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martedì 3 maggio 2016

La proprietà della Banca d'Italia

(...ovvero: moneta e dilettanti...)

Io non ce la faccio veramente più.

Per carità: se siete soggetti da trent'anni a una propaganda martellante, fatta anche di sapienti tentativi di depistaggio (ricordate Donald?), non è certo colpa vostra. Però, Dio santo, qui il problema è un altro: bisognerebbe sapersi collocare, stare al proprio posto. Invece no. Per convincermi ogni giorno di più del fatto che tentare di fare divulgazione corretta non è solo impossibile, ma anche inutile (cit.), ecco che vi mettete anche a farmi le lezzzzzioncine, tipo questa:

Gentile Professore,

Leggendo il suo articolo Politica monetaria, ecco l’Helicopter money: la mancia ai cittadini per non fare gli investimenti pubblici pubblicato il 27 aprile 2016 su "Il Fatto Quotidiano" mi per metto di farle notare che il monopolio dell'emissione monetaria veniva esercitato dalla Banca d'Italia le cui quote di partecipazione al capitale erano e sono in possesso, per la stragrande maggioranza, da soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.

​Prima dell'entrata dell'Italia nell'euro, e la conseguente cessione della completa sovranità monetaria alla BCE, l'ex Ministro G. Tremonti aveva provato a riappropriarsi quanto meno della Banca d'Italia tramite la L.262/05.
Art. 19, comma 10
Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici.
Purtroppo tale legge è rimasta inattuata.

Inoltre, il Ministro Tremonti prevedeva nella bozza della L.262/05 la trasparenza del’operato della Banca d’Italia.

La BCE rispose che tale passaggio di quote in mano pubblica avrebbe potuto esserci ma ricordò al governo italiano che il Trattato UE all’Art. 108 (ex Art.107 di Maastricht) sancisce la piena autonomia ed indipendenza del Sistema Bancario Centrale Europeo di cui fa parte la Banca d’Italia e, pertanto, pur avendo la proprietà pubblica della Banca d’Italia il governo non poteva comunque prendere decisioni di politica monetaria anche se l’Art. 3 dello Statuto della banca centrale italiana , scritto nel 1936, prevedeva che la maggioranza delle azioni fossero pubbliche. Inoltre, la BCE invitava il governo a modificare tale Art.3 dello Statuto della Banca d’Italia aggiornandolo alla effettiva composizione societaria della stessa.

Nella stessa risposta, la BCE puntualizzava che lo Statuto del S.E.B.C. prevede il segreto sulle operazioni di politica monetaria e finanziaria delle banche centrali (rif. Parere CON/2005/34).

Cordiali saluti


...e la domanda è sempre quella: ma perché quando si parla di moneta la gente sclera?

Il gentile amico, che ovviamente è stato mandato subito a stendere (e ora penserà: "Ma che villano questo Bagnai!"), oltre a non sapere l'ovvio, cioè quello che risulta dalla Figura 31 a p. 188 del Tramonto dell'euro:

ovvero che l'evidente cambiamento di politica monetaria, con inasprimento dei tassi di interesse reali, accade, in Italia, in coincidenza con il divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia, mentre il passaggio della Banca d'Italia in mano privata, avvenuto surrettiziamente a metà degli anni '90 con la privatizzazione del sistema bancario italiano (che ha indirettamente determinato anche la privatizzazione delle banche già pubbliche che detenevano una quota di maggioranza del capitale dell'istituto già di emissione), non ha determinato alcun a frattura visibile nell'atteggiamento della politica monetaria, oltre a non sapere questo, fa una cosa ancora più enorme: nel momento stesso in cui mi fa la lezioncina sulla proprietà della Banca centrale, mi dice anche, senza rendersene conto, i motivi per i quali essa è irrilevante (cosa che la figura qua sopra dimostrerebbe a sufficienza)!

Cosa dice riporta infatti il gentile amico? Che la Bce ha detto pari pari: "Di chi sia il proprietario della Banca d'Italia ce ne battiamo, tanto dovrà fare quello che diciamo noi, in virtù del principio di indipendenza dall'esecutivo del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali)".

Allora, lo capite, vero, perché c'è l'euro? Perché un volonteroso dilettante si sveglia e scrive a un docente universitario con qualche pubblicazione internazionale: "Guardi professore che lei è ingenuo, mentre io che la so luuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuunga  mi pregio di farle osservare che il vero problema è la proprietà della Banca centrale, con la quale mi pregio altresì di farle osservare che le istituzioni monetarie europee hanno sancito che ci si nettano le terga!"

Io non ho parole!

Io non sono uno psichiatra, ma l'amico ne avrebbe bisogno. Qui l'analista non basta, qui ci vuole l'elettroshock, ne sono ormai convinto. Ma dico: lo dici tu qual è il problema politico e operativo, quello che evidenziavo nel mio articolo: la dipendenza della Banca centrale italiana da un burocrate non eletto che sta a Francoforte (venduta, a noi, come "indipendenza" tout court)! Lo dici tu con tanto di dotte citazioni, che ho ragione, mentre mi scrivi per permetterti di farmi notare... che ho ragione!?

Il problema è sempre il solito, quello che uno di voi descrisse magistralmente quando, commentando uno dei tanti scleri sulla moneta, disse: "Perché in fondo il problema nasce quando da bambini chiesero alla mamma perché in cambio di un pezzo di carta sporca si poteva avere un gelato, e la mamma non seppe dare una risposta convincente...". Ecco: elaboratelo, sto cazzo di lutto. La risposta ve la do io: perché con quello stesso pezzo di carta sporca il gelataio può pagarci l'affitto di casa. Ci siamo?

Bene.

La proprietà dell'istituto di emissione di per sé è irrilevante. Mi spiace per i complottisti. D'altra parte, presupporre che il passaggio "in mano privata" avrebbe fatto sfracelli, significa essere così naïf da pensare che, per fare due nomi dell'oggi, Visco e Ghizzoni abbiano visioni radicalmente opposte sulla distribuzione del reddito. Invece no. Visco e Ghizzoni oggi, come, per dire, Ciampi e Ceccatelli allora (nomi presi assolutamente a caso fra i tanti), hanno, legittimamente, visioni largamente coincidenti circa la risoluzione (a loro legittimo vantaggio) del conflitto distributivo.

Non bisogna pensare che con la "privatizzazione" la Banca d'Italia sia passata dal Robin Hood pubblico allo Hood Robin privato. E bisognerebbe anche smetterla con questi tentativi di santificazione postuma del Berlu o di Tremonti. Certo, Berlu è stato deposto, e di questo un sincero democratico non avrebbe dovuto gioire (ne abbiamo parlato), o, se lo ha fatto, non dovrebbe poi lamentarsi del fatto che la democrazia è compressa e il paese commissariato. Ma Berlu, Bersy, e tutti gli altri, sono stati sostanzialmente acquiescenti ai poteri europei (Tremonti, in più, con l'aggravante di averci mandato in merda nel 2011 per tentare di sostituirsi al suo capo).

Nel momento in cui le nostre élite hanno optato per il divorzio, si sono schierate tutte, toto corde, per il progetto fascista di austerità (sound money, sound finance). Punto. Il resto sono dettagli da dare in pasto ai complottisti per non fargli capire cosa sta succedendo (quello che ho spiegato nel post precedente).

Sugli indirizzi di politica monetaria della Banca centrale non influisce la proprietà delle quote, ma la sua indipendenza.

Piuttosto, a me sembra strano che nel momento in cui assistiamo a quella che è in ogni caso una colossale débâcle della vigilanza bancaria, nessuno si ponga l'unica domanda che avrebbe eventualmente un remoto senso porsi: siamo tranquilli con un sistema bancario nel quale il controllante è posseduto dal controllato?

Anche questa domanda, secondo me, non è poi così rilevante come può sembrare. Ma almeno porsela ha un suo perché, visto che la "moralizzazione" del sistema che ci si aspettava conseguisse dalla sua "privatizzazione" è risultato in a un rosario di scandali infinito (tutti misteri dolorosi per i risparmiatori e gaudiosi per il management, purtroppo). Quindi, anche se il tema rilevante e prioritario è la recessione e non la malagestione (come ho spiegato), anche se la proprietà privata delle quote non implica necessariamente che il proprietario intervenga nell'operatività dell'organo di vigilanza (eventualmente, le connivenze sono di altro tipo), ora che il sistema si sta sfasciando, elementari norme di decenza imporrebbero di ragionare su questo assetto, che indubbiamente espone al sospetto (più o meno giustificato) di innominabili conflitti di interesse.

Lo stesso sospetto al quale espongono, secondo il nostro economista preferito, le reticenze del Tesoro sulla gestione dei derivati (con un #ciaone al compagno Galli, che vi esorto a non infastidire: non vedete che tenerezza che fa?).

Ma, per favore, cari amici signoraggiai: piantatela di piallarmi le gonadi con questa storia che la proprietà della Banca centrale è il problema. È tanto lei il problema quanto voi siete la soluzione: zero.

(...sed de hoc satis...)

(...invece no...)

Addendum del 4 maggio:

Dal nostro amico ricevo e pubblico:


La prossima volta, oltre al collegamento ipertestuale all'articolo su "Il Fatto Quotidiano", metta cortesemente l'immagine con il ritaglio evidenziato. Non mi dica che è uguale...


Mi scusi se ho contribuito a rafforzare l'idea dell'inutilità della divulgazione. Quanto meno, le ho dato l'ispirazione per il suo odierno articolo sul suo blog.

Cordiali saluti

Sì, l'idea dell'inutilità della divulgazione si conferma, ma non fa niente. Almeno il nostro amico è persona spiritosa e sportiva (non un vittimista paranoide come altri personaggi in cerca di pubblicità) e questo torna a suo onore e gli consente di fare un altro pezzo di strada con noi. Pezzo il cui primo passo dovrà necessariamente essere la risposta a questa domanda: "Gentile amico, lei conosce un'altra istituzione che sia in grado di pretendere che un certo foglietto di carta debba essere accettato come strumento liberatorio da obbligazione contratte ai sensi del codice civile?". Per quanto ne so io, i pagamenti con moneta elettronica o assegno possono essere legittimamente rifiutati. Un pagamento in contante no. Perché? Forse perché c'è bisogno del monopolio della forza per esercitare il monopolio della moneta, no?

Io sinceramente non la capisco, ma tranquillo: è un limite mio. E comunque, se lei mi dimostra che #sucuggino emette dei foglietti di carta che ai sensi del codice civile devono essere accettati dal creditore, allora mi avrà dimostrato che il monopolio in realtà era un duopolio. Poi vediamo se c'è qualcun altro che può farlo, e magari scopriremo che ognuno di noi può,  e quindi quello dell'emissione di moneta (a corso legale) è un mercato in concorrenza perfetta.

Suggerirei, però, fino a quando non ne abbiamo la certezza, di evitare esperimenti, perché esiste l'art. 453 del codice penale. Io non sono un avvocato, ma...

152 commenti:

  1. La spiegazione sull'affitto non mi soddisfa. Perchè il proprietario accetta questo pezzo di carta? Magari ci paga il fornaio, ma così si gira in tondo.

    Cosa che in effetti la moneta è progettata per fare, ma mi manca il motore primo.

    Da inesperto in materia, sono arrivato alla conclusione qualitativa che tutto dipende da:

    - Quanta moneta viene immessa in circolazione
    - COME viene immessa (di questo purtroppo si discute poco in giro). Reddito della gleba? Spesa pubblica? Banche che prestano?
    - Quanta e come viene ritirata dalla circolazione. Secondo me questo è un punto fondamentale. Essendo qualcuno obbligato a restituire la moneta a chi la ha emessa, ecco che questa assume un valore VERO che mi permette di comprare il gelato. La politica sui tassi di interesse dovrebbe rientrare in questo punto.

    Aggiungo anche che la maggior parte dei miei scleri sulla moneta, che ammetto umilmente di avere, riguardano la sua 'qualità' o 'gerarchia' (ho letto i termini su commenti in questo blog e su altri forum).

    M1, M2.... Mn??? Ma perchè tutte queste differenze che senza una laurea in Economia non si capiscono? Sono ancora necessarie? E soprattutto, se la moneta ha una 'gerarchia' la mia paga di che gerarchia è? O devo forse essere pagato in voucher?

    Scusa lo sclero....

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    1. Il motivo per cui accetta il pezzo di carta è che con quella carta ci devi pagare le tasse.

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    2. Effettivamente del motore primo c'è una cronica scarsità di offerta...

