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venerdì 22 gennaio 2016

La conversione lira/euro (e tre!)

Nel post precedente vi ho illustrato con un esempio specifico, tratto dall'esperienza di uno di noi, cosa significhi l'arrivo della troika, e perché non c'è da star tranquilli, soprattutto per gli imprenditori.

Oggi vi spiegherò perché fatalmente arriverà la troika, perché non possiamo scongiurare questo ulteriore passo verso il degrado della nostra società.

La risposta è molto semplice: perché siamo circondati da imbecilli.

Ci sarebbe anche da chiedersi perché mai dovremmo sbatterci tanto per salvare, noi happy few, i tanti imbecilli. In fondo sarebbe meglio andarsene. Non può finire bene. L'aumento della disuguaglianza, l'involuzione verso una società neofeudale, alla fine riavvicineranno tutti alla durezza del vivere. Anche i simpatici milionari ai quali chiedo di darmi una mano nella mia opera di diffusione del buonsenso, quando al manipolo di filippini che gestiscono il loro portierato saranno costretti ad aggiungere due o tre nerboruti armati di fucile a pompa, forse, anche loro, a quel momento, dicevo, cominceranno a chiedersi se non ci sia qualcosa che non va.

Ma sarà troppo tardi.


Ora, attenzione. Certo che chi come me non ha esperienza di ricerca nel campo dei paesi in via di sviluppo può legittimamente non capire che siamo protagonisti di un film già visto! Non sto dando degli imbecilli ai miei simpatici contemporanei, gli italiani medi, solo perché non riconoscono un ciclo minskyano quando lo incontrano. Dirò di più. Qui abbiamo sollevato da tempo il problema che Giorgio Meletti ha molto opportunamente riportato all'attenzione del dibattito sul Fatto Quotidiano, parlando del "patentino" proposto da un certo inqualificabile voltagabbana, ovvero quello del diritto del popolo (sovrano) a non essere necessariamente esperto di ogni e qualsiasi ambito dello scibile. Non è un problema banale: è il problema della democrazia. La democrazia funziona se esistono un ceto intellettuale e un ceto politico in grado di fare una efficace opera di mediazione culturale fra gli interessi delle varie classi sociali, il che, peraltro, presuppone che questi interessi, diversificati, siano tutti rappresentati politicamente (cosa che il maggioritario di per sé mi sembra renda meno plausibile, ma non entro in questo). Mille volte qui, dopo aver faticato per seguirmi in ragionamenti non banali, vi siete chiesti: "Ma è giusto che per difendere la pelle si debba fare una fatica simile? Ma non sono i nostri politici a dover capire queste cose? Non ci affidiamo a loro proprio perché non possiamo essere tutti laureati in economia? E poi, mica c'è solo l'economia! Quando si parla di nucleare, dobbiamo pensare che ci mentono come quando si parla di euro? E allora dovremmo essere tutti laureati anche in fisica!"

Eccetera.

Considerazioni del tutto appropriate. Un paese che voglia funzionare, e che voglia avere un futuro, non può basarsi sul darwinismo culturale, quel simpatico atteggiamento secondo il quale siccome la classe dirigente è espressione del popolo che la esprime, allora se un paese va a rotoli per colpa della classe dirigente, la colpa è del popolo, che non era sufficientemente preparato (in economia, diritto, fisica, geologia,...) per esprimerne una migliore (e quindi merita di morire). Un ragionamento degno di chi lo fa: influencer minori che passano la vita a sparlare dello Stato e degli italiani, lavorando in università pubbliche finanziate con le imposte degli italiani. Va da sé che persone come queste, che se si affidassero al mercato verrebbero tritate in un batter di ciglia, non colgono (ad esempio) che la classe dirigente è espressione anche e soprattutto delle lobby che la influenzano, e che sono in grado, con i mezzi che hanno, di sostenere un apparato propagandistico di efficacia spesso schiacciante, tale da favorire l'accettazione da parte delle masse di qualsiasi provvedimento sia inteso ad opprimerle, ecc.

Bisogna però trovare un equilibrio.

Il delirio sulla conversione lira/euro non si spiega tutto e solo con l'effetto della propaganda: come vedrete, mettere le cose in chiaro richiede solo l'uso delle quattro operazioni. Quindi qui non si tratta di essere esperti: si tratta di non essere imbecilli. Questi imbecilli sono parenti dei poverini dei quali parlava Martinet in un post che ha suscitato molto dibattito, ma il cui senso profondo a me pare sia stato frainteso, e credo possa essere riassunto da una domanda: che senso ha una democrazia priva di responsabilità? In altri termini: come dobbiamo reagire di fronte all'evidenza che le nostre vite e quelle dei nostri cari sono state sbriciolate dalle decisioni, dal voto, di persone che non hanno avuto (e tuttora non hanno) l'intelligenza di prendere carta e penna e fare i due conti che vi propongo qua sotto? Come possiamo accettare che agendo in modo totalmente sconsiderato e irresponsabile una maggioranza di imbecilli distrugga la nostra esistenza? Qui i termini della questione sono due: la violenza che ci viene fatta da una maggioranza incapace di sedersi un minuto a riflettere, e la totale assenza di accountability, di responsabilità politica, dei responsabili di questo genocidio culturale e fattuale, appena mitigata dal fatto che i poverini, gli imbecilli, oltre ad essere artefici del genocidio ne sono anche vittime.

Ma il punto è che nessuno, nemmeno loro, merita quanto ci sta accadendo e quanto ci sta per accadere per colpa loro. Poi, ovviamente, possiamo sempre decidere di andarcene dalla nave che affonda, e goderci lo spettacolo degli imbecilli che annegano. Questo approccio risolverebbe il problema di riconciliare la democrazia con la responsabilità politica delle scelte sbagliate. Creperebbe solo chi (duole dirlo) se lo merita (almeno stando alla visione darwinista che tanto piace ai leoni della savana di Libberopoly). Ma sarebbe un approccio sterile, di breve periodo, e questo per due ordini di due problemi: primo, perché la nave Europa, se affonda, si tira giù tutta la flotta (e in effetti sta già succedendo); secondo, perché il modello sociale europeo, per smantellare il quale si sta facendo affondare la nave Europa, esiste solo qui, e se vogliamo evitare di campare con i vigilantes in portineria (come in America Latina, o nel Sud-Est asiatico), o con il fucile a pompa nell'armadio (come negli USA), questo modello dobbiamo difenderlo dove è, cioè qui: non possiamo difenderlo per corrispondenza.

Passiamo ai calcoli.

Ve li propongo prima in forma approssimata, per evitare di distrarci con le virgole, e poi utilizzando i valori storici. Quindi, in un primo momento, dirò che siamo entrati nell'euro a 2000 lire per euro, anziché 1936,27, ma lo farò solo per economia di notazione e senza che questo alteri in nulla il senso del ragionamento. Attenzione: questo è un post che non ammette l'ignoranza. Quindi ritengo che arriviate qui dopo aver capito cosa erano lo SME e l'ECU, cose delle quali vi ho parlato qui e qui.

