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mercoledì 15 giugno 2016

Il ritorno dei troll

(...è proprio vero che siamo in campagna elettorale! Guardate un po' che sorpresa ho trovato in coda di moderazione? Io sto rotolando sul pavimento dalle risate. Una simile sconclusionata accozzaglia di luoghi comuni suona così datata! Pensavamo di esserci lasciati dietro certi argomenti da bar, ora che perfino il Fmi li ha debitamente livellati sotto una coltre di asfalto. E invece no: si ricomincia! Ma a questo giro, se volete, divertitevi voi. Con molta delicatezza, mi raccomando...)





Un liberale in Italia ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Destra e sinistra":

professore Bagnai sono confuso. Non erano i comunisti contrari alla moneta unica europea e alla UE ? Lei si definisce di sinistra ma si capisce che adesso è passato alla destra populista. io rimango convinto che dall'entrata nella moneta il patrimonio si è duplicato. Si è vero la pizza costava cinque euro e adesso 5 euro ma la casa che ho pagato 300 milioni di lire adesso vale 300.000 euro. Cioè sono più ricco. Poi se uno perde il lavoro è colpa di Renzi e del suo Job Act. Vergogna, l'abolizione dell'art. 18 è una battaglia di Pannella e dei liberali (anche berlusconi era con noi). Forse manca una destra liberale in Italia ? Montanelli aveva ragione.... destra populista e statalista. prendano i voti nelle periferie poi però governare con il popolo incazzato è difficile. A meno che la stamperia di carta straccia parte di nuovo in funzione e carta straccia sarà la lira. Io vado subito in banca e tolgo tutto il mio patrimonio ... e come me lo faranno tutti i benestanti. Rimarrà il popolo delle periferie con la carta straccia , vedi liretta, a pulirsi il sederino sporco. Lei crede che ci sarà uno un pò intelligente che accetterà la lira post euro ? ma mi faccia il piacere, direbbe Totò
Postato da Un liberale in Italia in Goofynomics alle 15 giugno 2016 19:49



(...buon divertimento, e non dimenticatevi di comprare domani il Fatto Quotidiano, con 5000 caratteri sulla Brexit: non uno di più, non uno di meno...)

(...ah, naturalmente ogni ortografia rinvia a un'etica. Ma questo lo sapete. D'altra parte, lui è un benestante: sarà un self-made man, perché certo in famiglia italiano non lo parlavano, e a scuola, se c'è andato, ha studiato poco...)

180 commenti:

  1. In effetti se uno scrive così è impossibile valutare con serenità ciò che dice. Vien da pensare che sia stato scritto da una delle scimmie instancabili del famoso teorema... :)

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  2. Guru, è troppo dura: basta ad ogni giorno la sua pena.
    E non è poca.
    P.S. Pizza a cinque euro? Dove?

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    1. Non lo so, però deve essere un posto dove se tutti i prezzi raddoppiano (dalla casa alla pizza) uno è più ricco! Cioè Paperopoli, perché nel mondo reale le cose non vanno così (e peraltro ci sono state le distorsioni nei prezzi relativi che tu giustamente segnali, e che hanno avuto un impatto regressivo, il che forse spiega perché l'euro al nostro amico piace...).

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    2. Stamattina pure su radio 24 cantavano le lodi dell'UE e dell'euro, che, parole testuali "negli scorsi 20 anni ha fatto più che raddoppiare le attività degli italiani. E questi sono numeri, non opinioni!". Spin puro. È un'offensiva continua. Più di tempo fa... Hanno davvero paura.

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  3. Il benestante non ha capito tra le tante cose che la sua casa vale 300.000 euro ora. Nel 2007 però ne valeva 600.000. E stia sicuro che tra 10 anni ne varrà 150.000 (se non meno di quanto l'ha comprata). Il fatto che ci sia stata la piu grande bolla immobiliare dal 1929 non l'ha capito neanche dopo 10 anni. Il benestante. E il suo patrimonione in che banca é accreditato? Immagino presso la filiale di Singapore di Morgan Stanley. Noi poveri mortali non possiamo capire il suo genio economico e la sua spigliatezza in campo finanziario. Ruggero

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    1. Purtroppo non so come si attivino le notifiche dei commenti, quindi se non vado a guardare apposta non vedo la risposta.

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    2. Comunque il problema nell'argomenyo del nostro amico non mi pare sia quello che indichi tu, ma quello che (implicitamente) segnala Federico.

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    3. ma è già riuscito a venderla per 300000 €? Intendo la casa.

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  4. ccmq, se hai il doppio di richhezza ma la robbba costa il doppio... che cazzo ti cambia????

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    1. Esatto (vedi sopra Federico). Lui dice di fare l'imprenditore. Poveri i suoi dipendenti...

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    2. va beh, anch'io dirigo la NASA, ma non me la tiro per questo

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  5. Professorino di pescara, peccato mi sono laureato a Trieste, anche lei mi fa molto ridere anzi no, mi rattrista e infatti appena la vedo su TG5 com cambio canale. Poi sia anche rispettoso se no non vengo più ai suoi incontri (ovviamente più interessato ai suoi ospiti che a lei)

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    1. Laureato? In lettere, evidentemente! Ma vattene! Questo non è posto per te: troppo angusto per la tua sicumera.

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    2. Uno che scrive così non può essere laureato, non possiamo essere caduti così in basso.
      Però c'è una consolazione, Dio è con noi, il perché ci viene suggerito dal cinema anni 70...

      A proposito liberale: visto che siete così liberali perché il cambio vi piace fisso?

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    3. Ecco, Davide: così mi piaci. Facciamo domande, ascoltiamo argomenti...

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    4. Ci sono due tipi di laureati: i laureati e gli altri. Gli altri sono quelli che non presterebbero neppure un triciclo ai laureati.

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    5. Io avrei paura che si infortunasse.

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    6. Peccato per Trieste, non merita tale responsabilità.

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    7. Liberale o liberista ? Sa e' diverso . Comunque la capisco , studiare approfondire costa fatica ( anche se la lettura e lo studio sono pur sempre giochi , giochi intellettuali).
      Se uno lo fa capisce e allora smette di frequentare i salotti televisivi serenamente e magari da un contributo per fare capire anche gli altri .

      Vede Io sono laureato con 110 in Economia , Laurea al mattino poi al lavoro al pomeriggio nell' azienda familiare . Questo nel 1986.

      Erano anni in cui il futuro appariva roseo e sicuramente migliore economicamente . Ci si laureava e si finiva nelle professioni di servizio all'economia reale .
      Poi il giocattolo piano piano si e' rotto , gradualmente , che gli anni '90 per l'economia italiana sono stati anni buoni ( le ricordo che eravamo usciti dall'aggancio Sme in sostanza dal pre€uro)!e siamo cresciuti per otto anni a percentuali che ricordo ancora ...

      Poi lascio a Lei o ad altri lettori di Goofynomics il resto della storia ( ha a che fare con un tale Frenkel )

      Le dico solo che nel mio settore in Emilia Romagna siamo rimasti meno della meta' a fare forniture industriali ed artigianali con dimensioni medio/ grandi e questo per almeno due motivi : Uno che oltre il 35% del mercato e' svanito , Due perche' tanti imprenditori han preferito investimenti finanziari ed immobiliari e ci han lasciato le penne .

      Io NON posso che essere grato al Professor Bagnai e a tutta la community di Goofynomics ed A/Simmetrie per avermi aperto gli occhi e le assicuro che mi e' servito anche nel business .

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    8. Notare poi il difforme trattamento dei nomi propri di città...

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    9. Comunque quelli che "professorino di Pescara" sono uno spasso! Dunque: il Dipartimento di Economia cui afferisco ha ricevuto dall'ANVUR un voto pari a 1,22 (quindi sopra la media, e sopra ad altri dipartimenti di area 13 in atenei come la Bocconi, la Cattolica, ecc.). A Trieste mi risultano due dipartimenti, entrambi sotto la media: uno con 0,73 e l'altro con 0,62. Io ho sei pubblicazioni in fascia A (more to come). Capisco che uno che viene da Trieste non sappia a chi sta parlando, però, come dire: se uno cerca di sopperire alla mancanza di argomenti con attacchi ad hominem pensando di andare sul sicuro, poi rischia di coinvolgere nella figuraccia persone che non c'entrano nulla. Per definizione, non tutti possiamo essere sopra la media. Io lo nacqui. Lui mi ha aiutato!

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    10. Una risposta sensata anche se sempre offensiva. Anch'io sono imprenditore ma se gli affari vanno male non cerco il colpevole sempre e solo fuori. Cmq abbiamo idea diverse. Tutto qui.

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    11. Riccardo: tu che c'entri? E chi è offensivo verso chi? Forse l'incompetente che parla di professorini di Pescara? Bè, sì, piacere non fa, ma rientra nella logica delle cose (e della classifica ANVUR).

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    12. Qui sine peccato est... D'accordo sull'ortografia, dei troll e nostra, va bene il tablet che scrive quello che vuole, ma basta con l'apocope nordista. Urge rinfresco del fantastico post che non ricordo bene se fosse relativo agli accenti o all'oro grafia in senso più ampio.

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    13. Ah, il troll ha cambiato nome. Ora si chiama Riccardo, sappiamo che è un imprenditore, e che non dà la colpa agli altri. Ma neanche a se stesso. Quindi nessuno è responsabile, e lui è benestante. Ma allora qui che cerca?

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    14. Ma lei è lo specimen dei troll! Ci saluti Laurea.

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    15. aaa..... hai scritto apposta pescara con l'iniziale minuscola. Potresti anche esserti laureato a Yale, gli invidiosi sono uguali dappertutto. Da quando ci insegna Bagnai per me addirittura Pescara si scrive PESCARA.
      Sono gli uomini che fanno le città e, purtroppo per te, non il contrario.

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    16. C'è un tale Giannino che per mesi ha millantato diverse lauree, parlava in tv, alla radio (ancora c'è chi lo ospita) e la gente lo ascoltava.

      Giannino si esprimeva in maniera credibile, Riccardo/Un liberale invece ha mostrato da subito una scarsa capacità dialettica e ancor peggio argomenti insulsi, come quello dei prezzi che fanno la ricchezza di chi possiede un immobile o di chi compra la pizza a 5 euro.

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  6. Ieri sono stato a Tamburi (purtroppo noi faffisti troviamo ascolto solo dove la situazione è drammatica, chissà perché...) per un convegno scientifico: "Darwin oggi. L’evoluzione del comunista italiano da Enrico Berlinguer a Davide Serra"
    Peccato, avrei voluto tanto portare questa testimonianza.
    :--)

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  7. Se n'ha da torna' al paese 'r c'ho er 300000 ner mattone (perché se sta a Roma è un poraccio a parlare co 'ste cifre di popolo delle periferie, e sta fuori anche pure)... fine della parentesi popul... ehm, classista.

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  8. Prof, benestante 'sta cippa, mi conZenta.

    Questo è un poveraccio pagato a cottimo dal partitone che delendus est.

    Comunque divertente, come tutte le scimmie urlatrici quando le segui per uno o due minuti...

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  9. Un concentrato di scemenze ed errori in così poche righe raramente capita, poveraccio.

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  10. Letterina buona per ricordare il grandissimo insegnamento: l'importante è desistere.
    Anzi, io ormai faccio pure si con la testa.

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    1. Aggiungerei un accenno appena appena abbozzato di sorriso di condiscendenza

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    2. Sì con la testa e humana pietas: lì capiscono che non ce la possono fare.

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  11. Il troll si commenta da solo. In questi casi, e riconosco i miei limiti, non riesco a capire se ci sono o ci fanno!!!
    Piuttosto, parlando del Fatto che leggo abbastanza regolarmente, non sarebbe il caso di dare qualche ripetizione a Feltri su Brexit, Euro e TTIP?

