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domenica 22 maggio 2016

Brexit: una semplice considerazione

Questo l'articolo della Stampa, che poi è tutto nel titolo. Questo lo studio tecnico dell'OCSE, che è anche lui tutto nel titolo. Con calma possiamo discutere i contenuti, che, come potrete vedere, sono spesso contraddittori (capita quando il discorso diventa, ahimè, ideologico). Questo il video della campagna "Leave". Addendum delle 12:40: questo lo studio condotto da Capital Economics (avete presente Roger Bootle?) per Woodford Investment Fund (grazie a Lorenzo Marchetti). Siccome si avvicina l'estate e poi farà caldo, ora vado a correre, e mi limito per il momento a fare una semplice osservazione non tecnica. Il Trattato di Lisbona prevede la possibilità per un paese di lasciare l'Unione Europea: è il diritto di recesso unilaterale sancito dall'art. 50. Le vere e proprie minacce che la popolazione inglese sta subendo da parte di personaggi che vanno dal presidente degli Stati Uniti in giù mostrano che l'esercizio di questo diritto è puramente teorico. Se da una parte ciò risolve la contraddizione evidenziata da Majone ("come mai, se si dice di dovere e volere evolvere verso un'Europa federale, poi si inserisce una clausola di recesso che è tipica di un sistema confederale?" Risposta: la si inserisce perché si sa che non la si farà applicare...), dall'altro ciò aggiunge un altro elemento alla lunga lista di promesse che l'Europa ha fatto e non ha mantenuto: quella di promuovere una crescita economica equilibrata (favorendo l'esplosione degli squilibri macroeconomici globali tramite l'euro?), quella di mirare alla piena occupazione (creando un sistema in cui la disoccupazione è l'unico meccanismo di aggiustamento macroeconomico?), quella di promuovere la coesione economica e sociale e la solidarietà fra gli Stati membri (rifiutando sistematicamente di mutualizzare i rischi del progetto comune?), quella di combattere l'esclusione sociale (riducendo sul lastrico intere nazioni?).

A questa lista di promesse disattese si aggiunge ora anche quella di potersene andare se le promesse precedenti non sono state mantenute, nel momento in cui diventa evidente che non potranno esserlo mai.

Sono molto curioso di vedere come andrà a finire, ma un'idea me la sono fatta.

E voi?

128 commenti:

  1. Beh, certo con la pistola della paura puntata alla tempia, il voto inglese sarà sicuramente un voto libero.

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    1. Mi auguro la secessione di Scozia Galles e Irlanda del Nord ke prendono l' Euro e lasciano marcire gli inglesi nel fu UK

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  2. Mah... parlo da non tecnico come se fossi al bar.

    Ormai il referendum si farà in GB (e poi anche uno qui da noi). Non potranno fare come in Grecia e sostituire la Regina Elisabetta come con il 'Referendum sull'Euro' proposto in Grecia prima del golpe.

    E' ho la sensazione che vincerà il Sì al Brexit. Come vincerà il No alla riforma costituzionale qui da noi, visto che da qui a ottobre le cose andranno anche peggio.

    A questo punto le cose capitoleranno e ritornerà finalmente la Lira nel 2017. I giornalai potranno gridare che l'Euro non è mai stato fallimentare, il collasso sarà stato colpa dei britannici e colpa nostra che non ci abbiamo creduto e fognato abbastanza.

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    1. spero tu abbia ragione.. ho un bimbo piccolo, e sto cercando di portare la mia famiglia viva fino a quel giorno

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    2. Semplicemente se vincerà il si diranno: "il popolo intende dire che bisogna negoziare ancora per un accordo ancora migliore!". Faranno altri 2 mesi di scenetta e tutto finirà così. Niente Brexit, niente lira.
      La partita si giocherà alla prossima recessione mondiale, quando una grecia che in un periodo di crescita economica mondiale ha il 25% di disoccupazione, ne avrà il 50% con il mondo in recessione, e chi più, chi meno avremo tutti lo stesso problema nell'eurozona. A quel punto si giocherà la partita politica vera: vedremo se la grecia finirà per uscire dall'euro, o se saliranno i colonnelli, e se l'ue manderà l'eurogendfor a scannare i greci per reprimere nel sangue la rivolta.

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    3. Lo spero anche io, perché vorrei avere un bimbo.

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    4. L'Inghilterra non uscirà dal sistema N€uro al referendum vincerà il SI credo che questo sia il parere anche del prof. Il sistema con cui terranno tutto insieme sarà un tantino truffaldino del tipo il controllo delle schede elettorali chi le controllerà? Sono un tantino stanchino e demoralizzato se così sarà aggiungo anche molto spaventato...

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  3. Secondo lei le elites britanniche sono per:
    - exit
    - remain
    - mastica

    P.s.: personalmente non mi spiacerebbe un exit per vedere cosa potrebbero inventare per fottersene del voto popolare, come già successo più volte in passato

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    1. La disuguaglianza economica si è tradotta in disuguaglianza politica che ha portato a un sistema completamente e assolutamente dominato dalle élite.
      E ora dovrebbero rinunciarci per rispettare il voto degli inglesi?

      Marco, sei il mio vice-guru.

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  4. Qualche speranza che scelgano di continuare a misurare il mondo in piedi penso ci sia. Non è un popolo che si è mai inginocchiato facilmente. Vedremo.

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    1. Rileggendo, mi rendo conto di essermi spiegato male. Con qualche speranza, intendevo dire che forse non è ancora detta l'ultima parola. L'intera faccenda è architettata perché il Brexit fallisca e quello è l'esito di gran lunga più probabile.

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  5. Mah, Uk non è una colonia qualsiasi come l'Italia, Mr.Brown non ama sentirsi dire cosa deve fare dato che per 2-3 secoli è stato lui a dirlo al resto del mondo, ed è stato cresciuto col senso di questo orgoglio pure se dell'Impero sono rimasti giusto i ritratti vittoriani a prendere polvere alla National Gallery (btw, chi è stato al British Museum non lo ha trovato un po' old stuff Warehouse, con un'impronta ancora pretenziosamente universalista? Scusate lo sfogo, da provinciale abituato ai miseri musei italiani).
    Staremo a vedere.
    Intanto, come appendice alla ormai esplicitamente mafiosa campagna 'In', non si può non notare il pizzino "parlo a nuora perchè suocera intenda" de La Stampa, con il suo tipico afflato biblico-millenarista: mi sono dovuto stendere un attimo mentre lo leggevo, per far passare l'ansia di cavallette, primogeniti morti e Po insanguinato.
    Il che mi porta a rispondere alla sua domanda prof: finirá male, finirá molto male, perchè il capitale politico gettato nell'impresa è troppo (Mario dixit) ed è stato accumulato come una molla per 70 anni. Sospetto che la quantità di moto che sará rilasciata entrerá (di nuovo) nei libri di storia.

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    1. @Saint Simon Mio dio, lo mandi a Londra e torna che uno dei luoghi più emozionanti del mondo ricorda un magazzino di roba vecchia? No che non sono d'accordo! Proprio NO. Sono sempre stata disperatamente anglofila, Londra è la città che amo di più e se vince il Brexit potrei mollare tutto e trasferirmi lì: mi prendessero a fare le pulizie al British, sarebbe bellissimo.
      Quanto ai "miseri musei italiani" non sono d'accordo neanche su questo. Ti sfido a duello.

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    2. Nat, i panni sporchi laviamoli in famiglia, per favore (scherzo, eh :) ). Sui "miseri musei italiani" ero ironico, ca va sans dir. Mentre il British Museum è stato davvero una delusione. E perchè i suoi pezzi forti sono Antico Egitto (sono stato a Karnak e nella Valle dei Re, da cui sono stati prelevati buona parte dei reperti), Grecia classica (vuoi mettere con quel gioiello sottovalutato che è il museo nazionale di Atene?) e Roma (vivo in Italia...) - pure se il vaso di Portland è...wow! E perchè l'esposizione è dispersiva, e superficiale, molto a volo d'aquila, in molte sezioni escluse le 3 di cui sopra e quella assira. È chiaro l'intento di "manuale universale di storia", molto stile imperiale, per l'inglese mai uscito dai confini nazionali.
      Riassumendo, la sensazione che ho provato è la stessa di quando stai per finire un puzzle: ormai il disegno c'è tutto, manca solo qualche tessera e trovarla è più un fastidio che altro.
      PS: en guarde!

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    3. Dimenticavo: Londra architettonicamente parlando è brutta, a parte qualche gioiello, pure se in 15 anni (da tanto mancavo) è migliorata molto. L'emblema architettonico della cittá potrebbe tranquillamente essere la Tower of London, massiccia, funzionale e priva di alcuna grazia. Ma sono sicuro che quello che intriga il tuo romanticismo è la "swinging London" e quell'eccentricitá britannica alla Doctor Who di cui Londra è piena.

