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mercoledì 16 marzo 2016

Dernière chance (i colonnelli, o l'età dell'euro in Grecia...)

(...da Panagiotis ricevo e pubblico. Ho ricevuto questa lettera ieri arrivando a Orléans, e sono rimasto piuttosto scosso. Ho chiesto il permesso di condividerne con voi il peso. Io non so cosa altro fare. Ho detto chiaramente che le politiche di destra nel lungo periodo avvantaggiano solo la destra. Era l'agosto del 2011. Voi mi avete capito, o almeno una parte di voi. Siamo dei superuomini? Siamo dei geni? Mi farebbe piacere pensarlo, ma so che non è così. Quello che non so è cosa abbiano gli altri. Non lo so, perché non lo capisco, perché non mi sembra umano, perché esula dalla mia humanitas, e quindi lo ritengo a me alieno, ma posso definirlo per analogia. Quello che hanno oggi gli europeisti è esattamente quello che portava tante brave persone, fino al diciassettesimo secolo incluso, a ritenere di far la cosa giusta bruciando sul rogo alcune malcapitate. L'Europa, come la intendono loro, è, esattamente come la caccia alle streghe, innanzitutto una profonda psicosi collettiva. Sono persone umanamente miserabili, pericolose, ma soprattutto malate. E purtroppo la cura di simili patologie, si sa qual è: la guerra. Ci porteranno a una terza guerra mondiale - cioè a una terza guerra civile europea - e poi diranno che è colpa nostra, nonostante sui libri di testo sia scritto che il loro progetto avrebbe condotto a un conflitto. Buona lettura, naturalmente...)

Cher Alberto,

Je vous ai laissé sans trop de nouvelles depuis un moment déjà, à part mes écrits du blog greek crisis que vous suivez encore peut-être. Hélas, nos nouvelles sont mauvaises.

Je viens de vous adresser un message d'appel de notre campagne de financement participatif ("crowdfunding") pour Greece Terra Incognita, que vous pouvez faire suivre à travers votre réseau (mais également si seulement c'est possible via le réseau des économistes, universitaires, acteurs économiques en Italie. - pourraient-ils aider ?), et aussi via facebook, c'est important.

Épuisés par ce pays en réalité mourant et néanmoins toujours si beau à visiter, nous lançons enfin notre campagne ... je crois de la dernière chance !

Le piège final se réalise après l'euro, l'autre arme de destruction massive utilisée par l'Européisme (et pas uniquement) ce sont les migrants. Ma compagne (sans ressources depuis octobre dernier car sans travail) et moi-même, nous tentons cette ultime... sortie de survie via notre activité Greece Terra Incognita, dans le domaine du tourisme. En cas d’échec (et comme les donations de Greek Crisis ne suffisent pas), c'est, soit attendre aussi notre mort physique après la mort économique, soit quitter la Grèce...

Les autres Grecs autour de nous sont à peu de choses près dans la même situation, puis 20% de la population s'en sort, aussi grâce... à l'autre économie. Je me souviens de notre colloques de 2013 et de 2014, j'avais évoqué parfois la prostitution des étudiantes comme par exemple en Russie dans les années 1990, nous y sommes largement à présent en Grèce; puis, tant de gens vendent dans la rue du tabac "fait maison" dans les régions rurales, nos liens sociaux et familiaux ne sont plus et évidemment, la dite grande solidarité envers les migrants n'est que propagande, elle ne concerne qu'une petite partie des Grecs (dont la sociologie du clientélisme SYRIZA) et hélas pour les migrants, cela ne peut plus être autrement.

Je crois que l’intégration... mondialiste a décidé de remplacer aussi une partie de la population de la Grèce et on parle déjà de la création de zones économiques spéciales (un colloque a eu lieu à ce sujet récemment réunissant des anciens commissaires UE et politiciens d'ici, les ridicules Tsipriotes compris). En ce moment, un sentiment de rejet TOTAL de la politique, voire, de haine vis-à-vis de SYRIZA monte en flèche, la Gauche (sous toutes ses formes) ne reviendra plus jamais me semble-t-il au pouvoir et les tenants des Plans-B (vrais comme faux) sont aussi déconsidérés car étant de gauche et ayant eu des liens avec SYRIZA, et pourtant, un énorme sentiment contre l'euro et surtout contre l'UE se renforce comme une lame de fond.

Les Grecs rêvent en ce moment d'une "bonne dictature militaire et patriote" je l'entends tous les jours dans la rue sauf à travers les médias. Car Tsipras avait à mon avis tout "vendu" avant son arrivée au pouvoir et cette énorme trahison nationale (et non pas uniquement du peuple de gauche comme on dit) a détruit le dernier espoir de type politique légal chez les Grecs, et par la même occasion il a pulvérisé à jamais leur ultime possibilité (même théorique) dans la gestion du temps encore possible car espéré, celui de l'avenir. De ce point de vue, la mutation (et mutilation) anthropologique de la société grecque est alors immense, avec SYRIZA, le couteau dans la plaie a atteint la barrière anatomique de la société grecque... je le ressens même personnellement.

Je dirais en historien que nous nous avancerions dans une "culture de guerre" concept que nous avions forgé en d'autres temps autour de mon directeur de thèse (Histoire) que vous connaissez peut-être, Stéphane Audoin-Rouzeau, seulement nos concepts (et cela même peut-être autant en économie) ne suffiraient guère pour analyser les faits et gestes. En paraphrasant Paul Nizan (Aden Arabie) je dirais autant : « J’ai exactement cinquante ans. Je ne laisserai personne dire que c’est le plus bel âge de la vie. » !

Merci infiniment et merci d'avance,

Avec mes amitiés

Panagiotis



(...i giornali non ci parlano della Grecia. E un motivo, come avrete capito, c'è. Ora vado a correre, poi penso ai diversamente europei, se prima non ci pensa qualcuno di voi. Meglio sfogarsi un po'...)

Addendum: la traduzione la trovale qua sotto ad opera di eelu ei. Io mi limito a ricordarvi che qui da un pochina parlavamo di scenario cileno per la Grecia. Certo che l'euro è una benedizione dal cielo, ma noi portiamo proprio sfiga...

125 commenti:

  1. A questo punto credo che per la Grecia non ci sia altra scelta che la "dittatura patriottica" per salvarsi dall'annientamento demografico (soprattutto dopo la chiusura della rotta balcanica) e dalla vera fame.

    E sarò cinico, ma forse converrebbe anche a noi. Brexit da una parte e colonnelli dall'altra, forse la nostra "elite" tornerebbe ad avere un minimo di paura per la propria sopravvivenza, se non fisica, di potere.

    Mia moglie, nata ancora comunista al di la del muro (che non si può ricordare, fra l'altro) mi prende a calci quando lo dico, ma a noi l'Unione Sovietica ed il Comecon ci facevano indirettamente del bene instillando un minimo di prudenza economica e militare (ed in un modo che Putin non può) dalla nostra parte del muro.

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  2. Se voleva inastillarmi tristezza e negatività questa lettera ci è riuscita pienamente.
    La speranza che avevo quando ho incontrato"er cavajere" a Reggio Emilia nel 2013 ed anche prima quando seguivo il blog si è andata man mano ad affievolirsi.
    Ora se come la Storia insegna ci sarà questo conflitto almeno so bene da che parte stare e ti devo anche dire che sono esausto mentalmente e non vedo l'ora che accada anche solo per porre fine a questo stillicidio senza fine e senza speranza.

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    1. Non volevo, ma così è come mi sento io. Qualsiasi cosa, purché finisca, visto che tanto dovrà finire.

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    2. Siamo un club molto numerosi

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    3. E il mio Gioele, 25 anni bello come il sole e ormai quasi medico? E l'altro, Jake, di 22, appassionato e talentuoso sognatore fotografo e videomaker? E tutti gli altri? I suoi er Palla e Uga... Loro come cazzo li salviamo?

      PS: pure io vedo l'abisso nel quale stiamo precipitando, cionondimeno...

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    4. @Maurizio
      Tanto per cominciare, spiegando anche a loro. Io ho tre figlie e mi sto impegnando tutti i giorni a triplicare la mia scintilla di consapevolezza nella prossima generazione, cercando di ripararla dai venti della disinformazione e dell'ignoranza. Sapere è già un passo avanti e una probabilità in più.

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  3. "Il vero soldato combatte non perché egli odia ciò che è di fronte a lui, ma perché ama ciò che è dietro di lui". Gilbert Keith Chesterton

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  4. Questa lettera mette i brividi. Devo dire che anche da noi si ha la netta sensazione che ci sia un piano per sostituire una parte della popolazione ormai anziana e sterile (Boldrinova dixit su Twitter, 12 marzo 2016) e per accrescere "l'esercito industriale di riserva" di disperati.
    Caro Prof. hai ragione, qualche tipo di psicosi collettiva c'è: l'€uropa ha sequestrato i nostri diritti e una buona parte delle persone che incontro tutti i giorni è platealmente affetto dalla sindrome di Stoccolma .

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    1. Il genocidio generazionale dei figli invecchiati del baby-boom è iniziato: per il nuovo ordine mondiale questo non è un pianeta per vecchi.

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    2. Non è la sindrome di stoccolma, è la sindrome di "fuori dal binario c'è il nulla e finchè sono nel binario non ho colpe"

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    3. Non è un pianeta per uomini liberi. Ma non è da oggi che si sa. La libertà si può coltivare solo di nascosto, come l'erba, e se ti beccano so' cazzi. Solo nei luoghi e nei momenti migliori può capitare sia consentita la modica quantità, per consumo strettamente personale. Guai a spacciarla.

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    4. Siamo ormai nell'era post-welfare. Si scrive riforma e invece si fanno solo tagli lineari. La Grecia è già molto avanti (è o non è il più grande successo ...) ma anche da noi stanno togliendo/tagliando tutte le conquiste del secondo dopoguerra, in particolare c'è un preciso attacco al SSN (servizio sanitario nazionale), in definitiva al diritto alla salute dei cittadini di cui all’art. 32 della Costituzione.

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  5. Beh, qualche volenteroso tra noi ci sarà pure...

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    1. Era fatta ma mentre ricontrollavo Bill Gates ha deciso che ne aveva abbastanza del mio conservatorismo, e Windows 10 ha cominciato a installarsi da solo chiudendo ogni cosa... sorry

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    2. In ritardo, ma grazie per la traduzione.
      In realtà alludevo al fatto che tra poco il toro girerà liberamente per lo nostre strade, e qualcuno dovrà pur prenderlo per le corna.

