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lunedì 5 settembre 2016

Cinque domande per i troikisti

(...mentre sto predisponendo un'analisi e una confutazione di certe affermazioni sentite ieri a Marina di Pietrasanta, ricevo da Charlie Brown cinque domande che giro ai vari troikisti, a partire da Zingy. Qualcuno risponderà?...)




Ho 5 domande per i Troikisti di ogni colore:

1° Domanda:
La Troika si è squagliata sulla Grecia: ora è la Deutschka.
Chi dunque pensate che sarà Mr Troika? Uno come Grillo?  O uno come Monti?  

2° Domanda:
(Ripeto): la Troika si è squagliata sulla Grecia: ora è la Deutschka.
Pensate davvero che venga,  ricapitalizzi seriamente le banche italiane, e poi ve le restituisca per  aiutare le aziende italiane a competere con le aziende tedesche?

  Domanda:
Perché, secondo voi,  i  maschi alfa di quel branco di banchieri e politici "che se sò magnati tutto" - e che odiate tanto - si sperticano a lodare le Troike e Troikine? 

4° Domanda :
È tre governi  che la Troika governa per interposta persona.   Vi risulta che da Monti in poi vi siano in giro meno  banchieri e politici marci? O che vi sia stato un riciclo nelle poltrone che contano davvero? O che "quelli là" magnino meno?

5° Domanda :
Se ritenente di non poter comunque trovare in Italia un leader capace di riprendere in mano le sorti del Paese, allora perché chiedete alla Troika di salvarvi?  Pensate domani di farvi governare per sempre da una dinastia di presidenti tedeschi? O di ricominciare a un certo punto "a farvi magnare tutto"?



(...secondo me non risponde nessuno...)

49 commenti:

  1. http://www.wallstreetitalia.com/zingales-shock-italia-invochi-crisi-sistemica-e-faccia-venire-la-troika/

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/28/banche-e-salvataggi-zingales-far-pagare-
    tanti-soldi-a-tutti-amministratori-revisori-sindaci-dirigenti-e-controllori/2260219/

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    1. È indubbio che questo tema ormai è entrato nel dibattito perché introdotto da Feld e Zingales, e andrebbe maneggiato con estrema cautela.

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    2. Zingales fa finta di ignorare che il sistema bancario italiano era l'unico Occidentale che, pur con tutte le sue problematiche, aveva retto alla crisi dei subprime con interventi statali marginali rispetto a quanto speso (UK, IRL, DE, F, BE, NL, USA) da tutti i restanti paesi dell'Unione e non. Quindi non si era imbarcato in rischiosi arzigogolii bancari a differenza di altri (fra tutti, leggi Germania e sue banche).
      Zingales fa finta di dimenticare che dal 2011 chi governa per interposte persone qui in Italia è l'asse Merkel/ Weidmann/ Schaeuble, quindi siamo già alla Troika (quasi) da all'incirca 5anni.
      Zingales fa finta di non vedere che sono stati questi 5 anni di governo pro-UE che hanno fatto esplodere le sofferenze bancarie via consolidamento fiscale, caduta del PIL, collasso produzione industriale, fallimenti generalizzati.
      Zingales ancora, pur essendo un rispettabilissimo professore, fa finta di ignorare che il problema sostanziale dell’Italia è l’Euro, e qui mi taccio…

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    3. Aggiungo: Zingales solleva il tema del conflitto di interessi dei giornali sul caso delle banche, in un articolo in cui, come sapete, risulta che il Fatto è l'unico quotidiano non compromesso, ma poi non nota che le banche sono in ovvio conflitto di interessi con l'euro, motivo per il quale i loro media ci hanno sottoposto a una campagna denigratoria degna dei peggiori regimi totalitari. Lo ricordo pro veritate e anche per collocare nel contesto storico corretto certi sviluppi.

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  2. Scusi professore, la sento così spesso parlare di un certo Giannino... non vorrei che si fosse confuso con Giannini, certo ricorderà, quello che diceva: "Ma come, non mi dicesti che eri compagna, che eri anche Tro ... Tro ..." - https://www.youtube.com/watch?v=rjdKlMzK7OA

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  3. Bravo, Prof!