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    3. I cittadini hanno dei debiti verso lo Stato chiamati imposte, tasse e tributi. Lo Stato accetta quei foglietti di carta come mezzo di pagamento delle imposte. I cittadini offrono i propri beni e servizi in cambio di quei foglietti di carta da dare poi allo Stato per pagare le tasse. Lo Stato fornisce corso legale alla moneta, accettandola come mezzo di pagamento delle tasse. Lo Stato deve esistere necessariamente prima della moneta. L'euro trae il suo corso legale non tanto dall'inesistente Stato europeo, ma dagli Stati nazionali membri dell'UE. L'euro distrugge le sovranità degli Stati nazionali che sono le sue stesse fondamenta. Cosa succederà all'euro quando gli Stati nazionali non esisteranno più e lo Stato europeo non sarà ancora stato costruito?

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    4. L'euro non procede dagli stati, procede dal mercato, e quindi non ha bisogno di stati per funzionare, gli basta un mercato che lo accetti come mezzo di pagamento. Tutto può essere privatizzato, dall'anagrafe alla previdenza, per il mercato lo stato è d' intralcio e superfluo. Tranne che per socializzare le perdite causate da speculazioni incaute.

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    5. Tanto di cappello a Dargen e alle sue domande.
      Se la gente iniziasse a cercare le risposte a quelle domande, scoprirebbe tante di quelle belle cosette...

      Aggiungo al "come viene immessa". Chi ne beneficia per primo e chi per ultimo?

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    6. Direi che il tema principale sulla moneta sia di chi ne è la sovranità, e questo cosa implica. Ecco, questa mi sembra una domanda a cui la gente debba cercare una risposta traendone un certo beneficio. Poi magari si potrebbe parlare utilmente della modalità di emissione.
      Disquisire adesso di m1 m2 m3245, a parte dare sfoggio della propria erudizione in materia, mi pare prematuro e fuorviante.

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  2. Sono empaticamente vicino al signore del post, essendo ignorante almeno quanto lui,e lo ringrazio per aver dato modo al prof di dissipare un'altra delle cazzate con le quali hanno riempito le nostre povere zucche

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    1. Sottoscrivo.
      Le semplificazioni che girano sono tante, e le cognizioni di scienze economiche che abbiamo sono poche.
      Sono anni che suo giornali e in Tv ci raccontano cose sbagliate, le nostre idee sono confuse, e per capire molte cose ci vorrebbero anni di studi.
      Sono sicuro che anche fra i suoi studenti, che dedicano le loro giornate allo studio dell'economia, c'è chi non capisce, figuriamoci fra noi che viviamo occupandoci d'altro.
      L'unico errore che non condividiamo con questo signore, è quello di cercare di insegnare a chi ne sa più di noi.

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  3. Mannaggia alla pupazza Lei scrive troppo bene Sire! Immerso nella lettura del post ho saltato la mia fermata della metro!

    Ossequi

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  4. Immagino che il problema sia nel fatto che normalmente si tende a identificare il proprietario con il decisionista, in questo caso invece non è cosi.

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  5. Mi divertono queste coincidenze significative. Proprio ieri notte mi dicevo "non ricordo da dove viene la parola moneta"...
    Taaaaaac. Viene da monēta, attributo della Giunone venerata al tempio del Campidoglio, dove si trovava la zecca. Moneta, da moneo, significa "che avverte", in riferimento all'episodio dell'OCA - pardon delle oche - capitoline.
    Sì, proprio quello dell'assedio a Roma da parte dei galli di Brenno. Sventato il tentativo di penetrare nelle mura grazie all'avvertimento "divino", i galli proposero un accordo. A fronte di un tributo pari a mille libbre d'oro, avrebbero tolto l'assedio. I romani, al momento di pagare, si accorsero che le bilance erano truccate e, alle loro rimostranze, Brenno, in gesto di sfida, pose la sua spada sul piatto e pronunciò la frase «Vae victis!» («Guai ai vinti!»).
    Qui la tradizione narra un secondo episodio leggendario: mentre i romani chiedevano tempo per procurarsi l'oro che mancava, Camillo raggiunse Roma con il suo esercito. Una volta di fronte a Brenno, gli mostrò la sua spada e gli urlò: «Non euro, sed ferro, recuperanda est patria».

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    1. La frase in latino alla chiusa mi sembra fosse differente: non era "auro"? Forse "euro" è una variante degli Scholia "veronensia"? (intelligenti pauca)

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    2. Quindi si chiama moneta in virtù dell'episodio in cui le oche fermarono i galli? Sono volatili per diabetici

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    3. caro elu, ti sbagli; moneta "viene" da piccola mona. Xe una moneta. E' molto richiesta dai giovani maschi eterosessuali.

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    4. Ma no, volevo solo fare il simpa come Nicola Strada e Caloger. A Verona eravamo una compagnia piccola, mista e senza malizia, ed è stato un buon passo avanti per il momento, perché è difficile essere coraggiosi da soli, come dice Roberto Buffagni. Per il resto si vedrà.

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    5. Siete dei fanatici rivoluzzzzionari

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  6. La Sindrome di Torfason è il vero problema. Le banche, private o meno, non contabilizzano correttamente la creazione di moneta nel cash flow statement. Avendolo fatto notare, nel 2016 né la BNS né la BCE hanno più pubblicato il rendiconto finanziario... Un po' d'umiltà e studiarsi la contabilità non farebbe male. Qui un paper che suggerisce di classificare la creazione di denaro come EQUITY invece che LIABILITY per correggere la situazione: http://positivemoney.org/2016/04/new-report-why-state-issued-money-is-not-debt/

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    1. Gentile ancorché folcloristico amico signoraggiaio, per la seconda volta mi trovo costretto a dirle che questo non è un blog per dilettanti. Prosegua sereno con la sua lettura di Ben chi?, noi ci accontenteremo di Keynes. Lei lo sa cosa succede la terza volta, vero?

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    2. No, questa non si può sentire "Le banche, private o meno, non contabilizzano correttamente la creazione di moneta nel cash flow statement". Visto che di cash flow statement ne avrò predisposto, mmmm, un migliaio? boh, forse, mi parebbe più appropriato parlare di balance sheet piuttosto che di cash flow statement. Ma soffermiamoci sulla prima parte della frase, quella della non corretta contabilizzazione, ipotesi questa basata su una duplice ignoranza: 1) della partita doppia, 2) del funzionamento della riserva frazionaria.


      Non esiste l'iscrizione solo nel passivo o solo nell'attivo (ipotesi tipica dei dilettanti) la partita doppia lo vieta.

      Esempio con riserva frazionaria pari a 50% e senza interessi

      Soggetto A deposita i soldi nella banca X:
      Disponibilità liquide @ Debiti verso la clientela 100
      La banca X mette a riserva una parte del deposito ricevuto:
      Riserve presso BC @ Disponibilità liquide 50
      La banca X presta 50 al Soggetto B:
      Crediti verso la clientela @ Disponibilità liquide 50
      Il Soggetto B deposita i 50 sul cc della banca Y:
      Disponibilità liquide @ Debiti verso la clientela 50
      La banca Y mette a riserva una parte del deposito ricevuto:
      Riserve presso BC @ Disponibilità liquide 25
      La banca Y presta 25 al Soggetto C:
      Crediti verso la clientela @ Disponibilità liquide 25
      Il Soggetto C deposita i 25 sul cc della banca Z:
      Disponibilità liquide @ Debiti verso la clientela 25
      La banca Z mette a riserva una parte del deposito ricevuto:
      Riserve presso BC @ Disponibilità liquide 12,5
      La banca Z presta 12,5 al Soggetto D:
      Crediti verso la clientela @ Disponibilità liquide 12,5
      Il Soggetto D deposita i 12,5 sul cc della banca M:
      Disponibilità liquide @ Debiti vs la clientela 12,5
      Il Soggetto D rimborsa il prestito alla banca Z:
      Debiti verso la clientela @ Crediti verso la clientela 12,5

      Riassunto

      Disponibilità liquide = +100 -50 -50 +50 -25 -25 +25 -12,5 -12,5 +12,5 = 12,5 (cioè la parte dei depositi che non ha prestato)
      Riserve presso BC = 50 + 25 + 12,5 = 87,5
      Crediti verso la clientela = 50 + 25 + 12,5 -12,5 = 75
      Debiti verso la clientela = 100 + 50 + 25 + 12,5 -12,5= 175
      DARE = 12,5 + 87,5 + 75 = 175
      AVERE = 175

      Il fatto che il sistema bancario può accreditare del denaro in quantità superiori ai depositi che ha non significa che ogni singola banca possa concedere prestiti ad capocchiam, il limite dei presti che ogni singola banca può concedere è dato dall'ammontare dei depositi meno la quota che va a riserva frazionaria (Art. 4 Regolamento 1745/2003 della BCE e Accordi di Basilea). Il fatto che il controvalore della moneta circolante sia rappresentato solo in una piccola percentuale da ricchezza reale ed in gran parte da altro debito non è un buon motivo per eliminare la riserva frazionaria. Anzi, una riserva frazionaria al 100% impedisce alle banche di concedere prestiti (se tutti i depositi vanno a riserva allora non resta nulla da prestare).

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    3. @giovanni van vorrei un chiarimento: dici che le banche prestano i depositi (di chi?) e che con la riserva al 100% non resta nulla da prestare.

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    4. Questo mi conforta.
      Quando sento quelli che "le banche contabilizzano la moneta in modo sbagliato e patapim e patapam" non rispondo perché non ho approfondito l'argomento, eppure provo un fastidio come se stessero grattando le unghie sulla lavagna.
      Sarà che sono (incidentalmente) ragioniere e la mia natura si ribella anche dove la ratio non arriva...

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    5. RIchiedo, visto che il primo commento non è stato pubblicato:
      avete letto Michael Shemman, Richard Werner ed Eric Lonergan...?
      Dalle vostre risposte no.
      Adesso non mi ripubblicare il commento Bagnai...

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    6. Cara Forcheri, già da questo vittimismo isterico si capisce di che pasta siate. Io ero a cena con degli amici. Posso esserci, o devo essere la segretaria del primo che passa? Il blog è moderato, c'è scritto, e quindi dovete stare in coda.

      Tu hai capito tutto? Bene, spettacolare. L'umanità ha risolto i suoi problemi. Basta che ascolti Nicoletta Forcheri che ha letto Werner (non a caso, grande fan del QE for people, la mancetta pinochettiana "de sinistra".

      C'è però, se posso sommessamente permettermi, un dettaglio che ti sfugge. Questo.

      La vostra qualità è quella delle vostre teorie, e questo è tautologico: non potrebbe essere altrimenti. Questo naturalmente, lascia aperta una domanda: quale sarà la qualità delle vostre teorie? Per ora Wikipedia le definisce bufale, ma il giudizio finale resta alla storia. Io un'idea ma la sono fatta, anche sulla base di certi atteggiamenti psicologici, ma preferisco lasciarti nel dubbio, purché però tu vada a lamentarti altrove. A non rivederci.

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    7. @Giovanni Van, puoi definire il formalismo da te usato "@", che data la mia ignoranza, non mi permette di seguire il tuo ragionamento? Grazie

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    8. Trattandosi di un flusso di cassa, qui @ si legge 'at' (come in informatica).
      È complemento di moto a luogo, perciò 'oggetto' @ 'destinazione', per esempio un deposito (Disponibilità liquide) @ un conto (Debiti verso la clientela, dato che comunque i soldi restano suoi).

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    9. Buongiorno, essendo un volenteroso dilettante e cercando di capirci un po di più, sarebbe possibile avere l'esempio con una riserva frazionaria diversa da 50%?

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    10. @giovanni van e a chi interessa

      Le banche non possono prestare le riserve né prestano i depositi (sarebbe come prendere deliberatamente i soldi da uno o più correntisti e darli ad un altro soggetto, ossia rubare). La banca non è l'intermediario tra il risparmiatore e i soggetti che prendono i soldi a prestito ma crea il denaro a debito e solo dopo si fa prestare le riserve necessarie per le operazioni interbancarie. Certo, le banche non possono espandere i propri bilanci a piacere. Sono limitate proporzionalmente con il capitale sociale. Il fatto che non possono prestare le riserve è alla radice del fallimento del qualsiasi QE. Ovvero, il QE non aumenta la capacità delle banche di fare il credito. Sarebbe molto meglio per l'economia a dare questo denaro ai vari tesori per fare gli investimenti e la spesa pubblica. Ma neanche questo basterebbe, perché nell'€urozona, si sa, ci sarebbero gli squilibri delle bilance dei pagamenti. Ecco uno dei motivi logici contro la "indipendenza" della banca centrale dalla politica democraticamente eletta.

