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domenica 4 settembre 2016

Mecklemburg-Vorpommern wählt

Fabio Sciatore ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Il piddino e l'euro: la parola al neurologo": 

Vediamo un po'...

Ovviamente oggi il frame è tutto volto a farci credere che in Meclemburgo l'Afd ha preso un botto di voti perché non condividono la politica della Merkel sui migranti, e che l'esito del voto è ovviamente una sconfitta politica per la Merkel.

Neanche a farlo apposta ho trovato queste due cose (su due fonti per altro non affidabilissime, ma tant'è; domani faccio un giretto su Eurostat): in Meclemburgo il tasso di disoccupazione doppia quello nazionale, e stanno avendo grossi problemi per via delle sanzioni imposte alla Russia, e inoltre è la regione che ospita meno immigrati di tutte le altre. Quindi, esattamente come accaduto con le amministrative francesi, in cui si è provato ad agitare la motivazione psicologica del terrorismo, probabilmente qui hanno avuto più peso i soldi in tasca. Ma la cosa più interessante si ricava dagli exit-poll confrontati con i dati delle precedenti elezioni: da questa immagine traspare come chi abbia perso di più, sempre in attesa dei dati ufficiali, sono i partiti di sinistra. Sono loro, i buoni, i veri sconfitti, non la Merkel. Ipotizzando la parità di elettorato si può dire che i voti siano passati dai partiti di sinistra all'Afd.

Reggeranno i piddini alla propaganda? Sappiamo che per definizione non è possibile, sapendo di sapere sanno anche cosa sapere. 

Postato da Fabio Sciatore inGoofynomics alle 4settembre 2016 20:44


(...non ho altro da aggiungere. Andate avanti voi. Io sono stanco, svuotato, sfinito. Qualcuno sa perché, altri lo immagineranno...)







35 commenti:

  1. Ovviamente prof sfinito e deluso dalla Versiliana e dall'intervento di Meletti: siamo al folle paradosso del "meglio la Troika di Patuelli" sostenuta forse come linea editoriale dall'ultimo giornale indipendente che abbiamo in italia. In questo caso c'è solo il miope calcolo di chiamare a raccolta il montante malcontento e indignazione della gente favorendo l'ulteriore e definitiva demolizione della sovranità nazionale per via europea che finalmente ci libererà dalla corruzzione. (!!)

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    1. Però l'immagine della martellata ha ridimensionato la portata dell'intervento, al punto che lo stesso Meletti, in chiusura, è stato spinto ad ammettere che la diversità di vedute è una ricchezza del quotidiano. Sarà anche vero che la linea principale è quella del "sesomagnatitutto", figlia di più di un ventennio di bombardamento antipolitico ed antipartitico che ha impoverito la democrazia nel nostro Paese, ma è anche vero che, per lo meno, c'è spazio per voci diverse che sono riconosciute come arricchenti. Non è molto, ma non è poco. Forza Professore.

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    2. Forse non abbiamo ancora razionalizzato l'accaduto. Un'affermazione del genere dopo quello che la Troika ha fatto ai cittadini greci è di una gravità assoluta.

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    3. Effettivamente, riascoltando con più attenzione l'intervento iniziale di Meletti non posso che concordare sul giudizio: raccapricciante. Come raccapricciante è stata la reazione plaudente della platea. "Così muore la libertà, sotto scroscianti applausi" - Guerre stellari, episodio III "La vendetta dei Sith"

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    4. Però confermo il senso di quanto scritto ieri sera: Professore, comprendo lo scoramento, ma non molli e soprattutto mi auguro che possa continuare ad assicurare la sua collaborazione con quel quotidiano. Anche perché, se dovesse mollare, lascerebbe il povero Palombi pressoché solo e, anche lì, il pensiero dominante diverrebbe l'unico.

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    5. Si vede molto che sono stanco?

