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venerdì 6 maggio 2016

Pensioni, interessi, e la giravolta di Draghi

(...copio e incollo: la risposta quindi precede la domanda...)

Carissimo,

il problema principale attualmente non mi sembra quello dell'inflazione futura. Se arrivasse, arriverebbe probabilmente anche un innalzamento dei tassi di interesse nominali, e quindi i sistemi a capitalizzazione sarebbero in grado di erogare prestazioni nominali più alte; quelli a ripartizione, a loro volta, potrebbero adeguarsi all'inflazione (potendo raccogliere contributi più alti in termini nominali). Non sto dicendo che il sistema previdenziale sia neutrale rispetto all'inflazione (non saprei nemmeno indirizzarti su lavori scientifici in merito, questo non è il mio campo, ma quello di Boeri, e naturalmente la neutralità dipende in questo caso da scelte politiche, e ancora una volta questo non è il mio campo, ma quello di Boeri). Ti sto dicendo una cosa diversa: se non si crea valore, non si è in grado né di pagare interessi su un capitale, né di prelevare contributi sui redditi da lavoro. E siccome il valore lo si crea lavorando, in un sistema come quello europeo, che deve usare la disoccupazione come meccanismo di aggiustamento macroeconomico, capisci bene che le pensioni non hanno futuro in ogni caso.

Il vero problema oggi è questo. Del resto, ci sarà pure un motivo se Maurice Obstfeld, intervenendo a questa conferenza, ha messo al primo punto della sua proposta di riforma del sistema finanziario mondiale la flessibilità dei tassi di cambio!


Il motivo è ovvio: se l'aggiustamento invece che col cambio lo fai coi salari, devi necessariamente frenare la crescita per creare disoccupazione (allo scopo di convincere i lavoratori a farsi tagliare i salari), e questa è una strategia miope. Va bene ai gestori di fondi, che ragionano con un'ottica di breve periodo, e ai media collusi con questo blocco di miopi interessi finanziari (risparmio esempi), ma nel lungo periodo non può andare bene per la società (capitalisti inclusi)!

E poi, lo ha detto anche Draghi, rispondendo ai pensionati tedeschi, che i tassi di interesse sono a zero perché non c'è crescita (rovesciando quindi sulla loro leadership miope e autodistruttiva la responsabilità della performance deludente del sistema pensionistico tedesco).

In questo senso Draghi ha dato pienamente ragione a Gennaro Zezza che qualche tempo fa aveva scritto sul suo blog che secondo lui i fanatici della capitalizzazione (cioè, in buona sostanza, del mettere ancora più risparmi in mano al sistema finanziario privato) ragionano come se esistesse l'albero degli zecchini d'oro di Pinocchio.

E se Draghi dà ragione a Zezza, bisogna proprio pensare che Gennaro di ragione ne abbia da vendere (cosa della quale, come immaginate, sarei stato certo anche senza questa autorevole conferma)!

Peraltro, la prova del nove è che:

1) dopo che tutti ci avevano sfrantecato le gonadi per anni col discorso che l'euro ci avrebbe aiutato a fare investimenti perché avrebbe portato bassi tassi di interesse, discorso che io confutavo già nel 1997 alle pagine 6 e seguenti (mentre ora sappiamo che i bassi tassi di interesse in effetti portano bassa produttività);

2) dopo che Draghi ci aveva promesso che il QE avrebbe rilanciato l'economia tramite il canale degli investimenti, cosa che io confutavo fin dal 2012, cioè fin da prima che Draghi fosse costretto ad attenersi al suo bluff del whatever it takes;

ecco che ora il buon Mario ci dice che i tassi sono troppo bassi perché non ci sono investimenti, che guarda caso, sono quella cosa che i bassi tassi dovevano portare (senza riuscirci, par di capire).

Spettacolare questa giravolta, vero? Neanche una ballerina del Bol'šoj!

Ovviamente Draghi così scarica la responsabilità del suo fallimento (da noi annunciato) sui governi che non fanno le "riforme strutturali" (parola per tutte le stagioni). Ma l'unico che governa nell'Eurozona è lui, perché lui tiene i cordoni della borsa. E così, dopo aver per anni fatto il poliziotto cattivo a beneficio del sistema finanziario (sappiamo dove sono finiti i soldi del "salvataggio" della Grecia), ecco che improvvisamente la sua gang si accorge che, ops, purtroppissimo le riforme che lei aveva chiesto abbassano i salari, e quindi riveste i panni del poliziotto buono: fate la deflazione, ma non abbassate i salari!

Ma che bella questa Banca centrale che improvvisamente, ora che la mia spiegazione della crisi dell'Eurozona è diventata mainstream, e ora che mi fanno dire sui media chi è il nemico politico della nostra prosperità e della nostra pace, scopre questa vocazione da Robin Hood: vuole lanciare soldi dagli elicotteri, si preoccupa del calo dei salari...

Ma cazzo! E allora a cosa servivano le riforme che volevate, se non a favorire la svalutazione interna (cioè una maggiore competitività, cioè il taglio dei salari, cioè la deflazione), come avete detto peraltro voi!?


Spero sia più chiaro ora di cosa devi preoccuparti...

A.


Il 05/05/2016 21:19, Leonardo ha scritto:
Gentile professore,
sono un suo lettore da circa tre anni a questa parte, Le scrivo poiché non mi sono chiare le ripercussioni che avrá il sistema contributivo per i superstiti che avranno la fortuna (o sventura) di ricevere (forse) una pensione.

(Lo so, Lei non è un jukebox e Le chiedo di scusarmi dell'intrusione e di cestinare la mail all'istante qualora dovesse ritenerlo opportuno)

Arrivo al punto: nell'ipotetico caso che un futuro più o meno lontano dovessimo rivedere (per svariate ragioni) tassi d'inflazione al 7 - 8% se non a due cifre e dovesse permanere l'attuale sistema contributivo, i contributi versati oggi temo rischino di valere (ai fini del calcolo pensionistico) assai poco o quantomeno molto meno rispetto al valore attuale. Sbaglio? 
Ennesimo atto per decretare un esito infausto a chi di lavoro campa?

Mi scuso per eventuali, imprecisioni e/o stronzate espresse, "non sono un economista" "e" mi permetto di chiedere a chi di dovere, sperando che l'argomento possa suscitare interesse.

La ringrazio e mi scuso per il tempo che le sto rubando

Saluti

Leonardo



(...se uno mi fa una domanda interessante, io rispondo...)

116 commenti:

  1. Chiaro e distinto. Avevano ragione gli antichi: rem tene verba sequentur. Abbraccii

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  2. Il vero problema e nessuno dei grandi pensatori economici lo dice non sono le pensioni future ma quelle attuali. Nessun pensionato percepisce attualmente la pensione che ha meritato. Le nostre locuste ma anche quelle europee stanno mangiando molto di più di quello che meritano. La causa dei mali non è l'euro o l'inflazione assente ma i 250 miliardi che ogni anno dobbiamo dare ai pensionati retributivi vera spina nel fianco nelle nostre economie. Se non si resetta il sistema a ritroso nessuna manovra economica salverà mai questo finto capitalismo servo di politiche sbagliate dei diritti acquisiti e si andrà verso il vero collasso.Se tutte le pensioni fossero erogate in maniera contributiva ci potrebbe essere un vero reddito di cittadinnanza europeo e l'economia ripartirebbe subito anche con tassi a zero.Il problema è che siamo governati da vecchi difesi da vecchi pensionati(consulta) vitaliziati e con leggi fatte per vecchi. Sindacati che difendono pensionati, politici che difendono pensionati e non se ne esce. Solo un nuovo Roberspierre potrebbe risolvere le cose. Solo una guerra tra generazioni può risolvere le cose.

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    1. Lei forse ha scambiato codesto blog con il blog di Giannino

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    2. Pigreco, guarda che diventerai (forse) vecchio anche tu...

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    3. Credo che un nuovo RobeRspierre sia difficile da reperire...

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    4. @pigreco, credimi, se inizi a leggere, con pazienza e perseveranza, dal primo post, non scriveresti quello che hai scritto. Perchè quello che hai scritto fa molto "perfermareildeclino" :-)

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    5. Meritato! Eh, questi meritocratici... Vedi, PiGreco, fossi nato in Rwanda non saresti arrivato all'età che hai. L'hai meritato in qualche modo il tuo luogo di nascita? Hai meritato in qualche modo la scuola che hai fresuentato, la casa in cui i tuoi genitori ti hanno cresciuto, le carezze dei nonni, il profumo dei fiori?

      Sii più gentile con l'universo. Non ti ricambierà in ogni caso con lastessa moneta, perché la natura di noi se ne fotte, ma altri tuoi conspecifici potrebbero vivere meglio.

      Buona vita

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    6. Aspetta, ti chiamo un taxi...

      Ti faranno indossare una camiciola con le maniche allacciate dietro la schiena: non ti preoccupare, è usanza di quel servizio.

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    7. "Solo una guerra tra generazioni può risolvere le cose"

      Bravo, comincia tu, i buoni esempi in questo senso non mancano

      Oppure nel caso della tua famiglia l'affermazione "Nessun pensionato percepisce attualmente la pensione che ha meritato." non vale?

      Bene, integriamo subito il teorema di Scanavacca (giusto?):

      TUTTI = TUTTI - (IO e FAMIGLIA)

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    8. Ho dimenticato di specificare che il mio precedente commento era per quello col nick pipponico.