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    4. Mi trovi in disaccordo : gli inglesi sono ne piu' ne meno come noi italiani , altrimenti come si spiegherebbe il successo delle politiche thatcheriane che hanno distrutto lo " stato sociale" e la continuazione di quelle neoliberiste che continuano a soffiare sul fuoco dei conflitti regionali per avvantaggiarsene economicamente ? ( vedi per ex. Iraq Saddam , Libia Gheddafi )!
      Temo che anche li' soprattutto li' comandino le Elite Neoliberiste ( vedi l' importanza della finanza e la borsa di Londra ) .

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    5. @Franco, non sono solito parlare di cose che conosco poco, ma da quel poco che so la lotta delle unions e dell'old Labour contro la Thatcher fu durissima e senza esclusione di colpi. Persero, e persero male, ma la schiena fu spezzata perchè era dritta. In Italia le politiche anti-statali di fine anni '70-inizio '80 sono passate grazie soprattutto alla gattopardesca ambiguità tra alleati e nemici del lavoro, alle altrettanto gattopardesca manovre diversive e a colpi di stato fatti passare per decisioni amministrative, per cui la resistenza popolare che in potenza poteva esserci fu molto attenuata e di certo non fu "mortale". Cito in ordine sparso: omicidio moro, brigate rosse, divorzio BdI-tesoro, marcia dei colletti bianchi e smantellamento della scala mobile, svolta socialdemocratica ed euro-atlantica del Pci. Insomma, lotta ci fu ma fu più rappresentazione violenta di scelte già concordate tra le parti nominalmente inconciliabili, ma oggettivamente giá in cerca di accordi, che scontro vero. Sad but true, temo.

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    6. @Saint Simon Quello che mi piace di Londra è il respiro imperiale, l'orgoglio di sé, il miscuglio di stili, i leoni di bronzo, la chiarezza delle case neoclassiche, i cieli così mutevoli, i musei pazzeschi in cui entri gratis (un milanese lo apprezza sempre), i parchi usati da tutti. Al British bisogna decidere prima cosa vedere, non cercare di girarlo tutto: io l'ultima volta me ne sono stata tutto il tempo a bearmi nella sala del Partenone.
      Io a Londra ci sto bene. Vado in giro beata. Non mi è neanche del tutto chiaro perché, in fondo.


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    7. @SaintSimon e @FrancoCampese

      "Chi si rivolta, chi insorge? Raramente lo schiavo, ma quasi sempre l'oppressore diventato schiavo. Gli ungheresi conoscono da vicino la tirannide per averla esercitata con una competenza incomparabile: le minoranze della monarchia austroungarica potrebbero farne testimonianza. Appunto perché seppero, nel passato, fare così bene la parte dei padroni, gli ungheresi erano, ai nostri tempi, meno disposti di qualsiasi altra nazione dell'Europa Centrale a sopportare la schiavitù; se avevano avuto il gusto del comando come non potevano avere quello della libertà? Forti della loro tradizione di persecutori, esperti nel meccanismo dell'asservimento e dell'intolleranza, si sono sollevati contro un regime che non era molto dissimile da quello che essi stessi avevano riservato ad altri popoli."

      "L'epigrafe del giornale saintsimoniano Le Producteur è un compendio di tutte le loro illusioni: 'L'età dell'oro, che una tradizione cieca ha situato nel passato, è davanti a noi'. Perciò importa affrettarne l'avvento, instaurarlo per l'eternità, secondo un'escatologia sorta non dall'ansia ma dall'esaltazione e dall'euforia, da un'avidità di felicità sospetta e quasi morbosa. Il rivoluzionario pensa che lo sconvolgimento che egli prepara sarà l'ultimo; e tutti noi pensiamo allo stesso modo nella sfera delle nostre attività: l'ultimo è l'ossessione del vivente. Ci agitiamo perché crediamo che ci spetti di portare la compimento la storia, di chiuderla, perché essa ci sembra un nostro dominio... demiurghi improvvisati, noi vogliamo fare meglio di Dio, infliggergli l'umiliazione di un paradiso superiore al suo, sopprimere l'irreparabile, defatalizzare il mondo."

      La molla si è caricata anche nell'animo di molti uomini, che mal tollereranno la fine ingloriosa di questa utopia. Qualche mese fa una mia amica mi ha raccontato di alcuni ragazzi, non ricordo se olandesi, che giravano per La Sapienza intervistando i passanti, e gli chiedevano "Cosa pensate del Brexit? Non vi sentite anche voi un po' traditi?". Non credo che si possa chiamare un'intervista finalizzata ad informare. I mezzi di comunicazione hanno reso l'utopia eurista mostruosamente invadente, tutti siamo coinvolti. E questo renderà l'esplosione un fatto più che mondiale: sarà una catastrofe spirituale.

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    8. @ Nat
      Londra è il simbolo di quel coFmopolitiFmo dispersivo e alienante tanto caro ai piddini.C'è tutto e (quindi) niente al contempo;vedi tanta gggente(e fai molte cose)di tutte le etnie possibili e immaginabili che alla fine ti viene una crisi d'identità;hai tanti conoscenti e neanche un fottuto amico.
      La lista potrebbe continuare ma mi fermo,tanto lo so che è inutile.Si',perché ho capito una cosa:non bastano quattro anni di blog per scrollarsi di dosso cinquanta anni di piddinume(e non mi riferisco solo a lei).Ce l'avete microchippato nel dna,non se ne esce.Il che non sarebbe un problema,se non fosse che,detta alla siciliana,"arruinate 'a piazza anche a mia".Tornate da Scalfari o andate a Londra,ma senza tornare mai più,
      P.S.
      Non rileggo neanche,sarà pieno di errori,la nausea sta raggiungendo limiti inimmaginabili.

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    9. @Fabio Sciatore, bellissime citazioni! La prima, ho scoperto, di Cioran, che da transilvano conosceva molto bene l'oppressione e l'arroganza ungherese - come gli szekely l'hanno a loro volta conosciuta dopo la romanizzazione post-WWI; credo sia la loro reazione quella a cui si riferisce Cioran, indovino?
      La seconda è sempre sua?
      Riguardo alla tua riflessione, confesso che mi trovo a farla anch'io, specie quando sento parlare i gggiovani sulla UE e vedo i risultati dei sondaggi, come quello che ho riportato al link dell'Economist più giù. Sono cresciuti credendosi europei non sapendo di essere solo europeisti; è stato loro insegnato che no border è meglio, che l'ultima globalizzazione, cioè la UE per loro, è la cornucopia di ogni ricchezza, diritto e libertà personale in un mondo senza limiti e che prima di questo epoca dell'oro c'era solo buio e medioevo...cosa faranno quando crollerà il castello? si sveglieranno o diventeranno la Europajugend (con qualche anno in più)? A chi daranno la colpa? Ammetto anche che per adesso preferisco non pensarci.

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    10. @Alliv Caro, ora ti rivelo un piccolo segreto: regolo con cura il mio selettore di attenzione. E la mia attenzione non è del tutto gratuita, ma costa un piccolo prezzo: o essere intelligenti, o essere simpatici, o almeno essere gentili. Tranquillo, quindi: per me in questo momento stai letteralmente sparendo e domani manco mi ricorderò più come ti chiami. Non leggermi più neanche tu e saremo felici entrambi. Thanks all the same.

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    11. @Nat,
      sottoscrivo quello che dici di Londra.
      Non solo, il mio cuore batte per il resto dell'Inghilterra, così per il Galles (il nostro viaggio di nozze), la Scozia e anche per l'Irlanda (tutta).

      (Alessandra Bacci/Cassandra da Firenze. E. Elgar "Cello Concerto in E minor, op 85", Sir J. Barbirolli, Jaqueline Du Pre, London Symphony Orchestra. Roger Daltrey vorrebbe uscire. C'e un solo Doctor Who. Peccato, non usciranno)

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    12. C'è baruffa nell'aria...

      comunque IO #preferiscolapatata

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    13. E gnente,non capiscono che le capitali europee vanno in quella direzione.

      Ok,io non ho figli.Mi godo il bagno di sangue dal mio bunker.

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    14. Anche io non ho figli e condivido "la nausea". Avrei voluto spiegare in modo gentile @nat il perchè, ma non ce la faccio, mi è tornata alla mente molta parte della mia vita e sono più vecchia di Lei. Dico solo che quando capisci che la divulgazione del Prof. Bagnai ti sta rivoltando il cervello devi permettere al tu cervello di fare il giro a 360 gradi e che oggi capisco perchè gli emarginati e disperati della mia città, negli anni 70/80, di cui molti morti giovani per droga, alcolismo e trasgressioni varie, provavano un odio disperato contro i miei giovani amici intellettuali che io ammiravo tanto.

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    15. Ho conosciuto molti anglosassoni per lavoro. Son diversi da noi mediterranei, fin da piccoli sono avviati al business, al comando. Poi, ci han sempre p.sciato addosso, a noi mediterranei, ricordiamocelo bene. Pure qualche bella bomba, per cattiveria e disprezzo gratuite, ci passo in bici da Gorla. Fuck.

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    16. Non si possono fare i conti senza l'oste, cioè gli Stati Uniti d'America. Il garante del sistema, o "sovrano" in senso schmittiano, è Washington e non Bruxelles.