Il punto essenziale da comprendere è che il perno (formale) dello SME era l'ECU, che era a tutti gli effetti un euro ante litteram. Il nome gli venne cambiato perché piaceva troppo ai francesi (ECU suonava esattamente come écu, cioè come lo scudo francese, la moneta d'oro adottata nel 1263 in seguito alla riforma monetaria di Luigi IX), e perché piaceva troppo poco ai tedeschi (ein ECU infatti suona come eine Kuh, e se vi ricordate che cosa vuol dire cowboy, anche senza essere Martinet capite quale fosse il problema per i tedeschi). Quindi chiedersi a quante lire (o marchi) siamo entrati nell'euro equivale a chiedersi quante lire (o marchi) ci volessero per un ECU al momento della conversione (fra 31 dicembre 1998 e 1° gennaio 1999).

Alles klar?

Rileggete bene, e soprattutto rileggetevi i due articoli che vi ho linkato, se avete dubbi.

Bene.

Ora vi racconto le vite parallele di Giovanni e Hans e del loro comune desiderio (molto da italiano medio) di comprarsi una "lamaghina", cioè quell'oggetto che mio fratello un giorno definì il più importante carattere sessuale secondario maschile. Sì, insomma, uno dei tanti rumorosi prolungamenti del pene ai quali gli italiani medi affidano la Vollendung della loro vacillante virilità.

Questa è la tabella, riferita alle ore 23:59 del 31 dicembre 1998 (dati arrotondati come detto sopra).


Segue spiegone.

Dunque: l'amico Giovanni guadagnava due milioni di lire. Dalle ultime tre righe vediamo che siccome ci volevano 2000 lire per un ECU, e con un ECU compravi due marchi (per cui ci volevano 1000 lire per un marco), lo stipendio di Giovanni equivaleva a 2000 marchi, ma anche, se volete, a 1000 ECU (anche se di questo dettaglio non si accorgeva nessuno perché l'ECU era una unità di conto non utilizzata per le transazioni dei vari Giovanni, come vi ho spiegato).

Poi c'è er "lamaghina" italiana, la Punto, che costava all'epoca 17.700.000 lire, ovvero, in marchi 17.700 marchi. Per capirci: siccome la Punto costava quasi 18 milioni, e Giovanni ne guadagnava 2 al mese, in pratica Giovanni per comprarsi la Punto avrebbe dovuto lavorare 9 mesi (e così facciamo contenti anche i novelli teorici del valore-lavoro).

L'amico Hans, invece, guadagnava 2.600 marchi.

(...risparmio la solfa del coglione di turno: "ecco vedi in Germania i salari sono più alti gne gne gne...". Certo! Anche in Italia sono più alti che in Tunisia. Il mistero si spiega con una parola che gli "gne gne gne" pronunciamo spesso, senza capirla: produttività. I dettagli della spiegazione sono nel post di Lampredotto...)

Quindi Hans guadagnava 2.600.000 lire, o, se volete, 1300 ECU. Il suo "lamaghina" nazionale, la Golf, costava 27.686 marchi, che in lire - al cambio arrotondato - avrebbe fatto 27.686.000, e in ECU avrebbe fatto 13.843 (assicuratevi di capire perché o andatevene al diavolo perché mi sarei anche rotto un po' i coglioni di passare la vita a spiegare che la Terra non è piatta...).

Naturalmente, con uno stipendio simile, a lui la Golf costava 27.686/2600=11 mesi di lavoro (arrotondando), mentre la Punto 17.700.000/2.600.000=7 mesi di lavoro (arrotondando: sarebbero 6,8076923).

(...per i cretini: se volete, posso anche dirvi quanti secondi di lavoro costava la Golf a Hans - o a Giovanni. Sto arrotondando...)

Ci siamo fino a qui? Bene, allora vediamo cosa succede alle 00:01 del 1° gennaio 1999, quando si abbandonano le valute nazionali per entrare nell'euro ai rispettivi tassi vigenti con l'ECU (in effetti, vigenti già da due anni, come vi ho spiegato nelle puntate precedenti).

Succede questo:


Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché l'euro subentra in effetti all'ECU e lo stipendio di Giovanni, essendo di 2.000.000 di lire, era (già) di mille ECU.

Aspettate, questo è un punto cruciale, quindi forse conviene che ve lo spieghi meglio.

Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. Lo stipendio di Giovanni passa a 1.000 euro perché era (già) di mille ECU. 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Mi rendo conto del fatto che questa spiegazione contiene molti passaggi tecnici, ma sono certo che fornendovi maggiori dettagli siate riusciti a capire il punto cardine, ovvero che fra il 31/12/1998 e il 1/1/1999 di fatto in termini di rapporti di cambio non è successa una beneamata fava. Si è semplicemente cristallizzato un rapporto che esisteva (giusto o sbagliato che fosse, quello c'era).

Se ripercorrete i passaggi che abbiamo fatto analizzando la situazione precedente alla conversione, vedrete che i conti tornano: a parità di valuta Hans guadagna il 30% in più (guadagnava 2.600 invece che 2.000 marchi, ovvero 2.600.000 invece di 2.000.000 lire nel mondo di prima, e ora guadagna 1.300 invece di 1.000 euro, e nota bene: lo stipendio di Hans passa a 1.300 euro perché era (già) di 1.300 ECU.

Rinuncio a spiegarvi i passaggi tecnici di questa affermazione (se avete capito cosa succede a Giovanni, capite anche cosa succede ad Hans). Il punto è che siccome questa conversione rispecchia i rapporti di cambio esistenti, essa non altera il tasso di cambio reale fra i due paesi, ovvero, se preferite, non altera il numero di ore lavorate necessarie ad Hans e Giovanni per comprarsi l'una o l'altra "lamaghina".

Mi spiego: prima della conversione, con una Golf compravi 27.686/17.700=1,56 Punto (in altre parole: una Golf costava il 56% più della Punto). Qui il rapporto è fra i prezzi espressi in marchi: se lo fate fra i prezzi espressi in lire ottenete lo stesso risultato. Dopo la conversione invece pure: 13.843/8.850=1,56. Quindi la conversione non ha alterato il tasso di cambio reale (cioè il rapporto fra prezzo dei beni tedeschi e italiani).

Di converso, con una Punto compravi solo 17.700/27.686=0,63 Golf (cioè una Punto costava il 37% in meno della Golf... e qui aspetto la domanda della vergogna...).

Notate anche che dopo la conversione una Punto costava a Giovanni 9 e ad Hans 7 mesi di lavoro, e una Golf a Giovanni 14 e ad Hans 11 mesi di lavoro.

Quindi?

Quindi semplicemente la transizione alla nuova unità di conto, l'euro, cioè l'adozione nei conti di ognuno di noi dell'unità di conto europea, che finora era stata adottata principalmente nelle sale cambi, è stata neutrale in questo senso.

Sì, ci sono state le truffe sulle zucchine ecc. Va bene. Ma il punto non è questo. Il punto è che chi propone l'entrata nell'euro a 1000 lire per euro, vi propone questo:


Allora, vediamo cosa sarebbe successo entrando al tasso di 1.000 lire per euro. Dovremmo aver capito che ciò sarebbe equivalso in tutto e per tutto a dichiarare che un ECU valeva mille lire, e quindi, dato che per un ECU continuavano a darti due marchi, in pratica entrando a 1.000 lire per ECU (o, il che è esattimissimissimamente la stessa cosa, EUR) avremmo dichiarato che per un marco occorrevano solo 500 lire, anziché 1.000.