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    9. E bravo il nostro 3,14159... Ecco qua un altro bel cappone di Renzo/i - la guerra tra generazioni, ci mancava... il giacobinismo indrìo culo (à rebours), come diciamo in Veneto.
      A parte che hai sbagliato via (inverti a U, 200 m., svolti a destra e a Piazza delle Lauree Economiche trovi l'Oscar)... A parte quello, ne avessi imbroccata una!
      Ma l'hai letto, il post che commenti? E le sue premesse, per li rami di questo blog?
      Ciò che mi ferisce di più è il tuo disprezzo per gli artt. 1, 3, 4, 35 segg. Cost.
      Liberissimo, ma allora questo non è il tuo paese, 3,14159...

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    10. @pigreco san

      tu devi essere una specie di 5s. Ecco, anche io vorrei Maximilien. Per favore, lascia subito questo blog. Siamo persone da non frequentare. Ti prego anche di non leggere e di non studiare, vai a far girate all'aria aperta che è meglio.

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    11. Al cittadino Robespierre viene attribuita la sentenza "“Imporre la virtù, anche con la forza", il che equivale a voler alzare la voce per far rispettare il silenzio, o escogitare un modo artificioso per essere spontanei: non è un paradosso, ma un vero controsenso.

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    12. Pi greco, ma sei Puglisi mascherato?
      Mai letto tante minchiate in così poche righe...

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    13. A giudicare dai suoi argomenti un Robespierrot

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    14. Penso sia un troll ( pigrego San ) o un beato.

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    15. "Se non si resetta il sistema a ritroso nessuna manovra economica salverà mai questo FINTO capitalismo servo di politiche sbagliate dei diritti acquisiti e si andrà verso il vero collasso."

      Quindi: il capitalismo è finto, ed è colpa dei pensionati. Quindi i pensionati si fingerebbero capitalisti. Giusto? Hai veramente sottinteso questo?

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    16. Gentile Pigreco, a titolo sperimentale vorrei cercare di risponderti senza essere liquidatorio, anche se, come forse hai avuto modo di intuire, ce ne sarebbero i presupposti.

      L'indignazione è un sentimento nobile, tanto più se è sincera e coerente con i comportamenti di chi la esprime. Dando per scontata, in questo senso, la nobiltà della tua indignazione contro quelle che tu chiami le 'locuste', ti invito a riflettere sulla possibilità che la stessa richieda un sostanziale aggiustamento di tiro per inquadrare il bersaglio giusto. Provo a spiegarmi.

      Il fatto che pensioni da decine di migliaia di euro al mese possano essere completamente scorrelate dell'entità dei contributi versati è qualcosa che sicuramente non fa una bella impressione (tralascio il fatto che l'indignazione, ancor prima, dovrebbe avere ad oggetto l'abnormità dei redditi/emolumenti su cui quelle pensioni sono state parametrizzate). Vorrei però farti notare che, nella tua visione, nel novero delle pensioni 'immeritate' (ovvero, come evidentemente lasci intendere, da decurtare a fini 'riequilibranti') rientrano (e rientreranno sempre di più), in larga parte, anche quelle tipiche di moltissimi 'comuni mortali' (per capirci, fascia 1000-1500 euro). Ora, il fatto che si debbano considerare tendenzialmente insostenibili pensioni poco più/meno che dignitose non ti fa venire il sospetto che il problema sia anche (o magari soprattutto) da qualche altra parte?

      Al tuo posto, come ipotesi di lavoro, comincerei a considerare la possibilità che cose come 'metodo retributivo' e 'metodo contributivo', lungi dall'essere regole intrinsecamente valide o meno, non sono né più né meno che diversi algoritmi pratici di calcolo per determinare l'ammontare dell'assegno pensionistico, il secondo dei quali, essendo meno generoso del primo, appare 'a spanna' garantire una maggiore sostenibilità del sistema. E che, in effetti, non c'è alcun rapporto matematicamente deterministico tra necessità di applicazione del metodo contributivo e sostenibilità a regime del sistema. E che, come molti 'esperti' del settore sanno, ma pochi sono disposti a riconoscere in pubblico, nei fatti la sostanziale regola operativa pragmaticamente e storicamente seguita, finché ha funzionato, nella gestione dei sistemi previdenziali, è stata la copertura dei trattamenti pensionistici correnti con i contributi correnti. E che quindi, realisticamente, il nocciolo del problema è: come massimizzare/stabilizzare il rapporto corrente tra contributi incamerati e trattamenti erogati?

      Al riguardo, uno spunto di riflessione credo difficilmente contestabile che mi permetto di suggerirti è che il montante contributivo corrente è in generale tanto maggiore quanto maggiore è il reddito-prodotto rilevante ai fini dell'imposizione contributiva. Il quale a sua volta è tanto maggiore quanto è:

      [continua]

      Elimina
    17. [segue]

      1) minore il tasso di popolazione inoccupata/improduttiva sulla popolazione totale (naturalmente, al netto dell'evasione contributiva);
      2) maggiore il livello dei salari reali (il cui LIMITE superiore è correlato positivamente col livello della produttività);
      3) maggiore, a parità di prodotto, il rapporto tra quota salari e prodotto complessivo;
      4) minore il gap tra produzione potenziale (dipendente dal livello di produttività raggiunto) e produzione effettiva;
      5) maggiore il rapporto tra popolazione 'efficientemente' attiva da una parte, e popolazione inattiva + popolazione 'inefficientemente' attiva (vecchi stanchi e scoglionati) dall'altra (rapporto che è negativamente correlato con l'età media della popolazione, ovvero positivamente con il tasso di natalità).

      Per quanto riguarda il punto 1), non mi pare ci sia molto da dire su quella che è la poco esaltante realtà dei nostri tempi.
      Per quanto riguarda il punto 2), un'occhiata a questo grafico di un paio di post fa credo che chiarisca molto.
      Per quanto riguarda il punto 3), puoi dare ad esempio un'occhiata a quest'altro grafico o simili che puoi facilmente trovare.
      Per quanto riguarda il punto 4), puoi riconsiderare il grafico di cui al punto 2) tenendo conto del ruolo positivo della domanda nel determinare sia il tasso di incremento della produttività sia la convergenza tra produzione potenziale e produzione effettiva. In particolare, puoi provare a riflettere su quello che può essere, in un contesto di elevato gap tra le due, l'effetto di una riduzione della domanda conseguente all'abbattimento del valore degli assegni pensionistici derivante dall'applicazione a regime del metodo contributivo.
      Per quanto riguarda il punto 5), puoi provare a chiederti che rapporto ci può essere tra elevata disoccupazione + precarietà lavorativa + deflazione salariale da una parte, e basso tasso di natalità dall'altra.

      Infine, ti inviterei a riflettere su quale può essere, al di là di un effetto redustributivo POTENZIALE del tutto IRRISORIO viste le grandezze relative in gioco, la possibile funzione REALE di un intaccamento preliminare (prevedibilmente di entità poco più che simbolica) dei 'macro-privilegi acquisiti' più smaccatamente 'immeritati', rispetto alla possibilità di aggredire successivamente, in modo sostanziale, i 'micro-diritti acquisiti' della MASSA QUANTITATIVAMENTE CRITICA costituita da quel che resta della classe media (con effetti di ristabilimento di una maggiore equità intergenerazionale, per quanto evidenziato sopra, tutti da dimostrare).

      Mi scuso per la lunghezza della risposta, ma ho pensato che fosse importante cercare di essere il più possibile chiaro ed esplicito rispetto a quelli che mi sembravano essere i punti rilevanti di una questione ancor più rilevante.

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    18. @pigreco

      non mi unirò al coro di chi ti scernisce per le tue corbellerie.
      Ti do un consiglio: In alto a sinistra in questa pagina c'è "per cominciare"; puoi cominciare da li e però ti consiglio anche i due libri che trovi nella colonna di destra. In ordine cronologico di pubblicazione e conditi da una bella dose di umiltà (e con carta e penna alla mano per farti qualche schemino).

      Questo per evitare di fare la figura dell'imbecille in un luogo come questo (ce ne sono pochi). Altrimenti credo che faresti meglio a riservare commenti come questo al sito di repubblica o del sola 24 ore; li ti becchi pure qualche like che fa tanto bene alla tua autostima ma molto meno alla tua intelligenza.

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    19. Speriamo non sia un infermiere...

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    20. E poi fare il Robespierre, alla fine della storia, porta anche un po' sfiga

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  3. Spartaco e la ballerina del Bol'šoj"

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Majja Michajlovna Pliseckaja, musica di Aram Khatchaturian)

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    1. @Obli

      Alessandra, di meglio non potevi scegliere.

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  4. "Ma che bella questa Banca centrale che improvvisamente, ora che la mia spiegazione della crisi dell'Eurozona è diventata mainstream, e ora che mi fanno dire sui media chi è il nemico politico della nostra prosperità e della nostra pace, scopre questa vocazione da Robin Hood: vuole lanciare soldi dagli elicotteri, si preoccupa del calo dei salari..."

    Per essere credibili sia i PUDE nazionali che i responsabili BCE dovrebbero tutti fare quello che fece Fosco Maraini quando rifiuto' di aderire alla Repubblica di Salo' (al tempo cui insegnava in Giappone). Per gli orientali infatti quello e' l'unico modo per convincere un interlocutore della sincerita' del proprio pentimento.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Yubitsume

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  5. Come sempre Professore è stato chiaro e cristallino. Ma io , personalmente, non ce la faccio più a combattere contro i mulini a vento. Cerco in ogni modo e luogo a spiegare il perchè di questa situazione ma sempre mi trovo la stessa risposta:" guai ad uscire dal' euro!". "Perdona loro padre, perchè non sanno (e non vogliono sapere) quello che dicono e fanno." - Io non perdono, se mai un giorno ci sarà GIUSTIZIA, pretendo che questi individui (quelli che difendono l'euro e quelli che ci hanno portato) , siano spogliati di tutti i loro averi (proprietà, denari tec,) e che siano Esiliati dall'ITALIA, dato che NON L'AMAVONO e che le loro identità siano cancellate dal''anagrafe ITALIANA. Scusi per lo sfogo Professore, ma sinceramente non ho più forze. Sono un piccolo artigiano che combatte per lavorare, svalutando il prorio lavoro per lavorare. Sà mi dicono che c'è crisi e bisogna abbassare i prezzi perchè c'è la concorrenza - Richiesta poca- Domanda tanta = prezzi giù
    Con stima e gratitudine La saluto.