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  6. Nel frattempo su rai 3 a geo si parla SOLO dei profughi bloccati fra GRecia6 e Macedonia, con uno schifosissimo emissario di save the children a chiedere almeno tende migliori. Chissà se si è fatto anche un giro in Grecia.

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  7. Mi debbo ripetere. Lì e anche qui, qualcuno dorme tranquillo o quasi e nn si rende conto che il "regime" passa e ne arriverà uno peggiore, e non sarà bello!

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  8. Ci hanno detto che avremmo rimpianto Andreotti.
    Non lo abbiamo fatto,ma abbiamo colto il messaggio.
    Ci hanno detto di avremmo fatto il tifo per Montanelli.
    Non lo abbiamo fatto,ma abbiamo colto il messaggio.
    Ci hanno detto che avremmo rimpianto il cavaliere.
    Non lo facciamo,ma cogliamo il messaggio.
    Ora il messaggio è:sperate nei colonnelli.
    La gente che ha fatto questo non ha perdono.

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  9. Un giorno racconteremo ai nostri nipoti cosa accadde in questo triste periodo, così come i nostri nonni raccontarono a noi le guerre del '900. Quel giorno probabilmente si festeggerà la Giornata Mondiale in ricordo dei caduti per mano della dittatura €uropea.

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    1. Sara' quella la giornata in cui anche la Grecia potra' finalmente porre fine alla sua anomalia.
      La Grecia e' infatti l'unico Paese in Europa dove si festeggia solo la ricorrenza della sua entrata nella II guerra mondiale (28 Ottobre 1940, il giorno del no all'ultimatum dell'Italia di Mussolini).
      Sarebbe veramente bello se potessimo festeggiare insieme ai fratelli Greci, nello stesso giorno, la comune liberazione dall'odiato conio.

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    2. I "nostri nonni" non sono sopravvissuti tutti.

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    3. Ma non sono morti in ginocchio da servi.....

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    4. Capisco cosa mi stai dicendo Maurizio, ma molti di più sono morti spalmati sotto i cingoli di qualche tank russo, inglese, americano o anche tedesco, in una lurida buca.
      Senza capirci un granché.
      Io mi riferivo soprattutto, anche se non solo, a quei nonni, forse l'aspetto peggiore della guerra.
      Morire, male, senza senso.

      Cordiali saluti
      (*grazie Alberto, non era dovuto, ma tanto gradito, lezione imparata, anche questa)
      Paolo

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    5. per ora si festeggiano i futuri morti..3 ottobre giornata della memoria delle vittime dell'immigrazione

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  10. Sono una lettrice silente ma leggente dal primo anno del blog, quindi mi scuserete se vi parlo come se vi conoscessi, come una di casa. Non c'è perdono per chi ci costringe a "tifare" per i colonnelli o a provare un briciolo di empatia per gli xenofobi. Della Grecia nessuno scrive più. Di mestiere sono una storica dell'antisemitismo. I segnali ci sono tutti: finirà malissimo. E a questo punto, il mio sentimento è diventato "purché finisca". Un saluto a tutti. E grazie al professore per l'ospitalità.
    PS:
    sto usando l'account google di un mio familiare che mi ha autorizzata perché io non ne ho uno. Provvederò.

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    1. Sarebbe bello vedere sviluppata l'analogia tra la storia dell'antisemitismo e quello che vedi. Grazie comunque del commento

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    2. odio, menzogne e fame, tanta fame; gli ingredienti sono sempre gli stessi in una stupida, ricorrente, feroce banalita'

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  11. Siamo tutti d'accordo, come credo siamo tutti d'accordo sul fatto che se non salta qualche bella banca importante con relativo Bail~in qua si procederà a lungo con lo stillicidio. Non vedo altri detonatori a breve, diversamente illuminatemi. Saluti (tristi) a tutti da Napoli.

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  12. Ormai è un bel po' che spesso mi chiedo: quale sarà il segnale che mi farà capire con un sufficiente anticipo che è ora di mettersi al sicuro?
    E come sarà possibile convincere le persone alle quali tengo, se l'anticipo sarà eccessivo rispetto alla percezione comune?

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    1. 7 anni di crisi non bastano?
      Se riesci, fallo.

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  13. commento un po' OT ma sempre in linea con il sentimento di prostrazione generale. ho scoperto in questi giorni a lezione che la mia università parteciperà alla primavera dell'università, (http://www.unipd.it/ilbo/universita-padova-aderisce-mobilitazione-%E2%80%9Cprimavera-dell%E2%80%99universita%E2%80%9D) meno di quanto siano costati bale cristiano ronaldo kakà o neymar
    perchè in barba alla propaganda che h24 siamo costretti a subirci la #buonascuola sta distruggendo quello che rimane dell'istruzione italiana.
    Per questo motivo sono venuto a sapere cose per lei ovvie ma forse un po' meno per il resto di noi ad esempio:
    1-i finanziamenti del miur stanziati per la ricerca sono 92 milioni (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-11-11/miur-92-milioni-la-ricerca-base--173126.shtml?uuid=AC3eosXB).
    2-per fare un esempio a me vicino l'università di padova contava negli anni '90 circa 2800 docenti, sono scesi a poco più di 2000.
    3- nella seconda università più antica d'europa nei laboratori di chimica le pulizie vengono fatte una volta a settimana e nell'ultimo inverno alcuni erano privi di riscaldamento.
    4- per far fronte alla mancanza di fondi le borse di studio sono passate negli anni da 200 a 80
    Ci stanno privando del futuro.
    spero solo di riuscire a laurearmi e riuscire a scappare prima che le cabine di terza classe siano tutte allagate.

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    1. Ciao Marco,

      io per unipd ci lavoro come tecnico di lab. con contratto a tempo indetrminato dal 2008, dopo svariati anni di precariato.
      E sono stato assunto con categoria "C", per la quale non serve neppure la laurea, nonostante abbia, oltre la laurea, anche il pieccdì ed almeno una ventina di publicazioni pirreviued. Avevo i titoli per fare il ricercatore, ma, scadute tutte le forme di rinnovo possibili per potermi tenere, sono riusciti a fatica a tirar fuori un posto da tecnico, con la simpatica formula del "prendere o lasciare" ed implorandomi di accettare. E ti assicuro che ormai la regola è questa. Ho un'amica che avrebbe tutti i titoli per partecipare ad un concorso non da ricercatore, ma da associato. Le hanno proposto un posto da tecnico, per fortuna "D", quindi la laurea almeno gliela riconoscono.

      Questo spiega, in parte, il motivo per cui i docenti sono passati da 2800 a 2000.

      Non credo serva spiegare quali condeguenze possa avere, una traiettoria di questo tipo, nello sviluppo di un paese.

      Per quanto riguarda la "primavera dell'Università" puoi leggere cosa ne penso nel commento finale a questo post.

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  14. se un eventuale dittatura dei colonnelli sarà in grado di garantire ai bimbi greci di poter mangiare e vivere con le proprie famiglie, allora sarà certamente più desiderabile di questo orrore.

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    1. A ben pensare anche in Siria e in Libia c'erano delle dittature che permettevano ai bimbi locali di poter mangiare e vivere con le proprie famiglie, ed erano sicuramente meglio di quello che, grazie alle grandi democrazie occidentali rispettose dei diritti umani, stanno passando ora.

      Nel frattempo gustoso duetto Renzi - Merkel (fonte La Stampa: "Per molto tempo l’argomento è rimasto confinato nel dibattito accademico. Poi ha iniziato a diventare un argomento ghiotto per la politica. Se la zavorra del debito pubblico italiano può danneggiare l’Europa nel suo insieme, che dire dell’enorme surplus commerciale tedesco? Matteo Renzi ieri lo ha denunciato nel luogo più solenne che c’è, il Parlamento, costringendo la Merkel ad una replica che - su questo tema - non ha precedenti.
      «Se i tedeschi portassero il loro surplus commerciale al limite previsto dalle regole europee avremmo 38-40 miliardi di investimenti in più, che aiuterebbero non solo la Germania ma anche l’Europa nel suo insieme», ha detto durante l’informativa che precede l’imminente Consiglio europeo. Le parole del premier hanno superato i confini alpini in poche ore. All’ora di cena, durante l’intervento all’assemblea delle Camere di commercio, la Cancelliera ha sentito il bisogno di rispondere alzando il tono dello scontro: «Se l’euro continua ad essere svalutato fino a questo punto dalla politica monetaria, naturalmente non ci si può meravigliare che il nostro export aumenti più facilmente. Non si può dire che Berlino sia responsabile del fatto che altri dati siano quelli che sono. La Germania del suo surplus di bilancio è anche un po’ orgogliosa».
      Non era mai successo che la Cancelliera difendesse con tanta foga un punto che è oggetto di critica anche da parte della Commissione europea. Non solo: nel farlo la Merkel sembra accennare una critica al nuovo piano di allentamento monetario della Banca centrale europea di Mario Draghi. (...) È il segno che la vittoria dello scorso week-end di Alternative für Deutschland nelle elezioni locali di tre regioni tedesche sta spingendo rapidamente la Cancelliera su posizioni meno europeiste e più a destra.

      Il surplus commerciale altro non è che uno squilibrio fra le importazioni e le esportazioni di un Paese. Secondo i più recenti dati dell’ufficio di statistica tedesco - risalgono circa a un mese fa - la Germania ha chiuso il 2015 con l’ennesimo record: 248 miliardi di euro, raggiunti grazie ad un aumento delle esportazioni del 6 per cento. Per la precisione: 1.196 miliardi di euro di export (+6,4 per cento rispetto al 2014) contro 948 miliardi di import (+4,2 per cento). Di per sé un’ottima notizia, per i tedeschi. Il problema è che le regole europee, così come vietano di superare il tre per cento di deficit pubblico, allo stesso modo chiedono agli Stati membri di non superare il sei per cento di surplus commerciale. Ormai da diversi anni la Commissione denuncia lo squilibrio, ma Berlino ha sempre fatto spallucce.