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    1. Feltri si mantiene equidistante da tutti e tutto, buon senso compreso. È giovane e non vuole bruciarsi la carriera. Lo vedremo in alto in futuro.

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    2. Mah...equidistante, in un mese ha pubblicato 4 articoli pro TTIP, su Brexit scrive praticamente il contrario del Prof e riguardo l'€ è apertamente pro, e contro l'uscita.
      Sicuramente non vuole bruciarsi la carriera, ma allora torniamo alle schiene dritte o piegate, cioè quelle che garantiscono la carriera.

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    3. Scusate: come dico nel post, è uscito questa mattina un articolo sul Fatto Quotidiano.

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  12. ...va be' dai, uno dei tanti dementi...

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  13. "Ogni ortografia rinvia a un'etica" è tutto ciò che si vorrebbe saper dire nel momento in cui si è comunque felici di averlo letto da altri. Quando stamperemo di nuovo le Lire vorrei il suo volto, scocciato ovviamente, ben impresso sopra.

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  14. Uno che da' ragione a Montanelli...

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  15. Pensavo si fossero arresi all'evidenza... Ed invece no, si continua a provocare...
    Si continua a non comprendere (nella migliore delle ipotesi).
    Sono allucinato

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  16. Bei tempi quando c'era Pietrino, era di un'altra categoria.

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  17. Non lo sapevate? A triste c'è la Boria
    E che Dio lo abbia in gloria

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  18. Coacervo imbruttito di falsi luoghi comuni...poraccio

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  19. Prof. una domanda: si nota il picco di vendite quado scrivi un articolo sul FQ?

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  20. Un tempo c'era più professionalità, anche nell'agitprop.

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  21. La faccenda cialtronesca che siamo più ricchi, la pizza, la casa etc. che ovviamente è una idea che nemmeno va commentata, tanto è idiota, mi fa pensare ad un frequentatore di altri blog, che ben conosco, e che dice le stesse cose, tipo "la liretta in confronto all'euro, moneta forte" o l' inflazione confusa con la svalutazione". Un troll autentico, abituato a prendere pezzi di wikipedia, senza capirci una mazza e che ho massacrato varie volte su svariati argomenti, l'ultimo dei quali riguardava la fusione per induzione magnetica. Se non è lui, personaggio davvero unico per sprezzo della vergogna, allora siamo davanti ad un suo clone. Ma credo che sia lui! Gli hai concesso un po' di spazio, ma era meglio cassarlo subito!

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  22. Vedi, Dottore triestino liberale, io a differenza di questi cattivoni qua (e Bagnai, poi... intrattabile) ti capisco, sai. Ti capisco perché ci sono passato (art. 18 a parte): quante cose sapevo, e come disprezzavo l'Italietta della liretta, e i populisti, e i naZZionalisti eccetera eccetera. No, davvero, ti capisco, ero come te, preciso (piano, 'spetta: scrivevo meglio, ma questo fa parte del tuo ruolo; leggi oltre e capirai, persino tu).
    Poi ho letto un post, quassù, poi molti post, poi un libro, e un altro libro.
    Ora, sono sincero, mi sento peggio (Bagnai, te possino...), sto proprio di merda, non mi accetto... Io sono un insegnante, dipendente dello Stato, sono un educatore, capisci? C'ho pure carisma, mi ascoltano, i ggióvani... Come ho potuto?

    E sai cosa? Tra le cose che ho capito (poche, sono de coccio), quella che più mi consola non riguarda l'economia, ma l'identità di quelli come te.

    Tesoro, tu non sei un dottore triestino, sei la casalinga di Voghera!

    Tu appartieni alla categoria degli umbertoeco, dei quali quel tuo italiano improbabile smaschera il vezzo preferito, che fa tanto ficooh, così snob, nevvevo...

    Beh, sei un salame, come tutti gli intellettuali umbertiechi.

    Un saluto, stavolta al modo di una casalinga di Vigevano: ad maioribus, salamus!

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  23. Assomigliano molto alle affermazioni che l'esìmio "economista" Mario TTIP Sechi ha esposto oggi nella trasmissione di Minoli Mix24 al minuto 26.30 ma che consiglio dal min. 22.50.

    Segnalo pure uno strepitoso P. Buttafuoco dal min. 11.50 (affermazioni dalle quali è scaturito l'imbufalitmento dell'esìmio...)

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    1. Grazie, veramente da ascoltare!

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    2. Ora non ho tempo vedrò con calma, il problema è che poi succedono i disastri oggetto di questo post

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  24. Ma “IL CARO BENESTANTE” del suo “PATRIMONIO IN EURO”, che se né fa dopo che in Italia è tornata alla liretta, “VA A COMPRARE IL PANE A BERLINO O A PARIGI” ??????
    Perché quel patrimonio in Euro dopo il ritorno della Liretta, in Italia, varrà come carta straccia, se non viene convertito subito nella nuova Liretta, al cambio ufficiale voluto banca centrale Italiana.
    Mentre se “IL NOSTRO CARO BENESTANTE” vorrà fare il furbo, potrà sempre tentare di spendere il suo “patrimonio in Euro” nel resto d’Europa, sempre che l’Euro sopravviva nel resto d’Europa e sempre che gli altri “Fessi d’Europa” accettino come mezzo di pagamento gli Euri di un cittadino Italiano? (Le monete si cambiano, la cittadinanza no).
    A questo punto o si va dalla nostra nuova banca centrale e si cambiano gli Euri in Lirette, accettando le condizione di cambio esistenti nel momento della conversione degli Euro in Lirette, o si ricorre al mercato nero, dove per ogni “EURO DI PROVENIENZA ITALIANA” ti daranno “UN MEZZO EURO DEL RESTO D’EUROPA (Quello ufficiale della BCE)” o comunque un valore vicino al cambio ufficiale “Euro - Nuova Liretta”.
    E si, “CARO COMPAGNO BENESTANTE” se si torna alla Liretta, anche tu dovrai pagare il tuo obolo alla nuova Liretta.
    Mi dirai ma io converto tutto il mio patrimonio in Dollari o altra moneta straniera, più facile da dirsi che farlo, se tutti i “Benestanti Italiani” si mettono a comprare Dollari ed affini, la cosa si vede ed il valore dell’Euro crolla pesantemente, di conseguenza il valore della tua casa non sarà più dei 300.000 Euri di oggi, ma di 300.000 Euro meno la svalutazione Euro-Dollaro che si è venuta a creare per il tuo tentativo di preservare il tuo patrimonio intatto.
    E comunque vada “I CUSTODI DEL SACRO EURO” faranno il possibile e l’impossibile per evitare un fuga dall’Euro verso il Dollaro ed affini, né va’ della loro credibilità e del esistenza stessa dell’Euro. (Metti l’anima in pace, quei Dollari non tè li daranno mai, anche tu “Benestante” che ti credi furbo, diventerai un pollo da spennare come tutti noi, se non hai dei santi in paradiso).

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    1. In verità il "liberale benestante" è tutt'altro che favorevole al ritorno alla liretta, dunque non potrà che essere d'accordo con la tua previsione di inquietanti scenari.
      Piuttosto, la domanda è: ma il valore patrimoniale della futura carta straccia (euro o lira che sia) dipende dall'appartenenza ad una delle tue categorie (straccioni o benestanti) o forse semplicemente dall'ammontare delle loro ricchezze (o povertà)?
      Mi aiuti Prof, è sbagliata la domanda al saputone triestino? ;-)

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  25. Se non è un troll è il mio nuovo eroe, perché ci vuole un coraggio."Lei crede che ci sarà uno un pò intelligente che accetterà la lira post euro ?". Eh ha ragione, quelli davvero avanti useranno l'€ post €. Applausi.

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    1. Questo va ricordato a chi idealizza la figura dell'imprenditore. L'amico si dice imprenditore. Io ho imprenditori in famiglia e fra i miei amici, quindi quello che sto oer dire un po' mi pesa, ma è un dato oggettivo: il mercato esiste PERCHÉ persone che ragionano così falliscano, e funziona SE persone che ragionano così falliscono. Poi non devono andarci di mezzo i dipendenti, ma per questo c'è lo Stato. Comunque, gli imprenditori che conosco io non litigano con Aristotele. Ma il problema è che se gli imprenditori che ci sostengono sono così pochi un motivo ci sarà. La maggioranza sarà come il nostro nuovo amico.

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    2. https://youtu.be/0QlRSVKwFA0
      La premessa è la stessa

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    3. Gli imprenditori...
      Il ragionamento della maggior parte di loro, su questi temi, non oltrepassa il cancello della loro azienda. Anche per loro, sopratutto per loro, vale il teorema di Marco S ricordato da Nat: Tutti = Tutti - 1 (io). Un esempio? Leggete, o guardate su youtube i filmati di Paolo Agnelli, Presidente di Confimi. A parte la soita tiritera delle tasse, un "evergreen" che si porta su tutto, è ossessionato dal costo dell'energia. Per lui, che fabbrica pentole, è indubbiamente un problema importante, per me, suo associato, che l'energia come costo vale il 2% scarso del fatturato capite che i problemi sono un altri. Ritengo però che come presidente di una associazione che riunisce variate tipologie di piccole industrie, dovrebbe avere una visione un cicinino più ampia.

      I troll...quelli ce li serve in pasto il professore ogni tanto per farci gustare il sapore del sangue. Noi bagnaisti perduti abbiamo bisogno ogni tanto di addentare la carne di qualche piddino. :-D

      E' un test, vero Alberto? O no?

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    4. Portate pazienza. Soli omnium otiosi sunt qui sapientiae vacant, soli vivunt. Un imprenditore è uomo di negotium, mentre la cultura richiede otium. La maggior parte di quelli che ho conosciuto, a libri letti erano comprensibilmente un po' scarsini. In compenso, se le cose sono andate bene, maturano l'arroganza dell'imparaticcio e dell'esperienza di vita, parente prossima del micugginismo. Non è il caso in questione, troppo naif per essere rappresentativo del genere: un troll è troppo lento e goffo per essere un dignitoso bersaglio di sberleffi, suvvia!

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    5. E infatti in un mercato disfunzionale (unione monetaria con sopravvalutazione per molti e svalutazione per pochi) certe figure prosperano, tipo quelli che "io la roba la faccio fare in Cina/Bangladesh/India perché lì sì che hanno voglia di lavorare, mica come qua". Poi il crollo del consumo interno fa fuori pure loro, uno dopo l'altro, ma lo zoccolo duro che lavora sul low cost è quello più resiliente, come si dice. (Detto da un piccolo dell'hi tech manufatturiero condannato al 90% di export)

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  26. "Io vado subito in banca e tolgo tutto il mio patrimonio ... e come me lo faranno tutti i benestanti. Rimarrà il popolo delle periferie con la carta straccia , vedi liretta, a pulirsi il sederino sporco."

    Ammesso e non concesso che riesca a trovare in quei giorni euro-contante sufficiente presso la sua banca, lo faccia, trasformi pure in euro-banconote tutto il suo "patrimonio".

    Scoprira' cosi' a sue spese che gli euroni in contanti in suo possesso saranno tutti carta straccia, in quanto non saranno accettati in Italia (perche' ormai fuori corso).

    Dovra' allora tornare in banca per cambiarli con la nuova moneta legale (la lira) ma, se non lo fara' subito, sara' molto difficile che potra' mai spuntare un cambio 1:1 (probabilmente gia' dopo un mese il cambio sara' di non piu' di 0,8-0,9 lire per 1 euro).

    Potrebbe magari tentare di espatriare con gli euro (ormai fuori corso legale in Italia) per cambiarli all'estero in $/Yen/£UK (da cambiare in lire al suo rientro in Italia); lo provi, perche' ammesso che all'estero qualcuno si presti a questo tipo di operazione di riciclaggio senza chiedere almeno un 30% di commissione, se la beccano alla dogana le sequestreranno tutto (e questo sia quando esce che quando rientra in Italia).