      Elimina
    11. "La banca non è l'intermediario tra il risparmiatore e i soggetti che prendono i soldi a prestito ma crea il denaro a debito e solo dopo si fa prestare le riserve necessarie per le operazioni interbancarie"

      Se le norme che regolano l'attività bancaria le avesse scritte paperino forse sarebbe come dici tu.
      In realtà, nel sistema bancario abbiamo:

      riserve presso la BC + prestiti concessi = depositi

      Basta studiare seriamente, iniziando dalle nozioni più basilari, per comprendere che non c'è spazio per altre fantasiose soluzioni.

      "Certo, le banche non possono espandere i propri bilanci a piacere. Sono limitate proporzionalmente con il capitale sociale"

      Scusa ma da qui emerge chiaramente che non hai la minima idea di cosa sia e a che cosa serva il capitale sociale.

      Elimina
    12. Esempio con riserva frazionaria pari a 10% e senza interessi

      Soggetto A deposita 100 nella banca X
      La banca X mette a riserva 10 quale parte del deposito ricevuto
      La banca X presta 90 al Soggetto B
      Il Soggetto B deposita 90 sul cc della banca Y
      La banca Y mette a riserva 9 quale parte del deposito ricevuto
      La banca Y presta 81 al Soggetto C
      Il Soggetto C deposita 81 sul cc della banca Z
      La banca Z mette a riserva 8,1 quale parte del deposito ricevuto
      La banca Z presta 72,9 al Soggetto D che li spende tutti in donnacce

      Riassunto

      Deposito iniziale = 100

      Riserve presso la Banca Centrale = 10 + 9 + 8,1 = 27,1
      Depositi di tutti i soggetti (debiti delle banche verso i soggetti) = 100 + 90 + 81 = 271
      Crediti verso la clientela per prestiti concessi = 90 + 81 + 72,9 = 243,9

      ATTIVO = 27,1 + 243,9 = 271
      PASSIVO = 271

      I dilettanti non comprendono come mai a fronte di un deposito iniziale di 100 il sistema bancario possa concedere prestiti per 243,9. La loro conclusione strampalata è che il sistema bancario ha creato dal nulla 143,9 di moneta. In realtà, il sistema bancario, oltre ad avere 27,1 di riserve presso la BC, ha potuto concedere prestiti per 243,9 semplicemente perché si è indebitato di 271. I profitti del sistema bancario sono esclusivamente in conto interessi (per semplicità omessi dai calcoli).

      Per comprendere cosa possa significare il simbolo @, ormai in disuso ma che ho dovuto utilizzare in quanto nel forum non potevo esporre numeri in forma tabellare , bisognerebbe studiare cosa è la partita doppia. Non è possibile spiegarlo in due parole. L’interpretazione di Nicola Strada è fantasiosa e lontanissima dalla realtà.

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    13. Scusa Giovanni ma la riserva frazionaria non funziona così. Dove hai letto questo meccanismo? La Banca d'Inghilterra dice chiaramente che questo meccanismo non è reale.

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    14. Boh, io avevo capito che la banca poteva prestare di più come dice Mario Gregorio a condizione di rispettare le condizioni espresse da Giovanni Van alla chiusura dei conti a fine giornata e questo è possibile rifinanziandosi sull'interbancario o alla peggio dalla BC sempre prima di chiudere i conti.
      I problema grave sorge con i tassi negativi.

      O non ho capito 'na mazza?

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    15. Questo blog esiste dal 2011 e la questione moneta è stata affrontata già nel 2012.
      Cercate su gogole questi due post:
      1 - Le ricette veloci di Giampiero Friedman
      2 - Endogenous money for dummies, part 2

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  7. Dal Sòla 24h di oggi: "Mario Draghi [...] rivendica con orgoglio l’indipendenza dalla politica, attua, con scelte coraggiose, la politica monetaria e delinea un percorso lungimirante di integrazione per l’intera Europa."
    La notizia? Tra gli articolisti del Sòla è in corso una terribile epidemia di "fiatella da culo".

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    1. Mi dispiace. Spero non dipenda dal fegato. Vero è che non ne hanno molto...

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  8. caro sottuttoioioio,

    il signoraggio è ALTRO, per cui cerchi di autolimitarsi a creare recinti o per lo meno cerchi di fare a meno di applicare, a questi recinti, delle insegne, tipo "signoraggiai" o "signoragg_XXXXX_con_X_variabile".

    Il signoraggio è il potere di chi emette moneta (dal nulla) su colui che (è costretto) ad usarla. la proprietà di bankitalia (SPA) è ininfluente, sì, dal punto di vista dell'emissione (e quindi indebitamento collettivo) ma è importante per altri fattori. fattori nell'immediato SECONDARI ma comunque strategici un domani che si prendesse CONSAPEVOLEZZA dei meccanismi di emissione della moneta nell'attuale sistema bancario internazionale. ed è cmq una beffa di cui potremmo fare a meno (quella di avere una banca "d'Italia" quando d'Italia non è).

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    1. Escono dalle fottute pareti...

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    2. @Sandro Pascucci

      who are you?

      (Alessandra/Cassandra da Firenze...io mi occupo solo di bambini e altri animali, gatti prevalentemente)

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    3. Abbia pazienza, qui siamo stati signoraggisti.. e tutti abbiamo frequentato, poco o molto, il Pascucci... ma non sapeva unire i puntini... e indicava pure i puntini sbagliati...

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    4. @pascucci

      ...per cui esiste una differenza fra chi usa uno strumento tuo per fare ciò che vuole e chi usa uno strumento di un altro per fare ciò che vuole. Immagino che si sia sentito sollevato chi nel suo ultimo giorno ha potuto scegliere con quale corda impiccarsi.

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    5. @Bortoletto

      Signoraggista lo fu lei! Io, semmai, piazzaleloretista...

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    6. ma non ti vergogni bagnai a bannare la gente? ovvio che no!

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    7. Pascucci, tu sei "la gente"? Tu sei solo un simpatico dilettante in cerca di pubblicità. Torna da dove vieni e non seccarmi. Capisco che hai qualcosa di simile a un blog, che ti esprimi da qualche parte, che hai inquinato il dibattito con le tue opinioni disinformate. Non hai avuto successo? Ci sarà un motivo. Aspetta, te lo dico io: tu sei un genio, ma il mondo è tanto cattivo e c'è tanta invidia. Questa non è una cabina elettorale, non è un forum, non è una chat, è il mio blog. Io non banno, io modero. Sui blog non si può "bannare" (su blogspot è tecnicamente impossibile, e comunque anche dove lo è il concetto di blog è intrinsecamente incompatibile con quello di "ban").

      Sono stato a cena a trovo questo tuo insulso insulto. Bene: il resto delle cose che scrivi non voglio leggerlo. Non è non sapendo cos'è un blog che farai strada sui social (e infatti non ne hai fatta). Lascio qui un elemento che consentirà a tutti di farsi un'idea e di apprezzare la tua produzione scientifica. Contento? Ti ho fatto pubblicità. La volevi? Ce l'hai! Credi che io mi preoccupi di dartela? Ma figurati!...

      Per favore, collocati! Se uno dà retta a te, a me non serve, mi è inutile, non ha i requisiti minimi. E io ho bisogno di sapere chi non ha i requisiti minimi. Io non posso permettermi, nel momento in cui avrò bisogno di raccogliere le forze, di trovarmi accanto un signoraggiaio o uno sciiikimikaro che mi screditino con la loro presenza.

      Quindi, cari amici: leggetevi bene il blog del signor Pascucci. Spero che vi convinca, e che restiate con lui, che ha tanto bisogno di affetto e di consenso. Io no. Questo mi permetterà, peraltro, di sotterrarvi tutti, con molta devozione e rispetto. Perché ne abbiamo visti passare di personaggi, in tutti questi anni, vero?

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    8. No dai !!! Non e' possibile, uno degli epigoni del Donald...non pare manco plausibile circolino ancora, ormai, dai....

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  9. caro Bagnai, mi può illustrare da chi e cosa deve essere indipendente la Banca Centrale?

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    1. Se posso maestro… deve essere indipendente da chiunque NON sia lo Stato e deve essere dipendente SOLO dallo Stato

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    2. Suggerimento: uno risiede a palazzo Chigi.

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    3. @Marco prova a leggerti i due libri del prof e fare qualche ricerca sul blog... vedrai che le risposte usciranno da sole...

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    4. Più che altro mi sembra che il nostro nuovo gentile amico, come tutti i nostri nuovi gentili amici, non voglia proprio passare dal via. Non ha alcun senso porre a me quella domanda in quei termini.

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  10. Sono un po' come i gremlins: carini e coccolosi, ma non appena toccano l'acqua diventano dei fottuti mostri... LOL

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  11. A beneficio dei piu' giovani ricordo che, anche prima del divorzio - cioe' quando ancora la Banca d'Italia, di proprieta' pubblica, dipendeva dal Governo e vigilava molto piu' di oggi - non e' che le banche non fallissero lo stesso.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Banco_Ambrosiano

    Ma almeno cio' accadeva in nome degli interessi geopolitici supremi del nostro protettore e benefattore USA (a mezzo 'stay behind' e P2) e con anche la benedizione del santo Papa Polacco (personalmente sono per il ripristino della vecchia regola, abrogata da Giovanni Paolo II, per cui si possono proclamare i santi non prima che siano trascorsi di due secoli dalla loro morte).

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    1. Scherzi? Due secoli! Chiedono di passare dai milli ai micro secondi di latenza per le trasmissioni di transazioni finanziarie...

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  12. Aahahaha sto ridendo da solo come un cretino al lavoro. Penso che questa mania dello spiegone a chi palesemente, per titoli e per esperienza ne sa più di te sia il frutto del solito problema: il prendersi troppo sul serio.
    Solitamente il soggetto è sempre qualcuno che ha vissuto in un contesto relativamente poco stimolante in cui primeggiava o per lo meno le persone che gli gravitano attorno gli riconoscevano un primato.

    Forte di questa sua esperienza il malcapitato si comporta naturalmente allo stesso modo nei nuovi contesti a cui si rapporta rimediando pernacchie e sberleffi.

    Mi ricordo al primo anno di Fisica di gente che mentre a lezione si parlava ancora di F=ma, si lanciava in assurdi collegamenti con la meccanica quantistica o le leggi della Termodinamica.

    Nessuno è stato più avvistato a distanza di 6 mesi

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    1. La famosa formula F = moneta x automobile, dove F sta per?















      (...aspetto Scanavacca...)

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    2. F = motore immobile (vedi sopra)

      MarcoS Godot

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    3. Non sta per Forza, questo è sicuro.


      Frittelle? Formaggio? Fichi?

      Mi sono avvicinato?

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    4. Me coreggo: motore primo… anche perché se move… quanno sei sullo zig è sullo zag, quanno sei sullo zag è sullo zig...

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    5. @Gianluca è la famosa legge del bar dove ognuno sa come fare meglio l'allenatore di calcio, il professore, il barista, ecc. ecc.

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    6. Virginia Woolf, in "Una stanza tutta per sé", riteneva che nulla avrebbero mai potuto gli uomini senza credere in sé stessi, e mai avrebbero potuto senza avere un oggetto, un Altro che permettesse loro di sentirsi migliori di qualcosa, uno specchio che mostrasse la loro superiorità. Virginia Woolf indicava nelle donne questo Altro, ma erano altri tempi.

      Anche io al mio primo e dolorosamente ultimo anno di Fisica mi trovavo nella situazione di essere sostanzialmente ignorante di qualunque concetto di fisica, venendo dal liceo classico ed essendo interessato per lo più alla filosofia, e dunque al motore immobile, e alla matematica. Ma lo stesso: pedestri pseudo-intellettuali che s'inerpicavano a speculare (appunto, specchio) su cose che non sapevano, a sognare di vincere il Nobel per aver scoperto questo o quello, per aver confutato Tizio o Caio. Nulla muove più l'uomo che la ricerca di una posizione intellettuale (e quindi anche rispetto al motore immobile di cui sopra).

      Però sinceramente mi mancano: almeno erano appassionati di ciò che sapevano di sapere; dove mi trovo a studiare oggi è raro vedere persone veramente coinvolte nella materia. Oggi addirittura ho visto un collega "bloccarsi per lo spavento" di fronte ad una formula, parole sue!

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    7. Fix It Again Tony... (il Dott. Livingstone, suppongo).

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    8. Guarda la situazione nella ricerca in Fisica è un po' strana. Per esercizio retorico ho detto che di questi soggetti si sono perse le tracce dopo 6 mesi. E in effetti è vero perché il tempo medio di conclusione della triennale era qualcosa come 8 anni.

      Incredibilmente però qualcuno di questi è riemerso alla specialistica e persino al dottorato.