      La regola non piace ai liberisti: ma come, invece di spingere i Paesi europei a fare del proprio meglio facendosi sana concorrenza, li si punisce? L’argomento dell’Europa è il seguente: se un Paese vende molto più di quanto compra, aumentano gli squilibri fra quell’economia e quella del vicino. Se le esportazioni verso la Cina sono troppo forti rispetto alle importazioni dall’Italia, la domanda in Europa si deprime. Esportando molto più di quanto vende in patria - questo il ragionamento di Renzi e dei critici del surplus tedesco - Berlino limita le opportunità di crescita e di investimenti fuori dei suoi confini, in particolare dei partner europei.
      Piercarlo Padoan lo aveva scritto di recente fa nel documento-proposta di riforma delle istituzioni europee. L’Italia chiede «maggiore simmetria» nel rispetto delle regole sugli «aggiustamenti macroeconomici»: l’attenzione a Maastricht e al deficit deve essere pari al problema del surplus commerciale tedesco.(...)".

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    2. L'enorme e diabolica vigliaccheria consiste nel continuare a far temere il tintinnio delle spade, tacendo del silenzio in cui l'ossigeno vien meno.

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    3. Merkel: "La Germania del suo surplus di bilancio è anche un po’ orgogliosa". Ma guarda un po', nessuno se n'era accorto. Italiani invidiosSsi ...

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    4. Praticamente hanno chiarito il perché l'euro é un fallimento e dovrebbe essere messo al bando.
      I piddini che leggono la stampa, secondo voi, ci hanno capito qualcosa?
      Ormai glielo dicono in faccia da un pezzo!

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  15. Quando stamattina ho guardato "l'offerta turistica" di Panagiotis mi è venuto freddo, poi ho pensato: buone vacanze... non sarà questo agosto.
    Già.
    Merda.

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  16. La domanda che mi pongo è: uscire dall'euro provocherebbe le ire degli americani a tal punto da "UCRAINIZZARE" il paese uscente? In tal caso consegnarsi ai russi o ai cinesi non mi sembra una idea migliore. E non ho parlato del distrubo che provocherebbe al creditore tedesco. In questa situazione si esce solo con una coalizione pan-sudeuropea, dall'irlanda per la francia fino alla grecia, in tal modo i rapporti di forza sarebbero pareggiati. Ma a questo punto è piu verosimile che la dittatura la facciano gli eurocrati piuttosto che i colonnelli. Il portogallo già ha mostrato cosa significa ribellarsi: il presidente semplicemente non ti da l'incarico. E allora bisogna dichiarare l'impchment, cosa che espone il paese alla guerra civile e al rovesciamento eterodiretto.

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    1. Ucrainizzare l'ottava potenza economica mondiale è la quarta d'europea vuol dire fare saltare in aria l'UE insieme al euro-zona è avrebbe anche consequenze negative sul altra sponda del oceano, gli USA.

      No, il problema non sono gli americani o i tedeschi. Il problema sono i tradittori interni(tipi come il presindente portogese, Tsipras, Merkel, Renzi, Holland) sia in Europa, sia negli USA. Anche negli USA l'uomo semplice della strada incomincia ad averne i coglioni pieni delle merdacce del apparato industriale-militare americano.

      Mentre gli americani sono occupati con il loro delirante piano del "FULL SPECTRUM DOMINANCE" destabilizzando il medio-oriente è l'europa, i cinesi se la ridono è si pappano con il loro potente fondo statale importanti industrie americane è europee. Appena poche settimane fà i cinesi si sono pappati la Krauss-Maffei tedesca è ne hanno sul radar parecchie altre.

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    2. Secondo te un partito che dichiarasse di voler uscire dall'euro e magari dall'europa non subirebbe attacchi da parte degli USA? Un bel missile sull'aereo e ti levi dalle palle il primo ministro. Io non penso che gli americani si lascierebbero sfuggire di mano l'europa unita di cui hanno bisogno, altrimenti io penso che saremmo gia usciti, sarebbe uscito berlusconi nel 2011. Perchè a questo punto la domanda è chiara: quelli che chiami traditori della patria sono semplici eurofanatici accecati dalla fame di potere personale in cambio dello scalpo del propio paese (Monti) o personaggi pavidi e tremolanti che preferiscono accodarsi servilmente per paura delle reazioni estere? (Prodi)
      Se fosseto tutti dei monti allora basterebbe eleggere un paolitico integerrimo e sarebbe risolto. Se fossero tutto cagasotto basterebbe eleggere un politico mediamente coraggioso. Ma probabilmente non ci sono le condizioni internazionali per creare la rottura perchè gli stati uniti non lo permettono.

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  17. Ho messo due miei canarini maschi omosessuali in una gabbia per due. Pensavo si sarebbero scannati a vicenda dato che la gabbia è molto più piccola della voliera solita e invece vanno d'amore e d'accordo. L'amore vince su tutto.

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    1. Finalmente! E' l'affermazione dei 'diritti civili'!

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    2. Sei da ricovero
      (buongiorno prof, tanto lo so che non me la pubblica).

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    3. Dagli da mangiare per uno, poi vedi cosa succede.

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    4. Di una cosa sono certo. Potrei anche metterli a stecchetto, potrebbero azzuffarsi per il poco cibo e arrivare persino al canarinicidio; ma a me non faranno niente perchè mi vedranno sempre come la fonte della loro sopravvivenza.

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    5. Scusi prof,a volte non mi rendo conto di essere troppo estremo,chiedo venia.

      Ah,una notizia AL VOLO:nel frattempo,Froffo e Fruffu sono finiti... AR GABBIO!Rotfl

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  18. Vado da un mio cliente (odontoiatra) e si inizia a parlare di economia e della mazzata che anche loro hanno preso sui denti :) e si analizza. Mi dice che il settore è in crisi perché la gente è in difficoltà e bla bla... Dico: Dottore maaaa, come mai la gente è in difficoltà? Lui: Ma perché le tasse sono troppe,non facciamo le riforme(sembra un riformatorio!), e la scuola non funziona, i ragazzi bravi devono scappare all'estero ecc.. Ed io: dottore sta grattando la bolla non il virus,quindi? Lui: Dobbiamo imparare dagli altri,sono stato in Portogallo ed in Spagna 20 anni fa ed erano arretrati, adesso è un altro mondo ci hanno superati,sono più sviluppati di noi! Ed io: Dottò ma loro sono cresciuti a debito e stanno continuando a sforare i parametri mentre qua la patria era ed è pagatrice netta,quindi te le spieghi le tasse? Lui: allora ci vuole il generale? No dottò già c'è, ci vuole una banca importante che salta e ti prende i soldi... Lui: ma sei pazzo? Io: e perché, qualcosa ci verrà dato,magari la sveglia?

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    1. "Eh, sì, da quando hanno abbandonato il gold standard per le ceramiche, anche i dentisti non son più gli stessi. La valuta forte è indispensabile."
      Chissà se avrebbe capito che lo prendevi per il culo.

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    2. criticare l'italia serve a poco ormai tutto il mondo è italia , la storia ha la caratterisitica che chi la vive non la capisce devono passare secoli perchè la si possa inquadrare bene e questo periodo è uno dei più tristi e disperati che l'umanità abbia mai vissuto

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  19. secondo me ha ragione Foa, chi è riuscito a rendersi conto da anni non è un genio ma ha una qualità che manca agli altri: la capacità di staccarsi affettivamente da un gruppo di appartenenza. Penso che questa capacità sottintenda la forza d'animo di allontanarsi da dinamiche che, per quanto portatrici di gravi conseguenze, fanno meno paura della libertà, quel mondo di possibilità non precostituite e fuori dal tracciato in cui il limite è solo la tua capacità di pensare.

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    1. Se esiste una certezza di qualsivoglia natura (razionale o metafisica), ebbene si disvela sempre e soltanto dal saper frequentare il dubbio, con costanza, equanimità e distacco. Le organizzazioni di massa (che siano chiese o partiti, correnti culturali, o peggio mode collettive d’ogni ordine e genere) chiedono l'adesione a principi, dogmi, o semplici invenzioni del momento, i quali tuttavia andrebbero continuamente verificati, facendo i conti con la parte più remota e sconosciuta della propria anima, e non con l’opinione pubblica. Nel buddismo zen si enumerano 52 "luoghi" o "stazioni" in cui l’anima-mente viene catturata, ai quali dunque aderisce irrigidendosi in modo grossolano (fossero anche punti teologali o dottrinali, ma non ancora pienamente assimilati); si dice inoltre che la mente debba essere mantenuta ferma e immobile sul vuoto, il che vuole anche dire muoverla, ma senza che si lasci catturare da alcunché (avendo come riferimento il Cristianesimo, parrebbe analogo all’espressione biblica “et spiritus Dei ferebatur super aquas” – Genesi, 1:2); ciò non significa che la mente stessa evolva, divenga ipocrita, cinica, o utilitaristica (aderirebbe a qualcosa), ma neppure che si cristallizzi su se stessa (aderirebbe a se medesima). Sia fede che ragione non sono verità, ma modi per indagare la verità stessa, e su differenti livelli: ritenerle verità in sé e per sé equivale a far catturare l’anima-mente in un luogo di stallo (se ciò può accadere con la fede e la ragione, figurarsi con l’emozionalità ed il sentimento su cui gioca la psicologia di massa!). Una mente e un’anima catturate ristagnano come l’acqua, e come l’acqua stagnante imputridiscono nel tempo (e ciò potrebbe offrire un differente spunto per interpretare la ciclicità di certi accadimenti).

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  20. Scusate ma essendo diversamente europeo, mi sono limitato alle frasi in grassetto tradotte in modo automatico. Comunque mi è bastato.

    A riguardo segnalo questa pagina http://ilpedante.org/post/la-sindrome-di-hood.
    In essa si parla della patrimonale e sembra fuori tema. In realtà vedo una analogia: la necessità di un 'eroe' (che in certi casi è rappresentato dai colonnelli o da una dittatura) che metta a posto le cose. O meglio, l'averci indotti a pensare (e aver indotto i greci a pensare) che l'unico modo per risolvere i loro problemi è affidarsi a quell'eroe (o dittatore) e non vedere che il problema non è il l'oppressore di turno, ma le regole in cui gioca e che sarebbe necessario non un nuovo leader/eroe/colonnello/dittatore, ma sarebbe necessario un cambio delle regole. Con la nostra costituzione si era fatto questo salto culturale, ma la odierna cultura di massa (opportunamente manipolata dai media) ci ha fatto ritornare ad un livello sociale precedente.
    A tal proposito mi viene in mente la storia del cavallo che per liberarsi dal lupo si sottomise all'uomo letta tempo fa, penso, in questo blog.