    Paradossalmente quello che dice (bank run) converrebbe solo in caso di permanenza dell'Italia nell'eurozona, sia per evitare i rischi dei fallimenti bancari che per non subire gli inevitabili limiti giornalieri al prelievo di contante (come in Grecia) dovuti al peggioramento (ormai apparentemente inarrestabile) dei saldi Target 2.

    Una situazione del genere (rottura della unione monetaria) avvenne pochi anni dopo fine della I GM con il progressivo disfacimento dell'impero austro-ungarico.
    Gli Austriaci che (come pensa di fare lei in caso di ritorno alla lira) tardarono a cambiare le banconote ante-guerra nella speranza di contrabbandarle in Ungheria (lo stato percepito come economicamente piu' forte del vecchio impero) e di guadagnare col nuovo cambio persero dal 15% (i piu' fortunati) al 100% del "patrimonio".

    Ci pensi bene, "Lei crede che ci sarà uno cosi' imbecille da accettare euro fuori corso?"; come sempre accaduto nei pochi precedenti storici che conosciamo, il valore delle vecchie banconote dipendera' dalla nazionalita' di chi cerchera' di utilizzarle.

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    1. Grazie Luca, ma siamo nel 2016. Se potesse capirlo l'avrebbe già capito. Sono due anni (da Friedman redux) che il Fmi lo sta dicendo. Se uno entra a gamba tesa in un dibattito e in una comunità dei quali non sa nulla, è facile che ce lo abbiano mandato, ed è difficile che possa o voglia capire. Però è giusto provarci. Grazie.

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    2. Quel su cui conta lui, speculatore di piccolo cabotaggio...e che un mese dopo ci vogliano 1.1 lire per un euro....e tre mesi dopo 1.3 lire per un euro. Il che e' plausibile, perche' la lira dovra' perdere quel che serve a recuperare 15 anni di differenziale d'inflazione. Ma poi si ferma li. Quel che non percepisce, e' che 3 mesi dopo, i suoi euro non li cambieranno a Berlino...dove ci sara' il marco, ne' a Parigi dove le baguette le compreranno in franchi.

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    3. Non darei eccessivo peso alle " sterzate teoriche" (in un senso o nell'altro) del FMI.
      Almeno fin quando, profittando del suo statuto super senior, continuerà a lucrare sui prestiti accordati (la bellezza di 15mld) spuntando fino a 250bp ed esigendo il pagamento integrale, in primis, qualunque cosa accada...
      Non è con qualche paper che si rimette in questione il Washington consensuale...

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    4. Non darei eccessivo peso alle " sterzate teoriche" (in un senso o nell'altro) del FMI.
      Almeno fin quando, profittando del suo statuto super senior, continuerà a lucrare sui prestiti accordati (la bellezza di 15mld per la Grecia, 23 per Irlanda e Portogallo, 9 per la Spagna, per rimanere in eurozona) spuntando fino a 250bp ed esigendo il pagamento integrale, in primis, qualunque cosa accada...
      Non è con qualche paper che si rimette in questione il Washington consensus...

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    5. Caro dombas, tu sei un troll alla anto (per fare un altro esempio): uno di quelli che applicano il benaltrismo de "le cose sono più complicate, tu la fai facile". In realtà le cose sono più complicate di come le vedi tu, non di come le vedo io, e mi accingo a spiegartelo.

      Per quanto attiene al problema della flessibilità del cambio, semplicemente non c'è partita: la letteratura scientifica a favore è schiacciante, indipendentemente dall'avallo del FMI. Se ti occorrono riferimenti feel free.

      Per quanto attiene alle "sterzate" del FMI, posso essere d'accordo sul punto che sollevi, ma ti segnalo che non si tratta di "sterzate" estemporanee. C'è stata una chiara inversione di tendenza sul punto cruciale, la capital account liberalization, che si è verificata ormai più di cinque anni fa (ne parlavo nel Tramonto dell'euro), e che è chiaramente legata allo spostamento del fronte della guerra fredda.

      Anche qui, petite et dabitur vobis.

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    6. Era tempo che non riuscivo a seguire per problemi familiari, purtroppo... ma questo post ha un effetto taumaturgico... Direttamente dal genio di Franco Castellano e Giuseppe Moccia ( erano di Trieste? ) "Tu ci sei venuto o ti hanno mandato?" XD XD
      Amico im-prenditore, Cosa Vola? XD
      mille bbilioni=un biliardo

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    7. Professore,
      Credo che l'inversione di cui parla sia dovuta all'arrivo ed al breve passaggio di DSK che è riuscito a convincere Blanchard della infondatezza della sua impostazione.
      Quanto al resto, non parlo di tasso di cambio ma di tasso d'interesse (250pb) imposti sui crediti erogati e non vedo, al momento, nessuna relazione virtuosa fra le innovazioni (interessanti) nell'analisi macro del Fondo ed il fatto di continuare a dissanguare i paesi debitori... (solo per la Grecia 800 ml non 5 anni)...
      (Conosco e condivido la Sua tesi sullo spostamento del fronte della guerra fredda per questa ragione sono propenso a vedere il FMI sostituito dall'ESM in tutte là me questioni monetarie concernenti la "moritura" zona euro.)

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    8. Io, però, mi ricordo le lacrime di coccodrillo del Fondo Monetario per la frittata fatta in Argentina, perché l'austerità espansiva non aveva funzionato. In ogni caso si doveva andare avanti così perché sennò a scrivere una nuova relazione si sprecava carta e, sai, c'è l'austerità.
      Personalità bipolare? Pessima gestione degli archivi? O semplicemente la naturale tendenza ad attaccare l'asino dove vuole il padrone?
      Io, comunque resto fiducioso che la prossima volta funzionerà perché allora sarà diverso.

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    9. Le faremo sapere, chiamiamo noi.

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  27. A loro li ha rovinati Montanelli. Anche il mi' babbo ha comprato Il Giornale di Montanelli "dal primo numero!" si vantava. Poi una volta ha incontrato Montanelli a cena da amici e il giorno dopo a colazione mancava poco che ci accarezzasse tutti noi figli a uno a uno dicendo tra le lacrime "è una carezza di Indro".
    Quelli così ci hanno microchippato in testa il teorema di Marco S.: Tutti=Tutti - 1 (io). Nun c'è gnente da fa'.
    Sono tra i meno sopportabili (mi spiace papà, amicus Plato sed magis amica veritas). (A dire il vero però forse i piddini che "ma allora sei leghista" sono anche peggio e questo tu non lo dici, papà, forse perché hai notato che ho iniziato a parlarti dell'euro PRIMA di Salvini).
    E il bello è che mio padre è pure diventato confusamente antieuro, ogni volta che vede il prof alla tele mi dice "Bravo quel tuo Bagnai", ha perfino letto e lodato il TdE.
    Ma poi, al dunque, scatta il riflesso pavloviano "Ma noi non siamo un Paese Serio, ma noi dove andremmo a finire con la nostra liretta".
    Io ormai cerco di compatire in massa, il fegato al momento funziona bene ma non si sa mai, dosi continue di rabbia e frustrazione... Cerco di compatire per non rovinarmi la salute, più che altro.
    Domani il FQ lo compro di sicuro: tanto sono in vacanza al mare è ho tempo di cercare un'edicola (intorno a casa mia a Milano btw ne hanno chiuse tre, due negli ultimi sei mesi, che bizzarro e che strano, eh?)

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  28. Come direbbe il Pippo nazionale: NONMELODOVEVIFARE!!! La vita è già troppo piena di "imprenditori triestini" che incontrarne anche qui è veramente troppo...
    Olio di ricino, purghe ed editti, questo ci vuole... Tanto a Voi (inteso come voi al singolare, quello del ventennio, per intenderci) chi Vi controlla?

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  29. "Si è vero la pizza costava cinque euro e adesso 5 euro ma la casa che ho pagato 300 milioni di lire adesso vale 300.000 euro".

    Intanto tra cinque euro e 5 euro penso l'unica differenza è nel modo di scrivere i numeri. Suppongo quindi che intendesse '5.000 Lire e adesso 5 Euro' (l'enfasi del discorso può averlo indotto in errore, capita). Secondo tale ragionamento quindi il valore della casa equivaleva a 60.000 pizze (300.000.000 diviso 5.000). In altre parole se invece di comprare la casa avesse speso tutto il suo patrimonio da benestante in pizze ne avrebbe comprate 60.000 (che 2 al giorno fanno circa 82 anni).
    Se però vendesse oggi la casa quante pizze comprerebbe? Facile 300.000 Euro diviso 5 Euro, ossia sempre 60.000 pizze.
    Qualcosa non torna.
    Quindi ho una prima domanda: è vero che l'attuale patrimonio (ammesso che la sua ipotesi sui prezzi correnti sia corretta) espresso in lire sarebbe nominalmente il doppio del passato, ma se continuo a comprare lo stesso numero di pizze che differenza fa?
    Ma se non fa alcuna differenza, per quale ragione avremmo dovuto adottare l'Euro? Non sarebbe stato più semplice tenerci la nostra moneta senza dover obbligare le tante vecchiette a fare i conti a mente per vedere se venivano fregate?

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    1. E' inutile...
      quand'anche riuscissi a far capire al liberale un concetto contabile così semplice, non senza ripetuti sforzi, poi, ormai stremato, dovresti anche spiegargli tutta la questione del differenziale di inflazione con la Germania, per fornirgli un quadro abbastanza completo.
      Ma ne vale la pena?

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    2. Non mi apetto che capisca, altrimenti ci sarebbe già arrivato da solo.
      In generale però se servisse anche solo a fargli venire un dubbio, secondo me si.
      Aver capito quanto succede non serve a nulla se rimaniamo soli.
      Se ognuno di noi facesse venire il dubbio anche ad una sola altra persona, saremmo il doppio, poi il quadruplo, ecc.
      Avere ragione ma essere gli unici non serve a niente.
      In fondo è l'unico vero contributo che io nel mio piccolo posso dare: cercare di diffondere il più possibile la verità. E' difficile ma se voglio avere un futuro in Italia devo sforzarmi di farlo.

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    3. @The max

      è una impresa quasi impossibile

      ho provato nel tempo con vari colleghi, e dal più 'ottusangolo' al più sveglio (intelligente, sindacalista, politico locale), parlano tutti come dei grillini idioti

      e in tutto questo vuoto, io speriamo che me la cavo

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    4. @The max

      Il mio non era un invito a desistere sempre ed in ogni circostanza. Anch'io mi sforzo di instillare il dubbio ogni volta che posso, solo che, ormai, mi vedo costretto a fare una selezione.

      Se chi ha raggiunto una certa consapevolezza rappresenta lo zero virgola qualcosa della popolazione, è evidente che rimane un novantanove virgola qualcosa che è rimasto parecchio indietro.
      Il tempo è quello che è, non si possono convincere tutti ed allora applico un filtro: chi è supponente, sgarbato, autoreferenziale...CLICK.
      Per chi dimostra curiosità ed interesse: non mi fermo più di parlare.
      Per fortuna le situazioni del secondo tipo non sono poi così rare (sarà la durezza del vivere) ed allora mi risparmio per chi se lo merita.
      La salute prima di tutto! ;)

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  30. Prof,

    e che vuoi che commentiamo?

    Quando hai detto "accozzaglia" hai detto tutto.

    Sarà che ho appena inviato su una piattaforma il mio magro compitino in una lingua che non dico e che doveva stare tra le 150 e le 200 parole, sarà che sono un poco stressata per essermi ridotta quasi all'ultima mezz'ora utile, sarà che domani dovrei fare almeno parte di quanto non ho fatto in quattro giorni, sarà che ci hai abituati troppo bene...

    Insomma, non ho parole per dire che non ne ho.

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  31. Posso commentare con una citazione cinematografica?
    "Movimento....segnale netto.....si avvicinano!!"