      I motivi di questo scempio sono i soliti: il 3+2 che consente anche a chi ha la media del 18 alla triennale di laurearsi "ar master" co 110 e lode (sic)

      E il nostro amatissimo euro che costringe gli atenei a distruggersi le unghie per grattare dal fondo del barile candidati dottorandi

      Bisogna dire che il fenomeno è anche facilitato da forze globali (cit.). Almeno in Fisica delle Particelle oramai un esperimento è come una catena montaggio. Quelli che veramente capiscono sono una minima parte. Per gli altri che saltano da un assegno precario all'altro spesso lo spirito di sacrificio e lo zelo nell'esecuzione contano ben più della conoscenza de lebbasi.

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    9. F = (censura)

      Sono un Zignore...

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    10. @martinet Quindi ha ragione Scannavacca, è il primo motore immobile ;)

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    11. ...oppure Fix Or Repair Daily

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  13. Eppure Marx suggeriva al 5° punto del suo famoso Manifesto che la proprietà esclusiva della Banca Centrale fosse dello Stato...Li vogliamo cacciare questi Mercanti dal Tempio oppure no??

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    1. S', figurati. A chi lo dici? A quelli della nostra parte? Ma perchè, secondo te, uno come Galli, a parte il titolo (forse), ha letto un rigo, uno solo, del Manifesto? Ormai, per dirlo alla maniera de La Cosa (non la creatura di Occhetto), è Tempi(i)o di distruzione!

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    2. Il manifesto ha poche pagine ed è alla portata di tutti. Ancora possiede una grande forza. Il capitale è' più impegnativo per i pigroni e per i " E' inutile che lo leggo , immagino cosa ci sia scritto"

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Mi verrebbe da pensare che anche Draghi sia un signoraggiaio , continuano ad agire come se la moneta faccia ricchezza intrinseca , ma se è scritto sopra 'ha valore legale' è solo un piccolo foglietto , una volta per un periodo abbastanza lungo sono state moneta endemica anche le cambiali eppure non c'erano i signori che le emettevano ma solo i poracci .
    Forse nonostante le implorazioni del Prof a capire alla fine non si capisce . Posso dare una piccola spiegazione così terra a terra che magari la capiscono anche gli hardhead ?
    Il problema non sono gli euro locali , l'euro localmente assume valori diversi legati al mercato locale , la stessa cosa la puoi comprare a prezzi diversi , ma essendo la 'cosa' che da valore alla moneta e non viceversa allora, localmente la moneta assume diversi valori , il problema è il valore globale di mediato tra tutti (ma nell'interesse di pochi ) , ne consegue che tutti quanti gli Stati usanti l'€ ( o fingendo di non usarlo che ci sono anche quelli tipo Bulgaria per esempio ) dovrebbero avere la media dei valori locali sempre uguale al valore medio globale si creerà l'asimmetria in cui siamo ora e cascano tutti giù per terra con annessi e connessi, per cui gli stati devono in qualche modo mantenere questo valore medio locale il più possibile vicino al valor medio globale e finché possono lo fanno e con la scusa incolpare il capro espiatorio di turno riuscendo sempre a fare l'interesse di pochi , il che li porta a continuare a rimandare il problema vero sperando che la solita meteorite scateni qualcosa di drastico e aggiusti le cose , ora sembra che ne stia arrivando una diretta e 'benvenuta' almeno a livello di gossip . Può andare per gli Hardhead che cercano il capello schifoso nel buon brodo alla atrazina ?

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  16. Mah. Nn so un cazzo ma so che le banche centrali emettono moneta a fronte di titoli di debito i cui interessi vengono retrocessi al tesoro. Ho capito un cazzo?

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  17. “Ha il diritto di restare in silenzio, qualunque cosa dirà potrà essere usata contro di lei…”

    Io me avvalgo molto spesso ;-)

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  18. La cosa che mi preoccupa di più, dopo le modifiche statutarie di Saccomanni, sono le conseguenze, in caso di "euro breack up" sul debito detenuto da banche nazionali, proprietarie di quote di BI, che sono già o rischiano di diventare succursali di banche estere che già detengono grosse quote di debito pubblico.

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  19. "...e la domanda è sempre quella: ma perché quando si parla di moneta la gente sclera?"
    Perché, ignorando la differenza, sente "moneta" ma capisce "soldi".

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  20. I signoragiggi sotto sotto rivogliono il gold standard trapela dalle loro frasi tipiche.

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    1. La nostalgia per il metallo che luccica ed è un valore "vero" perché è "scarso" serpeggia ovunque. Per esempio, il nostro Lorenzo Marchetti ne è affetto. Si tratta di un morbo trasversale: va dagli austri-ani ai signoraggiai. In questi ultimi, poi, va sempre apprezzata la sfumatura, che appare in modo ricorrente ed è un utilissimo campanello di allarme, secondo cui siccome è tutto un complottone delle banche degli ebrei (?), allora forza Hitler... Non sono tutti così, ma alcuni purtroppo sì, e se lo sono ci sarà un perché, ma preferisco veramente non saperlo.

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    2. Capisco l'astio verso il Gold standard e le sue acclarate disfunzionalità, ma ci sono 2 dettagli:
      1) L'oro fisico non è necessariamente peggiore dell'arbitrio di una Banca centrale di emissione posseduta (pardon, gestita) da privati e mossa da fini politici spesso non condivisibili. Se posso scegliere, preferisco il Gold standard, all'obbligo del pareggio di bilancio.

      2) Ogni alternativa all'oro, per funzionare decentemente, richiede un minimo di concordia a livello internazionale, concordia che oggi sembra assai in bilico.
      Oggi la FED, invece dell'oro, ha depositi di titoli con rating AAA+. Rispetto ai depositi in oro fisico, ho qualche dubbio si tratti di un progresso. Soprattutto, si introduce un elemento di arbitrio, e l'arbitrio è nemico della trasparenza. E l'assenza di trasparenza si accompagna in genere con la disonestà e la truffa. E la corruzione. Quella con una "z" sola, però.

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    3. Per Pepino: diciamolo chiaramente: la vera peculiarità (o utilità) dell'oro è la sua non replicabilità, cosa che la moneta FIAT si sogna (del resto è stata inventata apposta). Se hai 10 monete d'oro quelle puoi gestire (prestare, vendere, rubare), non di più. E sparite quelle il cittadino se ne (dovrebbe) accorgere e scattare di conseguenza (torce e forconi?).

      Si può (potrebbe) ovviare alla detta caratteristica aurea con una sana trasparenza (di bilanci) e consapevolezza di chi è chiamato a tutelare i propri interessi. Quello che voglio dire è che la soluzione (impossibile?) sta nel dotare il cittadino delle capacità di leggere un trasparente bilancio, in cui ci può anche stare il bit al posto dell'oro ma con tutti i vantaggi del caso, ossia il tenere d'occhio le finanze pubbliche. Ma, ripeto, il problema è avere da parte del cittadino la capacità e la volontà di autotutelarsi.

      Forse è questo il vero problema del mondo?

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    4. Evvai... oro e moneta e la gente va fuori di testa. Sull'aureus nummus che ci stava a fare la testa dell'imperatore se l'oro si garantisce da sé?
      A eventuali nostalgici dell'unione monetaria latina faccio presente che l'euro si è dimostrato molto più efficente: a confronto del lavoro della troika in Grecia l'operato di Bava Beccaris appare assai dilettantesco.

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  21. Io non sono un economista e quindi capisco con fatica. Ma spero di aver capito il concetto espresso dal Professore: importa poco la proprietà (pubblica o privata) di Banca d'Italia, quello che conta è soprattutto il suo livello di dipendenza dalle esigenze finanziarie dello Stato (comprare l'invenduto nelle aste pubbliche). Altresì la bramosia delle banche private di possedere quote di BI dovrebbe avere la sua ragion d'essere nel loro atavico istinto a rifuggire i controlli e controllori che non siano esse stesse (d'altra parte non ci inculcano fin da piccoli nelle varie economie spiegate ai bambini l'idea secondo la quale il mercato si regoli da solo?). Oltre ovviamente a motivi prettamente pecuniari quali dividendi di 300 milioni di euro che ogni anno si spartiscono; certo non saranno cifre che cambiano le sorti di un sistema finanziario come quello italiano ma sputarci sopra...
    Ho visto l'anteprima di un video di Byoblu/Claudio Messora in cui Nino Galloni sostiene che il concetto di riserva frazionaria e quello di depositi=prestiti siano teorie sorpassate. Perbacco!
    Di tutto questo discorso mi rimane comunque sempre un dubbio, anzi, Il Dubbio: ma è proprio necessario per un paese che voglia prosperare un sistema in cui sia necessario indebitarsi ad interesse?

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    1. Galloni penso che faccia riferimento alla teoria della moneta endogena che sostiene che una banca quando fa un prestito,alle imprese, crea moneta e la stessa viene distrutta quando il prestito viene rimborsato.Il Professore Bagnai ha parlato di questa teoria nei suoi libri.Devo ammettere di essere stato un "signoraggista" in passato fino a quando lessi un articolo divulgativo su Kaldor riguardante la teoria della moneta endogena e da li ho avuto una visione più chiara e,per esperienza personale, questa visione distorta può essere spiegata,come ha detto il Professore,dalla disinformazione dei media riguardante,a d'esempio, il debito pubblico.

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  22. Ammetto che anche io stavo santificando il Tremonti, porca miseria. Però spiegatemi, che cosa poteva fare ? Organizzare l'uscita dall'euro? Il Berlù non poteva accettare vista la sua condizione di estrema ricattabilità. E gli italiani non avrebbero capito. Anzi, rincoglioniti com'erano (peggio che a piazza Venezia) si sarebbero rivoltati anche violentemente.
    Ammetto che mi sono perso il fatto che avesse tentato di sostituirsi al suo capo... (non vivo in Italia, almeno fisicamente) però l'idea poteva esser buona se fosse stata per fare la cosa giusta senza coinvolgere il Berlusca. Insomma, perché fu lui a mandarci in merda?

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    1. Il berlu con Mediaset e la Mondadori poteva fare in modo che noi italiani capissimo, ma si fa solo quello che alla fine si vuole

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    2. Avrebbe dovuto cominciare molto prima e comunque gli avrebbero sbriciolato mediaset in borsa e lo avrebbero condannato per ogni crimine passato presente e futuro ... Pare troppo aspettarsi un eroismo simile da Berlu ...o chiunque altro (a parte alcuni incoscienti)

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    3. Scusate ma se ... a Berlu l'euro piace e fa comodo?
      In fondo è sia imprenditore sia rentier.

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    4. Mediaset fu attaccata lo stesso e il berlu alla fine è stato condannato comunque. La teoria secondo la quale se avesse parlato di euro sarebbe stato peggio non è dimostrabile. Al berlu il silenzio sull'euro non gli ha risparmiato niente, penso sia la persona più indagata della storia repubblicana, ha dovuto pure risarcire debenedetti, gli potevano fare di più? Forse se avesse spiegato l'Europa e l'euro in prima serata, forse avrebbe avuto un appoggio popolare insospettabile, perché la gente è come me, se le cose gliele spieghi, magari parlando lentamente, poi c'è il rischio che le capisca. Secondo me non è la paura, ma l'interesse a sopprimere il dibattito. Ma sono comunque opinioni personali.

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    5. Secondo me hanno allentato la presa quando lui s'è adeguato. Altrimenti lo avrebbero linciato. Gli italiani ancora non hanno capito dopo 5 anni di "cure-torture", figurati se capivano allora. Opinioni personali che ovviamente contano niente.
      Però la mia domanda era su Tremonti. Cosa ha fatto di sbagliato e cosa altro poteva fare?

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  23. E' ovvio che quando scrivi hai te stesso come immagine di interlocutore! :D
    1. Hai bannato perche' il post prima (di quello in cui ti ho chiesto se non ti vergognavi) non l’hai fatto passare è bannato (l’avrai “moderato”)
    2. lo so, è un trucchetto che si usa con gli egocentrici vanitosi: gli dici cosa faranno e loro per non darti ragione non lo fanno - infatti ti ho accusato di ban e tu NON hai bannato (ma quello prima sì, infatti non è pubblicato.. qui.. ma sul mio blogghettinoinoino sì, a riprova de.. :)
    3. Sì, con orgoglio “sono la ggente e i governi ci temono”. Tu sei Sistema (brr!) “..e IGB ti usa”.
    4. Sì, certo, a cena con amici, come no.. ma se lo sanno tutti che non hai amici!!11uno!!undici!
    5. Sì, sono dilettante, sei tu il Maestro (uagh!uagh!uagh! ma quanto ti piace quando ti chiamano così, eh?!) ma soprattutto: perche’ dovrei aver bisogno di pubblicità? Non vendo libri, IO.
    6. Non corro per elezioni, IO (e tu?)
    7. Il concetto di ban è universale (“al bando”) ossia cacciato via o, peggio, manco fatto entrare (che è ESATTAMENTE quello che fai tu qui e ora), non serve che ti riempi la tastiera di termini pseudotecnici di cui sarai se non l’ultimo il penultimo sul web a capire veramente
    8. “Non voglio leggerlo gnegnegne” :D :D :D ma quanti hanni hai, 9?
    9. Non devo fare strada (e tu?)
    10. :D :D :D povero Sandro Pascucci sindaco!! Ti chiedo scusa HO ERRATO: hai 8 anni! Ma davvero hai messo il link alle IMMAGINI DI SANDRO PASCUCCI sul WEB?!? No, dai!!
    11. Interessante il concetto di “mi è inutile”: a cosa, di grazie? :D :D :D
    12. “Raccogliere le forze” per cosa? La cabina elettorale, sì? :D :D :D :D :D
    13. Sì, sì: «SOTTERRATECI TUTTI!» :D :D ma sotterrateci bene!
    CVD. Addio pure a te. Ma anche no!
    Ps: so che non pubblicherai ma non importa. Ho un mio sitarello dove ridiamo di te da anni.

