche un’eredità dai genitori, che possiamo verificare più da vicino; ma se mio padre mi passa la sua tendenza ad essere collerico, mia sola responsabilità è quella di non volerla controllare): il problema quindi non è combattere il senso di colpa per conseguenze che l’attuale individualità non ha potuto mettere in moto, o peggio condannarsi per le stesse (ci si preoccupi piuttosto ora di non metterne in modo di spiacevoli), quanto il comprendere definitivamente “cosa” all’interno dell’individuo è libero da questa catena (propriamente cosiddetta Ruota karmica). In questo senso estremamente elevato, Gautama Siddharta affermò esplicitamente che vada trasceso, dunque reso oggetto di non-attaccamento, anche ciò che deriva dal merito (non era ipocritamente meritocratico…), poiché anche la virtù, che ovviamente è meglio del vizio, genera conseguenze inizialmente favorevoli ma poi… tutto è soggetto a mutazione ed esaurimento! La comunque necessaria pratica delle virtù meritevoli, come conferma l’indu Shankara, dal punto di vista metafisico serve soltanto a purificare la mente (Vivekacudamani, 11: “Le azioni meritorie servono a purificare la mente, non a comprendere la Realtà. La realizzazione del Sé è sempre frutto di investigazione discriminante e non di azioni meritorie per quanto numerose”).
      Anche il cristianesimo offre una interessante risposta, tutta da indagare, in merito al cieco dalla nascita (Giov 9:2-3): “…e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio ».”
      Infine l’indu Sri Nisargadatta (“Nessuno nasce, nessuno muore”, cap. 41): «La parte oggettiva di ciò che una volta era un essere senziente sarà distrutta, per non rinascere mai più come lo stesso corpo. E la coscienza non è un oggetto, non è affatto una “cosa”; perciò la coscienza in quanto non oggettiva, non può “nascere”, non può “morire”, e certamente non può “rinascere”. »
      Restano attive quelle tendenze psichiche che daranno vita a una nuova futura nascita individuale (sostanzialmente le stesse che “animano” le cosiddette sedute spiritiche, erroneamente scambiate con l’anima dei defunti).
      E resta il problema di cogliere l’unica coscienza immortale sottesa a ogni essere: il resto è speculazione fine a se stessa.

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  18. Gentile Lucia,
    Se, in un complesso di fatti atroci dell'uomo contro l'uomo, crediam di vedere un effetto de' tempi e delle circostanze, proviamo, insieme con l'orrore e con la compassion medesima, uno scoraggimento, una specie di disperazione. Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti dal suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi, di cui non può nemmeno accorgersi. Ci pare irragionevole l'indegnazione che nasce in noi spontanea contro gli autori di que' fatti, e che pur nello stesso tempo ci par nobile e santa: rimane l'orrore, e scompare la colpa; e, cercando un colpevole contro cui sdegnarsi a ragione, il pensiero si trova con raccapriccio condotto a esitare tra due bestemmie, che son due deliri: negar la Provvidenza, o accusarla. Ma quando, nel guardar più attentamente a que' fatti, ci si scopre un'ingiustizia che poteva esser veduta da quelli stessi che la commettevano, un trasgredir le regole ammesse anche da loro, dell'azioni opposte ai lumi che non solo c'erano al loro tempo, ma che essi medesimi, in circostanze simili, mostraron d'avere, è un sollievo il pensare che, se non seppero quello che facevano, fu per non volerlo sapere, fu per quell'ignoranza che l'uomo assume e perde a suo piacere, e non è una scusa, ma una colpa; e che di tali fatti si può bensì esser forzatamente vittime, ma non autori.
    (da un'opera di Autore che Le è già noto: "Storia della Colonna Infame")

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    1. Sbagliare sapendo perfettamente di sbagliare e' squisitamente umano. I processi che girano nelle nostre teste son diversi, e la natura li vuol far girare tutti.

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  19. 13 Feb 2017:Il giornalista Fabrizio Rondolino(l'Unità) commenta la lettera di Michele e l'evoluzione del mondo: "Alle mie figlie ho insegnato che il precariato oltre che necessario è un valore" scatenando il dibattito con Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl con il padre di Norman un 27enne che nel 2010..

    https://youtu.be/BXf10sLzm4c

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    1. Il discorso non e' precariato vs. posto fisso e garantito. Il discorso e' quanto retribuisci il precario. In un mondo non perfetto ma un cicinino piu' lineare, la flessibilita' va premiata. Se lavorando 12 ore al giorno per sei mesi guadagno piu' di cio' che guadagna l'impiegato delle ormai svanite Poste in un anno, allora c'e' un senso. Tutto il resto e' spazzatura chic, che piu' o meno consapevolmente confonde poveracci con professional protetti dalle loro competenze+mercati+lobby.