      Perché finisca molto male, cioè molto bene (ché un ventennio di guerre è il modo migliore per scrollarci di dosso la mafia plutocratica e svegliare il gregge dal suo inebetimento consumistico), bisogna prima sfrattare il padrone - o meglio l'occupante - di casa. Smantellare l'eurodittatura ha il senso di incrinare la traballante egemonia dell'impero della finanza creativa e delle multinazionali d'assalto: finché l'Europa rimarrà crivellata di basi dello zio Sam potranno verificarsi frane parziali, ma niente slavine apocalittiche.

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    17. @SaintSimon

      Sono entrambe sue, per la precisione di Storia e Utopia; la prima della sezione "Lettera ad un amico lontano", il quale poi sarebbe Costantin Noica, e si riferisce alla (fallita) rivoluzione ungherese, la seconda della sezione "Meccanismo dell'utopia". Sul mio profilo blogger c'è la mia mail, se sei di vicino Roma e hai firmato per Indipendenza e Costituzione teniamoci in contatto. Ciao.

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    18. ... in un caso o nell'altro, che loro escano o no, noi non ci salviamo... Se escono trovano la maniera di fotterci, se non escono trovano la maniera di fotterci... hanno sempre fatto così... tutto 'st'entusiamo per gli albionici io non lo condivido... poi anche a me piacciono i Beatles e i Rolling Stones eh, però anche azzerbinarmi, no grazie...

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    19. @SaintSimon: "sono cresciuti a euro... ecc." A parte che l'universalismo museale, con tutte le caratteristiche predatorie, fornisce se non altro notevole materiale di studio e riflessione, pure se non si fa scorrere "godibilmente" in due ore e mezza di visita turistica, concordo sulla valutazione architettonica e urbana di Londra. Penso sia una caratteristica del mondo anglosassone, ma lo conosco troppo poco. Sto invece diventando piuttosto impaziente davanti a queste valutazioni da o tempora o mores sui "giovani cresciuti a". Se parlano dei genitori o comunque in età di, il minimo è chiedersi cosa diamine abbiano fatto per spiegare ai propri figli la realtà del mondo in cui vivono e dove si troveranno sempre più a svolgere un ruolo economico e sociale. Ecchediamine! Ma facessero un minimo di fatica innanzitutto a voler essere consapevoli e prendere partito loro stessi, cosa che si fa sempre malvolentieri, perché scomoda, poi a documentarsi, ciò che è faticoso, poi a raccontare, a spiegare, da sempre, fin da bambini, invece di piagnucolare dopo su quello che si sono cresciuti con le loro stesse mani. Lasciare a balia playstation o internet è tanto comodo (ché sennò poi si sente "diverso"), e dopotutto vedere i figli crescere e acquistare autonomia di giudizio fa spesso paura ai genitori, meglio poter continuare con le ramanzine agli infanti, alla fine si paga il conto, però.

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  6. Laggente saranno bombardati dai media e istituzioni finanzuarie da oggi in poi. La perfida Albione cederà alla plutocrazia internazionale?.( Ironia della storia. ) sperem de no!
    La STORIA non è sempre lineare...

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  7. Se non sono liberi gli inglesi, è davvero finita.

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    1. Gli inglesi non sono liberi perché non ci sono più.

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  8. Secondo me finirà come per il Referendum Olandese, il popolo ha detto no, i politici si, e sono loro al comando. Se gli Inglesi diranno: andiamocene, Cameron o chi per lui dirà, Stay!

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  9. Secondo me...(ma di tutto cuore spero di sbagliarmi alla "grandissima") non ci sarà nessuna Brexit, i media lavoreranno per bene le masse terrorizzandole (come negli altri paesi), con il solito sistema di "lobotomia mediatica".

    E poi purtroppo, un argomento così serio e fondamentale per il futuro viene portato avanti da gente non proprio brillante:

    in Italia la Lega...in Francia abbiamo la Le Pen e in Inghilterra troviamo quel simpaticone di Boris Johnson.

    Ecco secondo me il problema sta qui...nessuno dei promotori della protesta ha la preparazione (che poi in realtà passa in secondo piano)...e soprattutto "un immagine" che possa essere fortemente credibile al grosso "pubblico".

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    1. C'è da dire però che lui ci sa fare...

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    2. Nei paesi emergenti, ai presidenti "dissenzienti" prima gli offrono un po' di milioni per tradire il mandato elettorale. Se si ostinano li ammazzano. Qua in Italia la situazione è complicata, serve gente preparata, capace fare sgattaiolare il paese tra vari pericoli lasciandolo illeso. Non basta che domani arriva uno e dice "esco dall'euro". Nel migliore dei casi lo fanno fuori, nel peggiore il paese potrebbe subire ritorsioni internazionali tali da farlo sprofondare. Ovviamente le ritorsioni sarannno proporzionali ai benefici che gli altri paesi potrebbero ottenere. Non so se agli Usa convenga una Italia boicottata da tutto l'occidente e costretta a stringere accordi con la Russia o i Brics.
      Queste cose fanna capire che la situazione è molto fragile e che la fine dell'euro potrà avvenire solo in particolari circostanze favorevoli.

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  10. rimarranno.. un terrorismo mediatico pazzesco

    PS: ancora non comprendo questa minaccia della guerra..
    O meglio, posso intuire gli scopi non nobili ma proprio chiamarla in causa ogni volta

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    1. Purtroppo se guardiamo bene la guerra ce l'abbiamo quasi in casa, quella armata. Dopotutto la Libia è a poche centinaia di km dall'Italia. E l'Ucraina non è all'altro capo del mondo. Se poi ci mettiamo la guerra civile che l'euro, moneta sopravvalutata per l'Italia, ha innescato qui da noi...Ho perso il numero dei suicidi per la crisi e non sono bazzecole.

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  11. Finisce male. Io vivo qui e vi assicuro che l'atteggiamento dei media e degli intellettali (possino ammazzalli) è come se non peggio che in Italia. Farage è dipinto da sempre come un mostro ed è scomparso completamente dai media.
    La "speranza" Corbyn è una delusione tremenda perché parla come ZZippras e si sta preparando a fare esattamente le stesse cose del collega greco. Con l'aggravante che dovrebbe aver capito come andrà a finire (chi è stupido e ce rifà o è stronzo o è pacio da legà).
    Se li senti, i piddini di qui, lo slogan è più o meno come "better together in a reformed EU" Tutti aggiungono questa ipocrita paroletta "reformed" senza aggiungere spiegazioni né essere costretti a farlo durante gli infiniti contraddittori alla Fazio che passano qui. E allora giù con le catastrofi, le cavallette e l'uso abnorme del numero 7. Come il Maestro notò una volta, sto numero ricorre (come nell'art. della Stampa, immagino i 7000 euro all'anno vadano moltiplicati per 70 anni...).
    Sono riusciti a dire che rimanere serve per combattere inequality and tax evasion (EU is more "socialist" than us...). E invece uscendo, tutte le leggi EU recepite qui verrebbero invalidate di botto e quindi si smetterebbe di tutelare l'ambiente, il lavoro (come il massimo ore settimanali e il salario minimo). Persino gli aiuti umanitari peggiorerebbero secondo questi. "Non potremmo aiutare il Mondo", oppure "non potremmo coordinarci per risolvere la situazione dei migranti". Una cosa pazzesca. Come se addesso fossero coordinati. Ma no! C'è la parolina "reformed". Ahhh beh. L'ignoranza è forza, la guerra è pace. L'EU è un disastro che non si è riformato finora e ha gestito tutto malissimo ma noi adesso firmiamo un contrattino (che convalida lo status quo) e quindi la riformiamo. Aiuto!!!
    Notare che Cameron ha preannunciato che NON SI PUO' TORNARE INDIETRO. Una cosa da brividi.
    In conclusione il BrexIN vince e (qui solo mi sbilancio) se anche non vincesse lo "farebbero" vincere. I segnali sono chiari. Le porte sono tutte chiuse. Scordiamoci uno smantellamento democratico e possibilmente ordinato. Bisogna aspettare che i tedeschi prendano la clava e comincino a bastonare all'impazzata. Proprio una bella prospettiva. Professò come si sta in Cina? Che dice? O altrimenti dove vado a sbattere le corna senza un soldo e con la vecchiaia alle porte?

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    1. L'Economist pubblica una pagina che fa la media dei vari sondaggi e permette di vedere come si orienta il voto per fascia sociale, area geografica e generazione.
      A favore del Brexit "poveri", "anziani" (60+ anni), e conservatori. A favore del rimanere "ricchi", "giovani" (18-14y) e Labour. La Ue e l'elite mondialista stanno facendo davvero un ottimo lavoro di propaganda, e il sondaggio spiega chiaramente quali sono i blocchi sociali e politici.
      Enjoy!

      PS: ero a Londa due settimane fa, la stampa popolare, quella gratuita che ti danno nella Tube, per intenderci l'equivalente di Metro News in Italia, mi sembrava equidistante tra i blocchi, con una leggera prevalenza a favore di "In" grazie ai proclami di dirigenti MI5 e MI6, Obama, Cameron, etc...c'è da dire che il Brexit è supportato da 5 ministri apertamente schierati.