    Inchioda gli estremisti con domande logiche che lascino solo per risposta "sì" o "no" e te li togli di torno.


    Che capiscano, dubito, ma non si sa mai.

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  4. Ehm ehm...

    Intendevo: Bravo, Prof, che giri le domande di Charlie Brown.
    (Io, vediamo se me la cavo).

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    1. Lo schermo dello smartphone è piccolo: può capitare a tutti. Io voto per l'assoluzione... ;-)

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    2. @Stefano Longagnani

      Grazie, collega.

      Solidarietà per corporativismo? Preferisco pensare al principio, di solito applicato nel nostro mestiere, 'In dubio, pro reo'.

      Preciso che né scrivevo né leggevo da smart.

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  5. Ho visto e rivisto per la seconda volta il filmato del suo intervento a di ieri assieme a Beppe Scienza e Meletti.
    La prima volta sono rimasto allibito dalla superficialità delle analisi proposte dallo Scienza e dal Meletti.
    Tutto si spiega e si risolve con il “se sono magnati tutto”.
    Meletti che mi viene a dire che se brucio una banconota, ok commetto reato e lo sappiamo, ma secondo lui questo atto sconvolge gli equilibri finanziari italiani (e di conseguenza mondiali) mi sembra veramente grossa, ma la terra è piatta ed è al centro dell’universo e anche questo è un dato di fatto noto e risaputo.
    Mi è montato il disgusto quando il Meletti ha invocato la troika. Non aggiungo altro.

    Alla seconda visione del “film” mi è sembrato di aver capito una cosa scavando tra le parole conclusive del signor troykista, quando dice che andrà a litigare con il prof dietro le quinte.
    Il troykista afferma che il bello di essere giornalisti del “Fatto” sta proprio nell’essere indipendenti e di dar spazio a tutte le voci, anche discordi. Discordi da che? Discordi da quella che a me sembra la linea del Fatto, ossia quella di auto incensarsi perché si è indipendenti, e che la causa di tutti i problemi in Italia sia solo e sempre il “se sono magnati tutto” che da solo basta a spiegare tutto, quindi crea l’alibi per non andare a cercare altre cause.
    Che poi in modo simile è la stessa risposta dei five stars col mantra castacriccacorruzione.
    Caro Alberto, quanta amarezza nel constatate quanta strada ce ancora da percorrere, e quanto poco tempo ci sia ancora, comunque quello che mi consola è che grazie a lei ed al suo impegno riesco a vedere con un pochino più di chiarezza.

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    1. @Roberto Bonino
      E infatti, se non facessero scrivere Bagnai e un paio d'altri, come farebbero a autoincensarsi come giornale indipendente che dà spazio a tutte le voci?
      Suvvia persino sul Sole ogni tanto esce qualche articolo abbastanza discreto di Lops o Cerretelli!


      @Charlie Brown
      Non sono Troikista, ma provo a immedesimarmi

      1) Non ha assolutamente importanza chi e come è l'interposta persona. Tsipras era più simile a Grillo; se ricorda troppo Monti lo sgammano prima.

      2) No, ma è opinione diffusa che aziende italiane non devono essere aiutate perché sono piccole e inefficienti, quindi è giusto che diventino tedesche (o chiudano) come le banche del resto. Si accorgeranno dopo (forse) quanto è assurdo, ma nel frattempo...

      3) Perché "se sò magnati tutto" e vogliono lasciare il cerino consumato in mano agli altri.

      4) Rifiutano l'assunto. Per loro Monti, ma soprattutto Letta e Renzi sono governi italiani.

      5) Troika forever!

      Se le persone fossero capaci di rispondere in modo logico a queste 5 domande, non avresti avuto bisogno di formularle (nel 2016).
      Mi dispiace, personalmente sono completamente d'accordo, ma per quanto assurdo questo è il mondo reale.