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  32. Secondo me non è nemmeno un troll, troppo schematico: è un software (neanche tanto buono).
    Prendi un archivio di frasi fatte, un algoritmo che le pesca più o meno a caso, e il gioco è fatto.

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    1. Mi è venuto lo stesso pensiero (in realtà mi sembrava di leggere una traduzione venuta male di traduttore automatico).

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  33. Professore,anche io ho aperto gli occhi grazie a lei, se solo lo avessi fatto nel 2005 non avrei mai comprato una casa che oggi devo rivendere al 65% del suo valore fasullo di allora!mi viene da pensare, però, che qualcuno con l' euro deve averci guadagnato,forse il troll in questione ha delocalizzato, e trema difronte all' ipotesi della sovranità monetaria.

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  34. Anzi, visto che di quello che ha scritto il troll m'importa 'na sega, avrei una richiesta, se qualcuno mi può aiutare: qualcuno può darmi il link della pubblicazione scientifica (Journal of Macroeconomics, se ho capito bene...) in cui Vitor Constancio ribadisce quanto affermato nel suo discorso di Atene del Maggio 2013? Grazie

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    1. Non so se questo o questo è quello che cerchi. Forse nessuno dei due.
      Nel tal caso mi spiace.

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    2. Il secondo link era quello che cercavo. Ti ringrazio.

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  35. Il "benestante triestino"mi ricorda tanto il Brambilla importatore. Almeno nello sparare cifre.

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  36. Credo sia molto interessante studiare cosa sta succedendo in Gran Bretagna in questi giorni.
    Qualcosa di inimmaginabile dalle nostre parti.
    Economisti che affermano non solo che l'uscita dall'UE non comporta alcuna perdita di Pil ma esattamente il contrario, generando anche una crescita dell'occupazione.
    Andando sul Guardian, che punta al remain, ho visto una marea di commenti a favore del leave, scrupolosamente e inappuntabilmente argomentati.
    Certo, molti argomenti sono un po' tagliati con l'accetta, ma vista da qua ho l'impressione che si stia verificando un evento epocale, ovvero un confronto fra due posizioni contrapposte supportate da argomenti sufficientemente illustrati e articolati.
    "Qui non si parla d'altro" si lamentava ieri un simpatizzante di Radio Popolare...

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  37. non ho parole sembrano scritti da bambini delle elementari

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  38. OT - Finalmente una vera notizia: Salvati tifa Brexit. Certo, a modo suo. Ovvero, alla faccia dell’effetto domino (timori da educande), e anzi (ma guarda un po’) in nome del più Europa: “una partita da giocare, certo, e molto più interessante di quella che conseguirebbe a un risicato «Remain»”. Ma il dato eclatante rimane: Salvati tifa Brexit. Non certo per capriccio intellettuale spacciato per originalità di pensiero, ma per ragionata preoccupazione per il bene dell’Italia. La cui salvezza, come noto, passa per una sola strada: “la rotta dell’«ever closer Union», di un’Unione sempre più stretta, tracciata dai padri fondatori”. Difficile certo, ma obbligata.

    E nel frattempo? Nel frattempo niente: si traccheggia. Ma almeno, a differenza di altri, ben aggrappati alla zattera di salvataggio (che è già qualcosa). Perché a noi l’effetto domino non ci spaventa: timori da educande, per l’appunto. Certo. Però non si sa mai. Dovesse sembrare una posizione un po’ avventata. Quasi un inconfessabile (o addirittura inconsapevole) “tanto peggio, tanto meglio”. E allora, a costo di concludere l’articolo a cappella, meglio sgombrare il campo da interpretazioni tendenziose: “restare nell’Unione, per un Paese con il nostro debito pubblico e le nostre debolezze strutturali, è comunque meglio che esserne fuori, in balia dei mercati finanziari… e delle nostre classi politiche”.

    Va bene l’originalità di pensiero. Va bene mantenere i nervi saldi quando tutti si agitano a sproposito. Ma anche (e sporattutto) se ci si chiama Michele Salvati, su certe cose non si scherza. Mai.

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    1. Coerente.
      Già diversi commentatori hanno fatto notare che l'UK rappresenta un ostacolo invalicabile al "più Europa".

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    2. @Fabrizio Laria

      Continuo a chiedermi come possa scrivere cose del genere chi scriveva per i Quaderni Piacentini (dedicato agli over 60)

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  39. Scusate l'OT.

    Tutti fenomeni. Copiano, riciclano e ripropongono:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/16/pier-carlo-padoan-e-la-fine-delleuro-finira-come-lo-sme-nel-1992/2833587/

    Che gente !!

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    1. Dal titolo: è una posizione ragionevole.

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  40. Allora professore le spiego perchè ho scritto di pugno un testo pur banale ma nato dalla rabbia dopo che ho letto che occorre votare Attila, Stalin e Hitler pur di non farci governare dal PD. Il messaggio era rivolto a lei, non era per la sua bellissima comunità, che conosciuta mi terrò alla larga da frequentarla nel futuro. Cancelli il post perchè questa facenda finirà male

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    1. Gentilissimo, se voleva rivolgersi a me riservatamente, poteva farlo nella mia casella email, che è ovviamente pubblica come quella di ogni dipendente pubblico. Se interviene nei commenti di un blog manifesta l’intenzione di rendere pubblico il proprio pensiero, e quindi si espone al diritto di critica.

      Chi interviene in una community deve attenersi alla netiquette: prima cercare di capire quali sono le regole e il percorso della comunità alla quale ci si rivolge, e poi farlo con rispetto.

      Lei è intervenuto con toni irridenti e provocatori ("ma mi faccia il piacere", "professorino di Pescara") e lo ha fatto per sua ammissione per motivi (evidenti) di polemica politica, che, come lei sa, ampliano il limite della scriminante in caso di diffamazione (peraltro, di chi? Noi non sappiamo chi lei sia!). Insultando gratuitamente il nostro paese (non sappiamo se sia anche il suo), con le sue frasi scarsamente motivate circa l'uso da fare della nostra valuta nazionale, ha agito in modo volutamente provocatorio.

      Ho una decina di prove del suo hate speech nella mia casella email, comprese minacce di violenza fisica all'indirizzo mio e dei miei lettori.

      Le do un consiglio: scompaia lei ora, altrimenti giro tutto alla polizia postale, così sì che avremo modo di conoscerci di persona.

      Sul punto economico: lei sostiene che con l'euro in India compra tante cose, che con la liretta non comprerebbe. I miei lettori, esperti di economia, avevano intuito perfettamente i contorni del suo conflitto di interessi. Lei, evidentemente, è un importatore. Altrettanto evidentemente non si rende conto che il cambio sopravvalutato che la avvantaggia nuoce a molti suoi potenziali clienti, per cui alla fine lei si troverà con i magazzini pieni di cose che ha pagato relativamente poco, ma che nessuno avrà i mezzi per comprare.

      Mi spiace molto per i suoi eventuali dipendenti che lei non se ne renda conto. La prossima volta conti fino a 1000 (magari con l'aiuto di una calcolatrice) prima di intervenire in una discussione che va avanti da anni e che richiede competenze tecniche che lei non ha, il che ovviamente non è motivo di biasimo, salvo il caso che, come lei ha fatto, si intervenga in modo saccente e provocatorio per fare lezioncine a chi invece queste competenze le ha acquisite attraverso lunghi anni di studio.

      Spero di essere stato chiaro.

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    2. Sì capisce il senso ma la forma è, ancora, sbagliata. L'espressione corretta è 'guardarsi bene dal frequentare' risultando inaudita 'tenersi alla larga dal frequentare'. Ma comunque volendo inventare sarebbe stato decisamente meglio 'che conosciuta mi terrò alla larga DAL frequentare'.

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    3. Bellissima "ho scritto di pugno" (un testo nato dalla rabbia) - perché c'ho i pugni nelle mani!

      A Lettere, studiando autori come Checco Zalone si impara (volendo) che questa paronomia, o malapropismo, è usata spesso come espediente retorico, sia per far ridere sia per trasmettere messaggi emotivi, addirittura sinestesici.
      Mi piace moltissimo il nuovo significato, in realtà, anche se è nato da un errore, anzi soprattutto per quello. Possiamo predire che l'espressione "di proprio pugno" sparirà, con l'avvento del genus rappresentato dal nostro, che probabilmente - a parte lo scarabocchio sotto ai suoi non-abbastanza-lucrosi affari - neppure riesce a immaginarsi con una penna in mano.

      È singolare, e secondo me è un indizio importante, che questo modo di dire non sia stato inventato da un ortottero, ma dal suo antenato evolutivo montanelliano: "Un Liberale in Italia".
      È un'adattamento all'ambiente di una stessa specie, o una convergenza evolutiva? O sono semplici maschere psicologiche del dottor Livore?

      Esula dal mio campo: in ogni caso, oggi nasce un'espressione destinata ad accompagnarci in un futuro in cui certe persone non scrivono più di proprio pugno: sono convinte che su internet si scrive di pugno.

      (Scusate, il vino bianco mi fa questo effetto strano: cago Bustine di Minerva.)

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    4. @Elu ei interessante disamina. Credo però che il nostro intendesse dire "ho scritto di getto". Infatti ha scritto al PC (o al tablet o allo smartphone come me ora) ma certamente non di (proprio) pugno se non metaforicamente. Neppure si può credere che abbia copiato, e quindi dicendo di aver scritto di (proprio) pugno andasse a fare una eventuale excusatio non petita. Per me voleva intendere di aver scritto, appunto, di getto. Ho dato un'occhiata ai commenti che parlano di dislessia e mi riprometto di approfondire. Cioè di sondare meglio una cosa che conosco (per sommi capi). Al momento continuo a propendere per l'ignoranza che nasce sui banchi della scuola elementare e si sviluppa in seguito finanche in famiglia. Ormai gli italiani anche laureati faticano ad usare la giusta preposizione, non parliamo di locuzioni varie. In questo senso l'editoria spinge in discesa, con testi penosi e prezzi terribili con la conseguenza che non si legge più e si è talmente disabituati a un testo scritto che si fatica a capire (eufemismo) che i segni di interpunzione sono attaccati alla parola che seguono. Attaccati. Cioè senza spazi. Quindi saranno anche di bravi ingegneri. Ma fatico a crederlo se non sanno scrivere una stramaledetta virgola attaccata alla parola che precede!

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  41. Però anche voi! Se uno interviene così, i casi sono due: o sta deliberatamente provocando, o è a disagio con certi concetti. Vi avevo chiesto delicatezza...

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    1. La prossima volta una carezza.
      Pensandoci è più adatta al commento.

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    2. Si sa che gli artisti sono sempre più avanti di noi profani.

      "Quella carezza della sera",New Trolls!:

      https://m.youtube.com/watch?v=ZqQ0MFnt9jA

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  42. Ho letto tutti i commenti, ed una cosa mi ha colpito: molti pensano che il nostro interlocutore liberale non sia veramente laureato, appoggiando questa convinzione al fatto che scrive da cani. Il che, scusate, ve lo dice un ragioniere, è la prova inconfutabile che sia realmente laureato, e probabilmente pure a pieni voti.
    Scusate eh, ma gli atenei italiani sono i luoghi deretani (sto leggendo il Decamerone, portate pazienza...) ove cercare il grazioso e costumato favellare.
    A' libera', io ci credo che sei laureato, non dar retta a 'sti qua che sono solo invidiosi. Ascolta me invece, butta giù un bel pamphlet anti-professorino di Pescara (che ha bello che stancato...), ti do anche il titolo: Il Tramonto Del Professorino Di Non Mi Ricordo Più Quale Università Di Quarta Categoria Pescarese E L'Alba Del Professorone Che Sono Io Nella Mia Persona Medesima. E' un po' lungo lo so, ma dico, vorrai avercelo più lungo del professorino no?
    Prenoto due copie. Una per me e una la spedisco a Dijsselbloem (e ci metto pure una buona parola...capisciamme'...).

    Alberto.