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    1. La crisi economica non accenna a diminuire e, se alcuni settori riescono a sopravvivere grazie ad interventi mirati, per le piccole imprese i tempi sono molto bui, ora più prima, perché il mercato non migliora e i lunghi anni di sacrifici iniziano a farsi sentire. La crisi interessa tutto il territorio nazionale e in particolare il mondo dell'artigianato e della piccola impresa che sono stritolati in un sistema che non dà scampo. Da un lato ci sono le tasse che non tengono conto della realtà che vivono queste aziende, poi c’è la burocrazia che, cieca e sorda, pretende solo che tutto sia fatto rispettando le regole e infine le banche che hanno una politica molto restrittiva di concessione del credito e comunque sempre con interessi e condizioni a cui è molto difficile star dietro.

      In questi giorni si sono riuniti gli associati CNA di Biella per fare fronte comune e cercare di far sentire le loro voci, spiegare le difficoltà che stanno affrontando e il motivo per cui anche le strategie dello Stato, ad esempio la Jobs Act, ormai non funzionano più. Probabilmente farsi ascoltare, protestare e spiegare le proprie difficoltà può aiutare a trovare una soluzione comune o, quanto meno, una strada da percorrere per uscire dalla crisi, dai mancati profitti e dalle tasse che, alla fine del mese, non mancano mai all’appello.

      Biella non è un caso isolato, questi problemi sono estesi un po’ a tutte le realtà artigiane, soprattutto quelle che lavorano con materiale povero o che è strettamente collegato ad altri settori, come ad esempio quello che ruota intorno all’edilizia che è uno dei più colpiti.

      La crisi che stiamo vivendo è una condizione molto ampia che valica persino i confini nazionali, anche realtà floride da qualche tempo fanno i conti con profitti più bassi di quelli previsti. Da qualche anno persino i casinò svizzeri hanno dovuto affrontare delle misure preventive, da un lato per fronteggiare il cambio Franco – Euro sfavorevole, dall’altro la mancanza di clientela che, inevitabilmente, abbassa i fatturati. Per cercare di superare questo momento i casinò elvetici stanno spingendo sull’acceleratore con una campagna di rinnovamenti che dovrebbe riportarli agli antichi splendori.

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    2. Caro Stefano, io come te sto in trincea, sia lavorativamente come p.iva, sia politicamente come soldato contro il "non c'é alternativa" dei lemmings piddini.
      Resisti, il velo dell'ipocrisia si sta squarciando, é e sará durissima, e molti infami si salveranno, riposizionandosi all'ultimo, ma il fetore ormai non é piú occultabile.

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    3. Ci sono anche moltissimi bambini nell'acqua sporca....
      https://www.facebook.com/ivan.mattei.3/videos/1459625214439/
      La RAI ha accuratamente censurato questo ringraziamento all'Italia ed agli Italiani.

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    4. Buongiorno, come appartenente al settore ritengo incredibile che le imprese artigiane e di piccole dimensioni, si stiano muovendo solo adesso. Sono state le prime a dover fare i conti con i vari aggiustamenti al ribasso del valore del lavoro, della mancanza di domanda, della stretta creditizia, e sono stati anche spesso oggetti dei vari provvedimenti di inasprimento del prelievo fiscale, e sottoposti ai più assurdi ostacoli burocratici. Riconosco che, essendo per lo più queste imprese, costituite da artigiani singoli o con qualche dipendente, non hanno spesso la possibilità di accedere a strumenti che difendono la propria categoria, rendendo cosi debolissima la propria capacità di pressione sui decisori. Pertanto ammesso per primo le colpe e le mancanze della categoria, voglio però porre l'attenzione sulle associazioni che dovrebbero tutelare queste imprese, che sono totalmente manchevoli e proni allo status quo attuale. Spesso queste associazioni hanno rappresentato più l'organo di controllo, delle PMI, deviando l'attenzione e frazionando il più possibile le ragioni del malcontento della categoria. Sono inoltre anche depositari di un enorme conflitto di interessi, difatti sono spesso allocatori se non i diretti beneficiari di contributi statali ed europei. Quindi penso che all'interno della categoria stessa, prima di puntare il dito verso categorie distanti, e spesso astratte (le banche, lo stato, il normatore, equitalia ecc.. ecc..) debba fare chiarezza al proprio interno e capire chi è il lupo e chi è l'agnello. Non ho purtroppo la capacità di aprire un dibattito su questi temi, mi piacerebbe che qualcuno riuscisse a farlo, dato che ,credo che in Italia, sia la PMI sia una categoria determinante nella formazione delle prospettive del Paese.

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    5. Questo è un commento molto profondo, che vale anche a livelli più altri, come Confindustria. Il punto è che fino a quando le banche non sono state toccate nessuno si è preoccupato. Ora si preoccupano ai piani alti, cioè dove viene deciso di cosa è possibile parlare.

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    6. Purtoppo confermo. Oggi sono presidente di una mini associazione (siamo circa 40) di liberi professionisti/ditte individuali. Ci siamo riuniti solo nel 2012, a disastro giá in corso, e fino ad allira abbiamo campato con la storiella del "proprio orticello".
      Ora per punizione lottiamo con le fionde , quando quelli dei piani alti hanno i carri armati.
      Oggi quindi non posdo che fare quello, lottare con le fionde.
      Almeno, anche grazie al prof, quelle le ho ancora.

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    7. Grazie @Luca m, io ovviamente, sto resistendo con sacrifici miei e di chi mi è accanto. Ma la situazione sta diventando molto pesante. Spero di gioire , con tutti i lettori di questo blog, la fine di questo incubo chiamato euro!

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    8. La ringrazio della risposta, se non l'avessi seguita negli ultimi anni con assiduità, non sarei riuscito a conseguire la capacità critica necessaria per formulare queste idee, non ho appreso che poche nozioni base economiche, a causa delle mia scarsa scolarizzazione, ma altre nozioni mi sono apparse dopo poco più chiare. Questo è il complimento migliore che possa farle.

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    9. Se quelli che sono scolarizzati lo provassero come lei che non è scolarizzato lo nasconde "staressimo" tutti meglio, le assicuro.

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    10. @Gasterize. Dopo circa un anno di disoccupazione mi si sta presentando l'opportunità di rilevare il 50% di una piccola ditta artigiana di arredamenti su misura (saremmo due soci ed un dipendente). Questi ultimi post mi fanno tremare. Non so che fare.

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    11. Non penso, che sia questo il posto dove si possa rispondere a domande cosi personali e private, ma se serve a chi legge e soprattutto a chi scrive per mostrare qual'è il pensiero di uno che vive in una piccola azienda, deciderà qualcun'altro se è conveniente o meno pubblicare questa risposta.
      Ci sono diverse ragioni percui una persona decide di intraprendere una attività artigiana, alcune sono economiche, la maggior parte sono emotive. Dal punto di vista economico, adesso come adesso, non sarebbe da fare assolutamente, è vero che nel campo dell'edilizia e della casa in genere, soprattutto attorno ai grandi centri, si respira un aria meno depressa degli ultimi anni, ma a mia esperienza (non sono un centro studi), solo nella fascia alta di clientela, e nella fascia bassissima, per i motivi che la prima sente di essere ai minimi prezzi d'acquisto mantenendo un certo standard che si presuppone tra poco sparirà (ne resteranno pochi in questa fascia che inizieranno a farsi pagare a peso d'oro) la seconda perché una domanda fisiologica c'è sempre stata ma a lungo è stata bloccata, quindi si è un po' mossa, conta che l'offerta in questo settore è calata drasticamente e quindi tutti a far festa ma... Il professor Bagnai è stato abbastanza chiaro tra poco si abbatterà su di noi un altro ciclone che spazzerà via la parte bassa del mercato. Dal lato emotivo invece avere un'impresa artigiana è la cosa migliore che possa capitare a qualsiasi persona, realizzare manufatti con l'ausilio di pochi macchinari, un po' di ingegno tanta creatività ti fa sentire speciale, riconoscere la mano in certe opere di un collega, vedere che la tua è diversa, insomma è talmente entusiasmante che se ti fai prendere la mano tralasceresti tutto il resto. Nonostante tutto a me viene voglia di fare un opera (non lavorare quella è una roba faticosa) solo per il gusto di volerla fare. Fai tu...

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    12. Grazie a te ed al prof. che ci ha dato spazio. Mi hai convinto a tentare.