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    2. Due punti:
      (1) dell'opportunità che io andassi a fare la "foglia di fico" (nella vostra valutazione) di un'operazione editoriale potenzialmente schierata (come tutte) s'era parlato all'inizio e io ero per accettare il rischio. Ho sempre avuto piena libertà, ho smesso di scrivere sul blog perché all'epoca era infestato di troll, ma penso che collaborare con un quotidiano sia importante per influire su un certo tipo di opinione;

      (2) la mia obiezione di fondo a Meletti, riconoscendo tutti i danni fatti da quei comportamenti criminali che lui con grande coraggio e professionalità ci ha documentato, è che il metodo adombrato da lui e da altri giornalisti del Fatto, ovvero il ricorso al "podestà straniero", storicamente non ha funzionato, e ci sono modelli economici che chiariscono come questo non sia un caso. Potenziare gli apparati dello Stato (magistratura, forze dell'ordine), che infatti la troika normalmente taglia, mi sembrerebbe una strada più efficace. È anche opportuno non dimenticare mai che certe distorsioni macroeconomiche incentivano o causano certi comportamenti. Fermo restando che è corretto (e noto) il dato che le sofferenze sono molto concentrate ecc., non votrei che passasse il messaggio che nel 2010 un'epidemia di disonestà ha spinto tutti gli immobiliaristi a truffare i propri clienti, perché questo non aiuterebbe nella ricerca delle cause...

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    3. E non va bene il Fatto, la Guzzanti nemmeno per i suoi trascorsi.
      Bene, cercheremo altro, ma temo che qui il lato offerta sia carente.
      Certo questo non vuol dire accettare qualunque situazione ma per questo fidatevi del prof.
      Poi un domani, spero non troppo lontano, abbonderanno le possibilità.
      Per ora non sputiamo su quello che c'è.

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    4. Fra l'altro stiamo ragionando di due cose completamente diverse, perché si suppone che chi lavora nello spettacolo possa non essere altrettanto informato/consapevole di chi lavora in quello dell'informazione. Se avessi fatto il filosofo, o il flautista, oggi sarei ultrapiddino. Non mi smuovereste nemmeno a cannonate. Quindi tutto il ragionare sul perché e per come si è avuta un'idea diversa e poi la si è cambiata, in un mondo dominato dalla propaganda e dal caso, mi sembra francamente assurdo.

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    5. Proprio per questo dicevo che è opportuno sbubbarsene del piddino. Noi non sappiamo perché ci stanno tutte ste differenze in termini di capacità e coscienza. Eppure percepiamo un senso nella realtà che ci circonda, giusto? Allora un senso lo avranno pure tutte queste differenze, che devo accettare di non poter capire e dunque nemmeno giudicare: rilassiamoci: la responsabilità di fronte al cosmo è personale, non facciamo i giudici di nessuno ché le regole non le conosciamo e.. sbubbiamocene! Si sta così leggeri poi. E si è più lucidi anche a capire. Dunque, spostandomi un attimo, benvenuta Sabina eccome, in bocca al lupo perché è faticoso per tutti, ma soprattutto sti gran cazzi tuoi se poi vorrai defilarti perché questi intellettuali non ti avranno convinto: tua scelta, tuo diritto. E amen.

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    6. La critica non era rivolta a lei, professore, che ha colto l'opportunità di raggiungere più lettori (naturalmente non c'era bisogno della mia opinione in proposito) ma al Fatto la cui linea editoriale resta evidente nonostante diano (qualche piccolo) spazio ad "altre voci".

      Sulla Guzzanti non so a cosa vi riferiate, se c'è arrivata non può che farmi piacere che inizi a spendere la sua fama di umorista intellettualmente acuta per una giusta causa. Tuttavia non è una che fa genericamente spettacolo, ma fa satira politica. Non sputo sopra una sua eventuale tardiva conversione, ma non cado neanche in estasi come se avessi visto la madonna. Credo sia stata più determinante come strumento di dirottamento dalla verità di una certa sinistra che non sul corso e sul finale della storia.

      Scusi se mi permetto di contraddirla, ma essere critici rispetto la propaganda non è una questione di approfondita conoscenza dell'economia: quasi tutti noi lettori di questo blog ne siamo la dimostrazione. Non è neanche una questione strettamente di cultura o di intelligenza (infatti non erano tra le spiegazioni del neurologo), è un atteggiamento mentale (che lei ha dimostrato di non avere a prescindere dagli studi compiuti).