Chiaro questo passaggio? Se non è chiaro, rileggetelo. Se ancora non è chiaro, lasciamoci qui, da buoni amici.

Con gli altri, vediamo cosa succede a Giovanni, e più in generale in Italia. Bè, al cambio "Pomicino", come l'ho chiamato in segno di riverente affetto verso l'ex-ministro che prova per me una tenerezza che ricambio, sarebbe bastato dividere tutto per 1000. Avevi 2.000.000 di lire di stipendio? Sarebbero diventati 2.000 euro. Una Punto costava 17.700.000 lire? Sarebbe costata 17.700 euro.

Prima di fare un contronto, andiamo a vedere cosa sarebbe successo a Hans. Anche qui, è molto semplice: sarebbe successo quello che è successo passando all'euro (visto che non abbiamo ipotizzato che la Germania facesse qualcosa di diverso da quello che ha fatto), e quindi lo stipendio di Hans sarebbe passato da 2.600 marchi a 1.300 euro, ecc.

Siete sicuri di aver capito?

Sicuri sicuri?

Sicuri sicuri sicuri sicuri?

Avete obiezioni? Io non voglio scoraggiarle, per carità. Se avete domande da fare, fatele ora, perché se non avete capito quello che ho detto finora, allora potete anche non capire quello che viene dopo, ma se invece lo avete capito, quanto ho detto finora, se non capite quello che viene dopo siete da psichiatra. Sì, cari amici, da psichiatra. Perché la vostra non è discalculia. Sono sicuro che quanto fa sette per otto lo sapete tutti, no? Non fa Quarantotto, comunque.

Bene.

Dite di aver capito.

Credete di essere intelligenti.

Andate in giro tronfi per bar, dibattiti, studi televisivi (a seconda della vostra importanza) a stracciare i maroni col vostro sorrisetto beota di superiorità, al grido di "io non sono un economista ma...".

E allora perché non capite quanto segue?

Al cambio "Pomicino" una Punto sarebbe costata per Giovanni esattamente gli stessi mesi di lavoro che costava al tempo della lira o al cambio storicamente adottato: 9 mesi (i conti potete farli voi). Ma una Golf sarebbe costata la metà: solo 7, invece di 14, mesi di lavoro (ovvero: stipendi). E quindi Giovanni si sarebbe comprato la Golf.

Quanto ad Hans, il cambio "Pomicino" avrebbe condizionato anche lui. Intendiamoci: se la Germania fosse entrata al cambio storico (attorno a due marchi per ECU), come ha fatto, ovviamente il numero di stipendi necessari per acquistare una Golf da parte di Hans sarebbe rimasto invariato: sempre 11 mesi di lavoro (11 stipendi). Però il prezzo della Punto, invece di passare a 8.850 euro, al cambio "Pomicino" sarebbe passato a 17.700. Chiaro? Ma Hans sempre 1.300 euro avrebbe guadagnato. E quindi? E quindi mentre prima (e anche dopo, al cambio "di ingresso" effettivamente praticato all'epoca), per comprare una Punto gli bastava lavorare 7 mesi, col cambio "Pomicino" glie ne sarebbero occorsi il doppio: 14.

Nulla di strano: abbiamo già fatto notare che entrando a 1000 lire di fatto avremmo raddoppiato il valore della valuta nazionale (l'euro) rispetto alla quotazione di riferimento (quella dell'ECU prima della mezzanotte del 31/12/1998). Chiaro che se la valuta nazionale costa (implicitamente) il doppio per gli stranieri, i beni nazionali costano il doppio per loro.

Del resto, vediamolo anche con il rapporto fra i prezzi. Nell'ipotesi di cambio "Pomicino", il rapporto fra il prezzo di una Punto e il prezzo di una Golf (quindi, diciamo così, il tasso di cambio reale, per capirci) sarebbe passato dallo 0,63 che abbiamo calcolato sopra a 17.700/13.843=1,27. Il bene italiano si sarebbe cioè apprezzato in una sola notte rispetto alle quotazioni prevalenti di (1,27-0,63)/0,63=100%, cioè il prezzo della Punto sarebbe raddoppiato per Hans.

Qui c'è sempre l'esperto di qualcos'altro che viene a dirti: "Sì, ma lo stipendio di Giovanni sarebbe raddoppiato!" Ma minchia! Appunto! Quello di Hans no. Il raddoppio nominale dello stipendio di Giovanni avrebbe reso più convenienti per lui e per Hans i prezzi tedeschi: nessuno dei due avrebbe più avuto alcuna convenienza ad acquistare italiano, e quindi le aziende italiane sarebbero fallite nel giro di pochi mesi, e naturalmente gli stipendi italiani sarebbero scesi a causa della disoccupazione.

Insomma: avremmo avuto subito quello che abbiamo avuto dopo, per effetto di un apprezzamento che si è verificato in modo graduale e che cumulativamente si colloca fra il 20% e il 30%. Se un 30% di apprezzamento graduale (a stare larghi), spalmato in più di dieci anni, ha causato tante sciagure, vi rendete conto di cosa avrebbe potuto causare un apprezzamento istantaneo del 100%?

Bene.

Spero ora sia chiaro perché questa è una ipotesi talmente assurda che non se ne parla se non nei peggiori bar (e non di Caracas). Se incontrate un diversamente intelligente che ancora ve la rimena con questa storia, sentitevi liberi di condividere con lui questo esempio. I casi sono due: o vi ringrazierà, o dirà qualche stronzata. Nel secondo caso, il modus operandi è mirabilmente delineato nel grande capolavoro di un maestro recentemente scomparso. Ce n'è tanti in giro di questi tipi: visto che ci hanno rovinato la vita, usiamoli per allietarcela un po'.

E ora, se ve la sentite, fate pure domande...




(...p.s.: la morale della favola è che quelli che "si doveva entrare a 1000 lire" sono ovviamente nostri nemici politici. Da qui ad augurarsi il loro sterminio finanziario, o addirittura fisico, ovviamente ce ne passa. Il nemico politico si combatte politicamente. Attenzione, però. Non è un avversario: è un nemico. La differenza qual è? Semplice: che quella che è in gioco è la nostra pelle, non la Coppa Davis. Anche se loro non se ne rendono conto. Spero la morale sia chiara. Un corollario, peraltro, è che non è necessario portarmi qualsiasi detrito in timeline. D'ora in avanti sarò molto più rigoroso, quindi occhio. Capito, Pietro?...)

(...ah naturalmente, siccome c'è quella mamma che continuamente sforna, aggiungo anche i calcoli con tutte le virgole. Mi faceva notare ieri un amico molto intelligente che gli idioti hanno il feticismo delle virgole. Le cifre tonde colpiscono meno l'immaginazione del popolo bue. Se avete un cretino cui volete bene, per tentare di convincerlo utilizzate le tabelle che seguono:




Inutile dire che è meglio se le stampate e gliele presentate a parte. Sapete, una delle caratteristiche marcanti dei cretini è proprio che loro non si sentono tali: si sentono tanto fuuuuuuuuuuuuuurbi. Qualsiasi tentativo di riavvicinarli bruscamente alla realtà può essere pericoloso, come con i sonnambuli. Regolatevi...)