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  20. La propaganda agisce secondo le leggi del marketing.
    Fornisce un servizio di straordinaria efficacia: pulitura e smacchiatura delle coscienze "all-inclusive".
    Il bacino di utenza è sterminato (per quanto in calo) ed è fornito dal popolo delle "anime belle" della sinistra postmodernoliberalprogressista. Costoro hanno un disperato bisogno di sentirsi "a posto", ma non sprecano un solo ATP per porsi degli interrogativi sul se e come la loro coscienza si sia potuta imbrattare.

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  21. Apologia di precariato ... detto tutto.

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  22. Lucia basta avvicinarsi porgendo la mano con il sorriso sulle labbra e dicendo il nome, ti assicuro che l'abbraccio sarà spettacolare.

    p.s. A proposito com'è andata a finire con Fermo?

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  23. La cosa più incredibile della teoria dell'effetto serra è che nessuno ha mai letto la teoria dell'effetto serra.
    Ad averla letta si scoprirebbe immediatamente che tutte le misurazioni di temperatura globale messe in relazione con i gas serra l'hanno già empiricamente smentita e infatti rimane una teoria NON riconosciuta da molti climatologi (quelli che non vengono mai chiamati in tv).
    Ma non basta, è sufficiente un minimo di fisica per capire che la terra si comporta come tutti i corpi celesti e cioè scambia calore unicamente per irraggiamento e tale scambio avviene con una funzione della temperatura alla quarta (cioè se la temperatura di un pianeta aumentasse anche di un solo grado la sua capacità di disperdere energia nello spazio aumenterebbe di mooooolto (t1^4-t2^4) e infatti solo i media parlano di aumenti di diversi gradi a causa della co2, la succitata teoria NO anzi il primo gas serra considerato per importanza è l'acqua).

    Da quando esistono sistemi di misura della temperatura accettabili (quindi con ragionevoli margini d'errore, da pochi decenni) la temperatura globale è salita di qualche decimo di grado.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale
    Qualche decimo di grado.
    Tutto il resto sono bufale grandi e puzzolenti (ma molto utili per imporre trattati internazionali truffaldini).

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    1. Capitolo 7, ultimo report IPCC: http://ipcc.ch/pdf/assessment-report/ar5/wg1/WG1AR5_Chapter07_FINAL.pdf
      prima frase: "Clouds and aerosols continue to contribute the largest uncertainty to
      estimates and interpretations of the Earth’s changing energy budget."

      Se queste domande avessero delle risposte così banali, o se "qualche decimo di grado" fosse un risultato così insignificante, non verrebbero usati per secondi fini? Il dilettantismo non va bene in economia, e non va bene nemmeno negli altri campi dello scibile.

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    2. "Clouds and aerosols"

      Il vento solare influenza proprio la velocità di condensazione e di formazione delle nubi e non dipende dall'attività umana.

      Magari dei dottorandi "civili" interdisciplinari, desiderosi di ampliare i modelli esistenti, potrebbero ri-trovare degli utili risultati.

      Purtroppo la ricerca su questo argomento è di interesse militare (clima usato come arma) e le tecniche di manipolazione del clima a livello locale sono già state scoperte e secretate.

      Anni fa il generale Mini ne scrisse sulla rivista della difesa aprendo il vaso di Pandora.

      Tra 50-70 anni ne sapremo molto di più (nel senso che saranno desecretate le attuali ricerche militari).

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    3. @sambarluc
      invito a non mettermi in bocca cose non dette e a non citare da dilettante papers sulle precipitazioni che CONFERMANO che l'acqua può lievemente modificare la temperatura (poi non servono 100 lauree per accorgersi che le nuvole cambiano la temperatura ambiente...).
      La paper citata indica pure le POTENZE di qualche watt su metro quadro (variazioni irraggiamento molto inferiori all'1%) quindi non fa altro che confermare il mio approccio sugli scambi termici fra terra e il resto dell'universo con variazioni termiche minime indicate peraltro pure nel grafico su wiki (che trovi identico anche sulle riviste specializzate).

      A volte le risposte banali si applicano a domande banali e i "secondi fini" mi pare siano assai evidenti nei trattati internazionali.

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    4. In effetti la mia frase "non verrebbero usati per secondi fini?" doveva leggere "verrebbero usati per secondi fini?" La fretta è cattiva scrittrice, e io peggio.

      Il report dice che l'acqua è un gas serra (citofonare G. Rcazzo), e che il suo effetto è una delle maggiori cause di incertezza nelle nostre previsioni climatiche. Ovvero, ammette che non sappiamo, a differenza sua. Se lei è stupito di non averlo letto sui giornali, io no. In ogni caso, se lei pensa di avere delle risposte, se le tenga, tanto è irrilevante.

