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martedì 7 giugno 2016

Il miracolo spagnolo (again)

(...dal T1 di FCO, rapidamente...)

Visto che sto per recarmi al nostro appuntamento annuale (nostro di INFER: di quello nostro di noi vi parlerò al ritorno) mi sono andato a vedere un po' di dati per farmi un'idea di quello che mi aspetta. Gli aneddoti pullulano. Abbiamo il trionfalismo dei giornalisti, che ci parlano di una crescita strabiliante, e poi abbiamo notizie meno trionfalistiche (sui media internazionali, teoricamente meno soggetti a cattura). Prima che vi indigniate col giornalista de Linkiesta (che certo non fa una operazione correttissima nell'assimilare la Spagna al Regno Unito, visto che quest'ultimo ha potuto svalutare la sterlina di circa il 20% fra 2008 e 2009), vi esorto a considerare che il pesce puzza sempre dalla testa: sappiamo chi ha diffuso qui in Italia l'idea che la ripresa inglese sia dovuta ai tagli di spesa, dimenticando un dettagliuccio. Va peraltro sottolineato che l'idea secondo cui ci sarebbe un'austerità "buona", fatta di tagli di spese, e un'austerità "cattiva", fatta di aumenti di imposte, è evidentemente distorta in senso ideologico. Tagliare servizi significa peggiorare la vita dei ceti sociali inferiori, che da quei servizi (sanità, istruzione, previdenza) dipendono in modo cruciale. Dire "taglio la spesa per tagliare le imposte" suona un po' beffardo a chi magari è incapiente, o ha un'aliquota marginale bassa: si tratta evidentemente di una politica che, oltre ad avere effetti immediati recessivi (come potreste leggere in qualsiasi libro del primo anno), ha anche effetti redistributivi bottom-up, coè dai poveri ai ricchi, e quindi, via aumento della disuguaglianza, ha effetti recessivi anche nel lungo periodo, come ci insegna (non da oggi) il Fmi.

Il conflitto di interessi della stampa spesso è solo un sottoprodotto di un altro conflitto di interessi, del quale Zingales non si occuperà mai: quello degli economisti che prosperano in reti di ricerca e di relazioni innervate e cospicuamente finanziate dagli interessi costituiti.

Ma questo lo sappiamo e non è poi così originale: basta leggere Balzac.

Andiamo allora ai numeri, che vi propongo di leggere col metodo applicato a suo tempo alla Lettonia (vi invito a rileggere quel post nel caso non vi ricordiate logica e simboli adottati).

In Spagna la situazione si presenta così:


La tabella riporta i dati a prezzi correnti in milioni di euro. Vedete che nel 2015 il Pil (Y) della Spagna è ancora del 3% sotto al dato del 2008, ma nel corso del 2016 dovrebbe recuperare, e in questo senso la Spagna sta senz'altro meglio di noi. Tuttavia un dato di crescita riportato così, senza entrare nelle sue componenti, resta un aneddoto.

Se andiamo a vedere cosa succede alle componenti, le cose cambiano. Gli investimenti (I) hanno subito uno forte correzione (-32%). Notate che questo in parte era fisiologico. Il rapporto investimenti/PIL iniziale era piuttosto elevato, al 30%, e certamente risentiva della bolla immobiliare. Tuttavia, come vedremo esaminando il PIL dal lato della produzione, la "correzione" non ha riguardato solo il settore immobiliare.

La distribuzione del reddito ci dice sostanzialmente quello che potevamo aspettarci: nel 2015 il monte salari (W) è del 9% inferiore al valore del 2008, quindi, siccome il monte redditi complessivi (il PIL) è sceso del solo 3%, la quota salari si è ridotta di 3 punti (dal 50% al 47%).

Il famoso euro che protegge i lavoratori dal calo della quota salari, del quale parlava chi tanti fumogeni ha sparato a sinistra.

Ora mi chiamano al gate: vi lascio quindi senza commentarla la tabella che descrive settore per settore cosa è successo al valore aggiunto (per capirci: alla produzione) in termini reali (cioè al netto della variazione dei prezzi). Mi sembra abbastanza chiaro che la ripresa è avvenuta al costo di un impoverimento dei meno ricchi, e di una sostanziale deindustrializzazione:


Fu miracolo?

