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mercoledì 8 giugno 2016

Il problema delle élite ha una radice complessa

(...mi è apparsa mentre parlavo in sogno con Sapir...)

Le élite dell'età moderna hanno due problemi connessi, uno economico, e l'altro militare. Di quello militare parlava qui uno di voi tempo addietro: "come dare armi ai poracci perché combattano le nostre guerre imperialiste, senza che questi le rivolgano verso il loro nemico, cioè noi?"

E la soluzione è stata la creazione di un nemico "esterno", cioè, se volete, dell'identità nazionale.

L'altro problema è: "Come dare un po' di soldi ai poracci perché li usino per comprare i beni che produciamo, senza che questi rivolgano il loro benessere contro di noi, acquisendo consapevolezza e chiedendo una parte equa del prodotto nazionale?"

E la soluzione è stata la distruzione della classe media, attraverso la distruzione dell'idea nazionale. 

Insomma, le élite hanno un grosso problema, che è sempre quello: tirare la coperta della distribuzione del reddito dalla parte loro. E il problema ha una radice complessa coniugata. La parte immaginaria (la nazione) ha segno positivo quando devi mandare la borghesia a combattere le tue guerre imperialiste per accrescere i tuoi profitti a spese della domanda delle borghesie altrui, e segno negativo quando la tua borghesia acquisisce identità e coscienza e vuole la sua parte della torta. 

Tutto quanto ci sta succedendo è leggibile in termini di questo impossibile equilibrio. Ora siamo nella fase in cui ci disarmano e usano mercenari per gestire la domanda degli emergenti. 

Passerà, ma per ora è così. 

Ci faccio una corsetta sopra. 

105 commenti:

  1. Che poi c'è chi ha risolto il secondo problema dando un po ' di denaro a credito alla borghesia altrui, sincerandosi che sarebbe tornato indietro con gli interessi. Ma per gestire la riscossione ha riattizzato il nazzzzzionalismo...

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  2. Il terrorismo potrebbe risolvere la situazione: e' "esterno" (o almeno cosi' si puo' far credere...) e non necessita di alimentare "identita' nazionale". Due piccioni una fava? D'altra parte e' dal 11/09 che mi chiedo "cui prodest"... Forse adesso comincio a capirlo.

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    1. Io sono nato a 2 isolati da Via Monte Nevoso. La tua domanda dovrebbe essere esistente, sì, ma dal 12/12/1969. Anzi, dal 1/5/1946.

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  3. la parte immaginaria diventa reale quando ne facciamo il quadrato quindi forse la nazione deve rafforzarsi per risolvere la questione , corra anche per me

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    1. La parte immaginaria al quadrato diviene reale e risolvi il problema: una super-nazione da mandare a "conquistare" gli altrui mercati, ma troppo eterogeneo per permettere l'acquisizione di identità nazionale e coscienza di classe.

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  4. Sintesi ineccepibile. Se capisse, la classe media dovrebbe essere la più strenua sostenitrice dello Stato e di tutte le azioni che lo impermeabilizzano al mercato. Il fatto che non lo sia è segno che non ha capito. Quale altra difesa dalle élites può sperare, se non uno stato Stato?

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    1. Perfettamente d'accordo, sembra anche un concetto molto semplice e invece niente... non ce la fanno.

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  5. Allora: si demonizzano i "dittatori" mediorientali (come Gheddafi e Assad). Uno cade, l'altro restiste (aiutato dalle potenze del "nuovo blocco multipolare", in primis la Russia). si crea l'Isis (dopo aver impiegato Al Qaeda, che non ottiene però i risultati sperati). ora è in rotta pure l'Isis: chi usare: i Curdi? Erdogan "fuori di testa"? nel frattempo facciamo affluire in Europa milioni di perlopiù finti profughi, utili in prospettiva per qualsiasi bisogna, in primis per minare la coesione nazionale (già scarsa).

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  6. "E noi che siamo esseri liberi,
    un ciclo siamo macellati,
    un ciclo siamo macellai,
    un ciclo riempiamo gli arsenali,
    un ciclo riempiamo i granai." diceva una canzone un po' di tempo fa:
    https://www.youtube.com/watch?v=cKLsw85rQl4

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  7. Quello che non capisco io, invece è quanto potranno tirare la coperta verso di loro! Prima o poi finirà e che tireranno?

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  8. "come dare armi ai poracci perché combattano le nostre guerre imperialiste, senza che questi le rivolgano verso il loro nemico, cioè noi?"

    La risposta la trovate su tutti i giornali: eserciti automatici, senza personale, composti da robot, droni e aerei senza pilota.
    Come giustamente richiamato, soldato armato potrebbe rivoltartisi contro.
    Il pilota poi, è inaffidabile. magari ci dai una bomba atomica e quello poi non la sgancia...

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    1. Si chiama teoria del "soldier in the armchair".

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    2. Tra un drone e una fionda, francamente, non vedo alcuna differenza.

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    3. @ Riccardo Mazzei

      Spera di non vederla mai.

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  9. Visto che sono colei che vi deprime (non sono io, mi disegnano così ;-)), per me è molto peggio.
    Ai mercenari stanno facendo credere di essere una razza eletta che erediterà la Terra. La stanno buttando sulle guerre razziali, ancora una volta. Diventeremo gli albini della situazione se non finirà prima a megatoni (il Generale Inverno non è adatto per i soldati di Napoleone e della Wehrmacht e nemmeno per quelli di Blackwater, figuriamoci per i goumiers.)

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    1. I mercenari, o meglio, i"contractors" sono il triplo dei militari. La figata, è che puoo fargli fare cose che non puoi, tipo torturare, e se muoiono, non sono nel body-count.

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  10. l'unico problema di queste elites è che sono dei miserabili cialtroni, alla disperata ricerca del modo di rientrare dai loro investimenti fatti in maniera azzardata. Ho talmente pena per loro che organizzerei una colletta, ma ho paura di prendere qualche malattia a trattare con loro....

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  11. Perche' vi ostinate a resistere - Fate come Winston Smith - passate al lato giusto della storia. Tanto arriverà - sotto forma di più integrazione:

    https://ec.europa.eu/priorities/sites/beta-political/files/5-presidents-report_en.pdf

    Stage 2: In this second stage (‘’), ...
    the convergence process would be made more binding through a set of commonly agreed benchmarks for convergence that could be given a legal nature.


    (...)

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  12. Il vostro amatissimo amico Mariettone Monti e' tornato alla cronaca:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/07/conti-pubblici-la-consulta-boccia-la-spending-review-di-monti-i-comuni-no-a-tagli-imposti-dallalto/2807397/#disqus_thread

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    1. Grazie. Che ogni tanto sia rilevata l'incostituzionalità di qualche provvedimento governativo della serie "fate presto" può significare che l'unico voto intelligente al referendum valga qualcosa.

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  13. Non la vedo solo in questi termini. Nella dinamica caotica (non lineare per definizione) causa ed effetto si mescolano, in un meccanismo noto come retroazione.

    Se è pur vero che è possibile individuare un piccolo gruppo di 'direttori', è anche vero che il confine tra 'elite' e 'plebe' è labile e poco definito. E in dinamica caotica basta una piccola interazione per creare una forte dipendenza (effetto farfalla). Quindi il 'direttore d'orchestra' è l'intero sistema, anche se può sembrare che ci sia qualcuno che diriga il tutto dall'esterno

    A meno di non pensare di essere goveranti dai Rettiliani di Andromeda, le 'elite' sono esseri umani e condividono come tutti lo stesso pianeta e più o meno la cultura e lingua del popolo a cui appartengono.

    Quello a cui stiamo assistendo è una repentina rottura di vecchi equilibri, e non ho dubbi nel pensare che la causa principale di questa rottura siano i recenti sviluppi nella scienza e tecnica dell'informazione. In pratica alcune cose si muovono troppo velocemente (le informazioni) rispetto alle cose materiali, e ciò ha creato degli squilibri che poi si sono manifestati negli scenari politici ed economici come reazione sia delle 'elite' che della 'plebe'.

    Esempi:
    - Possibilità di 'muovere' capitali senza trasporti di metalli o carta. Diffusione capillare di questa possibilità
    - Questo blog che 'rompe le scatole' perchè permette la condivisione capillare di informazioni.

    Bisogna semplicemente trovare un nuovo equilibrio basato su un nuovo paradigma. Ci vorrà almeno qualche generazione.

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    1. Non condivido in quanto le elite sono, in effetti, molto ben definite.
      Ad esempio,si ritrovano nella Trilateral Commission, fondata dall'oramai centenario (ma ancora vivo) David Rockerfeller.
      Lo scopo dell'associazione (e non è dietrologia o complottismo, in quanto si tratta di una organizzazione nota e nint'affatto segreta, ma pubblica documenti in cui dichiara apertamente i propri scopi) è quello di far politica a livello mondiale, in modo da imporre leggi uniformi favorevoli alle multinazionali, cioè favorevoli ai colleghi e amici dello stesso Rockerfeller che ne sono i proprietari.
      Il punto è: "è giusto che cittadini stranieri, NON italiani, facciano politica anche in italia?".
      Io credo di no. A tali organizzazioni, semplicemente, in italia dovrebbe essere proibito operare. In caso contrario, dobbiamo accettare di avere governi che, in determinate circostanze, assumono decisioni contrarie all'interesse nazionale.

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    2. Penso che pochi confini siano così presidiati come quello fra élite e plebe. Flussi migratori, manco a parlarne. Qualche individuo, ogni tanto, filtra attraverso le maglie della sorveglianza. Utilissimo, tra l'altro, perché la plebe continui a alimentarsi di mansueta speranza.