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  6. Si segue l'autorità, ci si conforma per comodità e anche se qualcuno dentro di se pensasse di opporsi, aspetterà che lo faccia qualcun altro (Prof Turatto docet). A queste categorie aggiungerei le iene: attendono trepidanti che i leoni ci sbranino per poi tuffarsi sui resti, magari da una comoda e prestigiosa poltrona

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    1. Siamo d'accordo che questa categoria riguarda professioni diverse da quella del giornalista.

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  7. Una cosa mi ha semre lasciato perplesso. Come è possibile che questi invocatori dell'intervento di poteri esteri a salvarci da noi stessi non vengano cacciati dal dibbbattito a suon di insulti o risate?
    Nelle scuole italiane da generazioni ai giovani viene presentata, ribadendola in ciascun ciclo didattico, la lettura guicciardiniana della storia d'Italia che identifica il declino del paese a partire dalla fine del XV secolo con l'intervento nella politica della Penisola di potenze esterne.
    Anche a chi ha frequentato con minimo profitto dovrebbe essere pervenuto, quanto meno in forza della reiterazione, il messaggio che invocando un'intervento di poteri esterni per la soluzione di problemi contingenti si spalanca la strada al loro insediamento di lungo termine (e non certo per fare gli interessi dei locali) e quindi a danni immensi e protratti nel tempo.
    Che questa semplice lezione (che per altro è puro buon senso) si perda così facilmente all'atto del suo impiego pratico è un chiaro fallimento della scuola nel nostro paese.

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  8. Mentre ero caduta nella svista - chiamiamola così - Bagnai per Charlie Brown, intendevo invece proprio "estremisti" i pro-Troika, perché da quel punto (estremo, per l'Italia, e fisso fino all'estremo, per loro) non li si schioda, temo.

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  9. domande comunque troppo difficili per i piddini... forse se le pongono durante "la prova del cuoco" magari qualche risposta sensata la forniscono (scherzo ovviamente)

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  10. Solo un pazzo o una persona in malafede, o incattivita dalla vita e dalla spocchia fino al nichilismo più confusionario, ovviamente verso gli altri, non per sé, può seriamente pensare che la troika possa essere preferibile a una serie di casi di cattivo uso del denaro, comunque li si voglia definire, che potrebbero e dovrebbero essere individualmente perseguiti nelle apposite sedi - sempre che la troika, coi suoi tagli al pubblico, abbia lasciato sussistere la possibilità di funzionare all'amministrazione giudiziaria.

    Al contrario, è totalmente assurdo, indimostrabile e infondato pensare che la troika abbia mai messo in discussione simili disinvolti usi del denaro. La troika serve a distruggere i salari, i servizi pubblici, i diritti, il tessuto produttivo di un paese, a svenderlo, come in Grecia. La troika non amministra la giustizia, né terrena né celeste.

    Non s'è mai preoccupata di banchieri, uomini d'affari e faccendieri.
    Per il semplice motivo che non le interessano, non sono il suo bersaglio, tutt'altro. La troika, emanazione di istituzioni liberiste, serve per dare a costoro mano libera, non il contrario.

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    1. E invece ne sento molti, fra pendolari e amici, che invocano la Troika sperando che cacci via i fannulloni e finalmente gli consenta di fare una carriera basata sul merito. Solo che non han letto il Pedante e non sanno quali saranno i criteri di merito e chi sarà licenziato come fannullone! Andrà a finire come in Grecia finché la Crucconia non si sarà presa l'Europa e vendicata, fra l'altro, dell'otto settembre...

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    2. Sono d'accordo sulla sintesi finale, che del resto è ormai consegnata ai documenti ufficiali dello stesso Fmi. Non sono d'accordo sulla personalizzazione di questo dibattito (vedi sotto), che pure deve svolgersi, perché ormai le vicende Mps rendono imminente il ricorso all'Esm, con tutto quel che ne consegue.