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    13. Che combinazione, Stefano!
      Il 5 aprile del 2014 in via Italia (a Biella) ho visto il banchetto della CNA circondato da tante sagome di cartone che raffiguravano vari artigiani.
      Chiesi le motivazioni e gli obiettivi della manifestazione. Non ricordo quali fossero, ma non avevano nulla a che fare con l'euro, l'indipendenza della banca centrale, i trattati europei, ecc.
      Insomma erano completamente fuori strada, quindi ho inviato loro un'email firmata e molto educata che finiva in questo modo:

      "Un'associazione che si propone di rappresentare e difendere i medi e i piccoli dovrebbe quantomeno aprire un dibattito serio e non manipolato sull'euro al suo interno.
      Volendo sperare che la mancanza di tale dibattito fino ad ora sia stata causata da disinformazione o cattiva informazione, mi permetto di segnalare questo articolo.
      Oltre ai citati premi Nobel, sono molto attivi e preparati a livello nazionale i professori Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
      Grazie per l'attenzione"

      Non ho ricevuto risposte.
      Tutte le associazioni, come i sindacati, hanno delle grandi responsabilità nell'aver scelto di non fare gli interessi dei propri rappresentati o di essere incapaci di ricoprire tale ruolo.
      Cosa vuoi/puoi aspettarti da loro?

      Ma non si può citare Biella senza dire TESSILE (era una provincia quasi monosettoriale). La maggioranza erano PMI.
      Molte sono state spazzate via; avrebbero dovuto avere più familiarità con l'economia (rispetto a un artigiano) almeno a giudicare dalla boria e la saccenteria con cui ne parlano, invece non hanno capito niente e la loro associazione continua a parlare a vanvera. Gli stessi falliti non hanno capito perché sono falliti (la Cina).
      Uno dei pochissimi grandi, Loro Piana, è stato acquistato da LVMH.
      Un'altra big, Zegna, è un grande gruppo sempre meno legata al territorio. Entrambe sono prevalentemente esportatrici.
      In pratica qui sono sopravvissute solo aziende in grado di esportare (o terzisti che lavorano per loro) perché qui pochi hanno ancora la possibilità di acquistare prodotti di lusso. A parte pochi fortunati, lavoriamo per produrre alta qualità da esportare e in cambio compriamo roba cinese o mozzarelle tedesche al Lidl.
      Come hai detto, l'edilizia è ferma, gli immobili hanno perso enormemente valore e molti capannoni sono abbandonati.
      La popolazione è diminuita del 20% circa e una parte sempre più numerosa è sotto la soglia di povertà e sopravvive grazie alla distribuzioni di viveri, alle mense per poveri e agli enti di beneficenza.
      In una delle città che aveva pil pro capite più alto in Italia.

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    14. Volevo dire REDDITO medio pro capite (non pil) nell'ultima riga

      Mio sire, mi perdoni, ho messo prima Borghi perché nell'intera email c'erano diversi link a Goofynomics, quindi non volevo sembrare troppo fanatica.

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    15. Ma cosa vuoi che faccia la CNA?

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    16. Anche solo un po' di informazione?
      E se lo stesso avessero fatto tutte le associazioni (commercianti, coldiretti... e non dico confindustria, ma le unioni industriali locali dal momento che prevalgono le PMI)?

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    17. "Ma cosa vuoi che faccia la CNA?"

      D'impulso ho risposto "informazione" perché ovviamente la CNA non può essere un gruppo con sufficiente forza da creare pressione.
      Spesso parliamo di lobby e della loro influenza nefasta dal momento che è improbabile che gli interessi di una élite ristretta corrispondano a quelli della società nel suo insieme e che si basa sulla logica - opposta a quella democratica - "un euro, un voto".

      Negli USA il "lobbying" è consentito e regolamentato. Anche nell'UE e in alcuni singoli stati europei. Da una rapida ricerca ho appreso che in Italia non esiste nessuna regolamentazione e che in molti stanno chiedendo una legge che la disciplini.

      D'istinto mi verrebbe da pensare che se gli USA sono lo stato con la migliore regolamentazione in proposito, allora lo vieterei.
      Mi sembra che sia come legalizzare le mazzette (o come finanziare i partiti e le campagne elettorali); sicuramente la questione è più articolata, ma non esiste un modo per evitare il lobbying? Ed è sensato/possibile vietarlo?
      Perché una lobby molto potente ma poco rappresentativa numericamente dovrebbe avere il diritto di fare pressioni/ricatti che danneggiano tutti gli altri?

      Non che i cittadini abbiano sempre ragione, sicuramente su molti argomenti non hanno sufficiente conoscenze, ma in democrazia non vince necessariamente chi ha ragione o chi è nel giusto, ma chi ottiene più voti (e poi se ne pagano le conseguenze, buone o cattive che siano).

      Da ignorante penso che l'unico modo conciliabile con la democrazia siano il dibattito pubblico e l'informazione, senza i quali qualsiasi la scelta - anche buona - sarebbe paternalistica.
      Ma chi ha abbastanza potere per il lobbying ha abbastanza potere anche per inquinare il dibattito e l'informazione (e infatti lo fanno) e per corrompere.
      E allora cosa cambia? Quel è la soluzione migliore (o il male minore)? Qualcuno i può aiutare?

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    18. @Silvia 6 maggio 2016 21:17

      Stessa esperienza in un altro settore parimenti con fortissima presenza artigiana (finché dura…) in un'altra zona d'Italia…

      E' il dramma di quasi tutto il mondo delle PMI e micro imprese italiane: non vedere il nemico e la radice del male, ma perdersi dietro ai fantasmi prodotti da un terribile miscuglio di menefreghismo proprio e propaganda altrui…

      Ed è, all'opposto, il VERO valore aggiunto dell'opera del maestro (nel blog, nel TDE, nell'IPF…): chiamare a un rinnovato spirito di unità nazionale fondando l'appello sull'UNICA cosa che può unire.

      Non c'è altra strada.

      Punto.

      A capo.

      Fine.




































      (Spero di avere messo abbastanza a capo... che pppalle…)

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    19. Cosa possono fare le associazioni di categoria, sicuramente non possono proporre l'uscita dall'Euro perché non è oggettivamente di loro competenza, ma potrebbero per esempio, porre al vaglio critico l'enorme blocco di norme tecniche che l'europa ci chiede di ratificare senza nemmeno leggerle. In quei guazzabugli, scritti da ubriacatori professionisti, ci sono nascosti i cavilli che creano vantaggi alle imprese straniere. Poi potrebbero esigere che le norme valgano per tutti i paesi e non solo per alcuni, ad esempio in Francia alcune apparecchiature esigono il marchio NF, anziché CE, in italia il marchio IT non esiste neppure. Esigere che il legislatore imponga che tutte le imprese che lavorano su suolo italiano debbano garantire lo stesso livello assicurativo di quello italiano,dei propri lavoratori , chiudendo il dumping transfrontaliero dei diritti, una volta per tutte. Potrebbero informare, potrebbero, creare un fronte comune, insomma potrebbero fare il proprio lavoro di sindacato di categoria.

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  6. Buongiorno Prof.Bagnai,il suo articolo "LA VERA STAGNAZIONE SECOLARE È NEI SALARI" credo sia il cuore per capire quelle che sono state le scelte politiche-economiche dalla fine degli anni settanta ad oggi.Infatti,con il pretesto dell'inflazione,si e' favorito la massimizzazione dei profitti che il Capitale ha accumulato dopo la seconda guerra mondiale,a discapito del lavoro,il tutto seguendo dogmaticamente il pensiero unico neoliberista .Mobilita' dei capitali,indipendenza Banche Centrali,Euro,modello di indebitamento finanziario all'americana,fino alla iper-mobilita'del lavoro per favorire una competizione al ribasso tra indigeni e stranieri(chiamata "migrazione"),sono stati strumenti funzionali solo a questo obiettivo.Da qui una serie di riflessioni sulla domanda finale del suo articolo.Cosa ha causato la vera stagnazione dei salari? Mobilità dei capitali che (l'Euro ha amplificato)=lavoratori più ricattabili per una concorrenza al ribasso . Segue creazione di un ingente esercito industriale di riserva, dove il "migrante gioca un ruolo funzionale " ,e capitale sempre più ghiotto di profitti, che la produttività in aumento ha creato ,ma scelte politiche funzionali non hanno redistribuito in modo equo. Da qui a cascata il paradigma della competitività e della crescita basata sul magico " tutti esportatori (verso Marte). Dove i prodromi in Europa sono nati per il mercantilismo tedesco ,(favorito storicamente dal bacino di utenza dell'Europa dell'est e dalla manodopera post unificazione ,i cui costi si sono scaricati su tutta Europa), manifesto rappresentato dalla Riforma Hartz, dove flessibilità ,precarietà e deflazione salariale erano le linee guida a cui tutti dovevano attenersi . Da qui la corsa a riforme analoghe in tutti gli altri paesi ,sempre più accentuate dal terrorismo mediatico del “fare presto” e violentando la parola " Riforme", con l'obiettivo reale di ridurre i salari con il pretesto totalmente a-causale del debito pubblico . Alla fine siamo arrivati al Jobs Act e al Le Loi Travail francese, entrambi di governi "sinistri" che hanno dato il colpo di grazia alla dialettica capitale-lavoro ,in favore del primo. Non più fattori produttivi ,il primo rendita e risparmio ed il secondo consumatore-indebitato, seguendo il modello americano dove le disuguaglianze salariali vengono drogate dall'indebitamento finanziario (i subprime come massima espressione ). E quindi, indebitatevi tanto il salario non vi serve ,amplificando quegli squilibri delle partite correnti che un'Unione monetaria ha ulteriormente reso divergenti tra i singoli paesi ,forzando economie con livelli di inflazione diversi, senza piu’ la possibilità del cambio come strumento di riequilibrio. Ecco allora la strada alternativa, colpire i salari per ridurre le importazioni e riequilibrare i conti con l'Estero. L'Europa, quindi, alla luce di tutto questo diventa esportatore di deflazione nel mondo, penalizzando in particolar modo i paesi emergenti. I profitti si riducono perché i prezzi scendono e per recuperare margini ,nell'infinita catena del cane che si morde la coda ,si continuano a tagliare i salari. Adesso siamo all'ultima fase ,quella dell'attacco al risparmio, come se fosse un salario aggiuntivo, proprio per questo la fine di questo modello non sembra lontana.