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    3. Molto affascinante la tesi di Dargen, la condivido. Ci saranno pure le trilateral, i cartelli e quello che volete. Ma il punto è che il mondo delle idee, il frame, l'inconscio collettivo, chiamatelo come vi pare, c'è, agisce ed è condiviso. Ora succede che i "creativi", quelli che sono capaci di agire sugli stereotipi e le "verità accertate", purtroppo non operano sempre nel verso "giusto". E siccome le elites hanno i mezzi di informazione, non c'è nemmeno bisogno che si sforzino troppo di eleborare le strategie, basta solo filtrare questi geniali imbecilli.
      Non sono i rettiliani e nemmeno Rockerduck. E' proprio la psiche dell'umano che è completamente alienata, ben dentro la patologia, e non impara nulla dalla Storia.

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    4. @Sergio Pezzulli
      Concordo, e dunque anche con Dargen (per il concetto di equilibrio però, mi sono già espresso più in basso). Potremmo pensare al capitalismo come a una delle tante conseguenze insite, consciamente o inconsciamente, nelle tendenze dominanti della mentalità umana, ove per dominante s’intende anzitutto all’interno del singolo individuo (se ne possono identificare sintomi e soprattutto cause in opere desuete e impopolari, che godono di scarso oppure colorito credito, come l'Antirrhetikos di Evagrio, e non soltanto in quella).

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    5. @ dargen
      Scusa, anch'io non sono molto d'accordo.

      Né, 1) che il confine tra "élite" e "plebe" sia labile e poco definito: basta guardarsi la tipica distribuzione a coppa di champagne della ricchezza, per ciascuno stato e per il mondo intero. Magari sarà difficile distinguere tra élite economiche, politiche e militari e su come interagiscono tra di loro, ma quale sia la plebe (soprattutto adesso che stanno rasando al suolo il ceto medio) e che la plebe non beva champagne, mi pare difficile negarlo. Saranno esseri umani e non rettiliani, ma le élite sono più ricche, e hanno più potere, in particolare di comandare lavoro, oltre che più potere di influenzare i concorrenti che il pubblico ha nominato grazie alle elezioni politiche. Quando non di metterceli loro direttamente alla bisogna - vedi Monti.

      2) Soprattutto non sono d'accordo con la metafora naturalistica, e della società nel suo insieme e della scienza. Che il progresso scientifico-tecnologico sia neutro, cioè acefalo, va a braccetto con l'inevitabilità tanto della globalizzazione quanto dell'emigrazione planetaria: un perfetto discorso ideologico in cui un processo umano, storico, frutto di decisioni politiche e quindi soggetto al conflitto (tra classi, o tra élite e plebe) viene presentato come "naturale", inevitabile, senza alternative. Senza conflitto, appunto.

      Nel caso specifico di cui parli, la grande rivoluzione dell'informazione (in cui il "sapere" viaggia ora alla velocità della luce distruggendo i confini, spaziali e temporali, su cui si sono edificate le nostre società) è figlia della rivoluzione elettronica, cioè dell'elettronizzazione della società: ma questa non è mica nata nella cantina di Steve Jobs, è nata nei consigli di amministrazione delle multinazionali americane degli anni '50 e '60; sono stati i contribuenti americani, con la scusa della corsa allo spazio e per mettere per primi il piedino sulla luna, che l'hanno finanziata. Una volta finito il ciclo militare, la nuova e magnifica tecnologia, a quello punto del tutto privatizzata, è stata riadibita a partire dai primi anni '70 all'uso civile - e fin da subito a scopi repressivi e di controllo. Della plebe.

      Ed eccoci qua a parlare tramite uno schermo senza mai esserci visti né conosciuti.

      Bibliografia: Armand Mattelart, Multinazionali e comunicazioni di massa, Editori Riuniti, 1977.

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    6. Il problema delle élite è che hanno rotto i coglioni.
      Certo la massa è di una mediocrità spaventosa, e anche chi potrebbe (ho detto potrebbe) avere i mezzi per capire, semplicemente stacca il cervello. Ma c'è una minoranza (che diventa maggioranza quando a furia di sberle la massa si sveglia) che può fare la differenza. Ci stanno guidando come pecore verso un nuovo totalitarismo, anche se grazie a Dio internet ci da i mezzi per avere fonti alternative. La SStoria si ripete, sempre diversa ma sotto sotto sempre uguale... Non c'entra ma c'entra (eccome se c'entra) spero che in USa vinca Trump: se non lo fanno fuori prima (fisicamente o meno) ne vedremo delle belle.

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    7. Più che la Trilateral Commission (espressione del vecchio conservatorismo, perdente nell'ultimo quindicennio) ha certo fatto più danni un think tank ora formalmente estinto che si chiamava "Project for a New American Century" (ovvero i neocon). La leggenda narra che la lotta tra rettiloni risalga ai primissimi anni ottanta, a quando Reagan si mise contro i neocon e loro lo ringraziarono mandando, si dice, un lontano parente dei Bush, tale Hinckley, a sparargli a pallettoni ma non ad ucciderlo. Sempre la leggenda dice che i colpiti si vendicassero colpendo qualcuno in Piazza San Pietro, senza ucciderlo. (fine leggenda)
      Come dice qualcuno, possiamo stare tranquilli perché prima che riescano a compiere il Nuovo Ordine Mondiale si saranno ammazzati gli uni con gli altri. Speriamo o speriamo siano solo tutte leggende.

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    8. Rispondo a Marcus per rispondere a tutti...

      Si, è vero, le elite hanno rotto i coglioni. Ma mi hanno rotto i coglioni anche quelli dei call center che ogni volta non tolgono il mio nome dall'elenco, i 'tecnici' enel che mi dicono di 'firmare qua' per presa visione, i banchieri, i parcheggiatori abusivi ecc....

      Certo, le elite me li hanno rotti di più, ma solo perchè dagli altri posso difendermi o giocarmela. Ma non vedo differenza.

      In un contesto culturale in cui la competizione la fa da padrone e l'unico obiettivo è quello di aumentare un numero da qualche parte (un voto a scuola, un conto corrente) ed è tollerato giocare sleale, giocoforza chi detiene il potere sarà un rompiballe. Anche perchè per raggiungere il potere devi avere imparato a giocare sporco.

      Ecco... questa cosa si sta lentamente rompendo (se siamo qui ci sarà un motivo...).

      Segnalo un altro video, tratto dallo stesso canale del precedente.

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    9. Caro Dargen, scusa la franchezza, ma a casa mia tirare fuori la storia dei sistemi complessi e della dinamica caotica (che esistono e governano molti fenomeni, per carità) significa nel 99% dei casi, consapevolmente o meno, buttarla in caciara, anche e soprattutto dal punto di vista delle responsabilità. Magari prima impegnamoci a ragionare un po' meglio sui dati che abbiamo, se poi proprio continuiamo a non cavare un ragno dal buco, allora vada per quella che di fatto diventa una resa incondizionata all'"ineluttabile".
      PS: a proposito di approcci epistemologizzanti di 'menti illuminate' alle problematiche concernenti il rapporto tra masse ed élites, ti suggerisco per tuo diletto, se non la conosci già, questa suggestiva lettura.

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    10. "le 'elite' sono esseri umani e condividono come tutti lo stesso pianeta e più o meno la cultura e lingua del popolo a cui appartengono."

      "Colui che vi domina così tanto ha solo due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di diverso da quanto ha il più piccolo uomo del grande e infinito numero delle vostre città, eccetto il vantaggio che voi gli fornite per distruggervi. Da dove prenderebbe i tanti occhi con cui vi spia, se voi non glieli forniste?"
      Étienne de la Boétie, Discours sur la servitude volontarie

      "Dopo averli in un primo tempo instupiditi come fossero animali domestici e aver accuratamente impedito che queste pacifiche creature osassero muovere un passo fuori della carrozzella da bambini in cui le hanno imprigionate (l'euro?), in un secondo tempo mostrano ad esse il pericolo che le minaccia qualora tentassero di camminare da sole. Ora questo pericolo non è poi così grande come loro si fa credere (l'uscita dall'euro?), poiché a prezzo di qualche caduta essi alla fine imparerebbero a camminare: ma un esempio di questo genere rende comunque paurosi e di solito distoglie la gente da ogni ulteriore tentativo."
      Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

      Virgilio fa dire a Laocoonte “temo i greci anche quando portano doni”, io temo le elite soprattutto quando donano euro (80 euro renziani, reddito di cittadinanza e via dicendo). Qualsiasi strategia per difendersi dalle elite sarà vana senza aver mosso un passo fuori della carrozzella da bambini in cui ci hanno imprigionati.

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    11. dargen, al di là del fatto che non condivido anche il resto, se vuoi parlare di cose che non sai, questo non è il posto giusto. Delle tante cose di cui sono riconoscente a Bagnai, una è avermi fatto (ri)scoprire il piacere di stare zitti (e imparare) quando non si conosce qualcosa. Una cosa che ho sempre tenuto in grande stima, ma i casi della vita a volte distraggono, e i media moderni non aiutano.
      Nello specifico, vai a parlare di sistemi complessi a tua sorella.