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  11. A chi scientemente parla in malafede, tremano sempre le mani

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    1. Scusate, ma pubblico questo commento per specificare, se vi state riferendo al dibattito di ieri, che lo disapprovo. Giorgio Meletti è fino a prova contraria una brava persona e un ottimo giornalista. Se siamo informati sulla crisi bancaria è sostanzialmente grazie a lui e a pochi suoi altri colleghi del Fatto. Non ritengo giusto accusarlo di malafede. Non ritengo nemmeno appropriate le sue parole, per motivi sufficientemente evidenti, ma vorrei che valutaste anche l'esasperazione di una persona che nel tempo con coraggio ha denunciato un certo malaffare, esponendosi a dei rischi per informarvi, e che può anche lasciarsi andare a una battuta paradossale. Sì, io stesso ci sono rimasto malissimo, ma per motivi opposti a quelli che voi ostentate. Io sono convinto che la troika verrà, e che quando succederà Meletti, proprio perché è una brava persona, non sarà per nulla contento. Vi prego quindi di chiuderla qui con le valutazioni personali, che non portano nulla al dibattito e mettono semplicemente in una pessima luce questa comunità.

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    2. Mi sono sentito offeso doppiamente per questa "leggerezza" in quanto frequentatore di questo spazio che è in primis di civiltà e per aver vissuto vicino a chi ha avuto il medesimo problema del dott. Meletti.

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    3. Noi abbiamo della professione giornalistica una percezione distorta da molti fattori, incluse le oggettive (documentabili e qui documentate) distorsioni della realtà storica nel quadro del dibattito che qui ci interessa. Capisco quindi che molti siano prevenuti. Ricordiamoci però che ogni generalizzazione è razzista (ovviamente, anche le loro...).

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    4. Voglio ricordare a tutti che i poteri forti esistono (cit.). Dopo di che, ognuno ha la sua storia e ha diritto di regolarsi secondo le proprie esperienze e competenze. Posso immaginare che nella vita di Meletti, che è quella di un esperto di cronaca che ha sicuramente passato i suoi guai toccando nervi scoperti, ci siano state esperienze che lo portano a individuare il nemico a un certo livello, e a volerlo combattere con qualunque mezzo. È da quasi un millennio che in Italia chiamiamo gente dall'estero per regolare i nostri conti! Tenete anche presente che chi ha patito ingiustizie, per un ovvio meccanismo psicologico, tende a collocarsi graniticamente dalla parte del giusto e anzi del giustiziere. Questo potrebbe accadere anche a noi, perché anche noi abbiamo patito ingiustizie da parte di colleghi del dott. Meletti che, fattualmente, hanno dato prova di scarsissima etica, riportando dati fattualmente errati. Saranno stati corrotti? Non lo so. Il punto però è che, anche senza cambiare prospettiva per adottare quella macroeconomica, dovrebbe essere la stessa cronaca a far capire che l'alternativa Patuelli/troika è mal posta. La troika è un verminaio di istituzioni corrotte e in conflitto di interessi per loro stessa ammissione: http://www.ieo-imf.org/ieo/pages/CompletedEvaluation267.aspx. Ignorando (inesplicabilmente) questo dato di cronaca, PURTROPPO Meletti compromette agli occhi di alcuni l'eccellente lavoro che sta facendo. Forse avrei dovuto sottolinearlo con meno veemenza, ma non ce la faccio più. La troika verrà. Quando tutti avremo visto cos'è, sarà più facile parlarne, e sarà difficile per chi l'ha chiesta spiegare perché l'ha fatto. Di questo mi dispiaccio fin da ora.

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  12. So di toccare un argomento delicato e già trattato, me ne assumo il rischio.
    Nel film Lincoln il presidente rivolto a Thaddeus Stevens, per convincerlo a moderare la sua intransigenza proibizionista che avrebbe rischiato di ottenere l’effetto contrario dice: “Una bussola ti indica il nord dal punto in cui ti trovi, ma non può avvertirti delle paludi, dei deserti e degli abissi che incontrerai lungo il cammino. Se nel perseguire la tua destinazione ti spingi oltre non curante degli ostacoli e affondi in una palude, a che serve sapere il nord..."
    Stevens modificherà il suo intervento al congresso stupendo tutti e il Congresso riconoscerà l’uguaglianza davanti alla legge di bianchi e neri. Stevens a letto con la sua sposa nera commenta: "Il più importante provvedimento del XIX secolo passato grazie alla corruzione e con la complicità dell'uomo più puro d'America”.
    Dopo aver letto il dott. Massimo Turatto mi chiedo: Perché la lotta alla corruzione non può diventare una delle armi per lottare contro l’euro?

