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lunedì 20 giugno 2016

La filosofia nei luoghi del silenzio (15-17 luglio)

Suscita in me un moto di umana pietà la reazione di certi gazzettieri i quali, avendo per anni soffocato la voce del buon senso, tentano ora di screditarla accusandoci di violenza, solo perché per farci sentire siamo costretti a urlare, violentando, eventualmente, solo la nostra natura. Abbiamo visto che non succede solo qui: è una tendenza internazionale, pare, è l'ultimo sussulto della bestia della Menzogna, tanto più pericolosa perché ferita dal dardo della storia. Se semplicemente questi individui avessero obbedito alla deontologia della loro triste professione, l'unica a uscire più infamata della mia dalle devastanti vicende della crisi, e avessero accordato nel dibattito pari dignità a tutte le posizioni (facendo già una forzatura, poiché la verità scientifica in realtà era dov'è sempre stata e dove sempre sarà: dalla nostra parte, ed è quindi solo a noi, e non alle varie Vanne Marchi dell'euro, che avrebbero dovuto dare spazio), non sarebbe stato necessario adottare toni tanto incisivi (la cui incisività, peraltro, era dettata semplicemente dall'urgenza di scongiurare tutte le sciagure che noi, come avete visto, prevedevamo, e delle quali chi ha soffocato la nostra voce reca intera la responsabilità professionale e politica).

Non è la prima volta che un messaggio di buon senso, cioè, in definitiva, di umanità, deve essere urlato. Temo che i gazzettieri senza tetto né legge né Dio non abbiano mai sentito queste parole:

sicut scriptum est in Esaia propheta ecce mitto angelum meum ante faciem tuam qui praeparabit viam tuam vox clamantis in deserto parate viam Domini rectas facite semitas eius.

Uno dovrebbe chiedersi: ma perché bisogna urlare l'ovvio?

Evidentemente la necessità di urlare (invano?) l'ovvio fa parte della nostra eredità culturale, come ne fanno parte, appunto, le parole che ci suggeriscono di amare il nostro prossimo (che non è il nostro distante).

Perché chi vuole fare il bene non sogna, ma opera, cominciando, sempre, qui e ora.

Poi ci sono i farisei.

Poveri gazzettieri! L'evento sul quale richiamo ora la vostra attenzione non rende facile la loro operazione di spin. Mi riferisco alle giornate di studio su:




che si svolgeranno all'Eremo di Montecastello, situato a Tignale sul Garda (in provincia di Brescia), da venerdì 15 luglio a giovedì 21 luglio.

La presentazione del corso avrà luogo venerdì 15 luglio, in serata, una volta raggiunto l'eremo.

Terrò poi tre lezioni, nelle giornate di sabato 16 luglio e domenica 17 luglio:

Sabato 16 luglio, 9:30-11:30: Disuguaglianza e povertà: tendenze globali e sviluppi locali.

Sabato 16 luglio, 16:30-18:30: Terza globalizzazione e ciclo della disuguaglianza.

Domenica 17 luglio, 9:30-11:30: Globalizzazione e dottrina della Chiesa: riflessioni di un economista.

Il corso proseguirà poi con l'intervento di padre Marco Tommaso Reali, e l'intero programma lo trovate qui. Sabato, alle 21, suonerò con Musica Perduta un programma di musica dell'oratorio di S. Filippo Neri, con brani tratti dal nostro primo disco. Saranno con me Mauro Borgioni (sul cui cosmopolitismo mi sento di rassicurare i gazzettieri) e il violoncellista neoborbonico, Renato Criscuolo (lui, sì, un pericoloso nazionalista)!

Cosa io abbia da dire lo sapete, credo, e in parte l'ho scritto in uno dei miei lavori in corso di pubblicazione:

Bagnai, A. (2016) “Austerità, democrazia e dottrina della Chiesa: riflessioni su una crisi evitabile”, cap. 4 in Lucchese, V. (a cura di), Quale Europa? Crisi economica e partecipazione democratica, Todi: Tau editrice, pp. 71-119. 

Tuttavia, se vorrete venire, sarà un'occasione per stare un po' insieme in un posto meraviglioso, in alto, in solitudine, lontano dal rumore dei gazzettieri.

Rimangono alcuni posti. Dettaglio venale (ma determinante, perché siamo in crisi, e se non lo fossimo non ci saremmo mai conosciuti): la pensione completa per i due giorni (che naturalmente comprende la partecipazione a tutti gli eventi che vi ho descritto) vi costerebbe 246 euro in camera singola e 216 euro in camera doppia.