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    1. Sono d'accordo sul fatto che in ambito universitario si sperimenti un progressivo degrado delle competenze linguistiche. Non è altro che l'ovvia conseguenza di una impostazione dell'insegnamento universitario che va in direzione contraria al concetto di "universalismo": l'iperspecializzazione, che ci trasforma in una specie di superistituto tecnico, il che consente ai miei colleghi di far passare compiti scritti con errori di ortografia, grammatica e sintassi inaccettabili, solo perché il contenuto "tecnico" è asseritamente "corretto".

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    2. Però per scrivere dignitosamente non serve andare all'università. Le lettere dal fronte dei nostri fanti, scritte nel 1915 che sono magari ingenue - sono però di certo più leggibili; ed era tutta gente che se andava bene aveva la terza media.

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    3. Ma stava al fronte. La verità è espressiva.

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    4. La specializzazione? "Un male necessario", la definiva un ottimo docente universitario del temps perdu (e infatti era di francese), Francesco Orlando. L'iperspecializzazione? Un male innecessario, direi a questo punto del tempo à rebours

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    5. @roberto b

      Roberto, Orlando è stato qualcosa di più che un ottimo professore di francese. È stato un personaggio a suo modo unico, inconfrontabile e indimenticabile.

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  43. Aut aut. Tertium non datur. Finalmente parole sensate sull'un po'insensato FackQ. Il paragone, poi, con Guido da Montefeltro, verso la chiusa, è intrigante.

    (Profe, mi assume come recenZore?)
    (L'altro Donald è rispuntato, ieri, alla "Gabbia". Vestito, stavolta).

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    1. Era inevitabile. Il primo amore non si scorda mai.

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    2. Sì, bravo prof! (E che? Glielo devo dire io?).

      Grazie anche da parte mia per il rif. a Inf. XXVII. Guido lo fotte il demonio: Forse / tu non pensavi ch'io loïco fossi (è l'abbondante logica presente in questo blog ad aver salvato uno come me - sarà la stessa a spacciare l'€uropa, per la contradizion che nol consente.

      Lei ha fatto la pentola, tuttavia, ma la redazione del giornale ha fatto il coperchio.

      Sotto al suo pezzo, Mattei fa il benicomunista scambiando il Sollen per Müssen (non ci son più destra/sinistra perché anche il Pubblico è infestato dalle oligarchie - ergo NON DEVONO esserci più destra/sinistra, categorie del "costituito" inadatte a una fase "costituente": Quarantotto dovrà prendersi un Plasil...).

      Volti pagina, e trovi una lenzuolata apocalittico-luogocomunista sulla Brexit (antidoto all'aristotelismo di Bagnai?).

      Ciliegina, in prima Travaglio parla della Pascale (ah, 'sti sessisti... Gruber l'€uropeista ci sguazzerebbe - il MINCULPOP ha fallito perché ignorava la tecnica del gossip moraleggiante).

      Ci credo che poi gli ortotteri non capiscono!

      Scusi il parziale OT, ma qua tout se tient...

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    3. Scusate, scusate ma non posso offrire il destro...

      Sotto IL suo pezzo, non AL!!!

      Dio santo, il liberalpossidente di Trst c'est moi! Ovvove!!!

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  44. per la precisione sono Laureato in Economia Aziendale e non Politica.
    Per il resto noto che la comunità insulta sempre, è il linguaggio di Salvini e Mov5. Gli affari e la vita non vi sorridono e così avete trovato il vostro capro espiatorio. Spargete odio da tutti i pori ed è per questo che mi batterò fino alla fine...anch'io con alleati che non mi appartengono pur di impedirvi di governare il mio paese.

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    1. Se mi dice dove trova la pizza a 5 euro a Trieste, la perdono.

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    2. Carissimo, dal basso verso l'alto.
      1) hai ovviamente diritto di batterti per affermare e difendere i tuoi interessi scegliendo i tuoi alleati e così farà ognuno di noi a modo suo (siamo un gruppo piuttosto eterogeneo). Non devi impedire nulla a "noi" perché "noi" non siamo candidati a nulla.

      2) nel mio caso, io voglio tornare a votare PD e sto lavorando per farlo. Lo farò quando la "d" starà di nuovo per democratico (ora sta per deflazionista)

      3) sai farmi un esempio di insulto? Pulirsi il sedere con la liretta è abbastanza insultante verso un'intera comunità nazionale. Associare arbitrariamente a Salvini o Grillo le posizioni prevalenti nella letteratura scientifica è insultante (forse più per chi lo fa).

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    3. Il capro espiatorio?
      No, non c'è pericolo.
      Ci vuole il "physique du rôle" anche per quello.

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    4. Gentile Riccardo io sono di Trieste (e confermo per fortuna che la pizza margherita a 5 euro la si trova ancora.....) ma bando alle pizze volevo chiederle se è così gentile da dirmi di cosa si occupa; se vende o produce qualcosa nella nostra bella cittadina e la tipologia dei suoi clienti: italiani/esteri privati pubblici aziende ecc o magari invitarmi a vedere di persona da dove deriva il suo disagio attuale magari analizzando un paio di dati storici della sua attività.....
      sono convinto che in base alle risposte una prima diagnosi si può già fare qui nel virtuale (anzi mi pare che il prof l'abbia già fatta).....
      per le soluzioni invece la vedo più dura; il percorso (che io stesso ho fatto in anni) di dubbio, studio, altro dubbio, altro studio, letture ecc nel suo caso non è ancora iniziato....

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    5. Il SUO paese? Questo Paese appartiene a coloro che lo amano. C'è ben poco amore nel modo in cui ne maltratta la lingua mentre cerca d'insultarne il popolo

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    6. Mi sa tanto di marito che si evira per indispettir la moglie.

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    7. @Un liberale in Italia: probabilmente il tuo impegno, valutando a spanne, ha sempre portato un contributo pari alla tua capacità di analisi. Zero. Infatti le cose stanno andando secondo i voleri di coloro che contano, loro sanno cosa fare e perseguono il loro miope e di corto respiro interesse.
      Buona lotta.
      Se fossi in te spenderei qualche ora in più a leggere questo ed altri blog, ma la direzione presa sembra un'altra. In bocca al lupo.

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    8. Carissimo, abbi pazienza ma sei tu stesso che ti autoinsulti scrivendo simili accozzaglie da pecora catodicamente condizionata. Io di tutta la questione ho capito solo che il sonno della ragione genera liberali.

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    9. Se si sfilasse da sotto il sedere del lavoro del prof. Bagnai la convinzione che l' italia abbia enormi ed uniche potenzialità decisamente inespresse e vilipese a causa della situazione in cui s'è infilata (e ha saluto infilarsi), certamente il suo lavoro non varrebbe nulla.

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    10. @Ivan il Mazzo

      Ivàn, non trascendere, potresti procurare qualche dolore ingiustificato ad altri. Piuttosto, per capire, possiamo chiedere al nostro amico liberale, se preferisca il Croce di Etica e Politica oppure Einaudi. E non dimenticare che Keynes era un liberale, come ci ha ricordato poco fa il padrone di casa

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    11. Caro liberale, non abbiamo trovato nessun capro espiatorio noi. Sei tu che hai deciso di immolarti e sei entrato in casa di sconosciuti senza un minimo di bon ton e insultando per primo. Ora fai il favore e levati dalle scatole(veramente non volevo scrivere scatole ma vabbè....)

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    12. Temo che di suo (o di nostro se ce lo concede) in questo paese rimarrà ben poco. E non dovrà manco passare troppo tempo.
      Possibile che sia così difficile fare 1+1 con la Grecia inteso come sia oramai palesemente dimostrato (lo ammette pure il FMI) che la cura (austerity) è perfettamente riuscita ma il paziente è morto ?

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    13. Amico liberale, credo che la Luiss ti abbia deformato irreversibilmente, non è colpa tua, è molto difficile uscirne normali!

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    14. Ahia!
      Laureato in Economia Aziendale.
      Ahi, ahi!
      E vorrà dire che gli ingegneri, stavolta, possono tirare un sospiro di sollievo.

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  45. Ma a che serve spiegargli le cose?
    Tanto questi qui andranno sempre a rimorchio, si disporrano a seguire il vento senza capire mai una cippa.
    E' inutile sprecare fiato con loro. Quando arriverà il momento, e l'eurismo vivrà lo stesso destino dell'eugenetica degli anni '30, questi semplicemente impareranno altre due idiozie da ripetere a memoria, e diranno che loro lo avevano sempre detto.

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    1. Questo è un esito verosimile.

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    2. A proposito di linguistica: un mio amico, ordinario alla locale (MO) Facolta' di Economia, deve fare corsi di recupero per gli studenti (semi-analfabeti) che si iscrivono, altrimenti non capiscono le lezioni. Un altro amico ordinario (italianista) a Pisa impiega quasi un semestre per alfabetizzare le matricole. Ecco perche' quando poi diventano professori continuano a esprimersi come capre.

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    3. Avete ragione, mi ci metto anche io che sono professore a contratto universitario (insegno analisi e geometria, laureato in ingegneria).

      Non sono mai stato forte nei temi a scuola, ma certi errori di grammatica avevo smesso di farli in seconda media (li facevo di continuo, ero preoccupante).

      Poi col tempo sono tornati. Penso siano dovuti

      - A una qualche mia forma di disfunzionamento al cervello. A parte formule, non scrivo più con penna o matita ma solo al PC. Probabilmente per scrivere al PC uso altre sinapsi che non sono mai state addestrate da piccolo.

      - In ogni caso non mi capita spesso di scrivere in Italiano, se non per brevi report. Ormai scrivo più in Inglese. A volte mi capitano strafalcioni tipo havevano con l'acca. So per certo da dove vengono. Una mia amica linguista mi ha detto che l'incapacità dei giovani (e non) nell'usare il congiuntivo è causata dall'invasione dell'inglese, che non lo prevede. Dice inoltre che la cosa è del tutto naturale perchè le lingue sono vive e mutevoli e si contaminano l'un l'altra.

      Per altri tipi di ignoranza, segnalo che mi capitano studenti universitari che pensano che a^(b+c)=a^b+a^c. Mi hanno 'consigliato' di chiudere un occhio in questi casi, e di dare 18 se mi farfugliano comunque qualcosa raccontata durante il corso. Con quello che mi pagano non sono stato a discutere, una bocciatura corrisponde ad almeno un esame in più, con 300-350 studenti ufficiali non mi pare il caso.

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    4. Una mia amica che insegna lingua francese all'università mi dice che, da qualche anno a questa parte, la prima cosa che deve fare con le matricole, alla prima lezione, è disegnare una linea alla lavagna. Poi tracciare delle lineette verticali, ben distanziate, e poi sotto scrivere dei numeretti: i secoli. Altrimenti i poveretti non si raccapezzano. Non hanno il senso del tempo. Della cronologia, del prima e del dopo.
      Vivono in un eterno presente.
      Ogni tanto sogno di svegliarmi dentro un uovo con un tubo viscido attaccato alla nuca, sarebbe meno angosciante.

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    5. Premetto che sono d'accordo sul fatto che vengono ammessi all'universita' studenti che non hanno sviluppato a suo tempo (scuola primaria e secondaria) gli skills necessari per affrontare un corso di studi superiori - ne vedo anch'io. Potrei anche convenire sui limiti di un sistema educativo che privilegia la specializzazione, benche' si debba considerare che oggigiorno si va all'universita' per poi trovare un lavoro e un ingegnere non deve saper scrivere ma fare calcoli strutturali. Cio' detto, un 'problema' che e' molto sottostimato in Italia - perche' poco evidente in quanto abbiamo una lingua fonetica, in cui cioe' ad ogni suono corrispondende un numero limitato di grafemi, al contrario dell'inglese o del francese, per esempio - e' la dislessia (sospetto che Dargen sia dislessico). In piu' esistono altre Specific Learning Differences, come si chiamano qui, che e' cosa ben diversa da Low General Abilities, con un'alta incidenza di co-morbidita' e, mentre la dislessia e' piu' o meno tipica della difficolta' di processare la lingua, soprattutto scritta, la caratteristica comune e ' che tutte hanno ripercussioni sull'apprendimento, per vari motivi. Questi studenti processano l'informazione in un altro modo, che non e' meglio o peggio del rispettivo control group, e neanche implica che siano meno intelligenti. Tanto per fare un esempio, Einstein e' (era) dislessico, cosi' come Richard Branson, Richard Rogers and William Butler Yeats - probabilmente persino Leonardo. La lista e' lunghissima.
      Essere consapevoli di questo ed adattare il proprio teaching style per renderlo piu' effettivo per questi studenti - ma non solo, ne beneficiano tutti, anche i 'neuro-tipici' - penso che valga la pena per non sprecare talenti.