 

79 commenti:

  1. Sarebbe meglio andarsene, ma dove?

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    Risposte
    1. ...e secondo te io lo dico a te? Così poi ti ritrovo nel mio buen retiro? No.

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    2. Una sola speranza: l'indipendenza del Lazio e degli Abruzzi! Il Sacco come moneta sovrana.

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  2. Ad un sobbalzo improvviso della slitta il capitano dal ventre squarciato aprì gli occhi.
    Prese lentamente coscienza della propria situazione e si guardò intorno: incontrò lo sguardo di un alpino che gli camminava a lato.
    “La battaglia è finita?”, chiese.
    “Sì è finita.”
    “Ce l’abbiamo fatta, eh?”
    “Sì, abbiamo aperto la strada.”
    Accorse l’unico ufficiale rimasto della compagnia, si chinò sul ferito: “Ce l’abbiamo fatta, signor capitano. Abbiamo riaperto la strada.”
    “Mh, meno male!”
    “Come vi sentite, signor capitano?”
    “Io? Ne ho per poco!”
    L’ufficiale non ribatté.
    “Loro erano tre battaglioni” disse invece: “adesso lo sappiamo con certezza. Il Tirano è ridotto alla metà, però – ripeté – ha aperta la strada alla colonna.”
    “Se arrivi fuori dillo a mia madre.”
    “Signorsì, mi impegno a dirglielo.”
    “Dille che ho fatto il mio dovere, e perciò muoio in pace con gli uomini e con Dio.”
    Dall’una e dall’altra parte i suoi alpini, fattisi avanti, guardavano con facce angustiate il capitano; anche il conducente che camminava con le redini dei due muli girate intorno alle spalle alla brava si voltava ogni poco a guardarlo, aveva le lacrime agli occhi.
    “Cosa sono quei musi lunghi?!” esclamò a un tratto il capitano Grandi.
    “Sotto piuttosto e cantate con me!” e con la voce che si ritrovava, che sarebbe stata ridicola in un momento meno tragico, attaccò la tremenda canzone alpina del capitano che sta per morire e fa testamento
    […]
    Addio montagne, patria, reggimento, addio mamma e primo amore, cantavano gli alpini, cantavano e piangevano gli alpini valorosi, e c’era nel loro canto paziente tutto lo struggimento della nostra umana impotenza; cantarono anche quando il capitano non cantava più e li accompagnava solo con gli occhi; cessarono solo quando si resero conto che il capitano Grandi era morto.

    Professore, anche nella sconfitta si può essere grandi, e lei c'è lo permette
    Grazie

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    1. "Li ho conosciuti, i tedeschi, in questi giorni tremendi di fuga: frenetici di salvare la ghirba, capaci di schiacciare con i loro slittoni i nostri morti che avevano aperto la strada anche a loro"

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  3. Spesso si sente anche dire che con l'entrata nell'euro molti prezzi sono raddoppiati (il caffè che costava 1000 lire è passato a 1 € ecc..), e che questo ha praticamente dimezzato il potere d'acquisto delle famiglie.

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    1. Aridanga! Al di là dell'attendibilità dei dati ISTAT, se tutti i prezzi fossero raddoppiati, le esportazioni si sarebbero dimezzate (elasticità attorno a -1). Questo non è successo. Quindi non tutti i prezzi sono raddoppiati. Con gli aneddoti si fa la politica à la Pomicino, di sicura presa ma un pochino populista. Vogliamo farlo il salto di qualità?

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    2. Si, ma sa quante volte l'ho sentita questa?
      Probabilmente un'illusione data dal fatto che alcuni commercianti (per lo più parlo di prodotti alimentari) "furbi", al changeover hanno fatto il cambio 1000 a 1, e questo può aver indotto a pensare che tutti i prezzi fossero effettivamente raddoppiati.

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    3. ricordo chiaramente che un caffè che mi costava mediamente 1.200 lire passò nell'immediato a 0,60 €, poi nell'arco di mesi qualche bar lo portò a 0,70 o a 0,80 e bene o male lì è rimasto il prezzo, questo almeno a Napoli e provincia, altrove non saprei

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  4. Minchia, ma si era capito. Avevo capito io...
    Bisognerà cominciare a fare nomi e cognomi delle teste dure. Dileggio pubblico!
    L'unica nuova notizia che mi ha sconvolto è che la terra non è piatta... ci avrei giurato.
    Scusa solo una cosa, Alberto, ché forse c'è un refuso: 2000 / 2600 - 1000 / 1300 la differenza è 30% non 20.
    Dimmi che per una volta nella vita ci ho azzeccato in matematica. :-)

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  5. ..LA SPIEGAZIONE E' TROPPO LUNGA.....ERA MEGLIO LIQUIDARE TUTTO CON UNA PAROLA
    :"""" 'AMBECILLI!!!!"""""

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  6. Oggi all'ora di pranzo il TG3 (e chi altri sennò?) ha mostrato le immagini della cerimonia per la consegna del premio Altiero Spinelli al Presidente emerito (!) Giorgio Napolitano. Erano presenti (e giù di Maalox)anche Mario Monti, Grasso, Mattarella, Amato e compagnia cantando, di cui non mi arrischio nessun commento volgare, sia per rispetto al sito che ospita il mio commento, sia per le possibili conseguenze legali che potrebbero incorrermi tramite la polizia postale (considerando il potere dei suddetti).
    Tutto ciò per dire che, anche alla luce dei discorsi che hanno effettuato in quella sede (in particolare Napolitano e Mattarella), ma soprattutto in virtù dei comportamenti che hanno manifestato durante la loro carriera politica, io non posso assolutamente sentirmi incluso nel processo darwiniano spiegato dal Prof.
    Non mi sento rappresentato da quei figuri e non mi riconosco assolutamente in nessuno dei loro pensieri politici e sociali.

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  7. Se avessero fatto una cosa del genere a quest'ora non esisterebbe neanche il nome della penisola dopo averla venduta,per intero,ai tedeschi.

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  8. Lo stesso principio lo si può applicare all apertura verso est dell unione europea. Visto che dopo averci fregato con il cambio, ci hanno fregato pure le fabbriche ed il lavoro, con la scusa di Schengen, del volemose bene e dei prezzi convenienti(per loro). In bocca al lupo!
    Paolo

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  9. Una Golf costava il 56% più della Punto ed una Punto costava il 37% in meno della Golf...c'è qualcosa che non torna: evidentemente Bagnai la fa facile. Forse il cambio Pomicino ci avrebbe evitato questa distorsione? :DD

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    1. Ed io sapevo che ti aspettavi questo ;-P
      No, professore, per fortuna la matematica di questo post la reggo ancora, se no che ci starei a fare qua?

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    2. Mi pare di capire che hai fatto la differenza dei prezzi delle due auto e poi hai calcolato la sua incidenza sui due prezzi.Che sono diversi.Ed hanno dato due percentuali diverse.Col teorema Pomicino forse sarebbero stati più uguali? Ma forse volevi vedere se stiamo attenti.

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    3. La seconda che hai detto.
      Però non avevo fatto calcoli ma solo copia incolla di due frasi di Alberto.

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    4. Cazzo,ero rientrato a casa alle 4 del mattino mezzo imbriago,però la calcolatrice ero riuscito a usarla.Non ho guardato che il tuo nome compariva anche dopo la risposta del prof.