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    2. Mentre anche da noi il popolo democratico-labour è a maggioranza a favore di euro e Europa (il piddino è piddino ovunque), nei sondaggi italiani i giovani sono tra i più favorevoli all'uscita. Se vera, differenza interessante.

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    3. @Saint Interessante sondaggio, chissà come e su quanti... Comunque, da notare il disastro dei Labour (poi dice che non so piddini). Meno attesa la differenza tra giovani e vecchi. Forse in Italia è l'effetto della disoccupazione giovanile, e anche di una migliore educazione dei nostri giovani che fanno la differenza

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    4. Penso che la differenza nell'opinione dei giovani risieda soprattutto in quello che Alliv faceva notare in un commento più sopra: "Londra è il simbolo di quel coFmopolitiFmo dispersivo e alienante tanto caro ai piddini." Visto da noi. Ma molti giovani inglesi ci avranno fatto l'abitudine, parlano la lingua del mondo, si sentono cittadini privilegiati dell'universo e parte di un impero morale che può e deve assimilare paternalisticamente, quando non per convenienza, l'altro. Questo complesso, in Italia non c'è. Qui viene più naturale, a chi vede sfumare le aspettative economiche e un futuro dignitoso, stringersi in difesa. In altre parole, più ti abitui a credere di essere in posizione di vantaggio, magari anche per reputata superiorità morale, più la piddinitas si fa strada nelle tue opinioni.

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    5. @Pezzulli: temo che la tua valutazione sia assolutamente realistica, purtroppo. Non c'è nessuna vera speranza di un Brexit nemmeno nella terra di Keynes. Dopotutto all'aristocrazia e all'élite anglosassone Hitler e i suoi tedeschi piacevano tantissimo, per disciplinare come si deve i diritti del lavoro. La UE sta compiendo il progetto di Ms T., quindi rimane la benvenuta. La democrazia è accettabile solo se sanziona tutto questo, in uno stile molto USA. In una soluzione scatenata dall'aggressione ai paesi che davvero potrebbero opporsi credo poco oggi.
      La reazione è avvenuta troppo isolatamente nei vari paesi, presi di mira uno per volta, non a caso, quindi spacciati in partenza, per inconsapevolezza, debolezza, isolamento. E le tendopoli non bloccano un paese fino al punto da pesare realmente sulle decisioni, come avvenne in Francia 50 anni fa.

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    6. Ah, anche io mi sbilancerei allo stesso modo sulle ultime elezioni greche che hanno ribaltato tanto appropriatamente l'esito del referendum di luglio...

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    7. Interessante @sergio la sua disamina. Mi permetto di aggiungere che, sostanzialmente, nell'ultimo negoziato per evitare il referendum, il governo inglese ha ottenuto tutto ciò che di spendibile politicamente ci fosse da ottenere: limitazioni all'accesso al welfare dei lavoratori comunitari e indicizzazione degli assegni famigliari dei figli rimasti nei paesi di origine (non retroattivi, sostanzialmente una clausola di non peggioramento dell'esistente; benefici che da quelle parti vengono percepiti come una montagna di quattrini). Inoltre, l'impegno che la Gran Bretagna non andrà oltre nel processo di integrazione politica. Questo negli ultimi giorni sarà cannoneggiato (ammesso che non lo sia già).

      Anche io sono certo che per il NO non ci sia speranza, e che, anche se per qualche scherzo della democrazia vincesse, farebbe tutt'altro che avviare, al di qua della manica, la macchina di Rube Goldberg dello euro-dismantle, ma causerebbe invece (IMHO) la più rigida delle operazioni "#fatepresto a fare l'euròstato*"

      *euròstato: dispositivo composito di forma piramidale espressamente ideato per affondare in un fluido qualsiasi, mantenendo a galla il solo vertice superiore.

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  12. Ma in tutto questo la continua provocazione verso i russi gioca qualche ruolo?
    Si è paventato la possibilità di una guerra più o meno grande come giustificazione e/o soluzione di questa crisi.
    Se Brexit è una possibilità, dovesse accadere di certo sarebbe una grossa spallata a questo sistema con conseguenze planetarie.
    Guerra alla Russia (la cui provocazione guarda caso è organizzata e comandata da USA come da USA arriva l'invito a G.B. a rimanere in UE) come soluzione alternativa?

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  13. Temo che alla fine l'attacco mediatico messo in campo dalle elite mondialiste sortirà i suoi nefasti effetti, terrorizzando buona parte della popolazione inglese, e che non ci sarà nessuna Brexit.
    La Brexit potrebbe essere l'occasione per mettere finalmente in discussione lo status quo ma temo che il redde rationem sarà rimandato al momento dello schianto finale... che in mancanza di Brexit sarà ancora più devastante.

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  14. Aggiungo solo un altro particolare. Cameron ha preannunciato che se ne va se vince il Brexit. Quindi lascia intendere che non sta preparando alcun piano B e in quel caso ci sarebbe il caos. Una forte posizione ricattatoria nei confronti di quegli onesti piccoli imprenditori morsi dalla crisi che hanno rapporti con l'estero. In pratica lo vanno affermando tutti, da fuori e da dentro la GB. "Se usciamo", dicono da dentro, "non è compito mio organizzare... né ora ho da spiegarvi il cosa faremo", mentre da fuori c'è il bluff del si chiude tutto. Insomma è un voto libero come dice Giuseppe.

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  15. secondo me che non sono un economista ma ... per bene che vada finisce male , quello che vedo nelle aziende è il marcatore , aziende non guadagnando piu continuano a tagliare , levando persino le centraliniste e non è una favola, poi andando sempre giù e più giù e nonostante tutti i tagli, i guadagni e neppure i pareggi arrivano , a quel punto scattano le faide interne e o riescono a vendere a qualche cinese di passaggio e o a qualche gruppo tedesco , o alla fine si autodistruggono . Questa è la microsocietà se facciamo una sommatoria passiamo alla macro che sono gli stati e queste situazioni li troviamo a livello stato , ora a livello stato diventa molto piu difficile vendere un intero stato , sempre che non si chiami italia in cui sembra che si stia sperimentando la di vendita di un'intero del resto in un modo o nell'altro ma da seccoli siamo sempre un pochino piu avanti , ora se nelle aziende non parte la vendita, partono le faide interne che in un'azienda sono licenziamenti tra le varie fazioni ma negli stati è sempre stato sangue di qualcuno , ora si che i mezzi di controllo sono tanti e forti , ma allo stesso tempo è un po come alzare sempre di più gli argini di un fiume ,il fiume straripa di meno , ma il giorno che lo fa è devastante . Abbiamo visto in Olanda e in Francia il voltafaccia dei loro governanti e anche in inghilterra facilmente si accoderanno ormai a queste scelleratezze certi che tanto con la fame riusciranno a domare la plebe , in italia non c'è neppure bisogno di questo per ora . Ma le certezze sul futuro sono sempre aleatorie e come ultima chances cercheranno di scaricare queste tensioni facendo un bel massacro , è la soluzione a tutti i mali da sempre usata e probabilmente funzionerà ancora, del resto i banchieri usano questa prerogativa da quando sono diventati il potere occulto, finanziando un po' l'uno un po' l'altro e quasi sempre guadagnando. Unica variabile imponderabile che hanno è la pazzia umana a volte ribalta le situazione che sembrerebbe storia già scritta .La pazzia lucida è sempre un po' difficile da imbrigliare , non è detto che non ci riescano però visto che i mezzi non mancano quindi ? In accordo con il Prof sento scorrere sangue , che però risolverà i LORO problemi . Detto così sembra sempre il solito gombloddisda , a me non sembra , mi pare piuttosto che queste persone siano in un sistema da cui traggono il loro potere e come dicono loro , se non cresci vuol dire che decresci e perdi , facendo psciologico un parallelo con la vita o continui a combattere o muori , non accettando mai la morte continui a combattere a costo del crepi sansone e tutti i filistei .
    Non avendo nessuna preparazione scientifica particolare la vedo così e mi auguro di sbagliarmi completamente .

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  16. Comunque vada, non cambierà niente. Il buon Cameron avrà pur fatto faville come spin doctor; come statista dà un basso valore aggiunto, essendosi infilato in una situazione L-L. Motivo per cui gli hanno mostrato i panni sporchi in piazza.
    Dopo aver negoziato pubblicamente una condizione di permanenza nell' UE solo formale, quando de facto ne rimane fuori, tranne alcuni esclusivi vantaggi, indice il referendum.
    Con due opzioni possibili: se vince il fronte dei favorevoli all'uscita dovrà barcamenarsi tra la scelta di accettare l'esito, piantando l'ultimo chiodo nella bara dell'integrazione (anche se assomiglierebbe più a un paletto di frassino) o di fregarsene del voto, alla maniera tipica degli euroburocrati, rendendo impossibile persino a Lilli Gruber difendere l'UE come istituzione democratica.
    Se vincono i favorevoli alla permanenza, sarà una vittoria di Pirro. Siamo prossimi all'estate, quando frotte di volenterosi carnefici di Merkel sbarcheranno sulle nostre coste (o, peggio, su quelle greche), costringendo la Commissione a ricattare nuovamente i paesi dell'Est per costringerli a prendersi in carico questa Meglio Gioventù. E, difficilmente, quei governi, che non hanno fortuna di vantare Renzi o Migliore nel loro organico, potranno esimersi dal chiedere perché il Regno Unito se ne può fottere bellamente della redistribuzione. A quel punto vorrei vedere cosa potrebbe inventarsi l'ex professore della Columbia University.