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  21. Sempre più spesso si parla di "guerra", come soluzione per appianare i problemi e poi ripartire. Però con la tecnologia militare odierna, una guerra anche solo di pochi mesi rischierebbe di fare, forse, tranquillamente 20-30 milioni di morti? O forse ho esagerato con le cifre?
    Molti giustamente parlano di mettersi al sicuro. Sicuro dove però? In quale paese?

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    1. O forse ho esagerato con le cifre

      Non so che dirti: non hai indicato un dato abbastanza determinante: "Guerra di chi contro chi"?
      Capirai che se l'Austria muove guerra all'Ungheria, per dire, 20-30 milioni di morti sono piuttosto improbabili dato che i due paesi, sommati, non fanno nemmeno 20 milioni di abitanti.

      E poi cosa c'entrano le "tecnologie militari moderne"? Gli USA sono impegnati in conflitti extraterritoriali da ben più di "pochi mesi" e non sono certo arretrati tecnologicamente, ma anche lì siamo alquanto lontani dalle cifre che dici tu.

      Il conflitto Iran-Irak, che non è certo stato combattuto con le fionde, è durato quasi 8 anni, con perdite stimate tra i 900.000 e il milione e mezzo di caduti.

      Paventi una escalation nucleare? Anche qua, sarebbe da capire chi sono i partecipanti al conflitto: molti paesi non hanno testate atomiche e quelli che ce l'hanno sono estremamente restii ad usarle per evitare scenari di mutua distruzione.

      Diciamo che "20-30 milioni in pochi mesi" è comunque insensato: se non c'è escalation nucleare è sovrastimato, se c'è escalation nucleare potrebbe anche essere gravemente sottostimato, dipende anche qui da chi muove guerra a chi.

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    2. Hai ragione, ho sovrastimato le cifre. Comunque intendevo una guerra intestina all'Europa. Il ritorno dei colonnelli non sarebbe una bella notizia, perchè non si eliminano le vere cause del problema, ma forse se ne sommerebbero altre.

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    3. Certo che se tornano i Colonnelli non restano certo nell'euro (e forse neanche nella UE) e le regole se le riscrivono da soli. Ovviamente da fuori cercheranno di affossarli il più possibile, ma a questo punto sono solo ottimista, l'innesco sarebbe micidiale.

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    4. Anch'io spesso mi interrogo sulle modalità del conflitto prossimo venturo. Inevitabile direi se le cose continuano in questo modo.

      E se l'Ucraina fosse oggi come la Spagna fu nel 39? Cioè la prova generale di un conflitto su più larga scala?

      Non sono uno storico quindi non riesco ad approfondire l'analisi, la mia è solo intuizione.

      Se fosse così ci attendono "micro" conflitti a bassa intensità , combattuti con armi convenzionali a bassa tecnologia, guerra sporca e di posizione. Va da se che i morti e la distruzione non mancherebbero esattamente come in Ucraina oggi.

      Ogni tanto vado a vedermi "russian roulette" su vice news. Il conduttore è piddino ma i reportage sono ben fatti. È così che andrà a finire?

      Giusto una curiosità. i combattenti volontari internazionali dall'una e dall'altra parte c'erano in Spagna nel 39 come in Ucraina nel 2014.

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    5. Me sò sbajatoooo...Spagna del 36. Devo fare extra lavoro per sopravvivere e sono talmente stanco che mi si capovolgono le cifre...

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  22. siamo all'assurdo: quello che scrive Panagioitis mutuandolo in Italia è che il Prof dovesse aprire una agenzia di guide per la Maiella. (confesso di essere diversamente europeo, e traduco il francese perché simile al bergamasco). Un assurdo economico, come minimo. Poi, per quanto riguarda la "bonne dictature militaire et patriote" sarebbe come scegliere tra la zuppa e il panbagnato".

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  23. Caro Alberto,

    Vi ho lasciato senza molte notizie ormai da un po', a parte i miei scritti sul blog greek crisis che forse seguite ancora. Purtroppo, le notizie che abbiamo sono cattive.

    Vi ho appena inviato un appello per la nostra campagna di finanziamento partecipativo ("crowdfounding") per Greece Terra Incognita, che potete diffondere tramite la vostra rete (ma se possibile anche tramite la rete di economisti, universitari, attori economici in Italia - potrebbero aiutare?) e anche via facebook, è importante.

    Stremati da questo paese in realtà agonizzante e nondimeno sempre così bello da visitare, lanciamo infine la nostra campagna... credo come ultima spiaggia.

    La trappola finale si realizza dopo l'euro, l'altra arma di distruzione di massa utilizzata dall'Europeismo (e non solo) sono i migranti. La mia compagna (senza risorse dallo scorso ottobre perché senza lavoro) e io stesso, proviamo quest'ultima... sortita di sopravvivenza tramite la nostra attività Greece Terra Incognita, in campo turistico. In caso di fallimento (giacché le donazioni a greek crisis non bastano), non resta che attendere anche la morte fisica dopo quella economica, oppure lasciare la Grecia...

    Gli altri Greci attorno a noi sono più o meno nella stessa situazione, visto che il 20% della popolazione tira avanti, anche grazie... all'altra economia. Ricordo che nei nostri colloqui del 2013 e 2014, avevo evocato a volte la prostituzione delle studentesse come ad esempio in Russia negli anni '90, in Grecia oggi ci siamo largamente arrivati; molte persone vendono in strada tabacco "fatto in casa" nelle regioni rurali, i nostri legami sociali e familiari non esistono più, ovviamente, la cosiddetta solidarietà verso i migranti non è che propaganda, non riguarda che una piccola parte dei Greci (da cui la sociologia del clientelismo SYRIZA) e purtroppo per i migranti, non può essere altrimenti.

    (1/2)

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  24. (2/2)

    Credo che l'integrazione... mondialista abbia deciso di sostituire una parte della popolazione della Grecia e si parla già della creazione di zone economiche speciali (recentemente c'è stato un colloquio in proposito che ha riunito ex commissari UE e politici di qui, compresi i ridicoli Trisprioti). In questo momento, un sentimento di rigetto TOTALE della politica o di odio verso SYRIZA aumenta sempre più, la Sinistra (in tutte le sue forme) non tornerà mai, mi sembra, al potere e i fautori del piano B (veri o falsi) sono anch'essi screditati, in quanto di sinistra e per aver avuto legami con SYRIZA, e tuttavia un enorme sentimento contro l'euro e soprattutto contro la UE si rinforza come un'ondata inarrestabile.

    I Greci sognano al momento una "bella dittatura militare e patriottica" lo sento dire tutti i giorni ovunque tranne che nei media. Perché Tsipras secondo me si era "venduto" tutto prima di arrivare al potere e questo enorme tradimento nazionale (e non solo del popolo di sinistra come si dice) ha distrutto nei Greci l'ultima speranza politica legale, e nella stessa occasione ha polverizzato per sempre la loro ultima possibilità (anche teorica) di gestione del tempo ancora possibile perché sperato, quello dell'avvenire. Da questo punto di vista, la mutazione (e mutilazione) antropologica della società greca è allora immensa, con SYRIZA, il coltello nella piaga ha raggiunto la barriera anatomica della società greca... lo sento nella mia persona.

    Da storico direi che ci inoltriamo in una "cultura di guerra" concetto che avevamo forgiato in altri tempi attorno al mio direttore di tesi (in Storia) che forse conoscete, Stéphane Audoin-Rouzeau, se non fosse che i nostri concetti (e questo vale forse anche per l'economia) non sono per nulla sufficienti ad analizzare i fatti e i gesti. Parafrasando Paul Nizan (Aden Arabie) questo posso dire: "Ho esattamente cinquant'anni. Non permetterò a nessuno di dire che è la più bella età della vita."!

    Grazie infinitamente e in anticipo,

    In amicizia

    Panagiotis

    (in quanto dilettante, se qualcuno potesse correggere eventuali errori lo ringrazio sin d'ora)
    ((Un giro in Grecia con uno storico ed etnologo di questo spessore non ha prezzo.))

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    1. Grazie. ero riuscito a leggerla in francese, ma questa è utile. ne ho fatto copia e incolla per i social nella versione italiana, sperando che qualcun altro legga e rifletta. la grecia è come... è come se vegliassimo la mamma di noi tutti che si sta spegnendo.

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    2. Mille grazie. Il mio francese è prossimo allo zero e google translator in questa circostanza non aveva dato il meglio di sè. Devastante...

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  25. Chiedo scusa per l' O.T.
    Rileggo questo articolo di Elio Vittorini (da "Il Politecnico", 29 settembre 1945) e desidero condividerlo (rimando al link per motivi di spazio).

    http://www.vittorininet.it/supporto/elio/politecnico_nuova.htm

    Una considerazione molto veloce. Al di là delle debite sostituzioni ("fascismo" con "europeismo" e "eurismo"; i "carri armati in Etipia" con gli "interventi umanitari"; l' "Anschluss" con l' "integrazione"; "gli idealisti e i cattolici" con "gli accademici"; i bambini morti - per qualunque causa - sono sempre gli stessi,e a questi aggiungiamo tutti gli altri morti), mi sembra che la differenza fondamentale consista nel fatto che oggi "cultura" ce ne è molta meno di allora, e non è né "consolatoria", né tanto meno "protettiva".
    La fine che fece "Il Politecnico" di Vittorini, per mano del "Migliore", è storia, ma almeno, allora, la "cultura" non seguì la sorte della rivista.
    Oggi cosa è rimasto? Una retorica parolaia espressione della neolingua orwelliana, tanto vuota di contenuto concettuale quanto capace di anestetizzare anche ciò che rimane della "mortificazione dell' impotenza" degli "astratti furori".
    La tragedia odierna sta tutta nel fatto che da lì si deve, in ogni caso, ricominciare.

    Ringrazio sempre il Prof. Bagnai, e i lettori di questo blog, per la straordinaria operazione culturale che stanno compiendo.

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  26. Parlavo di politica con un mio collega americano, lui fa serafico: "Destra e sinistra non esistono piu', esistono nazionalisti e globalisti".

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  27. Il "porto franco" comincia ad essere un qualcosa a cui sempre più comincio a pensarci. Pensavo alle Canarie per svernare in inverno, ma forse sono un po troppo vicine.