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    12. Fantastico dott. Grande. La tua prima citaz. risponde e forse chiarisce definitivamente uno dei punti di contrasto tra Dargen e Mikez73 (e anche altri).
      Non è vero che non si sappia o non si potrebbe sapere chi fossero quegli unici due occhi, quell'unico corpo ecc. Di questi tempi (cupi) è disgustosamente facile. Quando certe proposte ridicole (in tutti i sensi) diventano mainstream per decenni, come lo è in fondo tutta la storiella della UE, vuol dire che ci stanno i cento mille e decine di migliaia di occhi degli imbecilli che credono di essere elite e non lo sono, e i milioni che non si interessano abbastanza di politica ... perché evidentemente pensano comunque di avere il culo protetto. Dunque in un senso il contorno non è sfumato e le responsabilità ..."capitali" ci sono eccome. Però laggente non li vede, sti contorni, perché se li vedesse non staremmo qui.
      Sul punto 2 di Mikez73 siamo tutti daccordo (penso) il mondo della scienza ha rotto i coglioni quanto la elite.
      @Citodiacal grazie me lo vado a leggere or ora :)

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    13. Che il confine tra elite e plebe risulti netto se valutato dal punto di vista economico, cioé rispetto alla distribuzione della ricchezza, è evidente. Se però intendiamo l'economico in relazione ad un paradigma culturale più ampio, i confini tra plebe e elite si fa più sfumato. Se stanno radendo al suolo il ceto medio, occorre prima chiedersi quale consapevolezza di sé (coscienza di classe) ha questo stesso ceto medio; mettiamo anche che questa consapevolezza possa averla in termini puramente economici, per cui oggi si sente in pericolo in quanto progressivamente proletarizzato; siamo sicuri che questo basti? E' chiaro che l'emergenza della situazione richieda interventi concreti in campo economico, anche perché le ragioni economico-finanziarie del dissesto attuale sono individuate chiaramente e quindi aggredibili. E' però anche vero che ci sono una serie di problemi che non riguardano solo l'ordine economico e che sono tutti da ridefinire, come per esempio quando ci si riferisce allo stato che, se da una parte è la causa pricipale che ha permesso l'affermarsi dello strapotere dei poteri economici, dall'altra viene tirato in ballo come soluzione alla deriva ordoliberista. La forma stato è stata in grado di riequilibrare gli scompensi provocati dai cicli economici del capitalismo, ma la sua permeabilità ai poteri della finanza e dell'economia è altrettando evidente. E questo apre alla questione ancora più complessa che riguarda il capitalismo. E' riformabile o dobbiamo assecondarne la deriva per portarlo al compimento e quindi alla possibilità di un suo superamento? Verso dove però? In questa prospettiva le differenze tra elite e plebe è inevitabile che risultino più sfumate. Dal punto di vista psicologico, per esempio, si potrebbe parlare di un'analoga dinamica di alienazione per cui il discorso del capitalista è affetto da una maniacalità di fondo che offre l’oggetto (la merce) come sostituto artefatto dell’oggetto perduto, mentre il consumatore opera il ricambio continuo dell’oggetto per la sua funzione analgesica.. Ma i confini sono diventati più labili anche dal punto di vista sociologico, perché l'idea di lotta si è progressivamente venuta ad identificare con quella di competizione, facendo leva sul meccanismo dell'invidia (individuale) piuttosto che sulla collaborazione. Insomma se è molto più chiaro tutto ciò che è riportabile alla scienza economica, la situazione attuale risulta estremamente grave per motivi pricipalmente culturali che costituiscono in modo pervasivo e diffuso il paradigma che sostiene e nutre il potere delle elite. Insomma qui bisogna ripartire dalla scuola, mica da quella "buona" però!!

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    14. @dargen.
      Beh, come è ovvio che sia, sono le elite che dettano le regole del gioco. La maggior parte degli schiavi non sognavano l'abolizione della schiavitù, ma di diventare loro i padroni.
      Le regole però sono importanti.
      Ad esempio, se giochiamo alla guerra, io che uccido 100 soldati di colore diverso dal mio sono migliore di te che ne uccidi sono 50. Più ne ammazzi e più sei bravo. Dipende dalle regole. Siamo però ad un punto in cui le regole vanno cambiate. E avremo contro anche quegli schiavi che, invece della libertà, sognano di diventar padroni loro.
      Con tutto ciò, il confine tra schiavi e padroni rimane piuttosto netto...

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    15. Vabbé, qua però rischiamo la sindrome di Stoccolma, io sono francamente basito, e non vorrei essere scortese o troppo aggressivo con nessuno, anzi chiedo scusa in anticipo, si fa per discutere, ma veramente… mi cadono le braccia.

      Mi pare evidente che non ci si può lamentare che il ceto medio non abbia coscienza di classe e poi cercare in tutti i modi di sfumare la distinzione tra élite e plebe - che già nasce come strumento concettuale per annacquare la lotta di classe. Peraltro, la nozione di élite non è solo appannaggio del "complottismo", ma anche della scienza politica e della sociologia, oltre che del pensiero economico.

      Io Lacan me lo sono letto tutto, e Lacan si era letto non solo tutto Freud ma pure Hegel, via Kojeve, e quindi diciamo che aveva ben presente la dialettica servo/padrone. Ora, si può pure essere d'accordo che è utile un orizzonte culturale più ampio di quello esclusivamente economico, ma se serve a identificare chi è il padrone e chi è lo schiavo, non a confonderli sullo spettro di una psicopatologia comune.
      Tanto per dire, la concorrenza vige solo ai piani bassi della piramide sociale, nel mondo del lavoro per esempio va tanto di moda, ma a quelli alti ci sono solo, solo, oligopoli, monopoli, monopsoni.

      Il paradigma culturale dell'élite a me sembra quello della guerra (economica) e noi non solo siamo dotati solo di fionde (manco di archibugi, giusto per nominare un'arma obsoleta) ma ci rifiutiamo pure di prenderne atto. Deve proprio caderci una bomba in testa. Die Verneinung.

      P.S. Di Lacan c'ho pure, sul comodino, una statuina col suo busto e sotto la scritta di ciò che urlò agli studenti parigini che nel '68 fiumavano per le strade di Parigi (e che mi sembra la descrizione più azzeccata per quella generazione, come la storia non smette di dimostrare, vedasi, uno per tutti, Daniel Cohn-Bendit strenuo difensore eurista):
      "Voi volete un padrone! Lo avrete"

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    16. Da quello che ho scritto dovrebbe risultare chiaro che non metto in dubbio che le differenze tra elite e plebe ci sia e sia riconoscibile; il problema che pongo riguarda la mancanza di consapevolezza da parte della plebe: da una parte, quelli più direttamente colpiti, reagiscono di pancia, per disperazione e questo, nella storia, ha portato al limite a rivolte, che sappiamo come sono andate a finire (vedi Etienne Marcel e non solo quei buonuomini dei contadini, mentre oggi ci si rivolta affidantosi a leader populisti e xenofobi), dall'altra parte, quelli che ancora non sono stati colpiti, o che lo sono ancora parzialmente, che continuano a "ragionare" nell'ottica del "salvarsi il culo individualmente"; ciò che ne esce non mi sembra avere nulla a che fare con la dialettica servo padrone, che riguarda la fase dell'autocoscienza; queste condizioni mi sembrano molto più vicine alla concezione nietzschiana che vede, nel ribaltamento di valori che ha portato al mondo moderno, il prodotto dell'istinto di vendetta degli uomini inferiori. Ma così non si arriva da nessuna parte, nessun significativo cambiamento può avvenire. La struttura economica della società può essere modificata solo se la lotta per il diritto al lavoro e la ridistribuzione della ricchezza si inserisce in un orizzonte culturale più ampio, senza il quale nessuna coscienza di classe è immaginabile. Anche perché noi non dobbiamo mica convincere le elite a ritrarsi, ma fornire strumenti alla plebe che permettano di spezzare il monopolio culturale del capitalismo in cui si trova ingabbiata. Torno a ribadire: la scuola prima di tutto
      Ps. in queste condizioni, per rimanere vincitrici, le elite non hanno bisogno di farci cadere una bomba in testa

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    17. Non entro nella discussione sui sistemi dinamici e retroazione. Chiamiamolo 'circolo vizioso' e facciamo pace.

      Se è vero che la montagna è diversa dalla pianura, dov'è il confine? Le responabilità ci sono e vanno giudicate, ma non accetto l'atteggiamento completamente passivo di scaricare tutta la colpa su un fantomatico e circoscritto iniseme di eletti. Preferisco pormi delle domande.

      La classe media ha perso coscienza perchè manipolata da un'elite senza scrupoli, o l'elite è senza scrupoli perchè la classe media ha perso coscienza? Forse entrambe le cose in un circolo vizioso? E come si inverte il circolo?

      'Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo'[Gandhi]. E già essere qui a discutere è un grande cambiamento. Il resto verrà (lentamente) da sè. Non c'è bisogno di sconfiggere le elite, basta cambiarle.

      Non sono solo le elite che si oppongono al cambiamento, ma l'intero sistema. Ed hanno paura anche loro, lo si vede dalla loro frenesia, per questo scalciano.

      Il cambio di paradigma è il passaggio da una società piramidale che favorisce la competizione e il sotterfugio ad una più a forma di rete, che favorisce la cooperazione e il Vero. Lo smantellamento dell'Euro sarà soltanto un primo passo in tal senso.

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    18. Tanto per affossare il livello della discussione vi farà strano e magari non vi importerà ma i ragazzini ormai mi parlano di efficienza persino mentre cazzeggio in un qualche gioco online. Pure il concetto di divertimento par morto, e videogiocare è una competizione tutti contro tutti. Sto elitarismo mi ha completamente rotto le scatole.

      Io che sono di natura mite in questo mondo mi ritrovo spesso a veder i miei ellossoidi rotolar per terra dopo un breve scambio di opinioni, che finisce sempre su come dovrei farmi una scorza dura o su come io debba eliminare questo o quel rimasuglio di umanità ed efficienza pur di essere un'automa migliore.

      L'euro cadrà, è insostenibile, ma i danni che questo nuovo modo di vivere la durezza lascerà nella testa della gente mi preoccupa.

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    19. Condivido la preoccupazione, non penso però che si tratti di elitarismo ma di illusione pseudo elitaria (cioé voi poracci scannatevi a vicenda)

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  14. OT-ma-non-troppo
    Sto leggendo un bellissimo libro divulgativo eppure rigoroso del neuroscienziato V.Ramachandran, "La donna che morì dal ridere".

    In un capitolo, analizza la malattia nota come anosognosia (in particolare, in pazienti con ictus all'emisfero destro che non solo hanno il lato sinistro paralizzato ma non se ne rendono conto e non riescono ad ammetterlo; fino a sostenere che il braccio inerte che si trovano attaccato alla spalla è di qualcun altro: vi ricorda niente?).
    Su questa e altre basi e su numerosi esperimenti ingegnosi R. rivaluta le intuizioni di Freud sui meccanismi di rimozione ed autoinganno, ipotizzando una spiegazione neurobiologica; il lato sinistro del cervello (quello più "razionale") sarebbe preposto a mantenere salde credenze e convinzioni, mentre quello destro (più "emotivo") a cambiarle. I due emisferi funzionerebbero quindi in modo antagonistico, per contemperare le esigenze contrastanti - avere un paradigma solido, poterlo cambiare se e quando necessario- che la specie umana si è trovata ad affrontare durante l'evoluzione.