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    1. Suvvia: se per la Gruber sarà impossibile difendere l'UE sarà il Severgnetto a riuscirci

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  17. E bravo il prof!

    Stamattina appena letto sul cell l'articolo de La Stampa ho acceso il pc e scritto all'autore, tale Baroni. Ci sono andato poco leggero. Chiedevo link e fonti e producevo considerazioni tecniche.

    Ora vedo che il prof se ne é occupato.
    Invito chiunque a scrivere agli autori, magari con toni meno accesi dei miei, quando simili pezzi di giornalismo vengono pubblicati.

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    1. Caro Lorenzo, il problema della scarsa informazione (o meglio, di una informazione molto unilaterale) esiste, ma le sue responsabilità sono molto difficili da accertare. Ad esempio: secondo me La Stampa in teoria avrebbe anche potuto mettere un link al documento dell'OCSE, come ho fatto qui, e come fanno testate estere in casi simili. Ma... quanti lo leggerebbero? E possiamo crocifiggere un giornalista perché non va a cercare studi indipendenti? Sì, in linea di principio la sua deontologia professionale glielo richiederebbe, però va anche detto che l'OCSE si presenta come organo tecnico e indipendente. Poi invece magari è più un organo di indirizzo politico (almeno in casi come questo), ma per una persona che è condizionata dal sistema nel quale è inserita ti assicuro che astrarsi non deve essere facile.

      Dopo di che, chi non coopera alla democrazia patirà come tutti le conseguenze del suo deterioramento. Le tasse sono state alzate anche ai giornalisti che berciavano "FATE PRESTO!" e i giornali chiudono perché hanno perso credibilità, e perché i loro lettori non hanno né soldi per comprarli né tempo per leggerli. Tutta roba che si poteva evitare leggendo un solo post di questo blog: il primo.

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    2. Posso supporre che a livello individuale, e come appartenenza ad un corpo-quello dei giornalisti- che gode di tutele invidiabili, ad un giornalista possa convenire - pura speculazione la mia, si intende! - nel medio periodo surfare l onda dell'editore.

      C'è un interessante pezzo per esempio su come le banche italiane polarizzino le notizie sui giornali mainstream italiani. Con dati, numeri e conclusioni che vanno a nozze con la tecnica del gatekeeping spiegata tanto bene da Marcello Foa.

      https://promarket.org/are-newspapers-captured-by-banks/

      Alle volte per non unire i puntini bisogna essere seriamente dislessici.

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    3. i puntini sono talmente fitti (blog con cadenza quasi quotidiana da anni ormai) che c'ho in testa un mosaico bizantino!

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    4. Parafrasando Twain, quando incontri un giornalista, picchialo! Magari tu non sai perché, ma lui sì (ammesso che ci arrivi)...

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    5. Valè, lo sai bene che così non si risolve niente. Ci mancherebbe pure trasformare in martiri gli artefici, più o meno consapevoli, della nostra schiavitù!

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    6. E dire che avrei voluto parafrasare John Wayne.
      La sera del 19 febbraio 2006, si svolgeva la cerimonia di chiusura dei IX giochi paralimpici invernali. Come nelle migliori tradizioni, posso dire "Io c'ero". Prende la parola il presidente del comitato Paralimpico, il Lord Tal dei Tali (uno di quei gentiluomini inglesi che non hanno più un cazzo da fare e che magari non si trova a suo agio a fare parapendio o a farsi frustare da qualche procace biondina). Comincia, come di prammatica, il suo discorso salutando qua e ringraziando là. Ringraziamo gli atleti per il coraggio e la tensione agonistica, blablabla. Ringraziamo il governo e le amministrazioni locali e blablabla. Ringraziamo gli sponsor e blablabla. A un certo punto la tragedia: il presidente (rigorosamente con la minuscola) ringrazia la stampa. Parte dagli atleti e dal pubblico (che per buona parte sono i parenti degli atleti) una bordata di fischi allucinante. Con savoir faire britannico, l'oratore cerca di zittire le proteste: suvvia, la stampa. Ma il malumore degli astanti e palpabile. Si è rovinata una serata che celebrava lo sport.
      Come diceva quel tizio? Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

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    7. Io mi limito a non comperare piu' il quotidiano. Non e' una ripicca contro i giornalisti (che non sono indipendenti ma eseguono quotidianamente i dettami della linea editoriale) ma semplicemente la valutazione che pagare per leggere notizie reinterpretate a senso unico al fine di indottrinarmi sui vantaggi della unione europea, della immigrazione senza limiti, dei tagli del welfare e della luce sempre in fondo al tunnel e' troppo. Se i giornalisti pagheranno perche' i giornali hanno vendite e ricavi pubblicitari a picco (qui a causa, oltre che del calo delle vendite, anche della crisi del mercato interno)... per molti di loro mi spiace perche' sono vittime inconsapevoli mentre per i loro editori e per alcuni giornalisti (potrei fare i nomi, finiscono in oni ini ari ecc.) NO.

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    8. @ Orazio

      Abbiamo internet, abbiamo l'istruzione, abbiamo la rabbia dentro. Permettimi, ma semplicemente NON comprare un quotidiano - che in tempi di crisi é pure una necessitá per alcuni - non é sufficiente, a mio avviso.

      E cmq l'articolo é stato pubblicato on line.

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  18. Tsipras e Cameron, indicono entrambi, ad un anno di distanza, un referendum popolare nei rispettivi Paesi, senza alcun obbligo a farlo. Entrambi lo fanno sperando, però, di perderlo, ricavandone al contempo maggior forza contrattuale nella trattativa con la UE. I fatti in Grecia hanno decisamente deluso le speranze di Tsipras, che comunque s'è assicurato la permanenza sulla poltrona di Primo Ministro. L'auspicio è che anche le speranze di Cameron siano deluse. I Popoli, di questi tempi, sono difficilmente prevedibili.

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  19. E' una sorta di "sentimento comune".
    Per esempio (sentita a lezione da un'autorità in tema aziendale) che Hitler è andato al potere con l'inflazione.
    E nella stessa lezione si lodava la scolarizzazione (che poi è vero perché non puoi sentire frasi del tipo "noi non abbiamo contratti bensì accordi") o istruzione che dir si voglia.

    A furia di sentirle di convinci pure te che i problemi siano altri.

    Un esempio è dato dalle critiche al sistema imprenditoriale tacciato di non dotarsi di figure professionali.

    E si sputa veleno dalla mattina alla sera

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  20. Ciao prof. Come è andata la corsa?..io sono andato venerdì e mi hanno tirato il collo..

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    1. Ho fatto 10 km a 6:00. Non provo a alzare il ritmo perché sono prostrato (più che altro psicologicamente: non se ne vede la fine). A settembre, se tengo botta (cioè mantengo un minimo sindacale di 20 km a settimana) comincio con le ripetute e abbasso a 5:00. Poi c'è sempre l'asteroide (o l'aneurisma, o l'embolo, o quello che salta corsia,...)...

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    2. A parte gli scherzi Profff, ha visto se ha bisogno di acido folico? Tanti cereali o come dicono da Lisbona in là corn flakes!

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    3. Lo sto prendendo già per tenere sotto controllo l'omocisteina (che ha valori da ictus subbbito...).

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  21. Penso che in caso di vincita al referendum dei "leave" si potrebbe organizzare una grande festa in piazza a Roma di prolamazione per acclamazione popolare ad imperatore e celebrazione del nostro amato Maestro Musico, divulgatore di Scienza e Sapienza, nonché Signore e Buon Pastore di anime impaurite dai demoni dell'autoafflizione, Bagnai.

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    1. Se fossi inglese e potessi votare con un po'di info seria ed equilibrata, voterei Brexit. Ma siccome sono bombardato da notizie tipo che se esco allora scoppia la terza guerra mondiale

      http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/08/cameron-brexit-will-increase-risk-of-europe-descending-into-war/

      o mi ammalo di cancro

      http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/eu-referendum-brexit-could-put-cancer-research-at-risk-claim-leading-scientists-a7002586.html

      alla fine, da inglese che campa di stipendio, sussidi e ho paura del mio futuro, voteró per rimanere nella UE.

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    2. Buon dì Professore. Noi dobbiamo ancora organizzare questa festicciuola in piazza, ma io son modesto non credo di poter radunare un milioncino di persone, però posso darmi da fare per distribuire gli inviti. Coi nostri festeggiamenti potremmo essere di sostegno agli inglesi, ne hanno bisogno ora che gli vengono inculcati i rimorsi.