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    1. Gentile utente, siccome non so chi tu sia, ti ho googlato. Se hai omonimi, è un problema che non mi riguarda (ed è soprattutto un problema loro, poveri!). Quanto al resto, ti sei descritto abbastanza bene. Mi sembra di percepire una certa invidia, e di leggere abbastanza bene in filigrana quali sarebbero le tue ambizioni (come spesso accade in questi casi, tutte quelle che attribuisci a me). Se googli Alberto Bagnai trovi questo.

      Buon divertimento...

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    2. Propongo ufficialmente di istituire il "Pascucci Fun Club"

      Have fun, mates!!

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    3. Capolavoro! Studio o dote naturale?

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    4. Secondo me dote naturale. In altre parole, non ci fa: c'è.

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    5. "Non vendo libri, IO."

      Mi pare di leggere tra le righe una leggera sindrome del rosicatore...

      Sarà perché non ne ha scritti?

      E, nel caso, ci sarebbe qualcuno disposto a comprarli?

      Si dia da fare sul lato dell'offerta e poi si confronti con il mercato, così si tiene occupato per il bene suo e di tutti noi.

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    6. Chiedo il permesso di prendere i testi del Nostro e farci uno studio glottologico sia sincronico che diacronico, e anche diasistemico: li trovo challenging.

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    7. Ma non può essere un trollone artefatto! Questo e' uno vero...spontaneo! Non ci e' diventato cosi...ci e' nato ! E' una questione genetica.

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    8. Lo iscrivo d'ufficio ai Darwin Awards, questo.

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    9. Mah... Stupisce la scompostezza ed il livore di questo intervento del Pascucci. E già dall'uso sconsiderato di punti esclamativi ed emoticon si capiscono molte cose. Ma la perla per me è questa: "Ho un mio sitarello dove ridiamo di te da anni". Mi vien da dire: Risus abundat in ore stultorum...

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    10. Manfatti, me fischiaveno le recchie, e io pensavo agli acufeni. Invece erano il Sandro e la sua ilare combriccola. Vedete che moneta = sclero?

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    11. Il commento del sig pascucci mi sembra abbia assunto toni lievemente grotteschi.
      Ma comunque secondo la legge dello specchio teorizzata dagli alchimisti moderni, ci infastidisce veramente nell'altro solo gli aspetti del carattere e gli atteggiamenti che ci sono propri e che non abbiamo ancora risolto in noi stessi. A me ad esempio mi stavano addosso quelli che si atteggiavano ad essere i protagonisti della scena, quale sorpresa ritrovare in me la voglia di apparire.

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    12. Quindi il pasucci ha ragione nel dire che...? Sarebbe sorprendente, non trovi?

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    13. Mario, penso tu abbia frainteso: intendevo che siccome è il pasucci ad accusare di egocentrismo vanesio in toni che fanno trasparire un certo livore, secondo la sopracitata legge, in verità è lui a possedere questi aspetti del carattere, solo che al momento li vede solo negli altri, che appunto gli fanno da 'specchio'.
      È necessaria una certa sensibilità per capirlo: ad esempio se uno è attaccato ai soldi e io gli dico che è attaccato ai soldi, non è automatico che io sia attaccato ai soldi. Posso semplicemente dire un parere personale, ma se io proprio non posso sopportare che lui sia attaccato ai soldi, e intimamente mi dà un fastidio che mai questo aspetto del suo carattere, allora probabilmente è anche una cosa che fa parte di me, alla quale, se mi rendo conto della cosa, posso lavorare per migliorarla. Quanto meno ne prendo atto. A me l'invidia e il livore che traspaiono dal commento del pasucci fanno pensare molte cose. Ma ognuno è libero di evolvere o no.

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    14. Io in effetti non capisco cosa gli ho fatto e perché passi tempo su in suo blog a ridere di me. Facciamolo ridere...

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    15. Ciao Stefano, devo dire che mi hai un pochino confuso... vediamo se ho capito: se noi diciamo stupido a un'altro è perchè l'altro è veramente stupido ma se un'altro dice stupido a noi lo dice perchè è stupido lui e si specchia in noi. E' così? Se noi diciamo a una persona che è gelosa dei nostri successi è perchè è veramente gelosa e non potrà mai raggiungere il nostro piano ma se noi diciamo che quello che fa una persona è sbagliato è perchè veramente è sbagliato. Mi sembra un ottimo sistema il tuo per avere sempre ragione.

      In effetti il Prof. Bagnai ha attaccato il Pasucci dicendogli che cerca la fama (non ricordo e non vado a rileggere) e la notorietà e per testimoniare questo ha messo un link in cui del Pasucci non risultano foto e poi ha messo un'altro link in cui ci sono solo foto del Professore stesso. Mi pareva un pò strano che chi era accusato di essere in cerca di notorietà non avesse nemmeno una foto e l'altro invece si a centinaia... così pure per l'argomento pubblicità, mi son chiesto publicità a cosa? Questo Pasucci non vende nulla, al contrario del Professor Bagnai (nulla di male, ci mancherebbe) per ciò che pubblicità cerca questo Pasucci? A se stesso? Mi chiedo il motivo e il modo visto che non c'è nulla su di lui in internt (ho fatto delle ricerche grazie al link del Professore e non ho trovato nulla). Non lo so, questa storia mi sembra tutta strana. Mi scuso per il fuori tema ma mi sono confuso, volevo capire meglio. A me, da fuori, è sembrato il Pasucci entrare per difendere un tema e la sua denominazione (signoraggiai li chiama il Professor Bagnai) e mi è parsa la risposta del Professore stesso un voler approfittare della situazione per affondare ancora di più il coltello nella piaga, forte forse del fatto che è suo il blog e giustamente lo gestisce come vuole e come vuole tratta le persone che gli interessa avere come amiche.

      Forse ora dirai che penso così perchè così sono io dentro ma io mi limito a vedere gli interventi, i commenti esposti.

      Scusate la lunghezza (i Professor Bagnai può certamente non pubblicare ma volevo che il signor Stefano avesse una mia opinione a riguardo).

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    16. No mario, non hai capito niente, ma è lo stesso. Non è un modo per avere ragione, ma per avere spunti atti a conoscere se stessi e gli altri. Rileggi il mio commento precedente, è spiegato abbastanza bene, ma per capire, devi sinceramente voler capire. Del sig pasucci in Internet c'è il suo sito sul signoreggio con tutta la sua produzione, a me il link funziona, che vuol dire che non trovi niente? Personalmente credo che sia meglio, che non abbia niente da vendere: ci sono già troppe storielle sulla crisi e il debito pubblico, meglio che questa continui a rimanere di nicchia.

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  24. L'aspetto più interessante, nella mia esperienza personale, è questo accenno del prof al passaggio della Banca d'Italia "in mano privata, avvenuto surrettiziamente a metà degli anni '90 con la privatizzazione del sistema bancario italiano (che ha indirettamente determinato anche la privatizzazione delle banche già pubbliche che detenevano una quota di maggioranza del capitale dell'istituto già di emissione". La privatizzazione delle banche avvenne anche attraverso la costituzione delle fondazioni bancarie. Una decina di anni fa ebbi l'occasione di lavorare per sei mesi in una fondazione e compresi l'ovvio: le fondazioni sono, in sostanza, centri di potere politico/economico utilizzate a piacere come i pedoni negli scacchi. Oggi le metto a ricapitalizzare Banca delle Marche, domani le piazzo nel fondo Atlante e così via. Per farla breve mi pare di capire questo (se sbaglio mi correggerete): prima si fa il divorzio con la conseguente indipendenza della banca centrale, si lascia crescere il debito pubblico brutto e cattivo, poi si parte a inizio anni 90 con l'ondata di privatizzazioni con la scusa di abbattere il debito e nell'ambito delle privatizzazioni nascono le fondazioni bancarie di cui sopra. Insomma, alla fine della giostra, il capitale vince e il lavoro perde.
    Ho capito qualcosa una volta nella vita?

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  25. Sull'addendum:

    "Per quanto ne so io, i pagamenti con moneta elettronica o assegno possono essere legittimamente rifiutati."

    Per quanto ne so io, no e no

    E adesso, come la risolviamo?

    Hanno proprio orchestrato le cose per bene!

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    1. Hai ragione perfettamente, scusami, sono stato impreciso. Peraltro, ho appena rilasciato un'intervista su sta roba a Vergovich. Chiarisco il punto: come vedi, è lo Stato che decide cosa e come può essere accettato in pagamento. Lo decide lui, non lo decidiamo noi. Così è più chiaro? In tutto questo, che è un suo potere sovrano, la proprietà dell'istituto di emissione non c'entra nemmeno di striscio. Aggiungo che la limitazione all'uso del contante è una limitazione alla libertà personale, e il fatto che venga giustificata con nobili motivi (la lotta all'evasione) mi preoccupa. Siamo in un progetto con motivazioni nobilissime (l'"Europa") le cui finalità e soprattutto modalità di esecuzione si palesano ogni giorno di più come abiette. Ormai temo i benefattori e i moralizzatori. Grazie ancora per avermi permesso di precisare il mio pensiero, sul quale ora vorrei avere un tuo commento.

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    2. (p.s.: hai mai fatto il pieno di metano con carta di credito?)

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    3. Ho capito Prof. ma 20 euro! Poi detto da me che ci pago pure i biglietti della metro (all'estero, ignoro se possa farsi in Italia) o due ore di parcheggio. Anche il rifiuto del commerciante di strisciare la carta di credito o anche di debito per pochi euro è una conseguenza della crisi del cavolo nella quale viviamo. Per quanto mi riguarda ho aumentato, da zero, la preferenza per la liquidità alla faccia dei limiti imposti; eventualmente non mi servo più dal commerciante che mi riserva un simile trattamento.

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    4. L'esercizio che accetta i pagamenti elettronici paga una commissione di circa il 4% (qualcosa piu' o qualcosa di meno, a seconda del circuito della carta di credito/debito).

      L'American Express e' quella che in assoluto chiede di piu' (ed infatti pochi esercizi la accettano) mentre la VISA si assesta poco sotto la media.

      Il 4% non e' poco..... specialmente se si tiene presente che anche il titolare della carta paga qualcosa sulla transazione.

      Il ladrocinio assume invece proporzioni inquietanti per i 'ticket restaurant' elettronici (tipicamente i buoni pasto sono di importo prossimo ai 6 Euro l'uno).

      Se l'esercizio e' piccolo (il classico negozietto di alimentari e panini) per noleggiargli la macchinetta POS gli chiedono una commissione fissa di 1 Euro a buono, cioe' 1/6 dell'importo!

      Ora e' chiaro o no perche' si vuole abolire l'uso del contante?

      L'imposizione dei pagamenti elettronici non c'entra con la crisi (se non indirettamente), si tratta di estorsione semplice.

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    5. Non ho carta di credito (trovo balordo il fatto che uno fotografa o si segna i numeretti dietro e ha automaticamente accesso ai miei soldi). Uso il bancomat quasi quotidianamente per comprare il pane al supermarket sotto casa, e lo trovo utilissimo anzi indispensabile.

      La mia era una provocazione. Il sistema è subdolamente contraddittorio, hai ragione tu la valuta elettronica non ha corso legale (non è M0). Ma è diventata 'de facto' a corso legale (è indispensabile!), e si legifera come se lo fosse. Il risultato è che non si capisce bene qual'è la base monetaria e la gente sclera (un po' anche i professori!). Aggiungo che lo Stato siamo noi, noi decidiamo con cosa si paga.

