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mercoledì 18 novembre 2015

Wer immer strebend sich bemüht...


Habe nun, ach! Philosophie,
Juristerei und Medizin,
Und leider auch Theologie
Durchaus studiert, mit heißem Bemühn.
Da steh' ich nun, ich armer Tor,
Und bin so klug als wie zuvor!






(...ora scrivo per ringraziare. Fra l'altro, il suo intervento è stato un esempio preclaro di onestà intellettuale ed efficacia didattica. Stiamo lavorando per renderlo disponibile in due versioni separate, con audio in italiano e in inglese, in modo da evitare la seccatura di utilizzare il "balance" per selezionare la lingua preferita. Questo, tengo a precisarlo, anche su richiesta di alcuni imprenditori presenti in sala, che vorrebbero tanto che i loro colleghi ascoltassero in che modo un economista tedesco descrive la situazione del nostro paese. Ai diversamente europei penserà, spero, Carmen, e per il resto Mephisto reconnaîtra les siens...)

34 commenti:

  1. Un commento che fa onore al prof Flassbeck; un commento che rende onore ad Alberto, coscienza critica, e infelice, dell'€ in questo paese.

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  2. Non ho ancora visto l'intervento del Prof. Flashback, ma sono curioso di sapere se si è discostano dagli interventi che fino a poco tempo fa teneva cercando una alternativa nell'euro in cui la Germania fosse costretta dalla compagine suina ma mastina a mettere i sui interessi in secondo piano e ad accettare di adattare il proprio costo del lavoro oltre la propria produttività per ridare competitività a paesi come Italia, Francia, Grecia, ecc.
    Si è convertito all'uscita dalla moneta unica?

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    1. Ha preso atto, e ce l'ha detto in pubblico e in privato (e lo ripete nell'articolo citato nel post), del fatto che non sussistono le condizioni politiche per una sopravvivenza dell'euro, nel senso che la Germania non cederà mai. Oggi Schaeuble ha ribadito che la fine dell'euro costerebbe molto alla Germania, e che i paesi del Sud devono migliorare la loro competitività. Il che significa che:

      1) secondo lui noi (che abbiamo meno da perdere) dobbiamo farci il culo per salvare loro (che hanno più da perdere), e

      2) l'Europa che ha in mente Schaeuble è un'Europa dove tutti sono "sopra la media".

      Flassbeck illustra con estrema chiarezza l'illogicità di questo secondo punto, e adombra anche le conseguenze politiche del primo (cioè il potere negoziale che Francia e Italia avrebbero, se volessero usarlo).

      Direi che l'analisi si è evoluta sensibilmente. Siamo lontanissimi dalle posizioni di SEL, per capirci. Il sogno è finito, è arrivata la realtà. D'altra parte, Lafontaine ha da sempre (mi dice Giacché) avuto le idee chiare sul punto. La Linke sta evolvendo. Come numeri, però, credo stia indietro ad AfD, negli ultimi sondaggi. In Germania come in Italia il ritardo si paga e la crisi migratoria torna a vantaggio dei partiti di destra. Sarebbe stato meglio muoversi prima sull'euro e riconoscere che gli immigrati sono un problema a Tor Bella Monaca, non ai Parioli. Il panorama politico, oggi, sarebbe meno squilibrato. Però pace: ci stiamo lavorando.

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  3. Ottima l'idea di separare l'audio visto che a volte la voce italiana si sovrappone a quella inglese e a nulla serve usare il balance. L'ho riscontrato in un intervento del sabato pomeriggio.

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    1. Comunque - io constatai che non c'è problema di canali, ma che su Android i segnali L e R sono sempre un poco mescolati, mentre su PC/MAC sono separati. Ergo il problema è del sistems - una brava app audio dovrebbe fare le cose come si devono e separare.

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  4. Ma perchè dice che è colpa solo della Germania se in Italia e Francia le cose vanno male? La Germania, che come si disse non è una signora bionda etc. è colpevole come Francia e Italia, forse meno. Ovvero, chiarendo in modo pratico ciò che penso con un apologo. Se uno, in una gara di schiaffoni, prende ovviamente sempre schiaffi da uno più forte, e li prende senza possibilità di difesa, dovrebbe evitare di prenderne ancora, ed attrezzarsi quanto meno con idoneee protezioni per recuperare l' handicap, altrimenti le cose sono due, o è scemo o è patologicamente masochista; quello più forte cosa dovrebbe fare, limitarsi? Quello mena perchè vuole vincere la gara e la vince indebolendo l' avversario. Ovviamente dopo caterve di schiaffoni, alla fine il debole muore e il forte non ha più avversari e la gara si estingue e non ci si diverte più e finisce anche il gioco e quindi il pubblico pagante. Allora chi è più colpevole il forte o il debole che ha accettato di combattere alle stesse condizioni?