Ai posteri l'ardua sentenza, mentre ai nostri operatori informativi con la verità in tasca lasciamo i facili slogan. Sta anche a loro, che sono così abili nell'individuare i conflitti di interessi al livello infimo della bassa cucina politica e industriale italiana, avvertire l'evidente puzza di bruciato nei referti fantasiosi di certi colleghi. In fondo, Keynes lo diceva: il problema principale della teoria ricardiana è che le sue previsioni si rivelano sistematicamente sbagliate.

Vi ricorda qualcuno?

29 commenti:

  1. Si mi ricorda questa cosa qua
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pier_Carlo_Padoan

    ...il cosa non è un errore di ortografia

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  2. Noto solo che la Banca Centrale Spagnola raccomanda piu' "flessibilita' nell'abbassare (ulteriormente) i salari", o, dicono loro, saranno dolori per la "produttivita' ". Ne deduco che non si fermeranno ad un solo Jobs Act, ma proseguiranno nell'opera di distruzione del ceto medio per favorire ...il bottom-up.
    Fonte:
    http://www.eldiario.es/economia/Banco-Espana-advierte-dificultad-competitividad_0_522848160.html

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    1. E infatti, se ci fai caso, il saldo estero NX/Y, dopo un picco del 3% nel 2013, è sceso a un surplus del 2%, che normalmente non sarebbe male, ma considerando quanti soldi devono restituire gli spagnoli non è abbastanza. Da qui gli avvertimenti dei collaborazionisti locali.

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    2. Se capisco la deindustrializzazione erode l'attivo del saldo estero, che quindi richiede ulteriori dosi di austerita' (comprimendo i salari e la spesa pubblica) per mantenersi sufficientemente elevato e quindi garantire i creditori. Seguira' ulteriore deindustrializzazione, diminuzione investimenti ecc. La relazione fra euro-austerita'-riduzione della quota salari e' molto evidente se la si vuole vedere.

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    3. "Vedete che nel 2015 il Pil (Y) della Spagna è ancora del 3% sotto al dato del 2008, ma nel corso del 2016 dovrebbe recuperare, e in questo senso la Spagna sta senz'altro meglio di noi". Il che, pur a fronte di quel tantino di deindustrializzazione e riduzione di quota salari in più (cose che capitano signora mia), direi che rischia di apparire ancora come troppa luce rispetto all'oro effettivo. Esplicitare qualche ulteriore condizione al contorno (scontata ma non troppo) di questa confortante performance non mi sembra quindi del tutto fuori luogo. Quanto meno a dimostrazione della premurosa indulgenza con cui uno strozzino di buon cuore concede qualche boccata d'ossigeno a coloro le cui attività si prepara generosamente a rilevare.

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  3. Ma de che cazzo stamo a parlá?

    http://it.tradingeconomics.com/spain/full-time-employment

    Aumentano i part time come una retta.
    http://it.tradingeconomics.com/spain/labor-force-participation-rate
    E'altissima la percentuale di scoraggiati che non cercano lavoro.

    Stanno incrementando i part time e aumentano quelli che campano di sussidi o della pensione di mammá.
    E, come in Italia, secondo me nel settore dei servizi assistiamo al boom di infermieri e, soprattutto, badanti.

    http://www.truenumbers.it/cosi-i-padri-rubano-il-lavoro-ai-figli/ date un'occhiata al minuto 6.

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  4. E la disoccupazione? E la disoccupazione giovanile (che sembra esistere solo in Italia)?

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  5. GRAZIE!

    La voglio sinceramente ringraziare, Prof.
    Ho studiato la macroeconomia sul Blanchard-Amighini-Giavazzi, dove ho imparato che Krguman nel suo "How the Case for Austerity Has Crumbled" era in errore perché "non distingueva fra austerità che consiste in un aumento delle tasse e austerità che consiste in una riduzione della spesa pubblica" con annessa spiegazione basata sulle simulazioni di Alesina e Giavazzi (il post di oggi, con il link al suo articolo sul Fatto, che non avevo letto, capita a fagiolo).
    Avevo studiato l'importanza delle aspettative, il fatto che una stretta fiscale per mezzo di una riduzione della spesa pubblica può avere persino effetti espansivi grazie alle aspettative che può generare nei mercati (attraverso un minor tasso di interesse reale futuro atteso, maggior investimenti nel medio periodo e quindi maggior produzione futura attesa, etc... insomma, il giochino lo conosce bene...).