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    1. Ma lottare contro l'euro è lottare contro la corruzione, perché il denaro facile che l'integrazione finanziaria ha portato con sé è stato un importante volano di sprechi e corruttele qui come ovunque nel mondo. Se invece parliamo di prendere in giro le persone con messaggi demagogici "per il loro bene", mi dispiace, ma questo è il metodo eurista, e non puoi chiedermi di applicarlo b

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    2. Ci sarebbero i libri di Bagnai, Giacché e Barra Caracciolo... non troverai scritto "lotta alla corruzione", essendo ormai un frusto slogan ad usum troika, ma le munizioni ci sono eccome!

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    3. Eppure è così semplice. Spostare il controllo della cosa pubblica il più lontano possibile dal pubblico, inteso sia come popolo elettore che come Stato che quel popolo rappresenta, e renderlo più opaco e meno percettibile nelle sue dinamiche e nei suoi fini (che è uno scopo dell'euro come instrumentum regni), non può diminuire la corruzione, ma solo renderla più facile, su scala più grande e, al più, meno evidente. La lotta alla corruzione dentro il progetto eurista è spazzare la polvere sotto il tappeto. Capisco la spossatezza del professore e ne ammiro la costanza e la tenuta nel dover di continuo chiosare l'ovvio.

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    4. Caro Riccardo, nei loro libri Bagnai, Giacché e Barra Caracciolo dicono molto di più, soprattutto nel La Costituzione nella Palude è evidente che questa è soprattutto una crisi di valori. Come scrisse Pasolini in Scritti Corsari, siamo passati da cittadini a consumatori. Ma non si tratta di usare un metodo eurista, si tratta di esplicitare l'ovvio. A volte ripetere l'ovvio è un atto rivoluzionario.
      Capisco la scelta di essere coerenti e la rispetto, ma sappiamo tutti che in Italia la linea più breve non è la retta.

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    5. E se Asimmetrie fondasse un giornale?

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    6. Ma se la corruzione da effetto la si rende causa, allora si perde di vista la soluzione. Certo sarebbe comunicativamente più efficace (e lo si è visto) ma ci si espone a non poter più risolvere la vera causa. È come andare a Est dicendo di puntare a Nord, magari è una strada priva di paludi o deserti, ma ad un certo punto, quando sarai costretto a cambiare direzione, che credibilità potrai mai avere? Avrai solo perso tempo, sarai privo di energie e non avrai concluso niente.

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  13. Risposte
    1. Ma finto de che? Perdona ma Borghi farebbe il responsabile economico? Se ci attacchiamo al pelo dell'uovo nn resterà nemmeno l'ultimo giapponese...e moriremo di troika lamentandocene...

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    2. @ALBERTO49
      Grazie della segnalazione dei due filmati, specie del secondo.

      Credo che sarei riuscita a capire la Le Pen in quanto chiara, esaustiva e consequenziale, ma non sarei riuscita a vedere la vacuità degli altri se non avessi seguito l'iter educativo di Bagnai - sarà una combinazione, ma qui i ringraziamenti espliciti si devono agli Alberto.

      Pertanto - non credo di averlo mai scritto - GRAZIE, BAGNAI.

      Chi segue il secondo link, continui fino alla fine della seconda parte, quando la Le Pen garbatamente chiede all'interlocutrice:

      <>, col sottintenso che no.

      E con ciò, grazie anche alla mia maestra, che diceva:
      <>.

      Vabbe', oggi sono nostalgica - pure dei vivi :-)

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    3. @Federica Flajani
      premetto che ho votato Legaalle ultime politiche e
      guarda che il video, non lo avevo mai vistonemmeno io, parlo di quello di Salvini, e sono rimasto moooolto sorpreso. IL capo è lui non Borghi e se uno che dovrebbe "uccidere" Abete, gli da ragione, ed in quel modo suicida, (cosa che Claudio non avrebbe mai fatto), allora non è attaccarsi al pelo dell' uovo, ma la questione è diversa; notato la sottile differenza?