    Dal che si evince:
    - Che è poco utile far leva sulla razionalità per provocare un cambiamento di paradigma (e lo sapevamo: è per questo che le élite usano le mozzzzioni).
    - Che dovremmo preoccuparci dello Human Brain Project finanziato dalla Commissione Europea.
    - Che quando non si riesce a convincere un piddino né con la razionalità né con l'emotività si può provare a stimolargli l'emisfero destro irrigandogli il dotto uditivo sinistro con abbondante acqua fredda (non scherzo: provoca una temporanea remissione dell'anosognosia, perché non del piddinismo? Vale la pena di fare quest'esperimento, ideato da Edoardo Bisiach, sul vostro piddino preferito).

    Ieri mi accorgo che sulla costa di questo libro, in piccolo, c'è un numero: indovinate quale? Per la serie, neurobiologia & sincronicità...

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  15. L'equilibrio e impossibile, perché parte dalla solita idea (sbagliata) che la torta non cresce e che quindi bisogna rubare alla classe media o alle colonie. Invece le elite dovrebbero essere illuminate e puntare al capitalismo sociale che fa crescere tutti. Antonio

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    1. e è una cazzata o almeno cosi credo io.
      Il capitalismo sociale non esite, è un modo come un altro per far continuare a vivere l" idea.
      Come dissero per lo sviluppo sociale o sostenibile.
      Lo sviluppo o il capitalismo quelli sono e sono falliti ma per farli continuare a vivere li nascondono dietro parole avvelenate.
      Di fatto dal 1950 al 2000 le persone che muoiono di fame sono aumentate ma in conpenso un gruppo piccolo di persone gestisce capitali imponenti tipo il pil di interi continenti.
      Quindi anche quando sembra che il capitalismo o sviluppo abbia portato benessere come nel famoso trentennio tramite il pergolato che gronda dallo sviluppo medesimo la gente che muore di fame è aumentata.
      Oggi che dicono che stampano moneta e si parla continuamente di miliardi come noccioline la gente normale non vede un cazzo di questo denaro quindi qualcuno lo vedrà per lui.
      Il divario aumenta e i pochi sono sempre più ricchi e il sistema finanziario è ideale per convogliare introiti ingenti e usarli per comprare beni reali.
      Il regno unito ha comprato negli ultimi anni qualche milione di ettari di africa.
      Scommetto che non saranno che due o tre persone i proprietari.
      E loro vengono da noi per salvarsi mentre noi affoghiamo.
      Non può vunzionare questo sistema e per distruggerlo serve uscire fuori dal sistema e tentare di colonizzarlo.

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    2. L'idea di un equilibrio statico non si ritrova nemmeno in un cadavere in decomposizione, poiché anche laddove questa possa essere completa, le componenti chimiche d'appartenenza sono già state assorbite e rese funzionali in altre realtà biologiche. Deve essere chiaro che equilibrio è sempre sinonimo di bilico, anche laddove sembri temporaneamente non essere così, pertanto nessuna conquista può essere considerata perpetua in se stessa; ciò apre ad almeno due correnti interpretative: quella consapevole della precarietà insita nella vita, e pertanto operante per vigilare a che il punto di equilibrio non scivoli, oppure si sposti in posizioni comunque favorevoli, seppur mai acquisite assolutisticamente; e quella che intende la precarietà in modo opportunisticamente fatalista, operando in maniera tale che l'ineluttabilità della stessa segua i propri scopi. Che le contingenze della vita possano spingere verso condizioni forzate è un conto: che queste condizioni vengano considerate corrette soltanto perché inevitabili allo stato attuale è un altro conto (in ambo i casi si viene a contatto con la durezza della vita, ma dietro al secondo c’è anche il nome preciso di qualcuno).
      Se consideriamo che la massa tende a ritenere inconsapevolmente - nonché essere incoraggiata a farlo -, che l’equilibrio sia in se stesso statico (perciò non rientrando nelle due correnti interpretative testé proposte), diviene allora facile lo spingere per farle credere che l’intero processo sia composto di passaggi (dinamici) per trasferirsi da un punto statico all’altro (una sorta di trasloco ove, in un modo o nell’altro ma erroneamente, i propri beni, o meglio il loro senso percepito, vengono ritrovati e resi sempre più sicuri).
      Si tratta, dopotutto, del vecchio paradigma eracliteo del fiume, e del modo d’interpretarlo (considerando oltremodo che l’antico filosofo lasciava intendere che, oltre all’eterno divenire, vi sia anche dell’altro).

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    3. Tafazzi, scusa, quale altro tipo di sistema non capitalistico ha portato a una maggiore equità rispetto alle democrazie europee del dopoguerra?
      O quale sistema pensi che potrebbe portalo?
      Secondo me il sistema (concreto) che al momento ha dimostrato di funzionare meglio è quello elaborato da Keynes (sebbene non sia mai stato applicato in toto) ed è vero che ci sono diverse forme di capitalismo, più o meno "sociali".

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    4. Il capitalismo fino agli anni 70/80 funzionò benissimo, perchè lo stato aveva ancora una funzione di controllo.
      Poi vennerò i talebani dei mercati.

      Capitalismo senza stato non funziona, questo si vede benissimo in Sudeuropa dove lo stato praticamente non può fare più niente.

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  16. Sono stato bloccato su twitter, non ho risposto in un secondo e nemmno in 120 perchè il mio account " potrebbe essere stato compromesso da un sito o servizio non associati a Twitter" quindi ieri sera non potevo accedere. Ho risposto non appena sbloccato

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  17. A parte la Trilateral, c'e' qualcuno in grado di fare nomi e cognomi di queste famose "elites"? credo anche io che esistano e tramino contro di noi attraverso i secoli, ma chi diavolo sono? C'e' qualcuno che puo' consigliare qualche lettura sull'argomento? scusate se vi sembro naif.

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    1. Posso suggerire i soggetti inseriti nei consigli di amministrazione delle banche e delle compagnie di assicurazione, nonché dei loro maggiori azionisti: questi sono quelli che si vedono subito.

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    2. Esistono vari libri sul gruppo Bilderberg e la Trilateral. Consiglio Alain de Benoist 'Sull'orlo della catastrofe' e titoli simili di questo intelligente autore.

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    3. Direi che lo Spinelli Group è il Think Thank più pericoloso d'europa. Spinelli Group ha stretti legami con la Bertelsman-Stiftung, un gigante mediatico tedesco, il più grande ed influente d'europa. Bertelsmann-Stiftung ebbe un ruolo centrale nel introduzione del Agenda 2010 in Germania. Controlla praticamente i media tedeschi è penso non solo tedeschi.

      Dallo Spinelli Group vengono i Spin:

      - Compattere la crisi con "più Europa"
      - UE deve imparare dalla guerra civile americana
      - I stati nazionali è un relitto del passato che deve essere abbatuto a tutti i costi.
      - È via delirando...............

      che i piddini italiani, quando non sanno più cosa dire ripetono come un papagallo.
      L'ideologia dello Spinelli Group è altamente neoliberale. I suoi membri più attivi sono il talebano del mercato belga Guy Verhofstadt è il sociologo tedesco Ulrich Beck.
      Quello che sorprende è che nel gruppo ci sono tanti verdi è socialisti. Sono rimasto stupefatto di trovare nomi come la socialista tedesca Gesinde Schwan tra i membri dello Spinelli Group.

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    4. So per certo che le elite sono tutti e soli i discendenti diretti di Carlo Magno.....

      però non so quanti sono....

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  18. Mi permetto di osservare che la distruzione della classe media è passata (e continua a passare) anche dalla scarsa vigilanza di quest'ultima. Chi aveva mezzi culturali e politici (il voto) per comprendere l'andazzo si è fatto risucchiare negli stessi "miti" che hanno sostituito i fondamenti concettuali della sinistra. Sembra quasi che non si riesca a vivere senza "stendardi" da mostrare e seguire. Certamente l'informazione è stata strumento attivo in questo fenomeno per ragioni già ampiamente discusse, ma a che serve la cultura se non si usa poi lo spirito critico che essa dovrebbe plasmare? Lo dico, sia ben chiaro, colpevolizzando in primis me stesso.
    Non ci trovo nulla di scandaloso in chi per egoismo vuole tirare la coperta a sé: è la natura dell'uomo. È un po' più grave (nel senso di innaturale) che chi sta dall'altro lato del telo perda di vista il proprio interesse distraendosi su argomenti magari concettualmente affascinanti, ma nel concreto inopportuni.

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    1. @Niccolò
      È vero che l'egoismo sia una pulsione umana (sebbene sul senso di "naturale" rimarrei in sospeso, poiché molte altre pulsioni ben più distruttive potrebbero essere considerate egualmente naturali – ier sera ho udito la testimonianza d'una donna aggredita dal proprio ex, la quale affermava che la di lui difesa ha sostenuto che dopotutto, ella fu oggetto di “coltellate leggere”... per dire che col senso dei termini ci si può giocare, al punto di ribaltare il senso delle azioni); e tuttavia, se poniamo l'egoismo in parallelo con quella nota affermazione secondo cui la propria libertà individuale termini laddove inizi quella di un altro (ovvero il proprio egoismo termini laddove inizia quello d'un altro), il gioco non regge, e proprio perché egoismo: se terminasse infatti non sarebbe più tale. Ne deduciamo che, laddove anche il senso testé ricordato di libertà riesca a reggere (e almeno formalmente lo fa assai più di quello dell'egoismo), meglio sarebbe affidarsi a quello, poiché meno suscettibile di manipolazioni “egoistiche”.
      Possiamo peraltro osservare come, in questa accezione, il termine “egoismo” sia affatto scevro da considerazioni moralistiche; e come, in questo senso, anche il sapersi contenere, o sviluppare una visione più ampia, potrebbe essere considerato “naturale”, con un pizzico di quel raziocinio in più concessoci per l'appunto dalla natura. Altrimenti il naturale coinciderebbe col “selvaggio”.
      Inoltre pure il perdere di vista certe cose, in questo caso il proprio interesse, a vantaggio di argomenti concettualmente affascinanti, fa parte egualmente e in qualche misura dell'egoismo, poiché si finisce col ritenere interessanti, ai propri fini, i secondi più dei primi.