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    1. Se il debole ha capito che ha accettato delle condizioni a lui sfavorevoli e continua a giocare, è colpevole. Se fa di tutto per cambiare le condizioni, be' una possibilità di combattere alla pari c'è. E' lapalissiano, ma in Italia, fino ad ora, combattevamo contenti a quelle condizioni, ora qualcuno inizia a combattere per cambiarle.

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    2. Inoltre, si suppone che a questo ggioco fognato da tutti non dovrebbe portare alla morte di uno dei contendenti.
      La fola, il peccato originale, sta nel credere che saremo tutti migliori, dopo la frana di sberle.

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    3. ok ma se quello forte che continua a darti schiaffoni contemporaneamente ti dice che è una medicina che ti fa bene, un po di dolo lo ha anche lui...

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    4. Il problema è che gli schiaffoni li hanno presi tutti da entrambe le parti, mentre gli allenatori\manager si spartivano il bottino, come in ogni sana competizione truccata.

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    5. Gomiti a proteggere milza e fegato e guantoni al mento e alle tempie. Mi sa che chi prende gli schiaffoni non coincide esattamente con chi ha organizzato il torneo, difficile altrimenti dimenticarsi certe regoluccie.
      A questo riguardo vorrei esprimere la mia profonda ammirazione per Mimmo Porcaro: un Uomo di sinistra.

      In attesa dell' imminente prevista crisi, hanno già deciso quale via percorrere per uscirne: la guerra. Ma a noi, che abbiamo ancora un lavoro, non rimane che uscire di casa la mattina, tornare esausti la sera e, prima di dormire, torturare la mente sul che fare. Gli incassi stentano a fronteggiare le spese essenziali, provi a ridurle, ma la vita è fatta di imprevisti e non basta mai. Leggi qualche notizia e ti assale un senso d' impotenza di fronte alla forza inarrestabile che ci spinge alla distruzione e all' odio.
      Aggiungerei anche che sono molto stanco. Difficile trovare motivazioni quando sembra che tutto proceda a compromettere il futuro. Mi sforzo di ritrovare quella lucidità che vogliono annientare, perché non è possibile stuprare la vita: "Sapete che c' è? (direbbe qualcuno), me ne batto il belino" del bilancio e domani faccio un bonifico ad A/simmetrie, nella presunzione che qualche amico faccia lo stesso pensiero (oggi, l' unico gesto veramente utile). Questa mattina è arrivata una prima adesione e un po' di gioia rientra dalla finestra. Ancora grazie Alberto, buon lavoro a tutti.

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    6. Concordo con Alberto49.

      I politici nostrani,quelli che ci hanno portati in questa amena €uropa,sono inqualificabili.
      Dirò una bestemmia.Oggi,il nostro principale ostacolo è più la Francia che non la Germania(parlo delle élite),perché è vero che abbiamo lo stesso problema(l'euro),ma è falso che giochiamo nello stesso campionato(il caso libico basta e avanza).
      In Italia esistono solo due tipi di coglioni,"stranamente"coincidenti con quei residuati bellici dei salotti buoni della sinistra radical chic:

      1)Quelli che sperano in un'alleanza coi francesi,e

      2)Qelli che credono di ottenere vantaggi alleandosi coi francesi.

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    7. Scusate ma le regole e la gara dove si fanno? E chi pensa che il gioco passi di mano e' consenziente e in combutta. La storia e la filosofia del soggetto dovrebbero essere note a tutti.