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  22. Anch'io vivo in Inghilterra - a Londra, per l'esattezza - e non credo che ci sara' nessun Brexit: vincera' il 'remain', forse con un margine risicato (almeno questo spero). Naturalmente vorrei che non fosse cosi... La possibile entrata della Turchia in Europa, di cui parlano oggi i giornali (The Independent, ma mi sembrava averla vista anche su The Guardian stamane. Deve essere sparita nell'ultima pagina :-)) potrebbe rappresentare qualche voto in piu' per il 'leave camp' ma non sara' sostanziale. Di fatto io non credo che agli inglesi convenga uscire dall'Europa per il semplice fatto che gli immigrati europei provvedono manodopera qualificata a basso prezzo. In altri termini, siccome qui l'istruzione fa schifo, si ritrovano con una unskilled working class a cui gli emigrati europei consentono di ovviare gratis, cioe' senza investire nella scuola - addirittura la building & construction industry si ritroverebbe in una situazione di stallo (il che aggraverebbe la 'housing crisis' di Londra) senza il lavoratori europei, la maggior parte dall'Est Europa. Per cui e' piu' facile che la working class voti 'to leave', perche' pensano che gli immigrati gli rubino il lavoro. Il problema e' che non e' abbastanza istruita per articulare meglio questo problema: e' una 'gut reaction' piuttosto che un ragionamento perche' non credo siano capaci di chiedere al loro establishment di essere formati meglio (cioe, scuole migliori).
    La classe media, ed in particolare i giovani, voteranno in massa 'to remain'. I piu' non si rendono conto delle implicazioni. Pero' devo constatare che ad un livello piu' alto (io lavoro all'universita' ed e' a questo che mi riferisco) c'e' un dibattito sulla democraticita' della EU, con molte critiche alla mera funzione di ratifica del parlamento europeo. Ma e' un gruppo relativamente ristretto e non fara' molta differenza purtroppo.

    PS: mi scuso per il mio italiano intercalato di inglese. Sono anni che non uso piu' l'italiano - lo so, si chiama analfabetismo di ritorno:-)

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    1. La penso come te. Il dibattito sulla democraticitá di certe scelte é confinato a certi salotti, o ad alcuni blog e forum.

      Quindi, se dovessi scommettere, scommetterei sulla seguente sequenza:
      1. UK rimane in UE con un buon margine di voti a favore
      2. L'euro si rafforza sul dollaro
      3. L'euribor scende
      4. L'oro sale ulteriormente
      5. Le borse europee salgono

      Gli ultimi punti verranno propagandati dai media italiani come ulteriore prova delle loro ragioni per il no-exit. Tutto questo nel breve periodo, fino all'autunno. Poi vediamo cosa succede in USA.

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    2. Absolutely!

      Non solo: vedrai come schizzeranno alle stelle i prezzi, gia' proibitivi tra l' altro, delle case qui a Londra dopo la vittoria del 'remain'. Il che prova ancora una volta che Londra e' un centro di riciclaggio mondiale - cioe' il mercato immobiliare londinese come bene rifugio per tutti i capitali (puliti o sporchi, poco importa, non vanno tanto per il sottile :-)) del mondo. E la classe media al palo! Per farti capire, io, che faccio un lavoro qualificato e relativamente ben pagato (comunque da precaria, con contratti a termine), spendo quasi la meta' del mio stipendio in affitto, per vivere in un monolocale in una zona decente di Londra, che e' un lusso - per cui non mi posso neanche lamentare, anche perche' in Italia farei la fame :-)

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    3. Sinceramente, mi sembra uno scenario non improbabile. Aggiungo che salgono anche i prezzi delle case a Londra, che ridiventano un bene rifugio per i riciclatori di tutto il mondo, come dice un'altra lettrice.

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    4. Infatti! Vi pare (con riferimento ad un commento in basso) che la City sia disposta a rinunciare a questa valanga di soldi che si riversa a Londra? Forse una piccola parte che ha piu interesse nei mercati asiatici...

      Tornando alla mancanza di skills dell' inglese medio (per capirci, quello che non si puo' pagare l'istruzione nelle scuole private - 'food for thought' a proposito del post di ieri sulla scuola), la 'tech industry' di Londra (l'equivalente europeo di Silicon Valley) e' formata (e fondata) al 50% da europei. Le universita' inglesi sono piene di ricercatori stranieri che si sono formati all' estero (a spese dei paesi di origine - Italia docet). Londra e' una citta' ricca grazie anche, e forse soprattutto, all'emigrazione. Loro lo sanno bene. Come pure sanno che l'Inghilterra sarebbe un paese in via di sviluppo o quasi senza Londra.

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    5. Concordo pienamente. Faccio solo osservare un dettaglio: Londra è ricca grazie alla sua IMmigrazione, che è la nostra Emigrazione, la quale, visto che in economia nulla si crea e nulla si distrugge, ci rende poveri. Peraltro, a questa povertà non possiamo pensare di ovviare IMportando IMmigrati da paesi che sono piuttosto più giù di noi sulla scala dello sviluppo (non credo che un nostro laureato - HDI 27 - possa essere rimpiazzato da un laureato siriano - HDI 127). Direi anzi che questo tipo di gioco, che va ovviamente giocato se il siriano è in pericolo di vita, impoverisce la Siria senza arricchire particolarmente noi. Ovviamente il massimo della perdita è caricarsi un siriano, istruirlo a nostre spese, e esportarlo in Inghilterra, da dove lui con le sue rimesse manterrà la famiglia in Siria!

      Insomma: volevo far riflettere sul solito fatto che le barriere culturali esistono, che l'Emigrazione e l'IMmigrazione sono quindi fenomeni selettivi, che la selezione è quasi sempre avversa per il paese di provenienza, e non sempre propizia per il paese di accoglienza. Dipende dall'altezza delle barriere culturali, dalle politiche di integrazione, dalla gestione dei flussi, ecc. ecc. Chi per secoli ha gestito un impero sa abbastanza bene come prendersi il meglio e lasciare gli scarti agli altri. Il tema del Brexit, alla fine, è questo...

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    6. Grazie per la rettifica (si vede che e' un prof:-)). Usiamo il termine Human Migration (HM) per riferirci al fenonemo sia in entrata che in uscita - non e' per fare la figa, e' solo piu' semplice. Io credo che la HM e' negativa soprattutto per i paesi di provenienza, al netto di qualsiasi altra considerazione - se non altro in termini di perdita di un potenziale consumatore (io sono calabrese, non so se mi spiego :-)). Riguardo al fatto che i soldi guadagnati nel paese di destinazione ritornino al paese di provenienza, nella mia esperienza (observation) e' vero solo per gli africani di prima generazione - non e' razzismo, e' quello che ho visto (me lo ha anche confermato un amico 'british' di origine nigeriana). Dopo di che, l'immigrato si ricongiunge con la famiglia nel paese di destinazione e il cerchio si chiude in perdita netta (sociale/culturale/economica/psicologica/emotiv ecc) per il paese di provenienza.

      PS: gli inglesi sono bravissimi a farsi i c***i loro - pugno di ferro e guanto di velluto, non come quei cialtroni di tedeschi :-)

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    7. @alessandra

      Io penso che i prezzi delle case a Londra scenderanno a breve per 1 motivo semplice: collasseranno Cina e Arabia e parecchi ricconi liquideranno assets oltremanica. Già adesso si odono sinistri scricchiolii per il mercato immobiliare della City.

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    8. Uscire non conviene a una parte degli inglesi: le elités. Ad ogni modo sono d'accordo sul pessimismo, purtroppo in UK ci sono troppi Piddini (pensavo fosse una "eccellenza italiana" e invece)

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    9. @lorenzo: come mi piacerebbe che tu avessi ragione! sto mettendo qualcosa da parte per la vecchiaia - non so bene se e' per un pezzettino di terra sperduto 'in the middle of nowhere' (con le capre :-)) o magari per un mutuo qui (se mai ci riusciro'; e' piu' economico e conveniente pagarsi un mutuo che l'affitto, rende di piu' che alzarsi la mattina e andare a lavorare: roba da urlo!). I sinistri scricchiolii li attribuiscono al rischio Brexit. A parte forse l'oro, non mi sembra che ci sia un investimento piu' sicuro che una casa a Londra, ma non sono un'economista, e vorrei sbagliarmi anche se forse non mi conviene - in effetti mi identifico di piu' con un kamikaze :-).

      @ alessandro: un secondo fa parlavo con un'amica inglese (inglesissima, indeed!) al telefono, la quale mi diceva che una delle ragioni per cui lei votera' 'remain' e' che i personaggi del 'brexit camp' (leggi Nigel Farge) non sono all'altezza - troppo poco fini. Devo riconoscere she's got a point perche' sono circa l'equivalente dei grillini in Italia.

      Lo ripeto: agli inglesi non conviene il 'brexit', e non parlo solo delle elites. Sarebbe uno shock per l'economia (magari gli effetti si diluirebbero a lungo termine ma e' un'incognita), soprattutto londinese, e Londra e' il motore economico della nazione.