E ora lascio ai gazzettieri l'arduo compito di travestire da pericoloso nazionalista xenofobo uno studioso che dialoga coi teologi, che si preoccupa della crescente ingiustizia sociale, e che legge Frescobaldi dalle intavolature. Certo, loro, che hanno una proiezione internazionale, al polveroso Frescobaldi preferiscono il rutilante Springsteen: born in the USE. Eppure, come potrò meglio illustrarvi se vorrete venire, i tempi di Frescobaldi erano così simili a quelli che siamo chiamati a vivere! Mentre gli USE non hanno un presente né avranno un futuro, fra l'altro anche perché proprio chi ce li propone in realtà ha messo nero su bianco che non li vuole...

Ma questa semplice verità tecnico-giuridica esula, evidentemente, dall'orizzonte mentale particolarmente angusto dei gazzettieri, ai quali, come dicevo, va tutta la mia umana pietà: che spettacolo orribile quello di chi fa attivamente il male per cecità!

Ma potrebbe l'uomo fare il male sapendo di farlo? Ci sarebbe quel problemino dell'immagine e somiglianza... Questa però non è una domanda da fare a me, perché io non sono un teologo, quindi...

Ci vediamo all'eremo.


(...la mia vita è già abbastanza complicata: in questo evento io intervengo, non organizzo. Le informazioni organizzative chiedetele agli organizzatori, i quali avendo organizzato sanno come sono organizzati. Chiaro?...)

32 commenti:

  1. "in questo evento io intervengo, non organizzo. Le informazioni organizzative chiedetele agli organizzatori,"

    Prof. Questa è a trabocchetto, perché chi segue sa che, anche se fosse l'organizzatore, non sarebbe comunque la nostra segretaria, secondo le ben note regole del click.

    Spiace non poterci essere, ma mi sto tenendo giorni di ferie per il goofy, probabilmente con moglie (di paese che continua a posticipare l'adozione dell'euro con scuse sempre più fantasiose..) e prole.

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    1. Al #goofy5 avrai il piacere di sentire alcune di queste scuse dal vicegovernatore della Banca centrale di tua moglie. Non inventarti scuse...

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  2. Non facile dipingerti come pericoloso nazionalista xenofobo, caro Alberto, visto che l'Eremo di Montecastello è celebre per il suo cattoprogressismo e cattopiddinismo.
    Il 27 agosto c'è anche Remo Bodei, che con le mie personali orecchie ho sentito dire ("Uomini e profeti", Radiotre) che l'utero in affitto va benissimo, "se c'è l'amore". Ah bè allora...

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    1. Due cuori e un utero (in affitto). A proposito: quando ci sposiamo?

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    2. Finirà coll'andare benissimo anche l'odio, se c'è l'amore... (tanto l'irrisolta dualità catulliana dell' "odi et amo" si perpetua da sempre, almeno per chi non vuol guardare oltre il proprio naso: ora si presenterà una occasione ghiotta per sedar pure quella, nel solito mediocre modo che accontenta tutti e non rivela niente).

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  3. Preso da Il Sole 24 ore, Joseph A. Sullivan, chairman e ceo di Legg Mason: «La Spagna ha fatto le riforme strutturali ma potrebbe smantellarle con un nuovo governo più sensibile ai problemi della gente, il tasso di disoccupazione resta alto e i salari per chi lavora sono bassi». Frasi agghiaccianti ma che ci suggeriscono che ci sono quelli che "fingono di non sapere". Scusate lo sfogo ma questo è l'unico blog che guarda all'economia in modo scientifico e serio.

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  4. Mi piacerebbe molto esserci, ma i miei punti-guru sono strettamente razionati. Quest'anno mi servono quasi tutti per il Goofy5. #Ilfòsciuasir.

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  5. Professore, considerato il luogo e il tema della terza lezione, forse potrebbe risultarle utile la lettura di questa enciclica di Papa Benedetto XVI intitolata Deus caritas est - della quale, per puro caso, ho riportato un estratto proprio nella sezione dedicata ai commenti in coda all'ultimo post di Quarantotto (attualmente immagino che l'intervento sia ancora in fase di moderazione, ma se magari domani ci butta un'occhiata potrà avere a disposizione una breve "anteprima" e farsi un'idea approssimativa del contenuto del testo prima di decidere se leggersela tutta) -, che in effetti è stata la prima enciclica del summenzionato pontefice.

    In merito all'evento, purtroppo non potrò partecipare. Anche chez moi si tira la cinghia per il #goofy5.