    Tuttavia ho sempre sentito che c'era qualcosa che non tornava. La colpa della crisi del 2010 non poteva essere dovuta soltanto al fatto che i cattivi PIGS hanno usato i prestiti del virtuoso Nord per i loro consumi e per costruire case (che cicale questi del sud!...)..

    Poi mi imbatto, qualche mese fa, nella sua lecture "A Success Story", la leggo e mi sento un poveretto... prima ero cieco, con qualche dubbio ma nessuna certezza, ora vedevo! Trovo quella lecture di una chiarezza disarmante (anche banale, visto che come le ho visto spesso scrivere, basta un corso base per capire che con tassi di cambio fissi l'aggiustamento nel medio periodo avviene attraverso riduzione dei prezzi, alias svalutazione salariale). Ma sono soprattutto le dichiarazioni di un insospettabile Padoa Schioppa e di Prodi, che acquistano senso alla luce di ciò che è successo.

    Inizio a seguire il suo blog e a leggere le sue analisi (con toni a volte coloriti, ma mai banali, anzi didattici! Che quindi apprezzo molto), e oggi mi imbatto in questo post, in cui c'è il link al suo articolo sul Fatto in cui smentisce proprio le tesi di Giavazzi, e che mi ha fatto tornare alla mente il giochino delle aspettative....

    La faccio breve: ho trovato un punto di riferimento in questo blog, che reputo di un livello nettamente superiore a qualsiasi altro sito o testata online abbia finora trovato in circolazione (almeno per quanto riguarda politica ed economia). E, benché mi renda conto di navigare ancora in un enorme mare di ignoranza, sto piano piano recuperando grazie a Goofynomics.

    C'è così tanto da leggere... così tanti arretrati da studiare...

    Quindi grazie per Goofy e per il suo lavoro!

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  6. Ah, dimenticavo. Saluto tutti i frequentatori di questo blog che, molto prima di me, hanno capito i pericoli dell'euro e l'assurdo comportamento (ora vedo tutto da una nuova prospettiva! tutto mi è chiaro!) della sinistra nostrana, che sembrava tanto responsabile (Bersani, quello di "noi siamo quelli dell'euro", ingenuamente l'ho votato) e tanto per bene, e che adesso vedo come i veri conservatori (tutta la classe di post-comunisti, finiti nel PD, nonché i sindacati, iniziando dalla CGIL...).
    E provo tanto disprezzo e rabbia per tutti coloro che dipingevano Berlusconi come il diavolo, satana, quello che "irresponsabilmente" ci faceva fare brutte figure in Europa, a differenza loro che invece erano i saggi, i responsabili, GLI OPTIMATES, coloro di cui ci si doveva fidare... provo enorme disprezzo soprattutto per quelli che dalla sinistra estrema difendono il progetto dell'euro!!! (Il Manifesto, rifondazione, etc...)
    Spero di aver imparato la lezione, e alle prossime elezioni (purtroppo nel mio comune non si è votato a questa tornata elettorale) non mi farò scrupoli a votare la temutissima Lega (ho iniziato a seguire anche Claudio Borghi) o chiunque altro abbia le idee chiare e non tergiversi sull'euro (dunque, starò ben attento e farò di tutto per convincere più persone possibile a stare alla larga dai due partiti della nazione, PD e 5stelle*, ma soprattutto da quella caricatura di sinistra che più di tutte mi fa ribrezzo, SEL (Fratoianni, Vendola, Civati, etc.) e Rifondazione, cioè la brutta copia di quell'altra fregatura che è Podemos).
    La cosa che mi fa più rabbia è che i criminali che ho contribuito ad eleggere, hanno creato un clima per cui miei conoscenti che, non per demeriti loro ma perché semplicemente hanno intrapreso altri percorsi formativi, sentendomi parlare adesso pensano che io abbia abbracciato una "deriva populistica", trincerandosi dietro il muro eretto dagli optimates del PD per evitare gli assalti dei populares, o meglio dei "populisti", cioè di tutti gli altri... io reputo Bersani & co. i responsabili di questo, perché hanno volutamente (con la complicità della stampa amica) creato questo clima per cui l'avversario è ontologicamente delegittimato e viene additato quale "populista" irresponsabile, o peggio fascista, e dunque quando sento la minoranza dem criticare Renzi perché a loro dire "è un leader che divide" e che spacca il paese, loro sono i primi che dovrebbero fare il mea culpa e rendersi conto di essere responsabili di questo clima.
    Il capitale si è infiltrato nella sinistra e ne ha sfruttato il consenso tra le classi lavoratrici e la presunta superiorità morale, per far accettare le sue politiche padronali ... spero che i miei coetanei piddini si sveglino, come mi sono svegliato io!