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    1. Ragazzi, dovete cercare di mettervi in testa che un brano appena un po' lungo completamente privo di a capo semplicemente non si riesce a leggere.
      Non capisco che problemi hanno le vostre tastiere, forse il tasto invio scotta?

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    2. Prof, devo farle TROPPI complimenti per la tv dei cattolici... a parte, prof, che a vedervi lì, l'uno di fronte all'altro, lei e Becchetti... mio dio, prof, come ho potuto, come ho potuto ANCHE SOLO PENSARE di cambiare guru... Comunque quanto è dolce Becchetti, sembra convinto che tutti i problemi del mondi si risolvano a comprare un prodotto con su scritto "io sì che sono prodotto in modo etico", quanto è carino, secondo lui le aziende si costruiscono una buona reputazione non a milionate di marketing, ma comportandosi bene... Vabbè, prof, ma non è di questo che volevo parlare, in realtà volevo farle i complimenti per l'anticonformismo di mettersi la cravatta... quanto odio sta divisa sbrendola de sinistra de ste giacchette e ste camisce aperte ar collo...
      Vabbè ancora, prof, tanto vale che lo confessi: DOPO la mimetica la cattocomunista predilige giacca e cravatta...

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    3. Allora vai di fronte alla tele, o adepta!, che alle 21:30 ci sarà una mia epifania (o epifagna). Comunque, io sull'argomento di Becchetti qualche riserva ce l'avrei, in effetti...

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    4. Dopo la fagiana adesso non si può più gestire gli a capo. Questo blog sta diventando una scuola coranica. Una madrassa tutta burqa e spazziature. Basta, rivoltiamoci! JamesJoyce&MoanaPozzi!!

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    5. Siamo pronti. Sto perfino tentando di mettere mia figlia in pigiama per tempo.

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    6. Miracolo! Marco è riuscito a dare una risposta all'interno di un thread e non in un punto a casaccio del blog! Credo che sia la prima volta.
      Joyce lo citi come antiProust? Guarda però che io lo amo moltissimo! Quanto a letture sono peggio di Moana, infedelissima e sempre disponibile a provare.

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    7. @Marco S

      Che te frega della gestione del periodo? Sei il commentatore più sintetico del blog. Puoi continuare a imperversare indisturbato, per la nostra gioia.

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    8. @Enrico Pesce

      E c'hai ragggione!

      Grazzzie

      Tzè

      P.s.:

      però...

      anche tu...

      nemmeno un a capo...

      nun se fa!

      No.

      Punto














      Scordavo: a capo.

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  7. "se non si crea valore, non si è in grado né di pagare interessi su un capitale, né di prelevare contributi sui redditi da lavoro. E siccome il valore lo si crea lavorando, in un sistema come quello europeo, che deve usare la disoccupazione come meccanismo di aggiustamento macroeconomico, capisci bene che le pensioni non hanno futuro in ogni caso".

    Ascolti, leggi, cerchi di capire, ma ti spiegano le cose sempre nello stesso modo, o in altri simili, e ti manca sempre qualcosa per far quadrare il cerchio. Insomma, la cosa non ti entra proprio in testa, e si insinua perfino il dubbio che le cose non le abbia comprese, fino in fondo, nemmeno chi pretende di insegnartele. Poi arriva qualcuno e, con parole semplici scrive una cosa banale, ma fondamentale. E tu, di colpo, riesci finalmente a capire! Non so se capita anche a voi.

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  8. Consentitemi la battuta.
    Oggi Draghi si è accordo di aver inviato le lettere (col testo sbagliato) alle signore sbagliate (Italia, Grecia, etc. etc.) doveva inviarle alle signore (Germania,Olanda etc.) e dirgli di inflazionare.

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  9. Prof, un piccolo typo...
    "1) dopo che tutti ci avevano sfrantecato le gonadi per anni col discorso che l'euro ci avrebbe aiutato a fare investimenti perché avrebbe portato tassi di interesse, "

    si è scordato "bassi" dopo tassi di interesse...

    so che come intervento non è molto tecnico...

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    1. È un lapsus musicale. Il "bassi" fidati che voleva metterlo prima di "tassi", e l'orecchio musicale l'ha tradito.

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  10. Questa è l'ennesima dimostrazione che, le diverse nazioni europee, hanno obiettivi diversi.I sognatori non si arrendono ancora :)

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    1. L'Europa è solo un'espressione geografica....

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  11. Ma questo problema può essere risolto: chiamiamo QE for State la monetizzazione del deficit pubblico e riprendiamo a farla, come si è sempre fatto, tranne nell’infausta parentesi della nostra storia iniziata con Maastricht, il trattato che, nell’interesse di pochi, ha condannato un continente alla depressione economica.

    Oggi sono tutti davanti all' appellista Francesco, che parla di migranti da accogliere ma non dei morti greci, per esempio, qualche giorno fa è arrivato a Londra, l' appellista americano Barack, qualche giorno fa addirittura uno dei nostri Furby analisti, aveva avuto qualcosa da dire sui motivi (sballati, as usual, sulla deflazione, partendo da uno degli effetti, ovviamente non dalle cause).
    Ora, se Alberto mi permette, vorrei dire che l' appellista americano, dovrebbe lui stesso, operare per un tranquillo ritorno delle economie europee alle proprie valute, se fosse un vero "DEMOCRATICO", dopo aver capito che le continue "turbolenze depressive", anche nel suo Paese, mi pare lo disse anche Paolo Savona, a Roma, durante un incontro alla sala conferenze della Camera, nel maggio del 2014, dipendono proprio dall' oggetto del suo appello.

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  12. Gent.mo Prof. Bagnai. Io non so se Draghi ci è o ci fa. Forse tutt'e due. Nel discorso tenuto a Francoforte pochi giorni fa, discorso che lei cita nel suo post, il nostro primo imperatore del rinato (e tre) Sacro Romano Impero Franco-Tedesco prima afferma che la scarsa domanda di investimenti è alla base dei bassi tassi di interesse stabiliti dalla BCE. Questa affermazione non è un'affermazione tra le tante: è alla base del suo ragionamento. Tuttavia, nonostante questo, nella parte finale dell'intervento si dimentica di questo pilastro del suo ragionamento e ne esce fuori col suo esatto contrario, cioè che sta tenendo i tassi bassissimi per stimolare gli investimenti.
    Cosa pensare? Di lui e di chi lo ascoltava? E' ottuso? E' scaltro? E' un ottuso al servizio di scaltri? O il mondo è in mano a ottusi?

    Grazie per il suo lavoro e la sua generosità. Cordialmente.

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    1. Si puo' essere ottusi & scaltri. O meglio, mi sembra difficile scorporare tali virtu'...

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  13. A Draghi si può solo rispondere che, se l'acqua scarseggia, la papera non galleggia.

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  14. Bypassare la BCE !?! la Banca Centrale Europea non è un ente pubblico, ma è una vera e propria società che possiede un capitale sociale ( appena 4 B€ !!), con quote relative (http://www.finanzainchiaro.it/a-chi-appartiene-la-banca...) detenute dalle singole banche nazionali. E le banche nazionali (ad es. Banca D'Italia) non sono di proprietà dei "cittadini" (immaginiamo un salvadanaio "crowdfunding della Nazione"), bensì sono anch'esse privatizzate, suddivise in quote appartenenti a reti gerarchiche di dinastie baronali, consorzi "do ut des" di vario tipo e altre porcherie. La mia opinione è che finchè non verrà creata una VERA BANCA COMUNE EUROPEA, frutto di singole donazioni di singoli cittadini, nessuno sarà mai veramente libero. Siamo in 500M di persone. Con appena 10 € a testa arriviamo a 5 B€ e superiamo il "potere arrogante" dei pochi ricchi grazie al piccolo contributo di tutti. Il futuro è già di tutti solo che pochi lo sanno. Il potere della BCE sta nella nostra disorganizzazione monetaria. E pensare che basterebbero 10€ a testa una tantum per creare una VERA BANCA COMUNE EUROPEA e superare il capitale sociale della BCE attuale.. incredibile no?

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    1. Adolfo sei magnifico, mi pari quando da ragazzo dicevo: ci sono 50 milioni di italiani, se ognuno mi da mille lire ho risolto tutti i miei problemi.
      Non consideravo che tra i 50 milioni c'ero anche io, e il primo a non avere le mille lire da darmi... ero proprio io.
      In questo momento nelle mie tasche ci sono € 4,50. se mi vuoi anticipare i 10 leuri?!
      te li restituisco appena riparte l'economia grazie al giobbbsactttt

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    2. Non vedo il problema. Tutti (gli europei) possono rimediare 10 € se vogliono. Ma le cose non bisogna solo volerle; bisogna pure coordinarsi per farle. In generale il mio discorso utopistico preferisce una BCE pubblica da 10€ a testa in 500 milioni di persone (chiamiamola poligarchia) piuttosto che una BCE privata in mano a qualche migliaio di milionari (dicesi oligarchia), che tra l'altro mi risultano essere sempre i soliti cognomi/dinastie da 300 anni a sta parte... chiamatemi grillino, ultrasocialista, permeista, idealista, utopista, come volete, non mi interessa. Io so solo che il capitale sociale della BCE è di appena 4 miliardi di euro che è una cifra insormontabile per un singolo, affrontabile per un oligarchia e quasi irrisoria per una poligarchia.