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  10. Se fossimo entrati a 2600 lire per ECU a quest'ora saremmo con la Troika italiana a spolpare Berlino ma, non sono un economista , quindi...è solo una battuta

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  11. Credo che la frase "Però il prezzo della Punto, invece di passare a 8.850 euro, al cambio "Pomicino" sarebbe passato a 17.700.000." vada riscritta: Però il prezzo della Punto, invece di passare a 8.850 euro, al cambio "Pomicino" sarebbe passato a 17.700." Sono solo un linguista.

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    1. Martinet, è che nell'inconscio del testo si intravede un giramento di coglioni come poche volte :-)

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  12. I tedeschi dell'Est erano felicissimi di aver rivalutato il loro marco di quattro (se non ricordo male) volte rispetto a quello dell'Ovest, cambiando i loro marchi alla pari. E tutto grazie a Kohl, che era un signore molto gentile...

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    1. Ecco! Se proprio il "piddino" di turno non vuol sentire ragioni, fate un favore a voi e a lui e limitatevi a consigliarli la lettura di Anschluss (una storia europea). Kohl reconnaîtra les siens.

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    2. Consigliargli. Tra tastiere e lapsus calami chissà cosa avrebbe pensato Freud...

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  13. Il mitridatismo della miseria. Il cambio a 2000 ha portato l'abitudine al sempre (un po') peggio.
    Ribaltiamo il discorso: col cambio a mille la randellata sulle gengive sarebbe stata veloce e micidiale (tipo Germania est) ma avrebbe anche fatto saltare subito agli occhi di tutti l'equazione Euro=crisi provocandone un rapido ripudio. Messa così P'omicino c'aveva ragggione.

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    1. ..E ci saremmo risparmiati anni di Prodi-Ciampi-Padoa Schioppa padri nobili ecc.
      Viva Pomicino.

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    2. Certo che messa cosi, la situazione sarebbe stata differente perché in luogo dello stillicidio avremmo avuto poche ma sentite mazzate, che ci avrebbero corcati e stesi quasi subito.
      Assurdo ma vero.
      Quindi..... viva Pomicino ( almeno provo a riderci sopra pensando al favore che ci avrebbe fatto il cambio Pomicino e alla "discussione" che c'è su tuitter, scritto all'italiana e pronunciato con l'accento sulla "e ")

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  14. Par d'essere ritornati alla sequenza del film "Tutti a casa" (https://www.youtube.com/watch?v=qqbHkPSRbhM), in cui un Sordi, nei panni di un tenente di fanteria il cui plotone è sottoposto al fuoco di una unità tedesca, chiama zelantemente esterrefatto il proprio superiore, usando l'apparecchio telefonico di un esercizio pubblico: “Signor colonnello, tenete Innocenzi. Accade una cosa incredibile! I tedeschi si sono alleati con gli americani!”
    Il commento introduttivo all'omonimo video segnalato su Youtube recita: " Il più bell'esempio di come si può raccontare il tradimento di una classe dirigente in pochi secondi".

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    1. Forse il più' bel film di Albertone. Se non piangi nel finale durante l'insurrezione di Napoli e' perché' non sei un uomo... "Eh no...no no...non si può' stare sempre a guardare" e' anche la più' bella spiegazione della Resistenza in in pochi secondi.

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  15. Una statua al Professore per aver avuto cosi' tanta pazienza. Credo sia veramente tutto chiaro come il sole.

    Grazie ancora professore.

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  16. Una precisazione: i due link puntano allo stesso articolo

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    1. Lo devi leggere due volte. Io, per inciso, 3.

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  17. Questo post è un bellissimo esempio di "Mo' Te Faccio Un Disegnino" :)

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  18. La distruzione del tessuto produttivo del Paese che adotta un cambio sopravvalutato è ben descritto dall'ottimo Giacchè in Anschluss..cmq vogliamo sapere il buen retiro dove rifugiarci

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    1. Ce ne sono: Vaticano, san marino, Lussemburgo, andorra, isole della manica, gibilterra

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    2. Il problema e' in linea di massima rappresentato dalla possibilita' di trovare un'occupazione in questi posti. Diciamo che se avessi le qualita' di "Er Biretta" sarei gia' andato ad affossare qualche hedge fund :D

      Un abbraccio a tutti.

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  19. Mi ricorda quel primo ministro turco, che aumento del 50% le corsie delle autostrade: da 2 a 3. Poi, per problemi di budget, le ridusse del 33%: da 3 a 2. Non fece niente, ma, da un "punto di vista statistico", ci fu un aumento netto del 17% :)

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  20. Scusi tanto prof,
    mi dia pure dell'imbecille ma quello che secondo me manca alla sua spiegazione è perché è stato scelto di abbinare quella quantità di valore al nome "1 ecu". Non so se riesco a spiegarmi ma è chiaro che se con 1000 lire si comprava un marco prima questo avrebbe dovuto succedere anche dopo la conversione. Che poi a questa quantità di marchi (o di lire, o al loro corrispondente di pesetas) si sia scelto di dare il nome 0.5Ecu, mi pare arbitrario. Avrei potuto chiamarli 1Ecu e il discorso non sarebbe cambiato. L'identità 1000Lire=1Marco si
    sarebbe conservata.

    E si sarebbe conservato anche il potere di acquisto degli stipendi. Perchè se dal 2008 oggi stiamo scontando una crisi di bilancia dei pagamenti, dal 2001 al 2008 abbiamo scontato un dimezzamento del valore dei salari. Le zucchine sono raddoppiate, farà ridere, ma all'epoca faceva piangere.

    Alla stessa domanda nel post precedente mi ha invitato a rileggere l'articolo. L'ho riletto ma la risposta a questo quesito non ce la trovo.
    Probabilmente è una domanda così stupida che la risposta è scontata, ma finora nessuno me l'ha data.

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    1. Tu sei irrecuperabile, quindi io non provo a recuperarti. Vediamo se qualcuno vuole provarci?

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    2. Dalla tabella si vede che in effetti anche il cambio lira/marco è rimasto invariato all'aggancio. D'altra parte se il cambio lira/ECU e il cambio marco/ECU sono rimasti invariati, necessariamente deve rimanere uguale anche il loro rapporto, che poi è il cambio lira/marco. Non so se questo risponde alla tua domanda. Sul fatto che le zucchine siano raddoppiate: qui c'è l'andamento dell'inflazione in Italia. Il grafico copre anche il periodo dell'aggancio. Se i prezzi fossero effettivamente raddoppiati vedresti una fiammata di inflazione, che invece non si vede. Quindi, anche se può essere che alcuni prezzi siano raddoppiati (non so se ci sono fonti a riguardo) l'insieme dei prezzi non lo ha fatto.

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    3. È tre volte che faccio la stessa domanda e è tre volte che la elude con toni sprezaanti.

      Questo irrecuperabile (senza nemmeno sapere l'economia) sapeva che l'UE sarebbe finita male già dagli anni 90 (ne ho 34) ,cosa che lei ha scoperto solo nel 2011. Anzi, fino a due o tre anni fa diceva che bisognava uscire dall'Euro per salvare la UE. Per come la vedo l'unica cosa buona dell'Euro è che uccide la UE.