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    6. Vuole l'impressione di un medico? Si. E' stanco e si vede. E si comprende anche. Ma deve e può trovare la forza per andare avanti nel voltarsi anche solo per un attimo indietro, a quella maledetta/benedetta estate di 5 anni fa, e a vedere che percorso è stato capace, da solo, di portare avanti. Lei ora non è solo. E non è più solo la musica, la scienza, la famiglia e la comunità dei suoi studenti universitari a confortarla. Ora vi è un arcipelago di singolarità connesse che la sostiene. E sono tanti. Siamo tanti. La sua attività di divulgazione è stata un'opera di semina. E, si, è vero, talvolta le facciamo cascare le braccia, diamo piena evidenza di totale mancanza di bbasi. Ma ci siamo svegliati dal torpore. Iniziamo a non bercela più. A farci e a fare domande, a diffondere domande negli ambienti di lavoro, ad esercitare pensiero critico, a dare un altro punto di vista. E se ci è riuscito con me e con tanti testoni, cattocomunisti come me, ci riuscirà con tanti altri. Si è rivisto con che passione Lei ieri sera ha replicato a Meletti? Si è riascoltato? L'ho fatto: e, si', la postura denotava sconsolatezza, ma il fluire delle parole, la ricchezza dei contenuti, l'efficacia delle allegorie rivelano il combattente che è in lei. Lei ieri ha fatto una difesa del significato e del valore della democrazia sostanziale e formale ed ha stracciato chi si era già arreso a non concedersi più neppure quella formale. Quello è il suo spirito, Professore. E, pure in quel frangente, quello spirito è emerso, eccome se non è emerso. Ed ha vinto, eccome se ha vinto. Altrimenti Meletti non avrebbe chiosato come poi ha chiosato.

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    7. E vale la pena di continuare a scrivere sul Daily Troika? Perché io ho anche altri motivi di perplessità, più riservati. Comunque, io non voglio né vincere né convincere Meletti. Mi spiace solo che una persona della sua qualità si esponga in un modo simile, con dichiarazioni che meritano un'analisi approfondita.

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    8. Si, Professore, vale la pena. Perchè, come ha detto Lei, i giornali li leggono solo i politici e i diretti interessati. Non diffondono conoscenza ai livelli più bassi, ma fanno opinione. Se Lei ha avuto modo di osservare, in questi ultimi mesi Lei ha trovato ospitalità su giornali di destra (il Giornale, il Tempo e Libero). Su Libero in queste settimane Feltri si è lanciato in editoriali ficcanti - tutto si può dire di Feltri tranne che non sappia scrivere - sulla insensatezza e sulla perniciosita' dell' Euro, sulla necessità di abbandonare il prima possibile la moneta unica. A destra dunque, nonostante l'encefalogramma piatto di Parisi e Tajani, vi è una corrente nemmeno tanto carsica che sta facendo il suo lavoro, creando opinione e facendo a poco a poco massa. A sinistra invece c'è il deserto. Se si eccettua la sua voce e quella di Palombi sul Fatto Quotidiano, altrove non si legge altro (a parte Stefano Fassina, Roberto Romano e Alberto Burgio, peraltro assai perifrasanti, sul ...Valdemort). Se Lei cede, su quel fronte rimarrà Palombi solo. La sinistra forse è morta. Ma anche il chicco di grano lo è. Poi però se trova il terreno fertile germoglia. Se però il terreno manca e restano solo le pietre, quel chicco di grano non potrà mai ritornare a vivere.

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  2. Aggiungo per correttezza che l'intuizione del fatto che questa sia una sconfitta per la sinistra è di mio padre, a me è bastato andare a scovare un'immagine decente. Grazie mille prof e buon riposo.

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  3. È il bias della democrazia. Eradicarlo è difficile, ma non impossibile: come frontiera di ricerca nel settore la vedo sempre più promettente.