    AU REVOIR.

    *a tal proposito, condivido le parole di Marcello Veneziani: "Penso sia improprio parlare di temi valoriali, per la semplice ragione che non credo che Grillo e soprattutto Renzi ne abbiano. Credo che quello che conti oggi, sia solo la collocazione: uno si colloca intra-moenia, cioè dentro le mura, l'establishment; l’altro extra-moenia, quindi fuori dalla città. E’ questo che fa la differenza" http://www.intelligonews.it/articoli/7-giugno-2016/42367/comunali-2016-roma-milano-ballottaggi-renzi-grillo-pd-m5s-marcello-veneziani

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    1. Non amo i commenti del tipo: quanto sei bravo, grazie, ma sei più bravo tu, per questo non amo facebook; ma stavolta voglio fare uno strappo alla mia regola poiché questo commento mi ha dato un fremito che mi ha quasi commosso, complimenti per l'analisi che descrive perfettamente quel che penso di ciò è effettivamente successo e ciò che invece hanno voluto farci credere... I primi sospetti li ho avuti dalle libbbberalizzzzazioni di bersani, le conferme dal mitico spreeeeed di montiana memoria, le certezze dall'incontro con questo blog e con bagnai che non smetterò mai di ringraziare, saluti

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    2. Bravo!
      Quindi se tu fossi in Francia voteresti per Le Pen!?!?
      ...le tesi economiche sono una cosa, la lotta politica ne è un'altra..
      La relazione non è meccanicistica come credi e temo che la tua voglia di votare "la temutissima Lega"!msl si accorda con la visione del prof!!!

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    3. Però scusami: al di là del tifo calcistico, forse la politica è anche scelta e strategia. Tu che opzioni vedi e quali conseguenze attribuisci a queste scelte?

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    4. Caro Dombas, scusa se mi intrometto, ma, senza volere entrare nel merito di chi votare e tantomeno di ciò che "mal si accorda con la visione di Bagnai", mi sembra che il tuo commento sia la prova per tabulas, la "pistola fumante", della veridicità di quanto detto da Sgarramella!
      Rileggi questo
      "... E provo tanto disprezzo e rabbia per tutti coloro che dipingevano Berlusconi come il diavolo, satana, quello che "irresponsabilmente" ci faceva fare brutte figure in Europa, a differenza loro che invece erano i saggi, i responsabili, GLI OPTIMATES, coloro di cui ci si doveva fidare... provo enorme disprezzo soprattutto per quelli che dalla sinistra estrema difendono il progetto dell'euro!!! (Il Manifesto, rifondazione, etc...)"
      e questo
      "... La cosa che mi fa più rabbia è che i criminali che ho contribuito ad eleggere, hanno creato un clima per cui miei conoscenti che, non per demeriti loro ma perché semplicemente hanno intrapreso altri percorsi formativi, sentendomi parlare adesso pensano che io abbia abbracciato una "deriva populistica", trincerandosi dietro il muro eretto dagli optimates del PD per evitare gli assalti dei populares, o meglio dei "populisti", cioè di tutti gli altri... io reputo Bersani & co. i responsabili di questo, perché hanno volutamente (con la complicità della stampa amica) creato questo clima per cui l'avversario è ontologicamente delegittimato e viene additato quale "populista" irresponsabile, o peggio fascista, ...",
      adattalo alla Francia e Ti renderai conto che Tu, col Tuo commento, altro non fai che accusare Sgarramella di aver “abbracciato una deriva populistica, trincerandoti dietro il muro eretto dagli OPTIMATES...”

      In sostanza, se dopo aver letto il post di Sgarramella avevo solo condiviso il suo pensiero, dopo il Tuo post ho una prova in più (casomai ne avesi bisogno) che quel post non dice cose campate in aria...

      alla fine una domanda la faccio io a Te:
      Quindi se Tu fossi in Francia voteresti per hollande (o anche sarkozy, se si ricandida, la sostanza non cambia)?