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  6. Buongiorno Prof. mi chiedevo quando scrive un bel post che tratta sia delle bolle (prima tra tutte quella immobiliare, anche se ne ha già parlato) nei PIGS negli anni 2000, agganciandosi alla bolla immobiliare in atto oggigiorno in paesi come la Germania, Inghilterra, Olanda, Svezia ecc. e dovuta ai vari QE che "costringono" il denaro a restare nel circuito finanziario... Mi viene in mente il cannibalismo: prima questi paesi hanno fatto collassare quelli più deboli inducendoli a indebitarsi, mentre ora riserveranno lo stesso trattamento ai loro stessi connazionali più deboli...

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    1. Ma perché, finora cosa ho fatto? Sono riuscito a far parlare di Frenkel perfino il Sòla!

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    2. Parlavo più che altro della bolla attuale (in Germania ecc...) e soprattutto dei risvolti futuri... Grazie.

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    3. Di quella parlavo nel 2011. Senti, con affetto: mettiti a leggere e torna quando puoi dare un contributo.

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    4. Ok la ringrazio. Dovrò rileggere... Imparo lentamente io :D

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  7. "solo perché per farci sentire siamo costretti a urlare, violentando, eventualmente, solo la nostra natura"

    Scene di vita animale:
    io ho due gatti, entrambi si fanno coccolare ma, come tutti i gatti, con tempi di resistenza diversi. La femmina su i 2-5 secondi. Il maschio dai 2 ai 5 minuti, un vero peluche (sorvolo su commenti che potrebbero sembrare sessisti).
    Entrambi però, quando si stufano cosa fanno? Prima si divincolano e poi se non li mollo, urlano, tirano fuori gli artigli e se necessario graffiano.
    Di chi è la colpa?

    Anche un cane, se bastonato, alla fine morde colui che dovrebbe essere il suo migliore amico.

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    1. @The max
      Il gatto è un animale particolare: non chiede di farsi coccolare, bensì acconsente ad esser coccolato (e ciò va inteso come un favore concesso al coccolante...). Tra quelli che frequento (perché nessuno può credere di possedere un gatto) c'è una gatta che mi graffia anche quando smetto di carezzarla, se ritiene l'interruzione prematura.
      Se debbo pensare a un parallelo con l'attuale situazione global-liberista, debbo affermare che sia simile all'intenzione di farci credere liberi come gatti, continuando a trattarci come cani.
      Del resto, giusto i cani potrebbero credervi, e anch'essi fino a un certo punto: i gatti invece appartengono a una superna libertà che nemmeno si prende più cura di se stessa.

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    2. Se devo utilizzare il mondo animale come metafora preferisco la vacca.

      Per il capitale siamo e saremo sempre vacche da mungere. Sta a noi decidere come vivere: come le vacche che pascolano libere tra i prati montani gustandoci il panorama, mangiando erba fresca e fiori, crescendo con i propri vitellini, oppure come le vacche da allevamento intensivo costrette in nauseabondi tuguri a rotolarci tra le nostre deiezioni mangiando mangimi di dubbia provenienza, vedendo i nostri vitellini strappati in tenera età.

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  8. Stavo leggendo questo sconvolgente rapporto della Banca centrale greca in merito agli effetti delle misure di austerità:

    http://www.zerohedge.com/news/2016-06-16/austerity-kills-bank-greece-admits-greeks-health-deteriorating-life-expectancy-shrin

    Ora, poiché le misure di austerità alla Grecia sono state imposte per salvare il sistema finanziario, e poiché io lavoro per una grande banca di investimenti, io mi sento in colpa. Mi sento responsabile, non solo della morte e della miseria di tante persone, ma in senso più lato
    del modo perverso in cui il mondo sta evolvendo in questi ultimi anni.
    Ovviamente qualcuno potrebbe obiettare che non sono direttamente responsabile di nulla, essendo fondamentalmente un piccolo e insignificante operaio, che sviluppa modelli matematici (lavoro che odio ogni giorno di più). Ma poi penso che il sistema è abbastanza furbo da frammentare il lavoro in modo tale da far perdere di vista gli effetti che le attività umane hanno sulla società. E pertanto non sono forse io simile a tutti i grigi burocrati nazisti che semplicemente "eseguivano gli ordini", ignorando o sforzandosi di non vedere quali orrori stava provocando l'organizzazione per la quale lavoravano? Per quanto piccolo e sostituibilie sia il mio contributo, comunque consento a questi organismi di operare, pur conoscendo l'effetto che producono sul mondo e che dunque i soldi con cui sono pagato sono sporchi di sangue.
    Quando vedo tutti questi matematici, fisici e fior di laureati e PhD concentrati a sviluppare i loro modelli più sofisticati, ma fondamentalmente incapaci di comprendere il mondo che esiste al di là del loro piccolo e miserabile lavoro e ignari del disegno generale al quale stanno prendendo parte, sento una forte rabbia e una gran pena.
    Ho sempre di più l'impressione di essermi prostituito, vendendo il mio tempo ad una organizzazione in cui non credo, e che non mi dà alcuna gioia né soddisfazione professionale.
    Ogni giorno che passa sento sempre più forte in me l'esigenza di abbandonare tutto, anche se questo comporterebbe buttare all'aria tutta la mia esperienza. Spero al più presto di trovare la forza e la lucidità per poterlo fare.