      Quando avevo 20 anni non le dico le stenuanti litigate con mio padre che era sincero europeista e voleva l'Euro. Faccio a meno di litigare anche con lei.

      Vi alleggerisco il carico e vi saluto.

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    4. Tommaso, quello che sei lo sai tu, io non ti conosco. Mi sembri miglior giudice di te stesso che dei fatti monetari. Lo vuoi capire che l'unica cosa che è cambiata la notte del 31/12/1998 è IL NOME dell'unità di conto, che da ECU si è chiamato euro? Il rapporto fra lira e marco sarebbe cambiato SE FOSSIMO ENTRATI A 1000 LIRE PER UNITÀ DI CONTO (rafforzando la lira). SIAMO ENTRATI A 1936,27 PROPRIO PER NON ALTERARE IL RAPPORTO FRA LIRA E MARCO. MA VERGOGNATI! VERGOGNA! VERGOGNA! MA COSA DICI DI AVER CAPITO PRIMA? TU NON HAI CAPITO NIENTE, ED È PER QUESTO CHE, GENIO QUANTO TI CREDI DI ESSERE, NESSUNO TI È STATO A SENTIRE.

      VA BENE COSÌ?

      QUESTA È LA RISPOSTA CHE TI MERITI. LA TUA OPACITÀ DI PENSIERO PROVIENE NON DA IMBECILLITÀ, COME TU DICI, MA DA PRESUNZIONE. UNA PRESUNZIONE LORDA DI SANGUE, PURTROPPO.

      Ma sappiamo che la colpa non è tua...

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    5. ...e poi, ragiona, saranno pure aumentate le zucchine, ma il cetriolo è diventato gratuito.

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    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    7. Gianni, per favore! Se tu sei fra quelli che hanno capito, allora siamo morti e ce lo meritiamo! Come era determinato il valore dell'ECU l'ho spiegato migliaia di volte ed è anche su Wiki. Cazzo c'entrano le market share?

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    8. Il punto Tommaso è che non si è "scelto" di "chiamare" 1936,27 lire 1 ecu: erano 1936,27 lire a VALERE 1 ecu.

      Come 1kg di patate vale 3€ (esempio, non so quanto costino nella tua città) dal tuo fruttivendolo di fiducia. Certo, mi dirai che il prezzo lo fa il fruttivendolo e io ti rispondo che se le mette a 4 € al kg non le vende e se le mette a 2 € al kg ci va a perdere (per favore ... un po' di elasticità mentale su questi numeri ... sono solo esempi).

      Tornando all'ecu quindi non si è scelto niente, 1 ecu valeva 1936,27 lire all'epoca e basta. I rapporti di cambio lira/ecu, marco/ecu, peseta/ecu etc. etc. erano tutti dipendenti dal valore dell'ecu che, citando wikipedia era "la media ponderata delle valute che la compongono, ognuna relazionata all'importanza economica del Paese corrispondente." (https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_di_conto_europea).

      Una volta capita la definizione di ecu dovrebbe essere automatico capire che i tassi di cambio lira/ecu marco/ecu lira/marco erano tutti collegati. O più semplicemente si possono usare le proporzioni.

      Il 31 Dicembre 1998 la situazione era la seguente:

      1 ecu = 1936,27 lire
      1 ecu = 1,96 marchi
      1 marco = 990 lire

      Quindi si può dire che:

      1936,27 lire : 1 ecu = 1,96 marchi : 1 ecu

      infatti puoi vedere che

      1936,27 lire = 1 ecu x 1,96 marchi / 1 ecu

      cioè

      1936,27 lire = 1,96 marchi

      Chiaro no?

      Ora ipotizzando come dicevi tu che potevamo cambiare abitrariamente il rapporto lire/ecu in 1 ecu = 1000 lire avremmo avuto questa situazione:

      1000 lire : 1 ecu = 1,96 marchi : 1 ecu

      e cioè

      1000 lire = 1 ecu x 1,96 marchi / 1 ecu

      ovvero

      1000 lire = 1,96 marchi

      il che contraddice ciò che tu dicevi e cioè che cambiando il rapporto lira/ecu il rapporto lira/marco sarebbe rimasto invariato.

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  21. Prof, vediamo se ho capito:se il cambio fosse stato di 1 euro per 4000 lire saremmo noi in surplus commerciale e non la Germagna?

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    1. Saremmo stati. Poi sarebbe successo altro. Sai che anche questo è "approccio Pomicino", nel senso che fa tenerezza...

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    2. Nell'ipotesi insensata di variare a piacere il cambio all'entrata ( a quel punto avrebbe potuto farlo qualunque altro Stato...), entrando a 4.000 invece che a 2.000, i risparmi si sarebbero dimezzati. Le aziende (assets in generale) sarebbero stati scontati del 50%. E le materie prime dei materieprimisti? Raddoppiate!
      Alterare arbitrariamente il valore di una moneta è infine nocivo.
      Ci deve essere equilibrio tra le monete che rappresentano l'economia dei paesi.
      Insomma, ci deve essere equilibrio nella forza... Delle monete!

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  22. Montecarlo è perfetto! Sei in costa azzurra, su un bellissimo mare e a meno di 2 ore dalle Alpi francesi, per sciare, meglio ancora che a Pescara...

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    1. lo ammetto sono nazzzionalista:Viva l'Italia, sempre viva...

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  23. Tanto per rimanere nelle ipotesi assurde.... ricordando che da ipotesi assurda discende qualsiasi cosa.....

    ma se lo stato italiano, per decreto, prelieva forzosamente tutti gli euro da tutti i conti italiani, ridepositando 'nuove lire sovrane' con cambio X:1 vs Euro. Poi con gli euro raccolti salda tutti i debiti esteri in Euro contratti da soggetti italiani.

    Poi un nostro rappresentante va a Bruxelles e ribadisce 'questi sono per voi, adesso non rompeteci più le scatole'.

    Poi vediamo chi svaluta!

    Ceteris paribus, cosa succederebbe?

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    1. "Se lo stato italiano, per decreto, prelieva forzosamente tutti gli euro da tutti i conti italiani, ridepositando 'nuove lire sovrane'"

      Non si tratta di 'prelevare forzosamente' ma semplicemente di ridenominare la moneta legale italiana. I conti italiani sono una obbligazione della banca nei confronti del depositante.

      Per le obbligazioni di soggetti nazionali nei confronti di soggetti esteri, che in parte non sono regolate dal diritto italiano, il modo di procedere e' sommariamente descritto a pag. 343-350 del Tramonto dell'Euro.

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  24. Ottimo spiegone definitivo, grazie Professore! Direi che più chiaro di così è impossibile, a prova di beati.

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  25. Did Prices really soars after the Euro cash changeover? Evidence from ATM withdrawals.

    Paolo Angelini And Francesco Lippi (in: The Euro: Inflation and connsumers' perceptions. Lessons from Italy. Springer, 2008; Cap. 4, pagg. 109-124)

    The main result of the analysis is that none of the various tests performed provides evidence against the null (hypotesis Nota di Odysseos)

    Chi vuole può chiedermene una copia in pdf.