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  4. L'altro Sabato scorso stavo vedendo SuperQuark,tra i tanti argomenti trattati si arriva alla robotizzazione ed Angela(non Frau ma il presentatore) invita in studio un professore di statistica che di punto in bianco inizia a parlare della scomparsa del lavoro a causa propio di essa,la robotizzazione,compresa tra una forbice che va dal 10 al 40%,a questo punto Angela(sempre il presentatore,non la sederona) lo interrompe e staccando lo sguardo su di lui,portandolo verso i telespettatori,riprende la parola:"Ecco,nel prossimo futuro dovremo affrontare la perdita di lavoro a causa della robotizzazione!..che fare allora!?..si potrebbe prendere esempio dalla Germania che è il paese più attivo nel risolvere le problematiche lavorative;creando come loro un enorme database che indichi alle persone il lavoro di cui c'è bisogno..CLIK....ho spento il televisore.Mi è morto un mito.

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    1. http://www.lastampa.it/2016/09/05/societa/i-robot-allassalto-dei-colletti-bianchi-QiXaCPkOlYuhBYrgVGaZaM/pagina.html

      "Avvocato o cameriere, dopo le fabbriche i robot possono essere usati in tutti i ruoli

      I robot all’assalto dei colletti bianchi
      Dall’androide che prenderà il posto dei telefonisti, all’algoritmo che aiuta a riconoscere le malattie. Stasera il programma “Presa diretta” racconta su Raitre il mondo dei nuovi androidi. Con l’incognita occupazione."

      Se andate a leggere il resto c'è anche Amelia, il robot che ruberà il lavoro alle segretarie (astenersi battutacce...).

      I robot: il nuovo esercito di riserva del capitale?

      Se spegni il televisore oggi apri il giornale e trovi la stessa minestra: qualcuno crede ancora alle coincidenze?

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    2. "...si potrebbe prendere esempio dalla Germania che è il paese più attivo nel risolvere le problematiche lavorative"

      arbeit macht frei

      Assolviamo Angela (non la Frau) perché è avanti negli anni.

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    3. Superquark, nell'insieme è un bel programma. Ma è sempre stato molto superficiale nelle sue analisi. L'ho notato molte volte quando parla di scuola, un campo che conosco bene dato che ci lavoro.

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    4. Real fun! Angela senior, che non sta neppure in piedi, e' un buon esempio di lavoro rubato ai robot! Se fossi Roy Batty/Rutger Hauer mi irriterei...

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    5. Angela ha già fatto vedere di essere veicolo di propaganda della narrazione errata del debbbitopubblicobrutto con una puntata del 2012 mi pare. Come dimenticare poi le supercazzole piddine ripetute in alcune talk con presente anche il prof Borghi

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  5. Del delirante e desolante intervento di Meletti (delirante perché fondato su un paradigma monetarista che era negato già dall'abate Galiani nel 1750, desolante perché M. non se ne rendeva conto) vorrei solo salvare una frase: "Ricordate il moplen?"
    Sì, lo ricordo benissimo, con Gino Bramieri che lo pubblicizzava in TV e Natta che si beccava un premio Nobel lavorando nell'inutile, inefficiente e corrotta azienda di stato.
    Per il resto, da far cadere le braccia. Gente convinta di avere tante cose (fattacci) da *sapere* ma di non avere niente da *imparare*.

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    1. Due considerazioni a freddo.

      Meletti ha dichiarato esplicitamente che democrazia e costituzione sono cose di cui ci si si può sbarazzare senza grossi rimpianti e che gli sta bene un trattamento tipo Grecia per l'Italia. È la nuova linea editoriale del Fatto? Forse merita un chiarimento.

      L'uscita di Meletti è stata applaudita. Questo dimostra l'enorme difficoltà di accettare che il nuovo mondo è già qui, le regole sono cambiate e il "meritato" castigo attende quasi tutti. Si preferisce sognare di vivere ancora con le garanzie che si disprezzano.

      Bene, la realtà ha i suoi mezzi per farsi capire: basta aspettare.

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  6. Allora ho fatto bene a interrompere l'ascolto alla fine del primo intervento del prof...