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  28. Attendo il demente criminale che, saputo dell'iniziativa turistico-culturale, lodi pubblicamente Panagiotis e i suoi compagni perché non sono "choosy"! Ecco un altro successo dell'euro, quello di contribuire a sviluppare l'iniziativa a 360°. Durante l'ultima guerra mondiale un mio zio sopravvisse nei campi di concentramento sovietici integrando lo scarso rancio con radici estratte direttamente dalla dura e nuda terra; avrebbe dovuto ringraziare qualcuno, o qualcosa, per avergli permesso di conoscere come ampliare la sua dieta senza spendere nulla.

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  29. Come molti di voi nel blog (e lo stesso professor Bagnai) anche io sono convinto che siamo vicini ad un conflitto di qualche tipo in Europa. Ma mi chiedo una cosa e la chiedo sopratutto a chi di voi e' piu ferrato di me in geopolitica: a quale delle grandi potenze nel mondo converrebbe un' Europa messa a ferro e fuoco?

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    1. È una convizione errata. Non ci sarà nessuna guerra. Serve solo a giustificare i fallimenti comunicativi e politici del fronte che si oppone all'euro (che sono tanti e spesso gravi) auspicando una catastrofe che sopperisca ai sopraccitati fallimenti. Scusa la brutalità.

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    2. A tutte: la vecchia Europa post-bellica del welfare e del benessere diffuso è un modello incompatibile con il darwinismo sociale dell'anarco-capitalismo.
      E' uno scontro di nature ancora prima che di interessi, e le nostre élites ci hanno venduto: tanto stanno già pensando a come sostituire il carbonio (intelligenza umana) con il silicio (intelligenza artificiale) nel ciclo dell'accumulazione capitalista.

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    3. Gavelluccio! Ma sei ancora qui a lurkare!? Era da novembre che non ti si vedeva! Senti, dacci la tua definizione di fallimento comunicativo: best seller di economia? Primo classificato ai Macchia Nera Awards? Facci sapere. Intanto, ti segnalo che noi non dobbiamo comunicare niente, perché siamo dalla parte della storia. Quindi non è possibile fallimento, se non quello che causerà, con conseguenze eventualmente tragiche, chi ha desiderato mettersi a nuotare controcorrente. Il fallimento è dell'euro, e tu, perdonami, ne sei un pochino la prova con il tuo modo sconclusionato di argomentare. Ti invidio però l'ottimismo e la fiducia in te stesso, ma se non torni non sono triste (a meno che qui qualcuno non abbia sentito la tua mancanza. La sentiamo di kthrcds, ad esempio, e ho paura a informarmi...).

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    4. @Roberto Gavelli
      Presentare le proprie scuse è una forma di cordialità e correttezza che non si disprezza mai. Se una guerra convenzionale non è detto che accada (vi sono molti altri metodi "puliti" per far morire, sottomettere la gente, o indurla a scannarsi tra di loro), pur tuttavia accade già di vivere ed osservare una certa maggior brutalità, che non si esprime attraverso la dialettica di queste ed altre pagine: e questa brutalità, diversamente dalla Sua apprezzabile educazione, le scuse non le offre mai a nessuno.

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    5. Roberto Gavelli
      È una convizione errata (la tua). É già in atto una guerra (esodo di disperati, Grecia e 7 anni di crisi). Serve solo a EVIDENZIARE i fallimenti comunicativi e politici del fronte che SOSTIENE l'euro (che sono tanti e spesso gravi) auspicando una catastrofe (esterna) che sopperisca ai sopraccitati fallimenti. Scusa la brutalità.

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    6. Il fallimento comunicativo, come lo chiama lei, consiste in una collettiva, graduale e inesorabile presa di coscienza di come è stato gestito e indirizzato il conflitto distributivo in Italia e in Europa negli ultimi trent'anni. Se nell'arco di tempo che porterà all'estinzione dell'attuale generazione di trentenni ci sarà una guerra in Europa, costoro e i loro figli sapranno almeno contro chi e perché combattere. In breve, è stato tracciato un confine che prima non esisteva.

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    7. Io a questo ignaro, cieco, sordo, praticamente inutile, poraccio de passaggio, che viene qui, a deporre le sue sciatte idiozie, in questo luogo dove, a prescindere dal seguito nazionale decretato oltre ogni dubbio da MN, ed a prescindere dal prestigio internazionale del suo fondatore, si discute e si affrontano questioni fondamentali, di cui ormai tutti si rendono conto sia sulla propria pelle sia sulle pelle altrui (ovvero da parte di chi sta massacrando la nostra vita e la nostra economia) in maniera tanto stolta, vorrei solo dire di farsi guardare dai vari specialisti, che curino le sue suddette patologie, ma mi raccomando, scelga bravi professionisti, non gente che fa per caso il proprio mestiere, come avviene per l' economia in UEM, da parte dei tanti pellegrini falliti che girano ammorbando la qualità scientifica della detta scienza. Ne ha assoluto ed urgente bisogno.

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    8. Tranqui prof, tornerò di rado

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    9. Gavelli, le scuse sono inutili quando l'offesa è indegna. La guerra, almeno in Grecia, c'è già. Hai letto? La guerra è dove gli interessi uccidono la gente a mazzi. Non si sputa sui morti e, peggio, sui moribondi per ripicche ideologiche e con il sorrisetto di un avatar. Ci pensi.

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  30. Avendo inoltrato il testo della lettera ad amici e conoscenti, alcuni dei quali ancora europeisti, e non ricordando il nome completo di Panagiotis, digito il nominativo su Google: nella prima pagina compaiono i riferimenti a due omonimi calciatori, uno greco e l'altro albanese, al leader di Unità Popolare (P. Lafazanis), e all'etimo del nome medesimo - c'è pure il link della pagina di Wikipedia dedicata alla motonave Panagiotis, naufragata a Zante nel 1980 (e ricordata perché il relitto arrugginito è ancora adagiato su una spiaggia; l'immagine è indubbiamente suggestiva ma, al di là dell'aspetto artistico-iconografico-evocativo, anche qui un po' d'acume mentale in più e indottrinamento in meno potrebbero suggerire che quello sia il prossimo futuro di chi legge). Nelle pagine successive la musica non cambia. Per apprendere qualcosa del nostro, debbo aggiungere la qualifica "antropologo", e far affiorare peraltro pagine indirette, ove a lui si faccia riferimento (come ad esempio questo blog). Non so se Panagiotis antropologo desideri essere famoso, non credo sia la preoccupazione principale di chiunque abbia davvero a cuore le sorti del proprio paese e dei propri cari. Registro soltanto, e per l'ennesima volta, che se i criteri di un motore di ricerca rispecchiano i più immediati interessi di una collettività (siano richiesti oppure indotti), una volta tolte le ovvie dichiarazioni mainstream appaiono il calcio, una parvenza di cultura nozionistica.. e i relitti (in questo caso quelli d'imbarcazioni).

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  31. Stai scherzando? Sai quanti ci guadagnerebbero dalla riscostruzione?

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  32. Ho appena letto delle email della Clinton sull'UE, e cito: "...Schaeuble also advised his staff to expect anti-German statements from politicians in these troubled countries, supported by press coverage. His greatest concern is the possibility of these statements leading to hostile actions against German citizens and interests in Southern Europe. Following discussions with Schaeuble, Merkel has ordered German Embassies and the Stations of the Federal Intelligence Service (Bundesnachtrichtendienst—BND) to collect intelligence associated with these threats and the entire, complicated economic situation, particularly in Greece, Spain, and Italy." (da https://wikileaks.org/clinton-emails/emailid/12159)
    Io non so cosa pensare... Un abbraccio ai greci, che ho trovato ospitali e gentilissimi con me a Settembre scorso. Purtroppo era già normale trovare ovunque bambini ai quali fare l'elemosina. Posso dire che, anche come esperienza temporanea, é una cosa che fa perdere interesse per questi discorsi di alta politica.

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  33. Spero vivamente che si sbaglino coloro che (compreso il Prof.) paventano un terzo conflitto mondiale (cioe' l'ennesima guerra civile europea estesa agli USA e ai resti del Commonwealth) ma purtroppo, pensandoci bene, bisogna concludere che la prospettiva, se non proprio probabile, e' certo un esito possibile.

    Per due motivi:
    1. sarebbe un'occasione d'oro per le élites dominanti ormai sputtanate e sempre piu' impresentabili (solo oggi condanna definitiva per Verdini e in appello per il rampollo Berlusconi) di un colossale colpo di spugna passato sulle loro magagne passate presenti e magari anche future; un'occasione d'oro, cioe', come lo e' stata tutta la mitologia europeista e l'euro in particolare.
    2. (non ce l'ho coi tedeschi ma) conosco dall'interno (ho avuto anch'io una fidanzata tedesca e ho frequentato molto l'ambiente) la mentalita' dei nostri coinquilini europei: sono idealisti fino alla morte, letteralmente, e se la realta' non si adegua con le buone, alla fine la tentazione di provvedere con le cannonate diventa irresistibile.

    Credo anch'io che l'euro ormai sia al tramonto, ma la domanda e': prima o dopo lo scoppio della guerra ?
    Prima o dopo l'avvento dei colonnelli in Grecia ?

    Non ci posso credere che siamo a queto punto.

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    1. Probabile che sia io a non comprendere qualcosa di come vanno le cose, eppure questa modalità dell'idealismo tedesco appare un po' distopica (lo imputo ai tedeschi e non certo a chi ne riporta i tratti). Forse sono rimasto indietro a considerare manifestazione di realismo idealista, o idealismo realista, quella degli assediati ad Alamo, o dei 300 alle Termopili, ove idealista, seppure a estrema ragion veduta, era chi subiva le frecce o le cannonate (magari con tanto di orchestra messicana che suonava il "degüello", ovvero lo "sgozzamento", per comunicare che i superstiti non avrebbero ricevuto alcun riguardo), e non chi invece frecce e cannonate le voleva, o le vorrebbe, impartire.

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  34. A volte ritornano... (da "La Stampa" on line di questa sera):

    Varoufakis: “Europa al collasso, Renzi parla ma non fa sul serio”
    Folla all’università di Torino per la lectio magistralis dell’ex ministro che racconta i duelli con Schäuble: «Gli dissi che le sue idee erano ottime per il Partito comunista cinese»

    «L’Unione Europea si sta disintegrando come l’Unione Sovietica alla fine degli Anni 80. E Renzi l’ha capito, dice le cose giuste ma non fa sul serio. Si batte per stiracchiare regole fallimentari - nelle riunioni dell’Eurogruppo lo ammettono anche i ministri dei Paesi che in pubblico le difendono! - anziché per scriverne di nuove».