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    2. Ammetto di essere fuori moda, ma per "naturale" intendo "proprio dello stato di natura", ovvero quella condizione che spinge l'uomo verso una socializzazione fondata su regole. Il confine di cui lei parla (la libertà dell'altro) è un punto così avanzato della civilizzazione da essere tutt'ora - che gli amanti del progresso lo vogliano o meno - spesso disatteso, sia dentro che fuori dalla nostra comunità.
      Anche la civilizzazione è un prodotto della natura, certo. Ma se adottiamo questo punto di vista lo è anche l'inquinamento o la bomba atomica. Questione di definizioni.
      Di certo c'è che nel concetto di "naturale" un posto importante lo occupa l'istinto di sopravvivenza, che è uno dei motori di ciò che noi chiamiamo "interesse proprio". Da qui la mia osservazione sull'innaturalità del perdere di vista il proprio interesse. Con innaturale non voglio dire che non accade in natura, ma che quando accade in genere l'essere in questione non sopravvive. Il cane non ne è cosciente, l'uomo sì, quindi logica vuole che dovrebbe stare sul chi vive. Errare individualmente è umano, ma che a sbagliare sia un'intero gruppo sociale... Non trova curioso che in questo blog spesso il professore faccia richiami alla logica aristotelica?
      Ma qui sto andando troppo lontano, il mio intervento era sostanzialmente uno sfogo molto banale.

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    3. @Niccolò
      Grazie per l'interessante replica. Non credo fosse il Suo primo intervento uno sfogo banale. Nemmeno lo è il secondo, ma purtroppo spazio e circostanza rendono impossibile un ampliamento adeguato in merito. Debbo limitarmi a convenire che la libertà, così com’è solitamente intesa e delineata nel modo citato, sia ancora a venire (né probabilmente accadrà mai completamente, poiché un conto è l'enunciato teoretico, un altro l'acquisizione nella mente di coloro che continuano a giungere in esistere; i viventi possono lasciar soltanto eredità ai posteri, senza sapere quale uso ne faranno).
      Quel che volevo porre semplicemente in dubbio è quanto sia davvero “naturale” l’istinto di sopravvivenza e l’immediato interesse proprio, essendo sostanzialmente reazioni, più che vere e proprie azioni libere e consapevoli (e le reazioni sono compulsate, pertanto dipendenti, molto più delle azioni); e quanto, se l’immediato interesse è “naturale” per l’individuo, possa invece non esserlo per la collettività, anche intesa secondo vari ordini ontologici (partendo dalla considerazione che il bene comune non sia una semplice sommatoria, bensì la risultante degli interessi, o delle necessità di vita, dei singoli – il che vuol paradossalmente dire che un singolo potrebbe comprendere come il rinunciare a un interesse individuale ed immediato oggi, possa condurre a un interesse maggiore e più stabile, di cui egli stesso gode e beneficia; in ciò agendo, e non semplicemente reagendo). Dopotutto, se ne eliminiamo le propaggini patologiche, cosa sta alla base del liberismo sfrenato dilagante, se non l’idea che il singolo possa e debba essere libero sulla base del soddisfacimento più ampio e possibile del solo e proprio senso di sopravvivenza ed interesse? Se consideriamo che l’interesse del singolo si opponga a priori a quello della collettività, il senso di società, ma soprattutto di comunità, viene distrutto; particolarmente, si evidenzia una antitesi dualistica insanabile da qui al sempre, con buona pace dei concetti di libertà e giustizia, che divengono sostanzialmente arbitrari e perseguiti col solo fine dell’interesse del più forte, sia esso un singolo o una fazione (volendo, libertà e giustizia sono già arbitrarie, ma almeno ancora sottoposte ad un giudizio critico costante). Almeno lo si sappia chiaramente che, stanti così le cose, ci attende soltanto una perenne conflittualità sociale (il che riporta a Eraclito, il quale tuttavia guardava anche oltre).
      Buona giornata.

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  19. Oggi ho imparato questo. “Le proposizioni di questo sono il segno di una unica fede: che l’oggetto del governo, sia in pace sia in guerra, debba essere la felicità dell’uomo comune [….]. Liberare l’uomo dal bisogno richiede coraggio e fiducia nell’unità nazionale, che si innalza al di sopra degli interessi e di qualsiasi classe o gruppo”. Dal Rapporto Beveridge

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  20. Ci sono due alternative. 1. devi stroncare i lavoratori dentro casa, ma allo stesso tempo ti devi guardare le spalle dalle élite straniere pronte a farti le scarpe. La dimensione nazionale serve a garantire uno sviluppo dell'élite stessa. Quando l'elite di un paese diventa abbastanza forte prova a fare le scarpe agli altri paesi. Quindi potremmo pensare che sia questa la scommessa della nostra élite: riuscire a sopravvivere nella guerra interna e allo stesso tempo nella guerra esterna alle altre élite. Solo che la guerra interna si può pure vincere ma quella esterna io vedo che la stiamo perdendo. Quindi se fosse così secondo me sarebbe anche interesse loro smantellare l'euro. Oppure (2) hanno deciso di consegnarsi all'elite tedesca e annientarsi. Prodi di fatto esprime questo pensiero. Cxome bini smaghi quando dice che la Germania avrebbe dovuto usare il surplus per il bene dell'europa (significa che erano disposti a meridionalizzare l'italia e Campare di trasferimenti, in cambio avrebbero riconosciuto l'egemonia politica della Germania sul continente ). E sinceramente penso che questa seconda visione sia più pragmatica greci sono entrati per questo. Ruggero

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  21. Intanto andiamo a votare dei bei no al referendum.

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    1. Se votare servisse a qualcosa ,non ce lo lascerebbero fare
      (Marc Twain )
      Non ci credi? Entro il 16 giugno 2016 le Commissioni di Camera e Senato devono esprimere il loro parere sul testo unico dei servizi pubblici locali.Una normativa che in pratica impone di far gestire i servizi idrici alle società
      per azioni.I cittadini italiani è come se non avessero mai
      votato per l'acqua bene comune

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    2. P.s Ciò non significa che non andrò a votare . Anzi nel mio piccolo faccio già propaganda per un grande e sonoro NO.

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  22. La coperta del reddito è sufficientemente grande da coprire tanti, ma chi la tira dalla sua parte lo fa anche perchè cosi può imporre ai politici le proprie scelte. Denaro e potere, ma anche denaro è potere.

    Se la corruzione è un problema tanto caro a chi vuole seminare il germe dell'autorazzismo, dovrebbe anche per noi rappresentare un tema non tanto secondario visto che le lobbies corrompono i politici a suon di consulenze, cariche direttive, premi, "investendo" milionate di euro, una cosa legale? E allora perchè tanto clamore quando scoppia lo scandalo dei raccomandati o delle mazzette? Quella a livello europeo è certamente più grave perchè ormai le decisioni europee valgono più di quelle nazionali.

    Ed è cosi che la società assume quella forma tanto cara a quelli che comandano senza che nessuno, attraverso il democratico gesto del voto, li abbia mai scelti.
    Una forma in cui le masse devono sudare, competere, insomma riavvicinarsi alla durezza della vita, perchè la loro visione del mondo prevede che il più debole debba soccombere e l'unico modo di sopravvivere è fare il proprio dovere di ingranaggio della macchina che loro guidano.

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  23. A noi va anche peggio, perché l'Italia più di altre nazioni europee è frammentata al suo interno. Non solo per tradizioni, ma anche per atteggiamenti da "il mio orticello". O almeno così mi sembra, non l'ho viaggiata tutta l'Europa. Faccio una domanda a chi è più vecchio e colto di me: c'è mai stata un'identità nazionale italiana da nord a sud che non fosse il deviato orgoglio fascista? Non è implicita, davvero. Il mio punto di vista è strano: quando racconto che ho fatto studi artistici a uno straniero la reazione è "of course", se lo racconto in Italia mi guardano male:"e dopo cosa fai?"

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    1. Non so se sono più vecchio, di sicuro non sono più colto: la risposta è no.

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    2. mi pareva (classe 90). allora forse è vero che "fatta l'italia, bisogna fare gli italiani".

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    3. Il problema è che gli Italiani ci sarebbero pure: il guaio è che abbiamo perso una guerra, l'abbiamo persa male dopo vent'anni passati a fare gli sboroni (il che non ha sicuramente giovato alla nostra autostima), qualcuno l'ha persa due volte e qualcun altro si è illuso di averla vinta ai tempi supplementari (tanto per dividere ulteriormente quanto era già a pezzi). Per giunta il (sacrosanto) passaggio dalla Monarchia alla Repubblica ha fatto evaporare o deligittimato una serie di strutture che davano comunque continuità allo Stato dal punto di vista sistemico e questo è stato un ulteriore (inevitabile) trauma. La ripresa economica del dopoguerra ha steso un pietoso velo su questo disastro epocale e ci siamo sentiti uniti in un lungo "Enrichissez-vous" che ci ha anestetizzato dal fare i conti con la nostra storia, creando nel contempo un modello umano con tendenza all’uniformità socio-culturale (Pasolini). Ora che la ripresa economica è finita e ci ritroviamo in un percorso perfettamente inverso, il minimo che possa capitare è che il debole senso di comunità che ci siamo costruiti dal dopoguerra in poi si sciolga come neve al sole, anche perché di quello precedente, nel quale sono cresciute le generazioni fino (più o meno) alla mia, si è persa la memoria. Non voglio fare del passatismo a buon mercato, ma il problema esiste. Il bello è che non ci sono colpe specifiche di qualcuno: è andata così e l’onda lunga di certi eventi non si stempera tanto facilmente. Non c’è quindi da stupirsi del fatto che chi alimenta l’autorazzismo abbia un discreto successo tra il pubblico: sinceramente sarei stupito del contrario. E nel frattempo tutto scorre: “il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo” (di nuovo Pasolini). Non so se si è capito, ma non sono molto ottimista, il che non vuol dire essere rassegnati, anzi.