      Non sono neanche piddini - l'ideologia non ha molto presa sulla mentalita' britannica. Neanche sulla mia amica - per lei e' una questione di classe intesa non come categoria ma come eleganza :-)

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    10. @ Alessandra Perri . Signora compri casa a Londra . Io ho due figlie che ci vivono (zona Victoria) e lavorano . Una stanza 3mtx3mt bagno compreso pagano 1000 euro nostrani. In un anno fanno 12000 euro in 15 anni 180000 euro . A quel punto si ritrova con due appartamenti. Quindici anni non è un periodo lunghissimo da aspettare .

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  23. Da quell'articolo mi pare di capire che si sta deteriorando anche la qualità delle stron.ate. O sbaglio?

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    1. Ma no: il giornalista, come accade in questi casi, prende qualche numero dal comunicato stampa del prestigioso ente di ricerca e lo allinea sulla pagina usando come righello la "linea editoriale". Tutto qui. Guarda che abbiamo visto di peggio qui: casi conclamati di uso scientemente selettivo dell'informazione statistica. Qui il problema mi sembra sia più l'OCSE che la Stampa, ma vorrei approfondire prima di esprimermi meglio.

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    2. A proposito di giornalisti: che risate stamattina nel leggere l'articolo del mitico Palombi a proposito della presunta democraticità del processo che porterà all'approvazione del Ttip. E pensare che il suo capo Feltri la pensa all'opposto di lui. E tuttavia lo pubblica lo stesso. Quando si dice pluralità di vedute.

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  24. Un'amica bene informata sul Brexit dice che il referendum in realtà, (ma non lo dichiarano apertamente) sia stato voluto dalla City per via che USA per interposta UE vuole mettere il naso (e soprattutto la museruola) al miglio quadrato più potente del mondo. E' una lotta tra TRUST e secondo il sentiment percepito, lavorando lei negli ambienti giusti, si sganceranno. Con buona pace dei Barisoni e delle Latella che professano come sicure catastrofi economiche per i sudditi di sua maestà. Amen

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    1. Non sono cosi' sicura - quello che invece si evince sul mainstream e' che la City e' in maggioranza per 'remain', e lo dicono forte, influenzando cosi l'opinione pubblica. Che poi una volta dentro faranno a modo loro, accettando quello che gli conviene e lasciando quello che no - le famose concessioni da Bruxelles - e' molto 'British' :-) Anche perche' vogliono fondere la Borsa con quella di Francoforte. Sospetto perche' abbiano paura che stando fuori dall'Europa perderanno business.

      Parlo da ignorante, comunque - non lavoro negli ambienti giusti, ma all'universita'.

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    2. Alessandro... siamo passati dal cugino all'amica?
      Su, su, coraggio: specificare tipologia di relazione. :-) :-) :-)

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  25. Come andrà? Non lo so, ormai scommetto solo sul calcio. Però il discorZetto di zio Tom, mi fa pensare una cosa:
    UK in UE è funzionale al modello di UE che vogliono a Washington (l' unico possibile). Penso che gli inglesi col cuore siano per il leave ma la testa gli dice remain, se non sbaglio lo diceva Federico Nero su tw qualche giorno addietro. Tutto questo mi fa dare un' interpretazione paradossale del tutto. Più Europa potrebbe essere compatibile con l' UK fuori, meno pesci grossi nella rete. questo in aggiunta al discorso di Sarkozy sull'asse franco tedesco. Solo che c'è un problema, le idee, per quanto paradossali, restano tali; infatti la Merkel e Sarkozy fanno campagna per il remain. Al che, mi dico che non ci capisco più una sega e vado a bere una birra... anzi due.

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  26. 20km.. eh
    sempre la mia amica quando stai bene corre il lento (ritmo in cui si può chiacchierare) a 5'00"/km su erba (5'30" quando è stanca).
    Insomma, ne ha di strada da fare..
    Oh, può sempre aggiungere una seduta in cui corre poco ma fa allunghi e sprint in salita

    PS: se le interessa, le ripetute sui 1000 le fa da 3'50" a 3"35/km.

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  27. What says the Queen: http://www.rischiocalcolato.it/2016/05/anche-elisabetta-vede-la-guerra-mondiale.html

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  28. Resteranno nella UE perchè gli Inglesi sono più conservatori anche degli Italiani....

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  29. Ero notorialmente scettico sulla vittoria del SÌ, ma ora sto vedendo che questi signori non hanno imparato nulla dalla Storia (mai dire a un inglese* che cosa non deve fare).

    *Perdonatemi la sineddoche.

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  30. Vincerà il si quasi sicuramente, troppa propaganda stroppia soprattutto quando è cosi drasticamente scollata dalla realtà.
    L'aleatorietà sta tutta nel quanto verrà ascoltato il parere del popolo,fatto che dipende tutto da i conti che si sono fatti alla city.

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  31. la mia semplice considerazione è invece questa: si è arrivati in Europa a votare destra o ultradestra x liberarsi delle catene.

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  32. intanto, mentre si parla di Brexit, diamo un'occhiata alle elezioni austiache, chissà che non riservino qualche sorpresa

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    1. Saranno decisivi i voti arrivati per posta: secondo te chi vincerà? A pensar male...

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  33. Avendo qui parlato per primo o fra i primi delle intimidazioni rivolte verso le libere scelte del popolo UK, e approssimandosi il termine del 23 giugno pv, vedremo ulteriori pesanti attività, anche di tipo non convenzionale, forse anche più convincenti che spostino di quel tanti che basta, l' equilibrio verso il restare. Credo di poter anticipare che ci sarà analogo atteggiamento nazionale ed internazionale all' approssimarsi del termine relativo al nostro referendum sulle modifiche costituzionali; in particolare avendo legato la flessibilità concessa all' Italia, alle cosidette riforme, ed essendo la riforma costituzionale quella più incisiva per ulteriori azioni "di risanamento" (ricordo solo quanto detto da Scarpinato e dalla parte opposta, da Napolitano ), credo di giocare facile prevedendo future fortissime pressioni.
    Ora c' è da capire quanto e come il popolo inglese sia disposto a tollerare pressioni di questo tipo e credo che questa tolleranza non sia così scontata, mentre credo che in Italia, le pressioni avranno sicuramente effetto nelle scelte per il SI.
    Dal mio punto di vista, ma credo anche dal punto di vista di tutti noi, è che certamente nulla cambierà nell' assetto dell' eurozona (squilibri da tasso di cambio reale, surplus enormi, mancanza di solidarietà, politiche di rigore, politiche sull' immigrazione, ripristino dei confini, etc) e pertanto nulla potrà modificare la progressiva tendenza alla crescita dei movimenti euroscettici o eurocontrari ed al rifiuto della moneta unica che sarà sempre più considerata come un cancro da estirpare. I prossimi mesi o al più pochi anni, vedranno tensioni sempre più forti all' interno degli stati e tra gli stati dell' unione, ma credo anche tra il resto del mondo e l' UEM, anche tenendo conto che in USA potrebbe succedere qualcosa di notevolmente serio, a meno che anche lì, a novembre non accada che si determinino fatti particolarmente inattesi (o magari facilmente attendibili)!

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  34. per me il risultato del referendum è irrilevante, in entrambi casi la crepa già aperta in seno all'UE è destinata ad allargarsi.
    in caso di brexit si crea il precedente che farebbe vacillare gli altri, in caso di permanenza cameron andrebbe a raccogliere quello che gli hanno promesso per rimanere.. come se l'inghilterra non avesse già abbastanza opt-out concessi dall'UE. questo non farebbe che accrescere l'invidia di altri paesi "core" che in questo momento se la passano piuttosto male, come francia, finlandia e austria.. facendo accrescere la virata verso l'estremismo di destra.

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  35. Nel breve periodo: Non vi sarà alcun Brexit e i nostri tromboni di regime gongoleranno come non mai.
    Nel lungo periodo: sappiamo già.

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  36. Ho notato che le forze in atto affinchè gli UK restino in Europa sono tante, potenti e probabilmente disposte anche a giocare sporco.
    Lo stanno già facendo con una propaganda terrificante o terrorizzante.
    Visti i sondaggi che indicano quasi un 50%-50%, sono certo che l'ago della bilancia possa stare nei brogli e le forze di cui parlavo possono giocare ancor più sporco ed agire per spostare quell'1% decisivo che potrebbe dare il via ad un "contagio".

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  37. Seguo il blog dal 2014, ho partecipato al Goofy 4, questo è il mio primo intervento.

    "la contraddizione evidenziata da Majone ("come mai, se si dice di dovere e volere evolvere verso un'Europa federale, poi si inserisce una clausola di recesso che è tipica di un sistema confederale?" Risposta: la si inserisce perché si sa che non la si farà applicare...)"

    E così l'art 50 mi fa pensare all'art 72:
    "72. Ogni repubblica federata conserva il diritto di libera secessione dall’URSS."

    Nient'altro che uno specchietto per le allodole...fino al '91.

    Igor Guerra

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  38. Prof, su la7 stanno mandando in onda il meteo europeo: "Sulla scandinavia bel tempo, nubi sul nord della Francia ". Il tutto si conclude con "in italia soleggiato "
    Penso che neanche negli usa mandino una simile buffonata.