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    3. Ma non è che dovresti leggere il post precedente?
      Comunque, ti prometto che domani mi vesto fa fricchettone anni '70 e vado in giro per il centro a chiedere: "scusacihaicentolire?" col pertinente tono nasale romanesco d'epoca. Quando ho fatto ti chiamo.

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    4. simpatico Adolfo e questa raccolta di fondi da te proposta chi la gestirebbe, se era cosi facile il comunismo avrebbe salvato il mondo secondo la tua teoria.






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    5. Il problema, caro Adolfo, è che il "laser a intenti", per perforare i baluardi dei "nemici del popolo", è come il moto perpetuo.
      Sogno di una applicazione pratica, simmetrica ma molto più estrema, dell'estremismo interpretativo dei complottisti.


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    6. @Adolfo
      Le utopie sono deleterie.
      DDobbiamo fare i conti con la realtà.

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    7. La realtà sei tu oggi col tuo specchio. Ricorda che fra 50 anni sarai polvere e di te non resterà nulla. Oggi molte utopie possono divenire realtà grazie ai sistemi di telecomunicazione moderna.

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  15. Adolfo, santo cielo! Qundo avevo 17 anni sentivo gente "de sinistra" che predicava la fecondità illimitata come strumento di presa del potere. A 17 anni potevano anche divertirmi, alcune utopie. A 54 no.

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    1. L'unione fa la forza! L'hai mai sentita questa? Io ho basato il mio ragionamento sul capitale sociale della BCE che è effettivamente di appena 4 miliardi di euro cosi' ripartiti (leggi qui: http://www.finanzainchiaro.it/a-chi-appartiene-la-banca-centrale-europea.html). Fai 4 miliardi diviso 500 milioni di cittadini e vengono 8 € a testa. Poi è evidente che il capitale sociale versato di una società non corrisponde al giro di affari che quella società smuove. Ma la costituzione di un ente del genere attirerebbe l'attenzione di tante persone che sono stufe di sentire i dktat germanici europei o di qualsivoglia oligarca arrogante abituato solo a comandare . Oggi quell' utopia è possibile grazie alla rete .

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    2. Ma per favore! Cioè il tedesco dà i 10 euro a te (e se no a chi, esattamente?) senza sapere se con quei 10 euro verranno fatti i suoi interessi!? Ma mica è scemo, il tedesco (o il portoghese, o l'irlandese, o...).

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    3. C'è chi dice che il metodo della fecondità illimitata l'abbiano prestata ai muslim

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  16. Adolfo, per favore: alle volte è meglio l'opzione di tacere. O sei un altro permeista?

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    1. La seconda. Mi piace combattere i mulini a vento.
      Lo faccio per stanare chi mette a tacere gli altri e fa lo struzzo.

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    2. Bè, allora, visto che sei un permeista, e anche un fuuuuuuuurbo (poiché stani gli altri), dovresti anche dirci, uscendo allo scoperto tu, cosa dovrebbe fare questa Banca centrale un sacco bbella e un sacco partecipata, con un sacco di azionisti. I suoi compiti? La sua governance? Le sue modalità operative?

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    3. Caro Alberto (che onore !), la banca centrale parallela dovrebbe finanzare tutto cio' che risulta essere utile a tutti: ambiente, sicurezza, energia , sanità, telecomunicazioni, informazione e bisogni sociali. Tutto quello che attualmente non fa visto che è pilotata da multinazionali i cui interessi risultano essere il petrolio, la criminalità organizzata, l'immigrazione clandestina, l'uso dell'energia insensato, una sanità corrotta e corruttibile, telecomunicazioni primitive, un sistema dell' informazione da quarto mondo, la macchina del fango e lasciando i bisognosi alla canna del gas invece che fornirgli una possibilità di inclusione sociale.
      E' dai tempi di LuxLeaks che penso che
      L'EU sia in un conflitto di interessi interni grande quanto... un continente

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    4. Non hai risposto, ma va bene così. Mi par di capire che tu stia dicendo che ogni giorno i cottadini europei si riuniranno in assemblea per decidere (in pieno accordo) come gestire le operazioni di rifinanziamento marginale, giusto? Io ti do la mia delega.

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    5. Hai ragione. Ti ho risposto solo sulla prima domanda (i compiti). Per quanto riguarda la governance l'ipotetica NEW BCE (NBCE per abbreviare) io non ho le competenze necessarie bancarie per parlarti di governance e di modalità operative, ma prevedo un crowdfunding Nazione x Nazione (abilitato da, nella lingua specifica, atto a liberarci dallo strapotere dell BCE o perlomeno atto a generare un concorrente cittadino. La quota italiana, in capitale sociale sono meno di 800 milioni di € (12 € a persona). Immagina un sito con scritto "VUOI CREARE UNA NBCE, 100% PUBBLICA, UNA BANCA SENZA SEDI NE' PADRONI, IN GRADO DI AVERE UN PESO SPECIFICO SUI TAVOLI DI POTERE?" Con sotto le foto di Schauble, van Rompuy, Draghi, Merkel. E sotto: NOMINA UN TUO RAPPRESENTANTE. E' Il crowdfunding del futuro. E non ci sarà bisogno che deleghi a me i rifinanziamenti marginali. Li farai tu, se vuoi, col tuo paypal o via bonifico. Cmq per fare questo bisognerebbe iniziare con un crowdF per ogni singola nazione, cercando di raccogliere circa 10€ a testa. Nessuna assemblea. I cittadini verrano organizzati in gruppi di lavoro microfinanziati e solo coloro che dimostreranno che con 10€ sono in grado di farne almeno 11€, grazie ad un lavoro strutturato, passeranno ad uno step successivo nella governance della NBCE. Boh! Saro' grillino che ti devo dire... NB: quelli del M5S hanno già cominciato a fare una cosa similare, vedi qui: https://rousseau.movimento5stelle.it/fund_raising.php

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    6. Vabbè Adolfo, abbiamo capito. Penso che può bastare. Dovrebbe esserti chiaro che questo blog non è adatto a te (o viceversa, come preferisci). Qui si vola bassi (si fa per dire).

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  17. Ammazza ao' c'avemo a' kommissaria disinibbita! :-)))

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    1. Ti prego di non trascurare il complemento di limitazione: "nelle letture".
      Per tutto il resto sono inibitissima.
      Te capì, testina? (Questo è solo per controbilanciare un po' lo strapotere del romanesco)

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    2. Bipppolare!

      Riverisco

      Suo

      Andreij Acapov

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  18. OT: Oh, che gioia! Sul sòle h24 è tornato di moda lo Zimbabwe, la gioia essendo dovuta al fatto che l'articolo non è firmato, suppongo perché cominciano a vergognarsene.

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  19. Il mi(ni)stero della fede

    Dopo la beatificazione fiduciaria di Obama e quella post mortem dell'Unione Europea, ora l'incoronazione di San Francesco... quando è lui, il gesuita Mario Draghi, il vero gigante della Politica europea! È lui, e lui solo, il Sole, a poter troneggiare sugli agnelli del Sud come sui lupi del Nord, l'unico a cui spetti lo Scettro e la Corona del Regno di Eurolandia: il Trono è suo, di diritto. E sul suo capo... sta' bono... dicevo, e sul suo capo penderà... aò, ma 'ndo vai? Viè qua... e fatti incoronà... Ma li mortacci... questo sta a scappà! Pijatelo! Guardie, guardieeeeeeeeee!


    PS_Con una realtà così chi ha più bisogno di fantasia? Pure questo ci avete levato, maledetti in secula... ma è ancora vita questa?

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    1. 1 Timoteo 4:1-3
      1 OR lo Spirito dice espressamente, che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, attendendo a spiriti seduttori, e a dottrine diaboliche;
      2 d’uomini che proporranno cose false per ipocrisia, cauterizzati nella propria coscienza.
      3 Che vieteranno il maritarsi, e comanderanno d’astenersi da’ cibi, che Iddio ha creati, acciocchè i fedeli, e quelli che hanno conosciuta la verità, li usino con rendimento di grazie.

      Per ora sembra mancare solo il divieto esplicito di sposarsi (mettere su casa e' fortemente ostacolato ma non ancora vietato, mentre per il cibo la EU - di concerto con le multinazionali USA e con le campagne a favore della sostituzione delle colture native con gli OGM - ha gia' fatto importanti passi in questo senso....).

      Se considerassimo poi la limitazione (imposta dallo 0.01%) del 'welfare' (i.e. austerita') come un comando "d’astenersi da’ cibi, che Iddio ha creati, acciocchè i fedeli, e quelli che hanno conosciuta la verità, li usino con rendimento di grazie." (al tempo di San Paolo non si conosceva ancora il concetto di 'welfare state') potremmo essere tentati di credere, profezie alla mano, di essere ormai giunti agli ultimi tempi.

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    2. Senza chiarimenti avrei pensato ai vegani

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  20. ...grazie a lei e quanto ho potuto imparare dal suo blog, la mia consolazione, e' questa: prima del 2012 ero convinto che le difficoltà lavorative e aziendali fossero tutta colpa mia, dell inefficienza del industria italiana e dello stato che non promuoveva le imprese. Ora posso dire di essere stato bravissimo a sopravvivere lavorativamente a condizioni macroeconomiche ingiuste e che i miei nonni sarebbero stati fieri di me; fossero in vita, sarebbero al mio fianco nel resistere per quanto possibile a questa situazione drammatica affrontata eroicamente; eroicamente perché grazie a lei sono più o meno consapevole di quello che capita alla faccia dei poveri idioti incapaci di leggere gli eventi di questa stupida Eutopa. Il sogno di una grande Europa c'è sempre stato, profondo desiderio nei miei avi. Ma oggi credo che sarebbero stati dalla mia parte uniti contro questa infamia, liberticida gabbia dei popoli.