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    5. Ringrazio tutti dei commenti e ribadisco, come già altre volte, che oggi non mi pongo nel quadro di una scelta puramente elettorale.
      Riconosco che da noi il m5stelle rappresenta la tendenza sociologicamente dominante ma per formazione e cultura politica rigetto le proposte dei movimenti populisti, isolazionisti e xenofobi che oggi (come già altre volte in identiche fasi storiche) avanzano soluzioni per me grottesche ed retrograde.
      Penso che un blog piuttosto che un luogo di adesione e schieramenti, debba innanzitutto essere un laboratorio di pensiero critico. Ed anche se le prospettive di costruzione di una posizione politica antagonista appaiono oggi scarse non mi pare prova di lucidità appiattirsi su proposte reazionarie e demagogiche che non portano da nessuna parte.

      Avevo espresso in maniera sintetica il mio punto di vista nel post sulle elites e lo ripropongo come elemento di dibattito :

      "Già una cinquantina di anni fa, Habermas parlava (in un noto libro) di "crisi della razionalità nel capitalismo maturo" e da quella tesi non siamo ancora usciti anzi ne abbiamo conosciuto tutte le varianti sul piano sociale, istituzionale, ambientale e geopolitico.
      D'altra parte la rivoluziona digitale, quella per intenderci che ha infranto il ciclo tradizionale (producendo un mutamento simultaneo nell'offerta e nella domanda ed ha determinato il dominio capitalistico dell'informazione) è oggi alla base delle relazioni e dei rapporti di forza fra le fasce sociali. Non solo, è alla base della globalizzazione, della uberizzazione e della sharing economy che ha diluito fino all'inverosimile le gerarchie economiche, le corporazioni, i consumi e le mentalità (l'immaginario collettivo) creando quel "mondo liquido" che Bauman ha descritto.
      E se è vero che oggi anche nei villaggi africani e nelle steppe siberiane, internet apporta conoscenza, accesso al mercato globale, e propone modelli comportamentali standardizzati, è anche vero che l'1% più ricco del pianeta detiene la metà delle ricchezze della Terra.
      Quindi alla base di questi terremoti economici, informatici e culturali, i rapporti di forza (qualcuno direbbe "i rapporti di classe") hanno di certo cambiato forma e natura ma non sostanza.
      Il quesito sollevato dal prof è, quindi, come sempre cruciale è complesso.
      In tal senso la questione dell'identità mi pare fuorviante e mi interrogo anche su quella della sovranità (militare e monetaria)...mi interrogo su tutto ciò che somiglia ad un ripiegamento-isolamento e propendo per una concertazione Politica che eserciti dal basso una pressione irriducibile sui governanti. Una pressione che non sia beceramente populista ma che sia organizzativamente antagonista sul modello Podemos per capirci, agli antipodi del modello grillino..."

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    6. Gnente, nunciafa', ennemmancoiogliafaccio... Quando poi, con gran sforzo, dopo aver ingurgitato parole come "reazionario" "movimenti isolazionisti populisti e xenofobi" in contrapposizione ad una "formazione culturale e politica" evidentemente "non retrograda e grottesca", in una parola progressista, ma che dico, di più, antagonista, arrivo all'ultimo rigo e leggo podemos, allora capisco che Dombas, in quanto Migliore (il riferimento al noto piddino venuto dai centri sociali è puramente voluto), può legittimamente aspirare ad un posto tra gli optimates...
      Poi, però, mi pongo un altro interrogativo: ma vuoi vedere che sono io che non ho capito un bip di ciò che con pazienza è spiegato in questo blog? Ma vuoi vedere che gnentegnente il problema è che civuolepiúeuropa? Maporcadiquellazzozza, sesomagnatituttostibastardidexenifobi (Se ci metti un pizzico di muliculturalusmo antirazziale fa più elites, come insegna padre francesco...)
      Saluti, caro Dombas, che il futuro ti arrida, come arride in grecia a sirizini...

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    7. Salve a tutti.
      Innanzitutto vi ringrazio per i commenti. Aggiungo che mi fa molto piacere constatare che qualcuno mi abbia letto e si sia sentito di commentare a sua volta.

      Devo dire che nel merito mi trovo in sintonia con kareka.

      Voglio qui rispondere alla critica di Dombas.