    Ruggero

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    1. per me è utile volevo andare a fare colazione a berlino stamani

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  39. Sul cambio Gbp/Usd ci potrebbe anche stare un doppio minimo su scala mensile,vedremo.
    http://invst.ly/1rgai

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  40. Per me per gli inglesi e' importante che tengano la sterlina............

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  41. Come andrà a finire? La Brexit non ci sarà, credo. Si è messa in moto la macchina della "disinformazione terroristica" che, putroppo, riuscirà nel suo intento. E' una strategia ormai nota: far credere di aver realizzato una costruzione democratica quando, invece, la si governa a suon di minacce più o meno velate e campagne di disinformazione (ancora più forti quando si parla poi dell'eurozona). Sono rimasto leggermente "così" per l'affermazione del nostro ex Presidente della Repubblica, Re Giorgio Napolitano, ieri sera da Fazio, non perchè non me l'aspettassi, ma per la naturalezza con la quale l'ha detta: per lui è stata già una pessima idea aver "concesso" al popolo di una Nazione di decidere se rimanere o meno nella UE. Che dire, questi personaggi, che poi cambiano idea con la stessa velocità con la quale cambia la direzione del vento, sono responsabili del disastro in atto e ammettono candidamente che il popolo su queste questioni non deve esprimersi. Se non è dittatura questa, non so.

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  42. Io sono convinto che arriveremo prima o poi ad un conflitto europeo. I fattori scatenanti sono diversi, dall'euro che ha distrutto l'economia, alla disoccupazione tenuta volutamente alta, per arrivare poi ai clandestini, fatti entrare volutamente a flotte. Purtroppo è difficile anche adottare un piano B. Il mio è quello di aver ripreso a studiare con costanza inglese e a cercare di ottenere una piccola certificazione in ambito lavorativo. Certo se scoppiasse una guerra in Europa, nemmeno la neutrale Svizzera questa volta potrebbe salvarsi. In alternativa, prego sempre il buon Dio, che faccia si che le persone che vogliono cambiare la situazione, come il Prof e i lettori di questo blog, aumentino sempre più, da permettere di diventare maggioranza.

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  43. Austria: elezione del presidente
    Ing. Norbert Hofer al 51,9 %
    Mancano ancora i voti per posta, cioè mancano alla conta circa 0,9 milioni circa su un totale di 6,4 Milioni di aventi diritto.
    dati ufficili dal ministero degli Interni

    .... che sia la volta buona finalmente !!!

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    1. No, purtroppo non è ancora la volta buona!

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    2. In questo mondo alla rovescia, il verde è il perfetto esponente di "sinistra": nobiltà fuggita dalla Russia!

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  44. Alcuni storici hanno osservato che l'unica regola con UK e' che non ci sono regole (a partire dalla Costituzione).

    https://en.wikipedia.org/wiki/Constitution_of_the_United_Kingdom

    Per quello che riguarda invece la stella polare della politica estera UK in Europa (Russia inclusa) e' da secoli quella di evitare la nascita di una potenza continentale egemone (forse solo perche' ritenevano di non poter diventare essi stessi l'unica potenza egemone e quindi nell'interesse dell'impero).

    Oggi ci sono di nuovo due sole potenze nell'Europa continentale: EU/NATO e Russia.

    Fu cosi' sia ai tempi di Napoleone (blocco continentale vs. Russia) che nel Maggio 1941 (Europa 'occupata' e Italia vs. Russia).

    In entrambe le occasioni precedenti la scelta delle elite UK (nel 1941 anche USA) fu una cosa simile a 'facciamoli scornare prima di impegnarci seriamente'.

    (Per quelli a cui la data del Maggio 1941 non dice nulla rammento che nel Maggio 1941, nel pieno dei preparativi dell'Operazione Barbarossa, Hitler mando' il suo fidatissimo vice Rudolf Hess in Inghilterra per offrire la pace e sollecitare un accordo - si suppone per spartirsi le spoglie della Russia).

    Non credo che tale politica ('facciamoli scornare' prima di decidere) sia mai cambiata: il referendum UK, comunque vada, sara' ininfluente (altrimenti non sarebbe nemmeno stato indetto). UK restera' (in un modo o nell'altro) formalmente nella EU, ma con le mani libere.

    Mi e' capitato di parlare casualmente di queste cose a margine di un allenamento sul ghiaccio con un altro 'pattinatore saltuario' come me (lui pero' quando Putin visita l'Italia fa parte degli accompagnatori locali ed io gli avevo detto di averlo riconosciuto nelle foto ufficiali dell'ultima visita in Vaticano).
    Anche se non e' "mio cugino" mi ha riferito che l'opinione diffusa nell'entourage del Presidente e' che se non ci saranno significativi cambi di politica in Europa un nuovo conflitto con la Russia sara' inevitabile.

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    1. Questo post di ZH descrive con dovizia di particolari i preparativi in corso.

      http://www.zerohedge.com/news/2016-05-28/how-russia-preparing-wwiii

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    2. Ohhhh un bel post di ZeroHedge dove si parla della prossima terza guerra mondiale mi mancava! Con spiegazioni di tutto, dalle batterie russe antimissilistiche, alla crisi dei migranti, al Brexit...peccato che sono solo anni che parlano di crisi e distruzioni prossime venture, collegando la crisi alimentare in Venezuela al crollo del tetto del mio vicino di casa. Alla fine ci prenderanno di sicuro e potranno dire ai sopravvissuti: "io ve l'avevo detto!!". Queste sí che so'soffisfazzzioni.

      Basta ve prego! anzi, abbasta!

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    3. "peccato che sono solo anni che parlano di crisi e distruzioni prossime venture"

      Ad onor del vero ricordo distintamente che anni fa su ZH prevedevano (con molti mesi di anticipo) sia il colpo di stato che la guerra civile in Ucraina, sia l'imminente scoppio della guerra in Siria, che la creazione dell'ISIS (eventi puntualmente verificatisi ed ancora in corso).

      "Abbasta" lo dovrebbero dire i martiri delle comunita' cristiane che vivevano in pace in quei territori da secoli e le centinaia di migliaia di morti civili dovuti alla politica imperialista USA (e noi che stiamo subendo le dissennate politiche EU e l'invasione dei rifugiati).

      Se per ipotesi anche tu fossi russofobo poi, peggio per te.

      Comunque caro Lorenzo, se non ti piacciono i post di ZH non leggerli.

      Se poi preferissi leggere i fumetti ti consiglio "Kobane calling" di Zerocalcare, che ad oggi e' uno dei piu' interessanti reportage su quello che accadeva nel 2014-2015 nel nord della Siria.

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  45. Cantano "vittoria" i sinistri, ma la politica reale dovrà comunque gestire l'altra metà del paese.

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  46. Secondo me non accadrà nulla di tragico. Se vince il sì, business as usual... ho avuto il piacere di parlare con un inglese in quel di Varsavia proprio ieri. Lì la discussione verte molto di più sui benefici. Chi non ne ha vota no. È chiaro che la zona di Londra voterà sì perché collegata al mondo finanziario internazionale e comunque la sterlina rimane. Allo stesso modo gli scozzesi voteranno sì ma per ben altri motivi. Al tipo ho detto che vorrei che fosse così anche in Italia, visto che benefici non ne abbiamo non vedo l'utilità di stare nell'euro e forse anche in UE. Ormai non ci sono più benefici nemmeno per i capitalisti italiani, come le note vicende delle banche venete hanno mostrato. L'unica classe che forse continua a beneficiare è quella dei politici venduti. Molto dipenderà dal referendum nostro; se i cittadini potranno ancora scegliere, allora finirà il beneficio anche per loro. In caso contrario,una bella dittatura non si nega a nessuno...

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  47. Tutti i discorsi che ho letto non prendono atto dell'importanza di un'Europa unità,perche'se così non fosse come potremmo competere con le altre economie,America Russia Cina India ecc.Piuttosto bisogna andare avanti con l'Unione per avere piu'voce in capitolo quando ci sara'da trattare cose importanti in campo internazionale

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  48. Caro professore da circa un anno a questa parte ho notato che nessuno, finalmente, difende questa assurda UE. Ma tutti dicono che dovrebbe essere "diversa". Quando un edificio è stato costruito male - a meno che non sia un'opera d' arte - si fa prima a distruggerlo e ricostruirlo ex novo. Mi rendo conto che le metafore sono pericolose, ma non sempre. L'idea di una Europa unita era giusta - e peraltro non certo nuova - ma la sua realizzazione pratica di questi tempi è stata un errore fatale. Ci siamo infilati in una trappola esiziale. Spero che la Brexit sia, come nel racconto di Buzzati, la prima pietra che ha portato alla distruzione della Baliverna. Ma i caveat dei vari politici ed economisti (per non parlare della stampa asservita) mi stanno preoccupando. Galbraith ha scritto che nei tempi moderni è più facile manipolare il consenso che non prendere a randellate la gente. Temo che sia così. Temo che non ci sia speranza. Darle resto, i periodi di pace e prosperità non sono mai durati più di 70 anni. Siamo alla fine?

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