    Due aule gremite al Campus Einaudi di Torino, un migliaio di studenti ad ascoltare per quasi due ore Yanis Varoufakis che riceve il titolo di professore onorario dell’International University College, il prestigioso istituto universitario fondato dal giurista Ugo Mattei e che in otto anni ha ospitato 250 laureati da 61 Paesi dei cinque continenti. L’ex ministro greco delle Finanze è il primo a ricevere questo riconoscimento dallo Iuc, per il suo contributo critico alle teorie economiche mainstream («ma in questa fase, spero che in futuro lo saranno le mie»), e nella sua lectio magistralis spiega l’incompatibilità tra democrazia e questa Europa, «un meraviglioso battello messo in acqua nelle condizioni ideali e che naufraga alla prima tempesta».


    Varoufakis, che la prossima settimana lancerà a Roma il suo movimento DiEM25 (Democrazia in Europa), ha raccontato agli studenti che al momento della sua elezione nel Parlamento greco, poco più di un anno fa, pensava che «ci fosse un deficit democratico in Europa. Mi sono ricreduto: non c’è democrazia tout court. Sarebbe come dire che c’è un deficit di ossigeno dove in realtà non si respira per niente». Poi ha ripercorso il negoziato sul debito greco, gli scambi di battute con il ministro-falco tedesco Schäuble («Le elezioni non possono cambiare i programmi economici della Troika». «Ottimo suggerimento, lo passerò al Partito comunista cinese»), spiegando anche qual era la sua strategia per «far saltare il Quantitative Easing di Draghi», poi rinnegata dal premier greco Tsipras.

    Prigioniera della tenaglia austerità-autoritarismo, secondo Varoufakis - che cita Gorbaciov - «l’Ue è in uno stato di pre-collasso e basta una piccola crisi - e quella dei rifugiati non è piccola - per farla crollare perché sono le basi dell’edificio che non reggono più».

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    1. @Maurizio 59

      Vedo già scissionisti e sinistri varii aderire entusiasticamente a DiEM25. Bloccando qualsiasi discussione sull'euro.

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  35. salve Prof, mi permetto di segnalare questo: https://www.youtube.com/watch?v=LBw8xPKkZlg dato che si parla di Grecia di asimmetrie e delle grandi differenze fra Usa e UE.

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  36. Abbi pazienza ma il tuo esempio mi sembra mal posto. Citi come rappresentanti di "Elite" che avrebbero interesse a ripulirsi (col sangue) due persone legate in qualche modo a Forza Italia.
    Ora, intanto al momento tale forza politica è allo sbando, per cui l'idea che ci possa portare da qualsiasi parte (compreso in guerra) mi sembra improbabile.
    Inoltre è sempre stata poco Europeista, per cui anche una disgregazione incruenta gli basterebbe per poter dire "avevano ragione noi" e cavalcare comunque l'uscita dall'Euro.
    La guerra è una buona occasione (politica) solo se sei ragionevolmente certo di sederti dalla parte dei vincitori, per cui credo che (in Italia) non convenga proprio a nessuno, nemmeno per rifarsi una verginità.

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  37. Salve a tutti.
    Sono Ernani bababici,
    non conosco questo Panagiotis, ma ciò che scrive è commovente.
    L'Euro è il grande disastro di questi decenni, la Germania
    è quella di sempre, dispotica e aggressiva...
    Quanto bisogna andare a fondo per capire?
    Quanto è lecito andare a fondo, per capire?
    Che si pensava in Grecia dell'Euro, fino al 2008? Era o non era
    una figata, poter spendere e spandere senza limiti, come mai prima,
    sulle rive dell'Egeo? Quanti dubitivano di tale strana abbondanza
    in un paese pressochè improduttivo? E PER CHI VOTAVA LA GENTE,
    NEL PAESE DELLA DEMOCRAZIA?
    Da quella magnifica epoca di abbondanza, sono passati solo 7,8 anni...
    "mezza generazione perduta!" grida qualcuno, "c'est horrible!"...
    ma è normale che accada, 2+2 alla fine DEVE dare 4, non è questione
    di giustizia, è molto più profondo, è nella natura delle cose. Di solito, i disastri dell'incoscenza,
    come questo dei buontemponi greci pre-2008, lasciano strascichi ben più lunghi che mezza generazione, È NELLA NATURA DELLE COSE.
    "Ma l'Europa, la Germania, le banche
    hanno ingannato i greci con prestiti a buon mercato! C'est horrible!",
    ma come? I barbari, i cacciavitari tedeski, hanno potuto
    ingannare i nipoti di Socrate&Co.? "Ma noi greci volevano approfittare dell'Euro, non pensavamo all'inganno..." ma questo è indifendibile,
    QUANTO VALE LA GRECIA DI OGGI? questo bisogna chiedersi.
    "Ma niente giustifica la distruzione e l'asservimento di un popolo
    ad opera della troika! C'est horrible!", ma niente giustifica
    lo sciocco accanimento consumizio della Grecia(e Spagna, e Portogallo)
    pre-2008...alla fine una sorta di "pareggio di bilancio" storico
    si deve stabilire, È NELLA NATURA DELLE COSE... se prima il greco medio
    girava in SUV, adesso gira colle scarpe rotte e non può essere altrimenti.
    La sofferenza greca potrebbe essere alleviata subito con una spruzzata
    di migliardi di carta della BCE, come quelli regalati a iosa alle banche,
    ma questo non toglie che i Greci di oggi siano vergognosamente
    piccoli e sciocchi rispetto alla loro lunga storia. Sono sicuro
    che se in Grecia- per miracolo-tornassero i prestiti per tutti a tassi ridicoli,
    i nipotini di Socrate&Co. ci cascherebbero di nuovo.
    Questa non è economia, ma il dramma greco va ben al di là
    dell'economico.

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    1. @baba bici

      Ehi, Baba, ci prendi in giro? Credi di venire qui a farci pistolotti moralistici sull'incapacità dei popoli a dominare i proprii istinti? Guarda che non ci facciamo riportare indietro nella discussione da argomentazioni ridicole come le tue. Perché quello che dici dei greci non lo dici degli americani per esempio? Non mette nemmeno conto controbattere ad argomentazioni come le tue, perché sono al di fuori del campo proprio delle spiegazioni razionali, cioè economiche.

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    2. La netiquette negletta... Eppure basterebbe leggere i post nella sezione "Per cominciare". Si capirebbe così che questo è un posto per chi vuole capire qualcosa, non per chi ha già capito tutto (a spese rigorosamente) altrui, né per benaltristi di scarso spessore argomentativo. Il dramma va sempre al di là di qualcosa. L'unica cosa oltre la quale non si può andare è quella dalla quale non si può tornare: la morte. Banalizzare il lavoro che stiamo facendo qui come pensiero economicistico è abbastanza scorretto, ma, appunto, il dramma del nostro paese va al di là di persone che non vogliono documentarsi!

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    3. mi viene un simpatico sospetto: Alberto condivide con noi quasi tutto, da quando va a correre a er palla che lo fa imbufalire perché studia a singhiozzo; è costretto a leggere centinaia di commenti, che saranno di tutti i generi; di tanto in tanto ne sceglie uno di qualche simpatico... buontempone, perché l'incazzatura o l'attacco de depressione da "inconcludenza", o er cascamento de braccia colga anche noi, così che ci si renda conto di che roba c'è in giro e che glie tocca de sopportà...
      non ti preoccupare, Albe', siamo con te in ogni momento. fai conto: na specie de carabinieri. :-)

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    4. @baba bici

      Er Nasone ringrazia,dice che i poracci(inconsapevoli?)gli facilitano tanto il lavoro.

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    5. 1) "Era o non era una figata, poter spendere e spandere senza limiti, come mai prima, sulle rive dell'Egeo?".
      Per convincere i popoli ad accettare l'euro sono sono stati usati argomenti contrastanti. Nella sezione del blog “per cominciare” è abbondantemente spiegato che sono stati taciuti i mali delle unioni monetarie fra economie diverse, mentre sono stati propagandati falsi vantaggi: l'euro avrebbe unito e arricchito l'Europa e avrebbe responsabilizzato i popoli dei paesi aderenti, spingendoli alla correttezza e trasparenza nell'usare il denaro.

      2) “È NELLA NATURA DELLE COSE”
      L'euro non è un prodotto della natura ma una convenzione stabilita dagli uomini. Il richiamo alla natura delle cose è una fallacia logica. La fallacia naturalistica consiste nel trarre norme da una situazione di fatto.

      3)"Prima il greco medio girava in SUV"
      Se un greco ha comprato un SUV, qualcuno ha guadagnato dal venderglielo e dal prestargli i soldi per comprarlo, ma la colpa è sempre dell'incauto debitore-consumatore, mai del venditore-creditore.

      4) E PER CHI VOTAVA LA GENTE,NEL PAESE DELLA DEMOCRAZIA?
      L'euro ha reso irrilevante l'esito delle elezioni democratiche, come confermato da Mario Draghi: qualunque sia l'esito delle elezioni, il paese che ha l'euro ha il pilota automatico

      Sorvolo sul razzismo insito nel giudizio “i Greci di oggi siano vergognosamente piccoli e sciocchi rispetto alla loro lunga storia”

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    6. Se vuole essere una specie di versione 5.0 del concetto di "karma", sarebbe sufficiente approfondire con serietà la questione sui testi della Sruti indù e con l'esperienza di autentici maestri della tradizione, anche buddista e non solo (oltre che - e soprattutto - indagare a fondo entro se stessi), per rendersi conto che l' “idea” occidentale e modernista dell'argomento è ampiamente infiltrata da una visione distorta, peraltro perfettamente coerente col male e la distopia che invece vorrebbe emendare. La causa primeva è metafisica? Indubbiamente. E', nei termini cristiani, il cosiddetto “peccato originale”? Ma certo. Eppure dobbiamo constatare come la maggioranza di noi fatichi (e legittimamente, checché ne pensino i vari Lerner) a comprendere appieno il prospetto di una obbligazione bancaria redatto su qualche diecina di pagine, scritte fitte e infarcite di postille, per la decodificazione immediata delle quali occorrerebbe un filologo come Martinet (che fortunatamente si occupa di cose più ampie); possiamo dunque pretendere che i soggetti in questione ricerchino soluzioni metafisiche - che abbiano dunque la comprensione di uno Shankara o di un Plotino - e con la stessa mentalità con cui acquistano un’automobile a rate, o cambiano canale premendo i tasti del telecomando? Anche un Mahatma che abbia trasceso ogni stupidità umana mostrerebbe empatia per la medesima stupidità; troverebbe un modo per servire noi sciagurati, e senza giudicarci.