    "In God we trust. All others have to give data"
    Buona vita
    Guglielmo

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  26. Credo che stia aumentando, e di tanto, il numero di nuovi utenti. Lo desumo dal paziente lavoro di semplificazione di concetti di non facile metabolizzazione. Da un lato, ne sono contento. Ben venga un aumento di "domanda interna" di consapevolezza. Sotto altro profilo, ne sono preoccupato.
    È Il sintomo che la deflazione, ahimè, sta mordendo sempre più.

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  27. Comunque il giochetto di smascherare il cambio 1500 lire/1 euro, rilanciato di tanto in tanto da B, con l'esempio della macchina che diventava invendibile lo mostravo già ai tempi anche se non capivo proprio una mazza.
    Quello che non capivo era il motivo di quelle affermazioni, perché parlare di 1500/1 euro? Semplice ignoranza e voglia di aggredire Prodi?
    Per quanto riguarda Pomicino sembra più evidente l'ignoranza.

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  28. “la classe dirigente è espressione anche e soprattutto delle lobby che la influenzano, e che sono in grado, con i mezzi che hanno, di sostenere un apparato propagandistico di efficacia spesso schiacciante, tale da favorire l'accettazione da parte delle masse di qualsiasi provvedimento sia inteso ad opprimerle, ecc.”

    Sono d’accordo, e proprio perciò ritengo che la sostanza non cambi, rispetto a chi dice che un Paese ha la classe dirigente che si merita.
    Mi spiego: le lobby, in un sistema democratico come quello italiano, devono comunque passare attraverso i pesi ed i contrappesi del nostro ordinamento sociale, giuridico e politico. Per cui i cittadini italiani, corruttibili e spesso corrotti dalle lobby, in gran parte sanno che certe lobby influenzano le posizioni appartenenti alla classe dirigente. Sia essa politica, tecnica o aziendale.
    Per lobby mi riferisco anche alla malavita organizzata, per inciso.
    Insomma, tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco e in Italia, spesso anche per necessità o perché non c’è altra scelta, sono in molti a tenere il sacco.
    Anzi, siamo in molti, io per primo.
    Storicamente basta pensare al fascismo: dopo la morte del Duce, finita la guerra, all’interno della pubblica Amministrazione italiana non è successo quasi niente. Parte dei comunisti (magari ex partigiani) avrebbe voluto le liste di proscrizione, con cui ripulire la classe dirigente della pubblica amministrazione. Ma così non avvenne, forse anche a causa delle lobby americane. Che a loro volta, in parte, sostituirono le precedenti lobby che per decenni avevano sostenuto il fascismo.
    In conclusione, con gli ultimi sviluppi dell’unione monetaria, e con il conseguente avvento della troika, dopo decenni di sviluppo e progresso, sembra che l’Italia rischi di tornare indietro di altrettanti decenni. In parte ciò è già avvenuto, ed anche per questo le lobby trovano terreno fertile: i cittadini non hanno più riferimenti stabili come è avvenuto fino alla metà degli anni 2000, circa. Riferimenti stabili come la magistratura, per esempio, il rispetto delle regole, la stabilità culturale ed etnica (compromessa dall’arrivo delle orde di immigrati), la tutela della nostra religione cattolica e dei nostri valori.
    Se tutto questo viene a mancare, o comunque vacilla pericolosamente, è quasi istintivo aggrapparsi al primo scoglio che può ripararci dalla tempesta, anche se esso è di completa appartenenza ad una lobby.

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  29. Il più volte laureato, dottorissimo Giannino, ieri in radio affermava che:"Con il ritorno alla liretta ritorniamo agli anni '70, quando stavamo col cappello in mano, a chiedere soldi all'FMI... "
    io non sono "dot(t)to" come lui eppure mi pare una ...

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  30. Lancio una ipotesi pacificatrice.
    Si sa che la gerarchia ecclesiastica sta sempre un passo avanti. Il demo-cristiano pomicino, finge di confondersi per innestare già l'idea che il cambio EURO/LIRA (nuova) andrà fatto 1 a 1000, che è come dire cambio 1 a 1, ma con l'illusione che i tuoi 800 euro di stipendio sono diventati di più nella nuova valuta.
    Un doppio salto mortale da gesuita... :-)

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  31. Io faccio un´altra ipotesi:

    Stipendio di Giovanni in euro (lordo) 30000 euro
    Stipendio di hans in euro (lordo) 30000 euro

    Tasse di Giovanni 10.000 euro stipendio netto 20000 euro
    Tasse di Hans 6000 euro stipendio netto 24000 euro

    Se poi hans ha un figlio per il primo figlio riceve mensilmente 300 euro se ha piu´figli il contributo aumenta per il secondo sono 350 etc.
    L´asilo e´gratuito.
    A scuola i libri sono gratis oltre ovviamente alla scuola.
    Quando il figlio vuole andare all´universita´tutto e´gratuito, NON SOLO, se ha la fortuna di essere intelligente riceve uno stipendio dallo stato.
    La spesa alimentare e´piu´conveniente, la benzina costa di meno.
    E potrei continuare...
    DOMANDA: Invece di parlare i USCIRE dall´euro che avvanteggerebbe sicuramente gli industriali perche´avrebbero un prodotto a costo inferiore grazie a costo della mano d´opera inferiore, perche´non eleggiamo un governo che gestisca MEGLIO i soldi che in Italia ci sono (forse piu´che in Germania)???
    Una imbecille che non capisce nulla di economia, ma che tiene i bilanci famigliari e che e´imbecillamente convinta che uno stipendio in lire non migliorerebbe la sua situazione.

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    1. Chi si offre come asfaltatore?
      Compenso netto mensile 2000 fiorini.

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    2. Non posso. Il confronto sulla spesa alimentare mi disarma. Credo che il tedesco medio in qualche modo si nutra, ma di sicuro non mangiando.

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    3. Abbiamo a che fare col solito poraccio che commenta senza passare dalla sezione "Per cominciare" e ripete le leggende metropolitane diffuse dai media italiani. Ne arrivano così pochi... Ma se vi mettono tristezza, come a me, li tronco sul nascere.

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    4. Peraltro questo sproloquio à la Lampredotto è totalmente off-topic, come avrete notato (voi, l'autore no...).

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    5. enrico mi hai incuriosito non riesco a trovare i dati sulla spesa alimentare tedesca se li hai sotto mano potresti passarmeli? grazie.

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    6. Nel Suo bilancio familiare di oggi E DELL'IMMEDIATO INDOMANI, poco e niente succederebbe, e comunque contabilità non è economia. Ma se si infischia lei, del futuro dei suoi figli, non per questo dobbiamo battercene anche noi, di quelli che non potremo permetterci di avere.
      A lei sfugge un passaggio fondamentale: che quella piccola liretta, unità di misura così utile (che poi lyra era, in latino, la bilancia del "fruttarolo", quella a bracci, no? ha presente?), che ora non c'è, quando fosse reinserita come unità di conto dei prezzi dei beni italiani, avrebbe due principali effetti: l'uno economico (anche contabile), l'altro politico.
      Quello economico sarebbe immediatamente rendere più convenienti i beni italiani, le imprese esportano, le aziende assumono, la disoccupazione scende, gli stipendi salgono, le entrate dello stato salgono, le tasse POSSONO scendere (o la spesa pubblica salire: il suo assegno di maternità, per capirci; o il tetto della scuola dei suoi figli salire).
      L'altro, di tipo politico è la libertà; la possibilità che quelle risorse (UMANE e materiali) che oggi vengono, non solo, drenate verso Nord (con cui la Germania può permettersi maggiore spesa, o minori tasse; anche con il lavoro dei figli degli italiani, formati da scuole italiane); ma anche demolite nella loro essenza, da un sistema che ha scelto il grande capitale finanziario e industriale, e non il lavoro (IL MIO, IL SUO, QUELLO DEI SUOI FIGLI), come metro di efficacia della sua azione, non ha prezzo: né in lire, né in euro, né in sacchi di grano.
      L'EURO NON E' UNA MONETA, E' UN SISTEMA D GOVERNO.