      Tecnicamente quando ricevo in pagamento un bonifico, dovrei stare dicendo al cliente/datore di lavoro 'pagami in contati, oppure con un qualsiasi sistema di pagamento riconosciuto dalla banca XXX, di cui mi fido'. Ovviamente se vuoi lavorare devi fidarti di almeno una banca, ormai non ci sono santi. Le cose cambieranno quando i tedeschi e l'UE alzeranno ancora la voce contro le nostre banche, e verrà fuori che i conti correnti non sono proprio moneta, lì si svelerà il bluff e il popolo chiederà che i propri depositi in banca siano effettivamente depositi e non prestiti.

      In un contesto del genere non vedo che senso ha dire che la banca centrale è 'privata'. E' come dire che la magistratura può essere privatizzata, tanto basta che applica le leggi decise dai parlamentari. E a quando il governo privato (sono volutamente sarcastico)?

      Soluzione? Uscire dall'Euro sì, perchè non è la valuta di un popolo e questo causa asimmetrie, ma secondo me c'è anche da ridefinire esattamente il concetto di moneta, compatibilmente con le tecnologie attuali che permettono scambi immediati con click del mouse. Un modello che potrebbe funzionare, secondo me, è permettere di depositare il denaro presso la banca centrale: ogni codice fiscale e partita iva italiane ha associato un deposito gratuito e a interessi zero. Tale valuta elettronica sarebbe a corso legale. Banconote e monete circolerebbero comunque in parallelo, magari con una data di scadenza sulle banconote (così sei costretto a 'cambiarle' in moneta elettronica ogni tanto, riducendo evasione/riciclaggio e avendo un discreto controllo su quanto circola).

      Che ruolo avrebbero le banche private (e vigilate dalla BC) in un contesto del genere? Semplice! Mettere il capitale a disposizione del lavoro! Essendo ben definita la base monetaria, sarebbe difficile speculare con acrobazie finanziarie. L'unica maniera che una banca avrebbe di gudagnare sarebbe:
      1) Conquistare la fiducia dei risparmiatori: sarebbe chiaro a tutti che non sto depositando, ma prestando ad una banca non centrale.
      2) Investire in opere che creano ricchezza vera e lavoro. Che ne sò... c'è da bonificare l'Agro Pontino e c'è bisogno di 10 miliardi? 2 ce li mette lo stato, gli altri 8 una banca/cooperativa che poi farà la cresta con la concessione dei terreni. In tutto questo ci guadagnano anche i correntisti e gli obbligazionisti del territorio che hanno sostenuto il progetto.

      Ci sarebbero inoltre altri campi in cui una banca potrebbe operare, ad esempio offrendo liquidità a soggetti stranieri (turisti, imprese) che hanno, nel breve termine, bisogno della nostra valuta.

      Qui mi fermo perchè non sono un economista, in un certo senso hai chiesto il mio modesto pensiero e questo è, purtroppo non ho gli strumenti metodologici per dimostrare che funzionerebbe.

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    6. Per esperienza personale completo il "listino prezzi" di Luca Cellai segnalando che per un POS bancomat, gli istituti di credito chiedono un canone mensile di 30-40 euro di noleggio dell'apparecchio ed una percentuale sulla transazione che va dall'1% (se sei grande ed hai alti volumi) al 3% (il piccolo esercizio come ho avuto io).

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    7. ...boh, sono curioso. (@dargen)
      In realtà, ai miei occhi bendati, sarebbe una patrimoniale occulta (se non fai in tempo a spenderli o a versarli, è come se "non ti servissero tanto, o tu non ne abbia sufficiente cura, quindi te li levo...".
      Non mi piace, a naso.
      Altro aspetto: prossimi alla scadenza, non scatterebbe una sagra dell'ammollo, al migliore (peggiore) offerente? Non mi pare possibile... a tatto.
      A quel punto dovrebbero offrire un interesse, da scontare mano mano, ma cosa cambia dai titoli di stato poi?

      Boh, sentiamo i migliori...
      (scusate la sinestesia, involontaria)

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    8. Non è esattamente lavoro mio ma le commissioni indicate da Luca Cellai mi sembrano sovrastimate, forse solo, o neanche Amex le ha così alte. Per quanto invece riguarda le carte di debito sono decisamente più basse. Il ragionamento è comunque da farsi sul transato di periodo. Cioè un conto è considerare di pagare la commissione e il servizio su un rifornimento da 20 euro, un conto è considerare un transato gionaliero di 500 o 1000 euro o di più. Le commissioni e le spese sono sicuramente sopportabili.
      Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, in questo caso le banche che come sapete ardo e brucio, accettare un pagamento con carte di debito o di credito (per chi non sapesse, come anche tanti bancari, le prime sono i bancomat...) evito il rischio di prendere in pagamento carta moneta contraffatta (soldi falsi), il rischio di smarrimento e/o rapina del contante incassato, la visita in banca per il versamento eccetera.
      Ultima notazione riguarda il transato, cioè la somma delle strisciate del commerciante, che nulla ha a che vedere con l'importo transatto...
      Ps alcuni istituti hanno anch una commissione di inutilizzo del pos.

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    9. "Sopra i 5.000 euro si paga infatti il bollo dello 0,2% annuo su titoli di Stato, obbligazioni, azioni ecc. Subiscono tale balzello per esempio i Btp 1-5-2019 con un rendimento netto a scadenza già negativo, ai prezzi attuali. Ma il bollo viene applicato anche su conti correnti, libretti ecc., in particolare nella misura fissa di 34,2 euro l'anno, sempre a prescindere dagli eventuali costi di tenuta conto. Su 6 mila euro tale patrimoniale abbatte quindi il capitale dello 0,57%, cioè praticamente quanto l'odiatissimo prelievo del governo Amato." Tratto dal Fatto quotidiano di mercoledì 4/5/16, a firma di Beppe Scienza.

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  26. Autostrade del New Jersey, Delaware ecc. prendono solo cash - vai a spiegare al grosso/grossa colored casellante che ti sei dimenticato di prelevare in aeroporto...

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  27. @Sandro Pascucci

    Sei fuori moda...la bufala del signoraggio è morta da un pezzo!!!

    E poi ti basta pensare a tutti gli strumenti finanziari che gli istituti hanno a disposizione per fare cassa con giochi e trucchi di finanza...anche se ultimamente...


    Sei giunto in questo blog ( molto probabilmente) perché hai davvero voglia di capire come stanno davvero le cose...

    Menarla con queste teorie complottiste serve solo ad inquinare il dibattito...e a fare il gioco dei "nemici".



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  28. OT - Eurozona e dintorni: il <a href="http://www.corriere.it/economia/16_maggio_03/euro-forte-surplus-ue-virus-che-colpisce-banche-lavoro-c57f62a4-116f-11e6-950d-3d35834ec81d.shtml”>punto odierno della situazione<a/> del nostro mai banale <a href=”http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/corriere-mie-trame-attenti-nuovo-vice-direttore-ad-personam-101512.htm”>analista fidato</a>:

    “<i>Il saldo delle partite correnti […] è probabilmente il teatro della metamorfosi più radicale che la zona euro abbia conosciuto da prima a dopo la crisi. Quel dato resta inchiodato in un segno più anno dopo anno. In una prima fase la sua graduale trasformazione ha aiutato a tamponare le ferite aperte in Spagna, in Grecia o in Italia. Da qualche tempo però questo numero nascosto a pagina 177 di un rapporto di Bruxelles alimenta la deflazione, rende più fragile la ripresa e erode il terreno su cui poggiano le banche</i>”.

    Mmmhh… Pare che la sta imbroccando giusta. Non sarebbe una novità, però magari stavolta mantiene…

    “<i>Il dato sulle partite correnti è esplosivo […]. L’attivo dell’area euro verso il resto del mondo era di 34 miliardi nel 2009, ma da allora ha preso a crescere fino a moltiplicarsi per undici. Per quest’anno la Commissione Ue prevede che sfiorerà i 400 miliardi di euro - il 3,3% del reddito dell’area - e anche nel 2017 salirà. È una delle poche revisioni al rialzo che Bruxelles abbia presentato ieri. Ed è ormai una distorsione di fondo nell’economia globale, per la carenza di investimenti e consumi degli europei e non per eccesso di export. La Germania contribuisce per circa due terzi al surplus dell’area: il suo attivo delle partite correnti è cresciuto negli anni della crisi da 144 a 265 miliardi. Quasi tutto questo saldo attivo tedesco è ormai realizzato fuori da Eurolandia e resta su livelli tipici, di solito, di una monarchia petrolifera del Golfo. Contribuiscono agli squilibri però anche l’Italia (passata da un deficit di 30 miliardi a un surplus di 35) o la Spagna</i>.

    Giusto! Bravo, ottima selezione e esposizione dei dati rilevanti. Stai a vedere che stavolta ci siamo…

    [continua]

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  29. [segue]

    L’eccesso di surplus smonta in modo subdolo ciò che la Banca centrale europea sta cercando di costruire con le misure di emergenza degli ultimi due anni contro l’avvitamento dei prezzi. Un attivo delle partite correnti da 400 miliardi l’anno significa che ogni mese, in media, oltre 30 miliardi in più affluiscono verso l’euro rispetto alla liquidità in uscita dall’area. Sono gli acquisti di beni europei all’estero, ma soprattutto sono i mancati acquisti di beni di consumo o investimento degli europei dal resto del mondo. Il risultato è un costante, strutturale eccesso di domanda internazionale di euro, giorno dopo giorno. Si spiega così che la moneta unica si sia rivalutata del 9% sul dollaro negli ultimi cinque mesi (ieri a 1,15 dollari).

    Perfetto! Problema ottimamente inquadrato, tutti i dati rilevanti presenti all’appello. Riassumibili in: l’Eurozona, Germania in testa, è il buco nero della domanda mondiale, e tutti gli stimoli monetari si stanno dimostrando perfettamente inutili a invertire la tendenza.

    Bene, ora che il cosa è egregiamente focalizzato nella sua essenza, passiamo al perché: come spiegare tutto ciò? Un dato così incontrovertibilmente eclatante dovrebbe avere una spiegazione abbastanza evidente! Magari non esaustiva, magari non inattaccabile, ma almeno logicamente articolabile ed empiricamente plausibile! Dai, Federico, in fondo per uno scafato come te è un dato che parla praticamente da solo! Tira fuori i due o tre imparaticci giusti di macroeconomia e stai sicuro che ci fai un figurone! Federico? Oh, Fede, ci sei? E dai, almeno provaci! Fedeeee? Ok, ti do un aiutino. Allora: la crescita è limitata dal vincolo esterno reciproco tra aree ‘internamente integrate’ (in che senso, questo, poi me lo spieghi con calma) -> il vincolo esterno reciproco si allenta quando gli scambi sono equilibrati -> condizione necessaria affinchè gli scambi siano equilibrati è che esistano meccanismi efficaci di correzione degli squilibri -> tra i meccanismi efficaci di correzione degli squilibri possiamo annoverare… Federico? Su che ce la puoi fare, su, s…

    “FORSE È IL DESTINO DI SOCIETÀ CON MOLTI ANZIANI, POCO PROPENSI A CONSUMARE E MENO ANCORA A INVESTIRE”.

    Tutto… tutto qui? Sei proprio sicuro sicuro? Ok, Fede: diciamo che apprezzo l’impegno. Si vede che le qualità non ti mancano, ma… devi avere una qualche forma di blocco psicologico. Comunque ne riparliamo al prossimo appello.


    PS: Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde (absit iniuria commemorationis).