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    7. Felice di aver suscitato tali reazioni...anche divertito, leggere di "karma" mentre sono qui in India!
      Ma non volevo andare fin là (fin qui): c'è, per me, un problema
      di dignità nel popolo greco(e non solo), ciò va al di là
      dell'euro, l'euro lo esacerba,e forse tanto, ma non lo crea. SI PUÒ SEMPRE DIRE NO, e la libertà sta tutta qua.Non riesco a rispettare chi si fa abbindolare dalle trappole consumizie, con euro o senza.
      Dai greci mi aspetterei e mi sarei aspettato maggiore saggezza, hanno eccellenti(antichi)libri in proposito,
      e possono leggerli in lingua originale(che privilegio, immeritato a quanto pare). Uno può cascarci, indebitarsi e finire male in un click...che dire di costui? Ce n'è troppa di questa umanità, difenderla
      è innecessario, si deifende da sè grazie alla quantità.
      Mancanza di dignità: per questo la Grecia è ancora nell'Euro! Se nel referendum di luglio '15 Tsipras avesse chiesto chiaramente: "continuiamo ad umiliarci
      nell'euro o ne usciamo AD OGNI COSTO?", avrebbe di certo perso il referendum(invece l'ha vinto, ma è come se l'avesse perso). Ci fosse dignità, l'euro, indegno com'è, FINIRIBBE ADESSO. Senza dignità, anche la morte dell'euro cambierà poco, per i greci e non solo per loro. L'Euro è un progetto debole, se è ancora lì è solo perchè i popoli sono ancora più deboli di lui.

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    8. Sai, se ti dichiari felice del fatto che la tua provocazione abbia avuto successo confessi di essere un troll, il che mal si sposa con tutto il tuo discorsetto sulla dignità. I greci non possono leggere Omero in lingua originale più di quanto tu possa leggerci Virgilio. Sei solo un povero razzista, che si trincera dietro un nickname, e dietro il fatto che non sapremo mai nulla di lui (forse) per insultare un intero popolo. E sei anche la dimostrazione di quanto di stolto e pericoloso ci sia nel decrescismo, che, non a caso, è stato uno dei primi simpatici movimenti neonazisti dai quali qui abbiamo preso le distanze.

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    9. Sig. Bagnai
      forse un pò troll lo sono, ci può stare, ma amerei suscitare qualche dubbio.
      Povero, anche quello lo sono, partecipo molto poco al PIB, probabilmente consumo molto meno di lei(10, 20 volte!),spero non le risulti insultante...
      Razzista, questo è più complicato: pretendere dal popolo greco(e da ogni altro) più dignità, forse è razzismo? C'è molta gente che la pensa così, e il mondo infatti è quel che vediamo. Ma in tutto il suo blog figura la parola "dignità"?(non è una domanda retorica)
      La decrescita la pratico tutti i giorni da prima che tale termine
      esistesse, di certo sono contro "la crescita a tutti i costi", di certo lo
      è anche lei... Trovo il consumismo molto povero, persino miserabile,
      le esperienze infatti non si possono comprare(ma pretendono di
      poterle vendere).
      Per me i paesi in "rapida crescita" sono repellenti e tra quelli in cui
      la gente vive peggio (ma non si dà il tempo di accorgersene).
      Trovo del tutto incoerente sostenere che "la gente ci casca perchè
      poveretta non sa niente" e poi che "ci vuole più democrazia": se la gente
      non sa (e non vuole impegnarsi per sapere)niente, non ci può essere democrazia, in alcun caso, questo
      per me è all'origine di (quasi) tutti i mali e questo rende certe lotte
      purtroppo inutili.
      Quanto al nascondermi dietro il mio simpatico nickname,
      non proprio, 3 o 4 giorni fa scrissi un commento in cui appariva anche il
      cognome, la invitavo a guardare un video di M.Drac,"Vive la Faillite".
      La apprezzo sul serio, e spero di poter continuare a farlo.

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    10. @baba cici

      Se intende suscitare qualche dubbio allora faccio fatica a capire la sua strategia. Quello che voglio dire è che c'è una sostanziale differenza tra il provocare e il porsi in dialettica. Un buon inizio potrebbe essere, ad esempio, quello di evitare di banalizzare le argomentazioni altrui. A maggior ragione se si è ospiti, no? anche come atteggiamento di banale cortesia. Pertanto non le risulterà difficile comprendere il fatto che ad alcuni il suo comportamento suggerisca tutto tranne che l'intento di porre dubbi ( e che Lei sembra proprio non avere, peraltro, il che è davvero curioso, considerato che ci suggerisce di averne. Proprio qui. Dove si pongono solo dubbi - non è retorica, cerchi e vedrà).
      Comunque, c'è una cosa di cui proprio non mi capacito. Se vuole aiutarmi proprio gliene sarei grato. Se, come asserisce Lei, i fatti non sono che ineluttabili e derivano da determinati atteggiamenti, perché avverte il bisogno di scrivere qua, ad informarci delle nostre (di chi poi?) illusioni? se Lei sa dovrebbe anche sapere che è del tutto inutile scrivere a degli illusi che si stanno illudendo. Fa parte dell'ineluttabilità di certe correlazioni. Oppure. Oppure vuole rassicurare se stesso. Se mi vuole aiutare. Però ci pensi: deve costruire un'argomentazione per un illuso.

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    11. Baroni! Un po' di umana pietà...

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    12. Ma se ho accuratamente evitato di rispondere a Gavelli, il complottaro che dice "tornerò di rado" ma è sempre lì...

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    13. La piccola vedetta castora.

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    14. Questo post inizia ad essere vecchio, non so se qualcuno
      lo leggerà ancora, l'attualità corre di questi tempi...fatti nuovi potrebbero rendere Euro, QE etc
      delle inezie.
      Se non avessi letto la lettera su pubblicata, non avrei
      scritto ciò che ho scritto sulla Grecia...era un pò
      che penso al 2+2 fa (o prima o poi farà) 4.
      Perchè questo disturba tanto? A me disturba, molto,
      l'ingiustizia, ma il 2+2 fa 4, no, non mi disturba.
      Non credo che l'ultraconsumo sia un diritto(tanto meno
      un dovere), nel caso della Grecia (e Spagna etc) della
      breve(per fortuna) Golden Age dell'Euro, tale ultraconsumo era del tutto fuoriluogo e ha portato alle consequenze cui doveva portare. Questo non vuol dire che la politica economica imposta dalla Germania sia oculata, ma chi non ha potere, come i Greci, deve sempre guardarsi da chi ce l'ha e da ciò che esso propone. Anche per la Germania 2+2 finirà per fare 4,
      magari subito dopo la morte dell'euro, sarà la situazione speculare di quella di Grecia, Spagna etc
      Non so di che illusioni scriva il sig.baroni...quanto a rassicurare me stesso, e chi non lo fa?

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    15. Caro, qui non si perde nulla. Commentano anche post di tre anni fa, quando li leggono, perché sono attuali. Però questo post, hai ragione, è inattuale. Non abbiamo bisogno dei colonnelli: per instaurare un regime autoritario basti tu, che sai quanto consumo è sovraconsumo. Fantastico. Quando sarai un dittatore, potrai decidere quanto lasciarci "consumare" (cioè vivere). Naturalmente ci scuserai se di fronte a questa prospettiva prenderemo delle contromisure adeguate!

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    16. Buongiorno
      per me si è in sovraconsumo quando ciò rompe gli equilibri, non solo ecologici.
      in quando a "consumo ergo sum", vorrebbe dire che
      prima dell'avvento consumista non si viveva?
      Se consumare molto elevasse almeno il livello
      mediano della popolazione, Sig.Bagnai! Ma sviluppo
      dei consumi e sviluppo umano non sono proporzionali,
      e se mi guardo intorno(e lo faccio ancora troppo)
      ne deduco che sono poco correlati, altrimenti l'americano medio sarebbe un superuomo per cultura,
      intelletto, umanità...

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    17. Ma lei la mediana come la definisce? E mediana di che? E coincide con la media?

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    18. "Ma sviluppo dei consumi e sviluppo umano non sono proporzionali"

      Mi permetta, ma non si tratta di una riflessione molto originale: ne aveva già ampiamente scritto nel 1990 Giorgio Ruffolo ne "La qualità sociale - le vie dello sviluppo". Può trovare l'edizione integrale su http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2013/10/Qualit%C3%A0_Sociale_11.pdf.

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    19. Non conosco G.Ruffolo, ma andrò a guardare.
      Ma che non sia originale, è importante?
      lei crede che ogni linea in questo blog sia originale?
      Credo che oltre un certo livello di superfluo, superato da molto tempo in occidente, esso diventi completamente nocivo, sotto tutti gli aspetti... Un giro negli USA ve lo confermerà: la pochezza intellettuale, morale,
      culturale, sociale di detti viziosi ultraconsumatori è allucinante...e si ergono a modello di sviluppo per il mondo intero, e in quanti ci cascano, Cuba è la prossima! Non importa se ciò non è originale,
      repetita iuvant...

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    20. Spettacolare! Questo lo teniamo, ve lo prometto. Mi dispiacerebbe (se esistessero) per gli eventuali "decrescisti" seri. Vi ricordate che il discorso lo chiusi subito! Tifano Germania e crisi, perché moralizzatrici. Ma sono troppo divertenti!

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    21. Gent.mo baba bici,

      ha ragione, non è importante essere originali: quando Glenn Gould suonava le variazioni Goldberg non suonava nulla di nuovo - visto che Bach le aveva scritte circa 200 anni prima - il che non gli impediva di farlo in maniera sublime e come nessun altro prima di lui.

      Ma scrivere “un giro negli USA ve lo confermerà: la pochezza intellettuale, morale, culturale, sociale di detti viziosi ultraconsumatori è allucinante...” è come eseguire la marcia trionfale dell’Aida a suon di rutti all’osteria: è semplicemente gratuito, non spiega nulla e non arricchisce nessuno dal punto di vista culturale, morale e spirituale.

