MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

domenica 6 marzo 2016

In memoriam

Ascoltando la radio apprendo cosa fosse il senso di agonia che da qualche giorno mi opprimeva. Già. Non sono stato solo collega di persone che non mi sono scelto, come quelle delle quali vi parlavo nel post precedente, e delle quali mi è stato così facile essere migliore (lo provano le loro previsioni), e mi è così difficile sentirmi il "simile". Sono stato, sono, anche umile collega di persone che hanno avuto una scintilla di umanità e con le quali, per questo motivo, pur non avendole talora mai incontrate (come in questo caso), mi è stato immediato entrare in una simpatia profonda, ricevendo molto più di quanto mi fosse mai pensabile poter restituire.

Lui mi ha guidato verso le due vette. Ho passato giornate intere, nei miei sedici anni, ad ascoltare questo, cui un giorno parteciperò (hoc facite in meam commemorationem):


Quante cose non capivo, che ora capisco, e quante non ne avrò ancora capite, quando sarà il mio momento. Ma capivo l'essenziale: che lì c'era la verità, e quindi la vita, e quindi la via, la via da percorrere, la via che portava da qualche parte. Si capisce, no, la differenza dal vicolo cieco in cui brancolano, nel loro macabro anelito di morte, nella loro impotente bramosia di distruggere la memoria di questa bellezza cui non sono in grado di accedere, i nostri grami interlocutori, dall'ego diversamente conformato, perché mai portato al cospetto della grandezza?

Poi mi aprì quest'altro cancello:



e questa è rimasta una delle mie cantate preferite. La battaglia della vita contro la morte. La battaglia dell'Europa contro l'europeismo.

Hölle: wo ist dein Sieg?



Risorgeremo, anche se, come credo immaginiate, ci metteremo un po' più di tre giorni. Ma, del resto, siamo anche stati venduti per molto più di trenta denari. Un tipico caso di bolla, che, come tutte le bolle, esploderà...

15 commenti:

  1. Assemblea Banca Popolare di Vicenza per la trasformazione in S.p.A. viene data lettura dall'amministratore delegato della lettera della BCE il Presidente dell'assemblea un industriale che ha brench all'estero e che si è avvalso sicuramente del Jobs act ... risultato trasformazione in S.p.a scelta purtroppo obbligata...È l'Europa che lo chiede .... Caro prof non c'è speranza

    RispondiElimina
  2. La cultura classica non é (e' grave cazzo!) piú appannaggio della massa relativa.
    IL motivo della merda in cui ci troviamo é dovuto anche alla sua scarsitá.
    St Martins in the Filed la prossima a Londra.

    RispondiElimina
  3. Che tristezza. Adoravo Harnoncourt.

    RispondiElimina
  4. Meraviglia. C'è chi ti apre cancelli. Grazie prof.

    RispondiElimina
  5. Nel 1975 ascoltai per la prima volta la sua incisione della Passione secondo Matteo. Fu per me la scoperta di un mondo nuovo e appassionante. La sua opera mi sembrò sempre come se fosse benedetta da uno stato di Grazia. Rimpiango di essere riuscito ad ascoltarlo dal vivo solo una volta.