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    1. Io non sono un sacerdote ma ego te absolvo. Poi devi assolverti tu. L'ultima volta che sono stato in montagna ho incontrato un romano che si era trasferito lì. Non ho capito esattamente cosa stesse facendo ora, ma ho capito cosa stava facendo prima. Mi sembrava piuttosto sollevato.

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    2. Gli uomini sani di mente sanno naturalmente distinguere il bene dal male (e le conseguenze delle proprie azioni): non c'e' bisogno che qualcun altro glielo spieghi.
      Mi colpi' molto tempo fa la protesta di un gruppo di ex-operatori dei droni armati USA (parecchi hanno infatti dovuto lasciare il lavoro in preda a forti crisi di coscienza).
      Sembra che a seguito di questa campagna non si riesca piu' a reclutare abbastanza operatori.
      http://newsvideo.su/video/2150968

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    3. @Fabrizio
      Conobbi un medico calabrese che aveva responsabilità nell'amministrazione di due ospedali di Reggio Calabria. Accadde che, contro la sua volontà, chi aveva potere di farlo scelse di chiudere reparti utilissimi sul territorio ma poco remunerativi; egli protestò apertamente, dicendo loro ch'era un comportamento folle per il compito di chi gestisce la sanità, dopodiché, realizzando d'essere impotente, per superare il senso di disagio, finanche di disperazione, s'accorse che altro non poteva fare se non intensificare le pratiche d'una attività a lui congeniale per andare di più al fondo di se stesso: era lo yoga, nel suo caso. Ricordo chiaramente l'espressione sospesa del suo volto, come qualcuno che non sappia precisamente dove possa arrivare in quel cammino, ma sappia almeno dove non vuole andare.
      A Stalingrado, un soldato tedesco scrisse d’aver trovato un carrista russo penzolante dal portello d’un carro armato distrutto: le fiamme lo stavano consumando a poco a poco ed egli era ancora vivo. Il soldato tedesco estrasse la pistola e gli sparò, con le lacrime che gli solcavano copiose il volto; durante le notti successive continuò a versarle in abbondanza e in modo sommesso, affranto per quel carrista che riteneva d’aver assassinato, pur sottraendolo ai tormenti della fiamma.
      La coscienza è una bruttissima bestia, e non è un caso se le tradizioni affermino unanimi, e ripetutamente, che occorra accogliere il coraggio genuino e disinteressato del guerriero per sostenerne il bacio.

      Con tutta la mia possibile, per quanto poco utile, stima.

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    4. "può l'uomo fare il male sapendo di farlo?" : non per aggiungere una nota di misantropia e pessimismo, ma in base ad alcuni esperimenti sociali (come quello , seppur contestato, di Milgram: https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Milgram, ripetuti anche più recentemente in varie salse, dei quali consiglio la visione anche su YT, tutti più o meno concordi sui risultati) purtroppo la risposta sembra essere positiva: a patto che sia sufficientemente deresponsabilizzato, l'uomo il più delle volte esegue direttive provenienti da quello che percepisce come autorità, pur sapendo di fare del male a propri simili, senza che questi abbiano alcuna colpa. La percentuale di persone che si rifiutano "di premere il bottone" è misera, e a mio avviso questo potrebbe spiegare il perché di molti dei fenomeni che vediamo in atto, a partire dai gazzettari, i quali premono il bottone da 150V ogni qual volta pubblicano un articolo di propaganda, per finire a quella apparente e generalizzata mancanza di empatia verso i propri simili dei casi citati. Massima stima a chi si rifiuta di "premere il bottone", mettendo in discussione la propria vita. Visti i numeri, dovrebbero essere considerati degli eroi.

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    5. In tanti siamo anche costretti a lasciare la carriera accademica dal publish or perish, e un lavoro nella finanza o in altri ambiti in cui si fa modellistica per soldi è alla fine un ottimo modo di riciclarsi. Anche in questo c'è una spinta sistemica (meno soldi all'università, meno positions, più competizione, la ragazza che ti dice che sei un perdente perché con la testa che hai potresti guadagnare il doppio o il triplo, eccetera...)