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  5. Bravo, prof.
    Intanto, mentre qualcuno sputa sangue per diffondere consapevolezza (e ci riesce), sul servizio pubblico, dove si raggiungono milioni di cittadini…
    Lunedì sera, contrariamente alle mie abitudini, ho sostato per una decina di minuti davanti alla tele. Compariva in quel momento Alessandro Baricco, autore - tra gli altri capolavori - di una versione dell’Iliade epurata DI TUTTI I RIFERIMENTI ALLE DIVINITÀ. E perché? Perché, secondo Baricco, le apparizioni divine sarebbero troppo lontane dalla nostra sensibilità. Giustissimo. In effetti si legge non per avvicinarsi e confrontarsi alla sensibilità altrui, bensì espungendola e rimanendo confinati nella propria. Bravo.
    Ma di che parlava B? Di Europa. E per dire che cosa? Che all’Europa unita sarebbe mancato “il racconto” (qualcosa di simile alla narraffione, credo).
    In sintesi: l’Europa, e in particolare la moneta unica, sono una cosa meravigliosa, ma è mancata la capacità di raccontarla.
    Una lettura orwellianamente capovolta della situazione. Quello che è mancato al progetto europeo non è affatto il racconto, che al contrario è stato dilagante e pervasivo. Sono mancati i fatti: o meglio, si sono rifiutati di adeguarsi al racconto e se ne sono andati, giustamente, per i fatti loro.
    Il racconto è rimasto solo.
    E quindi? Quindi tutto si tiene. Se tu mutili Omero per adeguarlo al tuo universo mentale, non c’è poi da stupirsi che non rispetti neanche i fatti.
    “È meraviglioso avere una moneta comune, oh quanto”: eccolo il racconto, intoccabile, al riparo dai fatti. Fatti che evidentemente non vuoi conoscere, di cui non ti occupi, su cui probabilmente – ipnotizzato dal racconto – non hai mai indugiato né a informarti né a riflettere.
    Uno dei brani di Omero così diligentemente cancellati da Baricco è tra i più belli dell’Iliade. Racconta di quando Apollo scende dall’Olimpo, per vendicare il suo sacerdote. Che ha patito la prepotenza di Agamennone. E c’è un legame: perché anche il prepotente, tipicamente, è afflitto da disattenzione per i fatti. La Germania, per esempio: Flassbeck mostra i fatti. Che è inutile cercare di coprire con un atto di forza o spazzando la polvere sotto il tappeto, dice. A questo, si oppone il racconto: i popoli del Sud pigri, il debito pubblico, la produttività.
    Poi però arriva Apollo, con l’arco terribile, o arriva anche solo il mercato: e il fatto è che la peste arriva, per tutti.
    E ora, se riesco, vorrei restituire a Omero quello che è di Omero, con buona pace di Baricco (segue).

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  6. Ὣς ἔφατ’· ἔδεισεν δ’ ὁ γέρων καὶ ἐπείθετο μύθῳ·
    βῆ δ’ ἀκέων παρὰ θῖνα πολυφλοίσβοιο θαλάσσης·
    πολλὰ δ’ ἔπειτ’ ἀπάνευθε κιὼν ἠρᾶθ’ ὁ γεραιὸς
    Ἀπόλλωνι ἄνακτι, τὸν ἠύκομος τέκε Λητώ·

    « Κλῦθί μευ, Ἀργυρότοξ’, ὃς Χρύσην ἀμφιβέβηκας
    Κίλλάν τε ζαθέην Τενέδοιό τε ἶφι ἀνάσσεις,
    Σμινθεῦ, εἴ ποτέ τοι χαρίεντ’ ἐπὶ νηὸν ἔρεψα,
    ἢ εἰ δή ποτέ τοι κατὰ πίονα μηρί’ ἔκηα
    ταύρων ἠδ’ αἰγῶν, τὸδε μοι κρήηνον ἐέλδωρ·
    τίσειαν Δαναοὶ ἐμὰ δάκρυα σοῖσι βέλεσσιν. »

    Ὣς ἔφατ’ εὐχόμενος, τοῦ δ’ ἔκλυε Φοῖβος Ἀπόλλων,
    βῆ δὲ κατ’ Οὐλύμποιο καρήνων χωόμενος κῆρ,
    τόξ’ ὤμοισιν ἔχων ἀμφηρεφέα τε φαρέτρην·
    ἔκλαγξαν δ’ ἄρ’ ὀιστοὶ ἐπ’ ὤμων χωομένοιο,
    αὐτοῦ κινηθέντος· ὁ δ’ ἤιε νυκτὶ ἐοικώς·
    ἕζετ’ ἔπειτ’ ἀπάνευθε νεῶν, μετὰ δ’ ἰὸν ἕηκε·
    δεινὴ δὲ κλαγγὴ γένετ’ ἀργυρέοιο βιοῖο·

    Il re disse così. Il vecchio ebbe paura e obbedì al comando. E in silenzio andò verso la riva del mare echeggiante.
    Ma qui, ora che era solo, pregò a lungo, rivolgendosi al signore Apollo, al figlio di Latona dai bei capelli:

    "Arco d'argento, ascoltami. Tu che proteggi Crisa e la divina Cilla, tu che sei signore di Tenedo, o Sminteo, se mai ho eretto per te un santuario a te gradito, se mai ho bruciato per te cosce grasse di tori e capre, esaudisci la mia preghiera: che i Greci paghino le mie lacrime con le tue frecce".