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    5. @Sambarluc, che l'acqua sia un gas serra ribadisco che lo dice pure la teoria dell'effetto serra (oltre al suo conoscente signor G.Rcazzo);
      che le nuvole (acqua) siano causa di incertezza climatica (pioverà o no?) mi pare assai evidente e non mi sembra di averlo negato (le previsioni del tempo sono infatti assai limitate nel futuro proprio per questo);
      che io sappia o no o che gli autori del report sappiano o no è irrilevante se chi legge perde di vista l'argomento.

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  24. A questo punto servirebbe un grafico che mostra in varie curve il trend previsto della temperatura media del pianeta confrontate con le misure disponibili. Insomma lo stesso fatto per il pil italiano che piu' volte abbiamo visto e che non serve commentare. Si vede lo stesso effetto?

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  25. Le possibilità di comprensione sono vincolate purtroppo ai mezzi che ciascuno possiede e se non sono adeguati si finisce per dover affidarsi a qualcun'altro, che se animato da buone intenzioni ci illustra dei ragionamenti e ci conduce (si spera) alla verità.

    L'impressione che mi sono fatto e che onestamente mi preoccupa è che questi isomorfismi si sprechino e non abbiamo un "professor Bagnai" per ogni ambito del sapere; non solo, col tempo diventano pure difficili da scardinare perché ormai è raro che si istruiscano le persone a sviluppare un pensiero critico, per chi mira a detenere un'autorità incontestabile è più efficace un'istruzione che forma dei tecnici acritici.

    Ciò scritto, ora che tira vento forte e si cominciano a vedere i traditori sarebbe auspicabile essere culturalmente in grado di arginarli e vanificare future occasioni di questo tipo!

    Penso all'istruzione che ho ricevuto e mi chiedo se sarei stato in grado in un altro contesto di realizzarmi in modo diverso (anzi, di realizzarmi in generale) magari a 30 anni non sarebbe neanche troppo tardi, non lo so...

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  26. Ma almeno l'hai letto l'accordo di Parigi sul clima? Comunque, è provato che chi nega il climate change ha interessi nella lobby petrolifera, e ormai la figura del migrante climatico è un dato di fatto. Detto questo si può discutere sulle soluzioni, di certo senza arrivare a decrescite felici e deflazioni salariali. È importante distinguere, caro prof. Bagnai, il fenomeno evidente del CC, dalle interpretazioni e dalle chiavi di lettura dell'establishment...

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    1. Caro Marco, a quali dati di fatto si riferisce?

      Qui leggo "However, an empirical evaluation of this general proposition [climate change => civil war, ndR] through a unique gridded dataset of postcolonial Africa... shows little evidence of a drought-conflict connection. Instead, the local risk of civil war can be explained by sociopolitical and geographic factors: a politically marginalized population, high infant mortality, proximity to international borders, and high local population density."

      MADDAI! Purtroppo non è counterintuitive.

      Secondo me comunque in Grecia son così perché d'estate fa caldo ed è secco.

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    2. (sì, la forma è quel che è, magari preferirà environmental refugees, ecological-economic migrants, climate disaster refugees, permanent climate refugees, o semplicemente climate-affected migrants)

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    3. Ciao Sambarluc, gli articoli che trattano la materia saranno migliaia. Comunque c'è chi pensa che il CC sia la causa primaria di guerre civili e chi, più minimalista, si limita a dire che esso sia solo una concausa. Ciao ciao

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    4. Gentile Marco, gli articoli sono sicuramente tanti (ma quello non è il peggiore di essi), quello che volevo far notare è che il "migrante climatico" non è un dato di fatto come sostieni, ma piuttosto un'interpretazione di vari dati di fatto, e perciò oggetto di dibattito tra punti di vista diversi (e faccio notare che questi lavori in genere studiano eventi climatici locali, per cui il lavoro di attribuzione antropogenico vs naturale è, se possibile, ancora più difficile che a livello globale).

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  27. Salve a tutti, finalmente il clima!
    Ma battute a parte, volevo accennare all'opera di Michael Crichton, lo scrittore autore di Jurassik park.

    Per chi li avesse letti, i romanzi e gli articoli di Crichton hanno spesso posizioni contrarie alle posizioni mainstream, i suoi articoli specialmente. Posizioni e romanzi che in questi giorni potrebbero essere ben definite 'fake news'.
    Nel 2005 della sua posizione non allineata al mainstream ne ha fatto un romanzo intero.
    Il titolo è 'Stato di paura' con riferimento appunto alla necessità dei media mainstream di sostenere e rendere possibile un perenne stato di tensione e paura nella popolazione, ovviamente usando questa o quella crisi, questo o quel problema epocale.
    Nel romanzo fra l'altro la storia si svolge attorno alla questione clima.
    Ma al di la delle sue personali idee in fondo ai suoi romanzi Crichton mette sempre la bibliografia e le fonti. Quella di 'Stato di paura' è lunga 22 pagine.
    Ecco quelle pagine di bibliografia, come le fonti sempre citate in questo blog, mi danno molta più sicurezza e fiducia di qualunque articolone che non ne cita mezza. Da qualunque pulpito venga.
    Saluti a tutti.
    (e grazie ancora per il blog)



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  28. Dal sermone pro globalizzazione di Zuckeberg:

    "Our greatest challenges also need global responses -- like ending terrorism, fighting climate change, and preventing pandemics."