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  9. Da un'intervista di oggi a Theo Waigel ex Ministro delle Finanze durante il cancellierato di Kohl) circa il Brexit:

    Intervista completa

    [...]"Man kann ihnen klipp und klar sagen, welche Nachteile entstehen: Wenn heute Deutschland aus der Währungsunion ausscheiden würde, dann hätten wir am nächsten Tag eine Aufwertung der D-Mark, die es dann wieder gäbe, um 20 bis 30 Prozent. Da kann sich jeder mal vorstellen, was das für unseren Export bedeuten würde, für den Arbeitsmarkt oder für den Bundeshaushalt."[...]

    Trad.:
    "Gli si può dire chiaramente e senza mezzi termini quali svantaggi ne scaturirebbero: se oggi la Germania uscisse dall'eurozona, allora avremmo il giorno dopo una rivalutazione der Marco tedesco, che tornerebbe nuovamente, di circa 20% fino al 30%. A questo punto ognuno si potrebbe immaginare cosa significherebbe ciò per il nostro export, per il mercato del lavoro o per il bilancio federale"


    Viva l'onestà! :)

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  10. Che peccato, sarei venuto volentieri.
    Dovrò andare a recuperare la signora ed il bimbo dalla riviera e poi dovrò lavorare per un progetto che mi parte lunedì :-(

    Però non vedo l'ora che si arrivi al Goofy5.
    Si sanno già le date?

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  11. Ciao, sono quello dell'album pseudo-musicale “Porconomia”, ricordi?
    Per una coincidenza sto finendo di scrivere il mio primo libro (su temi filosofici e in parte economici) e nella sezione più attuale pensavo di contribuire (prima di leggere questo post) con un solo microscopico dettaglio alla tua (e vostra) illuminante opera di divulgazione, ossia argomentando in modo esteso e coeso il parallelismo tra la retorica imperante e la dottrina della Chiesa, parallelismo a cui già avevi fatto riferimento più di una volta ma in modo disseminato e... niente, hai già completato anche questo lavoro autonomamente (e/è senza dubbio meglio), complimenti!
    Pagherò e leggerò molto volentieri la prossima pubblicazione!

    Forse l'unico contributo che posso lasciare (e anche questo non è mio) è quello di Derrida, che già nei primi anni '90 criticando Fukuyama scriveva che “l'autore di "The End of History and the Last Man" (l'uomo cristiano) critica Marx e propone di correggere il suo economismo materialista, di "completarlo", in nome di un'interpretazione cristiana della lotta per il riconoscimento, e quindi dello Stato universale, e quindi dell'esemplare Comunità europea (...) La fine della Storia è essenzialmente un'escatologia cristiana. Che concorda con il discorso attuale del Papa sulla comunità europea: destinata a divenire uno Stato o sovra-Stato cristiano, questa comunità sarebbe dunque ancora una specie di Santa Alleanza”; e anche: “dobbiamo ricordare ancora, sotto il titolo di guerra internazionale o civile-internazionale, le guerre economiche, le guerre nazionali e delle minoranze, lo scatenamento dei razzismi e delle xenofobie, gli scontri etnici, i conflitti culturali e di religione che lacerano oggi l'Europa cosiddetta democratica e il mondo?” (J. Derrida, Spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale, Raffaello Cortina Editore, 1994, pp. 86-90)
    Questi sono solo alcuni dei passi più espliciti del libro, ma in generale vi si possono trovare varie anticipazioni del futuro dell'UE: è un altro tassello che la rende “una catastrofe annunciata” (anche se l'autore, non essendo un economista ed essendo morto prima di leggere Sapir o Er cavajere, a livello economico si soffermava solo sui problemi del “debito estero” - non meglio specificato - senza conoscere i modelli da lei esposti sulle dinamiche del “debito privato estero”, riferendosi quindi se non sbaglio al “dibattito” di quel periodo sul debito dei paesi in via di sviluppo).

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    1. Vai avanti, non posso pensare né mi proponevo di esaurire l'argomento! Interessante Derrida.

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  12. A me risultava che la fine della storia, nell'escatologia cristiana, fosse preceduta dall'avvento dell'Anticristo.
    Dice uno che se ne intende, Vladimir Solov'ev, che l'Anticristo sarà progressista, misericordioso, umanitario, e presidente degli Stati Uniti d'Europa.

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  13. Buongiorno Professore, sono reperibili online gli interventi del corso? Grazie molte

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