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    4. @Adriana
      che figura da peracottaro (ai miei occhi) il Leader Maximo, nel senso che ha giganteggiato Marine (anche tenendo conto che era sottoposta ad attacchi concentrici, e mi veniva da piangere e da ridere al contempo); la considerazione che mi è venuta spontanea è "che differenza tra Francia e Italia, a livello politico, è davvero spaventosa"!

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    5. @Tutti

      Non capisco perché il virgolettato non compaia nella mia del 6 settembre 13:22. Forse perché le virgolette all'antica, quelle che qualcuno chiama 'a sergente' indicano qualcosa in html, una delle innumerevoli cose che non so?

      Dunque scrivo diverso.
      Quasi alla fine del filmato parte seconda, la Le Pen garbatamente chiede:

      - Signora, le interessa la democrazia? -

      Ciò che seguiva, sempre tra virgolette all'antica, era la ripetuta frase della mia maestra:

      - Due punti, a capo, virgolette aperte -.

      Ecco risolto il mistero e spiegata la nostalgia, che è in realtà riconoscenza.

      Quanto alla Le Pen, bersagliata da almeno tre individui, non si è scomposta di un millimetro e ha fatto una figurona.

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  14. Saluto tutti , visto che sono quasi in Italia e in tema di domande ne avrei una piccina piccina .
    Premesso che ci ho messo un po' per capire che il valore del denaro si crea endogeneamente , l'on Fassina mi pare abbia detto parole che confutano la cosa ,forse con lo scopo di non incolpare eccessivamente l'€uro , sostenendo che non si può paragonare il Dollaro all' €uro o altra valuta perché loro hanno l'esercito per cui implicitamente avvalla che il Dollaro è di natura esogena, al contrario delle altre valute, visto che il suo potere non è dato dalla creazione di lavoro-ricchezza ma solo per convenzione e in definitiva da un potere 'esercito/nucleare'. Era proprio questo che intendeva per obbiettare ad un possibile quanto auspicabile ritorno monetario al passato ?

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  15. Mi soffermo sul punto 5; alcuni (i soliti fessi e venduti o troikisti che dir si voglia) pensano ad una riedizione del Sacro Romano Impero ma non hanno considerato l'aspetto più importante: in illo tempore non c'era la BCE e l'€ e un qualsiasi libero comune poteva batter moneta. La vitalità economica della penisola non era un caso; anche questo è un QED... ma loro non conoscono la storia e per questo saranno travolti dalla SStoria

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  16. sul fatto di essere filosofi e piddini inamovibili... uhm!
    oh, è questione di coscienza e di modo di operare.. se uno è pragmatico (nel senso "scientifico" del termine) allora cambia opinione e interpretazione se vede che i fatti non corrispondono al suo "mondo".
    Alla fine della fiera ogni giorno è un nuovo giorno e se non tutti camminiamo con le etichette appese.

    Sulle domande:
    ce le poniamo da 5 anni e personalmente mi chiedo sempre cosa si inventeranno.
    Alla fine della fiera, chi può (come nel Sud Italia ai tempi che furono) cerca di ritagliarsi il proprio spazio.
    Qualcuno ce la farà insomma.
    Il resto sarà dato ai "sabaudi" di turno con tanto di retorica.
    Niente di nuovo insomma!

    PS: un grillino sarebbe più "presentabile"

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  17. Oggi alla terza domanda ha risposto Feltri sul Fatto. Sennonchè, il direttore attribuisce la paternità delle domande al Professore. Ma, mi pare di leggere ad inizio post "ricevo da Charlie Brown".
    È vero, si tratta di una pedanteria. Ma da chi auspica il rigore della Troika, mi attendo altrettanto rigore nel riportare le fonti.

    P.s. Certo, nel post mancava la precisazione "Charlie Brown che non sono io". Ma, quella è riservata a noi utenti meno perspicaci.

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    1. Sì, ho visto, e non capisco perché attribuire a me, che non sono solito nascondermi, parole non mie. Tuttavia è evidente che condivido le perplessità di Charlie Brown e quindi l'approccio di Feltri mi sembra corretto e non mi formalizzerei. Piuttosto, forse c'è da fare un po' di chiarezza sulle differenze fra MES, troika, Spagna e Grecia. Ma tanto avremo modo di parlarne a lungo e non mi sembra il caso di farlo ora, in un contesto in cui sembrerebbe polemico.

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