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    4. Mi permetto di dissentire. Forse gli italiani ci sono adesso - a volte la miseria unisce :-). 24 anni fa non c'erano ma non voglio aprire un'altra polemica.

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  24. Già una cinquantina di anni fa, Habermas parlava (in un noto libro) di "crisi della razionalità nel capitalismo maturo" e da quella tesi non siamo ancora usciti anzi ne abbiamo conosciuto tutte le varianti sul piano sociale, istituzionale, ambientale e geopolitico.
    D'altra parte la rivoluziona digitale, quella per intenderci che ha infranto il ciclo tradizionale (producendo un mutamento simultaneo nell'offerta e nella domanda ed ha determinato il dominio capitalistico dell'informazione) è oggi alla base delle relazioni e dei rapporti di forza fra le fasce sociali. Non solo, è alla base della globalizzazione, della uberizzazione e della sharing economy che ha diluito fino all'inverosimile le gerarchie economiche, le corporazioni, i consumi e le mentalità (l'immaginario collettivo) creando quel "mondo liquido" che Bauman ha descritto.
    E se è vero che oggi anche nei villaggi africani e nelle steppe siberiane, internet apporta conoscenza, accesso al mercato globale, e propone modelli comportamentali standardizzati, è anche vero che l'1% più ricco del pianeta detiene la metà delle ricchezze della Terra.
    Quindi alla base di questi terremoti economici, informatici e culturali, i rapporti di forza (qualcuno direbbe "i rapporti di classe") hanno di certo cambiato forma e natura ma non sostanza.
    Il quesito sollevato dal prof è, quindi, come sempre cruciale è complesso.
    In tal senso la questione dell'identità mi pare fuorviante e mi interrogo anche su quella della sovranità (militare e monetaria)...mi interrogo su tutto ciò che somiglia ad un ripiegamento-isolamento e propendo per una concertazione Politica che eserciti dal basso una pressione irriducibile sui governanti. Una pressione che non sia beceramente populista ma che sia organizzativamente antagonista sul modello Podemos per capirci, agli antipodi del modello grillino...

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  25. Creano consensi inesistenti: quando si tratta di scuola fanno finta di ascoltare e promuovono opinioni 'on-line'. In realtà decidono tra di loro. Poi dicono che il sito ha avuto molti contatti e questo è democrazia. La ministra è un prestanome privo di consistenza e la segreteria MIUR è in mano ad alcuni pessimi seguaci di Berlinguer-il-riformista diretti da Confindustria. Un esempio di poteri forti.

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  26. Piano, ragazzi, piano.
    Lo dico col massimo rispetto: mi rendevo conto sotto pelle che la discussione era sfocata, basculante da letture un po' buttate lì ad altre troppo... alate.
    Ovviamente tacevo e taccio, non sentendomi sufficientemente attrezzato.

    Ma ho fatto un salto di là, chez Quarantotto, al suo ultimo post:

    http://orizzonte48.blogspot.it/2016/06/pmi-ari-sveglia-il-libro-delle-profezie.html?m=1

    I commenti tangono questa discussione e mi paiono un po' più netti.

    Consiglio un giretto da quelle parti. A me ha fatto bene.

    Sulle élites, poi: boh, a me pare che se siamo qui, oltre che per apprendere, sia per fare i nomi, a OGNI livello. È vero che non ci troviamo di fronte a una Spectre ma a un sistema, e tuttavia colpire i peones mi pare un buon modo di iniziare a combattere - oltre a dire e scrivere la verità (con la minuscola, per carità!). Ma a quello pensa il Prof.

    Contano i processi cui dà luogo il sistema, d'altra parte, più che la sua identificazione con una manciata di persone-mostro.

    E mi scuso per il termine sistema, così fuzzy e demodé, ma insomma famo a capisse... Capitale finanziario come potere sovranazionale, ok?

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    1. "Contano i processi cui dà luogo il sistema, d'altra parte, più che la sua identificazione con una manciata di persone-mostro". Non ne sono così sicuro, ad esempio di fronte a prove come questa. Una frase tra tutte:

      Una leadership tedesca in politica economica equivarrebbe a una posizione mercantilista del complesso della zona euro, imposta attraverso la moderazione salariale in tutta l’area e non con una svalutazione della moneta”.

      Capito? Il mercantilismo verso cui i tedeschi spingono tutta l’Europa è brutto e cattivo (forse), ma è ancora più brutto e cattivo (forse) perché perseguito attraverso la moderazione salariale, invece che ricorrendo alla svalutazione della moneta. Che evidentemente (forse forse) è meno disdicevole della moderazione salariale, il che a dirlo adesso fa fare pure bella figura. Però diciamolo e non diciamolo. Sussurriamolo sottovoce. Tra le righe. Strizzando l’occhio agli umori del momento ma tenendoci comunque le mani libere per il domani. In modo che, se il vento cambierà di nuovo, nessuno potrà sbatterci in faccia le nostre frasi di un tempo e dire: ma voi non eravate quelli che ‘la svalutazione è meglio della moderazione salariale’?

      Del resto, si tratta comunque di dettagli: pur di arrivare al punto (l’euro-è-un-valore-assoluto-da-perseguire-a-prescindere-e-a-ogni-costo-anche-a-quello-di-un -«soft power»/protettorato-tedesco-che prenda-il-posto-dell’attuale-«hard power»-oggettivamente-destabilizzante-e-disgregante-quindi-la-sola-via d’uscita-è-più-Europa), tutto fa brodo.

      Morale: quando un ex liberista ortodosso convertito a pulsioni keynesiane incontra la punta di diamante del giornalismo economico italiano nonché novello rivoluzionatore copernicano della teoria economica, l'onestà intellettuale e la trasparenza dell'informazione sono destinati al macero della più spudorata e subdola opera di travisamento della verità a fini autopromozionali e di adulterazione del pubblico dibattito.

      Non saprei aggiungere altro, se non che siamo appunto oltre l’incommentabile: il disgusto è tale da ottenebrare del tutto le mie già limitate capacità dialettiche, impedendomi di concepire un commento appena più adeguato a un tale livello di fraudolento e scientifico camaleontismo manipolatorio.

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  27. Secondo il mio parere la questione europea è secondaria.
    Diventa primaria perchè interessa noi.
    Oggi viviamo la globalizzazione o la mondializzazione e sembra qualcosa di nuovo ma sembra molto simile all" era dello sviluppo non vi pare?
    Chi ha gestito lo sviluppo del pianeta?
    Gli usa e la loro elite.
    Chi gestisce la mondialiazzazione?
    Gli usa e la loro elite.
    Ricordo quando il prof faceva affidamento su questo popolo e la loro elite per sfrancarla dall" euro.
    Oggi sicuramente non lo crederebbe di sicuro.
    Il punto è che le elite degli stati uniti sono canaglie anche con gli stessi americani, quello che fanno a gli altri lo fanno ai loro connazionali.
    Li hanno mandati a fare una guerra durata decenni su false informazioni e falsi attentati o meglio fatti in casa.In rete gira una discussione agghiacciante del governo giapponese in cui affermano senza mezze misure che gli attacchi al penagono sono di altra natura rispetto a un aereo di linea.
    Eppure gli americani l" hanno bevuta, hanno bevuto le armi di saddam anche dopo che elementi di spicco americano avevano sputtanato il governo e dopo anni blair ha confermato tutto ma non vedo rivoluzioni.
    Noi dite che siamo sudditi e senza palle ma vede le medesime cose in altri popoli.
    Ci siamo presi le delocalizzazioni delle industrie ma gli americani già le avevano subite, ci siamo presi sul groppone le riforme del lavoro ultraliberiste ossia quelle che se non servi due calci in culo e pedalare.
    Ma loro sono decenni che le hanno.
    Vivono in un contesto in cui i numeri degli occupati e tutti i numeri dell" economia sono soggetti a ricalcolo continuo con errori che arrivano al 100%
    In pratica i dati vengono forniti in base a quello che serve al momento.Icebergfinanza sono anni che li sputtana e non è difficile, tutto alla luce del sole, tutto regolare.
    Loro comandano il mondo tramite la finanza e l" esercito.
    Loro promuovono le rivolte e fanno cadere i governi, loro dicono quando e dicono dove.
    Gestiscono il prezzo delle amterie prime e hanno la moneta del sistema che solo loro possono coniare.
    Quello che vediamo oggi è solo la continuazione di quello che vedevamo prima.......
    Vedo le persone che governano l" UE e i vertici dele varie bei birs fmi e via discorrendo e non posso pensare che non siano semplici teatranti ben pagati per la desolante interpretazione che forniscono.
    Non si può chiamare complotto un sistema del genere.
    Il puttaniere che doveva andare all" fmi con tutti i soldi che teneva proprio con una cameriera di non impeccabile aspetto doveva trovarsi??
    Strani avvenimenti come le vicende brasiliane o quelle della fifa in cui sei corrotto fino a quando non ti levi dai coglioni, come lo fai cade tutto.
    Ho perso la speranza, forse abbiamo vissuto solo un sogno, una vista di come potrebbero essere le cose ma che risulta palese che non è per tutti.
    Danno una spruzzata di benessere qua e la ma in soldoni nonostante tutto metà del pianeta fa la fame e a questa domanda ancora non vedo risposte plausibili.

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    Risposte
    1. There are reasons to be cheerful, nonostante tutto :-).
      http://www.gapminder.org/videos/dont-panic-end-poverty/
      http://www.gapminder.org/ignorance/

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    2. @tafazzi
      "Il punto è che le elite degli stati uniti sono canaglie anche con gli stessi americani, quello che fanno a gli altri lo fanno ai loro connazionali.
      Li hanno mandati a fare una guerra durata decenni su false informazioni e falsi attentati o meglio fatti in casa."