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  30. Sul tema “Banca centrale/moneta unica” mi sembra interessante sottoporre le seguenti considerazioni tratte dal libro ”Magie des Geldes” (La magia del denaro) di Hjalmar Schacht - Econ Verlag, 1966; Schacht fu presidente della Reichsbank (la banca centrale tedesca, di proprietà privata mista tedesco-internazionale) due volte, dal 1923 al 1930 (eliminazione dell’iper-inflazione) e dal 1933 al 1939 (eliminazione dell’iper-disoccupazione causata dalle politiche di austerità del cancelliere Brüning).
    Riporto il testo originale e, per i “diversamente europei”, la traduzione (a seguire); dato che sono “ingeniere” e di madrelingua italiana forse è opportuno che qualche goofynomista, laureato in economia e di madrelingua tedesca, la validi: ad esempio Jörg der Krampus, dem hiermit meine waffenstudentischen/ kartellverbandsbrüderlichen (´bin nämlich WSCer) Grüße ausrichten darf.
    Kapitel 6: „Whärung ist nationalistisch“, Seite 100-102.
    (John Law) hatte richtig erkannt daß Geld, wenn nicht in handelbaren Metall besteht, eine rein nationale Staatsangelegenheit ist. Das gilt noch heute.
    Darum gibt es kein internationales Währungsgeld. Es wird auch kaum jemals geben. Einem internationalen Geld müßte in allen zugehörigen Ländern die gesetzliche Zahlkraft verliehen werden. Man müßte mit ihm in allen diesen Ländern alle Verpflichtungen gegen Staat und Private erfüllen dürfen. Ein Währungsinstitut, einerlei ob Bank oder Regierungsorgan, das solche Vollmacht bekäme, würde Herrscher der Welt. Eine undenkbare Sache. Die Währung ist der nationalste Faktor im politischen Leben. Jeder Währungsbank ist von der Regierung des Landes abhängig, durch deren Gesetz sie errichtet ist und die ihren Noten die gesetzliche Zahlkraft im heimischen Bereich verleiht.
    Die Kredithergabe ist ohne Notenbank nicht denkbar. Keine Notenbank darf gegen ihre eigene Regierung handeln. Die Regierung ist Herr der Notenbank und kann ihre Kreditpolitik beeinflussen. Sie kann also durch übermäßige Inanspruchnahme von Notenbankkrediten die Währung inflatieren. Hierauf könnte sich keine internationale Notenbank einlassen. Sie kann sich nicht von einer der Regierungen, die ihr angeschlossen sind, mißbrauchen lassen, es sei denn, daß alle ihr übergeordneten Regierungen zustimmen, das aber ist eine Bedingung, hinter der in wirtschaftlichen schwierigen Zeiten der Kampf aller gegen alle steht. So weit wird kein Staat seine Souveranität preisgeben, daß er sich von seinen Partnern oder Konkurrenten die Wirtschaft- und Finanzpolitik vorschreiben läßt.
    ( ………………..)
    Anderseits ist es ein politisch untragbarer Gedanke, namentlich in einer Demokratie, daß eine Wärungsbank gegen die Regierungspolitik handeln darf. Der Ausweg muß darin liegen,daß wenn ein unüberbrückbarer Gegensatz zwischen den währungspolitischen Auffassungen von Regierung und Notenbank vorliegt, dieser Gegensatz in der gesetzgebenden Körperschaft ausgetragen wird. Die Bevölkerung muß über solche schwerwiegenden Gegensätze unterrichtet werden. ( ….. ) Wenn die Auffassung der Notebank in wesentlichen Fragen von den Absichten der Regierung abweicht, so muß sie das Recht und die Pflicht haben, ihre Auffassung vor dem Parlament in aller Öfflentichkeit darzulegen.

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  31. Di seguito la traduzione del precedente commento in tedesco
    Capitolo 6: La moneta è un affare nazionale, pag. 100-102.
    (John Law) aveva correttamente compreso che la moneta, quando non consiste di metallo commerciabile, è una faccenda che rientra assolutamente nel campo d’azione dello Stato; ciò vale anche oggi.
    Perciò non esiste alcuna moneta internazionale, e molto difficilmente ce ne sarà mai una. Ad una moneta internazionale dovrebbe essere conferito il valore legale in tutti i paesi aderenti e con tale moneta, in tutti questi paesi, si dovrebbero poter soddisfare tutti gli obblighi di pagamento nei confronti dello Stato e dei privati. Una istituzione monetaria, sia essa una banca o un altro tipo di organo governativo, che ricevesse tale potere assoluto diverrebbe il Padrone del Mondo: qualcosa di impensabile. La moneta è il più nazionale dei fattori della vita politica; ogni banca centrale di emissione è dipendente dal governo del paese e viene istituita secondo le leggi di tale governo il quale altresì conferisce alle banconote emesse dalla banca il corrispondente valore legale, valido in tutto il paese.
    L’attività creditizia non è pensabile senza banca centrale di emissione e nessuna banca centrale può operare contro il proprio governo. Il governo è il “dominus” della banca centrale e può influenzare la sua politica del credito nonché inflazionare la moneta a mezzo di un eccessivo ricorso al credito della banca centrale. Nessuna banca centrale internazionale però potrebbe lasciarsi coinvolgere in vicende del genere; una tale banca infatti non può lasciarsi strumentalizzare da nessuno dei governi a meno che tutti i paesi membri non siano d’accordo; ma questa è una condizione che, in caso di tempi difficili per l’economia, non sarebbe realizzabile in quanto vi sarebbe la guerra di tutti contro tutti: nessuno stato infatti cederà la propria sovranità al punto di farsi dettare la politica economica e la politica monetaria dai propri partner o dai propri concorrenti.
    ( ………………..)
    D’altro canto non è politicamente sostenibile, specialmente in una democrazia, che una Banca Centrale operi in opposizione alla politica del governo; quindi, qualora le visioni di politica monetaria del Governo e della Banca Centrale si trovino ad essere in una situazione di insormontabile contrapposizione, l’unica via di uscita è riportare e comporre tale contrapposizione in sede legislativa (……..) ed essa (=la Banca Centrale) deve avere il diritto e il dovere di poter esporre la sua visione pubblicamente davanti al parlamento.

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  32. Scusate, ma avrei bisogno di un chiarimento. Mi è sembrato di capire che c'è una differente valutazione sul meccanismo di emissione dei prestiti da parte delle banche: da una parte si sosrtiene che questi avvengono poggiando rigorosamente sul meccanismo della riserva frazionaria. Dall'altra si sostiene invece che, come da Kaldor e forse da Graziani, in realtà prima la banca presta sulla base delle garanzie date dal cliente e solo in seguito deposita la quota frazionaria. Poi naturalmente resta la necessità di ottemperare agli obblighi di bilancio, ma anche questo avverrebe sempre ex-post. Non picchiatemi se non ho capito nienete ma prova spiegarmelo. Grazie al prof. e a tutti.

    Tito Casali

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  33. @Sandro Pascucci
    Mi scusi, ma questo non è un luogo pubblico (bensì privato).
    Se capisce la differenza converrà che tutte queste polemiche sono totalmente inutili (oltre che fuori luogo).
    Bah

    PS: ho incominciato a seguire forum nel 2001 e mai mi sono sognato di criticare le decisioni di banning (per i motivi suesposti!).

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    1. Eh, ma è la solita necessità di marcare il territorio (alzando la gambetta e piss, piss...).

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  34. OT
    Ho trovato questo, da "IMF STAFF DISCUSSION NOTE" del 2015:

    "In an economy hit by a sudden stop of private capital flows, the current account deficit typically contracts, as domestic credit for consumption or investment slows sharply in response to the drop in foreign funding. The task of returning to full employment within a tighter external financing constraint requires both higher domestic and foreign demand. In this context, IMF staff advice usually stresses the benefits of lower interest rates and exchange rate depreciation to boost demand and competitiveness. But for countries in a currency union, such as the euro area, exchange rate depreciation is not available. Instead, lower nominal wage growth—wage moderation—and lower inflation or higher productivity growth relative to trading partners is needed. More generally, the measures aimed at changing the relative prices to regain competiveness when the nominal exchange rate is fixed are often referred to as “internal devaluation.”

    Link: https://www.imf.org/external/pubs/ft/sdn/2015/sdn1522.pdf

    Notate che la parte citata non è la tesi dell'articolo, ma l'introduzione, una ovvia premessa.


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    1. Sulla relazione tra bassi tassi e incremento della produttività, credo si possano argomentare numerose robe (alcune se nnon sbaglio, in questo stesso "gigapost".

      Poi, "sudden stop of private capital flows" è una figata vera!
      Domani me la rivendo secca.

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  35. Gentile Prof Bagnai,

    premetto che sono ignorante al 99.9% in (macro)economia. ma non capisco una cosa: la banca centrale crea danaro dal nulla, lo presta allo stato che paga gli interessi. La Banca centrale ha un guadagno che sono gli interessi, ora non capisco perche dei privati debbano guadagnarci sul debito dello stato.
    Mi dica dove sbaglio nel mio ragionamento.

    Grazie
    Antonio

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    1. Forse nel fatto che la creazione di moneta in se non comporta alcun prestito o tasso di interesse. La moneta non deve essere ripagata a scadenza....va distrutta, semplicemente. I titoli di debito, invece, BTP, BOT etc. hanno maturità' e tassi nominali all'emissione...e a scadenza vanno ripagati. E sono in mano solo a soggetti privati, o, PRIMA del divorzio, erano ritirati, se invenduti dalla Banca Centrale, che apriva uno scoperto di conto al Tesoro. A condizioni certamente NON "di mercato" (ma MOLTO più' favorevoli...). Teniamo la narrazione sul reale...la moneta la prestano gli intermediari, e quella che "creano" gli intermediari ha un tasso e va ripagata. Non quella che emette la Banca Centrale. La differenza tra il costo di produzione e il nominale non va "in tasca" a qualcuno. Va in circolazione come massa monetaria per permettere di transare beni e/o servizi di valore percepito pari al nominale o multipli di esso. E comunque, ci sono fior di post del professore da leggere che rispondono alla domanda, danno qualche base di macroeconomia "da sopravvivenza", ma soprattutto, leggendoli, non si fanno domande a lui....che non e' la segretaria o il tutore di nessuno. Se non sentiamo la necessita' di documentarci e studiare per capire, cosa veniamo qui a fare ? Trollare Bagnai ? E vantarci di averlo fatto ? Anto'.....e leggi prima la miniera di conoscenza che c'e' qui dentro, eddai !!!

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    2. L'errore è banale: non conosci.
      La soluzione è semplice: studia.
      Inizia dall'inizio (ovviamente), ti sciroppi tutto il blog e trovi la risposta, anzi, non fai nemmeno questa domanda.

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    3. Perché così la gente che ha la fortuna di avere dei risparmi investe nello Stato e non magari all'estero, così magari c'è meno fuga di capitali. E poi prima del divorzio Stato e banca centrale erano la stessa cosa, cioè lo stato diceva alla banca quanto moneta nuova emettere per far fronte alla spesa non coperta dalle tasse, in questo modo la ricchezza in circolazione aumentava. Il problema nasce quando si perde la sovranità monetaria, come adesso, e si deve pagare la spesa con una moneta della quale lo stato non ha proprietà, e non può più emetterla. A questo punto i vaneggiamenti dei signoraggisti diventano paradossalmente sensati, ma comunque sbagliati: perché per i signoraggiai il demone è la banca centrale. Ma noi ad esempio non dobbiamo restituire i soldi dei titoli di stato alla Bce, ma ai mercati, dove abbiamo messo all'asta i titoli del tesoro. Cioè il debito non ce l'abbiamo con la Bce o addirittura con la banca d'Italia,ma coi mercati privati di capitali. Se uno stato invece ha la sovranità monetaria, e la sua valuta non è agganciata a una moneta più forte in cambi fissi tipo l'Argentina di un tempo, ha sempre la possibilità di ripagare il debito. Perché i soldi che mancano dalle tasse li stampa. E non deve restituirli alla sua banca centrale, perché la banca centrale, è essa stessa di proprietà dello stato, e quindi al suo servizio, e non viceversa. A meno che non sia "indipendente". Spero di non aver aumentato la confusione.

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    4. Una breve premessa.
      I titoli di stato, che appunto emette uno stato e che vanno a formare il famigerato, terriBBBile, innominabile DeBBBito PuBBBlico, hanno un rendimento annuo che viene pagato a chi li acquista, ipotizziamo il 5%/annuo.
      Innanzitutto chiunque può acquistare i titoli di stato che ad esempio emette l'Italia (un privato, un'azienda, una banca, soggetti esteri ecc), ed ovviamente a questi acquirenti verrà riconosciuto l'interesse annuo per tutta la durata del titolo (1,3,5,10,15,30 anni ecc). Quindi nel nostro esempio lo stato pagherà il 5% all'anno di interesse a tutti i soggetti che hanno comprato i suoi titoli di stato.

      Prima del 1981, hanno del divorzio fra Bankitalia e Ministero del Tesoro, la Banca d'Italia monetizzava il debito dello stato, cioè faceva parte degli acquirenti dei titoli di stato che lo stato emetteva e questa funzione aveva un doppio vantaggio:

      1 essendo la Banca d'Italia la "moglie" del Ministero del Tesoro gli interessi sui titoli di stato che percepiva rimanevano in famiglia, cioè i suoi guadagni li rigirava al Tesoro in questo modo praticamente lo stato riceveva un finanziamento monetario a tasso zero;

      2 avere una Banca Centrale che monetizza il debito vuol dire poter calmierare il tasso di interesse da pagare sui titoli di stato, in quanto c'è un acquirente che garantisce il loro acquisto a qualsiasi condizione (anche tassi negativi). A seguito del divorzio (1981) la banca d'Italia non ha più avuto l'obbligo di acquisto dei titoli di stato (la famosa indipendenza della banca centrale), e a quel punto ci si devuti affidare al mercato, cioè ai privati (soprattutto banche e fondi italiani ed steri) che ovviamente oltre a chiedere un tasso di interesse più alto sui titoli che acquistano (ricordi lo spread che saliva fra il 2011 e 2012 prima dell'intervento di Draghi?), quell'interesse se lo tengono e quindi il debito pubblico sale.