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  21. UN FUTURO DA INCUBO
    Ecco cosa ci prospetta il simpatico ministro dell'istruzione (parla lei o qualcuno l'ha ammaestrata?):
    Precarietà e famiglia, precisazioni del Ministro Giannini
    su alcuni articoli di stampa

    Con riferimento ad alcuni articoli apparsi su giornali on line si precisa quanto segue:

    il Ministro Stefania Giannini è Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e non del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Contrariamente a quanto riportato negli articoli, che facevano un resoconto dell’incontro bilaterale con la Germania che si è tenuto a Villa Vigoni il 2 e 3 maggio scorsi, il Ministro Giannini ritiene che la “flessibilità non voglia dire automaticamente precariato” e non, come scritto, che “flessibilità significa precariato che non è sinonimo di malessere”. Quest’ultima affermazione è fermamente smentita dal Ministro secondo cui è invece necessario, come ha effettivamente dichiarato a Villa Vigoni, abituarsi ad una “sempre maggiore mobilità lavorativa”.

    La Giannini è altresì convinta, diversamente da quanto evidenziato dagli autori dei resoconti, “che non si possa innestare in un sistema come quello italiano un modello tipicamente americano”.

    Il Ministro, infine, non ha assolutamente dichiarato che la famiglia “come l’abbiamo conosciuta esisterà sempre meno”, ma ha fatto riferimento alle trasformazioni sociali che il nucleo familiare, inteso come ammortizzatore sociale conosciuto nei decenni passati, ha inevitabilmente subito.

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    1. Durante la Grande Guerra, tra i fanti di prima linea circolava la seguente massima: "Ricevuto l'ordine, attendere il contrordine".

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    2. Il commento di Carla Montanari è stato censurato... perché ero d'accordo! ;)

      (Se non sono d'accordo è moderazione, se sono d'accordo censura)

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    3. Prof la prego di perdonare il mio commento "leggermente" arcigno: Sarò più educata entrando in casa sua ! Grazie

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  22. Vi ricordo che è possibile aderire a un referendum contro la buona scuola. Informazioni su referendumscuola.org.

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  23. Dimostrazione del teorema: no global no border implica global border.

    no global no border
    no no global border <- proprietà commutativa
    global border <- doppia negazione

    Q.E.D.

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  24. La riforma delle pensioni è già stata fatta tempo addietro, ora è solo una storiella per mettere paura e poi salvarci.
    Una pensione contributiva che si basa su oltre 40 anni di contributi versati a 52 settimane lavorative in questo sistema lavorativo è pura utopia.
    Arriverà il tempo in cui nessuno andrà più in pensione perche non ha raggiunto i limiti di età e non ha gli anni contributivi per andarvi.
    Oggi si lavora a chiamata settimanale al massimo mensile, serviranno cento anni di lavoro per arrivare ai 43 anni di contributi di mio padre.
    Per poi prendere a 70 snni suonati 500 euro ossia 7000 circa a anno dopo aver versato minimo 180000 euro e oltre.
    Se uno campa cento anni magari riprende la metà....forse.
    La durezza del vivere che si prospetava è già con noi da tempo.
    Per quelli che poi non hanno ancora capito che questo blog illustra come potrebbe essere o cosa si potrebbe fare per stare un pochino meglio tutti ma è il frequentarlo non porta che a magoni e urcere.
    Adoro il prof e il suo coraggio ma è evidente che la storia umana è praticamente zeppa di violenza e oppressione della povera gente o di quelli più indifesi.
    In pratica il capitale si è sempre fatto li cazzi sua e il lavoro ha sempre perso tranne forse nel trentennio dove per motivi ancora da capire a pieno si sono dati una calmata e elargito più del dovuto.
    La barbarie e la violenza ha sempre prevalso sulla giustizia sociale.
    Si conteranno in una mano le volte che in uno stato si è fatta la cosa giusta per ripartire il giusto.
    Tutto il resto è solo uccisioni , violenze, soprusi,il peggio del peggio da oggi fino millenni addietro.
    Il problema è l" uomo e il suo modo di agire.

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    1. Pensa che a volte la notte ho questo incubo:qualcuno tira fuori la norma definitiva, e cioè: hai versato 50000 euro di contributi, hai preso 500 euro al mese per 8 anni, ora il tuo fondo è finito, non prendi più la pensione.
      Da questi mi aspetto di tutto.

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    2. Stai sereno che questo non lo fanno perchè lo stesso ragionamento se applicato a molti tirapiedi codesti rimarrebbero senza mancetta.
      Il sistema è sano cosi come è.
      Tra 10 anni quelli come mio padre ossia i nati tra il 40 e il 50 saranno morti e noi i nati tra il 70 e 80 dovremo arrivare a 44-45 anni di contributi.Se perdi il lavoro e questi fanno il possibile per farlo accadere entre nei meandri del lavoro interinale ossia del lavoro a chiamata.
      Mia cognata gestisce una di codeste agenzie e è coscinte della schifezza che fanno ma lei non fa le leggi, quelle le fanno altri.
      Oggi la stragande maggioranza delle cliniche private usa contratti settimanali o mensili ma oramia siamo nel campo della fantasia e il futuro sarà il lavoro a gratis.
      Nella clinica dove lavora mia moglie, che per inciso non prende stipendio da 7 mesi lavorano ragazzi che pur di rimanere nell" ambito lavorativo ossia non perdere la manualità infermieristica lavorano gratis.
      Ossia un 400-500 euro tipo torocinio o roba del genere dopo aver fatto diverse migliaia di ore di tirocinio durante la laurea.
      Sperano che se anche fallisce la clinica chi subentrerà forse li tiene e è la stessa credenza che anima mia moglie a fare 100 km a giorno per lavorare gratis.
      Mi sembra di vedere quello che gravemente malato si attacca a tutto pur di avere una speranza anche a cose del tutto fuori luogo tipo fattucchiere o maghi.
      Io prima era furioso, ero animato da una cattivieria che derivava dal sentire di aver subito un torto, poi mi sono im battuto in un libricino di SERGE LATOUCHE.
      Nulla di nuovo, giunge alla stessa conclusione a cui è giunto il prof e molti altri ma con il carico che forse il progresso o sviluppo non è altro che quello che vediamo ora sotto il nome euro o colonialismo o imperialismo.
      Ogni sistema è buono per imporre la legge del più forte.
      La legge del più debole è dura da imporre.
      Dalla nostra avremmo la quantità ma è anche la nostra debolezza ossia mettersi in accordo in cento è più semplice che mettere in accordo 100 milioni di persone e su questo il capitale ci campa dalla notte dei tempi.
      Oggi dettano le regole gli americani, un tempo potevano essere i romani o gli spagnoli.....il punto è che le regole le fanno chi ha più potere e più forza mai il contrario.
      Ricordo quel fantastico annedoto del prof sul villaggio di pastori e sulla apertura al pascolo pubblico, magnifico per spiegare come il privato tratta la roba comune ma anche in quel magnifico aneddoto manca chiaramente chi elesse il sindaco del villaggio dei pastori ossia è praticamente certo che il sindaco che prese quella decisone ebbe come sponsor per essere eletto il più potente dei pastori ossia quello che aveva più pecore e che di quella norma fosse il primo beneficiario.
      Oggi come ieri nulla cambia ma tutto si trasforma per non cambiare nulla.

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  25. Una news appena arrivata:hanno liquidato la Banca Crediveneto. Siamo diretti verso il disastro... Forse è un bene, così la gente si sveglia

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    1. Nel '92 le banche stavano fallendo, dopo le imprese e stava fallendo anche lo stato, poi dopo aver buttato un mare di miliardi, uscimmo dallo SME e tutti coloro che prima dicevano che non era opportuno svalutare, poi dissero che ci aveva fatto bene. Ma "laggente" non si è svegliata. Oggi le condizioni sono molto peggiori e quando sarà chiaro a tutti, che l' unica via d'uscita è il ritorno alla lira, svalutata, in prima istanza, e poi ci riprenderemo, buttando un altro mare di miliardi, anche allora vedremo tutti coloro che dicono che non si può uscire, si riposizioneranno. Ma come allora, chi sbagliò fu considerato un padre della patria, coloro che dicono oggi che l' euro è irreversibile, vedrai che saranno considerati anch' essi padri della patria e "laggente" dimenticherà tutto. D'altronde, dopo la guerra, si sono riposizionati quasi tutti, anche se qualcuno ci ha rimesso la pelle, cosa che credo non accadrà stavolta (vedi Albè che non sono piazzaloretista).
      Vorrei mettere qui due elementi di riflessione che danno conto di quel che dicevo.
      A)DAL LIBRO "IL RUOLO DEL CAPITALE TRA REGOLE BANCARIE E DISCIPLINA SOCIETARIA" (pagg. 115 e 116) si osserva nella tabella 2, di pag 115 la forte esplosione di sofferenze bancarie tra 1992 e 1996, come evidenziato dall' autore a pag. 116. E la stasi degli impieghi.
      B)Un articolo di Alberto del 2012, dove affronta la questione dei tassi che schizzarono alle stelle, appunto nel '92.