      Attendevo che qualcuno lo dicesse forte e chiaro (se già c'era stato, stavo dormendo alla grande e me ne scuso). Peraltro, sempre se il viaggio tra le braccia di Morfeo non stia perdurando, mi risulta che esistano ancora dubbi in merito al comportamento americano a Pearl Harbor, fondati sul fatto che:
      a) tracciati radar in cui comparivano gli aerei d'attacco di Nagumo vennero inspiegabilmente ignorati
      b) le portaerei, su cui si sarebbero giocate le sorti degli scontri nel Pacifico, erano in alto mare al momento dell'incursione, mentre alla fonda in rada stavano navi da battaglia con molti anni di servizio sui ponti (la USS Arizona, che si portò 1177 vite, è oggi giustamente un monumento nazionale: ma lo è per la memoria di quei morti)
      c) l'ambasciatore giapponese che doveva comunicare la dichiarazione di guerra venne fatto attendere per parecchio tempo: fatalità, oppure manovra abilmente modulata per far sì che la dichiarazione stessa giungesse in ritardo, suscitando le infamanti accuse di scorrettezza politica e diplomatica?
      Il gioco delle tre carte, sulle cui figure compaiono pure le teste dei propri connazionali, par dunque essere assai rodato.

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    3. Anche sull'esplosione della corazzata Maine nel porto dell'Avana (1898) che fu la scusa per la guerra ispano-americana ci sono ancora dei dubbi...

      Fanno sempre cosi'. I polli siamo noi che crediamo alla loro versione :-)

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    4. Purtroppo la storia la fanno sempre i vincitori...

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    5. La storia la facciamo tutti e la scrivono i vincitori. Quel settembre famoso, prima che la storia fosse stata scritta, io ero in Inghilterra, Spagna e Italia, e quasi tutte le persone con cui parlai erano dell'idea che fosse un false flag. C'e' qualcosa che non capisco... :-)

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  28. Ottimo post. Fine a sé stesso. Ottimo, eh, per carità.
    35 cartelle di commenti. Tutti ottimamente concentrati sull'"omfalos".
    Io ho compiuto 39 anni il 2 giugno. Per celebrare il genetliaco, ho fatto una gita a Casso. Erto. Longarone.
    Quel posto lì. Per capirci.
    Ho toccato la diga con le mani.
    Ho camminato sulla frana.
    L'ho vista.
    L'ho toccata.

    Siccome l'ultima volta che ho scritto un commento, un leccaculo mi ha provato a umiliare, per un po' son sparito.

    Ora ho visto coi miei occhi la catastrofe, e non avrò più pietà.

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  29. E non parlo dei commenti Ad Minchiam. Parlo di noi, cittadini. Di essi, non avrò pietà.

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  30. In rete gira una discussione agghiacciante...

    In rete girano molte cose. Ti spiacerebbe dare qualche riferimento preciso? Sono curioso di capire cosa ha da dire il governo Giapponese (e a che titolo).

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    1. Visto che non tieni nemmeno la voglia di scrivere due parole te lo cerco io.
      Chiaramente io la traduzione non la posso garantire ma le foto e le facce parlano da sole.
      Giusto per capire che le pecore vivono in ogni dove.

      https://www.youtube.com/watch?v=Bot4ogbut8g

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  31. Ma stringendo al succo del succo la vera domanda è:

    quali sono i mezzi fondamentali tramite i quali le elite perseguono i loro fini fondamentali ossia accrescere sempre di più potere e denaro?

    Eccoli:

    1) Finanziamento dei privati ( persone fisiche e personalità giuridiche ) della politica.

    2)Controllo dei mass media.

    PS "Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei Mass Media" by Licio Gelli
    ( uno che di intrighi e complotti ne sapeva più di qualcosa per usare un eufemismo!! )

    3)Massiccio utilizzo dei paradisi fiscali per occultare i tesori della globalizzazione.

    A tale proposito:

    http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/le-isole-del-tesoro/

    ( si trova anche su amazon.it )

    4) Fare il lavaggio del cervello alla gente che tutto quello che è pubblico è inefficiente ed inefficace in modo che le persone che hanno più talento vadano a lavorare coi privati per guadagnare molto di più!!

    Insomma, fare in modo che nel settore pubblico non ci sia alcun incentivo economico davvero motivante per chi sa fare davvero bene il suo lavoro e questo obiettivo gli è risultato di facile conseguimento dato che il punto 1) di cui sopra è il presupposto di partenza e quindi poi appunto come dicevo le persone che hanno più talento vanno a lavorare coi privati per guadagnare molto di più!!

    Ergo, basterebbe spezzare uno per uno ( uno alla volta!! chi va piano va sano e va lontano !!) questi mezzi fondamentali per la sopravvivenza e accrescimento delle elite che nel giro di poco tempo il potere delle elite sarebbe molto ridimensionato a favore invece della gente normale che lavora e paga le tasse!!

    Cordiali saluti.

    Fabrice

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    1. Ma la tesi dei complotti è affascinante ma perde senso se capisci che il complotto non esiste perche te lo dicono.
      Quando PADOAN dice che i salari devono ridursi perche c" è l" euro ti nasconde qualcosa??
      Lo ha detto.....vedi gente che gli corre dietro?
      Quando truman nel 1949 disse che la maggior parte del mondo era sottosviluppata e che loro(i buoni) li avrebbero aiutati a diventare come loro perchè tutti gli credettero??
      Non era palese che uno che ha il vantaggio non ti aiuta a diventare come lui??
      Hanno fatto la corsa ciclistica per paesi, i peggiori dietro a rincorrere e i migliori avanti a fare andatura.
      Non è in piccolo quello che ha fatto la germania con gli europei cioè far credere che ci avrebbe aiutati a diventare come lei e in pratica mette al sicuro il suo dominio??
      La crescita o sviluppo se questa tesi è fondata è solo una fregatura.
      Il conteggio del pil è una fregatura visto che viene conteggiato il pil per produrre e il pil per risolvere i problemi che la produzione crea.
      Alcune volte ho tentato di porre il problema della crescita e della insensata voglia di possedere denaro e delle cose che si è disposti a fare per arrivare al fine.
      La soluzione a tutto è la parola sviluppo, cosa voglia dire in pratica nessuno lo sa come riforma.

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    2. Inverità il più importante strumento è il controllo di organizzazioni sovranazionali e sovraordinate alle stessa nazioni, UE, NATO, ONU, FMI, BCE, etc....

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    3. @tafazzi

      nel mio post scritto in italiano, non in cinese o in arabo, non ho mai parlato di complotti, ho parlato solo dei mezzi fondamentali tramite i quali le elite occidentali conseguono i loro fini fondamentali, se poi lei non vede nessun nesso logico fra mezzi e fini, che le posso dire? Libero di pensarla così, ma già Niccolò Macchiavelli ne parlava ben 500 anni fà:
      "Il fine giutifica i mezzi"!!

      Ma poi a parte tutto, basta pensare al confitto d'interessi fra pubblico e privato in un principio essenziale come la salute per i cittadini!!

      Da un lato toricamente in Italia ad esempio la Costituzione lo sancisce all'articolo 32:

      "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti"

      poi nei fatti risulta che fra i principali fondatori della fondazione Open di Renzi c'è anche l'Associazione italiana ospedalità privata,AIOP, in pratica una sorta di “confederazione” che rappresenta circa 500 case di cura private disseminate su tutto il territorio nazionale e finanziamenti gli sono arrivati anche da imprese del settore biomedicale!!

      E ovviamente il core business di queste aziende private si basa sull'avere più malati da curare, invece il core business della sanità pubblica dovrebbe essere avere meno malati da curare e per conseguire un virtuoso obiettivo del genere, la sanità pubblica dovrebbe promuovere e fare prevenzione ma invece non lo fa per niente perchè appunto il sistema va in corto circuito per il conflitto d'interessi sopramenzionato che è ormai diventato strutturale!!

      Per saperne di più:

      "Il Cibo Dell'Uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze" by Franco Berrino, Franco Angeli

      Quindi in conclusione, se su un tema essenziale di primaria importanza come la tutela e la promozione della salute dei cittadini ci sono conflitti d'interesse di questa portata ( nel libro ne vengono segnalati altri altrettanto importanti!! ) e allora agire in modo deciso e spietato sui mezzi tramite i quali un sistema vizioso del genere prospera diventa un must e rientra perfettamente nel primo punto ( 1 ) ) segnalato nel mio post precedente!!

      E qualunque persona dotata di un minimo di obiettività e razionalità non ci vedrebbe nessun complotto ma semplicemente un nesso logico fra mezzi e fini!!

      Cordiali saluti.

      Fabrice

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    4. @Stefano Pepino

      I grandi sistemi sono fatti di piccoli sistemi, ad esempio in una nazione gli attori principali sono famiglie, istituzioni pubbliche e società private e quindi in riferimento all'Italia e in riferimento ai punti 1), 2) e 4) del mio post precedente si può dire che ancora l'Italia è in tempo per mettere in atto politiche per spezzare uno per uno ( uno alla volta!! chi va piano va sano e va lontano !!) questi tre mezzi fondamentali per la sopravvivenza e accrescimento delle elite nazionali e internazionali, facendolo innesterebbe un ciclo virtuoso e acquisterebbe capacità di leadership per poi dire la sua in modo convincente e propositivo sul punto 3) del mio post precedente!!

      Insommma, per sconfiggere lo status quo a livello sovranazionale, bisogna prima iniziare in casa propria a sconfiggere lo status quo a livello nazionale!!

      A meno che uno ama i voli pindarici ma ovviamente non è il mio caso, però c'è chi li ama e libero di pensarla in quel modo, certo però che volando pindaricamente poi magari si rompe la testa!!

      Cordiali saluti.