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    1. No, non hai fatto bene. Perché dopo meletti mi stavo mozzicando i gomiti, ma poi t'ariva er cavajerenero e t'ammazza tutti e tre: un'improvvisazione che di certo si rifà come struttura compositiva alla musica, non lo so, forse era concinnitas, vattela a sentire.
      Inizia con un preludio pacato con captatio benevolentiae e creazione di rapport, un crescendo (-che io definirei-) wagneriano, con abbondante napalm dialettico costituito però da argomentazioni solide e implacabili come un cappio insaponato, e conclusione di gelida indignazione-requiem del piddino.
      Insomma, dite pure le cazzate che volete sull'economia e ci faremo una risata, tanto abbiamo i numeri dalla nostra: si sommano, si sottraggono, si moltiplicano: non ci sono santi. Chi non li vuole capire è solo un beato ignorante.
      Ma quando toccano la democrazia... e laggente non capisce, non capisce, non capisce! Vedono tre lati, vedono tre angoli, ma non riconoscono il triangolo. Non c'entra la propaganda, la pecoraggine, sembra proprio che gli manchi l'idea platonica, la forma a priori del rispetto di sé, quel tabernacolo interiore della responsabilità, o forse dell'orgoglio prima individuale e poi collettivo che ti fa dire "Sì, i miei fratelli sono stronzi, coglioni, corotti, quello che vuoi, ma hanno il diritto inalienabile di decidere e contribuire alle decisioni collettive, perché è parte dell'essere umano, se lo tolgono a loro lo toglieranno anche a me... e se ti tolgono quello possono toglierti tutto... e lo faranno.

      (Avevo scritto questo panegirico ieri notte, assai bevuto. Ho tolto le conclusioni, ma ho lasciato il resto, sperando di restituire un po' dell'energia ricevuta. Grazie.)

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  7. "Wir schaffen das" hatte die Merkel vor einem Jahr gesagt. Heute hat sie eine klare Antwort bekommen. Ich hoffe wir werden es richtig schaffen, das Ende dieser Europa zu sehen.

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  8. Prof. Io c'ero alla Versiliana al momento del "tra Patuelli e la Troika voto la Troika". Non abbiamo applaudito tutti.
    Ricordo un intervento di Boldrin alla Versiliana in cui lui diceva che loro sono il partito che “toglierà il pane e salame a chi non lo merita” (non ricordo le parole esatte ma ricordo chiaramente la metafora del pane e salame, che tra l'altro rientra nella retorica del "se so' magnati tutto". Nel caso di Boldrin è anche accompagnata da consigli sull'igiene orale per il dopo pasto). A quell'intervento l'intera platea applaudì. Ed era una platea piena di pensionati e, verosimilmente, di dipendenti pubblici. Quelli cioè che il pane e salame non lo meritano per il nostro Dietologo-Odontoiatra. Io ero lì con mio padre (che con loro si era impegnato, ora è guarito) e con un amico imprenditore.

    Quello che voglio dire è che la platea della Versiliana (e ancor di più alla festa del Fatto) è sociologicamente Piddina o almeno autorazzista. Ma lei questo lo sa già e meglio di me con ogni probabilità.

    Nel merito degli interventi credo però che sia doveroso dire una cosa: quello che Meletti ha detto è vero, nel senso che è accaduto. Il problema è che lo ha voluto presentare come la causa principale senza capire (o voler capire) che c’è un problema di scala.
    Se non vado errato, recentemente Banca d’Italia ha pubblicato un documento sulle sofferenze e la loro composizione. Ricordo che vi si leggeva che l’11% dei clienti raggruppava qualcosa come l’80% delle sofferenze. Ragionando in termini di distribuzione paretiana, cosa il grosso delle volte ragionevole da fare, c’è uno scostamento significativo dal famoso 80-20.
    Ecco, io credo che parte dello scostamento si possa imputare a Kasta-Kricca-Korruzzzzione. Ciò che è sicuro è che non si può sostenere che le sofferenze siano tutte dovute al “costruttore che prende 100 in prestito, ne spende 50 e 50 li incassa” e che queste cose siano una novità o una peculiarità italiana.

    Tra l’altro, inconsapevolmente, ciò che Meletti sosteneva tenderebbe a confermare anche che i tassi di interesse troppo bassi causati dall’euro abbiano contribuito a ridurre la produttività aggregata distorcendo il mercato dei capitali e permettendo a cialtroni-ladri-imprenditori improvvisati, di entrare sul mercato e fare concorrenza alla gente che sa lavorare.