      Per toglierti tutti i dubbi ti consiglio queste letture:
      Da Goofynomics
      1 Le ricette veloci di Giampiero Friedman
      2 Endogenous money for dummies, part 2

      Da Vocidallestero
      De Grauwe e Yuemei Ji: Conseguenze fiscali del programma di acquisto bond della BCE

      Il paper Oltre L'austerità con una sezione dedicata alla natura del debito pubblico ed una scritta dal professor Bagnani.

      Basta cercare su google e trovi tutto.

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  36. Però adesso vorrei difendere un po' l' indifendibile Pascucci; se addirittura Zingy, parlando di signoraggio, dice qui:

    Qui il passo di Zingy. Ricordando la FIG. 11 Pag. 72 de "IL TRAMONTO DELL' EURO" mi sembra ci sia qualche lieve errore di valutazione.


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  37. Non riesco a trovare un mio commento precedente, forse si è perso. Dicevo che forse quella che circola è una sorta di "comoda confusione" (con a volte una interessata ostilità) verso i pascuccioniani. A leggerlo difatti ho scoperto che nessuno punta solamente contro la banca centrale come male assoluto, tutt'altro. Indicano chiaramente la banca commerciale come perno dell'emissione di moneta (ex-nihilo), che crea il 97% della moneta che è nel mercato. Poi avevo scritto altre cose ma non ricordo.

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    1. Poi controllo. Ma non capisco bene cosa c'entri. Nessuno nega che i mezzi di pagamento più utilizzati siano quelli creati endogenamente (che non vuol dire proprio "dal nulla") dal settore privato, e i problemi che le banche centrali creano non derivano da chi le possiede formalmente.

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  38. Provo a spiegarmi. "Dal nulla" intendo che in un microsecondo sul mercato ci sono +100.000 euro (esempio) per un mutuo stipulato da una banca commerciale X a favore di un correntista C, senza che a nessun altro correntista sia stato sottratto un singolo euro.

    Quindi sul mercato "in generale" si troveranno +100.000 rispetto alla massa totale presente un microsecondo prima (del prestito), il tempo di spingere dei tasti sul computer bancario.

    Quella moneta proviene dal nulla e nel nulla tornerà col pagamento delle rate (decurtata la parte interesse da quella capitale).

    Sicuramente il possesso di una banca centrale non ha effetti sul meccanismo, un pò come il possesso di una automobile non ha influenza sul meccanismo di funzionamento del motore di quel veicolo, tanto meno (esempio) sull'inquinamento che esso produce.

    La domanda è però legata a tutto questo: se la macchina è mia posso fare delle azioni (da A a Z), mentre se è "autonoma" devo subire ogni sorta di "sua" volontà, anche che vuole stare spenta quando mi serve accesa (e viceversa).

    Non è lana caprina da liquidare con un "non importa". Inoltre, se proprio "non importa", ossia che A è uguale a B, allora io voglio la libertà di scegliere B (esempio).

    Pero' una cosa taglia la testa al toro: la BC rientra gli interessi al Tesoro solo dopo aver pagato due miliardi tra stipendi e accantonamenti e quindi ritorna al Tesoro 4 spiccioli, fermo restando che gli "utili" sono falsati poiché le banconote vengono inserite al passivo come se la BC sostenesse un costo pari al loro valore nominale (quando sappiamo che sono solo carta colorata da 3 centesimi).

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  39. E' encomiabile che, almeno qualcuno, prima di dargli contro, provi a leggerlo (Pascucci) e con lui, leggere anche altri che fanno parte del Primit (come me).
    Mario Gregorio è uno di questi che (forse leggendoci), ha capito delle cose fondamentalmente evidenti ma che a molti, sembrano inspiegabilmente "inconcepibili" o "impossibili":
    1) La banca commerciale NON è un intermediario del credito (io lo spiego da diversi anni, prima che anche la banca d'inghilterra lo dicesse apertamente di recente). Io l'ho spiegato "tecnicamente" in uno studio "spartano" (nel senso non degno dello standard professionale di uno studio di un economista) sulla riserva frazionaria pubblicato sul forum del Primit, ma che, come dice Mario Gregorio, può essere "popolarmente" spiegato con il "prestare senza togliere soldi a nessuno". Come dico sempre (la banca non presta il deposito originale ma "fotocopia" il deposito e presta quello; ma non solo, in mancanza di deposito, può prestare lo stesso usando come copertura finanziaria denaro creato dal nulla dalla B.C.(grazie alla garanzia dei clienti) e "automaticamente" accreditato alla banca comm. sul c/c di regolamento.
    Mi fermo qui perché già questo fatto dovrebbe far balzare dalla sedia qualunque persona di senno

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    1. Carissimo, come vedi ti ho pubblicato, così non sarai tentato come altri di inondarmi di messaggi livorosi e un tantinello paranoidi. Detto questo, sottolineo che: quello al quale accenni NON è il tema di questo post (in quanto OT avrei dovuto non pubblicarti, ma pace), visto che qui ci occupiamo dell'assetto proprietario della banca centrale e non della creazione dei depositi, e poi chiedo: ma è tutto gratis? Perché non esistono solo i clic del mouse e gli stati patrimoniali. Esistono anche i conti economici. Altrimenti, cosa spiega l'attuale crisi bancaria? Perché le banche non fanno qualche fotocopia in più per tirarsi su i bilanci? E perché le banche greche non hanno fatto qualche fotocopia quando Draghi le chiuse a fine giugno 2015 negando loro liquidità? I temi che ci interessano qui sono questi.

      Comunque, questo argomento mi interessa relativamente. Hai dato i riferimenti, chi vuole approfondirlo verrà sul tuo sito. Se ci resterà, ripeto: meglio per te (e Sandro) e meglissimo per me. Discorso chiuso e ciao: devo andare a fare delle fotocopie (non scherzo).

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    2. Ma no prof, è che lei non ha capito molto della crisi greca: cioè le banche avrebbero potuto creare i soldi con il click mouse, ma hanno ordito un complotto con la banca centrale greca, che in combutta con la Bce ha provveduto a guastare tutte le fotocopiatrici. Fra l'altro è impossibile non accorgersi che anagrammando cabbalisticamente il nome di Mario Draghi, salta fuori seicentosessantasei. È infatti lui, anche secondo Nicosia di Tessalonica, il dragone (nome omen) che tenta di divorare la donna partoriente che tiene la luna sotto i piedi e ha un diadema di dodici stelle, cioè l'unione europea, come descritto da S. Giovanni nell'apocalisse. Ma i rosacroce alla fine si riveleranno e salveranno il mondo a botte di sciechimiche. Hanno già incominciato. E infine una domanda: ma lei professore, è stato inviato qui dagli Elohim?

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  40. "ma perché quando si parla di moneta la gente sclera?"

    Provo a rispondere.

    Quando si parla di moneta la gente sclera perchè la moneta, specialmente se non ha valore intrinseco come oggi avviene dovunque, con la sua mera esistenza pone la questione chiave della legittimità e della sua fonte (immanente o trascendente che sia).
    La moneta fiduciaria conserva o perde il suo valore in proporzione alla fiducia ("fiducia" è uno dei sinonimi di "fede") che i prenditori prestano a chi la emette.
    Una transazione monetaria è un atto di fede come farsi il segno della croce. E visto che il denaro può trasformarsi in qualunque bene, questo atto di fede rinvia, simbolicamente, al dogma centrale del cristianesimo, la Presenza Reale del corpo e del sangue di Cristo nelle specie eucaristiche.
    Sul piano politico, il rinvio alla fonte della legittimità è immediato ed evidentissimo: chi emette la moneta esige che i prenditori "gli prestino fede", cioè impone che anzitutto a lui vada la lealtà politica dei cittadini o sudditi. Prova a contrario: la moneta di uno Stato che venga sconfitto e occupato da un giorno all'altro vale zero, e di solito viene sostituita, provvisoriamente, da una moneta d'occupazione, come avvenne in Italia con le Am-lire.
    La moneta, insomma, costella un simbolismo numinoso di grande potenza, e rinvia alle questioni ultime del nostro esistere associato. Basta e avanza per sclerare.

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  41. Ho letto questo articolo e ci sono rimasto abbastanza male: se il Prof. Bagnai ha deciso di fare divulgazione è chiaro che dovrà sopportare le domande di quelli che lo leggono o lo ascoltano per quanto queste domande possano essere ingenue, assurde o anche provocatorie. Se non vuole scontrarsi con questa realtà può fare come molti suoi colleghi che parlano di temi difficili come quelli che tratta su questo blog, con studiosi della materia. L'inutilità della divulgazione credo che sia dovuta al modo con cui il Professore la fa: sembra quasi di sentire "io capisco perché ho i titoli e voi non capite e quindi annuite bovinamente altrimenti mi arrabbio!" Un bravo divulgatore parla con termini comprensibili ai più e quando gli altri non capiscono si mette a studiare un modo più semplice per esprimersi. Luca

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    1. Caro: posso elaborare il lutto di non essere un bravo divulgatore. Se ti dico che il tema del post era un altro e che alle domande dei signoraggiai ho giá risposto in modo articolato migliaia di volte, come ha fatto notare Leo, tu cosa mi dici? Se in un blog di fisica l'autore si secca di parlare di scie chimiche, non è un bravo divulgatore? A soddisfare queste curiosità ci ha già pensato l'amico "azzo": http://www.macrolibrarsi.it/video/__scie_chimiche-signoraggio-dvd.php. Per il resto, anche se questo NON è il tema del post, penso non faccia male rileggersi http://goofynomics.blogspot.it/2012/09/retrocedere.html. Mi rendo conto che il linguaggio un po' crudo nel quale espressi il concetto può infastidire, ma resta il fatto che non voglio dementi a bordo. Ribadisco che l'amico citato NEL POST sollevava un problema totalmente diverso. Se vi interessa vi accodo la sua ultima risposta, intelligente, nella quale ci veniamo incontro.

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    2. Io rimango dell'idea che la sezione Per cominciare dovrebbe diventare la Homepage del blog se è possibile.
      Almeno tutti i nuovi lettori ci devono sbattere le corna. Così chi deve recuperare lo può fare e sarebbero sempre meno quelli che chiedono spiegazion che hai già dato.

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    3. Hai ragione. Devo cambiare struttura. Ci penserò.

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    4. Sig ace, se fossero solo domande, ma a volte sono affermazioni di dogmi personali, che in quanto tali, non sono il frutto di una ricerca scientifica, ma sono il risultato di racconti e narrazioni tipiche di chi cerca di dare una spiegazione più o meno semplice a fenomeni complessi di cui non comprende il funzionamento. Poi che questi racconti abbiano una certa logica, tale da far presa sull'ignoranza della gente, spiega il persistere di certe teorie come quella del signoraggio, o della convinzione della maggioranza che la crisi è dovuta al debito pubblico, alla castacriccacorruzione, all'evasione e che l'euro è solo una moneta, ma non sono la verità. Anch'io rimasi affascinato dal signoraggio, ma poi la divulgazione del prof e il buon senso hanno preso il sopravvento.

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  42. @Aceluca
    Eh sì, il problema è la qualità della divulgazione.. DAR!
    Va be'.

    PS: per i supereroi, su internet trovate tutte le uscite dei film al cinema della Marvel e della DC Comics. Questa settimana è la volta di Captain America

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  43. @Mario Gregorio
    Era prevedibile e lo sapevamo che gli attacchi sarebbero arrivati anche non solo dal punto di vista "personale" (ovvero politici e colleghi) ma da "rancorosi" (successo? mito del non mito? bah).
    Ci può stare e penso ci sarà qualche passo falso (pazienza, fa parte di questo lungo percorso)

    un altro punto sul vendere e ne discutevo con una mia amica (sul mio modo e stile di esprimermi).
    In pratica mi si accusa di essere "astruso" e comunicare quindi male.
    qua leggo che il professore voglia "vendere"..
    questo maledetto marketing..
    https://www.youtube.com/watch?v=raFs7Ghf_Dc

    ma per piacere!
    il primo libro ("il tramonto dell'euro", tanto per intenderci) è interessante (il resto è nel blog, a gratis) solo per il capitolo sulla corruzione!
    Ed ho il sospetto che pure il secondo tra qualche mese sarà versione "a gratis" (vedi post e commenti del blog).

    QUINDI, IL VENDERE LO LASCIAMO AI NOSTRI CARI COMMERCIALI E CHI VEDE IL MONDO COME QUESTIONE DI MARKETING (certo, ti insegnano a vendere di più.. ma se lo faccio io, il mio concorrente cosa farà? ah!)

    che mondo

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