      Fabrice

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    5. Lo sviluppo c'è quando tutti hanno da lavorare e quindi sono liberi. Ne consegue, di solito, la fioritura dell'arte e della scienza, la falicità delle persone ...e il PIL che tira.

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    6. Oggi comandano loro.
      Hanno imposto il loro modo di pensare e di vivere.
      Hanno imposto che il profitto e la mercificazione di tutto sia il fine ultimo.
      Hanno imposto il loro stile nell" informazione ossia tanta merda e poca informazione e se possibile falsa.
      Spesso mi son chiesto il perchè ci vogliano affossare dopo averci fatto emergere e forse una possibile soluzione sta nel nostro modo di intendere l" alimentazione e lo stile di vita.
      In pieno contrasto con il loro modo di produrre il cibo più vicino alla truffa che alla bontà.

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  32. Volevo condividere con voi un pensiero sulle recenti uscite della BCE, che mi sembrano allucinanti (nel senso di frutto di allucinogeni).
    In sostanza i nostri padroni ci dicono:
    1) che la politica monetaria può sempre ottenere il suo obiettivo di inflazione
    2) che però ci sono delle condizioni al contorno che influenzano quanto ci mette la BC a ottenerlo. Per esempio il tipo di crisi che ha portato l'inflazione fuori dal valore atteso e in particolare la politica fiscale. In particolare sottolinea che politica monetaria e fiscale dovrebbero andare a braccetto e la fiscale non dovrebbe contrastare la monetaria.
    3) che, anche nei casi dei paesi in cui la fiscale non possa aiutare per "esigenze di consolidamento delle finanze", è comunque opportuno "fare le riforme" per essere più flessibili, infatti chi le ha fatto oggi sta meglio ed è diventato alto e biondo.

    Ora, io sono senza parole (o quasi).
    1) è sotto gli occhi di tutti che la BCE da ANNI non riesce ad ottenere il famoso obiettivo. La BCE vuole fare un "outing" di incompetenza? La realtà è che la BCE ha una corda con cui può eventualmente tirare, ma di sicuro non può spingere (cit.).
    2)inquietante. Siamo passati dalla BCE "indipendente" ossia che fa il cazzo che vuole, alla BCE che detta legge. Tra le righe, e per come è espressa, la considerazione suona come: la politica fiscale (leggi: i governi democraticamente eletti) non si metta a contrastare la BCE (non eletta). E qui si inquadra lo scontro ormai aperto tra Draghi e i tedeschi. Friendly fire tra di loro, meglio per noi.
    3) questa è una vergogna economica. Ora: sappiamo tutti cosa si intenda per "riforma" e "flessibilità": rendere i lavoratori precari e sottopagati. Ora, sappiamo che riforme del genere, in un contesto di paese già in difficoltà, hanno come effetto il crollo dei salari e, di conseguenza, dell'inflazione.
    Come questo possa aiutare la BCE ad far alzare il tasso di inflazione dall'attuale 0 al 2%, è un mistero che proprio non riesco a risolvere.
    Sbaglio io?

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    1. Nel momento in cui Draghi dice 'date lavoro e fate lavorare gli immigrati che sono la nostra risorsa futura' in un europa che fa fatica a far lavorare i nativi vuol dire dare indicazioni ben al di la dei compiti della BCE e se lo fa sicuramente lo hanno spronato a farlo .

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    2. Da un lato servono riforme per evitare l'inflazione,quindi perdite di competitività e dall'altro lato bisogna combattere la deflazione.Queste politiche contraddittorie dovrebbero farci riflettere perché se si ragiona si capisce che le prime servono per favorirè la distruzione dei diritti dei lavoratori e le seconde per sostenere il sistema bancario ed era prevedibile il fallimento del QE sull'inflazione,lo disse Kakdor nel 1981 cosa succede se interviene la banca centrale.

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  33. Rubo a Bazaar (Orizzonte 48, ultimo post, Commenti) un passo da Lenin, 1915 (Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa):

    "In regime capitalistico, gli Stati Uniti d'Europa equivalgono ad un accordo per la spartizione delle colonie. Ma in regime capitalistico non è possibile altra base, altro principio di spartizione che la forza. Il miliardario non può dividere con altri il "reddito nazionale" di un paese capitalista se non secondo una determinata proporzione: "secondo il capitale" (e con un supplemento [l'aumento di produttività a favore dei profitti!, ndr], affinché il grande capitale riceva più di quel che gli spetta). Il capitalismo è la proprietà privata dei mezzi di produzione e l'anarchia della produzione [ovvero privatizzazioni e anarco-liberismo, ndr]. Predicare una "giusta" divisione del reddito su tale base [parla di quota solari? quella compressa da sme ed euro?, ndr] è proudhonismo, ignoranza piccolo-borghese, filisteismo. Non si può dividere se non "secondo la forza". È la forza che cambia nel corso dello sviluppo economico.
    [...]".

    Basta sostituire a "colonie" (che pure vi sono, occulte, fuori e DENTRO l'Europa!) il termine mercati (e non correre a proteggere il proprio bambino appena letto il nome Lenin) e si capisce molto.

    Non "il/i Mostro/i" va combattuto, ma una precisa idea (peraltro scientificamente fallace, o ipocrita nell'occultamento della propria sostanza politica ovvero ideologica) di economia e società (statobbruttocattivo, TINA, €uro "paciforo" etc.).

    Come? Insisto: noi che non siamo Bagnai, facendo i nomi. Quanti siamo? Abbiamo un profilo Facebook o Twitter? Con quanti contatti?

    Il post precedente citava un articolo farlocco de Linkiesta. Bene. Commento o intervento nell'account del Tizio che si/ci informa leggendo Giavazzi: "Hai scritto una cazzata, informati e studia prima di informare". Segue link al post di Bagnai e condivisione nel nostro profilo.

    Data la distribuzione delle forze nei due fronti, non possiamo (noi) che mirare ai peones, essendo fuori portata la testa del pesce che puzza (ben più in alto di Giavazzi, ahimè).

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    1. Tutte cose già viste che è sacrosanto ripetere, visto che l'ovvio è rivoluzionario. Sono moderatamente d'accordo con l'idea che è opportuno far capire ai vari operatori che abbiamo capito. Sottolineo però che citarmi (almeno, citare il blog) e assumere toni aggressivi è controproducente. Se volete perdere tempo danneggiandomi fate pure, ma ricordate: solo le montagne non si incontrano mai.

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    2. Luca, sono d'accordo su cosa sia l'EU, ma questo non rende migliore Lenin e i risultati del suo metodo di spartizione.

      Non si tratta di mangiare i bambini, ma neanche di passare da un falso mito all'altro suo opposto: se la sola alternativa all'ultraliberismo di estrema destra fossero i soviet, l'internazionalismo socialista, i gulag... vuol dire che Keynes è vissuto invano, la storia non insegna niente ed è inutile affannarsi tanto.

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    3. Calmi pacifici e tranquilli non bisogna far vedere la lama, tanto lo sappiamo che la notte dei lunghi coltelli arriverà.

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    4. Ma... ma... ma io non sono leninista! La battuta intendeva prevenire pruriti: la pars destruens è condivisibile ma qui siamo molti e diversi e a leggere quel nome qualcuno... Boh, precauzione inutile?

      @Prof., lei mi ha aperto la mente, piuttosto che danneggiarla mi mangio il PC!

      Mi sono permesso di fare l'incazzato qua dentro (o lo faccio sul mio profilo Facebook, ma non quando la cito).

      Nell'esempio in questione, il commento di uno di noi potrebbe essere di grado zero: il link al suo post sulla Spagna, secco.

      Sarebbe più che sufficiente.

      O forse no: su questo blog, oltre al resto, si è ampiamente dimostrato che uno dei peggiori mali dell'epoca attuale è la mancanza di vergogna (celia: il destino dell'Occidente, da Achille a Salvati).

      Ma su questo non possiamo nulla (noi - lei forse sì).

      Insomma, ci starò attento, prometto.

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    5. Lenin pero' il Capitale l'ha tenuto un po' a bada. Altri, umilmente, non saprei. E tutto si regola con la forza. Altrimenti sarebbe un mondo perfetto, no?

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  34. Sondaggio della testata online tedesca www.t-online.de (lettori delle piu disparate tendenze politiche) del 31 maggio:
    Domanda: La Germania dovrebbe uscire dalla UE?
    Votanti: 43.146
    Risultati:
    Si:........31.400 voti 72,8%
    No:.......10.228 voti 23,8%
    Non so:...1.458 voti 3,4%
    qui il Link
    Al sondaggio si poteva partecipare per poche ore.

    Secondo sondaggi ufficiali (ma forse meno credibili) solo un terzo della popolazione vorrebbe uscire dall' UE

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  35. Interessante scambio di vedute, rispetto all'assunto non detto che il più delle decisioni rilevanti siano prese dai meno, senza arrivare a perfezionare davvero i giudizi di valore espressi. https://www.youtube.com/watch?v=sdGOrWmVMv8 Resta il fatto che nel XX secolo si siano collaudati i noti sistemi di controllo democratico della disinformazione e delle carestie programmate (Holodomor), oggi tramutatesi in una vera e propria industria nel primo caso e in molteplici meccanismi economico-politici avverso il dissenso delle masse nell'altro.

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  36. Barbapapà, che soffre delle conseguenze dell'invecchiamento, ma è sempre bene informato, mostrandosi angosciato per cotanta notizia, ha scritto domenica scorsa che la linea di Shauble di abbandono dell'euro da parte dei tedeschi potrebbe prevalere. E' possibile, perchè aumentano le pressioni per una loro maggiore cooperazione, e non vogliono tirare fuori dalle tasche nemmeno un euro. In questo caso, avrebbe fatto il diversamente stronzo con gli inglesi, minacciandoli di ritorsioni in caso di Brexit, sapendo che il suo intervento favorisce il SI al referendum. Nel frattempo, sorprendentemente, Padoan ha dichiarato che se la Germania non si decide a "condividere i rischi, l'euro è finito".

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