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  26. Buonasera,
    ce le avete spiegate (con 48 e voci dall'estero) in tutte le maniere possibili le cause della crisi (crisi?)attuale, avete portato dati, cifre, fatti dichiarati, è tutto chiaro, tutto porta ad un destino probabilmente destinato per il "popolo". io ho capito che né io (che ho 52 anni) e neanche i miei nipoti non hanno futuro (se non quello degli schiavi). punto.
    tutto il resto che ci raccontano i media è fuffa. Ormai ne ho coscienza (grazie a voi) e cerco di spiegare agli altri ciò che ho imparato, ma mi rendo conto che quasi tutti non vogliono capire, (come ampiamente già scritto), è una battaglia "ad stupidum" ed "ignorantum", molti preferiscono affogare che capire: é più semplice e costa meno energie.
    Sono pessimista perchè le forze in campo sono "asimmetriche" e noi siamo i più deboli mediaticamente, ma io non demordo e aspetto (purtroppo) il momento in cui salterà tutto (spero, forse sì e forse no)perchè dopo potrebbe essere peggio.
    Con rispetto
    Vincenzo Giannini

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  27. Leggo in giro e a volte resto allibito , ci sono quelli anti euro attuali e gli anti euro storici ma pentiti che ora pensano che a tornare indietro non sia fattibile e poi i proeuro di cui non si può proprio dire nulla.
    Ma delle prime 2 categorie quello che non leggo quasi mai è il sospetto che tutto sia stato pianificato e non sfuggito di mano , anzi molti noeruo ma non si può tornare indietro , dicono sconsolati si sapeva dall'inizio ma allora i responsabili ne erano convinti e hanno proceduto sulla strada magari anche sapendo che non era giusta : ma basta per favore !! così tutto è sempre giustificato ,la buona fede , il voler essere tutti fratelli , siamo buoni bravi e calmi . Non sono un complottista ma se avessi voluto una cosa la via per ottenerla era questa . ( punto ) . Ora l'anno ottenuta , è instabile , ma se l'istabilità fosse stata prevista e pianificato il modo per renderla utile al piano ? perchè dovrebbero aver fatto degli errori cosi grossolani ? così palesemente incompetenti o invece troppo abili da nascondere bene il loro gioco ? Io un dubbio l'ho e la vocina che mi suggerisce 'guarda che stanno vincendo .... ' continua a cantilenare

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    1. "Il caso esiste e gli uomini sbagliano" (cit. Marcello Foa).

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  28. Il Fogno (con la F di Francesco).

    «Sogno un nuovo umanesimo europeo»a
    "I progetti dei Padri fondatori, «araldi della pace e profeti dell'avvenire, non sono superati: ispirano, oggi più che mai, a costruire ponti e abbattere muri."

    Il discorso del «sogno», come Martin Luther Kinga
    "Ma la giornata non è stata solo l'occasione di un premio e di un grande discorso-manifesto: prima della cerimonia Bergoglio ha visto la cancelliera tedesca Angela Merkel, l'azionista di riferimento della Ue, attraverso cui passano le decisioni chiave in tutte le materie. Un colloquio lungo, fatto anche di una simbologia chiara: la Kanzlerin ha fatto il suo ingresso nella sala Regia quando ormai tutti erano seduti già da un po'. Un attimo prima del Papa."

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  29. Non sono riuscito a leggere tutti i commenti, quindi mi scuserete se qualcuno ha già segnalato quanto segue.
    Dopo il recente articolo di Bechi sul Fatto, mi sono andato a leggere l'audizione del prof. Savona nel 2011 presso una commissione parlamentare.
    Lascio ai più esperti di me i rilievi sulle analisi tecniche del Savona, che è da anni uomo che lavora presso i vertici economici del Paese. Quel che più mi ha stupito è però il dato politico, che è una ulteriore conferma di quanto il prof. Bagnai scrive da tempo. Lo so, lo so, lo so: non è fondamentale sapere se l'attuale situazione sia stata frutto di errori, noncuranza, disegno deliberato. Ma a me cittadino qualcosa cambia. E quando leggo che "la quota esportativa tedesca si avvantaggia e utilizza il contrappeso dei paesi deboli per avere un cambio più favorevole" e quindi "Il fatto che non facciano crollare l'euro causerà dei danni enormi, in particolare ai paesi deboli, che devono effettuare un'operazione straordinaria su tutti i redditi, su tutti i ceti", "È inutile dire che in questa situazione le banche iniziano a disperarsi, perché il tasso di insolvenza può andare su", "Verrà vincolato il residuo di sovranità", "Questi sono i due danni: impatto sulla povera gente; impatto sulla sovranità del paese, quindi sulle nostre caratteristiche democratiche"... diciamo che ho un brivido lungo la schiena.
    Si arriva a sottolineare che "il punto di non ritorno, per come la situazione si sta delineando, e` solo sociale". Ah, bene.
    Quindi sapevano. Sapevano eccome. Non solo i "tecnici", ma anche i politici.
    Il Presidente della commissione, quindi un politico, il Sen. Divina, fa addirittura il riassuntino della situazione e conclude "è un tunnel dal quale sappiamo che dovremo solo andare avanti, senza però sapere dove questo andrà a finire".
    Gli risponde Savona: "Lei ha perfettamente ragione, condivido tutto cio` che ha detto.
    All’inizio ho affermato che avevo avuto un momento di tensione con il mio grande maestro Guido Carli [...] Gli dicevo che il vincolo esterno non induce il Paese a correggersi, perche ́ e` un fatto culturale: se si deve correggere, lo si deve fare dall’interno e non su imposizione esterna. Forse anche per via dell’eta`, lui aveva perso fiducia nella possibilita` che il Paese facesse scaturire dall’interno questa reazione ed ha firmato il Trattato di Maastricht affermando che l’Italia si stava mettendo la corda al collo, ma tenendo la mano sul nodo. Questo era il suo modo di pensare: la mano sul nodo era la politica fiscale."
    Ottima: ci stanno impiccando, ma tanto abbiamo la mano sul nodo. Che si chiama scorsoio. Io non me ne intendo, però non suona molto valido come appiglio. Ma che importa, in fondo questo è il miglior mondo possibile, no? E come Pangloss nel Candide di Bernstein possiamo affermare con soddisfazione: "God in His wisdom made it possible to invent the rope and... aaaarrghhh!"

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    1. Dal resoconto dell'intervento del prof. Savona:
      "Sussidiarietà è la parola magica che sblocco la trattativa di Maastricht che non decollava".
      Insomma, all'insegna del tutti amici, fino a che:
      "Oggi scopriamo che le architetture che avevamo dato al sistema monetario e al sistema di mercato (ma non alla politica fiscale e alla finanza pubblica) erano tali da non prevedere il realizzarsi di una crisi.
      La parola crisi, come ben sapete, non appare nei Trattati europei, che – anzi – sono basati su un documento, ahimè, fatto da un italiano (il dottor Cecchini, direttore generale dell’Economia dell’epoca) e voluto da Delors, che era significativamente intitolato «I costi della non Europa»".
      E continua poi con altre leggerezze commesse da chi ha firmato quella rovina.
      Perché per sapere questo dobbiamo venire qui?
      Perché altre sedi più appropriate che avevano tutte le informazioni necessarie hanno taciuto?
      Non riesco a pensare alcuna giustificazione plausibile?

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    2. La questione di fondo rimane quella della "correzione necessaria". Come, perché, in che modo, rispetto a cosa "il paese" dovrebbe correggersi? Per carità, nulla è perfetto. Ma le "correzioni" non possono essere invocate senza argomentare, come fossero l'ira divina ché si sa al padre ogni tanto prendono i cinque minuti che ci vuoi fare.
      Penosi comunque questi individui commissariati atterriti consapevoli di cosa sarebbe successo ma consenzienti e silenziosi. Dev'essere la sindrome di Tsipras.

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  30. @Niccolò
    Grata per la Tua segnalazione e per il Tuo commento.
    Questa mattina ho finalmente trasmesso il 730 congiunto all'A.d.E., che non è l'Ade..., e con immensa soddisfazzzione ho sottoscritto il cinque per mille di mio marito e mio a
    http://www.asimmetrie.org/sostienici/
    Sino allo scorso anno lo si dava all'Accademia del Petaloso :(
    Ovviamente sostengo http://www.asimmetrie.org/ anche con donazioni, ché il cinque per mille su entrambi i redditi è miserrimo :).
    Seppure il mio Bagnai preferito, pur non capendoci una mazza di musica, è questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=tF2neLCXN3o
    https://www.youtube.com/watch?v=0EKyiKc-irg
    https://www.youtube.com/watch?v=hP3BooNpJSs
    https://www.youtube.com/watch?v=u63vfozrwrE
    https://www.youtube.com/watch?v=pPpuLO8OQdA
    https://www.youtube.com/watch?v=S-x5rg2KNRo
    https://www.youtube.com/watch?v=G5hz7Ocxho4
    https://www.youtube.com/watch?v=EkXWP3E0iwI
    https://www.youtube.com/watch?v=Jylj5WaRxos
    https://www.youtube.com/watch?v=iWaAkTfcBRs
    https://www.youtube.com/watch?v=qBGOuKyYJ1U
    https://www.youtube.com/watch?v=9PLelW0aL8o
    https://www.youtube.com/watch?v=O9Suzn4nHaU

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  31. Domanda il sistema pensionistico olandese, se non ho inteso male, si basa su una quota forfettaria fissa. In pratica in questo modo ciascun cittadino riceve una quota fissa, indipendentemente da quello che ha fatto durante la vita lavorativa. Mi sembra una cosa intelligente, che presenta tanti vantaggi. Non sento mai parlare di applicare un metodo del genere in Italia: dove sarebbe la 'sola'?

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    1. Nel fatto che quasi qualunque sistema previdenziale è fantastico e intelligente, ma senza sovranità monetaria e con l'economia morta sono robe da ridere, come si dice dalle mie parti per le imprese impossibili

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