      Io qui non voglio affatto difendere la Lega o altre formazioni politiche. A parte che sarebbe un ragionamento che non porterebbe da nessuna parte, ma poi sarebbe di così bassa levatura, che probabilmente il Prof. Bagnai non lo pubblicherebbe neanche, e a ragione.

      Vorrei piuttosto farti notare questo: il mio non è affatto un "appiattimento" su posizioni che per te potrebbero essere razziste, populiste, ecc (e che anche per me, su molti temi, lo sono).
      La logica dietro il mio ragionamento è semplice, anche banale: poiché ritengo che l'uscita dall'euro sia una condizione necessaria (ma non sufficiente!!) ad uscire dalla crisi, voterò "la temutissima Lega O CHIUNQUE NON TERGIVERSI SULL'EURO" (ciò significa che, se da qui alle prossime elezioni, comparirà nel panorama politico un movimento che, al di là di tutte le dissertazioni sociologiche che si vogliano fare, si propone seriamente di gestire l'uscita dall'euro DA SINISTRA, e che non sia il solito partitino da prefisso telefonico, lo prenderò in considerazione).

      Ti prego, a questo punto, di non rispondermi con l'obiezione che "non conta solo l'euro, perché se i fascisti vogliono uscire dall'euro, non è un buon motivo per votarli!" in quanto credo che al giorno d'oggi il vero pericolo del fascismo venga proprio da chi impone politiche di appiattimento dei salari, accompagnate dall'esautorazione della sovranità politica, fiscale e monetaria, nonché dal controllo dei mass media e che decide cosa è bene dire e cosa non lo è.

      In Francia non sarei l'unico a votare Le Pen. Ma forse, anziché chiederti perché mai uno che ha votato Bersani e che ritiene fino a prova contraria di essere di sinistra, è costretto a votare Claudio Borghi e la sua Lega, dovresti chiederti come si è potuti arrivare al fatto che persone di sinistra votino i brutti e cattivi "populisti razzisti xenofobi demagoghi", e il fatto che a Roma Giachetti vinca solo nel centro storico e ai Parioli non è casuale...
      P.S.: quando ho letto "Quindi se tu fossi in Francia voteresti la Le Pen?!?" mi sono immaginato che me lo dicessi così, con quell'espressione tra l'inorridito e lo sbigottito https://youtu.be/LqJvcrxYrYY?t=52s

      Perché uno è buono e caro, ma quando dall'altra parte si sentono ancora queste belle frasi: "l'Euro non è il vero problema", "dobbiamo riformare dall'interno l'unione europea", per non parlare della più celebre di tutte: "vogliamo più Europa", allora, scusi, ma le scatole mi girano parecchio.

      Perché quelli del "più Europa", che poi sono gli stessi che con il ditino che fa su e giù mi dicono "eh ma tu non puoi votare i demagoghi, i populisti", sono quelli che implicitamente sostengono un progetto basato sull' "economia sociale di mercato altamente competitiva" (vedi ordoliberismo, Ropke, il capitalismo renano, etc.) e che, ancora più grave, pensano che tutto ciò sia "de sinistra" solo perché ci sta la parola "sociale" tra "economia" e "mercato". E che l'ideale economico di riferimento dell'UE sia questo non lo dico io, ma i documenti ufficiali.

      Quindi dammi pure del populista, delegittimami a rango di populista ignorante, ormai non me la prendo più, anche perché è inutile. E forse me lo merito anche... anzi, me lo merito sicuramente.
      E' la legge del contrappasso: ho votato "quelli dell'euro" che davano del demagogo populista irresponsabile chiunque gli ostacolasse la strada, e adesso sono io quello da additare a populista.

      Saluti

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    8. Come diceva Brecht (unodesinistra) diffida di quelli che la pensano in parte come te.
      Farei solo due amichevoli commenti :
      -mi sembra strano che nemmeno una volta tu cita quei movimenti (desinistra) come Podemos, Siryza, il Pcspagnolo, il Psportoghese, il movimento di Varoufakis che tutti cercano di costruire in Europa una tendenza anti austerità e in parte anti euro.
      -non pensi che aprendo le braccia alla Lega o a Grillo, sulla base di un unico tema programmatico, (l'uscita dall'euro), rischi di trascurare altri aspetti meno edificanti, ma pur presenti nella loro piattaforma politica?