    RispondiElimina
  6. Da una intervista del '99,il tema mi pare attuale:"Può farci degli esempi?
    Ci sono dei passaggi evidentissimi, in cui improvvisamente una cantante rallenta o accelera il tempo o addirittura lo abbandona completamente, mettendosi a gridare; in quel punto si percepisce veramente come gli orrori della guerra siano presenti. E come un grido di pace in forma di recitativo, poi il tutto si ricompone e si ritorna alla preghiera. Ciò è di una tale forza retorica, che la stessa parola retorica mi sembra gia' troppo concettuale.
    Un punto cruciale della composizione è rappresentato dal recitativo nell'Agnus Dei (da battuta 164). All'inizio la musica tace del tutto, poi si sentono unicamente dei secchi colpi di timpano. Nessuno ha più dubbi: siamo in guerra. Siamo in un luogo di orrore. Subito dopo le trombe eseguono un richiamo, sottovoce e minaccioso, mentre gli archi suonano una figura sfuggente, che non riesco di tradurre altrimenti che come pelle d'oca, pelle d'oca tradotta in musica. Dopo di ciò il contralto grida («timidamente», scrive Beethoven nella sua partitura): «Agnus Dei - miserere nobis». Questo grido percorre tutte le voci soliste e si risolve finalmente in una calma assoluta,in una musica ben ordinata: «dona nobis pacem». Questo passaggio è uno dei più straordinari di tutta la Missa. Esso imprime timore e nell'esecuzione di Salisburgo è stato sentito esattamente in questa maniera, quasi tutti hanno dovuto infatti pensare in quel momento agli orrori attuali. L'intera Missa è una preghiera per la pace.
    Già all'inizio della messa, nel «Christe eleison», mi sembra di cogliere ciò e percepisco esattamente dove tutto ciò vada a parare. «Miserere nobis» ed «eleison» significano infatti la stessa cosa: abbi pietà di noi, aiutaci. Già nel «Christe eleison» quindi posso trarre degli spunti: chi prega in questa maniera, può essere sicuro che la montagna che fino a ieri stava davanti a lui domani si sarà spostata a sinistra, un chilometro più in là. La preghiera, la fede, possono muovere infatti le montagne.
    Successivamente ritorna ancora un passaggio simile: è il più veloce in assoluto della messa, dopo il «Dona nobis pacem» nell'Agnus Dei (b. 266). Si tratta di una di quelle sezioni, per via delle quali la Missa solemnis è stata erroneamente tacciata di essere un'opera profana. Alla fine questo passo (si tratta quasi di una musica di battaglia) il coro grida disperato, velocissimo, «Agnus, agnus Dei». Di solito nella musica sacra l'Agnus Dei non viene gridato, ma piuttosto eseguito con un tono semplice e compunto. Questo grido si riferisce dunque, come già era nell'aria, alla guerra e alla musica di guerra. Agnello di Dio, dona o noi la pace! Il grido si trasforma direttamente in preghiera: Dona pacem. Beethoven ha scritto alla battuta 96 dell'Agnus Dei: «Preghiera per la pace interiore ed esteriore.» La pace esteriore significa l'assenza di guerra. Io credo che in questo primo passaggio delle trombe e dei timpani (Agnus Dei, da battuta 164) si tratti della pace esteriore. All'orizzonte si vede una città in fiamme, o qualcosa del genere. La pace interiore significa invece sicuramente la libertà dai conflitti interiori e viene rappresentata dal secondo passaggio (Agnus Dei, battuta 266 e segg.) come un dissidio interiore, che spinge a pregare per la pace interiore."

    RispondiElimina
  7. Qui l'intervista integrale:

    http://heinrichvontrotta.blogspot.it/2008/11/la-missa-solemnis-secondo-harnoncourt.html?m=1

    RispondiElimina
  8. "La bellezza è superiore al genio perché non ha bisogno di spiegazioni"

    RispondiElimina
  9. Ultimo commento di oggi, prometto.
    A proposito di aprire cancelli e conoscenza della bellezza, ecco un esempio da non dimenticare di come non gettare denaro pubblico dagli elicotteri. Completerebbe bene gli esempi di ieri in proposito.
    Guarda caso viene da una città che è sempre stata all'avanguardia nella spesapubblicaimproduttiva e nei servizi pubblici per il corpo e per l'anima (leggasi cultura).

    RispondiElimina
  10. Ricordo una bellissima San Matteo da lui diretta. Se il paradiso esiste, ha diritto a un posto di Kapellmeister della locale orchestra di Corte

    RispondiElimina
  11. "Se c’era un risultato che i sondaggi avevano predetto e che ha trovato conferma dalle urne slovacche, è stato la perdita della maggioranza assoluta dello Smer-SD del premier Fico. Quello che, però, i sondaggi non erano stati in grado di indicare e che, obiettivamente, sembrava impossibile fino a ieri, è stato un’emorragia di voti così importante per il partito di governo, parallelamente ad un avanzamento massiccio di tutte le formazioni di destra.
    SNS, il partito ultra-nazionalista slovacco, conquista con un ottimo 8,6%, raddoppiando i voti presi durante le scorse elezioni (4,5%)".
    http://www.eastjournal.net/archives/70827

    RispondiElimina
  12. "Quante cose non capivo, che ora capisco, e quante non ne avrò ancora capite, quando sarà il mio momento. Ma capivo l'essenziale: che lì c'era la verità, e quindi la vita, e quindi la via, la via da percorrere, la via che portava da qualche parte. Si capisce, no, la differenza dal vicolo cieco in cui brancolano, nel loro macabro anelito di morte, nella loro impotente bramosia di distruggere la memoria di questa bellezza cui non sono in grado di accedere, i nostri grami interlocutori, dall'ego diversamente conformato, perché mai portato al cospetto della grandezza?"

    Grazie Alberto per la forza di queste parole e per tutto ciò che ne è conseguito. Ancora qualche politico teme che il linguaggio della verità e la coerenza d' azione non paghi in democrazia? Disonestà intellettuale e manovre di corto respiro ne hanno fatto macerie. Risorgerà, e possono contare sul fatto che in qualche modo ne depureremo il seme dalla menzogna.

    RispondiElimina