      'Everyone is a genius. But if you judge a fish on its ability to climb a tree, it will live its whole life believing it is stupid' (Albert Einstein).

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    6. Ahah: superstravero. Io vado in classe con un foglietto pieno di date fondamentali e dico che se non le imparano non possono dare nessun esame.

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    7. mikez73
      Non fosse altro per il fatto che ci potrebbe essere una Nabucodonosor nei paraggi, con tanto
      bell'armamentario...
      Percezione strettamente individuale: a me pare che sia in decrescita anche il senso dello spazio e della dimensione fisica in cui sono presenti gli oggetti; si vedono soggetti imbelinarsi per nulla nel fare movimenti o gesti d'uso quotidiano, talora con conseguenze non da poco, come se la materia circostante ed essi stessi fossero elementi ectoplasmatici.

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    8. @mikez73
      insegnando una cosa strana, recitazione nell'unico Liceo teatrale d'italia (che poi non capiremo mai perché il MIUR ha fatto il coreutico, ha fatto il musicale, ma il teatrale no, salvo adesso dare linee direttive per l'insegnamento del teatro in tutti i licei... vabbè, questa è un'altra storia), ti confermo, con curiosa modalità, la tendenza a non rendersi conto del passare del tempo e avere minima capacità di metterlo in ordine. I miei allievi, non piccolini, ho quelli dai 17 ai 20 anni, fanno una maledetta fatica a contestualizzare le storie nel loro periodo... storico. Spesso e volentieri ragionano, e fanno critiche, sulle azioni dei personaggi esclusivamente secondo il loro parametro attuale, del tipo "una figlia maggiorenne dovrebbe ribellarsi a un padre che la obbliga a sposarsi uno che lei non vuole". La domanda che li ha più spiazzati, un giorno, è stata: "Scusate, riuscite a immaginare come era il mondo prima che qualcuno inventasse... il telecomando?". Ci saranno mille motivi per questa "condizione mentale" tutta sul presente, e secondo me non sono né buoni nè cattivi, è solo il mondo che cambia... Ma una cosa mi sono accorto che manca, e lo dico, in una domanda, con tenerezza non con recriminazione: tra nonni e nipoti esiste ancora l'abitudine di raccontare le storie? Forse no, e anche qui per mille motivi, buoni o cattivi che siano, ma certo è una abitudine un po' in disuso. Quei vecchi, che oggi non sono più "i vecchi", ci mancano? A me un po' sì, forse perché proprio mi mancano i nonni, e questo riguarda semplicemente lo scorrere della vita, ma anche a questi ragazzi, che sono sicuramente intelligenti (sostengo qui alessandra perri) e che regolarmente, di fronte a un vecchio racconto, restano incuriositi e affascinati. A voler fare i complottisti, come a volte ci diverte, possiamo mettere il tutto nel "taglio delle radici per la costruzione del nuovo ordine mondiale", ma prendendola sul serio, va considerato che dei pezzi pian piano scompaiono. Ed è solo lo svolgersi delle cose. Ora, se lo svolgersi, l'evolversi delle cose, come nella lingua, è naturale, va tutto bene; è quando lo si forza che prima o poi... te se ripropone come i peperoni.
      @Cito: lavorando non solo sulla parola, ma anche sullo spazio (la prossemica ad esempio va tanto de moda, signora mia, per i corsi di formazione manageriale, ma io ne sentii parlare da gassman più o meno nell'83...), ti confermo anche questa difficoltà a rapportarsi con lo spazio e con gli altri nello spazio, nonché con gli oggetti. facendo capire l'errore e mostrando il giusto rapporto o la giusta azione si supera. la questione è che pensiero-corpo-voce sono sempre in relazione, sbarellando uno dei tre elementi, gli altri gli vanno dietro...
      @alessandra: i dislessici che ho con me, raggiungono ottimi risultati, probabilmente perché lo sforzo di concentrazione che fanno quotidianamente, poi li rende più abili a mirare l'obiettivo quando è necessario. ma questa è solo una mia ipotesi senza alcun supporto scientifico, ovviamente.

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    9. @Alessandra Perri
      Che un ingegnere non debba saper scrivere come Joyce, Balzac o Pound (eddai.. così ci accusano ancora d'essere nazzzionalisti dde destra, e statalisti...) è ragionevole, che invece abbia limiti espressivi d'ordine grammaticale e linguistico è circostanza a discapito pure della sua necessità di comunicare adeguatamente l'esito dei suddetti calcoli strutturali.
      Senza considerare poi che un minimo di linguaggio articolato rispecchia anche certe qualità d'un anima che coltiva se stessa (ah, già.. ma chi se ne impippa più di questo).

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    10. Cara Alessandra Perri, senza offesa, ma o scrivi in italiano o scrivi in inglese.
      Anche scrivere come scrivi tu, perdonami, è terrificante.
      "Adattare il proprio teaching style"? Ma "metodo di insegnamento" ti pare che non faccia abbastanza figo?

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    11. @ Citodacal/Alfonso/Alessandra

      Ma infatti, non credo che il problema sia strettamente scolastico, qua è in gioco quasi una mutazione antropologica, immagino determinata in gran parte dalle nuove tecnologie. Quale che ne sia la causa, il risultato è un nuovo spazio simbolico, una diversa percezione dello spazio e del tempo, un nuovo modo di stare (o non stare) insieme. Il problema diventa però, che tipo di comunità si può edificare su queste nuove basi?

      Per un anno e mezzo ho dato una mano a un ragazzo, figlio di amici di famiglia, per fare la maturità da privatista. È stata un'esperienza shoccante: non era in grado di leggere un testo, cioè leggeva le singole parole nella loro successione, magari le ripeteva pure, ma non era in grado di capirle, cioè di farne una sintesi e un riassunto: per lui erano mattoncini, più o meno comprensibili, messi in fila uno dietro l'altro, nero su bianco. Non ne coglieva la gerarchia sintattica né tantomeno argomentativa. Figurarsi scrivere.
      Certo, le sue carenze da un punto di vista scolastico erano enormi, ma non era affatto scemo. Non erano i contenuti a mancare, né l'intelligenza, era la struttura logica - del pensiero.
      Ne conseguiva l'impossibilità, materiale, di studiare, mancandogli il sistema per processare le informazioni, organizzarle e immagazzinarle. Sisifo ci faceva una pippa, in confronto.

      Per cercare di capire, ho parlato con diversi insegnanti che conosco, gente che insegna alle superiori o all'università da trent'anni, i quali a grandi linee confermavano la mia impressione, giungendo però alla conclusione che, fondamentalmente, la nuova generazione non è migliore o peggiore delle nostre, è semplicemente diversa.
      Sarà… uno può pure diventare un genio dell'informatica, della demotica, dei video giochi o un fashion blogger che fa soldi a palate, ma che razza di cittadino sarà? Non sarà in grado di leggere un articolo, un contratto, un'assicurazione, un programma politico. Non potrà neanche farsi prendere per il culo da un futuro Prodi, per lui il problema non sussisterà neanche.

      Di una cosa sono sicuro però, e cioè che non farà il governatore di una banca centrale.

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    12. @Alessandra Perri

      Mi tocca leggere anche su questo blog "lievi imprecisioni" sulla cosiddetta dislessia e sui cosiddetti stili di apprendimento. Ma provando a prendere esempio da Alberto vorrei evidenziare alcuni fatti.

      La "narrazione" che ci fa Alessandra è quella mainstream in Italia, ma NON è supportata dalle evidenze scientifiche.

      In particolare:

      1) la cosiddetta dislessia viene messa in dubbio in quanto concetto scientifico da autorevoli ricercatori. Non che le difficoltà di lettura non esistano, ovviamente, ma è ormai chiaro che sono praticamente indistinguibili da quella modificazione del cervello (da cui deriverebbe la cosiddetta dislessia di origine neurobiologica) rilevata in chi ha difficoltà di lettura. È interessante la lettura del libro peer reviewed "The dyslexia debate", edito da Cambridge University Press, e scritto da due ricercatori, J. G. Elliott, Università di Durham, ed E. L. Grigorenko, Università di Yale, Connecticut. La Grigorenko tra le altre cose è una dei ricercatori che aveva individuato dei geni candidati a spiegare la supposta origine neurobiologica della dislessia. Origine sempre meno certa.

      2) anche i ricercatori che giustamente continuano a ricercare elementi a sostegno dell'origine neurobiologica, scrivono che con la giusta didattica «la biologia non è necessariamente un destino." Studi confermano che gli interventi didattici appropriati conducono alla completa normalizzazione della zona dell'emisfero sinistro, deputata al linguaggio, per la quale è stata appunto rilevata l'anomalia di sviluppo nei neonati con "familiarità".

      3) gli stili di apprendimento, che hanno fatto vendere vagonate di libri e riempito aule di corsi di aggiornamento per insegnanti, semplicemente sono stati rilevati ininfluenti sul lato dell'efficacia nell'apprendimento. Questo articolo su Nature li classifica tra i miti pseudo scientifici dei nostri tempi.

      In ogni caso non mi meraviglio che in Italia prevalga, anche grazie alla legge 170/2010, una narrazione non fondata scientificamente. Parafrasando ciò che ho imparato su questo blog posso ammettere che sia molto difficile capire che il modo in cui stiamo affrontando le difficoltà di apprendimento, cioè medicalizzandole, è fortemente controproducente, soprattutto se dal non capirlo dipende il proprio reddito.

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    13. @mikez73

      Ottime le tue osservazioni "sul campo". Devo però aggiungere di non essere d'accordo con le conclusioni alle quali giungono i tuoi conoscenti. Altro che "diversi". La tecnologia fa proprio male.