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    1. Ma guarda che io non nego la validità delle ragioni di Meletti circa l'esistenza di malcostume in Italia, e via dicendo. Semplicemente, faccio osservare che la soluzione da lui proposta non funziona. Sono più di trent'anni che cerchiamo di moralizzarci ricorrendo al podestà straniero, e più si va avanti, peggio è. Quindi la strada non è questa, mi sembra sufficientemente ovvio. La troika, poi, ha preso in evidente malafede e con una opacità evidenziata dalla commissione di inchiesta indipendente del Fmi delle decisioni del tutto unilaterali e dagli esiti disastrosi. Posso dire che citarla oggi, quando perfino il Fmi prende le distanze da se stesso, è molto inopportuno?

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    2. Su questo sfonda una porta aperta. Io come lei ho dei problemi a capire il ragionamento di chi crede che la Troika possa fare gli interessi dei troikizzati, specie dopo che si sono visti i risultati negli altri Paesi.

      P.s.: avrei voluto salutarla ma sono arrivato tardi e non volevo disturbarla dopo l'arrabbiatura con Meletti. Spero di riuscire a partecipare a qualche suo seminario in Francia se ne ha in programma.

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  9. a Lorenzo m

    non solo i tassi di interesse troppo bassi ma anche altri due fattori:

    l'eccessiva disponibilità di denaro che veniva fornito dalle banche del centro nord Europa che sottoscrivevano generosamente le obbligazioni delle banche italiane, anche di quelle medio piccole

    i minori utili delle piccole e medie imprese, schiacciate da un cambio troppo forte che spingevano gli imprenditori a buttarsi sull'immobiliare, dove invece i profitti erano ancora generosi.

    A parte le nefandezze denunciate da Meletti, quasi sempre gravi e vere, molte piccole banche hanno ecceduto sull'immobiliare perché gli imprenditori che chiedevano finanziamenti erano i loro migliori clienti, titolari di cospicui investimenti finanziari e, fino a quel momento, sempre capaci ed affidabili. inoltre i bassi tassi favorivano l'espansione del mercato, creando una sorta di mutui subprime a favore degli immigrati extracomunitari che compravano gli appartamenti usati più modesti, favorendo la collocazione degli immobili di nuova costruzione. Senza la crisi determinata dagli USA e la vera e propria calamità dei Governi Monti e Letta, il fenomeno sarebbe stato molto più circoscritto e le banche migliori sarebbero state in grado di assorbire quelle mal amministrate.

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    1. Mi trova completamente d'accordo.

      Nel post mi sono riferito solo a ciò che Meletti riportava.
      Il caso Monte dei Paschi è emblematico: il Monte ha cominciato a fare troiai grossi (come si dice a Pisa) nei primi anni 2000 quando acquistò Banca 121 ed entrò nell'area di influenza di D'Alema.
      Finché l'economia ha retto le nefandezze sono state coperte dal resto poi il crac.

      Insomma, credo che Meletti abbia il problema che, con le parole che credo siano di Kant, vede il mondo con occhi di talpa.

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    2. Qui il punto è: sappiamo tutti che un aggancio nominale determina uno spostamento verso i settori non tradable (costruzioni) e che il costo del denaro troppo basso favorisce bolle e deprime la produttività. Io non capisco quale sia la spiegazione alternativa: siamo diventati improvvisamente tutti corrotti nel 2010-2011? Sinceramente non capisco.

      Voglio dire: io da macroeconomista so che esiste il male, il crimine, il malaffare, e sono grato ai giornalisti che coraggiosamente, affrontando dei rischi, lo portano alla luce (e di questi fa parte Meletti). Vorrei venisse usata la stessa cortesia alle mia competenze di economista, però. Devo dire che in questo il Fatto è stato l'unico giornale a prendere da subito posizione con chiarezza, lasciandomi specificare che nella crisi bancaria il tema non era esattamente la mala gestione, ma qualcosa di più strutturale.