      E ha ragione anche quando scrive che in questo blog c’è ben poco di originale: il primo a dirlo è il padrone di casa, che non ha mai nascosto il fatto di non avere inventato nulla di nuovo, in quanto il fallimento di una moneta unica in Europa era già stato previsto da altri prima di lui ed era già scritto in numerosi precedenti storici. Il problema è fare informazione come ci riesce lui e, se c’è qualcosa di originale in Bagnai, è il farsi carico di una serie di mal di pancia che nessun medico gli avrebbe mai consigliato di prendersi (compreso scrivere due libri dove si fanno analisi documentate - anziché sputare sentenze in nome del luogocomunismo - e, pensi un po’, immaginare persino delle soluzioni).

      Ha ragione, il problema non è essere originali, il problema è farsi venire ogni tanto il dubbio di non esserlo: ottimo vaccino contro il delirio di onnipotenza e la conseguente tentazione di volere mettere le brache al mondo.

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  38. Da FQ di oggi (18/3) pag 21:
    Articolo su Varoufakis. Lectio magistralis (no less) a Torino del Kojak in HD (Harley Davidson). Aula Magna piena: lo Yul Brinner dei Peloponneso e' insignito dela laurea ad honorem nell'ateneo torinese. Chiosa finale:

    "Secondo lui non bisogna “tornare indietro alle monete nazionali –ammonisce –altrimenti ci sarebbe un nuovo muro e un’Europa divisa in una zona sotto l’influenza del marco e un’altra, con Italia, Grecia e Portogallo, con inflazione e disoccupazione alte”. Poi, tra un autografo e una foto, se ne va coi nuovi colleghi."

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    1. l'ho visto ieri al tg regionale. mia moglie, che ha lavorato un paio d'anni in inghilterra e parla inglese praticamente come l'italiano, osserva: "ammazza che accento"; "e chissà come mai", le ho detto, ripensando anche a quella battutina di renzi vs monti, passata un po' sotto silenzio, sul parlare inglese molto bene, "piccolo conflitto di interessi"... chissà cosa intendeva il bambolotto ;-)
      Il Varo-de-fakes, nell'intervista, si diceva vivamente preoccupato per la democrazia in UE.
      Ah, bene, mi fa piacere. Io la domanda a qualche piddino (sempre categoria antropologica) qualche volta provocatoriamente la piazzo lì: "bene, allora vogliamo fare che la BCE diviene banca pubblica al servizio della politica?", e loro non sanno cosa rispondere, perché fondamentalmente non ne capiscono la rilevanza (appresa dal prof.: la storia dei tre poteri in equilibrio, poi arriva un quarto, esterno, e scombina tutto. sempre tanhk you, prof!).
      Ecco, Varou, se almeno ti sentissi dire una cosa del genere, "rendiamo la BCE pubblica", un 5 cent di buona fede te li potrei anche accordare... ma se non ce la fai è perché non vuoi. E non puoi.
      il problema di Varou è che Bruce Willis resta ancora più figo di lui!

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    2. Per me Varoufakis è un enigma, e uno strano show-man
      che parla di strane utopie e strane teorie, come l'"Europa democratica", che è una contraddizone in termini, e non solo perchè la comissione non è eletta,
      fosse eletta non cambierebbe alcunchè(Renzi, Hollande, rajoy...sono tutti eletti! allora Juncker, fosse necessario, non riuscirebbe a farsi eleggere???).
      È però un piacere ascoltare i suoi numerosi show e il
      libro del minotauro l'ho trovato interessante e lo
      rileggerò presto. Certo, preferirei la laurea ad honorem la dessero a Lapavitsas, ma Lapavitsas è meno divertente di Varoufakis e siamo nell'epoca del disimpegno ridolino, quindi.

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  39. Vecchi amici, persone che stimavo (ed in minima parte stimo ancora, ma che adesso per lo più compatisco, così come in fondo compatisco il me di allora), che mi volevano persino coinvolgere in politica (ma io, quando partecipavo a quelle riunioni, non ci capivo nulla o quasi e me no tornavo a casa smarrito) questi amici - dicevo - mi consigliano vivamente la lettura di Minotauro Globale. Dopo tutto quello che c'é stato, dalla gentile rimpolpettata della Rossanda in qua, questa è la lettura che mi consigliano e che li avrebbe illuminati. Possibile - mi chiedo io - non siano mai inciampati, nemmeno per caso, in un articolo di Bagnai ? Nel declinare l'invito, raccattando le braccia che nel frattempo mi sono cadute, gli rispondo più o meno (si parva licet) come Rocco Papaleo, mi sembra, ne "I Laureati", quando rifiuta il "triangolo": "ma cosa ne sai, se non hai mai provato ?" .. "Lo so già !!!! Lo so già che non mi piaece!".

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    1. Sai, io ho esordito rompendogli il giocattolo: preferiranno morire, e veder morire i loro figli, piuttosto che perdonarmi. Nel frattempo, Varufetecchia sta creando un sacco di problemi ai simpatici buontemponi del piani B, altra cosa che io avevo annunciato loro per tempo e sulla quale non sono stato ascoltato. Ora non mi fanno più rabbia, e nemmeno pena. Cominciano a farmi schifo. Temo che la mia priorità diventerà fargliela pagare. Non ho mai visto così tante occasioni buttate al cesso. Se continuano a dirmi che la politica è "un'altra cosa", mi costringeranno a verificare questa loro asserzione. Ma se poi non è un'altra cosa?

      P.s.: non c'è nulla di male nell'accorgersi che chi abbiamo intorno non merita stima ed è, inconsapevolmente, un nostro nemico. Basta non dirglielo e sfilarsi con eleganza.

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    2. Quando ti dicono che la politica è "un'altra cosa", vogliono solo dire che è "cosa loro".

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  40. 2015 EAEPE SUMMER SCHOOL
    4 July – 8 July, 2016 on:
    “CAPITAL AND LABOUR IN AN EVOLVING AND COMPLEX GLOBAL ECONOMY”
    University Roma Tre, Department of Economics

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    1. (ai margini della comunità scientifica, come dicono in Bocconi)

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  41. O.T.
    Salvati 2 - La vendetta (Corriere di oggi):

    “La semplice presenza di una ricchezza privata superiore e di un debito previdenziale inferiore a quelli di altri Paesi non basta: bisogna dimostrare che la maggiore ricchezza privata può essere convertita in minor debito pubblico e temo che operazioni di finanza straordinaria, di cui comprensibilmente non si parla, siano inevitabili per operare questa conversione”

    Il resto è (generosa) mancia.

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  42. Meanwhile in Finland...

    Finnish trade union supports labour reform

    The Finnish service workers' trade union PAM gave its support on Thursday to further negotiations over a labour reform pact, Reuters reports. The deal is a centrepiece of government efforts to make its export sector more competitive. It is aimed at increasing annual working hours, lowering holiday bonuses, freezing wages for a year, and increasing pension contributions for workers while lowering them for employers. The deal would also mark a gradual shift away from centralised wage-setting towards more company-level labour deals, with the aim that the export sector, rather than the public sector, will in the future set the basis for annual wage rounds. The government has promised to sweeten the deal by withdrawing conditional spending cuts and carrying out some tax cuts if the sector-specific round of talks succeeds. While some analysts say the deal is too watered-down to have any real impact on economic performance, it is still seen as helping the economy to avert a string of strikes this year. Finland is expected to grow only 0.5%, less than any other EU country except Greece.
    (fonte: Eurointelligence.com)

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  43. Dopo l'ennesima discussione su whatsapp su euro, europa, referendum e banche, ecco che arriva il seguente messaggio da un nostalgico:
    "...serve un dittatore illuminato per tenere a bada una massa di caproni..."

    Non solo in Grecia girano certe idee...

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  44. "Il rifiuto" di Yiorgos Seferis.

    "ΑΡΝΗΣΗ"

    Στο περιγιάλι το κρυφό
    κι άσπρο σαν περιστέρι
    διψάσαμε το μεσημέρι·
    μα το νερό γλυφό.
    Πάνω στην άμμο την ξανθή
    γράψαμε τ' όνομά της·
    ωραία που φύσηξεν ο μπάτης
    και σβύστηκε η γραφή.
    Mε τι καρδιά, με τι πνοή,
    τι πόθους και τι πάθος,
    πήραμε τη ζωή μας· λάθος!
    κι αλλάξαμε ζωή.

    "DENIAL"
    [English translation by Edmund Keeley
    and Phillip Sherrard]

    On the secret seashore
    white like a pigeon
    we thirsted at noon;
    but the water was brackish.
    On the golden sand
    we wrote her name;
    but the sea-breeze blew
    and the writing vanished.
    With what spirit, what heart,
    what desire and passion
    we lived our life: a mistake!
    So we changed our life..

    "MORIRE NORMALMENTE" (Yiorgos Seferis)

    Sono passate tante e tante cose sotto i nostri occhi,
    che gli occhi non han visto nulla;
    ma più oltre e dietro,
    la memoria come uno schermo bianco
    una notte in un chiuso
    dove scorgemmo strane parvenze,
    strane piu di te, passare e dileguare
    nell'immoto fogliame d'un albero di pepe
    Abbiamo conosciuto così bene la sorte
    errando fra le pietre rotte
    -tremila anni o seimila-
    frugando in edifici diroccati
    che potevano essere forse la nostra casa
    e sforzando la mente e ricordare date e gesta d'eroi:
    potremo dunque?
    Siamo stati legati e sparpagliati,
    abbiamo fronteggiato asperità inesistenti
    -a quanto si diceva- smarriti,
    ritrovando una strada intasata di reggimenti ciechi,
    naufraghi in acquitrini e dentro il lago di Maratona:
    potremo ora morire normalmente?

    (traduzione e commento di Filippo Maria Pontani)


    (Alessandra Bacci/Cassandra da Firenze. Sono nata, in casa, e fuori cantava una civetta, poco prima di partorire la mia mamma venne rincorsa da un cane lupo per la tromba delle scale. Sposa di un maledetto tassista e con noi una gatta nera, Lùlu e una gatta calico, Gògo [gli altri 4 non ci sono più]. Chiaro che non sono rifinita e sono molto amareggiata, anche. Forse ho davvero perso la brocca. Me ne scuso con lei Prof. e con voi tutti. Lo dico? Ma vadano tutti a fanculo! L'ho detto)

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