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    14. @Alfonso Liguori
      Mi consola il tuo riscontro, ma ovviamente in modo relativo, poiché il problema rimane laddove l’applicazione di ciò che indichi divenga sempre più carente. È basilare infatti l’osservazione che fai: pensiero-corpo-voce sono sempre in relazione (e c’è pure dell’altro). Butto lì un’ipotesi: che si stia intendendo alla lettera, e chiaramente in modo inconsapevole, il discorso della realtà virtuale (già chi si pone il problema degli elementi relazionali e cerca di comprenderli appieno, avverte una carenza degli stessi nell’interloquire a tastiera, proprio come stiamo facendo noi ora; in questo caso poco male, poiché essendovene consapevolezza, subentrano altri elementi cognitivi, tra cui ad esempio il dubbio, per cercare appunto di comprendere e comunicare più adeguatamente).
      Personalmente ravviso la tendenza a un progressivo scollamento tra facoltà intellettive e manuali, con l’idea che la “pura” manualità s’impoverisca d’intelletto, e il “puro” intelletto di manualità atta a percepire l’effettiva realizzabilità di certe idee (di ciò, ho osservato ampie dimostrazioni nel mondo del lavoro allorché l’idea, divenuta nel frattempo pretesa, perda il contatto con quelli che sono tempi e modi effettivi per concretizzarla), cosicché, più che “puri”, sarebbe adeguato definire e la manualità e l’intelletto, derivanti da reciproco scollamento, come rozzi; per continuare a coltivare la tendenza verso la completezza di cui all’inizio, tu hai come messa a terra principale l’arte teatrale, io l’arte marziale (che poi è qualcosa di riscontrabile in qualsiasi attività umana completa dal punto di vista formativo sicché, visto il contesto che ci ospita, vale a pieno titolo anche per il suonare “davvero” uno strumento musicale, attività tutt’altro che ludica e spensierata): in tutte codeste pratiche è previsto l’apprendere a coordinare elementi apparentemente indipendenti dell’essere umano e ciò che ne risulta non ne è la semplice somma. L’idea di realtà virtuale in diffusione tende invece a separare i suddetti elementi, facendoli percepire in maniera scollegata e autonoma, oppure a mescolarli in maniera caotica, e sortendo il medesimo effetto (a cosa mi serve l’udito, in questo istante, nel comporre quel che sto scrivendo, se già non lo alleno ad essere presente in ogni istante? Forse a intendere che il computer continua a funzionare perché emette qualche “bip” e “fuzz”, ma è assai poca cosa rispetto all’attività primaria in sé).
      La sensazione di fondo è che si stia muovendo qualcosa verso la formazione di capaci esecutori e niente di più – in questa direzione parrebbe peraltro muoversi la “Buona Scuola” -, con grave menomazione dell’aspetto più propriamente creativo e d’indagine, sostituendolo col mondo delle fantasie (e c’è chi ha speso parole interessanti per distinguere in modo adeguato la fantasia, e i suoi pericoli, dall’immaginazione; basti pensare che l’immaginazione creativa trae sempre spunto da ciò che “è” a priori, pertanto stabilisce nessi ontologici non arbitrari, mentre la fantasia inventa a capriccio: a voler essere cattivi, s’intravedrebbe anche in esse la differenza tra una possibile libertà effettiva e il liberismo…). In ciò non sono ottimista; più che un’evoluzione (sul senso corrente della quale nutro più d’una riserva) temo una decadenza, con o senza la peperonata (ma a 55 anni si può pensare di tener duro sugli spalti per altrettanti 20 e chiudere in resistente bellezza…).
      Mi scuso per la lunghezza (c’ho ppure tentato a contenermi, senza poter nemmeno aggiungere di concordare con osservazioni e dubbi di Mikez37 e l’ultimo intervento di Stefano Longagnani).

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  46. Amico un po' di coraggio...firma col tuo vero nome!

    Così è troppo facile...

    E comunque fidati nessuno ti sta insultando...però credimi ho faticato un po' nel cercare di comprendere esattamente il senso delle parole che hai scritto!

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  47. Caro "Liberale in Italia", la verità è che bisognerebbe essere semplicemente più umili, soprattutto quando si interviene in una comunità che da anni studia certe problematiche (economiche e non) non con slogan da bar, ma con una serie sterminata di analisi e contributi che io non ho mai visto da nessun'altra parte. Io personalmente seguo questo blog da anni, e devo dire che avevo un po' di timore nel commentare (timore che pare tu non abbia avuto), visto che non mi sentivo (e forse neanche tutt'ora mi sento) all'altezza del "dibattito"; mettere in dubbio le proprie conoscenze acquisite in passato è una cosa bellissima, un po' traumatica ma ti fa cambiare (in meglio, penso) anche come uomo.

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  48. La cosa che mi inquieta di più è che nel mondo reale esistono tantissime persone che hanno la testa infarcita di questi luogocomunismi e voi sapete bene di quanto sia difficile estirparli. Per dirla alla Geroge Orwell: "A volte la semplice verità non è assolutamente credibile nelle menti non aperte". Quanto aveva ragione....

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  49. Buona fortuna nel rivendere casa. Un caro amico agente immobiliare é letteralmente oberato dal lavoro, assai stressato. Oserei dire veramente scazzato.

    Pare che abbia una pletora di Laureati di Trieste che vogliono vendere casa, ma non ci siano compratori, e lui sfortunatamente si ritrova a correre in macchina, a farsi friggere il cervello dallo smartphone ogni 5 minuti, ma a non vendere nulla.

    Apparentemente quando spiega ai Laureati di Trieste che le loro case a 300000 euro non le vende manco con la jacuzi in omaggio, non c'è modo di convincerli. Pur se liberali non vogliono ascoltare il mercato pare.

    Io nel mio piccolo vorreri fare un appello: ti prego, pensa alla salute del mio amico e dei suoi colleghi, svaluta la tua casa, sii liberale almeno su quella se non vuoi esserlo sulla moneta! Dannazione, se non svalutiamo la lira qualcosa dovremo pur svalutare giacchè non si vende un accidente!

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  50. Il passaggio del popolo delle periferie con la carta straccia mi ha fatto tornare in mente un'intervista in cui l'on. Pier Luigi Bersani diceva in risposta alla solita domanda sull'euro qualcosa del tipo (vado a memoria) "Senza l'euro l'Italia sarebbe come un uomo che galleggia nel mediterraneo con pezzi di giornale nelle tasche del cappotto".

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  51. Vabbè ragazzi, consolatevi. Ho conosciuto un imprenditore con una attività in Slovacchia (di origine venete9 che si lamentava della forte presenza di prodotti provenienti dalla Repubblica Ceca. Eh già disse, per loro è facile farci concorrenza perchè dovendo dividere le loro korone ceche per circa 27 per ottenere gli euro, in pratica i loro prezzi sono sempre migliori del 30% ! Ma che razza di consulente sei mi disse, è impossibile fargli concorrenza ! Non ci fu verso di fargli cambiare idea.

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  52. Purtroppo amici cari la colpa è della classe politica e dei ministri della pubblica istruzione che abbiamo sempre avuto. Io ho appreso certe cose casualmente mentre mi trovavo in fila all'ufficio postale è un mio concittadino di 87!!!! anni mi ha consigliato di leggere il tramonto dell'euro. Sono ingegnere e sono andato a nozze con i grafici e i diagrammi presenti nel libro. Certe nozioni di economia che il professore a spiegato nel libro e nel blog, andrebbero studiati dalla prima elementare all'ultimo anno delle superiori. I politici avrebbero così finito di prendere per i fondelli i cittadini che dovrebbero tutelare. L'Italia può farcela è un'altra pietra miliare da far studiare a scuola ma il primo libro è il massimo per un tecnico. Grazie prof. continuò così.

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  53. Guarda come si è duplicato il patrimonio.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/16/popolare-di-vicenza-piccolo-azionista-si-suicida-legale-voleva-ricoverarsi-in-una-casa-di-cura-ma-non-aveva-piu-i-soldi/2835402/

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  54. ma e' proprio necessario investire il proprio tempo nello sbriciolare ogni Troll?
    Questo va' lasciato al proprio destino ed alle proprie convinzioni, ci pensera' la SStoria a tritarlo ...

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  55. Ritorna alla memoria una ardita composizione poetica che venne creata da un compagno della prima elementare allorché, in rientro sui banchi scolastici dalle vacanze natalizie, la suora nostra insegnante ci diede da svolgere il classico pensierino sul testé indicato periodo dell'anno; il bimbo, sgrammaticato e non per colpa sua, si espresse in un geniale lessico, capolavoro di sintesi e simbologia, in cui ad oggi, e con un po' di faccia tosta - ma anche molta simpatica benevolenza per il medesimo autore - potrei ravvisar gli estremi in nuce di una mescolanza tra futurismo italico e simbolismo francese: “Gesù nato Befana”.
    Al troll della presente, invece, altro non si può rimandare se non l’indebitamente citato Principe: “Ma mi faccia il piacere!”, col seguito dell’altrettanto classico “…Onorevole Trombetta!”.

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  56. Quanta santa ignoranza bisogna sopportare ?
    Ha comprato una casa per 300.000 e pensa di rivenderla allo stesso prezzo ? sarebbe un ignorante ma fortunato conosco gente che avendo una villa antica nel 2015 ha dovuto per forza di cose a donarla al comune per non cadere in miseria più di tanto , erano industriali che con la 'carta straccia in tasca' si erano potuti permettere il lusso di comprarla e in 20 anni hanno dovuto donarla non avendo più nemmeno la possibilità di pagare IMU . Questo egr. dott. non ha ancora compreso la più banale delle cose : se la moneta la usi come mezzo di controllo funziona , punto ! Se ammazzi una politica che si schiera contro il Brexit , anche questo funziona . In definitiva i mezzi a prescindere dagli scopi sono fatti per funzionare . Partendo da questo assunto capisci , se ti affidi solo alla stocastica e tutto lo vedi solo come casistica certamente non ti tacceranno di 'gombloddista' ma in fondo un po' di puzza di pollo la emani ...

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  57. "ma la casa che ho pagato 300 milioni di lire adesso vale 300.000 euro. Cioè sono più ricco."

    Non credo perchè:
    1) la casa NON vale più 300.000 euro perchè nessuno la compra
    2) le tasse sulla casa sono in aumento perchè la deflazione aggredisce il lavoro e la base imponibile
    3) gli immobili , come crediti deteriorati (Npl) in pancia alle banche sono valutati al 20% del valore nominale o meno

    per non parlare della svalutazione del lavoro e della disoccupazione

    grazie euro e grazie imprenditore "liberale" al soldo degli IDE

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  58. Non bastando con gli inglesi i maneggiamenti del voto per posta, ecco arrivare provvidenziale il Ravaillac d'oltre manica.

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  59. O.T. Guarda guarda.........Attentato a Londra :
    "Jo Cox, deputata anti Brexit, ammazzata a colpi di pistola. È stata assalita al grido "Britain first". Fermato un uomo" ma tu guarda le coincidenze a pochi giorni dal referendum....

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    1. L'assassinio odierno mi ricorda molto quello di Anna Lindh. Purtroppo la pratica dell'assassinio politico in EU e' sempre viva (quando si trova l'esecutore e' sempre un "patsy", altre volte si parla genericamente di terrorismo - che ricordo e' sempre un fenomeno "state sponsored"): per chi fosse interessato ad approfondire i fatti passati quello che segue e' un elenco parziale dei principali assassini (geo) politici in EU che io mi ricordo (ometto invece di proposito la lista delle morti sospette).
      https://en.wikipedia.org/wiki/Aldo_Moro
      https://en.wikipedia.org/wiki/Pim_Fortuyn
      https://en.wikipedia.org/wiki/Theo_van_Gogh_(film_director)
      https://en.wikipedia.org/wiki/Anna_Lindh
      https://en.wikipedia.org/wiki/Olof_Palme
      https://en.wikipedia.org/wiki/Detlev_Karsten_Rohwedder
      https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Herrhausen

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    2. Questa tragedia verrà strumentalizzata e imputata ai cattivi: delitto commissionato dai nazionalisti xenofobi che vogliono smantellare il grande sogno europeo ad ogni costo e con ogni mezzo, anche con la violenza e il femminicidio, ma noi europeisti democratici non lo permetteremo.

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    3. Oscurità nel movente, follia nell'azione, incertezza nei resoconti. Sciacallaggio "amico", di sicuro, nell'immediato utilizzo di una morte.
      In tempi bui le idee, come corvi, si cibano di cadaveri.

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    4. Quando un titolo vale più di mille parole (17/06/2016):

      "Sangue sulla Brexit, uccisa l’europeista impegnata per le donne".

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  60. Ho appena parlato con un imprenditore leggermente diverso dal nostro nuovo amico, disperato non per la mancanza di lavoro bensì per la mancanza di personale italiano specializzato in ...chirurgia? Macché: in saldatura, tornitura et simili.
    Aziendina con 50 dipendenti, meccanica di precisione ( partecipato alla costruzione di quel disastro di ponte denominato di Calatrava a Venezia), non riesce a trovare personale nel raggio di venti km che non sia straniero.
    Nel discorso mi esce con " noi in questo settore siamo più bravi dei tedeschi, ho appena venduto alla Mercedes un grosso macchinario ,noi siamo apprezzati al punto che i tedeschi ci vogliono comprare."