      Se questo blog è (per quanto mi riguarda) un esercizio di pensiero critico (anche radicale) credo che dovrebbe spaziare in diverse direzioni ma vedo che spesso ci si "appiattisce" o ci si "avvita" intorno a tematiche "epidermiche e ormonali" (come direbbe il prof).
      Tu sei giovane ed hai studiato quindi capisci il valore della strategia e della tattica, non restare appeso agli ami di chi predica "bene" e razzola male...
      Ciao.

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    9. Dombas, te lo dico con affetto e con delicatezza, ma devo dirtelo nell'interesse tuo e della discussione: non hai capito una sega, e sei due anni indietro rispetto agli altri. Non sai nulla dell'elaborazione svolta in questo blog, dove abbiamo previsto con larghissimo anticipo una serie di sviluppi politici che hanno sorpreso gli utili tsiprioti. Di molti siamo stati testimoni (es.: l'involuzione castacriccacoruzzzzzionista di Podemos), ad altri (il "fallimento" di Tsipras) siamo arrivati prima di ogni fottuto singolo essere di questo pianeta applicando la semplice logica economica, la stessa che ci ha permesso di capire il ruolo dei cinque stelle (o di Donald, for what matters).

      Ti do quindi un consiglio: vola basso o vattene. Noi chi è il nemico lo sappiamo, e ci regoliamo di conseguenza, ovviamente nell'ambito di un processo democratico e nel rispetto dei gradi di libertà che la situazione lascia ai singoli individui. Quello che direi io lascialo dire a me. In questo caso rinuncio a dirtelo, e spero che lo apprezzerai.

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    10. Caro prof vedo che la mannaia è pronta a colpire...
      Non metto in dubbio la chiaroveggenza né la radicalità del pensiero...ma sa anni fa (decenni) studiai von Ralf Darhendorf e mi capitò di seguire Habermas...quindi capirà che la mia idiosincrasia al dogmatismo è profonda..

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    11. Per me Habermas è un tronfio trombone europeista. Tiettelo. Sei dall'altra parte del confine, fyi. Non credo sia per te utile star qui. Torna a leggerti i suoi deliri fascisti sugli Stati Uniti d'Europa e traine ispirazione. A proposito: gli europei scrivono Dahrendorf. Gli europeisti Darhendorf. La tua ortografia ti somiglia, come la tua ostentazione di pastrufaziana latitudine di visuali. Mi spiace, abbiamo già dato: siamo nel 2016. Non posso riavvolgere il nastro di quattro anni a beneficio di un piddino di passaggio. Saremo tutti travolti dalla catastrofe: tu avrai il vantaggio di non aver capito nulla. Over.

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    12. Chiedendo scusa a dombas per il ritardo con cui gli rispondo.
      Voglio spiegare meglio perché io, da sinistra, non avrei problemi di sorta a votare la "temutissima Lega", come ho scritto all'inizio. E lo faccio partendo dalle parole del prof: "la politica è anche scelta e strategia".

      In questi giorni c'è stata la Brexit. In tutta Europa, come ha scritto Paolo Becchi, dilaga una "voglia di nazione", una voglia di "sovranità".
      Sul tema della "sovranità" le destre (Le Pen, Salvini, Farage) sono forti, è nel loro "DNA", fa parte dei loro "valori" di riferimento.

      Le stesse destre però si limitano alla battaglia della sovranità, e questo è un loro limite dal mio punto di vista. Non risolvono il conflitto capitale-lavoro o, se lo fanno, si schierano dalla parte del capitale (non è un caso che Nigel Farage e Le Pen padre (la figlia un po' meno) siano ultraliberisti; e anche il nostro Salvini tra i suoi innumerevoli e spesso contraddittori slogan ha quello di "meno Stato" e della "flat tax" che, guarda caso, è presente anche nel programma dello UKIP di Farage).

      Nella mia libreria mancano tanti altri classici del pensiero politico (ho scritto all'inizio che navigo in un mare di ignoranza, e piano piano sto provvedendo a colmare qualche mia lacuna). Me ne scuserete.
      Tuttavia, riflettendo su come poter spiegare ai miei compagni piddini o tsiprioti inorriditi dalla mia scelta di appoggiare la battaglia anti-euro di Borghi e di Salvini, ho abbozzato la mia strategia: usare la destra per la battaglia sovranista di modo che, quando saranno ristabiliti controlli alla mobilità di capitali, lavoro e merci, il lavoro possa assumere un peso maggiore nei rapporti di forza con il capitale, ridotto ad una dimensione nazionale, più piccola e controllabile.