    Terrorismo, cambiamenti climatici e pandemie. Le nostre tre più grandi sfide e una sola soluzione: la globalizzazione (e facebook).

    A me sembra proprio una pistola fumante.

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  29. Forse OT

    A margine di tutto.

    Da lettura superficiale e incompleta di Philip Dick fatta alcuni anni fa, mi è rimasta l'impressione di pre-visioni, fantascientifiche per nulla, di regimi totalitari con necessità di pretesti qualsiasi per imporre limitazioni di libertà e di limitazioni di umani vivi (perifrasi).

    Non mi pare ci fossero bibliografie su alcun argomento, ma ricordo che come "fiction" mi aveva colpita in quanto, nell'insieme, non (mi) sembrava lontana dalla realizzabilità.

    Certamente qualcuno saprà dirne di più e di meglio.

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    1. Dick fu un personaggio abbastanza complesso, tale da attirare più la morbosità di massa (ma non per demerito suo) che la riflessione ponderata; oppure l’oblio. Ho letto soltanto il classico " Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" (intitolato anche "Il cacciatore di androidi") da cui, com'è noto, Ridley Scott ha tratto "Blade Runner". Ma l'opera del regista è assai più generosa di quella dello scrittore e diverge, oltre che in parecchi punti, soprattutto nel senso complessivo della vicenda; quella proposta da Dick è alquanto più oscura ed inquietante e lascia ben pochi spazi all'ottimismo (men che meno al finale con la bella e dolce replicante Sean Young...).
      Potrei solo azzardare, in via del tutto informale, che la mente di Dick sia stata permeabile a certi elementi d’ordine archetipale – magari non in maniera equilibratamente ortodossa: faceva ampio uso d’anfetamine - , e che in virtù degli stessi abbia intuito alcuni moventi oscuri che possono realizzarsi da sé vuoi nell’ambito individuale, quanto in quello collettivo, e che già in parte sottendono al tenore classificante l’esperienza umana stessa, sospesa tra un conoscere limitato e un non-conoscere illimitato (poiché il conoscere illimitato attiene alla sfera divina). Come a suggerire: guardate che se l’uomo, a sua generale insaputa, è anche questo, potrebbe tranquillamente succedere, e ripetersi il succedere, quello…

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    2. Grazie del commento su Dick.

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  30. ecco queste sono le cose che mi fanno realmente incazzare.
    premessa: sono veneto. Abito in quella isola felice che sta tra cittadella e castelfranco veneto, nel 2004 inizio l'Itis (uno dei più difficili della zona) e sento dire da professori, genitori, ex alunni: " non vi preoccupate voi vi farete un culo a strisce però tranquilli, le aziende cominceranno già a chiamarvi 6 mesi prima della maturità".
    arriva la tanto agognata maturità dopo i canonici 5 anni ma siamo nel 2009. La crisi si fa sentire quindi decido di continuare l'attività di mio padre. a luglio mi diplomo ad agosto comincio a lavorare. I primi due anni sono buoni, la crisi si sente i pagamenti sono dilazionati però si lavora. Arriva il 2011 e sale al governo il professor Monti, molti clienti cominciano a non chiamare si rimandano le manutenzioni due anni dopo mi ritrovo praticamente disoccupato e decido di ricominciare a studiare. Mi iscrivo a ingegneria dell'energia. Nel mentre seguo il blog (l'ho seguita nei vari incontri che ha tenuto a padova) studio e continuo a lavorare.
    dopo altri 3 anni di studi e 8 anni di lavoro nel settore edile le posso dire che un professore che dica certe cose è un mentecatto. Come idraulico per diminuire gli sprechi energetici c'è un solo metodo investire. investire nella ristrutturazione di edifici altamente energivori, incentivare la sostituzione delle caldaie, in impianti di riscaldamento più efficienti. dal punto di vista di Un (quasi) ingegnere la riduzione dei consumi energetici passa per l'elettrificazione dei consumi, per l'ammodernamento delle reti esistenti e la fine della enorme cazzata della liberalizzazione del settore energetico. ora sono già incazzato perchè molto probabilmente non avrò i soldi per permettermi di proseguire la magistrale e magari a causa delle "leggere imprecisioni" di persone come il professore in questione potrei veder ridotti ulteriormente gli investimenti in quello che sarà il mio principale sbocco professionale.

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