    E poi dicono che l'euro è solo una moneta...

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  61. Saranno capaci di tutto, di tutto! La cosa assurda, è che per l' area euro, che è davvero la causa di ogni turbolenza, e da anni, non si preoccupi nessuna delle cosidette Istituzioni internazionali, mentre ci si preoccupi per il nulla, ovvero la Brexit!

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  62. Con la liretta "carta straccia" eravamo la 5° potenza economica mondiale, ma che ne capiamo noi... cmq si parla di "carta straccia" quando uno Stato non può onorare i suoi Bond, tipo la Grecia nel 2011 (ops!)

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  63. Una quinta elementare del Siam corrisponde a una nostra terza liceo.
    In Carinzia "Jobs Act" è anche una categoria di YouPorn.
    Meritocraticamente, nel Jersey solo i ricchi possono mangiare alla mensa del povero.
    Se usciamo dall'euro non riusciremo a comprare osmio e tecnezio dall'Irlanda.

    (umilmente ho preso atto della mia inadeguatezza ma non ho gettato la spugna: grazie a www.facciamocome.org il mio intervento è all'altezza e senza aumentare il debbbito pubbblico, è aggratis!)

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  64. Prof, dobbiamo infierire con gli affondi? Di fronte ad un invito così cortese non posso che  cortesemente fare la mia umile parte.
    Premetto che le critiche sono mosse esclusivamente al post e non all'autore che, in fieri, cela in sé ancora la potenzialità di cambiare, per scelta libbera o per fame sarà il destino a decidere.
    Innanzitutto quell'appellativo "liberale" che funge da titolo quasi al pezzo mi lascia perplesso, soprattutto perché cozza con la non tanto velata critica alla "destra statalista" in dicotomia gratuita col termine "populista" tanto per raccogliere consenso. Mi sono riletto le considerazioni di Keynes sulla sua natura di liberale che lei Prof ci aveva proposto qualche giorno fa (è profezia o ci sta allenando?) e sono giunto alla conclusione che se quello si chiama liberalismo, questo è liberismo. E quindi... beh, e quindi basta. Sono reduce da tre ore di piir revviù (per lavoro) e quando trovo che nemmeno il titolo ha senso caccio tutto nel cestino, manco per il sederino è idoneo. E qui siamo alle solite. Questo cosa dimostra? Dimostra che non si dà peso alla scelta delle parole e che quindi non vale la pena di leggerle; dimostra che non si capisce il significato delle medesime e che quindi non vale la pena di rispondere; dimostra che si confonde "patrimonio" (usato 2 volte uau, mai vista tanta protervia), "ricchezza", ed "essere benestante" (uau again), con lavoro, dignità, e stare bene; dimostra che l'accumulazione è percepita da alcuni come il fine ultimo della progressione sociale, è questo che insegnano ad economia aziendale?; dimostra che un vuoto può essere imbandito con Parolen (è tedesco) come "populista", diminutivi come "liretta", allusioni quali "ma lei crede che ci sia qualcuno" per suggerire di poter essere condiviso, pur rimanendo un vuoto e manco buono ad essere reso.
    Per la mia rabbia enorme mi servono giganti, Prof, grazie per tenerci allenati, e ce ne dia in pasto di più insidiosi e sibilanti.
    Ora mi leggo il pezzo sul Brexit.

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  65. Mi ricordo anch'io, una volta i prezzi delle pizze erano scritti in lettere e ora in numeri! Grazie oiro!

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  66. Fuori contesto. Mi chiedo se sia una casualità il fatto che un nazionalista folle pro Brexit abbia ucciso una parlamentare laburista, carina e a quanto pare pure buona, impegnata sul sociale, giovane madre di due figli........cioè il nazionalista non sembra avere ucciso a casaccio, che so un Blair qualunque...ma una giovane donna che ha tutte le caratteristiche per essere utilizzata (povera lei....la morte seconda) come un micidiale spot per un recupero di coloro che vogliono la permanenza della GB nel mercato unico. E' un pensiero terribile e non mi piace esprimermi su una cosa cosi delicata come la morte di una persona senza avere nulla di più che una sensazione....ma purtroppo è una sensazione piuttosto netta. Vediamo come evolverà la situazione nei prossimi giorni...intanto però i mercati (cinici da fare schifo) hanno corretto il tiro e dopo l'attentato c'è stato un recupero delle borse, dell'euro sul dollaro e della sterlina.
    A proposito di mercati il FTSEMIB è poco sopra i 16.000. Il 'nostro' premier, il virgolettato è perché nessuno l'ha votato, continua a dire che in caso di Brexit sono guai per gli inglesi e no per gli italiani......ma allora perché i mercati non sono cosi petalosi nei confronti dell'Italia?

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  67. “Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano. Si passeggiava, io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa – ti ricordi? Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea. Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità. La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti. A tutti i familiari delle vittime io dico: sì, confesso. Confesso: è stata anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Questo dico anche se non serve. Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di Centro come la Democrazia Cristiana l’hanno definita “Strategia della Tensione” – sarebbe più corretto dire “Strategia della Sopravvivenza”. Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mondo, e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta. Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch’io.”

    Il Divo - Monologo

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    1. Il monologo confonde il bene del paese con il proprio, fornendo al personaggio una inopportuna dimensione eroica.

      “Livia, sono gli occhi tuoi pieni che mi hanno folgorato un pomeriggio andato al cimitero del Verano. Si passeggiava, io scelsi quel luogo singolare per chiederti in sposa – ti ricordi? Sì, lo so, ti ricordi. Gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sapevano, non sanno e non sapranno, non hanno idea. Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il proprio benessere e sviluppo. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male altrui per garantire il bene proprio. La contraddizione mostruosa che fa di me un uomo cinico e indecifrabile anche per te, gli occhi tuoi pieni e puliti e incantati non sanno la responsabilità. La responsabilità diretta o indiretta per tutte le stragi avvenute in Italia dal 1969 al 1984, e che hanno avuto per la precisione 236 morti e 817 feriti. A tutti i familiari delle vittime io dico: sì, confesso. Confesso: è stata anche per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Questo dico anche se non serve. Lo stragismo per destabilizzare il Paese, provocare terrore, per isolare le parti politiche estreme e rafforzare i partiti di Centro come il mio l’hanno definita “Strategia della Tensione” – sarebbe più corretto dire “Strategia della mia Sopravvivenza”. Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto, Giovanni, Mino, il caro Aldo, per vocazione o per necessità ma tutti irriducibili amanti della verità. Tutte bombe pronte ad esplodere che sono state disinnescate col silenzio finale. Tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta, e invece è la fine del mio mondo, e io non posso consentire la fine del mio mondo in nome di una cosa giusta. Sono un essere superiore il cui mandato è liberare gli inferiori dai fardelli della libertà e della verità e decidere al posto loro.”

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    2. Sbaglio o autori e interpreti di questo roba sono piddini, sempre come categoria antropologica...?

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  68. To Brexit or non to Brexit: tout se tient?

    E dagli che ti ridagli, e gira che ti rigira, che sia zuppa o pan bagnato, via bail-in o via Brexit, ESM o OMT, in un modo o nell’altro sempre lì si va a parare (Corriere di oggi):

    Un’altra ipotesi, sempre in campo, è quella di chiedere, da parte della Bce, a Roma (e forse ad altri) una sorta di garanzia molto impegnativa: una lettera nella quale il governo si impegnerebbe a chiedere la protezione della Banca centrale in caso di uscita del Regno Unito dalla Ue e di attacco sui mercati ai titoli pubblici o alle banche. In altri termini, la disponibilità a sottoporsi, in caso di emergenza, a un programma concordato in Europa tale da permettere alla Banca centrale di mettere in essere il programma Omt (Outright Monetary Transactions), cioè l’acquisto di titoli dello Stato in misura in teoria illimitata da parte della Bce, in cambio di alcune condizioni alle quali l’Italia dovrebbe accettare di sottoporsi. Una volta sul tavolo di Draghi, un memorandum del genere permetterebbe quasi certamente di bloccare prima ancora che parta ogni attacco di mercato agli asset nazionali”.

    Ora, come caspiterina si fa a non pensare che certa gente se ne esca così placidamente con certe genialate molto più a ragion veduta di quanto non sembri? E come si fa a non pensare che, essendo colui che parla uno che non può non sapere di cosa parla, tale ragion veduta non sia proprio la stessa di chi, realisticamente ma soffertamente, considera suo malgrado certe malauguratissime eventualità tanto diabolicamente plausibili quanto assolutamente da scongiurare? Sono solo assuefazione e indifferenza di chi si sente inattaccabilmente al riparo dalle conseguenze di quelle eventualità a determinare questa apparentemente candida disinvoltura, o c’è dell’altro? Lo so, tante volte è stato detto che la domanda tende a essere oziosa e che, dovendo formulare valutazioni, quello che conta è non la soggettività delle intenzioni ma l’oggettività delle parole e dei comportamenti. Ma come si fa a non porsela? Come si fa a reprimerla di fronte a considerazioni come queste:

    È vero che la situazione della zona euro e dell’Italia è molto migliore oggi di quanto lo fosse nel 2012 quando il ricorso a un programma di «protezione europea» fu preso in considerazione (per poi escluderlo). Ciò nonostante, il timore che un successo della Brexit scateni l’idea che l’Europa non è in grado di superare la crisi e quindi inviti a un attacco contro l’Italia può consigliare la creazione di uno sbarramento certo e insuperabile

    che il nostro, con tranquilla nonchalance, aggiunge immediatamente dopo? Quale mente lucida e non pre-condizionata potrebbe mai partorire l’idea che quella sottomissione alla gogna delle condizionalità europee scampata (perlomeno formalmente) quattro anni fa dovremmo addirittura essere noi ad auspicarla (di fatto, a sollecitarla) oggi che “la situazione della zona euro e dell’Italia è molto migliore oggi di quanto lo fosse nel 2012”? E se davvero non si tratta ‘solo’ di scriteriate esercitazioni pseudo-accademiche, come non sentire un brivido dietro la schiena di fronte al livello di manipolazione che la cosiddetta ‘libera informazione’ si presta a esercitare a danno di coloro per i quali dovrebbe costituire presidio di verità e obiettività?

    Certo, di fronte ai possibili risvolti e retroscena di quello che è accaduto ieri a Birstall qui stiamo parlando di acqua fresca. Ma se questa è acqua fresca, quanto può essere veramente torbido il torbido? Prima che qualcuno mi risponda dicendo quello che già so, metto le mani avanti: mi dichiaro mammoletta politica.

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  69. La goofynomics potrebbe suggerire al nostro liberale di guardare la discesa dal basso: se tornassimo alla lira basterebbe fare lo sforzo di trasformare la propria ditta di import in export e metti il caso che un domani possa trasformare anche il suo odio per l'Italietta in amore per i propri concittadini.
    Detto questo continuo a non capire l'atteggiamento mentale a senso unico di chi la pensa come lui, ormai è evidente a tutti che il resto d'Europa non è meglio di noi e nemmeno il resto del mondo ci può riservare nazioni, o zone di aggregazione, di grandi illuminati.

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  70. "Non sono io che son passato alla destra populista, è la destra populista che è passata a me."
    Nel leggere il "manifesto" del virtuoso delle "proporzioni", quella cosa matematica alla scuola dell'obbligo del "sta a... come... sta a", m'è sorta spontanea tale battuta, e mi scuso se opero una superfetazione non avendo avuto tempo per leggere tutti i commenti intanto intervenuti.
    Fermo restando che si bolla come populista una certa destra che, in principio ed in semantica, sarebbe casomai - ed al massimo - da definirsi demagogica, fra l'altro nè più nè meno di come siano demagogici PD, FI e tutta l'UE; ma del resto da un tal campione delle lettere non ci si può aspettare un differente campionario dell'idioma.

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