      Vorrei che le valutazioni di altri lettori fossero un po' più articolate: poter portare questo tema nel dibattito non è stata cosa banale. Da questo blog (anche se sicuramente seguito ai piani alti) non ci saremmo riusciti.

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  10. Se invece di compulsare solamente qualche dato bancario e statistico (per non faticare ad alzare le chiappe dalla comoda poltrona dove lo ha messo l'intima inimicizia con tutto l'organico societario del Fatto, che lo assunse solamente per il valore del suo CV) Meletti avesse fatto un giro a parlare con chiunque avesse avuto un lavoro nel settore dell'edilizia e non ce l'ha più, si sarebbe reso conto di quante Partite Iva, piccole ditte artigiane e piccole imprese hanno dovuto chiudere i battenti dopo gli interventi a favore del settore varati dal governo Monti con il beneplacito del sindacato di sinistra.
    Se poi Meletti vuole che gliene parli io, c'è materiale per camparci settimane e settimane...

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  11. Chissà se dopo 30 o 40 anni, la sinistra italiana avrà il coraggio di dire che il merito dell'uscita dall'euro sarà stato loro; che loro sono stati la "Resistenza" all'euro, ecc..
    Ci sarebbe da ridere, ma non sarebbe tanto strano!
    Finora, non hanno mai esitato a vantarsi di meriti non reali!

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  12. Insomma ".. le politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra."

    uhm... dov'é che l'ho già sentita questa?

    Non faccia la sinistra ciò che fa la destra.

    Dall’euro usciremo, perché alla fine la Germania segherà il ramo su cui è seduta. Sta alla sinistra rendersene conto e gestire questo processo, anziché finire sbriciolata. Non sto parlando delle prossime elezioni. Berlusconi se ne andrà: dieci anni di euro hanno creato tensioni tali per cui la macelleria sociale deve ora lavorare a pieno regime. E gli schizzi di sangue stonano meno sul grembiule rosso. Sarà ancora una volta concesso alla sinistra della Realpolitik di gestire la situazione, perché esiste un’altra illusione della politica economica, quella che rende più accettabili politiche di destra se chi le attua dice di essere di sinistra. Ma gli elettori cominciano a intuire che la macelleria sociale si può chiudere uscendo dall’euro. Cara Rossanda, gli operai non sono “scombussolati”, come dice lei: stanno solo capendo. “Peccato e vergogna non restano nascosti”, dice lo spirito maligno a Gretchen. Così, dopo vent’anni di Realpolitik, ad annaspare dove non si tocca si ritrovano i politici di sinistra, stretti fra la necessità di ossequiare la finanza, e quella di giustificare al loro elettorato una scelta fascista non tanto per le sue conseguenze di classe, quanto per il paternalismo con il quale è stata imposta. Si espongono così alle incursioni delle varie Marine Le Pen che si stanno affacciando in paesi di democrazia più compiuta, e presto anche da noi. Perché le politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra. Ma mi rendo conto che in un paese nel quale basta una legislatura per meritarsi una pensione d’oro, il lungo periodo possa non essere un problema dei politici di destra e di sinistra. Questo spiega tanta unanimità di vedute.

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  13. Infatti, a conferma delle parole di Fabio, esiste una chiara correlazione tra i circondari in cui l'AfD ha preso più voti , e quelli dove il tasso di disoccupazione è più elevato.
    È interessante notare come la CDU funga da partito di 'protesta moderata' e di transizione tra l'ovest della regione, più ricco e socialdemocratico, e l'est in crisi che ha svoltato a destra.
    Qui per un grafico più dettagliato, partito per partito.
    E grazie Prof, per il suo impagabile lavoro.

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  14. "Ipotizzando la parità di elettorato si può dire che i voti siano passati dai partiti di sinistra all'Afd" tanto che oggi un qualche Boulevardzeitung che non mi ricordo titolava "AfD ist die neue Linke". Ma questo elemento in Germania è un pezzo che viene dibattuto anche dalla non particolarmente acuta (eufemismo) stampa tedesca.

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