    Così disse, pregando. E lo ascoltò Febo Apollo, e scese dall'Olimpo con il cuore pieno di rabbia, con l'arco in spalla e la faretra ben chiusa da entrambi i lati: e si sentivano le frecce risuonare sulle sue spalle, a ogni passo. Era furente: scendeva, come la notte.
    Si fermò distante dalle navi. Scoccò una freccia: fu terribile il gemito dell'arco d'argento.

    Iliade, I, 37-49

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    1. @nat

      "Mira colui con quella spada in mano,
      che vien dinanzi ai tre sì come sire:
      quelli è Omero poeta sovrano..."
      Dante, Inferno, IV, 86-88

      Molta acqua è passata sotto i ponti tra Dante e Baricco. Forse troppa.

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    2. Hai ragione Celso, ma per chi conserva un cuore aperto l'acqua di Omero può essere vivificante e fertile, a distanza di secoli... pensa al canto di Nausicaa, nell'Odissea, pensa a come quell'acqua è zampillata nuovamente in questa splendida poesia di Montale, che ne riprende diverse immagini:

      Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
      scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
      esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
      e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

      Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
      se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
      o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
      e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

      Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
      sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
      e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
      schietto come la cima di una giovane palma...

      Di solito si fa notare come Montale dal VI canto dell'Odissea riprenda la bella immagine della giovane palma, ma ci sono molti altri echi di quel canto di Omero in questa poesia: l'acqua limpida tra le petraie di un greto (proprio come quella dove Nausicaa era andata a lavare le sue vesti), il bianco cielo quieto a cui fa ritorno Atena, perfino il ramingo che il male del mondo estenua, in fondo, non ricorda Odisseo?
      Questo risorgere di Omero in Montale è forse una delle cose che più mi commuovono della poesia in generale.

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    3. L'arricchimento culturale viene anche dalle diversità. Implica anche il confrontarsi con sensibilità diverse.
      Anche in questo blog, esistono sensibilità diverse. Grazie al cielo.
      Se non fosse così non potrei imparare da voi tutto quello che riesco a comprendere.
      A cosa serve tutta questa voglia di uniformare ?
      Purtroppo lo sappiamo.

      Ora vado ad invocare Apollo, non si sa mai che mi ascolti... :-)

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    4. Volendo un po' estendere il concetto di piritollo, a me pare proprio che Baricco stia piritollando

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    5. Scusate, mi accorgo adesso con raccapriccio e vergogna che l'ultima strofa della poesia di Montale l'ho riportata sbagliata. La versione giusta è questa:

      Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
      sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
      e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
      schietto come la cima d'una giovinetta palma...

      E noterete, infatti, come la versione giusta suona meglio. Scusatemi: ho fatto un copia e incolla senza verificare bene l'attendibilità del sito.

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    6. La cosa che mi conforta, constatando quanti siano i letterati con l'olezzo eurista sotto il naso, è vedere qui uomini di tale profonda cultura umanistica, che hanno capito così profondsmente la terribile disumanità dell'euro ed ovviamente l'assenza di qualsiasi speranza ideale di unione.

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    7. Nota di cronaca o quasi:

      lo sapete che con questa poesia Montale cantava un ballerino o, se vogliamo, danzatore?

      Che nulla toglie ecc. ecc., e la mia è solo la voglia un poco ridanciana di spoetizzare.

      In realtà, grazie, sempre, a @Nat per i suoi risvegli.

      @Celso finalmente incontrato a Montesilvano è stato l'obiettivo primario del mio avventuroso viaggio, facilitatomi e allietatomi dalla compagnia del Goofypullman benissimo organizzato da @Vittorio Banti.

      Ciò senza nulla togliere ecc. ecc.

      Sempre smagliante il Cavajere e al top (quasi) tutti gli altri.

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    8. @ALBERTO49

      UOMINI "di tale profonda cultura umanistica"?

      Cioè @Nat ha cambiato...look?
      E perché non l'avete detto?
      Non ho niente contro gli uomini, "ma"...oppure, per correttezza, non ho niente contro gli uomini, "quindi".

      Quindi, please, non fate disegnini.

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    9. Scusami e mi scusi Nat, ma sono errori che capitano quando non ci si frequenta personalmente; non ho però discriminazioni di questo tipo da rimproverarmi.