      In altre parole, per la destra il riappropriarsi della sovranità è l'obiettivo finale (è questo quello che ho notato), per la sinistra invece dovrebbe essere solo uno step, superato il quale dovrebbe tornare finalmente a fare la sinistra e occuparsi dei lavoratori contro il capitale e contro le destre che, alleate nella battaglia sovranista, sarebbe nuovamente l'avversario politico da combattere.

      Purtroppo le attuali sinistre anti-sistema pensano di poter saltare a piè pari lo step della battaglia sovranista, non accorgendosi che se non si riduce il capitale ad una dimensione nazionale ma lo si lascia libero, il conflitto capitale-lavoro è perso in partenza.
      Ecco perché non ho nominato nei miei precedenti messaggi i vari Tsipras, Iglesias, etc. Non li tengo in considerazione perché la loro strategia non ha la minima possibilità di successo.

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    13. Errata corrige: avevo scritto "piddini" nella risposta appena inviata. Intendevo dire "PDini". Ma ora che ci penso, piddini ci può stare, visto che abbraccia una categoria ancora più ampia.

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  7. Eh, hai voglia a dire di non prendersela col giornalista... Lo so che le menzogne discendono a cascata dagli economisti che ignorano (why?) la scienza economica, ma santiddio...

    Non userei indulgenza ai manovali solo perché il capataz è peggiore.

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    1. "Non userei indulgenza....."

      Anche se la tentazione e' forte attenzione pero' a non eccedere troppo col 'piazzaleloretismo',altrimenti si rischia di ripetere alcuni disgustosi precedenti.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Sinodo_del_cadavere

      "Il cadavere di Formoso venne dunque esumato, vestito dei paramenti pontifici e collocato su un trono nella basilica lateranense per "rispondere" di tutte le accuse che a suo tempo erano state avanzate da papa Giovanni VIII nel concilio del Pantheon del 19 aprile 876."

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  8. Però vedo un + 8.6% per attività ricreative e intrattenimento.

    I classici che non tramontano mai:panem et circenses!

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  9. "Con la ragione e l’aiuto della scienza economica noi italiani sappiamo che non è del tutto così, che per tanti anni abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che la globalizzazione per un Paese industriale come il nostro non poteva che causare una redistribuzione delle quote di mercato, ma ciò non toglie che il riallineamento invece di sanare i vecchi squilibri ne sta generando dei nuovi."

    Dal manuale del perfetto struzzo.
    La cosa sorprendente è come in 7 semplici righe sia possibile addensare un intero universo di stupidaggini e aggiungerei di disinformazione e di ignoranza!

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    1. Che vergogna! Non aggiungo altro, se non l'auspicio solito: che il mercato si occupi presto di loro.

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  10. Da notare come il settore relativo alle attività immobiliari sia invece vistosamente cresciuto: evidentemente il calo dei prezzi ha reso più attraente la Spagna dal punto di vista turistico, favorendo soprattutto chi ha investito in alberghi e strutture tipo studios. Da notare come, sicuramente, negli anni precedenti, i capitali hanno contribuito alla voce "costruzioni"... O me sbaglio?

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  11. Salve Professore, confrontando i dati di eurostat relativi al rapporto reddito da lavoro/PIL e al reddito da capitale-misto/PIL dei vari stati europei ho notato che in generale nei paesi occidentali e "ricchi" (molto diversa la situazione nell'est Europa) W/Y si attesta su un 50/55%, valori ben maggiori di GOS/Y che vale 35/40%. Ciò accade in Francia, UK, Belgio, Olanda, Germania ecc., ci sono però due importanti eccezioni: la prima la Spagna, ove, come ci ha spiegato, negli ultimi anni il capitale ha recuperato velocemente il distacco, e seconda l'Italia, dove il reddito da capitale è, costantemente, seppur di poco, maggiore di quello da lavoro. Da cosa dipende ciò? Si può imputare alla presenza in Italia di un tessuto produttivo incentrato sull'impresa a conduzione familiare, oppure in generale il lavoro in Italia è poco considerato e mal retribuito? Temo di conoscere la risposta!

    grazie, paolo

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