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    7. A un certo punto, durante una prova dell'enrico IV pirandelliano, inciampai in una battuta e nel tentativo di recuparare feci un mezzo casino. Mariano rigillo, protagonista e regista guardò il resto della compagnia e sentenziò: "ha fatto un'insalata di parole" (in napoletano).
      Ecco, mi pare che siamo a questo: na 'nzalata 'e parole... :-)

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    8. Una "imbecille che non capisce nulla di economia" dovrebbe esimersi dal fare commenti di natura economica prima di un lungo bagno di umiltà seguito da giornate di studio su argomenti che il Prof. pazientemente ci offre gratuitamente.
      Se invece sa già tutto..che lo segue a fare il blog?

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  32. Vorrei, se mi consente aggiungere che il sogno di Giovanni (inteso come italiano medio) e´di possedere un´AUDI e il sogno di Hans (tedesco medio) e´di possedere un´Audi, il che spiega molte cose.
    Inoltre, con amarezza, penso che il discorso euro lira non interessi molto a Giovanni (italiano medio) e ad Hans.
    L´unica preoccupazione e´arrivare a fine mese, pagare mutuo e bollette e se si avanza qualche spicciolo comprare una nuova sim per il telefonino e andare a vedere la partita di calcio (o alternativamente pagare l´abbonamento premium a Mediaset)

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    1. Lungi da me privarla di un'altra occasione per farci vedere di che pasta è fatto e quali sono i suoi argomenti. Una domanda: lei come è finito qui? Secondo me via Facebook. Mi sbaglio? Comunque, le do un suggerimento costruttivo: questo è un blog di economia, non di sociologia da bar, quindi la natura del bene scambiato è irrilevante. Laddove invece fosse rilevante, le ricordo che una Golf non è un'Audi. Per concludere, le ribadisco che gli autorazzisti ci fanno schifo, in quanto utili idioti del capitale. Ovviamente , niente di personale...

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  33. Piccolissimo problema: la politica non è matematica e l'autore del testo sembra dimenticarlo o forse non lo sa.Ha studiato troppo e si è convinto di ciò che gli hanno insegnato, al punto che non sa più pensare "out of the box". L'Italia era al tempo una solida realtà produttiva, tale da poter pretendere un cambio più vantaggioso e se no rifiutare l'ingresso nell'euro. Il discorso che l’apprezzamento istantaneo della valuta avrebbe causato un cataclisma è una colossale minchiata; diciamo solo che molti ricconi si sarebbero trovati un po’ meno ricchi. Si è scelto invece di aderire a questo sistema monetario fasullo e di scaricare sulla classe media e sui poveri gli effetti devastanti dell’ingresso nell’euro. Se avessimo rifiutato l’euro, avremmo rimesso la Lira sotto il controllo del Tesoro (non Banca d’Italia S.p.A. che come tutti voi sapete è una banca privata) e come l'Inghilterra (pur con una valuta meno forte, almeno inizialmente) avremmo potuto gestire la NOSTRA moneta svalutandola o rivalutandola all'occorrenza. Ci hanno fatto credere che l'ingresso nell'euro fosse un treno da non perdere e ci hanno imbrogliato. Quel treno potevamo perderlo o anzi, avremmo dovuto perderlo per mantenere la nostra indipendenza economica e il nostro tenore di vita (avete idea di quanti miliardi di euro avremo avuto in più in cassa in tutti questi anni? Pensateli poi in Lire. Saremmo stati una potenza). Aver preso quel treno ci ha invece trasformati in meri servitori di poche potentissime famiglie che controllano quasi tutte le banche del mondo, con in mano una valuta che non vale la carta su cui è stampata. Ce l'avrebbero fatta pagare? Forse; però non è detto che sarebbero riusciti a metterci col culo a terra. L'Italia sarebbe probabilmente diventata il paradiso fiscale per tanti e la nostra economia se ne sarebbe giovata. Vi sembra che la Svizzera soffra senza l’euro? Avrebbero tentato di farci affondare con speculazioni varie? Possibile, ma avevamo un tessuto produttivo molto forte e tanto oro nei caveau, in più molti dei nostri cervelli oggi emigrati, sarebbero ancora in Italia a produrre innovazione per il loro Paese. Ci avrebbero dovuto invadere militarmente ma non penso che ci avrebbero provato (ricordate che custodiamo una cinquantina di testate nucleari). Certo non le avremmo mai usate ma è sempre un deterrente solido in caso di situazioni “difficili”. Chi è capace di ragionare meramente in termini matematici può essere un buon tecnico ma mai sarà un grande politico o un leader. Il "capo" deve pensare fuori dalla scatola, deve osare e soprattutto deve farlo per il bene dei suoi concittadini, lasciando il posto allo scadere del suo termine (si parla di rappresentanti del popolo, non di dittatori). I calcoli sono per coloro che eseguono gli ordini. Oggi saremmo un Paese ricco, felice e ben popolato (col benessere nascono famiglie e figli) e invece, grazie alle scelte scellerate dei politici dell'epoca, troppo interessati alla loro pancia e poco interessati al bene della collettività, coadiuvati inoltre nella loro ignoranza, avidità e incompetenza da professoroni che applicando regole canoniche e indiscutibili, altro non hanno fatto se non convincerli ancor di più ad adattarsi proni alla sottomissione dei loro connazionali in cambio di un lauto (all'apparenza) tornaconto personale. Insomma, i governanti di quel momento storico hanno venduto il nostro futuro per un piatto di lenticchie; abbondante ok, infatti ancora oggi se lo godono alla faccia nostra, ma destinato prima o poi a finire. >>SEGUE

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    1. No, non segue perché qui non sono ammessi i commenti a puntate e proviamo una certa insofferenza per chi viene a spiegarci ex cathedra con troppe parole quello che sappiamo benissimo e che abbiamo scritto in due bestseller. Lei è qui per leggere, non per scrivere, e poi per contribuire alla discussione con osservazioni, spunti e richieste concisi e originali, non per fare una supercazzola nella quale dimostra solo la sua colossale incompetenza, che, come si conviene, trasuda presunzione. Studi, le conviene, ne ha bisogno. E le lezzioncine di politica le faccia al suo gatto, non a me, altrimenti rischia di trovarsi nella lettiera. Glielo dico con rispetto, quel rispetto che lei ha per me, e che io merito. Lei, apparentemente, molto meno.

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    2. La vedo confuso. La sera dopo cena prenda del brioschi, magari anche del lexotan. E la mattina dopo aspetti fino a mezzogiorno di scrivere commenti, le 7:33 sono proprio un orario inappropriato. Saluti.

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