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    10. La Piddinitas è ossessionata al negativo dall’essenza sottile delle cose, quanto lo era Michael Jackson dalle malattie e dalla sua origine africana. Al di fuori del retorico esercizio giuridico o sentimentale, non le non riesce proprio a concepire una scala di tono del colore ed evidentemente nemmeno una scala musicale: il modulare continuo e impercettibile delle forme che racchiudono un’essenza procura lei una vertigine cui deve sopperire con l’uniformazione, poiché tale è lo stillicidio di se stessa che deve porre e provare nel cercar di concepire e accogliere l’imbarazzo della diversità reale, che subito un fiotto di vermiglio umore le compare al naso. Viene spontaneo rinfrancarla suggerendo: guarda, è lo sconcerto che si prova nel cercare di conviver con se stessi senza guardare altrove, perché una siffatta scala modulare, un tale gradiente psico-fisico s’incontra nei recessi articolati della propria anima, laddove esista la volontà a osservare. Ma poi, ancor più sotto, v’è quella quiete per eccellenza, sostanza insostanziata e sovrasostanziale, ch’è sì patria comune e eguale a tutti. Eppure la Piddinitas non arriva a tanto, non giunge così a fondo: per essa la profondità ha un che di eccentricamente demoniaco. E non potendo cogliere la placida apátheia dell’oceanico abisso, pretende di tirare a liscio le spumeggianti creste della superficie.

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    11. @ALBERTO49

      Carissimo, ma scherzavo.

      Purtroppo non ho considerato abbastanza il tipo di comunicazione "fredda" che è quella che viaggia on line, come del resto negli sms, che necessita di emoticons qualora il tono non riesca palesemente cioè esageratamente, come in questo caso, scherzoso o emotivamente partecipante.
      Mi ero censurata il grafema equivalente alla faccina sorridente prproprio perché mi sembrava di esagerare, ma quello che è evidente per me può non esserlo per qualcun altro, specie se, come noti, non ci si conosce.

      E adesso faccio le faccine del buon umore :-) :-) :-)

      Ciao!

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    12. @Alberto49 Niente da scusare, anzi grazie dei complimenti. Che non si capisca dal nick se sono un uomo o una donna in fondo mi diverte.

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  7. Riguardo alla traduzione di Baricco, anni fa cercai una qualche recensione critica. M'imbattei, con fortuna, in una recensione scritta da Bruno Gentili e Carmine Catenacci ("Fantasticherie omeriche di Raoul Schrott e la "Nuova" "Iliade" di Alessandro Baricco", in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, 87,3 (2007), pp. 147-161), dove i recensori notano, con ironia, che il metodo di Baricco può essere così compendiato: "far sparire Omero da Omero". In effetti, è quel che vogliono fare su più larga scala politica: far sparire l'Italia dall'Italia.

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  8. Non oso ipotizzare che cosa penserebbe dell'operazione baricco, minuscola doverosa, una filologa classica come Giuliana Lanata, che ha
    indagato sistematicamente e
    sottilmente testi greci da Omero a
    Saffo fino alle Novellae (leges) di
    Giustiniano formulate prima in greco poi in latino, nonché, forse per la prima
    in Italia, gli scritti di Ippocrate per
    l'enciclopedia di autori classici curata
    da Giorgio Colli.
    Gli specialisti sanno di che cosa io stia
    parlando, i non specialisti possono
    fidarsi ma chiedano a quei lettori che
    ne sanno più di me; i non specialisti e solo un po' informati come me spero apprezzino il riferimento, voluto omaggio a una di quei grandi a cui purtroppo nulla si può chiedere più.

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  9. Dietlinde sta facendo il mazzo al Bennato sulla 7

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  10. Scusa Alberto, vedo soltanto ora, essendomi finalmente messa a smaltire gli arretrati... A cosa dovrei pensare? L'articolo di Flassbeck in tedesco purtroppo è oltre la mia portata, e oltretutto vedo che è già stato egregiamente tradotto...mi fossi persa qualcosa abbi la bontà di ripetere, sono un po' distratta da tante cose ultimamente, ma sempre seguacia fedele.

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    1. Si è intromessa un'altra seguacia, ma so che non sei gelosa! Pensa che ora mi tocca rispondere in tedesco...

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    2. Bene! Le vere seguacie si moltiplicano e non si dividono, come la conoscenza (e poi come esser gelosa per le traduzioni dal tedesco, in cui sono assai, ma assai diversamente capace ...)

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